Black out (Fusione Fredda, Andrea Rossi....)

 

  By: diliberto on Lunedì 22 Gennaio 2007 18:29

Mi scuso con gli utenti del forum se mi inserisco qui ma visto il BLACK OUT di Cobraf nella mia posta, vorrei notizie dalla redazione di COBRAF in merito al mio nuovo abbonamento al trading futures (per la verita mi interessano solo i cambi) effettuato la scorsa settimana e di cui ho inviato copia della ricevuta a giorgia@cobraf.com già 2 o 3 volte.

 

  By: defilstrok on Lunedì 22 Gennaio 2007 16:02

Viene da ridere a pensare a quando ci si preoccupa dei "deflussi" o "influssi" nei fondi comuni in Italia o in America per spiegare le borse e i mercati ----------------------- Ha assolutamente ragione, Zibordi. E' da tempo che sostengo che si debba fare i conti con nuovi attori, che cambiano senz'altro le dinamiche cui eravamo abituati (non solo dei mercati, ma anche dei tassi, dell'inflazione, dei consumi, etc.). Tuttavia questa presa d'atto non spazza via le molte incognite. Ammesso che gli indici occidentali si siano spinti fin quassù grazie al riversamento di petrodollari, come spiegare allora certi vertiginosi crolli delle borse mediorientali?

Non c'è bisogno del pubblico italiano (o americano) - gz  

  By: GZ on Lunedì 22 Gennaio 2007 14:56

E' uscito il dato che nel 2005 il consumo di petrolio in America è calato del -1.4%...e nei paesi OCDE circa del -1%, considerando che la crescita è stata in media sul 3% vuole dire che il prezzo alla fine riduce i consumi Comunque Pimco ha appena messo fuori uno studio completo sui Petrodollari, ha calcolato che i dollari accumulati dai paesi produttori e "liquidi" cioè mobilizzabili, investiti in obbligazioni, azioni e altro, sono 1.500-1.800 miliardi (e sono più soldi di quanti ne accumulino Cina ed Asia esportando computer, auto e magliette) Viene da ridere a pensare a quando ci si preoccupa dei "deflussi" o "influssi" nei fondi comuni in Italia o in America per spiegare le borse e i mercati degli ultimi tre anni. Il pubblico americano e italiano non ha messo soldi in borsa di recente, ma bastano e avanzano i 450 miliardi circa di petrodollari che si sono accumulati solo nel 2006. (questo nel caso si voglia discutere qualcosa di serio, poi si può sempre tornare a bush e le energie alternative)

 

  By: polipolio on Lunedì 22 Gennaio 2007 09:50

Dài X, 'ste cose non hanno senso: "scatenando il default degli states si avvicina: "

 

  By: XTOL on Domenica 21 Gennaio 2007 13:53

Fantapolitica? martedì notte bushettino fa il fervorino alla nazione (President Bush's State of the Union address is scheduled for Tuesday, January 23, 2007 at 9pm Eastern). Cosa mai potrà dire per dare una prospettiva che abbia una qualche presa su un'america delusissima? Un suo consigliere economico (Al Hubbard, chairman of the National Economic Council) preannuncia che Bush will generate "headlines above the fold that will knock your socks off in terms of our commitment to energy independence." Consideriamo la triplice tenaglia che gli stringe i testicoli: da un lato, la dipendenza dal petrolio dell'opec è cresciuta al 52% del totale del petrolio importato (il 70% del consumo totale); da un altro lato, la guerra irakena non ha portato nessun stabile controllo di quel serbatoio (anzi, è ogni giorno più evidente la formidabile grandezza dell'errore commesso); da ultimo, aumenta rapidamente la pressione degli effetti del riscaldamento globale (il 2 febbraio esce il nuovo rapporto dell'ipcc, che non sarà per niente ottimista). Dunque? Beh, ^qui c'è una view#http://energy.seekingalpha.com/article/24550^ sui titoli delle energie alternative, da cui si può prendere spunto, ma lo scenario macro mi sembra più interessante. Detto che lo scorso anno bush parlò di oil addiction (e che sentire bush che dà l'allarme per la dipendenza dal petrolio è come sentire uno spacciatore che dà l'allarme anti droga), si può pensare che, per farci "cadere i calzini", una qualche sostanza alle chiacchere dovrà darla. Insomma, il momento in cui i petrodollari defluiranno dal dollaro e dai t-bond, scatenando il default degli states si avvicina: mi aspetterei questo copione per i prox mesi sul dollar index: prosecuzione della risalita del dollaro e rimbalzo dei bond, poi l'inizio della fine tra due/tre mesi. xtol dixit

