Twin Twin Dollaro

Dollaro Forte grazie ai tassi - gz  

  By: GZ on Mercoledì 30 Novembre 2005 11:41

Non so perchè non ho mai letto questi di Gavekal.com, una società di consulenza finanziaria creata da due francesi che sono basati a Shanghai e che hanno appena pubblicato questo ^libro molto ottimista "A Brave New World"#http://news.goldseek.com/MillenniumWaveAdvisors/1133103600.php^ (parafrasando Huxley) Ad ogni modo nella loro ricerca questi di ^Gavekal#http://www.gavekal.com/^ sostengono che il deficit estero è un concetto senza senso in un mondo di multinazionali e consiglio il libro. Oltre a questa teoria mostrano qui come criterio semplice anche il cambio Dollaro-Marco degli ultimi 30 anni confrontato con la differenza tra tassi di interesse a breve tra USA e Germania. In effetti come si vede quando i tassi a breve americani sono più alti il dollaro sale, vedi le zone in bianco indicate con il cerchio (Se invece provi a confrontare il Deficit Estero con il cambio (lo avevo mostrato un mese fa) non vedi quasi nessuna relazione)

 

  By: polipolio on Martedì 15 Novembre 2005 16:36

"(come Ciampi che a inizio settembre 1992 assicurò che la lira non avrebbe avuto problemi e a fine mese si svalutò del 15%)" ---- Tancredi Bianchi, quando era mio professore indimenticabile di Bancaria 2, (oltre che Ceo del credito bergamasco, per il quale credo facesse particolare attenzione alla gestione di portafoglio, e successivamente presidente dell'ABI), ci ammonì di non credere MAI ai governatori quando giurano di non svalutare. Anzi che il momento in cui questo accadea era buono per andare al ribasso... Purtroppo nel '92 non avevo ancora il conto con IWB

 

  By: GZ on Martedì 15 Novembre 2005 16:20

Ieri Greenspan ha fatto quello che poteva In teoria i ruoli dovrebbero rovesciati, il governatore della Banca centrale dovrebbe ispirare fiducia nella moneta anche a costo di glissare sugli aspetti negativi e gli investitori invece dovrebbero preoccuparsi (come Ciampi che a inizio settembre 1992 assicurò che la lira non avrebbe avuto problemi e a fine mese si svalutò del 15%) Qua hai invece il governatore della Federal Reserve che dice testualmente: ^"prima o poi gli investitori si stancheranno di tenere dollari..."#http://www.latimes.com/business/la-fi-green15nov15,1,135605.story?coll=la-headlines-business&ctrack=1&cset=true^ ("At some point, investors will balk at further financing.") ----------------------------- ".. trade deficits the U.S. has been running up each year "cannot persist indefinitely," "At some point, investors will balk at further financing." Concentration and other risks in holding dollar balances seem to have become a consideration at least for some investors," Greenspan said. Of the more than $30 trillion in foreign investment tracked by the Bank for International Settlements in the first three months of 2005, 42.5% were in dollars and 39.3% were in euros, Greenspan noted. The dollar's share was down by 4 percentage points from about three years earlier, while the euro's share was up by 5 percentage points, he pointed out. Although I doubt that the U.S. dollar will lose its status as the world's reserve currency anytime soon, there are in my judgment lessons to be learned from the experience of [Britain's currency] as it faded as the world's dominant currency," ...

1.17 è il numero - gz  

  By: GZ on Mercoledì 09 Novembre 2005 21:10

Dopo 13 giorni (numero di fibonacci ?) consecutivi di guerriglia urbana in Francia si è raggiunto un picco grazie a un simpatico coprifuoco (dopotutto nessuno che vada a Parigi in treno o aereo nota le periferie di immigrati a 20 KM dal centro, quindi se scompaiono dai giornali un attimo l'investitore giapponese se ne dimentica) l'euro è stato creato a 1.17 quindi è il numero psicologico grosso il surplus tedesco oggi era +14% domani esce il deficit estero USA e mi aspetterei un 63 miliardi mensili insomma un deficit record non c'è più nessuno a pagarlo che predica un cedimento del $ nell'immediato (al massimo nell'anno nuovo) Bush va in Asia tra 4 gg per dirgli di allentare sulla svalutazione delle loro valute il petrolio scende e dato che è prezzato in $ riduce la domanda di $ l'asta dei bot usa oggi è andata così così indicando che forse la fame insaziabile di titoli di stato in dollari si calma un attimo... Dopodichè il mercato andrà dove vuole lo stesso

