La nuova civiltà

Re: La nuova civiltà  

  By: antitrader on Lunedì 11 Novembre 2019 11:18

Te hai la psicosi dei Comunisti, ma dove li vedi i Comunisti? Siamo solo in 2, io e Will.

Ma poi, da dove deriva tutta questa paura? Temi che ti espropriano il bitcoin? Non ti

preoccupare, non serve, quello a 0 (ZERO) ci va da solo.

Quanto al Cile, anche li', e' sotto regime fascista da mezzo secolo, e, come sempre

accade, i fascisti si so' magnati tutto (rame compreso).

Ma te, oltre a dedicarti a un'affannosa ricerca di spazzatura nel web, ogni tanto, ti fermi

anche a riflettere (sulle strnzate che leggi)?

 

Re: La nuova civiltà  

  By: XTOL on Lunedì 11 Novembre 2019 10:58

questa è la descrizione più chiara possibile del perchè il comunismo fallisce regolarmente

è un po' lunga per un post, ma credo valga la pena di essere letta con attenzione

 

Come spero saprete nella giornata di ieri si è celebrato il trentennale della caduta del muro di Berlino.
Molte parole sono state scritte su come è successo tale evento, peraltro tutte estremamente interessanti.
Un punto però mi pare non sufficientemente chiarito.
Anzi, direi almeno in Italia, semplicemente evitato.
Ovvero: perchè?
Perchè il muro di Berlino è crollato?
Per comprendere appieno le ragioni del crollo, bisogna allora spiegare la ragione che ha portato al fallimento il modello socioeconomico sul quale si basava il muro.
E questo modello è il comunismo.
Ecco, oggi proviamo a comprendere perchè il comunismo non ha funzionato, in Germania est, ma ormai si può tranquillamente dire ovunque nel mondo.
Infatti, se il crollo del comunismo nella ex DDR fosse stato un evento unico nel panorama della storia comunista, potremmo concludere che il fallimento dei quell'esperimento fu un problema strettamente locale.
Ma così non è.
Dal 1917, ovvero dalla rivoluzione russa in poi, il comunismo è stato sperimentato in numerosi altri paesi del pianeta e in mille salse diverse.
Oltre all'esperienza sovietica, si è andati dal maoismo cinese al comunismo caraibico cubano.
Si è proseguito col comunismo autogestito jugoslavo, fino al comunismo monarchico stalinista della corea del nord.
In tutti i casi il sistema o non ha aumentato lo stile di vita dei propri cittadini, come a Cuba, o l'ha perfino ridotto, come in Corea del Nord, o semplicemente è crollato su se stesso dopo alcuni anni, come in tutti gli altri casi.
Quindi non esiste un caso che sia uno, di sistema economico e sociale di stampo comunista o generalmente anticapitalista, che in un secolo di storia abbia prosperato creando ricchezza e benessere per i propri cittadini (e no, la Cina non è un esempio a favore, visto che perlomeno dal 1993 non è più un paese comunista e dal 2001 è a tutti gli effetti un sistema economico capitalista).
Non uno quindi.

A questo punto è evidente che tale sistema ha un problema “genetico” di adesione alla realtà nel senso evolutivo e darwiniano del termine.
Dove risiede questo problema?
Per ragioni di brevità possiamo riassumerlo in due grandi categorie:
1) l'uso nella strutturazione del sistema economico di una teoria economica errata, ovvero il marxismo
2) l'impossibilità di evitare in senso più generale, quindi riguardante ogni modello anticapitalista, tutti i problemi sottolineati dalla critica neoclassica marginalista al socialismo.
Problemi espressi inizialmente da Pareto nei primi del '900, ripresi e ampliati nel 1920 da Ludwig Von Mises, e chiariti in ogni loro aspetto infine da Friedrich Von Hayek negli anni '30.

