Si Schianta Tutto

 

  By: themaui on Giovedì 31 Ottobre 2013 23:01

FONDONO E FILANO ..::.. postato il 31/10/2013 da Eugenio Benetazzo Con grande presunzione il peggio deve ancora arrivare per le banche italiane, per i suoi azionisti ed anche per la loro clientela. Abbiamo già descritto questa estate il periodo di limbo finanziario che caratterizzerà i prossimi mesi sino ad inizio 2015 quando dovrebbe essere definitivamente predisposto il meccanismo di bail-in (in sintesi basta aiuti da Stato ed Europa alle banche in difficoltà, queste ultime dovranno arrangiarsi, individuando le risorse per il risanamento tra azionisti, obbligazionisti e correntisti). Anche il 2014 si prospetta essere un anno molto caldo soprattutto per le banche sistemiche: sono quelle che a breve saranno vigiliate e controllate solo dalla BCE. Si definiscono banche sistemiche quelle realtà bancarie che detengono attivi superiori a 30 miliardi di Euro: in Italia al momento sono tredici, si va da Unicredit a Carige. In molti mi scrivono per chiedermi se questa o quella banca è sicura oppure no: oggi il termine “sicuro” non ha più alcun significato, lo capiamo di riflesso proprio riflettendo sulle dinamiche che stanno caratterizzando due asset un tempo sicuri, l'immobile residenziale e i titoli di stato italiano. Per tentare di comprendere se una banca è “sicura” almeno sul piano della solidità patrimoniale possiamo fare embrionalmente affidamento proprio su un indicatore nato per misurarla. Si chiama Core Tier 1 e presumo che molti di voi ne abbiamo sentito parlare spesso in questi ultimi mesi: questo quoziente rapporta il capitale di rischio e le riserve di utili non distribuiti al totale degli impieghi ponderati alla classe di rischio. Esprime in buona sostanza quanti mezzi propri ha la banca per far fronte ai prestiti che ha concesso: più alto è questo rapporto più la banca è solida e quindi in teoria almeno presumibilmente sicura. Stando alle trimestrali del 30 Giugno 2013 la banca sistemica italiana con il Core Tier 1 più elevato è Ubibanca (12.70%), seguita da Intesa SanPaolo (12.00%), Unicredit (11.93%), Mediobanca (11.75%), MPS (11.70%), Banco Popolare (10.95%), Credem (9.56%), Popolare di Vicenza (8.11%), BPM (8.07%), Creval (7.98%), Popolare di Sondrio (7.76%), Veneto Banca (7.59%) e Carige (6.90%). Tanto per darvi un metro di paragone Banca Marche, che è stata commissariata il 25 Ottobre, ha un Core Tier 1 di 5.62% stando alla trimestrale del 30 Giugno 2013. Basilea III prevede che una banca sistemica debba avere almeno tale quoziente all'8% per avere la sufficienza scolastica. Il Core Tier 1 è all'origine del credit crunch: le banche attualmente stanno vivendo un processo di deterioramento della qualità del credito che obbliga a contabilizzare sempre più perdite per crediti inesigibili negli anni a venire. Questo rapporto pertanto tende a diminuire a causa di una diminuzione del numeratore (perdite che intaccano il capitale di esercizio). Per rialzarlo sul piano matematico è necessario intervenire o su una diminuzione del denominatore (contrazione di fidi e prestiti) o in un aumento del numeratore (ricorso al mercato con aumenti di capitale). Capite anche voi quale opzione è stata prediletta dopo i crolli di borsa che hanno caratterizzato i bancari negli ultimi cinque anni. Ricordo che questo quoziente consente alla banca di poter esistere in buona salute e di continuare a far fronte ai propri impegni, quindi essere solvibile nei confronti della sua stessa clientela (che si traduce per voi nella sicurezza dei vostri depositi). Se potessi esercitare una qualche autorità nel panorama bancario italiano spingerei per promuovere la fusione delle due big italiane, Unicredit ed Intesa, in modo tale che questa operazione produca a breve un miglioramento reddituale e un contenimento degli oneri amministrati ed operativi della nuova realtà bancaria (pensate solo alla chiusura di tante doppie filiali). Dalla fusione, nascerebbe la seconda banca europea tra le prime dieci nel mondo sia per capitalizzazione che per assets detenuti con una presenza internazionale radicata in quasi tutto il pianeta. La migliore redditività produrrebbe anche una migliore solvibilità che consentirebbe nuove politiche di erogazione del credito: inutile aggiungere che migliaia di attuali dipendenti dovrebbero essere gestiti come esuberi (nel momento in cui sto scrivendo si sta svolgendo la giornata nazionale di sciopero dell'intera categoria). Proprio su questo terreno comunque si svolgerà la selezione di mercato per gli operatori bancari, non si tratterà più solo di Core Tier 1 ma anche e soprattutto di strategia economica di crescita. Il futuro di ogni banca sarà sempre più online e sempre meno sportello, questo significa che oggi gli istituti che hanno scelto di crescere prediligendo la dimensione fisica attraverso aperture o acquisizioni di nuove filiali saranno presto perdenti come modello di business a fronte delle nuove tecnologie con cui si potrà fruire la quasi totalità dei servizi bancari tradizionali (tra due anni arriveranno i Google Glass che sconvolgeranno l'attuale assetto di mercato dei servizi bancari rendendo praticamente medioevali i servizi erogati allo sportello). Questo significa che le banche che avranno dedicato modesti investimenti per integrarsi con lo sviluppo delle nuove tecnologie mobili e digitali si troveranno presto in difficoltà sia sul piano della competitività che redditività dovendo gestire centinaia e centinaia di filiali fiche che si trasformeranno per la maggior parte in generatrici di performance negative. http://www.eugeniobenetazzo.com/banche-sistemiche-italiane.htm