Il cuore di tutto il problema dei mercati - gz  

  By: GZ on Venerdì 03 Giugno 2005 15:41

Due anni fa fortunatamente ho letto il libro "The Dollar Crisis" di Richard Duncan, un analista finanziario ed economista basato in Asia,che mi ha convinto che il dollaro sarebbe sprofondato e perlomeno dagli 1.18 a 1.35 euro/$(come chi legge questo sito forse ha notato) ho cercato di essere sempre AL RIBASSO SUL DOLLARO (rialzo sull'euro). Poi in gennaio, sempre fortunatamente ho cambiato idea e nell'insieme da da 1.34 a 1.23 ho cercato di essere sempre AL RIBASSO SULL'EURO, ovviamente con qualche piccolo errore nel mezzo ad esempio da 1.28 a 1.26. Questo per una serie di altri motivi discussi qui sul sito. Ogni volta però che Richard Duncan esce con nuovi articoli lo devo leggere perchè nessuno è altrettanto chiaro e preciso sull'economia globale ed è ora fuori la nuova versione del suo libro e un paio di articoli su AsiaTimes e Financeasia.com Please, trovate il tempo di leggerlo in spiaggia. Spiega perchè ^fino a quando il deficit estero USA da 650 miliardi annui#http://www.financeasia.com/Accessories/faPrintStory.cfm?objectID=2B304A6F-9027-7E17-4B3371C8DDCF39AA^ persiste i tassi di interesse non possono che scendere nel mondo. Il motivo è tutto in questi due grafici: 1) il deficit pubblico americano sta calando e quindi ci sono meno titoli di stato in dollari in giro. 2) Il deficit estero americano continua a crescere però e anzi accellera ora che il dollaro si rivaluta e l'Europa rallenta. Di conseguenza si accumulano sempre più dollari in mano agli stranieri, specie in Asia. 3) Dato che devono tenerli in dollari per evitare un apprezzamento mostruoso delle loro valute che taglierebbe le gambe alle loro esportazioni, devono comprare titoli in dollari. Risultato: La DOMANDA DI TITOLI IN DOLLARI SALE, L'OFFERTA DIMINUISCE ==> IL PREZZO DEI TITOLI IN DOLLARI QUINDI SALE ==> ovviamente il rendimento, cioè i tassi di interesse, scendono

