Per favore comprate obbligazioni o i nostri bambini moriranno di fame

 

  By: franco on Domenica 29 Giugno 2003 14:24

IL RISPARMIO GESTITO COSTA E SICURAMENTE IN ITALIA COSTA DI PIU' CHE NEI PAESI ANGOLOSASSONI, INOLTRE DA NOI C'E' SCARSA CONCORRENZA IN QUANTO SE SEI CLIENTE DI UNA SOLA BANCA E VUOI INVESTIRE IN UN FONDO PUOI ACQUISTARE SOLO QUELLO PROMOSSO DALLA BANCA MEDESIMA. UN FONDO AZIONARIO NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI COSTA DAL 3% AL 4%. LA GESTIONE DEL RISPARMIO E' UN SERVIZIO, REGOLATO DA NORME CONSOB E BANCA D'ITALIA. TALE SERVIZIO HA UN COSTO E SU RIVISTE, MORNINGSTAR E ALTRI E' POSSIBILE FARE DEI CONFRONTI ABBASTANZA FACILI E SEMPLICI TRA GESTORI DIVERSI SIA NEI COSTI CHE NELLE PERFORMANCE, SIA RISPETTO A INDICI PIU' SOFISTICATI (SHARPE). INVECE DI CONTINUARE A LAMENTARSI SAREBBE OPPORTUNO FAR NASCERE PIU' CULTURA FINANZIARIA IN MODO CHE CHI A VOGLIA E TEMPO PUO' CIMENTARSI NEL FAI DA TE E FARE A MENO DEL RISPARMIO GESTITO. CHE SI BADI BENE IL COSTO, COME TUTTI I SERVIZI, E' IN QUALCHE MODO STABILITO DAL MERCATO, CHE SIA GIUSTO O NO.

