Next is Italy, La Prossima è l'Italia

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Tuco on Martedì 02 Gennaio 2018 11:36

Oscar nun gli dar retta.

Ma Gian? dov'è?

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: DOTT JOSE on Martedì 02 Gennaio 2018 11:14

la canna del gas ...

CATANIA, UNA MADRE DI DUE FIGLIE LAVORAVA PER UN PANETTIERE A 1,66 EURO L’ORA, IN NERO​

Una madre di due figli lavorava per un panettiere di Catania con una retribuzione di 1,66 euro l’ora, in nero.  Una paga incredibilmente bassa, che in un giorno consentive di guadagnare poco meno di 15 euro l’ora, ipottizando una giornata di lavoro da 8 ore. In una settimana la retribuzone sarebbe stata di 66 euro, in un mese di 265 euro sempre ipotizzando una giornata lavorativa di otto ore, e cinque giorni di lavoro a settimana.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Martedì 02 Gennaio 2018 10:56

Oscar!

Il 2018, almeno nella prima meta', e' l'anno della canna dell'ascensore.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Martedì 02 Gennaio 2018 10:49

Anti,anche il 2018 con questa menata?

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Martedì 02 Gennaio 2018 10:46

Primo mese a QE dimezzato, ed ecco i tassi che salgono e gli indici che si schiantano. Il MIB e' gia' tornato indietro di 6 mesi e, al primo starnuto del DOW, cade dentro la canna dellì'ascensore.

Per chi vuole vincere facile il MIB e' meglio del bitcoin, si puo' vendere a piene mani fino allo sbarco della Troika a p.zzo Chigi.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Lunedì 01 Gennaio 2018 23:14

"E cos'altro possono fare per far fronte alla prossima recessione nel giro di un paio di anni al max?

Continuano a comprare titoli? E a che serve con i tassi gia' negativi?"

 

Anti,ma la soluzione,in un modo o nell'altro non è quella di stampare,se non in modo provvisorio.In tutti i casi aumentano le disuguaglianze

oppure l'inflazione e devi continuamente fare una svalutazione interna e le disuguaglianze aumentano................

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: exnihil on Lunedì 01 Gennaio 2018 22:04

Anti grazie per la risposta. Io cmq non ho mai detto che la produttività non serve a un cazzo, ci mancherebbe. Penso solo che proprio per ridurre la vergogna dello sfruttamento nei paesi deboli andrebbe legata alla qualità e all'ecosostenibilità di quello che si produce. 

Per quanto riguarda i QE, si certo tecnicamente sono soldi prestati e non regalati, però, e mi viene in mente ancora napoli, chi ti dice che non verranno "menat' int' a scurdanz'". In tal caso converrai che il capitalismo è al capolinea. Cmq si son temi impegnativi e sui cui c'è molto da pensare.

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:48

Oscar!

E cos'altro possono fare per far fronte alla prossima recessione nel giro di un paio di anni al max?

Continuano a comprare titoli? E a che serve con i tassi gia' negativi?

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: traderosca on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:41

"Quanto al QE per il popolo (io credo che ci si arrivera') ti faccio notare che, per essere efficace dovrebbe trattarsi di soldi regalati e non di prestiti."

 

Anti,mamma mia anche tu  con l'elicottero......rob de matt

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:30

sono uno qualsiasi, uno come tutti gli altri, uno che vale uno

 

la questione è 

ti va bene il programma di Casaleggio o no ? il programma si chiama 'comunismo', quello descritto da 'imagine' e da 'nutopia' del sosia John Lennon e da quell'articolo che ti ho messo un anno fa della parlamentare danese Ida Auken discusso al world economic forum e oggi ovunque in Rete ... rileggilo e dimmi cosa non ti piace

 

https://www.weforum.org/agenda/2016/11/shopping-i-can-t-really-remember-what-that-is/

 

PS ... l'articolo è come si finisce prima del 2030 ... che tu lo voglia o no ... :-)


 Last edited by: lmwillys1 on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:32, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: antitrader on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:17

Exnihil,

devi guardare sempre le cose su scala mondiale. Quando dici che la produttivita' non serve piu' a un cazzzz questo deriva dalla sterminata mole di merci che sommerge il pianeta.

