Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: Gano di Maganza on Sabato 01 Giugno 2019 18:30

Non capisco quali danni potrebbero creare.

 

Comunque ci sono tutti i giornali di regime (a cominciare dal Sole24Ore) che sparano a tiro incrociato contro i miniBot.

 

Questo mi fa pensare che potrebbero essere utili per davvero.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lutrom on Sabato 01 Giugno 2019 17:37

Zibordi ho visto che dice che in realtà hanno votato senza leggere (o ben comprendere) le parole sui mini-bot.

Comunque i mini-bot devono essere ben gestiti per servire a qualcosa e non creare danni.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lutrom on Sabato 01 Giugno 2019 17:26

Nessuno vuole approfondire quanto detto qui sotto da shera e lmw?

Mi sembrano cose MOLTO importanti: e poi è STRANISSIMO questo atteggiamento del pd, che non credo assolutamente sia dovuto a disattenzione...

Cosa ne dite?

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lmwillys1 on Sabato 01 Giugno 2019 10:59

avevo segnalato ieri la notiziola, http://cobraf.com/forum/forum/societa-italiana-290/topic/w-litalialitalia-che-lavora-de-gregori-20746/?post=1097388#1097388 , ma nessuno mi aveva filato

 

ora sono cacchi del Mod a spiegare bene la faccenda, lo vedo consapevole della situazione delicatina ... qui stai dicendo 'me ne fotto della politica monearia bce' ... :-))

https://twitter.com/gzibordi/status/1134523817865437184

https://twitter.com/gzibordi/status/1134531242395934720

 

patetici i piddini che dopo essersi eretti a difensori dell'Europa votano a favore del calcio in culo alla bce e poi dicono 'ci siamo sbagliati' ... delle due l'una, o pigli per il culo la gente quando dici forza Europa o siete solo teste di cazzo

:-)

 

 vado a gozzovigliare


 Last edited by: lmwillys1 on Sabato 01 Giugno 2019 11:10, edited 3 times in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Sabato 01 Giugno 2019 10:38

Zibo ce l'ha fatta, approvata la mozione Baldelli

 

https://twitter.com/simonebaldelli/status/1133398379902439424

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 08 Maggio 2019 08:01

No. Usano Yuan nelle transazioni Russia Cina.

 

Ah, già, ma loro hanno la sovranità monetaria. Possono farlo.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: pana on Mercoledì 08 Maggio 2019 07:54

ma come?? ma cosa leggo?
ma possibile? i cinesi pagano merci russe con l EURO??

come mai avenvo sovranita monetaria e valutarianon usano yuan ? o rubli ???

There was a 23.5% increase in the use of EUR to pay for Russian goods sold to China in the last quarter of 2018. In that quarter the % of exports to the European Union denominated in EUR rose to almost 39%.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: XTOL on Mercoledì 08 Maggio 2019 07:50

spampina, fai la brava, lascia perdere l'economia

non è pane per i tuoi denti

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: pana on Mercoledì 08 Maggio 2019 07:13

come da me anticipato

come da me previsto....lepolitiche estere sballate del trampo

quindi basta NON USARE DOLLARI  e te e sbatti le palotas delle sanzioni

stanno forzando la de dollarizzazione... oi oi oi

t the start of May the Bank of Russia published a report on the currencies used in international trade by Russia. It demonstrated that commerce between Russia and China is using EUR as well as USD and RMB. There was a 23.5% increase in the use of EUR to pay for Russian goods sold to China in the last quarter of 2018. In that quarter the % of exports to the European Union denominated in EUR rose to almost 39%.Russia has long wished to raise the share of foreign trade denominated in its own currency. The aim is to reduce the impact of sanctions. The share of exports sold in RUR went down in ...

 

 

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Lunedì 06 Maggio 2019 07:35

https://www.zerohedge.com/

Zerohedge conferma che la MMT sarà usata nella prossima recessione (non in Europa dove comandano le lobby bancarie), la Russia invece va nella direzione delle riserve auree.

Entrambe convergeranno in futuro sulla moneta digitale, la blockchain e i token, aprendo la strada all'intelligenza artificiale nell'economia.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: lmwillys1 on Sabato 04 Maggio 2019 09:15

'La proposta è però come lo stesso Cochrane ammette, radicale o rivoluzionaria: lo Stato deve creare direttamente denaro (elettronico) al posto della Banca Centrale e della banche. ...... quello che è successo è che si è creato un "vuoto" pneumatico per cui da almeno cinque anni Cochrane la ripropone, ma pochi osano anche solo discuterla sapendo che parlarne significherebbe la fine delle loro speranze di carriera a Wall Street.'

 

beh, chi fece la stessa proposta in passato ricoprendo anche ruolo ben più prestigioso (presidente degli USA) è stato ammazzato (Lincoln, Kennedy), il denaro è regno ebreo da sempre 

 

 

'Ad esempio, un cittadino che avesse 100mila euro oggi'

il problema è sempre lo stesso ... come distribuire il denaro in un sistema in cui esistono le macchine che sostituiscono l'uomo nell'attività lavorativa, il problema è il cittadino che ha 5 euro

 

 

comunque dare una mazzata al denaro ebreo in un paese che per ogni contribuente ha 1 milione di dollari di passivo ( https://www.usdebtclock.org/ ) è sempre utile


 Last edited by: lmwillys1 on Sabato 04 Maggio 2019 09:20, edited 3 times in total.

"Moneta Elettronica del Tesoro" (Treasury Electronic Money) come soluzione del problema del Debito Pubblico  

  By: G.Zibordi on Sabato 04 Maggio 2019 00:10

Esiste da diversi anni un analisi e una proposta molto radicale per gestire il debito pubblico elaborata dal top economista monetario di Chicago, John Cochrane vedi ad es uno dei suoi paper qui  che, se applicata al debito pubblico italiano, risolverebbe il problema del ricatto dello Spread.

 

Questa proposta è stata spiegata in papers piuttosto intricati (questo citato per fare un esempio è di 145 pagine con una biografia di un centinaio di titoli e corredato di dozzine di equazioni) da parte di.John Cochrane, che si ispira a Milton Friedman, rientra nella definizione di "neoclassico", per cui non penseresti che ti offre soluzioni per il debito pubblico e che invece ti raccomanda di ripagarlo o di fare default.

 

Invece in questo caso si tratta di un economista monetario rigoroso che va alla radice dei problemi monetari e non si preoccupa di far carriera a Wall Street, per cui arriva con la forza della logica a conclusioni simili a quelle che, modestamente, avete letto su questo sito dal 2012...Alla fine offre (a mio avviso) infatti una soluzione pratica al ricatto del debito pubblico che strangola l'Italia

 

La proposta, come lo stesso Cochrane ammette, è veramente radicale: lo Stato deve creare direttamente denaro (elettronico) al posto della Banca Centrale e della banche. Di conseguenza se si prova a leggere commenti e reazioni al lavoro di Cochrane si nota che la reazione del mondo finanziario è "apopletic" cioè da infarto, come hanno notato gli economisti che finora l'hanno discussa. Dato il prestigio di Cochrane  e il rigore della sua analisi finora la proposta ha incontrato poche obiezioni serie, ma quello che è successo è che si è creato un "vuoto" pneumatico per cui da almeno cinque anni Cochrane la ripropone, ma pochi osano anche solo discuterla sapendo che parlarne significherebbe la fine delle loro speranze di carriera a Wall Street.. Di conseguenza, anche se è un idea  pensata per quando gli USA saranno sotto stress finanziario, dato il debito pubblico che hanno accumulato (ormai al 100% del PIL), nessuno ha pensato di applicarla all'Italia e anzi nessuno l'ha neanche mai discussa da noi.

