LE MISTIFICAZIONI DELLA STAMPA

 

  By: gianlini on Lunedì 26 Novembre 2007 13:13

Il nuovo che avanza.... (x gano: che sia anche un sell su petrolio e cina=?) Gabriele Galateri di Genola alla presidenza di Telecom Italia e Franco Bernabè come amministratore delegato. Sono questi i nomi che il comitato nomine di Mediobanca ha deciso di indicare. Vincent Bollorè, azionista di piazzetta Cuccia e membro del comitato nomine, ha fatto sapere che la riunione dell'organo, tenutasi a piazza Affari, li ha scelti all´unanimità.

ho sempre pensato che in Italia c'era un unico giornale - gz  

  By: GZ on Sabato 24 Novembre 2007 18:47

Ho sempre pensato che in Italia esiste un unico giornale perchè quando compri il corriere, repubblica, la stampa, l'unità o il resto del carlino tutte le prime pagine e la maggioranza delle pagine interne hanno le stesse identiche storie in evidenza come se si mettessero tutti d'accordo la sera prima E infatti ecco confermato che è così, i direttori dei quattro maggiori giornali italiani si telefonano la sera prima e si mettono d'accordo notizia per notizia e spazio per spazio. E dopo di loro i direttori delle varie gazzette li seguono e poi i direttori dei telegiornali distribuiscono gli spazi sulla base delle prime pagine di corriere, repubblica, stampa ------------------------------- ...L’articolo mi ha riportato con la sua velata magia alla stagione in cui spesso mi trovavo la sera nella stanza di Ezio Mauro, allora direttore della Stampa di Torino (di cui ero editorialista) e dove assistevo alla^ teleconferenza fra Mauro e il direttore dell’Unità di Roma (Uolter Veltroni), uno dei vicedirettori a caso di Repubblica, e il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli#http://dagospia.excite.it/articolo_index_36075.html^: tutti insieme, in unico afflato e per una sola causa comune (ma quale? Certamente non la libera informazione in concorrenza) facevano tutti insieme «il giornale». Il direttore Ezio Mauro - Foto U.Pizzi Cioè: non è che ognuno si faceva il suo, di giornale, come in tutti i Paesi in cui le testate sono orgogliosamente concorrenti. Macché. Questa compagnia di cui Ezio Mauro era il capatàz, fabbricava il giornale comune che l’indomani tutti gli italiani si sarebbero sciroppati prima sulla carta e poi in proiezione sui telegiornali sotto le varie testate. Non lo sapevano, ma leggevano tutti lo stesso giornale. Che giornalismo, che concorrenza, che scuola. Il pretesto diciamo così umanitario dell’operazione, era quello di aiutare il giovane Uolter che non sapeva fare la prima pagina, non sapeva fare i titoli e si scombinava tutto. Ma il gruppo di comando del giornalismo italiano – capitanato da un Ezio Mauro che sembrava guidare un commando Delta Force (ecco il titolo giusto, altro che Struttura delta) - faceva un unico menabò (lo schema della pagina), tutti i titoli e la scelta delle notizie e dei contenuti, uguali per tutti. Il giornale che veniva fuori era omologato, identico, figlio di un unico Minculpop, o cupola, o mini-P2 che dir si voglia e che lasciava alla fantasia del singolo direttore soltanto il cosiddetto «boxino»: un titolotto basso a due colonne in cui ognuno registrava la curiosità innocua del giorno, del genere bambino morde cane: «Walter, nel boxino mettici quella storia del bambino che ha sbranato un pitbull». E Uolter pubblicava. Naturalmente non si trattava soltanto di fare la prima pagina. Venivano decise le notizie da dare e quelle da ridurre, da esaltare e da minimizzare. Che concorrenza: affinché nessuno restasse scoperto, tutti davano (o tacevano, o sminuivano, o ingigantivano) la stessa notizia nello stesso modo. Ogni santo giorno. E tutti bevevano la stessa acqua. Scalfari e Mieli - Foto U.Pizzi Io assistevo a quella grottesca anomalia e osservavo gli sghignazzi furbastri, specialmente quelli di via Marenco dove comandava imperiosamente il proprio, e anche un po’ gli altrui vascelli Ezio Mauro in sfolgorante camicia bianca. Paolo Mieli, sia detto ad onore del vero, non si lasciava troppo comandare, ma tutti e due insieme comandavano sull’Unità e la Repubblica seguiva. Così, negli anni Novanta erano serviti non soltanto i lettori della carta stampata ma anche gli spettatori televisivi. La gente forse non lo sa, ma i telegiornali dosano e misurano i loro titoli, gli spazi, la scaletta dell’importanza di ciò che poi ammanniranno al popolo catodico, sulla base delle decisioni dei tre cavalieri dell’apocalisse, Corriere, Repubblica e Stampa, che poi sarebbe, per così dire, la casta. Ma la prima pagina si confezionava tra via Marenco, Torino, e via Solferino a Milano, per essere rimpannucciata in piazza Indipendenza e infine rimpallata a via del Taurini dove diventava il vangelo dell’Unità, ovvero la verità, pravda in russo, truth in americano che piace di più a Uolter. Ovviamente anche gli altri giornali e giornaletti e giornalini per non dire dei piccoli telegiornali locali, si adeguavano con ansia e con la lingua di fuori per non restare esclusi dal gruppo di comando. Quando ero a Repubblica (di cui sono stato un fondatore, redattore capo e inviato per 14 anni) assistevo ammirato alla formazione del quadridente formato dal formidabile quotidiano di Scalfari, l’Espresso, Raitre e il Tg3. Messi insieme formavano una seconda divisione corazzata che esercitava un potere assoluto, di comando e di dominio sulla scelta, confezione e pubblicazione della notizia.

