quando si comincerà a sparare ?

 

  By: GZ on Lunedì 20 Agosto 2007 16:27

hong kong è rimbalzato di un incredibile +7% stanotte ! e Singapore dal minimo di giovedì di un +11%... IB ha tutti gli orari pubblicati sul suo sito, Hong Kong se uno si sveglia alle 6 può seguire quasi metà sessione, HSIQ7 su IB Diciamo che se uno compra il future di Hong Kong che rimbalza del 7% e vende short quello dell'Italia che rimbalza dell'1% ha un programma di "hedge" bello e pronto

 

  By: ambra on Lunedì 20 Agosto 2007 05:20

signori,ki di voi conosce esattamente (ora italiana)gli orari di negoziazione delle borse di hong kong ,korea, australia e giappone ? me li fornireste , di grazia ? magari qualcuno è anke cliente di interactive brokers e tratta quei mercati ? grazie 1000!!!

 

  By: Gano* on Giovedì 17 Maggio 2007 04:45

Fino a 23 giorni di carcere preventivo in Giappone? Niente. Ma il giornalista in questione ha mai provato ad informarsi di quanto questo periodo possa essere lungo in Italia?

efficienza asiatica - gz  

  By: GZ on Giovedì 17 Maggio 2007 03:14

Tra i tanti vantaggi di efficienza che gli asiatici hanno c'è anche questo: in Giappone ad esempio, paese democratico con parlamento e diritti civili, ^nei casi criminali si confessa colpevole il 99.8% degli accusati#http://www.nytimes.com/2007/05/11/world/asia/11japan.html?ex=1336622400&en=e42dbd7d0c328912&ei=5124&partner=permalink&exprod=permalink^, cioè tutti confessano. Nella loro cultura non è bello che uno venga condannato se non confessa e non è bello che ti portino in tribunale se poi non sei condannato. Quindi in pratica se ti accusano poi ti fanno sempre confessare. Il che è un fattore di efficienza, non sprechi i soldi pubblici a fare decine di processi in cui poi si scopre che uno era innocente Chissà nei paesi asiatici non democratici, saranno al 99.99% -------------- Traditionally in Japan, confessions have been known as the king of evidence,” said Kenzo Akiyama, a lawyer who is a former judge. “Especially if it’s a big case, even if the accused hasn’t done anything, the authorities will seek a confession through psychological torture.” The law allows the police to detain suspects for up to 23 days without an indictment. Suspects have almost no contact with the outside world and are subject to constant interrogation, a practice that has long drawn criticism from organizations like the United Nations Human Rights Committee and Amnesty International. Suspects are strongly pressed to plead guilty, on the premise that confession is the first step toward rehabilitation. The conviction rate in Japanese criminal cases — 99.8 percent — cannot be compared directly with that of the United States, because there is no plea bargaining in Japan and prosecutors bring only those cases they are confident of winning. But experts say that in court, where acquittals are considered harmful to the careers of prosecutors and judges alike, ^there is a presumption of guilt...#http://www.nytimes.com/2007/05/11/world/asia/11japan.html?ex=1336622400&en=e42dbd7d0c328912&ei=5124&partner=permalink&exprod=permalink^

 

  By: Fortunato on Mercoledì 16 Maggio 2007 00:47

Sir, quel -10% nelle telecomunicazioni sono dovute solo e soltanto alla scomparsa del costo delle ricariche dei cellulari, l'ho scritto in questo forumo il giorno in cui è stato fornito il dato, pertanto sappiamo benissimo entrambi che il dato è taroccato in modo vergognoso in special modo per la povera gente. Evviva il governo di sinistra. Per povera gente intendo solo e soltanto gli ingenui che continuano a non informarsi seriamente. Fortunato

 

  By: GZ on Martedì 15 Maggio 2007 21:52

Se questa tabella qui sotto è quella che riporta TUTTI gli elementi dell'indice dei prezzi in Italia, mancano i costi degli interessi sui mutui per la casa, auto ed elettrodomestici, MANCANO I COSTI DEL DEBITO Anni fa era una voce secondaria, oggi con quello che sono saliti i prezzi delle case per chi ha comprato con un mutuo negli ultimi 4-5 anni può essere un 15% del costo della vita Questa omissione da sola sottostima l'inflazione di almeno un 2% per le famiglie che hanno mutui contratti negli ultimi anni

 

  By: andreax66 on Martedì 15 Maggio 2007 20:09

A proposito di luce...oggi ho ricevuto la bolletta dell'Enel. Io e mia moglie ci vediamo quando torniamo dal lavoro (non abbiamo figli) e consumiamo più o meno la solita energia tutti i mesi. Risultato? Progressione delle ultime 3 bollette: 47eur, 76eur ed oggi 92 eur. Ho come la vaga sensazione di aver dato il mio personale contributo alla prodezza spagnola su Endesa....

