Next is Italy, La Prossima è l'Italia

 

  By: antitrader on Martedì 17 Maggio 2016 17:11

De cialtroneria maxima. ---- [di Gisella Ruccia] Salvini: “Multa non pagata? Autovelox sono truffa”. Ma il ricorso è per il suo ruolo politico “Quegli autovelox sono demenziali, pericolosi. Sono una truffa e ho detto a Parisi di toglierli, anzi vado io stesso a sradicarli personalmente”. Che sia scaltro e populista non c’è dubbio. Che sappia ribaltare le cose a suo favore, pure. Matteo Salvini viene beccato a farsi annullare una multa per eccesso di velocità #b#come i politicanti della peggior specie#/b# e per uscire dall’imbarazzo che fa? S’improvvisa paladino della disobbedienza civile, invitando tutti i milanesi – chiamati per altro a votarlo come capolista alle prossime amministrative – a fare altrettanto. E chi non vorrebbe? Solo che i milanesi non hanno a disposizione due avvocati di partito e gli argomenti di Salvini. Il ricorso infatti non verte sui dispositivi sanzionatori, certo poco amati da tutti, quanto sul fatto che l’auto trasportava un politico che svolge “compiti istituzionali”, sottoposto per di più a “misure di sicurezza”. La balla col buco è però perfetta per evitare le punture della Zanzara (Radio24). Cruciani e Parenzo sono tornati sulla notizia riportata dal Fatto Quotidiano. Salvini lamenta tanta attenzione a quel ricorso e in un baleno lo rivendica come strumento di difesa dalle pretese predatorie del Comune. Sostiene anche di saperne poco o nulla perché presentato dall’autista Aurelio Locatelli e non da lui, autista che per altro Salvini avrebbe candidato a sua insaputa. “Non sapevo, davvero, che fosse stato candidato. Mica faccio le liste, io”, è la risposta usata per uscire da un vicolo che sembrava cieco. Le carte depositate dai legali Claudia Eccher e Christian Gecele però allegano la procura di Salvini, che non è mai andato a “sradicare” l’autovelox, mettendosi alla testa del popolo dei multati. In silenzio ha dato mandato ai legali del partito di chiedere l’annullamento. Giusto per evitare i 165 euro di sanzione e la perdita di tre punti per l’autista-candidato (a sua insaputa).

 

  By: DRAGUTIN on Martedì 17 Maggio 2016 15:15

Povero il nostro indice, non reagisce neanche quando l' america sale Che tristezza... Buon appetito a tutti

Giovanni Zibordi a ITForum Rimini 2016 - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 17 Maggio 2016 11:39

^#F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID#GIOVEDÌ 19 16:00 - 18:30 - SALA DEL TEMPIO 1 EURO DILEMMI#F_END##http://www.itforum.it/rimini2016/programma?e=EQHAWQWAS34C&expand=1^ Intervento di Giovanni Zibordi nella sessione "Euro Dilemmi", insieme a Warren Mosler, Giacomo Bracci, Riccardo Fraccarov, Daniele Della Bona. In particolare, Giovanni Zibordi affronterà il tema dell'"Helicopter money" in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali. #ALLEGATO_1# #b#Tutto quello che avresto voluto sapere sull'"Helicopter money" ("soldi dall’elicottero o soldi a pioggia") in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali!!!#/b# Nelle economie mature i tassi di interesse sono zero o negativi in termini nominali in EU, Svizzera, Scandinavia e Giappone e in termini reali in USA e UK. Anche raddoppiare il Quantitative Easing, servirebbe a poco, visto che per fare ripartire la domanda aggregata, i soldi devono arrivare a consumi e investimenti. Alla si la prossima mossa delle banche centrali sarà non di aumentare i tassi, ma il "Denaro dall'Elicottero", bypassare le banche e finanziare la spesa con denaro creato dal niente. Ray Dalio, numero uno di Bridgewater, il più grande hedge fund del mondo, prevede che dopo una fase 1 e una fase 2 di "QE" si passi ad una fase 3 in cui si trasferiscano direttamente ai consumatori i soldi per aumentare la spesa. Jeff Gundlach, il top gestore di bonds al mondo a DoubleLine, lo prevede anche lui. Ben Bernanke, ex capo della FED, la descritto il meccanismo sul suo blog il mese scorso Un’ idea simile è stata sottoposta al Parlamento europeo anche dal movimento “Qe for the people” che ha tra i suoi aderenti docenti di economia delle università di mezza Europa ed è sottoscritta dal partito laburista di Corbyin. In Italia ne ha parlato il 14 aprile alla Camera l'economista Consob e docente alla Bocconi Marcello Minenna e si comincia a leggerne sui giornali. Il primo a parlarne in Italia era stato, all'ITFforum 2015, Giovanni Zibordi nel dibattito con Mosler, distribuendo anche il capitolo del libro di Micromega "Perchè Non Possiamo creare Denaro per Ridurre le Tasse ?". Quest'anno spiega cosa significherà per l'economia e i mercati il "Denaro dall'Elicottero"

