Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi....)

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 16:48

come temevo: commentare i dati ATTUALI è esercizio troppo duro me ne farò una ragione 2ali

 

  By: GZ on Mercoledì 01 Ottobre 2003 16:25

catastrofisti creduloni e la «beffa di Zonher» http://www.corriere.it/solferino/main_mieli.shtml Stupisce, caro Mieli, come il presidente di Legambiente Ermete Realacci prima suggerisca di non trarre conclusioni affrettate e poi sentenzi che il buco dell’ozono non abbia nulla a che vedere con i mutamenti climatici. È ormai noto alla maggior parte degli scienziati che l’estensione del buco dell’ozono dipende in buona parte anche dall’intensità del vortice polare antartico e dall’andamento climatico di quell’area. Quest’anno l’inverno nell’Antartide è stato più freddo del solito, il vortice più intenso... con la conseguente estensione del buco dell’ozono che è stata più grande del solito. Perché gli ambientalisti sentenziano sempre con sicumera e non si preoccupano di aggiornare le loro conoscenze? Mario Tomasino, Venezia , dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari -------------------------------------------------------------------------------- Caro Tomasino, lascio a lei che è docente al dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari la responsabilità della polemica con Ermete Realacci dal momento che non ho le competenze per dire la mia nel merito della questione. A me preme stabilire, d’accordo con lei, che nel vastissimo campo dell’ecologia c’è una discussione aperta ma non disponiamo di certezze tali da consentire quell’ostentazione di sicurezza che va sotto il nome di sicumera. A nessuno: né agli ottimisti né ai catastrofisti. Tanto più che tale sicumera fa leva su una diffusa predisposizione al peggio e la miscela tra, eccesso di sicurezza e atteggiamento credulone, produce un combustibile mentale assai pericoloso. La predisposizione al peggio di cui ho appena detto è quella per cui nelle società occidentali ci si è ormai abituati (io stesso, lo ammetto, sono vittima di questa nevrosi) a considerare il pianeta sull’orlo di una qualche tragedia, il che ci induce a prestare identica, indiscriminata attenzione sia agli allarmi seri che alle fanfaluche. C’è un episodio del 1997 - finì in prima pagina sul Wall Street Journal - che ci offre una spia della nostra inclinazione ad abboccare a qualsiasi amo allarmista. Nathan Zonher, studente di scuola media a Idaho Falls (Usa), promosse quell’anno una raccolta di firme per la messa al bando del biossido di idrogeno. Ai tavoli veniva consegnato un volantino in cui si spiegava la pericolosità del composto chimico: «Nella forma gassosa il biossido di idrogeno può provocare ustioni; è il componente principale delle piogge acide; è la causa dell’erosione dei terreni; riduce l’efficacia dei freni delle auto; se inalato accidentalmente può uccidere; inoltre è dimostrata la sua presenza nei tessuti dei pazienti terminali ammalati di cancro». Zonher e i suoi amici calcolarono - alla presenza di un notaio - che il 76 per cento dei cittadini che si fermarono ai tavoli firmarono la petizione. Senza indugiare neanche un po’. E tra quelli che non firmarono, solo il 15 per cento si accorse dalla formula di quel biossido, H2O, che si trattava dell’acqua. Sì, l’acqua: che in forma di vapore «può ustionare», è «presente nelle piogge acide» (come in ogni altro tipo di pioggia), sotto forma di fiume o mareggiata «erode i terreni», «riduce l’efficienza dei freni di un’automobile sul bagnato», se inalata in grande quantità «può provocare annegamento» ed è «presente nei tessuti cancerosi» (come, d’altra parte, in quelli sani). La «beffa di Zonher» provocò sei anni fa una vivace discussione negli Stati Uniti e da allora la predisposizione al peggio di cui ho detto all’inizio si sposò con atteggiamenti più vigili e critici. Ma qui da noi non si è ancora presa l’abitudine di discutere di questioni ambientali esclusivamente in punta di fatto, con persone come lei, professor Tomasino, capaci di guardare alle sfumature e alle contraddizioni di ogni tema che è oggetto delle nostre attenzioni. Ne è riprova l’odierno sconfortante dibattito sul blackout di domenica scorsa. Solo un Nathan Zonher italiano potrebbe riportarci con i piedi per terra. Se c’è, batta un colpo.

