Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Sabato 30 Giugno 2018 21:15

L'errore di base è pensare che si tratta di un governo destinato a durare: ora guardo la partita!!!

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: Gano di Maganza on Sabato 30 Giugno 2018 20:45

L'ho già detto quando Antitrader scriveva (più o meno) le stesse cose. Predicano bene e razzolano male. Ora mirano a calmare i mercati, ma sotto la cenere il fuoco è attivo.

 

E' meno di un mese che sono al governo... cos'altro vuoi che dicano? Che escono dall'Euro???  Ma dai.... Ora stanno prendendo le misure e vedendo chi è disposto a seguirli e chi vuole fargli la guerra.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lutrom on Sabato 30 Giugno 2018 20:04

SHERA, GANO, cosa dite di quest'intervento di Zibordi??

All'80% avrà ragione Zibordi (temo)...

Da +130 miliardi di meno tasse e più spese a zero (o anche -9 miliardi) in un mese  

  By: G.Zibordi on Sabato 30 Giugno 2018 17:29

Lega e M5S hanno vinto le elezioni con dei programmi economici che prevedevano circa 130 miliardi di euro di meno tasse e più spese. Dato che il PIL dell'italia è di 1,600 miliardi parliamo di un 8% del PIL annuale di soldi in più. Nel "contratto di governo" la quantificazione delle misure concordate da M5S e Lega è solo un pocoi inferiore, tra 108 e 125 miliardi (utilizzando i dati di Cottarelli). Dopo la formazione del governo, però il Ministro del Tesoro Tria ha idotto velocemente a zero la cifra, perchè ha parlato di ridurre i deficit per restare dentro i vincoli UE, ""Per il 2018 interventi senza costi, ridurre debito" Lo Stato italiano nel 2017 aveva un deficit del 2,3% del PIL, nel 2018 prevede di ridurlo all'1,6% e poi di ridurlo ancora a 0% nel 2020 per cui ovvio che rispettare i vincoli di bilancio concordati con la UE significa non poter fare niente del programma di Salvini e Di Maio. Anzi, in realtà questi numeri implicano che si aumentino tasse o si riducano spese da qualche parte, come ha detto ieri Confindustria che ha parlato di 9 miliardi di "manovra correttiva" (cioè più tasse)

Non è solo Tria ad avere invertito la rotta, perchè si sono moltiplicate le dichiarazioni per cui si rimandava all'anno prossimo la flat tax  in tutto o in parte e "ad es ieri il settosegretario all'Economia, Laura Castelli del M5S, ha dichiarato addirittura  "Non lo so" se servirà una manovra correttiva, perché la verità è che pare di sì. Cioè che nel 2018 si farà più austerità per qualche miliardo, invece dei 100 o 130 miliardi di meno austerità (minori tasse maggiori spese) promessa. Persino l'esponente più anti.euro del governo, il prof Bagnai ha detto che " si attuerà il programma “con gradualità, in un orizzonte di 5 anni”, per salvaguardare i conti pubblici, e se la crescita mantenesse il passo potrebbero perfino essere confermati gli obiettivi di riduzione del deficit che aveva fissato il precedente governo di centro-sinistra.

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: DOTT JOSE on Martedì 09 Gennaio 2018 10:44

9 Gennaio 1950 - 9 Gennaio 2018

We will never forget

Ricordiamo gli operai morti per le giuste lotte

Ricordiamo l'eccidio di Modena, i padroni vogliono schiavi ubbidienti

In quel giorno fatidico per la storia d’Italia. 
Angelo Appiani [30 anni, partigiano, metallurgico] colpito in pieno petto. Immediatamente dal terrazzo della fabbrica altri carabinieri spararono con la mitragliatrice sulla folla di lavoratori che si trovava sulla Via Ciro Menotti oltre il passaggio a livello chiuso per il transito di un treno. 

