Stupidi Uomini Bianchi

 

  By: Moderator on Giovedì 28 Luglio 2005 14:11

auto a benzina. il Norton inquina come una centrale a carbone e come moto storica paga solo 10 euro di bollo in premio. Il Ducati SS 1000 con due candele per cilindro e catalizzatore a tre vie (ma le ho sostituite con altre più aperte) , paga 9 volte di più :-)

 

  By: Gilberto on Giovedì 28 Luglio 2005 13:57

conviene agire sulla causa (combustione fossile)più che sull'effetto(polveri). ____________________________________________________________ Norton , ammirevole il tuo impegno per il pianeta...ma mi sembra molto sul lungo termine e lì noi siamo tutti morti... In attesa della fusione (40-50 anni?) che eliminerà il petrolio , la soluzione per avere aria più respirabile è diminuire il più possibile le emissioni e soprattutto le polveri sottili... Se ci fossero molti meno diesel o andassero a GECAM (il gasolio bianco con pochissime polveri inquinanti) -riscaldamenti compresi- l'aria , sul breve sarebbe più pulita e non credo tanto più calda.... Non sarebbe più utile guardare al breve piuttosto che sul lungo (visto che sul lungo ci dovrebbe essere la fusione??) per avere una qualità della vita migliore ? PS:scommetto che hai una macchina a gasolio... :DDD http://www.informagiovani-italia.com/le_polveri_sottili.htm

 

  By: Moderator on Giovedì 28 Luglio 2005 13:40

Le cose viaggiano insieme .Non so se sia vero , ma dicono (servizio abbastanza attendibile su La7 )che le polveri sottili diminuiscano l'irraggiamento solare e quindi antagonizzino il riscaldamento da CO2 :se elimini le polveri sottili e basta la terra si scalderebbe molto più in fretta . Quindi le polveri vanno calate insieme alla CO2 .Dato che la causa per ambedue è sempre la combustione fossile(oltre al metano e vapore acqueo) conviene agire sulla causa (combustione fossile)più che sull'effetto(polveri).

 

  By: Gilberto on Giovedì 28 Luglio 2005 12:42

Più che l'eventuale effetto serra , a me preoccupa molto , ma molto di più l'impatto sulla nostra salute, dei gas e polveri sottili che derivano dalla combustione del petrolio...prima della salute del pianeta vedo la salute dell'uomo... E non servono dati scientifici per capire che i gas e le polveri di scarico non fanno troppo bene alla salute (asma,bronchiti croniche per non parlare di peggio)... La soluzione nelle nostre mani oggi (senza fasciarci troppo la testa) , in attesa dell'H2 è scegliere auto come la Toyota Prius o in generale auto ibride , con consumi ed emissioni infinitesimali rispetto ad un'auto della stessa categoria , ma normale... E per chi ha la passione dei SUV il Lexus RXH400... http://canali.libero.it/motori/im/a2_29_IT_5189_1.html

 

  By: Moderator on Giovedì 28 Luglio 2005 12:14

sarebbe più che buono , comunque il riconoscimento implicito che il problema effetto serra c'è e non è un'invenzione dei bolscevichi.

 

  By: Gilberto on Giovedì 28 Luglio 2005 12:08

Meglio che niente no ?! ________________________________________ CLIMA: NASCE FRA LE CRITICHE UN ACCORDO ANTI-KYOTO SYDNEY - Un gruppo di cinque paesi, che non hanno firmato il protocollo di Kyoto e insieme producono il 40% delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale, hanno stretto un patto regionale alternativo per contenere le emissioni, sviluppando tecnologia energetica "amica dell'ambiente". L'accordo fra Usa, Australia, India, Cina e Corea del sud, rimasto finora segreto, è stato rivelato dal quotidiano The Australian ed il ministro dell'ambiente Ian Campbell ne ha confermato poco dopo l'esistenza, assicurando che i dettagli saranno annunciati nei prossimi gironi. Gli Stati uniti e l'Australia sono i maggiori produttori di gas serra, per lo più anidride carbonica causata dalla combustione - i primi in termini assoluti ed la seconda in rapporto alla popolazione. E sono oggetto di dure critiche degli ambientalisti per non aver sottoscritto il protocollo di Kyoto, che indica obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2012, sostenendo che tali limitazioni danneggerebbero le loro economie, mentre Cina e India ne sono esenti perché considerate paesi in via di sviluppo. La Corea del sud ha invece ratificato Kyoto. L'alleanza guidata dagli Usa, chiamata 'Partnership dell'Asia-Pacifico per lo sviluppo pulito ed il climà, è intesa a contenere le emissioni senza danneggiare l'economia, con l'uso di nuove tecnologie come la gassificazione del carbone e la cattura e conservazione dell'anidride carbonica. "La vera risposta di riduzione globale delle emissioni ha detto il ministro Campbell - è di coinvolgere Cina e India e i paesi con alti livelli di emissioni che non hanno obblighi sotto Kyoto, di trovare maniere pratiche per adottare tecnologie di energia rinnovabile, o che producono più energia e meno emissioni"