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 15:51

rioooops

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 15:50

ooops, l'immagine

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 15:50

ah, capisco; meno male che qualcuno che tutto sa, c'è sempre. già che ci erudisce, ci racconti qualcosa dei grafici allegati (anche gli strumenti di misurazione scientifica sono da considerare "dei funzionari che per giustificare il loro budget e ricevere altri stanziamenti hanno interesse a scrivere questi reportini"?), e non parlo delle proiezioni (palesemente manipolate dalla spectre verde), ma dei dati a OGGI. 2ali in attesa di illuminazione (o di black out)

 

  By: GZ on Mercoledì 01 Ottobre 2003 15:05

I verdi non sono un partito che ormai è scomparso in italia, ma una mentalità e un ideologia che ci viene servita in tutte le salse su tutti i media e in particolare domina in tutta la burocrazia statale specialmente quella Onu e della CEE Non è questione di destra e sinistra o di partiti, un verde doc è Alemanno il ministro dell'agricoltura, ex-picchiatore dell'MSI a Roma che si dedica a fare sradicare i campi di mais transgenico e ha finora avuto come priorità il bando alle biotecnologie in agricoltura Le proiezioni della solita agenzia per la protezione dell'ambiente che nei prossimi 20 anni puoi risparmiare il 50% dell'energia.... sono anche più ridicole delle stime degli utili dei prossimi dieci anni delle società di borsa Sono solo dei funzionari che per giustificare il loro budget e ricevere altri stanziamenti hanno interesse a scrivere questi reportini, tanto nessuno gli viene a chiedere conto del report identico che hanno scritto dieci anni fa e che è risultato sballato, La realtà la vedi se guardi a cosa fanno le aziende del settore petrolifero e metanifero e se guardi le commodities. Se ci fosse scarsità salirebbero

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 14:52

verdi? ma che c'entrano i verdi? vede che non legge e parte lancia in resta contro qualsiasi argomento la costringa a rinunciare alle caramelle? legge, gz, legga, prima di sparare agli spcchietti 2ali

 

  By: GZ on Mercoledì 01 Ottobre 2003 14:41

.....si rileva che un completo spostamento di tutti gli usi finali di apparecchiature verso le tecnologie più efficienti attualmente disponibili sul mercato, l’italia potrebbe risparmiare il 46% della domanda prevista in un periodo di 15-20 anni... ------------------------------------------- Al costo di .... miliardi ? Si dimenticano sempre sempre di specificare quanto costa. Le riserve di petrolio e di gas continuano ad aumentare ogni anno ed è dalla fine degli anni '60 i verdi continuano a dire che sono in esaurimento senza mai dimostrarlo. Chi segue i mercati delle commodities sa che queste dei verdi sono balle perchè hanno detto le stesse cose identiche negli anni '70 e poi negli anni '90 e sono sempre stati smentiti. In confronto gli analisti di borsa sono degli scienziati quando predicono gli utili e i targeti dei titoli. Da 30 anni tutte le materie prime continuano a scendere di prezzo in termini reali nonostante i tentativi di cartello dei produttori. E il motivo ovviamente è che le riserve e la produzione continuano sempre ad aumentare. Per il petrolio e il gas naturale la Russia e tutti i paesi dell'Asia centrale stanno solo ora cominciando a sfruttare le loro risorse, basta seguire un poco il settore e vedi che le esplorazioni di Saipem, Halliburtono, BP e simili continuano a rivedere al rialzo le stime dei giacimenti di gas e petrolio nel mondo. Basta pensare all'Iraq che per 20 anni non ha più fatto esplorazione perchè Saddam spendeva tutto per la guerra e poi aveva l'embargo: era il secondo produttore del mondo e ha delle riserve che ricominciano a essere stimate oggi dopo che dal 1982 o 1983 nessuno più ha trivellato e esplorato e può portare un aumento della produzione di petrolio di 7-8 milioni di barili. Perchè mai si dovrebbe mandare in malora l'economia e abbassare il tenore di vita di milioni di persone per il gusto di lasciare il greggio intatto sotto la superficie della Siberia o del Turmenistan o del Kurdistan per i prossimi mille anni ? Non tutti sono politici o professori con stipendio e pensione statale garantita, un mucchio di gente rischia la miseria a dare retta ai verdi

 

  By: Paolo Gavelli on Mercoledì 01 Ottobre 2003 13:51

Il medioevo è alle porte -------------- infatti. Cito dalla comunicazione della Commissione europea. “Prospettive a livello mondiale delle politiche in materia di Energia, Tecnologia e Clima all'orizzonte 2030: Fine della citazione. Veniamo all’italietta della Compagnia dell’Allegro Inquinamento: Dal rapporto IPSEP del 1999 (International Project for sustainable energy paths – california), redatto su richiesta dell’ agenzia nazionale (italiana) per la protezione dell’ambiente: <…si rileva che un completo spostamento di tutti gli usi finali di apparecchiature verso le tecnologie più efficienti attualmente disponibili sul mercato, l’italia potrebbe risparmiare il 46% della domanda prevista in un periodo di 15-20 anni… Approssimativamente la riduzione dello spreco energetico basterebbe a stabilizzare la domanda di elettricità prevista per il 2010 ai livelli del 1995, ANCHE SE I SERVIZI RESI AI CONSUMATORI CONTINUERANNO A CRESCERE SECONDO LE PREVISIONI.> Quindi, cosa propone il marzano di turno? Centrali!, Centrali! Ai seguenti indirizzi, trovate un paio di letture facili facili, che pregherei di leggere prima di sparare fesserie a casaccio: http://www.fondazionebassetti.org/0due/docs/blair-sviluppo-sostenibile.htm http://www.wwf.it/ambiente/dossier/EnergiainItalia.pdf 2ali PS x bear: hai notato la velocità con cui i fautori del libero mercato corrono piagnucolando da mamma stato (“bisogna che il governo imponga la costruzione di nuove centrali!”), anziché affidarsi al semplice meccanismo che ho proposto (vuoi energia?, paga il prezzo VERO)?

