Fine mercato toro

 

  By: Gano* on Martedì 17 Luglio 2007 23:53

Beh, e' il mercato che ti dice se hai o no ragione. Se hai ragione guadagni, se hai torto perdi. Piu' semplice di cosi'... Money talk.

 

  By: andreax66 on Martedì 17 Luglio 2007 23:23

Sono in piena sintonia con te Parigino, ma ricordiamoci tutti che molte volte non conta aver ragione. Un certo J.M. Keynes diceva "....in un concorso di bellezza l'obiettivo non è tanto identificare la ragazza che tu trovi più attraente, o neppure quella che tu pensi la giuria troverà la più bella. Presto ti troverai, infatti, a decifrare che cosa l'opinione media pensa sia l'opinione media...". Ergo non è sufficiente aver ragione!

 

  By: Parigino on Martedì 17 Luglio 2007 21:26

.............Il Boston Consulting Group ha pubblicato questa settimana uno studio sulle fusioni di società dal 1992 al 2006 e nel 58% dei casi è risultato che avevano effetti negativi nel corse degli anni successivi, anche per gli azionisti Fa piacere trovare conferma di un idea che ho sempre avuto. In periodi toro come questo basta davvero poco a far “surriscaldare” gli animi, figuriamoci se si inizia a parlare di buy back, fusioni, acquisizioni! Li, i titoli interessati prendono il largo e lo fanno anche con un certo anticipo. Generalmente, quando l’annuncio diventa ufficiale, il rialzo è già finito perché già ampiamente scontato nelle quotazioni raggiunte. I manager snocciolano dati per convincere il pubblico della bontà dell’operazione (come se ce ne fosse bisogno vista l’euforia…) e tirano sempre fuori quella “parolina magica”: sinergie. Un qualcosa però del tutto da dimostrare, perché nel momento della fusione, acquisizione ecc, possiamo avere soltanto parole… Beh, evidentemente, se a consuntivo riscontriamo che nel 58% dei casi si hanno addirittura effetti negativi, c’è da riflettere. Trovo poi incomprensibili (seguendo una logica industriale) le acquisizioni cash in momenti toro come questi. Se fai shopping pagando con azioni proprie almeno neutralizzi l’effetto negativo di un acquisizione onerosa, cedendo tue azioni ben prezzate dal mercato (sempre nell’ipotesi in cui lo siano). Ma se ad esempio mi acquisti un pacchetto di Endesa a 40 euro con il debito, il discorso cambia….

