Migliori Post del Forum: Cobraf

I "MiniBot" possono funzionare se sono moneta elettronica, che paga interessi, emessa ogni anno  

  By: G.Zibordi on Domenica 02 Giugno 2019 16:29

 

I "MiniBot" sono stati proposti da Claudio Borghi diversi anni fa come dei biglietti di piccolo taglio emessi dal Tesoro per pagare i debiti arretrati di circa 70 miliardi verso le imprese e sono stati recepiti nel famoso “contratto” di governo tra M5S e Lega.

 

I leader politici come Salvini o Di Maio non avevano mai citato questa proposta e il Ministro dell’Economia Tria non l’ha presa in considerazione (anzi in alcune dichiarazioni l’aveva bocciata), per cui non se è più parlato. Fino a quando, a sorpresa, due giorni fa è passata una mozione sui debiti arretrati dello stato in cui si diceva che possono essere pagati ”anche con biglietti di piccolo taglio” emessi dal Tesoro. Tutti i partiti l’hanno votata all’unanimità, ma perchè molti non avevano letto che appunto conteneva una frase che impegnava ad usare i MiniBot per pagare questi debiti dello Stato. A quel punto ne hanno parlato tutti e sono partite bordate di critiche, cominciando da quella per cui si aumenta il debito pubblico.

 

Questi 70 miliardi di MiniBot vengono in effetti conteggiati come debito pubblico, ma dato che sono debiti vecchi, che erano stati già conteggiati nei deficit degli anni precedenti è un fatto solo contabile, in pratica si sa già da anni che lo Stato è impegnato a pagarli. Il problema sostanziale non è quello.

 

Si svalutano rispetto agli euro ?

 

Prendiamo il solito Carlo Cottarelli: “ Si torna a parlare di minibot. Ma quale sarebbe il tasso di cambio che si determinerebbe tra 5 euro veri e 5 euro sotto forma di minibot? Mica basta scrivere su un pezzo di carta 5 euro perché valgano 5 euro, giusto? Vi fidereste a essere pagati in minibot?”

Risposta di Claudio Borghi: “il tasso di cambio sarebbe lo stesso di quello che c'è fra un 50 euro e 5 pezzi da 10. Il valore del minibot è garantito dal fatto che lo Stato lo accetta in pagamento di qualsiasi tassa, imposta o servizio. Qualsiasi valore sotto il nominale consente arbitraggio"

OK. Andiamo con ordine. I MiniBot sarebbero cartacei, con un valore nominale di 10 euro, 20 euro, 50 euro... come le banconote, ma si tratta di “BOT”, quindi di emissione di debito pubblico. A differenza di Bot, CCT e BTP non pagano però interessi e non scadono mai. Come mai hanno un valore, visto che non sono moneta legale (quella che tutti sono obbligati ad accettare) come gli euro e non sono garantiti dalla BCE ?

Perchè lo Stato italiano si impegna ad accettarli direttamente per pagare le tasse, cioè sono una fattispecie di “Moneta Fiscale”.

 

Cosa significa ? Se tu oggi detieni dei Bot o BTP e devi pagare le tasse devi prima venderli, ottenere 1,000 euro ad esempio sul conto corrente in banca e poi fare un bonifico all’Agenzia delle Entrate. Con una “Moneta Fiscale”, diversa da quella a corso legale (come sono gli euro), invece consegni direttamente 1,000 euro di miniBot (o altro strumento emesso dallo Stato) senza passare per il conto in banca e ottenere prima degli euro.

Esiste un ampia letteratura sul tema della “moneta fiscale” da emettere in parallelo e in aggiunta a quella legale per superare i limiti dell’Euro, ma si parla sempre di moneta elettronica

Nello schema di Borghi i Minibot sarebbero invece solo cartacei e quindi non sono facili da usare per pagare direttamente per molti tipi di imposte, ma comunque il fatto che possano essere accettati dal fisco conferisce loro un valore vicino agli Euro perchè potresti versarli sul conto titoli che hai o crei presso la banca e da lì bonificare 1,000 di Minibot al fisco per pagare 1,000 euro di tasse.

Cottarelli e gli altri come lui hanno quindi torto a dire che sarebbe carta straccia. Se un impresa riceve ad esempio 1,000 di Minibot non avrebbe senso darli via per 700 euro, perchè chi li compra  li versa per saldare una pendenza con il fisco di 1,000 e ci guadagna 300 euro. Se chi riceve dal Tesoro Minibot non ha tasse da pagare li rivenderà, ma ci sarà molta gente che invece deve pagare tasse e gli offre di comprarli e glieli paga ad esempio probabilmente 900 o 950 euro, cioè con un sconto, ma piccolo.

 

Se lo Stato ne emette per 70 miliardi circa per pagare i debiti arretrati verso imprese, arrivano ad alcune migliaia di imprese che le userebbero per pagare le proprie tasse oppure li rivenderebberp ad altre imprese. Potrebbero anche pagare dei dipendenti o fornitori se sono in difficoltà finanziarie. Secondo Borghi in poco tempo negozi e centro commerciali li accetterebbero, per cui poi la gente si abituerebbe ad usarli come se fossero Euro e circolerebbero a fianco degli euro ad un valore pari o quasi identico agli euro.

 

Funzionerebbe ? E’ chiaro che se il Tesoro ora emettesse 70 miliardi di questi titoli di piccolo taglio cartacei e li distribuisse alle imprese avrebbe un grosso impatto sull’economia, equivalente ad un deficit addizionale del 4% del PIL.

 

Quale sarebbe la reazione della UE, dei mercati, della BCE e anche del pubblico ?

 

Oltre a saldare questi debiti verso le imprese e mettere in circolazione liquidità, però i Minibot servirebbero, secondo Borghi per avere una moneta cartacea in circolazione che, nel caso di uscita di ritorno alla Lira, sarebbe già a disposizione: “con i MiniBot si smontano le c…  terroristiche dei mesi senza banconote, delle code agli sportelli, del fornaio non pagato e simili” (nel caso si ritorni alla Lira). Fino a quando quindi la Lega era per uscire dall’Euro, i Minibot erano quindi, oltre che un mezzo per avere più soldi nell’economia, anche un escamotage per introdurre una moneta cartacea che la gente si abituasse ad usare e fosse già pronta da trasformare in Lire

 

Dato che Borghi li aveva proposti per uscire dall’Euro, come misura da adottare dentro l’euro in preparazione del ritorno alla Lira, se il governo emette MiniBot, questo viene interpretato dai mercati e dal pubblico italiano come l’inizio del ritorno alla Lira. Questo può scatenere il panico tra chi ha parecchi soldi in banca e può portare ad una fuga dalle banche e dai titoli italiani innescando subito un attacco speculativo ai Btp e alle banche italiane

 

Ma supponiamo che invece ora che si escluda totalmente e in modo chiaro l’uscita dall’Euro. Supponiamo che Salvini e Tria propongano i “Minibot” spiegando in modo convincente che ci si vuole limitare a pagare questi debiti arretrati verso imprese e non ci sono intenzioni di usarli come strumento per avere nuove banconote in circolazione che possono essere trasformate in lire.

Non è facile che ci riescano, dato che appunto chi ha proposto l’idea aveva come scopo dichiarato preparare il ritorno alla Lira. Supponiamo però che Tria, Salvini, Di Maio, assieme a Borghi e altri esperti siano molto convincenti e spieghino bene al pubblico che i MiniBot sono solo un modo di pagare le imprese e di avere più soldi nell’economia e basta.

Se riescono a convincere il pubblico che non è un escamotage per il ritorno alla Lira, allora il governo riesce ad implementare la misura senza essere subito travolto, al primo annuncio che sta predisponendo l’emissione di miliardi di Minibot, dalla speculazione contro i Btp e la fuga di capitali.

 

Supponiamo quindi che gli italiani restino calmi e non si facciano impressionare da chi grida che vogliono in segreto poi tornare alla Lira e quindi il governo riesce a predisporre l’emissione di 60 o 70 mld di Minibot senza essere subito bloccato da un panico più o meno creato ad arte.

 

Come va valutato il loro effetto ?

 

Ci sarebbero più soldi in giro, l’economia reagirebbe positivamente a questo stimolo e l’aumento del PIL conseguente farebbe diminuire il rapporto deficit/PIL. Fin qui tutto bene.

 

Lo Stato riceverebbe però comunque decine di miliardi di euro in meno di tasse ?

 

Borghi sostiene che chi riceverebbe MiniBot li tiene o li scambia con altri e tutti li usano come se fossero euro, tutti i negozi li accettano e così alla fine non si avrebbe una riduzione di gettito perchè si continuerebbe a pagare le tasse in euro. Cioè Borghi dice che i MinBot hanno valore pari agli euro perchè in teoria il fisco li accetta come gli euro, ma la gente non li usa di fatto per pagare le tasse perchè si abitua ad usarli come se fossero contanti e alla fine li tiene in tasca e non li consegna al fisco. In questo caso avresti che si continuano a pagare le tasse con gli euro. Di conseguenza il deficit pubblico non aumenta e avresti una seconda moneta che circola a fianco agli euro. Bellissimo.

 

Ma è realistico che vengano scambiati allo stesso valore degli euro, anche se di fatto non li si usa per pagare le tasse e tutti li tengono in tasca ?

 

In teoria non si svalutano molto, perchè come si è detto chi li rivende sa che 100 di Minibot valgono 100 euro per il fisco e dovrebbe trovare quindi subito chi glieli accetta per almeno 95 euro. Lo Stato può anche creare un circuito elettronico in cui versarli, concordando con le banche si possano versare in un conto agganciato a centri commerciali, negozi e siti internet e all’Agenzia delle Entrate. In questo modo molti Minibot passano alla circolazione elettronica che garantisce la liquidità e l’utilizzo anche per pagare tasse. Questo riduce lo sconto a cui trattano rispetto agli euro, mentre se rimangono solo cartacei invece possono svalutarsi di più.

 

Ma comunque si svalutano, è impossibile che lo Stato italiano, all'interno dell'euro, "stampi moneta" di fatto per proprio conto,che si può usare solo in Italia, che non tutti accettano, per di più cartacea e che questa valga quanto gli euro...I miracoli nel mondo monetario e finanziario non esistono.

 

Di conseguenza sembra molto poco realistico che la gente non li usi per pagare tasse e li tenga in tasca

 

I Minibot infatti non pagano interessi, non sono garantiti dalla BCE e Bankitalia e anzi sono visti male da loro, non puoi usarli all’estero, sono cartacei (anche se si può predisporre poi di versarli in un conto titoli..) e non tutti li accettano. Per cui è impossibile che non si svalutino almeno un poco rispetto agli euro, che non hanno queste limitazioni e sono una moneta consolidata da due decenni nel mondo e garantita da 20 nazioni.

Non si svalutano molto perchè il fisco li accetta, ma dipenderà anche dalla percezione del pubblico, trattandosi in pratica dello stato italiano che stampa moneta per suo conto ignorando la BCE e la UE e quindi con intorno un coro ostile di allarmisti che strillano sui media e figli di buona donna sui mercati finanziari che ne approfittano per speculare.

 

Se hai una reazione dei mercati per cui cedono i Btp e le banche, poi anche il pubblico teme che l’esperimento finisca, non vuole tenersi Minibot in tasca e per non rischiare li usa subito tutti per pagare tasse o rivenderli in fretta a qualcun altro che debba pagarle.

