W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Giovedì 04 Ottobre 2018 16:46

Mettetevelo bene nella zucca (vuota),

un imprenditore assume solo sei la persona gli serve, se non gli serve non lo

assume manco se glielo paga per intero l'inps perche' si ritrverebbe solo

con un rompicoglioni in piu' tra le palle.

Il reddito di cittadinanza serve per chi ormai e' fuori dai giochi, non e' piu'

occupabile ed e' in condizioin economiche difficili.

Toglierei anche le 8 ore di lavoro per la collettivita', lavoro de che?

Quello non sa fare un cazzzz!

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: XTOL on Giovedì 04 Ottobre 2018 16:41

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: lutrom on Giovedì 04 Ottobre 2018 15:16

Mah, Oscar, non condivido (pur avendo simpatie per questo governo): perchè invece del rdc non si diminuiscono o eliminano le tasse a chi assume?? Col rdc favorisci il parassitismo (ed i centri per l'impiego sono solo dei carrozzoni  incapaci quasi totalmente di gestire un grande progetto come il rdc), col mio metodo crei invece lavoro e crescita VERI (un datore di lavoro dà 1.000 euro al dipendente ma spende per tasse e balzelli vari 2.000 euro!).

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: traderosca on Giovedì 04 Ottobre 2018 11:48

Gianlini, il reddito di cittadinanza non è un reddito di cittadinanza,ma un sussidio di disoccupazione o di povertà.E' inevitabile non è

possibile tenere milioni di persone che vivono in assoluta povertà ha risvolti negativi anche per l'intera società.

Ovviamente vi saranno problemi come in tutti i paesi dove è stato affrontato il RDC. il rischio è quello di creare vitalizi per nullafacenti

oppure per mancanza lavoro. Altro discorso sono gli stranieri,bisognerà regolare bene gli aventi diritto,altrimenti si rischia l'esperienza della francia

che col RDC (esistente da lustri) aveva incentivato enormemente le famiglie con figli anche per gli stranieri e quelli facevano figli,non lavoravano

e se la spassavano bene con l'assegno.Però con la speranza che venga regolato nel migliore dei modi,il RDC è doveroso e necessario.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Giovedì 04 Ottobre 2018 10:25

Va quasi sicuramente non dato agli stranieri, anche a quelli regolari.

Hanno sempre un mare di parenti da far arrivare, e sarebbe un elemento di attrazione troppo forte. Chi ora magari non fa il ricongiungimento famigliare perchè non ha il reddito ufficiale sufficiente, con il reddito di cittadinanza ce la potrebbe fare. Oppure lascerebbe il lavoro al fratello facendolo arrivare qui, perchè nel frattempo lui si becca il reddito di cittadinanza.

 

 


 Last edited by: gianlini on Giovedì 04 Ottobre 2018 10:26, edited 2 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Giovedì 04 Ottobre 2018 10:12

Anch'io vedo positivamente il reddito di cittadinanza. Solo che non venga dato Urbi et orbi. Potrebbero per esempio cominciare dalle aree depresse per es. Calabria, certe zone della Campania e Basilicata, oppure per capifamiglia con entrambi i coniugi senza lavoro e con molti figli minorenni (forse sarebbe anche un incentivo a fare figli). Se studiato bene può essere un provvedimento positivo. L'importante è studiarlo bene.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: antitrader on Giovedì 04 Ottobre 2018 09:54

Tuco, il salario di cittadinanza e' cosa buona e giusta e non fa nemmeno aumentare il debito perche' son soldi che

verranno sicuramente spesi.

La storia dell'inps degli ultimi due decenni e' stata tutto un furto con destrezza ai danni dei piu' deboli.

Solo due esempi: adesso se non arrivi almeno a 20 anni di contributi non pigli na minghia! I tuoi contributi

vengono espropriati per pagare la megapensione a qualche delinquente.

Ancora peggio gli stranieri i quali raramente maturano una pensione per ovvi motivi.

Fino a una decina di anni fa, quando tornavano in patria non prendevano la pensione ma gli venivano

restituiti i contributi, adesso non gli danno una lira, gli fanno l'esproprio capitalista e se li spendono

in escort, champagne e gigolo'.