 

  By: GZ on Domenica 21 Gennaio 2007 02:52

sì, ma in paesi come Russia e Cina è una truffa gigantesca ci sono articoli da leggere su internet se si vuole, russi e cinesi e altri in paesi che sono esenti da Kyoto fanno finta di ridurre le emissioni e poi vendono i "certificati" per milioni alle società occidentali che invece sono obbligate perchè i loro governi pirla hanno sottoscritto unilateralmente l'accordo

 

  By: moher on Sabato 20 Gennaio 2007 18:55

Il pianeta dovrà cambiare, in tempi rapidissimi, base e energetica e industriale. E tutto questo verrà misurato in certificati verdi commerciati in ogni paese. Una moneta verde mondiale? Chi lo sa, quello che si sa è che questa roba muoverà centinaia di miliardi…. Intanto qualcosa si muove. Il colosso gruppo dell'energia Gazprom ha compiuto il primo passo significativo per entrare nel business dei certificati verdi di Kyoto firmando una joint venture con Dresdner Bank che si spera gli possa aprire un mercato stimato in 15 miliardi di euro nel 2008, a prezzi correnti, dai programmi di riduzione di anidride carbonica previsti dall'Unione europea. Il progetto prevede investimenti in certificati verdi, i crediti previsti da protocollo di Kyoto per la riduzione di emissioni inquinanti, principalmente in Russia ed Est Europa. Per adeguarsi al protocollo di Kyoto nei prossimi anni le aziende dell'ex blocco sovietico investiranno in progetti di efficienza energetica per ridurre le emissioni inquinanti. Per ogni tonnellata di anidride carbonica in meno riceveranno dei crediti verdi che potranno essere venduti ad aziende di Canada, Giappone e Paesi Ue. I crediti che Gazprom, direttamente, dovrebbe generare dal miglioramento della efficienza produttiva dei suoi impianti sono stimati in 2 miliardi di euro.

 

  By: polipolio on Martedì 16 Gennaio 2007 11:01

Abbastanza interessante quest'intervista al Professor Piero Lionello, climatologo, docente di dinamiche del clima all’Università di Lecce e coordinatore del programma internazionale «Mediterranean climate variability» Da ^qui#http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=120&ID_sezione=76&sezione=Ambiente^ ---------------- ... Dobbiamo essere pessimisti oppure no? «E’ chiaro che il clima sta cambiando e la maggior parte degli scienziati, tranne qualche eccezione, è d’accordo. Raccogliamo evidenze sempre più chiare, dall’aumento delle temperature all’arretramento dei ghiacciai e alla diminuzione dei ghiacci al Polo Nord. Quindi la previsione delle mutazioni climatiche e del clima futuro è importante. Ma il primo problema riguarda la sua intrinseca variabilità, che si esprime su scale estese ed è una caratteristica ineliminabile». Che cosa significa? Non possediamo già dati sufficienti per ipotizzare che il Pianeta sta soffrendo? «Significa che la discussione scientifica aspira a raggiungere un alto livello di certezza, mentre questo requisito di precisione non è compatibile con le esigenze delle opinioni pubbliche e dei politici, che devono agire in tempi molto più brevi in modo da bilanciare i rapporti costi-benefici e cancellare gli alibi per l’inazione. Al momento devono bastare i modelli attuali di previsione ed è sulla base di questi che si deve intervenire: per esempio nell’area mediterranea si calcola un aumento delle temperature maggiore di quello registrabile a livello globale e una diminuzione delle piogge. Si tratta di cambiamenti che avranno effetti destabilizzanti sulle attività umane». Lei enfatizza i dubbi dei ricercatori. Quando - se mai sarà possibile - disporremo di un modello attendibile del clima e delle mutazioni indotte dall’uomo? «Partiamo dalle previsioni del tempo. Le sappiamo fare con un certo grado di successo: comprendiamo una serie di fenomeni e la loro evoluzione, ma sappiamo anche che esistono realtà impossibili, come spingerci a delineare il tempo oltre 15 giorni. Il clima, al momento, ci è meno noto e in ogni caso - come accennavo prima - dobbiamo accettare che è di per sé instabile e soggetto a principi di inderterminazione che lo rendono analizzabile solo in senso probabilistico. Mi spiego con un esempio: conosciamo le leggi fisiche che regolano il lancio di un dado, ma non siamo in grado di stabilire quale numero uscirà, se non a livello di probabilità. E le probabilità dicono che ciascuno dei sei numeri ha la stessa possibilità (se il dado non è truccato). Di fronte a tanti disastri è sbagliato colpevolizzare il cambiamento del clima. La prima necessità è affrontare il clima attuale: troppi usano l’effetto serra come giustificazione di fronte all’incapacità di capire il presente. L’uragano Katrina ha devastato New Orleans non perché fosse estremo, ma perché le autorità non si erano preparate a un evento che, comunque, prima o poi si sarebbe manifestato».

