W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: Gilberto on Martedì 31 Maggio 2005 16:41

Khodorkovsky and Lebedev non hanno fatto niente di male agli azionisti o ------------------------------ Che abbia fatto o meglio avrebbe potuto fare qualcosa di "male" a PUTIN ?!?!

 

  By: GZ on Martedì 31 Maggio 2005 16:29

Khodorkovsky and Lebedev non hanno fatto niente di male agli azionisti o dipendenti della loro società E' il governo russo che li perseguita (dopo che Khodorkovsky aveva appoggiato l'opposizione a Putin) che ha distrutto il titolo e provocato danni all'azienda

 

  By: gianlini on Martedì 31 Maggio 2005 15:58

Khodorkovsky and Lebedev sentenced to 9 years each in Russian labor camp. ------------- Tanzi: 3 mesi in infermeria del carcere......

 

  By: Andrea on Venerdì 27 Maggio 2005 16:58

Gianlini, mi sono soffermato a pensare più volte la stessa cosa. Possibile che sia necessario convocare le riunioni più importanti per il Paese a notte fonda, magari presso una residenza privata e non nelle sedi istituzionali alle 10 del mattino? Il vizio però è antico ... in un certo palazzo tenevano la luce accesa nello studio tutta notte, così da far credere alla gente che il capo lavorasse 24 ore al giorno. Non stò facendo un paragone in senso lato (che mi infastidiscono) ma in questo mi sembra ci sia una certa disfunzionalità che perdura. D'altro canto mi rendo anche conto che dal momento che gran parte dei partecipanti a quelle riunioni ha molti altri impegni (i sindacalisti di giorno lavorano a costruirsi una carriera politica, i politici seguono le trasferte delle squadre di calcio, i sottosegretari gestiscono le aziende private, ecc.), tocca sfruttare i ritagli di tempo. D'altro canto la colpa è nostra. Abbiamo voluto i governi di tecnici, gente che arrivasse da fuori il mondo della politica? Adesso ce li teniamo. Chissà come sarà la prossima ondata. Ve le immaginate le dichiarazioni di Lotito Presidente del Consiglio? O di Ricucci Ministro delle Telecomunicazioni?

 

  By: gianlini on Venerdì 27 Maggio 2005 16:39

non sarà mai un paese normale un paese in cui una delle trattative più interessanti ed importanti, quella degli statali, deve essere chiusa alle 4 del mattino, così da far passare per degli eroi le due parti al tavolo della trattativa.... non possono discuterne dalle 9 alle 12 e chiudere poi alle 15.30 davanti ad un bel vassoio di pasticcini come le persone normali??

 

  By: Moderator on Giovedì 19 Maggio 2005 01:08

naturale , se uno ha la zucca ormai vuota ci prova con la zucchina :-)

 

  By: Gilberto on Giovedì 19 Maggio 2005 00:49

per carità ! da quando è alle politiche agricole le zucchine sono raddoppiate di prezzo --------------------------------------------------- Ecco il responsabile dei rincari dell'ortofrutticolo !!! : DDD

 

  By: Moderator on Giovedì 19 Maggio 2005 00:03

per carità ! da quando è alle politiche agricole le zucchine sono raddoppiate di prezzo

 

  By: Gilberto on Mercoledì 18 Maggio 2005 23:13

ROMA - Una tassazione sulle rendite finanziarie? «Lo escludiamo nella maniera più assoluta, non se ne è parlato». Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rispondendo ai giornalisti sull'ipotesi di una nuova imposizione sulle rendite paventata in questi ultimi giorni da esponenti di entrambi i poli. 18 maggio 2005 --------------------------------------------- Al povero Alemanno non resta che piantare zucchine ....

 