 

  By: defilstrok on Giovedì 31 Ottobre 2013 14:14

Lo paventavo 10 anni fa Adesso è lo stesso Summers a riconoscere che siamo nella Trappola della Liquidità E chi ha studiato Keynes, che l'ha teorizzata, sa che è l'unico caso irrisolvibile. O meglio: che può essere risolto solo da uno shock

 

  By: shabib on Giovedì 31 Ottobre 2013 10:35

DEFIL caro , si vede che il copione lo prevedeva ...siamo al massimo tirato sui market , piu' di cosi' non se puede ...e allora.... Bce: currency swap con banche centrali passano da temporanei a stabili 31 Ottobre 2013 - 09:47 (ASCA) - Roma, 31 ott - La Bce e le banche centrali di Canada, Gran Bretagna, Giappone, Svizzera e Usa hanno convertito gli accordi di swap in valuta da temporanei in stabili. Gli accordi rimaranno in vigore fino a nuove comunicazioni. Lo rende noto la Bce. Gli swap in valuta (currency swap) servono a fornire liquidita' in valuta nelle rispettive aree monetarie di competenza. La Bce, attraverso gli swap, assicura la provvista in valuta( dollaro canadese, sterlina, yen, franco svizzero e dollaro Usa) al sistema bancario dell'eurozona. Viceversa le altre banche centrali, sempre attraveso gli swap, forniscono euro ai rispettivi sistemi bancari. http://www.asca.it/news-Bce__currency_swap_con_banche_centrali_passano_da_temporanei_a_stabili-1330980-ECO.html

 

  By: defilstrok on Giovedì 31 Ottobre 2013 10:28

Allucinante... Soltanto nelle ultimissime ore: - Air France-KLM dichiara di aver svalutato integralmente la partecipazione in Alitalia - VW dichiara un calo degli utili dell'87% - le vendite al dettaglio continuano desolatamente a calare anche in Germania e Francia - i principali gestori del mondo mettono in guardia su quella che ormai è definita la madre di tutte le bolle E gli indici? quassù!

