Genesi di un crash

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Venerdì 08 Novembre 2019 00:08

era il 2013

 

Dalle decisioni che vengono prese sull’Ilva, ha aggiunto Zanonato, “dipende il futuro della siderurgia italiana e più in generale la credibilità del nostro Paese“. Perché un’eventuale chiusura dello stabilimento “avrebbe un impatto economico negativo per 8 miliardi di euro annui: sei miliardi circa riguarderebbero la crescita delle importazioni, 1,2 miliardi tra sostegno al reddito e minori introiti per l’amministrazione pubblica e 500 milioni per la minore capacità di spesa per il territorio”. Tuttavia, ha concluso, “gli investimenti pur realizzati in questi anni non sono stati sufficienti a riequilibrare il rapporto tra produzione, salute e ambiente”, visto che “molte disposizioni sono state totalmente o parzialmente disattese dall’azienda”.

 

La Gabanelli fa anche conti precisi su quanto ha perso l'Ilva in quegli anni (cifre che si possono prendere per buone in caso di nazionalizzazione)

I costi dei 2.200 giorni senza padrone

Ma quanto sono costati gli oltre 2.200 giorni dell’Ilva senza padrone in cui si sono susseguiti 5 governi (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte), 4 commissari (Enrico Bondi, Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi) e un sub commissario (Edo Ronchi)? Poiché l’ultimo bilancio di Ilva approvato dagli organi sociali è quello del 2011, gestione Riva, il calcolo può essere soltanto approssimativo. Nel 2015 l’Ilva ha perso in media 50 milioni al mese (quindi 600 milioni nell’anno), 25 nel 2016 (300 milioni), 30 nel 2017 (360) e 25 nei primi otto mesi del 2018 (200 milioni). In pratica dal 21 gennaio 2015, inizio dell’amministrazione straordinaria, a oggi, l’Ilva ha perso 1,46 miliardi di euro.

Dall’assegnazione ad Am Investco (5 giugno 2017) all’accordo con i sindacati (6 settembre 2018) si sono persi circa 380 milioni. Se si considera che inizialmente la gara si sarebbe dovuta chiudere a giugno 2016, nel conto dei due anni di ritardo vanno aggiunti altri 330 milioni, che portano il totale a circa 700 milioni. Per gli anni 2012/2014, si può far riferimento ai numeri emersi dalla data room a cui ebbero accesso le aziende che presentarono la prima manifestazione d’interesse: emergono perdite per 2,1 miliardi. Complessivamente sono quindi 3,6 miliardi le perdite del dopo Riva, quasi quanto i 4 miliardi offerti da ArcelorMittal per rilevare l’Ilva.

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Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Venerdì 08 Novembre 2019 00:05

I Riva l'hanno fatta fallire, altro che fare profitto (che poi loro ci abbiano guadagnato, è un altro discorso)

 

Era il 2013:

Sì al commissariamento per salvare l'Ilva, l'acciaieria più grande d'Europa. Il decreto con il quale il Governo, lo scorso 4 giugno, ha affidato l'azienda al commissario Enrico Bondi, è legge. Il Senato ieri ha approvato definitivamente le misure quasi sul filo di lana – il Dl sarebbe scaduto sabato – con 206 sì, 19 no, 10 astensioni di Sel mentre i senatori del M5S per protesta non hanno partecipato al voto definendo il decreto convertito in legge «ammazza Taranto». Sul salvataggio dell'Ilva la maggioranza non fa dunque retromarcia: Bondi, l'uomo delle mille emergenze, affiancato dal subcommissario Edo Ronchi, potrà quindi contare sulle risorse messe sotto sequestro dalla magistratura a fine maggio e ora definitivamente disponibili per garantire l'attuazione dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) e dunque la bonifica dell'area. Per il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, il varo del decreto rappresenta un passaggio importante perché «per la prima volta una legge dello Stato prevede che il commissariamento non sia previsto per ragioni di tutela dei creditori, ma per ragioni sanitarie e ambientali». Per Orlando serviranno «intorno ai 2 miliardi» per attuare l'Aia: «Secondo noi sarà anche sopra quella cifra ma secondo il commissario, più ottimista, sarà inferiore».
Dopo il via libera al decreto Bondi lavorerà con pieni poteri per 12 mesi prorogabili fino a 36: a lui spetterà predisporre il piano industriale tenendo conto di quello ambientale che sarà messo a punto da una commissione di tre esperti nominati dall'Ambiente in cui saranno definiti azioni e tempi per garantire il rispetto dell'Aia. La Puglia potrà sforare il patto di stabilità interno (per 1,3 milioni quest'anno e per 40 milioni nel 2014) per far fronte alle spese necessarie agli interventi di bonifica.
Il provvedimento, cucito sull'acciaieria di Taranto finita a un passo dal default, potrà in realtà valere anche per altre imprese in condizioni simili. Sarà infatti possibile commissariare un'impresa – ma anche un ramo d'azienda o uno stabilimento – che abbia almeno mille lavoratori (erano 200 nel testo originario poi modificato dalla Camera) e la cui attività produttiva comporti «oggettivamente pericoli gravi e rilevanti» per l'ambiente e la salute a causa dell'inosservanza reiterata dell'Aia.
Con quella approvata ieri da Palazzo Madama salgono a tre le leggi varate dal Parlamento per l'Ilva da ottobre scorso ad oggi: il decreto appena licenziato si affianca infatti alla legge 171/2012 che ha stanziato una dote di 330 milioni per la bonifica dell'area di Taranto e la 231/2012 che ha permesso all'Ilva di continuare a produrre e a commercializzare i prodotti già realizzati. Ma nuove misure sono in rampa di lancio visto che nel primo provvedimento utile – si parla del nuovo provvedimento sull'economia atteso nell'ultimo consiglio dei ministri dell'8 agosto – saranno inserite alcune norme richieste da Palazzo Madama, ma messe da parte perché i tempi erano troppo stretti e si rischiava la decadenza del decreto. Tra i principali punti c'è la richiesta di prevedere una verifica delle attività del commissario e del subcommissario, che dovranno presentare una relazione semestrale ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente e alle commissioni parlamentari. L'Esecutivo dovrà anche assicurare un'adeguata dotazione finanziaria all'Ispra e all'Arpa Puglia. Mentre entro tre mesi dovrà essere emanato un decreto per risolvere il nodo intricato della gestione e dello smaltimento dei rifiuti dell'Ilva. Infine dovranno essere messe in campo ulteriori iniziative di monitoraggio epidemiologico nell'area di Taranto.

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Giovedì 07 Novembre 2019 23:55

Allora e' un'altra Alitalia, anzi peggio, pero' sorge un dubbio:

ma i Riva come cacchio facevano a guadagnare?

 

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Giovedì 07 Novembre 2019 23:54

Gianlini: "Non si può contemporaneamente essere a favore di una Ilva nazionalizzata e per una riduzione delle tasse."

 

Ma come? Non puoi fare ragionamenti cosi.

 

Tieni conto che esiste un quadrilatero a Roma (quella degli onesti) dove ci sono decine di migliaia di persone che vanno al lavoro e non capiscono nemmeno loro che lavoro stanno svolgendo (Di Maio lo sa bene). In questi ambienti (statali ovviamente) c'è un alto tasso di depressione e di dipendenti che ricorrono a cure psicologiche per trovare un senso alla loro vita. Li potremmo mandare in pugli a raccogliere pomodori. Magari risparmiamo sui costi dello spicologo e magari risparmimo anche degli stipendi.

 

e in questo modo salvi l'ILVA senza aumentare le tasse. Non è che se la vasca perde devi sempre aumentare il flusso del rubinetto. Magari se ogni tanto tappi qualche buco, come si fa in tutto il mondo del resto, non credo possa essere un'idea malvagia. E non ci vuole nemmeno troppa intelligenza.

 

Ah già dimenticavo, quelli potano voti, che stupido che sono. Inoltre fanno PIL...

 

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:51

e' impossibile che ci sia il 50% della forza lavoro

a fare un cazzzzz, i

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Anti, ma guarda che invece è possibilissimo. Ti ho fatto il conto stamattina. Secondo me quella produzione la fai con 4500 dipendenti.