 

 http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o50866:e1

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: DOTT JOSE on Giovedì 04 Gennaio 2018 10:38

Una solidarietà piena, rossa agli operai della Ford Romania che non accettano salari al di sotto di quello minimo e 

possano compattarsi in un unico fronte  e  urlare forte il loro "NO PASARAN" ai padroni sfruttatori e schiavizzatori

 

The agreement freezes the pay of senior workers and reduces new-hire wages to below the minimum salary or as little as €300 (US$358) a month, while cutting payments for overtime work and introducing “flexible” schedules whenever “operational demands require it.”

http://www.wsws.org/en/articles/2018/01/04/roma-j04.html


 Last edited by: DOTT JOSE on Giovedì 04 Gennaio 2018 10:44, edited 1 time in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: DOTT JOSE on Lunedì 01 Gennaio 2018 22:44

il frutto del neoliberismo

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2018/01/01/los-angeles-25-dicembre-2017-099252

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Domenica 31 Dicembre 2017 11:07

Jose la fornero è stata votata... da chi?? da molti, anche da esodati e operatori di call center

alcuni sono idioti che fanno gli interessi di altri e altri sono farabutti che andranno all'inferno

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: DOTT JOSE on Domenica 31 Dicembre 2017 09:07

i giovani "choosy" ,vero signora Fornero?

Sei ore al giorno per 90 euro al mese", la mia vita al call center

 

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/12/20/sei-ore-giorno-per-euro-mese-mia-vita-call-center_HuqNzcjTrSUqFA8oioYPIK.html

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: hobi50 on Martedì 26 Dicembre 2017 08:18

Tempo fa avevo ipotizzato una soluzione che potesse continuare a far creare moneta alle banche ( che è la soluzione più efficiente ) senza però che il sistema finanziario venisse a correre quei rischi propri dei cosiddetti " malinvestimenti ".

Ora la possibilità di creare una criptovaluta da parte delle BC potrebbe efficacemente assolvere questo compito.

Da un lato il denaro "RISCHIOSO  e REMUNERATO "  affidato al sistema bancario .

Quindi si taglierebbe il nodo gordiano di salvaguardare ad ogni costo la moneta legale depositata nelle banche .

Coloro che affidano i soldi alle banche sanno di non avere altro diritto che la remunerazione concordata e ,da ultimo,in caso sfortunato, la liquidazione   fallimentare .

Addirittura  si potrebbe segmentare il passivo delle banche a modo di CDO per assicurare a diversi gradi di rischio ,compendiato nella liquidazione fallimentare, una maggiore remunerazione.

Chi invece non volesse correre alcun rischio cederebbe la moneta legale/bancaria alla BC senza remunerazione alcuna.

Ovviamente il contravalore verrebbe accreditato  in un wallet che assolverebbe la funzione di salvaguardia del  valore nominale della moneta ,e poi come efficientissimo sistema di pagamento tramite la tecnologia blockchain .

Ho la sensazione che una tale meravigliosa occasione per dare stabilità al sistema finanziario sarà colta dalle BC che non si faranno disintermediare da privati.

Inoltre ,una volta che c'è una cripto valuta ufficiale, potrebbe essere usata efficientemente nei pagamenti transfrontalieri che sono la parte più obsoleta del sistema bancario.

 

Hobi


 Last edited by: hobi50 on Mercoledì 27 Dicembre 2017 09:51, edited 2 times in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Martedì 12 Dicembre 2017 08:07

@Bullfin

La banca d'italia o la bce è un emanazione dello stato cleptocratico, ne più ne meno, come il messo comunale.

La moneta stampata dalla banca centrale serve solo per pagare le tasse, ovvero trasferire ricchezza dal popolino che suda e lavora... ai nobili e al clero in passato, e pagare assessori e interessi sul debito nel presente, e se avanzano soldi qualche servizio per te, ovviamente appaltato o dato in concessione agli amici degli assessori.

A te l'euro o la lira non servono finchè non paghi una multa o vai all'ufficio delle imposte, tu vuoi un modo per scambiare ricchezza con altri che lavorano e creano valore (questo esclude nobiltà, clero, migranti, assessori, enti pubblici,  elon musk e cazzari vari).

Ecco per esemprio come si crea credito per i privati

https://chronobank.io

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia:  

  By: Bullfin on Lunedì 11 Dicembre 2017 23:40

Banca d'Italia ha risposto pubblicamente ad una mail mandata ancora mesi fa in cui chiedevo un giudizio egli esimi economisti hanno risposto sulla bacchetta magica dei ccf.

