W l'Italia...l'Italia che lavora (De Gregori)

 

  By: GZ on Martedì 20 Novembre 2007 16:50

non sono solo le leggi, nessuno obbliga i giudici a dare 10 anni per un omicidio, se nel primo grado andassero subito a 25 anni poi anche con sconti, buone condotti e indulti qualcosa il criminale alla fine lo sconta

 

  By: gianlini on Martedì 20 Novembre 2007 13:09

tra l'altro, ad essere pignoli e razionali, 10 anni una volta erano un terzo della presunta vita adulta che ti potevi attendere di vivere, oggi sono un quinto o un sesto, il che rende la pena comparabilmente più leggera

In Italia l'omicidio è quasi gratis - gldm  

  By: gldm on Martedì 20 Novembre 2007 12:58

Aggiungo benzina sul fuoco della vostra nausea: Puntata di amore Criminale di Sabato scorso su rai3 ore 23,40: Un uomo uccide l'amante dopo 10 anni di rapporto clandestino, perché non sopportava le pressioni sempre più decise dell'amante di lasciare non solo di fatto ma anche giuridicamente ( separazione/divorzio) la sua famiglia (una moglie ed una figlia). La fa ruzzolare dalle scale e poi le fracassa il cranio sbattendolo contro gradini e spigoli. In primo grado al nostro gaudente amante rifilano 10 anni: i giudici di appello accortisi della gravità della condanna scalano 1 anno e siamo a 9, interviene l'indulto e la pena si riduce a 6 anni e tanto per non accanirsi troppo , al nostro libertino/fedifrago/assassino sono stati già concessi gli arresti domiciliari. Come commentare? Dunque abbiamo uno Stato che si manifesta attraverso l'opera dei giudici ( che sono obbligati ad applicare, si noti bene, leggi formulate dai nostri parlamentari) che in Italia sanziona orami attraverso la celebrazione di costosi processi l'ingiustizia: siamo ormai alla sistematica affermazione dell'ingiustizia di Stato. Ma tale mollezza nel colpire il reato più grave avrà o no riflessi negativi sulla psiche di molti individui e sui loro comportamenti????? L'omicido sta diventando quasi gratis in Italia.

 

  By: shabib on Martedì 20 Novembre 2007 12:13

sono completamente d'accordo : buonismo ipocrita . evidentemente io e la mia famiglia , vasta fra l'altro , che non ci siamo mai drogati o avuto a che dire nulla ne con la polizia ne' con i carabinieri siamo cattivi e deficienti.... mi sono veramente nauseato e schifato di questo paese e sistema di ***** italiano : la vera lotta di domani sara' quella per avere dei politici e delle leggi dove veramente siano tutelati i cittadini deficienti onesti che non hanno fatto male a1 loro prossimo ed hanno osservato le leggi dello stato e purtoppo per loro non solo quelle.....

 

  By: pix on Martedì 20 Novembre 2007 11:52

Stamattina ho avuto un accenno di nausea quando ho sentito la descrizione buonista: " Un bravo ragazzo, che giocava a pallacanestro nel campetto, SOLO QUALCHE PICCOLO PRECEDENTE PER SPACCIO DI DROGA E FURTO". Evidentemente la mia definizione di "Un bravo ragazzo" che include una fedina penale assolutamente candida e esclude rapporti ravvicinati e ripetuti con la polizia , è obsoleta.