I Fondi Specializzati America:+4,7%, l’indice S&P+9,5% - Omar  

  By: Omar on Domenica 29 Giugno 2003 13:45

Repubblica - Affari & Finanza, 3-3-2003, p. 9 Con questi gestori il risparmio è davvero tradito. Intervista di Vittoria Puledda a Beppe Scienza "Mi sembra giusto ristabilire la realtà delle cose: checché ne dicano i vari Cammarano, il risparmio gestito è riuscito a produrre disastri anche maggiori di quelli del cosiddetto fai-da-te. I dati sui fondi peggiori sono lì a dimostrarlo: contando anche il credito di imposta, in alcuni casi le perdite sono state superiori al 100% del portafoglio". Beppe Scienza, docente di Matematica finanziaria all’Università di Torino ma soprattutto noto per il suo pamphlet contro fondi e assicurazioni ("Il risparmio tradito", edito dalla Libreria Cortina Torino), come al solito spara a zero sui gestori. E lo fa con dati alla mano. Non le sembra di esagerare? "Prendiamo uno delle scelte più infelici degli ultimi anni, cioè le obbligazioni argentine. Fino a oggi chi le ha comprate nel 2000 ha subito perdite nell’ordine del 65%, e meno se le ha acquistate prima, grazie alle cedole pagate fino all’estate del 2001. Basta guardare cos’hanno combinato alcuni fondi, riportati nella tabella, per accorgersi che hanno fatto peggio". L’obiezione è facile: quelli sono i fondi peggiori del sistema, ma ce ne sono molti altri e un risparmiatore normalmente non aveva solo quelli. "E io le rispondo: chi è che ha comprato solo obbligazioni argentine? La verità è che il risparmio gestito è come una medicina che nella maggior parte dei casi fa star peggio chi la prende". Però, a parte rari casi, c’è una gestione professionale a monte, che fa evitare i rischi peggiori. "Io direi il contrario: con i fondi comuni un risparmiatore corre rischi che evita facendo da sé". Quali? "Per esempio, la movimentazione forsennata del portafoglio, le malversazioni sullo stile della Sanpaolo-Imi con suoi fondi azionari, i cambiamenti non voluti di gestione. Quest’ultimo aspetto è particolarmente grave con i piani di accumulo di capitale (pac): uno sottoscrive un fondo che inizialmente è un azionario specializzato, ma poi cambia lo statuto e si ritrova con uno bilanciato e dopo magari il suo fondo muta ancora pelle. Allora, quanto vale la scelta iniziale? Chi fa da sé non incorre in nessuno di questi rischi". Però, salvo sia particolarmente sfortunato, nel medio periodo guadagna di più. "Benissimo: le sembra che sette anni siano un periodo abbastanza lungo? Allora confrontiamo l’indice Mediobanca total return (che cioè include anche i dividendi) ^con i fondi specializzati in azioni italiane#www.dm.unito.it/personalpages/scienza/Fondi-azionari-1996-2002.htm^ da fine ’95 a fine 2002. Ebbene, l’indice Mediobanca evidenzia un incremento annuo medio dell’11,6% contro il 9,7% dei fondi comuni, sempre al netto delle imposte. E badi bene, senza considerare le commissioni d’ingresso dei fondi comuni, mediamente più alte di quelle per l’acquisto di azioni". Questo in Italia. E all’estero? "Ho fatto raffronti analoghi per gli Stati Uniti con l’indice S&P 500 e per l’Europa con il Dj Eurostoxx 50, sempre tenendo dei dividendi e dei cambi. Ebbene, i fondi specializzati sull’^America hanno reso il 4,7% composto annuo #www.dm.unito.it/personalpages/scienza/Fondi-azionari-1996-2002.xls^^ e l’indice