 

  By: gianlini on Martedì 17 Maggio 2016 10:41

Gano, ieri sera per curiosità mi sono letto un paio di pagine di Wikipedia su Kansas e Nebraska, Stati a fortissima vocazione agricola.... Stati degli Stati Uniti a loro modo piuttosto "famosi" (di quelli che magari perfino un ventenne uno dei due l'ha anche sentito nominare qualche volta)... Nel Nebraska, ad Omaha, vive ad esempio il famosissimo Buffett. Senza guardare su internet, sai a quanto ammonta la rispettiva popolazione?

 

  By: Gano di Maganza on Martedì 17 Maggio 2016 10:36

Da paese industrializzato che eravamo, stiamo tornando paese agricolo. Vedrai che è aumentata anche la produzione di ricotta, di pecorino e di altri prodotti della pastorizia. PS. Non è la produzione 2015 che è raddoppiata, è quella 2014 che si era dimezzata a causa dell' infestazione della mosca dell' olivo. Questo non cambia comunque la nostra futura vocazione agricola-pastorizia, come hai ben indicato tu.

 

  By: pana on Martedì 17 Maggio 2016 10:32

Raddoppiata la produzione italiana di olio! siamo tornati al secondo posto a livello mondiale , e imenagramos rosicano per loro doveva andare utto in malora perche lo importiamo dalla tunisia Olio: Unaprol, Italia torna secondo produttore mondiale 470mila ton. in 2015-16, raddoppio produzione su anno precedente ROMA - Nella campagna 2015/16 l'Italia ha prodotto circa 470.000 tonnellate di olio di oliva in generale e ha raddoppiato la produzione dell'annata precedente. Oltre il 60% appartiene alla categoria di oli vergini ed extra vergine. Redazione ANSA ROMA 16 m

 

  By: Bullfin on Lunedì 16 Maggio 2016 13:23

Ma le agenzie non erano quelle che a poche settimane dal fallimento davano AAA a Lehman?

 

  By: fultra on Lunedì 16 Maggio 2016 12:40

Aho Pana, ma che cosa posti? quella son co-glionate per menti strette come la tua. Lezioncina per le scuole elementari, leggi bene. Ragioni come se il debito di una nazione sia paragonabile a quello del singolo che se sfora con il conto bancario e non paga le rate della casa e dell'auto cosicchè gliele sequestrano . Gli Stati hanno un diverso modo per uscire da questo tipo di problematiche finanziarie , appunto perchè sono stati sovrani( almeno dovrebbero esserlo). A) Stampare moneta contro debito. B) Farla stampare dalla BCE nel caso europeo. C) Sforare sul debito temporaneamente, per migliorare la situazione e rifondere più avanti. Mai pensato neh che le agenzie di rating lavorino per qualcuno "in particolare" ?? e che scrivano report ad uso e consumo di qualche imbecillotto che ancora si fida della stampa "di parte".....asan.

 

  By: pana on Lunedì 16 Maggio 2016 11:47

Agenzie di rating OTTIMISTE sul debito italiano previsto in calo negli anni futuri, oi oi oi che dolor per i gufos http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-15/debito-tutte-agenzie-rating-vedono-discesa-081114.shtml

 

  By: lutrom on Domenica 15 Maggio 2016 19:20

Ottimo, Bull! Ed intanto: lasciamoli ragliare...

