Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi....)

 

  By: Gano on Giovedì 08 Dicembre 2005 14:27

Si', probabilmente l' Italia si e' posta un possibile rischio a breve di limitazione allo sviluppo industriale con il Protocollo di Kyoto. Pero' e' anche vero che la necessita' aguzza l' ingegno. Se saremo capaci, saremo probabilmente i primi a sviluppare industrie e sistemi industriali non inquinanti e/o disinquinanti, ad alta efficienza energetica e a basse emissioni (*). Ci penseremo poi noi a vendere a Cina, Messico, Tailandia e Stati Uniti questi sistemi, quando si accorgeranno di cominciare a morire nelle loro citta'. Il futuro va in questa direzione, tanto vale quindi incominciare subito senza perdere altro tempo. Se questo poi non saremo capaci di farlo, se non coglieremo cioe' l' occasione, allora il problema italiano e' strutturale, significa che anche senza protocollo di Kyoto e con tutte le emissioni a randa, saremmo andati poco lontani. (*) Il Giappone e' oggi uno dei paesi piu' avanzati nei sistemi di smaltimento dei rifiuti, sviluppo ed utilizzo delle energie alternative e di sistemi industriali non inquinanti. Perche'? Per due ragioni. Perche' per loro l' energia e' carissima, ma soprattutto perche' per primi nel mondo si ritrovarono un giorno a mangiare pesce al mercurio e con le citta' dove c' erano le mascherine ad ossigeno a pagamento per la strada per poter prendersi una boccata di aria fresca ogni tanto. Oggi l' aria di Tokyo, di Osaka o di Nagoya e' pulita, molto piu' pulita di quella di Milano, Torino, Los Angeles, Houston, Citta' del Messico o Bangkok, eppure il loro sviluppo industriale non si e' fermato. Anzi. E infatti il Giappone, con un certo acume, e' non solo uno dei paesi storici tra i firmatari dell' accordo di Kyoto, ma guarda caso e' stato anche il paese ospite del trattato.

 

  By: Gano on Giovedì 08 Dicembre 2005 14:25

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Buone notizie sul fronte globale - gz  

