Anca ogi g'han ciapà Binladen, l'ISIS...

 

  By: cisha on Martedì 02 Novembre 2004 19:00

La cosa sicura al 100% è che ci toccherà rivederlo appena dopo i risultati delle elezioni ....quando Bush avrà ri-vinto ed allora lo vedermo inc...zza...mo sparare anatemi e minacce varie a tutto il mondo. Lo rivedremo con il mitra ed il dottore nella tenda da campo bere l'ultimo the Infrè

 

  By: GZ on Martedì 02 Novembre 2004 16:18

Dopo 3 anni esatti invece di un attentato solo un nuovo video di Bin Ladin in cui commenta l'elezione americana come un qualunque personaggio TV. Perchè in tre anni non è successo niente in America ? Gli unici giornalisti che nel passato sono andati a incontrare Bin quando era attivo e che hanno fatto inchieste sul campo in Afganistan (non quelli che vivono negli studi televisivi), parlando ad esempio con i suoi avversari dell'epoca dicono che non ha avuto le risorse. E la stessa cosa sostiene Friedman di ^Stratfor.com#Stratfor.com^. (Aggiungo che se uno legge bene i dettagli di come si svolse, nemmeno l'11 settembre è plausibile che sia stato solo il prodotto del suo gruppo, senza aiuto di servizi professionali) Il concetto è che anche Bin, come Bush o Kerry o Prodi o Berlusconi o Chirac è più che altro un politico che cerca di farsi notare come può (oltre che di non farsi eliminare) ------------------------------------------------------- The Real 'October Surprise' By David Ignatius Tuesday, ^November 2, Washingtonpost.com#http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A17263-2004Nov1.html^ ......there hasn't been a terrorist attack on U.S. soil since Sept. 11, 2001, and the intriguing question is: Why not? The long-dreaded attack could still come at any time. But analysts suggest several possibilities: Al Qaeda may be much weaker than generally believed, bin Laden's ambitions may increasingly be political, and disruption efforts against him may be working. The weakness of bin Laden's organization is clear to Peter Bergen, one of the few Western journalists to have interviewed him. "I don't think they have the people here in the United States to conduct operations. It's that simple," contends Bergen, who is now a fellow at the New America Foundation. This view is shared by Reuel Marc Gerecht, a former CIA operations officer who is now a fellow at the American Enterprise Institute. "He would have struck us by now if he could have," he argues. Gerecht discounts a widely cited estimate that 18,000 to 35,000 terrorists passed through al Qaeda's training camps in Afghanistan. In rebuttal, he cites an interview he conducted in 1999 with bin Laden's chief Afghan rival, the Northern Alliance leader Ahmed Shah Massoud, who was assassinated two days before Sept. 11, 2001. He told Gerecht that he had faced at most 700 to 1,000 of bin Laden's Arab-Afghan fighters. Bergen believes that the bin Laden of the latest video was attempting, in his own bizarre way, to join the presidential debates. It's the first time Bergen has seen him photographed without a gun at his side, for example. And in the full text of his comments, released by al-Jazeera on Monday, bin Laden talks about some unlikely themes, ranging from election fraud in Florida to Halliburton's contracts to the size of the U.S. budget deficit. He says his strategy is "bleeding America to the point of bankruptcy" by luring it into a costly war in Iraq. A similar view of bin Laden as a political wannabe comes from Charles M. McLean, whose Denver Research Group analyzes thousands of sources of information in English, Arabic and other languages to frame what he calls "aggregated thought" about a topic. "Our systems are indicating that bin Laden's ultimate goal is to turn his movement into a political force within the Middle East," says McLean. He notes that in polls, bin Laden gets higher favorability ratings than George Bush or Tony Blair in Pakistan, Jordan and Morocco. A final theory is that America and its allies have been successful in disrupting bin Laden's operations. The best account I've seen comes from George Friedman, who runs a private intelligence service called Stratfor and has just published a book called "America's Secret War." Friedman argues that all the intelligence alerts and warnings, combined with arrests of suspected al Qaeda operatives around the world, have put bin Laden off balance. Every time the Bush administration issues a warning about a possible plot, bin Laden has to assume the worst. His operatives "could be captured without al Qaeda knowing it," Friedman writes in a recent analysis. "Worse, they could be captured, turned and released back into the field without al Qaeda knowing it. Even if the latter is unlikely, al Qaeda simply cannot be sure and, not being sure, they must abort the mission."