 

  By: gianlini on Martedì 20 Novembre 2007 10:52

non so perchè ma mi sembra che a Perugia abbiano fatto di tutto per non far subito emergere che a commettere il delitto sarebbe potuto essere un ragazzo di colore pluripregiudicato (per furto, spaccio, violenza, ecc.ecc.) molto meglio incriminare subito un pugliese figlio di urologo, una bionda americana da Nirvana o semmai un integrato ragazzo di colore con famiglia

 

  By: pix on Giovedì 15 Novembre 2007 13:37

quello che nemmeno Ostellino vuole dire in pubblico è che la polizia italiana nelle zone di mafia è spesso corrotta ------------GZ Questa è la conclusione che ho tratto anche io. Apparati statali ridondanti, poteri in concorrenza, magistratura inutile che serve solo ad assolvere. Io penso apertamente che almeno un terzo delle forze dell'ordine al sud sia a libro paga della mafia. Non posso credere altrimenti che i dati riservati delle indagini siano dei segrati di pulcinella, le forze di polizia al sud sono infiltrate dalla criminalità a tutti i livelli. Quella di ostellino poi è una provocazione, nel paradiso svizzero del sud che lui descrive, è pieno di persone che vorrebbero una vita diversa, e che appena possono emigrano altrove, è pieno di gang che mirano ai commerci di altri gruppi mafiosi, e il crimine non è certo minore che al nord.

efficienza dello stato - gz  

  By: GZ on Mercoledì 14 Novembre 2007 21:59

A Bologna per sette anni tre poliziotti hanno compiuto rapine, aggressioni ed omicidi praticamente ogni settimana. I Salvi erano dei pazzi che non prendevano grandi precauzioni, spesso usavano armi di ordinanza e quasi sempre erano a volto scoperto per cui c'erano gli identikit fatti con l'aiuto di dozzine di vittime che li indicavano con precisione e Bologna è una città piccola Questi poliziotti hanno fatto più vittime di qualunque banda criminale per la loro dimensione (solo tre persone, che lavoravano tra l'altro 8 ore al giorno in polizia). I loro colleghi poliziotti non li hanno mai intercettati benchè abbiano colpito un centinaio di volte sempre nella stessa zona e non sono mai riusciti a identificarli. Alla fine sono stati fermati solo grazie alla convivente di uno dei fratelli Salvi che lo ha denunciato perchè ha avuto paura. Se parliamo di inefficienza della polizia questo è il caso più clamoroso mai verificatosi nel mondo civile. Avrebbero dovuto licenziare in tronco i capi della Questura di Bologna invece niente, tutto normale, nessuno punito. Poi dicono che il cittadino non deve fare niente di suo e afffidarsi allo stato per difendersi dai criminali.

 

  By: Moderator on Mercoledì 14 Novembre 2007 21:50

è permesso assaltare le caserme o le città come Genova , ma sono molto precisi sui rapporti di lavoro : ANSA .ROMA - Aveva duramente criticato un suo subordinato, durante l'orario di lavoro. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ingiuria nei confronti di un dirigente di una società che aveva così offeso il suo dipendente : "mò mai rotto li co..., io voglio sapé te che ca... ci sta a fà qua dentro, che nun fai un cacchio ". Il dipendente aveva così denunciato il proprio datore di lavoro :-)

 

  By: postfin on Mercoledì 14 Novembre 2007 21:25

meglio affermare che, nei Carabinieri e Polizia, si arruolavano sino a 10-15 anni fa (da allora non abito in Italia .. e ne son felice), le persone prive di cultura, che per evitare dei lavori "pesanti" tipo "pastore" "muratore" "panettiere" ecc, avevano come unica alternativa l' arruolamento. I fortunati andavano nella GDF, quelli un po meno tra i Carabinieri e Polizia, restavano i deleritti che si accontentavano di lavorare come guardia penitenziaria. I risultati sono poi evidenti ed attuali, una armata di brancaleone .. Tutto il reparto "investigativo" e' una follia italiana, con Polizia, Carabinieri, GDF, Forestali, Vigili Urbani che tante volte eseguono indagini sullo stesso fatto, privi di "comunicazioni" tra di loro. Terminate le "indagini" subentra la beneamata "Magistratura" italiana, sulla quale, qualsiasi commento e' inutile, in quanto si legge solamente quanto di peggio possibile, da un decennio. Queste strutture sono carissime economicamente ma producono risultati scadenti. ridicole poi, le notizie sulla stampa, tipo: l' indagine e' stata seguita dal reparto investigativo della seconda sezione, agli ordini del pinco pallino con il coordinamento del vice questore pinco pallo e la supervisione del sostituto procuratore ..indipendente coordinato dalla direzione generale antimafia ecc ecc ecc un lecca lecca tra stampa e investigatori ... che mai comunicano che 85% dei reati finisce in prescrizione, del rimanente 15 %, tolti gli errori investigativi, le arguzie degli avvocati, si salvano le briciole .. molte poche, comunque non disperate poi il buon Mastella vara l' indulto con l' accordo della destra, centro e sinistra :)

