Cina vs. resto del mondo

 

  By: Gano* on Martedì 05 Giugno 2007 09:26

La Cina chiude ancora in forte negativo ed il resto del mondo e' intorno alla parita' (*). Paradossalmente queste chiusure negative della Cina sono viste di buon occhio dal mercato, che preferisce una correzione anche severa oggi piuttosto che un crollo catastrofico domani. Solo l' Italietta stenta ma qui i motivi sono altri. (*) Shangai -5,7%, Hong Kong -0,28%, Tokio + 0,4%. New York ieri tutta positiva.

 

  By: giveme5 on Lunedì 04 Giugno 2007 20:39

Ieri era il 18° anniversario della strage di piazza Tiananmen, oltre 2600 trucidati (mai ammessi dal regime comunista) Intervista a Lu Decheng, l’uomo che 18 anni fa lanciò uova e vernice contro il grande ritratto di Mao alla vigilia del massacro contro studenti e operai. Dice che larga parte del popolo vive in stato di schiavitù. "..... Per Lu Decheng anche le riforme economiche venute con Deng Xiaoping sono solo “un modo astuto per il Partito di conservare il suo potere”. Perfino le aperture all’occidente e il coinvolgimento delle ditte straniere nel mercato cinese è solo un modo per ricattare la comunità internazionale e farla tacere sui diritti umani. Non pochi governi dicono che la situazione per il rispetto dei diritti dell’uomo è perfino migliorata. Lu non ci crede, anzi secondo lui vi è un peggioramento. “Ho passato 9 anni in un laogai [campo di lavoro forzato, di “riforma attraverso il lavoro”]. Era in realtà una fabbrica che produceva autoveicoli. Eravamo costretti al lavoro forzato per 15-16 ore al giorno.... La situazione oggi in molte fabbriche della Cina è come ai lavori forzati. "Alcuni anni fa ho lavorato in una fabbrica tessile di Wenzhou (Zhejiang). Anche qui gli operai lavorano 12-14 ore a giornata e li pagano 15 yuan [15 centesimi di euro – ndr] al giorno. La notte gli operai vengono chiusi nei dormitori per non farli fuggire e vi sono cani-lupo che fanno la guardia e possono sbranarti”. Alcuni sociologi cinesi affermano che la Cina si trova oggi in una situazione di tensione sociale peggiore che ai tempi di Tiananmen. “Il Partito – spiega Lu – con la corruzione e la protezione politica ha creato milioni di ricchi, ma sfruttando la fatica e la schiavitù di centinaia di milioni di poveri. Ormai in Cina vi sono centinaia di rivolte ogni giorno che chiedono – come nell’89 – più democrazia e meno corruzione”. ^Lu Decheng: In Cina si ripete il massacro di Tiananmen; l’occidente dimentica i diritti umani ...#http://www.asianews.it/view4print.php?l=it&art=9444^

l'acqua Evian è tossica per i cinesi - gz  

  By: GZ on Lunedì 04 Giugno 2007 19:49

questo mese in costarica sono morte una cinquantina di persone per del dentrificio cinese che conteneva sostanze letali e questo dopo l'avvelemamento di animali negli Stati Uniti per cibo cinese per cani e altri casi avvelenamento vario la somma di tutti questi casi e il fatto che in media le merci cinesi vengono respinte per sostanze tossiche con una frequenza circa 20 volte maggiore di quelle degli altri paesi sta creando un poco di problemi, in America hanno imposto alcune etichette al dentrifricio cinese avvertendo che contiene non so che per cui la Cina paese corretto e trasparente ha preso le misure del caso per ovviare ai problemi creati dai suoi prodotti alimentari Ha bandito una serie di alimenti americani ed europei come tossici tra cui l'acqua Evian dichiarando che contiene livelli troppo alti di batteri (che come noto per anni hanno intossicato tante gente nel mondo che la beveva) Della serie il ricatto come modalità di relazione

 