Insomma, e' stata un'epoca vissuta a danno dei piu' deboli, se adesso gli danno qualcosa male non fa.

 

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: gianlini on Giovedì 04 Ottobre 2018 09:46

Tuco, è vero il discorso sul paragone fra chi percepisce una pensione dovuta a versamenti e quella sociale.

Meno quello del confronto fra chi ha un lavoro e prende 1000 euro al mese e chi non ha un lavoro e ne prende 780. Chi ha fatto esperienza di stare a casa e non lavorare, sa ad esempio che si spende molto di più, perchè devi trovare il modo di passare 8-9ore del tuo tempo mentre al lavoro difficilmente hai spese in quelle stesse 8 ore.  Ad esempio il valore di un ticket per pranzo o dell'equivalente mensa può valere almeno 200 euro al mese (che si sommano ai 1000) mentre a casa mangi a spese tue.


 Last edited by: gianlini on Giovedì 04 Ottobre 2018 09:47, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Tuco on Giovedì 04 Ottobre 2018 09:37

A me questo reddito della gleba continua a non piacere, per le iniquità e storture che creerà.

 

Ad esempio, molte persone percepiscono dopo anni e anni di contributi versati, una pensione da 750 euro, allineare tutti, pure chi percepisce le minime sociali a 780 è un atto di grave scorrettezza nei confronti di chi ha versato contributi per decenni. Idem chi lavora per 900 o 1000 Euro, non sarà felice di sapere che chi non fa un cazz, percepisce poco meno.

 

Sappiamo che ci saranno limitazioni all'utilizzo di quelle elemosine ( vorrei proprio sapere come faranno a fare praticamente le esclusioni ), ma il messaggio che passerà sarà quello sopra.

 

Allego una citazione ilare, letta poco fa: 

 

Si osserverà che questa idea di tracciare le spese dei disoccupati o dei pensionati indigenti ricorda le beneamate Dame di San Vincenzo che allungavano cento lire allo straccione dicendo «Non lo spenda all'osteria». Con l'aggravante che le nuove Dame minacciano di seguire lo straccione

 

Alleghiamo pure queste riflessioni:

http://www.corriere.it/economia/18_settembre_28/reddito-cittadinanza-assistenziale-generoso-nodo-centri-impiego-pubblici-dbb33740-c319-11e8-8616-bab322c639b4.shtml


 Last edited by: Tuco on Giovedì 04 Ottobre 2018 09:46, edited 4 times in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Giovedì 27 Settembre 2018 16:49

Giuro, non a loro nello specifico, ma a un'azienda che fa le stesse cose.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Giovedì 27 Settembre 2018 15:34

Gano, giura!

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Giovedì 27 Settembre 2018 14:01

Bellini vero? Mio figlio gli fa il software.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Giovedì 27 Settembre 2018 11:00

E' pazzesco...

 

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Morphy on Giovedì 27 Settembre 2018 10:36

https://www.truenumbers.it/taglio-delle-pensioni-doro/

 

Ineressante è la torta delle pensioni INPS in basso nell'articolo. La discussione di andare ad intaccare la quota che eccede i 5000 euro al mese di pensione è una discussione priva di qualsiasi significato economico.


 Last edited by: Morphy on Giovedì 27 Settembre 2018 10:47, edited 1 time in total.

Re: W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)  

  By: Gano di Maganza on Giovedì 27 Settembre 2018 09:53

Gianlini, siccome con i costruttori ci ho molto spesso a che fare, e non mi è sembrato che siano avidi e/o lerci e /o gretti in modo particolare, non più cioè di qualsiasi altra categoria imprenditoriale che si assume notevoli rischi (ne ho visti diversi saltare per aria), e per altro tutti quelli che conosco è gente che si fa un gran culo, un culo grosso come una casa... ma potrei sbagliarmi, mi piacerebbe saperne da te le ragioni, perché appunto potrei sbagliarmi e non accorgermi di qualcosa. 

 

Magari tu sei esperto (anche) di queste cose e puoi tenermi informato.