Il Problema è l'Europa

 

  By: gianlini on Mercoledì 20 Aprile 2011 12:32

spider, guarda che Trucco era ironico!

 

  By: SpiderMars on Mercoledì 20 Aprile 2011 12:11

un'Italia realmente multietnica, colmando il gap con paesi come Belgio, Olanda e Gran Bretagna. Magari sarà un'Italia migliore, chissà. ________________________________________________________ Mi creda Trucco più la leggo e più stento a capirla , ora in tutta Europa dove hanno sperimentato il Multiculturalismo fanno marcia indietro definendolo una iattura clamoroso gli Interventi di Cameron e della Merkel , noi Italici che guidati dal solito Stellone siamo riusciti a non crearci quel problema, lei mi salta fuori auspicando un' Italia Multietnica ? non ho parole.. lei mi angoscia..! L’Europa è oggi teatro di una grande, progressiva frattura culturale tra i vertici e la base delle sue società. E il nuovo populismo, di cui tanti lamentano i successi, appare né più né meno che come una sorta di nemesi che si abbatte su classi dirigenti che hanno cessato da tempo di essere «popolari», cioè di essere in sintonia con i sentimenti, gli umori, le paure e le speranze delle grandi masse. Da tempo, infatti, tutte le élite europee — in testa gli intellettuali e incluse quelle economiche — agiscono e parlano come pietrificate in una visione immobile del mondo, dominata da un pugno di principi guida: l’internazionalismo, l’espansione illimitata , l’idolatria del proceduralismo consensualistico, l’idea che l’economia rappresenti il regolatore supremo delle collettività umane.

 

  By: pana on Mercoledì 20 Aprile 2011 11:53

cioe ?? 20.000 euro per rimpatriare un clandestino? con cosa li riportano indietro ? mi sa che dietro ci sono magnamenti pantagruelici ..

 

  By: Trucco on Mercoledì 20 Aprile 2011 11:48

ieri dalla Libia sono arrivati a Lampedusa 760 immigrati, Gheddafi potrebbe aver deciso di lasciar passare tutti insieme le persone che si dice abbia tenuto dentro i lager libici, come ritorsione contro l'Italia. Queste persone sono probabilmente profughi, quindi non rimpatriabili, ed al ritmo di ieri rappresenterebbero un flusso di 130.000 persone nei prossimi 6 mesi (poi il mare e l'autunno inoltrato renderebbero impossibile il tragitto), persone che probabilmente l'Europa non è disposta a condividere con noi, e per le quali non so quanti centri di accoglienza andrebbero creati. Quel che mi preoccupa è la portata finanziaria di questo tsunami, se ipotizziamo che il costo di accoglienza (ed eventuale rimpatrio) sia di 20.000€ per individuo (come da stime che ha riportato Cures, anche se forse andrebbero cercate le stime del costo di un profugo, non di un clandestino rimpatriato) il costo sarebbe di 2 miliardi e mezzo di euro, se invece proiettiamo un costo di 40.000€, arriviamo a 5 miliardi di euro. Dove li troviamo? In più queste persone probabilmente non sarebbero rimpatriabili, andrebbero se non proprio mantenute per lo meno aiutate anche nel 2012, 2013, ecc. e il saldo così sale, poi andrebbero distribuite sul territorio, perché possano integrarsi e rendersi economicamente indipendenti, e qui inizia un altro problema, però forse nemmeno tanto se è vero che in ogni caso arrivano 300-400 mila immigrati l'anno in più in Italia ogni anno. Il governo immagino creerà una bella crisi diplomatica con l'Europa che non vorrà spartirsi i nostri profughi, e non escluderei scenari di uscita dall'area Euro, specialmente se nel frattempo fosse uscito qualche altro staterello in seguito a default, come Grecia e Portogallo. Forse tra meno tempo di quanto immaginiamo avremo di nuovo le nostre belle lire ed un'Italia realmente multietnica, colmando il gap con paesi come Belgio, Olanda e Gran Bretagna. Magari sarà un'Italia migliore, chissà.