Esaminiamo quindi i due aspetti.
Per il marxismo è relativamente semplice.
Come dovremmo sapere Marx non ha mai parlato di come dovrebbe essere un sistema economico comunista.
Ha solo criticato il sistema capitalista.
Critica che parte dal concetto di caduta tendenziale del saggio di profitto.
Per sommi capi: a causa dei rendimenti decrescenti degli investimenti di capitale, prima o poi il capitalismo avrebbe raggiunto una stasi economica dovuta all'azzeramento dei profitti.
Per aumentarli in simile situazione, l'unico modo è aumentare lo sfruttamento del fattore lavoro, unico fattore produttivo del sistema economico ovvero unica fonte per il marxismo del valore di un bene.
Il risultato quindi è la creazione di una enorme massa di persone poverissime e sfruttate, che una volta raggiunto il limite dello sfruttamento avrebbero rivoluzionato il sistema da soli.
Come è andata invece la realtà?
I dati sono chiari: i redditi di tutte le classi di lavoratori, anche quelli più poveri, sono aumentati.
E assieme a loro anche i profitti.
In sostanza nell'ultimo secolo e mezzo, pur con fluttuazioni anche ampie, i salari generali e i profitti sono aumentati dello stesso livello, lasciando invece il tasso di profitto medio di fatto costante.
In sostanza le cose sono andate in modo totalmente opposto alla critica e previsione di Marx.
Come è stato possibile?
Spieghiamo.
Marx, formulò la sua critica a metà dell'800 prendendo a man bassa dalle idee di Ricardo, e quindi poteva non “percepirlo” (anche se Ricardo, che era un vero economista, si), ma il punto centrale del problema è che nel momento in cui un imprenditore capitalista investe il suo capitale in nuovi prodotti e nuove tecnologie, può aumentare la quantità prodotta per unità di tempo, senza aumentare lo sfruttamento del lavoratore e a prezzi di vendita più bassi ma contemporaneamente aumentando il profitto.
In sostanza il marxismo della caduta del saggio di profitto è niente di più e niente di meno che un caso speciale di produzione, ovvero quello della INVARIANZA TECNOLOGICA.
Nel momento in cui inseriamo lo sviluppo tecnologico, ecco che i rendimenti decrescenti di Marx, diventano almeno rendimenti costanti.
E infatti da due secoli il tasso di profitto è quasi perfettamente costante.
Va da se che con rendimenti costanti non c'è nessun sfruttamento del lavoratore, che anzi può chiedere ed ottenere di lavorare di meno e aumentare il suo reddito almeno al tasso di crescita del profitto.
Teoria economica errata quindi.
Che porta però li dove applicata, a concepire un mondo nel quale i prezzi dei beni verranno stimati secondo la loro quantità di lavoro "incorporata", e a non considerare il tasso di profitto negli investimenti.
Se però il sistema dei prezzi dato dal valore-lavoro come visto è errato, ovviamente anche tutti i prezzi stabiliti in un paese comunista sono errati.
Non solo: il profitto, lungi dall'essere il tasso di sfruttamento del lavoratore, è il rendimento dell'investimento, ovvero l'unico mezzo che esiste per determinare se un investimento è corretto oppure no.
Risultato se non lo considero?
Che non avrò la più pallida idea se i miei investimenti siano fruttosi oppure no.

Ecco allora uno degli errori genetici del comunismo: a causa della teoria usata (il marxismo), un sistema comunista non ha la più pallida idea di quali siano i prezzi corretti dei beni e non sa minimamente se sta sprecando risorse oppure no.
Non è stato quindi un caso se le prime riforme tese a rilanciare l'economia comunista più “anziana”, ovvero quella dell'Urss di fine anni '50, andavano tutte verso un ri-adeguamento dei prezzi e l'introduzione del profitto aziendale.
Potevano funzionare?
Di nuovo no.
La ragione?
Lo spiega il secondo punto e si riconduce essenzialmente all'assenza del mercato, ovvero il luogo dove poter formare i prezzi corretti.
Prezzi che in un mercato sono frutto della legge della domanda e dell'offerta.
Legge che è universale e non eliminabile da nessun sistema economico e senza la quale i prezzi non sapranno dirci nulla.
Non potranno quindi dirci ne quali beni sono scarsi, ne quali beni sono abbondanti, ne le preferenze di chi scambia, ovvero produttori e consumatori.
Questa è la critica hayekiana, ovvero il ruolo informativo per gli operatori economici del prezzo stabilito in un mercato.
E su tale problema, assieme alla logica conseguenza della gestione dei costi, vanno a sbattere regolarmente tutte le pseudo teorie economiche alternative al capitalismo.
Quindi, se prendiamo ad esempio l'esperienza più rigorosa dell'Urss, anche se alla fine è stato reintrodotto il profitto e sostanzialmente rottamato il concetto di valore-lavoro, non essendoci comunque un libero mercato sul modello capitalista (tutto sommato anche nell'esperimento yugoslavo, dove pure si era cercato di ricreare), i produttori non avevano la più pallida idea di quali beni erano scarsi, quali abbondanti, quali fossero le preferenze dei lavoratori/consumatori e infine, last but not least, quali erano i mezzi di produzione più efficienti.
E per mezzi di produzione dobbiamo intendere la tecnologia.

