Trame, Connessioni, Network e Intrighi

 

  By: lmwillys on Sabato 14 Febbraio 2015 22:37

la tenuta del M5S dipende da cosa vota la gente io posso solo ripetere quello che ho già detto qui in passato, uno che vota qualcosa di diverso dal M5S è solo una testa di kazzo :-)

 

  By: Bullfin on Sabato 14 Febbraio 2015 22:31

Willys, ma sto M5s tiene o no?...a parte un manipolo di persone il resto sta cambiando aria....

FULTRA 10 MARZO 2020: Qui sotto la fotocopia dal vero "cialtrone medio italico" : Antitrader. Fatene una copia del pensiero per i posteri e quando tra 50 anni vorranno capire perchè l' talia sia finita miseramente

 

  By: lmwillys on Sabato 14 Febbraio 2015 22:10

giustificazione puerile, è tipico del ladro il 'tanto rubano tutti' l'assessore ladro si può cambiare votando bene quei 7000 sono solo semplici ladri nient'altro e nessuna giustificazione è ammessa :-)

 

  By: Bullfin on Sabato 14 Febbraio 2015 21:52

Il livore ce l'ho per come vanno le cose qui, sai com'è, io voglio vivere qui tu invece sei contento e soddisfatto del nostro andazzo ? in ogni caso io non so proprio cosa sia l'invidia, mi sa che hai capito ben poco del sottoscritto, e quei 7000 hanno svuotato pure le mie tasche oltre alle tue :-) Caro Willis, non capisci na mazza...tu non dovresti prendertela con quei 7000 ma con l'assessore del tuo comune che scialacquando come pochi porta si ad aumentare le tasse ad un livello tale che l'iniziativa economica non conviene...

FULTRA 10 MARZO 2020: Qui sotto la fotocopia dal vero "cialtrone medio italico" : Antitrader. Fatene una copia del pensiero per i posteri e quando tra 50 anni vorranno capire perchè l' talia sia finita miseramente

 

  By: DOTT JOSE on Sabato 14 Febbraio 2015 20:08

I ricchi giacimenti di oro nero custoditi nel sottosuolo del Venezuela devono far gola a molte elite finanz.fasciopredatorie dato che ogni 2 annetti provano ad organizzare un golpe e sostituireil governo democraticamente eletto con una squadretta di maggiordomi servizievoli e comprati http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2015/2/13/43864-venezuela-il-presidente-maduro-denuncia-un-tentativo-di/

10 febbraio 1947 MATERIALI DI RESISTENZA STORICA GIORNO DEL RICORDO FOIBE dieci febbraio | MILLENOVECENTOQUARANTASETTE

 

  By: lmwillys on Lunedì 09 Febbraio 2015 13:49

il livore ce l'ho per come vanno le cose qui, sai com'è, io voglio vivere qui tu invece sei contento e soddisfatto del nostro andazzo ? in ogni caso io non so proprio cosa sia l'invidia, mi sa che hai capito ben poco del sottoscritto, e quei 7000 hanno svuotato pure le mie tasche oltre alle tue :-) dimenticavo, non sono solo gli svizzeri che beneficerebbero del mio trattamento 'radere al suolo e sterminare', tanti altri, tutti i paradisi fiscali, particolare ferocia per il lussemburgo di juncker http://www.icij.org/project/swiss-leaks/explore-swiss-leaks-data http://www.icij.org/project/luxembourg-leaks

 

  By: lmwillys on Lunedì 09 Febbraio 2015 09:23

swissleaks, sta per uscire la lista dei nomi dei maiali evasori, ci sono anche circa 7.000 bastardi italiani carino vedere che tuttora non esiste cenno sul sito de ilsole24ore elenco di maiali aiutati dalla banca stronza e dalla categoria impiccabile dei commercialisti ... lo so che qui ce ne sono, ricordo Lanci, ripeto categoria IMPICCABILE IN BLOCCO è il caso di dedicare un monumento al benemerito Falciani io sono sempre per radere al suolo la svizzera e tutti gli svizzeri in mutande senza un cent

 