  By: GZ on Venerdì 25 Maggio 2007 04:27

il sistema cinese per selezionare i titoli in borsa si puo applicare anche in Italia, visto che hanno il numero ISIN bisogna cercare quelli con molti 8 ============================= Chinese Investors Crunching Numbers Are Glad to See 8s" (Wall Street Journal): When a friend whispered several stock tips to Yan Caigen last year, the investor snapped up 30,000 shares in one of them, a cement company. The reason: the stock's auspicious ticker code, 600881, which contains a double-eight. "I believe good codes will bring good luck," says Mr. Yan, who parks himself most days in front of a trading screen at a Shanghai brokerage, Shenyin & Wanguo Securities Co. Indeed, shares in Jilin Yatai (Group) Co., the cement company he bought, promptly tripled, earning him about $50,000. Mr. Yan gives credit for the performance to the two "8s" in the stock's numeric ticker symbol, which he considers a lucky combination. Part superstition and part self-fulfilling prophecy, numerology is a basic trading strategy in China. The philosophy reflects the widespread belief in Chinese society that numbers contain clues to good fortune. The absence of a free press in China and regulatory constraints on what financial analysts can say publicly leave investors vulnerable to unusual trading theories. They often make do with folksy trading tips such as those now circulating among investors advising people to wear red clothes, which are representative of a "hot" market, and to eat beef to sustain the "bull" run, while avoiding references to "dad," since the word in Chinese is a homonym for "drop." For 56-year-old Xu Xiaorong, numeric stock codes are critical. He says he sometimes thinks about his Feb. 1 birthday when weighing investment decisions. "I like the shares that end with the number 1. It's my lucky number," he says. In Chinese society, the homonyms of numbers hold deep meaning. In particular, the pronunciation of number eight -- ba in both Mandarin and Cantonese -- sounds similar to words for "wealth" or "fortune." Consider the kickoff time for next year's Beijing Olympic Games: 8 p.m. on 8-8-2008. The appearance of an "8" is considered auspicious, whether it is a digit in the share price or a part of the six-number identity code exchanges assign to each stock. "I don't care about a few dimes up or down, compared with a lucky number," one investor bragged in an Internet chat room after paying 8.08 yuan for a share. In contrast, investors get nervous when they see the numeral "4" since its pronunciation "si" can mean "death." As proof of its destabilizing force, many point out that Chinese stocks began to wobble in early May when the Shanghai Composite Index traded around the 4,000-level for the first time. Some numerical customs are steeped in history. For instance, China scales its banking calendar and interest rates to numbers in unique ways. Interest is calculated according to a year with only 360 days, and interest-rate changes are made by margins of 0.18 and 0.27 percentage points, numbers that all can be divided by 9. Today in China, letting numbers guide the way through geomancy, basing architectural decisions on feng shui principles and otherwise employing ancient traditions is standard practice. Bank of China Ltd. puts its trading rooms on the eighth floor of its buildings. China's tallest skyscraper, the Jin Mao Tower, is 88 floors high. The 6, 8 and 9 keys on ATMs made by Diebold Inc. wear out first because those "are considered lucky numbers in China," according to spokesman Joseph Richardson. When Shenzhen-listed manufacturer Tianjin Teda Co.'s shares closed at 19.48 yuan in April, Xintai Securities Co. said in a research note that "the stock likes closing at a lucky number." Shanghai investor Mr. Yan explains that stocks with "8" in their code actually deserve a second look for fundamental reasons. For instance, he figures that a company's managers must have savvy in order to secure a ticker code with the number "8." After Mr. Yan bought shares of the cement maker Jilin Yatai last year, the price surged to more than 18 yuan, from 5.27 yuan.

 

  By: GZ on Mercoledì 23 Maggio 2007 00:23

Come scrive questo del governo di Taiwan la Cina dal 2002 ha stampato, stampato con la zecca o come si chiama ora la stampatrice elettronica per le banconote, 6.000 miliardi di yuan che sono 900 miliardi di dollari di carta moneta Di solito quando la banca centrale "stampa moneta" si crea inflazione no ? Ma qui la trovata geniale è che non li hanno spesi, non li ha usati il governo per spendere come si faceva una volta, li ha investiti in obbligazioni in dollari in America e ora anche in azioni all'estero facendo scendere i tassi di interesse mondiali, sostenendo il dollaro e le borse. Se la FED o la BCE avessero stampato quasi 1.000 miliardi di dollari e li avessero usati per pompare il mercato finanziario cosa diresti ?