 

Per fortuna che noi abbiamo Morphy e Muschio (con tutto il rispetto), che hanno la ricetta per tutto!

British Steel: 'We fear for our town's future'

"I think it will just go downhill. It'll be left almost barren."

Julian Buckley paints a gloomy picture of his hometown of Scunthorpe if the British Steel plant closes down.

Since May, British Steel has been kept running by the government as it seeks a buyer for the business. (ma c'è la figlia di Steno!! diamine! fatele un colpo di telefono, no?)

https://www.bbc.com/news/business-48769247


 Last edited by: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:57, edited 3 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Giovedì 07 Novembre 2019 23:47

Alla fine verra' nazionalizzata, il problema di Ilva e' che e' fuori mercato, perde un miliardo/anno,

l'eta' media dei dipendenti sara' 50 anni etc... etc... etc....

Le azioni Arcelormittal son decollate alla notizia che escono dal pantano Ilva.

Perche' vogliono licenzire 5000 dipendenti? e' impossibile che ci sia il 50% della forza lavoro

a fare un cazzzzz, il motivo e' semplice, dopo averli licenziati assumono 5000 giovani a meta'

prezzo.

Queste operazioni lo stato non le puo' fare (vedi alitalia) per cui alla fine caro ci cosetra' l'acciao,

ma, nonostante tutto, chiuderla non va bene, poi ti ritrovi con 10.000 lavoratori socialmente

"utili", utili a fare un cazzzz!

 

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:42

Sto esattamente seguendo il discorso.

Voi volete moglie ubriaca e botte piena.

Auguri!

Ti ho appena postato cosa succede in un paese che oltre ad essere la patria dell'acciaio, si appresta ad uscire dalla EU e che attualmente sta sovvenzionando una propria grossa società di produzione, con numeri di occupazione simili all'Ilva ; cerca cioè un acquirente straniero (prima turco, poi cinese).

 

Voi dite invece che non possiamo sovvenzionare l'Ilva come stato (perchè allora la UK lo fa? ) e che sarebbe intelligente nazionalizzarla (perchè allora la UK, prossima alla Brexit, quindi non più vincolata da Bruxelles, non lo fa?)

Cioè vi reputate molto più intelligenti degli inglesi.

Complimenti.

 


 Last edited by: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:50, edited 2 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:37

Parlate a vanvera senza un'idea del contesto generale. Non si può contemporaneamente essere a favore di una Ilva nazionalizzata e per una riduzione delle tasse.

 

Europe’s Steel Sector Is Suffering. These Charts Show Why

By and
29 maggio 2019, 13:14 CEST

From the collapse of British Steel to a 50% plunge in ArcelorMittal shares in the past year, the European steel industry has lurched back into turmoil.

Steel, a business notoriously sensitive to changing winds of economic growth, has been battered by weaker demand, a knock-on effect of lower car sales in Germany. At the same time, costs are rising as a result of surging prices for iron ore and the market is awash with supplies of low-cost steel from Turkey and Russia.

Smashing Import Records

Turkey, Russia more than doubled steel supplies to EU in the past 2 years

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-05-29/europe-s-steel-sector-is-suffering-here-are-charts-showing-why

 

e nella vostra amata UK di Johnson:

Chinese group 'is favourite to buy British Steel'

Since May, British Steel has been kept running by the government as it seeks a buyer for the business.  (ma non possiamo mandargli Morphy, che si intende di queste cose alla perfezione?)

https://www.bbc.com/news/business-50317450


 Last edited by: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:41, edited 3 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:20

L'Ilva carrozzone di stato si mangerebbe 2 milioni al giorno (fai prima a dare 100 euro al giorno ad ogni operaio, con 1 milione di euro te la cavi)

Metticeli tu, se vuoi.

Oltre a continuare ad avvelenare i tarantini.

 

 


 Last edited by: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 23:31, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: gianlini on Giovedì 07 Novembre 2019 22:56

Non avete finito di lamentarvi delle tasse che dovevate pagare per mantenere i carrozzoni di stato, che iniziate a lamentarvi che vi hanno fatto chiudere i carrozzoni di stato.

Bella coerenza!