il 9,5. Significa che i fondi Usa hanno reso la metà dell’indice o, se preferisce, l’4,8% in meno ogni anno! In Europa invece le Borse hanno guadagnato il 7,9% annuo, più del doppio del 3,4 ottenuto dai fondi comuni". Però è quasi impossibile, per un privato, comprare un intero indice azionario. "D’accordo, ma facendo da soli il più delle volte si ottiene più che coi fondi comuni. Inoltre resta vero che i gestori mediamente fanno peggio dei mercati in cui investono". Perché? Davvero i gestori non sanno fare il loro mestiere? "Sicuramente valgono poco, ma il problema è strutturale. Il risparmio gestito è un sistema parassitario dai costi infiniti: provvigioni su ingressi, uscite e switch, commissioni di gestione, commissioni di performance, spese aggiuntive sulle Gpf ecc. Insomma, le hanno pensato tutte per spremere i clienti come limoni".

 

  By: franco on Domenica 29 Giugno 2003 12:07

QUANDO SI SCRIVE SUI GIORNALI E SI VUOLE FAR COLPO SPESSO SI OMETTONO DI DIRE ASPETTI CHE RENDEREBBERO MENO APPARISCENTE L'ARTICOLO. MI RIFERISCO ALLA NOTA DI QUEL TAL SCIENZA...... 1- Per quanto riguarda il fondo NM (Nuovi Mercati) è partito nella metà del 2000 poco più in basso del top del nasdaq avuto a marzo a 5000 e investiva in società hight tech sui nuovi mercati europei. Nel novembre 2002 ha cambiato denominazione e tipologia ed è stata offerta ai sottoscrittori la possibilità di fare degli switch nel fondo Set Tecnologia o Geo Eu Alto Potenziale. Chi ha mantenuto l'investimento iniziale si trova adesso (fine Giugno 2003) con una perdita tra il 72% e il 75% Chi nello stesso periodo avesso comprato Tiscali, E-Biscom, Datamat, Biochearch, Aisoftware, Digital Bros, ed altri cugini europei avrebbe avuto la stessa perdita e in alcuni casi ben maggiore !!!!!! 2- Per quanto riguarda l'esempio del piano finanziario Four You dando per scontato l'abbattimento al 100% delle penali in uscita se il cliente decide di interromperla vendendo l'obbligazione con valore di partenza di Lire 54.000.000 oggi considerando il favorevole andamento del mercato obbligazionario si può ricavare circa 65.000.000. Il finanziamento risulterebbe adesso dopo due anni circa 82.000.000. Perciò vendendo l'obbligazione e pagando subito o a rate lire 17.000.000 il risparmiatore si trova un fondo azionario acquistati ai prezzi correnti dell'aprile 2001, del valore inizile di lire 36.000.000 e di cui ha pagato la somma di lire 32.000.000 (15.000.000 di rate + 17.000.000 a saldo). Attualmente il valore di acquisto iniziale di 36.000.000 sarà certamente inferiore di un 30% a seconda del tipo di investimento azionario. Se avesse comprato nell'Aprile del 2001 titoli del mib 30 (Generali, Telecom e altri) avrebbe avuto circa la medesima perdita. Perciò uno paga Lire 32.000.000, ha un fondo azionario pagato ai valori correnti del 2001 di lire 36.000.000, non ha pagato comm. di sottoscrizione, quando arriverà il giorno che il MIB 30 sarà a 50.000 lo venderà se vuol mettere in tasca il guadagno. Questa non vuole essere una strenua difesa delle banche o del risparmio gestito. In questi anni le banche e le finanziarie hanno commesso molti sbagli e il riparmio gestito non è certo la soluzione a tutte le esigenze di investimento, ma spesso vuoi per tempo o per cultura non sempre è possibile seguire in proprio gli investimenti. Grazie.

