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Il Bluff del Debito Pubblico  

  By: G.Zibordi on Giovedì 18 Ottobre 2018 11:08

Il Bluff del Debito Pubblico


 

Passano gli anni ma in Italia quando un governo deve fare una manovra economica tutto gira sempre intorno al debito pubblico. La UE e i “mercati” vogliono essere rassicurati che lo Stato pagherà le rate e gli interessi sui CCT, Bot e Btp e l’intero governo impiega mesi a decidere se fare un deficit del 2,4% piuttosto che dell’1,8% del PIL, una differenza % dello 0,6% del PIL cioè 8 miliardi alla fine.

 

Ma questa differenza di 8 miliardi richiede trattative di settimane, agita i talk show e i giornali e marca la differenza tra un governo responsabile bene accetto alla UE e ai mercati (1,6% di deficit) e uno “populista” che fa esplodere lo “spread” e avviato al default (2,4% di deficit). Se lasci perdere la retorica e ti metti a leggere tabelle di numeri ti rendi conto che non ha senso.

 

Cerchiamo di essere precisi. La UE sapendo che di solito si sfora sempre (vedi sotto), voleva un 1,8% al massimo e Tria cercava di tenerlo a questa %, pensando che poi alla fine a consuntivo si arrivava sul 2,2% o 2,4%. Con un DEF che indica un 2,4% di deficit come "impegno" quindi si suppone che si arrivi alla fine ad un 2,8% di deficit circa. OK ?

 

 

Resta che è una differenza di 8 miliardi l’anno e sembra diventi la fine del mondo.  E se fosse tutto un bluff ? Ci dicono che “l’Italia ha 2,350 miliardi di debito” per cui basta ora poco per scivolare giù per la china, le percezioni del resto del mondo (la UE e i Mercati) sono negative per cui vanno accontentati e rassicurati. Altrimenti la UE “boccia” la manovra, le agenzie di rating “abbassano” l’Italia e il mercato “ci attacca”.

 

In pratica ti dicono che se, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, lo Stato italiano non riduce il deficit a zero, ci sarà un patatrac. Ma se guardi la storia anche solo degli ultimi dieci anni vedi che con deficit maggiori e sempre intorno al 3% di media non è successo niente

Per vedere che questo discorso non ha senso bisogna iniziare notando che anche se il debito pubblico è sui 2,350 miliardi i titoli sul mercato sono molti meno, sui 1,800 miliardi e sono questi di cui preoccuparsi. In secondo luogo, di questi 1,800 miliardi BCE e Bankitalia ne hanno comprati 360 miliardi (con soldi "stampati")

 

 

Quindi il totale dei titoli di stato di cui preoccuparsi è sui 1,500 miliardi (non ho tempo di fare il calcolo esatto, ma i titoli sono sui 1,800 mld e sottraendo 360 mld della BCE avresti 1,440 miliardi). Parlare come fanno quasi tutti di "quasi 2,400 miliardi di debito pubblico" e invece parlare di 1,440 o 1,450 miliardi di titoli sul mercato da rifininziare sono due cose molto diverse (per chi avesse problemi con le sottrazioni, sono differenze di 800 miliardi in più o in meno). Nel caso dei 360 mld di titoli della BCE/Bankitalia è infatti garantito che per almeno due anni li ricompriano quando scadono perchè si sono impegnate a tenere il totale invariato

 

Supponiamo allora che il governo italiano ignori  UE e mercati e "tiri dritto" come dice Salvini. Dopo un poco di caos iniziale probabilmente non succede niente di grave. Ha senso tutta questa messinscena per 8 miliardi di differenza ? Il buon senso dice di no.

La UE tutto quello che può fare è imporre una multa di 3 mld e non lo ha mai applicato a nessuno Stato anche quando violavano i limiti del 3% facendo deficit del 10% come Irlanda, Portogallo e Spagna, per cui se lo applicasse all’Italia che fa un 2,4% verrebbe contestata dal governo italiano in sede legale.

Le agenzie di rating se abbassano l’Italia danno la spinta ai mercati di vendere ancora i Btp ? Sicuro, ma ricordatevi che i mercati hanno fatto oscillare i Btp infinite volte negli ultimi 25 anni e alla fine lo Stato italiano ha sempre pagato tutto, ha pagato la bellezza di circa 3,000 miliardi di interessi dal 1990

La conseguenza della “turbolenza” dei mercati è che il rendimento può salire ancora dal 3,3% attuale al 4% o forse anche di più, 4,5% ad esempio o anche 5%

 

 

OK. Lasciamo ora perdere i titoli dei giornali e le polemiche dei talk show e ragioniamo solo sui numeri. 

 

In Germania e nord-europa con inflazione al 2% e rotti i titoli di stato rendono meno di zero, -0,5% sulle scadenze brevi e al massimo 0,4% sui decennali. Quindi hai il povero risparmiatore germanico che perde ogni anno 1% o 2% l’anno. In Italia con inflazione più bassa, 1,2% ora, il risparmiatore italico godrebbe di un guadagno del  3% al netto dell’inflazione se i Btp salissero oltre il 4% di rendimento. In pratica avresti che un tedesco perde sul 2% l’anno sui suoi soldi in titoli di stato e l’italiano che guadagna un 2 o 3% l’anno. Una differenza del 4 o 5% per noi.

 

Ma il "rischio Italia" ? il Default ? Discorsi catastrofici simili sono stati fatti nel 2011 quando appunto il rendimento dei Btp salì al 5%. Il risultato è stato che chi comprò allora i Btp alla data di oggi tra cedole e apprezzamento ha guadagnato oltre il 50% cumulativo. Se vai più indietro, al 2008, negli ultimi dieci anni i BTP avevano resto un totale cumulativo del 70% fino a quando non sono arrivati Salvini e Di Maio. Adesso, anche conteggiando una perdita media intorno al 10% da maggio, il rendimento cumulativo resta intorno al 60%

 

Nel mondo di oggi tutto il reddito fisso sta facendo perdere soldi, i bonds globali in media da inizio anno hanno perso intorno al -2% e se poi li hai comprati tramite fondi con i vari costi connessi probabilmente hai perso più del -3%. Oggi abbiamo tassi di interesse più bassi della storia dell’umanità, tutti i paesi importanti pagano tra meno di zero e il 3% massimo (gli USA o l’Australia o la Cina) e quando pagano il 3% come gli USA poi hanno anche inflazione al 3% per cui il rendimento reale è sempre zero.

 

L'Italia in pratica è l'unico paese OCDE ora che paga rendimenti sui titoli di stato superiori all'inflazione !

Se allora un paese che ha un surplus estero del 2,5% del PIL e un enorme risparmio privato come l’italia offrisse rendimenti del 4% o 5% arriverebbero fondi da tutto il mondo per comprarne e piano piano anche i risparmiatori italiani che stanno ora soffrendo perdite su tutti i loro fondi, gestioni e polizze che le banche hanno loro rifilato possono rendersi conto che i titoli di stato non gli fanno perdere come "l'industria del risparmio gestito". Se stai perdendo un -3% medio su tutti i prodotti del risparmio gestito della banca perchè ti deve fare schifo un 2 o 3% dei titoli di stato ?

 

Può darsi quindi che questa manovra di Di Maio e Salvini non faccia niente per la crescita perchè troppo infarcita di sussidi e trasferimenti e senza riduzione di tasse vere o investimenti.

Ma è una manovra che aumenta il deficit di soli 8 miliardi alla fine e tutto il can can sul disastro che creerà è probabilmente il solito bluff del mondo finanziario che sui titoli di stato da decenni specula prima in basso e poi li compra e li tiene e incassa grasse cedole.

La manovra del governo non fa molto per i giovani, le imprese e gli investimenti, ma è una manovra di entità modesta, che non scassa nessun bilancio pubblico. Salvini fa bene a dire che tira dritto e chiamare il bluff della UE per ora. Il difetto della manovra è invece che non sostiene abbastanza l'economia la quale sta rallentando e non contiene misure alternative. Ma in termini puramente finanziari c'è tanta retorica, da entrambe le parti, che copre una realtà modesta.

 

La verità è che alla UE odiano Salvini per via dell'immigrazione, se la stessa manovra l'avesse fatta il PD ci sarebbe stata qualche discussione dietro le quinte e poi sarebbe passata con questo famoso 2,4% accampando qualche scusa. Dato che Salvini minaccia tutto l’impianto culturale e sociale della UE che punta all’immigrazione di massa dal terzo mondo in Europa, qualunque piccola deviazione dai “parametri” viene amplificata per cercare di indebolirlo

 

C'è quindi un can can terribile contro il governo spendaccione, irresponsabile-venezuelaaaaaa-default-Piano B segreto-rovina il risparmio-argentinaaaaa- ecc...mentre in realtà, se uno guarda i semplici numeri, la manovra può essere criticata, ma perchè modesta e perchè non riduce le tasse, non certo perchè porta al default.Se sfori dello 0,6% del PIL rispetto a quello che voleva la UE, si parla di  8 miliardi e lo Stato non smetterà di pagare interessi visto che incassa 760 mld di tasse  E LA MANOVRA NON RIDUCE NEANCHE DI UN 1 MILIARDO LE TASSE ALLA FINE.

 

 

Per cui il governo con questo budget avrà i soldi per ripagare i Btp. Se il "mercato" vuole rendimenti più alti sulle nuove emissioni ora, bene... il governo spenderà  5 o 6 o 7 mld in più l'anno prossimo per pagarli. Questo però beneficia chi ora compra le nuove emissioni, perchè i soldi che lo Stato paga di interessi non si volatilizzano, finiscono in tasca a qualcuno. L'importante sarebbe che fosse italiano ora.

 

Dal punto di vista del risparmiatore italico, di cui tutti si preoccupano tanto ora, ci saranno dei bei rendimenti reali, se gli interessano. E’ messo molto peggio quello tedesco che perde un -1 o -2% l'anno ora quando compra titoli di stato, che quello italiano che ora può guadagnare un 2% netto reale. Se la spread sale ancora può guadagnare anche un 3% netto reale, sopra l'inflazione.

In un mondo in cui ora tutti perdono soldi con il reddito fisso da almeno un anno a questa parte comprando qualunque bonds governativo o corporate, i bonds italiani battono i rendimenti (reali)  di chiunque altro nel mondo avanzato. E' perchè sono molto rischiosi ? La nostra economia è deludente fin che vuoi in termini di crescita, ma è stabile, stabile nel senso che rimane nell'euro e non da default visto che lo Stato preferisce continuare a tassare i suoi cittadini per pagare gli interessi invece che tentare misure alternative...

 

CONCLUSIONE

Non ci sono chance di ritorno alla Lira (l’ultimo sondaggio indica che chi vuole uscire dall’euro è meno del 30%) e lo Stato di fatto mantiene l’austerità, perchè se guardi bene la manovra non riduce le tasse. Da quando esistono i Btp, questa è la decima volta che si crea questo "panico", ma ogni volta poi non succede niente e lo stato italiano continua a dissanguare i contribuenti per pagare gli interessi sui BTP..

 

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 Last edited by: G.Zibordi on Venerdì 19 Ottobre 2018 13:45, edited 38 times in total.

Lega e M5S si sono dovute affidare a Tria perchè non hanno pensato a un "PIano B". Ma esiste ed è la Moneta Fiscale  

  By: G.Zibordi on Martedì 10 Luglio 2018 00:25

Lega e M5S si sono dovute affidare a Tria perchè non hanno pensato a un "PIano B" se non si usciva dall'Euro e ora sull'economia sono paralizzate.

 

Tutti i sondaggi, incluso questo ultimo uscito ieri, indicano che persino nel M5S e nella Lega stessa, la maggioranza non vuole uscire dall'Euro. Dato che l'unica proposta sull'economia che M5S e Lega avevano era uscire dall'Euro ora non sanno dove trovare i soldi per i 130 miliardi circa delle promesse elettorali sulla Flat Tax, reddito di cittadinanza, abolizione della Fornero e altre cose minori

 

 

Di Maio e Salvini hanno nominato alla fine il 70enne prof. Giovanni Tria, rettore di Tor Vergata, come Ministro delle Finanze, il quale prof Tria si preoccupa più che altro di rassicurare i mercati, cassa ogni proposta di aumentare il deficit, boccia i "Minibot" di Borghi e nelle sue interviste suona più o meno come il Pier Carlo Padoan di Renzi

 

 

 

In realtà Lega e M5S (con appoggio anche di FdI e forse anche di parte della sinistra, come Fassina) potrebbero avere un "Piano B" che gli consentirebbe di mantenere le promesse elettorali

 

Esistono infatti centinaia di articoli, post e discussioni che spiegano come creare una Moneta Fiscale, parallela all'Euro e sulla Moneta Fiscale c'è molto più materiale che sull' usctta dall'Euro in modo "secco" cioè il ritornare alla Lira convertendo tutti gli euro in lire- La cosa interessante è che la maggioranza dei lavori sulla moneta parallela provengono dalla Germania (come puoi anche verificare se digiti "ParalleWahrung" su Google)

 

Una prova che la Moneta Fiscale è una possibilità reale la fonrosce il fatto che, oltre a Bankitalia che è intervenuta a Febbraio sul suo sito, il top economista consigliere di Renzi (per un anno, questo va detto a suo onore) e anche il migliore economista macro in Italia, il prof Franco Perrotti due mesi fa ha dedicato 14 pagine a criticare la Moneta Fiscale Della serie: "se fosse una cosa innocua e irrilevante non perderebbero tempo ad analizzarla e confutarla.."

 

Il gruppo della Moneta Fiscale

 

Si da il caso che chi scrive la proponga più o meno dal 2012, in due versioni, i crediti fiscali differiti di 2 anni nella versione di Marco Cattaneo e i "Mosler bonds" cioè dei Btp che ripaghi con crediti fiscali. Come qualcuno ricorderà. poi è nato un gruppo della Moneta Fiscale con Marco Cattaneo, Biagio Bossone, Stefano Sylos Labini e Massimo Costa in particolare, che hanno lodevolmente perseverato pubblicando dozzine di articoli ovunque, l'ultimo apprso qui su Business Insider 

Ho smesso di firmare e collaborare con il gruppo perchè dissento sul fatto che si crei o o meno un deficit per lo Stato quando i crediti fiscali vengono incassati, dopo due anni, che è la questione cruciale. I miei colleghi sostengono che se emetti 100 mld di crediti fiscali grazie al "moltiplicatore" l'aumento del PIL genera 100 miliardi di tasse in più dopo due anni e non si ha nessun deficit pubblico addizionale, cioè si autofinanzia. In questo modo la Moneta Fiscale sarebbe una proposta perfettamente compatibile con i vincoli di bilancio UE e accettabile da parte della UE e anche della BCE.

 

Purtroppo è improbabile che se tagli le tasse di 100 miliardi distribuendo 100 mld di crediti fiscali a imprese e famiglie, il reddito nazionale aumenti di più del doppio generando 100 miliardi di tasse in più, perchè una parte dei 100 miliardi finisce all'estero in maggiori importazioni e una parte viene usata per ripagare debiti e una parte per risparmiare. E' impossibile che tutti i 100 miliardi di crediti fiscali, che fanno risparmiare 100 mld di euro, vengano spesi tutti su beni e servizi nazionali e su questo punto non c'è quasi nessuno che è d'accordo con loro. 

 

Per la precisione i miei colleghi scrivono sempre che se per caso invece si creasse un deficit si dovrebbero aumentare le tasse e ridurre la spesa pubblica automaticamente al secondo anno (quando i crediti fiscali vengono utilizzati con il fisco).

 

Questo però signifca che prima riduci le tasse di 100 mld e poi se si crea un deficit ad esempio di 50 miliardi al secondo anno devi aumentare le tasse e fare austerità per 50 miliardi, per rispettare i vincoli di bilancio UE, facendo in pratica, in parte, marcia indietro. Se quindi si verifica un deficit, per rimanere nei vincoli di bilancio UE com prometti poi devi fare di nuovo austerità e in pratica cerchi di rimanere sempre entro i limiti di deficit UE.

 

La critica di Perotti alla Moneta Fiscale

 

A mio avviso c'è una soluzione realistica, ma partiamo prima dalla analisi critica di Perotti della Moneta Fiscale. Se ad esempio si legge la discussione con Perotti qui  si vede questa tabella in cui Perotti prova a sintetizzare l'effetto di emettere crediti fiscali (differiti per semplicità di 1 anno e non di 2 anni) e lo confronta con ridurre le tasse ed emettere Btp per finanziare poi il deficit.

Per semplicità Perotti implica nessun effetto moltiplicatore da un anno all'altro, ma solo per mostrare che appunto si tratta di una riduzione di tasse che poi quando i crediti fiscali vanno in scadenza e si possono utilizzare crea un deficit da finanziare con Btp

 

Lasciamo stare il discorso sulle "passività" dello Stato che per Perrotti aumentano emettendo crediti fiscali differiti esattamente come se emettessi Btp (Massimo Costa ha mostrato in dettaglio che non è così perchè i crediti fiscali non sono "pagabili" non obbligano a pagare cash, in euro)

Partiamo dai numeri di Perotti qui sopra di 100 miliardi di crediti fiscali e rendiamo l'esempio più realistico ipotizzando che quando (dopo 2 anni) si possono utilizzare questi creino un deficit, ma solo di 50 miliardi, perchè il reddito è cresciuto e così anche gli introiti fiscali. Quindi hai un effetto moltiplicatore, ma non tale da coprire poi i 100 miliardi distribuiti al pubblico con 100 mld di gettito addizionale. Questo perchè una parte dei 100 miliardi è finita in acquisti di beni e servizi all'estero, una parte a pagare debiti e una parte è stata risparmiata. L'effetto "moltiplicatore" del reddito e del PIL e quindi anche degli introiti fiscali esiste ed è cruciale, ma non è tale da far aumentare il gettito di 100 miliardi dopo due anni come implicano sempre Bossone, Cattaneo e Sylos Labini. Per semplicità diciamo solo un 50%, quindi 50 miliardi qui.

Bene, allora ha ragione Perotti che si tratta solo di una riduzione di tasse che poi devi finanziare (con una dilazione di 2 anni) emettendo più Btp e quindi violando i limiti di Deficit, scatenando la speculazione e facendo esplodere la spread ? No, ma andiamo per gradi.

 

Emettere CCF equivale si ad una riduzione di tasse, che in quanto tale fa aumentare il PIL e ha altri effetti benefici a cascata sul credito e gli investimenti e la competività, ma probabilmente crea poi un deficit da finanziare, perchè è rarissimo che una riduzione di tasse si autofinanzi (non ci sono esempi che io sappia negli ultimi 20 anni di un taglio di tasse che si sia autofinanziato nei paesi avanzati e si trova qualche esempio solo in paesi dell'est europa di 20 anni fa dove si faceva emergere un sommerso enorme). Come ha spiegato soprattutto Cattaneo a cui è venuta l'idea, il fatto di ritardare di due anni l'incasso di questi crediti fiscali serve a rimandare l'effetto sul bilancio pubblico e a far muovere nel frattempo l'economia per cui poi quando vanno all'incasso ci sono anche più introiti fiscali. Ma il ritardo nell'utilizzo dei crediti fiscali li fa anche svalutare un poco, certamente di più di un credito fiscale che puoi usare subito, un credito che non è uitilizzabile subito è soggetto a incertezza politica sul prossimo governo e quindi può anche svalutarsi del 10% riducendo l'impatto complessivo della manovra. In ogni caso un problema di deficit in euro quando i CCF arrivano all'incasso si presenta. 

 

A me è sempre sembrato ovvio che comunque un deficit, anche se ridotto causa l'effetto "moltiplicatore", poi si presenterà  anche prima dell'articolo di Perrotti, che però qui riporta un opinione non solo maggioritaria, ma anche condivisibile.(in economia spesso l'opinione della maggioranza degli economisti è errata a differenza della medicina o altre scienze...)

