prezzo del petrolio e raffinerie

 

  By: GZ on Giovedì 17 Gennaio 2013 10:29

Stock: Bund

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  By: pana on Giovedì 17 Gennaio 2013 09:36

questo e' solo un piccolo fuoco di paglia...a leggere certuni il petrolio dovrebbe essere gia a 60 dollari ed invece sale e sale..PEAK OIL ! http://www.peakoil.net/headline-news/u-s-the-new-saudi-arabia-peak-oilers-scoff PS ma non sarebbe ora di aprire un mercato del petrolio quotato in EURO? O YUAN ? Pperche paesi come il venezuela o l arabia saudita vendono il loro petrolio in una valuta CHE NON E LA LORO VALUTA? e la sovranita dove finisce ?

 

  By: kutstone on Giovedì 17 Gennaio 2013 08:43

Salve è iniziato un nuovo anno e sentire cosa ne pensano certi "tipi " che "ne sanno" male non fà. Normalmente è Zibo che ci tiene informato di cosa ne pensa Gundlach della situazione ma visto il suo ritardi mi permetto di sintetizzare in poche parole cosa ne pensa del 2013 il famoso gestore americano. Il 2013 lo chiama l'anno del serpente in quanto potremmo attenderci movimenti repentini e improvvisi tipici del rettile durante l'attacco, quindi maggior volatilità del 2012. Per alcuni versi vede il 2013 piu simile al 2011 dove almeno in america trova più rischiosa la borsa americana ai TBond che non ritiene per ora essere soptravvalutati. Si tiene lontano dai titoli di stato europei dove vede questo come un semplice periodo di tranquillità ma si attende anche che potranno ritornare i problemi tuttora irrisolti. A livello borse predilige Giappone e Cina che ritiene essere a questi prezzi sottovalutati e investimenti, ,sopratutto il giappone di lungo periodo, da acquistare su ritracci. SPLENDIDO TRADE "LONG JAPAN-SHORT USA ". Lo short sui titoli di stato Francesi è per lui un trade garantito per il 2013 anche se dice "questo short ha pagato poco nel 2012". Oro e Dollaro dice aumenteranno di volatilità, mentre è bullish su energetici e agricoltura. Alla domanda dove saranno i titoli 30ennali americani tra tre anni risponde " non mi stupirei se tra un anno fossero più in alto di dove sono ora, ma tra tre anni potrebbero essere molto più in basso". Spero di aver fatto cosa utile. Ciao

Il boom del petrolio "made in USA" - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 16 Gennaio 2013 20:27

Stock: CVR Energy, Westerm Refining

Come si sarà sentito negli ultimi due o tre anni c'è stato un boom della produzione di petrolio in nordamerica che fa sì che gli USA stiano per diventare ormai indipendenti dalle importazioni dall'estero e che ha fatto scendere il costo del greggio in America 20-23 dollari sotto il costo del greggio ("Brent") in Europa. Questo è uno sviluppo nuovo e che sta modificando le condizioni di parecchie industrie legate al petrolio. Ad esempio in stati come il North Dakota la produzione di petrolio è quintuplicata negli ultimi cinque anni (tanto è vero che questo boom fa sì che la disoccupazione in questo stato sia sparita). Il tipo di petrolio che viene estratto in molte di queste nuove esplorazioni è quello ^"Bakken" che è più leggero e di qualità migliore#http://www.minneapolisfed.org/publications_papers/fedgazette/oil/index.cfm?^ del West Texas, ma costa di più da trasportare perchè è trivellato in zone che finora non erano servite dal sistema di oledotti americano. Ci sono diverse implicazioni di investimento legate a questo boom del petrolio "made in USA". Un settore che sta andando molto bene e che può continuare nel 2013 è quello delle raffinerie americane di petrolio e per la precisione del gruppo di società di media dimensione che hanno raffinerie nel mezzo dell'America ("mid-continent") quindi non sul Golfo del Messico ad esempio e che non sono le grandi come Tesoro ad esempio. Tanto per dire l'ultima che ha fatto un IPO di recente, ^Northern Tier Energy#^ è raddoppiata da agosto e continua a salire e diverse hanno rotto i massimi assoluti come HFC, DK, CVR Energy. In questo settore i trend durano sempre mesi e mesi perchè dipendono da fattori abbastanza strutturali di domanda e offerta che non cambiano velocemente oltre che dal prezzo relativo dei vari tipi di petrolio. Mentre ad esempio il rialzo dei bancari europei è basato su fattori che possono cambiare in fretta in questo caso hai invece fattori tipo aver costruito un oledotto o aver aumentato la produzione di greggio di tipo "Bakken" (quello che costa meno in USA) che sono cose che impiegano anni per verificarsi. Ci sono sei o sette nomi tra queste azioni delle raffinerie americane "mid-continent". Anche i titoli più noti del settore raffinerie di petrolio come ^Tesoro#^ o ^PSX#^ (che si è suggerità per alcuni mesi nel 2012 ed è andato anche molto bene) ad esempio stanno andando in borsa piuttosto benee e sono anche loro comprabili, ma non quanto questi I nomi sono ^HFC#^, ^DK#^, ^WNR#^, ^CVI#^, ^NTI#^ e poi anche la solita ^PSX#^