 

  By: themaui on Mercoledì 30 Ottobre 2013 15:50

Rivelazione di Gasparri: Napolitano capo del governo, Letta numero 2. http://www.beppegrillo.it/video_gallery.php?video=Gasparri_costituzione&image=http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/gasparri_costituzione_vid.jpg&title=Rivelazione%20di%20Gasparri:%20Napolitano%20capo%20del%20governo,%20Letta%20numero%202

 

  By: lutrom on Mercoledì 30 Ottobre 2013 09:25

Defil, Guidone, sshhhhhh, state zitti, altrimenti alcuni somari qui dentro diranno che credete ai rettiliani, eh eh eh... P.S.: ma, tra una ventina d'anni, vedremo i somari ricredersi: comunque, guarda caso, coloro che oggi ci accusano di credere ai rettiliani erano più o meno gli stessi che fino a ieri discutevano delle immense differenze tra nanisti e sinistri, più altre amene discussioni su altre cose che la storia ha dimostrato essere un mare di balle: anche allora venivamo accusati di credere ai rettiliani... Ogni tanto, dopo tanto parlare, passati gli anni e visti i risultati, bisognerebbe vedere chi sparava veramente balle e credeva ai rettiliani e chi invece era capace di vedere la semplice e chiarissima realtà... Un po' come in borsa: uno può fare oggi 2.000 previsioni mettendo un mare di grafici e dimostrando immense conoscenze di analisi tecnica e fondamentale; però, poi, la verità la dirà solo il tempo, quando chi ha seguito il guru dell'analisi tecnica e fondamentale avrà perso pure le mutande (usate)... Ed invece un apparente sempliciotto (ma con la testa moooolto a posto!!!!!) magari sarà riuscito a guadagnare bene...

 

  By: guidone on Martedì 29 Ottobre 2013 15:01

Allucinante! "stiamo distruggendo la domanda interna". L'ho ascoltato due volte, incredulo Con tanto di sorriso compiaciuto. Ben peggiore il silenzio assoluto su questa vicenda. Non e' incapacita' e' un disegno cosciente a danno di tutti.

 

  By: defilstrok on Martedì 29 Ottobre 2013 14:53

Allucinante! "stiamo distruggendo la domanda interna". L'ho ascoltato due volte, incredulo

 

  By: guidone on Martedì 29 Ottobre 2013 13:26

Fatela girare per il bene dei vostri figli http://terrarealtime.blogspot.it/2013/10/video-scandalo-monti-fiero-alla-cnn.html

 

  By: alberta on Lunedì 28 Ottobre 2013 09:48

Da che parte sarà la verità ????? http://it.finance.yahoo.com/notizie/leggenda-dei-buchi-nelle-banche-080000302.html

 

