Next is Italy, La Prossima è l'Italia

 

  By: GZ on Lunedì 15 Agosto 2011 16:48

qua viene proprio da ridere ma leggi prima di copiare ed incollare ? --------------------------- CALATAFIMI: contrariamente a quanto viene detto nei libri di storia, il Garibaldi fu messo in fuga il giorno 15 maggio dal maggiore Sforza, comandante dell' 8 Cacciatori, con sole quattro compagnie. Mentre inseguiva le orde del Garibaldi, lo Sforza ricevette dal generale Landi l'ordine incomprensibile di ritirarsi. Il comportamento del Landi risultò comprensibilissimo quando si scoprì che aveva ricevuto dagli emissari garibaldini una fede di credito di 14.000 ducati come prezzo del suo tradimento. Landi qualche mese più tardi morì di un colpo apoplettico quando si accorse che la fede di credito ede di credito di 14.000 ducati come prezzo del suo tradimento aveva infatti un valore di soli 14 ducati ---------------------- m-inchia ... hai i generali dei Borboni che si vendono per delle tangenti, nonostante il loro stato abbia, come avete ampiamente sottolineato, le maggiori riserve d'oro d'Italia e i piemontesi siano indebitati fino al collo ! Cioè i Borboni avevano tutto questo oro, i Piemontesi e Garibaldini avevano solo dei debiti, ma dalla parte dei borboni i generali si fanno tutti comprare. E come mai i garibaldini non si sono venduti ? SE AVEVANO TUTTO QUELL'ORO COME MAI ALLORA NON HANNO COMPRATO LORO GARIBALDI E NINO BIXIO ? O meglio ancora se i Borboni erano così ricchi perchè non hanno comprato anche Cavour o gli altri ministri e generali piemontesi ed evitato la guerra ? Quando si parla di paesi avanzati dal punto di vista civile si parla proprio di questo: un paese i cui generali NON SI VENDONO, NON vendono le battaglie per quattro lire. Questo è precisamente il sintomo di un paese arretrato o marcio dal punto di vista civile, queste cose succedono in Medio Oriente e Sudamerica o India. I generali romani, teutonici, inglesi e francesi NON SI VENDEVANO LE BATTAGLIE, altrimenti Napoleone non avrebbe conquistato quasi l'europa e i tedeschi, gli austriaci e gli inglesi dominato per diversi secoli. Vendersi le battaglie intascando delle tangenti è esattamente il problema di cui si parla: i piemontesi hanno vinto perchè non si facevano corrompere e non si vendevano le battaglie Comnque non si possono avere discussioni sulla base di favole folkloristiche patetiche in cui i garibaldini sono lupi sanguinari efferati mentre dalla parte dei borboni sono valorosi, coraggiosi e nobili e perdono solo perchè pugnalati alla schiena da un tradtitore... Copiare questi romanzi a fumetti indica proprio un problema culturale, non essere capaci di affrontare i fatti nudi e crudi, vivere nel mondo della fantasia --------------------- PALERMO: il Garibaldi, il 27 maggio, si rifugiò in Palermo praticamente indisturbato dai 16.000 soldati duosiciliani che il generale Lanza aveva dato ordine di tenere chiusi nelle fortezze. Il filibustiere così poté saccheggiare al Banco delle Due Sicilie cinque milioni di ducati ed installarsi nel palazzo Pretorio, designandolo a suo quartier generale. In Palermo i garibaldini si abbandonarono a violenze e saccheggi di ogni genere. A tarda sera del 28 arrivarono, però, le fedeli truppe duosiciliane comandate dal generale svizzero Von Meckel. Queste truppe, che erano quelle trattenute dal generale Landi, dopo essersi organizzate, all'alba del 30 attaccarono i garibaldini, sfondando con i cannoni Porta di Termini ed eliminando via via tutte le barricate che incontravano. L'irruenza del comandante svizzero fu tale che arrivò rapidamente alla piazza della Fieravecchia. Nel mentre si accingeva ad assaltare anche il quartiere S. Anna, vicino al palazzo di Garibaldi, che praticamente non aveva più vie di scampo, arrivarono i capitani di Stato Maggiore Michele Bellucci e Domenico Nicoletti con l'ordine del Lanza di sospendere i combattimenti perché ... era stato fatto un armistizio, che in realtà non era mai stato chiesto. L'8 giugno tutte le truppe duosiciliane, composte da oltre 24.000 uomini, lasciarono Palermo per imbarcarsi, tra lo stupore e la paura della popolazione che non riusciva a capire come un esercito così numeroso si fosse potuto arrendere senza quasi neanche avere combattuto. La rabbia dei soldati la interpretò un caporale dell'8° di linea che, al passaggio del Lanza a cavallo, uscì dalle file e gli gridò "Eccellé, o' vvi quante simme. E ce n 'aimma 'i accussì ?". Ed il Lanza gli rispose "Va via, ubriaco". Lanza, appena giunse a Napoli, fu confinato ad Ischia per essere processato. I garibaldini nella loro avanzata in Sicilia compirono efferati delitti. Esemplare e notissimo quello di Bronte, dove "l'eroe" Nino Bixio fece fucilare quasi un centinaio di contadini che, proprio in nome del Garibaldi, avevano osato occupare alcune terre di proprietà inglese. MILAZZO:11 giorno 20 luglio vi fu una cruenta battaglia a Milazzo, dove 2.000 dei nostri valorosissimi soldati, condotti dal colonnello Bosco, sgominarono circa 10.000 garibaldi

