Stupidi Uomini Bianchi

 

  By: Gano* on Sabato 22 Giugno 2013 14:24

dal senegalese della pasticceria dove faccio colazione, all'egiziano del caffè pomeridiano, alla ecuadoriana che pulisce l'ufficio, alla iraniana presso il cui take away spesso pranzo, al rumeno che viene a fare i lavori a casa di mia mamma, al cinese da cui porto i vestiti a lavare e rammendare.... "tutti sono fonte di conversazione e di simpatica discussione" ------------------------------------------------------------------------------------- Però da come poni tu la situazione vedo che sono persone che hanno con te un rapporto di subordinazione o comunque di servizio. Infatti sono tutte persone che esplicano un lavoro per te, cosa che ha sicuramente un' importanza nella logica del tuo discorso perché -non a caso- per ognuna puntualizzi con esattezza e quasi pedanteria anche l' attività lavorativa che svolge nei tuo confronti. Si tratta di un rapporto molto comodo (per te) "di dialogare". Tu di questo ne sei perfettamente cosciente e ti preoccupi di segnalarlo a chi ti legge. Ma se queste persone sono fonte di tanta simpatica discussione e per te "sono spesso molto più cordiali, simpatici ed umani dei milanesi", tu col senegalese o col cinese ci hai mai pensato a uscirci a cena insieme? O a farci il giro fuori porta o andarci a fare il bagno all' idroscalo? O a prenderci una birra la sera in un pub ascoltando la musica dal vivo? O hai mai chiesto al rumeno di andare insieme allo stadio a vedere il Milan (o l' Inter)? Cosa voglio dire: che si direbbe che in un certo senso certe situazioni un po' te le crei per poter credere/dire quello che ti piace credere/dire. Come che la Kyenge al suo paese sia una persona importante solo perché hai letto su Wikipedia che è figlia di un capotribu (?) con 39 figli. O che c' erano meno camion in autostrada e quindi si era nel pieno di una crisi economica quando ti sentivi in dovere di sparare addosso al governo berlusconi (ma ora di camion ne vedi più o meno di prima? ...curiosità) magari perché in autostrada ci sei andato di domenica. O quando escono fuori dal cappello i fantomatici amici.. A questo aggiungerei pure, e non credo di pisciare troppo di fuori, correggimi se sbaglio, che te sai benissimo di startele creando pro domo tua, e te la ridi... ;-)

 

  By: gianlini on Sabato 22 Giugno 2013 14:11

gano, sai che la stessa osservazione, riguardo a me stesso e alle mie posizioni in materia, me la faccio anche io? in effetti apprezzo la sincerità della Marini (forse perché avevo una fidanzata da Fornacette, Pisa, con quel cognome?) ma al contempo se penso alle persone con cui mi fermo a dialogare più frequentemente, escluse le mie dipendenti, queste sono immigrati dal senegalese della pasticceria dove faccio colazione, all'egiziano del caffè pomeridiano, alla ecuadoriana che pulisce l'ufficio, alla iraniana presso il cui take away spesso pranzo, al rumeno che viene a fare i lavori a casa di mia mamma, al cinese da cui porto i vestiti a lavare e rammendare....tutti sono fonte di conversazione e di simpatica discussione purtroppo è difficile fare un discorso del tutto coerente a riguardo, perché da una parte ci sono i delinquenti, e i musulmani come categoria, che trovo repellenti, ma dall'altra in realtà sono spesso molto più cordiali, simpatici ed umani dei milanesi e di certi italiani....

 

  By: Gano* on Sabato 22 Giugno 2013 11:43

[Gianlini] Gano, ma a Siena, non ci sono extracomunitari con cui dialogare? --------------------------------------------------------------------------- Eh!? "dialogare con gli extracomunitari"? Detto così con assoluta non chalance da te che in un altro post su questo stesso forum acclami come se niente fosse "Caterina MArini for president!!!!!" solo perché ha affermato "Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito” mi pone seri dubbi se valga davvero la pena dialogare con te, più che con gli extracomunitari. Non te ne avere, ma a parte l' inopportunità di certe affermazioni, è un po' di tempo che penso che tu non posti quello che pensi ma solo per dare torto a prescindere, a seconda del thread o dell' argomento. Non mi sembra molto divertente.