SAREBBE ANCHE DA CHIEDERLE SE PER CASO LORO RIESCONO A FAR SPARIRE I TITOLI DI STATO TIPO MAGO SILVAN O SEMMAI QUANDO I FAMIGERATI TDS SPARISCONO DAI BILANCI è PER VIA DI UN CONSOLIDAMENTO CHE AVVIENE TRA ENTITA' CHE HANNO RELAZIONI TALI DA PORTERE APPLICARE I PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO DEI BILANCI. IO SO GIA' LA RISPOSTA....NIENTE MAGHEGGI...

 

https://www.bancaditalia.it/media/views/2017/moneta-fiscale/index.html

 

Le funzioni della moneta e le proposte di "moneta fiscale"

In sintesi

  • Negli ultimi anni alcuni commentatori economici hanno proposto l’emissione di moneta fiscale da parte del Governo. La nuova passività pubblica potrebbe essere utilizzata, secondo i proponenti, per finanziare alcuni tipi di spesa (ad esempio per pagare i fornitori o i dipendenti) e permetterebbe di superare la presenza di vincoli all’espansione del disavanzo o del debito pubblico; non avendo corso legale non violerebbe quanto previsto dai Trattati europei in materia di emissione di moneta.
  • Per incentivarne l’accettazione nelle transazioni private e garantirne così la liquidità, sarebbe previsto che, al verificarsi di determinate condizioni (ad esempio trascorso un periodo di tempo dall’emissione), la moneta fiscale possa essere utilizzata dai detentori per pagare le tasse.
  • Sulla base delle norme statistiche in vigore queste passività (come già avviene per le monete metalliche) andrebbero incluse tra gli strumenti che concorrono a formare il debito pubblico e sarebbero soggette alle regole del Patto di stabilità e crescita.
  • Emissioni di questi strumenti sono avvenute molto raramente, in genere a seguito di gravi crisi di liquidità dello Stato (come in California in più occasioni, di cui l’ultima nel 2009, e in Germania nel 1933). In questi casi si è registrato un basso grado di liquidità nelle transazioni di queste forme di “moneta” priva di corso legale.

Quali sono le funzioni della moneta?

Dal punto di vista economico, la moneta svolge tre funzioni: unità di conto, riserva di valore e mezzo di pagamento.

  • Unità di conto. La moneta si usa per confrontare in maniera omogenea il valore di prodotti e servizi molto diversi tra loro, agevolando così le decisioni economiche e gli accordi contrattuali.
  • Riserva di valore. La moneta permette di spostare nel tempo la quota di reddito che non viene utilizzata immediatamente per consumare beni e servizi. In altri termini, consente di conservare (risparmiare) una quota del reddito corrente per spenderlo in futuro.
  • Mezzo di pagamento. La moneta può essere scambiata istantaneamente con beni e servizi: l’acquirente consegna moneta al venditore e in questo modo si libera da ogni obbligo nei confronti di quest’ultimo che, accettandola, ne riconosce il valore.

Sotto il profilo giuridico, il circolante (banconote e monete) è l’unica moneta con corso legale utilizzata da famiglie e imprese all’interno del territorio di uno stato o, come nel caso dell’euro, all’interno del territorio degli stati che si sono impegnati all’utilizzo di una moneta comune sulla base di un trattato. Il circolante è pertanto l’unico mezzo di pagamento con le seguenti caratteristiche:

  • obbligo di accettazione: il creditore di un’obbligazione pecuniaria non può rifiutare il pagamento eseguito con banconote e monete aventi corso legale (art. 1277 cod. civ.), eccettuato il caso in cui le parti abbiano convenuto mezzi di pagamento diversi;
  • accettazione al valore nominale pieno: il valore monetario delle banconote e delle monete è pari all’importo indicato su di esse;
  • potere di estinguere l’obbligazione di pagamento: un debitore si libera dall’obbligazione pecuniaria corrispondendo al creditore banconote e monete.[1]

Nel portare a termine una transazione pecuniaria famiglie e imprese possono utilizzare oltre alla moneta con corso legale anche mezzi di pagamento privati, definiti e regolati da accordi tra le parti. I depositi bancari a vista, ad esempio, sebbene privi di corso legale costituiscono un mezzo di pagamento molto diffuso poiché il depositante può chiederne la conversione in moneta legale al valore nominale pieno in qualsiasi momento[2]. Il bancomat, l’assegno, la carta di credito e il bonifico, sono strumenti comunemente utilizzati per il trasferimento di depositi nelle transazioni pecuniarie che, quando avviene tra clienti di banche commerciali diverse, è reso possibile da movimenti di riserve sui conti detenuti dagli istituti di credito presso la banca centrale.