 

  By: Sir Wildman on Martedì 15 Maggio 2007 20:04

Non sono taroccate le rilevazioni, sono i pesi che sono discutibili. Riporto dal sito dell'istat i pesi. Dimmi te se pesare acqua luce gas e abitazione per meno del 10% e' normale ..... Comunque, il deflattore del PIL non e' l'indice dei prezzi al consumo se non ricordo male, ma e' un altro indice. Comunque siamo la, ho riportato il dato dei prezzi al consumo per far capire la dinamica. Le rilevazioni possono anche essere precisissime, ma quando vedi quei pesi la. E' vero che la maggioranza delle famiglie possiede la casa in cui abita, ma e' anche vero che moltissime stanno ancora pagando il mutuo. E il mutuo come lo conteggiano? O non si conteggia? E nel caso di affitto: acqua + luce + gas + affitto < 10% ..... maddai...

 

  By: hobi on Martedì 15 Maggio 2007 19:49

C'è un'altra spiegazione molto + realistica. La distribuzione del reddito che è sempre + ineguale e che determina quella sensazione di star peggio in larghi strati della popolazione. Le statistiche possono essere sbagliate ( non toraccate altrimenti c'è da chiedersi cosa fanno tutti gli ecnomisti indipendenti..). Comunque se qualcuno afferma che le statistiche sono taroccate porti degli studi seri ... Hobi

 

  By: Sir Wildman on Martedì 15 Maggio 2007 19:37

I deflattori del PIL sono taroccati in tutto l'occidente. Altrimenti dovrebbero spiegare perche' con la crescita zero si sta peggio e per star bene bisogna crescere almeno del 2-3% (aumento della popolazione a parte naturalmente che va scorporata).

il famoso "PIL" può essere già oggi NEGATIVO - gz  

  By: GZ on Martedì 15 Maggio 2007 16:08

PIL reale ed è qui il problema ora (Consumi+Investimenti+Spesa Pubblica - Deficit Estero) - Inflazione -------------------------- = "PIL" = Oggi l'economia si sta spostando verso i servizi ed è sempre più finanziaria, specie in inghilterra e USA, per cui il "deflattore del PIL" cioè l'indice di inflazione usato per trasformare il PIL Nominale in PIL Reale è sempre più sospetto Ad esempio le famiglie spendono in interessi per mutui immobiliari, auto e altro credito al consumo dal 13% del reddito in USA e UK al 7-8% in europa e il fatto che le case siano aumentare del 100% ha fatto lievitare anche i costi di assicurazione e tasse varie relative al valore degli immobili Se il deflattore del PIL non riflette bene questi costi (senza contare altri aggiustamenti sospetti specie in America come la media geometrica e il prezzo "edonico") ecco che il famoso "PIL" può essere già oggi NEGATIVO A mio avviso nel caso degli Stati Uniti se calcoli che il deflattore di inflazione sottostima almeno dell'1% l'inflazione ora e il PIL "REALE" ufficiale è già sceso allo 0.8% venerdì scorso, tenendo conto dell'ultimo dato di deficit estero che era molto più elevato (il deficit va sottratto al PIL) ===> l'america E' GIA' IN RECESSIONE, il suo PIL (reale) è già negativo

 

  By: metetic on Martedì 15 Maggio 2007 15:45

domanda per i più esperti: quando si parla di PIL si intende logicamente il pil reale (cioè depurato dell'inflazione)oppure il nominale ?

 

  By: giveme5 on Martedì 15 Maggio 2007 13:06

PIL 1° trimestre in EU: zona € +0,6%, Francia e Germania +0,5%, Italia +0,2% cioè 1/3 di zona € e meno della metà di DE & FR!! Vediamo se, come s'è preso tutti i meriti del riaggiustamento dei conti nel bilancio statale (forse suoi neanche x il 20%), vediamo se il Romano si prende anche 'sto bel "merito"; mi sa che la sua finanziaria qualche effetto l'ha sortito (sul mio reddito disponibile di sicuro!!).