  By: alberta on Mercoledì 04 Febbraio 2015 13:56

Questa mi era sfuggita.... ------------------------------------- A dicembre Isis aveva lanciato un sondaggio choc sul web: «Come volete che venga ucciso il pilota?». Un appello in grado di raggiungere oltre 10mila sostenitori in 24 ore. Il ributtante sondaggio era la “risposta” di Isis alla campagna di tipo umanitario, #BringHimHome (portatelo a casa), lanciata dai paesi arabi scossi dalla vicend, e trascinata da un messaggio solidale della regina Rania di Giordania e del segretario dell’Onu, Ban Ki-moon. E martedì, dopo la notizia del video choc, proprio dal web arrivano altri numerosi messaggi di plauso e soddisfazione da parte di numerosi utenti. «Guardate come muore un infedele», è il titolo di messaggi apparsi su Twitter da account che si identificano con l’Isis. «Finalmente giustizia è fatta», scrive un utente che si fa chiamare, in arabo, il cavaliere dell’Islam. «Ecco cosa capita ai malvagi crociati», è il ritornello di altri internauti. In alcuni casi, accanto ai fotogrammi del video dell’Isis si mostrano immagini di bambini carbonizzati e intrappolati sotto le macerie, con riferimento alle «vittime dei raid dei crociati», indicando così la Coalizione anti-jihadisti. _________________________________________ Francamente non capisco come si faccia a pubblicare e tenere per settimane in rete questa roba, credo sia molto peggio di un sito in cui fanno vedere minori in atteggiamenti provocatori o roba del genere ..... e nessuno intervenga per oscurare in poche ore tutto e monitorare che "sondaggi" grillini del genere vengano stroncati ed inondati di virus, spam devastanti e quant'altro. Il livello dell' intelligence occidantale è così infimo rispetto a quella dei Nord coreani, ad es., oppure va bene mantenere un livello di terrore adeguato a tenerci sulla corda ????? http://esplorareconoscenzenuove.blogspot.it/2015/01/je-suis-charlie-hebdo-e-quindi-voglio.html

 

  By: MR on Martedì 03 Febbraio 2015 15:30

Caro Zibordi, questa volta ci sono arrivato prima io :)

 

  By: lmwillys on Martedì 03 Febbraio 2015 08:59

che forza questi due greci, sfrontati, irriguardosi, una bella presa per il kulo al denaro ebreo impossibile da rifiutare da parte del denaro ebreo :-)) in pratica 'paghiamo ora col kazzo, vi svendiamo la nostra roba sempre col kazzo, facciamo quello che ci pare, decidete pure la proposta di ristrutturazione che vi piace tanto vi pagheremo a babbo morto sempre col kazzo dato che il pil è un retaggio del passato' paragonandoli all'ebetino nostrano sono leggermente OPPOSTI ... ma la grancassa servile li assimila :-))) 'se è consentito dirlo aristocrazia ebraica' ... perché se è consentito ? che è una novità che il denaro è ebreo ?

Tsipras e Lazard: "il lupo viene assunto dalle galline" - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 03 Febbraio 2015 00:26