tutto il resto e' sotto controllo - gz  

  By: GZ on Venerdì 25 Febbraio 2005 02:41

Su Foreign Affairs c'e' una confutazione del luogo comune che i famosi deficit Usa (di bilancio ed estero) facciano franare il dollaro e ^creino prima o poi una crisi finanziaria e politica globale#http://www.foreignaffairs.org/20050301facomment84201/david-h-levey-stuart-s-brown/the-overstretch-myth.html^ Questa idea ormai e' trasversale in gradazioni diverse da G. Turani su repubblica a George Soros alle pagine del Corriere economia a questo forum ed e' il sottofondo del pessimismo sui mercati che fa si' che anche se salgono da due anni tutti sono sempre preoccupati E' un idea sbagliata perche' gli stranieri possiedono circa 2.5 miliardi di titoli americani al netto degli acquisti americani di titoli esteri, ma rispetto ai 33 miliardi di titoli USA totali di tutti i generi sono solo un 8%. E'logico che in Italia o Cina si voglia tenere una parte del portafoglio in titoli esteri e che si scelga come destinazione numero uno l'america. Sarebbe strano il contrario, che gli europei e asiatici non fosserp investiti in America (il contrario invece di meno perche' europa e asia hanno mercati piu' frammentati, meno liquidi e meno trasparenti e il bisogno di diversificare è minore per gli americani) In generale però il punto è che è proprior vero il contrario: l'America sta raggiungendo proprio ora il culmine della sua influenza economica, militare e culturale. E questo ha ovviamente implicazioni per i mercati finanziari, perche' in sostanza salgono assieme all'america, non fosse altro perchè sono un invenzione e una moda anglosassone Guardavo oggi la visita di Bush e il suo incontro con Putin su CNBC, Fox, CNN. Bush faceva ogni sforzo per non offendere o sembrare condiscente verso Putin il quale ha appena perso l'Ukraina con la "rivoluzione arancio" ed ha ora paura che gli entri la Nato a Kiev: Putin faceva sforzi per dire qualcosa sulla democrazia e gli investimenti esteri in russia (mentendo senza crederci ovviamente), ma doveva fare finta anche lui, non ha altro messaggio Ieri l'altro sembrava che ci fosse la storia che la Bank of Corea vendeva dollari e faceva crollare il dollaro: oggi i coreani si sono precipitati a smentire tutto e assicurare che invece se li tengono C'era stasera Musharraf il presidente del Pakistan in visita in USA che faceva notare come la borsa pakistana sia salita del 350% negli ultimi due anni e come si possa investire ora visto che i terroristi di al qaeda e bin ladin sono finiti Leggevo che l'economia USA e' come dimensione circa pari a quella europea ora, ma entro il 2025 la superera' del 20% in base ai trend demografici ed economici. Qualche giorno fa ho visto i dati sulla spesa sanitaria pro-capite nel mondo: 5.300 dollari annui in USA e 2.700 dollari annnui in Europa. La spesa militare pure come noto piu' del doppio di quella europea. All'ultimo meeting della Nato l'Europa dopo lunghe discussioni ha deciso l'invio della bellezza di 600 soldati e tre elicotteri (gli elicotteri li hanno messi i turchi) in Afganistan (una media di 40 soldati per paese e con la guerra che è ormai finita) Il commento di ^Mark Steyn (forse la persona piu' letta in lingua inglese)#http://www.telegraph.co.uk/opinion/main.jhtml?xml=/opinion/2005/02/22/do2202.xml^ ( e di altri americani) era che in questo viaggio di Bush l'unica cosa che contava era l'incontro con Putin e il resto sono solo preparativi per la fine della Nato perchè l'america non ne ha più bisogno "...So what would you do in Bush's shoes? Slap 'em around a bit? What for? Where would it get you? Or would you do exactly what he's doing? Climb into the old soup-and-fish, make small talk with Mme Chirac and raise a glass of champagne to the enduring friendship of our peoples: what else is left? This week we're toasting the end of an idea: the death of "the West"..." Il motivo per cui ci si concentra solo sulle borse e' che tutto il resto e' sotto controllo

 