Sembra quindi molto improbabile che gli italiani preferiscano versare euro al fisco e tenersi questi Minibot, che un poco si svalutano e hanno un utilizzo più limitato, invece di approfittare del fatto che il fisco li accetta alla pari con gli euro e usarli per pagare le tasse togliendosi il pensiero ed evitando rischi

 

La conclusione logica è che nel giro di poco tempo i 70 miliardi emessi di Minibot spariscono quasi tutti dalla circolazione e tornano allo Stato, tramite il fisco. Avresti quindi che lo Stato incassa 70 miliardi di euro in meno man mano che la gente li usa per pagare le tasse. L’impatto sul deficit sarebbe in realtà minore di 70 miliardi, anche se si svalutano solo poco, diciamo del 5% e quindi equivalgono magari a 67 miliardi di euro. Perchè sono miliardi in più per l’economia e stimola a spendere, lavorare e produrre di più per cui il gettito aumenta e il deficit addizionale può risultare solo di 50 miliardi e non di 70 miliardi.

 

Questo però non toglie che se la gente li usa per pagare le tasse, ci sarà un deficit molto maggiore del 2% e può essere del 5 o 6%. Questo scatenerebbe l’attacco speculativo ai Btp e poi alle banche e la condanna della UE, più o meno come se oggi si annunciasse che fai un deficit del 5 o 6% invece che del 2%

 

Dato che spariscono dalla circolazione, non avresti nessuna moneta cartacea alternativa all’euro, ma che vale come l’Euro, che circola. Semplicemente alla fine avresti ridotto le tasse aumentando il deficit. Cioè, se lo Stato riducesse le tasse di 70 miliardi, sarebbe la stessa cosa, ma appunto perchè non lo si fa ? Perchè la Commissione UE è contraria, la BCE non ti sostiene anzi ti boicotta, i mercati fanno salire lo spread e le banche franano in borsa…

Per cui alla fine emettere Minibot risulta in una riduzione di tasse che aumenta il deficit. Questa è una cosa buona per l’economia, ma che provoca la solita reazione ostile dalla UE e dai mercati. E si ritorna al perchè non lo si è fatto finora. E la risposta è che si temono i mercati, la BCE e la commissione UE e gli altri governi, anche nel sud Europa, non solidarizzano con noi…

 

L’intenzione che anima la proposta dei Minibot è quindi più che giusta, ma perchè possa funzionare bisogna che il pubblico italiano utilizzi questo nuovo debito pubblico “permanente” (senza scadenza) per tutti i pagamenti come se fosse moneta e non se ne sbarazzi subito girandolo al fisco al posto degli euro.

 

La proposta deve quindi essere strutturata diversamente.

Non occorre usare il pretesto di saldare in questo modo una tantum i debiti della PA verso imprese (che possono essere saldati più facilmente cartolarizzandoli con garanzia publica e facendoli scontare dalle banche che poi li riscontano alla BCE (secondo lo schema elaborato dal Marcello Messori ad esempio). E bisogna ammettere che avranno un tasso di cambio fluttuante verso l'euro e lo stesso possono funzionare

Questa moneta fiscale che il Tesoro emette deve essere :

i) distribuita ogni anno e anche a tutte le famiglie, in funzione dello stato dell’economia (se è depressa ne emetti di più e se l’inflazione aumentasse ne emetti di meno). Bisogna annunciare che se ne emetterà ogni anno a venire, come politica permanente non una volta e poi basta.

i) elettronica e non cartacea,  perchè una moneta su carta di credito e bancomat è molto più liquida e utilizzabile (del resto tutte le proposte di “moneta fiscale” elaborate finora in Europa sono state pensate per moneta elettronica)

ii) deve anche pagare un interesse pari a quello medio dei Btp, diciamo intorno all’1,5% ora, in modo che ci sia un incentivo a tenerla (anche come forma di risparmio)

 

Ovviamente si svaluterà comunque un poco rispetto agli euro, specie se ne emetti decine di miliardi e se hai il coro ostile dei grandi media contro. Non devi promettere che non succeda per non generare false aspettative. Ma non si svaluterà molto perchè il fisco l’accetta alla pari con gli euro, è elettronica e molto fungibile e paga interesse come un Btp medio. Pagando interessi assomiglia ad un BTP ma è meglio perchè la usi per tutti i pagamenti, mentre un BTP devi prima liquidarlo e ottenere liquidità. 

 

Si può comunque svalutare di più di quello che sarebbe logico per un certo periodo, specie se la proposta sembra poco credibile al pubblico perchè la moneta moderna è una questione di fiducia nello Stato e si può scatenare la speculazione contro i BTP per cui il pubblico si fa spaventare all’inizio. Questo però succede con tutte le valute e bonds, ci sono sempre oscillazioni dovute alla speculazione.  E il problema è quindi di presentarla nel modo più chiaro e trasparente possibile e discuterne tutti i dettagli con gli operatori e l'opinione pubblica. Inserire una riga in una mozione senza che molti se ne accorgano invece da l'impressione che cerchi di far passare qualcosa che molti non capiscono.

 

La percezione e la reazione psicologica iniziale è difficile da prevedere, ma a logica non conviene agli italiani liquidare subito i propri Minibot a sconto del -10% o -20% rispetto agli euro e conviene invece aspettare di usarli quando pagano le tasse. Specialmente se questa moneta elettronica del Tesoro paga anche interessi come un Btp medio, per cui è anche più conveniente che tenere soldi nei conti correnti o in fondi comuni (rispetto ai quali puoi usarla per fare pagamenti di ogni genere senza prima doverli liquidare per ottenere cash sul conto)


In conclusione, devi emettere debito permanente, senza scadenza, sotto forma di moneta elettronica e che puoi anche usare per ogni pagamento e per tutte le tasse (predisponendo una piattaforma elettronica adatta). Ne devi emettere ogni anno alcune decine di miliardi e per tutta la popolazione. E deve pagare interessi come un Btp medio, in modo da fare concorrenza agli euro che sono in banca

 

In questo modo diventa conveniente usarla e scambiarla e non sparisce dalla circolazione, come accadrebbe con i Minibot cartacei, che non pagano interessi e sono emessi una tantum per pagare i debiti arretrati dello Stato.  La cosa cruciale è che sia conveniente usarla come moneta alla pari con gli euro, anche se fluttuerà in valore per motivi anche psicologici rispetto agli euro.

 

Passato il momento iniziale che è più delicato, superato lo scoglio della percezione iniziale e degli attacchi speculativi, lo Stato può poi provare negli anni successivi ad usarla per effettuare altri pagamenti.

 

In questo modo una moneta fiscale (simile ai Minibot) può funzionare





 


 Last edited by: G.Zibordi on Domenica 02 Giugno 2019 17:35, edited 5 times in total.

"Moneta Elettronica del Tesoro" (Treasury Electronic Money) come soluzione del problema del Debito Pubblico  

  By: G.Zibordi on Sabato 04 Maggio 2019 00:10

Esiste da diversi anni un analisi e una proposta molto radicale per gestire il debito pubblico elaborata dal top economista monetario di Chicago, John Cochrane vedi ad es uno dei suoi paper qui  che, se applicata al debito pubblico italiano, risolverebbe il problema del ricatto dello Spread.

 

Questa proposta è stata spiegata in papers piuttosto intricati (questo citato per fare un esempio è di 145 pagine con una biografia di un centinaio di titoli e corredato di dozzine di equazioni) da parte di.John Cochrane, che si ispira a Milton Friedman, rientra nella definizione di "neoclassico", per cui non penseresti che ti offre soluzioni per il debito pubblico e che invece ti raccomanda di ripagarlo o di fare default.

 

Invece in questo caso si tratta di un economista monetario rigoroso che va alla radice dei problemi monetari e non si preoccupa di far carriera a Wall Street, per cui arriva con la forza della logica a conclusioni simili a quelle che, modestamente, avete letto su questo sito dal 2012...Alla fine offre (a mio avviso) infatti una soluzione pratica al ricatto del debito pubblico che strangola l'Italia

 

La proposta, come lo stesso Cochrane ammette, è veramente radicale: lo Stato deve creare direttamente denaro (elettronico) al posto della Banca Centrale e della banche. Di conseguenza se si prova a leggere commenti e reazioni al lavoro di Cochrane si nota che la reazione del mondo finanziario è "apopletic" cioè da infarto, come hanno notato gli economisti che finora l'hanno discussa. Dato il prestigio di Cochrane  e il rigore della sua analisi finora la proposta ha incontrato poche obiezioni serie, ma quello che è successo è che si è creato un "vuoto" pneumatico per cui da almeno cinque anni Cochrane la ripropone, ma pochi osano anche solo discuterla sapendo che parlarne significherebbe la fine delle loro speranze di carriera a Wall Street.. Di conseguenza, anche se è un idea  pensata per quando gli USA saranno sotto stress finanziario, dato il debito pubblico che hanno accumulato (ormai al 100% del PIL), nessuno ha pensato di applicarla all'Italia e anzi nessuno l'ha neanche mai discussa da noi.

 

Il meccanismo proposto consiste essenzialmente nel creare una moneta elettronica dello Stato  ("Treasury Electronic Money") ( presso il Ministero del Tesoro), quindi non una moneta creata dalla Banca Centrale come le banconote e come le "riserve" con cui la Banca Centrale ad esempio compra titoli di stato con i programmi di "QE"

 

Lo Stato in pratica in questo modo si sostituisce alla Banca Centrale ! Non a caso il numero di commenti proveniente da ambienti della Banca Centrale su quello che ha scritto Cochrane è in un intorno dello zero, perchè il sllenzio è la tattica migliore nei confronti di idee pericolose per il proprio potere.. Esistono invece diversi studi ad esempio di Michael Kumhof alla Bank of England (ex FMI) e Thomas Mayer (ex chied economist di Deutsche Bank) in cui si propone che il pubblico possa aprire conti bancari direttamente presso la Banca Centrale. Cochrane va più in là e spiega come sia più logico che sia lo stato direttamente tramite il Tesoro a farlo.

 

Bene, cerchiamo di riassumere l'idea senza scrivere un centinaio di pagine.

 

Si tratterebbe di istituire una "moneta elettronica che paga interessi" a cui tutti i cittadini possono accedere con il loro conto presso il Tesoro. Il concetto è simile a quello della moneta elettronica della Banca Centrale (di cui quasi nessuno capisce o sa molto), indicata come "riserve" (o altro termine contabile non molto chiaro per chi legga un bilancio di Banca Centrale) a cui possono accedere ora solo le Banche. Il 99% della popolazione, americana o italiana non è infatti al corrente del fatto che esistono oggi alcune migliaia di miliardi di dollari (o euro) presso il conto della Banca Centrale, che hanno a disposizione le banche e solo le banche possono tenere.

 

Cochrane in pratica dice qualcosa come. "ehi... perchè solo le banche devono godere del privilegio di avere soldi presso lo Stato che pagano anche loro interesse e che sono liquidità ?" 

 

Se si riflette sui benefici di avere questa massa di liquidità in formato elettronico che paga interessi si arriva alla conclusione che sarebbe molto utile che anche i cittadini potessero accedere una moneta elettronica che paga interessi, ma detenuta presso lo Stato.  La conclusione è allora che si può offrire a tutti i cittadini la possibilità di avere un conto presso il Ministero del Tesoro, oltre a quello che oggi tutti hanno presso le banche, in cui possano detenere un nuovo tipo di debito pubblico, che funziona come il cash per ogni transazione pur pagando anche interessi..

