situazione fondamentale dei mercati

 

  By: giorgiofra on Mercoledì 12 Giugno 2013 10:35

Tirare giù qualche modenese? Sarà difficile. Il modenese per venire al sud pretende un'auto blindata ed un'adeguata scorta. Lui sa che siamo geneticamente ladri, e poi non ama andare in giro e vedersi attorniato da gente con la coppola e la lupara in spalla. E poichè gli piacciono le donne, teme che se per distrazione ne guardasse con insistenza qualcuna, verrebbe costretto a sposarla. E poi, vogliamo mettere il rischio di contrarre il colera? No, meglio frequentare i più civili luoghi della Valpadana.

 

  By: ciciola on Mercoledì 12 Giugno 2013 09:31

Attendo convocazione...

 

  By: Bof on Martedì 11 Giugno 2013 23:57

Ragazzi organizziamo una nuova tappa a pescara? Magari stavolta tiriamo giu anche qualche modenese :-)

 

  By: ciciola on Martedì 11 Giugno 2013 14:27

Giorgio, quando lo finisci, dammene una copia... Fammi sapere se possiamo incontrarci ora che vengo in Italia...

 

  By: giorgiofra on Martedì 11 Giugno 2013 14:19

Ragazzi, sono vivo e vegeto, e vi leggo sempre con piacere. In questo momento sono impegnatissimo perchè, oltre al lavoro, sto scrivendo un romanzo, a mio parere molto bello. E' la storia di Carlo, manager milanese che a causa della crisi perde il lavoro, e del suo percorso per trasformare completamente la sua visione del mondo e delle cose, che avviene attraverso l'incontro di vecchi amici di giovinezza ed altre persone a loro modo eccezionali. Carlo, nell'arco di una settimana, in una Milano immersa nella crisi più nera ed in cui si manifestano i primi sintomi di una rivolta popolare, attraverso una serie di incontri, prende coscienza della follia e della stupidità del sistema nel quale era immerso, e si trasforma in un uomo completamente nuovo. E sarà proprio questa trasformazione a consentirgli di attraversare indenne la tempesta che sta per abbattersi sull'Italia. La storia è molto ben costruita, la lettura accattivante, gli argomenti interessantissimi. Spero che alla fine riesca a trovare qualcuno che me lo pubblichi. Chissà, non bisogna mai disperare. Come sostiene Giovanni, uno dei personaggi del romanzo, "se proprio dobbiamo stare nella m erda, è meglio starci con allegria". Un caro saluto a tutti.

 

  By: ciciola on Martedì 11 Giugno 2013 04:53

In compenso, la nostra diplomazia spende molto ma molto meno: chissà cosa ne pensa la Regina ed il popolo inglese...

 

  By: ciciola on Martedì 11 Giugno 2013 03:09

Esatto... Anche a me il suo silenzio inizia a preoccupare...

 

  By: Bullfin on Martedì 11 Giugno 2013 01:38

Infatti, Bullfin. La massa ancora non riesce a capacitarsene. Eppure il problema, nei numeri, è semplice ed evidentissimo. Semplificandolo al massimo, con tutte le imprecisioni del caso: Se su un debito della P.A. di 2000 dovessimo pagare interessi del 5% annuo, il Pil, che è di 1500, deve crescere del 6,65% all'anno soltanto per mantenere invariato il debito riassorbendo la spesa per interessi. A parte che un tasso di crescita del genere si riscontra solo nel PIL cinese, saranno almeno 20 anni che da noi il PIL non riesce a crescere neppure del 2%. E poi il problema sono i dipendenti pubblici.... e non che paghiamo interessi reali positivi diversamente da tedeschi, francesi, svizzeri e inglesi. Per non parlare del MES Defil esatto. A volte mi capita di spiegare bene bene a gente comune oppure anche istruita con laurea la situazione dei conti pubblici pure comparata con gli altri paesi europei, nella loro evoluzione post GM, etc. Le persone ascoltano, annuiscono, ti fanno i complimenti e poi prospettato dal sottoscritto che il problema è l'Euro e l'Europa sai cosa ti rispondono????? "eh ma è colpa delle spese dei politici.." oppure "eh ma come si fa ad uscire dall'Euro...non si puo'...". E lì francamente vengo preso da istinti omicidi ;) e dal crollo delle mie facoltà mentali oltre che dalla pazienza... :))))))))) e vedo rotolare per terra due sfere che si allontanano sempre piu' :)))). Neanche l'euro fosse la moneta che Dio ha imposto a noi...ma rob de mat...(si un po' come con Oscar che gli spieghi le cose di economia e poi lui ti parla che è colpa dell'auto blu che il debito è cresciuto così tanto...eheheheheheheh....). :) A proposito: è da un bel po' che non si legge Giorgio...chissa' se gli butta bene...

