Il Problema è l'Europa

Gli economisti italiani insistono a chiedere all'Europa, ma quelli esteri dicono che l'Italia può crearsi una sua moneta  

  By: G.Zibordi on Venerdì 29 Giugno 2018 12:08

 

 

Tre degli economisti più noti in Italia, Francesco Giavazzi Lucrezia Reichlin e Luigi Zingales, hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Conte sulla “dichiarazione di Meseberg” della settimana scorsa, in cui Macron e la Merkel avrebbero concordato delle proposte che rafforzino l’Euro e l’Eurozona secondo quello che leggi sui giornali.

I nostri economisti chiedono nella loro lettera al nuovo governo “populista” di eliminare “ogni dubbio sull’impegno dell’Italia” per restare nell’Euro, di apprezzare lo sforzo franco tedesco e avanzare anche proposte da parte dell’Italia.

 

Non menzionano però che la proposta che è più cara agli economisti e partiti fedeli all’Euro in Italia, i famosi “eurobonds” (titoli di stato comuni tra tutti gli stati), di cui da anni sentiamo parlare come la soluzione ai problemi di spread e default, la "dichiarazione di Meseberg” li esclude

Nonostante la Commissione UE li abbia in qualche proposti, la Germania li ha esclusi in modo fermo a Meseberg, come ha notato il Financial Times ad esempio. che Giavazzi, Reichlin e Zingales forse non leggono perchè elegantemente glissano sullo smacco.

Riguardo all'altro punto cruciale della "solidarietà" europea, il bilancio comune per gli investimenti e altra spesa comune per far convergere le economie, non c’è nella proposta franco-tedesca nessun numero e dettaglio specifico

Come si sa, per ora il budget comune comunitario è i’1% del PIL e negli USA il 22% del PIL per cui è irrilevante in termini di politica economica.  Anche qua, se leggi la stampa finanziaria inglese, impari che Olanda, Finlandia e Austria e altri governi minori (12 in totale) hanno già detto che sono contrari, per cui la Germania si può permettere vaghe dichiarazioni di intenti perchè sa che poi i suoi alleati si incaricano di bloccare il budget comune. Se c’erano altri dubbi, il Ministro delle Finanze ha subito detto “Il bilancio dell’Eurozona ha un certo valore simbolico e comunicativo, ma non uno sostanziale. Bene ha fatto la cancelliera a dare il suo sostegno”  cioè, è solo un gesto simbolico.

 

Anche il Wall Street Journal ha sintetizzato “Macron è tornato a mani vuote”. Giavazzi, Reichlin e Zingales si dilungano su altre cose secondarie, ma senza mettere in comune parte del debito pubblico (come appunto si proponevano gli “eurobonds”) e senza mettere in comune un bilancio pubblico di spesa, il piano franco-tedesco è vuoto di contenuto per l’Italia.

 

Ricordiamo allora qual’è il problema vero dell’Austerità e dell'Euro. L’Italia, negli ultimi dieci anni, ha perso un 20% della produzione industriale, gli investimenti sono calati del 25% circa, ci sono 180 mld di crediti marci nelle banche italiane, il reddito medio pro capite è calato dell’8-9% (e per alcune fasce più deboli del 20%, con 5 milioni di persone in povertà assoluta), la natalità degli italiani è crollata ai minimi del mondo, 300mila figli l’anno, mentre i decessi sono 620 mila e 110mila giovani l’anno emigrano. Questo è il mondo reale in cui la maggioranza degli italiani vivono.

 

 

Forse per i segmenti di popolazione italiana garantiti qualche gesto “simbolico” come dice Schauble, lodato negli editoriali di Giavazzi, che era consigliere economico della Commissione UE fino al 2010 e  Lucrezia Reichlin che era capo economista alla BCE quando imponevano l’austerità e che ora siede nel CdA di Unicredit, sono sufficienti per rassicurarsi.

C’è intatti una fascia di popolazione garantita, ad esempio chi ha ricchezza finanziaria l’ha mantenuta grazie al fatto che ad esempio i Btp hanno reso in media circa un 70% tra cedole e apprezzamento, grazie alle politiche della BCE di acquisto massiccio di circa 700 miliardi di Btp.

 

Ma questi rendimenti enormi dei Btp sono stati pagati con l’Austerità che serve a garantire i creditori. La BCE ha infatti comprato e fatto comprare alle banche italiane e Bankitalia 700 miliardi di Btp, solo a condizione che il governo di Monti e poi Renzi imponesse l'austerità, che ha prolungato la depressione in cui versa gran parte dell'economia italiana.