Nell’unione monetaria hanno titolo a emettere banconote in euro la Banca Centrale Europea (BCE) e le Banche Centrali Nazionali (BCN) dei paesi partecipanti. L’emissione delle monete in euro è di competenza degli Stati membri dell’unione monetaria, secondo quantità determinate dalla BCE.

Quali caratteristiche avrebbe la “moneta fiscale”?

La moneta fiscale non potrebbe avere corso legale; il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (art. 128) e il Regolamento EC/974/98 (art. 2, 10 e 11) stabiliscono, infatti, che le banconote e le monete metalliche in euro sono le uniche con corso legale nell’unione monetaria. All’emissione la moneta fiscale svolgerebbe solo la funzione di riserva di valore, e da questo punto di vista sarebbe del tutto simile a un titolo di Stato. Sulla base della legislazione vigente tale “moneta” potrebbe essere utilizzata come mezzo di pagamento solo con il consenso del creditore. Pertanto essa sarebbe accettata con sicurezza solo dallo Stato il quale si impegnerebbe ad accettarla in compensazione dei propri crediti fiscali nei confronti del detentore.

Qualora invece lo Stato decidesse unilateralmente di liberarsi di propri debiti con un pagamento eseguito in moneta diversa dalla moneta legale si prefigurerebbe una violazione di quanto previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dal Regolamento EC/974/98, con elevata probabilità di contenzioso e negative ripercussioni di carattere reputazionale presso i potenziali sottoscrittori dei titoli di debito pubblico.

Esistono casi di emissione di “moneta fiscale”?

Emissioni di questo genere di strumenti sono avvenute molto raramente, in concomitanza con gravi crisi di liquidità dello Stato e con la conseguente impossibilità di finanziarsi tramite i mercati. I casi più frequentemente citati sono la Germania nel 1933 e la California (più volte, di cui l’ultima nel 2009), entrambi molto particolari e da valutare in un preciso contesto storico ed economico.

Nella Germania del 1933 il Governo non poteva finanziarsi sui mercati a causa del blocco imposto dai creditori che controllavano la banca centrale (gli stati europei vincitori del primo conflitto mondiale). Il Governo creò una società (MEFO, società per la ricerca in campo metallurgico) che emetteva cambiali garantite dallo Stato per pagare i fornitori statali. Esse potevano essere convertite presso la Banca centrale tedesca in moneta con corso legale a un valore inferiore a quello nominale.[3] Sebbene questa moneta non costituisse quindi un debito dello Stato, era chiaramente un debito della società controllata.

Nel 2009, a seguito di una crisi di liquidità determinata dalla mancata approvazione del bilancio, lo Stato della California utilizzò delle vere e proprie cambiali come mezzo di pagamento nei confronti di dipendenti pubblici e fornitori. Si trattava di titoli con scadenza a 3 mesi e tasso di rendimento pari a oltre il 15 per cento[4]. Nella prima settimana di emissione le banche convertirono queste cambiali in depositi (trattenendo gli interessi); successivamente si rifiutarono di accettarle[5]. Da quel momento fino all’approvazione del bilancio, e quindi fino a quando non fu possibile riscattare anticipatamente le cambiali, si creò un mercato secondario in cui queste erano scambiate a un prezzo assai inferiore al valore facciale (a causa della loro illiquidità e del rischio di default dell’emittente)[6].

Quale sarebbe la liquidità di questi strumenti?

Qualora, nonostante i rischi legali e reputazionali sopra evidenziati, fosse introdotta la possibilità per lo Stato di liberarsi in tutto o in parte delle proprie obbligazioni pecuniarie mediante pagamento in moneta fiscale, è prevedibile che quest’ultima, non essendo dotata di corso legale, avrebbe un minore grado di liquidità nelle transazioni diverse dal pagamento delle tasse. Come accaduto in California, la moneta fiscale sarebbe verosimilmente accettata come mezzo di pagamento tra privati solo in cambio di un premio di liquidità, equivalente a uno sconto sul valore facciale (almeno pari al rendimento di un titolo di Stato con scadenza pari al periodo che deve intercorrere tra l’emissione e il momento in cui è utilizzabile per il pagamento delle tasse).