 

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Giovedì 07 Novembre 2019 22:25

Inutile puntare su piani di nvestimenti in infrastrutture, le infrastrutture costano anche dopo che le hai

fatte, e poi' ce n'e' a sufficienza perfino a sud, a parte il fatto che i soldi non ci sono e non riusciamo

nemmeno a mantenere quelle che abbiamo.

Prendi l'alta velocita', certo che e' figo prendere il frecciarossa, ma poi, se vuoi andare da Milano a

Palermo le cose son drammaticamente peggiorate se non ti accolli i costi del frecciarossa.

Quando parlo di fauna non piu' compatibile con l'ambiente intendo anche questo, inutile che fai

l'hyperloop se poi la fauna non e' in grado di pagare il biglietto.

Ci vuole una redistrubuzione dei salari e pensioni,il costo medio di un dipendente pubblico e' 50k/anno

poi vai a vedere e scopri quelli di fascia medio bassa che sono il 90% pigliano 25k/anno, lordi 

chi si e' fottuto i soldi? Le piccole comunita' felici e festanti fatte da palloni gonfiati i quali, anche in

virtu' di una certa autonomia che hanno, si arrubbano tutto.

Non a caso negli ultimi GG ho messo i dati delle camere del commercio, questi enti hanno

autonomia finanziaria e i risultati son quelli che ho esposto.

L'ultima invenzione e' il marchingegno antidimenticanza del marmocchio dentro la macchina,

insomma, per colpa di qualche superrincoglionito costringi 5 milioni di famiglie e comprarsi quella

stronzata (che costa 70/80 euro) per poi dover pure smadonnare con le app, e, se sbagli rischi

ache rrivano i pompieri in tenuta antisommossa a liberare il marmocchio,

Ovviamente, se non ce l'hai, c'e' la multa, fino a 330 euro/marmocchio.

 

 

 


 Last edited by: antitrader on Giovedì 07 Novembre 2019 22:27, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Giovedì 07 Novembre 2019 21:45

Anti io non riesco più a dare fiducia a nessun politico. Il fatto che contesti questo governo non significa che approvi il cosiddetto centro destra. Io sono stato tradito negli anni 90' da Bossi e questo mi è bastato per metterci una croce sopra. Per cui provo disprezzo per qualsiasi politico e della politica me ne frego altamente al punto che non voto più da credo 20anni. Anzi provo disprezzo per gli intaliani presi nel suo insieme. E me ne frego pure di quelli che vogliono fare i patriotici dell'ultima ora. I comunisti veri, quelli di Togliatti o anche quelli di Berlinguer per intenderci, mica gli potevi tanto dichiarare di essere patriota. Mi ricordo che individuavamo i fasciti solo dalle bandierine adesive che applicavano dietro l'automobile. Bandierina adesiva dell'Italia dietro l'auto: si alzava il coro, fascisti carogne tornate nelle fogne. A dodici anni mi venivano a prendere i dirigenti di partito (del paese) per portarmi in sezione. Conosco bene la filosofia di allora.

 

Adesso ti ritrovi degli speudo comunisti annacquati che sono patriotti amanti del loro paese. Non ero patriota allora e non lo diventerò certo adesso. Però cavolo mi fa schifo vedere un paese come il nostro che è dagli anni 90' che si sta deindustrializzando. Puoi criticare la prima repubblica fin che vuoi ma tutto coincide con la caduta della prima repubblica e l'inizio dello smembramento dei nostri distretti industriali. Un pezzo alla volta uno dietro l'altro. Adesso è l'ora dell'Ilva, via anche quella. Poi purificheremo le acque coltivando le cozze pelose. Al tempo della prima repubblica un tipo come prodi era considerato un coglione fuori di misura per lo più un boiardo di stato molto molto manovrabile. Adesso Prodi lo si può considerare un titano della politica. Io conoscevo un po' di dirigenti socialisti, talmente tanto ladri che aveveno un po' tutti le pezze al sedere. Attualmente se cerchi un ex socialista che abbia ricchezze fai prima a cercare diamanti lungo la strada. Più che ladri erano dei rubagalline.