 

  By: Stirner on Sabato 28 Giugno 2003 20:57

Vorrei sapere quali sono le migliori index linked disponibili sul mercato per un investimento di 6 o 8 anni, con capitale garantito a scadenza e performance legata al rialzo delle borse. Mio padre avrebbe questo tipo di esigenza e spero di poterlo consigliare col vostro aiuto. E' possibile comprare direttamente uno Zero coupon bond e delle opzioni call a 8 anni per comporsi da soli un titolo di questo genere senza passare attraverso una banca? Che opzioni occorre comprare per scommettere sul rialzo dei listini di qui a 5 anni per esempio? Grazie.

Come perdere sino al 330% con un prodotto finanziario - Omar  

  By: Omar on Martedì 24 Giugno 2003 02:13

---------- Come perdere sino al 330% con un prodotto finanziario----------- da : www.repubblica.it/supplementi/af/2003/06/23/finanza/ 032trabiccolo.html BEPPE SCIENZA (dipartimento di matematica dell’Università di Londra) La ristrutturazione del sistema bancario italiano induce molti istituti a ridefinire la propria collocazione sul mercato. Curioso però che il Monte dei Paschi di Siena abbia deciso di specializzarsi in prodotti finora sconosciuti ai risparmiatori italiani. Ossia in quelli in grado di produrre perdite superiori al 100%. Della scuderia toscana è infatti il fondo comune denominato prima Spazio Euro NM e ora Ducato Geo Europa Alto Potenziale, i cui gestori sono riusciti in tre anni a collezionare perdite pari al 102,5% del patrimonio. Grazie al credito d’imposta, la perdita netta per i clienti è stata però solo dell’89,7%. Ben peggiori sono invece quelle provocate dagli ormai famigerati prodotti My Way e 4 You (o For You), collocati da varie banche del gruppo Di essi si sono occupate diverse associazioni di consumatori. Tuttavia a pochi è chiara la vera gravità del danno subito dagli interessati. Vediamolo in un esempio concreto, simile a tantissimi altri, visto che le persone coinvolte sono nell’ordine delle 200 mila. Una vicenda esemplare. È il caso di un cliente della Banca 121 che nell’aprile del 2001 viene convinto a indebitarsi per circa 90 milioni di lire e a mettere i soldi avuti in prestito per il 60% in un’obbligazione trentennale senza cedole e per il 40% in un fondo azionario. Vediamo dunque com’è andata a finire, facendo il punto all’inizio di giugno 2003. Orbene, da un lato egli ha versato ogni mese 600 mila lire di rata del mutuo e quindi in tutto 15 milioni di lire. D’altro lato cosa ha ora? Un fico secco? Magari fosse così. In realtà la sua situazione è ben peggiore, perché si ritrova incastrato in una pesante posizione debitoria. La somma algebrica di quanto deve alla banca, in base al contratto, e del valore dei titoli rifilatigli porta infatti a un saldo negativo di 34,3 milioni. Il che significa una perdita del 330%. Considerando una riduzione della penale per le estinzioni anticipate, accordata dalla banca, la perdita resta comunque del 255%. Comportamenti scorretti. Siamo comunque di fronte a perdite spaventose. Ma da cosa dipendono? Non tanto dall’andamento negativo dei mercati, quanto dalla precisa volontà del Monte dei Paschi di appioppare ai propri clienti quanto di più costoso (e di più pericoloso) aveva nel proprio armamentario. Qui il discorso sarebbe essere lungo. Ci limiteremo a due punti. Sul piano contrattuale notiamo che la banca ha sempre sostenuto la possibilità di interrompere il piano «senza alcuna penalizzazione», mentre ciò è falso. Infatti il rimborso anticipato del prestito prevede una penale, nascosta dietro il tecnicismo di una formula matematicofinanziaria. Penale che nel caso esaminato raggiunge il 27% del debito residuo. Sul piano delle