Programma Economico (Tremonti, Giannino, Grillo...)

 

  By: gerry10 on Martedì 04 Febbraio 2014 12:24

Da segnalare la performance della Meloni ieri sera a “Piazzapulita” che con estrema cura e lucidità ha spiegato la truffa del decreto IMU-Banklitalia e ciò al cospetto di una platea (la deputata DeMicheli e il giornalista Battista) ottusamente orientata a proteggere la bontà del decreto. Una prestazione sorprendente per un politico che tuttavia è stata vanificata dalla consueta inerzia del conduttore, al solito più interessato a salvaguardare la pluralità degli interventi, che non la fondatezza delle tesi esposte. Serviva infatti chiarire la natura reale delle riserve di Bankitalia e cioè se devono essere intese come “private”, per cui risulterebbe del tutto legittima la ricapitalizzazione a beneficio dei soci, oppure “pubbliche”, per cui SOLO LO STATO può, eventualmente, appropriarsene. Gli sforzi della Meloni di incidere su questo aspetto chiave, sono stati neutralizzati dal solito cianciare a vuoto dei convenuti al dibattito, al culmine del quale è giunto il delirio finale della DeMicheli, fiera di aver “fatto meglio della Germania”. Pure fuorviante è stato il dibattito sulla “querelle Boldrini”. Per quanto sia giusta l’indignazione per gli attacchi incivili di internauti idioti, non è la Presidente della Camera con la sua “ghigliottina” ad aver fatto passare il decreto. La responsabilità è tutta nelle centinaia di deputati e senatori della maggioranza che si sono prodigati, per lo più inconsapevoli, a proteggere gli interessi delle lobby bancarie. Hanno deciso loro, non la Boldrini.

 

  By: shabib on Lunedì 03 Febbraio 2014 15:25

ITALIA SVENDESI AL MIGLIORE OFFERENTE .... DECRETO IMU BANKITALIA E L’ORO D’ITALIA. Scritto il 3 febbraio 2014 alle 09:54 da icebergfinanza http://icebergfinanza.finanza.com/2014/02/03/decreto-imu-bankitalia-e-loro-ditalia/

 

  By: gianlini on Lunedì 03 Febbraio 2014 15:17

l'Italia è una delle poche nazioni europee (forse l'unica?) in cui le fabbriche automobilistiche sono solo del gruppo automibilisco nazionale (FIAT) e non di gruppi esteri immagino che non sia mai stato possibile per VW, Renault, Nissan, Toyota o GM aprire fabbriche da noi (quanti senatori hanno avuto gli Agnelli nella storia della Repubblica?)...

se n'è appena andata la Fiat. La più grande azienda italiana. - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 03 Febbraio 2014 05:10

