Fisica e Scienza

 

  By: shabib on Martedì 01 Marzo 2011 11:41

La potenza nei nanotubi per un’energia più pulita È italiana la superbatteria finanziata dal governo Usa Cinque milioni di dollari per il progetto dell'ultracondensatore, l'utilizzo nel campo dei trasporti NOTIZIE CORRELATE Solare: il futuro è la plasmonica, di Paolo Virtuani (21 febbraio 2011) Solare: la rivoluzione è vicina. I pannelli che funzionano di notte, di P. Virtuani (25 gennaio 2011) Idrogeno, con le nanotecnologie passi avanti per sostituire la benzina, di G. Rozza (7 febbraio 2011) La potenza nei nanotubi per un’energia più pulita È italiana la superbatteria finanziata dal governo Usa Cinque milioni di dollari per il progetto dell'ultracondensatore, l'utilizzo nel campo dei trasporti La struttura di un nanotubo al carbonio Un litro di benzina contiene 35 volte l’energia immagazzinata in una batteria convenzionale al piombo e sei volte quella contenuta in una batteria agli ioni di litio, la più usata nelle auto elettriche di ultima generazione. «In questo rapporto, chiamato densità energetica, sta tutto il problema dei veicoli elettrici», ragiona il ricercatore italiano Riccardo Signorelli, che di batterie se ne intende. Se esistessero batterie in grado di raggiungere la stessa densità energetica dei combustibili fossili e di caricarsi istantaneamente come un serbatoio alla pompa, il motore a combustione interna, insieme ai suoi mefitici gas di scarico, sarebbe già andato in pensione. NANOTUBI AL CARBONIO - La missione di Signorelli è fare concorrenza alla benzina, migliorando la performance delle batterie. E ci riesce abbastanza bene: in tredici anni di studi, a partire dalla laurea in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano fino al dottorato al Massachusetts Institute of Technology, questo bergamasco di 32 anni ha messo a punto un primo prototipo, che usa minuscole strutture di nanotubi al carbonio per immagazzinare energia. «Non si tratta di una batteria vera e propria, ma di un capacitore, che ha una densità di potenza molto maggiore delle batterie e può caricarsi e scaricarsi istantaneamente, quasi all’infinito, perché funziona in base a un principio fisico, non elettrochimico», spiega il ricercatore italiano, che ha passato i suoi sei anni al Mit insieme a Joel Schindall, direttore del mitico Lees (Laboratory for Electromagnetic and Electronic Systems), a mettere a punto la tecnologia dei nanotubi al carbonio. FINANZIAMENTI - Ora il suo «ultracondensatore» ha ricevuto 5,3 milioni di dollari dal governo americano e altri 2 da investitori privati, per finanziarne lo sviluppo e l’industrializzazione, nel giro di due anni. Con il grant del ministero dell’Energia, Signorelli ha fondato la sua impresa, FastCap, arruolando anche Schindall come consulente, e parla ormai più volentieri l’inglese dell’italiano, soprattutto se il discorso si fa tecnico. Le pareti dei tubi sviluppati da Signorelli hanno uno spessore di appena 12 atomi e crescono, come fili d’erba, alloggiando nei minuscoli interstizi particelle cariche di energia. In questo modo, si possono immagazzinare moltissime particelle cariche in un piccolo spazio, con strutture leggere. E siccome la connessione è fisica, non chimica, le particelle cariche possono staccarsi e attaccarsi quasi istantaneamente. Il risultato è una struttura ridotta, con una densità di potenza molto alta. OBIETTIVO - L’obiettivo di Signorelli è arrivare alla dimensione di una batteria da torcia, capace di contenere meno energia di una batteria elettrochimica, ma in grado di caricarsi e scaricarsi in due secondi. Aggregato alla batteria di un veicolo, il suo ultracondensatore si attiverebbe per l’avviamento, le accelerazioni e decelerazioni rapide, allungando la vita della batteria e riducendo dimensioni e costi. Sarebbe la soluzione ideale per alcuni dei problemi fondamentali delle batterie al litio: durata, costo e dimensioni. «Lavoriamo per ottimizzare il risultato, abbassando al minimo pesi, volumi e costi, ma abbiamo già ricevuto molte segnalazioni d’interesse da parte dell’industria automobilistica», racconta ancora Signorelli, che fin da ragazzo, all’istituto tecnico Pesenti di Bergamo, ha sempre avuto la passione dell’elettricità e ora è molto soddisfatto di poter dare un contributo «energetico» in un momento di svolta per il mondo dei trasporti. Elena Comelli 01 marzo 2011 http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/11_marzo_01/superbatteria-italiana-comelli_50bf605c-43e0-11e0-b1c1-dd3fc08b55ae.shtml

 