 

  By: hobi on Martedì 22 Maggio 2007 22:56

Non capisco proprio cosa centri lo yuan con la bolla finanziaria mondiale ... Piuttosto Greenspan aveva visto giusto due anni fa quando sosteneva che la Cina avrebbe avuto grossi problemi con la liquidità alimentata dal canale estero. Hobi

tutto dipende dal cambio - gz  

  By: GZ on Martedì 22 Maggio 2007 19:12

Qui oggi c'è un pezzo grosso del governo di Taiwan che dice il boom della borsa cinese e anche il boom mondiale è ingegneria finanziaria e dipende tutto dal cambio e dal fatto che i cinesi hanno stampato 6 trilioni di yuan, nel senso che: i) hanno agganciato lo yuan al dollaro ad un livello di cambio basso, nel 1994 ii) il dollaro si è deprezzato e lo Yuan con lui nel 2002-2004 iii) poi ovviamente con il cambio svalutato l'export è esploso (della serie: i cinesini lavoravano anche negli anni '90, ma il boom è iniziato quando hanno svalutato il cambio nel 2002) iv) per impedire che il cambio si rivalutasse hanno stampato yuan creando una bolla finanziaria nel mondo (come dice questo "...China's accumulation of foreign reserves, which grew US$779.8 billion from 2003 to last year, led to 6.4 trillion yuan being issued. .."). Traduzione: hanno stampato 6.4 trilioni di Yuan e un trilione per chi non lo ricorda sono 1.000 miliardi ---------- ....The crux of China's growing economic imbalance and financial risk problems is that the yuan exchange rate system hasn't been appropriately modified. This has caused overcirculation and it's spread as a "hot money" internationally. From 2002 to 2004, the yuan's nominal effective exchange rate has depreciated almost 17 percent. This undervaluing has caused its use internationally to skyrocket every year, from US$22.4 billion in 2000 to US$259.9 billion last year. This has caused China's foreign reserves to rapidly inflate from US$286.4 billion in 2002 to US$1.2 trillion in the first quarter of this year. China's accumulation of foreign reserves, which grew US$779.8 billion from 2003 to last year, led to 6.4 trillion yuan being issued. Even though the Chinese government tried hard to charge off 2.3 billion yuan, it still led to the currency supply growing by 4.1 trillion yuan. But during that same time, China's entire monetary base only grew 3.3 trillion yuan. This shows that China's monetary policy has completely lost its autonomy and is now controlled by currency issued because of increases in foreign reserves, which causes a bubble in assets. This is an accurate portrayal of China's real estate and stock markets today. International political pressure has forced the Chinese government to face an even more prickly problem and has strengthened expectations on international exchange markets that the yuan will appreciate. Last year the US' trade deficit with China reached US$232.5 billion, the highest deficit with any single country in US history. In the past two months Chinese exports to the US still grew 20.5 percent. The US Congress and executive have therefore been putting more pressure on the Chinese government and calling for stricter trade measures with China. This has posed ^a serious threat to Chinese exports, on which its economic growth relies.#http://www.taipeitimes.com/News/editorials/archives/2007/05/22/2003361991/print^ ...

Cibo Genuino - gz  

  By: GZ on Lunedì 21 Maggio 2007 23:31

ci sono tanti articoli sugli alimenti importanti dalla Cina adulterati o intossicati, in media solo l'1% delle importazioni vengono ispezionate e come spiegano qui ^quelle dalla Cina di alimentari hanno ad esempio 20 volte più casi di infezione, adulterazione e intossicazione#http://www.mercurynews.com/news/ci_5941513^ di quelle dal Canada ma invece di farne un caso si limitano a rimandargli indietro la partita di roba marcia facendo finta che sia solo un caso, se invece si mettessero ad ispezionare tutti i carichi cinesi per un mese troverebbero migliaia di casi di alimenti che ti intossicano cioè un paese ti manda dentro roba che è 20 volte più probabile di intossicarti degli altri, ma tu mantieni come se niente fosse il sistema per cui ispezioni al massimo un 1% delle merci di tutti i paesi senza distinzioni, anche se sai bene che quelle dalla Francia o Canada sono quasi sempre ok e quelle dalla Cina hanno una probabilità 20 volte maggiore di esserce marce è la versione "commerciale" dei controlli anti-terrorismo per cui ispezionano e controllano allo stesso modo la vecchietta svedese e il giovane palestinese

