Tasse sul reddito

 

  By: Morphy on Venerdì 29 Aprile 2011 11:02

Polipolio il pensiero è limpido ma... E in tal proposito come si risolve, per esempio, la faccenda del "Too big to fail"? Ovvero la faccenda del liberismo "naif". morphy

MI DIVERTIREI A VEDERLI MORIRE COME MOSCHE (Andrea Scanzi - giornalista (si fa per dire))

 

 

  By: gianlini on Venerdì 29 Aprile 2011 10:42

stamattina passavo davanti ad un grosso gruppo assicurativo e davanti notavo la bandiera del PD che se non erro ha colori tipo verde e bianco con solo un leggero tono di rosso e pensavo... ma come fa uno a sapere che è una bandiera di un partito di sinistra? ovviamente il tentativo del tutto intenzionale è quello di farlo sapere meno possibile, ho poi riflettuto sul fatto che a nessuno è ancora venuto in mente, a sinistra di sostituire la falce e il martello (simboli che oltre ad evocare la durezza della vita nel mondo sovietico sono ormai anche ridotti ad oggetti da brocantage) con tastiera e monitor, magari non quelli da computer ma quelli da macchina utensile

Pensato 60 anni fa, attuale oggi. - polipolio  

  By: polipolio on Venerdì 29 Aprile 2011 10:03

Mi è venuto in mente di andar a guardare di Einaudi su ^Wiki#http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Einaudi^ e ho trovato una sintesi fantastica di alcune cose che penso: "Secondo Einaudi, in un regime statalista la vita sociale ed economica è destinata alla stagnazione: l'individuo si perfeziona solo se è libero di realizzarsi come meglio crede; il liberalismo educa gli uomini perché insegna loro ad autorealizzarsi. La meritocrazia risulta strettamente connessa a un'economia di mercato: l'individuo più competente o creativo può rendere migliore l'azienda e quindi viene assunto. L'autorealizzazione può portare allo scontro tra individui con interessi concorrenti. Questo genere di lotta è però una lotta di progresso: gli uomini sono così costretti ad assumersi la responsabilità (guadagni e fallimenti) delle proprie imprese economiche, senza gravare su altri individui, come invece accade in uno stato assistenziale. L'ideale liberale è un ideale in costante mutamento: può essere oggetto di critica perché nasce e si nutre di ideali concorrenti. Il liberalismo vive del contrasto. Per Einaudi, con l'eccesso di statalismo si rischia di "impigrire" l'individuo. Portato a disinteressarsi e a non assumersi responsabilità, si lascerà "trasportare dalla corrente", accettando con fatalismo anche illegalità e cattivi servizi, percependoli come prassi. Il liberalismo, diversamente, è una pratica più dura, ma attraverso l'autorealizzazione riesce a responsabilizzare i cittadini. Una società libera ha bisogno di istituzioni minime e basate sulla trasparenza, in modo che siano più vicine al cittadino e da lui facilmente utilizzabili o contestabili: federalismo e decentramento rispondono bene a queste esigenze; Einaudi punta ad un federalismo europeo, con ciò a dire una sola politica economica, un forte esercito europeo in grado di tenere a bada le pressioni provenienti da oriente e in grado di confrontarsi paritariamente con gli USA. Einaudi non vuole la dissoluzione dei singoli stati ma auspica una federazione europea dotata di varie libertà, soprattutto economiche"