 

  By: Brutto Bacarospo on Lunedì 15 Agosto 2011 16:44

Caro GZ, perchè non applica alla fine delle due sicilie gli stessi ragionamenti che applica al sistema di potere nel mondo occidentale? perchè cerca di capire cosa c'è dietro a certe scelte oggi nell'occidente ma per quanto riguarda le due sicilie non riesce ad andare oltre la storiografia ufficiale dei vincitori?

 

  By: Brutto Bacarospo on Lunedì 15 Agosto 2011 16:35

Le cause della fine del Regno delle due Sicilie È necessario innanzitutto precisare che il "risorgimento" italiano, nei riguardi del Regno delle Due Sicilie, è stato ed è un grande falso storico oltre che un grandissimo crimine. Il cosiddetto "risorgimento" fu una martellante propaganda di guerra e rappresenta il classico esempio che la storia viene sempre scritta dal vincitore. Esso non è stato in realtà che un capitolo della storia dell'imperialismo inglese. La mistica risorgimentale ci ha abituato a considerare Cavour come un grande statista, un genio della politica. In realtà la maggior parte delle sue decisioni non furono altro che esecuzioni dei "suggerimenti" che venivano orchestrati da Londra. La politica imperiale inglese si è sempre basata su due fattori cardini: il mantenimento di una grande potenza navale (the sllent power of sea) e l'alimentazione di disordini all'interno degli altri Stati, che venivano così distolti dalla politica estera. L'Inghilterra, per quanto riguarda in particolare il Mediterraneo, perseguì una sua complessa strategia politica che si sviluppò attraverso varie fasi. Iniziò con l'impossessamento di Gibilterra e, nel 1800, di Malta, che apparteneva alle Due Sicilie, approfittando dei disordini causati dalle guerre di Napoleone. Poi, intorno al 1850, in previsione dell'apertura del canale di Suez, per essa divenne vitale possedere il dominio dei Mediterraneo per potersi collegare facilmente con le sue colonie. Per questo i suoi obiettivi principali furono l'eliminazione della Russia dal Mediterraneo, contro la quale scatenò la vittoriosa guerra di Crimea nel 1853, e il ridimensionamento dell'influenza politica della Francia nel Mediterraneo. Il fattore determinante che spinse l'Inghilterra a dare inizio alle modifiche dell'assetto politico della penisola italiana furono gli accordi commerciali tra le Due Sicilie e l'Impero Russo, che aveva iniziato a far navigare la sua flotta nel Mediterraneo, avendo come base di appoggio i porti delle Due Sicilie. La Francia, a sua volta, voleva rafforzare la sua influenza sulla penisola italiana, sia con un suo protettorato sullo Stato Pontificio, sia con un suo progetto di mettere un principe francese nelle Due Sicilie. Per raggiungere questi obiettivi le due potenze si servirono del piccolo Stato savoiardo che, non avendo risorse economiche e militari per fare le sue guerre, dovette vendere alla Francia Nizza e la Savoia, ed era in procinto di vendere anche la Sardegna se non fosse stato fermato dall'Inghilterra che temeva un più forte dominio della Francia nel bacino mediterraneo. In Piemonte, infatti, il sistema sociale ed economico era ben povera cosa. Vi erano solo alcune Casse di risparmio e le istituzioni più attive erano i Monti di Pietà. Insomma esistevano solo delle piccole banche e banchieri