 

  By: Moderator on Giovedì 28 Luglio 2005 11:42

Naturalmente è sacrosanto che ognuno sostenga le proprie sensazioni , anche se nell'ambito del forum nessuno è poi in realtà in grado di modificare il risultato sul pianeta dell'effetto o non-effetto serra. Premesso questo rimane che il Financial Times è fatto di giornalisti e che come a volte dicono cose opinabili su Berlusconi è ancora più facile che non capiscano molto di materie non finanziarie.Se io sono un serissimo medico o avvocato non posso far valere il mio titolo sulle sezioni di una putrella da inserire in una costruzione o sull'effetto della manovra di Greenspan sui tassi a lunga. Questi dicono che non si sa perchè e di quanto si scalda la terra :se uno dimostra ,SCIENTIFICAMENTE , che l'aumento della CO2 NON E' VERO che aumenta la quantità di raggi infrarossi emessi dalla terra ,e quindi il calore , allora se ne parla. Se uno abolisce i dati clinici con le premesse scientifiche si può parlare all'infinito e arrivare a sostenere qualsiasi cosa. Dicono che l'attività umana non si sa che effetto abbia :questo è tornare ogni volta al punto zero. Sono loro che vagano nel non sapere e accolgono le tesi che gli fa comodo. Come si fa a discutere con giornalisti non in grado di capire la validità delle proprie fonti ? Kyoto non è granchè , è addirittura un pò una presa in giro, ma il problema che vanno ridotte le emissioni rimane . ^grafico...#http://www.ipcc.ch/present/graphics/2001syr/large/02.01.jpg^ alla mano , la CO2(primo grafico) da sola non cala MAI, i gas da aereosol (quarto grafico)si vede che CALANO solo su iniziativa intenzionale . Invece è politica la posizione del giornale e non scientifica.Non è questione di destra o sinistra, di Bush o Blair. I costi sono un falso , come pensa anche la DuPont, Alcoa ,Toyota ecc ecc , i benefici vengono mascherati.Ci sono i calcoli che dicono che è una montatura .Potrebbe essere un beneficio (personalmente ne sono convinto) Che i cinesi ci facciano arrostire non vuol dire che li dobbiamo seguire aumentando ancor più il problema .Che occorra il nucleare , al momento , non c'è dubbio, ma sono le posizioni antiscientifiche e aberranti che le frenano .Sempre quelle , le stesse che ignorano l'effetto serra. Attendere il progresso da "provvidenza" manzoniana la lascio a chi crede nella provvidenza .Il progresso va anche imposto , come si è fatto per le marmitte catalitiche ,per gli impianti con la messa a terra (quanto mi son costati!),per il divieto di accendere i camini nelle città,e così via . Mi dispiace che non riesco , fra gente intelligente , a comunicare una cosa che mi sembra così evidente , quasi come sostenere i benefici della democrazia. PS comunque l'importante è che la gente si convinca che o con la via di Bush o di Kyoto o di Paul Tebo o di tutti e tre o altre vie il problema c'è , è reale , e che va affrontato in modo massiccio

 