 

Non è possibile continuare un politica al solo grido di onestà onestà. Volete mettere in galera i ladri, va bene e mi sembra corretto. Ma non si può attendere che siano stati messi in galera tutti, che si arrivi al 100% inparlamente e che l'intelligenza artificiale ci faccia vivere tutti nel paradiso terrestre. Qui c'è una sola realtà ed è quella che ci stiamo giocando le ultime fabbriche. Qui occorre un grosso piano industriale e dei grossi investimenti governativi. E parlo di investimenti dell'ordine di 500 o 1000 miliardi. Non della tassa sulle gazzose o gli spruzzini del vetril.

 

Prima si poteva giocare a pettinare le bambole, adesso necessariamente abbiamo bisogno di investimenti supermassicci in settori che servono ADESSO e non ipoteticamente tra 10 anni. E leviamoci dalla testa che possiamo entrare a gamba tesa in settori come l'informatica, l'intelligenza artificiale o la ricerca avanzata. Questa roba è appannaggio delle economia avanzate, purtropponoi siamo retrocessi a paese con manovalanza low-cost. Bisogna tornare nelle fabbriche, sui cantieri e lavorare a testa bassa...

 

 


 Last edited by: Morphy on Giovedì 07 Novembre 2019 22:24, edited 2 times in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: antitrader on Giovedì 07 Novembre 2019 21:02

Quelli che, secondo voi somari, vi avrebbero portati fuori dall'euro li avete avuti ai posti di comando.

Uno, a tutti gli effetti un dipendente pubblico, che vi ha infinocchiati ben bene coi suoi modi garbati

che vi piacciono tanto se l'e' subito fatta addosso al grido di "dall'euro non si puo' uscire!", l'altro,

piu' ruspante e simpatico, non e' andato oltre i minibot suscitanto l'ilarita' di tutto il pianeta.

Tanto per dare un'idea del ces di paese che vi hanno cucito addosso quelli che vi siete scelti dal

dopoguerra ad oggi, questi qui sotto sono i costi de personale del camera del commercio di Venezia

(non quelli di Palermo), come si nota la manovalanza, anche nel pubblico impiego, e' stata ridotta

al rango di schiavi, pigliano 25k lordi/anno contro le cetinaia di migliani di euro dei palloni gonfiati.

Ma quelli non sono un problema, ragliano molesti i somari, tanto i soldi si stampano.

Nella tabella non son compresi i premi piu' pittoreschi che si autoattribuiscono i palloni gonfiati.

Chi puo' mettere mano a queste porcherie? Solo i 5S, ma serve il 51% (meglio ancora il 100%)

Re: Genesi di un crash  

  By: muschio on Giovedì 07 Novembre 2019 19:34

Come non essere d'accordo con Morphy?


 Last edited by: muschio on Giovedì 07 Novembre 2019 19:34, edited 1 time in total.

Re: Genesi di un crash  

  By: Morphy on Giovedì 07 Novembre 2019 18:57

Gano, è evidente che il nostro è un governo (governo si fa per dire) che fa ridere i polli. Quando un governo non ha la forza di spezzare la schiena ad una qualsiasi multinazionale, allora è un governo da operetta tragicomica.

 

Se fossi l'imperatore d'Italia deciderei su due piedi per questo alto forno. Bonificherei tutta la zona a suon di palate di soldi e affiderei ad una società italiana gli investimenti in impianti e nello specifico alla famiglia Marcegaglia, che è l'unica famiglia in grado di fare una gestione seria in questo settore. E farei così per tutti i settori interessanti, alla faccia di chi dice che le acciaierie non sono più strategiche. Se non posso fare investimenti perchè l'Europa non me li concede beh allora, affareinculo l'Europa. Si esce con tutte le consegunze del caso, costi quel che costi. Siccome l'Italia è in mano ad un branco di privilegiati trogloditi figli di papà, motivo per cui è matematicamente impossibile ristruturarla, allora devi bragare tutto. 

 

Se stai li ad ascoltare le fisime dei 5S il cui loro capo si intende più o meno di bibite e intrecci romani di palazzo, arrivi a credere davvero di sostituire l'Ilva con degli allevamenti di cozze pelose. Il M5S è un partito colmo di futurologi preveggenti che sparano alla cazzo... ma di cosa stiamo discutendo?