W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 13:06

Direi due post ineccepibili da parte di tutte e due, però sulla sparizione dei tassisti non ci farei troppo conto.

La città è piena ancora di un sacco di vecchi che hanno difficoltà anche ad arrivare dal portone di casa alla porta del taxi. E di sciure che guardando la televisione si convincono che è pieno di negri pronte a violentarle.

L'unico appunto al post di Morphy, è che una grossa parte dei mezzi in città sono furgoni, furgoncini, camionicini dei vari artigiani, ecc.ecc. Quelli non puoi trasferirli nel trasporto pubblico.

 

"Negli anni 80 gran parte delle sedi delle multinazionali erano nell'hinterland, adesso son tutte (o quasi) rientrate in citta' portandosi dietro migliaia di dipendenti."

E' questo il motivo per cui mi è rimasta la villa sul groppone, laddove una volta i milanesi facevano la fila per andarsele a comprare. ( ti ricordi quando facevano la fila per comprarsi la villa a Lesmo, o a Carimate o alla Pinetina ad Appiano Gentile?)....Adesso il dirigente della multinazionale, oltre a dover fare un'ora e mezza di strada per arrivare in ufficio (mentre in città fa 10 minuti in sella allo scooter), di stare in mezzo ad idraulici, camionisti e muratori (il tessuto sociale dell'hinterland) non ha nessuna intenzione.

 


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Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Domenica 10 Novembre 2019 13:02

Che MIlano si stia congestionando si vede a occhio nudo, questo e' l'effetto nefasto e funesto della citta'

verticale. Negli anni 80 gran parte delle sedi delle multinazionali erano nell'hinterland, adesso son tutte

(o quasi) rientrate in citta' portandosi dietro migliaia di dipendenti.

A questo si aggiunge l'immigrazione dalla Terronia e quella dei negri che sta sovraccaricando la citta'.

L'immigrazione degli anni 60 verso Torino o Milano aveva effetti benefici anche sul meridione, adesso e' il

contrario, i nuovi emigranti (quello col Phd e altre boiate) devono essere sovvenzionati dai parenti rimasti

a sud, solo per l'affitto di un ces di monolocale in una zona di negri devi pagare 1000/mese.

L'effetto benefico sull'economia milanese non dipende dai famigerati "cervelli" (cervelli de che?) che arrivano,

ma, piuttosto dalla massa. E' la somma che fa il totale, se aggiungi 200.000 residenti (di qualsiasi tipo) metti

in moto il mercato dei bilocali (con lo sterminato indotto), quello dei locali, dei baristi, dei fruttaroli etc.. etc.. etc..

I "cervelli" facevano sviluppo quando era relativamente semplice fare piccole aziende, adesso e' molto

piu' difficile causa assessori, per cui, quelli (i cervelli) vanno a fare gli impiegati all'AE, all'inps, alle generali e all'eni.

Tra le altre cose e' in fase di congestionamento anche la prima cintura attorno a MIlano e questo non va bene

all fine diventa come citta' del Messico, un ammasso informe di bilocali e fauna umana.

 

 

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Domenica 10 Novembre 2019 12:41

Guarda che non è solo a Milano questa ugenza. Dalle mie parti (e sai che sono in mezzo alla campagna) se ti sposti da un paese all'altro hai lo stesso problema: occorrono 30 minuti per fare 5 kilometri quando 5 anni fa li facevi in 2 minuti.

 

Su questa situazione ho detto qualche post fa che abbiamo raggiunto il limite di portata (parlavo proprio di portata) delle nostre infrastrutture. Questo è il limite del nostro sviluppo e l'economia non può crescere senza nuove infrastrutture. Quelle attuali sono ferme a 40anni fa.

 

Tra l'altro sul traffico cittadino io ho le idee ben chiare. Investimenti massicci sul trasporto pubblico (più leggero) e fuori completamente le auto dalla città intera. Esci di casa e ogni 3 minuti passa un mezzo pubblico. Poi le ciclabili, quelle vere. E' inutile prendere l'auto o un mezzo per fare 500 metri, il più delle volte ti basta una bicicletta. Ti fai un abbontamento annuo, con una certa tipologia (100 euro, 200 pende dal servizio) e quando entri in un mezzo vieni identificato. Occorrono investimenti massicci, idee chiare, e mani libere.

 

Certo sparirebbero pure i taxisti...

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 12:20

Morphy, non ho ovviamente mai pensato che fossi un cretino! 

Se facessi il tassista a milano ti renderesti conto di quante giovani eccellenze (parlo di menti) del centro-sud ci siano a Milano.