 

  By: gianlini on Martedì 19 Aprile 2011 19:29

a proposito della morte di Arrigoni, il pacifista di GAza, avete notato che nelle scene riprese dalle televisioni comparivano diverse donne senza velo? mentre in qualsiasi video dell'Egitto, della Libia, dell'Iraq o della Siria le donne sono tutte velate, anche e soprattutto in quelli recenti delle sommosse, lì a Gaza sembra che ci siano diverse donne un po' più emancipate

 

  By: gianlini on Martedì 19 Aprile 2011 18:24

occhi bellissimi, non c'è che dire PS Giorgio ha perfettamente centrato il problema! se a fare la cassiera guadagno quanto a lavorare come parrucchiera.....chi me lo fa fare?

diploma per fare qualunque cosa - giorgiofra  

  By: giorgiofra on Martedì 19 Aprile 2011 18:23

Mi permetto di intervenire perchè, probabilmente, sono l'unico in questo forum che svolge un lavoro manuale, ma sopratutto perchè prima di fare il falegname svolgevo un lavoro intellettuale. Ci sono lavoro cosiddetti intellettuali, tipo impiegato di banca, impiegato pubblico, contabile, che chiunque, dotato di media intelligenza, può imparare in poche settimane, perchè, credetemi, sono di una stupidità incredibile. Imparare a fare il muratore, il meccanico o tanti altri mestieri artigianali, richiede almeno un paio di anni di apprendistato e, per diventare davvero bravi, un alto coefficiente di intelligenza. Laddove un impiegato di banca gode di un riconoscimento sociale e retributivo ben superiore a quello di un operaio in gamba, che si spacca il c u l o e lavora spesso esposto alle intemperie, è naturale che tutti ambiscano al posto comodo, pulito, sostanzialmente inutile. Se poi consideriamo che i miei colleghi sono terrorizzati dall'assumere un apprendista, data la normativa vessatoria ed il rischio di finire in galera, è evidente che i ragazzi vadano tutti a scuola anche quando preferirebbero imparare un mestiere. Il fatto, poi, che lo stato richieda un diploma per fare qualunque cosa, porta inevitabilmente i giovani a prendere "un pezzo di carta". Per fare il parrucchiere occorre aver frequentato dei corsi regionali. Nessuno si cura se siete o mono capaci, occorre il pezzo di carta. E questo, piano piano, vale un po per tutto. E alla fine ci ritroviamo con una massa di giovani titolati ma che non sanno fare nulla, e che sono troppo grandi per accontentarsi della paga da apprendista, ma troppo incapaci per pretendere una paga normale.

 

  By: Gano* on Martedì 19 Aprile 2011 18:00

> Brescia, in pieno Leganordstan Pero' Gian, la ragazza che timidamente si schermisce... che dire... qualche ideina mi verrebbe anche... Ma, meglio abbozzarla qui, va... ;-)

 

  By: polipolio on Martedì 19 Aprile 2011 17:50

Un grazie davvero sentito, Gian. Una carezza all'ego, ogni tanto fa piacere "una delle persone più intelligenti che mi sia mai capitato di conoscere, dopo polipolio e zibordi"

 

  By: gianlini on Martedì 19 Aprile 2011 11:38

che poi è una balla anche questa storia dei lavori manuali e che gli italiani non vogliono più farli Brico, Castorama, Leroy Merlin sono pieni zeppi sempre, vedo un sacco di gente che non vede l'ora di avere mezz'ora di tempo libero per potersi mettere ad imbiancare, stuccare, tagliare, verniciare, montare ecc.ecc. IKEA è un successone, tutta gente che mette i cartoni in auto e poi passa il week end a montare scaffali gli italiani non vogliono più fare i lavori manuali alle condizioni assolutamente svantaggiose a cui sono ora offerti, per lo meno relativamente ai comodi lavori di ufficio o alla possibilità di farsi mantenere dai genitori o nonni; per guadagnare 1000 euro al mese meglio la scrivanira di un call center che la puzza e il freddo (o caldo) di un'officina meccanica o di una fabbrica di mobili

 

  By: SpiderMars on Lunedì 18 Aprile 2011 19:10

bisogna cambiare la società, i vecchi non hanno la testa per proporre qualcosa di adeguato ______________________________________________ ahahah..! certo certo ..! bisogna lasciar spazio ai giovani dei centri sociali i figli dei vecchi Comunisti quelli che se gli dai un bullone in mano pensano che sia stato costruito per lanciarlo al posto delle obsolete molotov...! Lmwillys di bene in meglio le sue soluzioni..non c'è che dire, encomiabile la sua perseveranza nel velleitarismo.