 

 

Per questo ho sostenuto che bisognava ragionare in termini di "stampare una (seconda) moneta" e non di "aumentare la domanda".. Perchè se aumenti la domanda con l'escamotage dei crediti fiscali differiti di due anni e poi si crea lo stesso un qualche deficit, anche se minore, alla fine il problema diventa come lo finanzi, se con debito o con moneta. E se lo finanzi con debito ritorni a essere ricattato dai mercati con la "spread" come il buon prof Giovanni Tria ripete ora sempre.

 

La soluzione è emettere BTP "fiscali", che ripaghi con crediti fiscali

 

Il prolema si risolve se metti in circolazione una seconda moneta che la gente si scambia quasi quanto gli euro e che USI PER RIPAGARE I BTP AGLI INVESTITORI, perchè dopo un paio di anni ci si abitua a ricevere e fare pagamenti con questa moneta domestica che vale un poco meno degli euro e il cui tasso di cambio con gli euro varia a seconda della fiducia che ispira. E come si vedrà, neutralizzi il problema crucuale della "Spread"

 

Supponiamo allora di emettere 100 mld di crediti fiscali differiti nel tempo di due anni, emessi nel 2018 e che utilizzi nel 2020 e il reddito aumenta, ma non a sufficienza da creare 100 mld di maggiori introiti di tasse per cui si crea nel 2020 un Deficit di  50 mld.

 

Cosa fai allora nel 2020 ? Quando i crediti fiscali vengono incassati e si crea un deficit di 50 mld emetti 50 mld di Btp o Bot "fiscali" cioè con la clausola che lo Stato li ripaga, se necessario con crediti fiscali, non con un bonifico in euro.

 

In questo modo elimini il rischio di default, perchè chi li compra sa che nel caso peggiore riceve un credito fiscale, che può usare o cedere a qualcun altro o, se di importo elevato, cedere ad una banca che a sua volta lo gira ai suoi clienti che devono pagare tasse. In parole povere lo Stato italiano può rimanere a corto di euro perchè non li può stampare, ma 50 miliardi di crediti fiscali da usare l'anno dopo li può sempre creare e quindi diventa affidabile. E ci sono 30 milioni di contribuenti in Italia, che pagano oltre 700 mld di tasse che se gli offri dei crediti fiscali che valgono 100 per il fisco con un sconto, te li pagano in euro e poi li girano al fisco.

 

Per dare maggiori garanzie agli investitori esteri, poi puoi dare anche un rendimento extra del 2% o 3% ed emetterli sotto la giurisdizione inglese, che è quella internazionale, così sanno che possono fare causa con successo se il governo italiano si rimangia la promessa di pagare con crediti fiscali. Ma per lo Stato italiano non è un problema emettere ogni anno qualcosa che poi l'anno dopo o due anni dopo accetta per pagare le tasse...Perchè non sono Euro, sono strumenti finanziari che crea lui, L'importante è che ne crei nella quantità sufficiente, ma non eccessiva e li utilizzi per ridurre le tasse.

 

E gli  investitori esteri ?

 

E se sono investitori esteri che hanno pacchi di miliardi di Btp, non qualche milione di euro di Btp, cosa se ne fanno che non pagano tasse in Italia (in totale al momento gli investitori esteri hanno intorno a 670 mld di Btp) ?

 

Blackrock ad esempio andrà con 1 miliardo di euro di Btp in scadenza da Banca Intesa, la quale ha 10 milioni di clienti in Italia che invece pagano tasse,  glieli compra e poi li rivende ai clienti italiani che devono pagare le loro tasse. Diventa un servizio che le banche offrono e che fa guadagnare loro ad esempio un 1% o qualunque percentuale che renda attraente per loro il business. In questi due passaggi di mano ovviamente il credito fiscale si svaluta un poco, per cui l'investitore estero dovrà venderlo a 95 ad esempio perchè sia conveniente per degli italiani comprarli e poi usarli, ma appunto per questo lo Stato gli riconosce un rendimento extra del 3%. Dato che siamo in un mondo in cui 7mila mld di debito pubblico ha rendimento negativo (specie in Europa) qualcuno interessato lo trovi, dal momento che poi non rischi più default.

 

Questo aggrava il deficit e il debito pubblico ? Intanto solo una parte dei BTP hanno questa clausola e poi non sono euro che lo stato deve trovare, ma qualcosa che crea ogni anno.

Dal punto di vista operativo, tutto avviene elettronicamente o su una piattaforma internet che viene creata tra investitori, banche italiane e contribuenti italiani perchè trattandosi complessivamente di decine di miliardi ogni anno c'è convenienza a farlo da parte di tutti come business. Su 1 miliardo di Btp e quindi il corrispondente miliardo di crediti fiscali che lo Stato si impegna a pagare,  una banca italiana che possa essere interessata all'operazione la si trova di sicuro e gli investitori esteri hanno una garanzia contro il default più un rendimento extra e la giurisdizione internazionale che li protegge

In sintesi: perchè Blackrock o Amundi o Generale dovrebbero comprare questi strani "Btp fiscali" ? Perchè a differenza di quelli ordinari hanno una doppia garanzia, se non ci sono euro vengono comunque pagati in crediti fiscali che poi in Italia, con uno sconto, rivendi ottenendo euro per cui non ci sarà mai default.

 

In più lo Stato italiano ti offre una giurisdizione internazionale e un rendimento extra (nota bene, l'idea originale è di Warren Mosler, che a differenza del prof Tria ha lavorato con il debito tutta la vita e capisce qualcosa di cosa gli investitori comprano o non comprano di emissioni di debito e ha discusso l'idea con tre diversi governi, Grecia, Portorico e US Virgin Islands). 

 

 LO STATO ITALIANO "STAMPA MONETA" SOTTO FORMA DI CREDITI FISCALI

 

Tutto questo gioco sposta solo il problema all'anno dopo ? Ma anche l'anno dopo e tutti gli anni a venire lo Stato farà lo stesso, se il Deficit pubblico eccede il 2 o 3% che è la soglia di "allarme" per i mercati e la UE, coprirò la differenza non con euro, ma con crediti fiscali e così via ogni anno. Di fatto lo Stato ogni anno "stampa moneta" sotto forma di crediti fiscali per coprire il deficit !

In pratica avresti che emetti 100 mld di crediti fiscali nel 2018, vengono scambiati tra il pubblico per due anni e poi utilizzati da chi li ha comprati nel 2020 e generano ad esempio un deficit non di 100 mld, ma di 50 mld. Questo deficit viene coperto con Btp fiscali che l'anno dopo possono essere ripagati se non ci sono abbastanza euro creati dalla crescita economica, con crediti fiscali ad esempio di 50 miliardi.

 

Nel frattempo continui ad emettere crediti fiscali per le imprese e le famiglie per far espandere l'economia, non più 100 mld come nel 2018, ma meno perchè l'economia si riprende e negli anni successivi c'è bisogno di meno deficit, diciamo 80 mld ad esempio nel 2019 e poi 70 mld nel 2020 e 60 mld nel 2021. Nel 2021 però scadono anche i 50 mld di crediti fiscali con cui si ripagano i Btp emessi nel 2018 a coprire il deficit creato nel 2020 dai 100 mld iniziali di crediti fiscali. Per cui  nel 2021 avrai 60 +50 = 110 mld di crediti fiscali utilizzabili..

L'analisi di Perotti con l'esempio numerico riprodotto sopra non è errata, perchè un deficit si può creare e il tutto equivale a ridurrre le tasse, ma quello che Perotti non ammette è che lo Stato può "stampare moneta" sotto forma di crediti fiscali in modo permanente e finanziare il deficit addizionale che si crea emettendo Btp "fiscali" (ripagabili con crediti fiscali quando vanno in scadenza)

 

Se il pubblico utilizza tutti i crediti fiscali appena possibile, cioè avendo in mano 1000 euro di crediti fiscali, appena.diventano utilizzabili si precipita a portarli tutti e 1000 al fisco, allora avrai sempre un deficit maggiore del 3% dei trattati, ma lo copri ogni anno emettendo altri Btp fiscali, che a loro volta generano dopo un anno un incasso di crediti fiscali invece che di euro.

 

E così via...La quantità di crediti fiscali in circolazione aumenta allora sempre ? Supponendo che ogni volta che il pubblico può incassarli lo faccia subito, ci sarà sempre un certo deficit da colmare con altri crediti fiscali. Ma ogni anno il pubblico si ritrova una cifra intorno a 100 miliardi in più in tasca che utilizza per spendere, investire, risparmiare o pagare debiti. In questo modo l'economia si rafforza, ad esempio i crediti incagliati o marci presso le banche si riducono le banche poi prestano di più. Questo aumenta la quantità di euro in circolazione, perchè ad esempio negli ultimi 4 anni in Italia il credito si è contratto del -12% mentre in Francia è aumentato del 14% e questo ammonta ad una differenza di più di 400 miliardi di euro tra Italia e Francia.

 

 

Alla fine il denaro che circola dipende dalle banche nel sistema attuale e hai bisogno che tornino a espandere il credito per le imprese. Ma la spinta iniziale la deve dare lo Stato creando moneta per ridurre le tasse.

L'ammontare di crediti fiscali è comunque intorno al 10-15% delle tasse annuali perchè lo Stato italiano incassa oggi più di 750 mld l'anno di tasse e dato che un massiccio taglio di tasse del genere stimola molto l'economia e quindi genera più reddito e più reddito tassabile, il bisogno di deficit poi negli anni successivi si riduce. I numeri possono variare in più o in meno a seconda di come risponde l'economia e questo dipende da tante cose, la propensione a importare, gli investimenti, il comportamento delle banche. Ragionevolmente il deficit che inizialmente è del 7 o 8% del PIL si riduce al 4 o 5% e forse anche meno, per cui parliamo di emettere ogni anno crediti fiscali tra 50 e 100 mld in un economia in cui si pagano 750 mld di tasse. Questi numeri indicano che avrai sempre una domanda da parte del pubblico italiano per questi crediti fiscali che lo Stato emette ogni anno. 

 

E i vincoli di bilancio dei trattati UE ?

 

Questo però viola i trattati, perchè non mantieni il deficit sotto il 2% del PIL che è più o meno il livello a cui l'Italia è tenuta a rimanere ad esempio quest'anno (anzi di meno, il prof Tria si è impegnato per un 1,4% del PIL !).

 

I miei colleghi Bossone, Cattaneo e Syslos Labini suppongono invece che emettendo 100mld di crediti fiscali che dopo 2 anni, quando li puoi usare per pagare le tasse, il deficit non sarà salito e avrai rispettato i trattati UE e tutti saranno felici e contenti, sia in Italia che in Germania, nella UE e alla BCE.

 

Purtroppo non esistono "pasti gratis", in questo senso, se esistesse la possibilità di fare tutti contenti allora anche Bankitalia non criticherebbe sul suo sito la proposta e non incontrerebbe resistenze che incontra. La realtà è che in questo modo l'Italia farà deficit maggiori dei vincoli UE, ma li fa "stampando moneta", creando ogni anno una moneta parallela all'euro. Questa è una sfifa all'establishment UE e alla Troika. Non è una proposta in cui chiedi il consenso della Germania e se non lo da torni a casa. E' una proposta del tipo "prendere o lasciare", "se non cambiate le regole, qui in Italia noi possiamo fare così e blocchiamo anche la spread".

L'importante è che non si convertono i 2mila mld di euro che gli italiani hanno e i loro 2mila mld circa di investimenti in titoli e non esiste quindi motivo per una fuga di capitali come accade con il ritorno alla Lira. E la cosa ancora più importante è che non esplode la "spread" cioè i BTP non crollano sui mercati.

 

Fino a che punto sarà una "moneta" ?

Se il pubblico utilizza per transazioni di ogni genere i crediti fiscali e si "dimentica" di portarli tutti subito al fisco allora il meccanismo funziona anche meglio perchè il deficit in euro si riduce e forse si annulla.(in quanto appunto si pagano più tasse in euro e si lasciano più crediti fiscali in circolazione al loro posto).

Sarebbe bello, ma è difficile che succeda su larga scala perlomeno nei primi anni che sono quelli cruciali. per cui è meglio essere realistici e proporre che quando dopo 2 anni i crediti fiscali sono usati al posto degli euro per pagare tasse, si emettano "Btp fiscali", i quali l'anno anche loro danno diritto di pagare le tasse direttamente al valore nominale (emessi a 100 il fisco li accetta a 100). In questo modo sfori il deficit che impone la UE, ma lo fai con Btp "speciali", che vengono emessi dichiarando che possono essere ripagati in crediti fiscali e non in euro.

 

E la "Spread" ?

 

Se la speculazione li spinge in basso ad es da una quotazione di 100 a 80 poi arrivano imprese o privati italiani che li comprano subito a 80 anche 85 o 90 e dopo un anno o due li usano per pagare le tasse con un valore nominale di 100 e in questo modo ci guadagnano la differenza..Questo meccanismo è assolutamente fondamentale perchè la Moneta Fiscale funzioni perchè impedisce che i Btp crollino di prezzo.

Se però la speculazione non riesce a spingere in basso il prezzo di questi Btp e di riflesso anche degli altri Btp, la famosa "spread" è neutralizzata (perchè la spread è il rendimento dei bonds italiani in eccesso di quelli tedeschi e se il prezzo dei bonds italiani non scende molto sotto 100 anche la Spread non si alza).

 

Se allora hai neutralizzato la Spread hai però anche finalmente potere contrattuale in sede UE, perchè non devi temere l'effetto a catena del downgrade del rating e poi del costo della spread che sale e poi il crollo in borsa delle banche che si ritrovano perdite del 20% sul loro stock di 400 mld di Btp ecc... Questo perchè di fatto in questo modo lo Stato "stampa moneta" sotto forma di crediti fiscali, sia da dare al pubblico che agli investitori che hanno Btp

 

E i Minibot ?

 

Come si sa i Minibot sono un emissione una tantum di 70 mld circa secondo Borghi per ripagare senza ritardi i crediti delle imprese verso lo Stato che questo da anni accumula e paga molto in ritardo. Dato che come discusso è probabile che appena qualcuno li ha in tasca li utilizzi per pagare le tasse preferendo tenere in tasca gli euro, nel giro di un paio di anni i Minibot finiscono tutti all'Agenza delle Entrate e spariscono dalla circolazione.

 

Il fatto psicologico dei biglietti di piccolo taglio colorati con la faccia di Borsellino o Tardelli non è sufficiente a convincere il pubblico, se può farlo, a usarli per pagare il fisco tenendosi invece nel conto corrente i suoi euro. I Minibot sono utili, ma come mostra Perrotti, creano poi dopo un paio di anni un deficit in euro da finanziare con altri Bot e Btp.  Il punto critico è se circolano come moneta tra la gente come gli euro o se vengono appena possibile consegnati all'agenzia delle entrare. E' ovvio che nella stragrande maggioranza dei casi il pubblico, cominciando da me e forse anche la famiglia di Borghi, preferirirà usare i Minibot per pagare lo Stato e tenersi gli euro che può usare anche all'estero, sono accettati ovunque e hanno dietro anche tutta l'Europa e la BCE a garanzia ecc..

Con questo è una buona idea emettere Minibot perchè fai circolare denaro pagando dei debiti dovuti da anni da parte dello Stato. Ma poi devi risolvere  il problema del buco di bilancio che creano quando sono incassati perchè lo Stato riceverà meno euro.

Devi allora emetterne ogni anno, come ho spiegato sopra, perchè funzioni, Nello schema che spiego qui lo Stato emette sia crediti fiscali per imprese e lavoratori che "Btp fiscali" per investitori, per i prossimi 10 anni. Avrai che lo Stato emette ogni anno crediti fiscali (differiti nel tempo come utilizzo) per cifre intorno ai 100 mld (ma che si dovrebbero ridurre gradualmente),  ma Il fatto cruciale è che finanzi il deficit con altri crediti fiscali in pratica, quando i Btp che emetti scadono lo Stato ha inserito la clausola che può pagare in crediti fiscali invece che in euro

Dopo qualche anno ci si abituerà anche a ricevere e fare pagamenti con questa moneta domestica, che vale un poco meno degli euro e il cui tasso di cambio con gli euro varia a seconda della fiducia che ispira. Se il pubblico continua ad utilizzarli appena sia possibile per pagare il fisco questa "moneta parallela" dei crediti fiscali non aumenterà nel tempo, perchè il pubblico preferirà sempre gli Euro se possibile, ma può darsi che con il tempo vengano accettati anche nei centro commerciali ed esercizi commerciali vari, benzinai ecc.. Se si diffondono come utilizzo allora il loro potere di circolazione monetaria aumenta e così anche lo stimolo all'economia, ma non supponiamo che tutto dipenda da questo. Funziona anche se il pubblico li consegna appena possibile all'Agenzia delle Entrate. La proposta dei Minibot come è stata descritta finora però suppone che questo tipo di "banconote" colorate con le facce di Tardelli o Falcone circolino alla pari degli euro e questo non è realistico.. Se lo fai una tantum finiscono tutti al Fisco e basta

 

E la UE e la BCE nonchè la Germania ?

 

Dal punto di vista della UE e della Germania avrai sicuramente un opposizione perchè violi le regole di bilancio nella sostanza (anche se, come Massimo Costa in particolare ha mostrato, non nella forma). In ogni caso anche Perotti dice che il problema non è la forma, cioè la classificazione contabile in termini di debito o meno, ma se il meccanismo è benefico per l'economia italiana va discusso in questi termini. Il problema drammatico vero è la "reazione dei mercati" che come si è visto anche il mese scorso paralizza qualunque governo, anche "populista"

 

Bene. In questo schema, dopo due anni dalla prima emissione, avrai molto probabilmente una violazione del limite del 2 o 3% del PIL di deficit  e ci sarà un deficit in euro da finanziare. Qui lo Stato italiano però ripaga i Btp anche con crediti fiscali e non ha più rischio di Default perchè è come se si stampasse la sua moneta per ripagare i Btp. Gli investitori esteri sanno che in ogni caso vengono pagati, vanno da una banca italiana che da loro euro perchè lei li gira ai clienti italiani che devono pagare tasse e se solo c'è uno sconto del 5% sono contenti di comprarli e di usarli per pagare tasse risparmiando qualcosa.

 

Tutto il meccanismo della Moneta Fiscale comunque, bisogna sempre ricordarlo, si fonda sul fatto che in un economia stagnante o depressa ridurre le tasse in modo massicio stimola la produzione, i consumi e gli investimenti e poi anche il credito bancario (perchè riduce i crediti incagliati). E a differenza di un massicio aumento di spesa pubblica, aumenta la competività per cui riduce il problema di un eventuale disavanza dei conti con l'estero. Questa è la sostanza economica e il problema è solo che devi inventare un meccanismo per cui lo Stato finanzi il deficit con moneta e non con debito. Per vari motivi i prof. di economia, anche quelli migliori come Perotti, non vogliono affrontare e cercare di risolvere questo problema e suppongono sempre che ogni aumento del denaro che circola, sia come maggiore spesa che come minori tasse, possa solo provenire da debito

 

Ma la BCE ti taglierà fuori dal QE ?

Innanzitutto il QE è destinato a finire comunque entro sei mesi. E' vero che può essere ripreso però ed è vero che nel QE della BCE, a differenza di quello delle altre Banche Centrali, c'è la condizione che il rating di Moody's e S&P di un paese non scenda sotto una certa soglia. Con questo espediente la BCE ha escluso la Grecia dal QE mettendola con le spalle al muro. Potrebbe fare lo stesso con l'Italia se Moody's e S&P abbassano di due punti il nostro rating. Ma lo Stato italiano deve emettere Btp fiscali in cui scrive una clausola per cui se ad esempio il rating dell'Italia scende sotto Baa o quello che è la soglia che la BCE utilizza per discriminare i paesi, allora automaticamente lo Stato ripaga i Btp in crediti fiscali (secondo le modalità indicate prima). In questo modo l'investitore riceve comunque almeno il 95% o più dell'investimento (a seconda degli interessi che ha incassato e del premio che lo Stato italiano riconosce ai Btp fiscali). Non si parla più quindi di default o Btp che perdono il 30% di colpo come è avvenuto nel 2011.