l'"S&P 490" costa molto, l'S&P 500 no - gz  

  By: GZ on Lunedì 16 Luglio 2007 23:57

Il nasdaq da inizio maggio è salito di un 9%, migliore indice occidentale pari alla Corea, Brasile e Singapore e in un periodo stagionale negativo che dura di solito fino a metà agosto. E il Nasdaq 100 è salito così nonostante costi ora 28 volte gli utili, quanto costavano in media le borse nel 2000 Ma in generale è stupefacente che le borse mondiali siano salite di un +30% medio da inzio 2006 e senza che il pubblico "si buttasse in borsa". La spiegazione è che ci sono state fusioni ed acquisizioni per 6.500 miliardi di dollari nell'ultimo anno e mezzo, più buyback delle società stesse delle proprie azioni per altri 1.500 miliardi Tutti i fondi comuni americani ad esempio hanno 9.000 miliardi, qui in un anno e mezzo hanno comprato direttamente azioni nel mondo per 8.000 miliardi e senza bisogno di raccogliere soldi dal pubblico. Questi soldi sono venuti all'80% dal DEBITO: hanno finanziato con debito l'acquisto diretto di azioni proprie o di altri, una cosa che non è mai successa perchè il debito è sempre costato di più di quanto rendevano le azioni. Gira e gira alla fine la sorgente di tutta questa ricchezza finanziaria che lievita sempre è il debito, che come noto viene creato dal niente dal sistema bancario. Di per sè non c'è niente di male, l'importante è che lo si possa pagare. Oggi il debito costa un 5% e rotti in media nel mondo e le società quotate hanno un ritorno sul capitale del 7% e rotti e quindi questo ARBITRAGGIO TRA DEBITO E AZIONI ha senso, no ? Se ti indebiti al 5% e compri una società che rende il 7% fai bene. Una società rende il 7% se costa 15-16 volte gli utili (dividi 1/16 = 7% circa). Però ad esempio il Nasdaq 100 costa ora 28 volte gli utili, cioè rende un 3.8% sul capitale (fai 1/28) e sale più degli altri indici. Il Russell 2000 delle società medio-piccole costa 29 volte gli utili cioè rende un 3.7% sul capitale (fai 1/29) Ok, l'S&P 500 invece in effetti costa solo 16 volte gli utili, quindi in media rende un 7% e rotti (1/16) e quindi ha senso indebitarsi per comprare le sue azioni, (anche se in ultimanente i tassi di interesse stanno però salendo ovunque, 5.5% in USA, 5.75% Inghilterra, 4.50% Canada, 4.50% Europa e Corea...) Ma l'"S&P 490" costa 20 volte gli utili. Cioè se togli le 10 più grosse società americane, Exxon, Chevron, Conoco Philips, Citigroup, BankofAmerica, JP Morgan, Wells Fargo, Pfizer, Microsoft... il resto delle altre 490 costa 20 gli utili. Le 10 più grosse in effetti costano 10-11 volte gli utili e dato che pesano come tutte le altre messe assieme abbassano la media a 16 volte Cioè alla fine, con il pretesto di dieci mega società che costano in effetti molto poco (perchè sono mega petroliferi e banche) comprano usando il debito pacchi di azioni di società che però in media in realtà costano 20 volte gli utili quando va bene (le 490 società dell'S&P 500) e 28 volte se va male (Nasdaq e Russell) Il problema è che se mi indebito al 5% per comprare qualcosa che rende un 7% tutto OK. Ma se mi indebito al 5.5% e compro qualcosa che rende un 4% poi sorgono problemi e così via Ma perchè continua a funzionare ? Perchè le borse continuano a salire, per cui anche se il rendimento di bilancio del 90% delle società americane ad esempio IN REALTA' E' INFERIORE AL COSTO DEL DEBITO con cui le comprano, fino a quando l'onda dei buyback, fusioni ed acquisizioni continua i prezzi in borsa salgono. E quindi puoi poi pensare di rivendere le azioni a prezzi più alti e fino a quando nessuno si scotta le banche e il mercato dei bonds corporate ti sottoscrivono 10, 20, 50 miliardi di debito se dici che lo usi per comprare azioni ! Per cui fino a quando l'onda dei buyback, fusioni ed acquisizioni continua le borse salgono e a sua volta l'onda continua fino a quando le borse salgono...

 

