W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Venerdì 12 Luglio 2019 23:54

Come due anni fa indicavo in Di Maio il leader indiscusso di M5S (quando tutti leccavano i piedi a Di Battista (strana coincidenza i prefissi DI)) ora indico LEI la prossima grande leader italiana, colei la quale si mangerà tutti:

 

https://www.youtube.com/watch?v=OICc9XVw5Sw

 


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Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Venerdì 12 Luglio 2019 23:45

ma Compagno de che...ti ha preso per il culo fino dall'inizio, dai...

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Venerdì 12 Luglio 2019 23:06

Compagno,

da Valpreda al cav, alla thatcher, a reagan, a salvini, a putin, fino al trumpanaro.

Te sei andato completamente fuori di zucca (ma forse lo sei sempre stato).

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: pana on Venerdì 12 Luglio 2019 20:08

ma scusami moscio, la thatche dice "devastera le loro economie inefficienti":.

ma allora significa

ma allora se ne deduce

che

i problemi

c erano anche

PRIMA dell euro

con le monete sovrane ?

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 18:39

Perfino a posteriori non avrei dubbi nel votare Berlusconi piuttosto che Prodi!

PS: mai votato né Berlusconi né Prodi, ma dovendo scegliere pure il bunga bunga era meno peggio.


 Last edited by: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 18:40, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 18:34

Questa è famosa, l'avrai vista, altrimenti rifatti gli occhi!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 18:29

"...nel caso degli italiani siete dei cialtroni, corrotti, corruttori e buoni a nulla..."

Italiani sono sempre gli altri!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Venerdì 12 Luglio 2019 18:25

Compagno, ma ti piace proprio cosi' tanto la favoletta secondo la quale l'italia e' sprofondata

nella m... per colpa dell'euro, dello sme etc...?

Se ti capitasse un momento di rinsavimento (seppur parziale e temporaneo) sarebbe il caso

di denunciare i tuoi "maestri" per circonvenzione di incapace.

Tra le altre cose le tue strampalate convinzioni contengono un inequivocabile messaggio

incorporato: il diritto alla cialtroneria (siamo o non siamo il paese dei diritti?).

Se arrivi sempre ultimo e' inutile che vai dallo psicologo o dai tuoi "maestri", sei un brocco

e basta, nel caso degli italiani siete dei cialtroni, corrotti, corruttori e buoni a nulla.

Quanto al capitalismo, mettitelo bene nella zucca (vuota), si basa sul mercato e sulla

concorrenza e queste due cose son piu' forti di tutte le fesserie che ti hanno infilato nella

zucca (sempre quella vuota).

Lo stesso sindacato, oltretutto corrotto in un paese di corrotti, non puo' fare proprio

niente nel momento in cui i "lavoratori" italiani (contrariamente a quelli immigrati) fan tutti

lavori del cazzzz che, qualora non li facessero, sarebbe anche meglio.

Infine ti dico un trucco: puoi lamentarti del tuo salario solo in un caso, vale a dire nel

caso in cui ci sia almeno un'altro datore di lavoro disposto a pagarti la stessa cifra o piu'.

E' il capitalismo bellezza (e il Comunismo non lo hai voluto, te e bertinotti).

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Venerdì 12 Luglio 2019 17:22

Anche Bossi deve svendere.... e con i soldi che prende riesce a stento a comprare un bilocale a Milano semicentrale.

Gemonio, in vendita la villa di Bossi, simbolo della Seconda Repubblica

La storica residenza del Senatùr in vendita per 430 mila euro, per anni sede dei summit della Lega e del governo con Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini

400  mq, più 2000 di giardino e piscina.....

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_luglio_11/vendita-villa-umberto-bossi-simbolo-seconda-repubblica-cac57086-a3df-11e9-a7ad-0c138fd9d483.shtml


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Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: XTOL on Venerdì 12 Luglio 2019 17:11

sante parole (vox clamantis in deserto)

 

L'Italia ha un indice di libertà economica pari a 62,5 che la pone al 36°posto tra i 44 paesi della regione europea

...

Non solo i paesi più liberi sono quelli più ricchi, ma sono anche quelli con il minor divario tra ricchi e poveri.

...

Nel nostro paese il basso livello di libertà economica ha radici culturali, siamo intrisi di ideologie collettiviste e oscilliamo tra illusioni socialiste e fascinazioni totalitarie. Ciò si evince in parte anche dall’impalcatura della nostra costituzione, molto più attenta al sociale che alla libertà, più sensibile alla redistribuzione di ricchezza che alla sua generazione.

Non abbiamo mai capito la portata sociale del capitalismo e quali siano i vantaggi del libero mercato, non riteniamo inviolabile la proprietà privata, non abbiamo un’etica della libertà.