 

  By: Moderatore on Mercoledì 16 Gennaio 2013 20:13

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  By: pana on Venerdì 16 Dicembre 2011 10:00

interessante questo film sul futuro che ci attende qualcuno sa come e' stato tradotto in italiano il titolo? vorrei vederlo in dvd.. bisogna prepararsi almeno psicologicamente al PEAK OIL http://www.youtube.com/watch?v=SEcZemmN5Mw

 

  By: themaui on Martedì 13 Dicembre 2011 21:03

Libia/ Tripoli: leader Cnt giovedì a Roma per discutere Trattato di: TMNews Pubblicato il 13 dicembre 2011| Tripoli, 13 dic. (TMNews) - Il Presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico Mustafa Abdel Jalil discuterà giovedì prossimo con le autorità italiane del Trattato di amicizia firmato nel 2008. E' quanto ha dichiarato oggi il viceministro degli Esteri libico, Mohamed Abdelaziz, facendo riferimento all'incontro tra Jalil e il Presidente del Consiglio Mario Monti. L'incontro - in agenda da tempo a quanto riferisce la Farnesina - è previsto per giovedì alle 12. Oggi, il viceministro ha dichiarato che Tripoli "ha delle riserve su un certo numero di punti del Trattato, che hanno bisogno di essere ridiscussi dai due Paesi". "La visione della nuova Libia dei suoi rapporti di cooperazione con l'Italia è diversa da quella del vecchio regime", ha aggiunto. http://www.wallstreetitalia.com/article/1286722/libia-tripoli-leader-cnt-giovedi-a-roma-per-discutere-trattato.aspx