  By: Moderator on Martedì 28 Dicembre 2004 00:23

il calo favorisce i profitti aziendali. In quanto il mondo euro vale poco come import ma vale un buon 30% delle vendite delle multinazionali americane. ----------------G Cuneo --------(da euro-dollaro)--- Sposto su questo forum la frase di G Cuneo che mi sembra sensata per tornare sul mio dubbio iniziale ,non completamente chiarito nonostante le spiegazioni della sua non importanza dovuta al fatto che la ricchezza patrimoniale comunque è aumentata (dal 2002 si deve calcolare che l'USD è calato del 30% ? ): com'è che la bilancia rimane negativa ; anche se fanno tutti questi profitti grazie anche alle esportazioni in europa .Vuol dire che nonostante abbiano margini notevoli sui prodotti assemblati con pezzi a basso costo ,nonostante vendano quelle merci strapagate dagli europei , e sono quindi in condizione di vantaggio irripetibile di costi di produzione e valuta , hanno la bilancia negativa . Allora le aziende che fanno alti profitti non coprono, in aggregato ,le perdite dovute alla deindustrializzazione manifatturiera;(chiedo scusa se sono un pò duro di comprendonio ).Può funzionare sul lungo? Poi ho l'impressione che si faccia con la Cina lo stesso errore che l'occidente ha fatto per decenni con i paesi arabi cioè di sottovalutare il fatto che sono tutti antidemocratici , antioccidentali e con un gran potere ricattatorio-distruttivo in mano :il petrolio. Ora c'è compiacenza verso la Cina per interessi di abbassamento di costo di manufatti vari e si finge che sia un paesello del terzo mondo al quale per competere con noi lo si lascia fare un pò di dumping economico e dumping sociale (orari ,inquinamento,ambienti di lavoro,lavoro minorile,garanzie sindacali...). Ma non è un paese del terzo mondo , è un'altra entità :negli Usa sono calate del 28% le iscrizioni ai corsi post-universitari ; sono i cinesi e gli indiani che non si iscrivono più perchè vengono incentivati a rimanere a studiare in Cina e India.L'anno prossimo gli schermi al plasma costeranno invece che 2400 euro 900 perchè verranno dalla cina .Perchè mai bisogna essere compiacenti sul fatto che non rivalutino altrimenti potrebbero avere dei contraccolpi ? dobbiamo prenderceli noi i contraccolpi dopo cento anni di faticosa storia di capitalismo dal volto umano ,per non farlo prendere a loro?per noi le regole valgono e per loro no , che sono grandi come tre europa?. Siamo al ridicolo (per me) che mettono un dazio su alcune merci esportate ;almeno il dazio un tempo serviva al paese importatore per riequilibrare a livello di comunità nazionale uno squilibrio finanziario verso un altro paese .Ora il Dazio lo incassa la Cina! lo fanno solo per rendere ancora più competitive le loro aziende. Per entrare nel commercio mondiale si dovrebbe pretendere ben altro altrimenti potrebbe finire come ad essere stati tolleranti con Saddam o Arafat.

 

  By: marco on Lunedì 27 Dicembre 2004 17:28

Va bene tutto, però cosi' facendo il problema nasce per la perdita di posti di lavoro non certo per gli utili delle corporations, o sbaglio?

 

  By: Gano on Domenica 26 Dicembre 2004 22:11

Puo' essere che il discorso di Kessler abbia un fondo di sostanzialita'. I soldi rientrerebbero quindi negli USA sotto forma di "invisibles" e non sarebbero contabilizzati nei calcoli degli international trades. Per es. la P&G Far East, con sede a Kobe Giappone, esporta in tutta l' Asia contribuendo al trade surplus giapponese, ma indubbiamente molti di questi utili rientrano a Cincinnati, o per lo meno, sono a disposizione dell' headquarter P&G a Cincinnati che ne tiene sicuramente conto nei suoi investimenti, per cui, anche se non rientrassero "materialmente", lo farebbero comunque "virtualmente", senza per questo comparire nel trade deficit. Sarebbe interessante quindi vedere questo flusso di soldi, altrimenti difficilmente calcolabile. Ma senza uno straccio di dati e' un po' difficile fare ipotesi.

 