 

Già da questa breve descrizione si comprende che questa idea è l'equivalente di una bomba (finanziaria, ovvero una bomba per il mondo bancario e finanziario) perchè mette lo Stato in concorrenza per molti aspetti con le banche e la Banca Centrale.

Parliamo di qualcosa che può essere denominata come "moneta elettronica di stato" che paga interessi, ma che è legalmente debito pubblico. Specificamente va configurata come debito irredimibile, cioè Treasury Bond, Bot o BTP che non scadono mai (debito perpetuo), per cui la compri e la tieni per anni senza preoccuparti come oggi se i tuoi Bot o BTP scadono. Se vuoi puoi però rivenderla in qualsiasi momento e lo Stato te la ricomprerà sempre al valore nominale di 1. Come dice Cochrane si tratta di "fixed value floating rate debt" cioè Il tasso di rendimento varierà, ma non il prezzo che lo stato scambia sempre al valore nominale iniziale.  In aggiunta, lo stato creerà una piattaforma elettronica di pagamenti per la quale la puoi usare in ogni momento e per qualunque importo, proprio come se fosse liquidità sul conto corrente. Potrai quindi addebitare anche solo 5 euro dalla tua carta di credito o bancomat, che lo stato ti fornisce, prelevati istantaneamente dai soldi investiti in questo nuovo tipo di debito pubblico.

 

Funzionalmente si tratterà quindi di moneta, per cui con questa proposta concettualmente si annulla la differenza tra debito che paga interessi e moneta con cui effettui pagamenti. Da una parte infatti è un investimento in debito pubblico che paga interessi, ma a differenza dei titoli di stato attuali che vanno prima liquidati se hai bisogno di soldi per pagamenti, questi titoli sono anche "moneta", che puoi invece usare per qualsiasi pagamento in qualunque momento.

Come spiega molto bene Cochrane (e non solo lui perchè su questo esiste un intera letteratura), di fatto, nel mondo attuale il debito pubblico viene usato come moneta e la "moneta" emessa dallo Stato, di cui ancora vaneggiano gli economisti ("stampare moneta" !), è quasi irrilevante perchè costituisce il 3% circa del totale (le banconote). Allo stesso tempo però negli ultimi anni sono stati creati dalle Banche Centrali migliaia di miliardi (19 mila miliardi) di una moneta elettronica interbancaria ("reserves") che trovi sul lato destro del bilancio delle Banche Centrali (anche se essendo cash dovrebbe stare sul lato sinistro).

 

Questi 19 mila miliardi creati con il "QE" sono stati usati dalle Banche Centrali per comprare titoli sui mercati e questo lo sanno in molti, ma contabilmente implica che oggi le banche abbiano enormi "conti correnti" con centinaia di miliardi depositati presso le rispettive Banche Centrali. Questo meccanismo (chiamato "Quantitative Easing") non viene compreso dal pubblico, ma di fatto è creazione di moneta da parte dello Stato, tramite la Banca Centrale, a beneficio solo di investitori finanziari e banche. Il pubblico finora è stato escluso da questa innovazione e anche sostanzialmente tenuto all'oscuro tramite una cortina fumogena che fa sì che le poche volte che se ne parla ci sia sempre molta confusione.

 

Cochrane analizza in dettaglio questo processo e alla fine dice (essenzialmente): "ehi... ma perchè non consentirlo anche al pubblico ?"  Le conseguenze per la stabilità del sistema finanziario e per la gestione del debito pubblico sarebbero molto positive. Lo stato si finanzierebbe scavalcando in buona parte i mercati perchè offrirebbe direttamente al pubblico un modo di tenere la propria liquidità superiore a quelli che esistono oggi. E il pubblico avrebbe molti vantaggi rispetto al tenere tutto il proprio denaro in banca o presso fondi.

 

La cosa rivoluzionaria dell'analisi di Cochrane è innanzitutto che si tratterebbe di denaro creato dallo Stato e non dalle banche (come il 96% del denaro che oggi circola) o dalla Banca Centrale (come accadde con le "riseve" usate per pagamenti tra banche). Si tratterebbe di denaro elettronico, non banconote e denaro, che offre un tasso di interesse come quello dei titoli di stato. Perchè infatti sia usata da tutti e prenda il posto del vecchio debito pubblico, questa liquidità presso il Tesoro deve offrire un interesse, a differenza delle banconote.

 

La differenza dal vecchio debito pubblico dei Btp o Treasury bond è che puoi  però usarla come se fossero soldi sul conto corrente, con il bancomat, la carta di debito o di credito, per pagare le tasse, comprare una pizza o pagare una bicicletta o qualunque  altra spesa, anche solo di 2 euro. Questo ultimo aspetto è consentito oggi grazie ai progressi fatti dalla tecnologia dei pagamenti elettronici attuali, che consente facilmente di approntare un circuito alternativo a Visa o Mastercard, connesso all'Agenzia delle Entrate e poi a tutti gli esercizi commerciali. Ovviamente, dato che si tratterebbe di centinaia di miliardi di euro, tutti i negozi e tutti i business avrebbero convenienza ad far parte di questo circuito e lo adotterebbero.

In pratica, invece di un conto presso Carige o Bper avresti un conto presso il Tesoro, remunerato ad un tasso medio tra quelli che oggi offrono Bot,Cct e Btp, ad esempio tra 1 e 1,5% (visto che oggi si va da 0% per il Bot a 3 mesi al 2,6% per i Btp a 10 anni), senza però costi aggiuntivi come accade con i fondi, gestioni e altri prodotti delle banche. Da questo conto puoi effettuare qualunque pagamento come se fossero soldi su un conto corrente senza dover prima liquidare gli investimenti per avere il cash da utilizzare come devi fare oggi.

 

Ad esempio, un cittadino che avesse 100 mila euro oggi, divisi in 10 mila euro sul conto corrente e poi 90 mila euro in fondi, titoli, polizze o altri prodotti delle banche, li sostituirebbe con un conto presso il Tesoro che gli offre un rendimento dell'1% o 1,5% e che può utilizzare istantaneamente per pagare l'IMU, comprare scarpe o un biglietto di treno, senza dover prima liquidare i Bot, i fondi, titoli, polizze o altri prodotti del risparmio gestito come accade ora.

 

I vantaggi per il pubblico sarebbero almeno tre:

a) avere i soldi presso lo Stato tramite un conto al Ministero del Tesoro è più sicuro di un conto presso una banca perchè i soldi in banca oggi sono sicuri in quanto c'è la garanzia dello Sato fino a 100mila euro e poi la garanzia implicita che se la banca è in fallimento lo stato interviene

 

b) avere tutta la liquidità remunerata a differenza dei conti correnti. Per quello che riguarda la parte che si ha investita oggi, avresti un rendimento e senza costi aggiuntivi come avviene con polizze, fondi, gpf ecc..

 

c) poter accedere a tutti i soldi in qualunque momento, senza dovei prima liquidare gli investimenti per avere liquidità sul conto. Poter cioè addebitare anche solo 1euro utilizzando direttamente l'intero conto con 50mila euro che sono tutti remunerati. 

 

Per lo Stato i vantaggi sarebbero anche maggiori:

a) il debito pubblico si trasformerà in debito senza scadenza, per cui non dovrà più preoccuparti che scadano 100 miliardi di Bot o BTP e vadano rifinanziati

 

b) Questi conti presso il Tesoro saranno solo per cittadini italiani per cui avrai che il risparmio degli italiani avrà un vantaggio rispetto a quello estero. In questo modo lo Stato avrà accesso ad un pool di liquidità del pubblico domestico molto maggiore di quello attuale. Ad es oggi il pubblico italiano ha 1,400 miliardi circa in conti correnti e altra liquidità che non rende niente ed è solo parcheggiata per avere soldi immediatamente disponibili e per non sapere come investirli. Questa liquidità può in larga parte trasferirsi presso il Tesoro, di fatto finanziando il debito pubblico. Lo Stesso avviene per una parte dei 3mila miliardi che oggi gli italiani hanno in titoli e prodotti del risparmio gestito. Questi prodotti, fondi, polizze, gpf, capitale garantito, fondi di fondi ecc.. in media costano l'1,5% e con i tassi di interesse attuali che in media nel mondo sono all'1,4% non possono rendere niente. Se lo Stato offre anche solo un 1% pulito, senza altri costi, per avere soldi in un conto che però funziona anche come liquidità immediata per qualunque pagamento anche di 1 euro, una parte di questi soldi si trasferiranno presso il Tesoro

 

c) dato che appunto avrai (vedi punto b) un probabile trasferimento di 500 o 1,000 miliardi di euro nel corso del tempo verso questi conti del Tesoro, lo Stato italiano potrà finanziarsi in Italia presso il pubblico italiano molto meglio di oggi. La domanda da parte del pubblico di debito pubblico sarà quindi maggiore 

 

d) Il problema del Btp che oscilla di prezzo sparirà perchè questa liquidità remunerata all'1% o 1,4% sarà sempre quotata al valore nominale di 1 euro, per cui qualunque cifra tu compri o vendi di questa "Moneta Elettronica del Tesoro" sarà sempre accettata o venduta dal Tesoro al valore nominale (diciamo 1 euro). Questo non eliminerebbe totalmente (perchè il tasso di interesse varia), ma ridurebbe di molto il problema dello Spread perchè non ci saranno BTP o BTP futures sul mercato su cui speculare al ribasso 

 

In sintesi: avresti un afflusso di centinaia di miliardi dai conti correnti e conti a risparmio, titoli o fondi, polizze ecc verso questi conti del Tesoro remunerati e "liquidi".La domanda di debito pubblico quindi aumenterebbe e questa liquidità finanzierebbe il debito pubblico italiano. Si tratterebbe di  debito perpetuo, che non scade per cui il Tesoro non deve preoccuparsi di rifinanziarlo ogni anno. Trattandosi di "fixed value floating rate"  lo Stato lo compra e vende sempre allo Stesso prezzo. Questo renderebbe molto più difficile la speculazione perchè sui Btp o Bond è sulle oscillazioni di prezzo, sulla quotazione di mercato. Inoltre nel corso del tempo i risparmiatori italiani sostituirebbero le banche e fondi esteri eliminando quasi del tutto la speculazione e anche il problema dello spread

 

Nota Bene:

(dico "quasi del tutto" perchè è ovviamente sempre possibile aumentare in modo eccessivo e improduttivo i deficit e il debito pubblico solo per pagare sussidi stile Peron in Argentina e in questo modo creare effetti inflattivi e di deficit estero ecc...Ma stiamo parlando ora dell'Italia anno 2019, strangolata dall'austerità e dalle tasse, che non può ridurle per il ricatto dello Spread sui BTP)

 

OK. Affrontiamo delle obiezioni. E' possibile però che il tasso di interesse richiesto dal pubblico alla fine risulti più alto di quello attuale ?

 

Come si è spiegato, la convenienza di avere i propri soldi presso il Tesoro sempre remunerati e sempre però "liquidi" creeerà una domanda probabilmente maggiore di quella attuale. Di quanto ? Esistono oggi circa 3,700 miliardi di euro che gli italiani hanno in conti correnti, risparmio, titoli e risparmio gestito vario NON INVESTITO IN TITOLI DI STATO. Perchè dico 3,700 miliardi circa ? Facciamo due conti: la ricchezza totale finanziaria degli italiani è di 4,300 miliardi, di cui Bankitalia stima che la parte investita direttamente e indirettamente in titoli di stato sia circa 700 miliardi.  4,300 - 700 = 3,600 miliardi, di cui potenzialmente forse 1,000 miliardi possono trasferirsi in questi conti presso il Tesoro.