Il punto è che se lo stato ogni anno emette crediti fiscali più Btp fiscali, emette strumenti finanziari che dopo uno o due anni puoi usare per pagare le tasse, e lo fa ogni anno, di fatto sta creando moneta e quindi è in grado sempre di pagare.

 

Il "Piano B" è la Moneta Fiscale

 

L'importante è che il pubblico e gli operatori economici comprendano che in questo modo l'economia si espande e quindi poi anche i problemi di debito si riducono e di conseguenza abbiano fiducia nel meccanismo. In particolare, una volta che scompaia la paura del default e della "spread" (che è un indicatore di default) è essenziale le banche possono aumentare il credito perchè non temono le perdite sui BTP e vedono che la gente ha più soldi per ripagare le rate. A questo punto anche le imprese hanno fiducia nel chiedere più credito e lo ottengono e tutti gli ingranaggi dell'economia girano.

In sintesi, se non esplode più la spread, se i Btp non  franano sui mercati del 20 o 30% come è successo, perchè appunto il fatto che lo stato li ripaga a 100 con crediti fiscali mette un "pavimento" sotto il prezzo, anche la BCE e la Commissione UE non possono fare molto contro l'Italia. 

 

E il "Piano B", quello della moneta fiscale parallela all'euro, è un piano che non è autolesionista, come sarebbe la conversione forzosa di tutti gli euro in lire detta "ItalExìt" che provoca la fuga di capitali preventiva. Funziona quindi anche innanzitutto come strumento di negoziazione e può essere utilizzato, una volta spiegato con un poco di dettaglio come ho cercato qui di fare, anche da subito per sedersi al tavolo in sede UE .

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:50, edited 37 times in total.

Re: LA MONETA FISCALE - NE PARLERO' CON MASSIMO D'ANTONI E LANFRANCO TURCI - 20 GIUGNO - MODENA  

  By: G.Zibordi on Giovedì 14 Giugno 2018 08:49

I politici ora promettono 100 miliardi, ma se non spiegano che vanno creati non gli crede nessuno  

  By: G.Zibordi on Martedì 09 Gennaio 2018 20:24

 

Alla fine Salvini, quando parla di economia, passerà il suo tempo a spiegare perchè sarebbe per uscire dall'Euro anche se non lo mette nel programma e anche se si allea con chi è contrario. Berlusconi è inaffidabile, ma qui c'è un problema vero.

 

 

E sia lui che Berlusconi e Di Maio passeranno il loro tempo quando gli capiti di discutere di economia (cosa che gli ultimi due cercano di evitare di solito cercandosi conduttori addomesticati), a spiegare come possano trovare circa 100 miliardi per le loro proposte di aumenti di pensioni e sussidi a milioni di persone.

La campagna elettorale è partita e chi vuole sostituire Renzi propone: reddito di cittadinanza per 4,5 o 10 milioni di persone, a seconda della versione, oppure reddito di "dignità" (simile, ma non ancora bene specificato) +abolizione della legge Fornero. Le stime per queste due cose vanno dai 50 ai 100 miliardi. Inoltre (il CentroDestra) propone la "flat tax" che è stimata intorno ai 30 mld circa.

Il pubblico italiano è stufo di austerità, ma anche senza aver studiato intuiisce che si parla di cifre complessive grosse e non capisce come vengano fuori con i "vincoli di bilancio" dell'Eurozona che i giornali e telegiornali ripetono come i muezzin il Ramadan

 Sul cosa fare Di Maio ha dichiarato (e sembra lo ripeta stasera ufficialmente in TV) "niente uscita dall'Euro" e perchè non ci fossero dubbi sulla logica ha detto che  il debito pubblico deve scendere di un 40% (rispetto al PIL) e i soldi devono venire da 50 mld di taglio di spesa pubblica. Berlusconi quando deve fare proposte ufficiali di una seconda moneta non si ricorda più, si dichiara per l'Euro (non parla di tagli come Di Maio e quindi è più "a sinistra"). Peccato che in questo modo  i 70 o più miliardi per cancellare la Fornero, il reddito di dignità e la flat tax esistano solo nei suoi discorsi.

Salvini continua a lanciare frecciate contro l'Euro, ma finora nelle proposte non parla più di EuroExit e si è alleato con chi non ne vuole proprio uscire (e dice che lui Salvini ha cambiato idea).

 

 Allora, cari "lider" nostrani.

 

Avete proposto queste cose che richiedono un centinaio di miliardi di euro e però non dite come uscire dal sistema dei vincoli dell'Euro. N'est ce pas ? L'aritmetica richiede che indicate un modo per lo Stato italiani di creare  una cifra intorno ai 100 miliardi. Richtig ? Dire che li trovate tagliando le spese o reprimendo l'evasione come fa Di Maio è come dire che li porterà la Befana, specie dopo l'esperienza di Monti. 

 

 Solo panzane elettorali allora ? Hanno ragione Oscar Giannino, Renzi, Padoan e la grande stampa finanziaria preoccupata dei "populisti" ?

Non è necessariamente vero e la grande stampa finanziaria può fottersi.

Ora che la BCE ha creato 2,400 miliardi dal 2012 e assieme alle altre Banche Centrali  hanno creato dal nulla ("stampato") 19mila miliardi  dal 2009,  forse la nozione che si possa creare denaro potrebbe essere spiegata agli elettori italiani. Sono adulti, più o meno scolarizzati e qualche notizia l'hanno sentita, tra cui appunto quella che la Banca Centrale crea tutti questi miliardi di "liquidità".

 

 

 

 

E' così difficile per voi menzionare questo fatto quando parlate ? A differenza di altre elezioni in questa forse l'italiano medio sta ad ascoltare se si parla di economia. All'austerità, l'idea che c'è una quantità fissa di soldi e se ne occorrono da una parte ne devi tagliare dall'altra, sono rimasti a credere solo quelli che sentono Oscar Giannino.

Se provaste a spiegare che invece non ci sono ostacoli pratici a creare 100 miliardi per lo Stato, sia in generale che nello specifico, visto che la BCE e le varie Banche Centrali nazionali hanno ricomprato 900 miliardi di debito sui mercati mentre i deficit pubblici erano di 200 miliardi. Cioè. negli ultimi anni il debito pubblico sui mercati si riduceva nell'eurozona di 900 miliardi. E la quota dell'Italia era intorno ai 200 miliardi.

 

 

 

Visto in un altro modo, le Banche Centrali ovunque nel mondo avanzato hanno comprato una grossa fetta di debito pubblico facendolo sparire dai mercati. In certi casi anche il 40% del debito è stato ritirato dai mercati con il risultato che poi gli interessi non pesano più sullo Stato visto che gli vengono alla fine girati. Per cui i miliardi per fare redditi di cittadinanza o pensioni o riduzioni di tasse vengono da qui, da quelli che le Banche Centrali hanno creato e poi usato per ridurre il debito pubblico

 

 

E' un discorso difficile da fare per un politico ? Mah...ad es quando parlo in pubblico lo condenso in tre minuti e non mi sembra di vedere facce attonite. Se prometti 100 miliardi di pensioni, redditi garantiti e tagli di tasse dicendo però che resti dentro i vincoli dell'Eurozona allora sì che vedi facce perplesse e incredule. Ho sentito parlare del "reddito di cittadinanza" ad es che arriverebbe fino a 1950 euro (per chi ha 2 figli) e l'unico commento anche da chi è di sinistra pura è_ "...mah... bello...se trovano i soldi..."

E perchè il discorso del ritorno alla Lira non funziona tanto ? Perchè la gente pensa che i soldi si riducano di valore, che svaluti e alla fine poi in realtà ci sia meno denaro perchè vale di meno. Non è necessariamente vero, ma lo puoi dimostrare se parli del fatto che Bankitalia in questo stesso momento sta stampando euro con cui compra BTP e lo ha fatto ormai per 300 miliardi di Btp senza conseguenze negative. Di questi 300 miliardi ne servono 100 miliardi per ridurre tasse e altre cose.  Bankitalia e la BCE "stampano" miliardi e questo va bene, ma li usano solo per togliere il debito dai mercati, renderlo inoffensivo.  E' un ottima cosa, andrebbe fatto sempre nei prossimi anni fino a quando il debito pubblico sparisce quasi tutto dai mercati. Ma una frazione di questi soldi va anche girata alle famiglie e imprese.  Nell'insieme BCE e Bankitalia hanno ora 400 miliardi circa di titoli di stato italiani per cui ci si può permettere di darne 100 miliardi indietro al pubblico italiano.

 

Bisogna però che i leader politici lo dichiarino, cioè dicano che la posizione dell'Italia, del prossimo governo italiano, è che il debito pubblico comprato da Bankitalia stampando centinaia di miliardi di euro va sottratto dal totale, che il debito pubblico reale è quello netto, al netto di questi acquisti. Dato quindi che si sta già stampando denaro da parte della Banca Centrale, che opera per conto dello Stato, bisogna riconoscerlo e dire che non possono essere solo investitori e speculatori finanziari a beneficiarne. 

Oggi i titoli di stato della Grecia costano meno sui mercati di quelli degli Stati Uniti. 

 

I Btp a 1 anno hanno rendimento negativo, -0,3%. Le banche, fondi e investitori hanno guadagnato enormemente su questo fenomeno perchè le quotazioni dei bonds greci o italiani sono salite del 50% e più quando i loro tassi si azzeravano. Hanno stampato 2,400 miliardi nell'eurozona sotto il naso del pubblico, ma ne hanno beneficiato più che altro quelli che possedevano debito, cioè la rendita finanziaria

Il prossimo governo italiano deve dire che ora tocca a lui creare anche solo una frazione di questi miliardi a beneficio di imprese e lavoratori italiani.

Come ? Ci sono diverse soluzioni, emetti crediti fiscali, Btp fiscali, emetti una criptovaluta un "ItCoin" che è come dei soldi contanti digitali. Sono mezzi di pagamento per le tasse, cioè i crediti fiscali o Btp Fiscali o gli ItCoin lo Stato li accetta per le tasse, ma non li impone per legge come moneta altrimenti violerebbe i trattati per i quali solo l'Euro è moneta legale. Ma se lo Stato li accetta poi anche molti privati spontaneamente li accettano

 

Lo dice anche Bankitalia sul suo sito questo mese in un documento che ha pubblicato per contrastare la "Moneta Fiscale"

 

 

Bankitalia dice poi anche che sarebbe una passività dello Stato. Ma non ha importanza, allo stesso modo come non ha importanza che Bankitalia comprando 300 miliardi di Btp e mettendoli all'attivo del suo bilancio poi  ha scritto anche "300 miliardi" al passivo

 

 

Qui Bankitalia è costretta dal suo ruolo istituzionale a mentire o comunque a dire qualcosa di fuorviante perchè deve difendere il suo potere di creare miliardi dal nulla e impedire allo Stato di fare altrettanto.

 

Il punto è che lei, un ente che agisce per conto dello Stato che le conferisce i poteri, ora può creare 300 o anche 600 miliardi senza vincoli e lo Stato deve chiedere il permesso di spenderne 3 per delle emergenze. Lo Stato italiano deve tornare a fare quello che per 30 anni ha delegato alla Banca Centrale, con i risultati di depressione economica, crollo demografico e milioni di sottoccupati e disoccupati che ora abbiamo visto. Per farlo in modo pratico non c'è bisogno di tornare prima alla Lira. Bisogna cominciare chiamando il bluff delle Banche Centrali che creano migliaia di miliardi e predicano agli Stati l'austerità perchè non ci sono i soldi.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 09 Gennaio 2018 20:37, edited 5 times in total.

Secondo DB gli asset non sono mai stati così sopravvalutati dal 1700  

  By: G.Zibordi on Lunedì 06 Novembre 2017 10:22

Secondo un report di Deutsche Bank di due mesi fa il valore totale delle borse e delle obbligazioni nel mondo è il più sopravvalutato dal 1700. 

In termini più precisi Deutsche ha calcolato sia la valutazione rispetto agli utili e ai tassi delle borse, che i rendimenti nominali dei titoli di stato e societari rispetto alla inflazione. 

Il risultato lo si vede nel grafico che segue, in cui ha DB sommato il valore delle borse e quello dei bond in proporzione del loro peso complessivo. 

 

 

Ad esempio le borse valgono oggi 93 mila miliardi nel mondo e le obbligazioni tra i 120 e i 130 mila miliardi (vado a memoria) e DB somma le valutazioni di tutti e due gli asset per arrivare poi a un totale che definisce come valutazione aggregata del bond medio e delle azioni medie dei principali 15 paesi sviluppati. 

Il risultato è che in una scala da 0 a 100 siamo al 92% e non è mai successo nella storia dal 1700 di essere sopra l'80%. 

La cosa interessante è che di solito quando le borse sono sopravvalutate i Bond invece ne soffrono e viceversa, cioè di solito i Top delle borse li hai quando si alzano i tassi di interesse, o si accompagnano a tassi di interesse crescenti. 

Quello che invece è successo negli ultimi 7 anni è che sono saliti sia i bond che le borse allo stesso modo e tutti e 2 hanno toccato i massimi di valutazione storica simultaneamente. 

Il risultato è che appunto la ricchezza finanziaria si è gonfiata ai massimi dai tempi della rivoluzione francese. 

Notare che non si tratta solo del fatto che appunto ha superato i 200 mila miliardi, ma che rispetto al Pil l'inflazione e gli utili, tutti gli asset sono calcolati ai massimi storici, anzi sopra i valori dei massimi storici mai rilevati finora. 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 06 Novembre 2017 10:36, edited 4 times in total.

Re: BITCOIN  

  By: G.Zibordi on Venerdì 29 Settembre 2017 12:23

Per operare sui BITCOIN, come tuttii sanno, ci sono vari modi:

1) Aprire un conto con un operatore specializzato, cioè un exchange di BITCOIN, come ad esempio quelli dei fratelli Winklevoss (ne esistono altri di più popolari, ma i Winkelvoss sono gente onesta, sono quelli che crearono Facebook e furono imbrogliati da Zuckerberg);

2) Usare i CFD con broker tipo AVIVA che si basano sulle quotazioni dei BITCOIN presso gli Exchange.I CFD sono strumenti sia LONG che SHORT e con costi più bassi, ma la liquidità è peggiore rispetto ai BiITCOIN sugli Exchange. 

3) Usare il BITCOIN TRACKER creato in Europa con simbolo ad esempio BITCOINXB in euro e quota oggi 175.78 dopo essere stato lanciato nel 2016 sui 20 euro. Scambia sui 20 mila pezzi al giorno, quindi è poco liquido. Però, data la votalità del 10 o 20 % al giorno, basta comprarne pochi pezzi per avere una posizione sufficiente. Il grafico dice che il trend è tornato a rialzo dopo la correzione da 210 a 120, ma l'analisi grafica conviene farla sul BITCOIN US che è cento volte più liquido, ed è quello quotato da tutti come BTCUSD

Il BITCOIN come si può vedere anche dai grafici va comprato dopo notizie neative che lo fanno scendere del 20%, quindi in questo momento è neutrale. 

Un altro tipo di grafico è il BTCUSD che sarebbe il CFD più trattato e quota 4113 oggi, ad esempio. Dovendo comunque fare un'analisi grafica il più utilizzato e il più liquido è il grafico che trovi su www.coindesk.com/price/ e che sembra ora negativo per i prossimi due giorni. 

In conclusione le alternative operative sono tre: aprire un conto con un exchange specializzato, avere un conto presso un operatore di CFD, o utilizzare con un Borker come Interactive Brokers il Traker dei BITCOIN in euro, quotato in svezia (BITCOINXB). L'analisi tecnica applicata a BITCOINUSD fa pensare a un'altra correzione verso la trendlinesu cui si potrebbe comprare, ma appunto dopo la correzione e non adesso. Nel caso dei BITCOIN dove hai la madre di tutte le bolle speculative l'analisi grafica tradizionale più semplice con trendline sembra funzionare meglio rispetto ai titoli, azioni e indici comuni 


 Last edited by: G.Zibordi on Venerdì 29 Settembre 2017 12:24, edited 1 time in total.

Con Steve keen ieri a Bologna  

  By: G.Zibordi on Lunedì 08 Maggio 2017 09:44

Cancellare il debito pubblico dell'Italia!!  

  By: G.Zibordi on Giovedì 27 Aprile 2017 12:11

DALL’INTERVISTA A BRERA E NESI (Corriere della Sera 22.04.2017)

 

E che cosa avete scoperto, di essenziale, di notte?

Nesi. «Che tutto quello che ciascuno di noi ha nella vita è un enorme debito. Il nostro debito pubblico è così immenso che nessuno ha voglia di parlarne, è il rimosso di tutte le nostre conversazioni. La sua enormità lo fa entrare nella sfera dell’irrazionale. Ma per un Paese che ha smesso di crescere e che quindi fa fatica a ridurlo, questo invece dovrebbe essere l’unico argomento di cui tutti dovremmo parlare».

Chiedo a Brera, l’uomo di finanza, cosa si può fare col debito pubblico.

«Vuole una risposta accademica o eretica?».

Eretica.

«Allora bisogna dirci che il debito pubblico è liquido: nessuno sa davvero come si calcola, cosa c’è dentro. C’è anche il debito dei cittadini? Possiamo dire che i risparmi degli italiani, che sono tanti, lo garantiscono? E vogliamo aggiungere che, in area euro, il debito pubblico è relativo, nel senso che è molto basso rispetto al Pil? Ancora: una parte di debito è comprato dalle banche centrali col quantitative easing della Bce. Quello fa parte del debito pubblico o no? Sì, però è praticamente infruttifero perché lo Stato paga gli interessi ma li recupera sotto forma di utili della Banca d’Italia... Io ipotizzerei una sorta di remissione di questa parte del debito. E senza gridare allo scandalo. Sfido chiunque a dire che riparte l’inflazione, se cancelli un po’ di debito pubblico».

Nesi. «Suona complicatissimo, ma è semplicissimo: l’Europa ci dovrebbe rimettere la parte italiana dei 60 miliardi al mese in titoli sottoscritti dalla Bce»

Volete davvero la cancellazione del nostro debito?

Nesi. «Esatto. E fa male pensare che a Capodanno del 2000 Bono Vox, salutando il nuovo millennio alla Casa Bianca, festeggiava la cancellazione del debito praticata dagli Stati Uniti verso 36 Paesi del Terzo mondo e ora ci sia bisogno della cancellazione di quello italiano».

E che succede se l’Europa cancella il debito pubblico italiano?

Nesi: «Non lo so. Si sta tutti meglio?».

Brera. «È un artificio contabile per dire che siamo meno indebitati. Nella pratica, non succede nulla».


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 27 Aprile 2017 12:11, edited 1 time in total.

Gennaro Zezza per la moneta fiscale  

  By: G.Zibordi on Giovedì 09 Marzo 2017 10:35

Uscire dall’Euro?

Di Gennaro Zezza

Questa è la prima bozza di un documento divulgativo che mi è stato richiesto. Pubblico qui per commenti.


Wynne Godley, nel 1992, scriveva a proposito del progetto dell’Euro:

 

“la creazione di una moneta unica porterà alla fine delle sovranità nazionali e alla capacità di agire in modo indipendente su questioni di rilievo…. La capacità di stampare moneta, e per il governo di finanziarsi presso la propria Banca centrale, è l’aspetto più importante dell’indipendenza nazionale. … Se vi si rinuncia, ci si trasforma in una autorità locale, o una colonia. … e quando arriva una crisi, se il Paese ha perso la capacità di svalutare e non può beneficiare di trasferimenti fiscali a compensazione, non c’è nulla che possa fermarne il declino, fino all’emigrazione come unica alternativa alla povertà”(1)

Abbiamo voluto l’euro, abbiamo avuto il declino, e ora l’emigrazione e l’aumento della povertà. E il sottoporre le nostre leggi di bilancio alla Commissione Europea è solo una delle dimostrazioni del fatto che il Governo è diventato una “autorità locale”.

Ma allora perché abbiamo adottato l’Euro?

