Anca ogi g'han ciapà Binladen, l'ISIS...

 

  By: XTOL on Venerdì 08 Luglio 2005 16:27

qualcuno ha il coraggio di dire, se lo sa, chi è il nemico? ------------------------------ non mi pare ci voglia un gran coraggio. il nemico è colui che ti contende una risorsa. quando la contesa è politica lo chiamiamo concorrente, quando diventa violenta lo chiamiamo nemico, ma è sempre lui. ogni volta che qcn vuole una quantità di un bene finito maggiore di quella che vuole lasciare agli altri (il che in natura accade continuamente), ecco che si costruisce un nemico. se poi quel bene è scarso, importante e in calo di disponibilità, la politica si fa con le armi (in questo l'umanità non ha mai mostrato la benchè minima fantasia). questa guerra è particolarmente ovvia: biologicamente parlando si combatte per il petrolio (la risorsa) e per le donne (il chador non è un vezzo religioso). ecc... arrivano i dati

 

  By: Moderator on Venerdì 08 Luglio 2005 16:19

quel nucleo di gruppi culture e religioni come -i Wahabiti che vogliono il ritorno alla purezza originaria dell'islam -i Salafiti ,che fanno differenza solo fra "credenti " e "non credenti" -La religione islamica che è enormemente "normativa" e quindi irriformabile (secondo me). -Tutti sono contrari all'occidente. -Influenza del nazismo e creazione negli anni 30 del Panarabismo e poi antisionismo. -la Jihad , più o meno interpretata come guerra o difesa o sforzo contro l'Occidente. -Gli interessi petroliferi dei vari sceicchi e dittatori -la povertà creata da questi e il risentimento dirottato sempre da questi contro l'occidente invece che contro di loro -il tutto crea gruppi e gruppuscoli con elementi rivoluzionario-religiosi frammischiati ,con consenso da rivalsa di masse con cultura e mezzi inadeguati, in un mondo arcaico di satrapi , dittatori , sceicchi ,poteri religiosi ,che strizzano l'occhio a destra e a sinistra per stare a galla. dopo questo ultra-sunto penso che il problema si risolverà quando scoppierà il conflitto nell'ambito loro. Per ora non si muove paglia. Lo dico perchè la gente si aspetta che i musulmani moderati dei paesi arabi prima o poi insorgano contro i fondamentalisti , ma in realtà la gente farebbe meglio a chiedersi : Com'è che i musulmani moderati nei paesi occidentali , liberi , non insorgono mai contro i paesi arabi fondamentalisti? (a parte qualche piccolissima eccezione da considerare tale )

 

  By: gianlini on Venerdì 08 Luglio 2005 15:21

qualcuno può rispondere a questa banale domanda: ma chi è il "nemico"?? perchè una volta c'erano le BR e sapevi cosa volevano poi c'era l'IRA e sapevi cosa voleva l'ETA è forte forse un po' meno di prima, ma sai cosa vuole, guardi più in là e trovi OLP, Hamas e la Jihad islamica e sai benissimo cosa vogliono i ceceni sai molto bene cosa vogliono ma questi, chi sono, cosa vogliono, chi rappresentano??? perchè se per esempio pensiamo che sia un'emanazione di una parte o di tutta l'Intellighenzia islamica araba, la gente non può contemporaneamente condannare il terrorismo ed ospitare ad esempio egiziani, siriani, palestinesi o iraqeni se pensiamo che sia un gruppo di fanatici senza altro in mente che terrore e morte (ipotesi piuttosto improbabile), allora sappiamo che sarà questione di tempo e tutto si sopirà, per mancanza di vera ispirazione qualcuno ha il coraggio di dire, se lo sa, chi è il nemico?

 

  By: Moderator on Venerdì 08 Luglio 2005 11:22

Finalmente non lo si può criticare. ----------------------------------- ===BERTINOTTI: GUAI A DIRE CHE BLAIR SE L'E' CERCATA INTERVISTA A REPUBBLICA 8 Luglio 2005 8:44 ROMA (ANSA) (ANSA) - ROMA, 8 lug - "Guai a dire che Blair se l'é cercata. Qualunque sia la responsabilità di uno Stato, qualunque sia la scelta di un governo, niente giustifica il partito del terrorismo che distrugge vite umane, che è inumano, come la guerra", dice il leader di rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, intervistato da REPUBBLICA. E' il terrorismo che alimenta la guerra o viceversa? chiede il quotidiano diretto da Ezio Mauro. "Io non vedo questo collegamento - risponde Bertinotti -. Per la guerra e per il terrorismo ci vogliono due volontà politiche indipendenti. (...) Il terrorismo non nasce dalla povertà del mondo, ma da una scelta che si fa partito, con una sua strategia, i suoi mezzi, la sua economia. Le condizioni economiche - sottolinea - sono una concausa della crescita terroristica". (ANSA).

