Grecia, Portogallo, Ungheria, Irlanda, Spagna...Italia

 

  By: antitrader on Sabato 26 Luglio 2014 21:04

Adesso il cazzaro ci propinera' successi "del made in Italy" quali la concordia o la vittoria al tur. Ci manca solo che impugna la falce e si mette a mietere un campo di grano. L'uscita dall'euro ci ricaccera' indietro a quella che e' la nostra naturale collocazione di mercato. A tutti gli effetti, allo stato attuale, quando fai debiti ti indebiti in una valuta sopravvalutata rispetto alla tua economia e quindi ti stai idebitando a leva. Alla resa dei conti si paghera' tutto, cazzzzz se si paghera'!

 

  By: Morphy on Sabato 26 Luglio 2014 20:46

Quando ci si distacca dal pragmatismo per abbracciare teorie economiche strampalate dove il debito non è debito e dove basta scavare buche l'importante è spendere allora ci si ritrova dove siamo adesso. Noi siamo il paese del lusso. Chi cerca di ricreare il paradiso in terra si ritrova giusto all'inferno... morphy

 

  By: antitrader on Sabato 26 Luglio 2014 20:14

Cosi' fini' l'impero romano. Tutti a lavarsi il cul e cosi' i barbari li riempirono di mazzate. oggi diceva che cgia di mestre che il mestiere piu' massacrato dalla crisi e' quello del ragioniere (-40%), e anche quello del muratore. Per contro godono di ottima salute mestieri quali l'estetista o la colf, peccato che siano mestieri ormai dominati dagli stranieri. Gli italiani ormai sono come una specie animale che si ritrova in mezzo a un abitat naturale ormai cambiato e che mal si confa' alle caratteristiche della specie. Il processo evolvera' attraverso una selezione naturale che portera' alla decimazione degli indigeni a vantaggio delle "specie di importazione" che spadroneggeranno sempre piu' indisturbate.

 

  By: Trucco on Sabato 26 Luglio 2014 13:01

Alla fine i barbari hanno avuto la meglio.

 

  By: guidone on Venerdì 25 Luglio 2014 22:34

In Germania il suo uso è raro (6%) E noi ci dovremmo piegare a 90° a chi non si pulisce neanche il buco del??

 

  By: defilstrok on Venerdì 25 Luglio 2014 22:01

Eheheh... e dire che ci chiamano Pigs.... La parola bidet è francese. Nella seconda metà del Settecento la Regina di Napoli Maria Carolina d'Asburgo-Lorena volle un bidet nel suo bagno personale alla Reggia di Caserta. I bidet non sono presenti in tutti i paesi europei: sono comuni solo in Grecia, Spagna, Portogallo e soprattutto in Italia, unico paese nel quale l'installazione di un bidet è obbligatoria. Secondo un sondaggio francese del 1995, è l'Italia il paese in cui il bidet è utilizzato più di frequente (97%), seguito dal Portogallo al secondo posto (92%) e dalla Francia al terzo posto (42%). In Germania il suo uso è raro (6%) e in Gran Bretagna rarissimo (3%). In Francia, Paese d'origine del bidet, a partire dagli anni settanta, per ragioni di economia e di spazio, sono raramente installati bidet nei nuovi appartamenti (dal 95% di presenza nei bagni nel 1970, la percentuale è scesa al 42% nel 1993)

 

  By: Lelik on Lunedì 28 Aprile 2014 15:58

Premetto che non sono un consulente fiscale e quindi la mia risposta è limitata a ciò che so o mi passa tra le mani, ma non mi risulta che ci siano agevolazioni specifiche per gli imprenditori cinesi. Di fatto però moltissime imprese cinesi (e straniere in generale) presenti in Italia, specie se di piccola dimensione (ma non solo) le "agevolazioni" se le creano. Nel senso che sono diffusissimi: - lavoratori in nero - nessun pagamento di imposte, tributi, contributi, ecc. (anche se a volte le dichiarazioni vengono comunque fatte, con redditi e imposte da pagare conteggiate, ma poi non versate!) - nessun rispetto di leggi (e relative scartoffie, corsi, ecc.) sulla sicurezza dei dipendenti e ambientale in generale I cinesi sono anche più caratteristici degli altri, perchè quando sono pizzicati dai controlli specie sul personale dipendente (non regolare) e prendono una multa, spesso si presentano pochi giorni dopo con la valigetta per pagare la sanzione subito e cash. Della serie quanto volete, eccoli, ma lasciateci in pace a lavorare. Altrimenti svaniscono, tipico dei tanti imprenditori dei paesi del nord-africa, che diventano irreperibili (solo alle raccomandate degli enti, ma continuano a lavorare) e tanti saluti a tasse e sanzioni dovute. Al peggio, cambiano titolare, o chiudono e riaprono l'azienda. Questo elenco non vuole essere un atto di accusa nei confronti degli stranieri, che spesso si impegnano molto duramente e in condizioni di lavoro e ambientali difficili se non ostili. Ma ciò non toglie che se anche agli italiani fosse possibile (in mancanza di beni aggredibili e reperibilità facilitata) operare in questi modi, avremmo sicuramente maggiore vivacità imprenditoriale.

