Il Problema è l'Europa

 

  By: shabib on Venerdì 11 Novembre 2011 11:43

Lo spettro della lira di: Alessandro Penati Pubblicato il 11 novembre 2011| Ora 09:37 http://www.wallstreetitalia.com/article/1256846/allarme-italia/lo-spettro-della-lira.aspx Il crollo dei titoli di Stato di mercoledì è il segno evidente che l'Italia è ormai entrata in crisi di liquidità. Più che il rendimento del decennale oltre il 7% (o lo "spread" oltre i 500 punti), è stato il crollo dei prezzi dei Bot a 12 mesi a indicare che si è passati a uno stadio molto più grave della crisi. Mercoledì, a un certo punto gli intermediari erano disposti a comperare il Bot annuale solo a un rendimento del 10% (8,6% in chiusura). Qui la speculazione non c'entra: non ci sono derivati per vendere Bot allo scoperto. E la dimostrazione che, se la Bce non interviene, non ci sono compratori per il debito pubblico italiano. Questa si chiama crisi di quidità: lo Stato ha sempre maggiori difficoltà a finanziarsi sul mercato ed è costretto a pagare tassi crescenti, che riducono la sostenibilità del debito, rendendo più probabile una ristrutturazione, e aumentando così il rischio per gli investitori. L'aumento del rischio innalza il margine di garanzia richiesto per finanziare le posizioni in titoli di Stato, rendendo il costo dell'investimento proibitivo. Un circolo vizioso che in breve tempo porta all'espulsione dello Stato dal mercato dei capitali. A questo punto, anche se il gettito fiscale bastasse a coprire le spese, la crisi di liquidità diventerebbe di insolvenza perché bisognerebbe comunque pagare gli interessi sul debito esistente e rinnovare quello in scadenza (quasi 300 miliardi l'anno prossimo). Tagliata fuori dal mercato, l'Italia sarebbe costretta a ricorrere all'aiuto dell'Europa e degli organismi internazionali, condizionato però a misure di austerità e a un piano di ristrutturazione del debito; oppure a dichiarare default unilateralmente, e uscire dall'euro. E il film già visto in Grecia. Quello che è successo mercoledì indica quanto il mercato ritenga concreto il rischio di una crisi di insolvenza dell'Italia nei prossimi 12 mesi. Folle illudersi che la crisi si sia allontanata solo perché ieri il Tesoro è riuscito a collocare Bot annuali al 6,2% e il decennale è ritornato sotto al 7%: sono tassi comunque insostenibili, e la discesa dei rendimenti è stata frutto degli interventi della Bce, direttamente sul mercato secondario, e indirettamente, finanziando le banche a costi irrisori affinché sottoscrivessero i Bot in asta. Finché la domanda deve essere drogata dalla Bce perché lo Stato possa finanziarsi, la crisi di liquidità permane; e il rischio che si trasformi in insolvenza, pure. Come evitare che l'Italia entri in una crisi di insolvenza? Primo: capire che si passa dalla crisi di liquidità all'insolvenza in pochi mesi; perché l'aiuto della Bce può essere efficace solo se è temporaneo. Secondo: basta con le favole tranquillizzanti alla Tremonti, gli appelli populistici a "sottoscrivere i Btp per la Patria," o le fantasie di una "soluzione finale" per il debito, con impraticabili prestiti forzosi o patrimoniali; ma