  By: GZ on Domenica 26 Dicembre 2004 20:10

.....se la Apple ha margini del 50% non saranno solo profitti sul mercato interno.Se fosse così sarebbero spostamenti di ricchezza all'interno dei confini nazionali; ma se esporta con quei ricarichi , agevolati anche dal dollaro basso che favorisce la penetrazione all'estero , com'è che la bilancia alla fine rimane sempre negativa ?... --------------------------------------------------------------- Questa non è una discussione oziosa perchè se l'ottica di Andy Kessler (e altri come Ed Yardeni, Harry Dent ... come lui) è corretta il mercato sale ancora molto. La bilancia commerciale USA alla fine rimane negativa perchè tutto quello che è prodotto in un grande magazzino americano sotto i 100 dollari e metà delle auto in circolazione sono fabbricate in Asia. In Europa invece c'è un surplus perchè si importa meno dall'Asia (anche per barriere maggiori, vedi le auto) Inoltre i prodotti tecnologici con un marchio americano come ad es l'Ipod della Appple oppure i prodotti Toshiba con dentro un chip della Xilinx, AMD, Nvidia hanno comunque l'80% dei componenti fabbricato in Asia Il punto è però che gli UTILI sono molto più alti in media a Google, Ebay, Yahoo, Intel, Kulicke and Soffa, AMD, Nvidia, Microsoft, Adobe, Veritas, Autodesk, Amgen, Medimmune, Imclone... che non nelle società manifatturiere asiatiche, tanto è vero che gli utili delle società giapponesi sono in % del fatturato 1/4 di quelli usa (o europei). E tanto è vero che il listino cinese è sceso di un -15%. Perchè ? perchè i giapponesi, i coreani e i cinesi puntano più che altro A CRESCERE PIU' CHE ALL'UTILE, per una serie di motivi storici non hanno ancora il capitalismo vero il quale guarda solo al margine netto. E quindi per ora preferiscono ancora investire i soldi nei paesi anglosassoni Tutto questo si riflette nel fatto che mentre il debito estero USA saliva da zero a 4 mila miliardi negli anni '90 la borsa americana è salita da 5 mila a 13 mila miliardi e la ricchezza complessiva delle famiglie da 20 mila a 58mila miliardi di dollari. In parole povere: sì ok, il debito estero USA totale oggi è 4 mila miliardi e questo è il record assoluto e il 30% del Pil ecc.... ma intanto la RICCHEZZA PATRIMONIALE è SALITA a 58 mila miliardi, quindi in % della ricchezza è poco (solo il 7%). Finora più aumentava il debito estero più aumentava la ricchezza USA, che è misurata dalla borsa e dal resto delle attività patrimoniali

 

  By: Gano on Domenica 26 Dicembre 2004 17:36

Sono sostanzialmente d' accordo con Norton71. Ho recentemente comprato un DVD player cinese fatto in Cina a 30 euro... E funziona egregiamente. L' articolo di Kessler mi pare parta dall' assunto (secondo me errato) che i cinesi non siano in grado di fare altro che produrre e che alla fine saranno sempre gli americani (parappappappa', arrivano i nostri!) a fare il design e la progettazione, e quindi a prendersi il grosso dei guadagni. Questo gia' oggi non e' vero, infatti il Giappone produce gia' moltissimo della sua ottica come molte delle sua parti per auto in Cina, e che poi riesporta assemblate in US ed in Europa. Ma anche aziende europee fanno lo stesso, come Volkswagen e BMW. Ma alla fin dei conti, sarei curioso di sapere cosa spinge Kessler a credere che la Cina si accontenti di produrre per conto terzi. Il caso iPod? PS l' avete visto il cinese Red Flag Linux? (nome migliore non poteva essere scelto ;-) ) Sta diffondendosi come standard nazionale per qualche centinaio di milioni di computers... Alla faccia di Microsoft.

 