 

  By: GZ on Giovedì 07 Luglio 2005 21:55

Una tipica risposta inglese " - I tell you what, if this is an "Islamic" terrorist attack, they're doing a piss-poor job. The pubs are all packed out, people sipping their pints happily, all a tad pissed off, but basically fine with it. Nice one, Al Quaeda - you profess to be from a teetotal religion, and you've given the pub trade a massive mid-week boost..." Per chi sia interessato a leggere resoconti di prima mano da parte di Blog inglesi in loco con testimonianze dirette c'è ^l'ottimo UK Blog Aggregator#http://aggregator.weblogs.co.uk^

 

  By: lutrom on Sabato 19 Febbraio 2005 20:31

Non sono in grado di valutare quel che si dice nel seguente articolo, comunque lo riporto per chi possa essere interessato. ---------------------------------------------- Fonte: www.lescienze.it 18.02.2005 Il terrorismo globale segue una legge matematica Due ricercatori hanno stimato la probabilità di un evento di determinata gravità Gli atti estremi di terrorismo potrebbero essere più comuni di quanto si pensi: lo suggerisce una ricerca di due studenti di informatica dell'Università del New Mexico. Aaron Clauset e Maxwell Young hanno scoperto che la frequenza e la gravità degli attacchi terroristici - quest'ultima definita dal numero di morti più il numero di feriti - sono correlati attraverso una legge esponenziale. I risultati indicano che entro sette anni potremmo assistere a un nuovo atto di terrorismo paragonabile a quello dell'11 settembre 2001. Clauset e Young hanno analizzato un database che contiene i dettagli di oltre 19.900 eventi terroristici verificatisi in 187 paesi fra il 1968 e il 2004. Secondo il database, gestito dal National Memorial Institute for the Prevention of Terrorism (MIPT), in 7.088 di questi eventi è rimasta uccisa o ferita almeno una persona. I ricercatori hanno scoperto che la probabilità di un evento di gravità di x o superiore risulta proporzionale a x-a, dove il parametro a corrisponde a un valore vicino a due. Inoltre la distribuzione non presenta code significative. Secondo Clauset e Young, i risultati indicano che eventi estremi come l'11 settembre non sono eccezioni isolate ma fanno parte di uno schema generale degli attacchi terroristici caratterizzato da invarianza di scala. Lo studio è disponibile online: ^cliccaqui...#arxiv.org/abs/physics?0502014^

 

  By: alces3 on Lunedì 07 Febbraio 2005 19:24

lo sapevo che gira e rigira si arriva tutti a condividere il pensiero di Ashleigh Brilliant "Vorrei meno corruzione o più occasioni per parteciparvi" .............. ma per favore un pò di rispetto per chi LAVORA davvero, se mi sbaglio allora alzi la mano chi fra i 33 lettori di questo forum ha mai lavorato per davvero un solo giorno in vita sua!

 

  By: Gilberto on Venerdì 04 Febbraio 2005 21:53

Perchè dovrei sentirmi in colpa a desiderare di non pagare le tasse per mantenere lautamente questa gente qua ? --------------------------------------------------------- Che strano punto di vista sentirsi in colpa per desiderare di non dare i soldi prodotti in un anno di lavoro VERO , a una masnada di incompetenti nullafacenti statali che si credono i numeri uno della situazione ...... Io mi sento in colpa a mantenerli ....

 

  By: Moderator on Venerdì 04 Febbraio 2005 21:34

c'è chi non riesce a ciapà Binlade e chi quando ce l'ha in prigione lo libera. La sinistra e pacifisti avevano predicato la suprema ed unica via della strada dell "intelligence ".Intelligence...intelligence..con fare saputo e ultrademocratico . Poi l'intelligence gli porta arruolatori di Kamikaze , di associazione riconosciuta ufficialmente dall'ONU come terrorista(è nella lista stilata dall'Onu) , quindi non guerriglieri,e li liberano .Il ministro degli interni li vuole almeno espellere e trovano il cavillo per tenerli LIBERI .(altri magistrati a Brescia hanno interpretato diversamente ,a riprova che è la legge ad essere soggetta ai giudici e non viceversa). Perchè dovrei sentirmi in colpa a desiderare di non pagare le tasse per mantenere lautamente questa gente qua ?