 

  By: defilstrok on Lunedì 10 Giugno 2013 16:58

Infatti, Bullfin. La massa ancora non riesce a capacitarsene. Eppure il problema, nei numeri, è semplice ed evidentissimo. Semplificandolo al massimo, con tutte le imprecisioni del caso: Se su un debito della P.A. di 2000 dovessimo pagare interessi del 5% annuo, il Pil, che è di 1500, deve crescere del 6,65% all'anno soltanto per mantenere invariato il debito riassorbendo la spesa per interessi. A parte che un tasso di crescita del genere si riscontra solo nel PIL cinese, saranno almeno 20 anni che da noi il PIL non riesce a crescere neppure del 2%. E poi il problema sono i dipendenti pubblici.... e non che paghiamo interessi reali positivi diversamente da tedeschi, francesi, svizzeri e inglesi. Per non parlare del MES

 

  By: Bullfin on Lunedì 10 Giugno 2013 11:40

Giovanni, vorrei farti notare che la deflazione salariale in Germania vi è per tutti... Il numero dei dipendenti pubblici è maggiore in Germania, Francia e Inghilterra rispetto a noi. I salari pubblici come quota di sul totale della spesa pubblica dal 1980 in poi si è contratto ed è in misura inferiore agli altri paesi, l'ammontare dei soli interessi cumulati fanno tutto il debito pubblico attuale....Quando la capirete che il problema dell'Italia è solo quello di essere il salvadanaio dell'Europa???? e che il problema principe di tutto sorge da quel sciagurato di Andreatta che ha fatto il divorzio facendo lievitare i tassi?? (e di cui Letta è supremo allivo oltre che aver elogiato questa scelta???).

 

  By: Giovanni-bg on Lunedì 10 Giugno 2013 09:37

Il problema non è tanto il numero ma i costi. E come può vedere qua sotto nel periodo 2001-2009 (periodo euro) io dipendenti statali sono stati gli unici che hanno avuto vantaggi reali in termini di potere d'acquisto (tra i salariati), in controtendenza con i dipendenti pubblici della Germania. "Il numero degli impiegati statali è diminuito di quasi 111 mila unità tra il 2001 e il 2009, tuttavia la spesa totale degli stipendi è aumentata di 39,4 miliardi di euro (+29,9%). Al netto dell'inflazione, la stessa è però più contenuta e corrisponde ad un aumento di circa 8,3 punti percentuali." Quindi gli statali al netto dell'inflazione (ma pure della deflazione degli ultimi anni!) hanno avuto un aumento dell 8,3% http://www.manageronline.it/articoli/vedi/6398/cgia-meno-dipendenti-statali-in-italia-ma-aumenta-la-spesa-stipendi/ Io devo ancora trovare un dipendente pubblico che parla male dell'euro così come un imprenditore che ne parla bene.