In modo tranchant e apparentemente tautologico, potremmo concludere dicendo che il comunismo fallisce invariabilmente perchè semplicemente non è il capitalismo.
Ovvero?
Ovvero quel sistema nel quale con la motivazione del profitto, liberi produttori indipendenti, producono con la migliore tecnologia a disposizione, esattamente i beni che i consumatori chiedono, soddisfacendo costantemente i bisogni di tutti, in un sistema di scambio e di determinazione dei prezzi di libero mercato.
In questo modo, anche se con fluttuazioni temporanee, il sistema economico capitalista:
- sa sempre cosa produrre
- sa sempre quali investimenti rendono e quali no
- sa quali sono i prezzi giusti
- sa sempre qual è la tecnologia economicamente più efficiente
- mantiene così il saggio di profitto sempre positivo
- soddisfa sempre i bisogni della gente
In definitiva il capitalismo, essendo un sistema produttivo totalmente decentrato in unità indipendenti e liberamente fallibili è un sistema economico evolutivamente stabile, potendosi costantemente adattare al mondo che cambia.
Al contrario, un sistema comunista, proprio perchè diretto dall'alto e quindi strutturalmente rigido, no.

Il comunismo quindi è un modello economico incapace non solo e non tanto di promuovere lo sviluppo, ma semplicemente di adattarsi in puro senso darwiniano all'ambiente, sia interno che esterno, o detto in parole chiare, il comunismo è un sistema nato per morire..... prima o poi.
Verrà compreso tutto ciò dai nemici del capitalismo?
Ovviamente no.
Il risultato?
Sempre lo stesso: altri muri e altri crolli, nel vano tentativo di combattere il capitalismo.
Così è la vita.
Buona giornata.

Re: La nuova civiltà  

  By: XTOL on Lunedì 11 Novembre 2019 10:15

leggo questa descrizione dei casini cileni che mi suona equilibrata e al tempo stesso inquietante... cito il finale, che è anche un invito a leggerla tutta:

 

CHILE SELF DESTRUCTS - a morally and spiritually bankrupt society heads for civil war and a possible military takeover...

 

While many in the northern world reading this may think that Chile is just some distant banana republic and dismiss what is happening there as irrelevant to their lives, this would be a mistake. With socialist degeneracy in the ascendancy in many States and cities across the US and across Europe, most notably California, we can readily appreciate that what we are now seeing in Chile is what is eventually destined to occur in Europe and the US

 

purtroppo questo monito mi sembra quanto mai valido


 Last edited by: XTOL on Lunedì 11 Novembre 2019 10:17, edited 1 time in total.

Re: La nuova civiltà  

  By: traderosca on Lunedì 11 Novembre 2019 09:21

"I tempi saranno lunghi ma i paesi occidentali saranno i primi che subiranno un'evoluzione spontanea

verso il Comunismo."

 

Anti, (terun)

il comunismo è già morto e sepolto.E' un sistema che prima o poi è destinato a saltare,perchè senza libertà l'uomo vive male

e con l'arrivo inevitabile della libertà il comunismo muore!!!!!!!

