La psicologia è tutto

 

  By: Trucco on Giovedì 07 Novembre 2013 21:29

Pana: "per far ripartire il paese basta consumare meno energia.." - - - Teoria interessante. Di certo l'ambiente ne gioverebbe. Ma da quando i consumi di elettricità ed energia in Italia hanno preso a calare l'economia non è che sia migliorata molto direi...

 

  By: DOTT JOSE on Giovedì 07 Novembre 2013 20:19

imprenditore dichiarava 4 euro ma aveva 300 milioni sequestrano tutto !! FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA Dichiara solo 4 euro, evade 300 mln Gdf gli sequestra l'intero patrimonio Nei guai un imprenditore 70enne di Bussolengo (Verona): nascondeva al Fisco terreni, società e immobili che ora potranno essere confiscati

 

  By: pana on Giovedì 31 Ottobre 2013 13:08

consumo medio casa americana 11.000 kwh annui consumo medio casa Professor Dumpster 0 kwh ! lo leggevo pure ieri su Repubbica, per far ripartire il paese basta consumare meno energia..

 

  By: shabib on Mercoledì 30 Ottobre 2013 11:33

cosi' fara ' la gioia di quelli che vogliono ridurci all'osso per cuccarsi tutto loro... stiamo attenti che dietro le iniziative riduttive non accada che la riduzione sia a senso unico , solo per il ceto medio-basso mentre i vertici si continuano ad ingrassare....

 

  By: pana on Mercoledì 30 Ottobre 2013 10:20

il professor Jeff Willson (per gli amici Professor DUMPSTER) vivra un anno dentro un cassonetto dimostrando che la decrescita e' possibile http://www.agoravox.it/Il-professor-Dumpster-vivra-in-un.html MITICO ! si potra seguire l impresa qua http://dumpsterproject.org/

 

  By: SanTommaso on Venerdì 18 Ottobre 2013 10:53

Come la dici tu suona bene, ma la realta' e' molto diversa. 2 Bicchieri di vino e per loro "guidi in stato di ebrezza". Quello che non sai sono le infinite conseguenze burocratiche, Kafkiane, ridicole, allucinanti a cui ti devi sottoporre per anni dopo il fermo. A me non sta bene per niente. Bevo da sempre e non ho mai fatto un solo incidente in decine di anni di guida. Ma e' la solita storia. In nome di una teoria giusta, lo stato ha messo su una baracca incredibile per assumere gente a spese nostre e farci pagare altre multe, tasse e balzelli vari.

 

  By: pana on Venerdì 18 Ottobre 2013 10:22

se passasse la mia idea di legge queste cose non capiterebbero.. e cioe arresto immediato per chi guida ubriaco in quanto puo' reiterareil reato uccidendo qualcuno.. altro che sconto del 20% per chi paga le multe subito !! non capisco perche un immigrato he ruba una mela o sbattono ingalera quando invece un ubriacone potenziale omicida lo lasciano libero..e aggiungerei confisca immediata e distruzione del mezzo..eheh questo tanto per iniziare poi si possono inasprire le pene..

 

  By: Vaicru on Giovedì 17 Ottobre 2013 11:02

C'e' ancora qualcuno che ha le P.a.l.l.e http://www.sassarinotizie.com/articolo-20338-vendetta_agropastorale_a_ploaghe_col_trattore_sfonda_auto_dei_carabinieri.aspx e comunque si conferma che quelli del sud e gli isolani sono piu' c.a.zz.u.ti di quelli del nord

 

  By: pana on Giovedì 17 Ottobre 2013 09:41

primo comune sciolto per mafia in Lombardia, http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/16/sedriano-comune-lombardo-sciolto-per-ndrangheta-tra-incredulita-e-accuse/746495/ http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/10/16/Mafia-sciolto-comune-caso-scoperto-giovane-cronista_9472893.html

 