 

Oggi il debito pubblico è sui 2,300 miliardi, di cui circa 2mila miliardi sono titoli sui mercati. Se si tolgono quelli comprati da BCE e Bankitalia, che sono circa 400 miliardi sono allora 1,600 miliardi circa di titoli di stato sui mercati. Gli investitori esteri ne hanno circa 700 miliardi. Si capisce da queste cifre che se anche solo 500 miliardi migrano da conti correnti, titoli e fondi ai conti presso il Tesoro, lo Stato italiano non avrà quasi più bisogno degli investitori esteri. Se fossero poi 1,000 miliardi che migrano (su 3,600 miliardi in totale), lo Stato non avrà neanche bisogno quasi della BCE Questo scenario fa pensare che la domanda di debito pubblico aumenterà anche considerevolmente e di conseguenza il suo costo dovrebbe diminuire.

 

Inoltre, come si sa, i Btp a scadenza lunga costano più del 2,5%, mentre Bot, CCT e Btp a 1 anno costano meno dell'1% e anche quasi zero per scadenze brevi. Il rendimento di un bond perpetuo del genere non è quantificabile a priori facilmente, ma è intuitivo che costerà meno dei Btp a lunga scadenza e quindi il costo medio probabilmente può essere inferiore anche solo perchè cambia il mix di bonds con cui lo Stato si finanzia (come Cochrane argomenta con molto più dettaglio di quello che sto facendo ora).

 

Torniamo ora alla teoria della moneta e del debito sottostante a questa prioposta. Cochrane è un economista monetario accademico e molte delle sue idee sembrano "ortodosse", anzi chi legga il suo blog lo può trovare spesso critico ad esempio di idee neokeynesiane e appare "neoclassico" o "neoliberista". Nel caso però del debito pubblico e della moneta, Cochrane arriva, seguendo la forza della logica, a una proposta rivoluzionaria perchè va proprio alla radice, si interroga senza pregiudizi su quello che oggi costituisce la moneta

 

Come ho provato a spiegare anche io più modestamente su questo sito e in un paio di pubblicazioni, oggi la moneta  è quasi tutta debito e in secondo luogo il debito pubblico  viene usato dal mondo finanziario come moneta, liquidità, tramite "repos" (repurchase agreement in cui presti i tuoi titoli in cambio di liquidità) e altri strumenti di "ipoteca multipla" (come ho spiegato nel capitolo del mio libro che puoi leggere qui)

 

Cosa è successo però con la crisi finanziaria globale del 2008 ?  Il debito privato cartolarizzato (mortgage bonds) che veniva usato come "moneta" di scambio nel mondo finanziario, ha provocato una crisi globale, che ha poi costretto gli Stati a raddoppiare il debito pubblico per metterci una pezza con una serie di politiche straordinarie di "liquidità" che quasi nessuno nel pubblico (e tra i politici) comprende.

Perchè non si è creata una nuova crisi e perchè i rendimenti sono scesi mentre il debito raddoppiava, (il contrario di quello che prevedono i testi di economia tra parentesi ?)

 

Le Banche Centrali dopo il 2008 hanno creato, dal niente, circa 19mila miliardi per comprare debito e per fornirli alle banche perchè comprassero anche loro debito. Questa soluzione ha funzionato nel risolvere la crisi finanziaria, ma ha il difetto che ha incoraggiato ad emettere ancora più debito, come si vede ora sia sul lato del debito pubblico che di quello corporate che sono saliti di circa 70mila miliardi dal 2009. Le Banche Centrali hanno finanziato di fatto questo aumento di debito, hanno tenuto i tassi a zero e hanno in questo modo indotto indirettamente un aumento ulteriore del debito 

 

E il debito totale nel mondo è salito ancora negli ultimi anni, è arrivato a 240 mila miliardi di dollari e rappresenta oltre il 300% del PIL globale, mentre 30 anni fa era meno del 200% e 50 anni era meno del 150% del PIL.

Se si è seguito il discorso che ho provato qui a sintetizzare (cu cui ho anche scritto il libro di Hoepli del 2014 se si vogliono altri dettagli), si arriva alla conclusione che l'unico modo di rendere il debito sostenibile è che il debito dello Stato sia sostenibile, perchè è alla base di tutta la piramide, visto che lo Stato deve intervenire tramite deficit o tramite la Banca Centrale quando il debito privato rischia il default. Quello che invece è meno evidente è che il debito pubblico viene usato dagli anni '90 come "moneta di scambio" tra fondi, banche e fondi hedge o sovrani, venendo "reipotecato" in media anche tre volte in quello che viene chiamato "Sistema bancario ombra"- I bonds che lo stato emette, come i Btp o i Treasury, sono quindi oggi indispensabili al funzionamento della piramide del debito globale e del sistema finanziario globale. Il debito pubblico in USA, Giappone, Cina, UK e buona parte del mondo  è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni. Questo lo sappiamo credo quasi tutti. Cochrane si chiede a questo punto cosa si possa fare per evitare la prossima crisi del debito.

 

Alla fine la soluzione logica per evitare un altra crisi globale del debito che aumenta sempre è utilizzare a pieno titolo il debito pubblico come se fosse moneta, liquidità. Il debito pubblico deve quindi diventare liquidità a tutti gli effetti, più sicura di quella in banca e però remunerata, anche per il pubblico (non solo per le istituzioni come accade ora). Una vera liquidità, che lo Stato consente e facilita come utilizzo, in modo che si possa usarla per qualunque pagamento di tasse o di ogni altro genere. La soluzione è cioè una "Moneta Elettronica del Tesoro" (Treasury Electronic Money), come suggerisce di definirla Cochrane. 

 

Ho inserito anche questa analisi del debito nel mondo per far capire che a Cochrane non interessa l'Italietta con il suo debito pubblico, lavora su come risolvere il problema dell'indebitamente inarrestabile su cui il sistema globale attuale è basato. Ma (a mio avviso) in questo modi ci fa un favore perchè mostra una soluzione pratica per noi e il nostro debito pubblico dentro l'euro.

Ok, ritorniamo allora alla soluzioner pratica. Abbiamo detto che legalmente si tratta sempre di emettere debito pubblico, ma funzionalmente è moneta, liquidità utilizzabile istantaneamente per ogni tipo di pagamento e accettata innanzitutto dallo Stato per pagare le tasse. Offre un tasso di interesse come i titoli di debito pubblico, ma sono soldi che puoi anche usare in qualunque momento per qualunque pagamento come se fossero sul conto corrente.. Sono soldi tenuti presso lo Stato. per cui sono ahche più sicuri di quelli detenuti presso le banche. Questo chiude il cerchio del problema del debito pubblico, che è già oggi in realtà moneta..

 

In parole semplici, si tratta di una forma di moneta che è anche debito o se vuoi, un tipo di debito che è anche moneta. Il debito pubblico diventa moneta in senso funzionale e quindi in senso pratico e a tutti gli effetti. In questo modo si porta alla logica conclusione l'evoluzione del sistema finanziario e monetario degli ultimi 40 anni in cui si sono creati strumenti di debito sempre più liquidi per le istituzioni e di fatto i titoli di stato sono oggi usati da fondi hedge, fondi e banche come liquidità. Per cui alla fine occorre oggi chiedersi perchè anche i cittadini non possano usare, come fanno le istituzioni, il debito pubblico come se fosse liquidità

Dal punto di vista pubblico del pubblico la domanda è: "perchè devo tenere separati i soldi che investo per avere un rendimento sicuro (in bonds) e quelli che tengo sul conto corrente per pagare con il bancomat Perchè non posso usare i soldi in titoli come se fossero liquidità ?" 

 

Se lo Stato allora si attrezza per superare questo problema ed offrire una soluzione, sotto forma di conti presso il Tesoro, cosa succederebbe ?

Per il pubblico diventa conveniente non avere tutti i soldi in banca, ma averne una parte importante presso il Tesoro. Che in questo modo si finanzia in modo meno complicato, meno costoso e anche  meno pericoloso di quando non si basi solo sui mercati, dove si specula al ribasso e al rialzo sulle quotazioni dei Btp. Con questa soluzione non ci saranno più bonds, Btp, Tbond o altri titoli di stato di diverse scadenze e cui cui si basano future sul cui prezzo speculare. Ci sarà invece liquidità remunerata, con un valore fisso e un tasso variabile (a seconda della domanda), costituita da bonds perpetui detenuti presso lo Stato.

 

Che relazioni ha questa idea con la Moneta Fiscale che prioponiamo dal 2002 ?

 

Che relazioni ha questa idea con la Moneta Fiscale con l'idea dei Minibot di Borghi (che sarebbero anche loro bonds perpetui) ?

 

Che relazioni ha con la MMT di Mosler che ho cercato di divulgare ?

 

OK, si può allargare molto la discussione perchè si tratta di un tema che va alla radice di quello che è il sistema monetario e del debito moderno, le implicazioni di questa proposta e dell'analisi che la sostiene sono estremamente importanti.

 

Per adesso però, con questa piccola introduzione che ho provato a mettere assieme, si dovrebbe comprendere un punto essenziale: esiste una soluzione pratica e immediata al problema dello Spread e del debito pubblico. Una soluzione perfettamente legale anche oggi all'interno dei trattati (si emette un altro tipo di debito pubblico) e implementabile subito senza dover chiedere permesso alle UE o alla BCE. Questa è una soluzione che il governo può adottare anche domani e che riguarda solo i suoi poteri di gestione ed emissione del tipo di di debito pubblico che ritiene appropriato. Nessun trattato UE impone di finanziarsi con Btp. Nessun trattato o regolamento BCE impedisce di aprire conti presso il Tesoro.  

 

I nostri politici potrebbero fare cose utili e importanti come questa se vogliono. In questo caso non ci sarebbe la scusa che "la UE o la BCE non ce lo permettono..."  Possono farle però se capiscono come funziona il mondo della finanza e del debito.

 

Se lo capiscono....

 

Se....

 

(continua)

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 06 Maggio 2019 11:48, edited 44 times in total.

iNTERVISTA A WARREN MOSLER di GIOVANNI ZIBORDI E PAOLO BECCHI  

  By: G.Zibordi on Lunedì 15 Aprile 2019 09:40

DA     LIBERO    DEL 14 APRILE 2019

TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA A WARREN MOSLER

 

 

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi


La giustificazione dell’Austerità, che in Italia ha significato aumentare sempre le tasse, è che lo Stato non ha i soldi. Da più di venti anni Warren Mosler e la scuola di pensiero che ha ispirato, la MMT, spiegano che è assurdo.

Quest’anno in America si parla molto di questa scuola di pensiero chiamata MMT o Teoria della Moneta Moderna e qualcuno ha contato 227 articoli apparsi da inizio anno sui giornali più importanti. Il fondatore è Warren Mosler che non è un professore, ma un importante operatore finanziario, il quale si era convinto dell’errore del modo di pensare comune in quanto gestore di un fondo che comprava i nostri BTP. Nel settembre 1992, l’Italia era appena uscita dallo SME, il “serpente monetario” che vincolava tra loro le principali valute europee, e uscendone la Lira aveva svalutato di oltre il 20% verso il marco. I tassi di interessi sui Btp erano saliti intorno al 12% perché molti sul mercato temevano un default e anche economisti importanti come Rudiger Dornbusch parlavano di un probabile default dei BTP.