Per lo stesso motivo per cui molti vogliono rimanerci! Era già chiaro, nei dibattiti parlamentari che hanno preceduto la firma dei Trattati, che rinunciare alla politica dei cambi e alla politica monetaria comportava una compressione dei salari. La decisione di entrare nell’Euro è stata politica, motivata dal desiderio di conribuire a scrivere le regole della “casa comune europea”. Questo desiderio si è rivelato una pia illusione, perché nonostante il peso economico dell’Italia, l’evoluzione delle regole dell’Unione europea e della gestione dell’Euro hanno tutelato principalmente i gruppi industriali e finanziari del Nord, con scarsi interventi di bilanciamento.

Casa comune Europea, o vinca il più forte?

E’ diventato via via più evidente, nei Trattati che hanno seguito Maastricht, che le regole dell’Eurozona non puntavano ad una crescita armonica e bilanciata dei Paesi che ne fanno parte, ma invece alla creazione di un mercato più ampio in cui le imprese dei diversi Paesi devono competere, ma senza la possibilità di partire ad armi pari. La Germania, nei primi anni dell’Euro, ha avviato per prima le “riforme strutturali” del mercato del lavoro, un termine che si traduce in compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. Comprimendo la dinamica dei salari e dell’inflazione al di sotto degi obiettivi fissati dalla BCE, la Germania ha posto le basi per aumentare la sua competitività di prezzo sia sui mercati interni all’area Euro, sia sui mercati esteri, dato che con l’Euro – diversamente che con il Marco – un surplus dei conti esteri dei tedeschi non si traduceva più in una rivalutazione del cambio. L’Euro ha garantito alle imprese tedesche un cambio più vantaggioso di quanto avrebbero avuto con il Marco, e specularmente un cambio troppo forte per le imprese delle regioni europee a più alta inflazione, come l’Italia, la Spagna, la Grecia.
Finché l’economia mondiale cresceva, tra il 2000 e il 2007, il sistema ha retto. La riduzione nei tassi di interesse ha però stimolato la domanda in quei Paesi periferici, come la Spagna e la Grecia, che non erano in grado di far fronte con un aumento della produzione interna ad un aumento della domanda finanziata dal credito a basso costo. La dinamica della domanda si è sommata alla dinamica dei prezzi relativi, contribuendo a creare deficit crescenti nei conti con l’estero della periferia, e surplus crescenti nei Paesi “core” come la Germania.
Con l’arrivo della crisi, i problemi generati da queste asimmetrie sono esplosi. Alcuni governi hanno dovuto salvare le proprie banche in crisi, trasformando i debiti privati in debiti pubblici. In generale, soprattutto nella seconda ondata di crisi generata dal tracollo della Grecia, le politiche di contenimento sono sempre state orientate solo a tutelare il sistema finanziario. Questo senza però considerare il fatto che in una fase recessiva, in cui le imprese e le famiglie indebitate hanno difficoltà crescenti ad onorare i propri debiti, senza un sostegno adeguato al reddito famiglie e imprese prima o poi non potranno più rimborsare le banche, e queste ultime richiederanno salvataggi reiterati.

Quali politiche si possono condurre per invertire questa rotta che porta a sicura catastrofe?

Come è ampiamente noto, non basta una piccola riforma dell’Euro ma, come dicevamo all’inizio, il “piano A” per riprendere il cammino della “casa comune europea” dovrebbe prevedere la creazione di un sistema di perequazione fiscale in una Federazione dei Paesi europei, con un bilancio simile a quello del governo Federale statunitense. Questa strada è sbarrata, come dimostrano le discussioni al Parlamento europeo, da cui sono emerse le decise contrarietà anche a piccoli incrementi del prelievo fiscale – e della redistribuzione – dal livello nazionale a quello comunitario.
Serve allora un “Piano B”, una azione politica promossa da singoli Paesi, ma anche da un Paese solo che mostri la via.

Usciamo dall’Euro?

Una ipotesi di cui si discute è l’uscita unilaterale dall’Euro di un solo Paese, con modalità tali da non creare quella catastrofe finanziaria ed economica che è inevitabile se il sistema dei pagamenti smette improvvisamente di funzionare. Se ad uscire fosse la Germania, utilizzando la Lex Monetae per ridenominare i propri debiti in un “neo-Marco”, la nuova valuta tedesca dovrebbe apprezzarsi almeno del 15 percento rispetto al dollaro e all’Euro, e i crediti dei tedeschi verso quel che resta dell’Eurozona – che rimarrebbero in Euro – comporterebbero una perdita in conto capitale, perdita che tuttavia è già scontata dai mercati, tramite gli spread. La rivalutazione del neo-Marco, e il possibile indebolimento dell’Euro, contribuirebbero a ridurre o eliminare gli squilibri nel sistema internazionale dei pagamenti.
Ma poiché la Germania ha solo da perdere da questa soluzione, non si vede perché dovrebbe percorrerla, se non per il timore crescente che l’alternativa – il tracollo dell’Euro – faccia evaporare del tutto i crediti dei tedeschi verso il resto dell’Eurozona, o chiami il contribuente tedesco a ingenti trasferimenti verso la periferia dell’Eurozona.
L’uscita dall’Euro dell’Italia avrebbe esiti molto più incerti, soprattutto perché è difficile ipotizzare che non sia seguita da decisioni analoghe della Spagna, o anche della Francia. In questo caso, la ridenominazione in neo-Lire dei debiti italiani oggi espressi in Euro comporterebbe perdite finanziarie per i creditori al Nord. Proprio per questo motivo, per alzare il costo dell’uscita unilaterale dall’Euro, sono state introdotte delle clausole (CAC) che il nostro governo deve inserire nella emissione di una quota crescente di titoli del debito, che garantiscono i creditori contro la ridenominazione.(2) E il Quantitative Easing di Draghi ha previsto un meccanismo per cui, se l’Italia dovesse adottare una neo-Lira, una quota rilevante dei debiti della Banca d’Italia verso la BCE vada comunque rimborsata in Euro. Giorno dopo giorno, la quota del debito pubblico che ogni Paese può ridenominare in una nuova valuta se esce dall’Euro si va assottigliando, alzando i costi dell’uscita.
In ogni caso, l’uscita unilaterale dall’Euro è una strada percorribile solo date alcune condizioni, in particolare bloccando i movimenti di capitale, e quindi con una rottura degli accordi stabiliti nei Trattati.

E se non rimborsassimo il debito pubblico?

Certo, un governo può decidere di non onorare il suo debito, ma è molto difficile, se non impossibile, fare default sui titoli posseduti da creditori esteri, e non su quelli posseduti da Fondi pensione, banche italiane o semplici risparmiatori. Chi chiede la cancellazione del debito pubblico italiano dovrebbe prevedere una massiccia creazione di nuovo debito per evitare che i risparmi degli italiani evaporino, e sapere che questa opzione taglierebbe fuori l’Italia dai mercati finanziari internazionali.

L’Europa a due velocità?

Di recente(3) Angela Merkel ha suggerito l’ipotesi che gli ulteriori passi di integrazione europea riguardino solo alcuni Paesi. Le “due velocità” richiamano le proposte di “Euro del sud” o “Euro2”, e cioè di creare una nuova valuta comune per i Paesi dell’Eurozona più deboli. L’Euro come valuta rimarrebbe per la Germania e i suoi Paesi satelliti, e si apprezzerebbe, mentre l’Euro2 si svaluterebbe.
In questi termini, l’Euro2 comporta costi molto rilevanti per i Paesi Euro2 indebitati in Euro con l’estero, a meno di non ridenominare i debiti in Euro2. A mio avviso, se si considerasse seriamente questa opzione pasticciata, che lascia intatti i problemi di cui dicevamo all’inizio, meglio il ritorno alle valute nazionali.
Se viceversa fosse la Germania ad adottare un Euro2 con i suoi Paesi satelliti, il peso del debito estero in Euro del “Sud” non aumenterebbe. Ma questa ipotesi non mi sembra sia presa in considerazione.

Una strategia intermedia: la moneta fiscale

E’ possibile però una strategia intermedia, che sarà tanto più efficace quanto più condivisa da altri Paesi dell’Eurozona. Mentre i Trattati vietano l’introduzione di una nuova moneta legale alternativa all’Euro, non impediscono la creazione di una “moneta fiscale”.

Cos’è una moneta fiscale?

Mentre la moneta legale è lo strumento di pagamento che la legge stabilisce vada usato per estinguere debiti, per “moneta fiscale” si intende una forma di pagamento che non viene imposta dalla normativa per gli scambi tra privati, ma che il governo nazionale, e/o i governi locali, sono disposti ad accettare per il pagamento delle imposte. Dal momento in cui la crisi in Grecia ha mostrato i possibili problemi di mancanza di liquidità, le proposte di introduzione di una moneta fiscale si sono moltiplicate, così come è aumentato rapidamente il numero delle “monete complementari” in circolazione tra le comunità locali.
Questa moneta fiscale può essere emessa in forma cartacea (ma in tal caso richiede dei tempi tecnici non brevi per la sua emissione) ma anche solo in formato elettronico, come registrazione contabile nel sistema dei pagamenti, su un circuito di carte di credito, o come mezzo di pagamento sul telefono cellulare. Può essere presentata come moneta vera e propria, o come un particolare tipo di titolo di credito.(4)(5)(6)
Ha un valore nominale espresso in Euro, ma il governo non si impegna a convertirla in Euro, ma solo ad accettarla come mezzo di pagamento, per il suo valore nominale in Euro.

Come si crea la moneta fiscale?

La proposta che abbiamo esaminato più in dettaglio,(7) e valutato per il caso della Grecia,(8) prevede che questa moneta, che abbiamo chiamato Geuro, sia inizialmente immessa nel sistema economico dal governo per:

  1. saldare i propri debiti di breve termine con i fornitori e le banche private
  2. fornire sostegno economico (assegni di disoccupazione, pensioni, ecc.)
  3. creare nuovi posti di lavoro (pagamento stipendi, ecc.)
  4. finanziare progetti di investimento

In generale, la creazione di una moneta fiscale risponde a due obiettivi: aumentare il grado di liquidità del sistema (facilitare la compensazione tra crediti e debiti) e finanziare la ripresa economica. Mentre sembra che forze politiche di orientamento molto diverso siano favorevoli alla creazione di una moneta fiscale, le modalità in cui questa verrebbe usata sono differenziate.

Con la moneta fiscale possiamo finanziare qualunque progetto senza limiti?

No, la quantità di moneta fiscale che viene creata deve tener conto di alcuni vincoli stringenti:

  1. La spesa pubblica finanziata da creazione di nuova liquidità aumenta la domanda. Se l’offerta non è in grado di aumentare, perché le imprese sono prossime al pieno utilizzo degli impianti, si crea inflazione. Siamo tuttavia molto, molto lontani in Italia da una situazione di questo tipo;
  2. L’aumento di domanda si rivolge anche ai beni prodotti all’estero (importazioni). La sostenibilità del debito estero dell’Italia dipende anche dal mantenere un saldo positivo nella bilancia delle partite correnti. Questo vincolo è cruciale, perché la proposta di moneta fiscale non trovi una ferma opposizione dai rappresentanti politici dei creditori esteri. Si tenga presente, però, che il saldo delle partite correnti dell’Italia negli ultimi dodici mesi era di 45 miliardi di euro: una manovra espansiva dell’ordine di 100 miliardi di euro dovrebbe generare maggiori importazioni per un ammontare molto inferiore;
  3. La quota di imposte che viene pagata in moneta fiscale deve essere tarata in modo da non generare un aumento del deficit pubblico in Euro. Se usata per finanziare la ripresa, la moneta fiscale genera un aumento del reddito nazionale, e quindi del gettito tributario: questo punto non va quindi valutato come semplice sostituzione tra Euro e moneta fiscale, ma deve tener conto dell’aumento nel gettito totale.

Qual è il rischio che nessuno voglia essere pagato in moneta fiscale?

Oggi la moneta, terminata la convertibilità in oro, è basata sulla fiducia verso chi la emette. Se un governo promuove la moneta fiscale come strumento per ridare un futuro ai giovani, e si impegna ad accettarla da subito al valore nominale per il pagamento di una parte delle tasse, non si vede perché i privati non debbano fidarsi, e utilizzarla anche per altre forme di pagamento.
Se invece la moneta fiscale è presentata come una proposta dettata dalla disperazione per non avere accesso alla moneta “vera”, l’Euro, viene minata la sua credibilità.

La moneta fiscale è una alternativa all’uscita dall’Euro?

La moneta fiscale può essere introdotta immediatamente, e per come è proposta non dovrebbe creare panico sui mercati finanziari. Anzi, l’aumento nel reddito del Paese generato da una espansione fiscale aumenta la sostenibilità del nostro debito estero in Euro.
Questo consente al Paese di interrompere il declino, mentre valuta insieme ai partners europei le indispensabili riforme da attuare in Europa, riforme che richiedono tempi non compatibili con l’aumento nella disoccupazione, nella povertà e nell’emigrazione dei nostri giovani.
Una soluzione auspicata da molti è quella di trasformare l’Euro in “moneta comune”, cambiando le regole di funzionamento della BCE sulla falsariga del progetto di Keynes a Bretton Woods.

La moneta fiscale come strumento di cooperazione internazionale

La capacità del Paese di invertire il processo di austerità imposto dai Trattati europei può ridare dignità al Governo italiano in ambito internazionale. La promozione di iniziative analoghe negli altri Paesi dell’Eurozona che vivono l’Euro come un vincolo insopportabile, può essere alla base di nuove strategie in cui i “Paesi del Sud” non formano un gruppo di “serie B” rispetto alla Germania e ai suoi Paesi satellite, ma sono in grado di mettersi alla guida di un modello di sviluppo più sostenibile, in particolare per l’area del Mediterraneo.

Fonte 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 09 Marzo 2017 10:36, edited 1 time in total.

Una moneta parallela anche per Berlusconi?  

  By: G.Zibordi on Martedì 28 Febbraio 2017 17:29

Una moneta parallela anche per Berlusconi?

Qui potete leggere l'intervista a Silvio Berlusconi in cui parla di una possibile moneta parallela per l'Italia. 

 

Qua gli atti del convegno tedesco che cito. 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 28 Febbraio 2017 17:29, edited 1 time in total.

Passano gli anni ma la soluzione non migliora (tra gli economisti)  

  By: G.Zibordi on Lunedì 20 Febbraio 2017 11:57

Siamo nel 2017 e ancora i prof di Economia, come Taddei su Republica, ripetono le solite idiozie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 20 Febbraio 2017 12:01, edited 2 times in total.

Il Segreto Dell’Euro: il TARGET2  

  By: G.Zibordi on Giovedì 02 Febbraio 2017 09:55

Il Segreto Dell’Euro:il TARGET2  

Tutti i giornali hanno riportato l'affermazione di Draghi che l'uscita dall'euro implica una spesa di 359 miliardi di euro. Rimetto quindi l'articolo di 2 anni fa in cui dimostro che è la Germania che ce li rimette. 

 

Quando gli italiani o spagnoli, fino al 2011, erano in deficit con l’estero, in pratica è successo che quando compravano auto giapponesi, coreane o tedesche, i pagamenti (come saldo netto…) li effettuavano in realtà con soldi prestati AUTOMATICAMENTE dalla Bundesbank.

Per la precisione questo è successo dal 2008 al 2011 (quando con la crisi di Lehman dall’estero hanno smesso di comprare sempre più BTP, per cui il deficit estero non veniva più finanziato dal mercato). Essendo l’Italia e la Spagna in deficit CON L’ESTERO e non attirando più capitali che compravano BTP, il sistema bancario doveva procurarsi allora “riserve” dalla Banca Centrale per poter effettuare tutti i normali pagamenti. Ma questa non era più la Banca d’Italia!

Di conseguenza, dal 2008 al 2011 le banche italiane e spagnole dovevano farsi prestare i soldi dalla BCE, la quale a sua volta doveva rivolgersi alla Bundesbank, CHE PERO’ NON POTEVA RIFIUTARSI , pena la paralisi del sistema bancario europeo, il panico e la fine immediata dell’euro .

Questo è il movitvo per cui hanno spinto per l’austerità, questo è il segreto dell’euro che nessuno sembra capire, questo è il motivo per cui i tedeschi ci impongono l’austerità a tutti i costi, che siano di destra o di sinistra e continueranno per i prossimi dieci anni, è il meccanismo finanziario che lo impone . I tedeschi però lo capiscono (anche se cercano di non dirlo), gli italiani no. I tedeschi sono ossessionati da Target2, ad esempio il consigliere della Merkel, il prof Hans Werner Sinn ha riempito Youtube con video in cui denunciava il pericolo per la Germania creato dopo il 2008 da Target2

Non sto a cancellare i post qui sotto perchè possono servire per contrasto, come quando cerchi uno sfondo scuro perchè la foto venga meglio. Vedere come molta gente non capisca rende palese la necessità di spiegare il meccanismo finanziario dell’euro.

Guardare per favore solo il grafico (tratto da questo bellissimo report appena uscito della Federal Reserve di New York) sulmeccanismo di pagamento interbancario europeo, chiamato “Target2” che mostra che dal 2008 al 2011 il saldo è salito da circa zero a circa 1,000 miliardi di euro. E il diagramma esplicativo che appare prima

Chi fosse in grado di leggere l’inglese (e a volte ho l’impressione che siamo in pochi, nonostante sia insegnato ora dalle elementari), ricava da questo report (o qualunque altro delle dozzine di analisi uscite sul meccanismo di pagamenti interbancario dell’eurozona (chiamato “Target2”), che i paesi in surplus con l’estero hanno prestato 1,000 miliardi ai paesi in deficit con l’estero (nell’eurozona). In tre anni Germania, Olanda, Lussemburgo hanno prestato 1,000 miliardi di euro, tramite la loro banca centrale, ad esempio appunto la Bundesbank, ai paesi del sud-europa, tramite la BCE che gira le riserve bancarie tedesche alle banche italiane. (Ci sono anche report in italiano, anche di Banca d’Italia vedi qui, solo che sono scritti in modo tale che è più difficile capire, quello della FED è più chiaro e sintetico. Suggerisco anche il video messo su Youtube dalla BCE che ripete dall’inizio alla fine che è un sistema PER EFFETTUARE PAGAMENTI IN MONETA DELLA BANCA CENTRALE, CIOE “RISERVE” e ogni settimana scambia un ammontare pari al PIL dell’Europa).

Credo superi le facoltà intellettuali di Pigreco capire i dati e i diagrammi, per cui lo aiuto. Perchè mai, all’interno del meccanismo di pagamenti tra banche centrali nell’eurozona (denominato Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System , di colpo, dal 2008 al 2011, quindi in poco più di tre anni, le banche centrali di Olanda, Germania e Lussemburgo si ritrovavano creditrici di 1,000 miliardi verso le banche centrali di Spagna, Portogallo, Grecia, Italia (e qualche altro paese piccolo) due anni fa ?

Perchè ANCHE QUANDO SI COMPRANO (ad esempio) AUTO GIAPPONESI O COREANE, SE COME SALDO ENTRANO MENO SOLDI DI QUANTI NE ESCONO, LE BANCHE ITALIANE DEVONO TROVARE RISERVE e chi gliele da ? La Banca Centrale Europea. E questa a sua volta però se le fa prestare dalle banche centrali dei paesi in cui invece il saldo verso l’estero è positivo, per cui entrano ad esempio più yuan, won o yen di quanti euro escano. In sostanza anche il deficit verso il Giappone e la Cina di un paese dell’eurozona in deficit estero come erano la Spagna e L’Italia nel 2011 viene AUTOMATICAMENTE FINANZIATO DAI TEDESCHI E OLANNDESI.

Se però fate lo sforzo di guardare di nuovo il grafico notate un crollo di 400 miliardi, da 1,000 a 600 miliardi dal 2012, da Mario Monti in poi diciamo, da quando i paesi del sud-europa hanno applicato un austerità feroce che ha fatto collassare la loro spesa, reddito e di conseguenza importazioni. Grazie all’austerià feroce imposta a noi e altri paesi in deficit estero i paesi del nord stanno riducendo velocemente la loro esposizione, che è imposta loro automaticamente dal sistema di pagamenti inter-bancario europeo (Target2).