 

  By: Bullfin on Domenica 15 Maggio 2016 19:13

RIPORTO SINGOLARMENTE IL PEZZO CHE OSEREI DIRE CARDINE DEL SOMMO INTERVENTO DI BAGNAI... Tanto più che (e questo è il secondo passaggio) le élite tedesche questo sistema lo hanno voluto nel loro interesse, e proprio per tutelare il valore del loro risparmio. La rigidità del cambio intraeuropeo aveva diverse dimensioni (da quella simbolica a quella commerciale a quella politica), ma la più importante era certamente la dimensione finanziaria: il cambio fisso serviva a rendere “credibili” i paesi del Sud, cioè a evitare che in caso di crisi la loro valuta fisiologicamente cedesse, ledendo l’interesse dei creditori. Insomma: il cambio rigido verso il Sud, e sottovalutato per il Nord, è servito al Nord non solo ad accumulare crediti verso il Sud, ma anche e soprattutto a difenderne il valore. L’euro non solo ha causato, come ormai è evidente, gli squilibri intraeuropei, ma è servito anche e soprattutto a difendere la posizione patrimoniale di chi ne aveva beneficiato, il quale ora, però, dato che il gioco si è spinto troppo in là, comincia a patirne anche lui le conseguenze.

 

  By: Bullfin on Domenica 15 Maggio 2016 19:12

MAGISTRALE PEZZO DI BAGNAI....DEDICATO AI GRANDI SOMARI CHE DANNO LA COLPA ALL'ASSESSORE....!... domenica 15 maggio 2016 Keynes, Draghi, Gollum, e i tassi negativi (...scritto a 30000 piedi, da dove si vede più lontano...) Come forse starete vedendo, sui media di regime è tutta una scoperta dell’acqua calda. Il Sole 24 Ore, il Corriere, la Stampa, scoprono quello che qui da sempre ci siamo detti: che il surplus tedesco più che dimostrazione di virtù è causa di problemi; che il debito privato, non quello pubblico, è origine della crisi; che curare il debito pubblico con l’austerity trasforma una situazione fisiologica in una patologica. Insomma: tutto quello da cui siamo partiti, parola per parola, viene oggi dato come assodato, come “mainstream”, da persone che spesse volte ci hanno denigrato, singolarmente o collettivamente, per averlo detto quando c’era ancora qualcosa da salvare. Naturalmente nessuno è disposto a fare per primo l’ultimo passo, vale a dire che siccome solo la crescita potrebbe risolvere i nostri problemi, e siccome l’euro è nemico della crescita, perché la svalutazione interna (taglio dei salari) imposta dalla rigidità del cambio condanna alla deflazione, condizione necessaria per uscire dall’impasse è superare il sogno di una moneta imperiale ed evolvere verso un sistema monetario più flessibile. Faranno questo ultimo passo quando sarà loro chiesto di farlo. Noi, intanto, possiamo guardare avanti. Per rendervi più agevole questo compito, e aiutarvi a perdonare chi con le sue menzogne ha distrutto un paese, vorrei oggi con voi allargare le prospettive, facendovi leggere qui quello che fra un anno leggerete sul Financial Times. Avrete visto le polemiche fra un certo establishment tedesco e Draghi, accusato di fare politiche troppo espansive, di praticare tassi di interessi troppo bassi. Certo, al creditore tedesco i tassi di interesse troppo bassi danno fastidio, anzi, fanno paura, e questo per due motivi. Il primo è che tassi nulli o negativi compromettono la redditività del sistema bancario. Se le banche devono pagare la Bce quando depositano presso di essa liquidità in eccesso, e al contempo devono pagare i propri clienti affinché questi accettino prestiti (cioè si indebitino), capite bene che fare il banchiere non conviene più molto. Il secondo è che il sistema previdenziale tedesco ha un secondo pilastro basato sulla capitalizzazione. Con tassi di interesse bassi, se non negativi, i fondi non sono in grado di assicurare le prestazioni promesse ai risparmiatori/pensionati. Questa cosa, in un paese dalla demografia non florida, rischia di essere devastante, e, come qui sappiamo da tempo, a livello di istituzioni europee (cioè tedesche) la consapevolezza di queste dinamiche è piena. Draghi ha risposto una cosa molto giusta: i tassi di interesse sono bassi perché non c'è crescita e la produttività langue. Tradotto: se non crei valore, non puoi distribuirlo né come reddito da lavoro, né come reddito da capitale (interessi). Naturalmente Draghi omette un passaggio, anzi due: il primo è che il valore non si riesce più a crearlo perché con cambi intraeuropei rigidi a una situazione di crisi non si può rispondere che creando disoccupazione (se