 

  By: Sir Wildman on Lunedì 21 Maggio 2007 23:04

quote:
Comunque, sempre ragionando sulla Cina che sono un miliardo e hanno un bisogno di elettricità ed energia spaventoso hai ad esempio a NY un utiliy cinese, HRBN, Harbin Electric, che oggi è a +2.6% in classifica In Italia le municipalizzate tipo Hera ed Aem ormai costano 18 volte gli utili e questa che è in Cina dove si cresce all'11% annuo e la fame di energia è incredibile costa solo 13 volte gli utili, ha margini del 48% lordi, come da noi, profitti netti del 45% (!!), ritorno sugli asset del 31% (sembra TIM o ENI) Dove sarà il trucco ? Se i numeri fossero veri hai un oggetto che cosa un 30% delle equivalenti italiane in Cina dove tutto cresce in modo esponenziale..
Io per principio non compro niente di cinese. Ho visto come si comportano sui nostri mercati le aziende cinesi e il loro management. Gia' puoi aspettarti di tutto da management US, ma sono dei dilettanti confronto ai cinesi. CESV, BBC, piu' altre cose viste qua e la. Io con la Cina ho chiuso .....

dove sarà il trucco ? - gz  

  By: GZ on Lunedì 21 Maggio 2007 22:29

Comunque, sempre ragionando sulla Cina che sono un miliardo e hanno un bisogno di elettricità ed energia spaventoso hai ad esempio a NY un utiliy cinese, HRBN, Harbin Electric, che oggi è a +2.6% in classifica In Italia le municipalizzate tipo Hera ed Aem ormai costano 18 volte gli utili e questa che è in Cina dove si cresce all'11% annuo e la fame di energia è incredibile costa solo 13 volte gli utili, ha margini del 48% lordi, come da noi, profitti netti del 45% (!!), ritorno sugli asset del 31% (sembra TIM o ENI) Dove sarà il trucco ? Se i numeri fossero veri hai un oggetto che cosa un 30% delle equivalenti italiane in Cina dove tutto cresce in modo esponenziale..

ho pensato di comprare dei titoli cinesi - gz  

  By: GZ on Lunedì 21 Maggio 2007 22:20

ho pensato di comprare dei titoli cinesi perchè ho riflettutto che sono un miliardo e mezzo, lavorano come formiche e ci sono le olimpiadi l'anno prossimo i titoli cinesi che si possono comprare direttamente sono solo a New York più qualcuno a Londra e i migliori degli 80 circa quotati in america sono questi in ordine di % di incremento di oggi prendo i primi tre ad esempio questo sono le linee areee, CEA, e così a occhio sembra Alitalia come bilanci, perde un sacco di soldi, ma sale come un missile in borsa, tra l'altro nella settimana in cui il petrolio balza su (!) poi però il secondo in classifica The 9Limited, NCTY costa 23 volte gli utili e ha margini del 31% e sembra perfetto Il terzo Vimicro, VMC, è sceso da 13 a 5 dollari e invece sembra costi poco, solo 13 volte gli utili e guadagni però bene. Cioè non è semplice, in base ai numeri hai che quello con il bilancio migliore è calato in borsa di un -60% e quello che perde soldi da tutte le parti stile Alitalia, CEA, China Eastern Airlines è salito da 15 a 48 dollari... comunque è un inizio

 

  By: Mr.Fog on Venerdì 18 Maggio 2007 16:19

Cina: Banca centrale alza tassi d'interesse (Teleborsa) - Roma, 18 mag - La Banca Centrale della Cina ha annunciato un aumento dei tassi sui prestiti a un anno di 0,18 punti percentuali al 6,57%, mentre quello sui depositi sale di 0,27 punti percentuali a 3,06%. Il coefficiente di riserva obbligatoria passa all'11,5%. Tale decisione serve a mantenere la stabilità dei prezzi, migliorare la gestione della liquidità del credito e della crescita degli investimenti. L'istituto centrale, inoltre, ha ampliato la banda di oscillazione dello yuan nei confronti del dollaro a 0,5% da 0,3% a partire dal prossimo 21 maggio.

