Il Problema è l'Europa

 

  By: SpiderMars on Lunedì 18 Aprile 2011 14:26

Il fatto è che per fare molti lavori manuali devi essere più intelligente che per fare certi lavori di ufficio ___________________________________________ Grande Gianlini e grande post..a volte non riesco a capacitarmi come tu ti possa definire e ritrovarti con i Sinistri. Dopo la Sentenza Thissen e finchè non vi sarà la separazione tra Giudici Inquirenti e Giudicanti e responsabilità Civile dei Giudici, Intraprendere in Italia ci vuole dei Pazzi se fossi in Marchionne gli stabilimenti li andrei a Fare altrove la qualita che hanno raggiunto in Polonia con la Fiom la Camusso e la Magistratura Italiana se la sognano. Saranno contenti i PostComunisti ormai la Socializazzione di fatto è arrivata controllando La Magistratura L' Istruzione e la Cultura.

 

  By: antitrader on Lunedì 18 Aprile 2011 14:07

Gian, questi a quelli che fanno un lavoro manuale gli vogliono appioppare il trattamento marchionne. I lavori manuali sono spariti da parte degli italiani per la cialtronaggine degli imprenditori e dei politici. La convizione che se stai seduto a una scrivania a fare un cazzzz devi prendere piu' di quello che sta al tornio e' dura a morire e questo e' il risultato. La moratti ha speso 50 milioni in consulenze vale a dire 50 milioni buttati nel cesso o regalati agli amici. Il lavoro manuale e' possibile solo se lo fai in proprio, ma poi ti vai a scontrare con tutta la burocrazia che ti porta via gran parte di quel che produci a mo' di sciami di cavallette. "Dobbiamo dare una frustata all'economia" tuono' il cavaliere di recente, fecero un consiglio dei ministri seguito da annunci roboanti e poi un cazzzzzzz nel perfetto stile cialtronesco a cui siamo abituati da 17 anni. "dalle persone alle cose", "dal centro alla periferia", "dal complicato al semplice" tuona tremonti a giorni alterni. Il risultato e' la sua ultima affermazione: "non conviene abbassare la tasse perche' ci farebbe perdere voti!", della serie: meglio rincoglionirli da piccoli col "federalismo". Ma rob de matt! Ciao ragazzi!

 

  By: xilofono on Lunedì 18 Aprile 2011 13:54

Magari se si fosse dato alla zappa anche l'inutile sig. de Rita il nostro paese andrebbe meglio.

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Aprile 2011 13:50

il fatto è che per fare molti lavori manuali devi essere più intelligente che per fare certi lavori di ufficio si è pensato che mandando la gente a scuola sarebbe diventata più intelligente, e invece è diventata più stupida; certi lavori pratici sviluppano l'intelligenza molto di più che studiare svogliatamente cose di scarsa o nulla importanza

 

  By: SpiderMars on Lunedì 18 Aprile 2011 13:41

Lavoro: De Rita, basta con studi inutili meglio imparare in fabbrica Roma, 18 apr. (Adnkronos) - "Basta con gli studi inutili, meglio andare a imparare in fabbrica". Ne e' convinto il sociologo e fondatore del Censis, Giuseppe De Rita che, intervistato da 'La Repubblica', commenta l'analisi del ministro dell'Economia Tremonti che aveva accusato i giovani italiani di scarsa considerazione per i lavori che gli immigrati fanno invece volentieri. "Nel 1977 - ricorda De Rita - il Censis fece la prima ricerca sugli immigrati in Italia. E lo dicemmo allora: ci sono lavori che gli italiani lasciano agli immigrati". "Da allora - spiega De Rita - il fenomeno e' diventato di massa. C'e' stata una divaricazione nel mercato del lavoro: da una parte i nostri giovani hanno imboccato la strada della scolarizzazione progressiva; dall'altra gli immigrati che hanno coperto i buchi lasciati liberi. I nostri giovani sono stati colpiti dalla maledizione/benedizione della scuola. Gli abbiamo detto: investi in istruzione che il lavoro verra'. Abbiamo pompato frequenze e titoli di studio". Dunque "se si studiano cose che non servono" studiare puo' fare anche male. "Abbiamo sacrificato gli istituti tecnici, quando l'Italia si e' costruita su di loro. Che ce ne facciamo dei diplomi generici? E dei corsi di laurea che non hanno alcuna ragione d'essere?", si chiede De Rita. "La strategia della scolarizzazione ad oltranza - sostiene il sociologo - e' la stessa che ha portato i giovani nordafricani alla rivolta per la democrazia. Da noi, pero', conduce solo al galleggiamento continuo finche' ci saranno i pochi soldi dei nonni e dei padri". La soluzione, secondo De Rita e' "o quella che suggerisce Tremonti, cioe' di tornare al lavoro manuale" o "accettare la formazione sul posto di lavoro. Serve - conclude - un grande piano nazionale per formare sul lavoro i giovani, servono risorse pubbliche per incentivare i piccoli imprenditori a prendersi i precari e formarli". 18/04/2011

 