  By: Moderator on Domenica 26 Dicembre 2004 15:47

C'è un tassello che però non mi torna , e cioè che se la Apple ha margini del 50% non saranno solo profitti sul mercato interno.Se fosse così sarebbero spostamenti di ricchezza all'interno dei confini nazionali; ma se esporta con quei ricarichi , agevolati anche dal dollaro basso che favorisce la penetrazione all'estero , com'è che la bilancia alla fine rimane sempre negativa ? Forniscono cambiali al 5% (T Bond) e acquistano merci che rendono il 50% , ma i loro prodotti finiti , con marchio finale Usa ,se fossero merceologicamente validi per l'esportazione non dovrebbero dare una bilancia alla fine positiva? Inoltre i cinesi non fabbricano più panchine da giardino , ho comprato un videoregistratore DVD(prodotto che inizia da poco a farsi strada) di una nota azienda belga , ma poi ho visto che è stato fabbricato in Cina .I cinesi intanto hanno trovato un nuovo standard DVD migliore di quello occidentale, non sono dei baluba , costerà molto meno , gli occidentali lo boicotteranno? loro hanno un mercato interno di 1,3 miliardi di persone , che gli importa ? , e non si troverà comunque qualcuno che decide, visti i costi , di farlo comunque entrare da noi? E quando faranno un clone iPod e inizieranno ad esportarlo con margini di 20 dollari invece che di 50? Inoltre si finge di stare in un sistema di libero mercato in equilibrio domanda-offerta-qualità ;Ma ci sono monete che fluttuano svalutandosi del 50% o del 100% per decisioni di banche centrali , altre che si rivalutano anche se aumentano la massa monetaria più di quelle che svalutano , nazioni che pagano con cambiali svalutate ma le si accetta sennò c'è il crack , altre che esportano come matte ma non rivalutano e lo si accetta sennò c'è un altro crack o aumenta l'inflazione , o comunque sono grossi e stai zitto; ci sono derivati che sono in grado di spingere settori a dismisura o tenerli a bada con manipolazioni che prescindono dalle leggi tradizionali di mercato. Chi ci azzecca alla fine è molta fortuna perchè le regole sono un pò una balla. Oppure ci sono ma non sono quelle che ci sono sui libri.

 

  By: Gano on Sabato 25 Dicembre 2004 15:25

L' articolo di Kessler mi sembra un po' troppo ottimistico, o forse e' semplicemente miope perche' un po' troppo americo-centrico. Suppongo infatti che il grosso dell' import americano di prodotti cinesi sia per quelli di design e progettazione giappponese, come le videocamere e l' elettronica digitale di largo consumo. Il che' non dovrebbe semplificare tanto le cose per il bilancio commerciale USA. Non solo, in Cina stanno nascendo realta' cinesi, come dimostrato dalla recente acquisizione della sezione PC dell' IBM da parte di Lenovo. Cosi' i cinesi cominciano ad avere anche la proprieta', e quindi gli introiti, di cio' che producono. Insomma, l' esempio dell' iPod e' bellino ma a Shangai non fanno solo gli iPod... Provate anche a porvi questa semplice domanda: pensate davvero che i cinesi sene restino con le mani in mano e si accontentino di produrre per pochi spiccioli per fare arricchire gli americani? Io sinceramente ne dubito. Per Norton71 e Carlog: La Cina non ha altre vie da percorrere se vuole essere la prima potenza mondiale prima della meta' di questo secolo, cosa che ha fatto chiaramente capire di voler diventare. Non c'e' solo il profitto ed il guadagno personale nel breve termine, specialmente in una societa' confucianistica.

 

  By: carlog on Venerdì 24 Dicembre 2004 16:59

Saturare tutto a livello di produzione-esportazioni insomma ... Poi, come i giapponesi, anche loro si troveranno a dover modificare il loro pattern "economico-esistenziale". Qualcuno gli fara' osservare che dovranno anche loro importare, consumare, ecc.; perche' qualsiasi economia seria si basa sullo sviluppo della Domanda Interna. Insomma, dovranno rieducarsi, ed allora saranno cazzi amari, soprattutto in termini politici.

 

  By: GZ on Venerdì 24 Dicembre 2004 13:56

Il libro di Kessler che citavo ieri è bello perchè spiega anche come in Cina quasi tutte le grande aziende lavorino in perdita e il concetto di margine o utile netto sia secondario. Questo perchè, come per i giapponesi prima di loro, quello che conta al momento è crescere, conquistare quote di mercato, creare milioni di posti di lavoro, entrare e dominare tutti i mercati. Fate un utile netto per ora non è un problema per loro dato che la contabilità è sempre fasulla, la borsa non esiste quasi e le banche di stato prestano i soldi comunque