privati, generalmente d'origine straniera, che assicuravano il cambio delle monete al ridotto mercato piemontese. In Lombardia non c'era alcuna banca di emissione e le attività commerciali riuscivano ad andare avanti solo perché operava la banca austriaca. E tutto questo già da solo dovrebbe rendere evidente che prima dell'invasione del Sud, al nord non potevano esserci vere industrie, nè vi poteva essere un grande commercio, nè i suoi abitanti erano ricchi ed evoluti, come afferma la storiografia ufficiale. Per il Piemonte, dunque, il problema più urgente era quello di evitare il collasso economico, dato il suo disastroso bilancio, e l'unico modo per venirne fuori era quello offertogli da Inghilterra e Francia che gli promettevano il loro appoggio per l'annessione dei prosperi e ricchi territori delle Due Sicilie e degli altri piccoli Stati della penisola italiana. Il mezzo con cui l'Inghilterra diede esecuzione a questo disegno fu innanzitutto la propaganda delle idee sul nazionalismo dei popoli e critiche sul "dispotismo oppressivo" dei governi di Austria, Russia e Due Sicilie. A proposito di "Nazione", bisogna dire che si tratta di un concetto in termini giuridico-politici elaborato a partire dalla Rivoluzione Francese e sviluppatosi soprattutto nell'800. Questo concetto è stato un'autentica invenzione di un'ideologia molto coinvolgente ed emotiva che è servita, e serve ancora, per tenere insieme le parti e gli interessi di uno Stato. In tal modo si preparavano psicologicamente le masse a "giustificare" le sommosse popolari poi artatamente sollevate da sovversivi prezzolati, i quali istigavano anche ingenui idealisti, suggestionati da idee libertarie. Quando poi questi moti scoppiavano, si predicava il principio del "non intervento", spacciandole per "faccende interne" di uno Stato. Quelli che furono chiamati "moti liberali" venivano fatti scoppiare continuamente ad opera delle sette massoniche, che raggiungevano così numerosi scopi: la dimostrazione concreta che i governi erano oppressivi e che il popolo "spontaneamente" si ribellava al dispotismo. Inoltre, queste sommosse, facendo scatenare la necessaria reazione di quei governi, aggravavano e rendevano verosimili le menzogne propagandate. Per quanto riguarda le Due Sicilie i moti più gravi furono quelli del 1820 e del 1848, a cui vanno aggiunti gli episodi degli attentati del 17 dicembre 1856 (scoppio deposito polveri a Napoli con 17 morti) e del 4 gennaio 1857 (nel porto di Napoli saltò in aria la fregata Carlo III con 38 morti), quello del 25 giugno 1857 con lo sbarco di Pisacane e poi le rivolte di Palermo precedenti lo sbarco dì Garibaldi. La regia di queste azioni era del Mazzini collegato direttamente con Londra, il cui governo aveva affidato anche al Cavour l'incarico di far scoppiare sommosse in tutti gli altri Stati italiani, con l'evidente scopo di legittimare l'intervento del Piemonte per sedare i "disordini". Molti furono i disordini causati, tra l'altro, coll'invio di carabinieri in borghese. Nel frattempo, in preparazione allo sbarco del Garibaldi, erano stati formati nelle Due Sicilie alcuni centri sovversivi, che assoldavano molti delinquenti per le sommosse e corrompevano alte personalità duosiciliane per agevolare l'avanzata del pirata.