il trade su Gheddafy ha funzionato ! - GZ  

  By: GZ on Martedì 25 Ottobre 2011 17:31

Stock: Petrolio

Ogni tanto chi scrive qui sopra ha anche delle idee brillanti. Appena morto il povero Gheddafy ho scritto sia qui sul forum che nell'Advisor più in dettaglio che era finalmente venuto il momento di mettere su un operazione a bassissimo rischio, ma con possibilità di grande guadagno. Allora. Per un anno il petrolio Brent quotato in europa all'ICE era salito sempre rispetto al petrolio "West Tecas" quotato a New York al Nymex-CME fino a raggiungere la differenza RIDICOLA DI 25 DOLLARI AL BARILE PER LO STESSO BARILE DI PETROLIO. Questo è ridicolo, è artificiale, è una palese manipolazione del mercato, supportata con il pretesto della guerra in Libia. Con la morte di Muammar era venuto il momento di mettere su una bella "spread", come la chiamano in gergo, che è l'operazione a rischio più basso possibile in genere perchè compri e vendi short lo stesso prodotto finanziario E quindi tre giorni fa ho detto di ^comprare il Petrolio futures dicembre al Nymex-CME, simbolo CL-Z1 a 85 dollari circa e di simultaneamente vendere short il Petrolio Brent sui 110 dollari#http://www.cobraf.com/advisor/^ (all'ICE a Londra, simbolo ad es BRN 1Z-ICE su Esignal). Ora, il petrolio è salito negli ultimi tre giorni, ma per la prima volta in un anno quello a New York è salito e quello a Londra quasi è rimasto fermo, dopo un anno che succedeva il contrario. Se qualcosa fosse andato storto sui mercati e il petrolio fosse sceso invece che salito rischiavi poco perchè eri anche short petrolio, ma in soli tre giorni questa posizione ti ha ora guadagnato quasi 7 dollari al barile (perchè metterla appena morto Gheddafy ? In parte è ovvio che la guerra in Libia era un pretesto per tenere su il petrolio in europa, in parte è meno ovvio ma non c'è il tempo di ri-raccontare tutto) (si può fare anche con ETF quotati a Milano ? probabile perchè esiste un ETF per il Brent, ma come ho spiegato 100 volte gli ETF sul petrolio vanno solo venduti short perchè nel corso del tempo si deprezzano rispetto al sottosante, per cui funziona anche con gli ETF, ma probabilmente meno). Notare che la differenza tra i due Petroli a Londra e New York di solito è mimima perchè la qualità è (quasi) identica e come ovvio le petroliere dovrebbero trasportarlo dove costa di più se la differenza superasse diciamo i 5-6 dollari. Tuttavvia come ho discusso più volte e come ha spiegato questo mese molto bene ^il Financial Times con i reportage di Izabella Kaminska#http://ftalphaville.ft.com/blog/author/izabellakaminskaftcom^ il mercato del petrolio è manipolato pesantemente. Ma se capisci come è manipolato ne approfitti anche

 

  By: shabib on Martedì 25 Ottobre 2011 16:54

mi sembra che l'OIL abbia fatto un atto di forza.... e anche un'altra cosa non da poco :le curve del BRENT e del WTI si stanno avvicinando , ovvero i loro prezzi sono sempre meno lontani di un mese fa.

 

  By: baro on Lunedì 24 Ottobre 2011 16:27

la prima riflessione da fare è che noi europei abbiamo goduto per anni dell aprotezione americana , e che un bel giorno non l'avremo piu' ... saremo esposti al vento gelido che ancora spira da est , come sembra tornato agguerrito il sig. Putin ... e da sud , visto che le democrazie arabe sono solo un sogno ... per tutti gli anni del dopoguerra , abbiamo investito nel welfare , facendo buchi di bilancio pure , mentre gli Usa spendevano soldi per gli armamenti ... basta pensare a cio' per capire come la nostra vita e la nostra visione del mondo futuro , dovra' cambiare radicalmente ...

 

  By: pana on Lunedì 24 Ottobre 2011 11:15

Rossi potrebbe andare a bussare alla porta della regina d Inghilterra, visto che le bollette elettriche dei castelli gli costano sui 2,6 milioni di sterline.. http://www.ft.com/intl/cms/s/0/36f46af8-fc0b-11e0-b1d8-00144feab49a.html#axzz1bgHwg8e8

 

  By: Cures on Sabato 22 Ottobre 2011 00:33

Secondo voi Se foste nelle condizioni di poter acquistare il know-how di Rossi tenuto conto del fatto che è in grado di sostituire qualunque carburante esistente e di spostare l’asse geopolitico a favore del consumatore rendendo inutili le guerre nel medioriente quale prezzo gli offrireste?

 

  By: Gano* on Venerdì 21 Ottobre 2011 23:20

Si, condivido non si trattava di voltar faccia a nessuno ma semplicemente di prendere atto che la propria era è finita, ritirarsi a vita privata con malloppo e medaglie... si insomma, doveva semplicemente andarsene in pensione! --------------------------------------------------------------------------------------------- Voi ragazzi fate le cose troppo semplici. Pensate davvero che a Gheddafy con tutto quello che ha impastato sottobanco con l' Occidente avrebbero permesso di andare in esilio? In una villetta con piscina in Tanzania o in Algeria? Cosi' magari scriveva pure un libro di memorie? Lui aveva una condanna a morte sulla testa. Questo Gheddafy lo sapeva benissimo. Fin dal primo giorno c'era l' ordine d' ucciderlo. Come Mubarak. Si e' ritirato, ma vi sembra che sia tranquillo in esilio? Lui che e' stato per decenni c.ulo e camicia con gli americani ora lo tengono chiuso in prigione finche' non muore. Questa e' una. L' altra è che l' ex leader libico aveva sulla coscienza una tale quantità di morti ammazzati, torturati e fatti sparire nel nulla, oltre che di attentati contro l' Occidente, che era impossibile lasciarlo andare libero. Gheddafy non era nato ieri da non essersene accorto o da non saperlo.