 

Il meccanismo proposto consiste essenzialmente nel creare una moneta elettronica dello Stato  ("Treasury Electronic Money") ( presso il Ministero del Tesoro), quindi non una moneta creata dalla Banca Centrale come le banconote e come le "riserve" con cui la Banca Centrale ad esempio compra titoli di stato con i programmi di "QE"

 

Lo Stato in pratica in questo modo si sostituisce alla Banca Centrale ! Non a caso il numero di commenti proveniente da ambienti della Banca Centrale su quello che ha scritto Cochrane è in un intorno dello zero, perchè il sllenzio è la tattica migliore nei confronti di idee pericolose per il proprio potere.. Esistono invece diversi studi ad esempio di Michael Kumhof alla Bank of England (ex FMI) e Thomas Mayer (ex chied economist di Deutsche Bank) in cui si propone che il pubblico possa aprire conti bancari direttamente presso la Banca Centrale. Cochrane va più in là e spiega come sia più logico che sia lo stato direttamente tramite il Tesoro a farlo.

 

Bene, cerchiamo di riassumere l'idea senza scrivere un centinaio di pagine.

 

Si tratterebbe di istituire una "moneta elettronica che paga interessi" a cui tutti i cittadini possono accedere con il loro conto presso il Tesoro. Il concetto è simile a quello della moneta elettronica della Banca Centrale (di cui quasi nessuno capisce o sa molto), indicata come "riserve" (o altro termine contabile non molto chiaro per chi legga un bilancio di Banca Centrale) a cui possono accedere ora solo le Banche. Il 99% della popolazione, americana o italiana non è infatti al corrente del fatto che esistono oggi alcune migliaia di miliardi di dollari (o euro) presso il conto della Banca Centrale, che hanno a disposizione le banche e solo le banche possono tenere.

 

Cochrane in pratica dice qualcosa come. "ehi... perchè solo le banche devono godere del privilegio di avere soldi presso lo Stato che pagano anche loro interesse e che sono liquidità ?" 

 

Se si riflette sui benefici di avere questa massa di liquidità in formato elettronico che paga interessi si arriva alla conclusione che sarebbe molto utile che anche i cittadini potessero accedere una moneta elettronica che paga interessi, ma detenuta presso lo Stato.  La conclusione è allora che si può offrire a tutti i cittadini la possibilità di avere un conto presso il Ministero del Tesoro, oltre a quello che oggi tutti hanno presso le banche, in cui possano detenere un nuovo tipo di debito pubblico, che funziona come il cash per ogni transazione pur pagando anche interessi..

 

Già da questa breve descrizione si comprende che questa idea è l'equivalente di una bomba (finanziaria, ovvero una bomba per il mondo bancario e finanziario) perchè mette lo Stato in concorrenza per molti aspetti con le banche e la Banca Centrale.

Parliamo di qualcosa che può essere denominata come "moneta elettronica di stato" che paga interessi, ma che è legalmente debito pubblico. Specificamente va configurata come debito irredimibile, cioè Treasury Bond, Bot o BTP che non scadono mai (debito perpetuo), per cui la compri e la tieni per anni senza preoccuparti come oggi se i tuoi Bot o BTP scadono. Se vuoi puoi però rivenderla in qualsiasi momento e lo Stato te la ricomprerà sempre al valore nominale di 1. Come dice Cochrane si tratta di "fixed value floating rate debt" cioè Il tasso di rendimento varierà, ma non il prezzo che lo stato scambia sempre al valore nominale iniziale.  In aggiunta, lo stato creerà una piattaforma elettronica di pagamenti per la quale la puoi usare in ogni momento e per qualunque importo, proprio come se fosse liquidità sul conto corrente. Potrai quindi addebitare anche solo 5 euro dalla tua carta di credito o bancomat, che lo stato ti fornisce, prelevati istantaneamente dai soldi investiti in questo nuovo tipo di debito pubblico.

 

Funzionalmente si tratterà quindi di moneta, per cui con questa proposta concettualmente si annulla la differenza tra debito che paga interessi e moneta con cui effettui pagamenti. Da una parte infatti è un investimento in debito pubblico che paga interessi, ma a differenza dei titoli di stato attuali che vanno prima liquidati se hai bisogno di soldi per pagamenti, questi titoli sono anche "moneta", che puoi invece usare per qualsiasi pagamento in qualunque momento.

Come spiega molto bene Cochrane (e non solo lui perchè su questo esiste un intera letteratura), di fatto, nel mondo attuale il debito pubblico viene usato come moneta e la "moneta" emessa dallo Stato, di cui ancora vaneggiano gli economisti ("stampare moneta" !), è quasi irrilevante perchè costituisce il 3% circa del totale (le banconote). Allo stesso tempo però negli ultimi anni sono stati creati dalle Banche Centrali migliaia di miliardi (19 mila miliardi) di una moneta elettronica interbancaria ("reserves") che trovi sul lato destro del bilancio delle Banche Centrali (anche se essendo cash dovrebbe stare sul lato sinistro).

 

Questi 19 mila miliardi creati con il "QE" sono stati usati dalle Banche Centrali per comprare titoli sui mercati e questo lo sanno in molti, ma contabilmente implica che oggi le banche abbiano enormi "conti correnti" con centinaia di miliardi depositati presso le rispettive Banche Centrali. Questo meccanismo (chiamato "Quantitative Easing") non viene compreso dal pubblico, ma di fatto è creazione di moneta da parte dello Stato, tramite la Banca Centrale, a beneficio solo di investitori finanziari e banche. Il pubblico finora è stato escluso da questa innovazione e anche sostanzialmente tenuto all'oscuro tramite una cortina fumogena che fa sì che le poche volte che se ne parla ci sia sempre molta confusione.

 

Cochrane analizza in dettaglio questo processo e alla fine dice (essenzialmente): "ehi... ma perchè non consentirlo anche al pubblico ?"  Le conseguenze per la stabilità del sistema finanziario e per la gestione del debito pubblico sarebbero molto positive. Lo stato si finanzierebbe scavalcando in buona parte i mercati perchè offrirebbe direttamente al pubblico un modo di tenere la propria liquidità superiore a quelli che esistono oggi. E il pubblico avrebbe molti vantaggi rispetto al tenere tutto il proprio denaro in banca o presso fondi.

 

La cosa rivoluzionaria dell'analisi di Cochrane è innanzitutto che si tratterebbe di denaro creato dallo Stato e non dalle banche (come il 96% del denaro che oggi circola) o dalla Banca Centrale (come accadde con le "riseve" usate per pagamenti tra banche). Si tratterebbe di denaro elettronico, non banconote e denaro, che offre un tasso di interesse come quello dei titoli di stato. Perchè infatti sia usata da tutti e prenda il posto del vecchio debito pubblico, questa liquidità presso il Tesoro deve offrire un interesse, a differenza delle banconote.

 

La differenza dal vecchio debito pubblico dei Btp o Treasury bond è che puoi  però usarla come se fossero soldi sul conto corrente, con il bancomat, la carta di debito o di credito, per pagare le tasse, comprare una pizza o pagare una bicicletta o qualunque  altra spesa, anche solo di 2 euro. Questo ultimo aspetto è consentito oggi grazie ai progressi fatti dalla tecnologia dei pagamenti elettronici attuali, che consente facilmente di approntare un circuito alternativo a Visa o Mastercard, connesso all'Agenzia delle Entrate e poi a tutti gli esercizi commerciali. Ovviamente, dato che si tratterebbe di centinaia di miliardi di euro, tutti i negozi e tutti i business avrebbero convenienza ad far parte di questo circuito e lo adotterebbero.

In pratica, invece di un conto presso Carige o Bper avresti un conto presso il Tesoro, remunerato ad un tasso medio tra quelli che oggi offrono Bot,Cct e Btp, ad esempio tra 1 e 1,5% (visto che oggi si va da 0% per il Bot a 3 mesi al 2,6% per i Btp a 10 anni), senza però costi aggiuntivi come accade con i fondi, gestioni e altri prodotti delle banche. Da questo conto puoi effettuare qualunque pagamento come se fossero soldi su un conto corrente senza dover prima liquidare gli investimenti per avere il cash da utilizzare come devi fare oggi.

