W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: gianlini on Lunedì 05 Novembre 2007 13:46

Esteban, qui al nord gli immigrati, se vuoi, "fanno meno storie" ma non vengono trattati economicamente peggio degli italiani

 

  By: GZ on Lunedì 05 Novembre 2007 13:09

Lo sfruttamento è quasi tutto nelle zone di mafia del sud che denuncia giustamente Gatti sull'Espresso, ma già nell'ediliza in emilia i muratori o piastrellisti immigrati lavorano esattamente alle stesse condizioni degli italiani. A fare dei lavori manuali, 8 euro all'ora X 40 ore (in realtà ne fanno di più) alla settimana, in un mese molti immigrati prendono sui 1.200-1.300 euro che è di più dei 900 euro di molte segretarie, operatori di call center o venditori dell'ipercoop o media world con diploma di scuola superiore e a volte con laurea. Poi le possibilità di avanzamento sono limitate, ma ora anche per gli impiegati sono limitate con un economia stagnante Gli italiani hanno ancora un certo vantaggio nel farsi assumere nel pubblico impiego, ma anche qui ora nelle regioni più avanzate tipo Emilia i comuni fanno grossi sforzi per assumere immigrati Quello che conta però è guardare al futuro dei paesi occidentali: in America siamo da due decenni arrivati alla fase successiva, una volta che le minoranze hanno raggiunto il 25% della popolazione hanno spinto con l'aiuto dei politici democratici che ne prendono il 90% dei voti per avere la corsia preferenziale che chiamano "affirmative action" e sono in realtà "quote razziali", cioè in tutti i concorsi pubblici, i college e anche nelle grande aziende ora ci sono criteri che discriminano A FAVORE dei messicani, indiani e neri contro i bianchi per fargli raggiungere una certa % dei posti. Questo perchè il loro reddito MEDIO è un poco più basso di quello degli americani di origine europea e di conseguenza per imporre la parità nell'impiego pubblico ormai per un bianco maschio è quasi impossibile essere assunto nelle città amministrate dalla sinistra tipo NY o Los Angeles Al dipartimento di stato USA hanno abolito gli esami di lingua straniera per il concorso perchè altrimenti i neri non lo passavano in numero sufficiente, nella polizia o vigili del fuoco annacquano i test di ammissione oppure creano due tipi di test, uno per i bianchi e uno per neri, messicani e indiani più facile per riempire le "quote" etniche. Nei college è così da almeno 20 anni, un bianco viene respinto con un punteggio con cui un messicano, indiano o nero entra. Ma se leggi Corriere e Repubblica non ti dicono queste cose, sembra a volte quasi un complotto. A Londra i tassisti sono tuttora quasi tutti bianchi perchè per avere la licenza devi superare un mega esame su tutti i percorsi di Londra che richiede 3 anni di preparazione e lo vincono solo i "bianchi" che sono più secchioni. Il sindaco Livingstrone vuole ora annacquarlo in modo da avere tassisti arabi, giamaicani ...

 

  By: Esteban on Lunedì 05 Novembre 2007 13:02

Ciao Gianlini, Ma tu credi veramente che pagano ad un estracomunitario "nei bar/discoteche" il giusto ? Se gli Italiani non lo fanno è proprio perchè speculano sugli estracomunitari, che non fanno storie e lavorano anche per metà dello stipendio ... Con questa "flessibilità" puoi speculare quanto vuoi sul lavoro e sui giovani ... Non raccontiamoci storie ...

 

  By: gianlini on Lunedì 05 Novembre 2007 12:32

norton, infatti hai straragione i filippini che abitano sotto di me hanno un mutuo da 1350 euro al mese.... una babysitter peruviana prende a tempo pieno 1200 euro in nero, poi se lavora anche i festivi arriva a 1600 poi leggi sui giornali che gli extracomunitari sono sfruttati ....al nord poco o pochissimo e se avviene è sempre ad opera di connazionali (capolarato fra i marocchini o sfruttamento fra i cinesi) forse è un po' più vero al sud, ma ce ne sono molto ma molti meno L'altra cosa che mi da i nervi è leggere che fanno i lavori pesanti che gli italiani non vogliono più fare. Ormai a milano entri in bar, discoteche, ristoranti e la stragrande maggioranza dei camerieri ed inservienti sono extracomunitari....Ma cosa c'è di così drammatico nel servire cocktail in un bar che gli italiani non possano più farlo?? capisco lavorare in fonderia o in miniera, ma fare il caffè o raccogliere i piatti (lavori che all'estero fanno tantissimi studenti universitari) non mi sembra nè particolarmente faticoso nè tantomeno così noioso da dover essere lasciato fare a rumeni e cinesi i giornalisti andrebbero aboliti, è una casta inutile

quando c'erano gli schiavi che facevano i lavori pesanti le popolazioni almeno erano ricche - gz  