 

  By: Leofab on Lunedì 27 Settembre 2004 23:07

L'intuito mi dice che qualcosa sta per succedere nella famiglia Ladin. Oggi il presidente del Pakistan, Musharaff, ha detto di credere che i capi di Al Qaeda sono protetti dai loro militanti sulle colline e che Bin Ladin é vivo dopo intercettazioni e spionaggi. Domani Musharaff sarà a Roma. Sarà arrivato il momento di sciogliere i turbanti? Se non é lui sarà l'altro...il vecchio dell' OLP.

 

  By: Leofab on Martedì 14 Settembre 2004 14:48

FRANCESCO COSSIGA Senatore Presidente Emerito della Repubblica Punta Aldia, San Teodoro, Sardegna, il 12 settembre 2004 Caro Folli, poiché chi, - come tu riferisci nel tuo articolo di fondo sul numero d’oggi del Corriere della Sera pur non nominandolo, ché gloria troppo grande ed immeritata sarebbe stata!)-, ha usato nei confronti della riunione di Palazzo Chigi tra Governo ed opposizioni e della supposta “unità nazionale contro il terrorismo” che ne sarebbe fiorita e nel giudicare entrambi i fatti, il termine irresponsabile di “buffonata” (giudizio che pienamente confermo!), sono io, ministro dell’interno del primo governo di “solidarietà nazionale”, inflessibile nella lotta al terrorismo fino a sacrificare il leader della Democrazia Cristiana, fondato sul “compromesso storico” tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, sostenuto con convinzione anche dal Partito Repubblicano Italiano, e realizzato da Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Benigno Zaccagnini, Giulio Andreotti ed Ugo La Malfa, ho il dovere di risponderti con franchezza. Non ti rispondo con lettera aperta indirizzata al tuo giornale, perché altre mie lettere aperte e miei contributi scritti non hanno trovato ospitalità sul giornale oggi da te diretto, sia durante la precedente direzione (per pubblicare una lettera aperta indirizzata all’allora presidente del consiglio dei ministri Massimo D’Alema dovetti acquistare dalla RCS lo spazio necessario per circa qurantaduemilioni di lire più IVA, regolarmente pagati!) sia soprattutto da quanto tu dirigi il prestigioso quotidiano, perché come con franchezza mi è stato spiegato, posso forse rilasciare una intervista, che è opera letteraria dell’intervistatore, ma non posso pretendere di vedere pubblicato un mio scritto “per mancanza di quella esperienza giornalistica, di quella conoscenza dell’ odierna politica e dello spessore culturale alla Giovanni Spadolini - ed io aggiungo alla Stefano Folli -, necessarie per collaborare con la gloriosa testata. Per quanto attiene la mia affermata “irresponsabilità”, che tradirebbe poi la mia poca dimestichezza con i problemi del terrorismo interno ed internazionale e la mia inidoneità a esprimere ragionevoli giudizi sulla presente tragica situazione del sequestro delle due Simone, potrei ricordare i ruoli che ho avuto nel governo del paese quando tu, intelligente “ragazzo di bottega”, correggevi le bozze de La Voce Repubblicana e, come editorialista, cercavi scimmiottare con scarsi risultati il tuo grande maestro Giovanni Spadolini. Per quanto tu insinui essere io di destra, benché amico, certo non quanto il suo forte sostenitore e tuo maestro, ma pur sempre mio amico Silvio Berlusconi, non ho mai votato né per Forza Italia né per la Casa delle Libertà ( forse lo farò, se anche con il tuo entusiasta appoggio il pacifista, antiamericano ed antirusso Romano Prodi diventerà il leader de l’Ulivo: povero Stefano, da Giovanni Spadolini a Romano Prodi!). Che tu invece non abbia, per amicizia per qualche suo candidato, non abbia votato per il centro destra, non sono proprio sicuro….. Che un caffé a palazzo Chigi abbia potuto far nascere una nuova “unità nazionale” tra Governo ed opposizioni, è cosa ridicola, una “buffonata” appunto! Da una parte filoamericani e filobritannici, favorevoli all’intervento militare unilaterale in Irak ed alla permanenza in questo paese a sostengo del “governo fantoccio” del presidio militare delle forze della Coalizione, dall’altra parte, tutti contro tutto questo: “margheritini”, diessini, rifondaroli, “comunisti italiani”, “no global”, “disobbedienti”, “cofferatiani”, Strada, Casarini, Agnolotto, il Card. Martino e l’Arcivescovo di Caserta, i “centri sociali” ed anche i “quattro bravi ragazzi” che “per la Pace, mentre Romano Prodi teneva a Stradella una dotta conferenza sulla produzione delle tradizionali mattonelle di quel Paese, lanciavano la “patriottica parola d’ordine”: ”Dieci, cento, mille Nasirjia!”