 

Ad esempio, un cittadino che avesse 100 mila euro oggi, divisi in 10 mila euro sul conto corrente e poi 90 mila euro in fondi, titoli, polizze o altri prodotti delle banche, li sostituirebbe con un conto presso il Tesoro che gli offre un rendimento dell'1% o 1,5% e che può utilizzare istantaneamente per pagare l'IMU, comprare scarpe o un biglietto di treno, senza dover prima liquidare i Bot, i fondi, titoli, polizze o altri prodotti del risparmio gestito come accade ora.

 

I vantaggi per il pubblico sarebbero almeno tre:

a) avere i soldi presso lo Stato tramite un conto al Ministero del Tesoro è più sicuro di un conto presso una banca perchè i soldi in banca oggi sono sicuri in quanto c'è la garanzia dello Sato fino a 100mila euro e poi la garanzia implicita che se la banca è in fallimento lo stato interviene

 

b) avere tutta la liquidità remunerata a differenza dei conti correnti. Per quello che riguarda la parte che si ha investita oggi, avresti un rendimento e senza costi aggiuntivi come avviene con polizze, fondi, gpf ecc..

 

c) poter accedere a tutti i soldi in qualunque momento, senza dovei prima liquidare gli investimenti per avere liquidità sul conto. Poter cioè addebitare anche solo 1euro utilizzando direttamente l'intero conto con 50mila euro che sono tutti remunerati. 

 

Per lo Stato i vantaggi sarebbero anche maggiori:

a) il debito pubblico si trasformerà in debito senza scadenza, per cui non dovrà più preoccuparti che scadano 100 miliardi di Bot o BTP e vadano rifinanziati

 

b) Questi conti presso il Tesoro saranno solo per cittadini italiani per cui avrai che il risparmio degli italiani avrà un vantaggio rispetto a quello estero. In questo modo lo Stato avrà accesso ad un pool di liquidità del pubblico domestico molto maggiore di quello attuale. Ad es oggi il pubblico italiano ha 1,400 miliardi circa in conti correnti e altra liquidità che non rende niente ed è solo parcheggiata per avere soldi immediatamente disponibili e per non sapere come investirli. Questa liquidità può in larga parte trasferirsi presso il Tesoro, di fatto finanziando il debito pubblico. Lo Stesso avviene per una parte dei 3mila miliardi che oggi gli italiani hanno in titoli e prodotti del risparmio gestito. Questi prodotti, fondi, polizze, gpf, capitale garantito, fondi di fondi ecc.. in media costano l'1,5% e con i tassi di interesse attuali che in media nel mondo sono all'1,4% non possono rendere niente. Se lo Stato offre anche solo un 1% pulito, senza altri costi, per avere soldi in un conto che però funziona anche come liquidità immediata per qualunque pagamento anche di 1 euro, una parte di questi soldi si trasferiranno presso il Tesoro

 

c) dato che appunto avrai (vedi punto b) un probabile trasferimento di 500 o 1,000 miliardi di euro nel corso del tempo verso questi conti del Tesoro, lo Stato italiano potrà finanziarsi in Italia presso il pubblico italiano molto meglio di oggi. La domanda da parte del pubblico di debito pubblico sarà quindi maggiore 

 

d) Il problema del Btp che oscilla di prezzo sparirà perchè questa liquidità remunerata all'1% o 1,4% sarà sempre quotata al valore nominale di 1 euro, per cui qualunque cifra tu compri o vendi di questa "Moneta Elettronica del Tesoro" sarà sempre accettata o venduta dal Tesoro al valore nominale (diciamo 1 euro). Questo non eliminerebbe totalmente (perchè il tasso di interesse varia), ma ridurebbe di molto il problema dello Spread perchè non ci saranno BTP o BTP futures sul mercato su cui speculare al ribasso 

 

In sintesi: avresti un afflusso di centinaia di miliardi dai conti correnti e conti a risparmio, titoli o fondi, polizze ecc verso questi conti del Tesoro remunerati e "liquidi".La domanda di debito pubblico quindi aumenterebbe e questa liquidità finanzierebbe il debito pubblico italiano. Si tratterebbe di  debito perpetuo, che non scade per cui il Tesoro non deve preoccuparsi di rifinanziarlo ogni anno. Trattandosi di "fixed value floating rate"  lo Stato lo compra e vende sempre allo Stesso prezzo. Questo renderebbe molto più difficile la speculazione perchè sui Btp o Bond è sulle oscillazioni di prezzo, sulla quotazione di mercato. Inoltre nel corso del tempo i risparmiatori italiani sostituirebbero le banche e fondi esteri eliminando quasi del tutto la speculazione e anche il problema dello spread

 

Nota Bene:

(dico "quasi del tutto" perchè è ovviamente sempre possibile aumentare in modo eccessivo e improduttivo i deficit e il debito pubblico solo per pagare sussidi stile Peron in Argentina e in questo modo creare effetti inflattivi e di deficit estero ecc...Ma stiamo parlando ora dell'Italia anno 2019, strangolata dall'austerità e dalle tasse, che non può ridurle per il ricatto dello Spread sui BTP)

 

OK. Affrontiamo delle obiezioni. E' possibile però che il tasso di interesse richiesto dal pubblico alla fine risulti più alto di quello attuale ?

 

Come si è spiegato, la convenienza di avere i propri soldi presso il Tesoro sempre remunerati e sempre però "liquidi" creeerà una domanda probabilmente maggiore di quella attuale. Di quanto ? Esistono oggi circa 3,700 miliardi di euro che gli italiani hanno in conti correnti, risparmio, titoli e risparmio gestito vario NON INVESTITO IN TITOLI DI STATO. Perchè dico 3,700 miliardi circa ? Facciamo due conti: la ricchezza totale finanziaria degli italiani è di 4,300 miliardi, di cui Bankitalia stima che la parte investita direttamente e indirettamente in titoli di stato sia circa 700 miliardi.  4,300 - 700 = 3,600 miliardi, di cui potenzialmente forse 1,000 miliardi possono trasferirsi in questi conti presso il Tesoro.

 

Oggi il debito pubblico è sui 2,300 miliardi, di cui circa 2mila miliardi sono titoli sui mercati. Se si tolgono quelli comprati da BCE e Bankitalia, che sono circa 400 miliardi sono allora 1,600 miliardi circa di titoli di stato sui mercati. Gli investitori esteri ne hanno circa 700 miliardi. Si capisce da queste cifre che se anche solo 500 miliardi migrano da conti correnti, titoli e fondi ai conti presso il Tesoro, lo Stato italiano non avrà quasi più bisogno degli investitori esteri. Se fossero poi 1,000 miliardi che migrano (su 3,600 miliardi in totale), lo Stato non avrà neanche bisogno quasi della BCE Questo scenario fa pensare che la domanda di debito pubblico aumenterà anche considerevolmente e di conseguenza il suo costo dovrebbe diminuire.

 

Inoltre, come si sa, i Btp a scadenza lunga costano più del 2,5%, mentre Bot, CCT e Btp a 1 anno costano meno dell'1% e anche quasi zero per scadenze brevi. Il rendimento di un bond perpetuo del genere non è quantificabile a priori facilmente, ma è intuitivo che costerà meno dei Btp a lunga scadenza e quindi il costo medio probabilmente può essere inferiore anche solo perchè cambia il mix di bonds con cui lo Stato si finanzia (come Cochrane argomenta con molto più dettaglio di quello che sto facendo ora).