I loro genitori, professionisti di altrettanto valore, stanno invece al sud. Parlo di avvocati, ingegneri, chirurghi, professori universitari.

Questo vorrà pur dire che è cambiata profondamente la mappa del lavoro e dei poli di attrazione ?

E' a questo che Sala, che potrebbe tranquillamente pascersi dei successi di Milano e fregarsene del resto, ma che è persona capace e sensibile, fa riferimento. Riequilibrare una china molto sbilanciata.

 

Stai tranquillo che Sala non pensa affatto ad una frenata brusca. Ma forse inizia a rendersi conto di certe cose.

Pensa che è tutta la settimana che a fronte di un traffico pazzesco e di clienti che si lamentano di non trovare taxi, ripeto sempre una cosa: "Sala ha gestito molto bene la situazione fino ad oggi, ma ho l'impressione che non si sia reso conto che ha "addensato" troppo la città, e la sta rendendo invivibile. Deve riequilibrare la situazione, spostare più in periferia certi flussi e certi punti di attrazione.

Di questo sono testimoni Anti e Oscar, perchè in chat whatsap ne abbiamo parlato e li sto tempestando di foto di strade intasate.

Quindi sono contento che inizi ad accorgersene anche lui (Sala).


 Last edited by: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 12:32, edited 4 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Domenica 10 Novembre 2019 12:09

Gianlini, prima di tutto sia chiaro che la critica era verso Sala e non verso di te (anche se tu credi nelle baggianate che dice). Il significato di cannibalizzare è quando un'azienda costruisce un nuovo prodotto che vende mangiando quote di mercato di un altro prodotto della stessa azienda che non è ancora maturo, cioè non ha ancora esaurito il ciclo. In questo contesto puramente tecnico che mi sono incavolato: qui non si sta cannibalizzando nulla. Il concetto che non hai capito tu è che Milano NON si sta cannibalizzando un'emerita cippa. Tieni conto che io di Milano ho sempre sostenuto che è l'unica città italiano inserita a pieno titolo tra le grandi capitali europee e del mondo (forse l'unico su forum a nutrire questa fiducia).

 

Tanta manna che Milano si sta risollevando e speriamo solo che prima o poi faccia sentire la sua influenza a tutta la regione e a quelle limitrofe (a me fotte na sega del sud), Adesso arriva lui che magari si sogna di tirare il freno (è questa la mia paura quando un politico si mette a ragionare). In un delirio di onnipotenza questo si mette a fare minchiate. Perchè di delirio di onnipotenza si tratta. Gianlini, non pensare che Milano sia una potenza cosmica, diciamo che dopo un decennio di economia mondiale che ha fatto faville, è solo riuscita ad agguantare la coda della buona congiuntura. Il sindaco è stato toccato dalla fortuna e con la fortuna non si scherza.

 

Milano sarà una città veramente in piena ripresa quando tutta la cintura periferica delle case invendute verrà riassorbita e magari si cominceranno a rivedere molte gru lontane dal centro. Se le altre città (anche quelle del nord) soffrono della concorrenza milanese, si diano da fare nel trovare una loro identità. Si facciano gli investimenti in infrastrutture e si dia rilancio all'economia. Con la lotta ai bicchierini di plastica o la coltivazione delle cozze pelose non si fa molta strada. Si magari tra 20anni con l'intelligenza artificiale non avremo più bisogno di lavorare e andremo nei negozi prendendo a gratis la roba (sempre che ce ne sarà ancora qualcuno aperto (visto il trend)). Nel frattempo però c'è bisogno di sviluppo concreto, cioè abbiamo bisogno di cantieri aperti e di fabbriche. Bisogna buttare soldi nel mercato e farlo ripartire.

 

Qui in periferia è tutto completamente fermo, il mercato interno è scomparso e i soldi non circolano più. E solo un politico (con la sua squadra di esperti (esperti de ché)) può credere che Milano sia l'artefice di questo disastro...

 

Il fatto che non ci capiamo è proprio la misura di come le persone hanno una visione diversa della società. Io e Gano siamo pressochè sempre d'accordo (apprezzo quasi sempre i suoi ragionamenti), invece all'opposto ci sei tu con altri. I primi credono che si debba tornare a commerciare, i secondi forse forse credono che si possa avere un'economia in recessione, dove si risparmia, si consuma meno e ci si sta sempre dentro. Con questi ragionamenti si è smontata quasi completamente la struttura industriale del nostro paese. Ora tocca all'ILVA, al grido "le nazioni avanzate fan tutte così..."

 

Il probelma è che noi non siamo una nazione avanzata...