tecniche di vendita, c’è qualcosa di più di un sospetto che il prodotto sia stato presentato in modo fuorviante. Infatti l’associazione di consumatori Aduc ha ricevuto da un promotore finanziario pentito una copiosa documentazione su 4 You, My Way nonché la più recente Dolce Vita. E in particolare nella Comunicazione Interna n. 2492/8340 del 1532001 c’è un passo illuminante. Cosa ordina infatti la banca ai suoi dipendenti, qualora il profilo di rischio del cliente «risultasse non adeguato a una o entrambi le componenti» del piano finanziario? Un minimo di onestà imporrebbe di non insistere. Invece è scritto in neretto di fargli firmare apposito modulo di conferma per «operazioni finanziarie non adeguate, da archiviare nel fascicolo del cliente». Per giunta il gruppo del Monte dei Paschi ha continuato a piazzare il prodotto ancora nel marzo di quest’anno, quando lo scandalo era scoppiato ormai da mesi. Come dire? Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Le associazioni dei consumatori. Per la stragrande maggioranza dei risparmiatori coinvolti non c’è quindi da sperare molto dall’accordo raggiunto fra le banche e quattro associazioni di consumatori (Adiconsum, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). E comunque non è molto bello che nel protocollo d’intesa le banche ribadiscano di essere «convinte della correttezza, sul piano generale, delle operazioni connesse ai prodotti finanziari» in questione, senza che le associazioni dei consumatori abbiano inserito, dal canto loro, un’affermazione contraria. Diversa invece la posizione dell’Aduc la quale, pur partita con intenti non barricadieri, ha però rifiutato di sottoscrivere tale accordo. Degna di nota inoltre l’iniziativa di Cittadinanza Attiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino, che hanno intentato un’azione inibitoria nei confronti del gruppo bancario. Per altro anche in questa vicenda emerge uno dei limiti strutturali del cosiddetto consumerismo in Italia, cioè la carenza delle competenze necessarie per affrontare i complessi problemi dei risparmio gestito e della previdenza privata. Ma le inadeguatezze delle associazioni dei consumatori non sono certo un’attenuante per i comportamenti del Monte dei Paschi. Né per i mancati interventi degli organi di controllo e in particolare della Consob e della Banca d’Italia.

 

  By: GZ on Martedì 06 Maggio 2003 18:36

Non è vero che è difficile farsi un "giardinetto" nelle materie prime. Basta: a) aprire un conto a interactivebrokers.com ad es (svizzera non chicago) e b) fare clic con il mouse dove dice "silver" o "corn" o "soyabeans" allo stesso modo con cui uno fa click con il mouse su "generali" o "ericsson" o "intel" c) le quotazioni e i valori li segui poi tutti i giorni su qualunque sito, incluso questo. Se l'economia peggiora e le materie prima perdono dai prodotti strutturati non ne esci prima di tre anni l'ISIN non lo so

 

  By: panarea on Martedì 06 Maggio 2003 18:23

Concordo con Novartis; difficile farsi da soli un "giardinetto" di commodities a prezzi bassi (senza tante commissioni) e con un differenziazione piuttosto vasta (almeno 5 prodotti). Mi può comuqnue gentilmente dare + notizie/informazioni sull'operatività diretta tramite numero verde? Molto probabilmente l'ha già fatto, ma melo sono perso. La ringrazio. Ps ha visto che con la Sars qualche commodity ha preso delle belle botte all'ingù? Caucciù, soia, zucchero, rame e lana mi sembrano sotto pressione da quando i cinesi con "consumano più" come prima. Brutto quadro: materie prime giù, dollaro fiacco. Che l'europa e il suo euro multicolore e polilinguistico siano diventati il nuovo eldorado?