 

Torniamo ora alla teoria della moneta e del debito sottostante a questa prioposta. Cochrane è un economista monetario accademico e molte delle sue idee sembrano "ortodosse", anzi chi legga il suo blog lo può trovare spesso critico ad esempio di idee neokeynesiane e appare "neoclassico" o "neoliberista". Nel caso però del debito pubblico e della moneta, Cochrane arriva, seguendo la forza della logica, a una proposta rivoluzionaria perchè va proprio alla radice, si interroga senza pregiudizi su quello che oggi costituisce la moneta

 

Come ho provato a spiegare anche io più modestamente su questo sito e in un paio di pubblicazioni, oggi la moneta  è quasi tutta debito e in secondo luogo il debito pubblico  viene usato dal mondo finanziario come moneta, liquidità, tramite "repos" (repurchase agreement in cui presti i tuoi titoli in cambio di liquidità) e altri strumenti di "ipoteca multipla" (come ho spiegato nel capitolo del mio libro che puoi leggere qui)

 

Cosa è successo però con la crisi finanziaria globale del 2008 ?  Il debito privato cartolarizzato (mortgage bonds) che veniva usato come "moneta" di scambio nel mondo finanziario, ha provocato una crisi globale, che ha poi costretto gli Stati a raddoppiare il debito pubblico per metterci una pezza con una serie di politiche straordinarie di "liquidità" che quasi nessuno nel pubblico (e tra i politici) comprende.

Perchè non si è creata una nuova crisi e perchè i rendimenti sono scesi mentre il debito raddoppiava, (il contrario di quello che prevedono i testi di economia tra parentesi ?)

 

Le Banche Centrali dopo il 2008 hanno creato, dal niente, circa 19mila miliardi per comprare debito e per fornirli alle banche perchè comprassero anche loro debito. Questa soluzione ha funzionato nel risolvere la crisi finanziaria, ma ha il difetto che ha incoraggiato ad emettere ancora più debito, come si vede ora sia sul lato del debito pubblico che di quello corporate che sono saliti di circa 70mila miliardi dal 2009. Le Banche Centrali hanno finanziato di fatto questo aumento di debito, hanno tenuto i tassi a zero e hanno in questo modo indotto indirettamente un aumento ulteriore del debito 

 

E il debito totale nel mondo è salito ancora negli ultimi anni, è arrivato a 240 mila miliardi di dollari e rappresenta oltre il 300% del PIL globale, mentre 30 anni fa era meno del 200% e 50 anni era meno del 150% del PIL.

Se si è seguito il discorso che ho provato qui a sintetizzare (cu cui ho anche scritto il libro di Hoepli del 2014 se si vogliono altri dettagli), si arriva alla conclusione che l'unico modo di rendere il debito sostenibile è che il debito dello Stato sia sostenibile, perchè è alla base di tutta la piramide, visto che lo Stato deve intervenire tramite deficit o tramite la Banca Centrale quando il debito privato rischia il default. Quello che invece è meno evidente è che il debito pubblico viene usato dagli anni '90 come "moneta di scambio" tra fondi, banche e fondi hedge o sovrani, venendo "reipotecato" in media anche tre volte in quello che viene chiamato "Sistema bancario ombra"- I bonds che lo stato emette, come i Btp o i Treasury, sono quindi oggi indispensabili al funzionamento della piramide del debito globale e del sistema finanziario globale. Il debito pubblico in USA, Giappone, Cina, UK e buona parte del mondo  è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni. Questo lo sappiamo credo quasi tutti. Cochrane si chiede a questo punto cosa si possa fare per evitare la prossima crisi del debito.

 

Alla fine la soluzione logica per evitare un altra crisi globale del debito che aumenta sempre è utilizzare a pieno titolo il debito pubblico come se fosse moneta, liquidità. Il debito pubblico deve quindi diventare liquidità a tutti gli effetti, più sicura di quella in banca e però remunerata, anche per il pubblico (non solo per le istituzioni come accade ora). Una vera liquidità, che lo Stato consente e facilita come utilizzo, in modo che si possa usarla per qualunque pagamento di tasse o di ogni altro genere. La soluzione è cioè una "Moneta Elettronica del Tesoro" (Treasury Electronic Money), come suggerisce di definirla Cochrane. 

 

Ho inserito anche questa analisi del debito nel mondo per far capire che a Cochrane non interessa l'Italietta con il suo debito pubblico, lavora su come risolvere il problema dell'indebitamente inarrestabile su cui il sistema globale attuale è basato. Ma (a mio avviso) in questo modi ci fa un favore perchè mostra una soluzione pratica per noi e il nostro debito pubblico dentro l'euro.

Ok, ritorniamo allora alla soluzioner pratica. Abbiamo detto che legalmente si tratta sempre di emettere debito pubblico, ma funzionalmente è moneta, liquidità utilizzabile istantaneamente per ogni tipo di pagamento e accettata innanzitutto dallo Stato per pagare le tasse. Offre un tasso di interesse come i titoli di debito pubblico, ma sono soldi che puoi anche usare in qualunque momento per qualunque pagamento come se fossero sul conto corrente.. Sono soldi tenuti presso lo Stato. per cui sono ahche più sicuri di quelli detenuti presso le banche. Questo chiude il cerchio del problema del debito pubblico, che è già oggi in realtà moneta..

 

In parole semplici, si tratta di una forma di moneta che è anche debito o se vuoi, un tipo di debito che è anche moneta. Il debito pubblico diventa moneta in senso funzionale e quindi in senso pratico e a tutti gli effetti. In questo modo si porta alla logica conclusione l'evoluzione del sistema finanziario e monetario degli ultimi 40 anni in cui si sono creati strumenti di debito sempre più liquidi per le istituzioni e di fatto i titoli di stato sono oggi usati da fondi hedge, fondi e banche come liquidità. Per cui alla fine occorre oggi chiedersi perchè anche i cittadini non possano usare, come fanno le istituzioni, il debito pubblico come se fosse liquidità

Dal punto di vista pubblico del pubblico la domanda è: "perchè devo tenere separati i soldi che investo per avere un rendimento sicuro (in bonds) e quelli che tengo sul conto corrente per pagare con il bancomat Perchè non posso usare i soldi in titoli come se fossero liquidità ?" 

 

Se lo Stato allora si attrezza per superare questo problema ed offrire una soluzione, sotto forma di conti presso il Tesoro, cosa succederebbe ?

Per il pubblico diventa conveniente non avere tutti i soldi in banca, ma averne una parte importante presso il Tesoro. Che in questo modo si finanzia in modo meno complicato, meno costoso e anche  meno pericoloso di quando non si basi solo sui mercati, dove si specula al ribasso e al rialzo sulle quotazioni dei Btp. Con questa soluzione non ci saranno più bonds, Btp, Tbond o altri titoli di stato di diverse scadenze e cui cui si basano future sul cui prezzo speculare. Ci sarà invece liquidità remunerata, con un valore fisso e un tasso variabile (a seconda della domanda), costituita da bonds perpetui detenuti presso lo Stato.

 

Che relazioni ha questa idea con la Moneta Fiscale che prioponiamo dal 2002 ?

 

Che relazioni ha questa idea con la Moneta Fiscale con l'idea dei Minibot di Borghi (che sarebbero anche loro bonds perpetui) ?

 

Che relazioni ha con la MMT di Mosler che ho cercato di divulgare ?

 

OK, si può allargare molto la discussione perchè si tratta di un tema che va alla radice di quello che è il sistema monetario e del debito moderno, le implicazioni di questa proposta e dell'analisi che la sostiene sono estremamente importanti.

 

Per adesso però, con questa piccola introduzione che ho provato a mettere assieme, si dovrebbe comprendere un punto essenziale: esiste una soluzione pratica e immediata al problema dello Spread e del debito pubblico. Una soluzione perfettamente legale anche oggi all'interno dei trattati (si emette un altro tipo di debito pubblico) e implementabile subito senza dover chiedere permesso alle UE o alla BCE. Questa è una soluzione che il governo può adottare anche domani e che riguarda solo i suoi poteri di gestione ed emissione del tipo di di debito pubblico che ritiene appropriato. Nessun trattato UE impone di finanziarsi con Btp. Nessun trattato o regolamento BCE impedisce di aprire conti presso il Tesoro.  

 

I nostri politici potrebbero fare cose utili e importanti come questa se vogliono. In questo caso non ci sarebbe la scusa che "la UE o la BCE non ce lo permettono..."  Possono farle però se capiscono come funziona il mondo della finanza e del debito.

