Il Problema è l'Europa

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: traderosca on Mercoledì 10 Aprile 2019 16:55

Fmi avverte l'Italia: "Debito continua a salire, peggio della Grecia. Serve tassa sulla prima casa e riforma delle pensioni"

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: XTOL on Mercoledì 10 Aprile 2019 16:50

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lmwillys1 on Mercoledì 10 Aprile 2019 16:07

apprezzo i tuoi sforzi di pensiero XTOL ... non so perché dici che qualsiasi cosa deve avere un prezzo o dove hai visto calare la fame nel mondo ( https://www.unicef.it/doc/8497/rapporto-onu-su-fame-nel-mondo-2018.htm ) ma comunque devo dirti che a me le parole welfare state piacciono ... vabbé, correggo ... state mica tanto :-)


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Re: Il Problema è l'Europa  

  By: XTOL on Mercoledì 10 Aprile 2019 15:39

vedo che siete tutti concordi sulla necessità del reddito di cittadinanza... io no

lo vedo come una specie di minimum wage perchè ovviamente spariranno tutti i posti di lavoro che non producono uno stipendio più alto del reddito in questione

questa vignetta mi sembra adatta:

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 10 Aprile 2019 14:59

Io sono chimico Morphy, non assumerei mai un ragazzo di 20 anni per fare il chimico. 

 

Hai necessità di tutto un background che acquisisci solo con l'età. Innanzitutto l'abitudine alla disciplina e allo studio che impari a scuola (purtroppo poce scuole oggi te la garantiscono). Poi la basi matematiche e fisiche che sono i fondamenti della chimica. Poi la chimica generale dove impari le proprietà fondamentali in base alle quali gli elementi si combinano fra di loro e la stochiometria, che non capirai mai fino in fondo se non conosci bene la matematica, la fisica, la chimica fisica e soprattutto la fisica quantistica, che ti richiedono anni di studio, generalmente il biennio e il III anno per chimica fisica II, non so se oggi le cose sono cambiate, un carico di studio enorme, che devi essere preparato ad affrontare. 

 

Te pensa che qualsiasi avvenimento chimico si basa su conseguenze dell'equazione di Scroedinger (gli orbitali e le valenze) e della distribuzione di Boltzmann. La sola Legge di Azione di Massa e le conseguenti costanti che ne derivano hanno bisogno di un grosso background fisico e matematico. Poi l’energia libera di Gibbs, l’entalpia e l’entropia, fondamentali per capire la direzione di una reazione, e ancora le proprietà dei gas e dei fluidi, la materia condensata, le transizioni di fase...

 

Poi c'è l'analitica, basata su metodi fisici che devi conoscere e soprattutto capire. E la sintesi organica, che è un campo che si inserisce sui precedenti e che ha bisogno di tutte le conoscenze pregresse. 

 

Poi una parvenza almeno di conoscenza di base: le applicazioni della chimica farmaceutica, della biochimica (se non conosci i principi della biologia non vai in punti posti), gli enzimi e i catalizzatori (anche lì, per capirli ti necessitano forti conoscenze di fisica, soprattutto termodinamica, e di nuovo, statistica e distribuzione di Boltzman), i coloranti (anche qui fisica a bestia, delle onde elettromagnetiche) e così via.

 

Un chimico che esce oggi da una laurea magistrale è *appena* formato. E di solito esce a 26 -26 anni. Un dottorato generalmente gli dà quel qualcosa in più che gli permettere di fare innovazioni. Di essere veramente incisivo nel avanzamento della chimica. Quindi 29 anni almeno.

 

Queste sono tutte cose che non fai a 16 anni.

 

A meno che tu non voglia un tecnico che ti mescoli le polverine e ti misuri il pH. Allora prendi quello uscito dall'ITIS a 18 anni. Ma è un'altra cosa che farà altre cose. Questo è bene che tu lo sappia.

 

Il ragazzo che dai all'ingegnere non diventerà mai ingegnere. Diventerà capomastro. Che è un'altra cosa. Un calcolo strutturale da lui non me lo farei mai fare.