  By: gianlini on Lunedì 18 Aprile 2011 12:55

grazie trucco ma guarda che da Pakistan e Bangladesh che sono Asia arrivano musulmani che quanto a tostaggine non sono secondi a nessuno aggiungo poi, alla descrizione di cui sotto, che se mi si domanda " ma se hanno 5 mila euro per venire qui non sono poveri" mando la persona solennemente a quel paese! molto molto spsso i 5000 euro o sono i risparmi di un'intera famiglia, oppure ancor più frequenteemnte sono presi a prestito

 

  By: Trucco on Lunedì 18 Aprile 2011 12:43

grazie Gian, hai fatto una bella spiegazione, la segnalerei nel meglio. io sono comunque orientato a preoccuparmi di più per lo tsunami di persone che arrivano alla disperata via mare in modo incontrollato che non degli altri flussi più ordinati. Rivolgo a tutti l'appello di Vittorio Arrigoni: "restiamo umani, i salafiti teniamoli lontani!"

pragmatica dell'immigrazione italica - gianlini  

  By: gianlini on Lunedì 18 Aprile 2011 11:57

trucco mi spiace ma l'idea che l'immigrato regolare arrivi qui con i documenti e il contratto di lavoro, perchè quel lavoro c'è, perchè sa già l'italiano e perchè qualcuno ne ha valutato le caratteristiche, è assolutamente falsa e contraria anche al buon senso ti spiego cosa succede: l'immigrato arriva come turista, dovrebbe stare tre mesi ma in realtà si ferma qui (per il visto turistico a seconda dei paesi da cui proviene paga dai 4000 ai 10000 euro) dato che è una persona brava e in gamba (quasi sempre è così) trova un lavoro in nero, se donna più spesso babysitter, badante o colf, se uomo autista, facchino o badante; se non vive presso la casa del datore di lavoro vive in genere con altri connazionali o "quasi connazionali" in condivisione (tipo ecuadoriani-peruviani, tunisini-marocchini, ucraini-rumeni-moldavi, pakistani-bengalesi), in genere uno o due li conosceva già prima gli altri sono "nuovi"; in ogni caso difficilmente ci sono problemi di coabitazione e se ci sono, cambia casa, la cosa è abbastanza facile di lì a 3-4 anni impara l'italiano e esce un "decreto flussi"; a quel punto il datore di lavoro può "regolarizzare" la persona che ha presso di sè, fanno finta che lui sia nel paese di origine, il datore di lavoro va in questura, chiede di poter assumere la persona X Y (secondo te è credibile che uno voglia assumere una persona che sta a 12 mila km di distnza e che non ha mai visto????), la persona torna a casa per un paio di mesi, straccia il passaporto, fa finta di averlo perso, se ne fa fare uno nuovo e con la richietsa in mano del datore di lavoro può tornare in italia e diventare REGOLARE ma prima era CLANDESTINO a quel punto gode di tutti i diritti di noi italiani e può iniziare a programmarsi il futuro; e quale futuro migliore che non far arrivare qui qualche parente; attende il successivo decreto flussi (in media ce ne è uno ogni due anni ) si mette d'accordo con il datore di lavoro che gli inventa una seconda richiesta di assunzione (come badante per la zia, come babysitter per i nipoti, come colf per il fratello, non importa) e con quella seconda richiesta di assunzione l'immigrato fa arrivare qui, questa volta in REGOLA, la sorella o il fratello .....a quel punto sono in due e far arrivare la madre sotto forma di ricongiungimento famigliare sarà piuttosto semplice (in due avranno un reddito sufficiente a dimostrare di potersene occupare ecc.ecc.) questo vale per alcune etnie, diciamo meno intraprendenti; per altre, tipo cingalesi, cinesi o senegalesi, la via è diversa; l'immigrato REGOLARE mette su una dittarella, un bar, un ristorante, un piccolo supermarket, a quel punto al primo decreto flussi assume lui direttamente il parente fratello, sorella o cugino nella sua attività; gli basta dimostrare di potergli pagare uno stipendio minimo e di avere una dimora sufficientemente ampia (niente di principesco per carità, basta un bilocale)..... capisci bene che il fenomeno è altamente moltiplicativo come effetto e soprattutto che nè nel primo caso nè nel secondo, le autorità verificano che ci sia da una parte effettiva necessità di lavoro e dall'altra che chi viene chiamato dal paese straniero possegga effettivamente le qualità necessarie per svolgerlo la prima generazione di immigrati è in ogni caso sempre CLANDESTINA

 