 

Se lo capiscono....

 

Se....

 

(continua)

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 06 Maggio 2019 11:48, edited 44 times in total.

iNTERVISTA A WARREN MOSLER di GIOVANNI ZIBORDI E PAOLO BECCHI  

  By: G.Zibordi on Lunedì 15 Aprile 2019 09:40

DA     LIBERO    DEL 14 APRILE 2019

TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA A WARREN MOSLER

 

 

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi


La giustificazione dell’Austerità, che in Italia ha significato aumentare sempre le tasse, è che lo Stato non ha i soldi. Da più di venti anni Warren Mosler e la scuola di pensiero che ha ispirato, la MMT, spiegano che è assurdo.

Quest’anno in America si parla molto di questa scuola di pensiero chiamata MMT o Teoria della Moneta Moderna e qualcuno ha contato 227 articoli apparsi da inizio anno sui giornali più importanti. Il fondatore è Warren Mosler che non è un professore, ma un importante operatore finanziario, il quale si era convinto dell’errore del modo di pensare comune in quanto gestore di un fondo che comprava i nostri BTP. Nel settembre 1992, l’Italia era appena uscita dallo SME, il “serpente monetario” che vincolava tra loro le principali valute europee, e uscendone la Lira aveva svalutato di oltre il 20% verso il marco. I tassi di interessi sui Btp erano saliti intorno al 12% perché molti sul mercato temevano un default e anche economisti importanti come Rudiger Dornbusch parlavano di un probabile default dei BTP.

Warren Mosler, come investitore in BTP, andò a parlare a Roma con il Ministro del Tesoro Luigi Spaventa per vedere se si rendeva conto anche lui che l’Italia, essendo tornata ad avere la propria moneta indipendente, non rischiava nessun default. Proprio così la vedeva anche Spaventa. Mosler fece allora comprare al suo fondo BTP in modo massiccio prendendo a prestito lire a tassi molto più bassi dei BTP.  Non ci fu nessun panico e negli anni seguenti i tassi di interesse dei BTP scesero pure e il loro prezzi simmetricamente aumentarono, e Mosler fece una fortuna.  

Mosler si era reso conto che il panico sui deficit  e il debito pubblico non aveva alcun senso perché dal punto di vista operativo, la Banca Centrale di fatto anticipa sempre i soldi che poi lo Stato spende. Nel sistema monetario attuale il denaro che lo Stato spende viene creato con entrate contabili della sua banca, la Banca Centrale, la quale non ha mai rimandato indietro un assegno del governo perché “non c’erano soldi sul conto”. Se il debito che lo Stato vende sul mercato è nella propria valuta lo Stato non rischia mai un default.

Il modo di pensare comune sul deficit pubblico è che lo Stato, per poter spendere, deve prima tassare o prendere a prestito dei soldi, come una famiglia o impresa che deve prima procurarsi i soldi per poterli spendere. Per cui anche lo Stato deve “tirare la cinghia” quando non ha soldi. Ma come è possibile che tutti, Stato, cittadini e imprese debbano prima procurarsi i soldi da qualcun altro ? Se lo Stato deve prima deve tassare per poter pagare stipendi da dove prendono i soldi per pagargli le tasse i privati ?

Mosler e la MMT spiegano che è un assurdo logico pensare che se lo Stato non si procura soldi dai privati non possa spendere perchè nella realtà pratica del sistema di moneta a corso forzoso e di Banca Centrale in cui viviamo oggi, accade in realtà il contrario: se lo Stato prima non spendesse, non ci sarebbero i soldi per i privati per pagare le tasse (o comprare titoli di stato).

La realtà degli ultimi venti anni ha confermato l’interpretazione di Mosler. E oggi tutto gli americani lo riconoscono, anche se siamo certi che nessuno penserà di dargli il  premio Nobel.

Intervista 

D - Come ti senti nel vedere che la MMT, che hai elaborato e promosso collaborando con diversi economisti negli ultimi 20 anni, è  ora al centro del dibattito in America?

R - Non potrei essere più contento nel vedere che le mie intuizioni sono ora diventate notizie importanti su tutti i giornali! Spero che anche i policy makers le applichino nel modo corretto e che in questo modo il mondo possa diventare un posto migliore per tutti.

D - Molti commentatori dicono che Trump implicitamente applica le tue idee sul deficit pubblico visto che lo ha ampliato e ha sempre respinto i suggerimenti che lo invitavano a preoccuparsene. Pensi che ora entrambi,  Repubblicani e Democratici, seguano di fatto l'MMT anche quando non lo riconoscono esplicitamente?

R - Posso solo sperare che lo facciano. Ci sono sempre state due preoccupazioni sulla spesa in deficit. La prima è che troppa può causare inflazione, il che è vero, e la seconda è che gli Stati Uniti possono in qualche modo "andare in bancarotta" e finire come la Grecia, come ripeteva il deputato Paul Ryan, ma questo non è vero. Mi auguro che ora tutti lo comprendano e operino di conseguenza.

D - Gli Stati Uniti stanno andando bene (lasciando da parte la questione della disuguaglianza che è diventata più acuta) mantenendo ampi deficit finora e nessuno nei mercati e nella classe politica sembra essere preoccupato. Pensi che ci possano essere problemi in futuro per l'economia americana, come una recessione nel prossimo anno?

R - Sì, la guerra commerciale con la Cina sembra avere un costo e l'adeguata risposta politica per sostenere la crescita sarebbe un deficit pubblico ancora più alto in America. Tuttavia, negli ultimi mesi devo dire non ho visto alcun segno di questo tipo di proposte in termini concreti, e la  crescita degli Stati Uniti sta rapidamente rallentando.

D - Tra il 2013 e il 2017 hai speso molto tempo in Italia e con l’aiuto di Paolo Baranard hai girato il paese tenendo decine di conferenze e discorsi creandoti un seguito e poi hai anche lavorato all'università di Bergamo. Sono passati però altri anni e siamo ancora bloccati nell'austerità, anche dopo aver eletto un nuovo governo " sovranista", che alla fine ha mantenuto il deficit al 2%. E ora stiamo entrando in recessione. Cosa potrebbero fare  Salvini e Di Maio?

R - Tutto quello che possono fare è spiegare a Bruxelles che il limite del 3% del PIL di deficit debba essere portato all'8%  per tutti i paesi membri. E la politica fiscale deve essere strumento di politica economica invece di usare i tassi di interesse come strumento di politica economica (che non serve molto). Quello che dico è che non serve molto fare proposte specifiche solo per l'Italia. Ora sarebbe il momento di assumere una posizione di leadership per l'intera eurozona e proporre una politica macroeconomica per sostenere l'intera zona dell'euro in cui l'Italia è uno dei partecipanti.

D - Cosa si potrebbe fare per lo spread? Oggi solo 1/3 del debito pubblico italiano è in mano a fondi, pensioni e assicurazioni italiane. Sarebbe possibile per il governo italiano ottenere che le famiglie italiane, che hanno un'elevata ricchezza finanziaria, ricomprino le obbligazioni italiane e ridurre così la minaccia dello spread?

R -Non credo che questo  aiuterebbe in modo significativo. Bisogna costringere la BCE  a garantire di "fare tutto ciò che serve" contro il default, una garanzia messa per iscritto e diventata  in qualche modo "legge". Questa garanzia  eliminerebbe il rischio di spread dai paesi membri della UE. Inoltre toglierebbe alla BCE la capacità di utilizzare tale strumento per imporre ai governi di aderire all’austerità. I Trattati UE non attribuiscono alla BCE la giurisdizione e la competenza sulla politica fiscale dei governi, la quale resta una loro prerogativa. Ciò che dovete superare è il fatto che  la BCE possa continuare a condizionare i governi imponendo loro di rispettare l’austerità, come è avvenuto per l’Italia.