 

  By: Andrea on Domenica 14 Gennaio 2007 14:19

Io l'ho postato come provocazione per farsi tutti una sana risata alle spalle del trinariciuto della situazione ... ma il suo nervo scoperto (è ovvio che non parliamo della NAZIONE, ma di un individuo) mi permette di farle notare che: 1. Seattle != Arkansas ... per dire, a Seattle ci abitano i dipendenti di MS, Boeing e altre piccole aziende di provincia ... 2. Non mi meraviglio del trinariciuto e delle idiozie che albergano nella sua testa ... ma che il sistema attualmente in uso permetta di far votare la sua mozione e che la maggioranza dello school board la pensi come lui ... mi sembra significativo. Se deciderà di far studiare sua figlia negli USA (io, per ora, ho fatto la scelta contraria) ricordi che le metteranno a disposizione il locker e tante altre belle comodità ... ma se becca l'istituto sbagliato le spiegano che l'evoluzione e i fossili sono solo una teoria (in particolare i fossili sono scherzi piazzati da Dio per confondere le acque), teoria degna di pari dignità di qualsiasi altra cosa strampalata a qualcuno possa sovvenire. Ribadisco ... il signor Frosty non insegna a Stanford (non ancora, perlomeno) ma in una zona evoluta degli USA (non nell'Arkansas) riesce a convincere la maggioranza di uno school board ... pazienza se si fosse trattato di un gruppetto di studiosi dell'antico testamento.

 

  By: GZ on Sabato 13 Gennaio 2007 23:46

questo è un caso rappresentativo o è l'unico verificatosi in tutti gli stati uniti dove vivono 300 milioni di persone ? Se rovisti su internet trovi sempre l'episodio gustoso in qualche paese dell'arkansas, come se uno citasse per rappresentare quello che succede in Europa un fatto accaduto in provincia di agrigento che poi i tedeschi, i francesi e gli scandinavi dicono e noi cosa @#?^&$ c'entriamo?

 

  By: Andrea on Sabato 13 Gennaio 2007 19:02

Lasciamo perdere il CNR. Ci sono testi ben pià autorevoli da consultare rispetto al sito del CNR. Il sig. Hardison, ad esempio, ritiene di aver scovato il più autorevole di tutti: "A Seattle school board has placed a moratorium on screenings of 'An Inconvenient Truth', having found its subject matter too controversial. Echoing the language of the evolution debate, the school board found that students must be told that global warming is only a theory and presented with an opposing viewpoint. The ban was prompted by the complaints of a parent: '"Condoms don't belong in school, and neither does Al Gore. He's not a schoolteacher," said Frosty Hardison, a parent of seven who also said that he believes the Earth is 14,000 years old. "The information that's being presented is a very cockeyed view of what the truth is ... The Bible says that in the end times everything will burn up, but that perspective isn't in the DVD." È tutto fantastico ... prima di tutto perché il tizio si chiama Frosty ... e quindi sentirlo parlare di caldo è stridente. E poi perché usa il paragone con l'insegnamento della contraccezione a scuola ... lui che di figli ne ha 7!