Quelle non sono merci create ex nihilo, ma sono produzioni di chi si fa un cul cosi', che siano cinesi, vietnamiti o indiani. Quando ti sposti sul settore dei servizi vedi che il problema della produttivita' rientra dalla finestra, gia' e' stato annunciato che una corsa in metropolitana costera' 2 euro a Milano.

Quanto al QE per il popolo (io credo che ci si arrivera') ti faccio notare che, per essere efficace dovrebbe trattarsi di soldi regalati e non di prestiti. Nei QE (e altri interventi delle banche centrali) post 2008 nessun euro o dollaro e' stato regalato a nessuno, si e' sempre trattato di prestiti anche se poi i ricchi ci han guadagnato montagne di soldi per via indiretta. Di recente si e' saputo che i Monti Bond emessi per il Montepaschi han fruttato allo stato piu' di un miliardo (MPS ci ha pagato su un tasso del 8%!). L'operazione di stampar soldi e regalarli non e' mai stata effettuata, e quella si che potrebbe determinare la fine del capitalismo.

La fine del capitalismo non la ritengo affatto imminente, e sai perche'? Perche' ciascun individuo si ritiene migliore se suo vicono di pianerottolo e l'arma nucleare del capitalismo e' proprio questa e per disattivarla ci vogliono secoli.

Quanto al "sapere", anche li', c'e' sapere e sapere, una cosa e' il sapere di Elon Musk, altro e' il sapere di sgarbi che veniva pagato un milione (di lire) al minuto per sparare boiate contro Di Pietro nella nota trasmissione quotidiana. I miei strali contro la cosiddetta "cultura" hanno origine da una convinzione: il culturame e' un potente strumento di potere e di intimidazione che serve a turlupinare la Gloriosa Classe Operaia.

 

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:17

Quando dici sono obiettivi miei e di Casaleggio a volte ho il timore :) di parlare con Grillo in persona.... :) ...poi penso...non è possibile...Grillo è piu' intelligente di Willis :)...

non nego che vorrei conoscerti......e se tu fossi Dibbba? :)....

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: lmwillys1 on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:11

io voto M5S

finché non arriva qualcuno con una altra iniziativa politica che esplicita chiaro e tondo nel suo programma quelli che sono da sempre gli obiettivi del M5S di Casaleggio

 

- abolire la democrazia rappresentativa, di conseguenza tutti i parlamenti e tutti i partiti

- istituire la democrazia diretta

 

tutto il resto è conseguenza inevitabile ... quindi la società comunista senza governo proprietà privata e denaro, il benessere collettivo grazie alla totale applicazione delle migliori tecnologie e conoscenze disponibili, si lavora un paio di minuti a testa l'anno, ecc. ecc.

capisco da sempre che nel M5S si pensa sia meglio non dirlo, sono obiettivi miei e di Casaleggio

secondo me è un errore

quello che si deve dire è 'TUTTI non avranno alcun problema, tutti avranno un tetto confortevole, cibo sano in abbondanza, potranno coltivare i loro veri interessi, il denaro di qualsiasi tipo non esiste in Italia, ecc. ecc. ... chi preferisce il capitalismo va fuori dai coglioni e confini italici (confini abolibili quanto prima)'

 


 Last edited by: lmwillys1 on Lunedì 01 Gennaio 2018 21:15, edited 1 time in total.

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: Bullfin on Lunedì 01 Gennaio 2018 20:53

Shera, che vi siano intrighi, elite è altamente probabile, pero' ripeto non possiamo dire...."ah guarda Mps ... via dall'euro perchè la Merkel è cattiva..." il cattivo sta dentro di noi.