D - Se non è possibile convincere le istituzioni europee a fare quello che proponi e  l'Italia piomba in una recessione cosa potrebbe fare il governo da solo? Il governo ha rinunciato alla battaglia per uscire dall’euro,  potremmo provare ad aggiungere agli euro altra moneta ad esempio tramite l’emissione di Bot per pagare debiti dello Stato verso i fornitori?

R - Se la UE non accetta di ampliare i deficit e sostenere l’economia non vedo una via d'uscita per l’Italia più di quanto i singoli Stati degli USA ne abbiano una se il governo federale USA togliesse loro il supporto e li abbandonasse a loro stessi. Per quanto riguarda ipotesi di moneta addizionale o di alterazione della denominazione del debito, bisogna tenere presente che queste mosse probabilmente indurrebbero la BCE a minacciare ritorsioni e questo farebbe aumentare lo” spread”, fino al punto di rischiare l’insolvenza del debito in euro.

D - Sicuramente questo è il problema che paralizza i governi italiani, ma tu parli del fatto che sono necessari  deficit dell’8% in Italia e però è improbabile che la Germania e la maggioranza dei governi UE concordino su deficit anche solo oltre il 3% del PIL. La politica della BCE di tassi di interesse zero e di acquisto di 2,500 miliardi di titoli ha solo rinviato la crisi. Se la recessione si aggrava e la UE non accetta di fare una politica fiscale espansiva, si può arrivare ad un punto di rottura. E’ vero che la BCE può minacciare ritorsioni come dici, ma non possiamo rimanere paralizzati e poi finire travolti da un altra crisi come nel 2008 o nel 2011.

R - Sono d’accordo su queste vostre considerazioni. In teoria  il mio “Piano A” funzionerebbe, ma ci sono questi problemi pratici e politici.  Per questo motivo però sono anni che propongo anche un “Piano B” per l’Italia che sia credibile e quindi possa essere usato come leva per spingere avanti la discussione.Come in molte faccende esiste un modo giusto e uno sbagliato di implementarlo. Devi fare due cose. Quello che devi fare non è uscire dall’Euro con tutte le complicazioni del caso, ma semplicemente lo Stato italiano inizia a spendere e tassare in Lire. Assumendo che la nuova Lira sia fissata a 1 euro = 1 lira per semplicità,  lo Stato inizierebbe a pagare fornitori, pensioni e stipendi in lire nello stesso ammontare e anche a richiedere simultaneamente che le tasse siano pagate in Lire. per cui se lo Stato aveva una tassa di 5mila euro ora questa diventa di 5mila lire. Una volta che hai fatto questo hai di nuovo una politica fiscale e monetaria indipendente e puoi riportare la prosperità in Italia. Ma c’è una seconda cosa molto importante che enfatizzo. E’ essenziale non convertire gli Euro esistenti nei conti bancari in Italia in Lire. Molti piani che ho viso involvono la conversione forzosa degli Euro in Lire e sono categoricamente contrario.

D - Quindi si tratterebbe di una vera propria nuova moneta in parallelo all’Euro utilizzata dallo Stato, ma non una moneta legale che sostituisce l’Euro e in cui viene convertito tutto… Cosa succederebbe al valore di questa moneta, si svaluterebbe rispetto all’Euro no ?

R - OK, se forzi la conversione degli Euro in Lire avrai che molta gente non è per niente contenta di ritrovarsi delle Lire, corre a cambiarle in Euro e la Lira si svaluta e può svalutarsi molto, del 40% ad esempio.Senza contare che anche molto prima del giorno della conversione ci sarebbe una fuga di capitali La Banca Centrale non sa come fermarli e alza i tassi di interesse, la svalutazione fa aumentare il costo delle importazioni e alla fine hai un caos, il governo cade ecc..

D - Sì, questa è sempre stato il problema cruciale quando si parlava di ritornare alla lira, la fuga di capitali.

R - Tutto questo si può evitare se ci limita a tassare in Lire e pagare le spese dello Stato in lire, senza imporre alcuna conversione  in lire delle migliaia di miliardi di euro che oggi sono banca. Li devi lasciar stare, la gente deve poter tenersi i suoi euro e l’euro continuare a circolare come prima tra privati e con l’estero. Dato però che lo Stato richiederebbe di pagare le tasse in queste nuove Lire, si creerebbe una domanda di Lire da parte di chi deve pagare tasse. In questo modo le lire tornerebbero a circolare, ci sarebbe domanda di lire da parte di residenti italiani che hanno ancora i loro euro ma devono pagare le tasse in lire oraNon ci sarebbe invece ragione di cambiare le lire in euro, visto che comunque i propri risparmi restano in euro. Non ci sarebbe quindi nessuna fuga di capitali dalle banche italiane visto che i soldi resterebbero in euro, per chi lo voglia mantenere. Ci sarebbe anzi una scarsità relativa di Lire rispetto agli Euro perchè in Italia ci sarebbero migliaia di miliardi in banca in euro e non ci sarebbero lire, se non quelle che lo Stato spende nel corso dell’anno. Per pagare le tasse molti avrebbero bisogno di lire e venderebbero i loro euro per lire e in questo modo la svalutazione della Lira sarebbe molto limitata, spinta solo da chi all’estero, non avendo lire, le vendesse allo scoperto come speculazione. Ma in Italia ci sarebbero 3 o 4mila miliardi di euro in banca e una domanda costante di lire per pagare le tasse e questa domanda di lire sosterrà il tasso di cambio della Lira verso l’Euro.

D - In questo “Piano B” i privati, famiglie e aziende, non sarebbero obbligati per legge ad utilizzare la nuova lira e continuerebbero, se gli conviene, a pagare in euro ? E i debiti in Euro ?

R - Nel settore privato si continuerebbe ad operare in Euro come prima, ma come spiegato, per pagare le tasse alcuni dovrebbero ogni tanto procurarsi lire vendendo quindi una parte dei loro euro e questo farebbe circolare delle lire in modo spontaneo, senza forzarlo per legge.  Lo Stato riceverebbe degli Euro perchè appunto ci sarebbe chi li vende per pagare le tasse in lire e con questi euro lo Stato ripagherebbe ad esempio i Btp che scadono. E’ importante capire che se non converti gli euro in lire, ma lasci i soldi in euro in banca come adesso, all’inizio ci saranno poche lire, solo quelle che lo stato comincia a spendere mese per mese oppure quelle che lo stato emette e vende a chi ne ha bisogno per pagare le tasse. Dato che quasi tutti avranno man mano bisogno di lire per le tasse lo Stato ne emetterà e in questo modo si procurerà euro che gli occorrono durante la fase di transizione che può durare un anno.

D - Ma cosa succederà poi nel corso del tempo ? La nuova lira si sostituirà all’Euro ?

R - Dato che lo Stato italiano spende e tassa per cifre enormi, questa doppia circolazione di lire ed euro non durerebbe in eterno, ma gradualmente, nel corso di diversi anni, si tornerebbe ad usare prevalentemente lire. Sempre però in modo volontario e graduale, senza mai toccare i soldi in banca degli italianiLa differenza con i piani di uscita dall’Euro che ho visto è che eviteresti una pesante svalutazione iniziale e il panico con fuga dalle banche per portare via gli euro ed evitare che il governo te li converta per decreto una mattina in lire.Con questo piano il governo italiano riavrebbe il controllo di una sua moneta indipendente con cui spendere e tassare e potrebbe risanare l’economia  dimezzando ad esempio l’IVA, spendere per infrastrutture e fare altre cose socialmente utili.

D - Alla fine sarebbe un modo graduale di ritornare alla Lira ?