In altre parole, il motivo per cui dal 2011 hanno manovrato in tutti i modi per imporci l’austerità è perchè con l’euro alcuni paesi hanno surplus cronici e altri deficit cronici, a meno che non li massacri di tasse e con il crollo della produzione, del PIL e della spesa e la deflazione il loro disavanzo commerciale non si azzera . Che è quello che è avvenuto.

Il meccanismo di pagamenti dell’euro richiede cioè automaticamente che i deficit esteri vengano compensati con un indebitamento automatico delle banche centrali dei paesi in deficit verso le banche centrali dei paesi in surplus, in parole povere la Bundesbank DEVE AUTOMATICAMENTE PRESTARE A BANCA D’ITALIA perchè questa possa prestare alle banche italiane. La gente (e gli esperti economici) non capiscono questo fatto perchè immaginano che se si paga per un Audi si hanno i soldi in banca… In realtà i soldi in banca, quando devi effettuare pagamenti all’estero (che come saldo eccedono gli incassi dall’estero a livello di sistema bancario), NON CI SONO, I SOLDI NON CI SONO NELLE BANCHE, LI PRESTA LA BANCA CENTRALE, SOLO CHE NEL SISTEMA DELL’EURO LI PRESTA LA BUNDESBANK AUTOMATICAMENTE

E tedeschi e olandesi ovviamente non vogliono farlo, è la logica finanziaria che li spinge a chiedere (senza confessare il motivo vero) che noi facciamo l’austerità, in modo eliminare il deficit estero (inevitabile con una valuta sopravvalutata),altrimenti gli tocca finanziarlo a loro, come era sucesso di colpo dal 2008 al 2011 (dopo che con la crisi di Lehman il mercato aveva smesso di comprare sempre più titoli del sud-europa per cui il sistema Target2 doveva AUTOMATICAMENTE COMPENSARLI PENA IL CROLLO ISTANTANEO DELL’EURO…. Alles Klar ?)

(per assicurare che non me le invento io queste cose ho inserito anche la versione in tedesco del diagramma che proviene dal sito della Bundesbank).

 

 

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 02 Febbraio 2017 10:23, edited 9 times in total.

Segnale di acquisto su Euro (Yen, Corona, Franco...e altre valute)  

  By: G.Zibordi on Giovedì 12 Gennaio 2017 10:53

Sembra che il Dollaro abbia invertito finalmente il suo trend al rialzo che lo aveva portato ai massimi degli ultimi 15 anni in dicembre.Sia sullo Yen che sull'Euro ho segnalato (nel forum, nell'Advisor, su Twitter) tra natale e capodanno che c'era un segnale di inversione e ieri la prima conferenza stampa di Trump ha avuto l'effetto di confermare questo cambio di trend.

 

 

Va detto che ogni volta che gli indici USA segnano nuovi massimi il Dollaro tende a risalire, perchè il mercato si è abitutato all'idea che con Trump l'America attira capitali e cresce più del resto del mondo e quindi alza anche i tassi di interesse più di tutti (e anzi è l'unica a farlo). Quindi se il Dow Jones torna a fare un massimo e rompe in su i 20,000 punti può esserci un altro ritorno del Dollaro. Ma la forbice tra borse USA e il resto del mondo è sempre più ampia, i dati mostrano che 70 miliardi sono entrati da novembre a Wall Street mentre ad esempio la borsa europea ha perso circa 3-4 miliardi come saldo di flussi di capitale. In qualche modo questo indica che siamo alla fine e non ancora nel mezzo di un trend. Il dollaro forte ha intanto allargato il deficit estero USA e il surplus estero dell'eurozona e corretto i deficit esteri inglesi e australiani ad esempio. La Cina ha dovuto lasciar scendere lo Yuan fino al punto in cui stava perdendo il controllo della situazione e ha poi alzato di colpo il costo del denaro (il loro "Libor" che si chiama Shibor) e ha fermato la discesa dello Yuan verso Dollaro. Trump ha parlato ieri solo di protezionismo e muro con il Messico e non di espansione fiscale e questo ha innervosito le borse e appunto fatto cedere il Dolllaro su tutto (tranne il Peso). In sintesi sembra esserci un insieme di fattori che convergono a invertire il trend del Dollaro e si possono comprare le valute europee in particolare e lo Yen contro Dollaro.

 

Il "consenso" sull'Euro / Dollaro è ancora che l'Euro debba cedere e ci sono chiamate anche per andare a 0,95 $, ma se i flussi di capitale che per ora erano tutti rivolti all'America si fermano allora l'enorme deficit estero USA e l'enorme surplus estero europeo possono invece spingere l'Euro su a 1,15$, Buona parte della visione negativa sull'Euro dipende dai "fattori politici" cioè il populismo in ascesa, ma in realtà come si può vedere anche in Italia il famoso populismo non ha molte chances. In Spagna e Grecia è sparito, in Francia la LePen non da segno di sfondare e in Italia come si vede il M5S è europeista in realtà. Per cui in assenza di shock politici alla fine il fatto che i mercati europei sono relativamente sottovalutati e i 300 mld e rotti di surplus estero dovrebbero riportare denaro sull'Euro

 

 

Sul Dollaro/Yen in particolare il segnale che ho indicato ha già preso 4 figure e si può provare a puntare a 110 yen


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 12 Gennaio 2017 11:02, edited 5 times in total.

piccolo massacro sui titoli delle catene di negozi USA  

  By: G.Zibordi on Giovedì 05 Gennaio 2017 16:44

il Nasdaq e Dow Jones sono sempre forti questo inizio anno, ma oggi è arrivato un piccolo massacro sui titoli delle catene di negozi, abbigliamento, elettronica, arredamento e qualunque altra cosa per cui si può priovare ad andare short contro il potente rally di Trump. A conferma hai il Dollaro che perde di colpo parecchio contro tutte le valute del mondo

Io ero in California e Macy's Nordstrom mi sembravano tragicamente vuoti anche di domenica

Si può comprare valute europee contro dollaro e vendere short il Russell e il Dow

 

L'effetto Trump (e referendum) si sta esaurendo  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 12:41

Stock: FTSEMIB

Trump ha fatto salire violentemente tutti i mercati azionari occidentali che erano deboli da mesi in attesa dell'elezione (e ha spinto in su, anche se molto meno, molti emergenti e asiatici). Ci sono stati ialzi fino al 20% per le small cap USA (Russell 2000) ad esempio dal giorno dell'elezione e un movimento così violento  per le small, cap, le banche e gli industriali in così pochi giorni è di portata storica.

 

Al momento, se si guarda bene, su molti indici americani da 2-3 di settimane c'è una pausa mentre quelli europei continuano ancora a salire un poco con l'anno nuovo. L'aspettativa prevalente è che dopo aver digerito il balzo violento post-Trump ci sia ancora spazio per le borse perchè le economie occidentali e quella cinese stanno piano piano miglorando dopo il rallentamento degli ultimi due anni (che non ha impedito alle borse USA in particolare di salire lo stesso). Qui si prova come al solito a discutere un caso più pessimista..

 

 

 

 

L'S&P 500 è molto forte, ma se si guarda ha un "top" per ora, segnato il 12 dicembre, quindi più di 3 settimane fa.

 

In Europa l'Eurostoxx spinto dalle banche e dai titoli industriali sale ancora a differenza dell'S&P e del Dow Jones, e ha un nuovo massimo segnato ierii con tutte le borse che mostrano questo andamento e quelle dei paesi periferici (Italia, Spagna...) che salgono finalmente anche loro.

 

 

Passando dai grafici all'economia, va notato innanzitutto che gli effetti positivi di Trump (deregolamentazione, riduzione di tasse per le imprese) arriveranno forse tra dei mesi e intanto l'effetto immediato è stato quello di far risalire i tassi di interesse globali e far risalire il Dollaro.Ma solo l'effetto futuro positivo è stato considerato dal mercato per ora.

Le aspettative dell'effetto positivo di Trump sono state "incorporate" in pochi giorni nel violento rialzo di borsa, in particolare dei titoli dell'energia, industriali e ciclici. E soprattutto nel rialzo dei titoli bancari e finanziari che si aspettano meno regolamentazione. In pratica con questo rialzo da novembre le aspettative di più utili dovuti a deregolamentazione e meno tasse sono già in borsa. E' vero però che Trump ha un effetto anche psicologico positivo immateriale sui "capitalisti" che si sentono più sicuri e incoraggiati con lui che con Obama o Hillary e questo effetto "di fiducia" è importante (vedi qui per una spiegazione).

 

L'effetto del Dollaro forte invece frena l'export e stimola l'import e quindi ridurrà la crescita USA e l'effetto del rialzo dei tassi di interesse che sui mutui a 30 anni è sono saliti al 4,3% riduce il reddito disponibile di chi ha mutui e fa poi anche scendere i valori degli immobili e alcuni segni si vedono negli ultimi giorni a New York ad es

Il rialzo del Dollaro e dei tassi sono per ora ignorati dalle borse, salvo nel risvolto positivo che ha per le banche una curva dei rendimenti più ripida. Trump sta anche facendosi sentire nell'attaccare le multinazionali (GM, Ford e altre..) che cancellano piani di investimento in Messico e Cina, cosa che non è positiva per loro. In aggiunta sulla riduzione dell'immigrazione Trump ha poteri presidenziali che può usare anche subito senza il Congresso. Impedire alle multinazionali minacciando tariffe dal 10 al 20% di spostare la produzione fuori dagli USA e ridurre l'immigrazione dovrebbero creare poi un poco di inflazione in più iin futuro

Sembra quindi che hai un mercato sempre molto toro che prende i lati buoni di Trump per garantiti e come se fossero già reali e ignora gli effetti immediati e anche ritardati nel tempo che sarebbero negativi (protezionismo, tassi che salgono, dollaro che sale..). Questo corrisponde alla natura dei mercati toro, ma questo è un toro che dura dalla primavera del 2009 e come si sa nell'ultima fase il mercato diventa più ottuso 

 

Può essere che il "rialzo di Trump" duri ancora un poco in gennaio, ma poi sia seguito da un declino spinto soprattutto dai rialzi dei tassi (il prossimo può arrivare in Febbraio). Con Reagan nel 1982  si verificò questo scenario: ci fu un rialzo intorno al 10% subito con l'elezione seguito da un declino di quasi un anno successivamente nel 1983 dovuto a rialzo dei tassi.

Se guardiamo il Dow Jones ha in realtà un top anche lui per ora segnato il 20 dicembre e non sembra sul punto di sforarlo ancora Come si sa quando arrivò sui 10mila punti, li sforò leggermente e poi però declinò di 4mila punti. Qui siamo sui 20mila punti altra soglia psicologica e ci sono le condizioni per un top di nuovo..

 

 

Le borse europee sono diverse nelle ultime settimane. Come sappiamo non sono sui massimi, perchè gli utili delle società europee sono in declino da 5 anni a differenza di quelli delle società USA.

 

Dopo Trump le borse europee hanno reagito "a scoppio ritardato", salendo soprattutto dopo il referendum italiano e dopo la "sistemazione di MontePaschi". Ad es le banche europee sono salite di un 15% dal giorno dell'elezione di Trump con punte del 25% per molte banche italiane e spagnole, ma il rialzo è avvenuto soprattutto in dicembre non in novembre,Sull'Italia pure hai un "missile" partito dopo il referendum di Renzi e che ha accellerato con la "sistemazione" di Montepaschi consentita dalla UE che ha autorizzato 20 miliardi di deficit e debito pubblico addizionale

 

 

Al momento occorre guardare al Dollaro e ai tassi di interesse specialmente in Europa. I mercati obbligazionari hanno perso da novembre circa 4mila miliardi in valore, compensati da un incremento delle borse di circa 2mila mld in parte. L'inflazione sta risalendo in Eurozona e ci può essere un altra piccola frana dei titoli di stato europei, specialmente tedeschi e francesi (non tanto italiani).

Il Dollaro può fermarsi nella sua corsa in su contro lo Yen (da 100 a 118 yen in pochi mesi) e può invertire anche contro l'Euro perchè il differenziale di inflazione ora è quasi nullo e la BCE sarà costretta a tenerne conto e ridurre il suo QE nonostante le pressioni politiche per continuare fino all'elezione in Francia. 

 

In generale tutti i mercati, Petrolio, Dollaro, borse e bonds possono invertire i trend "post-Trump" nei prossimi mesi perchè sono alla fine ancora sotto l'effetto ritardaro e finale di otto anni di politiche monetarie basate sul comprare 15mila miliardi di debito da parte delle Banche Centrali.

 

 

Questi 15mila miliardi creati dal niente dalle Banche Centrali hanno risollevato di circa 50mila miliardi il valore degli immobili, delle obbligazioni societarie e titoli di stato e delle borse (incredibile ma vero). Man mano però che l'onda lunga di questi 15mila miliardi rallenta e si ferma (perchè le Banche Centrali che continuano sono solo la BCE e la Bank of Japane ed entrambre stanno rallentando) i trend che hanno creato devono invertirsi.

 

Per le borse USA e il Dollaro/yen e Dollaro/euro l'inversione potrebbe arrivare da qui in poi in qualunque momento.

(il dollaro/yen come tutti sanno è un indicatore fondamentale dei trend generali del mondo e se qui si fermasse prima del 120 yen può indicare che i trend creati dalle Banche Centrali si fermano ora)

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 14:51, edited 18 times in total.

L'Euro sta per inverire al rialzo  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 11:28

i dati degli ultimi giorni e il grafico indicano che l'Euro può risalire ora

L'inflazione della zona Euro è risalita da 0,6% a 1,1% con la Germania a 1,7% e aumenti dei prezzi degli input industriali intorno al 2%

Le borse europee sono da 8 gg più forti di quella americana indicando un flusso verso l'europa e i bonds europei scendono di più per cui il differenziale di rendimento

si sta leggermente riducendo

 

L'albero della Cuccagna c'è in finanza, sono le Banche "in crisi"  

  By: G.Zibordi on Domenica 25 Dicembre 2016 18:23

Come pensiero di Natale va ricordato che l'intricata e apparentemente insolubile storia di Monte Paschi e delle altre banche italiane da salvare o paralizzate dai crediti marci è una favola (non di Natale, ma una favola, una finzione).

Il modo più semplice e sintetico per ripetere la spiegazione è il seguente (quello più dettagliato lo trovi nel libro da pagina 260 circa).

 

Se le Banche hanno crediti "marci" che nel bilancio sono segnati a 100 ma ora valgono (ad esempio) 30, la Banca Centrale li compra lei a 100 e le libera da questo peso per cui possono tornare a fare credito.

 

La Banca Centrale poi ha lei una perdita di 70 ?

 

No. La Banca Centrale compra a 100 qualcosa che vale 30, ma a lei costa 0. Le costa 0 perchè lei non deve chiedere soldi a nessuno, li crea a costo zero. Quindi le Banche eliminano il buco di 30 (100-70) e sono di nuovo a posto. 

 

La Banca Centrale tiene lei nel suo bilancio i crediti "svalutati" a 30 e può tenerli per anni senza problemi perchè a lei sono costati 0, per cui in teoria ha un utile anche al valore di 30 (30-0=30)

 

Questa non è una teoria curiosa condivisa da qualche blogger. E' quello che hanno fatto da più di un secolo tutte le banche centrali dei paesi industriali ogni volta che si sono ritrovati con il problema delle banche fallite o sul punto di fallire. Lo hanno fatto gli USA nel 2009, gli inglesi anche loro nel 2008-2009, i giapponesi dagli anni '90 e dopo la guerra, la Cina già tre volte dal 1997, lo hanno fatto gli inglesi nel 1914 quando allo scoppio della guerra tutte le loro banche erano fallite ecc...In alcuni casi questo si è accompagnato con l'azzeramento dei vertici delle banche perchè c'erano colpe dei loro vertici, in altri casi invece (guerre ad esempio) lo si è fatto come misura di emergenza nazionale e basta. E in finanza lo sanno tutti che si può fare così, anche perchè è sotto gli occhi di tutti che da due anni le BCE e Bankitalia stanno creando centinaia di miliardi di denaro fresco che usano per assorbire il debito

 

 

Come vedi qui sopra, gli analisti di Goldman Sachs di Londra scrivono che la soluzione ci sarebbe, basta far comprare alla Banca Centrale questi crediti marci visto che sta comprando una cifra di oltre 120 miliardi di debito pubblico all'anno. Non lo specificano perchè è ovvio e implicito, ma queste centinaia di miliardi di debito pubblico che le Banche Centrali comprano non costa un euro a nessuno, non sono soldi di tasse e non sono debiti, è denaro fresco, creato dal niente per cui costa ZERO.

 

E' semplice. La Banca Centrale per conto dello Stato crea denaro che NON è debito, denaro vero, moneta appunto e che le costa 0 (zero). Per cui può assorbire senza costi il debito delle banche (ovviamente nella propria valuta).Estendiamo ora un attimo lo schema al caso attuale delle banche italiane con numeri che non siano fittizi.

 

Le Banche italiane hanno nei loro oltre 200 miliardi (arrotondando per semplicità) di crediti incagliati, "marci", non esigibli, su cui non vengono pagate tutte o molte delle rate (in base ad altri calcoli e stime il numero può essere anche di 300 mld ma lasciamo stare). Leggi ora che in totale, quindi oltre a MontePaschi e le altre piccole banche come la Veneto,Etruria ecc, ci vorrebbero 50 miliardi circa di soldi freschi per ricapitalizzarle. Questo perchè i 200 mld e rotti di crediti marci scritti a bilancio valgono oggi di meno, almeno 50 miliardi di meno (e secondo molti anche di più, forse 70 o anche 80 mld in meno). E le banche italiane hanno come capitale a bilancio meno di 100 miliardi oggi per cui se gli svaluti i crediti incagliati o marci il loro capitale scende sotto la soglia minima imposta dalle regole di Basilea e sono "fallite" (libri in tribunale !!)

Il governo ha appena deciso, con il consenso della UE, di aumentare il debito pubblico di 20 miliardi per fare fronte in caso di bisogno a queste ricapitalizzazioni (di MPS ed eventualmente di altre banche) e c'è chi dice che è sbagliato aumentare il debito (i tedeschi, Oscar Giannino ecc..) e chi dice che è OK, ma non basta e ce ne vogliono almeno 50 miliardi. Poi ci sono tutte le discussioni intricate sul rimborso o indenizzo agli obbligazionisti di MPS, Etruria,Veneto.., sulle regole del Bail-In che si applicano o meno... Sono interessanti per gli addetti ai lavori, ma irrilevanti per capire il punto essenziale che riguarda i cittadini italiani per cui le lasciamo da parte)

 

Riassumiamo:

1) ci sono 200 miliardi (o 300 secondo altre stime) di crediti che non vengono ora rimborsati ("marci") nei bilanci delle banche italiane (di cui solo MPS ha circa 50 mld), la % più alta rispetto al PIL di ogni paese occidentale

2) questi crediti valgono ora molto meno di quello che è scritto nei bilanci, per cui se vengono liquidati o venduti o segnati al valore di mercato riducono il capitale delle banche, diciamo quidi almeno 70 miliardi (arrotondando e per semplicità)

3) Le banche italiane hanno (a fronte di circa 2,500 mld di attivi e passivi a bilancio) meno di 100 miliardi di capitale , per cui "svalutando" i "crediti marci" ad esempio di 70 miliardi, ma anche solo di 50, perdono metà o più del loro capitale. Questo le mette in default perchè il capitale (non la "liquidità"!) deve essere circa un 8% minimo del totale del bilancio (calcolato però secondo le regole di Basilea che lo "pesano" in modo particolare, a secondo che siano titoli di stato ecc...ma su tutto questo sorvoliamo, sempre per semplicità)

 

ESISTE ALLORA UNA SOLUZIONE ?