 

Per Willis e cretinetti che vogliono votare 5S...LEGGETE TUTTO POI potrete se avete ancora il coraggio e la faccia tosta di dirmi di votare i 5S.....per Willis ricordo che ancora al tempo de V day ti dicevo che 1 vale 1 è una cazzata cosmica da dementi...e infatti tutto è andato come dicevo io...un direttorio, etc....HO SEMPRE RAGIONE :).

 

E’ morto il re, viva il re!

Pubblicato da GdV il 30 dicembre 2017

Come anticipato dai giornali, l’ultima parola per la costituzione delle liste (e non solo) per le prossime politiche spetterà a Luigi Di Maio, ovvero il capo politico del Movimento 5 Stelle, e a me tutto sommato non dispiace. E’ tra l’altro inutile che la stampa lo racconti come fosse uno scandalo, come a volere suscitare reazioni indignate da parte dei sostenitori del M5S. Questo poteva accadere fino a due o tre anni fa, adesso invece no.

Anche io ho faticato a capirlo ma ora è tutto amaramente chiaro. La posta in gioco è alta e non si possono di certo fare gli errori del passato o di una forza politica di primo pelo. Il M5S poco tempo fa ha deciso di abbandonare il progetto originario, forse utopico o forse troppo lento, in nome di un ipotetico e indefinito bene superiore.

La gente ci chiede di andare al governo, ora e subito.  “Non c’è più tempo, si sta troppo male, e del resto – continuano – anche se non siete pronti, peggio dei partiti non potrete fare”. Chiedete a chiunque, vi dirà questo. E come dargli torto?

Non so se è la strada giusta o no (istintivamente direi di no), ma una volta scelta bisogna adesso concretizzare, accelerare, andare avanti come un treno. L’orizzontalità, la costruzione delle idee dal basso, l’“uno vale uno”, la partecipazione, le infinite assemblee fiume, i processi decisionali lenti e complessi non si confanno al bene del Paese, o almeno a una forza politica che in pochi mesi lavora per andare al governo a fare il bene del Paese. C’è fretta, una fretta da apocalisse, si deve recidere tutto ciò che fa perdere tempo e distrae dall’obiettivo.
La struttura che deve reggere e guidare tutto questo deve essere snella e reattiva, non può che essere costituita da pochi soggetti, meglio se in sintonia fra loro, caratterizzati da unione di intenti e probabile stima reciproca, un vertice

Per guidare questo nuovo cammino è stato quindi scelto Luigi Di Maio che ha così accettato un compito rischioso anche più del previsto. Fosse il naturale proseguimento del progetto iniziale del M5S (rivoluzione culturale, democrazia diretta, partecipazione dal basso, …) se una volta portato avanti poi fallisce, avrà fallito il progetto in séma se invece, per svariati motivi, viene portata avanti una deviazione dal progetto, come sta facendo Luigi insieme alla sua squadra, se alla fine fallisce non avrà fallito il progetto, ma coloro che si sono intestati la deviazione.

Sfido chiunque a prendersi una tale responsabilità, al cospetto delle speranze di migliaia, milioni di persone, non più solo di poche decine come poteva essere un tempo. Per questo motivo soppesando la responsabilità di questa azzardatissima scelta da un lato, deve per forza esserci, dall’altro lato, massima seppur forzata libertà di azione e decisione. La costituzione delle liste elettorali è solo una delle tante materie su cui il vertice deve avere l’ultima parola e la possibilità di fare e disfare a suo piacimento.

So che tutto questo corrisponde alla struttura di un partito, non serve a niente negarlo. Del resto il partito è uno strumento, così come il parlamento, dipende da che uso ne fai e che tipo di finalità si propongono coloro che ne fanno parte, tutto sommato può essere un buon partito, sacrificando di conseguenza un gran bel pezzo di coerenza, ma questo è lo scotto da pagare.