 

  By: gianlini on Venerdì 21 Giugno 2013 11:21

Gano, ma a Siena, non ci sono extracomunitari con cui dialogare? ogni tanto sembri venir giù dal pero..... il numero di mogli e figli in Africa è direttamente proporzionale al censo; è come da noi sfoggiare una Ferrari rispetto ad una Panda....

 

  By: Gano* on Venerdì 21 Giugno 2013 11:03

Io pensavo che un capitribu fosse un poveraccio anche a casa sua, ma forse mi sbaglio. Comunque quando hai 39 figli in quei paesi mi sa che non ti rimangono nemmeno i soldi per comprargli il gelato. Hai voglia di essere capo tribu dei miei Moicani...

 

  By: gianlini on Venerdì 21 Giugno 2013 09:58

ho diversi amici con mobilifici ed affini la situazione che mi descrivono è questa: reparto verniciatura e saldatura : tutti pakistani altri reparti: rumeni, ucraini e albanesi e qualche senegalese di italiani ce ne sono solo in amministrazione, trasporto e montaggio (i clienti preferiscono sempre che almeno uno dei montatori sia italiano, ma se vai montare nei Paesi Arabi o in Russia, ovviamente mandi solo italiani) e forza vendita Ps non potete poi fare il parallelo Briatore-Kyenge...lui è un figlio di persone modeste, lei è figlia del capo tribu, sarebbe come dire che è figlia di Veltroni o di Prodi Biografia Nata a Kambove, nella provincia congolese del Katanga da una famiglia benestante di etnia bakunda: il padre, funzionario statale, era capo villaggio e aveva quattro mogli e 39 figli.[2][3] Dopo le scuole superiori, decide di studiare medicina e chirurgia all'università, ma una commissione governativa la costringe a iscriversi alla facoltà di farmacia dell'Università di Kinshasa: lei frequenta ugualmente i corsi medicina.[4] Grazie all'interessamento di un vescovo, ottiene una delle tre borse di studio messe a disposizione degli studenti congolesi per frequentare medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Kyenge arriva in Italia nel 1983,[5] ma per un disguido è costretta ad aspettare un anno per iscriversi all'università. Non avendo la borsa di studio, giunge in Italia in maniera illegale ed è in seguito regolarizzata grazie all'intervento di una associazione cattolica.[6] Si stabilisce provvisoriamente in un collegio di missionarie laiche a Modena, dove studia la lingua italiana e si prepara all'esame di iscrizione, lavorando nel frattempo come badante per mantenersi.[4] Si laurea in medicina e chirurgia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma discutendo una tesi in pediatria, per poi specializzarsi in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

 

  By: Gano* on Giovedì 20 Giugno 2013 22:28

L' Italia è (ancora) il secondo paese manifatturiero d' Europa. Quindi o è fatto tutto con i robot o ci sono ancora gli operai (magari molti in cassa integrazione). Comunque chi voleva capire quello che ha detto Ferpa lo capiva benissimo: le persone che guadagnano 900-1200 euro il mese. Operai e non (quindi anche magazzinieri, inmpiegati, tornitori, artigiani etc.).

 

  By: fultra on Giovedì 20 Giugno 2013 22:21

Strano che tu Gianlini vivendo in zona Brianza fai certe domande. La Brianza ha un export invidiabile, ma seppur con l'aiuto di macchinari avanzati non potrebbe fare certe produzioni senza l'ausilio della MANO d'opera, sì la "mano che opera" in senso letterale , come quella primordiale che accendeva i primi fuochi sfregando tra loro un legno ed una pietra. Quella che ancor oggi per certe lavorazioni non è sostituibile e che è sottopagata per quello che sa fare rispetto all'immigrato che sa appena pulire, spesso male, una porta vetrata.