  By: Moderator on Lunedì 05 Novembre 2007 12:23

ma insomma , 3 milioni di immigrati non sono piccola cosa , qua se la Fiat aumenta le vendite della Punto si parla di Pil in aumento , ma com'è che abbiamo 3 milioni di lavoratori extracomunitari e il Pil è da 10 anni che langue ? E poi , visto che portano ricchezza , com'è che da 10 anni il reddito in potere d'acquisto reale degli italiani si va sempre più spegnendo ?In genere in passato quando c'erano gli schiavi che facevano i lavori pesanti le popolazioni almeno erano ricche e facevano la bella vita. Come si spiega che un laureato prende invece 900 euro e neanche riesce più a sposarsi ? e neanche a dire che c'è troppi laureati , perchè siamo il paese europeo con meno laureati

 

  By: Gano* on Venerdì 02 Novembre 2007 14:41

Probabilmente in Africa l' HIV c'e' sempre stato (penso che in Africa gli scimpanze' o non li hanno mai mangiati o che siano centinaia di migliaia di anni che li mangiano, dal tempo probabilmente dell' Homo abilis... che li mangino solo dal 1930 mi sa di baggianata). Soltanto che prima un siero positivo che moriva di tubercolosi o di lebbra dicevano che era morto di tubercolosi o di lebbra, oppure se non trovavano la causa che era morto di stenti; oggi gli fanno l' analisi, si accorgono che ha anche l' HIV e dicono che e' morto di AIDS. Prima erano convinti che l' HIV fosse entrato negli USA negli anni '80. Ora e' diventato il 1969. Chissa' che domani non diventi il 1800...

 

  By: pana on Giovedì 01 Novembre 2007 10:15

Ma in Africa si sono sempre mangiati gli scimpanze !!! perche proprio nel 1930 ? boh... c'e anche una teoria complottistica secondo la quale il virus sarebbe stato creato in laboratorio e poi sfuggito di mano...

 

  By: GZ on Martedì 30 Ottobre 2007 12:16

a proposito di immigrazione, reuters riporta che sembra abbiano stabilito definitvamente l'origine dell'AIDS, ^è arrivato tramite alcuni immigrati di Haiti in Florida nel 1969#http://www.reuters.com/article/topNews/idUSN2954500820071029?feedType=RSS&feedName=topNews&rpc=22&sp=true^ i quali a loro volta lo avevano preso ad Haiti da gente proveniente dall'Africa dove avevano mangiato schimpanzee infetti --------------- ...This genetic analysis allowed the scientists to calibrate the molecular clock of the strain of HIV that has spread most widely, and calculated when it arrived first in Haiti from Africa and then in the United States. The researchers virtually ruled out the possibility that HIV had come directly to the United States from Africa, setting a 99.8 percent probability that Haiti was the steppingstone. "I think that it gives us more clear insight into the history of it (the AIDS epidemic) and what path the virus took -- and hard objective evidence, not just armchair thinking," Pitchenik said in a telephone interview. Studies suggest the virus first entered the human population in about 1930 in central Africa, probably when people slaughtered infected chimpanzees for meat. AIDS has killed more than 25 million people and about 40 million others are infected with HIV. .

 

