Arte moderna

 

  By: Olocrami on Lunedì 25 Luglio 2011 15:55

Ciao a tutti e a Traderoscar; è vero Lautrec fece molte "marchette" per la pubblicità ma prima ancora Manet. Egli infatti cominciò nelle sue opere d'arte a considerare il pubblico come spettatore, inoltre realizzò una réclame per il libro Les Chats di Champfleury

 

  By: Gano* on Lunedì 25 Luglio 2011 14:38

Secondo me ogni tanto parlate per sentito dire. Questa e' arte moderna o no? E vi sembra brutta?

 

  By: traderosca on Lunedì 25 Luglio 2011 14:26

Toulouse-Lautrec

 

  By: polipolio on Lunedì 25 Luglio 2011 13:38

Addirittura c'è a Treviso il museo Bailo, del manifesto pubblicitario. Vere opere d'arte camuffate sotto l'aspetto formale della comunicazione pubblicitaria. Muschio, sorry di contraddirti. Il culto della vergine Maria è antichissimo. Risale a S.Giacomo, cui sarebbe apparsa su una colonna durante un viaggio missionario dell'apostolo in Spagna (mi pare a Saragoza), mentre lei era ancora in vita (a Gerusalemme o a Efeso, non ricordo). Da cui tra l'altro le numerose donne spagnole che si chiamano Pilar. Tuttora c'è un santuario che ricorda l'apparizione. Luca, l'evangelista (che evidentemente ne aveva una certa frequentazione, dato che è l'unico che racconta episodi dell'infanzia di Gesù), l'avrebbe ritratta (inutile dictu i dipinti si son persi). E in ogni caso già all'inizio del V secolo il culto era consolidato al punto che nel concilio mi pare di Nicea (425?) fu proclamata solennemente Teotokos, Madre di Dio.

 

  By: traderosca on Lunedì 25 Luglio 2011 10:08

Ciao Olo,il primo grande ed insuperabile pubblicista,Toulouse-Lautrec!!!

 

  By: Olocrami on Lunedì 25 Luglio 2011 02:23

GZ wrote Picasso è per il 90% "fashion", pubblicità.….è roba il fashion, la moda e la pubblicità che la guardi un attimo perchè originale e furba, ma poi te ne dimentichi subito ___________________________________________________________________________________________________ L’Arte moderna e la Pubblicità nascono insieme; figlie delle grandi mutazioni tecnologiche e sociali del XX secolo. La nascita del mercato internazionale ha contribuito all’aumento dei consumi, facendo crescere il bisogno di riconoscibilità dei prodotti sul mercato. Le moderne classi sociali sono abituate alla comunicazione fatta di attimi, anzi è un'esigenza per l'uomo moderno direi quella di comunicare senza perdere troppo tempo. La comunicazione pubblicitaria dunque nasce e si sviluppa parallelamente alle esigenze economiche, sociali, politiche e culturali di un paese. La pubblicità da quando esiste continua a coinvolgere numerose discipline artistiche diverse, disegnatori, musicisti, fotografi, attori, scrittori, registi famosi… Non possiamo mettere in dubbio l’esistenza di un rapporto molto stretto fra arte e pubblicità! La comunicazione pubblicitaria ha il ruolo inconfondibile di motore dell’estetica del consumo, secondo il quale si è sviluppato il valore del bello. La pubblicità di sovente utilizza i gli stessi codici comunicativi dell'arte, sia visivi, sia psicologici, sia sociologici e allora... come sarà la pubblicità del futuro? http://www.giornalediconfine.net/anno_2/n_3/9.htm http://www.ragionpolitica.it/testo.153.html

 

  By: traderosca on Domenica 24 Luglio 2011 16:21

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  By: traderosca on Domenica 24 Luglio 2011 16:14