 

  By: neofita on Giovedì 24 Aprile 2014 16:32

Lelik informami subito perche se fosse vera una cosa del genere vo' a prato e la brucio

 

  By: gianlini on Giovedì 24 Aprile 2014 15:29

Lelik tu puoi forse rispodere ma è vero che le imprese cinesi (anche individuali, tipo bar o ristoranti) per i primi 5 anni non pagano tasse in Italia in virtù di un patto (bilaterale) con la Cina? e che quindi in pratica se ogni 5 anni gli esercizi cambiano titolare, ripartendo da zero, finiscono per non pagarne mai?

 

  By: Lelik on Mercoledì 23 Aprile 2014 01:37

Forse la "notizia" arriva da qui (affidabile fonte europea...) http://spanishnewstoday.com/spanish-black-economy-figures-close-to-eu-average_19670-a.html e comunque è basata su interviste. Appunto, affidabilissima notizia! E svuotate le tasche evasori, specie quelli che fanno il ponte in questo periodo di crisi, che altro non possono essere che evasori della peggior specie! ;-) Qui c'è uno studio comparativo forse più affidabile, ma onestamente non ho mai letto altro del tizio che ha gestito questo report: http://www.atkearney.com/it/financial-institutions/featured-article/-/asset_publisher/j8IucAqMqEhB/content/the-shadow-economy-in-europe-2013/10192

 

  By: Tuco on Martedì 22 Aprile 2014 23:09

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  By: Trucco on Martedì 22 Aprile 2014 22:48

Non ero attentissimo ma mi pare che il TG2 abbia detto che da noi il sommerso sia il 18% del PIL mentre in Spagna e Messico siano l'11% e il 12% rispettivamente. Non hanno usato la parola "stime" o "stimato". Secondo il TG2 la nostra evasione sarebbe una volta e mezza più alta di quella messicana, questo per giustificare perché da noi devono mettere lo spesometro, invece nel Messico non ne avrebbero bisogno perché sono più virtuosi. O forse volevano giustificare l'importazione di massa di questi giorni di eritrei e congolesi, dato che è risaputo che in Congo ed Eritrea l'evasione fiscale sia molto bassa. Ormai non mi indigno neanche più....

 

  By: Aleff on Lunedì 31 Marzo 2014 12:55

In effetti la cedolare secca era quello che un pò tutti quanti auspicavano da anni. A mio avviso è un atto di semplice razionalità. Se tu paghi il 20%, molti non diventano matti ad evadere. Anche perchè se il contratto lo registri è anche meglio. Il problema, ora, è però che anche il potere di acquisto medio è sceso, il reddito è calato. per quanto riguarda il post da "stampare e salvare" ...bhe, diciamo che ormai non fà più molto effetto visto che da mesi (se non anni) deve arrivare la fine del mondo e invece..... invece (almeno il sottoscritto) si è mangiato gran parte di uno dei migliori rialzi di tutta la storia !

