è giusto essere "razzisti" ?

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: gianlini on Mercoledì 30 Novembre 2016 09:54

Nello, ma quale sarebbe la tesi che vorreste dimostrare? che Milano è una città insicura? lo sarà, forse rispetto a qualche paese di provincia del cuneese (anche se io in una casa isolata in campagna non sarei affatto sicuro) ha un tasso di delinquenza maggiore....ma rispetto ad un benchmark formato da città sopra il milione di abitanti, Milano è estremamente sicura.

E ti ripeto l'avverbio: ESTREMAMENTE.

Anzi! Io mi stupisco esattamente del contrario rispetto alle vostre sensazioni. Mi ritrovo a fare la considerazione opposta alla vostra. Pur essendo una grande città, è davvero possibile andare ovunque di giorno come di notte senza avvertire alcun reale senso di pericolo, e questo sia per gli uomini che per le donne. Il pazzo ubriaco è una eccezione. La convivenza fra cittadini di 50 o 100 Paesi diversi è molto migliore delle più rosee aspettative, io stesso mi stupisco a volte del buon atteggiamento che ha la gente l'una rispetto all'altra. Unica eccezione gli automobilisti e i ciclisti, quelli vivono a forza di insulti e di risse mancate o create. Ma fra pedoni, persone che utilizzano i mezzi, gente che affolla i mercati, c'è una capacità di convivenza incredibile, contando le diverse lingue e culture ed etnie di provenienza.

Secondo me, chi prova a dire il contrario, o non è mai stato a Milano, o parla in malafede.

Peraltro nessuno vi obbliga a risiedere a Milano, quindi se ritenete che ci siano posti dove si vive molto più tranquillamente e con meno pericoli, buon per voi.

 


 Last edited by: gianlini on Mercoledì 30 Novembre 2016 10:25, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: NelloManga on Martedì 29 Novembre 2016 20:36

Si parlava di Milano e si citavano alcuni fatti di criminalità avvenuti in quest'ultimo scorcio di novembre a Milano - che poi sia centro, semi-centro o periferia, vedi un po' tu - e che hanno avuto come protagonisti le risorse etniche che ci pagheranno le pensioni. 

Cinisello Balsamo e Boscone cosa c'entrano? Dici che le risorse provengono da lì? Probabilmente hai ragione, ma sta di fatto dall'hinterland vengono a Milano e chi si piglia i loro scherni, insulti, beffe, sputi, pugni, calci, coltellate, bottigliate, pistolettate, se le piglia a Milano - centro, semi-centro e periferia - e non nell'hinterland: quindi il pericolo è a Milano.

Peraltro non ho alcun dubbio che questi fatti avvengano ANCHE nella provincia milanese.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: shera on Martedì 29 Novembre 2016 19:33

Gianlini settimana scorsa sono andato al cinema, c'era solo una faccia di merda che parlava al telefono durante il film

non so se abitava a cinisello ma era abbronzato, di colore, un negro, te capì?


 Last edited by: shera on Martedì 29 Novembre 2016 19:33, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: gianlini on Martedì 29 Novembre 2016 19:23

Nello e Shera, bisogna aver paura di quelli che abitano nell'hinterland, l'ho sempre detto; posti come Cinisello o Cesano Boscone sono effettivamente a rischio Bronx; ragazzotti ventenni che si ubriacano e che vivono l'uscita settimanale nella città come unica valvola di sfogo

di africani peraltro ne vedo sempre pochi in questi fatti di cronaca, sono sempre sudamericani, centramericani, balcanici e italiani.....

