Corona Virus

Re: Corona Virus  

  By: antitrader on Lunedì 06 Settembre 2021 11:01

Vedi Magonzo,

te, nella tua essenza di tamarro, burino, zotico, non riesci mai ad andare oltre quello che

e' il tuo particulare, nemmeno in una discussione tra sconosciuti dove non hai niente da

perdere (o guadagnare).

Calibrare i propri ragionamenti sul fatto che uno si sia vaccinato o meno e' un'eccelsa

manifestazione di cialtrneria.

L'altro invece e' un po' diverso, li' siamo alla stupidita' al calor bianco.

 

 

Re: Corona Virus  

  By: Ganzo il Magnifico on Lunedì 06 Settembre 2021 10:54

Qualche dubbio postumo?

Slava Cocaïnii!

Re: Corona Virus  

  By: Ganzo il Magnifico on Lunedì 06 Settembre 2021 10:53

PhotoShop Anti> "Oggi sarai molto contento, hai superato te stesso..."

 

Ma te? Ti sei vacccinato no?

 

Che rompi i coglioni? dovresti essere contento... O no?

Slava Cocaïnii!

Re: Corona Virus  

  By: antitrader on Lunedì 06 Settembre 2021 10:50

Allora ti passo un luminare cazzari free, dal linguaggio colorito, efficace, definitivo.


Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:38

e adesso, se hai qcs di vagamente umano da dire, dilla, se no lascia parlare un medico di sana e robusta intelligenza

pc = vecchio sclerotico demente

 

 

 

Marco Cosentino, dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, nonché professore ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, dove dirige il Centro di ricerche in Farmacologia Medica. Il professor Cosentino è inoltre autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali, di libri e capitoli di libri, inerenti la fisiopatologia e la farmacoterapia di malattie del sistema nervoso e del sistema immunitario, la farmacologia clinica, la farmacogenetica e la farmacovigilanza.

 

IL SENSO DELLE VARIANTI 🌺🌺🌺

Identificare ceppi differenti di un microrganismo ha prima di tutto un interesse clinico. Associare un determinato ceppo a un decorso più o meno aggressivo ha un’ovvia importanza. Ancor di più ne ha distinguere i ceppi in base alla sensibilità a un tipo di trattamento o all’altro. Nulla di tutto questo tuttavia fa parte né ha mai fatto parte della narrazione sul covid, che continua a esser raccontato come una malattia incurabile: ti contagi, ti ammali, muori. I ceppi (rectius: varianti) qui dunque non c’entrano nulla. Un’utilità ulteriore potrebbe riguardare l’attività di tracciamento. Non si fa tuttavia uso esteso del sequenziamento dei diversi ceppi all’infuori di specifici e circoscritti studi.

A che serve allora questa continua e straordinaria attenzione sul tema delle varianti, con tanto di nomenclatura e sotto-nomenclatura? Alcune ipotesi:

(i) giustificano la rapida riduzione della protezione vaccinale nel tempo, consentendo di non presentarla come un limite intrinseco dell’immunogenicità vaccinale bensì come una capacità del virus di sfuggire ai vaccini;

(ii) vengono utilizzate come argomento contro i non vaccinati, accusati di esser la causa della loro comparsa, quando costoro – proprio in quanto non immunizzati contro il virus – sono gli unici a non avere proprio nulla a che fare con la selezione delle varianti;

(iii) a breve, daranno la possibilità alle aziende che producono vaccini, in particolar modo a RNA, di proporre “aggiornamenti” dei prodotti con nuove sequenze geniche, secondo un principio analogo a quello degli antivirus per computer: installa un nuovo aggiornamento ad ogni comparsa di un’ulteriore versione del virus, fino a che l’operazione diverrà quotidiana e automatica (esagero scrivendo “quotidiana”? E’ stato appena proposto un richiamo ogni quattro mesi, quando fino a pochi mesi fa la narrazione era: “ci vacciniamo e finisce tutto”, davvero è così “lunare” l’idea di richiami ancor più frequenti e aggiornati con un calendario dettato dalla comparsa delle varianti?).

I primi due punti fanno già parte da tempo della comunicazione quotidiana, l’ultimo sta prendendo progressivamente consistenza grazie dapprima alla terza dose, che in Israele già è diventata quarta e ora il CEO Pfizer prospetta tre richiami all’anno. Un po’ visionario ma nemmeno tanto, vista la progressione delle ultime settimane.

Nel frattempo, per parte mia mi limito a osservare che a oggi ci sono almeno due aspetti per cui davvero le varianti paiono avere poco se non nessun rilievo:

(1) le cure tempestive;

(2) l’immunità naturale.