  By: GZ on Giovedì 28 Luglio 2005 08:33

Sull'effetto serra il Financial Times, che passa per essere la pubblicazione piu' seria esistente in europa e nel mondo e non e' schierato a "destra" (ad es su Berlusconi ne ha dette di tutti i colori) oggi scrive ^esattamente quello che cercavo di dire io#http://news.ft.com/cms/s/5bd9ee68-fd72-11d9-b224-00000e2511c8.html^ riprendendo il report del parlamento inglese appena uscito sul tema e che i giornali non hanno citato perche' diceva cose "non politicamente corrette" i) Kyoto non serve a niente perche' sono misure che se applicate salvano solo mezzo grado di riscaldamento ii) allo stato attuale della scienza non si sa di quanto il riscaldamento del pianeta in essere dal 1975 in poi sia dovuto ad emissioni industriali e non si sa di quanto continuera' a scaldarsi, ovvero esiste un grado di incertezza sugli effetti e cause dell'effetto serra piu' ampio di quanto sia dato a intendere nei media iii) in ogni caso per i prossimi 20 anni non saranno tanto gli 800 milioni di persone nel mondo industrializzato che conteranno quanto i 2.5 miliardi in Cina Brasile India, Indonesa, Messico... iv) solo il NUCLEARE sarebbe una vera soluzione ma gli ambientalisti non lo vogliono ed e' ancora tabu' per colpa della campagna di demonizzazione che hanno scatenato negli anni passati (di cui l'Italia e' stata la vittima piu' clamorosa, avendo gettato miliardi di investimenti fatti per poi comprare energia oggi dalla Francia nucleare...) v) gli ambientalisti sono mossi da odio per l'industrializzazione, il consumismo e il materialismo piu' che da desiderio di risolvere i problemi usando la tecnologia (che e' l'unico modo) vi) nell'insieme l'editoriale del Financial Times ammette che anche se gli spiace la posizione attuale dell'amministrazione Bush e' in effetti la piu' equilibrata. E cioe' che conviene concentrare gli investimenti su nuove tecnologie e non sulle restrizioni alle emissioni di CO2 nei paesi occidentali come detta Kyoto --------------------------------------------------------- A lack of guilt makes Bush right on global warming By John Kay Published: July 26 2005 03:00 / Last updated: July 26 2005 03:00 In the recent Group of Eight Gleneagles discussions on climate change, US President George W. Bush made four assertions: there are large uncertainties about the science and the economics; the Kyoto agreement would involve large costs and negligible benefits for the US; proposals to deal with greenhouse gas emissions that exclude developing countries are ineffective; and that research and development on new technologies should take priority over expenditure for meeting emissions reduction targets. It pains me to say it but on all points Mr Bush is right. We know that average surface temperatures have been increasing since 1975. We do not know why. We know that human activities have contributed to this increase but not by how much. The size of the human contribution is of indirect significance since the problems that arise from global warming would occur whatever its cause. The size of the anthropogenic component is significant only because if human activity can have a major effect on raising world temperature it can also have a major effect on moderating an increase. The debate has become so polarised that it is more and more difficult to pick one's way through it. The best recent short guide to the issues I know was published on the eve of the Gleneagles summit by the Economic Affairs Committee of Britain's House of Lords. The report is balanced in approach and conclusions, and has therefore received little attention. The most trenchant paragraphs describe the ways in which politics, science and advocacy have become entwined. The voices of people who know how little we know are routinely drowned by those who claim to know far more than they or we do. The Kyoto treaty is inconsequential because even if fully implemented it would not change greenhouse gas concentrations by much. If the degree of potential warming is large - say 5ËšC over the next century - reducing that figure to 4.5ËšC is nowhere near enough. If the degree of potential warming is small - say 0.5ËšC over the next century - a policy which reduces that figure to 0.45ËšC imposes costs a great deal larger than its benefits. There is no scenario in which actions that reduce global concentrations by a small amount make much sense. Since a small amount is exactly what we are doing, this is a key conclusion. We should, instead, either take major action or focus on adapting to any consequences. What would be involved in doing a lot? The US accounts for just over 20 per cent of greenhouse gas output and Europe and Japan for a bit less. The whole of the developed world contains 800m people, compared with 2.4bn in India and China. The future level of greenhouse gas emissions is governed mainly by the increasing demand for transport and electricity as economic development progresses in these countries. This is the issue that matters on climate change. It is almost the only issue that matters on climate change. And it points to the only way in which, if western leaders did take climate change seriously, the issue could be tackled. Rich countries must pay for the research and development that would make developing and running a low carbon infrastructure affordable by poorer countries. This is a matter for serious science, not wind farms and bicycle-to-work day. Only nuclear technology fulfils these requirements today but its deployment on a global scale raises as many problems as it solves. There are many options that might become but are not yet commercially viable - hydrogen, photovoltaics, fusion. There are some not yet imagined. It is a curious lacuna that the most technologically progressive century in history ended with fuel technologies not fundamentally different from those employed when it began. And that we still do not have any cheap way of storing electricity. These are the projects on which action against climate change should focus. Many of the people who express concern about climate change do not want a technological solution. Their concern is really an expression of guilt about materialism, distaste for capitalism and fear of technology. It is because Mr Bush does not experience any of these feelings that he is right on this issue.