 

  By: duca on Venerdì 21 Ottobre 2011 21:40

Qualche giorno fa ho sentito una conferenza di Prodi. Ha detto una cosa interessante: cito a memoria perchè non ho preso appunti enon ho ancora trovato riscontri: negli anni 60 il PIL USA era circa i 50% del Pil Mondiale e anche le spese USA per armamenti era circa il 50% delle spese mondiali per armi ed eserciti. Oggi il PIL USA è circa il 25% del PIL mondiale ma le spese USA per armamenti sono ancora il 50% delle spese mondiali . La cosa porta a notevoli riflessioni!

Un giorno o l'altro ci si stancherà - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 21 Ottobre 2011 19:44

Le forze speciali della NAto, inglesi e anche francesi e qualche americano hanno combattutto e soprattutto organizzato, addestrato e diretto dall'inizio alla fine questi ribelli contro le forze di Gheddafy. I ribelli sono largamente un gruppo etnico basato a Bengasi e nella parte est della Libia, i quali appena hanno vinto si sono messi ad ^uccidere gli africani che Gheddafy aveva fatto entrare e fare pulizia etnica in Libia degli africani#http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/09/articolo/5291/^. Questi ribelli, ora elogiati da Obama, Cameron e Sarkozy, dichiarano apertamente e tranquillamente che voglio ripulire la Libia da tutti gli africani, li vanno a prendere casa per casa e li ammazzano o espellono. Ovvio che Obama, che ha costruito una carriera sulle sue radici africane, appoggi ed organizzi la cacciata e il massacro degli africani.... La Nato aveva bombardato i serbi nel 1994 per aiutare i musulmani serbi e poi di nuovo i serbi per aiutare i musulmani kosovari che rischiavano dicevano la "pulizia etnica". Sempre nel 1994 aveva mandato forze speciali in Somalia a combattere in una guerra civile dove nessuno capiva con chi stare (che continua tuttora). Ci sono pulizie etniche per cui la NATO ti bombarda e ce ne sono altre per cui la NATO ti aiuta a farle. Venerdì intanto Obama ha inviato cento soldati delle ^forze speciali USA in Uganda, per farli combattere contro l'"Esercito di Resistenza del Signore"#http://www.msnbc.msn.com/id/44912923/ns/world_news-africa/t/political-payback-behind-us-special-forces-deployment-uganda/^ (!? si chiama Lord's Resistance Army) che sarebbe un gruppo con 400 combattenti che molestano la popolazione locale secondo quello che leggi ^"da 15 anni...e sono ridotti solo 200 o 400 ormai".#http://www.msnbc.msn.com/id/44912923/ns/world_news-africa/t/political-payback-behind-us-special-forces-deployment-uganda^. Un problema veramente importante per gli Stati Uniti d'America, 200 guerriglieri in una giungla in Uganda e loro vanno a combattere per catturare il loro temuto capo, il famoso Joseph Kony... Tra un poco chiederemo di mandarci dei marines per catturare anche i capi della camorra o eliminarli bombardandoli con i "droni". I giornali non ci hanno fatto neanche caso perchè ci sono 40 o 50 mila soldati americani sparsi a combattere nel mondo, in Yemen ad esempio ci sono forze speciali da anni che combattono e ^bombardano coi "droni"#http://blog.panorama.it/mondo/2010/02/16/droni-la-guerra-sporca-di-barack-obama/^ un giorno sì e un giorno no... per cui altri 100 commandos che combattono in Uganda cosa vuoi che sia... Ma in teoria avrebbe dovuto mandarli questo mese invece in Libia, a impedire ora il massacro degli africani locali da parte dei ribelli... che organizzati, finanziati e diretti dalla NATO (e quindi dagli USA). In Uganda ci sono alcune centinaia di guerriglieri che ora gli americani combattono per proteggere degli africani locali, mentre in Libia hanno appena fatto vincere degli arabi che massacrano gli africani