 

 

 

 


 Last edited by: gianlini on Martedì 29 Novembre 2016 19:25, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: shera on Martedì 29 Novembre 2016 18:54

NELLOMANGA come sempre post esemplare

Gianlini sei troppo testardo, la cerchia dei navigli è il centro, il vicolo dei lavandai è uno dei posti più ambiti di milano per abitare

su una sola cosa hai ragione, gli italiani della periferia, la melma si è integrata con gli africani

 


 Last edited by: shera on Martedì 29 Novembre 2016 18:55, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: NelloManga on Martedì 29 Novembre 2016 18:33

A Brescia si inciuccheranno pure, non dico di no, Franciacorta e Cellatica - i vini, non le località - inducono in tentazione e dopo, effettivamente, al volante si azzarda.

Ma qui, centro o non centro, è un rischio anche andare a piedi se ti scontri con la vibrante energia dei nuovi meneghini moderni, che arricchiscono con le loro "culture altre" la nostra stanca e noiosa civiltà italiana:

 

 


 Last edited by: NelloManga on Martedì 29 Novembre 2016 18:34, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: gianlini on Martedì 29 Novembre 2016 17:07

Shera,ma da chi ti rifornisci per sparare queste cavolate? Le Colonne ancora ancora possiamo considerarle al margine inferiore del centro, ma i Navigli non sono MAI stati considerati centrali

 

http://ciaomilano.it/i/sights/mappa.asp

 

tu piuttosto, da qualche angolo della Lombardia o del Nord Italia scrivi, in cui siete immuni da fatti di delinquenza spiccia?


 Last edited by: gianlini on Martedì 29 Novembre 2016 17:24, edited 5 times in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: shera on Martedì 29 Novembre 2016 17:05

Piaccia o non piaccia la darsena e le colonne sono in centro a Milano, come piazza del duomo

nelle periferie quando finisce un uomo tramortito nel canale non arrivano i giornalisti

ora torna al tuo taxi e al dedalo di vie (3 forse 4) della zona navigli

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: gianlini on Martedì 29 Novembre 2016 13:03

Shera, spero tu non sia da quelle parti....se vai in macchina la sera c'è da farsi il segno della croce che se incroci qualche prealpino ubriacone....

altro che Milano centro....

http://www.bresciatoday.it/cronaca/darfo-implosion-night-ubriachi.html

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: shera on Domenica 27 Novembre 2016 18:19

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/fermo-polizia-inchioda-emmanuel-membro-mafia-nigeriana-1336366.html

 

basta collusione stato-mafia

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: DOTT JOSE on Domenica 27 Novembre 2016 18:15

Metà della popolazione mondiale è povera incanna, ma le elite finanz.feudali vogliono che resti cosi' anzi anche peggio ,il sistema finanziario trasferisce ricchezza depredando la forza lavoro a favore delle aristocrazie del capitale caz.zo inculatoriale

Submitted by MMichale Snyder via The Economic Collapse blog,

Could you survive on just $2.50 a day?  According to Compassion International, approximately half of the population of the entire planet currently lives on $2.50 a day or less.  Meanwhile, those hoarding wealth at the very top of the global pyramid are rapidly becoming a lot wealthier.  Don’t get me wrong – I am a very big believer in working hard and contributing something of value to society, and those that work the hardest and contribute the most should be able to reap the rewards.  In this article I am in no way, shape or form criticizing true capitalism, because if true capitalism were actually being practiced all over the planet we would have far, far less poverty today.  Instead, our planet is dominated by a heavily socialized debt-based central banking system that systematically transfers wealth from hard working ordinary citizens to the global elite. Those at the very top of the pyramid know that they are impoverishing everyone else, and they very much intend to keep it that way.

ADVERTISING

Let’s start with some of the hard numbers.  According to Zero Hedge, Credit Suisse had just released their yearly report on global wealth, and it shows that 45.6 percent of all the wealth in the world is controlled by just 0.7 percent of the people…

As Credit Suisse tantalizingly shows year after year, the number of people who control just shy of a majority of global net worth, or 45.6% of the roughly $255 trillion in household wealth, is declining progressively relative to the total population of the world, and in 2016 the number of people who are worth more than $1 million was just 33 million, roughly 0.7% of the world’s population of adults. On the other end of the pyramid, some 3.5 billion adults had a net worth of less than $10,000, accounting for just about $6 trillion in household wealth.

