Si Schianta Tutto

 

  By: pana on Lunedì 03 Giugno 2013 13:00

ah bene si prendono miliardi dallo sviluppo e istruzione per spenderli in armi.. hai voglia poi a parlare della parata del 2 Giugno fatta al risparmio.. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/02/due-giugno-parata-militare-piovesana/612518/

"quello che impariamo dalla storia è che non impariamo nulla dalla storia" Otto Von Bismark

 

  By: Roberto964 on Venerdì 31 Maggio 2013 14:02

L'immenso Paolo Cardenà ci "illumina" alla sua maniera: < Nella mia opinione desta un allarme particolare l’inabissarsi della produzione industriale di beni strumentali (macchinari per produrre ad esempio), segno che il mercato interno anche dal punto di vista delle aspettative future delle imprese è in completo declino. Stiamo accelerando Verso la Bancarotta.> CRISI ECONOMICA: VERSO LA BANCAROTTA MARZO 2013, 19ESIMO MESE CONSECUTIVO DI CROLLO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE <l’Istat ci ricorda che, record della storia italiana, la produzione industriale scende per il 19 mese consecutivo. Per l’esattezza di un MOSTRUOSO 5,2% in termini tendenziali (dato corretto dagli effetti del calendari). Tanto per capirci il primo trimestre 2013 ha visto un calo della produzione industriale italiana del 4,2% rispetto al primo trimestre 2012, il dato di Marzo quindi segna una ulteriore accelerazione rispetto alla “normale” desertificazione dell’industria italiana.> http://finanzanostop.finanza.com/2013/05/31/crisi-economica-verso-la-bancarotta-marzo-2013-19esimo-mese-consecutivo-di-crollo-della-produzione-industriale/

 

  By: Giovanni-bg on Venerdì 24 Maggio 2013 13:26

Una cosa buona il governo Letta finora l'ha fatta Nulla. Ecco meglio fare nulla che fare qualcosa di sbagliato o pernicioso come ha fatto Monti. A sto punto possiamo solo sperare che continui a fare nulla.

 

  By: pana on Venerdì 24 Maggio 2013 10:18

"Non rispettano le leggi, qua si continua a morire".. inaccettabile aggressione alla sovranita territorial siciliana ma e vera sta storia che una base militare americana in pratica non e piu terra italiana ? http://www.giornalettismo.com/archives/948349/il-veleno-nascosto-del-muos-a-servizio-pubblico/ . Spiegano come venga superato il livello massimo di esposizione di 6 volt/metro, arrivando fino a 14 V/m: “Gli americani devono pagare le penali per quello che stanno facendo e chiederci scusa”, insiste, ricordando le troppe morti tra la comunità locale.

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  By: Gano* on Lunedì 20 Maggio 2013 14:10

Noi per fortuna abbiamo l' atmosfera che un po' ci protegge.

 

  By: pana on Lunedì 20 Maggio 2013 13:39

ah ma qua siamo proprio in tema.. ILANO - L'impatto di un meteorite sulla superficie della Luna ha causato una gigantesca esplosione visibile per qualche istante dalla Terra perfino ad occhio nudo. http://www.ilmessaggero.it/tecnologia/scienza/esplosione_luna_terra/notizie/281387.shtml PS certo che se si schiantano sulla LUna che e piccola prima o poi tocca a noi...

"quello che impariamo dalla storia è che non impariamo nulla dalla storia" Otto Von Bismark

 

  By: pana on Venerdì 17 Maggio 2013 14:48

questa dei semi e p-a-z-z-e-s-c-a !!! ci vorrebbe un OCCUPY THE FARM ! http://occupythefarm.org/category/c27-statements/

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  By: guidone on Venerdì 17 Maggio 2013 09:25

Giorgiofra Penso che anche questo articolo ci faccia incacchiare... http://www.libreidee.org/2013/05/lue-piccoli-ortaggi-fuorilegge-vietato-prodursi-il-cibo/

 

  By: guidone on Venerdì 17 Maggio 2013 09:15

Giusto per chiarire, nelle fretta del copia incolla non e' rimasto visibile l'autore dell'articolo che e' Marco Della Luna. Mi sembrava interessante postarlo in questo forum, non allegando il solo link che probabilmente molti non lo aprono.

 

  By: ciciola on Venerdì 17 Maggio 2013 02:46

Fantastico articolo, soprattutto l'ultimo capoverso relativo allo schema Ponzi... Complimenti...

 

  By: giorgiofra on Giovedì 16 Maggio 2013 22:44

Guidone, articolo perfetto. Dentro c'è l'essenza di tutto il problema; il resto sono chiacchiere.