  By: duca on Venerdì 25 Febbraio 2011 15:13

Cures non riesco a trovare più nulla di nuovo su Rossi e Focardi C'è qualche news? Io vorrei fare di tutto per mantenere un po' di attenzione su di loro e perchè i media ne parlino....ho una gran paura che i due (soprattutto se la cosa non è una bufala) siano sopraffatti dalle potentissime lobby del petrolio. Qualche giorno fa ho parlato della invenzione di Rossi/Focardi con un mio amico che ha una grande esperienza internazionale, e che proprio per questo ha un grande realismo. Mi ha ascoltato e poi alla fine mi ha detto: "se è vero.....devono stare attenti perchè Russi o Sauditi o altri...... li ammazzano!" Io spero che i due abbiano abbastanza realismo da capire che si devono alleare con forze molto potenti, altrimenti li distruggono (soprattutto se il brevetto funziona). Spero che Rossi o Focardi abbiano chi li consiglia per il meglio.

 

  By: Cures on Giovedì 10 Febbraio 2011 14:28

x Pana E un campo che conosco poco. Posso solo immaginare a ruota libera quello che succede. Intanto chi lo dice che il treno di ritorno debba essere per forza meno radioattivo di quello di andata? Suppongo che il processamento dei rifiuti nucleari abbia come scopo principale e lucroso l’estrazione e la raffinazione del materiale ancora utilizzabile, principalmente plutonio. Il plutonio viene fuso con altro materiale (uranio) a costituire delle pastiglie di ossido che diventano il combustibile di altre centrali nucleari. C’è poi la filiera militare francese e di altre nazioni. Una volta che si sia estratto quello che serve, le pastiglie ed il resto della munnezza nucleare vengono rispediti al mittente secondo la regola che ognuno si tiene la munnezza sua. Non credo che la Francia sia disposta a caricarsi dei rifiuti di diversi paesi visto che ne ha già in abbondanza di suoi da seppellire nei siti di stoccaggio. Che costano e sono un bel grattacapo. La radioattività del treno di ritorno non cambia rispetto all’andata perché non cambia il materiale totale ma solo il suo confezionamento E solo una ipotesi che credo plausibile

 

  By: lmwillys on Giovedì 10 Febbraio 2011 10:53

costruire cessi di centrali tampona per un pò la voglia francese di non rinnovarci credito, non risolve certo il problema ma lo posticipa, nel frattempo importiamo un altro problema, solo un mentecatto può partorire un'idea simile

 

  By: pana on Giovedì 10 Febbraio 2011 09:56

a proposito di treni radioatttivi , leggevo sul MITICO ILFATTOQUODITIANO.IT che le scorrie le mandano in Francia ma poi tornano indietro con lo stesso livello di radioattivita ma di dimensione piu grosse.... chiedo agli insigni nuclearisti delforum...cui prodest ? ---Come denunciato dagli ambientalisti francesi: «Non solo il trattamento presso l’impianto Areva di La Hague non diminuisce la radioattività dei rifiuti ma aumenta il loro volume. Dunque, questo trasporto di rifiuti molto radioattivi è insensato - denunciano gli attivisti francesi – espone a gravi rischi le popolazioni, solo per fare funzionare l’impianto Areva a La Hague» http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/08/treni-radioattivi/90795/

 

  By: lmwillys on Mercoledì 09 Febbraio 2011 21:12

poi qualcuno mi chiede ancora come mai ce l'ho con berlusconi ... l'ho appena sentito dire in tv, dalla sua bocca, che ha telefonato alla questura perché convinto fosse la nipote di Mubarak e poi lo ha fatto anche perché lui fa sempre del bene a chi ha bisogno ... sarei voluto entrare nella tv, mi chiedo come possa un Italiano tollerare uno schifo simile

 

  By: Cures on Mercoledì 09 Febbraio 2011 20:47

Lmwillys Credo proprio che sia così. Fra non molto la Francia avrà due grossi problemi: la fornitura del carburante U235 e lo smaltimento dei rifiuti. Mentre lo smaltimento dei rifiuti sembra impostato abbastanza bene (compatibilmente con le difficoltà del problema), non lo è quello del carburante. Ho una certa stima dei dirigenti dello Stato francese e sono sicuro che hanno ben presente il problema da molto tempo. E per questo che hanno avviato anni fa il programma Superphenix, cui partecipava l’Italia, poi chiuso a seguito di una fuga di sodio: Ora occorre sapere che la Francia, quando si muove per curare i suoi interessi strategici, fa sistema con le società più importanti e lo Stato francese cura che i politici non alterino troppo i grandi programmi che si sviluppano nell’arco di decenni anche a costo di stringere accordi con altri Stati in modo da opporre al loro Parlamento la frase “ma questo è un programma che non possiamo toccare perché abbiamo accordi con gli Stati X,Y e Z voi capite… “ La società Areva ha in corso dei problemi di costi e tempi di costruzione di un reattore di 3 generazione con la Finlandia che credo non lo voglia più. Tieni poi presente che per piazzare i loro prodotti di interesse strategico usano tutti i mezzi e quando dico tutti sono proprio tutti

 