le imprese del Sud non abbassano i prezzi chiudono, ma per abbassare i prezzi devono tagliare il “costo del lavoro”, e per convincere i lavoratori ad accettare questo passaggio normalmente occorre licenziarne un po’: motivo per il quale ovunque si fanno riforme che precarizzano il lavoro). Il valore si crea lavorando, l’euro impone la disoccupazione come risposta alle crisi, l’euro distrugge valore, e quindi i creditori in euro non devono lamentarsi. Tanto più che (e questo è il secondo passaggio) le élite tedesche questo sistema lo hanno voluto nel loro interesse, e proprio per tutelare il valore del loro risparmio. La rigidità del cambio intraeuropeo aveva diverse dimensioni (da quella simbolica a quella commerciale a quella politica), ma la più importante era certamente la dimensione finanziaria: il cambio fisso serviva a rendere “credibili” i paesi del Sud, cioè a evitare che in caso di crisi la loro valuta fisiologicamente cedesse, ledendo l’interesse dei creditori. Insomma: il cambio rigido verso il Sud, e sottovalutato per il Nord, è servito al Nord non solo ad accumulare crediti verso il Sud, ma anche e soprattutto a difenderne il valore. L’euro non solo ha causato, come ormai è evidente, gli squilibri intraeuropei, ma è servito anche e soprattutto a difendere la posizione patrimoniale di chi ne aveva beneficiato, il quale ora, però, dato che il gioco si è spinto troppo in là, comincia a patirne anche lui le conseguenze. Vedete, qui il discorso merita di essere ampliato un po’. Quando si parla di “leggi” economiche lo si fa (o lo si dovrebbe fare) con la consapevolezza che l’economia è una scienza sociale, non una scienza naturale. La legge di gravità non ammette eccezioni ed agisce in modo piuttosto cogente: se all’aereo che mi trasporta si stacca un’ala, è certo che voi questo post non lo leggerete. L’energia potenziale si trasforma in energia cinetica appena le viene consentito di farlo, portando un corpo verso una nuova situazione di equilibrio, mentre gli equilibri economici, come ad esempio quello negli scambi fra paesi, possono essere alterati a lungo da decisioni politiche, che possono trovare consenso, nonostante siano contro la “natura” economica, per diversi e complessi motivi sociali, culturali, antropologici. Solo che poi, alla fine, la razionalità individuale fatalmente deve sottostare alle regolarità empiriche collettive, che immancabilmente frustrano i tentativi individuali di violentare la natura economica. Vi ricordate la proposta di Keynes a Bretton Woods? Era una proposta molto razionale: i paesi creditori (cioè detentori di posizioni nette sull’estero positive) avrebbero dovuto pagare, anziché percepire, un interesse sui propri crediti. Una proposta che, come vi ho spiegato in due libri e innumerevoli post, e come meglio di me hanno chiarito Fantacci e Amato, aveva una razionalità economica intrinseca. Lo scambio avviene nell’interesse delle due parti. Il paese esportatore trae beneficio dal fatto che il paese importatore acquisti, e quindi nel momento in cui finanzia quest’ultimo non fa un favore solo a lui: fa un favore anche a se stesso. Dato che la finanza internazionale fa comodo a entrambi, è giusto che entrambi la paghino. Non solo: tesaurizzando i propri crediti internazionali per percepire su di essi un interesse positivo, il paese esportatore esporta anche disoccupazione e deflazione (Draghi rimprovera anche questo ai tedeschi: se il denaro costa poco, dice lui, è perché la Germania risparmia troppo). Se il creditore internazionale pagasse un interesse negativo sui suoi crediti, sarebbe invogliato a spenderli per l’acquisto di merci altrui, favorendo un riequilibrio degli scambi esteri. In tal modo, promuoverebbe la crescita dei paesi più deboli. Una finanza più equilibrata per un mondo più equilibrato richiede una simmetrica penalizzazione degli squilibri finanziari internazionali. Questa idea così semplice, purtroppo, non fa comodo a chi sa di essere destinato al ruolo di esportatore, cioè di creditore, il quale quindi naturalmente si oppone. Al tempo di Bretton Woods gli Stati Uniti si opposero alla proposta di Keynes, e oggi, qui da noi, la Germania si oppone a spendere il suo surplus per rianimare il circuito economico europeo. Vedete però il paradosso? Alla fine l’economia si vendica. I creditori esteri si sono rifiutati di costruire un sistema in cui, per prevenire gli