  By: GZ on Giovedì 08 Dicembre 2005 14:05

Mentre in Italia siamo bloccati un poco dappertutto a cominciare dalla Val di Susa (non solo niente alta velocità, ma anche autostrade bloccate mentre i verdi francesi di la dal confine dicono:" ...ma volete il traffico dei camion per sempre ? noi abbiamo qui l'alta velocità e siamo contenti..") per fortuna nel resto del mondo le cose non vanno così male. Ad esempio a Montreal alla mega conferenza sul riscaldamento globale ^si è di fatto abbandonato Kyoto#http://www.nytimes.com/2005/12/04/weekinreview/04revkin.html^ come spiega il NY Times perchè si è dovuto prendere atto che negli ultimi anni Sudamerica, Asia e dozzine di paesi emergenti consumano energia a più non posso Ad esempio in tutti i paesi del medio oriente in molti paesi asiatici la benzina è sovvenzionata dal governo (da noi c'è all'opposto un 75% di tasse) per cui costa solo qualche centesimo di euro al litro. C'era ieri la notizia che Teheran è chiusa per due giorni, nessuno va a lavorare, perchè con la benzina che non costa niente e nessuna misura sulle marmitte lo smog sta uccidendo la gente. E gli iraniani sono 60 milioni di persone con un reddito da petrolio crescente. In Indonesia il governo ha un deficit statale fuori controllo e sta per fare crac perchè sovvenziona il prezzo della benzina che in pratica è gratis. In Cina pure il governo paga lui in modo che tutti consumino di più... Figurarsi poi mettersi a mettere restrizioni, tutta l'Asia SOVVENZIONA IL CONSUMO DI ENERGIA del pubblico... L'Italia, paese masochista, nazione simpatica ma in declino economico, si è assunta l'impegno IN PROPORZIONE MAGGIORE DEL MONDO di taglio di emissioni (più di qualunque paese europeo e dato che sono solo gli europei ad applicare Kyoto di conseguenza siamo i primi nel mondo!). Ma mezza Thailandia o un paio di provincie cinesi bastano a compensare i sacrifici imposti alla nostra industria. Bene, la storia è che a Montreal si è preso atto di tutto questo, che Kyoto non ha senso, un mega accordo mondiale che danneggia gran parte dell'industria occidentale in declino che, anche quando venisse applicato da tutto l'OCSE, taglierebbe percentuali minime di emissioni mentre il resto del mondo fa esplodere il consumo (senza contare che negli ultimi 100 anni il clima si è riscaldato di uno 0.6 di grado, mezzo grado, ma lascio perdere su questo tasto...) Si è ripiegato su un approccio di accordi bilaterali o tra gruppi di paesi con legami e interessi comuni e sviluppo di nuove tecnologie che suona molto simile a quello ^proposto dagli Stati Uniti#http://en.wikipedia.org/wiki/Asia_Pacific_Partnership_on_Clean_Development_and_Climate^ ------------------------------------------ On Climate Change, a Change of Thinking By ANDREW C. REVKIN ............ Today, in the middle of new global warming talks in Montreal, there is a sense that the whole idea of global agreements to cut greenhouse gases won't work. A major reason the optimism over Kyoto has eroded so rapidly is that its major requirement - that 38 participating industrialized countries cut their greenhouse emissions below 1990 levels by the year 2012 - was seen as just a first step toward increasingly aggressive cuts. But in the years after the protocol was announced, developing countries, including the fast-growing giants China and India, have held firm on their insistence that they would accept no emissions cuts, even though they are likely to be the world's dominant source of greenhouse gases in coming years. Their refusal helped fuel strong opposition to the treaty in the United States Senate and its eventual rejection by President Bush. But the current stalemate is not just because of the inadequacies of the protocol. It is also a response to the world's ballooning energy appetite, which, largely because of economic growth in China, has exceeded almost everyone's expectations. And there are still no viable alternatives to fossil fuels, the main source of greenhouse gases. Then, too, there is a growing recognition of the economic costs incurred by signing on to the Kyoto Protocol. As Prime Minister Tony Blair of Britain, a proponent of emissions targets, said in a statement on Nov. 1: "The blunt truth about the politics of climate change is that no country will want to sacrifice its economy in order to meet this challenge." This is as true, in different ways, in developed nations with high unemployment, like Germany and France, as it is in Russia, which said last week that it may have spot energy shortages this winter. Some veterans of climate diplomacy and science now say that perhaps the entire architecture of the climate treaty process might be flawed. The basic template came out of the first international pact intended to protect the atmosphere, the 1987 Montreal Protocol for eliminating chemicals that harmed the ozone layer, said Richard A. Benedick, the Reagan administration's chief representative in the talks leading to that agreement. That agreement was a success, but a misleading one in the context of climate. It led, Mr. Benedick now says, to "years wasted in these annual shindigs designed to generate sound bites instead of sober contemplation of difficult issues." While it was relatively easy to phase out ozone-harming chemicals, called chlorofluorocarbons, which were made by a handful of companies in a few countries, taking on carbon dioxide, the main climate threat, was a completely different matter, he said. Carbon dioxide is generated by activities as varied as surfing the Web, driving a car, burning wood or flying to Montreal. Its production is woven into the fabric of an industrial society, and, for now, economic growth is inconceivable without it. Developing countries - China and India being only the most dramatic examples - want to burn whatever energy they need, in whatever form available, to grow their economies and raise the living standard of their people. And the United States - by far the world's largest producer of greenhouse gases - continues to say that emissions targets or requirements would stunt economic growth in both rich and poor nations. All this has turned the Montreal meeting, many participants have conceded, into, at best, a preliminary meeting on how to start over in addressing the threat of global warming. Indeed, from here on, progress on climate is less likely to come from megaconferences like the one in Montreal and more likely from focused initiatives by clusters of countries with common interests, said Mr. Benedick, who is now a consultant and president of the National Council on Science and the Environment, a private group promoting science-based environmental policies.

 

  By: Gilberto on Giovedì 17 Febbraio 2005 18:21

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  By: polipolio on Giovedì 17 Febbraio 2005 13:20

"l'uomo vive nell'ambiente e dell'ambiente: quando lo mette in crisi, mette in crisi se stesso." Asserzione magari anche vera, che però mi porta alla memoria la critica al sistema hegeliano: una notte in cui tutte le vacche sono nere.

 

  By: XTOL on Giovedì 17 Febbraio 2005 12:15

Cmq. decidi se vuoi sostenere che fa male all'homo come dici qui o se è l'homo che fa male all'ambiente come citi sotto ------------------------- ecco il tuo problema (che condividi con un mare di allegri inquinatori): non capisci (o più probabilmente lo capisci, ma fai finta di non capirlo per non pagarne le conseguenze) che l'uomo vive nell'ambiente e dell'ambiente: quando lo mette in crisi, mette in crisi se stesso. le mie due affermazioni sono correlate e non si escludono affatto. xtol

 

  By: Gilberto on Giovedì 17 Febbraio 2005 12:14

Detto che se fosse per me metterei altri 2€ di tasse al litro sulla benzina -------------------------------------------------------- ???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? Polipolio , ci hai proprio visto giusto !!!!!!!!!