 

  By: guidone on Giovedì 16 Maggio 2013 15:14

ALLA RICERCA DELLA LIQUIDITA’ PERDUTA Il sistema-paese soffre di arretratezza tecnologica e infrastrutturale, di inefficienza e dispendiosità della macchina amministrativa, di lentezza e corruzione di quella giudiziaria, di costi elevati di una politica e di una burocrazia ampiamente parassitarie, per non parlare dell’influenza istituzionale della criminalità organizzata e, ovviamente, della insostenibile pressione fiscale. Il male di fondo, quello che toglie i mezzi anche per affrontare gli altri mali, e da cui direttamente dipendono insolvenze, fallimenti, licenziamenti, crollo di speranza, investimenti e consumi, è però un altro, ossia la carenza di mezzi monetari, il costo eccessivo (rispetto ai paesi competitori) del denaro, le difficoltà ad ottenere credito. Una carenza crescente, sempre crescente, che, attraverso la deflazione, rende sempre più oneroso, difficile o impossibile, il pagamento degli interessi e dei debiti. E delle imposte. E dei contributi. Non dimenticate che la Corte dei Conti ha rilevato che molti enti pubblici sono morosi di parecchi miliardi di versamenti contributivi all’Inpdap-Inps. Corre voce, probabilmente gonfiata, che questa mina esploderà presto. Immaginiamo una pozza in cui l’acqua stia calando lentamente progressivamente. I pesci rossi, gialli e verdi boccheggiano. Perché cala l’acqua nella pozza? In parte evapora, in parte defluisce seguendo rigagnoli, in parte – la parte maggiore – si raccoglie in una cavità nascosta sotto il fondo dello stagno. I pesci non hanno più lo strumento della creazione di liquido e non possono usarlo per compensare l’acqua che se ne va. Hanno ancora lo strumento fiscale, con cui possono distribuire l’acqua diversamente tra pesci rossi, gialli, verdi – ossia, tra settore pubblico e privato, tra nord e sud – ma non possono trattenerla né rabboccarla. Anzi, le misure fiscali tendono a far aumentare la fuga dei liquidi e scoraggiano gli investimenti stranieri. La gente comune non ha ben chiaro che i soldi che lo Stato prende con imposte e con la lotta all’evasione sono soldi che semplicemente si spostano all’interno della pozza, ma non aumentano la quantità di liquidi disponibile, quindi non alzano il livello dell’acqua nella pozza, ma semmai accelerano il suo deflusso. L’acqua che evapora sono quei capitali – miliardi di Euro – che si spostano all’estero e vengono investiti in modi tali da sottrarsi al fisco nazionale (vedi scandalo Offshore-Leaks: 32.000 miliardi di dollari scoperti sinora, ovviamente in ambito globale). L’acqua che defluisce nei rigagnoli sono i liquidi che vanno all’estero come pagamenti di interessi e capitali (disavanzo commerciale), come rimesse degli immigrati (pensiamo particolarmente ai cinesi), come trasferimenti netti a favore di UE, MES, etc. Su queste perdite di liquidi si può intervenire, ma solo marginalmente e non certo risolutivamente, anche perché per attrarre liquidità dall’estero mediante saldi attivi della bilancia commerciale, turismo e investimenti, dovremmo svalutare rispetto ai partners, ma questa opzione è preclusa dall’Euro, dalla cessone del controllo sui cambi. Il calo del livello dell’acqua continuerà inevitabilmente e mortalmente. Possiamo ritardare il calo, guadagnare qualche mese, ma non fermarlo, non cambiare l’esito, e l’esito è che i pesci moriranno uno dopo l’altro, sempre più velocemente. Lo stanno già facendo. Diversamente dai pesci della pozza USA e della pozza del Sol Levante, noi non possiamo creare acqua per ristabilire il livello vitale, poiché anche questo potere l’abbiamo trasferito alla BCE, la quale, per statuto, non può fare interventi di questo tipo, che invece fanno la Fed con Obama e la BoJ con Shinzo Abe. La BCE e altri istituti internazionali ed esteri intervengono abbassando i tassi e dando denaro fresco alle banche e al settore finanziario, però questa liquidità non arriva, sostanzialmente alla pozza, ai pesci, all’economia reale – rimane dei circuiti finanziari, in impieghi che non pagano tasse nel Paese, perché le banche usano quei soldi non per prestiti all’economia reale, ma per chiudere buchi di bilancio (contenzioso sommerso) e per investimenti speculativi, più redditizi e sicuri in un’epoca di depressione con outlook sfavorevole. Anche i tassi rimangono alti e