Bimbominkia

 

  By: Tuco on Mercoledì 14 Gennaio 2015 11:39

Tu Pana fai veramente ridere, scrivi da anni fracassandoci le scatole con le tue scemenze, sponsorizzi il bitcoin spudoratamente, quotidianamente, e adesso ti compiaci del fatto che si schianti!?! Affermando che tu lo avevi detto? Ma abbi un po' di dignità e taci, perdio! C.zzo!

 

  By: pana on Mercoledì 14 Gennaio 2015 07:09

e dopo il mio post critico ribassista sul bitcoin , si incarta e crolla verso nuovi minimi, quasi sotto i 200,eheh da quando l ho tolto dal avatar si e schiantato pareche molti governi vogliano proibire la crittazione per combattere il terrorismo molto orsoper il bitcoin stanno emergendo tante storiacce, di frodi, furti di bitcoin,cause per danni, brutto momento

 

  By: pablo on Giovedì 01 Gennaio 2015 22:05

La ricetta di GZ è (anche) di stampare moneta ma con un sistema di regole che non rendano quella moneta automaticamente un debito. Cioè fuori dal sistema Euro e all'interno di un sistema di sovranità monetaria che ha garantito a noi e a molti altri Paesi decenni di benessere. Pensavo che questo ormai l'avessero compreso anche i sassi...

 

  By: carlog on Giovedì 01 Gennaio 2015 21:40

forza GZ, dagli con la teoria che il governo puo' stampare carta moneta, che lo puo' fare direttamente e che non crea problemi ai tassi di cambio, e che le obiezioni di Boldrin & Co. sono solo di natura politica, mentre "qui' si parla di economia" ecc. ecc. la ricetta di GZ e' quella di curare il problema del debito producendone dell'altro, e' come curare un alcolizzato con del cognac, "basta smettere di misurare quanto gliene dai" ... Premesso che questa ricetta l'Italia l'ha gia' sperimentata per 40 anni e non e' stata salutare, per fare quello che afferma GZ (che non e' farina del suo sacco, ma glie l'hanno insegnato i suoi "professori" di sinistra negli anni '70), bisognerebbe modificare la natura dello stato di diritto ed i rapporti tra i poteri istituzionali. Tuttavia, fino a prova contraria, esistono le leggi di bilancio e finanziarie, che devono essere approvate dal parlamento; esistono la corte dei conti e la ragioneria generale dello stato, a cui spetta il compito di contabilizzare e controllare il livello del debito (che si accumula accumula). Un controllo diretto del governo sulla banca centrale (il bancomat del governo secondo i GZs) nemmeno i paesi totalitari (fascisti e comunisti) lo hanno, ed i contenuti delle decisioni di spesa (su cui ZioBordi non entra mai nel merito, mentre Boldrin si') avrebbero cmq una natura essenzialmente politica. Invece di fare la "rivoluzione monetarista", mi sembra molto piu' semplice e diretto intervenire sulla composizione della spesa, e semmai tassare i grandi patrimoni, quelli che si sono creati col debito stesso, cioe' con la produzione di moneta da parte dello stato, che da qualche parte deve pur essere finita (prima che si delocalizzi del tutto). GZ porta sempre come esempi da imitare UK e US, dimenticando che £ e $ sono mezzi di pagamento accettati dappertutto (grazie al potere politico-militare dei due paesi), mentre Lira non se l'accetterebbero nemmeno i gondolieri di VE. Inoltre il Giappone (che ahime' continua a contabilizzare ed accumulare debito da record) ha alle spalle un sistema industriale manifatturiero tra i piu' forti al mondo, con societa' che non scappano certo in Olanda. qui peraltro si mostra che il "rendimento effettivo lordo" di Ita e Usa sono uguali, e che non ci sono affatto paesi che producono debito senza interessi http://www.repubblica.it/economia/finanza-personale/2012/06/05/news/mappamondo-36578404/

 