 


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Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 10 Aprile 2019 14:51

Morphy> "Gano, sto sostenendo che la scuola rallenta l'istruzione e 25 anni per una laurea sono oggettivamente troppi, entro i 20 devi già essere nel mondo del lavoro, dopo sei vecchio..."

 

Dipende cosa sai fare.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: XTOL on Mercoledì 10 Aprile 2019 14:44

che ne dite di cominciare a vedere l'elefante in mezzo alla stanza?

premesso che il paradiso comunista rimane ben al di là dell'orizzonte degli eventi, cosa rende dirompente il passaggio a un'economia ad alto tasso di robotizzazione?

il delirio di debiti statali.

seguite il ragionamento:

1- robotizzazione spinta significa deflazione dei prezzi di qualsiasi bene prodotto tramite quella

2- qualsiasi sia la quantità di beni prodotti, avranno cmq un prezzo, non potendo in nessun caso soddisfare la domanda a prezzo zero (a prezzi che si abbassano corrisponde domanda che cresce).

3- prezzi bassissimi permetterebbero una vita decente anche a stipendi bassissimi (qualcuno ha notato che la fame nel mondo è drasticamente diminuita?)

4- e allora perchè i governi (attraverso le banche centrali) cercano disperatamente di impedire la deflazione dei prezzi e invece cercano di inflazionare?

perchè sono debitori seriali, del tutto incapaci di affrontare il risultato del non poter mantenere le loro promesse.

che lo sappiate o no, il vostro nemico è il welfare state

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: gianlini on Mercoledì 10 Aprile 2019 14:11

MA perchè, secondo voi,quelli che raccolgono l'insalata hanno li problema di essere entrati nel mondo del lavoro a 25 anni-???

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Morphy on Mercoledì 10 Aprile 2019 13:54

Gano, sto sostenendo che la scuola rallenta l'istruzione e 25 anni per una laurea sono oggettivamente troppi, entro i 20 devi già essere nel mondo del lavoro, dopo sei vecchio...

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 10 Aprile 2019 13:39

Morphy, la scuola ha dei limiti. Non può supplire al lavoro che dovrebbero fare le famiglie.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: gianlini on Mercoledì 10 Aprile 2019 13:28

Ma non sparare cagate Gianlini. Che hai mangiato, troppa peperonata ieri sera e hai fatto sogni agitati?

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Ma se sono andato a letto con la bellissima notizia sul calo di reati a Milano!  e vuoi che non mi incazzi se qualcuno evoca una "deflagrazione per rivoltare li sistema"? che lo mandi a quel paese mi sembra li minimo!

 

 


 Last edited by: gianlini on Mercoledì 10 Aprile 2019 13:30, edited 1 time in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lmwillys1 on Mercoledì 10 Aprile 2019 12:47

la scuola deve rimanere com'è, consentire ad ognuno di perseguire le proprie passioni, un poeta mai diventerà un ingegnere strutturale qualunque cosa gli insegni e qualunque tempo impieghi nella sua educazione il famosissimo eccellentissimo tecnicissimo

è stupido continuare a parlare di lavoro, bisogna parlare di distribuzione della ricchezza, di benessere, di società, di realizzazione degli individui, un essere umano si sente bene oggi e domani se fa quello che vuole fare e gli piace ... la società attuale è evidente sia un totale fallimento quindi va sostituita

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Morphy on Mercoledì 10 Aprile 2019 12:15

Tutta la preoccupazione sta nel fatto che si crede che non sia possibile una riconversione del lavoro. Nel 900 il settore che più a subito gli effetti dell'automazione è stata proprio l'agricolutra e non mi sembra che ci siano poi stati troppi problemi. Anzi mi sembra che la qualità della vita sia migliorata. Il fatto è che allora chi veniva espulso dai campi aveva più o meno le capacità per integrarsi nelle nuove industrie nascenti. La scuola stessa era tarata sulle necessità delle industrie e più che altro tendeva a dare quell'istruzione che permettesse agli analfabeti di parlare in modo capibile e a leggere e scrivere. Frequentare una scuola significava avere le armi per non essere infinocchiati dai soliti acculturati.