 

  By: Brutto Bacarospo on Lunedì 15 Agosto 2011 16:35

Le vicende garibaldine e l'invasione piemontese Il Garibaldi era di corporatura bassa, alto 1,65, ed aveva le gambe arcuate. Era pieno di reumatismi e per salire a cavallo occorreva che due persone lo sollevassero. Portava i capelli lunghi perché, avendo violentato una ragazza, questa gli aveva staccato un orecchio con un morso. Era un avventuriero che nel 1835 si era rifugiato in Brasile, dove all'epoca emigravano i piemontesi che in patria non avevano di che vivere. Fra i 28 e i 40 anni visse come un corsaro assaltando navi spagnole nel mare del Rio Grande do Sul al servizio degli inglesi che miravano ad accaparrarsi il commercio in quelle aree. In Sud America non è mai stato considerato un eroe, ma un delinquente della peggior specie. Per la spedizione dei mille fu finanziato dagli Inglesi con denaro rapinato ai turchi, equivalente oggi a molti milioni di dollari. In una lettera, Vittorio Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del nizzardo, proprio dopo "l'incontro di Teano": "... come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi sebbene, - siatene certo - questo personaggio non è affatto docile nè così onesto come lo si dipinge e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l'infame furto di tutto il danaro dell'erario, è da attribuirsi interamente a lui che s'è circondato di canaglie, ne ha eseguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa". SBARCO DI MARSALA: fu di proposito "visto" in ritardo dalla marina duesiciliana, i cui capi erano già passati ai piemontesi, e fu protetto dalla flotta inglese, che con le sue evoluzioni impedì ogni eventuale offesa. Tra i famosi "mille", che lo stesso Garibaldi il giorno 5 dicembre 1861 a Torino li definì "Tutti, generalmente di origine pessima e per lo più ladra; e tranne poche eccezioni con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto", sbarcarono in Sicilia, francesi, svizzeri, inglesi, indiani, polacchi, russi e soprattutto ungheresi, tanto che tu costituita una legione ungherese utilizzata per le repressioni più feroci. Al seguito di questa vera e propria feccia umana, sbarcarono altri 22.000 soldati piemontesi appositamente dichiarati "congedati o disertori". CALATAFIMI: contrariamente a quanto viene detto nei libri di storia, il Garibaldi fu messo in fuga il giorno 15 maggio dal maggiore Sforza, comandante dell' 8 Cacciatori, con sole quattro compagnie. Mentre inseguiva le orde del Garibaldi, lo Sforza ricevette dal generale Landi l'ordine incomprensibile di ritirarsi. Il comportamento del Landi risultò comprensibilissimo quando si scoprì che aveva ricevuto dagli emissari garibaldini una fede di credito di 14.000 ducati come prezzo del suo tradimento. Landi qualche mese più tardi morì di un colpo apoplettico quando si accorse che la fede di credito era falsa: aveva infatti un valore di soli 14 ducati. PALERMO: il Garibaldi, il 27 maggio, si rifugiò in Palermo praticamente indisturbato dai 16.000 soldati duosiciliani che il generale Lanza aveva dato ordine di tenere chiusi nelle fortezze. Il filibustiere così poté saccheggiare al Banco delle Due Sicilie cinque milioni di ducati ed installarsi nel palazzo Pretorio, designandolo a suo quartier generale. In Palermo i garibaldini si abbandonarono a violenze e saccheggi di ogni genere. A tarda sera del 28 arrivarono, però, le fedeli truppe duosiciliane comandate dal generale svizzero Von Meckel. Queste truppe, che erano quelle trattenute dal generale Landi, dopo essersi organizzate, all'alba del 30 attaccarono i garibaldini, sfondando con i cannoni Porta di Termini ed eliminando via via tutte le barricate che incontravano. L'irruenza del comandante svizzero fu tale che arrivò rapidamente alla piazza della Fieravecchia. Nel mentre si accingeva ad assaltare anche il quartiere S. Anna, vicino al palazzo di Garibaldi, che praticamente non aveva più vie di scampo, arrivarono i capitani di Stato Maggiore Michele Bellucci e Domenico Nicoletti con l'ordine del Lanza di sospendere i combattimenti perché ... era stato fatto un armistizio, che in realtà non era mai stato chiesto. L'8 giugno tutte le truppe duosiciliane, composte da oltre 24.000 uomini, lasciarono Palermo per imbarcarsi, tra lo stupore e la paura della popolazione che non riusciva a capire come un esercito così numeroso si fosse potuto arrendere senza quasi neanche avere combattuto. La rabbia dei soldati la interpretò un caporale dell'8° di linea che, al passaggio del Lanza a cavallo, uscì dalle file e gli gridò "Eccellé, o' vvi quante simme. E ce n 'aimma 'i accussì ?". Ed il Lanza gli rispose "Va via, ubriaco". Lanza, appena giunse a Napoli, fu confinato ad