Si Schianta Tutto

 

  By: sol on Domenica 22 Dicembre 2013 01:16

Sembra una sorta di semplificazione, ovviamente non per noi ma per il fisco. Posso immaginare che con questo sistema verranno sicuramente controllati coloro che chiederanno di non applicare l'imposta alla fonte in fase di rientro dei flussi il che riduce di molto la platea dei contribuenti da verificare. Infatti e' specificato che <<L’intermediario comunica le posizioni per le quali non sia stato applicato il prelievo alla fonte.>> Secondo logica per chi ha optato per il sistema dichiarativo non cambia niente visto che ha comunque la possibilita' di non farsi applicare l'imposta alla fonte rilasciando una dichiarazione. Chi puo' contestare qualcosa se tu indichi alla banca che quello che sta rientrando non e' reddito tassabile ? Da nessuna parte e' indicato che una parte deve essere per forza reddito, bisogna pero' dichiararlo palesemente al contrario di come si faceva fino ad ora, altrimenti la banca lo presume per legge. l'art.4 del decreto legge n. 167 del 1990 comma 2 <<Nel caso in cui gli intermediari intervengano nella riscossione dei predetti redditi di capitale e redditi diversi, il contribuente è tenuto a fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile. In mancanza di tali informazioni la ritenuta o l'imposta sostitutiva è applicata sull'intero importo del flusso messo in pagamento.>> Devi comunque operare in regime di dichiarazione perche' nella circolare si parla di ritenuta alla fonte a TITOLO DI ACCONTO non a titolo definitivo. Per quanto riguarda i pagamenti presumo che se hai pagato qualcosa a titolo di acconto lo detrai altrimenti continui a fare come facevi fino ad ora. La mia ovviamente e' una interpretazione secondo il buonsenso, un commercialista magari avendo acquisito la logica contorta di questi burocrati sapra' fare di meglio.

 

  By: overqualified on Sabato 21 Dicembre 2013 21:08

Qualcuno ha una bozza di autodichiarazione da presentare alla banca per salvaguardarsi dal taglieggiamento del 20% sui bonifici esteri in entrata?

 

  By: Rest on Sabato 21 Dicembre 2013 20:11

Scusa Sol, ma se in effetti si tratta di redditi da capitale, posso comunque optare in toto per il regime della dichiarazione? sembra che questa possibilità non sia più concessa Se come dici tu, io affermo (il falso) con l'autocertificazione, e quindi non chiedo alla banca di intervenire come sostituto d'imposta perchè preferisco "fare i conti" il 30 novembre per versare il 100% dell'acconto del 16 dicembre, a questo punto sono sotto sanzione? e poi mi sembra che in ogni caso devi compilare il quadro RW e poi pagare con l'F24 il saldo a conguaglio. Pare un ibrido... La banca preleva e versa all'erario il 20% ad ogni bonifico in entrata e poi mi impone (dal 2013) l'anticipo del 100% per il periodo gennaio -novembre da versare il 16 dicembre Potrebbe capitare che i bonifici in entrata non siano corripondenti al guadagno effettivo del reddito da capitale del periodo (in più o in meno) e infatti dovrei appunto ricalcolare l'imposta complessiva prima il 30 novembre per l'acconto e poi l'anno successivo per il saldo Se invece scelgo un broker italiano e opto per il regime amministrato non sono tenuto a nulla sotto il profilo fiscale, fa tutto il broker, mentre con il broker estero devo fare molto di più

 

