Il Problema è l'Europa

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 17:15

Dragutin, ma lui vorrebbe evidenziare, il poverino, che con l'intervento della BC fai a meno del mercato e gestisci come vuoi il tasso....porello....

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: DRAGUTIN on Domenica 28 Ottobre 2018 17:11

Muschio, non arrabbiarti

Intendi un altra cosa

La curva e' tale per definizione, se si appiattisce vuole dire problemi

Non negare l' efficienza del mercato, se ci sono differenze negli assett il mercato le corregge rapidamente

Buona serata


 Last edited by: DRAGUTIN on Domenica 28 Ottobre 2018 17:19, edited 2 times in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 17:06

aggiungo lettura interessante....come detto il problema non è l'Europa ne l'euro come certi cretini credono ma il TERRONE....provare per credere, agevolo....

 

 

made in italy

Il triennio d’oro della manifattura: battuta la locomotiva tedesca

  • –di
  • 24 ottobre 2018Dopo un iniziale, timido recupero nel 2014, negli ultimi tre anni (2015-2017) il valore aggiunto della industria manifatturiera italiana è sempre regolarmente aumentato di più del valore aggiunto delle manifatture francese e britannica e in due anni su tre (il 2015 e il 2017) anche di più di quello della manifattura tedesca.

Nel 2017 i dati sono stati i seguenti: Italia +3,8%, Germania +2,7%, Regno Unito +2,3%, Francia +1,7%.

 

In seguito a ripetute revisioni, l’Istat ha restituito un quadro progressivamente sempre più veritiero di quanto è realmente accaduto alla nostra manifattura, molto differente rispetto alle prime stime, che parevano deludenti.

Tra la prima e l’ultima revisione, infatti, la crescita del settore manifatturiero italiano del 2014 è stata rivista al rialzo dall’Istat dell’1% tondo; quella del 2015 dell’1,3%; quella del 2016 dell’1,5%; e, infine, quella del 2017, a distanza di soli pochi mesi (cioè dalle prime stime di marzo di quest’anno alla ultima revisione del settembre scorso) addirittura dell’1,8 per cento.

Sull’arco del quadriennio 2014-’17, in base agli ultimi dati, il valore aggiunto del settore manifatturiero italiano è aumentato cumulativamente del 10%, cioè oltre due volte e mezza di più del Pil (+3,8%): un incremento più o meno analogo a quello sperimentato dal commercio (+10%) e dai servizi di alloggio e ristorazione (+10,7%).

La manifattura, anche per il suo rilevante indotto, nonché per il suo maggior peso sul valore aggiunto totale rispetto agli altri due settori citati e per lo straordinario apporto dato al commercio estero, è stata il vero emblema della riscossa della nostra economia dopo la lunga crisi 2008-2013: il motore di un’Italia che non è affatto fanalino di coda in Europa ma la punta di diamante di quel mezzo nostro sistema economico (che abbraccia anche l’industria estrattiva, le attività artistiche, noleggi, leasing, ricerca del personale, agricoltura, attività immobiliari, attività legali, ingegneria) che ha saputo crescere in media del 7,4% nel quadriennio 2014-’17, cioè quasi il doppio del Pil.

Per contro, un’altra mezza Italia (che comprende l’intero settore pubblico, l’edilizia, il settore bancario e finanziario e i settori infrastrutturali e di servizio, dall’energia elettrica al gas, dai trasporti all’acqua e ai rifiuti) è addirittura arretrata un po’ nello stesso periodo, facendo registrare un -0,6% medio.

Se, dunque, il Pil italiano cresce poco, al di là del nostro calo demografico che molto ci penalizza rispetto agli altri Paesi Ue, non è perché l’Italia nel suo complesso non sa fare genericamente di più, come se essa fosse una sorta di pesante monolite, ma perché la nostra economia è divisa letteralmente in due, con metà del sistema produttivo che viaggia su livelli europei e l’altra metà che è ferma.

LA CRESCITA DEL VALORE AGGIUNTO
Valori concatenati, anno 2010, miliardi di euro e var.% rispetto al 2013. (Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Istat)

 
 

 

Prendere atto di questa spaccatura è molto importante se si vogliono attuare politiche che facciano crescere di più il Paese nella sua globalità, sostenendo con ancora più forza i settori che trainano l’economia (come hanno fatto il super ammortamento e il Piano Industria 4.0), ma anche affrontando i ritardi che frenano il resto del sistema produttivo (partendo da burocrazia, tempi delle autorizzazioni e della giustizia, digitalizzazione della Pa, servizi pubblici locali, centri per l’impiego, formazione professionale e istituti tecnici superiori).

La necessità di porre la manifattura sempre più al centro di un disegno di sviluppo dell’Italia (assieme al turismo e all’agricoltura di qualità) appare chiara non solo dai successi del settore manifatturiero nel suo insieme e delle sue industrie più performanti, tra cui i mezzi di trasporto (+42,8% in quattro anni, rispetto al 2013), i prodotti in metallo (+13,8%), la farmaceutica (+12,4%), la chimica (+12,3%) e l’alimentare (+9,9%), ma anche dalla spinta che la manifattura ha dato al nostro commercio estero in questi anni.