Ischia per essere processato. I garibaldini nella loro avanzata in Sicilia compirono efferati delitti. Esemplare e notissimo quello di Bronte, dove "l'eroe" Nino Bixio fece fucilare quasi un centinaio di contadini che, proprio in nome del Garibaldi, avevano osato occupare alcune terre di proprietà inglese. MILAZZO:11 giorno 20 luglio vi fu una cruenta battaglia a Milazzo, dove 2.000 dei nostri valorosissimi soldati, condotti dal colonnello Bosco, sgominarono circa 10.000 garibaldini. Lo stesso Garibaldi accerchiato dagli ussari duosiciliani rischiò di morire. La battaglia terminò per il mancato invio dei rinforzi da parte del generale Clary e i nostri furono costretti a ritirarsi nel forte per il numero preponderante degli assalitori. Nello scontro i soldati duosiciliani, ebbero solo 120 caduti, mentre i garibaldini ne ebbero 780. Eroici, e da ricordare, furono i valorosi comportamenti del Tenente di artiglieria Gabriele, del Tenente dei cacciatori a cavallo Faraone e del Capitano Giuliano, che morì durante un assalto. Episodi di tradimento si ebbero anche in Calabria, dove nel paese di Filetto lo sdegno dei soldati arrivò tanto al colmo che fucilarono il generale Briganti, che il giorno prima, senza nemmeno combattere, aveva dato ordine alle sue truppe di ritirarsi. NAPOLI: il giorno 9 settembre arrivarono a Napoli i garibaldini. Mai si vide uno spettacolo più disgustoso. Quell'accozzaglia era formata da gente bieca, sudicia, famelica, disordinata, di razze diverse, ignorante e senza religione. Occuparono all'inizio Pizzofalcone, poi nei giorni seguenti si sparsero per la città, tutto depredando, saccheggiando ogni casa. Furono violentate le donne e assassinato chi si opponeva. Furono lordati i monumenti, violati i monasteri, profanate le chiese. Il giorno 11 il Garibaldi con un decreto abolì l'ordine dei Gesuiti e ne fece confiscare tutti i beni. Furono incarcerati tutti quei nobili, sacerdoti, civili e militari che non volevano aderire al Piemonte, mentre furono liberati tutti i delinquenti comuni. Il Palazzo Reale fu spogliato di tutto quanto conteneva. Gli arredi e gli oggetti più preziosi furono inviati a Torino nella Reggia dei Savoia. Il filibustiere con un decreto confiscò il capitale personale e tutti beni privati del Re dal Banco delle Due Sicilie, che fu rapinato di tutti i suoi depositi. Napoli in tutta la sua storia non ebbe mai a subire un così grande oltraggio, eppure nessun libro di storia "patria" ne ha mai minimamente accennato. CAPUA, VOLTURNO, GARIGLIANO, GAETA: eliminati i generali traditori i soldati duosiciliani dimostrarono il loro valore in numerosi episodi. La vittoriosa battaglia sul Volturno non fu sfruttata solo per l'inesperienza dei nostri comandanti militari. In seguito, la vile aggressione piemontese alle spalle costrinse il nostro esercito alla ritirata nella fortezza di Gaeta, dove il giovane Re Francesco II e la Regina Maria Sofia, di soli 19 anni, diventata poi famosa con l'appellativo "eroina di Gaeta", si coprirono di gloria in una resistenza durata circa 6 mesi. Gaeta non potè mai essere espugnata dai piemontesi, ma solo bombardata. Con la resa di Gaeta (13.2.61), di Messina (14 marzo) e di Civitella del Tronto (20 marzo), il Regno delle Due Sicilie cessò di esistere. I Piemontesi non rispettarono i patti di capitolazione e i soldati duosiciliani in parte furono fucilati, altri vennero deportati in campi di concentramento in Piemonte. Di questi soldati, morti per la loro Patria, oggi non c'è nemmeno una segno che li ricordi e non meritavano l'oblio cui li ha condannati la leggenda risorgimentale. PLEBISCITO: il giorno 21 ottobre 1860 vi fu a Napoli e in tutte le provincie del Regno la farsa del Plebiscito. A Napoli, davanti al porticato della Chiesa di S. Francesco di Paola, proprio di fronte al Palazzo Reale, erano state poste, su di un palco alla vista di tutti, due urne: una per il SÌ ed una per il NO. Si votava davanti ad una schiera minacciosa di garibaldini, guardie nazionali e soldati piemontesi. Il giorno prima erano stati affissi sui muri dei cartelli sui quali era dichiarato "Nemico della Patria" chi si astenesse o votasse per il NO. Votarono per primi i camorristi, poi i garibaldini, che erano per la maggior parte stranieri, e i soldati piemontesi. Qualcuno dei civili che aveva tentato di votare per il NO fu bastonato, qualche altro, come a Montecalvario, fu assassinato. Poichè non venivano registrati quelli che votavano per il SÌ, la maggior parte andò a votare in tutti e dodici comizi elettorali costituiti in Napoli. Allo stesso modo si procedette in tutto il Regno, dove si votò solo nei centri presidiati dai militari con ogni genere di violenze ed assassini