  By: Trucco on Lunedì 18 Aprile 2011 11:33

Gianlini comprendo le tue analogie ma credo alla base ci sia una visione un pò buonista, permettimelo, della questione, per poter arrivare a dire che sono meglio i clandestini che arrivano sul barcone degli immigrati regolari come la tua fidanzata. Gli immigrati che arrivano in modo regolare hanno documenti, vengono registrati, parlano magari l'italiano, sanno dove andare a stare, non costano 15-40 mila euro al contribuente, se vengono regolarizzati è perché hanno trovato un lavoro regolare (o almeno io spererei che funzioni così), e quindi pagano pure un pò di tasse, insomma è possibile che trovino un posto ed un ruolo utile nella società italiana, anche se poi può piacere o non piacere l'implicazione sul futuro sempre più multietnico della nostra società, dal quale il buon Zibordi cerca sempre di metterci in guardia. Salvo che delinquano e finiscano in carcere, queste persone si devono arrangiare, debbono provvedere a mantenersi da sè, proprio come la tua ragazza, credo. I clandestini invece presuppongono uno sforzo economico inaccettabile in caso che l'esito finale sia il rimpatrio, e incalcolabile nel caso che non lo sia. Perchè per me è davvero difficile anche solo immaginare cosa potrà esserne dei 20-30 mila (ma esattamente quanti sono? io avevo capito che erano 28 mila, poi ieri sento nuovamente parlare "della parte bassa della forchetta", sopratutto nei discorsi in cui si minimizza il problema) clandestini che dovessero venire accolti. Qualcuno potrebbe raggiungere i parenti e trovare una sistemazione velocemente, ma tutti gli altri che fanno? dove dormono? come mangiano? li manteniamo noi nei centri a 100€ al giorno (o non so quanto costino) a tempo indeterminato? o li buttiamo in mezzo alla strada e che si arrangino? e quando comincieranno ad essere arrabbiati come li gestiremo? Anche le statistiche sulla delinquenza, che sono molto poco politically correct tra parentesi, esprimono chiaramente che il problema è molto più con gli irregolari che non coi regolari, a prescindere che se si fanno esempi guardando ai singoli casi si può anche far credere il contrario. Concordiamo che non esiste forse una soluzione al problema, ma questo non significa che dobbiamo cercare di edulcorarci la pillola raccontandoci delle favole. E' anche per far fronte al costo di questa problematica che Tremonti si mangia il 60% del tuo reddito Gian, sveglia! con il buonismo pagheremo un prezzo altissimo, ^ormai se ne rendono conto persino gli anglosassoni#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-14/cameron-immigrazione-194618.shtml?uuid=Aa5110OD^. Ho scoperto che la Spagna di Zapatero spedisce indietro a calci nel sedere persino i marocchini minorenni non accompagnati che arrivassero clandestinamente in Spagna. Da noi invece gli diciamo fora di ball e gli diamo pure le sigarette omaggio!

 

  By: gianlini on Mercoledì 13 Aprile 2011 15:05

stavo guardando le foto dell'ultimo sbarco a Pantelleria ad occhio e croce di tunisini non ce ne sono, nè di egiziani tutti di colore abbronzato forte, famiglie con bimbi... come ha scritto giustamente Trucco, ....non c'è una reale soluzione....finchè ci sono carrette a disposizione (ma quante sono!??) questi arriveranno sempre (i tunisini tra l'altro potevano venire con i barconi anche ai tempi di Gheddafi, chi glielo impediva?)

 

  By: antitrader on Mercoledì 13 Aprile 2011 14:41

Anziche' sparare agli immigrati castelli farebbe bene a dichiarare guerra alla Francia per difendere la sua padania (nazione che non si trova sulle carte geografiche ma solo nella testa (bacata) di taluni). [beppegrillo.it] "Abito in Korea. L'altro ieri è piovuta pioggia radioattiva.Ci hanno chiesto di rimanere in casa se possibile noi maschi in età fertile e caldamente suggerito a donne incinte e bambini di non mettere il naso fuori dalle case. Lavare i panni appena rientrati e usare ombrelli grandi che coprano il più possibile. Il nucleare non rispetta i confini territoriali. Fermiamoli prima che sia troppo tardi. Non sanno quello che fanno."

 

  By: Gano* on Mercoledì 13 Aprile 2011 13:29

Non mi sembra. Ma poi, anche fosse, che c' entra?

 

  By: gianlini on Mercoledì 13 Aprile 2011 13:24

gano, l'impiegato non ci va proprio allo stadio, perchè non trova il biglietto te capì??

 

  By: Gano* on Mercoledì 13 Aprile 2011 13:19

Ambedue Gianlini. L' uno va in curva, dove spende poco. E magari allo stadio ci arriva nei treni stracarichi di tifosi. L' altro va in tribuna coperta, dove magari ci arriva col BMW. Ma cosa c' entra tutto questo?

 

  By: gianlini on Mercoledì 13 Aprile 2011 12:57

Gano io ti sto parlando di mie esperienze personali (ricordi la fidanzata peruviana?) e di gente che conosco personalmente (ho diversi collaboratori di lingua araba) ti ripeto il concetto per analogia Al derby va il capo degli ultras o l'impiegato di banca? questa volta sei stato poi tu ad inserire il riferimento a Berlusconi, non certo io! non mi sembra di averlo citato, ho detto che è più facile trovare gente onesta su un barcone che su un volo da tunisi di qualcuno che partendo da casa e non per ricongiungimenti famigliari o cose di questo genere è riuscito ad ottenere i documenti il problema dei nordafricani è che sono rozzi, retrogradi, incivili e pedanti a prescindere che siano clandestini o immigrati regolari questo è il problema