 

Il mondo in cui vivono i prof. di economia, che siedono anche nei consigli di amministrazione di banche, assicurazioni, grandi aziende o hanno incarichi presso la UE e firmano le lettere sul Corriere è diverso dal mondo reale in cui vivono la maggioranza degli italiani, quelli che hanno votato e mandato al governi Salvini e Di Maio

 

E li hanno mandati al governo perchè hanno promesso di ridurre le tasse e spende per 130 miliardi in più, come indicato nei programmi della Lega e del M5S e riaffermato nel loro "contratto". Ma per farlo occorre che l’italia esca dai vincoli dell’Euro. Il modo più pratico, come ha scritto proprio in questi giorni un altro economista dal’’America, Joseph Stiglitz, è che “con la Lega al potere, Matteo Salvini, può mettere in pratica, quello che altri governi più deboli hanno avuto paura di fare.

 

L'Italia è abbastanza grande come economia e ci sono abbastanza economisti creativi, da essere in grado di gestire una un uscita de facto, istituendo una seconda moneta a cambio flessibile e riportando così la prosperità Questo sposterebbe l’onere di un eventuale uscita de iure con tutte le sue conseguenze su Francoforte e Bruxel e l’Italia potrebbe contare su una situazione di paralisi della UE per evitare la rottura finale (e continuare con una seconda moneta”

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Venerdì 29 Giugno 2018 20:43, edited 8 times in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Mercoledì 27 Giugno 2018 20:27

Ma... ma... come è possible? Ma è vero quello che sento? La Germania con l’Euro e la moneta unica sconfitta dalla Corea con il wonnetto e la banca nazionale sovrana? Ma com’è possibile? Ma se ci avevano detto che la moneta unica.... 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lutrom on Domenica 24 Giugno 2018 18:58

Interessante testimonianza, Gano!

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: shera on Domenica 24 Giugno 2018 17:46

Giustissimo per un genitore mandare il figlio alla scuola migliore, come scegliere insieme lo sport da praticare o dove andare per il weekend.

Giustissimo fargli conoscere il dipendente statale assenteista e il compagno di classe zanza o la ragazza che si prostituisce al gabinetto in cambio di una ricarica del telefono.

Ora però la scuola (fatta eccezione per gli orfani) deve essere il 10% dell'educazione, il 90% è la famiglia.

Chi pensa che sia colpa di un arabo questo fatto di cronaca si sbaglia, la colpa è dei suoi genitori, la hanno uccisa loro con la loro educazione... un tempo si diceva di non accettare caramelle dagli sconosciuti, non sperate che lo insegni la maestra come facevano ai nostri tempi, anzi gli insegnano che gay è bello.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Bullfin on Domenica 24 Giugno 2018 17:07

Metti questo + l' insegnante di italiano che passa il tempo a raccontare dei cazzi che succhiano lei e sua figlia quando vanno in vacanza e hai fatto il teatrino

 

 

scusa mi dici dove vanno in vacanza e come si chiamano :).... ?

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 16:58

Allora te lo dico io, perché mio figlio ha fatto due anni di metodo Ørberg, prima che lo togliessi di lì. Praticamente non studiano le declinazioni (al secondo anno non sanno nemmeno la prima), non studiano i verbi ma in compenso devono imparare a memoria dialoghi in latino lunghissimi. Ricordo mio figlio passare le nottate a ripeterli. Poi sulla base di questo apprendimento mnemonico del latino devono provare a fare dialoghi tra di loro: per esempio, "oggi cosa hai mangiato?" e  il compagno deve rispondere "oggi ho mangiato lenticchie con i ceci".

 

Roba da manicomio. Metti questo + l' insegnante di italiano che passa il tempo a raccontare dei cazzi che succhiano lei e sua figlia quando vanno in vacanza e hai fatto il teatrino. Da una scuola così mio figlio l'ho tolto e l'ho messo allo scientifico tecnologico. Peccato per quello di matematica che era bravo (l'unico). Ora non fanno il latino ma al suo posto fa informatica e si diverte, e gli altri insegnanti sono ok. Eppure il grande aveva fatto la stessa scuola ma in una sezione diversa e si era trovato bene (professore di latino molto esigente, gli dava da fare versioni di Cicerone come niente fosse).

 

Alla scuola pubblica è questione di culo, puoi capitare nelle sezioni/scuole buone come in quelle governate da pazzi. E' il sistema pubblico, professori bravi e ciuchi tutti insieme appassionatamente e senza controlli. E nelle sezioni "buone" se sei bravo vai avanti se non sei bravo ti lasciano solo come un ebete. Ho visto figli degli amici miei lasciati soli come fossero cretini irrecuperabili e poi riprendersi completamente una volta che sono stati messi alle scuole private, dove i professori li seguivano.