  By: Mjollnir on Giovedì 01 Gennaio 2015 19:02

Mi sembra un argomento piuttosto sostanziale e non di natura dialettica. Io credo che se c’è un monopolio su un questione cosi importante come l’emissione monetaria (una delle sovranità) esso [ sostenibile se a vantaggio del popolo sovrano che è quello da valore alla moneta stessa utilizzandola per lo scambio di beni e servizi. Chiarito questo poi il resto è una decisione politica che va da un estremo che è quello di avere tutta l’emissione monetaria da parte banca centrale pubblica con gestione pubblica e riserva al 100% (tutta la moneta è controllata dallo stato) fino a una situazione senza banca centrale con emissione monetaria da parte dei soli istituti di credito privati (con stretta vigilanza pubblica e messa all’attivo di tutta la moneta emessa come fa ogni altra attività produttivo/commerciale – aspetto molto importante quest’ultimo).

 

  By: Gano di Maganza on Giovedì 01 Gennaio 2015 17:37

Mjollnir, mi sembra che stia diventando un po' una discussione di lana caprina...

 

  By: Mjollnir on Giovedì 01 Gennaio 2015 17:01

X Gano >> Comunque il senso di sovranità monetaria è che la banca centrale operi in base alle necessità monetarie del paese (sovrano) cui appartiene. >> Questa è una tua interpretazione che ha la stessa valenza dell’esistenza di Babbo Natale. >> Gli Stati Uniti hanno definitivamente una banca che opera in base alle necessità monetarie degli Stati Uniti e del dollaro (e non altrui). >> La FED opera cercando di rispettare il mandato che gli è stato affidato (comunque basta leggersi il Federal ACT del 1913). Comunque essendo un istituto privato con monopolio direi che giustamente fa in prima battuta gli interessi dei suoi proprietari. Ti ricordo che casualmente anche il IRS ha cominciato a “collettare” le tasse sul reddito proprio nel 1913 (sesto emendamento). Il popolo sovrano è stato sicuramente contento di cominciare a pagare le tasse in cambio di una banca centrale privata ed indipendente! >> A noi questo manca completamente. E mi sembra un problema grosso. Non abbiamo una banca centrale che possa aumentare o diminuire la base monetaria (e il tasso di sconto) in base alle nostre esigenze. >> D’accordo che non c’è limite al peggio…una banca centrale privata, indipendente e per di più straniera!

 

  By: Gano di Maganza on Giovedì 01 Gennaio 2015 15:10

Comunque il senso di sovranità monetaria è che la banca centrale operi in base alle necessità monetarie del paese (sovrano) cui appartiene. Gli Stati Uniti hanno definitivamente una banca che opera in base alle necessità monetarie degli Stati Uniti e del dollaro (e non altrui). A noi questo manca completamente. E mi sembra un problema grosso. Non abbiamo una banca centrale che possa aumentare o diminuire la base monetaria (e il tasso di sconto) in base alle nostre esigenze. Poi effettivamente a farlo potrebbero benissimo essere anche istituti di credito. In passato potevano farlo anche il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.

 

  By: Mjollnir on Giovedì 01 Gennaio 2015 14:56

L'emissione monetaria e' una delle sovranita' dello stato. Se viene ceduta ad una banca indipendente lo sato perde parte della sua sovranita' e questo non e' del tutto in linea con la costituzione. In buona sostanza e' come se si cedesse la magistratura ad un ente privato (cosa che sta pian piano accadendo) o il parlamento (questo lo vedo un po' piu difficile altrimenti torneremmo indietro a prima del 1848). Il fatto che lo si faccia e possa essere un bene per il popolo sovrano e' una scelta puramente politca. Per quanto mi riguarda la banca centrale potrebbe anche essere completamente elminata e lascicare l'emissione monetaria ai soli istituti di credito.