 

  By: GZ on Lunedì 15 Agosto 2011 16:22

Il ragionamento per cui il Piemonte voleva impadronirsi di regioni più ricche è giusto, ma riferito alla LOMBARDIA!.. che allora era una delle regioni più ricche d'europa e il fiore all'occhiello dell'impero austro-ungarico. Ma basta leggere qualunque autore del 1700 da Goethe a Stendhal che passavano in Italia e tutti notavano che Milano e la Lombardia erano ricche

 

  By: defilstrok on Lunedì 15 Agosto 2011 16:15

Condivido il suo punto di vista, Zibordi. Ma certi primati sono indiscutibili e, sebbene non autorizzino ad addossare al Nord l'arretratezza di oggi del Mezzogiorno, mettono comunque in forse l'arretratezza di allora con cui tanto facilmente spesso si etichetta il Sud

 

  By: GZ on Lunedì 15 Agosto 2011 15:53

Se il Regno delle Due Sicilie che aveva circa 9 milioni di abitanti e come giustamente è stato osservato aveva anche delle riserve auree importanti, costruito una ferrovia ecc... era prospero e avanzato come mai è stato abbattuto due o tre mila volontari con Garibaldi disorganizzati che partirono perdendo subito la nave con le munizioni e poi dovettero elemosinarne in giro durante il viaggio ? Non vale l'argomento che ha perso perchè era un regime pacifico e poco avezzo al sangue perchè durante la rivoluzione del 1799 i Borboni fecero impiccare e decapitare centinaia e centinaia di nobili e borghesi napoletani e furono citati in tutta europa perchè la loro repressione era stata la più sanguinosa La conquista del Regno delle Due Sicilie da parte di Garibaldi è simile a quella di Cortes del regno degli aztechi o degli inglesi in India, in teoria avrebbero dovuto essere schiacciati facilmente date le risorse dei Borboni di uomini e mezzi e se lo stato dei Borboni si è invece sfaldato subito evidentemente era marcio. Come minimo non era popolare perchè non hanno combattuto per difendere la loro indipendenza. Nello stesso anno esatto in cui il Nord invase il Sud d'Italia il Sud degli Stati Uniti fu invaso dal Nord con Lincoln che aveva il triplo di uomini e mezzi, ma i sudisti combatterono per quattro anni senza tregua prima di arrendersi. E negli stessi anni esatti il Nord della Germania (la Prussia) in pratica conquistò il resto della Germania, ma in quel caso furono abbastanza contenti, nessuno se ne è lamentato più di tanto e oggi in Baviera non rimpiangono il granduca. Insomma o ci tenevano all'indipendenza del Mezzogiorno e allora dovevano difenderla come i sudisti in America oppure andava bene essere parte di uno stato unitario come i tedeschi e allora non ci si lamenta. Non fare quasi niente (per difendere l'indipendenza), ma in compenso continuare a lamentarsi è un classico. Ci si racconta a vicenda la favola del regno dei Borboni che era uno dei più avanzati mentre si prende il treno per andare a curarsi in un ospedale del nord. Il patriottismo è apprezzabile, ma è meglio se è anche realistico altrimenti hai i cinesi che difendono anche il regime di Mao e gli imperatori Manciù negando che fossero arretrati e feroci perchè difendono tutto quello che è cinese, gli arabi che affermano di essere stati all'avanguardia della scienza e della tecnica per 1500 anni e non ti spiegano dove sia finito questa tecnologia se emigrano tutti qui, gli indiani che sono eredi di questa grande civiltà e poi vivono in maggioranza tra monnezza e sterco e le loro antiche città sono coperte dalla giungla da secoli, gli ebrei che fantasticano del loro grande regno di Salomone perso 2 mila anni fa che devono ora riavere ad ogni costo, anche se in archeologia non se ne trova traccia...