 Last edited by: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 19:48, edited 4 times in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lutrom on Domenica 24 Giugno 2018 15:34

Sinceramente questo metodo me lo proposero quando insegnavo latino, ma sinceramente non ricordo bene i dettagli: comunque considerata l'utenza del liceo periferico (non classico) dove insegno, non mi sembrò adatto; sinceramente a me neanche piaceva...

Certo, potrebbe avere qualcosa di positivo (insegnare il latino un po' come fosse una lingua viva), però, ripeto, a me il latino è sempre piaciuto perché appunto lingua morta... Poi perdere ore ed ore di tempo (da sottrarre alla mia famiglia) per avere solo, FORSE, soddisfazioni morali, sinceramente sono stanco, sono anni che nella scuola vado avanti a soddisfazioni morali (e chiacchiere): diceva un prete scemo delle mie zone, quando la gente faceva poche offerte, che la sua auto non andava né a Padre nostro né ad Ave Maria.

Mia moglie lavora (e guadagna poco), io lavoro e guadagno non molto, tempo poco, due figli, mutuo da pagare, quasi nessuno che ci aiuta, tutto sommato comunque non sto male, ma se non fosse per quello che quel somaro da lavoro di mio padre mi ha lasciato (mia moglie non è di famiglia ricca), adesso  starei quasi a pane e cipolla: e questo mi fa molto riflettere...

Un tempo l'importanza del latino era sopravvalutata, oggi è sottovalutata: è un po' come per molte altre cose; per esempio un tempo le donne avevano troppo pochi diritti, oggi invece è il contrario; una volta la scuola era troppo severa, oggi spesso è diventata una pagliacciata.

Quelli che dicono che il latino non serve, è come quelli che dicono che sarebbe preferibile eliminare il Colosseo o la Cappella Sistina e mettere al loro posto dei bei parcheggi!


 Last edited by: lutrom on Domenica 24 Giugno 2018 15:36, edited 1 time in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 15:04

Lutrom, non mi hai ancora risposto di cosa ne pensi del metodo Ørberg.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lutrom on Domenica 24 Giugno 2018 13:30

Molto bello e vero quest'ultimo intervento di Anti (tranne qualche particolare secondario)!

Naturalment quando i cialtroni-ladri sono i banchieri e relativi soci, allora Anti fa finta di non vedere (Monti, per esempio, è un sommo somaro, da un punto di vista accademico e non solo; quelli del Fondo monetario sono dei malviventi e così la maggior parte, o quasi tutti, i banchieri, ecc.).

Gano, hai ragione, la scuola pubblica è un terno al lotto, io sostanzialmente mando i miei figli lì affinché imparino a campare (e vedere che esistono prof. dementi, compagni che ti rubano i soldi sotto il banco, compagne puttane e SOPRATTUTTO stronzissime, ecc.: infatti a casa i miei figli imparano cose troppo oneste). Però un docente non può fare quel che vuole: a zappare, cosa che servirebbe a molti, non li puoi mandare; in compenso un docente può fare MOLTI danni, e la cosa peggiore di essere un buon/ottimo docente è che nessuno ti valorizza né ti paga di più (anzi, spesso i somari fanno progetti, leccano, ecc., e quindi guadagnano di più). Se 

Se dopo anni di esperienza (come nel mio caso) sei riuscito a comprendere qualcosa del tuo lavoro ed a fare qualcosa di buono, non puoi finalmente anche godere di qualche "rendita" per le tue capacità  (soldi, ecc.) come per esempio alcuni dei medici da cui vado, ma devi stare lì a sopportare somari e dementi (colleghi, presidi, ecc.) che legalmente contano come te, e non puoi neanche mandare tutti a fancul. come i suddetti medici che hanno mandato a fancul il lavoro come medico della mutua o come ospedaliero ed adesso lavorano solo privatamente.

Ha perfettamente ragione Tuco: un altro problema è che non tutti sono intelligenti, eppure la scuola del politicamente corretto vuole che si insegni come se tutti (più o meno) lo fossero: il mantra delle mie colleghe (mammismo) é: sono dei bravi ragazzi, non studia ma potrebbe fare molto di più.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: antitrader on Domenica 24 Giugno 2018 12:36

Ai miei tempi uno degli assi portanti della scuola era la "liberta' di insegnamento" che aveva l'insegnante.