R - Questo “Piano B” va proposto e discusso specificando che è non è la soluzione ideale, che l’obiettivo primario del governo italiano non è ritornare alla Lira, ma convincere gli altri paesi dell’eurozona a cambiare le regole del deficit e smettere con l’austerità. Questo non è il “Piano A”, che sarebbe di riformare la struttura dell’Eurozona abbandonando l’ossessione per i deficit e deficit pubblici. Tuttavvia, se la Germania e altri paesi non vogliono ascoltare, occorre avere un piano alternativo che può essere effettivamente implementato in caso di necessità da parte dell’Italia. Per poter sedersi al tavolo in sede UE  con un potere di negoziazione, il governo italiano deve avere un alternativa credibile, che non è il ritorno “secco” alla lira in cui converti forzosamente di colpo tutti gli euro in lire. Come ho spiegato questo spaventa il pubblico, provoca una massiccia svalutazione e un caos per il sistema bancarioQuesto “Piano B” invece, di iniziare a tassare e spendere in lire da parte dello Stato, senza però toccare gli euro in banca dei cittadini, per cui euro resta come moneta legale, ma la lira è la moneta in cui paghi le tassse, sarebbe un alternativa più pratica e credibile. Consentirebbe al governo Italiano di negoziare alla pari in Europa per cercare di convincere gli altri governi a superare l’austerità

 

(traduzione dall’inglese di Giovanni Zibordi)


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 15 Aprile 2019 09:42, edited 1 time in total.

Re: Editoriale sul Sole sulla moneta fiscale - 20 marzo  

  By: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 11:03

https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2019-03-31/una-moneta-fiscale-parallela-crescere-senza-fare-debito-112250.shtml?utm_term=Autofeed&utm_medium=TWSole24Ore&utm_source=Twitter#Echobox=1554126231

 Di seguito è il testo completo dell'articolo, apparso in forma leggermente abbreviata come editoriale sabato 20 marzo sul Sole:

 

Una moneta fiscale per contrastare la recessione

 di Paolo Becchi, Giovanni Zibordi

 La produzione industriale nell’eurozona è crollata del -4,4% rispetto a un anno fa, con punte del -13% in Irlanda e -6% in Olanda e i commenti oggi sono che il peggioramento improvviso dei dati presenta somiglianze con l’ultima recessione globale nel 2008-2009. L’Italia è però già in recessione, intesa come due trimestri consecutivi di riduzione del PIL e la recessione ha già fatto salire il deficit pubblico ad un 2,7% effettivo.

 Ci sono già uffici studi che parlano di calo del -0,5% del PIL per il 2019 e dato che invece il governo aveva messo nel budget un 1,3% questo significa che il deficit può salire ancora e arrivare al 3%. Lo “spread” se ne è accorto ed è tornata sui 290 punti, ma va detto che almeno 30 punti sono dovuti al fatto che il rendimento dei titoli tedeschi si è praticamente azzerato (e parliamo di titoli a 10 anni, perché quelli a 2 anni ad es in Germania sono a -1%).

 Morale: le cose non vanno bene in eurozona e in Italia vanno ancora peggio, con un peggioramento che “supera le aspettative”. Notare che il petrolio e anche l’euro sono scesi nell’ultimo anno per cui sembra proprio qualcosa di serio, sembra che il ciclo economico abbia girato come nel 2008.

 La discussione sul destino dell’economia si è però spenta dopo i mesi di estenuanti trattative per partorire la manovra del 2,04% e il tormentato reddito di cittadinanza di cui ancora oggi non si sanno esattamente i criteri perché si stanno ancora discutendo dozzine di emendamenti. A questo proposito, chi agogna ai 780 euro al mese andrebbe informato che nelle clausole del budget approvato assieme alla UE c’è scritto che se l’economia peggiora, e quindi calano le entrate fiscali,  tale assegno verrà ridotto. E il resto degli italiani dovrebbe sapere che nelle “clausole di salvaguardia” inserite nel budget della manovra c’è scritto che se le entrate calano a fine anno si aumenta l’IVA di almeno 15 miliardi, il che può voler dire IVA al 26%.

 Il voto dell’Abruzzo con un’astensione al 48% e il crollo dei 5Stelle mostra che gli italiani sono sfiduciati sull’economia, ma la cosa per ora non tocca Salvini, che concentrandosi sull’immigrazione continua ad  avanzare. Il suo successo sembra dovuto soprattutto al discredito di quasi tutti gli altri, ma essendo di fatto potenzialmente il deus ex machina, con i 5Stelle sull’orlo di una crisi di nervi, Salvini si dovrà assumere responsabilità su come vanno le cose e non solo sugli sbarchi. E le cose stanno peggiorando abbastanza in fretta nell’economia.

 Cosa si può fare per evitare che la recessione incancrenisca i  problemi dell’Italia, che di fatto ha un’ economia in depressione da dieci anni?

In Germania, a Düsseldorf il 23 novembre scorso, economisti tedeschi noti come ad esempio Thomas Mayer, ex capo economista di Deutsche Bank, hanno discusso una ”Parallelwährung für Italien” cioè una moneta parallela (all’Euro), per l’Italia, onde evitare che l’Italia affondi alla fine tutto il sistema dell’euro. È paradossale che gli economisti tedeschi si trovino a discutere di una soluzione per noi e i nostri economisti invece siano assenti. Proviamo a rimediare qui un poco noi spiegando cosa si dice in Germania, dove, sorpresa sorpresa, si parla anche dei “minibot” della Lega.

 Gli economisti tedeschi notano innanzitutto che lo Stato italiano da 25 anni spende  meno di quello che incassa, non si indebita per pagare le pensioni o degli stipendi, ma solo per pagare interessi su interessi, è costantemente come si suoll dire in “avanzo primario” e cioè le tasse sono sempre di più delle spese. Anche gli interessi sono una spesa, ma solo una piccola parte finisce poi nell’economia italiana perché un terzo va all’estero e un terzo a banche centrali e banche (e il terzo circa che va a famiglie italiane indirettamente, tramite fondi, polizze e simili finisce in risparmio e non in spesa).

 Che fare? Anche gli economisti tedeschi discutono di quella che chiamiamo “moneta fiscale”,  cioè una moneta a fianco dell’Euro, che quindi non lo sostituisce e che lo Stato emette e poi accetta per pagare le tasse. Nel “contratto” di governo di Lega e M5S c’è una proposta che va in questo senso per l’emissione di circa 60 miliardi di “minibot” con cui saldare i debiti arretrati dello Stato verso le imprese. Un’idea sostenuta inizialmente da Claudio Borghi e ritornata al centro del dibattito pubblico dopo esser stata rilanciata proprio da Libero.

La proposta dei “minibot” che è stato inserita nel famoso “contratto” di governo è una fattispecie della moneta fiscale: un concetto che è stato dibattuto in centinaia di articoli e molti studi negli ultimi anni. Ad esempio in Italia sono stati pubblicati due libri al riguardo e l’ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato un report che proponeva 40 miliardi di moneta fiscale utilizzando uno schema simile.

 Un esempio pratico  per capire il concetto di moneta fiscale è quello dei crediti per le ristrutturazioni edilizie, in cui lo Stato consente di scalare dalle tasse negli anni a venire metà delle spese sostenute. Se questi crediti fossero trasferibili ad altri e venissero estesi a tutte le famiglie e imprese indipendentemente dalle spese edilizie, diverrebbero qualcosa che ha un valore simile a quello degli euro. L’idea, insomma, è che lo Stato possa  emettere sconti fiscali futuri: in questo modo garantisce al cittadino che li riceve qualcosa che ha un valore, dato che con 1,000 di sconto fiscale l’anno prossimo eviterà di pagare 1,000 euro. Le imprese e famiglie che abbiano bisogno immediatamente di soldi potrebbero però cederli subito, con uno sconto del 5% o 10% ad esempio, a chi invece aspetti di utilizzarli e in questo modo circolerebbe  da subito più denaro nell’economia. Funzionerebbe come una seconda moneta, interna all’Italia, che quando venga scambiata, avrà un valore vicino agli euro.

 La prima obiezione rivolta alla “moneta fiscale” è che sarebbe nuovo debito, ma un credito fiscale, come quello delle ristrutturazioni edilizie, non obbliga lo Stato a  sborsare euro per cui non è classificabile contabilmente come un debito.