 

  By: giveme5 on Venerdì 18 Maggio 2007 11:45

Fanno quello che vogliono, nel silenzio generale di ONU e governi. TIBET - Pechino lo rifà: in questi mesi sta trasferendo a forza 250 mila tibetani da villaggi rurali isolati in «villaggi socialisti» in via di costruzione. ^cliccaqui...#http://www.realcities.com/mld/krwashington/news/columnists/tim_johnson/17185682.htm^ La cifra è enorme: si tratta di un decimo della popolazione, o di quel che ne resta dopo che l’occupazione cinese del Tibet, nel 1950, ha portato alla morte di un milione e 200 mila tibetani. Ufficialmente, i cinesi giustificano lo spostamento della popolazione con l’intento di avvicinare i pastori e i piccoli contadini alle strade principali, perché abbiano accesso a luce, acqua, scuole, lavoro e assistenza sanitaria. Ma l’organizzazione umanitaria Human Right Watch, che ha interrogato tibetani recentemente fuggiti in Nepal, racconta tutta un’altra storia. I tibetani di campagna non solo sono trasferiti senza il loro consenso, ma sono costretti a pagare le miserabili casette «socialiste» che la Cina assegna loro. I poveretti sono obbligati a contrarre mutui di 4.000 euro per ogni casa: una cifra impagabile per una popolazione il cui reddito pro-capite si aggira sui 200 euro l’anno. Inoltre, i trasferiti lamentano che la nuova sistemazione non prevede posto per gli yak, i pelosi bovini da cui essi traggono il loro reddito, e li ha allontanati dai campicelli dove - a 4 mila metri di quota - coltivano l’orzo, che una volta tostato e mescolato al burro di yak, costituisce l’alimento nazionale tibetano. E’ una vera deportazione con spese a carico dei deportati. «E sta creando una specie di boom edilizio», dice Melwyn Goldstein, un docente di cultura tibetana alla Cleveland University. Secondo Goldstein, il vero scopo del trasferimento forzato (che ricorda simili esperimenti condotti da Stalin) è quello di sradicare la cultura tibetana, e la fede buddhista incentrata sul Dalai Lama. «Nelle città lo sradicamento ha avuto pieno successo, grazie al trasferimento di massa di abitanti di etnia Han (il gruppo dominante nella Cina interna). L’identità tibetana resiste però nei villaggi rurali; ora la battaglia si sposta lì nelle campagne». Tim Johnson, il giornalista del McClatchy Newspapers che ha rivelato questo nuovo crimine contro l’umanità, ha viaggiato per un migliaio di chilometri nel Tibet ........ i funzionari cinesi addetti al progetto si intascano i soldi delle costruzioni. E che i contadini e pastori che non possono pagare i ratei del mutuo, per loro proibitivo, perdono la casa; vengono scacciati, e i loro terreni vengono confiscati per essere poi sfruttati in attività minerarie (il Tibet è ricco di minerali). Come noto, per «cinesizzare» il Tibet, Pechino non solo ha spostato milioni di Han (cinesi etnici) in quella regione, la più montuosa e difficile del pianeta; vi ha costruito strade costosissime a scopo militare, vi mantiene una rilevante forza armata, ed ha distrutto o svuotato almeno seimila monasteri buddhisti; va ricordato che quando il Tibet era libero, un quarto della popolazione conduceva vita da monaco, almeno temporaneamente......... è evidente la volontà di Pechino di cancellarne gli ultimi resti. Ciò, probabilmente, in previsione dei milioni di turisti che arriveranno in occasione delle Olimpiadi, che si terranno l’estate prossima. Inoltre il Dalai Lama, Nobel per la pace, che vive in esilio in India, ha ormai 71 anni. Il regime cinese conta, alla sua morte, di dargli come successore un lama nominato da Pechino.