Sicuro, la conoscono tutti in finanza (vedi il commento sopra degli analisti di Goldman Sachs e vedi l'esperienza degli altri paesi che hanno affrontato e risolte le crisi bancarie nell'ultimo secolo). E' possibile spiegarla a chiunque abbia fatto le scuole superiori e anche forse solo le medie:

 

i) hai 200 miliardi di crediti marci nelle banche italiane a bilancio e questi valgono in realtà 70 miliardi di meno (magari anche 80 o 100 mld, ma non ha importanza)

ii) Bankitalia (e BCE) stanno però ora (da circa due anni) comprando 120 mld di Btp l'anno con denaro creato dal niente,del programma "QE" che costa ZERO (non paga  interessi e non va rimborsato a nessuno)

iii) Bankitalia (e BCE) possono quindi finanziare direttamente o indirettamente l'acquisto dell'intero stock di crediti marci delle banche italiane, che siano 50, 70 o anche 100 mld. (vedi commento di Garzarelli di Goldman citato sopra)

Ad esempio, se il governo italiano li comprasse (lui, o Bankitalia o un "veicolo" creato appositamente) e simultaneamente emettesse 80 miliardi di Btp,CCT e Bot poi Bankitalia e BCE comprano automaticamente questi titoli di stato già adesso automaticamente con il "QE". In questo modo, di fatto (facendo solo un giro contabile in più) il debito "incagliato" che sta sui bilanci delle banche viene spostato elegantemente su quello della Banca Centrale, a costo zero per lo Stato e quindi i contribuenti

 

La Banca Centrale (tutte le banche centrali del mondo, sia la BCE che Bankitalia) poi può tenerlo anche per 20 anni se vuole, perchè non ha vincoli di bilancio, si finanzia da sola, si addebita la cifra che vuole quando deve comprare qualcosa, ha una carta di credito illimitata e gratuita che lo Stato le ha creato. (a seconda delle regole contabili può mostrare poi un "capitale negativo" se svaluta i crediti marci al valore di mercato, ma se l'economia riprende piano piano può anche rivenderli qualche anno dopo e persino guadagnarci come hanno fatto la Bank of England o la FED. Oppure tenerli in eterno nel suo bilancio come fa da 40 anni la Bank of Chile o come fa da 25 la Bank of China tramite speciali "veicoli" pubblici in cui sposta e seppelisce per sempre i crediti marci. Anche qua vedi il mio libro per esempi. L'importante è ricordarsi che la stessa BCE nei suoi bollettini scrive che "una banca centrale come la BCE può operare anche con capitale negativo")

 

A questo punto della spiegazione (o anche prima) inizia il coro scandalizzato degli "eh... ma se fosse così facile.." "sì..l'albero della cuccagna" "..ahhh...i soldi che piovono..."

 

Il modo più semplice per fermarlo è fare esempi pratici (che sarebbero tanti da riempire un libro, ma stiamo solo scrivendo qualcosa di semplice qui e ci limitiamo)

 

Esempio. Tenendo a bagnomaria, cioè in crisi per anni MontePaschi facendo tre "ricapitalizzazioni" sul mercato, tutte falite, ha fruttato circa UN MILIARDO DI EURO DI COMMISSIONI E INTERESSI per JP Morgan, UBS e altre banche (alcune italiane) (solo il salvataggio è costato mezzo miliardohttp://www.ilgiornale.it/news/economia/salvataggio-mps-ci-costa-mezzo-miliardo-euro-1334998.html). Questo miliardo di euro in commissioni e interessi è finito in ville, appartamenti esclusivi, Porsche, escort di alto bordo, cene nei top ristoranti del mondo, abiti firmati, Rolex dei managers e investitori esteri che controllano queste banche. E il risultato è stato zero, visto che ora come si sa interviene lo Stato. Se invece lo Stato  fosse intervenuto nel 2009 o 2012 tramite la Banca Centrale come si fa nei paesi civili questo miliardo di euro non sarebbe entrato in tasca alle banche estere e lo stato italiano avrebbe avuto un miliardo in più (visto che poi ha dovuto metterlo in MontePaschi come si è visto) con cui ridurre le tasse o ricostruire dal terremoto.

 

In aggiunta, a causa di questa "continua crisi" MPS ha tagliato il credito alle imprese nel frattempo facendone fallire tante e riducendo in miseria o riducendo molto il tenore di vita di decine di migliaia di italiani e spingendo altri a svendere immobili o aziende..

 

L'albero della cuccagna del denaro in effetti c'è, è quello che oggi consente alla grande finanza di tenere per la gola gli stati e di fare miliardi a spese della collettività grazie alla finzione delle banche che vanno periodicamente "salvate"

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(N.B. questa soluzione richiede di uscire dall'Euro prima ? Dipende dal tuo potere negoziale. Se ad esempio invece di aumentare di solo 20 mld il debito pubblico come ha appena fatto Padoan per salvaguardare le banche, lo aumenti di 80 miliardi e compri 80 mld di crediti marci in teoria lo puoi fare anche ora perchè Draghi non cessa di colpo per questo di far comprare BTP a Bankitalia con il QE, pena il crollo dell'eurozona. E' ovvio però che devi scontrarti duramente con la Germania e la Troika e forse ne viene fuori l'uscita dall'Euro. Oppure forse alla fine cedono loro e te lo fanno fare, questo non si può sapere e dipende dalla qualità delle persone che hai al governo)

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Domenica 25 Dicembre 2016 21:15, edited 14 times in total.

Cosa succede con Donald Trump ? leggi Ayn Rand  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 21 Dicembre 2016 06:20

Cosa succede con Donald Trump ? Come mai ha fatto esplodere le borse e creato un ondata di ottimismo sull'economia USA e di riflesso mondiale ? (smentendo le previsioni unanimi della vigilia per cui una sua vittoria significava frana dei mercati e recessione)  

 

 

Leggi Ayn Rand! dice Ray Dalio, il personaggio più importante nel mondo finanziario di oggi (un italoamericano figlio di musicisti che ha creato Bridgewater, il più grande fondo hedge della storia,120 miliardi in gestione, il triplo come dimensione anche di Soros)

Avendo a suo tempo speso il tempo occorrente per arrivare alla fine sia di "Atlas Shrugged" che di "The Fountainhead", i due romanzi "politoco-filosofico-sociali" che resero celebre Ayn Rand in America (ma non in Europa!)  provo a raccontare cosa ho capito. 

 

Ray Dalio ha dimostrato in 40 anni di carriera di essere un genio nel capire i trend economici di lungo periodo e scrive ieri che la svolta di Trump è epocale e può segnare il trend del prossimo decennio. Ma per capire in cosa consista, cosa curiosa per un "finanziere", dice che devi aver letto i due pesanti (un migliaio di pagine in totale) romanzi filosofici di questa ideologa del capitalismo duro e puro, che non perdona i deboli, gli assistenzialisti, i parassiti, gli statalisti e tutto quello che sa di marximo e politicamente corretto.

 

 

Ayn Rand, un emigrata ebrea dalla Russia negli anni '20 morta nel 1982, è stata molto influente  fino a metà anni '60 in America come pensatrice libertaria, anticomunista, individualista e iper-capitalista, Prova ne sia che uno suo discepolo fedele era nientemeno che Alan Greenspan, poi diventato capo della FED nel 1984

 

Dove è la connessione con Trump ? Dalio nota innanzitutto che tutte o quasi le nomine di Trump finora sono di personaggi che non hanno lavorato nel governo e nel settore pubblico, ma nel business (mentre sotto Obama erano al 90% provenienti dal settore pubblico ad es). Questo lo leggi anche sui giornali.. Ma pochi notano però anche che sono personaggi che hanno in comune oltre che di essere molto ricchi di essere stati sempre duri, decisi, aggressivi, senza compromessi, gente simile a Trump che era noto nel business per fare affari spregiudicati e rischiosi che sembravano sempre delle battaglie. I personaggi che hanno riempito la nuova amministrazione Trump non sono ideologicamente schierati in modo chiaro, perchè appunto hanno passato la vita a fare business e non politica o ideologia, ma di fatto incarnano un ideologia. E quella che si avvicina di più secondo Dalio è quella dei romanzi di Ayn Rand.

Dato che in Italia ed Europa se nomini Ayn Rand ottieni sguardi perplessi anche da chi dovrebbe essere un intellettuale, provo a raccontarne qualcosa. Il "movimento" di idee di Ayn Rand non è mai stato maggioritario in USA e ha subito un eclisse quasi totale a fine anni '60, ma anche oggi i sue due romanzi sono sempre tra i cinque o sei libri più venduti nell'ultimo secolo in America. Ayn Rand era innanzitutto una radicale, i suoi personaggi sono quanto di più estremo e radicale come idee e comportamento un romanzo può sopportare e di fatto è sorprendente che abbiano avuto tanto successo perchè sono eroi che parlano per 13 pagine di seguito del capitalismo vero e puro, dell'importanza dell'individuo, del marcio del parassitismo assistenziale statalista, dell'odio per la mediocrità untuosa, della sofferenza nel sopportare gli incapaci. Lo stesso io sono riuscito a leggere i due romanzi senza fatica e con me milioni di americani, aiutati da delle trame di tipo cinematografico (la Rand aveva scritto trame di film per Hollywood con un certo successo e sono stati prodotti alcuni film dai due polpettoni)

 

La forza del pensiero della Rand è che travasa la sua filosofia di "radicale capitalista e individualista" nella forma letteraria e il peso ideologico (eccessivo) viene alleggerito da trame da libro di giallo che ti tengono interessato con una discreta suspense. Non credo che Trump abbia letto questi romanzi, ma quello che conta è che effettivamente sembra un personaggio uscito da uno dei libri di Ayn Rand: uomo di successo, carismatico, rivolto al profitto e al business, propenso a rischiare sempre e non fermarsi mai e con una carica ideologico politica anti-statale e anti-politica (che come si è visto lo ha portato alla Presidenza).

Per chi pensasse che allora Trump non è altro che una riedizione di Reagan nel 1982 è utile fare il confronto. Reagan era uno "soft", rilassato, incapace come noto di licenziare la gente e incline al compromesso, un ex-attore che stattaccava alle 17 e nel weekend andava a cavallo e spaccava legna nel suo modesto ranch. Non era uno ossessionato dal business e dagli affari ed era famoso per l'umorismo Trump è duro e anche vendicativo, ha passato la vita a fare soldi e affari, si fida solo di gente come lui di successo nel business, lavora tutto il weekend, ha un appartamento lastricato d'oro.

Reagan era più intelligente di quello che si diceva e aveva dei principi chiari, ma sul lato finanziario si fece intortare dai marpioni di Wall Street e aprì la strada senza capirlo al turbo capitalismo finanziario globale. Questo perchè delegava molto e aveva uno stile di vita rilassato. Trump sa tutto di banche e finanza perchè ci ha passato la vita, sa esattamente quello che fa, è aggressivo e ossessivo e detta ogni mossa alla gente intorno a se. In altre parole, anche se sono entrambi "di destra" solo Trump è un personaggio "alla Ayn Rand". 

Ora, voi direte giustamente: "ma Trump è stato eletto perchè ha raccolto il voto soprattutto dei lavoratori bianchi il cui reddito è sprofondato causa globalizzazione e immigrazione e però il capitalmo oggi è fatto di globalizzazione e immigrazione, contro cui Trump ha promesso di difenderli".

 

Una spiegazione può essere che Trump ha semplicemente usato la credulità del pubblico e una volta eletto se ne fotte, come Obama del resto o Bush e quasi tutti i politici di carriera. Trump però ha 70, 3 miliardi di dollari, non deve niente a nessuno, si è fatto molti nemici demolendo i Clinton e sfidando l'establishment sull'immigrazione ed è molto ambizioso. Se crolla nei sondaggi perchè delude il suo pubblico lo possono paralizzare anche se è Presidente. Senza contare che vorrebbe essere rieletto. La storia  quindi è forse più complicata.

Trump pensa che rilancerà alla grande l'economia americana tramite un iniezioni di senso pratico del business, capacità di fare affari (con gli altri paesi e nazioni), eliminazione di spreco,inefficienze e parassitismi, riduzioni di regolamentazioni inutili e disboscamento di lobby di affaristi politicamente connessti. Spazzando via gli incapaci, i politicanti, i mediocri e i parassiti (il termine favorito di Ayn Rand per descrivere i nemici dei suoi erori) Trump beneficerà quindii anche i lavoratori che lo hanno votato.

Trump non è quindi assolutamente un socialista o un fascista travestito e neanche un populista. E' un campione del capitalismo vero, duro e puro che disprezza i parassiti, i politicanti, i corrotti e dovrebbe favorire quelli che sanno fare investimenti e produrre con un profitto. Questa è l'ideologia di Ayn Rand e più o meno anche quello che traspare dall'insieme delle mosse, dalle nomine e dalle dichiarazioni di Trump.

Non avevo pensato alle cose in questo modo, ma leggendo Ray Dalio, pensando ai libri di Ayn Rand e tenendo presente che in America c'è sempre stata una tradizione e un filone di questo genere forse è proprio così. Pensare a Trump come ad un "populista" è sbagliato, è un fenomeno diverso, un uomo di affari ossessionato dalla logica del business, dell'efficienza, dellla ricchezza e dal disprezzo per i politici e le regolamentazioni e tasse con cui soffocano l'economia "vera". E' però diverso anche da Berlusconi perchè non si circonda di personaggi inferiori a lui che gli fanno da corte (Previti,Alfano..), ma cerca veramente di avere intorno gente iper-ambiziosa,dura, con forte personalità e di successo come lui

 

Queste però sono solo le intenzioni, le motivazioni e l'ideologia. Dal punto di vista pratico, ci sono già incongruenze rispetto al modello del "merito ed efficienza" di Aryn Rand. Si può notare ad es che il suo ministro del Tesoro Steve Mnuchin non era un capitalista vero, duro e puro che produce beni in modo efficiente. E' il figlio del classico banchiere ebreo di Goldman Sachs, va a Goldman anche lui, poi lavora per Soros e per Paulson, fa un suo hedge fund e i soldi veri li ottiene comprando una banca dedicata a mutui marci fallita e mezza salvata dallo stato, Indymac nel 2009, facendo sfrattare decine di migliaia di persone e poi rivenddola dopo 2 anni facendo guadagnare 2 miliardi ai suoi soci  Anche altre nomine sono di gente di finanza e Ayn Rand metteva i suoi eroi  a fare gli imprenditori dell'acciaio o gli architetti e costruttori.

 

Tuttavvia lo spirito del "movimento" di Trump sembra quello del capitalismo duro, meritocratico, anti-statale, insofferente della burocrazia e del parassitismo.Bisogna allora vedere se la componente nazionalista (tariffe e penalità per le importazioni, la delocalizzazione delle fabbriche e l'immigrazione) era solo una facciata per prendere i voti oppure Trump la mantiene. Dalio spiega che Trump sarà molto positivo per l'economia USA che attrarrà capitali ora da tutto il mondo e dato che nessuno si intende di queste cose più di lui potrebbe avere ragione. Ma perchè Dalio implica che  la parte "nazionalista" di Trump alla fine sarà secondaria e molto di facciata. Non ne sono ancora così sicuro perchè se la abbandona perde voti e crolla nei sondaggi, ma all'inizio se questa iniezione di "spirito animale capitalista" spinge su l'economia l'effetto Trump può sembrare positivo a molti anche se non mantiene le promesse "nazionaliste" (tariffe all'importazioni, penalità a chi sposta tutto all'estero e riduzione dell'immigrazione)

 

Se le cose stanno come spiega Dalio (e temo che alla fine lo sia), Trump farà migliorare l'economia USA rispetto alle altre economie del mondo che non sono governate da un equipe di duri uomini d'affari, ma non ridurra le disuguaglianze e quindi non cambierà molto per la condizione della maggioranza della popolazione americana

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 22 Dicembre 2016 06:10, edited 19 times in total.

Re: Creare una moneta parallela all'Euro in Italia  

  By: G.Zibordi on Giovedì 24 Novembre 2016 18:13

Berlusconi da Vespa ieri l'altro dovendo spiegare la soluzione alternativa a Renzi e l'austerità tira fuori un foglio, "il programma del centro-destra su cui Salvini e Meloni sono al 95% d'accordo" e sull'economia dice che la soluzione è stampare moneta come in Giappone, USA o UK e il sistema per farlo è CREARE UNA SECONDA MONETA (dal minuto 29)  




Berlusconi non fornisce dettagli e Vespa lo guarda senza capire e torna a chiedere di politica perchè la moneta non gli interessa. Però i tre minuti in cui Berlusconi parla del creare moneta per ridurre le tasse INTRODUCENDO UNA SECONDA MONETA sembrano presi da questo sito. Inoltre risponde a Vespa che subito dice che la lira si svaluterà dicendo:
a) creare moneta è la soluzione adottata per uscire dalla crisi da USA,UK,Giappone e se lo fa il Giappone lo possiamo fare anche noi,
b) in ogni caso puoi creare una seconda moneta a fianco all'Euro (e cita correttamente l'esempio delle AM-Lire del dopoguerra.
Ottimo anche quando spiega che la Deflazione è molto peggio dell'Inflazione come quella che aveva l'Italia e un 3% di inflazione non farebbe male. Lodevole anche quando dice: creando moneta oggi generi solo un poco di inflazione, ma per il resto non succede niente di male e ci puoi ridurre le tasse.

In pratica Berlusca ha sintetizzato piuttosto bene i concetti essenziali dei due libri in cui è spiegata la soluzione per l''austerità. Finora non abbiamo avuto molto seguito, ma almeno un "follower" rilevante sembra che ci sia...
(vedi ad es qui se lo vuoi scaricare http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cper-una-moneta-fiscale-gratuita-come-uscire-dallausterita-senza-spaccare-leuro%E2%80%9D-online-il-nuovo-ebook-gratuito-di-micromega/ (leggi il mio capitolo se hai poco tempo))
 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 28 Novembre 2016 15:53, edited 15 times in total.

Fuga di Capitali dall'italia in corso (circa il 20% del PIL)  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 23:25

Questo è un grafico che mostra i saldi Target2, cioè il saldo dell'Italia verso gli altri paesi UE (più precisamente quello di Bankitalia verso Bundesbank e la Banca Centrale Olandese che sono le Banche Centrali "creditrici). Questo saldo Target2 riflette il denaro che esce dall'Italia, nel nostro caso ora solo per uscita di capitali, visto che l'Italia è in surplus con l'estero di quasi il 2% del PIL.

 

Il grafico viene dall'articolo appena pubblicato di Carmen Reinhart https://www.project-syndicate.org/commentary/capital-flight-from-italy-by-carmen-reinhart-2016-11  Come si può vedere il saldo passivo (perchè sono dei debiti di Bankitalia per conto delle banche italiane) è arrivato al 20% del PIL italiano ed è più elevato che al tempo di Berlusconi nel 2012

La prof Reinhart (famosa per il suo libro sul debito assieme al marito, ancora più famoso e Premio Nobel, Rogoff) è molto pessimista su di noi. Dice che questa è una "crisi dei bilancia dei pagamenti" già in corso, mascherata per ora dal meccanismo AUTOMATICO di Target2 (che ho spiegato su questo sito in una dozzina di articoli per cui non ci ritorno, qui comunque uno che ho scritto http://www.vincitorievinti.com/2014/03/il-sistema-target2-il-segreto-dell.html)

Il concetto essenziale è, come dice qui sotto la Reinhart, che se un paese perde "riserve" cioè moneta (più precisamente le "riserve" che le banche tengono a disposizione per i pagamenti anche appunto con altri paesi), perchè l'Euro continui a funzionare occorre che automaticamente le Banche Centralii dei paesi che ricevono questo flusso di denaro lo riprestino alla Banca Centrale che subisce l'emorragia. Cioè alla fine in sostanza Bundesbank presti a Bankitalia più di 200 mld.

Questo deflusso di capitali e il saldo passivo che si creava tra Bankitalia e Bundesbank fu nel 2012 il motivo più importante per cui i tedeschi spinsero per la defenestrazione di Berlusconi e l'arrivo di Monti. 