 


 Last edited by: Morphy on Domenica 10 Novembre 2019 12:12, edited 2 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 10 Novembre 2019 11:54

Bene, adesso che sono improfumato (prima della Messa non lo metto) esco per mangiare. Buona domenica.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: muschio on Domenica 10 Novembre 2019 11:52

Le affermazioni di Sala non hanno alcun senso: Milano non cannibalizza o pregiuca nulla. La gente da sempre si sposta dove c'è lavoro e nel Sud non c'è e non ci sarebbe nemmeno se questi cervelli vi restassero.

Mi sa che aveva ragione chi sosteneva che si può fare il sindaco di milano anche per inerzia (almeno, va riconosciuto, è uno che dice di sì, anziché far scappare eventi ecc.).

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 11:15

Il tema è l'eccessivo addensamento di realtà di eccellenza (nel campo finanziario, economico, universitario, medico, formativo, ecc.ecc.) a Milano, che svuota la periferia (non solo il sud Italia, pensa ad esempio a Luxottica, che dalle montagne di Bullfin è ora a Milano, o a Generali che ormai pesa molto di più a Milano che a Trieste) di risorse principalmente umane .

I laureati più brillanti del centrosud ormai emigrano tutti a Milano e dintorni, privando il sud stesso di possibilità di sviluppo, anche qualora le condizioni al contorno fossero diverse.

Questo è quello a cui Sala fa riferimento.

Secondo te è quello che ha capito Morphy?

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Domenica 10 Novembre 2019 10:30

"Secondo me"

 

Appunto, secondo te.

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 10:23

Per altro non gli hai nemmeno risposto nel tema, probabilmente non avendo nemmeno capito bene cosa volesse dire con il suo post.

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Secondo me è lui che non ha capito proprio niente di quello che voleva dire Sala.

Ma proprio niente.

In ogni caso se volete sempre restare ignoranti, a me sinceramente importa poco.


 Last edited by: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 10:24, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: XTOL on Domenica 10 Novembre 2019 09:30

a proposito di ilva, copio e incollo (e "mi perplimo"):

 

Silvano Mattioli
6 novembre alle ore 22:33
ILVA: la storia di una truffa.

Se qualcuno oltre che insultare ON-LINE si fosse degnato di usare il sito dell'ISTAT, forse non ci sarebbe stato un caso ILVA.

Allora iniziamo. C'è un emergenza tumori a Taranto ?
NO, non c'è nessuna emergenza tumori, ma c'è un emergenza CULTURALE e MEDIATICA.
Perché ? Perché adesso vi darò gli strumenti per verificarlo da soli.

Se andate sul sito dell'istat e verificate le CAUSE DI MORTE: scoprirete che a Taranto nel 2016 si è morti di TUMORE molto meno che a ROMA, ecco a voi il link e per i svogliati vi ho messo direttamente la foto:
( Link: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_CMORTE1_EV )

Su 100 morti (ipotesi vita media 100 anni o se volete su 10.000 abitanti non cambia nulla) ogni anno a ROMA muore di Tumore il 29.01% della popolazione a TARANTO solo il 26.97%

Sconvolti ?
Bene se avete ripreso il senso delle cose allora iniziamo a dire VERAMENTE le cose come stanno.

I minerali che sono presenti a Taranto sono rappresentati essenzialmente dal CARBONE (ne so qualcosa perché il mio papà fu minatore tanti anni fa a Terni)...

I minatori che un tempo andavano in miniera, mi raccontava, soffrivano si per le polveri minerali che respiravano, ma la malattia tipica per le polveri di carbone non è il tumore, bensì è la Pneumoconiosi !!!

La Pneumoconiosi a Taranto non c'è.

Quindi dati:
1. A Taranto non si muore di tumore (in genere meno che a Roma)
2. A Taranto nessuno soffre di Pneumoconiosi, che è praticamente assente.

E allora ?

E allora vi stanno prendendo per il culo.

La realtà è che l'acciaio italiano è un concorrente mondiale terribile.

Chiunque riesca ad affossare la più grande acciaieria di Europa si libera, in un mercato asfittico, un grande concorrente disposto anche a vendere sottocosto.

Peraltro gli aiuti di stato italiani alla acciaieria sono noti e quindi non siamo visti benissimo... (anche a ragione visto che è stata ampiamente sovradimensionata per motivi statali).

L'unico tumore che è presente nella zona di Taranto in modo anomalo (incluso, ma lo trovate nel progetto "sentieri") è il MESOTELIOMA, che peraltro è un tumore legato all'AMIANTO.

Ecco l'amianto è il vero problema di Taranto insieme alle Zeoliti, che però sono tipiche delle raffinerie...