  By: sol on Sabato 21 Dicembre 2013 17:52

---------- Il prelievo alla fonte di cui al primo, secondo e terzo periodo del comma 2 del citato articolo 4 va effettuato nei confronti dei contribuenti appartenenti alle categorie alle quali si applicano gli obblighi di monitoraggio, nel momento in cui gli intermediari intervengono nella riscossione dei predetti REDDITI e FLUSSI FINANZIARI e deve essere versata entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione del prelievo, secondo le regole ordinarie. IL PRELIEVO VA IN OGNI CASO EFFETTUATO, indipendentemente da un incarico alla riscossione, A MENO CHE il contribuente non attesti, mediante un’autocertificazione resa in forma libera, che i flussi non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da attività estere di natura finanziaria. L’autocertificazione può essere resa in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che saranno accreditati presso il medesimo intermediario, salva contraria specifica indicazione da parte del contribuente. ---------- E' scritto (altrimenti non avrebbe senso quel IN OGNI CASO) che il fisco dal 2014 considera tutti i flussi finanziari in entrata automaticamente reddito a meno che non sia attestato diversamente dal beneficiario tramite autocertificazione. Quindi andate nella vostra banca beneficiaria e attestate preventivamente che tutto quello che proviene da un determinato conto estero non e' reddito di capitale o redditi diverso derivanti da investimenti e quindi che non e' tassabile come tale. Fino ad ora invece succedeva il contrario, era considerato tutto capitale ed era possibile incaricare la banca di trattenere le imposte su determinati bonifici in entrata da considerare come redditi in modo da applicare la ritenuta alla fonte per non dichiararli poi in sede di dichiarazione dei redditi. E' il caso dell'accredito annuo degli interessi riscossi su conti esteri in paesi che effettuano lo scambio dati col nostro, per evitare la doppia imposizione.

 

  By: Rest on Sabato 21 Dicembre 2013 16:36

qualche commercialista di passaggio please.... la questione è semplice: tutte le banche sono OBBLIGATE DALL'AGENZIA ENTRATE ad operare come sostituto d'imposta? E' STATO ABOLITO IL REGIME DELLA DICHIARAZIONE???

 

  By: traderosca on Sabato 21 Dicembre 2013 16:24

....Il secondo e terzo periodo del medesimo comma 2 introducono una ritenuta alla fonte a titolo d’acconto con l’aliquota del 20 per cento sui seguenti redditi di capitale e redditi diversi, derivanti da investimenti all’estero e da attività estere di natura finanziaria, che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente:.....

 

  By: Rest on Sabato 21 Dicembre 2013 16:03

Scusate qualcuno è in grado di specificare meglio? Sembrerebbe che dal 1 gennaio la banca, qualsiasi banca operi come sostituto d'imposta (20%)sui bonifici in rientro dall'estero A me sembra una stronzata....prego qualcuno più esperto di me di commentare

 

  By: traderosca on Sabato 21 Dicembre 2013 15:57

"Ma il problema non sta qui. La domanda giusta è: che kaz.zo gli facciamo fare alla gente nel prossimo futuro? Il problema è alle porte o sbaglio? Ne sentiamo già gli effetti o sbaglio? Sperate ancora che aumenti l'occupazione vero? Oddio sperare non costa molto, per cui sperate dai. Fate quello che volete ma la domanda giusta rimane sempre quella: che kaz.zo gli facciamo fare alle gente?" Morphy,Roberto, bellissimi i vostri interventi qui sotto,fotografano esattamente la situazione e i grandi cambiamenti in atto,ma vorrei rispondere all'ultima domanda:cosa facciamo fare alla gente nel prossimo futuro? E' una domanda che mi ronzava nelle orecchie tanti anni fa.......... Negli anni 60,ero un giovane intraprendente che scelsi di studiare e approfondire il mondo dei computer che tanto mi appassionava e lo ritenevo uno strumento rivoluzionario che poteva portare beneficio alla organizzazione per me arcaica delle aziende di quel periodo,ma non solo alle aziende........... Si entrava nelle aziende con queste nuove macchine con lo scopo di automatizzare quei processi oramai obsoleti che richiedevano schiere di impiegati che manipolavano sempre lo stesso documento con strumenti tipo la penna e nei casi più evoluti macchine elettromeccaniche che avevano fatto la fortuna di aziende tipo l'Olivetti. Lo scopo del computer non era solo quello di sostituire il lavoro manuale degli impiegati ma di ottenere informazioni sulla gestione aziendale di tutti i tipi,che sarebbe stato impossibile ottenerle con i metodi e gli strumenti tradizionali. Mi trovai in una situazione alquanto imbarazzante:invidiato,odiato,a volte deriso dai colleghi degli altri settori,le accuse erano sempre quelle ovunque,di eliminare mano d'opera con i nuovi sistemi e quindi auspicavano il fallimento del progetto che procedeva con fatica e poca collaborazione a volte sabotato dai colleghi. Il progresso e l'evoluzione non lo puoi fermare.Ben presto arrivarono i risultati con enorme soddisfazione degli addetti ai lavori,ma aimè con qualche problema per chi non si era adeguato.Le critiche e le domande che si ponevano in tantissimi erano più o meno le stesse scritte all'inizio del testo. L'uso del computer entrò in tutti i settori e aiutò l'uomo a progredire e migliorare le proprie condizioni di vita non solo nelle attività commerciali,ma anche nelle telecomunicazioni,nelle attività di produzione,nella chimica e farmaceutica,ecc,ecc,ecc.. In altri periodi l'uomo è stato artefice del progresso e il pensiero vola alla scoperta dell'energia elettrica,fu una grande rivoluzione,ma chi un in quel periodo non si seppe adeguare e continuò produrre candele.........che dire dell'evento delle macchine. L'uomo si è sempre saputo adeguare cogliendo i frutti del progresso e se le nuove tecnologie contribuiranno a migliorare le condizioni dell'uomo,saranno di sicuro successo. Ai posteri l'ardua sentenza.......... imho