 

  By: defilstrok on Lunedì 15 Agosto 2011 15:45

Non c'è che dire. un video senz'altro bello e, per diversi aspetti, rivelatore

 

  By: Brutto Bacarospo on Lunedì 15 Agosto 2011 14:56

GZ wrote: "Il fatto che sia stato il Piemonte a conquistare tutta l'Italia è un indizio sicuro che era più organizzato, tecnicamente più avanzato e più efficiente." http://www.youtube.com/watch?v=89Z8u2cNltk

 

  By: Paolo_B on Venerdì 12 Agosto 2011 02:35

si xtol, è probabilmente proprio come dici un gioco delle parti per quanto concerne molti punti del programma. Un governo italiano senza l'emergenza non potrebbe fare certe cose che magari vorrebbe già fare. Il mio utilizzo poi di aggettivi moralmente connotati è stato già fatto oggetto di pentimento poco dopo il clic che ha inserito il post. Per altre conseguenze invece è meno gioco delle parti. Abbiamo infatti una oggettiva e reale perdita di potere dei politici italiani rispetto a quelli europei, e che ai nostri politici non fa piacere di sicuro. Ancora, tagliare le spese e/o qualsiasi forma di controllo su di esse, significa meno possibilità di maneggiare il denaro, per i politici è una prospettiva di meno torta per tutti.

 

  By: XTOL on Venerdì 12 Agosto 2011 01:41

ricattare? buoni e cattivi? a me sembra, anzi sono convinto che sia un gioco delle parti. mi faccio le domande e mi do le risposte: come fa la bce a mantenere il suo potere? presentandosi come indispensabile (prestatore di ultima istanza). come fa il nano a mantenere il suo potere? presentandosi come difensore dei suoi elettori. qual'è l'unico risultato auspicabile (per chi crede alla messa in scena)? sacrifici per noi e un'altro giro di giostra per loro. il sistema è inemendabile

 

  By: SpiderMars on Venerdì 12 Agosto 2011 00:02

Leggendo commenti del genere viene il dubbio che abbiano abolito lo studio della storia alle superiori. ------------------------------------- A me viene il dubbio che Moderatore abbia frainteso e non abbia capito, resta il fatto che in quelle date citate dove dove si sono verificati i moti le battaglie e le scaramucce non era presente un' esercito Italiano, poi ho scritto chiaramente che non vi è stata guerra per conquistare il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio perchè era già stato concordato e siglato tutto dal trattato con il Papa e le potenze Europee per cui l' Italia doveva essere divisa in Stati Federali poi i Savoia come al solito fecero i Furbetti e tradirono come al solito ma non voglio ritornare sull' argomento che ho già spiegato in particolari Post ai tempi dei festeggiamenti dell' unità d' Italia. (brano tratto dall' opuscolo per i Festeggiamenti dell' Unità d' Italia quindi partigiano) L’opportunità di unire le diverse parti da cui il Bel Paese era formato scaturì innanzitutto dall’unione della Lombardia al Piemonte nel 1859. Il tutto fu possibile per l’appoggio che la Francia diede a questa operazione. Nel 1855, infatti, il Conte di Cavour, che era primo Ministro, fece scendere in guerra il suo Piemonte in Crimea. Un conflitto che ebbe luogo negli anni 1854/56 con il quale egli si conquistò l’amicizia della Francia. Nel 1858, Cavour e Napoleone III di Francia firmarono il Patto di Plombiers con il quale Napoleone prometteva il suo aiuto, il Piemonte annetteva Venezia e la Lombardia combattendo contro l’Austria. L’Austria si ritirò e la Lombardia venne ceduta al Piemonte. Cavour poi morì in circostanze misteriose eheheh...! ed i Lombardi si pentirono accorgendosi ben presto di essere stati traditi da Carlo Alberto, si accorsero ben presto di stare meglio sotto gli AustroUngarici