"Scherzi a parte. Giorgiofra, io appartengo alla folta categoria di chi non capisce la cosiddetta arte astratta. A me sembra solo una provocazione culturale e concettuale mutuata dalla filosofia e dalla letteratura. Mentre posso accettare una provocazione culturale che esamina nuovi e inesplorati percorsi del pensiero, mi riesce difficile trasferire lo stesso percorso intellettuale alle arti visive e alla musica" Cures,perchè ti riesce difficile? rifiutare l'astrattismo significa rifiutare buona parte dell'arte contemporanea, significa rifiutare la grande opera del padre dell'astrattismo WASSILY KANDINSKY, anche lui come i grandi Espressionisti considerato dal grande critico d'arte Adolf Hitler e dal tuttologo Zibordi come "artista degenerato" L'arte - disse Kandinsky - rimane muta solo per quelli che non vogliono ascoltare la forma. Sì! Ma non l'arte astratta soltanto, ogni arte, anche la più realista. L'astrattismo vero e proprio deve invece intendersi come armonia pura distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. L'Astrattismo è un'esperienza artistica nata nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della realtà. "La spiritualità nell'arte" "Kandinskij nelle sue opere espone le sue teorie sull'uso del colore, intravedendo un nesso strettissimo tra opera d'arte e dimensione spirituale. Il colore può avere due possibili effetti sullo spettatore: un effetto fisico, superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro; un effetto psichico dovuto alla vibrazione spirituale (prodotta dalla forza psichica dell'uomo) attraverso cui il colore raggiunge l'anima. Esso può essere diretto o verificarsi per associazione con gli altri sensi.L'effetto psichico del colore è determinato dalle sue qualità sensibili: il colore ha un odore, un sapore, un suono. Perciò il rosso, ad esempio, risveglia in noi l'emozione del dolore, non per un'associazione di idee (rosso-sangue-dolore), ma per le sue proprie caratteristiche, per il suo "suono interiore". Kandinskij utilizza una metafora musicale per spiegare quest'effetto: il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è un pianoforte con molte corde. Il colore può essere caldo o freddo, chiaro o scuro. Questi quattro "suoni" principali possono essere combinati tra loro: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro. Il punto di riferimento per i colori caldi è il giallo, quello dei colori freddi è l'azzurro. Alle polarità caldo-freddo Kandinskij attribuisce un doppio movimento: uno orizzontale ed uno radiante. Il giallo è dotato di un movimento orizzontale che lo fa avanzare verso lo spettatore rispetto al piano in cui è fisicamente, inoltre è dotato di un movimento eccentrico-centrifugo perché si allarga verso l'esterno, abbaglia, respinge. L'azzurro è dotato di un movimento orizzontale che lo fa indietreggiare dallo spettatore ed è dotato di un movimento concentrico-centripeto perché si avvolge su se stesso, esso creando un effetto di immersione attira lo spettatore. Kandinskij, sempre in base alla teoria secondo la quale il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali. Egli si occupa dei colori primari (giallo, blu, rosso) e poi di colori secondari (arancione, verde, viola), ciascuno dei quali è frutto della mescolanza tra due primari. Analizzerà anche le proprietà di marrone, grigio e arancione. Il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente, di un'irrazionalità cieca; viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara. Il giallo indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso ma si differenzia da quest'ultimo. L'azzurro è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico; è paragonabile al suono di un flauto. Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. L'energia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba. L'arancione esprime energia, movimento, e più è vicino alle tonalità del giallo, più è superficiale; è paragonabile al suono di una campana o di un contralto. Il verde è assoluta mobilità in una assoluta quiete, fa annoiare, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata, appena vira verso il giallo acquista energia, giocosità. Con il blu diventa pensieroso, attivo. Ha i toni ampi, caldi, semigravi del violino. Il viola, come l'arancione, è instabile ed è molto difficile utilizzarlo nella fascia intermedia tra rosso e blu. È paragonabile al corno inglese, alla zampogna, al fagotto. Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell'azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del violoncello. Il grigio è l'equivalente del verde, ugualmente statico, indica quiete, ma mentre nel verde è presente, seppur paralizzata, l'energia del giallo che lo fa variare verso tonalità più chiare o più fredde facendogli recuperare vibrazione, nel grigio c'è assoluta mancanza di movimento, che esso volga verso il bianco o verso il nero. Il marrone si ottiene mischiando il nero con il rosso, ma essendo l'energia di quest'ultimo fortemente sorvegliata, ne consegue che esso risulti ottuso, duro, poco dinamico. Il bianco è dato dalla somma (convenzionale) di tutti i colori dell'iride, ma è un mondo in cui tutti questi colori sono scomparsi, di fatto è un muro di silenzio assoluto, interiormente lo sentiamo come un non-suono. Tuttavia è un silenzio di nascita, ricco di potenzialità; è la pausa tra una battuta e l'altra di un'esecuzione musicale, che prelude ad altri suoni. Il nero è mancanza di luce, è un non-colore, è spento come un rogo arso completamente. È un silenzio di morte; è la pausa finale di un'esecuzione musicale, tuttavia a differenza del bianco (in cui il colore che vi è già contenuto è flebile) fa risaltare qualsiasi colore. La composizione pittorica è formata dal colore, che nonostante nella nostra mente sia senza limiti, nella realtà assume anche una forma. Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione. L'accostamento tra forma e colore è basato sul rapporto privilegiato tra singole forme e singoli colori. Se un colore viene associato alla sua forma privilegiata gli effetti e le emozioni che scaturiscono dai colori e dalla forma vengono potenziati. Il giallo ha un rapporto privilegiato con il triangolo, il blu con il cerchio e il rosso con il quadrato. Molto importante è anche l'orientamento delle forme sulla superficie pittorica, ad esempio, il quadrato su un lato è solido, consapevole, statico; su un vertice (losanga) è instabile e gli si assocerà un rosso caldo, non uno freddo e meditativo. La composizione di un quadro non deve rispondere ad esigenze puramente estetiche ed esteriori, piuttosto deve essere coerente al principio della necessità interiore: quella che l'autore chiama onestà. Il bello non è più ciò che risponde a canoni ordinari prestabiliti. Il bello è ciò che risponde ad una necessità interiore, che l'artista sente come tale" QUANDO L'ASTRATTO DIVENTA SUBLIME L'immagine è sempre meglio di quasiasi parola http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/vassily_kandinsky.htm