 

  By: gianlini on Lunedì 31 Marzo 2014 12:28

una delle prime cose che può ripartire da un momento all'altro è l'immobiliare coi tassi così bassi, puoi fare uno sconto all'inquilino del 30 % sull'affitto, pagargli tu le spese condominiali, optare per la cedolare secca, pagare l'IMU e portare a casa ancora il doppio di un qualsiasi titolo di stato a 10 anni

rendimenti contro natura ! - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 27 Marzo 2014 20:25

I segni della fine si moltiplicano Dopo il matrimonio gay, ora hai che rendimenti che pagano le aziende più indebitate sino ora in alcuni casi più bassi nel Sud-Europa che nel Nord-Europa! Tra un poco i fiumi invertiranno il loro corso... Non è solo il BTP a dieci anni che è sceso al 3,3% hai i rendimenti corporate che sprofondano in Spagna, Italia, Grecia, Portogallo... Una banca greca che emette bonds senza problemi...le obbligazioni ipotecarie ABS che ritornano, Blacrock che si compra le banche italiane, Soros che compra immobili della Coop, gli immobili commerciali in Spagna a +30% in un anno, Goldman Sachs che compra migliaia di appartamenti in Spagna Incorniciare questo articolo, dopo il crash verrà ricordato come uno dei segni finali che lo annunciavano March 27, 2014 1:15 pm Europe periphery gains in high-yield rush By Andrew Bolger ---- dal Financial Times di oggi ...investors’ hunger for yield has turned bond markets upside down. In a sharp turnround, some companies in the crisis-hit “periphery” of Europe are now able to borrow more cheaply than companies in the “core”. This remarkable shift is captured in data from JPMorgan Asset Management, which shows high-yield bonds issued by some companies in the periphery have been trading on lower yields, which move inversely to prices, than similar debt sold by companies in northern European countries.... The reversal in sentiment towards the subinvestment grade debt issued by companies from Italy, Spain, Portugal, Greece and Ireland is striking. Less than two years ago, at the height of the eurozone debt crisis, such companies were paying yields 4 percentage points higher than the equivalent in the core. Many market observers do not expect this to persist. But the fact that it has happened underlines the huge appetite for peripheral European debt among high-yield investors who have become wary of emerging markets. “The euro area periphery has recently been cast as a relative safe haven for investors looking to reduce exposure to emerging markets risks,” says Chetan Modi, head of European leveraged finance with Moody’s. “The high-yield corporate market has become crowded with buyers, with not much issuance for some time,” says Christine Johnson, head of fixed income at Old Mutual Global Investors. “Those with paper outstanding will be some of the best surviving companies, so if you can get over their Italian-ness or Spanishness, they offer attractive returns.” Of course, some countries from the “periphery” are not that peripheral. Fiat, the motor group based in Italy but dependent on the global economy, was last year the biggest issuer of high-yield bonds from the periphery, raising more than $9bn. It was back in the market last week, raising $1.4bn at 4.75 per cent. The European high-yield market has also benefited from the desire of US investment fund managers to rebuild their exposure to the region’s companies as concerns over the eurozone crisis have receded. Bank of America Merrill Lynch says that last week saw inflows of $903m into European high-yield credit funds, compared with $517m going into European investment grade funds, while leveraged loans saw outflows of $14m. A senior banker says: “It could be some fund managers who might prefer German bonds have been mandated to buy only European peripheral bonds, so they have to choose between doing that and staying in cash – and cash stinks in the current environment because it offers such a low return.” With European high-yield bonds offering yields of about 3.8 per cent, Peter Aspbury, at JPMorgan Asset Management, concedes there is a debate about what is really high yield. “Against that, default rates remain low – so investors are being well compensated at a time when the yield on five-year Bunds is 0.699 per cent.” The growth in issuance has been supported by the stabilisation of credit across Europe, says Moody’s. Negative rating outlooks on corporates in the euro area periphery fell to 22 per cent at the end of last year, from 63 per cent at the start of the year. High-yield corporate issuance from the periphery last year doubled to $24bn and increased to 27 per cent of total issuance from the European Union – up from 18 per cent in 2012, according to Moody’s. One reason participants are confident the peripheral high-yield market will remain strong is that most of last year’s bond proceeds were used for refinancing. With banks under pressure to shrink their lending to repair balance sheets, more companies are likely to tap the high-yield market for funding rather than banks. But the drop of yields from companies in the European periphery towards those in the core will be limited by the fact that government debt still tends to act as benchmark for the bond market and – even after the recent compression in yields – interest rates for sovereign debt are lower in the core than in the periphery. Ms Johnson says the narrowing of peripheral yields over those of core countries will not last. “If the present situation continues, there will be more supply and the situation will normalise,” she says. “There is a host of companies from the periphery who have been locked out for three to four years.”