spiegare con chiarezza che un'economia stagnante e una spesa corrente (al netto degli interessi) che da 15 anni cresce più rapidamente del Pil sono incompatibili con la nostra permanenza nell'euro. Terzo: prendere i 39 punti della lettera dell'Europa, le tante proposte di riforma già scritte (nelle Considerazioni Finali della Banca d'Italia, quelle a "costo zero" di Boeri e Garibaldi, e altre ancora), trascriverle in leggi e decreti così come sono e approvarle. Quarto: approvarle subito. E' improbabile che questo governo lo faccia di qui a domenica: dovrà farlo il prossimo, nelle settimane successive. L'effetto annuncio di un governo Monti non basterà per uscire dalla crisi: al massimo ci farà guadagnare un po' di tempo. Se agli annunci questa volta non seguono rapidamente i fatti, questione di mesi e sarà crisi di insolvenza, chiunque sia il primo ministro. Quinto, l'adozione delle misure richieste è condizione necessaria per uscire dalla crisi, ma non sufficiente. Ci vuole tempo per recuperare la credibilità e far tornare gli investitori internazionali a comperare spontaneamente il nostro debito, invece di quello tedesco (solo così si riduce lo spread). Lo dimostra l'Irlanda che ha subito tagliato drasticamente la spesa pubblica corrente, e agito dal lato dell'offerta mantenendo le imposte societarie basse per attirare gli investimenti diretti dall'estero (nel primo semestre, più di Germania e Francia assieme), strumentali a rilanciare le esportazioni, e trainare l'economia. Così, ha ridotto il rendimento del suo decennale dal picco del 14% all'odierno 8%. Ma ancora troppo per essere sostenibile: il ricorso al mercato dei capitali le è ancora precluso e deve fare affidamento sui fondi ufficiali del piano di salvataggio. Come pure le banche irlandesi, che hanno nella Bce l'unica fonte di finanziamento. Lo scenario fa paura. Ma quello che più mi spaventa è una classe politica che sembra preoccupata principalmente a come posizionarsi per trarre il massimo vantaggio dalle prossime elezioni, fra qualche mese. Come se bastassero pochi mesi per uscire dalla crisi di liquidità in cui siamo entrati (senza aver ancora fatto nulla per uscirne). Non ho ancora capito se siano dei pericolosi cretini, che non si rendono conto di quanto stia succedendo e pensano veramente che default, ristrutturazione e uscita dall'euro siano solo fantasie (o propaganda terroristica). O se siano cinici giocatori d'azzardo, convinti di poter fare melina perché, di fronte al rischio di una nostra svalutazione, che inonderebbe l'Europa del made in Italy, la Germania cessi il bluff e chieda alla Bce di trasformarsi in compratore di ultima istanza del nostro debito, ponendo fine alla crisi finanziaria. Peccato che la Germania sia convinta che non prenderemo mai misure di austerità e non faremo le riforme, se non con i tassi al 9% che ci metterebbero con le spalle al muro. Come nel "gioco del pollo": due auto lanciate una contro l'altra, per vedere chi ha più paura, e sterza per primo. Spesso finisce con uno scontro frontale. Ma qui stanno giocando sulla pelle di tutti gli italiani. Copyright © La Repubblica. All rights reserved