Warren Mosler, come investitore in BTP, andò a parlare a Roma con il Ministro del Tesoro Luigi Spaventa per vedere se si rendeva conto anche lui che l’Italia, essendo tornata ad avere la propria moneta indipendente, non rischiava nessun default. Proprio così la vedeva anche Spaventa. Mosler fece allora comprare al suo fondo BTP in modo massiccio prendendo a prestito lire a tassi molto più bassi dei BTP.  Non ci fu nessun panico e negli anni seguenti i tassi di interesse dei BTP scesero pure e il loro prezzi simmetricamente aumentarono, e Mosler fece una fortuna.  

Mosler si era reso conto che il panico sui deficit  e il debito pubblico non aveva alcun senso perché dal punto di vista operativo, la Banca Centrale di fatto anticipa sempre i soldi che poi lo Stato spende. Nel sistema monetario attuale il denaro che lo Stato spende viene creato con entrate contabili della sua banca, la Banca Centrale, la quale non ha mai rimandato indietro un assegno del governo perché “non c’erano soldi sul conto”. Se il debito che lo Stato vende sul mercato è nella propria valuta lo Stato non rischia mai un default.

Il modo di pensare comune sul deficit pubblico è che lo Stato, per poter spendere, deve prima tassare o prendere a prestito dei soldi, come una famiglia o impresa che deve prima procurarsi i soldi per poterli spendere. Per cui anche lo Stato deve “tirare la cinghia” quando non ha soldi. Ma come è possibile che tutti, Stato, cittadini e imprese debbano prima procurarsi i soldi da qualcun altro ? Se lo Stato deve prima deve tassare per poter pagare stipendi da dove prendono i soldi per pagargli le tasse i privati ?

Mosler e la MMT spiegano che è un assurdo logico pensare che se lo Stato non si procura soldi dai privati non possa spendere perchè nella realtà pratica del sistema di moneta a corso forzoso e di Banca Centrale in cui viviamo oggi, accade in realtà il contrario: se lo Stato prima non spendesse, non ci sarebbero i soldi per i privati per pagare le tasse (o comprare titoli di stato).

La realtà degli ultimi venti anni ha confermato l’interpretazione di Mosler. E oggi tutto gli americani lo riconoscono, anche se siamo certi che nessuno penserà di dargli il  premio Nobel.

Intervista 

D - Come ti senti nel vedere che la MMT, che hai elaborato e promosso collaborando con diversi economisti negli ultimi 20 anni, è  ora al centro del dibattito in America?

R - Non potrei essere più contento nel vedere che le mie intuizioni sono ora diventate notizie importanti su tutti i giornali! Spero che anche i policy makers le applichino nel modo corretto e che in questo modo il mondo possa diventare un posto migliore per tutti.

D - Molti commentatori dicono che Trump implicitamente applica le tue idee sul deficit pubblico visto che lo ha ampliato e ha sempre respinto i suggerimenti che lo invitavano a preoccuparsene. Pensi che ora entrambi,  Repubblicani e Democratici, seguano di fatto l'MMT anche quando non lo riconoscono esplicitamente?

R - Posso solo sperare che lo facciano. Ci sono sempre state due preoccupazioni sulla spesa in deficit. La prima è che troppa può causare inflazione, il che è vero, e la seconda è che gli Stati Uniti possono in qualche modo "andare in bancarotta" e finire come la Grecia, come ripeteva il deputato Paul Ryan, ma questo non è vero. Mi auguro che ora tutti lo comprendano e operino di conseguenza.

D - Gli Stati Uniti stanno andando bene (lasciando da parte la questione della disuguaglianza che è diventata più acuta) mantenendo ampi deficit finora e nessuno nei mercati e nella classe politica sembra essere preoccupato. Pensi che ci possano essere problemi in futuro per l'economia americana, come una recessione nel prossimo anno?

R - Sì, la guerra commerciale con la Cina sembra avere un costo e l'adeguata risposta politica per sostenere la crescita sarebbe un deficit pubblico ancora più alto in America. Tuttavia, negli ultimi mesi devo dire non ho visto alcun segno di questo tipo di proposte in termini concreti, e la  crescita degli Stati Uniti sta rapidamente rallentando.

D - Tra il 2013 e il 2017 hai speso molto tempo in Italia e con l’aiuto di Paolo Baranard hai girato il paese tenendo decine di conferenze e discorsi creandoti un seguito e poi hai anche lavorato all'università di Bergamo. Sono passati però altri anni e siamo ancora bloccati nell'austerità, anche dopo aver eletto un nuovo governo " sovranista", che alla fine ha mantenuto il deficit al 2%. E ora stiamo entrando in recessione. Cosa potrebbero fare  Salvini e Di Maio?

R - Tutto quello che possono fare è spiegare a Bruxelles che il limite del 3% del PIL di deficit debba essere portato all'8%  per tutti i paesi membri. E la politica fiscale deve essere strumento di politica economica invece di usare i tassi di interesse come strumento di politica economica (che non serve molto). Quello che dico è che non serve molto fare proposte specifiche solo per l'Italia. Ora sarebbe il momento di assumere una posizione di leadership per l'intera eurozona e proporre una politica macroeconomica per sostenere l'intera zona dell'euro in cui l'Italia è uno dei partecipanti.

D - Cosa si potrebbe fare per lo spread? Oggi solo 1/3 del debito pubblico italiano è in mano a fondi, pensioni e assicurazioni italiane. Sarebbe possibile per il governo italiano ottenere che le famiglie italiane, che hanno un'elevata ricchezza finanziaria, ricomprino le obbligazioni italiane e ridurre così la minaccia dello spread?

R -Non credo che questo  aiuterebbe in modo significativo. Bisogna costringere la BCE  a garantire di "fare tutto ciò che serve" contro il default, una garanzia messa per iscritto e diventata  in qualche modo "legge". Questa garanzia  eliminerebbe il rischio di spread dai paesi membri della UE. Inoltre toglierebbe alla BCE la capacità di utilizzare tale strumento per imporre ai governi di aderire all’austerità. I Trattati UE non attribuiscono alla BCE la giurisdizione e la competenza sulla politica fiscale dei governi, la quale resta una loro prerogativa. Ciò che dovete superare è il fatto che  la BCE possa continuare a condizionare i governi imponendo loro di rispettare l’austerità, come è avvenuto per l’Italia.

D - Se non è possibile convincere le istituzioni europee a fare quello che proponi e  l'Italia piomba in una recessione cosa potrebbe fare il governo da solo? Il governo ha rinunciato alla battaglia per uscire dall’euro,  potremmo provare ad aggiungere agli euro altra moneta ad esempio tramite l’emissione di Bot per pagare debiti dello Stato verso i fornitori?

R - Se la UE non accetta di ampliare i deficit e sostenere l’economia non vedo una via d'uscita per l’Italia più di quanto i singoli Stati degli USA ne abbiano una se il governo federale USA togliesse loro il supporto e li abbandonasse a loro stessi. Per quanto riguarda ipotesi di moneta addizionale o di alterazione della denominazione del debito, bisogna tenere presente che queste mosse probabilmente indurrebbero la BCE a minacciare ritorsioni e questo farebbe aumentare lo” spread”, fino al punto di rischiare l’insolvenza del debito in euro.

D - Sicuramente questo è il problema che paralizza i governi italiani, ma tu parli del fatto che sono necessari  deficit dell’8% in Italia e però è improbabile che la Germania e la maggioranza dei governi UE concordino su deficit anche solo oltre il 3% del PIL. La politica della BCE di tassi di interesse zero e di acquisto di 2,500 miliardi di titoli ha solo rinviato la crisi. Se la recessione si aggrava e la UE non accetta di fare una politica fiscale espansiva, si può arrivare ad un punto di rottura. E’ vero che la BCE può minacciare ritorsioni come dici, ma non possiamo rimanere paralizzati e poi finire travolti da un altra crisi come nel 2008 o nel 2011.

R - Sono d’accordo su queste vostre considerazioni. In teoria  il mio “Piano A” funzionerebbe, ma ci sono questi problemi pratici e politici.  Per questo motivo però sono anni che propongo anche un “Piano B” per l’Italia che sia credibile e quindi possa essere usato come leva per spingere avanti la discussione.Come in molte faccende esiste un modo giusto e uno sbagliato di implementarlo. Devi fare due cose. Quello che devi fare non è uscire dall’Euro con tutte le complicazioni del caso, ma semplicemente lo Stato italiano inizia a spendere e tassare in Lire. Assumendo che la nuova Lira sia fissata a 1 euro = 1 lira per semplicità,  lo Stato inizierebbe a pagare fornitori, pensioni e stipendi in lire nello stesso ammontare e anche a richiedere simultaneamente che le tasse siano pagate in Lire. per cui se lo Stato aveva una tassa di 5mila euro ora questa diventa di 5mila lire. Una volta che hai fatto questo hai di nuovo una politica fiscale e monetaria indipendente e puoi riportare la prosperità in Italia. Ma c’è una seconda cosa molto importante che enfatizzo. E’ essenziale non convertire gli Euro esistenti nei conti bancari in Italia in Lire. Molti piani che ho viso involvono la conversione forzosa degli Euro in Lire e sono categoricamente contrario.

D - Quindi si tratterebbe di una vera propria nuova moneta in parallelo all’Euro utilizzata dallo Stato, ma non una moneta legale che sostituisce l’Euro e in cui viene convertito tutto… Cosa succederebbe al valore di questa moneta, si svaluterebbe rispetto all’Euro no ?

R - OK, se forzi la conversione degli Euro in Lire avrai che molta gente non è per niente contenta di ritrovarsi delle Lire, corre a cambiarle in Euro e la Lira si svaluta e può svalutarsi molto, del 40% ad esempio.Senza contare che anche molto prima del giorno della conversione ci sarebbe una fuga di capitali La Banca Centrale non sa come fermarli e alza i tassi di interesse, la svalutazione fa aumentare il costo delle importazioni e alla fine hai un caos, il governo cade ecc..

D - Sì, questa è sempre stato il problema cruciale quando si parlava di ritornare alla lira, la fuga di capitali.

R - Tutto questo si può evitare se ci limita a tassare in Lire e pagare le spese dello Stato in lire, senza imporre alcuna conversione  in lire delle migliaia di miliardi di euro che oggi sono banca. Li devi lasciar stare, la gente deve poter tenersi i suoi euro e l’euro continuare a circolare come prima tra privati e con l’estero. Dato però che lo Stato richiederebbe di pagare le tasse in queste nuove Lire, si creerebbe una domanda di Lire da parte di chi deve pagare tasse. In questo modo le lire tornerebbero a circolare, ci sarebbe domanda di lire da parte di residenti italiani che hanno ancora i loro euro ma devono pagare le tasse in lire oraNon ci sarebbe invece ragione di cambiare le lire in euro, visto che comunque i propri risparmi restano in euro. Non ci sarebbe quindi nessuna fuga di capitali dalle banche italiane visto che i soldi resterebbero in euro, per chi lo voglia mantenere. Ci sarebbe anzi una scarsità relativa di Lire rispetto agli Euro perchè in Italia ci sarebbero migliaia di miliardi in banca in euro e non ci sarebbero lire, se non quelle che lo Stato spende nel corso dell’anno. Per pagare le tasse molti avrebbero bisogno di lire e venderebbero i loro euro per lire e in questo modo la svalutazione della Lira sarebbe molto limitata, spinta solo da chi all’estero, non avendo lire, le vendesse allo scoperto come speculazione. Ma in Italia ci sarebbero 3 o 4mila miliardi di euro in banca e una domanda costante di lire per pagare le tasse e questa domanda di lire sosterrà il tasso di cambio della Lira verso l’Euro.