  By: gianlini on Mercoledì 09 Ottobre 2013 11:02

Paolo il numero di clochard ungheresi non è così inverosimile sono stato a Riga qualche anno fa e lì (dove fa molto più freddo che a Budapest) era impressionante il numero di barboni e barbone (quante babushke!) in giro immagino che la dizione senza-tetto non sia letterale, nel senso che ingloba chi sopravvive in scantinati, magazzini abbandonati, case vuote, ecc.ecc. e che un modo per sopravvivere all'inverno lo trova, salvo poi popolare i luoghi aperti nella stagione migliore in quei paesi molta gente è stata lasciata senza letteralmente niente dal crollo del comunismo e 1 su 100 è ancora una stima quasi generosa.. per quanto riguarda noi, si dice spesso che ci siano organizzazioni legate alla Chiesa e al mondo di sinistra che "ha bisogno" degli extracomunitari e dei loro arrivi per prosperare; a me è sempre sembrata una tesi un po' al limite (come quella dei vigili del fuoco che vanno in giro ad appiccare incendi) ma alla luce dei dati citati direi che non è nemmeno così irragionevole a Milano senza i barboni stranieri un sacco di gente gli toccherebbe stare a casa a guardare i telefilm anzichè fare i rambo notturni o diurni assistendo tali persone... in città ci sono organizzaioni come City Angels, Opera San Francesco, ecc.ecc. che rimarrebbero quasi disoccupati, alla luce dei dati trovati...

 

  By: Paolo_B on Mercoledì 09 Ottobre 2013 02:22

> (pari ad un quinto dei senzatetto ungheresi, che però fanno capo ad una popolazione di un sesto di quella italiana, quindi in proporzione sono 30 volte meno che in Ungheria) -- ecco, qui incominciano a venirmi dei dubbi riguardo alle informazioni che ci propinano. L'ungheria ha 10 milioni di abitanti e Il Manifesto mi dice che ha 100,000 clochards (dato probabilmente preso da qualche articolo dei giornalisti di bruzzelles). In ungheria ci sarebbe un clochard ogni 100 persone. Suona strano anche se invece che l'ungheria (dove si muore subito in inverno se vivi in strada), fosse il sud della spagna. Suona strano proprio per il solo numero. Uno su cento mi pare un'enormità. Ma passiamo a noi. Italia. Supponiamo di avere davvero 50,000 barboni, di cui 15/20 mila italiani. Problemi ? NessunO. Dati: Esercito Italiano: organico di 111.233 unità (2009), Carabinieri esclusi ! Si parla proprio di effettivi delle forze di aria, di terra e di mare, parabellum, non di forze dell'ordine [1] Il che fa una spesa annua per ogni singolo soldato (spese militari in USD/ num. soldati ) di 363,636 dollari per singolo effettivo (279,000 euro circa). Evito qualsiasi commento sul contributo alla società dato dal lavoro quotidiano di queste 110,000 persone che ci costano 279,000 euro cadauna. A parte i pochi che sono in libano e altri paesi dove sarebbe meglio non ci fossero, gli altri non mi è chiarissimo cosa facciano intanto oltre ad andare ai poligoni e fare esercizio fisico, ma lasciamo perdere. Dico solo che possiamo benissimo prendere i 35,000 barboni stranieri e fargli fare un po' di lavoro in campagna prima di mandarli a casa loro, a titolo di risarcimento per essere entrati in Italia usufruendo della struttura sanitaria, e poi prendere gli altri 15,000 barboni italiani e far fare anche a loro lavoro produttivo e pulizia delle infrastrutture dando un tetto e un reddito di base, NON a un costo fo ** tamente inferiore di di quanto costino i soldati, no no, non occorrono costi ... BENSI' con UN GUADAGNO ECONOMICO RILEVANTE, in termini della pulizia e dei lavori agricoli e forestali ed ecologici svolti. Potremmo avere il sud italia senza cartine per terra come neanche il comune di vipiteno. Con beneficio sul TURISMO. In altri termini, i soldati ci costano, i barboni messi al lavoro con buon cibo e tetto dignitoso darebbero un contributo effettivo, pratico, visibile tutti i giorni per le strade, sulle spiagge, sul territorio, nelle scuole fatiscenti e sporche che possono venire pulite e reinbiancate, etc. etc. etc. Domanda: Chi dovrebbe stare dietro a questi 40,000 individui ? Occorre un apparato gigantesco ? RIsposta. Si, sarebbe un apparato gigantesco da creare, se non ci fosse. Ma c'è. Citato chiaramente in questo post. [1] http://www.intrage.it/rubriche/societaeistituzioni/serviziomilitare/forze_armate/index.shtml

 