Sembra incredibile ma la cosa funzionava, perche' funzionava? Perche', ai tempi, a nessun insegnante sarebbe saltato in mente di scmbiare la liberta' di insegnamento con la liberta' di non fare un cazzzzz.

Col dilagare della cialtroneria, il legislatore, anche e soprattutto, per far finta di fare qualcosa, ha dovuto mettere vincoli, paletti e norme col risultato che l'insegnante pensa solo a pararsi le chiappe contro eventuali provvedimenti sanzionatori.

E' esattamente quel che e' successo nell'economia, quando hai il 100% degli appalti truccati poi il legislatore ti appioppa Cantone il quale, oltre a costare un botto, ti mette altri vincoli, in sostanza un altro strato di burocrazia, e cosi' si arriva a un risultato opposto a quello che si voleva ottenere, vale a dire che fare l'imprenditore diventa un'attivita' che si confa' solo ai delinquenti che non temono di finire in galera.

Un po' come e' successo nella politica, se fai il sidaco anche di un piccolo comune, devi mettere in conto di finire sotto processo per cui, chi non vuole casini, ne sta alla larga, e cosi' la delinquenza si ritrova con un'autostrada spianata.

Quando la cialtroneria supera il livello di guardia non basta piu' nemmeno un ricambio generazionale per porre rimedio (in genere i figli sono peggio dei padri), quel che puo' porre rimedio e' solo una ricambio "razziale".

Quando si dice che "la fauna non e' piu' compatibile con l'ambiente".

 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 12:12

Tuco> "ma se ti nasce un Balotelli... "

 

 

Ahahahah!!!!!!!!

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Tuco on Domenica 24 Giugno 2018 12:05

<<<<Morphy dice cose interessanti (pur con esagerazioni): però, al di là della somaraggine di diversi (non pochi...) insegnanti, va detto che è vero che la gente affida il pupo alla scuola, ma va anche detto che il docente deve rispettare norme su norme, regole su regole (spesso assurde!), ha le mani legate (io un ragazzo somaro che non ha voglia di fare un c... né al liceo moigliore né al professionale migliore non posso mandarlo a zappare giù all'orto o a pulire i cessi, dicendogli a muso duro che o fa queste cose o non mangia per un giorno: mi arresterebbero subito!! Eppure questo sarebbe il vero intervento didattico da fare, oltre a fare lo stesso coi genitori che quasi sicuramente sono i responsabili di tanta sciagura).>>>>

 

Nessuno prende in considerazione il fatto che esistano limiti hardware, come QI e come comportamento, ciò mi sembra eccessivamente "politically correct"...

 

Ragazzi, c'è chi non ci arriva, non sono certo la minoranza, e non ci si può fare molto.
Si indirizzano verso mansioni adeguate e ci se ne fa una ragione...

Senza andare a cercare scuole private, gesuiti, ecc. ecc.

 

I ragazzi di Gano, probabilmente prendono quei voti perché hanno un buon DNA e hanno ricevuto un'educazione correttamente orientata of course,

ma se ti nasce un Balotelli... hai voglia a insistere e picchiare...

 

 

 


 Last edited by: Tuco on Domenica 24 Giugno 2018 12:08, edited 2 times in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: lutrom on Domenica 24 Giugno 2018 11:42

Morphy dice cose interessanti (pur con esagerazioni): però, al di là della somaraggine di diversi (non pochi...) insegnanti, va detto che è vero che la gente affida il pupo alla scuola, ma va anche detto che il docente deve rispettare norme su norme, regole su regole (spesso assurde!), ha le mani legate (io un ragazzo somaro che non ha voglia di fare un c... né al liceo moigliore né al professionale migliore non posso mandarlo a zappare giù all'orto o a pulire i cessi, dicendogli a muso duro che o fa queste cose o non mangia per un giorno: mi arresterebbero subito!! Eppure questo sarebbe il vero intervento didattico da fare, oltre a fare lo stesso coi genitori che quasi sicuramente sono i responsabili di tanta sciagura).

Per tornare all'esempio dell'auto, è come se uno affidasse un'auto ad un carrozziere che magari è  pure un po' somaro e gli dicessi: fai un buon lavoro, ma usa solo vernici biologiche certificate, non entrare dentro l'auto perché potresti sporcarla, segna passo passo ogni minimo intervento che fai, l'auto non deve "soffrire", ecc. ecc. Secondo voi il carrozziere magari pure somarello potrebbe fare un buon lavoro?? E se fosse bravo lo potrebbe fare??