 

  By: GZ on Venerdì 30 Marzo 2007 12:19

la spesa per consumi in Italia anche nel 2006, quarto anno di boom mondiale spettacolare con la cina ecc.. è aumentata di ZERO, tutto il famoso aumento del PIL del 2% che ora ci sarebbe e di cui si va orgogliosi perchè è la prima volta dal 2000 bla bla ... è fatto con l'aumento dell'export con 4-5 anni consecutivi di espansione economica mondiale al 5% in Italia l'aumento di spesa per consumi annuale è sempre zero, vuole dire che i redditi della maggioranza non crescono e che appena il resto del mondo rallenta caleranno

 

  By: gianlini on Venerdì 30 Marzo 2007 10:56

peccato che l'unica cosa che interessa gli strapagati politici italiani sia Dico sì Dico no, Privacy si Privacy no, e Partito unico sì partito democratico no, e udc si udeur no! ------------------------------------------------ Im Italia salari tra i più bassi d'Europa La crescita delle retribuzioni è inferiore a quella di altri Paesi. In termini di potere d'acquisto solo i portoghesi stanno peggio Il livello dei salari Italia, in termini di potere d’acquisto è tra i più bassi d'Europa, inferiori a quelli della Grecia e superiori solo a quelli del Portogallo (tabella). Lo indica l'ultimo rapporto Eurispes, che si riferisce al periodo 2000-2005. Nell'arco di tempo considerato c'è stata una crescita media del salario comunitario – per l’insieme dei Paesi europei – del 18%, mentre nel nostro Paese i lavoratori dell’industria e dei servizi (con esclusione della Pubblica amministrazione) hanno goduto dil una crescita dei livelli retribuiti del 13,7%. una crescita ancora minore c'è stata in Germania e la Svezia , dove però i dati di partenza erano più elevati., mentre i lavoratori di Gran Bretagna, Norvegia, Olanda e Finlandia hanno visto, nel quinquennio, la propria busta paga accrescersi di oltre il 20% (grafico e tabella). ■ Tutti i dati dello studio Eurispes COMPETITIVITA' - Da un punto di vista della competitività, ciò si dimostra naturalmente un vantaggio, perché la dinamica salariale assicura un vantaggio in termini di costi: in Italia il costo medio in euro per ora di lavoro, calcolato sui dati forniti dallo Yearbook dell’Eurostat, è superiore solo a quello di Spagna, Grecia e Portogallo, che è anche il paese dove i costi del lavoro sono minimi (9,5 euro all’ora) mentre Danimarca e Svezia fanno registrare i valori massimi (30,7 e 30,4 euro per ora rispettivamente) (grafico e tabella). AUSPICI UE - Ciò appare in linea con gli auspici della Commissione Europea, espressa nel rapporto trimestrale sull'eurozona della dg affari economici. In italia, Portogallo, Spagna e Grecia «i costi unitari del lavoro dovranno essere mantenuti sotto la media eurozona», è l'opinione della commissione . Il motivo è che questi Paesi «devono riguadagnare competitività». Secondo il rapporto «Tutti gli indicatori mostrano che nel 2006 ha prevalso la moderazione salariale e in futuro i rischi appaiono equilibrati». Ci sono dei rischi «a breve termine», ma le riforme del mercato del lavoro e la globalizzazione «possono contribuire a contenere rivendicazioni salariali eccessive». SALARI LORDI - La posizione del nostro Paese non cambia all’interno della classifica europea escondo il rappporto Eurispes se vengono considerati i salari lordi, ossia l’importo che il lavoratore dipendente vede segnato sulla busta paga (e che non corrisponde al suo contenuto, perché da quel valore il datore di lavoro avrà sottratto, per versarli agli Enti di previdenza, i contributi a carico del dipendente e le imposte dirette, delle quali è responsabile come sostituto d’imposta). Il salario lordo differisce dal costo del lavoro soprattutto per la quota di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (grafico e tabella ). Confrontando ( 1 ) e (2) si evince che la classifica dell’Italia è rimasta immutata (al quartultimo posto) ma che mentre il costo del lavoro è da noi inferiore del 30,6% (-9,4 euro) rispetto a quello della Danimarca (dove è il più caro), se si confronta il salario lordo, si vede che al lavoratore dipendente italiano medio spetta solo il 52% del salario lordo del lavoratore medio danese: questo perché i contributi sociali sono da noi più gravosi che in Danimarca. A causa del diverso peso di quella parte dei contributi sociali a carico delle imprese si modifica anche ed in maniera significativa, la classifica dei Paesi europei: ecco allora che la Francia che occupa uno dei primi posti per costo del lavoro scivola al disotto della Germania e soprattutto della Gran Bretagna per consistenza del salario lordo. Molto interessante è la condizione del lavoratore britannico che, pur costando poco alle imprese (il costo del lavoro nelle isole britanniche è solo del 16% più elevato che in Italia), garantisce il terzo salario medio assoluto in Europa, dietro solo a Danimarca e Germania e superiore a quello italiano dell’80%.