D - In questo “Piano B” i privati, famiglie e aziende, non sarebbero obbligati per legge ad utilizzare la nuova lira e continuerebbero, se gli conviene, a pagare in euro ? E i debiti in Euro ?

R - Nel settore privato si continuerebbe ad operare in Euro come prima, ma come spiegato, per pagare le tasse alcuni dovrebbero ogni tanto procurarsi lire vendendo quindi una parte dei loro euro e questo farebbe circolare delle lire in modo spontaneo, senza forzarlo per legge.  Lo Stato riceverebbe degli Euro perchè appunto ci sarebbe chi li vende per pagare le tasse in lire e con questi euro lo Stato ripagherebbe ad esempio i Btp che scadono. E’ importante capire che se non converti gli euro in lire, ma lasci i soldi in euro in banca come adesso, all’inizio ci saranno poche lire, solo quelle che lo stato comincia a spendere mese per mese oppure quelle che lo stato emette e vende a chi ne ha bisogno per pagare le tasse. Dato che quasi tutti avranno man mano bisogno di lire per le tasse lo Stato ne emetterà e in questo modo si procurerà euro che gli occorrono durante la fase di transizione che può durare un anno.

D - Ma cosa succederà poi nel corso del tempo ? La nuova lira si sostituirà all’Euro ?

R - Dato che lo Stato italiano spende e tassa per cifre enormi, questa doppia circolazione di lire ed euro non durerebbe in eterno, ma gradualmente, nel corso di diversi anni, si tornerebbe ad usare prevalentemente lire. Sempre però in modo volontario e graduale, senza mai toccare i soldi in banca degli italianiLa differenza con i piani di uscita dall’Euro che ho visto è che eviteresti una pesante svalutazione iniziale e il panico con fuga dalle banche per portare via gli euro ed evitare che il governo te li converta per decreto una mattina in lire.Con questo piano il governo italiano riavrebbe il controllo di una sua moneta indipendente con cui spendere e tassare e potrebbe risanare l’economia  dimezzando ad esempio l’IVA, spendere per infrastrutture e fare altre cose socialmente utili.

D - Alla fine sarebbe un modo graduale di ritornare alla Lira ?

R - Questo “Piano B” va proposto e discusso specificando che è non è la soluzione ideale, che l’obiettivo primario del governo italiano non è ritornare alla Lira, ma convincere gli altri paesi dell’eurozona a cambiare le regole del deficit e smettere con l’austerità. Questo non è il “Piano A”, che sarebbe di riformare la struttura dell’Eurozona abbandonando l’ossessione per i deficit e deficit pubblici. Tuttavvia, se la Germania e altri paesi non vogliono ascoltare, occorre avere un piano alternativo che può essere effettivamente implementato in caso di necessità da parte dell’Italia. Per poter sedersi al tavolo in sede UE  con un potere di negoziazione, il governo italiano deve avere un alternativa credibile, che non è il ritorno “secco” alla lira in cui converti forzosamente di colpo tutti gli euro in lire. Come ho spiegato questo spaventa il pubblico, provoca una massiccia svalutazione e un caos per il sistema bancarioQuesto “Piano B” invece, di iniziare a tassare e spendere in lire da parte dello Stato, senza però toccare gli euro in banca dei cittadini, per cui euro resta come moneta legale, ma la lira è la moneta in cui paghi le tassse, sarebbe un alternativa più pratica e credibile. Consentirebbe al governo Italiano di negoziare alla pari in Europa per cercare di convincere gli altri governi a superare l’austerità

 

(traduzione dall’inglese di Giovanni Zibordi)


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 15 Aprile 2019 09:42, edited 1 time in total.

LA DISCUSSIONE SULLA MONETA FISCALE di G.ZIBORDI  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 10 Aprile 2019 11:55

Email di Stefano Sylos Labini

"Una mail a Giovanni Zibordi che sta lavorando sulla Moneta Fiscale.

Caro Giovanni,

visto che ci siamo risentiti via facebook mi sembra opportuno fare alcune precisazioni.

1. Tu avevi preso le distanze dal manifesto / appello che presentammo nel novembre del 2014 perchè vedevi la moneta fiscale come il passo per l'uscita dall'euro.Infatti nel tuo capitolo sul libro di Micromega avevi scritto: "Una moneta parallela è un passaggio intermedio per tornare alla lira. Non bisogna farsi illusioni sul fatto che un piano del genere consenta di far funzionare l’euro. Da un punto di vista logico, è il primo passo verso un’uscita graduale dall’euro e la differenza, però, con l’uscita «secca» dall’euro è sostanzialmente che questo piano potrebbe essere adottato anche tra un mese e non creerebbe la fuga di capitali che produce la prospettiva di vedere i propri soldi convertiti in lire per decreto. Di conseguenza è più semplice, meno rischioso e ha migliori probabilità di convincere l’opinione pubblica. È un «piano B» con cui negoziare in Europa, ma porta probabilmente a una fine dell’euro graduale, «a stadi»".

Non so se adesso hai cambiato idea sull'uscita dall'euro. Noi non l'abbiamo mai presa in considerazione.

2. Non sono d'accordo sul fatto che la Moneta Fiscale rappresenti un taglio di tasse

Gli sconti fiscali assicurano un controvalore monetario ai titoli che non appena emessi possono circolare ed essere spesi accanto all'euro. La riduzione delle tasse si verifica solo alla scadenza.

3. Sul rischio che la MF alimenti maggiori importazioni oppure sia usata in parte per ripagare debiti e risparmiare, bisogna considerare anche gli effetti positivi che operano in senso contrario: la velocità di circolazione della MF sarà più elevata rispetto agli euro (vedi il Sardex) attivando un numero superiore di scambi; la MF permette di liberare euro per importazioni, debiti e risparmi; il miglioramento delle aspettative sblocca il risparmio e riattiva il credito bancario; la riduzione del cuneo fiscale mantiene in equilibrio la bilancia commerciale.

4. In conclusione, è molto difficile stimare l'impatto della moneta fiscale sulla crescita del reddito e quindi sul rapporto deficit / Pil e sul rapporto debito / Pil ex ante.

Con le clausole di salvaguardia che abbiamo immaginato al massimo la manovra sarà a saldo zero: le minori entrate che si hanno con gli sconti fiscali vengono compensate da tagli di spesa e aumenti di tasse di pari entità.
.
In più è possibile sostituire euro con CCF se le cose dovessero andare male nel senso che l'aumento di tasse viene accompagnato da integrazioni con i CCF.

Ed è giusto quello che sostieni sul fatto di sostituire BTP in euro con BTP fiscali e cioè di non ripagare i BTP con euro alla scadenza ma di sostituirli con BTP fiscali.

Insomma ci sono diverse forme di intervento per far fronte ad una crescita insufficiente del Pil e quindi del gettito fiscale al fine di evitare un incremento del deficit, fermo restando che la nostra economia ha margini di recupero molto elevati e per questo la MF può funzionare.

Un caro saluto.
Stefano

 

La mia risposta

ciao Stetano, non scrivo mai su FB per cui sono lento a rispondere, non mi ricordo neanche bene come si fa..ad es gli spazi e gli invio.....

1) la moneta fiscale va presentata come un Piano B per negoziare in Europa altrimenti neanche prendono su il telefono quando chiama il Ministero dell'Economia italiano per discutere di maggiori deficit e di allentare l'austerità. Ma il motivo per cui è un Piano B che può funzionare come arma negoziale è che porta l'Italia ad essere indipendente dalla BCE e dalla UE perchè poi se vuole continua ad emetterne e piano piano se funziona lo Stato paga le spese e gradualmente sostituisce l'Euro. C'è un intervista a Warren Mosler sul Piano B su youtube 

dove spiega come lo Stato italiano può tassare e spendere in nuove lire senza però toccare gli euro in banca. Questo sarebbe l'esito finale dell'introduzione di una Moneta Fiscale, solo che Mosler salta i passaggi intermedi e dice di fare tutto e subito. Questo discorso di Mosler è utile per capire dove vai a finire, una volta che i politici hanno in mano una moneta fiscale domestica che controllano il processo non si ferma più. E come lo penso io la pensato tutti, se vai a leggere in Germania le discussione sulla "Paralle Wahrung" , dove anche di recente ci sono stati in convegni come quello che ho citato sul pezzo nel Sole24ore: a  Dusseldorf il 22 nov con Thomas Mayer. Parlano di moneta fiscale per l'italia citando i minibot, ma poi in generale del concetto e dicono tutti che sarebbe una "Italisierung" dell'Euro, che gli italiani possono farlo e però dopo l'euro non è più lo stesso e allora appunto la Germania deve prevederlo e trovare una soluzione che convenga anche a lei.

Quindi per me è sempre stato ovvio, fin dal libro con Hoepli del 2014, e l'ho sempre scritto, che la Moneta Fiscale porta ad usare alla fine "nuove lire" in Italia lasciando però gli euro in banca, senza convertirli forzosamente. Ma la logica del meccanismo è che gradualmente alla fine in Italia si useranno prevalentemente queste "nuove lire fiscali" che si svalutano un poco verso gli euro, specialmente man mano che la loro quantità emessa aumenta. Anche se come spiega Mosler una volta che lo Stato spenda in moneta fiscale/nuove lire e tassi anche tutto in questa moneta, hai una domanda di "nuove lire fiscali" che stabilizza il cambio perchè i 4mila mld di euro in banca vengono man mano cambiati in nuove lire fiscali e questa domanda sostiene il cambio. BISOGNA RENDERSI CONTO CHE IL MERCATO E GLI OPERATORI GUARDANO ALLO SCENARIO FUTURO e fanno queste estrapolazioni. Non credono affatto che sarà qualcosa di limitato per qualche anno per sostenere la domanda e basta, sanno che una volta che i politici italiani hanno in mano un emissione di moneta senza vincoli tecnici o legali poi non ci rinunciano.