 

  By: Gano di Maganza on Giovedì 01 Gennaio 2015 14:00

In diritto costituzionale per sovranità monetaria si intende il diritto (o il potere) da parte di uno Stato di stampare moneta in linea con la sue scelte di politica monetaria. Paesi come Stati Uniti e Giappone che hanno banche centrali autonome ed emettono titoli e prestiti nella propria valuta ed hanno il potere esclusivo ed illimitato di creare le loro monete sovrane e di decidere quindi la quantità di moneta circolante, sono considerati esercitare un altissimo grado di sovranità monetaria, mentre al contrario i paesi dell' Unione Europea hanno ceduto gran parte della loro sovranità monetaria alla BCE. Il fatto di avere banche centrali indipendenti dal governo non inficia la sovranità monetaria del paese. Le scelte di politica monetaria sono infatti perseguite comunque in accordo con gli interessi e la situazione monetaria, economica e finanziaria *esclusivi* del paese sovrano. Quello che cambia nel caso di una banca centrale controllata direttamente dal governo è che le scelte rischiano di essere effettuate non sulla base degli interessi monetari, economici e/o finanziari ma puramente politici: per es. dall' identità o il colore del partito al potere, dalla vicinanza di elezioni o dall' influenza di gruppi di pressione. Per altro i Governatori di FED e di BOJ sono nominati rispettivamente dal Presidente degli Stati Uniti e dal Primo Ministro del Giappone.

 

  By: Mjollnir on Giovedì 01 Gennaio 2015 13:20

Una piccola precisazione: gli stati come UK, USA e credo anche Giappone non hanno SOVRANITA’ MONETARIA in quanto la gestione dell’emissione monetaria è affidata ad una banca centrale privata e indipendente e non al popolo sovrano per costituzione (o in una democrazia rappresentativa al ministero del tesoro tramite eventualmente una banca centrale). Credo che si possa dire che questi stati hanno una MONETA SOVRANA e cioè moneta di stato con una banca centrale indipendente prestatore di ultima istanza. Tanto per intendersi l’Italia ha avuto una sorta di Sovranità Monetaria fino al 1982 anno del divorzio tra Banca d'Italia e ministero del tesoro, di seguito una moneta sovrana. Mi era sembrato che qualcuno facesse confusione tra questi due situazione e ho ritenuto opportuno precisare.

 

  By: lutrom on Mercoledì 31 Dicembre 2014 20:21

Gerry, in realtà il debito di uno stato (SE HA SOVRANITA' MONETARIA, cosa che non hanno solo i cretini -leggi Italia ed altri dementi simili-, perché cederla è come cedere i propri testicoli ed il proprio pene al proprio rivale in amore) è, da un punto di vista monetario, solvibile: il problema sorge quando la moneta dello stato suddetto, se è al livello o quasi della carta straccia, non viene accettata all'estero (di solito se lo stato non esporta una cippa): la moneta è una mi..nch..i.at.a (in un sistema di monete senza valore intrinseco come le nostre occidentali), quello che conta è la capacità produttiva e l'efficienza -economica ma non solo- di un dato stato e SOPRATTUTTO della sua popolazione (a meno che uno non è così demente da mettere la propria moneta totalmente nelle mani di stati/o stranieri O DELLE BANCHE: se questa cosa si fa -eurodemenza italiota-, si diventa come quei primitivi o cavernicoli che pagavano tributi e facevano sacrifici umani in onore del dio Mbumbundò e SOPRATTUTTO DEI SUOI SACERDOTI affinché lo stesso dio Mbumbundò facesse sorgere il Sole il giorno dopo e permettesse all'estate di subentrare all'inverno: ora riderete, ma per la moneta invece molti su questo forum condividono il fare i sacrifici umani suddetti e diventano improvvisamente dei primitivi/cavernicoli dediti al culto del dio Mbumbundò!!!!). SVEGLIA!!!!

 