Uelà...^"La Grecia sceglie Lazard per rinegoziare il debito"#http://www.nextquotidiano.it/grecia-sceglie-lazard-per-rinegoziare-debito/^ Tsipras e compagni non si mettono mai la cravatta, cantano Bella Ciao ma quando si parla di soldi si rivolgono a Lazard. Come si può leggere qui a fondo pagina in questo articolo del New York Times sul libro di Cohan sulla storia di ^Lazard#http://www.lazard.com/^, qui parliamo di una Goldman Sachs al quadrato, la quintessenza della finanza anzi dell'aristocrazia finanziaria internazionale da più di un secolo e come nota di passaggio anche il New York Times, se è consentito dirlo aristocrazia ebraica (a Goldman Sachs è più misto come ambiente). Non che ci sia niente di male, anzi vuole dire che cerchi il meglio quando si parla di debito e che cerchi le connessioni giuste, che non sei un dilettante. Meglio per chi ? Beh... questo è più complicato...come ha twittato oggi ^Warren Mosler " il lupo viene assunto dalle galline"#http://memmt.info/site/mosler-varoufakis-mi-sembra-tutto-molto-sbagliato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mosler-varoufakis-mi-sembra-tutto-molto-sbagliato&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter^ Cosa sembra che venga fuori come proposta per il debito greco da Syriza gestita dal suo economista Yarooufakis ? #ALLEGATO_2# Da quello che si legge Varoufakis dice : “la Grecia è nell’euro e resterà nell’euro”, "..ripagare tutto con gli interessi”, "mantiene un surplus primario" e allo stesso tempo aumenta la spesa pubblica...E come si ottiene questo miracolo ? Con una serie di "swap" del debito vecchio con debito nuovo indicizzato al PIL e altra ingegneria finanziaria che mantiene il debito, sembra, in termini nominali. Una di quelle manovre in cui l'unica cosa certa è che i consulenti e le banche incassano parcelle e commissioni da paura. Forse però i miracoli sono possibili perchè il banchiere di Lazard che si occuperà del debito greco è Matthieu Pigasse, uno dei tre soci proprietari di LeMonde e altri media, del giro si Dominique Strauss-Khan e uno dei personaggi che contano in Francia. Cioè, il concetto che potevano ad esempio chiedere anche a me come fare per il debito perchè non è complicato, ma magari questo ha più connessioni e contatti e li aiuta a giocare un gioco... (Qui ^un intervista a Matthieu Pigasse#http://www.ft.com/intl/cms/s/2/b979fab2-e0d1-11e3-a934-00144feabdc0.html^, uno di quelli che in Francia chiamano la “gauche caviar” cioè "la sinistra che mangia caviale". Qui il ritratto sul Financial Times) #ALLEGATO_1# Insomma tra Soros che finanzia Syrizia perchè è per l'immigrazione indiscriminata e multiculturale/multirazziale e Lazard che li consiglia di fare degli "swap" di debito i nostri amici di Syriza forse sanno come stare al mondo ----Cosa è Lazard ?---- ^"Bankers Behaving Badly"#http://www.nytimes.com/2007/05/27/books/review/Parker-t.html?pagewanted=all&_r=0^ New York Times, May 27, 2007 A somewhat similar fate, to judge by William D. Cohan’s “Last Tycoons,” seems to have befallen ^Lazard Frères & Company#http://www.lazard.com/^. For more than a century, the legendary firm was considered by many in the clubby world of high finance the quintessence of investment banking, with its aristocratic European hauteur, superlative trans-Atlantic connections and unmatched savoir-faire in the advice it dispensed to ultra-wealthy individual and corporate clients. Although much smaller than better-known rivals like Goldman Sachs, Lazard engendered awe among Wall Street insiders. Cohan, who once worked at Lazard, tells a sprawling, gossip-filled tale about the firm, the careful cultivation of its lustrous reputation and, in the last decade or so, that reputation’s apparent undoing. It is far from an epic tragedy — the story is, after all, about money and its most avid pursuers. Moreover, in dollar terms, Lazard — however dimmed its reputation — is seemingly thriving as never before, its stock price having doubled in the past two years. But Cohan’s portrayal of the firm’s dominant partners — whose gargantuan appetites and mercurial habits provide the unifying force behind the book’s operatic melodramas — makes this an epic in its own way. In fact, “The Last Tycoons” bears a striking resemblance to F. Scott Fitzgerald’s “Last Tycoon.” Fitzgerald set his novel in Hollywood, and described lives, temperaments and ambitions that closely approximate those of Lazard’s most important figures. Of course, Cohan isn’t Fitzgerald. After 700 pages, many will come away feeling the bank’s story might work better as a tale told by Hollywood — a French-accented “Dynasty” meets “What Makes Sammy Run?” In this book, the bank’s five most prominent modern-day partners — André Meyer, Felix Rohatyn, Michel David-Weill, Steven Rattner and Bruce Wasserstein — share tumultuous center stage. Because most Americans won’t recognize their names, Cohan meti *** usly details the impressive (but not entirely winning) reasons for their outsize reputations among denizens of Wall Street, the Upper East Side and the Hamptons. Long the dominant force, André Meyer (who died in 1979) wasn’t a Lazard, but shared deep Alsatian Jewish roots with the family. Such connections mattered, as the firm’s birth and rise make clear. In the 1840s, three Lazard brothers left Alsace for New Orleans. Decamping soon thereafter for San Francisco — and joined by another brother and a cousin — they quickly made a fortune as dry goods merchants after the 1849 gold rush. By the 1880s, the Lazard clan had shrewdly used a small but profitable sideline — the shipping, trading and apparently early