Il M5S delle origini infatti non avrebbe mai sentito neanche la necessità di una struttura da partito, proprio perchè diverso nella natura e nell’organizzazione, a pensarci bene per questo si chiamava “Movimento”. Ma come detto è ormai storia passata.

Ricordo che tempo fa mi sforzavo, quasi sola nel deserto più assoluto, di proporre nella mia pagina Facebook, quindi assolutamente nel mio piccolo, contenuti un po’ più complessi del semplice slogan populistico con la faccia di qualche politico straodiato da mezza Italia, anche a costo di vedere pochi like e condivisioni. Un giorno uno dei nostri collaboratori che si occupano di comunicazione mi disse che era uno spreco per una pagina come la mia, che aveva inspiegabilmente (!) tanto seguito, promuovere questi post semi lunghi, con dei ragionamenti su cui riflettere per più di un paio di secondi, su argomenti non da “mainstream”, accompagnati alle volte addirittura da grafici da capire. Mi disse che stavo perdendo terreno e mi mostrò come avrei dovuto fare: prese uno di questi post, ne tagliò oltre tre quarti, mise una immagine molto basic ma che non c’entrava assolutamente nulla col tema che stavo trattando, scrisse un titolo breve con caratteri enormi e mi propose di ripubblicarlo così e vedere la montagna di like che ne sarebbe derivata. Iniziò così una interessante conversazione. Io mi rifiutai nella maniera più assoluta pur riconoscendo che sicuramente avrei avuto maggiore consenso, ma non era quello il mio obiettivo. 

 

Mi rendevo conto che stavamo allevando una massa di sostenitori di bassa qualità, non vedevo più le menti critiche e curiose a cui mi ero abituata dal primo V-Day e con cui discutevo appassionatamente sui meetup e ai banchetti. Questa cosa mi faceva abbastanza paura. Una quota di tifosi ci sta sempre quando diventi popolare, inevitabile. Ma noi eravamo diversi, noi non volevamo fan ma cittadini attivi, qualcuno che potesse prendere il nostro posto senza timori nelle istituzioni ma soprattutto nella propria città cambiando le cose attivamente senza più delegare, ma più il tempo passava e meno esempi di questo tipo riuscivo a scrutare qui e lì. Così iniziai la mia personalissima autocritica e cercai di cambiare tenore alla mia personalissima comunicazione. “Non funziona così, non è qualcosa che puoi cambiare. Le persone che perdi perchè non le catturi con i tuoi post le hai perse, vanno a leggere Salvini piuttosto. Quindi meglio che leggano te, anche se meno interessante di come vorresti essere e di come sei.”  L’ineluttabilità della comunicazione social. Inutile dire che non accettai minimamente questa realtà (altrimenti non sarei un’attivista…), pensai che fosse semplicemente questione di competenza (insomma, la nostra comunicazione non ha mai “brillato” eh), ero certa che sicuramente un modo c’è (e lo credo ancora).

Ebbene, rileggendo questo aneddoto alla luce di ciò che il M5S è oggi mi rendo conto di essere stata anacronistica, forse vintage. Ho inconsapevolmente cercato di frenare l’odierna ascesa stellare che invece ha assoluto bisogno di questo tipo di consenso, perchè è proselitismo, è massa, e infine sono voti.

Non c’è tempo per costruire un consenso largo e al tempo stesso pienamente critico, fatto di persone che, non solo sposano le idee che promuovi, ma le fanno diventare proprie e cambiano addirittura le abitudini di tutti i giorni per cambiare la realtà, e tutto il resto che abbiamo più o meno blaterato per dieci anni…sarebbe un processo troppo lento, probabilmente ostico ai più, e chi lo dice che diventerebbe poi di massa? Magari non è trendy, magari è utopia. Magari cinque anni fa è stata solo la rabbia e la voglia di protesta che ci ha portato a ottenere il 25% di consenso elettorale in tutto il Paese, magari se al posto del M5S ci fosse stato il “Partito Incazzato Italiano” sarebbe stata la stessa cosa.