 

Il Capitalismo non fallirà,perchè è dotato di una forza naturale che si chiama libertà economica.Ma cadrà in crisi ogni volta

che questa libertà verrà usata male per il prevalere dei vizi umani e quindi del capitalismo selvaggio.

E dopo ogni caduta,il Capitalismo saprà risollevarsi per poi cadere e sollevarsi di nuovo ovviamente modificandosi..........

Re: La nuova civiltà  

  By: lmwillys1 on Lunedì 11 Novembre 2019 09:16

ehehehhehehehhehehehehhehehehhe

mai quanto le tue

--------

Bull, lo so che condividi le cazzate mostruose del/la 77enne decerebrato/a ex maschio da un ventennio femmina addirittura ex-marxista ora idolo/a di XTOL .... chettedevodì ancora oltre al mio solito 'curati' ... niente

non si deve contraddire le menti disturbate 

:-)


 Last edited by: lmwillys1 on Lunedì 11 Novembre 2019 09:22, edited 3 times in total.

Re: La nuova civiltà  

  By: Tuco on Lunedì 11 Novembre 2019 07:51

Anti ha fatto 30, vediamo se fa 31:

Secondo te, come farà l'Euro a venire giù per i colpi de " I Mercati " ?

 

Re: La nuova civiltà  

  By: Bullfin on Lunedì 11 Novembre 2019 07:35

ahahahahahahahahahahahahahahah

scusate ... era l'unico comment esprimibile per una tale sequela di imbecillità assolute

 

 

ehehehhehehehhehehehehhehehehhe

mai quanto le tue

FULTRA 10 MARZO 2020: Qui sotto la fotocopia dal vero "cialtrone medio italico" : Antitrader. Fatene una copia del pensiero per i posteri e quando tra 50 anni vorranno capire perchè l' talia sia finita miseramente

Re: La nuova civiltà  

  By: antitrader on Lunedì 11 Novembre 2019 00:59

Morphy,

non si puo' sapere se sara' meglio o peggio, prendi gli USA (quello che sucede altrove conta un cazzzz),

le aziende son gia' tutte in mano ai fondi i quali le spolpano costringendole e staccare dividendi e a fare

Buy back.

Se sostituisci i fondi con le banche centrali non dovrebbero peggiorare le cose,anzi, verrebbe meno la

necessita' di distribuire dividendi e comprare azioni proprie che serve solo ai palloni gonfiati per

vendere bene le loro stock option.

Praticamente il sistema produttivo finirebbe in mano a un azionista dalle cpacita' finanziarie infinite.

P.S Intanto grande avanzata fascista anche in Spagna. C''e' una forte domanda di fascismo in

Europa, del resto l'elettorato e' femmina, vuole l'uomo forte (e quelli con le teste rasate e i tatuaggi).

 

Re: La nuova civiltà  

  By: lmwillys1 on Lunedì 11 Novembre 2019 00:52

...alcune ripetizioni sono salutari, sono cose che dovete davvero – davvero – sapere; innanzitutto che secondo il consenso scientifico fra gli storici dell’economia, a partire dal 1800 il tanto vituperato capitalismo ha innalzato il reddito reale pro capite fra i più poveri non del 10 o del 100 per cento, ma di oltre il 3.000 per cento. Cibo a basso costo. Appartamenti grandi. Alfabetizzazione. Antibiotici. Aerei. La pillola. L’educazione universitaria […]. E’ il fatto più macroscopico, eppure trascurato, del mondo moderno. Le statistiche dicono che la maggior parte delle persone pensa che l’effettivo potere d’acquisto dei più poveri sia aumentato circa del 100 per cento, tutt’al più del 200 per cento, cioè raddoppiata o triplicata. Si sbagliano. La crescita è stata molto più grande. Se lo capissimo, questa comprensione cambierebbe anche la nostra politica. Ad esempio, il Grande Arricchimento è un elemento cruciale per mostrare che il vero liberalismo umano che difendo qui è buono e arricchisce, in tutti i sensi. Il Grande Arricchimento non significa, naturalmente, che non si possa fare di più per aiutare i poveri, in particolare voltando le spalle alle numerose, mostruose eppure politicamente efficaci policy che li danneggiano. Ma significa che è assurdo attaccare, come fanno molte teorie politiche, un “capitalismo” che ha fatto più di qualunque altra cosa per aiutare i poveri. Il Grande Arricchimento non significa che alcuni pezzi di altri sistemi debbano essere scartati. Ma significa che sostituire completamente “il sistema” sarebbe un disastro per i poveri, com’è stato dimostrato nell’Unione sovietica a partire dal 1917, in Venezuela dopo il 1999 e molte altre volte nella storia.