And since this is a yearly report, we can go back and see how things have changed over time.  When Zero Hedgedid this, it was discovered that the wealth of those at the very top “has nearly doubled” over the past six years, and meanwhile the poor have gotten even poorer…

Incidentally, we trac

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: gianlini on Domenica 27 Novembre 2016 10:14

La colpa è degli europei che hanno portato le medicine in Africa.

Finchè non le avevano, la "ricchezza" di risorse alimentari che Zibordi descrive era appena sufficiente a mantenere una popolazione di 150- 200 milioni di persone in tutto il continente e nessuno si è mai lamentato della loro esistenza.

 


 Last edited by: gianlini on Domenica 27 Novembre 2016 10:16, edited 1 time in total.

Re: è giusto essere "razzisti" ?  

  By: XTOL on Domenica 27 Novembre 2016 09:44

tesi interessante, che fa il paio con quella del libro "la rovina delle nazioni", che viene così riassunta dall'autore:

 

"Prima parte
Conviene, al modo dei primi economisti, guardare alle società umane come divise tra un settore produttivo che genera beni ma li consuma solo in parte, ed un settore improduttivo, costituito in primo luogo dalle classi alte, che riceve il surplus di beni generato dai produttori. Il punto è che, se si realizzano certe condizioni politico-ideologiche, tale settore improduttivo può innalzare i suoi consumi fino a livelli eccessivi: che lasciano al settore produttivo meno risorse di quelle che occorrono perché conservi la sua dimensione. Se una tale situazione continua abbastanza a lungo, il settore produttivo viene progressivamente distrutto e l’intera società finisce nella più completa rovina. Questa “sindrome autodistruttiva”, la cui logica finora era stata intravista solo in modo parziale o in osservazioni incidentali, viene qui analizzata esaminando cinque casi storici finora controversi, ma che adesso diventano assai meglio comprensibili: • La caduta dell’impero romano • Il crollo, verso il 1200 a.C., di alcune civiltà del Vicino Oriente, in particolare, del regno degli Ittiti. • La contemporanea scomparsa della civiltà greco-micenea. • L’abbandono delle città Maya avvenuto nel nono secolo della nostra era. • La grande crisi dell’Europa meridionale nel Seicento, che porta l’Italia, che era il paese più ricco del continente, a divenire uno dei più poveri.
Seconda parte
L’ultimo di questi casi mette in evidenza una netta divergenza tra il meridione dell’Europa, dove Italia e Spagna impoveriscono gravemente, e il suo settentrione, in cui Olanda e Inghilterra invece progrediscono… fino alla rivoluzione industriale inglese dell’Ottocento che cambierà la faccia del continente e del pianeta. Tale divergenza è molto chiaramente connessa alla differenza caratteriale tra popolazioni, come l’italiana e spagnola, suscettibili alle ideologie nobiliari e in cui una sindrome autodistruttiva può svilupparsi, e quelle, come l’inglese e olandese, “inerentemente egualitarie” e che ne vanno immuni. Ma da dove provengono queste cruciali differenze di carattere tra popoli? Fino a inizio Novecento era abituale attribuirle ad una loro “natura” diversa e stabile nel tempo. Di recente però si è affermata la concezione, che su certuni ha forza di fede, che esse invece sono causate unicamente da fattori storici e culturali contingenti. Il che permette di sognare che, nonostante inerzie e contrattempi, tutti i popoli del globo in futuro potranno convergere felicemente sugli stessi valori morali e su analoghe istituzioni “democratiche”. Ora, uno studio spassionato della storia mostra che le differenze tra i caratteri-tipo delle popolazioni hanno una durata lunghissima: anche plurimillenaria. Questo fa a pugni con l’interpretazione oggi in auge e dà ragione a quella tradizionale, nella quale adesso si può sostituire l’idea intuitiva di natura di una popolazione con quella del suo corredo genetico. Una tale interpretazione “genetico-caratteriale” dei fatti è l’unica coerente con la logica della selezione naturale, e consente di rendere comprensibili caratteristiche e somiglianze/diversità importanti tra società passate e contemporanee che diversamente resterebbero inesplicabili"

 


 Last edited by: XTOL on Domenica 27 Novembre 2016 09:46, edited 1 time in total.