locali. E' come quando hanno dichiarato guerra ai tedeschi perchè il 2 settembre 1939 questi avevano invaso la Polonia. Due settimana dopo l'URSS ha invaso anche lei la Polonia da est e se l'è divisa a metà con la Germania. Non solo, l'URSS ha invaso anche Finlandia, Lituania, Estonia e Lettonia e un pezzo di Romania, occupando circa 20 milioni di persone, quasi più dei tedeschi. Poi nella guerra tra Germania e URSS hanno fatto vincere l'URSS, consentendole di occupare i paesi baltici più Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria e un terzo della Germania (radendola praticamente al suolo). Cioè visto che la Germania aveva invaso mezza Polonia le hanno dichiarato guerra (anche se in teoria potevano dichiararla su quella base anche all'URSS, visto che aveva invaso di più della Germania). Poi hanno appoggiato, finanziato ed armato l'URSS perchè occupasse metà Europa e distruggesse la Germania. Dopodichè hanno passato i successivi 50 anni a combattere guerre fredde e calde contro l'URSS in tutto il mondo. Un giorno o l'altro ci si stancherà di giocare questo gioco, ma per ora continua -------------------------- ^Caccia ai neri a Tripoli#http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/09/articolo/5291/^ La caccia è iniziata dopo il tramonto. Una serie di camionette ha circondato la medina, la città vecchia di Tripoli. Ne sono scesi gruppi di ribelli armati e hanno arrestato centinaia di persone. Li hanno presi a gruppi di dieci-quindici, caricati sui veicoli e portati in una specie di base militare improvvisata vicina all'arco di Marco Aurelio, di fronte al lungomare. Li hanno chiusi lì, prima di trasferirli nella prigione di Jdeda, a est della capitale. Tutti i fermati hanno una caratteristica comune: la pelle nera. L'accusa che viene loro mossa è gravissima: avere combattuto come mercenari al soldo di Gheddafi. «Ne abbiamo presi 200 solo ieri», sottolinea il capitano Salem Eisaleh, responsabile del comando militare dell'area. «Saranno interrogati. Verrà fatto un processo». Fuori dal comando stazionano diverse donne. Sono parenti degli arrestati: mogli, figlie, sorelle. Assicurano che i loro familiari non c'entrano niente con la guerra. Non hanno mai combattuto. Sono lavoratori. «Io sono libica. Vengo da Bengasi. Mi hanno arrestato due fratelli», grida Aziza, una ragazza nera col foulard e un largo sorriso. «Ma quali libici? Gli arrestati sono tutti stranieri: ghanesi, ciadiani, maliani», ... Le retate cominciate l'altra notte sono solo l'inizio di un'operazione che si prevede di più vasta portata.. La situazione in città per gli africani è a dir poco critica. Prima della guerra, la Libia contava una popolazione immigrata dall'Africa sub-sahariana di più di un milione di persone, impegnate soprattutto in quei lavori di fatica che i libici non facevano. Oggi molti sono fuggiti. Quelli rimasti sono guardati con estremo sospetto dai ribelli che hanno preso il controllo della città. Sono quasi automaticamente considerati ex mercenari dai combattenti, che oggi danno sfogo senza problemi a un razzismo neanche tanto velato. «Anche se alcuni hanno la nazionalità libica, non sono libici. Sono magari persone naturalizzate dal regime in passato. Gheddafi voleva cancellare le radici della Libia. Noi siamo un popolo mediterraneo», sottolinea il capitano Eisaleh, facendo capire che non ci sarà grande spazio per gli africani nella Libia di domani. «Anche i cosiddetti libici del sud non sono libici. Stanno con Gheddafi, sono africani», aggiunge un combattente nel cortile, riferendosi alle popolazioni della zona sahariana del paese. Il risultato è che oggi molti africani a Tripoli vivono nel terrore....