. Oggi il problema è salvare Simona Pari e Simona Torreta. Io sono lieto che il fatto che esse siano “movimentiste”, antiamericane. “pacifiste”, contro l’intervento delle forze della Coalizione in Irak e contro la permanenza delle unità militari italiane in quel teatro di guerra, veda oggi mobilitati Governo, opposizione, Capo dello Stato, movimenti cattolici ecumenici e interreligiosi filo-islamici, cardinali ed imam. Ciò che non è avvenuto certo per i “mercenari”, neanche quando il povero Quattrocchi fu sgozzato: ed è una fortuna che la famiglia non risiedesse nella Diocesi di Caserta, ed abbia trovato un pietoso sacerdote che, senza temere di offendere il dialogo interreligioso (“dopotutto anche i terroristi credono nell’unico Dio di Abramo, anzi se kamikaze! Sono martiri dell’unico misterioso regno di Dio!), ha accettato, nonostante l’assenza del pavido e fazioso sindaco “ulivista” di Genova, di celebrarne le esequie funebri secondo il rito della Chiesa Cattolica. ”Unità Nazionale” tra chi crede che coloro che rapiscono, sgozzano, mozzano la testa, uccidano donne e bambini siano “terroristi” e coloro che ritengano che siano “valorosi combattenti della resistenza islamica contro l’imperialismo russo ed americano” o che comunque “comprendono”! Lo ripeto: una buffonata, ed una buffonata pericolosa per le due povere ragazze che rischiano, anche per il “confusionismo” delle nostre opposizioni di essere da coloro per cui simpatizzavano! E questo perché il governo non ha voluto fare il governo e le opposizioni, con coerenza, il ruolo delle opposizioni. Non voglio certo insegnare nulla a nessuno, perchè nulla ho da insegnare a nessuno: ma temo che le incertezze di gestione sia del governo sia delle opposizioni possano essere pericolose assai, ma temo molto le confusioni e le incertezze aggravate da questa pericolosa “buffonata”. Date le iniziali posizioni divaricate di governo e maggioranza da un lato e delle opposizioni dall’altro, mutarle ora nella e per la gestione della crisi del sequestro è non credibile, inutile e dannoso. Ci troviamo di fronte ad un “terrorismo” non endogeno, ma “straniero”, in senso etnico-nazionale, culturale e religioso, rispetto al quale fatti quale “unità nazionale”, “impegno unitario contro il terrorismo” e panzanate del genere, non hanno alcun significato, anzi non possono neanche essere compresi! Ognuno avrebbe dovuto o dovrebbe almeno ora, sempre che siamo ancora in tempo, fare le sue scelte e giocare i suoi ruoli. E in altre parole, per le opposizioni, mantenere unitariamente la posizione: “Via, ora e subito, le unità militari italiane dall’Irak! Basta con l’occupazione militare angli-americana! No a “governi fantocci”!”, non condannare il “terrorismo”, ma parlando invece di “resistenza”, porsi non come giudici, ma come interlocutori “comprensivi” nei confronti dei rapitori, segnalando a loro con umiltà l’errore da essi compiuto nel sequestrare “due dei nostri, pacifiste ed antiamericane, contro la guerra e contro l’occupazione militare!”, anche forti del fatto di aver taciuto, o quasi, per il rapimento dei “quattro mercenari” e di essersi rifiutati di celebrare la morte di uno di essi…. E poi, fare concessioni alla posizione dei rapitori, rinnovando l’impegno anti-americano ed anti-bellicista, ed a tal fine chiedendo la convocazione del Parlamento e scatenando come “prova di buona volontà” la piazza insieme ai “disobbedienti” ed ai “no global”, magari con la presenza di qualche cardinale e di qualche vescovo… Il Governo avrebbe o dovuto cedere subito, ritirando i nostri militari dall’Irak, o assumere al contrario quella che, quando fu sequestrato Aldo Moro, fu la posizione dei Zaccagnini, dei Galloni, dei Pisanu, degli Andreotti, dei Donat Cattin, dei Berlinguer, dei La Malfa e dei Pertini, e quindi proclamare forte ed alto fin dal primo sequestro: “Condanniamo il vostro criminale operato! In nome del diritto e del Dio in cui affermate di credere, liberate senza condizioni coloro che avete sequestrato e che illegalmente detenete! Sappiate che noi non tratteremo mai e che mai cederemo al terrorismo, costi quel che costi!”. Ma gli Zaccagnini, gli Andreotti, i La Malfa, i Berlinguer, i Pecchioli, i Pertini e così via non ci sono più in questa sconsolata e sconsolante “Seconda Repubblica”! Questo è il mio pensiero, di uno che non è certo al servizio di “piccole” e neanche come invece tu chiaramente lo sei, di “grandi rendite di posizione” ed anche … correnti! Un’altra volta, scrivi cercando di imitare la saggezza del tuo Maestro. Con comprensione affettuosa Francesco Cossiga