  By: lanci on Martedì 17 Maggio 2005 17:51

copio e incollo perchè nemmeno io (sic!) sarei stato capace di scriverlo meglio --------------------- di Oscar Giannino Diceva Aldous Huxley che la costanza è contraria alla natura umana e anzi alla vita, perché gli unici costanti sono i morti. E' una massima che si adatta bene alle politiche fiscali seguite in questi anni da chi aveva vinto promettendo agli italiani meno fisco e più incentivi al lavoro e all'intrapresa, ma ha compromesso tutto dimenticando che l'abbattimento fiscale se promesso va realizzato concentrato nel tempo e appena vinte le elezioni, per consentire poi nel medio lungo periodo agli incentivi sul lato dell'offerta di produrre i propri effetti ed ampliare così la base imponibile grazie alla crescita del prodotto. Non averlo fatto, non solo renderà con ogni probabilità impossibile a noi poveri sinceri sostenitori dell'abbattimento del prelievo - ma se lo si sa realizzare davvero, ché ci vuol testa più fina che limitarsi a predicarlo - di avere qualche chance di soddisfazione. Ma provoca anche immediate contraddizioni e passi del gambero, sotto l'emergenza finanziaria odierna. Basti l'esempio, in questi giorni, dell'improvvisa inopinata febbre che attraversa maggioranza e opposizione a favore dell'innalzamento del prelievo sugli impieghi finanziari, che naturalmente basta qualificare come «rendite» per avere subito un quadrettino alla George Grosz di pingui rentier da torchiare mentre l'esausto lavoratore geme e stringe la cinghia. Non scendiamo qui in dettagli tecnici, che pure sarebbero necessari. Limitiamoci a un ragionamento per le grosse. Omogeinizzare le diverse aliquote sugli impieghi finanziari, dal 12,5 per cento che grava su plusvalenze di borsa e titoli di Stato al 25 che grava sul conto interessi dei conti bancari, rispetto all'imposizione sul lavoro, avrebbe certo un senso preciso in direzione della neutralità del prelievo stesso: articolo di fede per noi liberisti, che non crediamo al costruttivismo del legislatore che con aliquote differenziate intende a suo giudizio promuovere vere o presunte virtù di cui ritiene aver consapevolezza meglio di ciascun singolo investitore e lavoratore. Per questo noi diciamo «viva la flat tax”. Ma naturalmente, non avendo proceduto se non a parole a piallare le aliquote alte che gravano sul lavoro, ecco che l'armonizzazione oggi sognata da politici a caccia di risorse per non sforare troppo il tetto di deficit avviene verso l'alto. Significa andare di male in peggio, come prima conseguenza, visto che il torchio si appesantisce. Come secondo effetto, ricordiamoci bene che in questo paese dove il mercato finanziario non c'è ancora a dovere per il ricorso al capitale di rischio - visto che i fondi pensione non li abbiamo fatti decollare - la minor aliquota sui titoli azionari serviva quanto meno a indirizzare i risparmi verso la finanza privata. E quanto ai titoli diStato, dopo la loro massiccia disintermediazione per fortuna seguita ai bassi tassi d'interesse merito dell'euro,la bassa aliquota ne compensava i bassi rendimenti.Alzare il prelievo significherebbe dunque disincentivare ulteriormente l'investimento azionario che gli italiani dovrebbero invece intensificare, nonché scoraggiare ulteriormente la sottoscrizione di titoli del debito pubblico. Un bell'affare, non c'è che dire. La terza conseguenza sarebbe ancor più singolare. In un paese in cui da qualche mese a questa parte si è aperta una grande gara d'ipocrisia pubblica tra chi più fa finta di non sapere donde vengano le risorse dei cosiddetti «immobiliaristi»- e da dove volete che vengano, visto che il mattone è il settore le cui quotazioni hanno conosciuto impennate fino al 40 e oltre per cento l'anno da anni? - ecco che l'innalzamento dell'aliquota sui titoli spingerebbe ulteriormente verso l'alto proprio la bolla immobiliare, che bisognerebbe invece con accortezza moderare. La quarta conseguenza è che l'eventuale aliquota omologata al 19 per cento renderebbe invece più convenienti i depositi bancari, quando già le famiglie italiane mostrano un eccesso di liquidità scioccamente immobilizzata nei poco o per nulla remunerativi conti creditizi: le banche ringraziano, i consumi assai meno. Per finire, la quinta conseguenza è che tutti questi temibili disincentivi nel mediolungo periodo non si tradurrebbero che in una provvista finanziaria superiore nel breve ai 3 o al massimo 4 miliardi di euro. Siamo solo all'inizio, del conto dei danni da liberismo promesso e non mantenuto. E già c'è da tremare, per noi che della ricetta resteremo sostenitori anche quando il medico ne sarà certificato incapace

 

  By: gianlini on Martedì 17 Maggio 2005 17:12

ISLAMABAD - Pervez Musharraf continuera' a guidare il Pakistan anche oltre il 2007. Lo ha detto un portavoce del governo di Islamabad. (Agr) -------------- queste sono democrazie che funzionano!! non è che si debbano sprecare soldi e tempo in campagne elettorali, scrutatori, schede o altro!

 

  By: gianlini on Martedì 17 Maggio 2005 17:10

niente paura,,, per la legislatura del 2011 abbiamo pronto Stefano Ricucci.... con questo trend nel 2011 avrà tre o quattro volte il patrimonio del Berlusca, e pare molto meglio piazzato in termini di appoggi bancari e di controllo sui media di stampa (cioè di informazione)

 

  By: XTOL on Martedì 17 Maggio 2005 17:06

Qualche rassomiglianza attuale/prospettica con l'Italia? ---------------------- non saprei, forse scenderà in campo come aspirante presidente dell'orbe terracqueo (non mi meraviglierei) per l'intanto qui si sente un gran rumore di arrampicate sugli specchi

 

  By: polipolio on Martedì 17 Maggio 2005 16:45

"se avesse fatto in quel modo i bilanci previsionali delle sue mitiche aziende, adesso abiterebbe sotto un ponte." Intorno al '93 c'è arrivato vicino. Era molto leveraggiato, come è noto, e i tassi salirono; contemporaneamente la congiuntura non era favorevole e contemporaneamente era contrario a tagli (in particolare in Standa, dove sarebbero stati sacrosanti). Qualche rassomiglianza attuale/prospettica con l'Italia?

 

  By: XTOL on Martedì 17 Maggio 2005 14:15

si sarebbe dovuto presentare nel 2001 dicendo 'abbiamo avuto sfortuna il mondo è in recessione... -------------------------- no, avrebbe solo dovuto evitare di fare le finanziarie mettendo in preventivo una crescita economica che vedeva solo lui (fonti ben informate bisbigliano che forse, pare, c'è la possibilità, si va ventilando l'ipotesi che il miracolo economico fosse la bufala del secolo). se avesse fatto in quel modo i bilanci previsionali delle sue mitiche aziende, adesso abiterebbe sotto un ponte. xtol