  By: themaui on Sabato 26 Ottobre 2013 15:02

ORMAI MEGLIO COMMISSARIARE ..::.. postato il 24/10/2013 di Eugenio Benetazzo Tratto dall'intervista su East Journal a cura di Valerio Pierantozzi: Lo shutdown avrà un fortissimo impatto reale sulla vita quotidiana di tanti americani. Rimarranno senza stipendio, ma dovranno pagare le bollette e i mutui. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti Barack Obama spaventava gli americani riguardo al rischio di fallimento. Si è partiti da qui, dallo sfiorato default degli Usa, e si è finiti poi per parlare di sanità pubblica, di Europa e della situazione in Italia, passando ovviamente da Oriente, cioè dalla Cina. Questo è quanto venuto fuori da una chiacchierata con Eugenio Benetazzo, economista indipendente che con le sue opinioni non ha mai paura di andare controcorrente. Negli anni si è affermato anche come un apprezzato e autorevole analista finanziario, avendo spesso previsto con largo anticipo alcuni scenari internazionali grazie alle sue spiccate capacità di “leggere” il panorama socioeconomico della nostra epoca. Parlare con lui può essere spiazzante, proprio perché ogni volta sa concentrarsi sul punto davvero importante della questione, senza badare al fumo che sta intorno. Benetazzo, gli Stati Uniti sono stati davvero vicini al fallimento? Sì, ma ora questo tipo di rischio non c’è più perché il Congresso è intervenuto sul tetto del debito. Ovvero ha alzato la cifra massima che il governo può chiedere in prestito per finanziare le sue spese. Ma è un limite che gli USA ritoccano pressoché ogni anno. Non è in fondo una specie di trucco finanziario? No assolutamente, non esistono trucchi qui. Si tratta di un dispositivo che richiede l’approvazione del Congresso e che permette all’amministrazione federale di prendere più denaro in prestito. E finché l’alzamento del tetto non è stato legalmente approvato, negli Stati Uniti rimane tutto fermo. Come si sta muovendo la Cina in questo scenario ? Ricordiamo che la Cina, dopo il Giappone, è il paese che ha la maggior esposizione sul debito pubblico americano. Il nuovo presidente Xi Jinping sta lavorando su un modello che si basi anche sullo sviluppo industriale, e non solo sull’attività manifatturiera. Si sta lavorando anche sulla crescita del mercato interno e l’attrazione di investitori stranieri, in special modo per quanto riguarda le nuove tecnologie. Insomma, Xi Jinping sta traghettando l’economia cinese da un modello basato sull’esportazione a uno basato sui consumi interni. Tornando in America, molti dicono che questo accordo avvenuto fra democratici e repubblicani sia solo un compromesso che ritarderà il fallimento di qualche mese. Il default negli Stati Uniti non avverrà mai. Credo che sia proprio un’eventualità che è stata messa al bando. In Italia se ne è parlato parecchio e spesso male, molte volte perché non ci sono corrispondenti che coprono bene le notizie, ma si limitano a fare copia e incolla con le fonti statunitensi. Comunque al momento quella del default non è proprio un’eventualità contemplata. Agli americani è bastato vedere cosa è successo per il fallimento della Lehman Brothers, cinque anni fa. Dunque? Quindi è inutile parlare di shutdown, è una perdita di tempo. Sarebbe come parlare della semifinale dei mondiali mentre stanno giocando la finale. Parliamo della finale, allora. È sull’Obama Care che si gioca la partita. Grazie a questa riforma circa 38 milioni di statunitensi potranno avere una copertura sanitaria, a differenza di quello che avveniva prima. Ma a una buona fetta di popolazione tale impostazione socialista non è affatto di gradimento. L’americano “medio” è contento del proprio sistema sanitario, un sistema dove se paghi tanto hai tanto, e se paghi poco hai di meno. In Italia sarebbe impensabile una riforma in tal senso. Lasci stare quello che dicono in Italia. Mentre noi ci chiediamo: “Ma come fanno negli USA ad accettare un sistema sanitario del genere?”, in America si fanno la stessa domanda su di noi. “Ma com’è possibile – si chiedono – che il contribuente italiano accetti di pagare una quota rilevante dal punto di vista percentuale, foraggiando un sistema dove tutti pagano per tutti?”. E la soluzione quale sarebbe? La mia proposta è quella di un sistema ibrido, dove siano garantiti dei livelli essenziali di assistenza, ma sia introdotta una “Health Tax”, cioè un’imposta in cui i cittadini sopra i 16 anni pagano in base a quanto gli stessi per ragioni induttive saranno imputati a generare nel corso degli anni. Siccome prevenire è meglio che curare, questo avrebbe un ricaduta positiva anche nella qualità della vità media dell’italiano. In pratica, più una persona si mantiene in forma con uno stile di vita il più possibile sano, meno pagherà di tasse sanitarie. Da un po’ di tempo si paventa l’istituzione di un mercato unico euroamericano, il cosiddetto Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). È un’ipotesi realizzabile? E per l’Italia quali sarebbero i benefici? Sarebbe la naturale evoluzione della Comunità Economica Europea: unire le potenzialità di due mercati distanti tra loro ma non così diversi. Sarebbe un passo importante soprattutto per contrastare l’imponente crescita e l’ingerenza in Europa di alcuni mercati asiatici. Per quanto riguarda l’Italia, invece, è difficile dire qualcosa, visto che il Paese sarà probabilmente commissariato dalla UE nei prossimi mesi. Come dice, scusi? Non lo dico io. Sono questioni che sono state sollevate dagli organismi sovranazionali a Bruxelles. Se il governo Letta non ha il coraggio di prendere le strade per le riforme necessarie al Paese, dovrà intervenire l’Europa. “Commissariamento” forse è un termine impreciso. Si tratta in realtà dell’applicazione del piano di intervento studiato dalla Unione Europea lo scorso anno, strutturato per proteggere la stessa sopravvivenza dell'Europa. Sembra di capire che sia una cosa positiva, dal suo punto di vista. In Italia si pensa solo alle leggi di stabilità. Ma in Europa si aspettano da noi degli interventi strutturali sulla spesa pubblica che vadano a incidere profondamente sull’economia italiana. A questo punto, mi auguro che avvenga davvero questo “commissariamento”: servirebbe per cambiare qualcosa. Meglio un intervento esterno che continuare con questi governi che non hanno il coraggio di andare nella direzione necessaria perché sono ostaggio delle varie e numerose lobby. http://www.eugeniobenetazzo.com/commissariamento-da-europa.htm