 

  By: GZ on Martedì 13 Novembre 2007 20:16

quello che nemmeno Ostellino vuole dire in pubblico è che la polizia italiana nelle zone di mafia è spesso corrotta e quando non lo è ha paura siamo un paese in cui tutti gli sceneggiati mostrano il carabiniere Gigi Proietti o la Marcuzzi come poliziotti teneri, premurosi e buoni di cuore che si commuovono, la realtà è più simile a quella di film come Serpico, senza Al Pacino

 

  By: GZ on Martedì 13 Novembre 2007 20:07

beh... a Bari o Napoli anche se manca quella dei rumeni c'è sufficiente delinquenza anche casuale e "di piccolo taglio" in una media città del nord, magari non la periferia di Milano o il centro di Genova, nonostante gli immigrati rischi di meno che a Napoli o Bari

 

  By: Ferpa on Martedì 13 Novembre 2007 18:56

Se continua così rischiamo di dover invidiare chi è soggetto a mafia-camorra-ndrangheta... Sud d’Italia più sicuro, grazie alla mafia Piero Ostellino Metà dell’Italia, da Roma in giù, è nelle mani della criminalità organizzata. Lo Stato non controlla più questa metà del suo territorio. In Campania c’è la camorra; in Calabria, la ‘ndrangheta; in Sicilia, la mafia. Cambiano le «ragioni sociali» della criminalità, ma il risultato è sempre lo stesso. Gli imprenditori pagano il «pizzo» a camorra, ‘ndrangheta, mafia e loro consociate. Se non pagano, la criminalità organizzata gli fa saltare il cantiere, il negozio, quando non ne ammazza il titolare. Se l’imprenditore paga a chi di dovere la sua brava assicurazione sui propri averi e sulla vita, nessuno lo disturba. Tutto bene, anzi, tutto male. Ma è, poi, davvero proprio così male? Nell’Italia dei paradossi, ci sono però le statistiche che danno torto a chi conclude troppo affrettatamente che camorra, ‘ndrangheta e mafia sono «solo» male. A loro modo, sono anche – siamo sempre sul filo del paradosso – un po’ bene. Le statistiche dicono infatti che nel Meridione d’Italia non c’è delinquenza da immigrazione. Gli immigrati non rubano, non violentano le donne e non le scippano, non ammazzano. Quelli arrivati nel Sud sono gli immigrati buoni, mentre quelli che sono saliti al Nord sono quelli cattivi? Manco per sogno. Semplicemente, la criminalità organizzata italiana, in cambio del pizzo, garantisce anche la sicurezza agli italiani che abitano e lavorano nella parte d’Italia che essa controlla. Nel Sud d’Italia non si delinque se camorra, ‘ndrangheta e mafia non danno il permesso perché possono delinquere solo loro, solo a loro modo e può farlo solo chi è arruolato nelle loro file. L’immigrato che arriva è subito messo al corrente delle regole di questo strano convento che è l’Italia del Sud dalla manodopera della criminalità organizzata: se entri in un negozio e ne minacci il proprietario, se scippi una donna, se rubi un’auto, non parliamo se ammazzi un cittadino, noi ti tagliamo prima le mani e poi la testa. Immigrato avvisato, mezzo salvato e, con lui, salvati tutti i napoletani, calabresi, siciliani e quanti sono sotto la specialissima protezione di camorra, ‘drangheta, mafia e loro filiali. Lo Stato ha abdicato da tempo. Ma, mentre prima delle ondate immigratorie avrebbe avuto, da parte sua, una qualche logica perseguire la criminalità organizzata e cercare di debellarla, oggi, paradossalmente, non ne ha alcuna perché camorra, ‘ndrangheta e mafia, esercitano una sorta di supplenza dello Stato. Gli italiani hanno inventato