 

  By: Paolo_B on Sabato 21 Dicembre 2013 13:36

Fibott, ho letto velocemente il link che hai dato, forse troppo velocemente perché lì mi pare che si dica - senza alcuna sorpresa (mi pare dovutissimo) - che il 20 % si applica su plusvalenze e interessi percepiti, non sulla somma che si riporta in Italia. Del resto sarebbe idiota se fosse altrimenti. Nessuno rimpatrierebbe più niente. Io ho conti in Austria e in Usa denunciati in RW e su cui pago regolari tasse. Se mi dicono che mi prendono soldi a riportarli qua non ce li porto più. Legga qualcun altro la legge per verificare meglio.

REGALO DI NATALE DI BEFERA !!!! - Fibott  

  By: Fibott on Sabato 21 Dicembre 2013 12:30

Stock: eurinok a0-fx

REGALO DI NATALE !!!!!!!! Befera Time: attenzione a quando rimpatriate con bonifico somme da conti esteri: la banca italiana dovrà trattenere dal 2014 una ritenuta d'acconto del 20% (provvedimento 151663 del 18 dicembre). http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/provvedimenti/2013/dicembre+2013+provvedimenti/provvedimento+del+18+dicembre+2013+monitoraggio+fiscale/provv+151663.pdf

 