Non si ha notizia per il momento di varianti resistenti alle une o all’altra. Non è poco e converrebbe ripartire da qui

Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:35

sei proprio una testa di cazzo, da quello puoi farti curare il tuo pene flaccido

instancabile compulsivo collezionista di figure di merda

ti sembrano la stessa persona?

qcn ricoveri il presuntuoso cretino, se riesce a trovarlo sotto la montagna di figure di merda che va a cercarsi quotidianamente


 Last edited by: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:41, edited 4 times in total.

Re: Corona Virus  

  By: antitrader on Lunedì 06 Settembre 2021 10:33

Oggi sarai molto contento, hai superato te stesso, praticamente hai trovato

il cazzaro nel senso letterale del termine.

 

Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:30

 

Marco Cosentino, dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, nonché professore ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, dove dirige il Centro di ricerche in Farmacologia Medica. Il professor Cosentino è inoltre autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali, di libri e capitoli di libri, inerenti la fisiopatologia e la farmacoterapia di malattie del sistema nervoso e del sistema immunitario, la farmacologia clinica, la farmacogenetica e la farmacovigilanza.

 

IL SENSO DELLE VARIANTI 🌺🌺🌺

Identificare ceppi differenti di un microrganismo ha prima di tutto un interesse clinico. Associare un determinato ceppo a un decorso più o meno aggressivo ha un’ovvia importanza. Ancor di più ne ha distinguere i ceppi in base alla sensibilità a un tipo di trattamento o all’altro. Nulla di tutto questo tuttavia fa parte né ha mai fatto parte della narrazione sul covid, che continua a esser raccontato come una malattia incurabile: ti contagi, ti ammali, muori. I ceppi (rectius: varianti) qui dunque non c’entrano nulla. Un’utilità ulteriore potrebbe riguardare l’attività di tracciamento. Non si fa tuttavia uso esteso del sequenziamento dei diversi ceppi all’infuori di specifici e circoscritti studi.

A che serve allora questa continua e straordinaria attenzione sul tema delle varianti, con tanto di nomenclatura e sotto-nomenclatura? Alcune ipotesi:

(i) giustificano la rapida riduzione della protezione vaccinale nel tempo, consentendo di non presentarla come un limite intrinseco dell’immunogenicità vaccinale bensì come una capacità del virus di sfuggire ai vaccini;

(ii) vengono utilizzate come argomento contro i non vaccinati, accusati di esser la causa della loro comparsa, quando costoro – proprio in quanto non immunizzati contro il virus – sono gli unici a non avere proprio nulla a che fare con la selezione delle varianti;

(iii) a breve, daranno la possibilità alle aziende che producono vaccini, in particolar modo a RNA, di proporre “aggiornamenti” dei prodotti con nuove sequenze geniche, secondo un principio analogo a quello degli antivirus per computer: installa un nuovo aggiornamento ad ogni comparsa di un’ulteriore versione del virus, fino a che l’operazione diverrà quotidiana e automatica (esagero scrivendo “quotidiana”? E’ stato appena proposto un richiamo ogni quattro mesi, quando fino a pochi mesi fa la narrazione era: “ci vacciniamo e finisce tutto”, davvero è così “lunare” l’idea di richiami ancor più frequenti e aggiornati con un calendario dettato dalla comparsa delle varianti?).

I primi due punti fanno già parte da tempo della comunicazione quotidiana, l’ultimo sta prendendo progressivamente consistenza grazie dapprima alla terza dose, che in Israele già è diventata quarta e ora il CEO Pfizer prospetta tre richiami all’anno. Un po’ visionario ma nemmeno tanto, vista la progressione delle ultime settimane.

Nel frattempo, per parte mia mi limito a osservare che a oggi ci sono almeno due aspetti per cui davvero le varianti paiono avere poco se non nessun rilievo:

(1) le cure tempestive;

(2) l’immunità naturale.

Non si ha notizia per il momento di varianti resistenti alle une o all’altra. Non è poco e converrebbe ripartire da qui

Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:30

sei proprio una testa di cazzo, da quello puoi farti curare il tuo pene flaccido

instancabile compulsivo collezionista di figure di merda


 Last edited by: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 10:32, edited 3 times in total.

Re: Corona Virus  

  By: antitrader on Lunedì 06 Settembre 2021 10:24

Oh ! Ma e' lui che dice di essere quello dell'uccello, mica io?

DIce che se ce l'hai storto vai da lui e te lo raddrizza, e tu lo vai a pigliare quale

luminare de covid.

Ma rob de matt !

P.S. Ma quando trovi un cazzaro nuovo vai almeno a vedere chi e' ???



Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 09:58

Marco Cosentino, dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, nonché professore ordinario di Farmacologia presso la Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria, dove dirige il Centro di ricerche in Farmacologia Medica. Il professor Cosentino è inoltre autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali, di libri e capitoli di libri, inerenti la fisiopatologia e la farmacoterapia di malattie del sistema nervoso e del sistema immunitario, la farmacologia clinica, la farmacogenetica e la farmacovigilanza.