 

  By: giveme5 on Mercoledì 16 Maggio 2007 15:55

Ottima la rivista consigliata da Zibordi ^cliccaqui...#http://www.city-journal.org/html/17_2_china.html^ Interessante la parte dove parla del % PIL cinese (anch'esso) taroccato City Journal THE EMPIRE OF LIES by Guy Sorman The twenty-first century will not belong to China .........China’s draconian single-child policy may have slashed China’s population growth (though not by as much as the official statistics say), but the preference for boys has led to widespread female feticide and gender imbalance on an unprecedented scale—120 boys are born for every 100 girls. The disparity will be an inevitable source of teenage violence, as the boys compete for a limited number of available girls. Forcible birth control will also give rise to an increasingly elderly population. What will old parents do with no children to look after them? A poor country like China is totally unprepared to deal with the looming crisis. Will China’s surging economic growth, described by some in the West as a “miracle,” put an end to the discontent rumbling throughout the country? “Economic development in China is not a miracle but an unmitigated disaster,” says the house-confined economist Mao Yushi, a supporter of free markets. Isn’t he happy with the country’s spectacular 10 percent annual growth rate? Maybe—if he were certain that the figure was accurate. But with the Communist Party providing the statistics, truthfulness is anything but assured. Doing his own calculations, adjusting for what he believes are fudged numbers, Mao Yushi arrives at a growth rate of about 8 percent per year. That’s a healthy rate, due principally to the shift of the idle or unproductive peasant population to industry, but as I point out to him, it’s no more than Japan and South Korea achieved during their take-off phases. “Correct,” Mao replies. “So it can hardly be called a miracle.” Moreover, the 8 percent doesn’t take into account the vast environmental destruction caused by China’s rapid development. Mao Yushi acknowledges that no development could take place without a large-scale shift to urban life and damage to the natural environment. But he questions the government’s unchecked savagery. The current growth rate isn’t sustainable, he believes: natural bottlenecks—scarcity of energy, raw materials, water—will get in the way. China can import energy and raw materials, true, but water, which isn’t readily importable, could soon become a massive problem. The Chinese government doesn’t view purification plants as useful investments; already, hundreds of millions of Chinese lack access to drinking water, with many dying as a result. Many goods that China produces are worthless, Mao Yushi reminds me—especially those made by public companies. About 100,000 such Chinese enterprises continue to run in the old Maoist style, churning out substandard products because they’ve got to hit the targets that the Party sets and provide employment to those the Party cannot dismiss, not because they’re responding to any market demand. Most public-sector firms don’t even have real accounting procedures, so there’s no way of ascertaining profitability. “China is not a market economy,” Mao says bluntly. The Party gives the banks lists of people to whom loans should go, and the rationale is frequently political or personal, not economic. Indeed, in many cases, banks are not to ask for repayment. That investment decisions obey political considerations and not the law of the market is the Chinese economy’s central flaw, responsible at least in part, Mao Yushi believes, for the large number of empty office buildings and infrequently used new airports and an unemployment rate likely closer to 20 percent than to the officially acknowledged 3.5 percent. Unemployment doesn’t just affect the impoverished migrants, excluded from the government statistics (which is one reason why the official unemployment rate is so low). Two-thirds of China’s degree-holding engineers can’t find work commensurate with their qualifications even three years after they finish university. Their unemployment reflects the primitive nature of China’s development, based on the massive deployment of unskilled labor, not on encouraging the enrichment of human capital, as in Japan, South Korea, and the other Asian “tigers” during their rise to prosperity. Is it any wonder, then, that so many of China’s engineers leave for the United States and Canada? Still, hasn’t growth created an independent middle class that will push for, and eventually obtain, greater political freedom? Many in the West think so, looking to the South Korean example, but Mao Yushi isn’t convinced. What exists in China, he argues, is a class of “parvenus,” newcomers whose purchasing power depends on their proximity to the Party rather than their education or entrepreneurial achievements. Except for a handful of genuine businessmen, the parvenus work in the military, public administration, or state enterprises, or for firms ostensibly private but, in fact, owned by the Party. The Party picks up the tab for almost all their imported luxury cars, two-thirds of their mobile phones, and three-quarters of their restaurant bills, as well as their call girls, their “study” trips abroad, and their lavish spending at Las Vegas casinos. And it can withdraw these advantages at any time. In March, the Chinese government announced, to much fanfare in the Western press, that it would begin to introduce individual property rights. We should understand that this “reform” will benefit only the parvenus, not the peasants, whose tilled land will still belong to the state. But the parvenus will now be able to transmit to their children what they have acquired thanks to their Party connections—one more reason that they will be unlikely to push for the democratization of the regime that secures their status.

 

  By: Gano* on Martedì 15 Maggio 2007 12:37

Secondo me stanno comprando anche lo S&P MIB... Sta a vedere che hanno tenuto da parte dei fondi proprio per questa occasione.