  By: gianlini on Martedì 30 Ottobre 2007 11:26

Finalmente dei dati che avvalorano l'impressione visiva e di tutti i giorni! dati della Caritas Italia, è boom di immigrati Sono 3 milioni 700 mila i regolari in Italia. Un numero aumentato del 21,6% in un anno ROMA- Sono 3 milioni 700 mila gli immigrati regolari in Italia. Un numero aumentato del 21,6% - pari al 6,2% sulla popolazione complessiva (nell'Ue è il 5,6%) - in un anno e tale da collocare l'Italia, per ritmo di crescita, al vertice europeo. Lo stima il 17/o rapporto sull'immigrazione redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato martedì. Nel 2006 il trend di crescita (700 mila in un anno) è stato tale che, se sarà confermato, farà arrivare fra 20-30 anni gli stranieri a 10 milioni ed oltre. Novità di quest'anno, la presenza paritaria delle donne rispetto agli uomini (49,9%) e tale da essere maggioranza. Le uniche ad avere una prevalenza maschile sono solo Lombardia e Puglia. I minori sfiorano le 700 mila unità (18,4% del totale). Ogni 10 immigrati, 5 sono europei (la metà comunitari); 4 suddivisi fra africani e asiatici, 1 americano. L'aumento di 700 mila unità in un anno (un sesto rispetto all'anno precedente) è il numero complessivo di stranieri contati appena 5 anni fa, nel 2002. I rumeni, col 15,1% di presenza, è la comunità più numerosa; segue i marocchini (10,5%), gli albanesi (10,3%), gli ucraini (5,3%). Sei immigrati su 10 si trovano al nord; al centro c'è il 26,7%, al sud il 10,2% e nelle isole il 3,6%. In sei anni, dal 2000 al 2006, gli immigrati dall'Est sono saliti di 14 punti mentre l'Africa ne ha persi 5 e l'America 2. Il rapporto segnala che negli ultimi due anni, la crescita «è stata fortissima» anche in assenza di regolarizzazioni ma facendo leva sulle quote di ingresso. Ad avere impresso questo ritmo sono il fabbisogno delle industrie e delle famiglie di manodopera aggiuntiva (540 mila domande), i ricongiungimenti familiari (poco meno di 100 mila) e le nuove nascite tra gli immigrati (quasi 60 mila). Se il ritmo di crescita continuerà anche nel biennio 2007-2008, la Lombardia passerebbe da 850 mila ad oltre un milione di presenze; il Veneto, l'Emilia Romagna e Roma supererebbero il mezzo milione di unità; il Piemonte sfiorerebbe le 400 mila, la Toscana le 350 mila. Sotto le 100 mila unità resterebbero solo il Trentino Alto Adige, l'Abruzzo, la Sardegna, la Basilicata, il Molise e la Valle d'Aosta.

 

  By: Ferpa on Lunedì 29 Ottobre 2007 14:27

Condivido ogni parola e ogni segno di punteggiatura della tua analisi, caro Ferpa. ......................................................................................................... Grazie Bearth e ben tornato, io cmq l'articolo mi sono limitato a copiarlo ovviamente conidvidendolo.

 

  By: bearthatad on Lunedì 29 Ottobre 2007 00:06

Ciao Fortunato, anche se non posto spesso, leggo sempre con interesse i contenuti che tu e gli altri mettete nel forum. Un saluto cordiale a tutti.

 

  By: Fortunato on Domenica 28 Ottobre 2007 23:31

Ciao Bear, ti rileggo volentieri per condividere in ogni meandro ciò che gentilmente ha postato Ferpa. Altro che storie! Fortunato

Autodifesa ed evasione fiscale - polipolio  

  By: bearthatad on Domenica 28 Ottobre 2007 14:33

Condivido ogni parola e ogni segno di punteggiatura della tua analisi, caro Ferpa. L'evasione fiscale in Italia mette le radici nel disgusto con cui per decenni gli italiani hanno visto i loro soldi predati da uno stato che impegnava tutte le sue risorse per arricchire politici, parenti, amici, compari, soci, lacchè e clienti. Nascondere parte del proprio reddito è diventato nella mentalità della gente (non delle categorie elencate sopra) semplicemente autodifesa. Se oggi la propensione a evadere degli italiani (imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti, ma anche una larga fetta dei dipendenti che a tempo perso fanno gli idraulici, gli imbianchini, gli elettricisti, i falegnami, i muratori, i meccanici ed elettrauto, i commercianti, ma danno anche ripetizioni private a studenti, fanno la sarta, la baby sitter, la badante, la commessa, l'infermiera a domicilio, la guida turistica etc etc) sembra immutata, è perchè con l'attuale classe politica (e segnatamente con l'attuale governo) la sensazione è che nulla, e sottolineo nulla, sia cambiato da parte dello stato.