Oggi c'è un intervista a Gennaro Zezza sulla Moneta Fiscale e minibot 

 e se ascolti anche lui come me dice che non crede che si ripaghi da sola, come avete scritto e riscritto, ma come vi ripeto, a parte voi questa idea non convince praticamente nessun altro, anche Zezza che è l'unico accademico esperto di economia monetaria (Ortona si occupa di altro ad es) favorevole alla Moneta Fiscale. E Zezza dice che se fosse che spendendo di più ripaghi in maggiori tasse e azzeri il deficit allora basterebbe semplicemente aumentare la spesa e si ripaga, cosa che non è. Senza contare che se distribuisci sconti fiscali e non li usi direttamente per spendere da parte dello Stato, la gente non li spende se non in parte.  Perchè, sia che li rivenda a sconto sia che li usi per evitare di usare i propri euro quando paga le tasse, i soldi in più in euro che si ritrova li usa anche per pagare debiti e risparmiare. Senza contare che quando spende, un terzo almeno va in import e stimola l'economia ma di altri paesi. Dire che metti le "clausole di salvaguardia" mi fa andare fuori dai gangheri, perchè significa solo dire che aumenti le tasse nel caso ci sia un deficit dopo 2 anni. Che non ha senso, è la stessa cosa che fanno tutti, Renzi e DiMaio e Salvini che scrivono che poi se non funziona la manovra c'è la clausola dell'IVA che aumenta..... Questo del Deficit che si crea, anche se minore di quello "statico" ovviamente, cioè emetti 70 mld di MFiscale e il deficit è ad es dopo 2 anni di 30 mld.. però è fondamentale. Se non crei deficit è miracolosa. Ma nessuno crede a parte voi a questo miracolo. Ragionevolmente puoi avere un deficit, il che ti mette in contrasto con la UE e i mercati, CHE REAGISCONO OGGI, DOMANI MATTINA, A QUESTO SCENARIO DI DEFICIT TRA 2 ANNI. Il che significa che appunto la Moneta Fiscale è uno strumento negoziale, una minaccia se vogliamo, che lo Stato italiano si muova indipendente, legalmente e tecnicamente, creando strumenti finanziari che possono diventare moneta, cioè essere scambiati elettronicamente in modo simile agli euro. Se tutto va bene, se tutti i negozi li accettano e la gente per 2 anni li scambia con una svalutazione modesta, allora dopo 2 anni provi a pagare delle spese pubbliche e hai creato una moneta domestica. Ma il problema del deficit in euro lo risolvi appunto se ti metti anche a pagare spese in moneta fiscale, risparmiando quindi di spendere euro da parte dello Stato. Non puoi farlo subito perchè rischi i "patacones", che in Argentina hanno creato dopo un poco caos...perchè ci pagavano da subito gli stipendi... Qui devi andare per gradi e se dopo 2 anni la gente li usa tutti per pagare tasse e quindi spariscono dalla circolazione si crea deficit. Se invece una parte li tiene e vedi che circolano molto allora, dopo 2 anni, provi a pagare anche delle spese e chiudere il cerchio bilanciando entrate e uscite diciamo così.


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 10 Aprile 2019 12:05, edited 2 times in total.

Re: Editoriale sul Sole sulla moneta fiscale - 20 marzo  

  By: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 11:03

https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2019-03-31/una-moneta-fiscale-parallela-crescere-senza-fare-debito-112250.shtml?utm_term=Autofeed&utm_medium=TWSole24Ore&utm_source=Twitter#Echobox=1554126231

 Di seguito è il testo completo dell'articolo, apparso in forma leggermente abbreviata come editoriale sabato 20 marzo sul Sole:

 

Una moneta fiscale per contrastare la recessione

 di Paolo Becchi, Giovanni Zibordi

 La produzione industriale nell’eurozona è crollata del -4,4% rispetto a un anno fa, con punte del -13% in Irlanda e -6% in Olanda e i commenti oggi sono che il peggioramento improvviso dei dati presenta somiglianze con l’ultima recessione globale nel 2008-2009. L’Italia è però già in recessione, intesa come due trimestri consecutivi di riduzione del PIL e la recessione ha già fatto salire il deficit pubblico ad un 2,7% effettivo.

 Ci sono già uffici studi che parlano di calo del -0,5% del PIL per il 2019 e dato che invece il governo aveva messo nel budget un 1,3% questo significa che il deficit può salire ancora e arrivare al 3%. Lo “spread” se ne è accorto ed è tornata sui 290 punti, ma va detto che almeno 30 punti sono dovuti al fatto che il rendimento dei titoli tedeschi si è praticamente azzerato (e parliamo di titoli a 10 anni, perché quelli a 2 anni ad es in Germania sono a -1%).

 Morale: le cose non vanno bene in eurozona e in Italia vanno ancora peggio, con un peggioramento che “supera le aspettative”. Notare che il petrolio e anche l’euro sono scesi nell’ultimo anno per cui sembra proprio qualcosa di serio, sembra che il ciclo economico abbia girato come nel 2008.

 La discussione sul destino dell’economia si è però spenta dopo i mesi di estenuanti trattative per partorire la manovra del 2,04% e il tormentato reddito di cittadinanza di cui ancora oggi non si sanno esattamente i criteri perché si stanno ancora discutendo dozzine di emendamenti. A questo proposito, chi agogna ai 780 euro al mese andrebbe informato che nelle clausole del budget approvato assieme alla UE c’è scritto che se l’economia peggiora, e quindi calano le entrate fiscali,  tale assegno verrà ridotto. E il resto degli italiani dovrebbe sapere che nelle “clausole di salvaguardia” inserite nel budget della manovra c’è scritto che se le entrate calano a fine anno si aumenta l’IVA di almeno 15 miliardi, il che può voler dire IVA al 26%.

 Il voto dell’Abruzzo con un’astensione al 48% e il crollo dei 5Stelle mostra che gli italiani sono sfiduciati sull’economia, ma la cosa per ora non tocca Salvini, che concentrandosi sull’immigrazione continua ad  avanzare. Il suo successo sembra dovuto soprattutto al discredito di quasi tutti gli altri, ma essendo di fatto potenzialmente il deus ex machina, con i 5Stelle sull’orlo di una crisi di nervi, Salvini si dovrà assumere responsabilità su come vanno le cose e non solo sugli sbarchi. E le cose stanno peggiorando abbastanza in fretta nell’economia.

 Cosa si può fare per evitare che la recessione incancrenisca i  problemi dell’Italia, che di fatto ha un’ economia in depressione da dieci anni?

In Germania, a Düsseldorf il 23 novembre scorso, economisti tedeschi noti come ad esempio Thomas Mayer, ex capo economista di Deutsche Bank, hanno discusso una ”Parallelwährung für Italien” cioè una moneta parallela (all’Euro), per l’Italia, onde evitare che l’Italia affondi alla fine tutto il sistema dell’euro. È paradossale che gli economisti tedeschi si trovino a discutere di una soluzione per noi e i nostri economisti invece siano assenti. Proviamo a rimediare qui un poco noi spiegando cosa si dice in Germania, dove, sorpresa sorpresa, si parla anche dei “minibot” della Lega.

 Gli economisti tedeschi notano innanzitutto che lo Stato italiano da 25 anni spende  meno di quello che incassa, non si indebita per pagare le pensioni o degli stipendi, ma solo per pagare interessi su interessi, è costantemente come si suoll dire in “avanzo primario” e cioè le tasse sono sempre di più delle spese. Anche gli interessi sono una spesa, ma solo una piccola parte finisce poi nell’economia italiana perché un terzo va all’estero e un terzo a banche centrali e banche (e il terzo circa che va a famiglie italiane indirettamente, tramite fondi, polizze e simili finisce in risparmio e non in spesa).

 Che fare? Anche gli economisti tedeschi discutono di quella che chiamiamo “moneta fiscale”,  cioè una moneta a fianco dell’Euro, che quindi non lo sostituisce e che lo Stato emette e poi accetta per pagare le tasse. Nel “contratto” di governo di Lega e M5S c’è una proposta che va in questo senso per l’emissione di circa 60 miliardi di “minibot” con cui saldare i debiti arretrati dello Stato verso le imprese. Un’idea sostenuta inizialmente da Claudio Borghi e ritornata al centro del dibattito pubblico dopo esser stata rilanciata proprio da Libero.

La proposta dei “minibot” che è stato inserita nel famoso “contratto” di governo è una fattispecie della moneta fiscale: un concetto che è stato dibattuto in centinaia di articoli e molti studi negli ultimi anni. Ad esempio in Italia sono stati pubblicati due libri al riguardo e l’ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato un report che proponeva 40 miliardi di moneta fiscale utilizzando uno schema simile.

 Un esempio pratico  per capire il concetto di moneta fiscale è quello dei crediti per le ristrutturazioni edilizie, in cui lo Stato consente di scalare dalle tasse negli anni a venire metà delle spese sostenute. Se questi crediti fossero trasferibili ad altri e venissero estesi a tutte le famiglie e imprese indipendentemente dalle spese edilizie, diverrebbero qualcosa che ha un valore simile a quello degli euro. L’idea, insomma, è che lo Stato possa  emettere sconti fiscali futuri: in questo modo garantisce al cittadino che li riceve qualcosa che ha un valore, dato che con 1,000 di sconto fiscale l’anno prossimo eviterà di pagare 1,000 euro. Le imprese e famiglie che abbiano bisogno immediatamente di soldi potrebbero però cederli subito, con uno sconto del 5% o 10% ad esempio, a chi invece aspetti di utilizzarli e in questo modo circolerebbe  da subito più denaro nell’economia. Funzionerebbe come una seconda moneta, interna all’Italia, che quando venga scambiata, avrà un valore vicino agli euro.

 La prima obiezione rivolta alla “moneta fiscale” è che sarebbe nuovo debito, ma un credito fiscale, come quello delle ristrutturazioni edilizie, non obbliga lo Stato a  sborsare euro per cui non è classificabile contabilmente come un debito.

La seconda obiezione è  che anche se non è nella forma, nella sostanza diventerà comunque  nuovo debito per lo Stato, quando i beneficiari invece di versare euro all’Agenzia delle Entrate verseranno questi buoni o sconti che lo Stato ha emesso.

 

Per evitare allora un deficit una soluzione che è stata studiata è di far incassare questi sconti presso l’agenzia delle entrate non subito, ma con due anni di ritardo (come poi avviene in realtà con le agevolazioni per le ristrutturazioni, che infatti non hanno mai peggiorato il deficit pubblico). In questo modo chi li riceve ha in mano un titolo che gli da diritto a un’ agevolazione e può rivenderlo e scambiarlo, ma l’impatto per lo Stato è differito. In questo lasso di tempo l’effetto sull’economia fa aumentare il PIL e anche il gettito fiscale

 Avresti quindi un effetto positivo immediato perchè milioni di persone si ritroverebbero  in mano (diciamo su una carta di credito apposita, emessa dalle Poste) alcune migliaia di euro di sconto fiscale, che non possono usare subito, ma che sanno avere un valore. Se tutti li ricevono e se sono trasferibili allora verranno scambiati come se fosse moneta addizionale. Una moneta che vale un po’ meno dell’euro, ma che è gratis per cui sono soldi in più nell’economia e come tali consentono di fare compravendite addizionali e produrre alla fine più reddito e anche più gettito fiscale.

 Il reddito addizionale che questa liquidità produrrà sarà sufficiente a far arrivare un gettito fiscale addizionale in euro che eviti un deficit dopo due anni ? Se emetti 40 miliardi di questa liquidità oggi e altri 40 miliardi l’anno prossimo nel 2021, quando si possono incassare presso il fisco, ci saranno forse 100 miliardi di euro in più di PIL e quindi è possibile che entrino anche 40 miliardi in più di tasse evitando un deficit addizionale

Non è possibile saperlo con certezza perchè molto dipende da come sono percepiti dal pubblico: se tutti li tengono in tasca e aspettano il 2021 allora hai un deficit, se invece tutti li scambiano e li usano anche per comprare nei negozi puoi avere più PIL, più tasse e niente deficit (nel 2021)

Una terza obiezione è che questo moneta sia una specie di Lira mascherata.

E’ chiaro che non sono uguali agli euro perchè non puoi tirarne fuori contanti col bancomat e se vai all’estero non li riconoscono, per cui 1,000 di buoni fiscali varranno 950 o 900 euro, ci sarà una “svalutazione” insomma rispetto all’euro.