Oppure intanto vai al governo, in un altro modo, e poi una volta lì all’apice riprendi il cambiamento culturale da dove lo avevi lasciato. Un cammino un po’ tortuoso, di certo contraddittorio, a ben guardare ancora più utopico del progetto originario, che – tutto si può dire – ma se portato avanti veramente avrebbe cambiato per sempre e in meglio il nostro Paese così come ciascuno di noi. 

Pertanto se questa è la linea tracciata per il M5S non poteva esserci scelta più adeguata di Luigi Di Maio e i colleghi e collaboratori che ha scelto perchè lavorino al suo fianco. Non Beppe Grillo che di pratico – purtroppo e per fortuna- sa fare poco, non Davide Casaleggio che probabilmente non è mai stato attivista in vita sua, ma uno come Luigi che attivista lo è stato, anche lui in tempi non sospetti, che ha ricoperto un ruolo istituzionale importante quindi è il più “portato”, ma che soprattutto conosce il Movimento com’era, com’è stato e com’è diventato, vivendolo dall’interno senza soluzione di continuità, essendone l’artefice in grossa parte ed essendo anche il confidente e il punto di riferimento per molti, da portavoce ad attivisti, che rivolgono a lui perplessità, suggerimenti, problemi, tragedie, idee geniali, e quant’altro. Pare essere il leader “naturale” di questo nuovo 5 stelle, del resto i tempi in cui non avevamo bisogno di leader sembrano ormai così lontani.

Ritengo quindi conclusa l’avventura del M5S per come l’avevo immaginata io. Spero con tutto il cuore che il M5S resti in qualche modo davvero l’ultima speranza contro i partiti, non mi resta che tifare per noi (mi adeguo, no?). E chissà, magari un giorno si ricomincerà da capo o da lì dove abbiamo lasciato, se sarà rimasto ancora qualcosa. Voglio pensare (e sperare) di sì.

A riveder le stelle

 

 

http://www.giuliadivita.it/2017/12/30/e-morto-il-re-viva-il-re/

 

Re: Next is Italy, La Prossima è l'Italia  

  By: exnihil on Lunedì 01 Gennaio 2018 20:47

Anti il discorso ha, ihmo, due piani differenti 1) Si può fermare la stampante oggi o al massimo domani? Dal mio punto di vista no. Se le BC si fermano si va gambe all'aria. Quindi sul lungo gli effetti non possiamo conoscerli tantomeno immaginarli, ma la questione oggi è: perchè è necessaria la stampante e sopratutto perchè non se ne può fare a meno. Tuttavia mi chiedo: se questo denaro prodotto è indispensabile e sta salvando stati e istituzioni finanziarie, e quindi una pletora enorme di parassiti e milionari, perchè non viene messo a disposizione di quella massa di cittadini o piccole imprese che fanno fatica a tornar di conto? 2) Tu e anche Bullfin pensate alla stampante come un bancomat a disposizione di chiunque per non fare un cazzo. Io la immagino come uno strumento a disposizione di tutti per poter rendere molto di più e meglio, senza dover sottostare necessariamente alle leggi della produttività. Voi pensate un po' a quello che è accaduto a due generazioni italiche dal momento in cui potevano fare affidamento sul surplus prodotto dai genitori durante gli anni del boom. Le due generazione non erano motivate hanno iniziato a voltare le spalle ai loro genitori e ci siamo ritrovati dall'essere un paese all'avanguardia ad uno sottosviluppato. Anche qui, siamo sicuri che la deriva dipenda dal bancomat e non dal contesto culturale e antropologico? Capisco la tua forma mentis e le tue argomentazioni, ma credimi io credo ancora che il "sapere" possa molto più del "fare", fermo restando però che alla chiesetta di montagna preferisco il bordello. 

Vi chiedo scusa se sembro petulante, ma approfitto delle vostre osservazioni anche per chiarirmi le idee. A presto