 

  By: Novartis on Martedì 06 Maggio 2003 16:36

La prego non rida, ha un nome un isin o qualcosa che lo contraddistingua un simile strumento finanziario?

Ahi! "obbligazioni strutturate" su oro e petrolio... - gz  

  By: GZ on Martedì 06 Maggio 2003 15:56

Il bacio della morte per il trend al rialzo del petrolio e dell'oro. Le banche italiane si mettono a piazzare un: "obbligazione strutturata che permette di investire nel settore delle materie prime (petrolio e oro)...". Per chi si colleghi per la prima volta: "non pensare di comprare una aggeggio simile !" Compra invece, al modico costo di 20 dollari l'uno, qualche contratto future o opzione con controvalore sui 15 mila dollari (in media) e margine di 1.500 dollari al massimo, su Mais, Soya e Rame o Argento ad esempio. Non ti impegna il capitale (metti solo un piccolo margine), è liquidabile in in minuto e ti costa 1/20 di un obbligazione strutturata. (Si può farlo con un conto in euro, aperto in svizzera o germania o inghilterra e con numero verde dall'italia) -------------------------------------------------------- BANCA INTESA: NASCE NUOVO PRODOTTO FINANZIARIO - Roma, 6 mag - Si chiama ''Tripla Dimensione'' ed e' il nuovo prodotto lanciato da Banca Intesa per gli investitori con disponibilita' finanziaria medio-alta. Disponibile fino al 13 maggio 2003, l'obbligazione strutturata permette di investire nel settore delle materie prime (petrolio e oro) oltre che sul mercato azionario assicurando una maggiore diversificazione del portafoglio. Di durata quinquennale, ''Tripla Dimensione'' prevede un investimnento minimo di 50.000 euro. Il periodo di collocamento va dal 29 aprile al 13 maggio 2003. L'importo massimo totale per questa emissione e' di 500 mln di euro.

comprato polizze index e unit linked ... - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 25 Aprile 2003 00:38

---------Giuditta Marvell -- corriere della sera ------------------------- Gli italiani, nell’ultimo anno, hanno comprato polizze index e unit linked ... Gli italiani, nell’ultimo anno, hanno comprato ben 20 miliardi di euro di polizze index e unit linked con il miraggio della protezione e di un plus finale. Quanti di loro sanno che, se vendessero ora, ne perderebbero circa due? I risparmiatori di tutto il mondo sono andati a caccia di tutti i prodotti che promettono la restituzione dell’investimento insieme a un aleatorio premio extra. Il guaio è che nel mondo del capitale «protetto» nulla si potrebbe spiegare nel breve e distratto tempo di un viaggio in ascensore. Un’immagine provocatoria, coniata da Warren Buffet, il guru americano che consiglia sempre di investire solo in quel che si capisce al volo. E proprio negli Stati Uniti le formule a capitale garantito sono finite sotto osservazione: la Sec, l’autorità di vigilanza sui mercati, ha deciso di vederci più chiaro. Questa pagina cerca di mettere sette punti fermi (costi, rischi, meccanismi, rendimenti, durata, insolvenza e vendita anticipata) tra i molti misteri degli index linked, i «centauri» che con uno zero coupon e un derivato preservano il capitale e cercano l’extra rendimento, offrendo anche, nel caso delle polizze, una prestazione assicurativa. L’altro settore dove la garanzia si è fatta strada è quello delle polizze unit linked, che investono i premi in quote di fondi. Mentre è storia più recente la diffusione delle gestioni patrimoniali «protette» in fondi. Ed è ancora da scrivere quella dei singoli fondi garantiti, sdoganati pochi giorni fa dalla legge italiana. Certo i pochi numeri rintracciabili sul variegato pianeta del capitale garantito non sono incoraggianti. Conti alla mano, se chi ha investito 10,2 miliardi di euro (stime Iama consulting) in polizze index linked tra febbraio 2002 e febbraio 2003 avesse bisogno dei soldi, patirebbe ora una perdita dell’11%, pari a 1,1 miliardi (vedi tabella). E altrettanto (12%) lascerebbero sul campo i sottoscrittori «pentiti» di unit linked, che nell’ultimo anno hanno raccolto circa 9 miliardi di nuovi premi. Ma anche per i fedelissimi, quelli che non venderanno fino a scadenza, le soddisfazioni non sono assicurate. Tra sei, sette anni potrebbero scoprire di aver sopportato rischi e costi complessi per guadagnare (vedi box) mezzo punto in più del volatile ma semplice Btp. L’ultima domanda sorge spontanea: ne vale la pena?