 

  By: lutrom on Lunedì 18 Luglio 2005 14:27

ecco la soluzione: eliminiamo gli animali da allevamento e alleviamo direttamente la carne. e con questo, siamo a posto: possiamo diventare dieci miliardi e muoverci tutti in suv ---------------------------------------- Ottimi questi studi e ricerche. Si otterrebbe: carne con le caratteristiche che vogliamo (meno grassi, maggior quantità di certi microelementi, ecc. ecc.), a minor costo (si produrrebbero solo le cellule di cui abbiamo bisogno, quindi tessuto magro e niente peli, niente interiora, niente ossa...), credo anche meno produzione di anidride carbonica rispetto agli attuali allevamenti (le bistecche ferme in laboratorio bruciano, penso, meno energia degli animali relativi...); quindi possibilità di sfamare molte persone a costi minori e incidendo meno sull'ambiente (boschi distrutti per creare pascoli, ecc.); possibilità di produrre anche specie pregiate (orate, aragoste??... Ma questa forse è una cosa che interessa soprattutto ai ghiottoni non molto ricchi), meno necessità di ricorrere alla pesca, ecc. ecc. O mi sbaglio? Certo, servirebbero anche qui controlli per evitare imbrogli (ma è così anche per gli attuli allevamenti).

 

  By: Moderator on Lunedì 18 Luglio 2005 13:54

Il tessuti risultante potrebbe essere usato per produrre carne elaborata come bocconcini ---------Le Scienze ----------- ..bocconcini.. non pretendiamo niente di più

 

  By: XTOL on Lunedì 18 Luglio 2005 13:42

viene molto meglio: zero cellulite

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

 

  By: Moderator on Lunedì 18 Luglio 2005 13:37

alleviamo direttamente la carne ---------Xtol-------- anche il coniglio ? senza mangiarla ,sul tridimensionale, dici che ci si riesce a farla venire come la coniglietta di Playboy ?

 

  By: XTOL on Lunedì 18 Luglio 2005 13:02

e a proposito di incendi e dell'idea che siamo una ^specie catastrofica#http://www.lescienze.it/index.php3?id=10986^

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

 

  By: XTOL on Lunedì 18 Luglio 2005 12:58

ecco la ^soluzione:#http://www.lescienze.it/index.php3?id=11001^ eliminiamo gli animali da allevamento e alleviamo direttamente la carne. e con questo, siamo a posto: possiamo diventare dieci miliardi e muoverci tutti in suv

le magliedilana sono teste di cazzo che sacrificano le vite altrui nella speranza di guadagnare spiccioli di sopravvivenza