 

  By: marker on Martedì 14 Settembre 2004 14:39

in questo momento storico nel quale il delirio ideologico antiamericano e antiliberale dei progressisti europei sta raggiungendo il suo climax, rendendoli "de facto" fiancheggiatori e complici del nemico contro cui l'occidente si sta misurando, riporto il pensiero espresso molto tempo fà da Carl Sagan. scriveva nel 1990 che "....più volte nel passato, la civiltà occidentale ha sfiorato scoperte essenziali per poi rinunciare, pavida, a proseguire sul cammino. l'occidente, pur essendo la culla della libertà, è costantemente tentato dal desiderio infantile di fuggire lontano dalla libertà e dalla conoscenza. questa è la chiave di lettura per spiegare la ricomparsa di ogni integralismo: i nuovi oscurantisti, religiosi o totalitari, sarebbero disposti a tutto per coalizzarsi intorno ad un unico credo: "SMETTERE DI PENSARE"

 

  By: cisha on Lunedì 13 Settembre 2004 19:18

Ecco dove veramente la paranoia sta diventando cronica. In IRAN. Ora possono anche fare la voce un po' più grossa dato che si sono da poco equipaggiati di missili (nome impronunciabile) con gittata sopra i mille km (di fabbricazione sovietica). Sono come i bimbi...quando gli regali la pistola ad acqua cominciano a schizzare dappertutto.

 

  By: gianlini on Lunedì 13 Settembre 2004 19:08

"in cui il capo della dx..." lascia poi stare il discorso della dx, te lo concedo quando vedrò i barconi dei clandestini fatti colare a picco....per il momento diciamo "il capo di uno schieramento politico"

 

  By: Leofab on Lunedì 13 Settembre 2004 18:59

L' Iran vede il fermento al proprio interno e corre ai ripari? Il regime teocratico crede di essere il successivo birillo dopo l'Iraq. L'uscita del Deus fa pensare eccome. TEHERAN - La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha chiamato oggi il mondo musulmano all'unita' e a ''resistere in ogni luogo e in ogni forma'' di fronte alla ''arrogante aggressione in atto contro l'Islam''. Il discorso, riferito da Radio Teheran, e' stato fatto da Khamenei ai dirigenti della Repubblica islamica in occasione della festivita' del Mab'as, l'anniversario del giorno in cui, secondo i musulmani, Dio scelse Maometto come suo ultimo profeta. ''Gli Stati Uniti - ha detto ancora Khamenei - nel nome della lotta al terrorismo e con gli slogan della liberta' e della democrazia, hanno aggredito il mondo musulmano e hanno sparso il sangue dei popoli dell'Iraq, dell'Afghanistan e della Palestina''. Essi, ha aggiunto, ''non si accontenteranno di niente di meno che della dominazione del mondo islamico''. E tutto cio', ha affermato la Guida suprema iraniana, avviene nel ''silenzio'' di una parte del mondo islamico. Ma secondo Khamenei, le esperienze di Israele con i Palestinesi e ''il fallimento (degli Usa) in Afghanistan e in Iraq, dimostrano che il mondo musulmano si puo' opporre a loro''.