E tuttavia, non possediamo neanche un’etica individuale della solidarietà; preferiamo che sia la collettività a essere solidale attraverso l’intervento dello stato.

Tale visione della società attraverso la lente delle ideologie collettiviste ha trovato la perfetta sintesi nella celebrazione e idealizzazione dello stato repubblicano, che deve assicurare il bene comune. Anzi è il solo che può farlo. Lo stato non deve solo aiutare e assistere i bisognosi, ma deve anche garantire i diritti positivi, assicurare la giustizia, risolvere i problemi sociali, intervenire in economia, creare posti di lavoro e conseguire l’equità sociale. L’individuo ne esce così deresponsabilizzato.

E’ sulla base di tali convinzioni che lo stato è diventato ipertrofico, è così che ha preso sempre di più il controllo delle nostre vite.

Oggi il nostro PIL è costituito al 50% da spesa pubblica, per lo più inefficiente, gestita e alimentata da una burocrazia corrotta e oppressiva. La crescita continua della spesa è stata una costante della nostra democrazia ed è avvenuta senza controllo. Per finanziarla sono stati usati tutti i mezzi possibili:

  • tassazione (palese e nascosta), che ha fatto raddoppiare il gettito fiscale negli ultimi venti anni a parità di PIL;
  • utilizzo del deficit di bilancio, che ha portato l’indebitamento al 132% del PIL, il più alto dopo la Grecia;
  • inflazione monetaria, a cui si è fatto indiscriminato ricorso ai tempi della sovranità monetaria della Lira (a cui oggi molti partiti desiderano tornare solo per sfruttare nuovamente questa opportunità).

La crescita delle dimensioni dello stato, ha determinato il parallelo progressivo deterioramento e infiacchimento delle capacità e dello spirito imprenditoriale, la distruzione di capitale, l’innalzamento del tasso di preferenza temporale con il conseguente bisogno di gratificazione immediata, e la riduzione dell’attitudine al risparmio.

...

E nonostante ciò, il paradosso: più lo stato cresce e diventa opprimente, più la gente attribuisce ad un inesistente liberismo economico la causa dei suoi mali. La mancanza di cultura liberale ed economica attribuisce infatti al libero mercato e al capitalismo gli attributi di egoismo, anarchia e disordine, un luogo dove i più deboli sono sopraffatti. La crescita delle disuguaglianze sarebbe quindi il risultato del liberismo selvaggio all’opera. Esattamente l’opposto della realtà.

Ma in un mondo soggetto a regole economiche che non si comprendono, sempre più incerto e difficile, cresce la paura di non essere in grado di affrontare le sfide future, ed ecco che così diventa più comprensibile la crescente richiesta allo stato di tutele, regole, guida e aiuto.

Viene pertanto chiesto alla politica l’opposto di quello che servirebbe. Serve meno stato, che vuol dire meno spesa, meno tasse, meno debito, più libero mercato. La gente chiede più stato, e cioè più spesa, più tasse, più debito, più dirigismo economico.

...

I partiti, da parte loro, rispondono a tale richiesta offrendo tutti, unanimemente, una ricetta statalista, assistenzialista e dirigista; e professando tutti, con sfumature diverse, una socialdemocrazia più o meno totalitaria. Il popolo li asseconda, valutando le promesse elettorali in funzione dei propri personali benefici, nella fallace credenza che tali promesse possano essere finanziate senza conseguenze dalla collettività. E’ uno dei grandi difetti della democrazia, il fatto che alimenti l’illusione che “tutti possano vivere sulle spalle di tutti gli altri”.  E noi siamo più esposti di altri popoli a credere a questa illusione.

 

PER UNA PROSPETTIVA LIBERALE DI CAMBIAMENTO SOCIALE


 Last edited by: XTOL on Venerdì 12 Luglio 2019 17:12, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 03:19

"Siccome ci siamo fumati 500 miliardi di pil, le aziende possono stare in piedi solo con manovalanza a basso costo,"

E tu saresti uno che si definosce Compagno? MA VERGOGNATI e definisciti con onesta': un proletario che ragiona con la testa di un capitalista!

500 miliardi di pil ce li siamo giocati grazie al meccanismo SME-Euro e globalizzazione: le aziende stanno in piedi schiavvizzando grazie alla globalizzazione, poiche' devono competere con concorrenti il cui costo del lavoro e' basso. Questa si chiama equalizzazione mondiale. Invece di starnazzare contro i giovani di oggi, probabilmente meno ubriachi di assurde ideologie come voi giovanotti criminogeni sessantottini, prenditela con chi ha messo indiscriminatamente le nostre aziende in sleale concorrenza con le estere.