 

  By: themaui on Sabato 26 Ottobre 2013 14:57

Aspettando il downgrade di Eugenio Benetazzo. Benetazzo spiega in parole povere cosa ci aspetta. http://www.youtube.com/watch?v=TqAgkG5z2w0

Non c'è mai stata tanta ricchezza come adesso (e tanto debito) - GZ  

  By: GZ on Venerdì 25 Ottobre 2013 21:15

intervista sul blog di Grillo al prof. Bruno Amoroso, che insegna a Copenaghen ed ha scritto due o tre libri piuttosto radicali (^"Figli di Troika - Piero Ricca intervista il prof. Bruno Amoroso"#http://www.beppegrillo.it/2013/10/figli_di_troika.html^). L'impostazione è condivisibile, ma sottavaluta un fatto eclatante e cioè che LA RICCHEZZA FINANZIARIA E' AUMENTATA DI CIRCA 30.000 MILIARDI nel mondo anche durante "la crisi", nonostante la caduta di diverse borse (europee e cinesi) e degli immobili in molti paesi. Cioè Amoroso non vede che per effetto del rialzo continuo di tutte le obbligazioni (che si interrotto solo da qualche mese, ma che continua per i BTP e i bonds del sud-europa e irlanda), delle borse e anche degli immobili (in Canada, Australia, USA, Germania, Inghilterra) non c'è mai stata tanta ricchezza come adesso nel mondo. Credit Suisse calcola che dal 2000 (quindi un anno in cui le borse erano a livelli alti) ^la ricchezza finanziaria totale nel mondo è aumentata del 61%#https://www.credit-suisse.com/news/en/media_release.jsp?ns=41610^ ed è arrivata a 315.000 miliardi (quattro volte il PIL mondiale). Anche in Italia, chi avesse tenuto tutti i suoi risparmi in BTP dopo la crisi di Lehman negli ultimi cinque anni avrebbe goduto di un rendimento REALE (al netto dell'inflazione) del 3% in media per cui avrebbe aumentato la propria ricchezza reale (se reinvestiva le cedole) del +20% alla faccia della crisi. Nel 2011 avrebbe avuto uno spavento perchè erano collati del -30%, ma se li vende ora ha guadagnato un 20% in termini reali in cinque anni. Facciamo l'esempio più clamoroso, la borsa spagnola è risalita del 100% circa dal minimo (ETF in dollari della Spagna, ^EWP#^) da quando c'è stata la crisi dei bonds del sud-europa del 2011 anche se l'economia spagnola continua ad affondare. I suoi bonds sono sui massimi e la sua borsa è raddoppiata in due anni anche se le imprese spagnole in aggregato sono le più indebitate del mondo e il loro indebitamento è salito ancora dal 2007. Per effetto però effetto dei tassi di interesse bassi e delle garanzie della BCE di Draghi il loro valore sale... Le società medio-piccole italiane dello "Star" sono salite di un 50% dalla crisi del 2011 ^anche se il loro indebitamento aggregato è aumentato#^ molto e le rende sempre più fragili L'aumento continuo e sistematico del Credito spinto dalle politiche di "Alleggerimento Quantitativo" e di tassi di interesse zero produce un continuo rialzo degli asset finanziari ed immobiliari nel mondo e crea un enorme ricchezza, sulla carta, cioè fino a quando gli immobili, le azioni e le obbligazioni non crollino. Sono circa 30 anni che gli asset finanziari e immobiliari crescono ad un ritmo triplo del reddito e del PIL e ancora il meccanismo non si è inceppato Questa è la differenza con gli anni '30 e questo rende il