 

  By: lmwillys on Lunedì 18 Aprile 2011 17:31

bella la 'spiegazione' di Gianlini 'La soluzione, secondo De Rita e' "o quella che suggerisce Tremonti, cioe' di tornare al lavoro manuale" o "accettare la formazione sul posto di lavoro. Serve - conclude - un grande piano nazionale per formare sul lavoro i giovani, servono risorse pubbliche per incentivare i piccoli imprenditori a prendersi i precari e formarli". ' è pieno di gente che mai ha anche solo toccato un bullone in vita sua che si riempie la bocca di 'lavoro manuale', bisogna spiegare a tali soggetti che quello che si faceva con 40 persone 10 anni fa ora si fa con 10 persone, e mi tengo largo ... bisogna cambiare la società, i vecchi non hanno la testa per proporre qualcosa di adeguato, ci vogliono giovani, gente dalla mente libera e fresca abituata anche dalla tecnologia al nuovo e al diverso e che non si impressiona come fa qualche vecchio (magari non anagraficamente ma internamente) per una donna velata ma la rispetta nella sua cultura, noi abbiamo un 75enne premier che parla di comunisti e uno con 10 anni in più comunista presidente ... che ci si può aspettare da gente simile ?

 

  By: lutrom on Lunedì 18 Aprile 2011 17:14

De Rita, nel suo articolo, coglie nel segno. Oggi c'è una licealizzazione di massa, mentre altri lavori -anche redditizi- vengono tralasciati. C'è un eccesso di lauree in materie umanistiche, ma mancano i tecnici: il fatto è che questi laureati in materie umanistiche spesso sono impreparatissimi; oggi è pieno di docenti di latino che non conoscono il greco, di docenti di italiano che non conoscono il latino (e poi magari sono condannati ad essere precari a vita): magari a voi queste cose interesseranno poco, però è assurdo, non si può essere laureati in lettere senza conoscere il latino o laureati in latino senza conoscere il greco!!!!!!! I ragazzi nei licei ti chiedono: professò, ma a cosa serve il latino?? E' una domanda assurda da uno che fa il liceo, è come chiedere per quale motivo non abbattiamo il Colosseo o San Pietro ed al loro posto non ci mettiamo delle villette. Però, se un ragazzo portato per altre materie (diciamo più pratiche) viene "condannato" (dalla famiglia, dall'ambiente...) a studiare materie umanistiche e teoriche, logicamente avrà un senso di rifiuto, di odio, ed alla fine prenderà un "diplomino" regalato: come fare a spiegare ad un ragazzo del genere la bellezza dei versi di Virgilio??... Vedo ragazzi intelligenti, in classe, molto portati per cose (lavori) pratici ma costretti a frequentare il liceo: logicamente arrivano ad odiare la scuola, è come se uno molto portato per la filosofia fosse costretto a fare il falegname; voi direte: ma a cosa ci servono i laureati in filosofia?? Servono, servono, ad esempio ad insegnare nei licei. Sembrano troppi, ma se eliminiamo quelli poco preparati, quelli che non sanno neanche una lingua classica, quelli che non conoscono bene il tedesco o l'inglese, alla fine, vi assicuro, che non avremmo neanche i laureati in filosofia necessari per insegnare nei licei!!!

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Aprile 2011 16:26

brescia, in pieno Leganordstan

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Aprile 2011 14:32

sei tu che mi associ ai sinistri per quanto mi riguarda, cerco di ragionare con la mia testa; ad esempio la riflessione sulla dannosità della scuola la facevo proprio ieri sera, del tutto indipendentemente dall'articolo di De Rita (che casualità!): ero in una gelateria e osservavo i ragazzotti ventenni in procinto di dotarsi di cono gelato pensavo ai loro discorsi e all'intelligenza vivissima di un contadino ottantenne amico dei miei; forse, ancorchè quasi analfabeta come scolarizzazione, una delle persone più intelligenti che mi sia mai capitato di conoscere, dopo polipolio e zibordi,