La seconda obiezione è  che anche se non è nella forma, nella sostanza diventerà comunque  nuovo debito per lo Stato, quando i beneficiari invece di versare euro all’Agenzia delle Entrate verseranno questi buoni o sconti che lo Stato ha emesso.

 

Per evitare allora un deficit una soluzione che è stata studiata è di far incassare questi sconti presso l’agenzia delle entrate non subito, ma con due anni di ritardo (come poi avviene in realtà con le agevolazioni per le ristrutturazioni, che infatti non hanno mai peggiorato il deficit pubblico). In questo modo chi li riceve ha in mano un titolo che gli da diritto a un’ agevolazione e può rivenderlo e scambiarlo, ma l’impatto per lo Stato è differito. In questo lasso di tempo l’effetto sull’economia fa aumentare il PIL e anche il gettito fiscale

 Avresti quindi un effetto positivo immediato perchè milioni di persone si ritroverebbero  in mano (diciamo su una carta di credito apposita, emessa dalle Poste) alcune migliaia di euro di sconto fiscale, che non possono usare subito, ma che sanno avere un valore. Se tutti li ricevono e se sono trasferibili allora verranno scambiati come se fosse moneta addizionale. Una moneta che vale un po’ meno dell’euro, ma che è gratis per cui sono soldi in più nell’economia e come tali consentono di fare compravendite addizionali e produrre alla fine più reddito e anche più gettito fiscale.

 Il reddito addizionale che questa liquidità produrrà sarà sufficiente a far arrivare un gettito fiscale addizionale in euro che eviti un deficit dopo due anni ? Se emetti 40 miliardi di questa liquidità oggi e altri 40 miliardi l’anno prossimo nel 2021, quando si possono incassare presso il fisco, ci saranno forse 100 miliardi di euro in più di PIL e quindi è possibile che entrino anche 40 miliardi in più di tasse evitando un deficit addizionale

Non è possibile saperlo con certezza perchè molto dipende da come sono percepiti dal pubblico: se tutti li tengono in tasca e aspettano il 2021 allora hai un deficit, se invece tutti li scambiano e li usano anche per comprare nei negozi puoi avere più PIL, più tasse e niente deficit (nel 2021)

Una terza obiezione è che questo moneta sia una specie di Lira mascherata.

E’ chiaro che non sono uguali agli euro perchè non puoi tirarne fuori contanti col bancomat e se vai all’estero non li riconoscono, per cui 1,000 di buoni fiscali varranno 950 o 900 euro, ci sarà una “svalutazione” insomma rispetto all’euro.

Se la quantità emessa è piccola, qualche miliardo, non si discosteranno  molto dall’euro perchè, come si è detto, se si aspettano due anni il fisco li accetta alla pari con gli euro e sarebbe stupido dare via per 60 o 70 qualcosa che vale 100. Se il governo  per stimolare veramente l’economia ne emettesse invece una quantità importante, 40 o 50  miliardi, allora possono deprezzarsi di più per via della domanda e offerta, Va tenuto presente che lo Stato italiano spende 800 miliardi l’anno e ne incassa 760 miliardi circa e nei conti correnti ci sono circa 1,400 miliardi, per cui anche 50 miliardi di questi sconti fiscali trasferibili sono una quantità che può essere assorbita e scambiata senza problemi

 Il punto cruciale è emetterne oggi ad esempio 40 miliardi fa aumentare il PIL nel 2019 e 2010 prima che vengano incassati nel 2021.

E’ plausibile che una carta di credito “fiscale”, emessa ad esempio dalle Poste, tramite cui ricevi 3,000 euro di sconti fiscali venga accettata presso i centri commerciali e man mano dalla maggioranza degli esercizi commerciali.  Di nuovo, non sappiamo esattamente con quale sconto rispetto agli euro, se del 3% o 6% o 10% perchè questo dipenderà dalla reazione del pubblico e degli operatori economici. Sicuramente però non si svaluteranno del 20 o 30% perchè il fisco li accetta alla parità con l’euro, 100 euro di sconti fiscali per il fisco valgono 100 euro di tasse

 Se si volesse evitare del tutto ogni possibile deficit addizionale bisognerebbe che lo stato oltre a dare questi sconti fiscal li usasse anche per pagare delle sue spese e quel punto sarebbero proprio una seconda moneta a tutti gli effetti. Questo però è più delicato perchè giustamente chi riceve un pagamento oggi in euro non vuole essere obbligato a ricevere qualcosa che vale meno degli euro.

 Tutto il concetto della “moneta fiscale” è invece su base volontaria, nessuno è obbligato a fare niente e gli euro non vengono toccati. Si riceve uno sconto fiscale gratis, imprese e famiglie, e si può decidere di rivenderlo se si ha bisogno di spendere soldi oggi a chi invece preferisca aspettare e usarli tra due anni per pagare le tasse.

 Quello che è certo è che con questa liquidità addizionale l’effetto sul PIL sarà positivo e lo Stato incasserà quindi anche più tasse grazie ai pagamenti e transazioni generati da questi miliardi di sconti fiscali che circolano tra il pubblico e le imprese.  Può darsi che le  tasse aumenteranno a sufficienza per coprire i miliardi di sconti fiscali emessi quando scadranno e si potranno utilizzare con il fisco. Questa questione si può dibattere, ma se quando vengono incassati si creasse lo stesso un deficit sarà tra due anni ad esempio e intanto l’economia si è ripresa.

 Dato che c’è un periodo di tempo in cui circolano prima di essere incassati e dato che si vuole darne a tutti gli italiani, si suppone che vengano accettati gradualmente da quasi tutti gli esercizi commerciali come forma di pagamento e diventino quindi una moneta elettronica (tramite una carta di credito fiscale) parallela all’euro

 Questo è lo schema della “moneta fiscale”, qualcosa che funziona come la moneta legale, ma non la sostituisce. Una liquidità addizionale che lo stato emette e si aggiunge alla quantità di moneta legale quando quest’ultima sia insufficiente. E oggi è insufficiente, dopo 25 anni di austerità, cioè lo Stato che tassa sempre di più gli italiani di quello che spende e dopo che le banche hanno tagliato più di 200 miliardi alle imprese

 L’ideale sarebbe che, se dopo qualche anno il pubblico si dimentica, per così dire, che sono sconti fiscali e tutti usano la carta di credito fiscale per effettuare pagamenti allo stesso modo in cui usano il bancomat e la carta Visa, allora lo Stato può provare ad usare la moneta fiscale anche per pagare una parte delle sue spese. A quel punto il cerchio si chiude e avrai una seconda moneta elettronica locale in Italia, parallela all’euro che consente allo Stato italiano di dare una spinta all’economia senza indebitarsi come accade ora

Nella situazione depressa dell'economia italiana attuale l'unica soluzione pratica è l'emissione di una "moneta fiscale" parallela (all'euro) da parte dello Stato italiano che aumenti la circolazione di moneta e il potere d'acquisto senza aumentare il debito pubblico.


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 12:07, edited 1 time in total.

Re: Creare una Moneta Fiscale (parallela all'Euro) in Italia  

  By: shera on Giovedì 12 Luglio 2018 10:35

Non pretendo di spiegarti la differenza tra salario e pil, da questo nasce la confusione... metti insieme le pere con le mele.

 

Ti basta capire questo:

Nel tuo ragionamento la casa che è stata comprata esiste ancora, mentre le mazzette pagate durante la guerra fredda hanno evitato che per qualche idiota di troppo, si finisse come l'ukraina.

 

Ora ci sono due possibilità:

metti la tassa sugli assessori (ho già spiegato a bullfin che continueranno a tartassare i tontoloni padanari e non beccheranno mai i furbi, proprio perchè gli assessori sono avanti anni luce rispetto a bullfin)

o monetizzi il debito, svaluti e crei un 5-8% di inflazione per riassorbire i debiti

 

.

Il privato ovviamente fa prima ad uscire dal sistema italia (per questo di maio è contro la delocalizzazione) e lasciare in mano all'assessore e all'antitrader quello che rimane di un campo di battaglia.