  By: gianlini on Mercoledì 09 Ottobre 2013 00:53

traggo, da Internet A Milano, gli stranieri costituiscono l’83% degli homeless che passano la notte all'addiaccio e il 77% di quelli che, invece, scelgono un dormitorio. In Lombardia vivono circa 16 mila senza fissa dimora. Pari a 1/3 di tutta la popolazione homeless d’Italia. Il cui numero ammonterebbe a 47.648 persone, secondo il primo censimento realizzato sui senzatetto dall’ISTAT, in collaborazione con il Ministero del welfare, la Caritas quindi, hai ragione tu, il numero di senzatetto italiani è di forse, al massimo 20 mila persone, forse anche meno....(pari ad un quinto dei senzatetto ungheresi, che però fanno capo ad una popolazione di un sesto di quella italiana, quindi in proporzione sono 30 volte meno che in Ungheria), basterebbe poco per porre rimedio alla situazione questo altro passaggio conferma in pieno le stime fatte "In Italia, circa il 62% dei senzatetto lo è diventato dopo aver perso il lavoro. Soprattutto a seguito di un licenziamento o della chiusura dell’azienda dove erano impiegati (22,3%) oppure per il fallimento della propria attività (14,3%). Mentre, solo il 6,7% degli homeless del Bel Paese non ha mai avuto un’occupazione. In totale, i cittadini che vivono in strada sono circa 50 mila. Per lo più uomini, con meno di 45 anni e un basso titolo di studio. Da notare, inoltre, che la maggioranza è costituita da stranieri (59,4%) e le cittadinanze più diffuse sono la rumena, la marocchina e la tunisina. "

 

  By: Paolo_B on Mercoledì 09 Ottobre 2013 00:22

Gianlini, io sono dell'idea che nessuno abbia mai avuto l'interesse di risolverlo veramente, e non sarei così pessimista sulla possibilità di risolverlo. Gli steps sarebbero semplici: 1. Controllo dell'immigrazione. Se non hai carte in regola per stare nel paese ti si rimanda indietro. Tornano subito ? Gli si fa fare un periodo stile militare facendo lavori socialmente utili (non mancano strade che abbisognano di operatori ecologici o terreni da bonificare). Dopo un periodo trascorso cosi' li si manda a casa. Prima di tornare in italia e farsi ancora 2 anni a bonificare e pulire terreni a gioia tauro e le spiagge di sardegna e pianosa (col collare elettronico), ci pensano un pochino; 2. A questo punto rimangono i senzatetto - clochards italiani. Qui gli assistenti sociali si mettono all'opera. 2.1 Reinserimento. Guardando agli skills che avevano durante la loro "precedente" vita si cerca di recuperarli ai lavori/mansioni già svolte, affrontando gli eventuali problemi di dipendenze da alcool o droghe e patologie psichiatriche. Questa fase può essere svolta in strutture protette (leggi organizzazioni tipo Muccioli, che effettuano anche attività di impresa e sono in larga parte indipendenti finanziamento). Durante il periodi di affidamento alla struttura NON SONO liberi (come non lo erano gli ospiti di Muccioli); 2.2 Gli irrecuperabili vanno affidati ad ulteriori strutture protette, e magari isolate dalla società, dove queste persone possano continuare a fare una vita dignitosa cercando ugualmente di contribuire alla società. Strutture chiuse nelle campagne o sulle isole (ancora pianosa) ma con assistenza medica e lavoro per quanto possibile, dalla cura degli orti, viti, animali, etc.). 3. Purtroppo in questi momenti di crisi economica a rinforzare le file di senzatetto ci sono anche PERSONE NORMALISSIME che semplicemente hanno perso il lavoro, ma sono abili intellettualmente e fisicamente. Questi sono i più facili da reinserire immediatamente in lavori utili, senza sorveglianza, dal modesto guadagno ma con la sicurezza di una casa e di un reddito. Superata la crisi possono benissimo, da soli, ritornare magari a fare gli imprenditori come prima, e forse con successo. Qui lo stato deve STAMPARE o magari RINUNCIARE a mandare soldati in afghanistan/libano/f35 e altre spese varie. Prima gli italiani senza lavoro, poi il resto. Se i salari dei lavori "DI SALVATAGGIO" sono mantenuti sufficientemente bassi (abbastanza per vivere ma niente di più), non si verifica quello che era accaduto nei paesi socialisti. C'è, per chi si impegna, la possibilità di passare al lavoro in ditte private o addirittura al lavoro in proprio che conferisce un reddito molto più alto che, oltre al tetto e al cibo, consente di acquistare anche il superfluo. In questo modo il pericolo del lazzaronismo da paese di economia di stato è evitato.