 

  By: defilstrok on Domenica 09 Giugno 2013 23:38

Giovanni-bg. Come fa a concentrare il discorso sugli impiegati statali ("Ma secondo lei la deflazione favorisce o sfavorisce un impiegato statale inamovibile a stipendio fisso?") che in Italia rappresentano 4 mln di persone su 64 milioni di popolazione? Eppoi il mio discorso era generico. Nello specifico della sua domanda: quanti saranno allora gli impiegati pubblici della Tanzania? Poi scrive che i "lavoratori supertutelati e inamovibili dello stato... vogliono il permanere nell'euro per spingere la deflazione che fa crescere i loro stipendi reali". Cioé mi vuol dire che il bidello, l'usciere, il pompiere, l'insegnante di educazione fisica, l'infermiere, il furiere, l'autista, lo stradino, etc. "vogliono il permanere nell'euro per spingere la deflazione che fa crescere i loro stipendi reali" ? Suvvia!! E soprattutto guardiamo alla sostanza di un post. Che, nello specifico, faceva riferimento alla deflazione come fenomeno fino a qualche tempo fa confinato al Giappone (cioé all'economia più satura, anziana ed avanzata tecnologicamente al mondo); fenomeno che, recentemente, non manca di mettersi in mostra persino in quella che chiamavano L'Africa Nera. Il problema è che non si sta facendo nulla per riparametrare i modelli sociali del mondo intero ad un'offerta che aumenta in maniera esponenziale, mentre la domanda aggregata segue in maniera meno che proporzionale se non, come nel c.d. Occidente, diminuisce addirittura. Guardare ai 4 mln di statali italiani è come concentrarsi su un punto nero, mentre la gamba ti va in cancrena

 

  By: foibar on Domenica 09 Giugno 2013 14:30

Bullfin, io sono una persona semplice ed ignorante e ti confido, rispondendo alle tue domande, parte della mia vita. Foibar hai mai lavorato in azienda? Alla tenera età di 14 anni, oltre 30anni fa, iniziai a lavorare da un fabbro artigiano e fu lì che imparai, a pedate nel cul, a "rubare il mestiere". Poi col passar del tempo e con l'arte del sapersi arrangiare, manualmente molto bene, divenni imprenditore di me stesso prima e in società poi. Sono oramai 3-4 anni che lavoro sempre meno (2013 = 0). Sei sicuro sicuro che non vi è distinzione? Vedo imprenditori DISPERATI, ho dei parenti, che continuano a metterci i risparmi in azienda, secondo me sbagliando. Questo non è impoverirsi? Gli statali, secondo il mio modesto parere, sono una categoria a parte che non hanno risentito dell'attuale crisi e che, giustamente dicono loro, reclamano premi, schatti di anzianità e di lavorare troppo. Mentre chissà perchè gli imprenditori sono il male assoluto. Legga l'ultima riga e creda alle parole infelici (Da: Il Bugiardino). http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/381095_cassa_in_deroga_in_lombardia_pochi_fondi_rischiano_in_50_mila/ P.S.: sono circa 4 anni che vi leggo e devo RINGRAZIRVI TUTTI perchè mi chiedo il perchè :-b. Buona domenica e serenità!

 

  By: Bullfin on Domenica 09 Giugno 2013 12:52

"La spaccatura sociale non è più tra classe operaia e "padronato" / dirigenti ma tra lavoratori supertutelati e inamovibili dello stato e lavoratori privati". Parole a mio avviso infelici: mai come al giorno d'oggi invece vi è la distinzione tra classe operaia e padronato. Anzi un'elite capitalistica che succhia goccia dopo goccia il sangue a tutti. Questo viene fatto manipolando i media,etc. Foibar hai mai lavorato in azienda? Sei sicuro sicuro che non vi è distinzione?

 

  By: foibar on Domenica 09 Giugno 2013 10:36

"La spaccatura sociale non è più tra classe operaia e "padronato" / dirigenti ma tra lavoratori supertutelati e inamovibili dello stato e lavoratori privati". Bollettino di guerra: non divulgare o fare circolare simili opinioni altrimenti i soldati in trincea girano l'armeria di 180°.