 

Oggi la scuola è rimasta a grandi linee quella di allora ed è una scuola che non è assolutamente adatta per preparare i ragazzi al loro futuro. E da qui giustamente nascono le nostre paure, nascono cioè dalla consapevolezza che non esiste una nuova generazione in grado di dare un nuovo impulso all'innovazione. Complimenti al figlio di Gano che sta studiando per produrre in futuro nuove tecnologie che ci solleveranno ancor di più dalla fatica del lavoro (per cui tanto di cappello), ma purtroppo per lui (il figlio), pur non conoscendolo posso dire che se ha frequentato le scuole italiane (quelle estere cambiano di poco) è stato pure lui vittima dell'assoluta inadeguatezza delle stesse. Con una scuola diversa le skills che probabilmente raggiungerà a 23 anni le avrebbe potute benissimo raggiungere a 16 anni (e scusate se è poco). E questo avrebbe fatto una bella differenza non solo per lui ma per tutto il sistema paese. In questo senso si che allora potremmo smettere di preoccuparci per il futuro, perchè chi sostituirebbe la nostra generazione avrebbe delle capacità molto superiori alle nostre. Anche perchè oggi possono usufruire di mezzi che noi manco immaginavamo.

 

Per certi versi si procede si in questo senso, ma si procede a velocità ridotte e non sufficienti per assorbire gli inoccupabili i disoccupati che la scuola crea. Il principale motore delle società moderne (al netto di eventuali guerre atomiche) saranno le scuole le quali dovranno essere adatte alle sfide del futuro. Riformare la scuola italiana è praticamente impossibile perchè, oltre ai mille problemi sindacali legati ai posti di lavoro, è composta per il 99% da personale che semplicemente non ha le conoscenze adatte. In una società tecnocratica quale è oggi e quale sarà sempre di più domani, la cultura di tipo umanistico ha fatto il suo tempo (adattatevi a questa semplice verità). Non è più nemmeno cultura, è solamente una cosa per certi aspetti ridicola. Fin dalle elementari i posti da insegnante dovrebbero essere assegnati a tecnici, ingegneri, elettronici, chimici, matematici, fisici etc, in modo che si possa così da subito creare un ambiente culturalmente all'altezza per cui fertile. Allora si che potremmo vincere le sfide. Ma purtroppo messi come siamo messi l'unica speranza che ha uno studente è quella di diventare un pessimo studente (pessimo per la scuola ovvio) e sperare di avere un genitore che fin da ragazzo lo faccia smanettare su qualcosa di sensato.

 

Un ingegnere strutturale famoso diceva: datemi un ragazzo senza nessuna cultura e in sei mesi di lavoro al mio fianco gli trasmetto tutte le capacità necessarie e sufficienti per diventare un ottimo ingegnere. Il metro di misura che dovremmo utilizzare oggi per misurare le nostre scuole (per cui il nostro futuro) dovrebbe essere il metro di questo ingegnere. Il resto sono tutte chiachciere da bar...

 


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Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 10 Aprile 2019 11:49

Ma non sparare cagate Gianlini. Che hai mangiato, troppa peperonata ieri sera e hai fatto sogni agitati?

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: gianlini on Mercoledì 10 Aprile 2019 11:16

Chissenefrega? certo per chi abita in un altra nazione, l'unica cosa interessante è la "deflagrazione del sistema", così da potersi ricomprare un po' di roba per due soldi!

chissenefrega se qualcun altro ci va di mezzo!?

 

ah già, non prima però di aver espresso una ideale vicinanza ai "milioni di italiani" che non lavorano nei campi a raccogliere pomodori o insalatam ma vengono soppiantati dagli immigrati stagionali......tanto ideale che poi si rallegra del figlio che guadagnerà molto più di loro togliendogli il lavoro con suo software....

direi....impeccabile quanto ad ipocrisia!


 Last edited by: gianlini on Mercoledì 10 Aprile 2019 11:19, edited 2 times in total.