handicappanti nella competizione internazionale. In conclusione, le possibilità di intervento sono scarse, marginali e nessuna è idonea a risanare la situazione e a rilanciare l’economia. Il dibattito attuale è quindi improduttivo. Rimane l’acqua nascosta nella caverna sotto il fondo dello stagno. E la falla attraverso cui quell’acqua è finita nella caverna. E’ una falla causata da principi contabili errati, cioè non corrispondenti alla realtà economica, in materia monetaria e creditizia. Il concetto è estremamente semplice – così semplice, da risultare sfuggente, ma è oggettivo e verificabile. Si tratta di riuscire a riflettere sull’ovvio. Se si chiude la falla, migliorano drasticamente i bilanci delle banche commerciali, sia come conto economico, sia come stato patrimoniale; inoltre la erogazione dei crediti diventa molto più leggera patrimonialmente. Do per scontato che tutti sia noto che il sistema bancario opera attraverso un moltiplicatore, che gli consente di prestare un multiplo della raccolta – le banche non sono soltanto intermediari del credito, non si limitano a prestare la raccolta applicando una forbice sui tassi, ma creano liquidità – ecco perché il credit crunch è anche un liquidity crunch. La falla consiste nel mancato rilevamento contabile, in conto di ricavo della banca, di una realtà economica oggettiva e fondamentale, ossia dell’acquisizione di potere d’acquisto (valore) da parte dei mezzi monetari – denaro primario e denaro creditizio, come assegni circolari, bonifici, lettere di credito, saldi attivi di conti correnti. I mezzi monetari non hanno un valore intrinseco non essendo fatti di metalli pregiati, né sono convertibili in metalli pregiati. Il loro valore, cioè il potere d’acquisto, non è prodotto dalla banca, ovviamente, la quale non produce beni reali; esso deriva dalla loro accettazione da parte del mercato, dal fatto che il mercato è disponibile a dare beni o servizi reali in cambio di essi, sebbene essi non siano beni reali. Essi quindi, nel momento in cui la banca li emette sotto forma di erogazione di credito o di acquisto diretto di titoli finanziari, assorbono o ricevono dall’esterno il valore, il potere di acquisto, e cessano di essere meri pezzi di carta o impulsi elettronici per divenire moneta. La banca preleva dal mercato, dalla generalità dei soggetti, un potere d’acquisto che essa non crea, e lo presta a un soggetto determinato, percependo da questo soggetto un interesse. Orbene, questa trasformazione, questa acquisizione di valore, è un fatto economico reale, esattamente un ricavo della banca che emette la moneta primaria o quella creditizia. Un ricavo che, con i principi contabili vigenti, non viene contabilizzato. Conseguentemente abbiamo che la banca, quando eroga 100, dovrebbe, nel conto economico, registrare, a scalare: ricavo da acquisizione di potere d’acquisto: + 100 costo da erogazione di potere d’acquisto: – 100 ricavo da acquisizione di credito: + 100 SALDO OPERAZIONE: + 100 Sotto gli attuali principi contabili, la prima registrazione non avviene, quindi il ricavo di 100 “sparisce” nella caverna sotterranea, non viene tassato, non si traduce in attivo patrimoniale, in possibilità di credito. Le sorti di questi ricavi non contabilizzati dovrebbero essere indagati. Probabilmente prendono la via di paradisi fiscali, dove riaffiorano, carsicamente, e sono impiegabili in operazioni speculative o in vantaggiosi investimenti reali. Con questo concludo, ritenendo di aver perlomeno indicato in linee generali dove bisogna metter mano, se non si vuole sprofondare domani o fra una settimana nel buco nero dell’indebitamento. E di aver anche dimostrato la sostanziale impotenza, o il valore meramente dilatorio, delle altre opzioni sul tavolo. Da politici che non hanno le leve macroeconomiche non ha senso aspettarsi soluzioni. Un’ultima osservazione: nel mondo l’aggregato del debito soggetto a interesse è di almeno 2 milioni di miliardi di Dollari, e l’aggregato degli interessi da pagare sicuramente supera i 100.000 miliardi, mentre il prodotto lordo globale arriva a 74.000 miliardi. Il servizio del debito esistente viene quindi pagato contraendo nuovo debito. Il mondo è un grande schema Ponzi, e non vedo altre vie che la riforma contabile suddetta, per prevenire che questo schema Ponzi scoppi in un global meltdown.