se n'è appena andata la Fiat. La più grande azienda italiana. E i dementi parlano della Boldrini offesa nella sua dignità... ^"Il governo vuole espellere l'industria". Denuncia choc dell'economista#http://www.affaritaliani.it/economia/electrolux-fiat-squinzi31012014_pg_1.html^ L'economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè, intervistato da Affaritaliani, spiega cosa sta accadendo nel caso Electrolux e nel tessuto produttivo italiano. Parla della Fiat, delle tasse Il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi ha preso carta e penna e ha scritto al premier Enrico Letta per citare il caso Electrolux come esempio emblematico dei deficit strutturali che penalizzano la competitività dell'industria italiana e denunciando "il rischio desertificazione industriale". E' d'accordo? "Più che rischiarla, direi che la desertificazione industriale è in corso. In questi cinque anni di crisi, il Paese ha perso il 23% di capacità produttiva. Il governo sta assistendo in maniera statica a una progressiva moria di Pmi e a una migrazione di grandi imprese. Ricordo che questa settimana la Fiat, che è la più grande azienda del Paese, ha appena deciso che l'Italia non sarà più casa sua, perché 'non ci sono le condizioni legali e fiscali', ha detto Marchionne, per continuare a produrre qui. Una notizia di quelle che rimangono sui libri di storia. L'ultimo rapporto Prometeia-Bocconi dice se un'azienda produce in Italia, a parità di business, con l'Imu sui capannoni industriali di fatto ha un total tax rate dell'80%. La stessa azienda, se produce fuori dai confini nazionali, ha un tax rate del 30%. Con un delta fiscale di quest'entità, nessun imprenditore è in grado di giustificarlo ai propri azionisti". E quindi? "Le imprese hanno un dovere diverso, che è quello in primis di rimanere sul mercato e poi remunerare il capitale e il lavoro. Se non sono in queste due condizioni, emigrano. Le aziende votano con i piedi". Perché? "Perché si interviene sul muscolo fondamentale di un'organizzazione che sono le risorse umane ed è la cosa peggiore che si può fare. Ma se non si ha altre alternative come si può fronteggiare il calo della redditività? Fare selezione fra gli stabilimenti e il personale è, ovviamente, un dramma, ma se la nave affonda, andiamo a picco tutti. Putroppo, i numeri del sistema Paese sono questi". Quali? "Un cuneo fiscale che è solo una parte del problema. Io parlo di total tax rate di cui fa parte anche l'Imu sui beni strumentali, tassa introdotta dallo Stato perché deve pagare chissà cosa. Azione che si basa poi su un concetto sbagliato". Quale? "Il concetto che non esiste che venga tassato presuntivamente un reddito di un capannone che non dà reddito, perché vuol dire tassare ancora prima che il bene possa creare valore aggiunto. E' un controsenso industriale. A questo punto non ci sono dubbi". Su cosa? "Il governo vuole espellere l'industria e otterrà ciò che vuole. Le decisioni parlano da sè. Le aziende se ne andranno. L'esecutivo avrà il deserto industriale". E il fenomeno della reindustrializzazione? "E' una simpatica storia di marketing. E' vero che qualche azienda sta tornando indietro, ma stiamo parlando di una quota minima del manifatturiero. Anche in America, stiamo assistendo a un ritorno dell'industrie, ma si tratta di numeri molto piccoli. Industrie, oltretutto, iper automatizzate e con tecnologie diverse ed è chiaro che di fronte al fatto che il lavoro è super tassato come lo è lo spazio fisico per fare impresa, l'imprenditore o adotta linee automatizzate che impiegano poco spazio oppure va all'estero. Sceglie Stati come la Repubblica Ceca o la più vicina Carinzia che fa ponti d'oro alle aziende italiane oppure, ancora, la Polonia dove il capitale umano è di buon livello e costa un terzo di meno rispetto al nostro. Mi spiace, ma le imprese sono apolidi: non hanno e non devono avere cioè passaporto, perché se ce l'anno finiscono per fare scelte irrazionali". Tre misure di politica industriale per arginare un fenomeno che è già esploso. Quali suggerisce? "Emigrare, emigrare ed emigrare. E' impossibile arginarlo. La classe politica non è nè intenzionata a farlo nè è capace di farlo. E' inutile suggerirlo. Vuole che citi solamente la banda larga analizzata in lungo e in largo nel rapporto Caio?". Prego... "Tutte le ricerche spiegano che il calo di produttività del sistema Paese è largamente dovuto al fatto che non si è investito in processi e in modelli organizzativi che utilizzano le tecnologie. L'Italia si è ritirata in settori produttivi a basso valore aggiunto e a bassa tecnologia. Quindi, ci siamo paradossalmente spostati più vicino alla Cina e al Terzo Mondo: lavoriamo come i cinesi, veniamo pagati come i polacchi e paghiamo le tasse come italiani. Un sistema che fa molta fatica a stare in piedi". Un processo irreversibile, dunque... "Non è irreversibile, ma in questo momento non vedo nè una volontà politica nè gli stumenti per fare alcunchè Il governo sta parlando di cuneo fiscale, ma è soltanto marketing: abbiamo un gap da recuperare rispetto ai concorrenti tedeschi che è elevatissimo. Tagliare il cuneo di un punto percentuale sembra una presa in giro". Oltre all'Inox Valley e riferendosi ai marchi e ai distretti italiani, quali altri sono a rischio implosione nel nostro Paese? "Questa settimana se n'è appena andata la Fiat. La più grande azienda italiana. E' devastante. Un accadimento che la classe politica non ha nemmeno compreso. L'amministratore delegato Sergio Marchionne l'ha detto con estrema lucidità: non ci sono le condizioni legali, non c'è cioè lo Stato di diritto, le condizioni fiscali e giuslavoristiche per mantenere il quartier generale nel nostro Paese".

 

  By: GZ on Lunedì 03 Febbraio 2014 05:08

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  By: pana on Giovedì 30 Gennaio 2014 13:06

Fase 4: fine delpetrolio e ritorno a una civilta contadina a km zero! basta macchine e moto rumorose, basta globalizzazione, direi ottimo per un ritorno alla lira http://www.ecoage.it/fine-del-petrolio-piu-vicina.htm ps alla Pana Corporesccion raccomandiamo sempre long su OIL causa freddo in Usa

 

  By: Morphy on Giovedì 30 Gennaio 2014 12:56

Fase1: Inizio crisi delle PMI e distruzione della base lavoro. Fase2: Crisi del commercio al dettaglio Fase3: Crisi dei lavori finti (i così detti palloni gonfiati) Ora siamo alla fase4: le grandi aziende smontano. Praticamente in questa fase il Paese spicca il classico tuffo nel vuoto senza paracadute. Per la questione di Fiat c'è poco da dire. Secondo me non arriva a 3 anni, poi scompare in un buco gigantesco. Non hanno mercato, non hanno manager, non hanno prodotti. In pratica non hanno un caz. La concorrenza se li mangia. morphy