tutto quello che volevate sapere sul clima e l'effetto serra - Norton 71  

  By: Moderator on Domenica 17 Luglio 2005 12:08

Divido per cinque sennò risulta troppo lungo :Risposta a PIX a ZIBORDI a POLIPOLIO BEARTHATADVANCE .MI scuso per la lunghezza ma sono cose facili. ------------------------------------------------------------------ per PIX , dato che giustamente la preoccupazione è quella di non far danni per intervenire nell’affrontare il problema, considerando anche che Kyoto ha cose che non vanno , ti dico perché secondo me occorre guardare senza pregiudizi i dati e solo dopo spaventarsi o no.E non mi spaventerei. C’è un articolo sul Sole24h Sab 16 lug pag 19 che calcola che le spese per la sicurezza dovute al terrorismo aumentano dall’1 al 3% a tempo indeterminato i costi delle transazioni commerciali , mentre nel complesso frenano il Pil dello0,7% in cinque anni.. L’applicazione di Kyoto è calcolato che darà un aggravio dell’ 1,5% sul PIL in ^10anni...#http://www.ipcc.ch/present/graphics/2001syr/large/08.21.jpg^ - ^e qui...#http://www.ipcc.ch/present/graphics/2001syr/large/08.22.jpg^ . Questi sono i grafici di Nazioni Unite+IPCC (organizzazione meteorologica mondiale) Qua non sono calcolati i costi per la MANCATA presa di decisioni operative nel campo effetto serra . Va anche considerato che la gente non sa niente di ecosistemi , zoologia , botanica e non sa che con un aumento di 0,7° si calcola che possano scomparire il 15% delle specie viventi e con 2 gradi ci sarebbe la desertificazione (fra l’altro le aree più povere) di una bella parte della zona equatoriale e subtropicale, Non sono neanche calcolati i benefici economici indotti . Dato che tutti sono capaci di fare due conti chiedo di fare un ragionamento egoistico e semplice : con un calo dello 0,7% di Pil per terrorismo in 5 anni e un calo dell’1,5% di Pil per frenare le emissioni di CO2 in 10 anni (lasciando perdere che un calo analogo avviene regolarmente per uno starnuto monetario o altro) quante probabilità hai di essere colpito personalmente dal danno terroristico (0,000005%) e quante probabilità hai di essere colpito personalmente dal danno ecologico (100%) ? Qual è il pericolo reale maggiore ? C’è una spesa proporzionale ? Quindi niente di catastrofico , niente che richieda una vita frugale ,una rinuncia al benessere ottenuto : -1,5% in 10 anni , non –1,5% per 10 anni. E questo con un congegno malfatto come Kyoto ------------------------------------------------------------------- Per POLIPOLIO e ZIBORDI : Alcuni dati : “Il rapporto 1996 dell’Ipcc stima che un incremento nella temperatura globale di 2,5 gradi centigradi comporterebbe a livello dell’intero pianeta: oltre alle perdite in agricoltura e in superficie forestale ; 6.829 migliaia di tonnellate di pesce pescato in meno; un aumento di consumi elettrici pari a 353,9 terawattora; 230,7 kmc di acqua in meno; 1.007 milioni di dollari all’anno spesi per protezione delle coste; 139,9 kmq di terre asciutte perse e 253 kmq di terre umide; 106 habitat persi quanto a ecosistemi; 137,7 migliaia di morti; 2.734.000 di emigrati. Infine, gli uragani causerebbero una perdita di 8mila vite umane e 630 milioni di dollari di danni.” Questi calcoli del 96 sono già battuti largamente dalla realtà dato che sono state 150mila le morti causate da malattie dovute ai cambiamenti climatici nel solo 2000 (contro i 137mila previsti in 10 anni )da studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) presentato alla nona Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici . prosegue il rapporto “Volendo monetizzare il danno complessivo, politiche che evitassero un aumento della temperatura di 2,5 gradi farebbero risparmiare ai paesi Ocse l’1,3 per cento del Pil secondo Frankhauser (1995), l’1,6 per cento secondo Tol (1995). Secondo quest’ultimo, i paesi non Ocse risparmierebbero addirittura il 2,7 per cento del Pil, con punte dell’8,6 per cento per la sola Africa.” Quindi il bilancio costi-benefici sul Pil è praticamente zero e chi ha maggior vantaggio sono proprio i paesi poveri della fascia equatoriale e subtropicale, dato che , fonte ONU “Siccità e desertificazione minacciano oltre un miliardo di vite umane, in oltre 110 paesi” ------------------------------------------------------------------ Per ZIBORDI : ho trovato un sito dove si parla delle mini-glaciazioni e periodi caldi dei secoli passati , con un grafico chiaro e dove risultano essere effettivamente esistiti.Linko il sito perchè i grafici sono troppo grossi. Ho capito perché nel mio grafico dall’anno zero non si notavano. Perché sono state variazioni di circa 2° in su e in giù e in quello che allegavo io si notavano solo come piccole