Nella scuola c'è troppa burocrazia e SOPRATTUTTO troppa rigidità. Tutti costretti allo stesso numero di ore, tutti costretti a stare in classe per gli stessi tempi, pochissima personalizzazione, rigidità tra le discipline, mancanza di cose alternative (è inutile mettere inutili note, il ragazzo indisciplinato per esempio dovrebbe andare a pulire il bagno, ecc.), troppo "mammismo", troppa teoria anche nei professionali, docenti valutati solo con concorsi teorici ma nessuno che vede in PRATICA 'sto tizio cosa fa in classe (è come se mandassero ad operare gente che non ha mai visto una goccia di sangue ma solo tonnellate di libri), poco lavoro di squadra (e colleghi incapaci di farlo, troppo spesso), ecc. ecc.

Purtroppo il problema di fondo è il seguente (risolvibile talora con ottime scuole medie ed elementari private -ma evitando come la peste le superiori private-): le cose di massa non possono MAI essere cose di qualità. E' come se vai al supermercato magari pure discount e pretendi di trovare il polletto allevato dalla contadina in mezzo ai campi ed ai prati nutrendosi solo di cose naturali... Ciò significa che la scuola pubblica non potrà quasi MAI essere di qualità, tranne eccezioni: potrebbe migliorare (non subito), ma mai raggiungere livelli veramente alti. 

Se io fossi miliardario, metterei su a Milano o Roma, ma è preferibile Milano, un istituto superiore privato seguendo le suddette regole (con firma liberatoria dei genitori, ecc.):  anche lavori fisici  come punizione, ore di lezione variabili secondo lo studente, docenti preparati in pratica e non solo in teoria, meno ore di lezioni frontali, uso TALORA  delle nuove tecnologie per far apprendere (se un ragazzo odia i libri e sceglie il percorso lavorativo per esempio per fare l'operaio specializzato, però deve comunque apprendere qualcosa per esempio di storia, ebbene sarà aiutato anche vedendo film interessanti di storia), massima personalizzazione, meno materie (è inutile avere 10 insegnanti di materie umanistiche per esempio, ne basta uno che fa le cose più belle ed interessanti, scartando le cose ultrapallose), anche lavoro vero (non l'alternanza scuola lavoro ridicola che si fa nelle scuole), ecc, Questi sono solo spunti, ci sarebbe anche dell'altro, e gli spunti sono detti anche in maniera sintetica per cui magari sono poco chiari. 

 

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 11:32

Gianlini, penso che dipenda dalla scuola. Al liceo ho visto ragazzi, che alle pubbliche erano in situazioni veramente disastrose, con i genitori disperati e convinti che i figli non potessero continuare gli studi, cambiati completamente dal giorno alla notte una volta che hanno messo piede nella scuola privata. 

 

Classi piccole e ogni studente seguito quasi personalmente, con continui feedback fra insegnanti e genitori, con percorsi spesso anche personalizzati. Insoma questi che erano considerati "somari" a tutti gli effetti, hanno tutti finito bene il liceo, con buoni voti alla maturità e sono ora all'università. Nonostante che quella che conosco meglio si chiami Sacro Cuore, dove vanno molti dei figli di amici miei, non è più di preti. E' un ex scuola religiosa presa in mano da una cooperativa laica. Probabilmente uno fra i migliori licei scientifici che ho visto (e nemmeno troppo cara, ma i soldi spesi per i figli sono quelli spesi meglio). 

 

L'ambito delle scuole private è estremamente vario e il genitore deve fare scelte attente e accurate. Spesso (anche se non sempre) le scuole cattoliche sono fra le migliori.  A Firenze ci sono per esempio gli Scolopi che sono ottimi. Un amico mio spostato per lavoro a Palermo ha mandato il figlio al Liceo Classico Gonzaga (ex Centro Educativo Ignaziano dei Gesuiti) con risultati a sentir lui stupefacenti. Poi è vero, ci sono le scuole diplomifici, ma non mi riferivo a quelle. La scelta è molto ampia.

 

 


 Last edited by: Gano di Maganza on Domenica 24 Giugno 2018 12:28, edited 9 times in total.

Re: Il Problema è l'Europa  

  By: gianlini on Domenica 24 Giugno 2018 09:47

Alle medie una scuola privata non è una cattiva idea. Alcune di buone effettivamente ci sono e di solito evitano i problemi di turbolenza tipici dei ragazzini di quell'età.

Da evitare assolutamente al liceo.Lì si trasformano in un diplomificio in cui impari la metà di quello che impari in un liceo pubblico.