Nei rapporti, invece, fra lo Stato e i propri creditori (ad esempio, fornitori e dipendenti), questi ultimi, ove costretti ad accettare in pagamento la moneta fiscale, subirebbero una riduzione del loro reddito, essendo pagati con uno strumento di minore valore rispetto alla moneta legale negli scambi successivi. Ciò indurrebbe verosimilmente all’adozione di meccanismi di tutela del valore del proprio reddito (ad esempio revisioni dei contratti collettivi di lavoro e maggiorazione dei prezzi dei beni e dei servizi nelle gare di appalto).

Questi strumenti potrebbero essere emessi senza aumentare il debito dello Stato?

No. La moneta fiscale rappresenta una passività del Governo sin dal momento in cui è emessa, così come i titoli di Stato. Del resto anche le monete metalliche emesse dallo Stato, che pure hanno corso legale, sono considerate passività dello Stato e sono conteggiate ai fini del debito pubblico[7].

L’emissione di questi strumenti permetterebbe di evitare i vincoli europei?

No. Trattandosi a tutti gli effetti di passività dello Stato, tali strumenti potrebbero essere emessi solo rispettando i vincoli riguardanti il deficit e il debito pubblico imposti dal Patto di stabilità e crescita.

L’emissione di questi strumenti sarebbe meno costosa rispetto a quella di normali titoli di Stato?

No. Anche nel caso di emissione di moneta fiscale – in modo simile a quanto avviene con l’emissione di titoli del debito pubblico – lo Stato pagherebbe un “premio per il rischio” (definito dal mercato) per compensare i detentori sia della minore liquidità dello strumento, che può ingenerare incertezze in ordine all’accettazione in pagamento nelle transazioni fra privati, sia del rischio di successivi cambiamenti della legislazione che riducano o eliminino la possibilità per lo Stato di accettare la moneta fiscale come mezzo di pagamento per le imposte.

L’emissione di moneta fiscale richiederebbe inoltre l’istituzione di un sistema dei pagamenti ad hoc con misure anti-contraffazione (per permettere che le imprese e le famiglie le attribuiscano la stessa fiducia che è attribuita alle banconote), comportando ulteriori costi aggiuntivi rispetto quelli pagati per l’emissione dei titoli di Stato.

 

[1] La normativa antiriciclaggio stabilisce che i pagamenti in contante superiori a determinati importi non possano essere effettuati direttamente tra le parti ma debbano essere eseguiti per il tramite di banche, Poste Italiane, istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento.

[2] Salva l’osservanza del termine di preavviso e i limiti eventualmente pattuiti (articolo 1852 del Codice Civile).

[3] A. Ritschl, Reparations, Deficits, and Debt Default: the Great Depression in Germany Centre for Economic Performance Discussion paper, 1149, 2012; D. Silverman, Fantasy and Reality in Nazi Work-Creation Programs, 1933-1936, The Journal of Modern History, 65(1), 1993.

[4] Nel caso della California la Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari analoga alla Consob nel caso dell’Italia, emise un comunicato a tutela di chi aveva ricevuto pagamenti tramite cambiali  affermando che queste erano da considerarsi del tutto equivalenti ai titoli di debito emesso dal governo (https://www.sec.gov/investor/pubs/californiaiou-alert.htm).

[7] Si veda la pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/index.html).

Allegati

 

 


 Last edited by: Bullfin on Lunedì 11 Dicembre 2017 23:42, edited 1 time in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: G.Zibordi on Lunedì 11 Dicembre 2017 15:58

Il 14 Dicembre interverrò a Milano ad una conferenza sulla sovranità monetaria.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: G.Zibordi on Lunedì 08 Maggio 2017 16:21

Perché la moneta fiscale non è la manna dal cielo

Nei dieci punti programmatici di politica estera del M5Ssi parla di introdurre una nuova moneta, parallela all'euro, che viene chiamata moneta fiscale. Anche Berlusconi ha fatto cenno in varie occasioni ad una nozione simile, ricordando le am-lire della sua infanzia, sia pure in termini talmente vaghi che è difficile discuterne.

La proposta, almeno nella versione presentata al punto due del programma del M5S, nasce da una constatazione che per certi versi rassicura: «l’uscita unilaterale dall’euro comporta una rottura di trattati, comporta una manovra di tipo aggressivo nei confronti dei nostri partner… i costi politici da sostenere sono alti». Forse anche nel M5S cominciano a capire che l’uscita dall’euro è un rischio fatale?