  By: Morphy on Sabato 21 Dicembre 2013 11:10

Roberto: "L’imprenditore cerca di capire le cause circa la perdita di fatturato, cercando di porvi rimedio..." Ecco il problema è proprio questo. Capire le cause. E' oramai anni che vado ripetendo questa piffera. Il "problema" è la tecnologia. Il nostro "problema" si chiama ROBOT. ========= Nel settore musicale dischi non se ne vendono più, per cui bye-bye fabbriche, corrieri e negozi che distribuiscono, si fa tutto on-line. Rimangono i film? bene stessa fine, fine delle vendite di cassette, dvd, cd, per cui bye-bye a tutta la struttura pure qui, si fa tutto on-line. Manager che viaggiano per firmare contratti? No cari, documenti elettronici e video conferenze. Per cui bye-bye travel for business. Solo turisti che tirano sul prezzo. Negozi alimentari? Niente da fare. Fabbriche che sfornano ogni tipo di alimento. Risultato? La grande distribuzione si mangia la piccola al dettaglio. La scampano solo i panettieri che tra l'altro ne approfittano e integrano la vendita con qualche alimento diverso. Fiiiuuu che fortuna, siamo indistruttibili dicono. Bene, la tecnologia avanza e le grandi catene si fanno il pane dietro il bancone. Bye-bye panettieri. Mercato globale mi ci ficco. Cavolo mi aumenta la richiesta per singolo prodotto, posso automatizzare. Considerando che i robot me li tirano a dietro, ne approfitto. Così prendo a calci nel sedere pure la Camusso e non devo nemmeno fare il sostituto d'imposta. Bye-bye operai. Google sta affinando la guida automatica dei mezzi (si avete capito, automobili che si autoguidano). Sta facendo prove per la consegna di merce a domicilio (ci mettono su un robottino). Quando ci riuscirà e non ci manca molto, allora Bye-bye magazzini per la vendita fisica si fa tutto on-line. Bye-bye autisti dei corrieri. E se poi applichiamo la tecnologia al trasporto pesante? Allora Bye-bye camionisti rumeni con buona pace della delocalizzazione. La Cina si fa il suo smartphone. Bene si sciolgono i patti, Apple cambia rotta, mette giù i robot sotto casa dice bye-bye a Foxconn e fa PIL in Ammerika. Ohhhoo caz.zoo, Apple fa PIL ma l'occupazione non aumenta. Gli economisti non capiscono il fenomeno, dicono impossibile, i libri parlano chiaro. Questa è l'equazione A+B-B+B-B=A. Sarà complessa ma è giusta c'è sul libro. Se la fabbrica aumenta il fatturato deve necessariamente aumentare l'okkupazione. Ehi Brunetta, chiama Fassino, chiama tutti, si anche la Camusso, facciamo una riunione per decidere. Abbiamo il piano casa. Se ristrutturi il garage ti permettiamo di scaricare il 48,7539(&%"98/&78778% del costo della porta basculante spalmata sulla tua dichiarazione nei prossimi 20 anni (o kazzo che manna). Ehi Fassino non può funzionare così, devi tassare Google 0.0052 cent per click. SI ma Google poi li recupera sul costo della pubblicità, cioè pagano le imprese. Fassino: e chissenefrega delle imprese, tanto siamo già allo sfascio. Brunetta: si è vero siamo allo sfascio tanto vale... ====== OK scherzi a parte. C'è un problema oggettivo che dobbiamo capire, il problema si chiama ROBOT. E lo dovete capire prima o poi ed è meglio prima che poi. Certo mi rendo benissimo conto che possiamo mettere le tasse sui robot così un giorno avranno pure loro la pensione, possono usufruire dei servizi, e magari andare all'ospedale quando si ammalano (ops dal tecnico di fiducia) senza spendere. Ma il problema non sta qui. La domanda giusta è: che kaz.zo gli facciamo fare alla gente nel prossimo futuro? Il problema è alle porte o sbaglio? Ne sentiamo già gli effetti o sbaglio? Sperate ancora che aumenti l'occupazione vero? Oddio sperare non costa molto, per cui sperate dai. Fate quello che volete ma la domanda giusta rimane sempre quella: che kaz.zo gli facciamo fare alle gente? morphy

Io, purtroppo, mi sembra che non ci sia nulla da fare...

 

 