 

  By: Morphy on Venerdì 11 Novembre 2011 11:33

Mettere un governo di Tecnici baypassando le elezioni è da veri minkioni trogloditi. E lo dico nella consapevolezza che a me le domocrazie fanno ca...re. Comunque viste come sono le cose mi va benissimo gente come Monti ed uno staff adeguato con gente tipo Smaghi, ora si comincia a godere. Voglio proprio vedere gli itaGliani sotto la scure dei ragionieri. Facciamo due ragionamenti base base. Ci sono gli straccioni (dipendenti di aziende private) e le grosse industrie. In mezzo ci sono le PMI. Poi ci sono i pensionati, quelli super e quelli che sopravvivono. Poi ci sono tutti i dipendenti pubblici. Chi tocchiamo? - Industriali? questi fanno i conti e stanno solo se conviene. - Gli artigiani? questi campano solo se fanno il nero. Se ipotiziamo di inventare qualcosa che faccia fatturare loro tutto, ci troverremmo in due mesi con le loro parcelle a 70 euro/ora + IVA. Cioè vengono a vedere un rubinetto e tu cacci 500 euro. - I pezzenti? Una legge fisica dice che sotto la pezzenteria non ci si può andare. - Le PMI? queste hanno solo le ore contate. - I pensionati a 600 euro/mese? Stessa legge dei pezzenti ma con l'aggravante che il vecchietto a 600 euro non ha le forze per protestare per cui un pensierino ce lo possiamo fare. Nel ragionamento escludiamo le Banche che ridurranno autonomamente e drasticamente i loro dipendenti, della serie "ne rimarrà soltanto uno". Non ci rimangono che i dipendenti pubblici (infermieri, maestri, militari etc, etc.); gli ex DC imboscati negli enti, comuni e municipi (quelli che il contributo), le COOP (quelle che l'appalto), etc. Diciamo che qui i Ragionieri sanno che possono bastonare tanto queste cattegorie stanno sulle balle a tutti. Poi ci saranno i tagli ai servizi essenziali, e qui mi piange il cuore per i veri bisognosi. E ancora e qui... tanti PD ex PCI convinti (quelli che il bar della coop e lunionesovietica e i catiuscia...) rimarranno di SASSO quando capiranno quanto spazio c'è ancora nella riduzione del walfare. Beh insomma ora si fanno i conti e le chiacchiere stanno a ZERO. morphy

 

  By: Gano* on Venerdì 11 Novembre 2011 09:45

> continuate col britannia, i banchieri cattivi (che tra l'altro stan tutti fallendo), Maestro, ma lei mi cade sull' u... :) Tu confondi le banche (monte dei paschi, unicredit, cassa rurale e artigiana di canicatti') con le grosse banche d' affari e i fondi hedge. Sono cose ben diverse. Questo dovrebbe essere chiaro. Le grosse banche d' affari e in modo particolare i fondi hedge con la speculazione sono capaci di distruggerti in pochi giorni il valore di valute come il British Pound.

 

  By: Gano* on Venerdì 11 Novembre 2011 09:20

Che contribuisca a sfilare ENI, ENEL e Finmeccanica dalle mani italiane e' molto probabile. E' stato messo li' per quello. E' dai tempi di Mattei che ENI rompe le balle a mezzo mondo, altro che Berlusconi. Purtroppo il popolo bove italiano si riempie la bocca con quest' ultimo e nemmeno sa del resto. Ma occhio piuttosto che non ti sfili qualcosa anche dal tuo portafoglio con la patrimoniale... O se sei dipendente pubblico che ti faccia ritrovare con l' 80% dello stipendio. Purtroppo in Italia non c'e' nessuno con sufficienti balle da poter dire che alle banche saranno rimborsati solo il 60% dei titoli di stato e chi si e' visto si e' visto. Monti non e' in grado di farlo. Hai visto che omino che e'?

 

  By: Sir Wildman on Venerdì 11 Novembre 2011 02:06

Se facesse solo le liberalizzazioni non mi lamenterei di certo. E' del resto che ho paura. Ho paura che per stare a tutti i costi in questo club demenziale ci venda cosa fondamentali per il paese come l'ENI e ENEL (senza ENI e ENEL non puoi fare una politica energetica, e in questo periodo storico sarebbe semplicemente criminale venderle). Ho paura che faccia una manovra depressiva che porti il paese in una spirale simile a quella greca. Di questo ho paura, non certo delle liberalizzazioni.

 

  By: antitrader on Venerdì 11 Novembre 2011 01:45

Adesso tocca leggere pure "il pensiero" dei cazzari, quelli che "Monti e' luomo delle banche". Ma insomma, questi (i cazzari) son gli stessi che vorrebbero ancora il supercazzaro (e il suo scudiero) perche' non gli abbassa le tasse. Peccato che le tasse sono ai massimi storici mondiali e il paese e' andato fallito. Che Monti possa non andar bene a uno di sinistra e' del tutto naturale ma che non vada bene ai cazzari della "rivoluzione liberale" allora e' tutto un programma. Non c'e' un c... da fare, vogliono sempre quello che se li inchiappetta a dovere. Ciao ragazzi!