arbitraging of gold, silver and currency — to reinvent the family as trans-Atlantic bankers for an elite clientele, with offices in New York, London and Paris. For the next half-century — thanks to rapid industrialization, global investing, expensive wars and profitable arms races — Lazard thrived as an adviser to corporations and governments, and at the expense of much larger, WASP-dominated competitors. The firm skirted bankruptcy more than once, but each time recovered stronger than ever. New York became the most powerful and profitable of Lazard’s three branches, owing to Meyer’s courtship of Manhattan’s fast-rising Jewish Brahminate. The firm was also helped by his courtship, frequently amorous, of a succession of beautiful and beautifully connected society wives and widows — most famously, in his later years, Jacqueline Kennedy. Meyer’s protégé Felix Rohatyn once said about his mentor: “He wanted to be loved. He had a great sense of buying and selling — things and people. He was the most ruthless realistic analyst of human character I have ever met. ... I fought him every day for 20 years. You had to. If you didn’t fight him, you were finished. ... He destroyed a lot of people.” Much of the book provides the evidence for that testimony. Under Meyer’s tutelage, Rohatyn prospered, becoming the firm’s pre-eminent deal maker by engineering a string of high-profile corporate mergers and takeovers in the 1960s and early ’70s — while carefully never challenging Meyer’s need for total control. Rohatyn’s gifts were not unalloyed: he more than once worked at the darkly clouded intersection between politics and business — most notoriously involving Harold Geneen, ITT, Chile and Richard Nixon — and thereby badly tarnished his and the firm’s reputation for a time. But when New York nearly collapsed in the mid-’70s, the city called on Rohatyn to put its finances back in order. Manhattan and its powerful media adored him, transforming “Felix the Fixer” into a much-sought-after pundit and Democratic Party economic policy maven. By the late ’70s, Meyer’s age and health required a successor — a position that Rohatyn declined and that instead fell to Michel David-Weill, whose family, along with Meyer’s, then still controlled Lazard. But his tenure soon brought challenges as contradictory and destructive as any bred under Meyer. The wave of corporate permutations and consolidations in the ’80s made Lazard ever more influential and profitable — and induced it to hire a talented new crop of bankers from comparatively middle-class backgrounds. Among these, Steven Rattner and Bruce Wasserstein would prove defining figures at the bank, for better and for worse. Rattner, the son of a paint manufacturer from Long Island, went to Lazard after reporting for The New York Times, where he forged an important friendship with Arthur Sulzberger Jr., now the publisher. Assigned to the Washington bureau, Rattner, Cohan suggests, too eagerly befriended some of the city’s most influential deal makers, men who would eventually help him move on to investment banking. Rattner’s Rolodex of media and political connections helped make millions upon millions for Lazard, his clients and himself as he midwifed some of the richest deals in the ’90s. His success resulted in a bitter rivalry with Rohatyn, but more important, it led David-Weill to make Rattner the deputy chief executive officer. Rattner soon let his new position overshadow that of David-Weill — an error Rohatyn had avoided with Meyer. David-Weill overthrew Rattner after he tried to restructure the New York, London and Paris offices in ways that threatened the Frenchman’s power. Rattner’s departure set the stage for the arrival of Bruce Wasserstein. The Brooklyn-born son of a ribbon manufacturer, Wasserstein had briefly worked as a Nader’s Raider before turning to investment banking, where his brilliant but often very expensive deals earned him the nickname Bid-’Em-Up Bruce. Wasserstein is Lazard’s chief executive today because he outmaneuvered David-Weill, forcing Lazard from private partnership to public company. The shift destroyed the byzantine structure that had given Meyer and David-Weill their unrivaled control, but also brought unwanted scrutiny to the myriad struggles that had long been concealed behind the firm’s impeccably upright reputation. Yet ignominy aside, going public vastly enriched Wasserstein, the partners who joined him — and even David-Weill. In many of its details, “The Last Tycoons” will captivate those closest to the industry. They will learn that David-Weill’s percentage of the firm’s profits was 25.7552 in 1977, that Lazard paid $100 million to settle a municipal bond kickback scandal, even which senior partner preferred the Hoyo de Monterrey Epicure No. 1 brand of illegal Cuban cigars. But for a general audience, there is little that will seem new after two decades of Enrons, Worldcoms and Milkens — all tales of similarly motivated men, the Masters of the Universe. We hear about the requisite amorous indiscretions (even a lurid S-and-M-tinged homicide), overconspicuous consumption, petty vanities and betrayals, and the habitual collecting of high-priced art and oversize homes. Judging the art collection left by Meyer after his death, a writer remarked that it was “a glorious triumph of mystique over substance.” One is tempted to imagine that line as a caption for some future cartoon depicting a middle-aged, overweight and badly dressed banker, with Manhattan’s skyline in the background, dressed in a bespoke tab-collared, French-cuffed shirt with the monogrammed initials “LFNJ.”