  By: gerry10 on Mercoledì 31 Dicembre 2014 19:34

Ho assunto il valore di M3 come limite massimo alla copertura del debito, perché è il modo più elementare di rappresentare il concetto di solvibilità. Mi premeva in sostanza giungere alla immediata constatazione che la quasi totalità dei paesi sviluppati (non solo l’Italia, quindi) sono tecnicamente falliti (dal punto di vista finanziario s’intende) e che la negazione di tale evidenza sia solo un artifizio per mantenere inalterate talune rendite di posizione. Un artifizio che aggrada sia agli economisti classici e sia, e ciò sembrerà paradossale, agli economisti MMT o neokeinesiani o che dir si voglia. Ciascuno presuppone che lo Stato sia sempre solvibile. I classici, postulando una situazione grave ma non compromessa (del tipo “siamo sull’orlo del baratro”) alla quale si rimedia con le politiche restrittive dei tagli al bilancio, al welfare e via discorrendo. Gli altri, assumendo che il debito sovrano sia un falso problema e che il sopraggiungere di una crisi sia superabile incrementando il deficit e ricorrendo, nel caso di investitori restii a concederlo, alla stamperia della banca centrale. Le ricette sono interscambiabili e lo prova il fatto che nella supposta patria delle politiche neoclassiche – l’eurozona – si è affermata prima l’austerity, e poi l’annuncio del Q.E., due mezzi diversi per perseguire lo stesso fine: la continuazione, o meglio la sopravvivenza, del sistema basato sul debito. Il miglior modo di tutelare, o meglio mantenere, gli insaziabili creditori. Altro vi sarebbe da dire sulla faccenda del debito sovrano e della mia personale convizione che la solvibilità posticcia sia gravemente deleteria per i popoli. Ma il tempo stringe e mi attende una festicciola. Buone feste a tutti

 

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 31 Dicembre 2014 16:46

Gerry10, l' importante non è di avere un debito "solvibile", l' importante è di poter essere in grado di rinnovarlo senza finire nella spirale di un suo aumento esponenziale (come siamo ora). Ma se non hai sovranità monetaria, sarai sempre esposto agli attacchi speculativi (faccio solo un es. come potrebbe essere la Deutsche Bank...) che ti vendono 30 o 40 miliardi di BTP e ti fanno schizzare il rendimento con un processo a catena che si autorinforza. Eccoti quindi lo spread del 2% quando fai il bravo (nonostante si sia gli unici a vantare un avanzo primario, quel 2% di spread prezza anche il rischio attacco speculativo) e del 5-6-7% quando fai irritare qualcuno di veramente potente. Il Giappone con rendimento quasi a zero ogni anno lo rinnova e sostiene il più grande debito mondiale (mi pare il 250% del PIL, sulla carta il Giappone non ha "un debito troppo alto", ha "un debito enormemente alto"), grazie al ruolo di prestatore di ultima istanza di Bank of Japan. Bank of Japan acquista titoli invenduti stampando moneta dal nulla, facoltà condivisa con la Federal Reserve, la Bank of England e la Banca Centrale Svizzera, tutti detentori di debiti considerati "sicuri", nonostante alcuni di questi paesi spendano a mani basse. La Spagna, senza sovranità monetaria, con una banca centrale castrata e nell' impossibilità di riacquistarlo, cominciò ad essere in difficoltà da quando aveva il debito al 65% del PIL, quindi per niente "troppo alto". Non solo, il Giappone fa pure carry trade sui Treasury americani, intascando il 2% e pagando lo zero e qualcosa ai detentori del proprio debito. Quindi, seppure ripagare il debito sia matematicamente impossibile, ti basta poterlo rinnovare ma per poterlo fare devi avere innanzitutto una banca centrale in grado di riacquistarlo e garantire così i detentori e avercelo preferibilmente in mano ai propri concittadini. Fino agli anni '80 eravamo anche noi in questa situazione.

 

  By: hobi50 on Mercoledì 31 Dicembre 2014 16:22

Vedo che sono costretto ad anticipare la discussione con Gerry10 sull'importanza o meno del ripagamento totalmente del debito per valutarne la solvibilita'. Economicamente questa impostazione e' scorretta tanto per uno stato quanto per un'azienda. Ripagare il debito significa spesso liquidare gli impianti e parte del circolante : il che significa distruggere l'integrita' aziendale. Ergo la solvibilita' deve essere valutata sull'azienda in funzionamento e quindi nella sua integrita' economica/produttiva/finanziaria. Per fare un esempio pratico di quella che sembra essere una frase libresca basta pensare all'Italia. L'Italia e' insolvente perche lo stato e, costretto ad imporre per la sua sopravvivenza ,una tassazione tale da distruggere l'economia del paese. Hobi