sistema attuale molto forte. Oggi tutte le banche centrali e i ministri delle finanze (e in pratica tutti i governi occidentali) agiscono di concerto e le Banche Centrali, che sono la forza dominante perchè controllano indirettamente la creazione di moneta, a differenza degli anni '30 hanno ben chiaro che devono gonfiare il credito e gli asset finanziari. Questo impedisce la crisi bancaria di cui parla Amoroso e pacifica la popolazione, perchè la fascia alta si arricchisce. Il resto dei lavoratori e molti che lavorano in proprio qui in occidente invece viene spremuto da tasse e interessi, però non sa dove appigliarsi perchè in apparenza l'economia, le banche e i mercati funzionano Amoroso parla come se l'"Alleggerimento Quantitativo" e il rialzo continuo dei mercati finanziari e anche degli immobili (dalla Cina all'Inghilterra alla Germania) non esistesse. Parla di "rapina colossale" e "default" inevitabile, ma non è un quadro esatto di quello che succede, molta gente non è mai stata così ricca. Per chi aveva ricchezza investita di qualche genere, in immobili o asset finanziari di qualunque genere, con poche eccezioni come l'Italia (e non per chi avesse avuto tutto investito in bonds) le cose sono andate bene anche dopo la crisi del 2008. E il default non è inevitabile, perchè le banche centrali creano moneta se vogliono... Come si vede però dai grafici che ho calcolato usando i dati del sito della FED c'è una rincorsa continua tra il Credito e la Ricchezza: nel 2008 in America il Credito era arrivato ad essere pari alla ricchezza e poi di nuovo grazie a 4mila miliardi di liquidità della FED questa è risalita di 20mila miliardi. Se però guardi il secondo grafico vedi che dal 1980 il loro rapporto cala di continuo cioè il Credito sta per raggiungere la Ricchezza. Dato che il Credito è ovviamente anche un Debito per qualcuno, dietro la continua salita della ricchezza c'è un continuo aumento del debito, più o meno allo stesso ritmo. Per cui gran parte di questa ricchezza è fittizia, ha dietro solo del credito. In sintesi, il Credito, il Debito e la Ricchezza continuano a salire ad un ritmo doppio o triplo del Reddito o PIL da 30 anni, nel 2008 il credito e il debito avevano raggiunto la ricchezza il sistema stava per saltare, ora hanno spinto di nuovo su la ricchezza di più, ma hanno anche spinto su il credito...e intanto il reddito prodotto continua a crescere sempre molto di meno...

 

  By: Moderatore on Venerdì 25 Ottobre 2013 20:45

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  By: hobi50 on Giovedì 24 Ottobre 2013 14:38

A Draghi interessano solo le banche che ,con soldi pubblici,possono andare ancora avanti senza penalizzare troppo azionisti e bond holder. Quando invece ,per la gravità delle perdite ,gli interessi di azionisti e bond holder non possono essere salvaguardati ,...allora le banche possono fallire . Concetto tutto sbagliato che solo in un mondo di somari può passare. Da salvaguardare sono il risparmio e l'attività bancaria senza il "credit crunch" che l'azzoppa. Gli interessi di azionisti e bond holder vengono buoni ultimi nella scala degli interessi da salvaguardare. Hobi