  By: Roberto964 on Sabato 21 Dicembre 2013 09:25

Morte di un’impresa. La dinamica in 7 punti. 1) Azienda tipo: piccola impresa familiare PMI, ramo qualsiasi, clientela nazionale o vicinale selezionata. Buona marginazione e nessun problema di liquidità. I ricavi sono costantemente investiti in azienda e/o in immobili. Da 30 o più anni sulla piazza. Buona esperienza e conoscenza del mercato, buona clientela e fatturato in crescita costante sino al 2000. Fatturato stazionario o in decrescita lenta ma costante a partire dal 2003. 2) Dal 2008 cominciano a scendere in maniera preoccupante i fatturati e scarseggia la liquidità: si usa l’affidamento bancario per mandare avanti l’attività. L’imprenditore cerca di capire le cause circa la perdita di fatturato, cercando di porvi rimedio. Si pensa di essere diventati poco “attrattivi” e generalmente si da vita ad una svendita degli stock esistenti per rinnovare il “look” e/o la gamma dei prodotti. Con il ricavato che è spesso il prezzo di acquisto o anche meno, si rinnovano gli investimenti, cercando di “aggiustare” il tiro. Questo periodo dura grosso modo 12/18 mesi. Siamo alla seconda metà del 2009. 3) Nei primi tempi che seguono la ristrutturazione, che spesso è foriera di nuovi debiti contratti per investimenti fissi e non, le vendite migliorano ma ben al di sotto delle aspettative. Il nuovo ciclo viene accompagnato da promozioni a prezzi speciali che fanno perdere marginazione all’azienda. Intanto le scadenze cominciano implacabili ad arrivare e si aggiungono alle spese correnti che nel frattempo sono costantemente aumentate a causa della voracità della Pubblica Amministrazione. Siamo alla fine del 2010. 4) Sperando che arrivi una imminente e robusta crescita si chiede altro affidamento sullo scoperto di conto. Si porta a ZERO il magazzino, monetizzandolo. In azienda aumentano le preoccupazioni e l’aria si fa pesante. Tutto il 2011 passa tra alti e bassi. Le banche cominciano a mettere un freno al credito. vengono messe in vendita proprietà immobiliari che sempre di più diventano un peso: le offerte sono troppo basse e si tentenna ancora. L’imprenditore e la sua famiglia cominciano ad intaccare i risparmi personali pregressi, immettendo liquidità nell’impresa. Si fa ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti. 5) Inizi del 2012: le commesse non arrivano: fax e telefono sono muti e comincia il panico. Le banche oramai telefonano tutti i giorni chiedendo un rientro più o meno immediato del 30/40/50% dell’affidamento sino ad allora concesso: non credono più nel tuo business. La depressione derivante dal senso di impotenza aumenta ogni giorno di più. Le liti familiari si susseguono. La cassa integrazione sta per finire. Si prende una decisione forte: vengono a malincuore licenziati dei dipendenti e si riducono all’osso le spese correnti. I risparmi personali stanno finendo. Si decide di non pagare tasse, contributi e nei casi più gravi l’IVA. Si pagano regolarmente solo i fornitori. I dipendenti rimasti cominciano a riscuotere a singhiozzo. 6) Siamo agli inizi del 2013: si svendono gli immobili, anche di pregio, ad un prezzo ancora più basso e si cerca di tamponare con le banche. Di ripresa neanche l’ombra. I dipendenti oramai non riscuotono regolarmente da diversi mesi e anche i fornitori cominciano a richiedere pagamenti in contrassegno. Le cartelle di equitalia arrivano a cadenza mensile. Il 2013 sta finendo ma di ripresa neanche l’ombra. Il terrore del fallimento comincia a prendere prepotentemente corpo. 7) 2014: tutte le risorse pregresse sono terminate. Si cerca in qualsiasi modo di salvare la casa dove si vive, ricorrendo a qualsiasi escamotage: è tutto vano: è la FINE, il game over. Ai più fortunati si presenta un radioso futuro da emigrante, magari in germania. Roberto Nardella, commerciante.

 

  By: defilstrok on Venerdì 20 Dicembre 2013 10:14

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  By: pana on Venerdì 20 Dicembre 2013 10:12

spero di aver letto o capito male, sarebbe V-E-R-G-O-G-N-O-S-O tagliano i fondi alle regioni anti-slot ?? http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Azzardo%20un%20regalo%20boomerang.aspx

 

  By: shabib on Lunedì 16 Dicembre 2013 08:42

con buona pace di DRAGHI che giustamente difende il suo giardino , la matematica non e' un'opinione ... ammettendo ANCHE SOLO PER IPOTESI che diventiamo talmente bravi che riusciamo ad assorbire ogni anno il deficit dello stato che si genera per i suoi servizi , restano 85 MILIARDI di interessi annuali (ipotesi minima) che devono essere trovati o con maggiori tasse o con tagli , appunto , alle spese dello stato , e si devono trovare il 40% di 2085 mld di euro per rientrare nei parametri , nel piu' breve tempo possibile... FOLLIA , anche se fossero spalmati in 10 o 20 anni e' follia , perche' l'aumento delle tasse e il taglio delle spese dello stato causera' una perdita del PIL del 50% e un calo delle entrate IRPEF-IRPEG IVA della stessa proporzione , ERGO in questo modo l'italia sara schiavizzata , ma di brutto ,peggio di un paese del terzo mondo, per piu' di un secolo perche there is no way to go out............