Milton Friedman dichiarò che se il nostro paese si regge ancora è grazie al mercato nero - gz  

  By: Ferpa on Venerdì 26 Ottobre 2007 20:38

L'evasore fiscale è un patriota ! L'autore dell'articolo è Marco Faraci, mi pare scriva sull'Indipendente. "In una intervista del 2001 il premio Nobel Milton Friedman dichiarò che se il nostro paese si regge ancora è grazie al mercato nero ed all'evasione fiscale che sono in grado di sottrarre ricchezze alla macchina parassitaria ed improduttiva dello Stato per indirizzarle invece verso attività produttive. In qualche modo, sostiene Friedman, "l'evasore in Italia è un patriota". Ci sembra che le parole del famoso economista colgano straordinariamente nel segno. Viviamo in un paese in cui ogni giorno che passa il peso dello Stato nelle nostre vite sembra aumentare. Lo Stato ci sottrae una fetta sempre crescente della nostra libertà e dei nostri sudati guadagni. Molti sosterranno che che lo Stato ha giustamente bisogno dei nostri soldi perché svolge una serie di funzioni di notevole importanza. "Allora lo Stato è utile e necessario? - scriveva H.L. Mencken - Anche il medico lo è. Ma lo chiameremmo se ogni volta che viene a curarci un mal di pancia o un ronzio alle orecchie si arrogasse il diritto di fare razzia dell'argento di famiglia, di usare il nostro spazzolino da denti e di esercitare le droit de seigneur sulla domestica?" E' fondamentale, del resto, la differenza che passa tra gli operatori economici, i privati, che producono nuova ricchezza e gli operatori politici che si servono del complesso armamentario dello Stato per confiscare tale ricchezza. Mentre i soggetti privati si procurano le proprie entrate attraverso transazioni volontarie, come donazioni oppure acquisti volontari di servizi da essi offerti sul mercato, lo Stato è l'unico soggetto che si procura le proprie entrate tramite l'estorsione, chiamata con l'elegante eufemismo di tassazione. Lo Stato, nella pratica, ti punta una pistola e ti intima "o la borsa o la vita". Mentre i soggetti privati cercano di convincere i potenziali clienti cercando di offrire servizi migliori della concorrenza a prezzi inferiori, lo Stato non ha bisogno di offrire un prodotto valido e conveniente perché ha il potere di imporre con la forza ai cittadini l'acquisto dei suoi servizi. Le tasse quindi si configurano come lo strumento attraverso il quale lo Stato costringe i suoi cittadini a sostenere dei progetti che essi non sosterrebbero volontariamente nel libero mercato. Per di più solo una piccola parte del denaro che viene strappato ai cittadini produttivi viene effettivamente utilizzato dallo Stato a loro beneficio. La più grossa parte degli introiti delle tasse serve a mantenere la stessa macchina statale oppure viene speso in interventi assistenziali e clientelari nei confronti di classi improduttive che tuttavia si presentano come validi serbatoi di voti. Una volta riusciti a liberarci della retorica statalista che ci è stata inculcata fin da piccoli ed una volta compresi i veri meccanismi della predazione statale e del trasferimento arbitrario delle ricchezze dai ceti produttivi ai ceti parassitari, la figura dell'evasore fiscale, dipinto come il nemico pubblico numero uno nei reboanti discorsi dei nostri politici, comincia ad apparire sempre meno sgradevole. Chi è in definitiva l'evasore fiscale? Egli è semplicemente qualcuno che rivendica il sacrosanto diritto di tenersi quello che è suo, il prodotto del suo lavoro e del suo sacrificio. E' qualcuno che rivendica il diritto di offrire nel mercato servizi a persone consenzienti che decidono volontariamente di acquistarli, senza che lo Stato pretenda il pizzo su ogni transazione. E' qualcuno che rivendica il diritto alla sua privacy finanziaria per non essere obbligato a rendere pubblico quanto ricava, quanto spende e con chi fa affari. E' qualcuno che non tollera le leggi demeritocratiche di questo paese secondo cui chi produce di più, offre servizi migliori e fa di più per gli altri deve essere penalizzato di più. La tradizione politica autenticamente libertaria, che ispirò i padri fondatori americani e che, con grande ritardo, ha cominciato da poco a muovere i primi incerti passi anche nel nostro paese, nell'enunciare i diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo vi ha sempre incluso il diritto di resistenza all'oppressione. Di fronte ad una classe politica che si sente autorizzata a gabellare oltre la metà di quello che con tanta fatica riusciamo a mettere da parte ci sembra che non sia fuori luogo invocare questo diritto."

 

  By: polipolio on Venerdì 19 Ottobre 2007 00:51

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