 

  By: Paolo_B on Giovedì 11 Agosto 2011 23:45

Caro anti, rileggendomi mi accorgo che ho potuto dare l'impressione di fare la divisione fra il governo italiano (buono) e il potere di bruxelles (cattivo). In realtà se guardi ai miei messaggi precedenti stavo invece più dalla parte di bruxelles (e poi quando dicevo - incontrando molte critiche - che ormai in europa dobbiamo starci per forza). Quello che è invece la cosa importante è che però il meccanismo descritto da Zibordi e spiegato da quell'articolo è vero. L'europa sta ricattando e minacciando l'Italia. Le parole hanno una denotazione negativa ma non è detto che il risultato sia sbagliato. Ma il succo è che - SE è COSI'- gli attacchi al nostro sistema non sono finiti, e anzi proprio il fatto che berlusconi non ci andrà pesante magari - aumenta la probabilità di nuove crisi per l'italia. E' proprio un intervento operativo quindi, non politico, che io-me è il mio unico partito. Dulcis in fundo personalmente preferirei deflazioni che durino il più lungo possibile, dato che non ho mutui ma contanti. Il problema è che se per ora il comportamento dell'europa di cui stiamo parlando è deflattivo per l'italia, prima o poi finirà. E la tendenza deflattiva potrebbe esplosivamente cambiare verso....

Più tasse o meno spese? Tertium non datur! - antitrader  

  By: antitrader on Giovedì 11 Agosto 2011 23:35

Paolo, nei tuoi scritti traspare un'incrollabile fede a mo' di integralista islamico che non vuole accettare nemmeno di fronte alle prove piu' defnitive che Allah si e' rivelato meno grande di quanto sembrava. Insomma, continui a menarla (come altri) con il cavaliere e' un insuperabile baluardo contro le tasse. Se un governo non mette le tasse ma non taglia nemmeno la spesa e quindi sfonda il bilancio allora vuol dire che le tasse le ha solo rinviate, cosa c'entrano i banchieri e l'Europa cattiva??? Si sta diffondendo una dottrina molto pericolosa secondo la quale i debiti non vanno pagati perche' ce li hanno fatti fare i banchieri cattivi. Paolo, ma quando tu (o la tua famiglia) hai fatto un mutuo poi lo hai pagato oppure lo ha rinnegato adducendo strane teorie quali il signoraggio??? E se hai fatto un mutuo sei andato tu in banca a chiederlo (magari in ginocchio) o c'era il banchiere appostato sotto casa tua che te lo ha appioppato di forza??? Altra dottrina ancora piu' pericolosa e' che fare default e' una passeggiata, spero che chi lo afferma lo faccia a mo' di barzelleta. I debiti si pagano caro mio, io saprei come fare a sisetmare il bilancio, una bella patrimoniale una tantum da 200 miliardi sui patrimoni piu' ricchi da destinare esclusivamente al riacquisto e annullamento di titoli di stato. Se pensi di salvare la baracca togliendo altri 50 euro al mese a chi ne guadagna 1000 allora fai recessione su recessione fino al disastro finale che consistera' in milioni di morti.

 

  By: Paolo_B on Giovedì 11 Agosto 2011 22:53

questo appena postato da Zibordi implica una necessità logica. Ossia che non sia finita. Cioe', quel potere che comanda all'italia il cosa fare è un potere basato sulla minaccia, e quindi può affermarsi e permanere solo incutendo danni. In altre parole se vogliono cambiare le finanze dello stato con la ricchezza degli italiani (verbatim nell'articolo) dovranno fare altri attacchi in modo che il governo agisca nella modalità che vogliono. Dalla descrizione della manovra che "fumosamente" è stata disegnata mi sembra poi che la mano di Berlusconi sia ancora pesante. La patrimoniale è ancora in dubbio, se capisco bene. Quindi agiranno ancora. Dovremmo aspettarci nuovi attacchi fino alla caduta di questo governo e l'instaurazione di uno nuovo, magari tecnico, che attui una sottomissione totale e assoluta.