 

  By: michelino di notredame on Giovedì 09 Gennaio 2003 18:14

forse berry lo sottovalutavo. mi piacevano il vecchio buchwald, calvin trillin, erma bombeck. ma devo dire che alcuni commentatori politici erano così brillanti (quando li leggevo, fine anni 90) che potevano anche passare per umoristi. poi mi manca david letterman. chissa' se fa sempre la stessa roba. poi degli usa mi mancano anche le STRISCE, tipo il pinguino Opus e Doonesbury. sono spesso dei capolavori. c'e' piu' politica e societa' nel pinguino Opus che in qualsiasi trattato di sociologia.

 

  By: GZ on Giovedì 09 Gennaio 2003 17:49

...quattro battute ? ok, forse questo non è il meglio assoluto, ma Dave Berry è (nelle lingue che conosco meglio io, inglese e italiano) il migliore umorista contemporaneo nessuno me lo apprezza

 

  By: michelino di notredame on Giovedì 09 Gennaio 2003 15:35

con 4 battute fa fuori il Sistema Economico Globale. dicendo quello che vediamo tutti, ma senza notarlo...

Per favore comprate azioni o i nostri bambini muoiono di fame - Giorgia  

  By: LaSignoraMaria on Mercoledì 08 Gennaio 2003 10:54

La nuova pubblicità di Merrill Lynch : ``Per favore Comprate Azioni o i Nostri Bambini Moriranno di Fame'' (Il Bilancio del 2002) (adattamento e traduzione da alcuni pezzi di Dave Berry, il migliore umorista americano) Il tono del 2002 è stato piuttosto deprimente a causa del e terrorismo innanzitutto e poi delle cose negative che sono successe nell'economia e in borsa. Questo anche perchè il governo ha continuato a lanciare una serie continua di allarmanti ammonimenti: "Abbiamo ricevuto informazioni attendibili che qualcosa di molto grave può accadere. Non sappiamo cosa, quando o dove e da chi. Ma è qualcosa di molto, molto grave. Invitiamo tutti i cittadini a condurre comunque una vita normale pur rimanendo in uno stato di continuo e oscuro terrore. La settimana prossima faremo un altro annuncio e vedremo se riusciamo a alzare la tensione un altro poco..." Ovviamente si è depressi a fine anno per via della borsa: nel 2002 un giorno era su e un altro era giù e un altro veramente molto giù. E mentre i propri investimenti declinavano dal livello che consentiva una casa in riviera a quello di un tenda al campeggio sentivamo il bla-bla degli esperti finanziari che non avendo mai smesso di avere torto ogni giorno discutevano se il mercato avesse ora toccato il “FONDO”. PRIMO ESPERTO: Bill, Penso proprio che ora abbiamo finalmente toccato il FONDO per il mercato, a meno che però non scenda ancora. SECONDO ESPERTO: Concordo, Bob. La mia analisi indica che a meno che il mercato non scenda ancora abbiamo ora toccato il FONDO. D’altro canto, se il mercato andasse più in basso, questo non sarebbe la fine del ribasso. Direi che possiamo continuare a dire quello che ci pare perchè appariamo su un canale televisivo, veniamo citati sui giornali e vestiamo un completo grigio. PRIMO ESPERTO: A me piace dire spesso: questo può essere il “fondo”: Bill: “fondo”, “fondo”, “fondo”. SECONDO ESPERTO: Ha ha! Ma seriamente: se il mercato da qui invece salisse di un 10% allora direi che può salire, ma d’altro canto se dovesse scendere di un 10% allora potrebbe scendere ancora…. E così ogni giorno. Siamo diventati ancora più depressi perché abbiamo scoperto che alcune grandi corporations avevano la stessa moralità di Bonny e Clide. E alla fine capiamo che tutta Wall Street mostra di essere nei guai come testimonia il nuovo slogan pubblicitario di Merrill Lynch : ``Per favore comprate azioni o i nostri bambini moriranno di fame'' Le cose vanno male e la questione è : quanto possono peggiorare ? Vedremo una ripetizione della Grande Depressione con la gente che si butta dalle finestre dei grattacieli di wall street ? E se ora lavorassero in edifici moderni, dove le finestre invece non si aprono ? Si getteranno comunque contro le finestre, rimbalzando e finendo solo contusi e feriti ? Andando poi a fare causa ai fabbricanti di finestre per lesioni e ansia causata dall’urto ? Come reagirà il Nasdaq a questo ? Queste sono le questioni che l’uomo della strada si pone riguardo l’economia. Siamo stanchi del ''mumbo-jumbo'' dei cosiddetti ''Esperti'' con i loro cosiddetti ''dati economici''. Vogliamo risposte semplici e dirette e senza elaborazioni astruse sull’economia. D. Cosa non va nell’economia Americana ? R. Il modo migliore di spiegare l’economia è pensare a un cavallo. Questo “cavallo” economico ha quattro gambe: (1) la spesa del governo, (2) la spesa del business (3) la spesa del consumatore e (4) eBay. Se rimuovi una delle gambe il cavallo zoppicherà. Se ne rimuovi due, il cavallo che non è un completo idiota cercherà di mordervi e di scappare, probabilmente saltando in modo circolare. Ma il punto è che alla fine l’economia si basa su una gamba, il consumatore. I consumatori americani pur indebitati fino al collo continuano a spendere e comprare ogni sorta di oggetti, ma per una ragione economica molto precisa. D. I consumatori hanno cervelli molto piccoli ? R.. In molti casi sì. Ma la ragione è anche una agenzia governativa chiamata il Dipartimento Federale per l’Obsolescenza (DFO) D. Che cosa è il DFO ? R..E’ un organizzazione segreta gestita dal governo il cui scopo è convincere il consumatore a comprare cose nuove al posto di quelle perfettamente funzionanti che possiede. Il DFO ad es ci ha fatto uscire dalla recessione del 1980 promuovendo il compact disc. Questo ha costretto gli americani a comprare versioni in CD di tutti i loro album, spendendo, secondo il Dipartimento per il Commercio, 117 miliardi solo sui Bee Gees. Il DFO al momento sta stimolando l’economia con un piano in tre stadi che mira a convincere il consumatore che deve: a) rimpiazzare tutti i suoi CD con qualche cosa chiamato “MP3”, b) rimpiazzare tutti i videoregistratori e i videotape con qualche cosa chiamato “DVD”, c) rimpiazzare tutti le cineprese e filmati con qualche cosa chiamato “cineprese e film digitali”, nonostante il fatto che solo il 3% dei consumatori sia in grado di ottenerne delle foto. L’intera economia americana dipende ora dal fatto che il consumatore compri queste cose. Intere località di vacanze invernali verrano costruite su montagne di videoregistratori, CD e cineprese scartati perfettamente funzionanti. D. Ho notato che ogni anno che passa ho meno soldi che mi restano per quanto andrà in pensione. Perché ? R.. Probabilmente ha un piano pensionistico investito in modo diversficato sui mercati, che è un piano in cui il saldo ogni mese diminuisce e alla fine sparisce del tutto. Gli esperti finanziari raccomandano i piani pensionistici di questo genere per chi è in grado di andare indietro nel tempo e andare in pensione nel 1985. D. Ma con la borsa così depressa non è il momento migliore ora per comprare azioni ? R.. Senza dubbio ! D. Allora quale azioni raccomanda ? R. Queste. Le vendo le mie Edited by - giorgia on 1/9/2003 17:22:39