Se il governo italiano avesse fatto traghettare 400mila cinesi non starebbero a bighellonare senza fare una mazza. Perchè ?  

  By: G.Zibordi on Sabato 26 Novembre 2016 20:04

Se il governo italiano avesse fatto traghettare dalla Marina 400mila Cinesi invece di 400mila Africani (come è successo negli ultimi due anni, 170mila solo da gennaio) questi starebbero ora tutti a bighellonare in giro per le stazioni e i centi cittadini senza fare una mazza ? No, ovviamente se fossimo andati a prendere centinaia di migliaia di cinesi, questi oltre a intascare i 35 o 50 euro e godersi il soggiorno in albergo o villetta, si sarebbero messi a sgobbare cercando di aprire bar, ristoranti,negozi, laboratori.... Perchè invece questi uomini africani, tutti giovani e forti, che Renzi è andato a prendere fino in Africa non fanno niente dalla mattina alla sera ? La risposta la da l'Antropologia.

 

In Africa hai l'unico esempio storico importante di società "matriarcale", come dicono gli studiosi, cioè società dove tradizionalmente le donne lavorano raccogliendo e procurando il cibo e tenendo dietro ai bambini e gli uomini si dedicano ad altro, non mantengono la famiglia intesa come una donna e i propri figli e in pratica lavorano raramente.

 

 

Gli uomini africani (che non finiscano schiavi ovviamente, perchè l'Africa era un continente che praticava la schiavitù ovunque), passano il tempo a combattere, cercare donne (non hanno mai una donna fissa), chiaccherare, bere e diciamo cercare di spassarsela. Questo è probabilmente il motivo per cui gli africani hanno le percentuali di suicidi, depressioni e patologie di ansia più basse del mondo. Se leggi i resoconti dei viaggiatori in Africa nell'800 e anche gli studi antropologici, noti che tutti evidenziano come gli uomini africani non sembra abbiano nessuna attività o lavoro specifico e non abbiano obblighi famigliari. Una condizione di vita da un certo punto di vista invidiabile.

 

Il motivo fondamentale in termini di evoluzione della specie secondo gli studiosi è che in Africa procurarsi in ciblo è relativamente più facile che in Cina, Giappone o Europa in quanto il clima tropicale o sub-equatoriale fornisce frutti, semi e animali a sufficienza senza dover impiantare coltivazioni e allevamenti complicati o doversi basare sulla caccia e pesca. Ad esempio, in Africa hai i frutti della pianta del Cocco da cui ricavi olio, burro e farina facilmente ed è una pianta che cresce quasi ovunque in Africa equatoriale spontaneamente. Il Cocco contiene sia proteine che grassi e calorie sufficienti a sfamare una famiglia e tutto quello che devi fare è raccogliere le noci di cocco e poi spremerle o macinarle e poi cuocerle.

 

Le donne fanno questo lavoro che non richiede particolare forza fisica e non hanno bisogno degli uomini, come succede invece per l'aratura o l'allevamento di maiali, bovini o pecore o come succede nella caccia. Nella caccia infatti gli uomini sono indispensabili, ma in Africa non è così importante come nei climi freddi perchè trovi frutti a sufficienza che basta raccogliere. Basta pensare per contrasto agli indiani d'America che cacciavano i bisonti, attività per cui solo gli uomini erano selezionati e indispensabili. Oppure la pesca in mare, dove di nuovo non ricordi che si menzionino mai donne tra i pescatori.  In sintesi, la forza fisica e le altre qualità specifiche degli uomini sono meno essenziali nei climi equatoriali.