 

  By: antitrader on Giovedì 30 Gennaio 2014 11:52

Buonanno si dichiara soddisfatto dell'operazione fiat "perche' hanno garantito gli investimenti in Italia". In questo cesso di paese chiunque poggia il cul sulla poltrona si comporta esclusivamente in funzione della prossima poltrona da conquistare per le sue pregiate chiappe. La fiat ha praticamente lasciato l'Italia e questi (fiom eclusa naturalmente) dicono che va bene, son 20 anni che "va tutto bene" e ci han ridotti con le pezze al cul. Credo che a stretto giro di posta il maglione sgualcito chiedera' l'applicazionde della "dottrina electrlux", del resto il successo in nordamerica e' dovuto alle condizioni capestro imposte agli operai Chrysler quando sono stati riassunti. Ad ogni modo gli agnellini si son lasciati fregare, adesso sono davvero sul mercato e alle prime intemperie che inevitabilmente colpiranno Chrysler (che ha tuttora un patrimonio netto negativo) faranno un capitombolo di quelli epici. TP=0 (ZERO).

 

  By: gianlini on Giovedì 30 Gennaio 2014 09:58

mi sembra incomprensibile come scelta come lo leggeremo noi italiani? effeci-a? come lo si leggerà in US? ef si ei? e in deutschland ? ef ze ha? e in Russia? fsa?

 

  By: Acmen on Mercoledì 29 Gennaio 2014 23:34

Quel logo è proprio brutto...! come gli americani.

 

  By: alberta on Mercoledì 29 Gennaio 2014 16:19

Però la I potevano lasciarla...... veniva perfetto !!!!!!

 

  By: alberta on Mercoledì 29 Gennaio 2014 16:15

Logo

 

  By: alberta on Mercoledì 29 Gennaio 2014 16:14

Visto il nuovo Logo di FIAT ????? Cosa vi ricorda ??? Secondo me in Italia sarà un successo !!!!

 

  By: antitrader on Mercoledì 29 Gennaio 2014 12:02

I politici e i sindacalisti sembrano cascati dal pero sul caso electrolux. La proposta dell'azienda sembra indecente, pero' nessuno ricorda che piu' della meta' del costo del lavoro e' rappresentato da tasse che poi vanno in ruberie da parte di politici che ormai si fanno rimborsare anche le trombate dai cittadini (vedi recenti puttanai di consiglieri regionali). Bene hanno fatto gli svedesi a lanciare la granata, gli italiani si devono mettere nella zucca (vuota) che non possono farsi taglieggiare da ladri di varia natura e poi pretendere di scaricare i costi sul datore di lavoro (magari estero come in questo caso) il quale ha piena facolta' di trasferire baracca e burattini in Albania. La leggenda secondo la quale il made in Italy rappresenta garanzia di qualita' ha appunto solo la credibilita' di una leggenda (buona per ragazzotti un po' cretini). Mettetevi nei panni di un'azienda manifatturiera svedese, inglese, tedesca etc.... per quale motivo misterioso dovrebbe impiantare siti produttivi in Italia per poi ritrovarsi la fabbrica piena di operai senegaliesi, marocchini, bulgari, pakistani etc.... non fa prima a impiantare la fabbrica in Moldavia? Questa storia ricorda un po' la faccenda del prezzo dei carburanti, ogni tanto arriva il genio di turno che va a rompere i coglioni ai benzinai per ridurre il prezzo di un paio di centesimi. Ma cosa vai a rompere le balle se poi il prezzo alla pompa e' fatto al 70% da tasse???

 

  By: lutrom on Mercoledì 29 Gennaio 2014 09:02

Certo, Esteban, perché lo stampaggio va a finire soprattutto alle banche, alta finanza, plurimiliardari, ecc. (però non ti mettere anche tu a dire certe cose, altrimenti ti accusano di credere ai rettiliani, eh eh eh...): se invece la legislazione pro alta finanza e plurimiliardari venisse cambiata, se la globalizzazione a senso unico venisse eliminata (per esempio mettendo dazi per paesi schiavisti come in effetti è la Cina, ma non per paesi che non sono tali!!!), se i soldi andassero direttamente alla gente (eliminazione quasi totale delle tasse per i meno abbienti, drastica riduzione delle tasse per chi lavora, ecc.), allora vedresti come le cose cambierebbero; ma questo non lo fanno, per esempio vedi che appena c'è mezzo euro questi cosa ti fanno?? Semplice, ti propongono opere pubbliche (inutili) o sussidi per i poveri: questo perché, mentre diminuire la tassazione significa diminuire il potere politico-finanziario-mafioso sulla gente, mantenere alte le tasse ed il controllo politico-finanziario-debitorio sulla gente dando contentini (sussidi, ecc.), significa mantenere il potere sulla gente.