squilibri, fosse loro chiesto di pagare un tasso di interesse negativo, e ora, a valle della creazione di enormi squilibri, la situazione qual è? Ma semplicemente quella che i creditori hanno disperatamente cercato di evitare: si ritrovano a percepire tassi di interesse nulli o negativi sul loro “tessssoro”. La ZIRP (zero interest rate policy) è l’unica possibilità per tenere insieme un sistema nel quale si sono accumulati squilibri finanziari enormi. Se la si abbandonasse, le posizioni debitorie a fronte del “tesssssoro” diventerebbero insostenibili, e i simpatici Gollum transalpini si troverebbero comunque con un pugno di mosche in mano. Loro se la prendono con Draghi, ma, oggettivamente, Draghi non può fare altro (se non andarsene, cosa che legittimamente non vuole fare). Spettacolare, no? Keynes, cacciato dalla porta, è rientrato dalla finestra! Rientrato, ma, aggiungo, non in ottima forma. La differenza fra quello che voleva lui e quello che si sta verificando dovrebbe essere chiara. Lui voleva che i paesi forti, penalizzati da un tasso di interesse negativo sui loro crediti, venissero incentivati a spendere nei paesi deboli. I tassi negativi odierni invece si applicano a tutti: ai forti e ai deboli. Alla fine quindi essi servono per lo più a incentivare i paesi (e in generale gli agenti economici) deboli ad assumere nuovi debiti per rilanciare l’economia. Stiamo trasformando l’Eurozona in un posto in cui la banca ti paga perché tu ti indebiti: è così che è nata la crisi dei subprimes (come saprete), ed è così che stiamo risolvendo la crisi europea. Se il pensionato tedesco si preoccupa non ha torto. Peccato che questo sia il sistema che la Bild gli ha insegnato ad appoggiare politicamente! Tu l’as voulu, Hans Maier... Quanto sarebbe meglio evolvere verso un sistema monetario maggiormente flessibile, come del resto sta facendo il resto del mondo, e come chiede il chief economist del Fondo Monetario Internazionale? Certo, nelle condizioni attuali ci sarebbe qualche mal di pancia da gestire: chi per tanti anni ha beneficiato del sistema, sarà riluttante a pagare la sua parte del conto, sotto forma di svalutazione dei propri crediti esteri. Succede sempre così: l’economia, alla fine, penalizza chi si è indebitamente avvantaggiato. Ricordate i mutui in ECU? Costavano poco, i tassi erano bassi, la rata era stabile perché eravamo agganciati allo SME... Ma quell’aggancio, che faceva bene al debitore, faceva male ad altri: le imprese esportatrici, ad esempio. Il debitore di questo non era consapevole, e se lo era se ne infischiava. Alla fine il mercato pareggiò i conti: chi aveva pagato tassi bassi si ritrovo una rata alta, e chi aveva accettato tassi alti (indebitandosi in lire) non subì perdite in conto capitale. Il pensionato tedesco che oggi si lamenta è, ahimè, nella stessa situazione, e i suoi mal di pancia li capisco. Ma tanto lì dobbiamo andare a parare, allo smantellamento del sistema, perché, come la storia che vi ho raccontato dimostra, alle leggi dell’economia si può sfuggire per un certo tempo, ma non per sempre. E più il tempo passa, più il contesto politico si degrada, e l’acredine si accumula, rendendo più arduo il componimento pacifico degli squilibri. (...e naturalmente il componimento pacifico degli squilibri è impedito anche da un'altra cosa, ma inutile insistere: come vi ho detto, quello della menzogna è un problema che si risolverà da sé, come vi avevo preannunciato, e come state vedendo...)

 

  By: cicala on Domenica 15 Maggio 2016 18:41

Buongiorno Pero' mi so' gia' scocciato e fra poco torno a fare il padanaro. Ecco il motivo per cui son contrario ai flussi migratori, alla fine non sei piu' terrone ma nemmeno padanaro, non sei piu' un c...! --------------------------------------------------------------------------- Parole sante. Finalmente su qualcosa siamo in sintonia.

 

  By: Bullfin on Domenica 15 Maggio 2016 16:57

Senza l'antitrader questo forum diventa un mortorio. IN VERITA' è DAL GIORNO CHE GIANNI STA MONTANDO LA CUCINA IKEA CHE IL FORUM SI è SPOPOLATO (IKEA...TIPICO DEI PAPER....) So' tornato alla terra da cui provengo CHE PECCATO POTEVA ESSERE UN TERUN IN MENO :) ottima terapia la zappa SE VIENI A BELLUNO TI DO ANCHE LA TERAPIA DELLA PUNTA E DELLA MAZZETTA (QUELLA DEL NONNO BELLA PESANTE) E NON IL DEMOLITORE (TROPPO FACILE...)... :).

 

  By: DRAGUTIN on Domenica 15 Maggio 2016 15:40

Ciao Anti!