 

  By: polipolio on Giovedì 17 Febbraio 2005 12:06

"il modello di sviluppo "petrolifero" sta facendo danni insostenibili alla specie homo" Detto che se fosse per me metterei altri 2€ di tasse al litro sulla benzina, il modello di sviluppo che abbiamo avuto fin qui ha migliorato il nostro benessere materiale secondo qualunque metrica (ad es. vita media). I danni, evidentemente, NON sono insostenibili, sorry. Cmq. decidi se vuoi sostenere che fa male all'homo come dici qui o se è l'homo che fa male all'ambiente come citi sotto.

 

  By: Gilberto on Giovedì 17 Febbraio 2005 12:00

Costruire aerei, tank, elicotteri, satelliti, missili superiori a quelli di hitler, stalin, gheddafi, milosevic, saddam, i generali argentini, gli ayatollah iraniani, la Nord Corea ecc... è progresso, anzi è la cosa in assoluto più importante per mantenere la civiltà, libertà e tutto quello che c'è di buono dalle nostre parti. --------------------------------------------------------------------- Prima che in Italia nascano società tipo Lockheed Martin , General Dynamics e Northrop Grummnan anche con l'intevento dello Stato ne ha da passare di acqua sotto i ponti .... Bella perorazione , ma forse ha dimenticato in che paese vive...qui le priorità di bilancio sono il pagamento pensionistico e il mantenimento di uno sistema statale e parastatale parassitario . Mi piacerebbe vedere quanti voti prenderebbe un partito che pone al centro del suo programma le spese belliche come volano per lo sviluppo e la difesa dell'identità nazionale ....come si convincono 20/25M di pensionati ???

 

  By: XTOL on Giovedì 17 Febbraio 2005 11:56

Ti ringrazio per la citazione che rafforza il mio argomento --------------------- il tuo non è un argomento, è solo un tentativo di estremizzare le posizioni che non condividi per indebolirle. purtroppo qui si tratta di dati. nello stesso esercizio si esibisce gz: io non ho mai detto che le armi non servono (non sono un pacifista); dico che la ricerca e lo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale è progresso intelligente e che il modello di sviluppo "petrolifero" sta facendo danni insostenibili alla specie homo, non a una inesistente "incontaminata Gea". xtol

 

  By: GZ on Giovedì 17 Febbraio 2005 11:23

Costruire aerei, tank, elicotteri, satelliti, missili superiori a quelli di hitler, stalin, gheddafi, milosevic, saddam, i generali argentini, gli ayatollah iraniani, la Nord Corea ecc... è progresso, anzi è la cosa in assoluto più importante per mantenere la civiltà, libertà e tutto quello che c'è di buono dalle nostre parti. Esempio fresco di questa settimana. Avete letto due giorni fa del candidato presidente del Libano sventrato assieme a dieci persone con il tritolo ? E ieri delle manifestazioni di mezzo milione di persone che protestavano contro l'occupazione siriana indicando i siriani come autori della strage ? Parlavo con uno che è stato a Berirut a vendere piastrelle la settimana scorsa e mi diceva che i cristiani libanesi stanno tutti emigrando da anni, dopo secoli che costituivano il nerbo del paese stanno letteralmente scomparendo e il Libano attuale è diventato un paese irriconoscibile, povero e dove tutti vivono nella paura. Un paese e una civiltà che viene distrutta e perchè è accaduto ? Perchè non sono stati in grado di difendersi. Il Libano cristiano è stato per secoli un oasi di relativo benessere in medio oriente, tollerato anche dai turchi e poi sotto la Francia si stava così bene che negli anni '70 lo chiamavano "la Svizzera del medio oriente". Nel 1975 i palestinesi di Al Fatah di Arafat dopo aver tentato il colpo di stato in Giordania sono stati sconfitti durante il famoso "settembre nero" da Re Hussein e si sono spostati in Libano dove hanno iniziato con le autobomba e le stragi. Poi sono arrivati gli israeliani per combattere i palestinesi, gli hezbollah organizzati dall'Iran, è intervenuto l'ONU, i cristiani maroniti hanno combattutto per difendere il paese, ma sono stati sconfitti e nel 1984 la Siria ha occupato tutto il paese. Risultato: la distruzione del benessere e della libertà del paese e oggi di due milioni di cristiani libanesi ne rimangono 700 mila che vivono nella paura della polizia segreta siriana. A differenza degli israeliani che hanno messo assieme un ottimo esercito e hanno combattutto per la sopravvivenza tre volte vincendo i cristiani libanesi sono stati sconfitti e il risultato è che hanno perso tutto.