 

  By: DOTT JOSE on Venerdì 04 Febbraio 2005 20:00

da questo a rivincita degli sciiti e del leader al Sistani La vittoria dell'ayatollah iraniano nel 26esimo anniversario del rientro in Iran di Khomeiny. Il voto visto da Sadr city, regno del ribelle Muqtada, dove c'è chi ha persino votato Allawi, uomo «laico e forte». Ma l'obiettivo di tutti è il ritiro Usa. Sullo sfondo, l'ombra dello stato islamico GIULIANA SGRENA, INVIATA A BAGHDAD La folata di vento fa alzare una nuvola di polvere che avvolge i bambini che giocano al pallone sullo spartitraffico sterrato di una delle larghe vie che attraversano Sadr city. E agita le bandiere verdi della moschea al Mohsen, da dove il venerdì, attraverso i sermoni dello sceicco di turno, si possono tastare gli umori del leader radicale sciita Muqtada al Sadr. E' il giorno dopo il voto e per gli sciiti è anche il primo giorno del dopo-Saddam. Il voto, almeno nella partecipazione visto che non si conoscono i risultati, per gli sciiti è stato sicuramente un evento storico: ha sancito il riscatto della maggioranza degli iracheni (60%) finora sempre esclusa dal potere, appannaggio della minoranza sunnita. E il principale artefice di questo riscatto è un iraniano, l'ayatollah Ali al Sistani, che può festeggiare la vittoria proprio nel ventiseiesimo anniversario del rientro a Tehran dell'ayatollah Khomeiny. Sarà una data profetica? Una profezia comunque gravida di incognite perché il voto ha sancito la divisione dell'Iraq. Un paese lacerato, diviso in tre, sciiti e kurdi che hanno votato e sunniti che hanno boicottato - per scelta o per costrizione - e rischiano di restare esclusi. E l'isolamento potrebbe favorire una radicalizzazione delle posizioni.

 

  By: Gilberto on Venerdì 04 Febbraio 2005 16:15

Se una giudice a Milano libera la gente di questi gruppi (e il giornale il Manifesto per cui lavora questa donna la loda) è evidente che non sono pericolosi no ? ---------------------------------------------------------------- Per fortuna che la Forleo ha appurato che si tratta di un guerrigliero e non di un terrorista , visto che ora è stato rispedito dalla moglie a REGGIO EMILIA , cioè a 20 KM da Modena !!!!!!!! Grazie GUP Forleo !!!!

 

  By: GZ on Venerdì 04 Febbraio 2005 15:09

Secondo CFN-Milano Finanza Giuliana Sgrena del Manifesto è stata rapita dai "ribelli" irakeni. Se fosse stata rapita da terroristi ci sarebbe da preoccuparsi, ma qui sono dei ribelli, come quei tre che il giudice istruttore Forleo tre giorni fa ha liberato perchè si limitano a resistere a un occupazione. Se una giudice a Milano libera i militanti di questi gruppi (e il giornale il Manifesto per cui lavora questa donna loda l'azione di questo magistrato) è evidente che non sono pericolosi, no ? Anche con le due Simone si è visto che i "ribelli" volevano solo discutere assieme il Corano, metter loro il velo in testa, gli davano l'aspirina e le liberavano senza riscatti, tanto è vero che poi le ragazze li hanno anche ringraziati. Tra qualche giorno apparirà con un bel costume islamico e li ringrazierà anche lei

 

  By: Gilberto on Venerdì 04 Febbraio 2005 14:21

Non ti preoccupare Gianlini....quando si accorgeranno di aver rapito una loro supporter , saranno pappa e ciccia e mangeraano il cuscus insieme ....

 

  By: Moderator on Venerdì 04 Febbraio 2005 14:16

Dalla velocità del suo rilascio si potrà capire quanto siano "ammanicati" con loro.

 

  By: gianlini on Venerdì 04 Febbraio 2005 14:07

BAGDAD - Una giornalista italiana, Giuliana Sgrena, del quotidiano Il Manifesto, è stata rapita in Iraq .-.----- certo che questi guerriglieri in iraq sono veramente poco informati!! Fossi un Compagno, inizierei veramente a dubitare che sia il caso di supportarne tanto le gesta!