 

  By: XTOL on Lunedì 13 Settembre 2004 18:44

mi dai ragione. non ho detto che la tv è di dx. ho detto che non si può credere che la sx "inequivocabilmente domina i media". che chi lo credesse sarebbe da considerare paranoico (mi fa piacere vedere che non sei tra questi). tutto qui :-) xtol

 

  By: gianlini on Lunedì 13 Settembre 2004 18:38

vedi, berlusconi non è uno che con il petrolio si è comprato una televisione per poi condizionale l'opinione pubblica e vincere delle elezioni Ma berlusconi è uno che ha sviluppato delle televisioni commerciali e una volta sviluppate è entrato in politica il tema delle sue televisioni è sempre stato il tema che più soldi gli avrebbe portato in termini di raccolta pubblicitaria, pertanto ha avuto la geniale intuizione di distribuire il colore politico sulle sue televisioni parafrasando quello in voga alla RAI, non ha avuto alcuna esitazione nell'ingaggiare a suo tempo un Santoro, tuttora le sue televisioni sono a tre colori, e con tre pubblici completamente diversi. questi mi sembrano i "fatti" nessuna paranoia, ma la semplice constatazione che "non gli conviene" spostare a dx o per meglio dire "verso di sè" il pubblico delle proprie televisioni, perchè ridurrebbe la share al 25 % contro l'attuale 55 %. tutto qui

 

  By: XTOL on Lunedì 13 Settembre 2004 18:30

Cosa c'entrano le cosidette "paranoie nazionali"? --------------- c'entrano, perchè se qcn pensa che in un paese in cui il capo della dx possiede la prima casa editrice e tutte le tv, la sx "inequivocabilmente domina i media" (citazione da gianlini), quel qcn è un paranoico (non prendertela come un'offesa, non è mio intendimento). Se poi trasferisce questa paranoia al mondo intero, fino ad affermare che se (quasi) nessuno rieleggerebbe bush è perchè sono tutti condizionati... xtol

 

  By: gianlini on Lunedì 13 Settembre 2004 18:13

Invece ho già sottolineato in un altro intervento come strutturalmente chi lavora in regime di sostanziale libertà nel mondo dei media sia incline all'essere di sx piuttosto che di dx, soprattutto nell'occidente libero, ricco, tecnologicamente avanzato. Io sarò anche stupido, ma di dare del guerrafondaio a Bush non mi sarebbe venuto in mente, se fossi dovuto partire dai fatti (molto di più vedo in Chirac un guerrafondaio, ad esempio). I fatti sono che Bush ha cercato una risposta (magari anche sbagliata, su questo si può discutere) ad un palese efferato violento straordinario attacco subito dal suo Paese con "armi non convenzionali". Cosa c'entrano le cosidette "paranoie nazionali"?

 

  By: XTOL on Lunedì 13 Settembre 2004 17:39

mah!, sarà che ho esagerato con la dose di vino e anzichè migliorare il QI, ho confuso i neuroni. nella mia testolina il sillogismo è elementare: poichè non è possibile che la sx domini i media di 35 paesi, evidentemente il fatto che bush stia sulle palle a tutti è dovuto ad altro (faccio un'ipotesi ardita: che sia dovuto ai fatti?). Se quindi qcn (gianlini, ad es) può credere che il mondo intero sia sottoposto al lavaggio del cervello da parte "dell'intellighenzia di sinistra", è perchè trasferisce all'universo mondo le proprie paranoie nazionali (e io gentilmente gli ho fatto avere l'elenco, per facilitargli l'aggiornamento) xtol

 

  By: polipolio on Lunedì 13 Settembre 2004 17:22

Xtol, scusa ma il sillogismo di Gianlini non fa una grinza: "o vuoi dire che solo in Italia i media condizionano il pubblico (ergo votante il Berluscka) mentre nei restanti 35 paesi al mondo riesce a farsi un'idea genuina e personale della politica (ergo odia Bush?)" Credo che il buon Gian volese essere provocatorio e ci sia riuscito. Personalmente non credo che i media determinino il pensiero dei votanti e nemmeno che in Italia il simpatico nano li controlli, ma questo è un altro par di maniche.

 

  By: XTOL on Lunedì 13 Settembre 2004 16:58

In 35 paesi ho la conferma che l'intellighenzia di sinistra domina i media ---------------- quindi sei capace di credere che la sx domina i media di tutto il mondo fino a poter costruire una campagna universale anti-bush... beh, se questa non è una paranoia, io sono santa maria goretti xtol