Questo spiega perchè nella UE ci sia gente che ora spinge verso una crisi dell'Italia, delle sue banche e BTP. C'è anche un partito ora punta alla caduta di Renzi ma seguita da un panico, in modo da poi imporre un governo tecnico duro

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 24 Novembre 2016 00:46, edited 16 times in total.

Re: SEQUENTIAL Tom DeMark applicato  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:56

Stock: Dow Jones

DeMark dice che il Dow Jones ha raggiunto l'obiettivo di 19,000 punti  

 

 

Tom DeMark now sees 5%-6% retreat for stock market in wake of Trump rally
Analyst downgrades predicted drop as Dow industrials, S&P 500 hit records. Prominent technical strategist Tom DeMark is re...

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:57, edited 1 time in total.

la BCE torna e rimettere in circolazione i titoli che compra !  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:45

leggi qui sotto, la BCE dopo aver comprato 1,100 miliardi di titoli di stato ora li PRESTA a banche e fondi, cioè li rimette in circolazione. Quindi lei li compra a costo zero e incassa quindi anche le cedole. Poi però si crea una SCARSITA' di BTP, Bund, Oat, Tesobonos ecc sui mercati. Perchè i titoli di stato sono in realtà la moneta corrente con cui fondi,banche, private equity e altre istituzioni funzionano. Cioè non tengono soldi in banca, quando sono miliardi, comprano titoli di stato e poi li danno come "garanzia" (li ipotecano) e ricevono una linea di credito con cui fanno operazioni e speculazioni. Dopo qualche settimana o mese chiudono l'operazione, restituiscono i soldi e si riprendono i titoli che hanno dato in garanzia.

Dato però che la BCE ne ha fatti sparire 1,100 mld in meno di due anni ora faticano a trovarli. E' essenziale rendersi conto che non cercano i titoli di stato come investimento, ma come "moneta", come mezzo per ricevere credito con il quale poi fare investimenti.

Morale. Dopo aver tolto dal mercato centinaia di miliardi di titoli di stato ora la BCE è costretta a prestarli al mercato.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 22:22, edited 4 times in total.

Russell 2000 small cap USA  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 09:39

Stock: Russell 2000

il Russell è l'indice più esteso e che si può shortare qui


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 09:54, edited 1 time in total.

Re: S&P Dax Mib.. trading  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 02 Novembre 2016 11:13

Traiettoria trimestrale dell'Eurex 

Re: S&P Dax Mib.. trading  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 02 Novembre 2016 10:52

Analisi dell'Eurostoxx con un sistema di medie pesate. 

 

Titoli di stato... in scadenza!  

  By: G.Zibordi on Martedì 25 Ottobre 2016 11:28

Ahi ahi... nel 2017 l'Italia ha, tra interessi e capitale, 350 miliardi di titoli di stato in scadenza...(Draghi ne compra circa 150mld)

 

Migliori titoli Usa x Momentum  

  By: G.Zibordi on Martedì 18 Ottobre 2016 11:38

Esiste un sito che si chiama Alpha Architect  in cui è possibile trovare iogni giorno i cento migliori titoli per Momentum per la borsa americana

 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 18 Ottobre 2016 11:41, edited 3 times in total.

Buttare via il bambino con l'acqua sporca - alberta  

  By: alberta on Martedì 14 Giugno 2016 15:13

Stock: Finmeccanica

Secondo quanto riportato dalla stampa il tandem Fincantieri - Leonardo Spa avrebbe vinto una maxi commessa di circa 5 mld euro dal Qatar. ______________________________ Quando si dice: buttare via il bambino con l'acqua sporca, Leonardo FNC rimane debolissima malgrado il continuo flusso di ottime notizie sul fronte societario che possono preludere anche ad un ritorno al dividendo, ed in modo stabile, già dal prossimo anno.... ma si sa, quando prevalgono sentimenti estremi.....

A volte ritornano..... - alberta  

  By: alberta on Martedì 07 Giugno 2016 21:33

Ed ecco che Kerviel viene risarcito per l' ingiusto licenziamento dopo otto anni da parte di SocGen. http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-06-07/socgen-deve-pagare-450mila-euro-kerviel-il-licenziamento-condizioni-vessatorie-165702.shtml?uuid=ADJKulX Ovviamente la Banca ricorrerà in appello, ma alla favola che facesse tutto di testa sua, nascondendo magicamente posizioni per Miliardi di Euro ai suoi superiori e mettendo a repentaglio la stabilità dei mercati finanziari mondiali all' inizio del 2008..... oramai non ci crede più nessuno.....

Video di Giovanni Zibordi a ITForum Riminii - 2016 - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 23 Maggio 2016 17:01

^QUI#https://www.youtube.com/watch?v=pXqsQguvshg^ potete trovare una parte dell'intervento di Giovanni Zibordi a ITForum Rimini 2016. Ringraziamo per il video Claudio Pisapia. #ALLEGATO_1#

Giovanni Zibordi a ITForum Rimini 2016 - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 17 Maggio 2016 11:39

^#F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID#GIOVEDÌ 19 16:00 - 18:30 - SALA DEL TEMPIO 1 EURO DILEMMI#F_END##http://www.itforum.it/rimini2016/programma?e=EQHAWQWAS34C&expand=1^ Intervento di Giovanni Zibordi nella sessione "Euro Dilemmi", insieme a Warren Mosler, Giacomo Bracci, Riccardo Fraccarov, Daniele Della Bona. In particolare, Giovanni Zibordi affronterà il tema dell'"Helicopter money" in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali. #ALLEGATO_1# #b#Tutto quello che avresto voluto sapere sull'"Helicopter money" ("soldi dall’elicottero o soldi a pioggia") in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali!!!#/b# Nelle economie mature i tassi di interesse sono zero o negativi in termini nominali in EU, Svizzera, Scandinavia e Giappone e in termini reali in USA e UK. Anche raddoppiare il Quantitative Easing, servirebbe a poco, visto che per fare ripartire la domanda aggregata, i soldi devono arrivare a consumi e investimenti. Alla si la prossima mossa delle banche centrali sarà non di aumentare i tassi, ma il "Denaro dall'Elicottero", bypassare le banche e finanziare la spesa con denaro creato dal niente. Ray Dalio, numero uno di Bridgewater, il più grande hedge fund del mondo, prevede che dopo una fase 1 e una fase 2 di "QE" si passi ad una fase 3 in cui si trasferiscano direttamente ai consumatori i soldi per aumentare la spesa. Jeff Gundlach, il top gestore di bonds al mondo a DoubleLine, lo prevede anche lui. Ben Bernanke, ex capo della FED, la descritto il meccanismo sul suo blog il mese scorso Un’ idea simile è stata sottoposta al Parlamento europeo anche dal movimento “Qe for the people” che ha tra i suoi aderenti docenti di economia delle università di mezza Europa ed è sottoscritta dal partito laburista di Corbyin. In Italia ne ha parlato il 14 aprile alla Camera l'economista Consob e docente alla Bocconi Marcello Minenna e si comincia a leggerne sui giornali. Il primo a parlarne in Italia era stato, all'ITFforum 2015, Giovanni Zibordi nel dibattito con Mosler, distribuendo anche il capitolo del libro di Micromega "Perchè Non Possiamo creare Denaro per Ridurre le Tasse ?". Quest'anno spiega cosa significherà per l'economia e i mercati il "Denaro dall'Elicottero"

Il trucco delle fusioni di banche - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 14 Aprile 2016 11:56

^Il trucco delle fusioni di banche#https://www.idiavoli.com/^ Ottimo video de I Diavoli che spiega il trucco delle fusioni bancarie Il video è raggiungibile solo dal loro sito.

Giovanni Zibordi al Festival per l'Economia di Vibo Valentia - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 13 Aprile 2016 12:24

#b##F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID#^Festival per l'Economia di Vibo Valentia.#http://www.festivalperleconomia.it/^#F_END##/b# #i#14, 15, 16 aprile 2016#/i# Giovanni Zibordi sarà a Vibo Valentia il prossimo weekend per partecipare a due incontri del Festival per l'Economia. Intento del Festival è quello di sviluppare sia analisi che soluzioni: tante infatti le proposte e le indicazioni che economisti, accademici, professionisti, giuristi ed intellettuali forniranno durante i lavori del festival. Verranno evidenziati i gravi vizi di costruzione di cui è affetta la zona Euro, la cui struttura sembra pregiudicare il raggiungimento dei fondamentali obiettivi di politica economica: crescita, occupazione e stabilità dei prezzi, oltre a subordinare l’effettività di molti diritti costituzionalmente garantiti al rispetto di una rigorosa, quanto miope e bieca, disciplina di bilancio. Il Festival per l’Economia si pone l’ambizioso obiettivo di fornire risposte adeguate, sostenute da un indiscutibile valore scientifico. #b##u#Appuntamenti del Festival per l'Economia con Giovanni Zibordi.#/u##/b# Venerdì 15 alle ore 18.00 "Mercati finanziari, bolle ed instabilità: chi decide realmente il nostro destino?", con Luigi Ferrari dell'Università di Milano. Sabato 16 alle ore 10.30 "I Certificati di Credito Fiscale", con Marco Cattaneo, presidente di CPI Private Equity. Il programma integrale del Festival è consultabile ^qui.#http://www.festivalperleconomia.it/^ #ALLEGATO_1#

Incontro a Reggio Emilia con Giovanni Zibordi su Banche e crisi: i nostri soldi sono sicuri? - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 04 Aprile 2016 13:43

#b##F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID#Incontro su Banche e crisi: i nostri soldi sono sicuri?#F_END##/b# ^Mercoledì 6 aprile alle 20,30 a Reggio Emilia presso la sala Zavattini di via Fratelli Cervi.#http://reggionelweb.it/2016/04/110828/#.VwDkssHH2Po.facebook^ #ALLEGATO_1# L'incontro, organizzato dal gruppo reggiano di "Cittadini per l'Economia e lo Sviluppo", si propone di fornire ai cittadini un'analisi indipendente sul Bail-in e sulla situazione economica dell'Italia. Relatore della serata sarà Giovanni Zibordi, analista finanziario indipendente e operatore sui mercati finanziari. #ALLEGATO_2# ^Qui potete trovare l'evento Facebook.#https://www.facebook.com/events/1150397858327701/^ #ALLEGATO_3#

Incontro pubblico: "Banche e crisi economica" a Zola Pedrosa - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 11 Marzo 2016 16:18

^Incontro pubblico: "Banche e crisi economica"#http://www.bolognatoday.it/eventi/banche-e-crisi-economica-marco-mori.html^ „ Venerdì 11 marzo 2016, a Zola Predosa,nella Sala Consiliare dell'Arengo in Piazza della Repubblica n.1, alle ore 20,30, si terrà un incontro pubblico intitolato "BANCHE E CRISI ECONOMICA - I nostri soldi sono al sicuro ? - Ma è vero che non ci sono i soldi ?", dove spiegheremo il rapporto che c'è in Italia tra il sistema di banche e la crisi economica, e cercheremo di capire cosa sta succedendo ai nostri risparmi e perchè non sono più al sicuro come prima dell'entrata in vigore dell'Unione Bancaria Europea e del meccanismo del Bail-in. Per aiutarci in questo arduo compito abbiamo invitato due relatori autorevoli : - Marco Mori, avvocato ligure, esperto in questioni giuridiche e da anni in prima linea nella difesa dei principi costituzionali rispetto ai Trattati Europei, ha scritto il libro "Il Tramonto della Democrazia"; - Giovanni Zibordi, esperti analista finanziario e trader sui mercati finanziari, inoltre blogger con il sito Cobraf.com, dottore di ricerca in Economia a Roma, ha un MBA a UCLA Anderson School of Management, ha scritto il libro "Le soluzioni per l'euro"; - Fabio Conditi, fondatore di Moneta 5 Stelle e dell'Associazione Moneta Positiva facente parte dell'IMMR, autore del libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi - Rifomr apartecipata e condivisa per una moneta dei cittadini e libera dal debito". L'incontro è aperto al pubblico, libero e gratuito, alla fine seguirà un dibattito su questi temi. #ALLEGATO_1#

Antonio Guglielmi parla del piano dell'UE per blindare l'Italia - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 07 Marzo 2016 13:50

Antonio Guglielmi, capo Ufficio Studi di Mediobanca, un mese fa ha fatto circolare una nota in cui parlava di un piano dell'UE per blindare l'Italia in caso di un'ipotetica caduta del governo Renzi. ^Mediobanca, nel memo dell’analista spunta la teoria del complotto#http://www.lastampa.it/2016/02/05/economia/mediobanca-nel-memo-dellanalista-spunta-la-teoria-del-complotto-e52dTbljWsiTfDY3mCdkTP/pagina.html^ GIANLUCA PAOLUCCI MILANO Magari è poco più di una chiacchiera tra colleghi, senza valore e senza impegno. Messa però per iscritto e con un titolo suggestivo: «Roma contro Bruxelles - la mia teoria del complotto». Fatto sta che questa mail da qualche giorno sta circolando tra investitori e sale operative non solo in Italia. L’autore si chiama Antonio Guglielmi ed è il capo degli analisti di Mediobanca Securities. Basato a Londra e specializzato nel settore bancario, nel suo campo è un’autorità riconosciuta. La mail era destinata a restare dentro Mediobanca: è diretta a tutti gli analisti di Mediobanca Securities e a tutti i «sales» (ovvero coloro che trattano con i clienti, investitori ed hedge funds). Guglielmi, non nuovo a polemiche nel mondo finanziario, fornisce la sua lettura sui recenti eventi tra politica e finanza. In estrema sintesi: la Ue teme l’avanzata dei 5 Stelle, Renzi finora ha fallito nel suo tentativo di arginare le forze anti euro, quindi Bruxelles deve adottare un «piano B» nel caso che Renzi non vinca le elezioni, tra un anno o al massimo due. La via è quella di mettere «l’Italia nell’angolo», fino a farla ricadere in piano di aiuti esterni e nelle clausole di condizionalità che limiterebbero l’azione di qualunque governo. «Come puoi arrivare a questo? In due modi», scrive Guglielmi. Il primo: «Lasci che Mps diventi un rischio sistemico, ne forzi la nazionalizzazione e il bail-in e dato l’alto debito pubblico italiano forzi l’Italia a chiedere l’aiuto della Ue in cambio della condizionalità». E ricorda Guglielmi come durante la crisi dello spread che forzò Berlusconi alle dimissioni da capo dell’esecutivo, uno degli elementi fu la massiccia vendita di Btp da parte di Deutsche Bank. «Perché non dovrei essere autorizzato a credere che qualcuno stia provocando le vendite su Mps con un simile obiettivo adesso?».

ma anche Galloni per la madonna... - GZ  

  By: GZ on Martedì 01 Marzo 2016 16:38

io conosco Galloni, ho fatto 3 conferenze assieme a lui, ne ho pure organizzata una con lui e Mosler, ma questo pezzo su ^ScenariEconomici#http://scenarieconomici.it/immigrazione-la-fine-delle-vuote-parole-di-nino-galloni/^ è assurdo. #ALLEGATO_1# Anche Galloni è vittima della propaganda "globalista" per la quale le centinaia di milioni di africani, arabi, pakistani, afgani ecc.. sarebbero un problema dell'Europa. Noi europei non c'entriamo invece proprio niente col fatto che, ad esempio, in Nigeria (paese ricco di petrolio a differenza dell'Italia), la popolazione sta esplodendo da 200 a 400 milioni (secondo le proiezioni), ma la vita fa schifo e molti vogliono venire qui da noi per venirne fuori. Lo stesso accade per quasi ogni paese africano, nordafricano, arabo e anche dell'Asia meridionale per cui ssistono oggi dai forse tre miliardi di persone, dalla Cina, India, Pakistan, Iraq...Egitto, Tunisia,Marocco..fino a tutta l'Africa i quali, nonostante un clima e risorse naturali non inferiori alle nostre, non sembrano capaci di avrere società ed economie decenti. Di queste enormi masse di gente una buona parte, forse 400 o forse 500 milioni, vogliono venire qui in Europa o altri paesi "bianchi" per godere della società ed economia che qui vi è stata creata. Non si tratta però di "immigrati anche loro come lo siamo stati noi", come recita la propaganda dei grandi giornali. I coloni italiani del 1880 o 1910 andavano in Canada, Argentina, Australia, USA per "colonizzare" cioè creare città, fattorie, ponti, strade, fabbriche, ospedali, scuole, laboratori... I nostri erano appunto COLONI, CHE CREAVANO UN ECONOMIA dove non c'era o era ancora in formazione e sviluppo. Queste masse di africani, nordafricani, arabi, afgani, pakistani non sono (per ora) in grado di far funzionare i loro paesi e vengono qui per inserirsi in un benessere che esiste già e goderne anche loro. Spiace dirlo, ma la verità è che se se vengono qui in massa trasformano anche l'Italia e l'Europa alla fine in una fotocopia dei loro paesi di origine. Per il semplice e ovvio motivo che una volta loro che siano la maggioranza, le cose funzioneranno più o meno come funzionano nei loro paesi. Non è difficile da capire: un paese pieno di romeni funzionerà come la Romania, un paese pieno di nigeriani come la Nigeria, un paese pieno di marocchini e tunisini come la Tunisia e il Marocco... Il motivo esatto di questo fenomeno storico non lo so e gli storici e sociologhi neppure. Si fanno tanti studi e si avanzano diverse ipotesi, ma l'unica cosa certa è che la REALTà è questa. E' essenziale distinguere tra la realtà e le sue possibili interpretazioni. Se fai ricerca universitaria è interessante chiedersi come mai di questo fenomeno per cui diverse etnie producono società diverse, se sei un normale lavoratore, padre o madre di famiglia o giovane disoccupato quello che conta è che questa è la realtà: i marocchini producono società meno attraenti degl olandesi, i pakistani sono peggio degli italiani in termini di economia e rispetto del prossimo. In attesa che si scopra i veri motivi di questo fenomeno occorre adattarsi a questa realtà pratica. E quindi cercare di tenere lontani arabi, africani e asiatici, impedire che diventino la maggioranza. Il nostro dovere è, se vogliamo sopravvivere come civiltà e società e se vogliamo un avvenire per i nostri figli, impedire a tutti i costi che arabi, nordafricani, cinesi, pakistani, rumeni ecc.. diventino la maggioranza nel nostro paese.

Inutile ripetere gli stessi errori - alberta  

  By: alberta on Venerdì 12 Febbraio 2016 21:57

Un paio di link che stimolano delle brevi considerazioni per il Fine settimana. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/12/deutsche-bank-annuncia-buyback-titoli_0aa94c1b-c46b-4136-8e19-8bd908a632ed.html E' bastato l'annuncio che l' effetto è stato immediato....... Perchè anche la Repubblica Italiana non fa la stessa roba, come qualcuno suggeriva qui http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=123613994#123613994 , e poi vediamo l'effetto che fa ???? Certo noi non abbiamo il nonnetto in carrozzina, ma se c'è bisogno di figure simili, il Maestro Bosso lo candidiamo subito a Ministro dell' Economia, almeno è di una simpatia strabordante..... e di una serietà assoluta e tutto è risolto. Come non stimare una persona che si è definito "un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono" ? Tutti i giorni abbiamo vagonate di c.d. esperti afflitti da chiare "disabilità che non si vedono" ...... e vi sfido a dimostrarmi il contrario..... eheheheheh http://www.lastampa.it/2013/07/20/spettacoli/ezio-bosso-il-pianoforte-dono-contro-la-malattia-M6Cf7ZYZXhoSlRiIqgp3zO/pagina.html Poi saltiamo a questo lucido, ma drammaticamente carente, articolo di oggi di Rampini.......sulla deflazione, Nuovo invincibile mostro dei nostri tempi.... http://www.repubblica.it/economia/2016/02/12/news/se_il_mondo_va_sotto_zero_-133231916/?ref=HRER2-1 Tante belle considerazioni, ma il convitato di pietra Rampini se lo è dimenticato oppure è un Tabù che, causa il nonnetto in carrozzina di cui sopra, non si può neppure nominare ??? AUSTERITA'...... quella roba che ha fatto sprofondare gli USA nella Grande Depressione degli anni 1930 e che solo le politiche di segno opposto hanno rimosso. Certo, se gli USA avessero insistito ed il New Deal non fosse arrivato per tempo, forse oggi il nonnetto in carrozzina ce lo troveremmo a dare ugualmente ordini, ma in altra..... uniforme...