un nuovo tipo di sussidiarietà: la criminalità fa ciò che lo Stato non fa perché non è in grado di farlo. Non solo delinque – e qui siamo fuori dalla legalità – ma garantisce anche la sicurezza ai cittadini delle località che essa controlla e nelle quali ha il monopolio dei comportamenti delittuosi. E qui siamo, appunto, alla supplenza, alla sussidiarietà, su un terreno che è proprio dello Stato: la sicurezza, la tutela della legalità. È certamente una vergogna per un Paese che voglia ancora dirsi civile, per uno Stato che voglia ancora essere uno Stato di diritto e non «stato di diritto», participio passato del verso essere. Ma funziona. I paradossi, in Italia, finiscono con essere eccezione e diventano presto regola tacitamente accettata persino dallo Stato. Del resto, che piaccia o no, la paradossale situazione del Meridione italiano segnala un ulteriore doppio paradosso. Il primo paradosso è che in quella che è ancora – anche se probabilmente per poco – la settima potenza industriale del mondo, non c’è più da tempo ciò che i giuristi chiamano «l’effettività della legge». La legge non ha più effetto. Un omicida sta in galera «mediamente» sette anni; un ladro meno che in qualsiasi altro Paese. La polizia è inerme, le mani legate da un malinteso senso del garantismo e della solidarietà da parte dell’estrema sinistra al governo. La magistratura interpreta in modo ideologico le leggi che dovrebbe applicare rispettandone, per quanto possibile, la lettera e lo spirito. Così la Cassazione arriva a giustificare l’occupazione abusiva di un appartamento temporaneamente vuoto (perché gli inquilini erano altrove) con l’indigenza degli occupanti, scordandosi che anche gli inquilini sfrattati a quel modo erano a loro volta indigenti. I processi durano da dieci a vent’anni anni col risultato che le prescrizioni vanificano la certezza del diritto e della pena. Si entra in galera e ci si rimane più del lecito quando si è inquisiti – alla faccia del garantismo, quello vero – e si esce quando si è condannati perché il delitto è caduto in prescrizione alla faccia della certezza della pena. Il secondo paradosso è che – non essendoci nel Nord del Paese né lo Stato né la criminalità organizzata – gli italiani che ci abitano non sono protetti dalla delinquenza da immigrazione e da quella che viene chiamata «piccola criminalità» (scippi, furti d’auto e di appartamento) né dall’uno né dall’altra. Si dice che camorra, ‘ndranghete e mafia stiano programmando di estendere i loro tentacoli anche al Nord dell’Italia. C’è da augurarsi che preferiscano restare dove sono e attenersi alle loro tradizioni locali. Ma c’è anche il rischio che i cittadini delle città del Settentrione incomincino a guardare alla prospettiva con qualche interesse. Meno Stato più criminalità organizzata diventerà lo slogan del neo-secessionismo del Nord stufo di pagare le tasse e di non essere protetto dallo Stato e pronto, magari, a pagare il pizzo al posto delle tasse? Forza dei paradossi.

 

  By: GZ on Venerdì 09 Novembre 2007 17:00

il motivo per cui non privatizzeranno mai la rai è il sesso

 

  By: CORTO on Venerdì 09 Novembre 2007 16:38

...è che quando si crede nella famiglia, ci si crede così tanto che si tende a farsene una seconda, una terza e così via... quando si è animati da fede cattolica poi c'è pronta la Sacra Rota (di scorta) ad annullare matrimoni decennali cordiali saluti corto