ondine impercettibili. Ma in effetti è stato così e però è dovuto al fatto che le oscillazioni storiche non sono nell’ordine che normalmente pensiamo .Infatti nei periodi glaciali la temperatura è stata di soli 6-8° inferiore e non come comunemente si pensa di 20 o 30.In effetti basta un grado per cambiare molto e portarsi 3° sopra i massimi storici è una cosa abbastanza infernale. Bisogna considerare che si parla di temperatura globale media , e quindi se all’emisfero Nord fa freddo d’inverno magari a quello Sud fa caldo. Ma questo fa capire quanto siamo sensibili noi e l’ambiente a variazioni in realtà piccole di temperatura , e che bastano 2 gradi per far crescere la vite in Inghilterra e 6 in meno per finire sotto una calotta di ghiaccio nello stesso posto. Allego il lavoro fatto bene anche se i promotori faranno storcere il naso, dove si vede un BEL grafico delle miniglaciazioni , dell’ordine di 2 gradi, e quello , ^FINALMENTE...#http://www.cop9.legambiente.org/documenti/Mercalli.pdf^ !!, molto esaustivo ,della temperatura in parallelo alla CO2 degli ultimi 450 mila anni , con le glaciazioni .Si ferma agli anni ’50 , ma le temperature e la CO2 dal ‘50 in poi le ho già messe nei post precedenti e non danno dubbi. ------------------------------------------------------------------- Per BEARTHATADVANCE : può essere(glaciazione imminente) ma sono cose lente che per ora non sono segnalate da spostamenti di asse terrestre e cose simili.Ci arriveremmo rosolati come Wurstel .Più che altro pare che non ci stiamo rosolando troppo perchè stiamo immettendo una quantità di POLVERI SOTTILI tale da diminuire la luminosità e irraggiamento nell'ordine del 25% e questo avrebbe effetto antagonista al surriscaldamento da CO2: dalla padella nella brace. --------------------------------------------------------------------- Per POLIPOLIO , senza che perdi tempo con me , andando in giro nei siti degli scettici non si trova niente di valido , un sacco di commenti non scientifici e in Italia imperversa un certo Carlo Cerofolini , che sono andato a vedere è uno di Forza Italia , insegnante di chimica alle medie superiori .questo qua , che straparla ,non può pontificare contro l’organizzazione mondiale della meteorologia , non ha proprio i titoli. Chi ha dei titoli e che ti cito come comportamento di un‘ America civile , che è quella che mi piace e che dimostra di essere ancora all'avanguardia culturale è ^Paul Tebo...#http://www.pewclimate.org/press_room/sub_press_room/1998_press_releases/pr_ch2m.cfm^ vicepresidente della DuPont che si batte per la riduzione delle emissioni che provocano l’effetto serra , la ha ridotte alla DuPont del 60% , dice che è anche conveniente finanziariamente e ha fondato con altre società un’organizazzione per la riduzione^qui...#http://www.businessweek.com/magazine/content/01_17/b3729111.htm ^ e ^qui...#http://www.businessweek.com/bwdaily/dnflash/apr2001/nf2001049_182.htm ^delle emissioni di CO2 e invita tutti a rimboccarsi le maniche dicendo che si può fare meglio di Kyoto " the Kyoto agreement represents a first step in the international process, but more must be done both to implement the market-based mechanisms that were adopted in principle in Kyoto and to more fully involve the rest of the world in the solution. “ quindi se te la prendi con me te la prendi con Paul Tebo e con Air Products and Chemicals, Inc.; American Electric Power Company; Baxter International Inc.; Boeing; BP America; .; Holnam Inc.; Intercontinental Energy Corporation; International Paper; Lockheed Martin; Maytag; The Sun Company; 3M; Toyota; United Technologies; U.S. Generating Company; Weyerhaeuser and Whirlpool, DuPont, Alcoa, E inoltre nel gruppo , Theodore Roosevelt IV Chair, Strategies for the Global Environment, Managing Director, Lehman Brothers, Inc. Kenneth J. Arrow Professor of Economics, Stanford University, Nobel Laureate in Economics Leslie Carothers President, Environmental Law Institute Eileen Claussen President, Strategies for the Global Environment, President, Pew Center on Global Climate Change John O. Downing Principal, Chapman, Downing, Keesee & Company, LLC William B. Ellis Senior Fellow, School of Forestry and Environmental Studies, Yale University, Former CEO of Northeast Utilities Frank E. Loy Former Under Secretary of State for Global Affairs James P. McGinnis Managing Director, Morgan Stanley John Schmitz Partner, Mayer, Brown, Rowe & Maw, Former Deputy White House Counsel Klaus Töpfer Executive Director, United Nations Environment Programme (UNEP) Justin B. Wender Managing Director, Castle Harlan, Inc. Torsten Wiesel President Emeritus, Rockefeller University, Nobel Laureate in Medicine Buon WE