 

  By: traderosca on Domenica 24 Luglio 2011 15:19

nonostante consideri Guttuso un grande artista,non esisterebbero le sue opere,senza la grande opera di Picasso........

 

  By: Tuco on Domenica 24 Luglio 2011 15:18

>>>Se lei avesse ragione, vorrebbe dire che tutti i direttori dei più grandi musei del mondo, tutti i grandi collezionisti e tutti i più grandi studiosi di cose artistiche, sono una manica di incompetenti. Io, francamente, ne dubito. --------------------------------------------------------------------------------------- Questo e' un esempio classico di Sofisma, si chiama argomentum ad numerum... Sono molto utilizzati da avvocati e da politici per manipolare le opinioni, alcuni esempi classici: ARGUMENTUM AD POPULUM Si ottiene il consenso basandosi sul fatto che la propria tesi è condivisa da un grande numero di persone. Lo schema adottato è il seguente: 1. Tutti sanno che X è vero. 2. Quindi X è vero. ARGUMENTUM AD NUMERUM Molto simile al precedente sofisma, questa argomentazione si basa sull'affermare che quante pù persone sostengono una certa tesi tanto più questa tesi è vera. Lo schema adottato è il seguente: 1. Sempre più persone ritengono che X sia vero. 2. Quindi X è vero.

 

  By: traderosca on Domenica 24 Luglio 2011 12:15

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  By: traderosca on Domenica 24 Luglio 2011 12:14

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  By: gianlini on Domenica 24 Luglio 2011 11:55

in realtà il fatto che direttori di musei o critici siano concordi non è prova scientifica di nulla è un po' come in borsa se c'è un trend, per quanto assurdo, è assai pericoloso mettercivisi contro, le probabilità di finire asfaltati sono maggiori di quelle di avere alla fine ragione per questo è nella natura umana e dei trend che anche persone che forse vorrebbero avere posizioni contrarie, alla fine si adeguino e non abbiano forza e coraggio per staccarsi dal coro

 

  By: SpiderMars on Sabato 23 Luglio 2011 00:42

Se lei avesse ragione, vorrebbe dire che tutti i direttori dei più grandi musei del mondo, tutti i grandi collezionisti e tutti i più grandi studiosi di cose artistiche, sono una manica di incompetenti. Io, francamente, ne dubito. ----------------------------------------------------- E fai bene a dubitare perchè non ho mai scritto di essere un competente, non sono nessuno o sono quello che sono , ma per me quelle opere di Picaxxo postate da Tuco e da Zibordi rimangono delle schifezze invereconde al contrario quando vedo un' affresco di Guttuso in quella Chiesa mi accorgo all' uscita che ho trascorso delle mezz' ore nell' osservalo..! e che ci posso fare se non hai capito il nesso tra la Bellezza od il gusto tra i pochi ed i più nella mia perifrasi assimetrica al tuo esempio, è come quei grandi esperti e galleristi che reputano bello ed artistico un' orinatoio , io rimango quello che sono nessuno e loro degli esperti competenti e grandi collezionisti. Buona Notte and have a nice Week End

 

  By: Cures on Venerdì 22 Luglio 2011 23:17

Giorgiofra, Spider è un po’ duro. Bisogna capirlo. Va educato eh,eh... Non con la ragione, ma tramite questo: http://www.inetres.com/gp/military/cv/weapon/M242.html Scherzi a parte. Giorgiofra, io appartengo alla folta categoria di chi non capisce la cosiddetta arte astratta. A me sembra solo una provocazione culturale e concettuale mutuata dalla filosofia e dalla letteratura. Mentre posso accettare una provocazione culturale che esamina nuovi e inesplorati percorsi del pensiero, mi riesce difficile trasferire lo stesso percorso intellettuale alle arti visive e alla musica