Non mi credete neanche con i numeri ?
Tranquilli sono in eterna MINORANZA, ma conosco la via per uscire da questo stato di cose che è letteralmente da DEFICIENTI.
Ma cari italiani, VOI SIETE DEFICENTI !

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Domenica 10 Novembre 2019 09:16

Apro il forum e la prima frase che leggo è la seguente, per altro fatta a seguito di un post di Morphy, equilibrato e per me anche condivisibile.

 

"Morphy, rileggiti con calma, e ti accorgerai della incredibile idiozia del tuo intervento. Spero sia solo dovuto ad una cena troppo pesante o alla ennesima lite con la tua ex. Altrimenti sarebbe un brutto segno di demenza senile precoce."

 

Questa te la potevi semplicemente risparmiare.

 

Per altro non gli hai nemmeno risposto nel tema, probabilmente non avendo nemmeno capito bene cosa volesse dire con il suo post.

 

 

 Last edited by: Gano di Maganza on Domenica 10 Novembre 2019 09:44, edited 9 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 08:27

Morphy, rileggiti con calma, e ti accorgerai della incredibile idiozia del tuo intervento. 

Spero sia solo dovuto ad una cena troppo pesante o alla ennesima lite con la tua ex.

Altrimenti sarebbe un brutto segno di demenza senile precoce.

 

I 200mila laureati in fuga al Nord
Se negli anni del secondo dopoguerra a migrare era soprattutto giovane manodopera proveniente dalle aree rurali del Mezzogiorno, oggi sono laureati e studenti universitari (immatricolati fuori regione) a spostarsi dalle regioni meridionali e insulari, verso il centro-nord del Paese. Sono insomma i cosiddetti “best and brightest”- spiega lo studio curato da Gaetano Vecchione dell’università Federico II di Napoli - a fare la scelta di migrare. In particolare negli ultimi 15 anni il saldo della migrazione intellettuale italiana è risultato pesantemente negativo per le regioni del Mezzogiorno. Per effetto dei trasferimenti verso il Centro-Nord, si contano circa 200.000 laureati in meno tra i residenti del Mezzogiorno, senza considerare la crescente quota di pendolari a medio e lungo raggio.

https://www.ilsole24ore.com/art/la-fuga-200mila-laureati-nord-cosi-sud-ha-perso-30-miliardi-AEsJqk3D

 


 Last edited by: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 08:58, edited 4 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Domenica 10 Novembre 2019 00:38

Mi spiace ma nel marketing "cannibalizzare" ha un'altro significato. Milano non sta cannibalizzando una emerita cippa, e non lo dico io ma il significato che la parola ha nella teoria. Se non la si capisce si torna a scuola e si evita di parlare a vanvera. Il fatto che Sala parli in questo modo da la misura di come Milano è quella che è non per merito di Sala, ma nonostante Sala (Sala o la politica in genere). Il fatto che lui si voglia fermare a riflettere non prelude nulla di buono per Milano. Fermi tutti adesso perchè penso. Siamo a posto.

 

Tra l'altro vuole pensare che sia una finestra temporale (che il sud abbia questo gap). Ma porca troia ci sono 60anni di realtà che dimostrano che il sud non ha nulla da spartire con lo sviluppo economico, e tu Sala mi salti fuori dicendo che preferisci pensare che sia una cosa momentanea? Una finestra temporale dice lui. Ma allora al posto del cervello devi avere una grossa merda d'asino...

 


 Last edited by: Morphy on Domenica 10 Novembre 2019 00:39, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 00:05

Il solito, grande, lucido, Sala.

 
L’ex ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti presenta il suo manifesto per un «nuovo Sud» denominato «Cambia, Cresce, Merita». Il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico modera l’incontro promosso dai 200 esponenti della società civile che hanno firmato la proposta di De Vincenti. Ma l’intervento che più colpisce è quello del sindaco di Milano, Beppe Sala: «Milano sta cannibalizzando parte del Paese, ma ciò sta accadendo inconsapevolmente. Se però ci fermiamo a riflettere dobbiamo dire che non va bene, e vedere insieme cosa fare». Sala porta come esempi i tanti giovani del Sud che studiano nelle università milanesi e le 4.300 multinazionali in città, sulle 8 mila presenti in Italia. «È evidente che stiamo cannibalizzando ma voglio pensare che sia una finestra temporale, un po’ perché non ci riuscirebbe un po’ perché non è giusto», ha ammesso il sindaco.

 Last edited by: gianlini on Domenica 10 Novembre 2019 00:07, edited 1 time in total.