 

  By: Gano* on Giovedì 20 Giugno 2013 22:11

> Cmq questa Kyenge ha avuto sin troppo della nostra attenzione, meglio finirla qui . Sì, appunto. Anche perché quella dello ius soli in Italia è una bischerata grossa come una casa. Sartori per me è sempre stato un gran trombone però ^sulle proposte della figlia di un capotribu importante l' ha detta giusta#http://www.corriere.it/opinioni/13_giugno_17/sartori-ius-soli-integrazione-catena-equivoci_686dbf54-d728-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml^

 

  By: gianlini on Giovedì 20 Giugno 2013 17:57

ferpa.....italiani operai ce ne sono ancora?

 

  By: Ferpa on Giovedì 20 Giugno 2013 17:16

Ma secondo te un operaio o impiegato italiano che lavora per 1200 euro al mese si sente in empatia con un Briatore ? Evidentemente sì altrimenti non ne seguirebbe con interesse le vicissitudini su tv e giornali come appunto fa, prova empatia perchè sogna di essere come lui e se potesse lo imiterebbe anche nei comportamenti . Cmq questa Kyenge ha avuto sin troppo della nostra attenzione, meglio finirla qui .

 

  By: gianlini on Giovedì 20 Giugno 2013 13:12

ma secondo voi un immigrato che come occupazione magari lava il deretano agli anziani o pulisce i cessi all'autogrill, si sente in empatia con una come la Kyenge? guarda che chi ha magari sgobbato quindici anni per ottenere la cittadinanza italiana, mica è tanto contento se arriva qualcuno che gli dice che d'ora in poi la danno a tutti....

 

  By: Gano* on Giovedì 20 Giugno 2013 12:30

è figlia di un capotribu importante --------------------------------------------------------------------- 'Azzo! Allora cambia tutto. Potevi dirlo subito.

 

  By: Ferpa on Giovedì 20 Giugno 2013 12:18

Gianligi grazie per le informazioni sul curriculum dellla Kyenge che mi mancavano . Riguardo a come gli altri immigrati della sua razza la considerino non ho condotto ricerche al riguardo, so però che è nella natura umana in ogni epoca e latitudine prendere come riferimento gli atteggiamenti delle élite della propria razza e cultura . Per questo un tempo l'argomento principale dei servi era il gossip sulla vita dei loro padroni ed oggi metà dei programmi televisivi e delle riviste scrutano la vita di calciatori attori veline e miliardari in genere . .Perchè quindi nel caso della Kyenge non dovrebbe essere così mi sfugge . Sul fatto poi che le sia stata data la possibilità di laurearsi è un fatto e lo stato c'entra eccome, per per fare un paragone diretto basta ricordarsi nel Congo dopo l'indipendenza del 1960 i bianchi sono stati costretti a fuggire se volevano salvarsi la pelle. Quindi l'affermare che che lo stato italiano ha dato alla Kyenge la possibilità di laurearsi non è una mia discutibile opinione ma una semplice constatazione .

 

  By: gianlini on Giovedì 20 Giugno 2013 11:11

Ferpa, non è così la Kyenge è rappresentante dell'èlite del suo Paese, è figlia di un capotribu importante, è una che ha proprio l'arroganza tipica delle classi dominanti dei paesi del terzo mondo; non ha niente a che spartire con i poveracci che tentano la fortuna nei PAesi Ricchi a quanto sento in giro è più malvista e schifata dagli immigrati regolari che non da noi italiani.... "E' stata accolta in un paese 10 volte più sviluppato del suo, le è stata data la possibilità di laurearsi e specializzarsi " anche questo non è vero, lo ha detto lei dalla Annunziata, lo Stato non c'entra; era diventata clandestina qui, è stata aiutata dalla Chiesa (gente di Roma) a regolarizzarsi e a proseguire e terminare gli studi....dobbiamo ringraziare il Vaticano per la sua laurea.... e dobbiamo infine ringraziare l'ingegnere calabrese che se l'è sposata se è cittadina italiana...