 

  By: Moderator on Martedì 09 Gennaio 2007 09:57

per FORTUNATO Relativamente allo studio in modo estremamente rigoroso e scientifico, tra l'altro riconoscuto a livello mondiale , abbiamo nel nostro paese il CNR, Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima il cui link è il seguente:www.isac.cnr.it, il cui responsabileè il Prof. Franco Prodi, persona non catastrofista come il fratello e anche non politico, che ho trovato molto interessante e che non può invidiare i catastrofisti, iettatori starnieri e nostrani (non manacano mai) a cui rimando per qalsiasi informazione scientifica per onestà intellettuale e per riconoscimento dei meriti della conoscenza su questo argomento che nè io nè tutti i partecipanti a questo forum, nè politicanti da strapazzo italiani e stranieri possiamo vantare. Leggere qualche libello nelle varie lingue non significa poi avere la conoscenza giusta per argomentare su materie delicate come questa ------------fortunato------ su quel sito non c'è assolutamente nulla .Ci sono solo , di utile , dei link a siti sull'argomento.Terrorizzante vedere quante persone prendono i soldi in Italia per non produrre nulla :sono solo enunciazioni di cose da fare .Ladroni, con i soldi degli altri. Di libelli ne avessero scritti un pò , o solo articoli, magari almeno copiati .Fantasmi in un negozio di cristalleria PS fra l'altro con la richiesta di inviare altri links se li si conosce ! neanche quello gli va di ricercare , a questi ricercatori. Bene 800 euro al mese ai nostri ricercatori!

 

  By: Moderator on Lunedì 08 Gennaio 2007 18:32

Risposta ad ARDAT L'ultima glaciazione è stata 15.000 / 20.000 anni fa, riporto entrambe poiché lo stesso Science mi nomina entrambe le date! Quindi, dato che le glaciazioni secondo sempre le TEORIE più accreditate (e nn per forza esatte) avvengono circa ogni 100 mila anni. Facendo due calcoli se ogni 20.000 ci sono 8 gradi di differenza come da lei riferito dopo 50.000 anni, quindi il periodo più caldo, ci dovrebbe essere un divario di 20 gradi, 20-8=12, in effetti non sono 15. Ma dato che mi riferivo a studi recenti (ma non troppo) avevano già ben pensato di aggiungere i gradi dal così detto effetto serra! Che poi 20.000 anni fa c'erano molti più vulcani attivi e quindi, almeno credo, un bel po' di anidride carbonica in più rispetto a 100 400 anni fa, non so se possa influire! --------------Ardat------------ non è che ci son sempre state glaciazioni con intervalli come adesso. 3miliardi di anni fa una coprì tutta la terra. Altre fra i 950 milioni e i 15 milioni di anni fa. Le più recenti 2milioni di anni fa(tempi dell'Australopiteco), poi altre 4 (o 5). La CO2 è stata alta nei periodi caldi recenti(ultimi 450 mila anni) e bassa nei periodi freddi. La temperatura media del pianeta nelle ultime glaciazioni è stata di 8° circa più bassa dei periodi caldi. Tutto questo misurato col carotaggio dei ghiacci. Cioè se oggi la temperatura media è X° , durante le glaciazioni era X -6°/-10°

 

  By: polipolio on Martedì 13 Dicembre 2005 10:07

Mah, se poi vogliamo disutere nel merito, dall'obbrobrio delle partecipazioni statali ('50) al quello delle privatizzazioni ('90), alle opere pubbliche in Irpinia, al ponte di Messina, credo che la razionalità economica non abbia avuto piena cittadinanza nelle scelte pubbliche cioè di politica economica

 

  By: carlog on Lunedì 12 Dicembre 2005 23:58

Il tuo ragionamento e' tondo-tondo e non riesco a scalfirlo (se non che' per la "ragione pubblica" si sono realizzate un sacco di cazzate, sempre per favorire interessi dei pochi) Capisco anche le ragion di stato del "corridoio est-ovest" e delle reti della logistica (vedi gli interessi dei porti di Trieste e Genova). Pero' se corridoio deve essere speriamo almeno che chiudano le finestre, se no poi fa corrente ...