  By: GZ on Lunedì 25 Giugno 2007 21:04

Negli ultimi 12 mesi come noto ci sono state fusioni per 3.500 miliardi che hanno ovviamente spinto in su i titolti coinvoli e quelli che per analogia potevano essere potenzialmente candidati alla prossima fusione Il Boston Consulting Group ha pubblicato questa settimana uno studio sulle fusioni di società dal 1992 al 2006 e ^nel 58% dei casi è risultato che avevano effetti negativi#http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601109&sid=aCnYtsEGB4eY&refer=home^ nel corse degli anni successivi, anche per gli azionisti Le fusioni hanno creato utili enormi per le banche e le banche d'affari, ogni fusione in media ha costi intorno al 5% dell'importo (senza contare i casi limite come Telecom italia dove sono riusciti mi sembra a consumare più di un miliardo in commissioni e spese varie per due mega acquisizioni in otto anni). Solo che non puoi continuare a fondere all'infinito, in Italia ormai le banche ed utilities sono tutte fuse e si è visto che dopo le ultime due mega fusioni bancarie e Enel che ha comprato in Spagna il Mibtel ha cominciato a scendere. L'effetto delle migliaia di fusioni è stato di caricare almeno 2.500 miliardi di debiti (negli ultimi 12 mesi solamente) sulle società perchè si è ovviamente usato il debito (basta pensare a ENI che ne ha preso una valanga per Endesa) La cosa interessante però è che questo studio della prima società di consulenza strategica del mondo mostra che nella maggioranza dei casi tutto questo debito è stato creato solo per avere effetti nel tempo negativi anche sulla performance di borsa Qual'è il motivo allora per farle ? Le buonuscite da centinaia di milioni per il top management, ad ogni acquisizione gli amministratori delegati della società che si fa acquisire diventano multimiliardari, (vedi Colannino che ha messo assieme un patrimonio di forse un centinaio di milioni con la scalata telecom), conclusione che traggono pure quelli di BCG ------------------------------- Shareholders Get Poorer as Record M&A Pay Bankers Record Fees By Jacqueline Simmons and Ambereen Choudhury June 25 (Bloomberg) -- The record $2.5 trillion of mergers so far in 2007 shows no sign of reversing the 15-year trend that has most shareholders on the losing side of acquisitions while enriching the executives and bankers who arrange them. UniCredit SpA shares dropped 10 percent since Italy's largest bank announced plans in May to buy smaller Rome-based rival Capitalia SpA for almost $30 billion. U.K. drugmaker AstraZeneca Plc lost 9 percent of market value after unveiling its $15 billion bid for MedImmune Inc. two months ago. Sacyr Vallehermoso SA, the Madrid-based builder, fell 19 percent since bidding in April for French rival Eiffage SA. The laggard stock performance isn't just a short-term phenomenon. About 58 percent of acquisitions completed from 1992 to 2006 reduced shareholder returns, according to an analysis by Boston Consulting Group Inc. of more than 3,200 transactions. Meantime, securities firms stand to earn $25 billion of fees from arranging deals announced in the first five months of this year, industry consultants at New York-based Freeman & Co. estimated. ``There are few home runs for shareholders,'' said David Harding, co-head of the global mergers group at Boston-based consulting firm Bain & Co. and co-author of ``Mastering the Merger,'' published by Harvard Business School Press. ``^It's a different picture for the investment banks.''#http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601109&sid=aCnYtsEGB4eY&refer=home^

 

  By: ciciola on Lunedì 02 Aprile 2007 14:57

Basterebbe andare a Las Vegas... Boom economico inarrestabile da anni, forze dell'ordine che hanno la situazione sotto controllo altrimenti non ci va più nessuno, assenza di disoccupazione, clima eccezionale gran parte dell'anno, etc. etc.... Ho la fortuna di andarci spesso e più di una volta ho pensato di trasferirmi lì: ci penso ancora...

 

  By: GZ on Lunedì 02 Aprile 2007 14:34

La prossima volta che Gano va a Disneyland e passa per Los Angeles mi dice quante case vede che abbiano la porta blindata, l'allarme o anche solo le sbarre alle finestre. Ad esempio a Los Angeles e New York non ho conosciuto nessuno in cinque anni che avesse la porta blindata, l'allarme e in molti casi nemmeno le sbarre alle finestre al piano terra (io ho vissuto in 4 case diverse tutte a piano terra e salvo l'ultima a Brooklyn che aveva le sbarre per il resto nada). Ci si è talmente assuefatti che si considera normale una situazione che fino al 1970 non esisteva nemmeno da noi, io mi sono accorto che non è normale appunto stando a Los Angeles dove per entrarmi in camera da letto chiunque dalla strada bastava desse una spinta alla finestra che là non ha nemmeno gli scuri L'italia è più democratica, a meno che proprio non hai la scorta e i vigilantes privati tuoi puoi essere derubato (o rapito o ricattato o soggetto ad estorsione...) anche se sei "della classe media" o professionista e persino piccolo industriale In america la criminalità è concentrata in un 20% della popolazione che ha la sfortuna di dover vivere nei quartieri dove una certa percentuale di maschi tra i 15 e i 35 neri e messicani (il 30%) ha una fedina penale, ma dall'impiegato in su tutti gli altri non hanno problemi del furto in casa, dell'auto, dello scippo o aggressione, estorsione, rapimento