 

IL SENSO DELLE VARIANTI 🌺🌺🌺

Identificare ceppi differenti di un microrganismo ha prima di tutto un interesse clinico. Associare un determinato ceppo a un decorso più o meno aggressivo ha un’ovvia importanza. Ancor di più ne ha distinguere i ceppi in base alla sensibilità a un tipo di trattamento o all’altro. Nulla di tutto questo tuttavia fa parte né ha mai fatto parte della narrazione sul covid, che continua a esser raccontato come una malattia incurabile: ti contagi, ti ammali, muori. I ceppi (rectius: varianti) qui dunque non c’entrano nulla. Un’utilità ulteriore potrebbe riguardare l’attività di tracciamento. Non si fa tuttavia uso esteso del sequenziamento dei diversi ceppi all’infuori di specifici e circoscritti studi.

A che serve allora questa continua e straordinaria attenzione sul tema delle varianti, con tanto di nomenclatura e sotto-nomenclatura? Alcune ipotesi:

(i) giustificano la rapida riduzione della protezione vaccinale nel tempo, consentendo di non presentarla come un limite intrinseco dell’immunogenicità vaccinale bensì come una capacità del virus di sfuggire ai vaccini;

(ii) vengono utilizzate come argomento contro i non vaccinati, accusati di esser la causa della loro comparsa, quando costoro – proprio in quanto non immunizzati contro il virus – sono gli unici a non avere proprio nulla a che fare con la selezione delle varianti;

(iii) a breve, daranno la possibilità alle aziende che producono vaccini, in particolar modo a RNA, di proporre “aggiornamenti” dei prodotti con nuove sequenze geniche, secondo un principio analogo a quello degli antivirus per computer: installa un nuovo aggiornamento ad ogni comparsa di un’ulteriore versione del virus, fino a che l’operazione diverrà quotidiana e automatica (esagero scrivendo “quotidiana”? E’ stato appena proposto un richiamo ogni quattro mesi, quando fino a pochi mesi fa la narrazione era: “ci vacciniamo e finisce tutto”, davvero è così “lunare” l’idea di richiami ancor più frequenti e aggiornati con un calendario dettato dalla comparsa delle varianti?).

I primi due punti fanno già parte da tempo della comunicazione quotidiana, l’ultimo sta prendendo progressivamente consistenza grazie dapprima alla terza dose, che in Israele già è diventata quarta e ora il CEO Pfizer prospetta tre richiami all’anno. Un po’ visionario ma nemmeno tanto, vista la progressione delle ultime settimane.

Nel frattempo, per parte mia mi limito a osservare che a oggi ci sono almeno due aspetti per cui davvero le varianti paiono avere poco se non nessun rilievo:

(1) le cure tempestive;

(2) l’immunità naturale.

Non si ha notizia per il momento di varianti resistenti alle une o all’altra. Non è poco e converrebbe ripartire da qui

 

Re: Corona Virus  

  By: antitrader on Lunedì 06 Settembre 2021 09:52

Ah Xstolto !

E mo' chi cacchio sei andato a pigliare mo ?

Quello e' un luminare dell'uccello, quando non ti tira vai da lu e te lo aggiusta.

Cosa c'entra quello col virus?

Insomma, un esperto del cazzzzz nel senso letterale del termine.

Ma rob de matt !

Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 09:27

alè, un buco ogni 4 mesi! chi offre di più?

 

LA TERZA DOSE A NATALE / E RICHIAMI TUTTO L'ANNO 🌺🌺🌺
(anche i bimbi si dovran vaccinare / mentre i guariti già lo fanno)
Malgrado il mio tono ironico, non vedo nulla su cui scherzare. Se qualcuno ancora dubitava dell'irrisoria durata delle coperture vaccinali, questa sembra la prova provata (http://republicbroadcasting.org/news/pfizer-ceo-says-there-will-be-3-booster-shots-per-year-and-that-toddlers-will-be-included/) (al netto ovviamente delle comprensibili speranze di un amministratore che vede per la sua azienda prospettive di fatturato annuo a undici zeri...).

Re: Corona Virus  

  By: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 09:02

tu intanto comincia a cercare un ospedale che lasci lavorare i non avvelenati (no-vax x i minus habens), perchè potresti restare senza infermieri..


 Last edited by: XTOL on Lunedì 06 Settembre 2021 09:09, edited 1 time in total.

Re: Corona Virus  

  By: Ganzo il Magnifico on Lunedì 06 Settembre 2021 09:02

Il mondo ideale di Uillie....

 

 

Slava Cocaïnii!


 Last edited by: Ganzo il Magnifico on Lunedì 06 Settembre 2021 09:03, edited 1 time in total.