 

  By: foibar on Venerdì 30 Gennaio 2015 12:31

per chi non lo avesse notato: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/01/30/cei-bagnasco-libri-sul-gender-a-scuola-si-vuole-colonizzare-mente-dei-bambini-il-video/335236/

 

  By: lutrom on Venerdì 23 Gennaio 2015 21:17

Per i somari che credono alla democrazia e per i somari che accusano sempre il prossimo di rettilianesimo... ------------------------------- ^SECONDO UNO STUDIO DELLA PRINCETON UNIVERSITY L’AMERICA NON È PIÙ UNA DEMOCRAZIA! Fino a qualche decennio fa, gli Stati Uniti venivano indicati come faro luminoso della democrazia occidentale, esempio e modello a cui ispirare ogni progetto politico. Oggi, invece, citare gli Stati Uniti come esempio di democrazia potrebbe essere controproducente: un recente studio della Princeton University rivela che gli Stati Uniti sono ben lungi dall'essere una democrazia. In realtà è molto più vicina ad un'oligarchia. [...]#www.ilnavigatorecurioso.it/2014/04/30/secondo-uno-studio-della-princeton-university-lamerica-non-e-piu-una-democrazia/^

 

  By: lutrom on Giovedì 22 Gennaio 2015 22:51

Non so, Gianlini (nostro compagno di merende...), potresti provare ad esempio, oltre a Meetic (diversi conoscenti miei hanno iniziato storie interessanti grazie a Meetic) anche Parship. Parship si rivolge a chi è in cerca di storie serie (poi ci sono anche altri siti per chi cerca avventure, amicizie, sesso, ecc., poi bisogna vedere quali sono seri e quali no -quelli per chi cerca sesso spesso sono frequentati da prostitute scannate alla ricerca di clienti-), per avere i servizi completi su Parship bisogna pagare, ma puoi vedere più o meno come funziona con i servizi gratuiti: io anni fa snobbavo questi sistemi, invece ho visto che possono essere molto utili per chi ha poco tempo e poca possibilità di fare nuove conoscenze. Per esempio io su Parship, solo per fare una prova visto che non cerco proprio storie serie, ho provato a fare il test psicologico (gratuito) e devo dire che corrispondo abbastanza alla descrizione che ne esce fuori; loro poi, con questo test psicologico, ti presentano una lista di persone a cui potresti essere interessato da quelle col più alto punteggio di compatibilità di coppia a quelle col punteggio più basso. Non so fino a che punto questa cosa del punteggio di compatibilità funziona, ma poi sta ad uno provare comunque. Se penso a tutte le ore (montagne) che ho perso anni fa per conoscere nuove ragazze, credo che con un sistema del genere (o altro simile) avrei risparmiato tempo: è vero che spesso uscivo con amici o amiche o da solo anche e soprattutto per piacere, ma certe volte magari mi toccava uscire con qualche amico palloso o qualche racchia antipatica perché poi ti presentava a tizia ed a caia: non che fossi uno s..f.i.g.a.t.o con le donne, qualcosa racimolavo (e certe vole anche più di qualcosa), però oggi devo dire che ho sbagliato a non usare MAI Internet in passato per fare nuove amicizie femminili (anche perché io abito in un paesetto e non in una grande città, quindi uno alla fine spesso vede sempre le stesse persone). E' anche vero che anni fa Internet era meno utilizzato, però ero proprio io che snobbavo Internet per fare conoscenze femminili perché mi sembrava un sistema per s *** ti, per maniaci e per falliti (cosa che può essere vera, ma può anche non esserla!). Logicamente anche con Internet uno rimane sempre lo stesso: non è che se sei panzuto ed incapace con le donne Internet ti trasforma, però ti può permettere di fare nuove conoscenze. Non sempre è necessario usare questi sistemi, io per esempio quando all'università frequentavo la facoltà di Lettere avevo solo l'imbarazzo della scelta, a lezione magari c'erano 100 ragazze e sette ragazzi, fare conoscenze era facilissimo; un tizio all'epoca, benché fosse paralitico sulla sedia a rotelle, riuscì a racimolare una ragazza decente non paralitica, semplicemente provando con decine di ragazze conosciute all'università, dopo tante una normale e decente cedette (se fosse stato al mio paesetto una del genere la vedeva col cannocchiale ma se riceveva una grazia dalla Madonna di Lourdes, altrimenti manco col cannocchiale la vedeva!!); però, terminata l'università e tornato al paesetto, le cose per me cambiarono, dovetti perdere molto più tempo per conoscere ragazze nuove (logicamente).

 

  By: Trucco on Giovedì 22 Gennaio 2015 21:55

Giannini non sminuirti, non me ne intendo ma credo che tu non sia un mostro. Gli uomini single over-40 pare siano molto più ricercati dei corrispettivi esemplari femminili. Mettici solo un pizzico di iniziativa. Approfitta un po' del tempo libero per leggere un poco degli esistenzialisti e nichilisti da cui trai ispirazione e potresti anche risultare una persona interessante.