 

  By: Andrea on Lunedì 02 Aprile 2007 14:12

Esatto. Infatti, tutto sommato, preferisco il loro modello al nostro. Perché se guardi il dato aggregato, ti pare di essere più al sicuro in Italia. Ma l'insicurezza italiana è ubiqua, mentre il rischio negli USA molto meglio circoscritto. Se poi in certi posti c'è moltissimo rischio, la soluzione (in attesa di quella definitiva, se mai ci sarà) è semplicissima: non andarci.

 

  By: gianlini on Lunedì 02 Aprile 2007 13:56

beh, ma se puoi "circoscrivere" il crimine a determinate zone o situazioni, tutto sommato vuol dire che puoi essere più "sicuro" rispetto a quando te lo devi aspettare ovunque e comunque cioè se dei 10 omicidi al mese di Detroit, 9 sono di persone afro-latine che si uccidono fra di loro in lotte fra bande, presumibilmente aventi luogo nei quartieri di appartenenza, allora per il "bianco" il tasso di sicurezza si dovrebbe riferire al solo omicidio al mese che lo riguarda, non a tutti e i 10.

 

  By: Andrea on Lunedì 02 Aprile 2007 13:49

Intendevo proporre un'interpretazione del perché il turista statunitense, che viene da un paese non meno violento e mariolo del nostro, sembri un pollo ingenuo. In qualche modo, lo confermi. Non è che non siano abituati al crimine, è che non sono abituati a subirlo dovunque e a opera di tutti.

 

  By: gianlini on Lunedì 02 Aprile 2007 13:43

forse da loro gli zingari non ci sono, come non ci sono in germania o giappone perchè i turisti stranieri li guardano proprio con l'aria di domandarsi che razza di entità siano, mentre loro si avvicinano e li derubano

 

  By: Andrea on Lunedì 02 Aprile 2007 13:34

> se fosse più pericolosa l'america, perchè tanti americani qui per > turismo verrebbero derubati da zingarelli et similia, da cui si > lasciano avvicinare con incredibile ingenuità? non dovrebbero essere > ancora più all'erta di quanto siamo noi? Fermo restando che sono poche le regole e infinite le eccezioni, mi permetto, caro gianlini, di segnalarti come in Italia sia possibile e quasi frequente venir borseggiati all'ingresso di una chiesa (specie se è evidente che si è turisti non a proprio agio con l'ambiente circostante) mentre negli USA questo sia inconcepibile. Vai a Firenze, ti metti in fila per entrare in Duomo e può capitarti di vedere zingari et al. alle prese con turisti ... il furto con destrezza in quel contesto è inaspettato. Se sono a East LA, East Palo Alto o, peggio ancora, in certi quartieri di Atlanta so di dover tenere occhi, orecchie e quant'altro aperti (con un'unica eccezione ... da tenere chiuso e sigillato). Ma se sono all'ingresso dell'Huntington Library mi sento di rilassarmi perché la sicurezza (inclusa quella privata) mi tutela assai. La differenza con l'Italia è questa. In numeri assoluti gli USA ci surclassano ma mentre da loro esistono oasi felici e aree da paura, da noi, siccome è politically correct, lo zingaro ti deruba, l'albanese di rapina e malmena e il tossico ti accoppa ovunque ... a casa tua, sulla scalinata del duomo, non ci sono zone sicure.

 

  By: gianlini on Lunedì 02 Aprile 2007 12:15

the never ending story l'unico titolo che si può dare a questo bel mercato

 

  By: Fortunato on Lunedì 02 Aprile 2007 01:22

Solo per gliamici simpatico, Corcas. Fortunato

 

  By: corcas on Domenica 01 Aprile 2007 23:59

Lucky, ma sta Pasquetta da cicerone? Sempre disposto? :-))