 

  By: defilstrok on Venerdì 20 Luglio 2007 19:18

Dopo la manfrina di Bernanke, oggi Poole (Fed) oltre a sostenere la necessità di introdurre nuove regole bancarie, dice che "Market Drive Out Irresponsible Lenders"... Ma porca puzzola! dico io, ma mentre qua su CobraF parlavamo dell'assuridtà del mutuo acceso al novantenne dello yorkshire, e della pericolosità di abs, cdo e di tutta la piramide del credito (ivi inclusa quella montata sul carry trade), ma voi, porcaccia di quella zozza, dove c@z£&? eravate? Aaaah! è solo un gioco delle parti, uno squallido teatrino

 

  By: Esteban on Venerdì 20 Luglio 2007 02:50

No .. è un altro concetto ... Forte. Use this free Java application to explore the connections between related websites. non ho ancora verificato (credo sia possibile) creare un jpg con i vari link (tipo scrivania web per categorie) tipo "i preferiti di windows ma automaticamente ordinati per tipologia (dal software). Getting Started Make sure you have the latest verion of java, Java 1.5 Type in your search keywords or a URL, and press "Graph It!" Say "Run" when asked "Do you want to trust the signed applet?" Disable popup blockers to allow launching websites.

 

  By: GZ on Venerdì 20 Luglio 2007 02:33

a me non funziona forse ^è simile ad Alexa#http://www.alexa.com/data/details/traffic_details?url=www.soldionline.it^ ?

 

  By: temistocle2 on Giovedì 19 Luglio 2007 13:25

nuovo simpatico strumento per mappare i collegamenti di un sito, le relazioni tra libri-foto-musica o addirittura le relazioni tra album fotografici su FaceBook (ovvero le relazioni tra le persone...) http://www.touchgraph.com/TGGoogleBrowser.html inserite l'url di Cobraf e click 'Graph it!' buona esplorazione

 

  By: polipolio on Sabato 12 Novembre 2005 22:49

Detto che non capisco a qual report ti riferisca, qualunque indice, agrregato etc. soffre di survival bias. I calcoli (non gli indici) di total return, invece non dovrebbero averlo, se ben fatti. Cmq anche parmalat, che (se ben ricordo) era nel mib30, quando ne è uscita aveva perso gran parte del valore, abbattendo così anche quello dell'indice. Il survivorship è solo nella differenza tra 0 e il valore residuo al momento dell'abbandono dell'indice.

 

  By: Ant on Sabato 12 Novembre 2005 21:33

Se qualcuno ha letto questo interessante report, potrebbe dirmi se i titoli che sono stati presi in considerazione sono soggetti al "survival bias"? Ovvero, i "maggiori titoli a piu' alta capitalizzazione", 20 anni fa' erano delle mid cap, o ancora erano quotati? Del Dow Jones degli anni '70 solo 3 titoli sono rimasti nel paniere attuale, gli altri che fine hanno fatto??? Senza una gestione attiva che cambi i titoli, che risultati si sarebbero avuti??? Qualche considerazione va' fatta... Ciao a tutti Antonio

 

  By: DOTT JOSE on Giovedì 27 Ottobre 2005 20:58

finche non vedo Cofferati ( o che so..Bertinotti ) con un bel dito medio alzato verso una sfilata di AN o di destra non ci credo

 