 

  By: duca on Venerdì 11 Novembre 2011 01:09

Sir Wildman Concordo su tutto! Aggiungo che Repubblica è controllata da De Benedetti che fa parte proprio di quell'elite di cui parli. Il cerchio si chiude!

 

  By: SpiderMars on Giovedì 10 Novembre 2011 15:22

ci sono 50 milioni di italiani che potrebbero comprare i BTP a prezzi davvero di occasione perchè non lo fanno? --------------------------------------- E secondo te chi li rinnova quei BTP tra un anno o due con la crescita sottozero e con la classe dirigente e Politica Marcia e corrotta in conflitto d' interessi di Casta.

 

  By: Gano* on Giovedì 10 Novembre 2011 13:49

> i Bilderbers

 

  By: SpiderMars on Giovedì 10 Novembre 2011 13:17

" FATE IN FRETTA " e il Napoletano risponde nominando il fido Cavallo Bilderbergs Senatore a Vita. Si dice bisogna approvare in fretta il pacchetto di proposte per il rilancio del paese e per dare le risposte alle domande che l' Eu ci chiede..! " FATE IN FRETTA " titola a caratteri cubitali il quotidiano della Confindustria un' editoriale del direttore benedice Monti l' altro Bilerbergs amato dalle opposizioni sulla Stampa l' altro genio Frattini dice che il voto è una iattura e bisogna ci vuole Er Pd al governo insieme a D' Amato..! siamo a posto la DC è risorta come l' Araba fenice..! Mah..! andiamo a vedere cosa c'è scritto in questo famoso pacchetto per la crescita da approvare subito..? stanziare a favore dell' Editoria 7 - 8 Miliardi..! Per mio conto il problema non è L' Europa ma le classi dirigenti dei Fratelli d' Italia. questo Paese è marcio putrido.

 

  By: gianlini on Giovedì 10 Novembre 2011 13:12

"ma non c'è nessuno che possa rispondere..." come no! ci sono 50 milioni di italiani che potrebbero comprare i BTP a prezzi davvero di occasione perchè non lo fanno?

 

  By: alberta on Giovedì 10 Novembre 2011 13:05

E dobbiamo anche sentire le lezioni del premier di un Paese che ha le banche insolventi ed ha dovuto salvarle con denaro pubblico, che ha un debito pubblico-privato ai massimi livelli in Europa. http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE7A906520111110 Ma non c'è nessuno che possa rispondere a questo imbecille, snocciolando due numeretti da terrore sulla situazione in GB negli ultimi TRE anni ???? Abbiamo inserito alcuni post qui, li girerei volontieri al 10 di Downing Street

 

  By: Sir Wildman on Giovedì 10 Novembre 2011 12:04

http://www.youtube.com/watch?v=cNteJ-qpws0 Ecco, bravo, riportalo tutto quello che dice, non solo una parte. E' un problema di tutti e siamo a questo punto perche' abbiamo dovuto salvare il popo' a quei disgraziati che si son mangiati tutto con le loro scommesse.

 

  By: manx on Giovedì 10 Novembre 2011 10:26

Santanche': Noi stiamo meglio degli altri e grazie al risparmio degli Italiani stiamo uscendo da questa crisi ------------- intendeva "noi politici" :-)

 

  By: themaui on Giovedì 10 Novembre 2011 08:31

Febb.2010 Santanche': Noi stiamo meglio degli altri e grazie al risparmio degli Italiani stiamo uscendo da questa crisi. Benetazzo: Guarda che ci stiamo appena entrando nella crisi. Santanche': Ma ci vogliamo mettere una volta la maglia della Nazionale Benetazzo: Sono desolato Il programma non e' La Pupa & il Secchione http://www.youtube.com/watch?v=cNteJ-qpws0