Prenditela con i famigerati sindacati che, all'epoca ed oggi piu' che mai, non si sono minimamente posti il problema di difendere i livelli raggiunti dall'operaio italiano il cui salario, in un sistema di liberi scambi, doveva per forza di cose equalizzarsi con quello vietnamita. Prenditela con chi, avendo adottato l'euro, ha creato la deflazione salariale.

VERGOGNATI! e adesso vai pure a sperticarti per i tuoi Ciampi, Monti, Draghi , Prodi!

 


 Last edited by: muschio on Venerdì 12 Luglio 2019 03:21, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Venerdì 12 Luglio 2019 00:56

Gli acculturati buoni solo a sparar cazzate commettono sempre l'errore di ritenere che i lavori manuali

siano semplici e alla portata di tutti, dicono che loro hanno studiato (hanno studiato sta mingh...!).

 Se pigli in 20enne rincoglionito da feisbuc quello si salda le dita sulla lamiera.

Siccome ci siamo fumati 500 miliardi di pil, le aziende possono stare in piedi solo con manovalanza

a basso costo, e per manovalanza intendo sopratutto quei cretini che stanno in ufficio a stampar carte

o a caricar fatture o a giocar con la posta elettronica.

Senza il saldatore pakistano (a quelli dell'est ormai l'italia fa schifo) fincantieri potrebbe anche chiudere

baracca e burattini tra lo sconcerto di salviniani, trumpini, fascistelli, rincoglioniti e babacchioni.

L'arte di saper far qualcosa ormai e' concentrata nelle fasce d'eta' 50/60, morti quelli si apre un'immensa

prateria per i "negri". Diventeremo la prima repubblica afroislamica d'Europa, repubblica per modo di dire,

magari viene il califfo per la gioia di quelli che vedono perfino in salvini il nuovo conducator.

 

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Bullfin on Venerdì 12 Luglio 2019 00:42

NO no ragazzi parlate di cose che non sapete, ho lavorato per anni in aziende dove si saldava e quelli bravi prendevano ben oltre 3000 euro.

Ripeto parlate sempre a vanvera, io sono sul campo... grazie notte e fc. :).

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Venerdì 12 Luglio 2019 00:21

Gano, ma non eri tu quello esperto del mondo??

 

" i bravi saldatori di un tempo sono andati in pensione (o ci sono vicini), c’è stato un massiccio arrivo di saldatori soprattutto dall’Est, ma anche dal Pakistan.

In primo luogo: concentrazione e polso fermo. Da questo punto di vista, sembra che i pakistani siano più predisposti di altri. "

 

Non ci sono più i saldatori «di una volta»: volete imparare? - Giornale di brescia - https://www.giornaledibrescia.it/rubriche/impresa-4-0/non-ci-sono-pi%C3%B9-i-saldatori-di-una-volta-volete-imparare-1.3274701


 Last edited by: gianlini on Venerdì 12 Luglio 2019 00:47, edited 2 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Giovedì 11 Luglio 2019 23:19

Il problema della paga dei saldatori e di Fincantieri. Alla fine cadiamo sempre li e cioè: abbiamo ridotto il nostro paese ad essere un paese low-cost, dove puoi trovare ingegneri, programmatori senior o cardiochirurghi anche a 2000 euro al mese. Se vai in USA la paga di ingresso per un laureato parte credo da 10.000 dollari/mese. Nemmeno in Cina ci sono situazioni del genere per i laureati (in India sicuramente si infatti quelli son dei coglioni e rimarranno tali per sempre).

 

Dicevo, cadiamo sempre li perchè sebbene ci siamo trasformati in un paese low-cost, il mercato interno NON è assolutamente ripartito e non è ripartito nemmeno il PIL. E questo semplicemente a causa dei cosidetti "diritti acquisiti (dei palloni gonfiati)". Non riesci in Italia a riallinearti agli altri paesi, c'è poco da fare. La questione di Fincantieri è quella di dover competere a livello globale e lo puoi fare solamente assumento degli schiavi (un pò come fanno a Dubai). Poi però hai dei problemi a trovare schiavi in Italia. 6000 saldatori professionisti non sono bruscolini. Poi ovvio arrivano i giornalisti coglioni che sparano addosso ai lavoratori e fanno i soliti titoloni.

 

Per quello dicevo, Fincantieri alzi i prezzi. Lo dicevo perchè semplicemente non lo può fare. Se la nostra classe politica si allinea al resto del mondo, qui al nord ci impieghiamo 2 mesi a metterci a posto. Infatti qui da noi la disoccupazione praticamente non esiste. Io sono vicino a Parma e un caso noto e la Farmaceutica Chiesi. Non un'azienda enorme ma nemmeno troppo piccola. Li le paghe sono molto alte con benefit di tutto rispetto.

 


 Last edited by: Morphy on Giovedì 11 Luglio 2019 23:20, edited 1 time in total.