 

  By: gianlini on Martedì 08 Ottobre 2013 23:40

paolo, pur dicendo tu alcune cose giuste, ti rammento che laddove il lavoro era anche nei fatti e non solo a parole un diritto per tutti e tutti ne avevano uno (un paio di posti al mondo funzionano ancora così) se ne approfittavano quasi tutti per non fare un bel niente.... credo peraltro che il problema da te indicato non sia così facilmente risolvibile innanzitutto i beggars di cui parli tu sono, appunto, cittadini non italiani, per cui anche l'assegnazione da parte dello stato di un lavoro a tutti, non lo darebbe ai rumeni che si danno all'accattonaggio; in secondo luogo molti senza tetto arrivano ad essere così dopo un percorso personale in cui magari c'è anche la perdita del lavoro fra le cause, ma più spesso c'è la concomitanza di fattori non solo economici a condurli a vivere sotto i ponti... non pensare poi che a Milano si stia molto meglio, beggars sono a molti semafori, davanti alle pasticcerie, lungo le vie pedonali....è sempre peggio! non plaudirei nemmeno troppo alla legge di Orban; non vorrei infatti che ci fosse dietro il tentativo di liberarsi di almeno parte dei 100.000 senza tetto che popolano l'Ungheria, dopo tutto sono cittadini comunitari, e se sono criminali in patria, negli altri paesi sono solo, innocenti, clochard...

 

  By: Paolo_B on Martedì 08 Ottobre 2013 20:53

Una delle cose veramente fastidiose e che dispiacciono circolando per Venezia sono i beggars, tutti rigorosamente dall'est europa, sempre gli stessi, che di giorno riempiono le calli della città. E' un business. Facendo un tragitto da rialto a piazza san marco ne incontri almeno tre. Si tratta di tragitti che vedono più di 20,000 (ventimila) passanti al giorno. Lo so perchè essendo interessato all'acquisto di muri commerciali mi ero informato sui passaggi. Basta fare un po' di calcoli. Una postazione da elemosina vale oro. Sono organizzati da dei capi che affidano loro delle zone. Se sgarrano occupando il posto altrui, o non pagando il dovuto agli organizzatori, vengono puniti, anche uccisi. La sera se ne vanno alla stazione e prendono autobus e treni, pronti a tornare il giorno dopo sul posto di lavoro. Chi vive a Venezia ormai sa le facce a memoria, e a forza di vederti alcuni di loro ti riconoscono pure. Un romeno sui 50 anni che vedo tutti i giorni elemosinare ad un ponte a qualche decina di metri da casa ogni tanto lo incontro alla stazione e in altri luoghi della città e mi saluta. Non mi pare difficile immaginare che la normativa di Orban abbia voluto cancellare tale fenomeno dalle strade di Budapest. Purtroppo scommetto che ogni fonte di notizie a riguardo viene solo da giornalisti filo-Bruzelles e dato che il governo ungherese è ai ferri corti con troica ed europa si indovina come viene dipinto ... Del resto bisognerebbe davvero fare qualcosa. Basterebbe prendere in mano e obbedire alla nostra costituzione. Il lavoro è un diritto, e un diritto non è tale se non lo si può esigere. Per questo uno Stato, oltre ad avere potere nel controllare chi entra e chi sta sul territorio, DEVE AVERE per i propri CITTADINI le risorse per recuperare alla vita dignitosa le persone, anche assumendo e dando un lavoro pubblico e utile a coloro che sono senza lavoro (Questo era il diritto costituzionalmente inteso che nessuna sinistra odierna vuole difendere). Per fare queste lo stato deve avere, tra le altre cose, una propria sovranità monetaria e non dipendere dalla dittatura esterna di forze straniere. Ed è ancora il punto su cui, da quello che so, sta lavorando - giustamente - il governo ungherese. Non si tratta di essere comunisti, lo imporrebbe la socialdemocrazia della tradizione europea. A Bruxelles se ne fregano. Essere vagabondi e chiedere l'elemosina negli articoli della stampa di regime sembra diventare un way of life da difendere. Del resto Bruxelles ha già dato prova di infischiarsene se in sud europa gli europei finiscono alla fame o in strada. -- Saturday's protest came just days after the European Commission, the EU's executive arm, said European subsidies destined for Hungary could be suspended starting next year if the government doesn't rework plans to cut its budget deficit. ...... At Saturday's rally, however, organizers said the EU undermined the country's sovereignty, just as the Soviet Union did when Hungary was still a Soviet-satellite state. After several attempts, two Jobbik parliamentarians eventually managed to set a European Union flag on fire during the protest in front of the European Commission offices in Budapest.