  By: gianlini on Giovedì 27 Ottobre 2005 16:14

a conferma che talvolta è meglio avere gente di sinistra a fare le cose di destra..... ---------------------- Cofferati a Bologna Il sindaco ha confermato che gli sgomberi andranno avanti, ma che è stata individuata anche un'area dove, in case prefabbricate della protezione civile, le persone più deboli (mamme e bambini) saranno ospitate. Cofferati è tornato anche sul tema dei lavavetri. «Io - ha ribadito - voglio arrivare a debellare il racket dei lavavetri. Spesso qualcuno di loro ha un atteggiamento aggressivo nei confronti degli automobilisti, perchè ancora non ha raccolto la cifra necessaria da consegnare al caporale che lo sfrutta. E questa aggressività provoca un atteggiamento di ostilità fra i cittadini» --

 

  By: gianlini on Sabato 22 Ottobre 2005 18:02

Se poi questa è la sinistra ...... Fassino a Posta per Te. Gessato grigio con un tocco di fucsia, sorriso timido stampato, il segretario dei Ds incontra la sua tata, Elsa Isnardi, «la signora che stava in casa con noi», come la chiama lui in studio. A quattordici anni, quando lei lasciò la famiglia Fassino per sposarsi, il «bel Pierino» (così lo chiamava Elsa) si era offerto di sposarla lui pur di non lasciarla andar via. ----- e magari questi hanno il coraggio di esporre in casa il ritratto del Che!!

 

  By: gianlini on Sabato 22 Ottobre 2005 17:56

che poi non ho capito bene quale è la libertà di parola che sarebbe stata sottratta a Santoro o Luttazzi ad esempio e che Celentano avrebbe recuperato quella di dire che Berlusconi è un deliquente o almeno un gran furbastro? ma se tutti sono probabilmente convinti che lo sia (sia chi lo odia che chi lo vota), e di lui si sa molto di più di quanto probabilmente abbia effettivamente commesso, quale altra libertà si rivendica? io se fossi berlusconi me ne infischierei di andare in televisione a parlare e ripetere sempre le stesse cose; piuttosto su una delle televisioni, inizierei a far passare una bella serie di documentari sui paesi ex-comunisti e tuttora comunisti, una bella carrellata di film russi o cinesi ecc.ecc Altro che l'Isola dei FAmosi o Bonolis, un'ora quotidiana di reality (vero) da Mosca, Erevan, Havana, Caracas, Pyongyang, interviste ad operai della Lada e pensionati di Leningrad, ecc.ecc. la casalinga italiana non è che non sappia cosa ha fatto o meno Mangano o Dell'Utri come pretenderebbero i vari Biagi o Santoro Quello che non sa e non ha nessuna idea di cosa sia è come si vive in regimi socialisti o comunisti, come si vivesse prima ed ora a Mosca, Kiev o Saigon

 

  By: CORTO on Sabato 22 Ottobre 2005 16:00

Buon giorno, se in questo Paese chi rivendica libertà di espressione si affida a Celentano in TV siamo alla frutta cordiali saluti Corto

 

  By: GZ on Venerdì 21 Ottobre 2005 21:18

Il feeling è che queste cose di politica e spettacolo sono sempre più vuote e interessano sempre meno. Sia in Italia che nelle Tv e pubblicazioni in inglese che vedo mi sembra ci sia un deserto di idee politiche, sociali e culturali e anche di semplice spettacol (basta vedere il crollo dei film di Hollywood ai botteghini nel 2005, qualcosa come un -20% di incassi) Può essere che ogni anno che passa uno tenda a rimpiangere le cose di quando era più giovane, ma mi sembra che gli ultimi due anni in particolare a parte un poco di passione anti-bush e iraq si discuta o ci si interessi a quasi niente (magari in Cina o Giappone o Brasile è diverso). Di conseguenza tutte le energie si concentrano nel "particulare", nel fare dei soldi per sè e la propria famiglia, l'unica cosa che conta sono i mega-iper-centri commerciali sempre più belli e le multinazionali con prodotti e gadget sempre più nuovi e termini di pagamento dilazionato, senza anticipo, con comode rate e mutuo personale innovativo Visto che la politica, i problemi sociali, lo spettacolo, le grandi riforme, i "grandi temi" non ci sono ci si concentra sul business, i soldi, i nuovi gadget tecnologici (e gli affetti famigliari). Questo è un ambiente favorevole per i mercati finanziari.

 

  By: gianlini on Venerdì 21 Ottobre 2005 17:53

io intendevo dire che se i messaggi della politica devono passare per Celentano, Santoro, Luttazzi ecc.ecc..... non capisco proprio a chi possano arrivare (di quelli non già aprioristicamente schierati). in secondo luogo temo davvero che gli italiani si siano tutti rincoxxxsfdasdfti se in 10 o 15 milioni la sera non hanno niente di meglio che sorbirsi celentano allora che votino l'uno o l'altro non me ne può fregare di meno (tanto tra europa e debito pubblico, non cambia sostanzialmente nulla)