  By: lmwillys on Mercoledì 09 Febbraio 2011 20:23

Cures, sbaglio o noi dai francesi compriamo la terza generazione, cioè roba vetusta, grazie a berlusconi ? Lei non è l'unico a pensar male, io penso a quanti tds italici hanno in pancia i francesi e faccio 2+2 ... chicco testa, se c'è uno che proprio non sopporto è chicco testa ... poi testa ... ha ridotto l'estensione del cognome ? certo leggere ^quanta energia arriva sulla Terra dal Sole#http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_solare^ fa impressione, col ^solare termodinamico secondo Rubbia (mi fido ad occhi chiusi) basta un quadrato di 200 km di lato per sostituire interamente il petrolio#http://it.wikipedia.org/wiki/Impianto_solare_termodinamico^ , c'è in itinere il Desertec ... in altro thread avevo riportato uno studio di Harvard che dimostrava che basta solo il vento per coprire fattore 5 l'intero fabbisogno energetico del pianeta

 

  By: Cures on Mercoledì 09 Febbraio 2011 19:54

eh. eh… Lmwillys Con il solare hai tutta l’energia che vuoi. Si tratta solo di ridurre i costi e occupare superfici. Per i costi sono già a buon punto. Per le superfici, se non disponi di un bel deserto su misura, ti puoi sempre espandere in mare Solo che devi pestare i calli ad un sacco di gente che ti racconta che il nucleare di terza generazione è bello. A proposito (vado a memoria e non garantisco), mi sembra di ricordare che quelli di terza generazione sfruttano solo il 5% dell’energia contenuta nell’U235 mentre quelli di quarta arrivano quasi al 90%. Quando mi raccontano che quelli di quarta sono da sviluppare, considerato che il Superphenix francese funzionava già, non posso che pensare male Fra 15 20 anni la Francia sarà in difficoltà per problemi di approvvigionamento dell’uranio

 

  By: lmwillys on Mercoledì 09 Febbraio 2011 19:25

mah da buon retrogrado incompetente mi interesso di più a roba più terraterra ... a me piacerebbe una ^casetta così#http://www.bmvbs.de/SharedDocs/DE/Artikel/B/plus-energie-haus-bauen-fuer-die-zukunft.html?nn=35704^ non spendo un cent e con una bella macchinina elettrica che me la ricarico gratis o se proprio vogliono costringermi a pagare qualcosa rispolvero la caldaia che chiamano oggi automobile per farmi un bel ^aerosol#http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/11_febbraio_07/idrogeno-benzina-rozza_6dd7460e-32a2-11e0-8ce8-00144f486ba6.shtml^ le energie rinnovabili con le tecnologie non all'ultimo grido strabastano per qualsiasi necessità energetica, preferisco rinnovabile

 

  By: Cures on Mercoledì 09 Febbraio 2011 19:20

x XTOL Molto bello. Sintetico e chiaro. Ci metto solo una virgola e non tocco niente. Il termine “fusione fredda” è stato esteso nel tempo anche alle reazioni diverse da quelle con il deuterio produttrici di He4 a significare che è coinvolto comunque il nucleo atomico dato che si rileva la comparsa di prodotti di fusione e fissione pria inesistenti

 

  By: XTOL on Mercoledì 09 Febbraio 2011 19:06

^qui#http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi/^ alcune precisazioni interessanti: ...Abbiamo ricevuto, nei commenti al post precedente, una risposta da parte del dott. Giuseppe Levi, che ha collaborato ai test del dispositivo di Rossi-Focardi. A quanto pare, ed è un’ottima notizia, sono effettivamente in programma nuove misure indipendenti sull’apparecchio.

 

  By: Cures on Mercoledì 09 Febbraio 2011 18:59

Rossi l’ha presentata al DOE (Energia) e al DOD (Difesa) ma non credo che sia cosi facile. Anche li sono elefanti che prima di muoversi ci mettono un sacco di tempo. Sarebbe stato meglio mascherarsi da venticinquenne e proporre la macchina ad un venture capital nella Silicon Valley. Avrebbe trovato subito. Avessi i capitali mi teletrasportarei a Bologna per concludere accordi anche come socio di minoranza. Ma alla cassa... A proposito. So dove abita a Roma e mi sta venendo un'idea..

 

  By: duca on Mercoledì 09 Febbraio 2011 18:47

Per Pana Qui la politica non c'entra...... stiamo parlando della validità dell'invenzione e del suo eventuale impatto!

 

  By: pana on Mercoledì 09 Febbraio 2011 18:35

ah ma la LEONARDO Corporation per cui lavori Rossi e americana, se c'e un presidente illuminato che guarda al futuro e proprio BARACK OBAMA e non manchera di finanziare le ricerche ... Come ha detto nel suo epico discorso alla nazione "invece di sussidiare l energia del passato investiamo nell energia del futuro" GRANDE GRANDE GRANDE OBAMA !!!!!!!!!!!!!