 

  By: Noir on Mercoledì 01 Ottobre 2003 10:57

pur ammettendo che possa esistere un problema di capacità produttiva in Italia il fatto è che il black-out non ha avuto nulla a che vedere con questa!!!! è frutto della nostra chiamiamola solo disorganizzazione, la quale ci sarebbe anche se avessimo milioni di centrali nucleari!(non oso pensare agli effetti in questo caso). quindi come fuori luogo può sembrare parlare del nano, così lo è tirare in ballo ambientalisti e piangere dicendo che è colpa loro perchè non abbiamo le centrali nucleari, etc. Semplicemente c'è stato qualcuno, o + di uno, che non ha saputo fare il suo mestiere. come sempre.

 

  By: bearthatad on Mercoledì 01 Ottobre 2003 01:59

A proposito dell'azzer. del contatore, Zibordi, io ci ho provato a sollecitare uno scambio di battute sull'energia, sostenendo che grazie alla forte "coscienza ambientalista" degli italiani eventuali referendum sull'idroelettrico o sul termoelettrico darebbero lo stesso risultato dell'87, ma il buon Gavè glissa e mi ritorna sul fatidico argomento. Però dài, siamo seri che qui l'argomento è drammatico: non si tratta dello sbucciapiselli, senza corrente non siamo più capaci di vivere. E la corrente ci ha portato tali e tante comodità che, infiacchiti, ci prendiamo anche il lusso (sciocco? e diciamo sciocco) di sputare nel piatto dove mangiamo. L'info sarà pure monopolizzata, ma nel delirio ambientalista generale ("Io sono per la natura e la tutela della salute!!!" è il motto di qualsiasi Verde, purchè sia urlato in un telefonino) la voce dei Rubbia, dei Tullio Regge, degli Enrico Bellone (qualcuno di voi legge Le Scienze, che pure è del gruppo Espresso-Repubblica? Compratene uno, Bellone è direttore e tutti i mesi si strappa i capelli in editoriali disperati. Chissà cosa si prova a sapere di essere l'ultimo uomo di sinistra ancora dotato di buon senso) si sente flebile, lontana, ormai sul punto di spegnersi. Il medioevo è alle porte, Gavè, altro che sbucciapiselli.

 

  By: Paolo Gavelli on Martedì 30 Settembre 2003 19:24

aspettando l'inevitabile rialzo dell'S&P (...), segnalo questa sera dalle 20.50 raitre una puntata di Report dedicata al calcio (e alle sue schifezze) 2ali

 

  By: Paolo Gavelli on Martedì 30 Settembre 2003 18:51

un solo piccolo limite, che le risorse finanziarie non sono illimitate ------------------- appunto. e nemmeno quelle naturali. se vuoi continuare a vivere secondo i canoni della Compagnia dell'Allegro Inquinamento, paga 2ali

 

  By: Noir on Martedì 30 Settembre 2003 18:38

in questo fthome ha ragione. colgo l'occasione per aggiungere: "Il presidente della Rai, Lucia Annunziata, ha abbandonato la seduta del Cda dopo la decisione di bocciare la richiesta di diretta tv per la manifestazione di sabato dei sindacati. "Questa è manifesta mancanza di pluralismo". A favore della bocciatura della diretta hanno votato gli altri quattro componenti del Consiglio d'amministrazione" no comment

 

  By: fthome on Martedì 30 Settembre 2003 18:32

meine liebe ecco vedi: il libero arbitrio ha un solo piccolo limite, che le risorse finanziarie non sono illimitate se le uso per comprare a prezzi pazzeschi un'area non le ho per gli ospedali e cos' via e tutto allora diventa tanto, tanto complicato, e poi quell'area magari è del figlio dello zio del giardiniere mafioso di arcore e tutto si stoppa... in effetti credo che se tutti i cittadini che hanno un cerv ello potessere assistere ad una seduta delle commisisoni nazionali di valutazione impatto ambientale tutto sarebbe più chiaro, altro che 5 o 6° segreto di fatima back on trees