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ahahahahahahahahahahahahahahah

scusate ... era l'unico comment esprimibile per una tale sequela di imbecillità assolute

Re: La nuova civiltà  

  By: Morphy on Lunedì 11 Novembre 2019 00:23

E come dicevi qualche post fa, ci saranno gli statali da una parte e i pensionati dall'altra. E in mezzo... gli straccioni...

 

Re: La nuova civiltà  

  By: antitrader on Lunedì 11 Novembre 2019 00:11

I tempi saranno lunghi ma i paesi occidentali saranno i primi che subiranno un'evoluzione spontanea

verso il Comunismo.

Col la prossima recessione le banche centrali saran costrette e comprare azioni, il capitalismo, dopo

i disastri fatti trmite le stamperie, non e' piu' in grado di sostenere recessioni prolungate e nemmeno

di sostenere il debito arrivato ormai a un livello sterminato.

I giapponesi gia' lo fanno da anni anche se comprano tramite ETF per non dare nell'occhio e per evitare

favoritismi verso alcune aziende a scapito di altre.

Quando le banche centrali diventeranno i soci di maggioranza si e', di fatto, realizzato il sogno Comunista

della collettivizazione dei mezzi di produzione.

In buona sostanza, i capitalisti che vedranno le loro azioni precipitare saran costretti a venderle alle

banche centrali e, in questo modo, il controllo delle aziende finira' in mani pubbliche, Le banche

centrali sono enti pubblici tra lo sconcerto di quei rimababiti che La BCE e' privata.

Quelli che "stampa magna!" si illudono che la stamperia non avra' effetti collaterali, invece avra'

effetti pirotecnici che porteranno dritto al Comunismo che poi, altro non e', che un livello superiore

di civilta'.

 

 

 

Re: La nuova civiltà  

  By: Bullfin on Domenica 10 Novembre 2019 23:41

Ovviamente i comunisti sempre dare la colpa agli altri...

FULTRA 10 MARZO 2020: Qui sotto la fotocopia dal vero "cialtrone medio italico" : Antitrader. Fatene una copia del pensiero per i posteri e quando tra 50 anni vorranno capire perchè l' talia sia finita miseramente

Re: La nuova civiltà  

  By: XTOL on Domenica 10 Novembre 2019 23:16

anche questo bel personaggetto, naturalmente, era un fascistaccio

sei patetico

 

 

 


 Last edited by: XTOL on Domenica 10 Novembre 2019 23:17, edited 1 time in total.

Re: La nuova civiltà  

  By: antitrader on Domenica 10 Novembre 2019 23:15

La formazione di Pol Pot fu sicuramente di stampo Comunista, e questo porto fuori strada

i Comunisti italiani. Quando ando' al potere si comporto' addirittura da nazista proclamando

la superiorita' della razza Khmer, e, quelli sterminati, furono proprio i Comunisti cambogiani

fino alla liberazione ad opera del mitico generale Jap.

In ogni caso, quelle porcherie avvennero col consenso delle potenze occidentali e, in parte,

anche della Cina.

L'Unione Sovietica invece stava dalla parte dei vietnamiti.

 

Re: La nuova civiltà  

  By: antitrader on Domenica 10 Novembre 2019 23:07

Piu' o meno era davvero cosi': i vietcong erano i vietnamiti del sud che combattevano contro

l'aggressione americana ed erano una spina nel fianco degli americani e i bloro aleati

sudvietnamiti.

Di fatto diedero un contributo sostanziale nella vittoria del Vietnam del nord.