Infatti, il surplus manifatturiero italiano, oggi il quinto al mondo, è quasi raddoppiato in dieci anni, passando dai 53 miliardi di euro del 2007 ai 97 miliardi del 2017.

Nel contempo, la posizione finanziaria netta dell’Italia sull’estero, cioè il nostro indebitamento complessivo (pubblico e privato) con il mondo, grazie soprattutto ai miglioramenti della bilancia commerciale è migliorata considerevolmente, scendendo dal -23% del Pil del 2013 al -7% del 2017: un dato oggi di gran lunga migliore di quello del Regno Unito (-8%), della Francia (-20%) e della Spagna (-81%).

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 17:04

Bullfin, per la minaccia di ignorarmi ti invito a farlo subito, prima che ti possa dire che in genere la valenza di quello che scrivi è paragonabile a una caccola del mio gatto.

 

era per educazione che scrivevo così, vorrei farti notare che sei te che sei intervenuto ad esternare le tue solite puttanate da manuale delle giovani marmotte...

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 17:03

Ad ogni modo, adesso mi sono sfracassato la vallera a sentire tante stronzate, quindi andate gioiosamente affanculo tutti insieme al mercato che prezza il debito pubblico!

PS: andate 2 volte affanculo, la seconda perché un bond americano paga più del triplo di uno tedesco  e continuate a dire che il mercato prezza i titoli di stato.

Ma faciteme o ppiacere!

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 17:00

anti, tu hai seri problemi non solo psicologici ma anche logici, visto che per te è "il mercato" che prezza il debito italiano insieme a quello portoghese e spagnolo.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 16:59

Bullfin, per la minaccia di ignorarmi ti invito a farlo subito, prima che ti possa dire che in genere la valenza di quello che scrivi è paragonabile a una caccola del mio gatto.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 16:56

Drago, vallo a raccontare a Berlusconi che gli hanno fatto un colpo di stato con la spread (è sufficiente la testimonianza di Geithner)? 


 Last edited by: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 17:04, edited 1 time in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 16:31

MA Anti, cosa dici!...sulle scadenze brevi btp, shatz, etc... ci sono le casalinghe di Voghera della Carinzia.....

ma rob de mat!!!

 

Intanto grazie agli amici di Muschio rispetto a prima delle ferie un finanziamento alle imprese (non assistito da garanzie) ti costa 1 punto percentuale in piu' (azienda top rating)....zio can, fan culo Salvini, Giggino e compagnia cantando....

 

 


 Last edited by: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 16:32, edited 1 time in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: antitrader on Domenica 28 Ottobre 2018 16:21

Quando leggo di presunte "speculazioni" e presunti speculatori" (e altre idiorzie da bar)

mi faccio delle grasse risate.

Un mercato e' un posto dove tutti possono vendere e tutti possono comprare, non si

capisce per quale motivo chi vende e' uno speculatore e chi compra e' un bravo investitore.

Oltretutto, quando vendi qualcosa allo scoperto, prima o poi te le devi ricomprare, ergo,

l'effetto e' sicuramente neutro.

L'altra sera Fubini (noto acculturato) se la pigliava con Borghi con fare inorridito perche'

costri aveva fatto un meeting con i "fondi speculativi". Borghi lo mette subito a tacere

informandolo che tutti i fondi (e tutti gli operatori) sono "speculativi", ad esplicita

domanda di Borghi il pivello risponde che i fondi speculativi son quelli che vendono.

Ma rob de matt!

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: DRAGUTIN on Domenica 28 Ottobre 2018 15:43

Muschio

Le risposte di Bullfin ed Oscar sono corrette

Ciao

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 28 Ottobre 2018 15:42

Muschio denoti una totale ignoranza e tracottanza, te sei l'emblema come qualche blog e sito di internet possono rincoglionire le persone.

O stai zitto o ti ignoro definitivamente.. (altrimenti mi par di dare perle ai porci)...

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: antitrader on Domenica 28 Ottobre 2018 15:08

Compagno,

il debito pubblico "controllato"? Ma te sei andato fuori di zucca causa bizzarro libercolo.

Ancora un passo e finisci a pieno titolo in mezzo ai terrapiattisti.

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: muschio on Domenica 28 Ottobre 2018 15:00

Ma siete impazziti o fate sul serio??? Ma il debito pubblico italiano è controllato dal QE o dai famosi "mercati"?

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Domenica 28 Ottobre 2018 14:56

Muschio guarda che la risposta di Bullfin non è sbagliata, come direi che sia giusta anche quella tua. Io penso che sia un insieme delle due cose, ma non ho le conoscenze tecniche sufficienti per potero dire con sicurezza.