Come funziona l'economia? video di Ray Dalio finalmente in italiano! - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 12 Febbraio 2016 13:15

#F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Come funziona davvero l’economia?#F_END# Questo ^video#http://www.economicprinciples.org/it/^ semplice, conciso, di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori fondi mondiali, mostra come funziona "la macchina dell'economia". Qui trovi spiegato come e perchè si verificano i cicli economici, tramite l’analisi di concetti come il credito, i tassi d’interesse, il ricorso all’indebitamento e l’uscita dall’indebitamento. #img1# #img2#

Next is the Canada Bank system ? - alberta  

  By: alberta on Martedì 09 Febbraio 2016 19:06

Con il crollo del prezzo delle materie prime, suona qualche campanello d'allarme anche nel tranquillo Nord America delle banche più solide del Mondo. http://www.zerohedge.com/news/2016-02-08/forget-europe-why-time-has-come-panic-about-canadian-banks-one-chart

Banche e crisi economica - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 08 Febbraio 2016 13:17

Mercoledì 10 febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Estense del Palazzo Municipale di Ferrara parteciperò a un incontro organizzato dal Gruppo Cittadini Economia con il patrocinio del Comune. Parlerò insieme all'Avvocato Marco Mori di banche, di crisi, e di risparmi. Vi aspettiamo. #ALLEGATO_1#

LA TRAGEDIA DELL'EUROPA, TROPPA ANGELA MERKEL E TROPPO POCA MASCOLINITA' - GZ  

  By: GZ on Giovedì 28 Gennaio 2016 12:08

Nella scuola media che frequenta il bimbo ora qui a Modena ogni tanto c'è una partita di "rugby". Chiedo: "come è andata ? hai placcato qualcuno ?" "Ma no. Non si può. Devi solo toccare con la mano sulla spalla l'avversario e lui allora si deve fermare". Guai se qualcuno cade per terra o peggio ancora se lo strattoni. L'insegnante di ginnastica è una donna ed è in comune tra maschi e femmine. Passa metà del tempo a parlare e il bimbo dice che spesso non si suda neanche LA TRAGEDIA DELL'EUROPA, TROPPA ANGELA MERKEL E TROPPO POCA MASCOLINITA' ^"Europe’s tragedy: Too much Angela Merkel, too little masculinity"#https://www.rt.com/op-edge/329241-europes-tragedy-merkel-immigration/#.Vpu2XiMVIl8.facebook^ di Iben Thranholm (autrice danese) #i# (traduzione)#/i# Giornalisti, intellettuali e politici assicurano il pubblico che ai maschi "rifugiati" che dal Medio Oriente, Nord Africa e Asia centrale prendono d'assalto le porte dell'Europa verrà richiesto di imparare che le donne occidentali sono indipendenti, sessualmente libere e da rispettare. Per molti di questi gruppi di migranti le donne che appaiono forti nei confronti dei loro partners "locali" (europei) sono "facili" nel senso di facili vittime. Per molti arabi, africano o pakistani c'è rispetto solo per gli uomini forti, una specie che ora non è molto diffusa in Europa . La carenza di mascolinità nella cultura europea rende impotente di fronte al caos politico e culturale degli ultimi decenni che l'immigrazione di massa da Africa e Medio Oriente fa esplodere. (nella foto: manifestazione in Olanda contro gli stupri di Colonia di un gruppo di olandesi che si vestono con minigonne per impersonare le donne) #ALLEGATO_1# I media e i politici occidentali continuano a parlare di far assorbire i valori femministi-liberali ai maschi musulmani e africani. Bisogna invece chiedersi se non siano gli europei a dover riconsiderare la guerra femminista alla mascolinità come la causa di fondo della debolezza della cultura europea nei confronti della cultura degli immigrati. L'ironia è che il vuoto che il femminismo ha creato implica ora che le donne occidentali sono vittime di una cultura maschile aggressiva. Un recente sondaggio condotto dal Pew Research Center mostra che il numero di giovani uomini negli Stati Uniti che vogliono sposarsi è sceso al livello più basso mai registrato. Suzanne Venker ad esempio ha argomentato in diversi libri che l'influenza culturale pervasiva del femminismo è la causa: gli uomini spiegano la loro mancanza di desiderio di sposarsi con l'osservazione che "le donne non sono più donne", il femminismo che imbeve la cultura attuale condiziona programmato le donne a vedere gli uomini come antagonisti. Di conseguenza, i maschi vengono resi ridondanti nella cultura occidentale post-moderna. Le donne non hanno più bisogno degli uomini come supporto, protettore o padre dei suoi figli, un donatore di sperma anonimo può fare il lavoro di creazione di un bambino, se una donna lo desidera. La cultura dei media, del cinema e della TV mostra che le madri devono allevare i figli maschi in modo in modo simile alle femmine, trasmettendo valori femminili come la responsabilità per i lavori domestici, l'essere comprensivi e teneri e e piegarsi a desideri della donne. Questo ha prodotto una generazione di uomini insicuri, morbidi che non sono più in contatto con la loro natura identità e forza maschile . ...LEGGI QUI IL RESTO https://www.rt.com/op-edge/329241-europes-tragedy-merkel-immigration/#.Vpu2XiMVIl8.facebook

Piano tecnico per evitare Spread e crolli Borse Italia - alberta  

  By: alberta on Mercoledì 20 Gennaio 2016 14:26

Adesso il Renzuccio dovrebbe passare dalle parole ai fatti, con alcune piccole ma significative manovre "tecniche" per spiazzare preventivamente ogni speculazione contro il Debito Italiano. Il vantaggio rispetto alla situazione in cui ci siamo trovati nel 2011 è notevole: 1) I tassi sulle emissioni di debito a TV fino a Due Anni sono praticamente a ZERO. 2) C'è un impegno della BCE fino al 2017 ed anche oltre a comprare BTP, quindi si semplifica e si rende credibile l' obbiettivo di dimezzare i BTP da 10Y e oltre, con emissione di titoli a breve (Biennali CTZ mi sembrano ottimali, ma si può scegliere, ovviamente) 3) Risultato immediato, sarebbe il dimezzamento del costo del Debito a tasso fisso per DUE anni per le cedole che non si dovrebbero più staccare ed un piccolo sconto sulle nuove emissioni a breve (parliamo di alcuni miliardi), perchè a tassi REALI negativi certamente per i prossimi DUE anni, sia grazie al riacquisto BCE, sia per la deflazione in corso, approfittando della crisi Cinese. 4) Proclamare che, con il crollo del prezzo del Petrolio, L'Italia risparmierà nei prossimi due anni TOT Miliardi di bolletta energetica (siamo fortemente importatori di energia). Questo per iniziare e solo a livello di programma, visto che i Gestori di Hedge sarebbero immediatamente spiazzati dalla prospettiva che i BTP residui detenuti all' Estero, diventerebbero richiestissimi per il cd. "effetto rarità" che il loro dimezzamento verrebbe a provocare. Annunciare solo queste misure "tecniche" (altro che divieto di vendere allo scoperto MPS.....ahahahaha), farebbe intanto rimbalzare TUTTE le nostre BANCHE più solide e piene di BTP, direttamente e tramite Fondi, gestioni etc. Poi si potrebbe passare al resto...... ma questo dovrebbe bastare a far calmare le acque.... Ci vogliono ovviamente gli attributi, altrimenti le parole rimangono proclami vuoti.....

L'Europa comanda, l'Italia deve obbedire ? - alberta  

  By: alberta on Venerdì 15 Gennaio 2016 17:56

Pare che chi non si adegui ai Diktat della Commissione UE ed al Burattino della Merkel, abbia comunque una sorte segnata. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/01/15/ue-juncker-renzi-ha-torto-a-vilipendere-commissione-ue_63027fe5-b22c-4f9a-a824-bb1da2968228.html Ci ritireremo con la coda fra le gambe, temendo le solite ritorsioni, prima il default, poi lo spread.... ora che si inventeranno, visto che con il QE di Draghi (che fatica per far capire ai krukki che era anche per la loro salvezza), ricattarci sui BTP diventa più difficile ????? mmmmmmmmm.... sentiamo cosa farà ora il nostro governo.....

CCF contro la crisi. Presto nuove emergenze finanziarie - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 08 Gennaio 2016 13:03

^Qui il video #https://www.youtube.com/watch?v=1YhPqRU4AZc^ dell'intervista realizzata dalla Rete MEmmmt sui Certificati di credito fiscale come strumento per l'uscita dalla crisi, e sulla possibilità di nuove emergenze finanziarie. Allegato #1:

sesso gay, keynes e adozioni gay - GZ  

  By: GZ on Lunedì 04 Gennaio 2016 19:00

Ogni tanto, leggendo la solita propaganda per la adozioni gay, in un momento di debolezza invece di passare ad altro ci scappa un commento #ALLEGATO_1# L'esperienza comune delle coppie gay maschili (amici, conoscenti...) nonchè gli studi e statistiche, indicano che nella grande maggioranza dei casi sono caratterizzate da promiscuità che non è paragonabile a quella delle coppie etero. In parole povere, è molto comune per gli uomini avere molto sesso casuale con altri uomini, che siano formalmente in una "coppia" o meno. Questa osservazione non è una condanna di un comportamento che ad alcuni viene spontaneo e sembra innato. Keynes ad esempio da giovane teneva due librettini in cui annotava le sue prestazioni sessuali, tutte gay, e chi li ha studiati riporta che in certi anni si faceva anche 30 giovanotti diversi ("si faceva perchè c'era un elemento classista all'epoca che rendeva più facile per uno di Cambridge andare con un "boy" dell'albergo o un militare di leva...). Uno dei due libretti riportava gli incontri (in codice) e l'altro invece le statistiche divise in tre tipi di prestazioni tipiche diverse. Keynes aveva studiato e aveva scritto un libro di statistica ("Treatise on Probabilty") e l'applicava alla sua vita sessuale. Gli studiosi sono incerti però su cosa ne abbia ricavato dalle sue statistiche del sesso, perchè i libretti sono scritti in codice difficile da decrittare e non si è sicuri nemmeno di quando si riferisse nelle sue statistiche ad un tipo di sesso o ad un altro. Ad ogni modo se ne deduce che approssimativamente abbia avuto almeno 200 ragazzi e uomini diversi, prima di passare all'eterosessualità full time intorno ai 35 anni. (Cito Keynes perchè siamo in un sito di economia!) Questa è solo una constatazione che viene dalla semplice osservazione dei casi umani: tra uomini ci si mette d'accordo MOOOLTO più facilmente per scopare che con delle donne. Come però questo fatto macroscopico della vita gay maschile venga gestito in presenza di bambini adottati non lo si può sapere perchè i casi finora studiati sono pochissimi. Esistono studi su adozioni gay, ma ^se si guarda bene sono pochissimi quelli in cui una coppia di maschi gay ha adottato bambini#http://eppc.org/docLib/20030423_No_Basis.pdf^. Questo aspetto, la promiscuità come fatto standard, è un esempio macroscopico che nelle discussioni "illuminate" si evit dei problemi che insorgono. Parlando in generale, istituzionalizzare le adozioni gay è qualcosa che NESSUNA CIVILTA' negli ultimi 4mila anni ha mai provato a fare o anche solo tollerare informalmente, per cui parliamo di fare un esperimento. Con dei bambini. Negli anni '60 la stessa "intellighenzia" che oggi sostiene le adozioni gay spiegava che il fattore chiave per un bambino era la felicità dei singoli genitori, per cui se divorziando questi poi stavano meglio, anche lui ne avrebbe beneficiato. 30 anni dopo l'evidenza di quasi tutti gli studi indica che non è così, che i bambini soffrono, in media, dai divorzi. Lo stesso è avvenuto nel caso di donne che da sole allevano bambini senza la presenza del padre. Per l'intellighenzia progressista non era un problema (e Hollywood ha prodotto dozzine di film per mostrare come la società bigotta osteggiasse tante coraggiose ragazze...). Purtroppo invece, di nuovo l'evidenza ha mostrato specie in America che socialmente è un disastro: crescere senza padre è correlato con criminalità, fallimento scolastico e altre patologie (questo nella media dei milioni di persone, poi lo so che ci alcuni che sono diventati miliardari o artisti famosi...). Per la società nel suo insieme però si tende ora a concordare che allevare dei bambini, specie maschi, in presenza del padre sia meglio Perchè fare ora un terzo esperimento sulla pelle dei bambini dando retta alla stessa intellighenzia ?

Intervento a Recanati - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 17 Dicembre 2015 13:21

^Qui#http://www.tubechop.com/watch/7507774^ qualche minuto del mio intervento all'iniziativa "Lasciateli Fare" organizzata dalla Associazione Me-MMT Marche a Recanati. #ALLEGATO_2#

(S)Banca Marche - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 16 Dicembre 2015 10:51

Sabato 19 dicembre sarò all'incontro organizzato dall’associazione Me-Mmt Marche all’hotel Mastai alle ore 17,30, per provare a comprendere cosa sia accaduto nella vicenda delle “4 banche” (compresa la Banca delle Marche) e a capire come difendersi dalle nuove norme che costringeranno i risparmiatori a pagare i fallimenti degli istituti di credito. Interverranno anche il giornalista Pier Paolo Flammini e l’avvocato ed esperto di questioni giuridiche europee Marco Mori #ALLEGATO_1# Ecco che l’incontro di sabato 19 dicembre alle ore 17,30 presso l’hotel Mastai di Senigallia (uscita A14, via Abbagnano 12), si prospetta davvero interessante sia per coloro che sono stati direttamente coinvolti dall’affaire “Salva-Banche” sia per chi vuole capire in che modo rischia di evolvere il sistema del risparmio italiano nell’ambito dell’Unione Bancaria Europea: quindi dipendenti delle banche, sindacalisti, associazioni dei consumatori, politici, amministratori, esperti del settore finanziario. L’incontro, dal titolo “(S)Banca Marche – All’attacco del risparmio degli italiani, l’ultima follia in nome dell’euro e contro la Costituzione Italiana”, organizzato dall’associazione Me-Mmt Marche Economia per la Piena Occupazione, vedrà l’introduzione di Pier Paolo Flammini, giornalista marchigiano e referente regionale dell’associazione, che illustrerà le vicende che hanno condotto al “crac del risparmio”, quindi la parola passerà a Giovanni Zibordi, trader finanziario emiliani e blogger del settore tra i più apprezzati e seguiti in Italia, e l’avvocato ligure Marco Mori, esperto in questioni giuridiche e da anni in prima linea nella difesa dei principi costituzionali rispetto ai Trattati Europei. Si tratterà quindi di un approfondimento con alcuni tra i massimi esperti del settore a livello nazionale, che consentirà non soltanto di comprendere le cause che hanno portato all’azzeramento dei risparmi da parte di tanti marchigiani e non solo, ma anche di capire quali sono le vere riforme del sistema bancario, finanziario necessarie al fine di evitare altri e più gravosi casi “Banca delle Marche”, cosa che purtroppo invece si farà sempre più concreta con l’applicazione delle politiche economiche volute dalla Troika e con le regole bancarie imposte dall’Unione Europea. L’ingresso è libero ma è gradita la prenotazione. Per informazioni: marche@memmt.info, 349.1257573, 333.8869721 ^MMT Marche#http://www.memmtmarche.info/sbanca-marche-lultimo-attacco-al-risparmio-italiano-evento-a-senigallia-evento-a-senigallia/^

"La vita è troppo breve per bere vini mediocri" - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 30 Settembre 2015 11:26

#b#“La vita è troppo breve per bere vini mediocri.”#/b# Johann Wolfgang von Goethe #ALLEGATO_1# Settembre 24, è una bella giornata di sole e lungo i filari del vigneto di Saliceto Panaro sono in tanti, ragazzi e ragazze, a raccogliere i grappoli.d’uva. Oggi han portato anche Lulù, il cane, che se ne sta pigra a godersi il caldino. I grappoli vengono raccolti e scelti ad uno ad uno; li stacchi, li guardi, decidi se sì, e li metti nella cassetta rossa, o no, e li lasci cadere a terra, dove..faranno concime. Ci ha spiegato Marco, che sta guidandoci su questo percorso la cui meta è un vino naturale, puro di solfiti, e buono, quanto sia importante questa fase in cui si scelgono solo le uve giuste, quelle pronte e integre. Quelle e solo quelle ci daranno il mosto. Marco è giovane, ma ci par di sentire un vecchio quando ci dice che bisogna saper scartare per avere solo il vino buono. I grappoli di oggi si aggiungeranno a quelli di ieri, di martedì, e della scorsa settimana. Perché anche in questo il processo è diverso: l’uva non viene raccolta, e lasciata lì fino a che non sia terminata la vendemmia, per poi essere pigiata tutta insieme. Giorno per giorno se ne raccoglie un po’, si deraspa e si pigia. E la fermentazione è quindi un processo fatto di lenti rincalzi, valutati giorno dopo giorno. In giornate come questa sembra di respirare assieme l’azzurro del cielo, il bruno dei filari, il verde/nero dei grappoli, il suono delle voci. Un ritorno ad una naturalità smarrita, a ritmi perduti, che sono promessa del vino che ci rallegrerà domani. “Il vino fulgido sul palato indugiava inghiottito. Pigiare nel tino grappoli d’uva. Il calore del sole, ecco che cos’é. E’ come una carezza segreta che mi risveglia ricordi.” James Joyce #ALLEGATO_2#

I Tedeschi devono obbedire, mai comandare - alberta  

  By: alberta on Martedì 22 Settembre 2015 16:00

Concordo che la questione in sè della centralina VW è una stupidata, ma è la gestione nell' ultimo anno di questa "stupidata" che lascia basiti !!!!! Questa è VW : Moodys ha fatto una classifica globale dell'industria automotive, nella quale il Paperone della liquidità si conferma il Gruppo Volkswagen, possedendo 26 miliardi di Euro. La lotta con Toyota Motor risulta confermata anche in questo particolare ranking, dato che il player globale giapponese è secondo con un cash di 25,4 miliardi. In Europa, le prime 10 in classifica custodiscono 211 miliardi di euro, quasi un quarto del totale e, di nuovo, al primo posto troviamo il Gruppo Volkswagen, che è anche il primo gruppo automobilistico al mondo, possedendo 26 miliardi, seguita da Eléctricité de France e BP, ognuna con 25 miliardi. Un'altro ex aequo vede due italiane appartenenti a settori molto diversi, FCA e Poste Italiane, con 23 miliardi l'una. Come possa un colosso che gronda liquidità ai quattro angoli del mondo, inciampare su un bastoncino, che costituisce meno del 3% del fatturato globale, sarà oggetto di studio !!! Il resto lo avete letto e riletto ieri ed oggi: per avere l' omologazione sui Model Diesel 2016 in USA dall' EPA, circa 150.000 vetture, la VW ha battagliato con i test fatti da un piccolo Ente no-profit europeo per quasi una anno: poi, da teutonici, si sono suicidati, non trovo altri termini....... Sarebbe bastato rinunciare a commercializzare questa miserevole fetta di mercato, dichiarando che non c'era accordo con i metodi dell' EPA, le 460.000 vetture Diesel già richiamate a fine 2014, si sarebbero potuto sistemarle con quattro dollari a pezzo....e fine lì...... Poi partire con una bella campagna mediatica, vedi qui degli scenari e delle letture alternative..... http://www.corrieredellosport.it/news/motori/mercato/2015/09/21-4237911/scandalo_volkswagen_truccava_i_diesel_usa_sar_rivoluzione/?cookieAccept http://www.automoto.it/news/vw-e-i-trucchi-delle-emissioni-ma-quale-scandalo.html Ma i tedeschi sono famosi per voler avere ragione, anche quando fanno follie o sbagliano ... la storia, recente e meno recente, ce lo insegna.....