 

Un altro fatto importante è che non è necessario neanche costruire edifici veri e propri in un clima clima caldo. Inoltre, avendo in Africa un QI intorno a 65-70 medio rispetto al 100-105 dei cinesi ad esempio, non c'è la predisposizione a impegnarsi in imprese più complicate, per cui ad esempio nell'Africa sub-saharia non è mai stata inventata la ruota o costruito un singolo edifico a due piani.

 

Il risultato di tutta questa combinazione di fattori ambientali e genetici è che in Africa tradizionalmente, per secoli e secoli, LE DONNE PROCURAVANO IL CIBO E TENEVANO DIETRO AI BAMBINI E GLI UOMINI INVECE NO. Le cronache dei viaggiatori, esploratori e poi di tutti gli stranieri, arabi o occidentali che siano vissuti in Africa concordano sul fatto che gli uomini locali non sembrano mai lavorare e neanche avere la responsabilità del mantenimento dei figli.

 

Non hanno una famiglia perchè, come tutti gli studi indicano, in Africa non è mai esistita la famiglia "monogamica", con padre e madre e i loro figli biologici. In Africa vigeva e vige ancora sostanzialmente la poligamia e anche poliandria. Le donne hanno diversi partner con cui hanno figli non avendo bisogno di un marito che fornisca il sostentamento e gli uomini di conseguenza non sono sicuri di quali siano i loro figli. Per cui ad esempio in Africa i maschi si affezionano più ai figli delle sorelle, di cui sono almeno sicuri che siano del loro sangue.

 

Il risultato è che hai una situazione famigliare "fluida", in cui i figli vengono allevati "dalla comunità", dato che poi anche le donne avendoli da più uomini e cercando sempre uomini nuovi, li delegano a zie, madri o cugine più anziare da allevare. La situazione tipica dell'Africa è quella di bambini che non sembrano avere mai il padre e spesso neanche la madre nelle vicinanze. Sia i loro padri che madri sono invece in giro a cercare altri partner e i figli non sono la loro responsabilità diretta. La "comunità" nell'Africa tradizionale si prende cura in qualche modo dei figli di tutti. Gli uomini, non avendo una donna fissa e non sapendo chi siano veramente i loro figli, vagabondano per così dire da una donna all'altra tutta la vita, senza prendersi la responsabilità economica e legale dei figli. Questo non è però solo un retaggio del passato, perchè ad esempio negli Stati Uniti il 75% degli afro-americani OGGI cresce senza il padre. Il loro genitore maschio li mette al mondo, ma poi non li conosce, li segue o li mantiene.

 

Questo crea uno stile di vita più libero, rilassato e probabilmente anche meno stressato, ma non induce gli obblighi del lavoro, del risparmio, dell'accumulazione di conoscenze o capitali che invece in Cina o Europa sono stati da millenni al centro della civiltà.

 

In conclusione, il comportamento delle centinaia di migliaia di maschi africani che vengono mantenuti in albergo dallo Stato italiano e bighellonano per mesi per i centri di Milano o Roma "senza fare un 'azzo" non è anomalia.  Riflette il tipo di vita e di civiltà a cui da millenni si sono adattati per una combinazione di ragioni climatiche (clima sub-tropicale) e genetiche (Quoziente di intelligenza misurabile medio intorno a 70 contro 100 circa di Cinesi ed Europei).

 

E' un comportamento profondamente radicato nella loro evoluzione storica che nessuna "politica" può cambiare ora. E' un comportamento che presenta dei lati positivi e negativi, come ogni altro comportamento umano, ma che è in netto contrasto con l'esperienza antropologica dei Cinesi e degli Europei.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Sabato 26 Novembre 2016 20:59, edited 15 times in total.

 

  By: traderosca on Domenica 06 Novembre 2016 16:59

gattopardi o futuro....!!!!