L’idea, sviluppata in dettaglio sul sito www.monetafiscale.it, consiste essenzialmente in questo. Lo Stato pagherebbe una serie di spese aggiuntive (sussidi per i poveri, incentivi alle piccole imprese e forse anche aumenti di stipendi e pensioni) con dei “pagherò” —i certificati di credito fiscale o Ccf— che potrebbero essere utilizzati dal contribuente come un credito di imposta e da questo deriverebbe il loro valore. Dopo un certo tempo - ad esempio due anni - il contribuente che detiene il Ccf potrebbe usarlo per pagare le imposte dovute allo Stato. Il Ccf potrebbe essere ceduto sul mercato e anche scontato in banca e quindi avrebbe le caratteristiche tipiche di un titolo di Stato a breve termine, il che consentirebbe di considerarlo come “quasi moneta” o moneta parallela.

Secondo i proponenti, il beneficio di una moneta fiscale consisterebbe nel ridare capacità di spesa al governo, aggirando tutte le regole europee.

Questa soluzione miracolosa non è però praticabile per varie ragioni. La Bce è l’unica emittente di banconote e riserve bancarie. Ciò significa che è la fornitrice in regime di monopolio della base monetaria. L’introduzione di una valuta separata metterebbe in discussione questo principio fondamentale e l’unicità dell’euro.

I fautori della ‘moneta fiscale’ sostengono però che il Ccf non avrebbe valore legale e, quindi, questa critica non si applicherebbe. Sarebbe soltanto una promessa, una cambiale garantita dalle future entrate fiscali. Effettivamente, se non si ponesse come vera e propria moneta parallela, il Ccf potrebbe semplicemente esser considerato come un debito trasferibile dello Stato. Ma in questo caso verrebbe registrato come debito pubblico e non darebbe luogo a una maggiore flessibilità fiscale, come i fautori pretendono.

Come prescritto nelle norme di contabilità europea, va privilegiata la sostanza economica alla forma giuridica. Quindi una maggiore spesa pubblica non coperta con maggiori entrate peggiora il disavanzo dello Stato e dunque il debito, indipendentemente dal mezzo di pagamento che viene utilizzato, euro, dollari, mini assegni o Ccf.

I proponenti sostengono che un credito di imposta non è debito perché viene pagato con imposte future. Ma tutti i titoli di debito dello Stato alla fine vengono garantiti dal gettito fiscale dello Stato. Il fatto che il Ccf possa essere usato direttamente dal contribuente per pagare le tasse significa solo che, in caso di insolvenza, questo titolo avrebbe un privilegio rispetto a tutti gli altri titoli e anche rispetto agli altri pagamenti dello Stato, inclusi stipendi e pensioni.

In conclusione, è curioso che il M5S che accusa, non a torto, i partiti tradizionali di avere lasciato al Paese un enorme debito pubblico, oggi si ingegni, peraltro senza successo, per aggirare le regole e fare nuovo debito. Inoltre, non si capisce perché qualcuno dovrebbe accettare di essere pagato non in euro, ma in Ccf, il cui valore, come quello di tutti i titoli di debito, oscilla nel tempo con i tassi di interesse. A maggior ragione, se il Ccf fosse, come sembra, un maldestro tentativo per precostituire le condizioni per uscire dall’euro. La proposta sembra essere infatti molto vicina a quella abbozzata dall’ex ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, il quale disse: «Naturalmente, [il Ccf] potrebbe essere denominato in euro, ma in quattro e quattr’otto potrebbe essere convertito in una nuova dracma». Se questo è l’intento mal celato, allora è facile dire che nessuno accetterebbe di essere pagato in Ccf e che l’operazione sarebbe destinata a provocare gli stessi disastri di un’uscita dall’euro.

Insomma si prospetta agli elettori la manna dal cielo, ma in realtà si propone qualcosa che nel migliore dei casi è la solita ricetta del debito e nel peggiore la premessa per un suicidio.


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 08 Maggio 2017 17:40, edited 2 times in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: G.Zibordi on Lunedì 08 Maggio 2017 15:11

Chi pubblica in questo (in altri non importa) topic idiozie a caratteri maiuscoli e altri sfoghi emotivi e caratteriali viene bannato dal sito