 

  By: polipolio on Giovedì 17 Febbraio 2005 10:57

"senti senti! costruire armi è progresso; costruire lampade a risparmio energetico è regresso... fammi pensare... uhmm, dammi tempo....: mi sembra una gran fesseria." iiiiiiiii. E' una gran fesseria, ma io non l'ho mai nemmeno pensata. "Ogni volta, in passato, la fase creativa, con l'origine di nuove specie e l'esplosione di nuova biodiversità, è iniziata quando la causa dell'estinzione è stata rimossa. Oggi ci troviamo di fronte a una causa (l'uomo, con la sua crescita demografica) che non è stata rimossa. " Ti ringrazio per la citazione che rafforza il mio argomento (o la mia metafora)

 

  By: Gano on Giovedì 17 Febbraio 2005 09:57

E' vero. Ma non generalizzi a tutti gli italiani. E' la nostra sinistra (la' ci sono dei veri geni, per chi non lo sapesse) che da un lato ci ha voluto fuori dal nucleare e dall' altro dentro il Protocollo di Kyoto. Generalizzando accomuna anche me ad una parte cui ho il distinto onore di non appartenere.

 

  By: XTOL on Giovedì 17 Febbraio 2005 00:42

La medesima disperata filosofia nichilista di chi crede che il rimedio ai guasti del progresso sia il regresso. --------------------------------------------------------------- senti senti! costruire armi è progresso; costruire lampade a risparmio energetico è regresso... fammi pensare... uhmm, dammi tempo....: mi sembra una gran fesseria. "La identica antropologia negativa che vede nell'uomo il cancro dell'altrimenti incontaminata Gea." Questa è una metafora; la verità incontrovertibile è che l'uomo è una specie catastrofica: "da quando esiste la vita animale vi sono state cinque grandi estinzioni di massa, in cui sono scomparse ogni volta almeno il 65% delle specie. In un caso, nel corso della crisi del Permiano, 245 milioni di anni fa, sparì addirittura il 96% delle specie. Tuttavia dopo ogni crisi, la biodiversità è riesplosa e, in breve, il numero delle specie ha recuperato la sua antica abbondanza. Noi non conosciamo le cause delle grandi estinzioni di massa del passato. Forse l'ultima, quella che vide la scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa, fu causata dall'impatto di un grosso meteorite con la Terra. Tuttavia sappiamo (con relativa sicurezza) che la velocità di estinzione delle specie in ciascuna di quelle crisi fu inferiore alla velocità di estinzione delle specie che è in atto oggi. Se la causa dell'attuale estinzione non viene rimossa, nel giro di un secolo potrebbe sparire un quarto dell'intero patrimonio di biodiversità del pianeta. E nel giro di mezzo millennio, potrebbero sparire quasi tutte le specie viventi. Ma perché preoccuparci? Perché non lasciare che l'evoluzione segua il suo corso e la biosfera riviva uno delle sue ricorrenti e creative crisi? Perché, rileva Eldredge, la crisi attuale ha una specificità che va oltre l'inusitata rapidità del tasso di estinzione. Ogni volta, in passato, la fase creativa, con l'origine di nuove specie e l'esplosione di nuova biodiversità, è iniziata quando la causa dell'estinzione è stata rimossa. Oggi ci troviamo di fronte a una causa (l'uomo, con la sua crescita demografica) che non è stata rimossa. E anche vero, però, che questa volta la causa ha una sia pur pallida coscienza di ciò che sta provocando. La speranza è che questa causa auto-cosciente dell'estinzione si autocontrolli fino a bloccare la sua crescita demografica. Rallentare fino a bloccare l'impatto sull'ambiente della sua insostenibile economia." aaaaaaaaaahhh! controllare l'economia! ha bestemmiato! al rogo, al rogo! xtol

 

  By: Gilberto on Mercoledì 16 Febbraio 2005 23:13

quando votano un mese fa l'ingresso della Turchia nella comunità europea (decisione irreversibile a livello CEE ormai che entro 6-7 anni verrà gradualmente fatta passare) nessuno dice niente, 80 milioni di musulmani che tra sette anni non avranno più frontiere con noi e la cosa non è degna di uno straccio di referendum ------------------------------------------------------------- Scusi GZ , ma prima ci da' dei leghisti alla Borghezio e poi dice che non c'è nessuna forza politica che si è schierata contro l'ingresso dei Turchi in EU ?? Stavolta , se succede veramente , a Bossi viene la sincope finale ....