 

  By: shabib on Giovedì 16 Maggio 2013 12:34

TOH , all'unisono.... L'euro e i devastanti rischi di deflazione di: FXCM ITALIA Pubblicato il 16 maggio 2013| Ora 09:30 Stampa Invia Commenta (0) .Il futuro del cambio eur/usd è nelle mani di Mario Draghi e della Fed. La politica monetaria deciderà se i recenti cali della moneta unica siano stati solo episodici. LEGNANO (WSI) - Dunque le dinamiche che si stanno realizzando sul mercato ormai da molti giorni perdurano senza soluzione di continuità. Le Borse continuano a performare e in taluni casi a mettere a segno massimi assoluti, seppur crescendo a tassi decrescenti, così come il dollaro che persiste nel suo rafforzamento contro tutte le major. Continua dunque la pressione su diversi cambi valutari, in particolare su quello più liquido al mondo e cioè l’eurodollaro che ci ha fatto assistere ieri a ulteriori violazioni al ribasso dei punti statici di supporto più importanti sotto la soglia di 1,29 andando poi lievemente a correggere sull’interessante area di 1,2840. A farla da padrone è ancora una volta la dicotomia tra orientamento di politica monetaria di BCE e Fed e la forbice tra le aspettative di miglioramento dei fondamentali tra Eurozona e Stati Uniti. L’istituto centrale guidato da Mario Draghi difficilmente potrà sostenere il valore dell’euro almeno nel medio periodo in quanto si è detta pronta ad ulteriormente ritoccare al ribasso il tasso di rifinanziamento principale e a far scivolare in territorio negativo il tasso di deposito che le banche incassano (sotto lo zero evidentemente pagherebbero) per parcheggiare la liquidità overnight nei forzieri di Francoforte. La realizzazione di questo scenario dipenderà evidentemente dalle prospettiva di crescita e di inflazione ma su entrambi questi fronti ci permettiamo di essere quanto meno scettici: il Pil della Germania e quello della Francia si sono rivelati ieri inferiori alle attese e l’Italia per il settimo trimestre consecutivo ha fatto registrare un calo del Prodotto Interno Lordo, per non parlare di indicatori prospettici come il PMI Manifatturiero relativo agli Ordinativi che suggeriscono nel migliore dei casi un’attività economica in totale stallo. Ancora, il mercato del lavoro, con la sola eccezione della Germania, continua a navigare in pessime acque e a deprimere la fiducia dei consumatori impedendo così alla voce più importante del Pil di crescere. Sul versante dell’inflazione le aspettative possono rivelarsi perfino peggiori in quanto la crisi del credito sta paralizzando le attività produttive che si ritrovano a frenare e addirittura dismettere investimenti, con effetti a catena sull’occupazione che, manco a dirlo, ancora una volta, tronca la possibilità di vedere aumentare la spesa privata con devastanti potenzialità di deflazione che difficilmente può essere contrastata dal fenomeno dell’inflazione importata visto l’attuale decrescita dei prezzi delle materie prime. Questo ancora una volta accresce le aspettative per possibili azioni della BCE con effetti ribassisti per la moneta unica a cui fa da profondo controaltare la proiezione della FED che invece, proprio a fronte di segnali di ripresa, potrebbe invece mostrarsi più restrittiva e progressivamente pensare di drenare la marea di dollari in circolazione. Ancora una volta perciò un elemento di supporto al green back che rappresenta il vero termometro del mercato valutario con chiare ed evidenti ripercussioni sugli altri mercati le cui dinamiche hanno proprio origine dai fenomeni monetari. Questo breve excursus ha una valenza non strettamente subordinata agli sviluppi di brevissimo ma ci aiuta a comprendere le logiche che sottostanno agli attuali movimenti dei prezzi delle attività finanziarie che seguiamo con maggiore attenzione e quindi a muoverci di conseguenza per l’operatività di trading che resta, a nostro avviso, in ultima istanza legata imprescindibilmente all’individuazione grafica dei livelli tecnici. http://www.wallstreetitalia.com/article/1568549/forex/l-euro-e-i-devastanti-rischi-di-deflazione.aspx

 

  By: shabib on Giovedì 16 Maggio 2013 11:57

infatti la diversita' piu' che quella e' data dalla strategia delle banche centrali e sulla costruzione errata concettualmente del funzionamento dell'Euro , e su questo abbiamo scritto fiumi di parole....non si tratta di essere contro un'EU unita , ma di gestire bene il passaggio con una BC e una moneta sul modello USA e non Merkel

 

  By: pana on Giovedì 16 Maggio 2013 11:34

ma perche l Idaho e la California sono economicamente omogenei? o confrontiamo l Iowa con la FLorida ?

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