Se la quantità emessa è piccola, qualche miliardo, non si discosteranno  molto dall’euro perchè, come si è detto, se si aspettano due anni il fisco li accetta alla pari con gli euro e sarebbe stupido dare via per 60 o 70 qualcosa che vale 100. Se il governo  per stimolare veramente l’economia ne emettesse invece una quantità importante, 40 o 50  miliardi, allora possono deprezzarsi di più per via della domanda e offerta, Va tenuto presente che lo Stato italiano spende 800 miliardi l’anno e ne incassa 760 miliardi circa e nei conti correnti ci sono circa 1,400 miliardi, per cui anche 50 miliardi di questi sconti fiscali trasferibili sono una quantità che può essere assorbita e scambiata senza problemi

 Il punto cruciale è emetterne oggi ad esempio 40 miliardi fa aumentare il PIL nel 2019 e 2010 prima che vengano incassati nel 2021.

E’ plausibile che una carta di credito “fiscale”, emessa ad esempio dalle Poste, tramite cui ricevi 3,000 euro di sconti fiscali venga accettata presso i centri commerciali e man mano dalla maggioranza degli esercizi commerciali.  Di nuovo, non sappiamo esattamente con quale sconto rispetto agli euro, se del 3% o 6% o 10% perchè questo dipenderà dalla reazione del pubblico e degli operatori economici. Sicuramente però non si svaluteranno del 20 o 30% perchè il fisco li accetta alla parità con l’euro, 100 euro di sconti fiscali per il fisco valgono 100 euro di tasse

 Se si volesse evitare del tutto ogni possibile deficit addizionale bisognerebbe che lo stato oltre a dare questi sconti fiscal li usasse anche per pagare delle sue spese e quel punto sarebbero proprio una seconda moneta a tutti gli effetti. Questo però è più delicato perchè giustamente chi riceve un pagamento oggi in euro non vuole essere obbligato a ricevere qualcosa che vale meno degli euro.

 Tutto il concetto della “moneta fiscale” è invece su base volontaria, nessuno è obbligato a fare niente e gli euro non vengono toccati. Si riceve uno sconto fiscale gratis, imprese e famiglie, e si può decidere di rivenderlo se si ha bisogno di spendere soldi oggi a chi invece preferisca aspettare e usarli tra due anni per pagare le tasse.

 Quello che è certo è che con questa liquidità addizionale l’effetto sul PIL sarà positivo e lo Stato incasserà quindi anche più tasse grazie ai pagamenti e transazioni generati da questi miliardi di sconti fiscali che circolano tra il pubblico e le imprese.  Può darsi che le  tasse aumenteranno a sufficienza per coprire i miliardi di sconti fiscali emessi quando scadranno e si potranno utilizzare con il fisco. Questa questione si può dibattere, ma se quando vengono incassati si creasse lo stesso un deficit sarà tra due anni ad esempio e intanto l’economia si è ripresa.

 Dato che c’è un periodo di tempo in cui circolano prima di essere incassati e dato che si vuole darne a tutti gli italiani, si suppone che vengano accettati gradualmente da quasi tutti gli esercizi commerciali come forma di pagamento e diventino quindi una moneta elettronica (tramite una carta di credito fiscale) parallela all’euro

 Questo è lo schema della “moneta fiscale”, qualcosa che funziona come la moneta legale, ma non la sostituisce. Una liquidità addizionale che lo stato emette e si aggiunge alla quantità di moneta legale quando quest’ultima sia insufficiente. E oggi è insufficiente, dopo 25 anni di austerità, cioè lo Stato che tassa sempre di più gli italiani di quello che spende e dopo che le banche hanno tagliato più di 200 miliardi alle imprese

 L’ideale sarebbe che, se dopo qualche anno il pubblico si dimentica, per così dire, che sono sconti fiscali e tutti usano la carta di credito fiscale per effettuare pagamenti allo stesso modo in cui usano il bancomat e la carta Visa, allora lo Stato può provare ad usare la moneta fiscale anche per pagare una parte delle sue spese. A quel punto il cerchio si chiude e avrai una seconda moneta elettronica locale in Italia, parallela all’euro che consente allo Stato italiano di dare una spinta all’economia senza indebitarsi come accade ora

Nella situazione depressa dell'economia italiana attuale l'unica soluzione pratica è l'emissione di una "moneta fiscale" parallela (all'euro) da parte dello Stato italiano che aumenti la circolazione di moneta e il potere d'acquisto senza aumentare il debito pubblico.


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 02 Aprile 2019 12:07, edited 1 time in total.

In America tutti parlano della MMT (Modern Monetary Theory) di Mosler  

  By: G.Zibordi on Lunedì 18 Marzo 2019 10:17

In America, dove l’economia va bene (crescita del PIL 2,7% e disoccupazione ai minimi storici) con Trump ci sarà quest’anno un deficit pubblico di 900 miliardi di dollari, dove per confronto in Italia invece avremo un deficit intorno a 40 miliardi (espresso in dollari).

Ma nessuno tra i repubblicani e i democratici sembra preoccupato e parla di ridurlo, come si farebbe qui da noi nella UE. Anzi, come leggi su Bloomberg (13 marzo) si sta discutendo molto “Una Visione Alternativa al Dilemma di Indebitarsi o Aumentare le Tasse Per I Governi in Deficit,”

I nuovi leader e candidati Democratici più in vista per l’elezione alla presidenza dell’anno prossimo sponsorizzano infatti le idee della “MMT” (“Modern Monetary Theory”o “teoria monetaria moderna”) lanciata venti anni fa da Warren Mosler (“Alexandria Ocasio-Cortez, il nuovo volto dei progressisti al Congresso, sostiene la MMT e propone maggiori deficit per investimenti ecologici e altri pezzi grossi del Partito Democratico propongono l’altra idea della MMT, l’idea che il governo garantisca un lavoro a tutti quelli disposti a lavorare. Quattro senatori che si sono candidati per la nomina all’elezione presidenziale dell’anno prossimo, Cory Booker, Kirsten Gillibrand, Elizabeth Warren e Bernie Sanders, hanno sottoscritto entrambe le iniziative (da finanziare in deficit)”).

La MMT spiega che il deficit pubblico non è un problema per uno Stato che abbia la propria moneta  la propria banca centrale perchè può sempre ripagare il debito pubblico creando moneta e solamente quando si verifica una situazione di alta inflazione il deficit va contenuto. Come tutti sanno però nel mondo industrializzato da 30 anni l’inflazione e i tassi di interessi sono molto bassi, per cui la MMT sostiene che l’evidenza empirica mostra che oggi si possono tenere deficit pubblici ampi per finanziare programmi sociali, riduzioni di tasse o infrastrutture

La “MMT”, o teoria monetaria moderna di Warren Mosler (e altri come Galbraith junior, Stephanie Kelton, Bill Mitchell, Randall Wray...) è stata portata anche qui in Italia quando Moser tra il 2014 e il 2017 ha tenuto decine di conferenze in giro per l’Italia grazie a Paolo Barnard, che poi ne aveva anche parlato nelle sue apparizioni TV nella trasmissione di Paragone. I professori di economia invece l’avevano largamente snobbata, forse perchè veniva predicata da un giornalista alternativo. Quest’anno però se si scorrono il Wall Street Journal, Washington Post, New York Times, Forbes, Bloomberg, i blog di economia come quello di Paul Krugman, si scopre che tutti gli economisti americani la stanno discutendo e l’interesse è esploso (come mostra l’aumento di oltre 100 volte su Google della ricerca del termine “Modern Monetary Theory”).

Il fatto macroscopico e difficile da ignorare è che sotto Bush, Obama e poi ora con Trump gli USa hanno aumentato il debito pubblico da 8 mila a 22 mila miliardi di dollari negli ultimi dieci anni. Con Trump, che sarebbe un “conservative”, si è aumentato ancora il deficit per tagliare le tasse e stimolare l’economia e quest’anno il deficit arriverà a 900 miliardi di dollari portando il debito pubblico a 22mila miliardi (nonostante l’economia cresca quasi al 3%).

Questo non ha provocato nessuna inflazione o svalutazione del dollaro, a dispetto delle previsioni della maggioranza degli economisti. Gli USA mostrano un deficit intorno a 900 mld di dollari l’anno, la UE invece ha un deficit complessivo sui 150 mld l’anno e il Dollaro sale e l’Euro scende perchè il mercato dei cambi premia la maggiore crescita del PIL americana.

Con l’elezione presidenziale del 2020 che si avvicina i candidati e leader democratici invece di attaccare Trump sul deficit “irresponsabile” rincarano la dose e propongono piani di investimenti pubblici e sostegno all’occupazione che implicano deficit sempre elevati (oltre il 4% del PIL), che farebbero inorridire i nostri soci finlandesi, tedeschi e olandesi. Sia da destra che da sinistra quindi in America si vuole stimolare l’economia con deficit che in UE verrebbero “sanzionati” dalla Commissione UE nella UE “germanica”.

La MMT era la teoria economica che invece aveva previsto in modo chiaro e netto che questi deficit non avrebbero portato inflazione e svalutazione (e lo stesso per il Giappone, tra parentesi) e ora importanti leader politici fanno proprie le sue proposte. Più che una teoria Mosler la definisce come una descrizione del reale modo di funzionare del sistema monetario moderno, che poca gente comprende. Anche se non ce ne rendiamo conto, il 97% del denaro che circola è debito, perchè i soldi in banca sono creati dalle banche quando erogano un prestito (e per le banche sono contabilmente debito). In realtà non c’è nel sistema monetario moderno una vera differenza tra i conti in banca e i titoli di stato. Entrambi funzionano come denaro perchè si ha fiducia nello Stato, che in caso di bisogno grazie alle tasse che incassa può ripagare i titoli emessi e sovvenzionare e garantire i conti in banca dei cittadini.

Nel sistema monetario moderno avere 100mila in conto corrente in banca o 100mila in Bot o altri titoli di stato è funzionalmente la stessa cosa, sono entrambi liquidità e, se ci pensi bene, ti fidi dei soldi che hai in banca perchè sono garantiti dallo Stato che sostiene e salva sempre le banche. Gli italiani hanno 4,300 miliardi di ricchezza finanziaria, di cui circa 1,500 miliardi sono conti di liquidità. Lo Stato italiano ha un poco più di 2mila miliardi in titoli. Il valore degli uni e degli altri si basa sulla fiducia nello Stato perchè tecnicamente sono solo numeri nei computers delle banche, entrate contabili e tutti sanno che non è possibile chiedere in banconote i soldi depositati in banca perchè sono stati prestati a qualcun altro per il 90%. Ci si fida delle banche perchè dietro c’è lo Stato e non a caso tutti gli Stati hanno raddoppiato il debito pubblico dopo la crisi del 2008 per garantire in vari modi le banche ed evitare che crollassero.

Logicamente dovresti forse fidarti di più di avere 1 milione di euro in Bot e Btp che 1 milione di euro in un conto bancario. Senza contare che quando “presti soldi allo Stato” comprando 100mila di Btp non rinunci alla liquidità perchè se hai bisogno di soldi cash la banca ti presta quasi la stessa cifra dando in garanzia i Btp.

Se parliamo di istituzioni finanziarie poi con miliardi da gestire, usano i titoli di stato come moneta di scambio tra loro, per cui quando un fondo compra 1 miliardo di Btp poi lo gira una banca per avere liquidità e questa a sua volta ad un altra o un altro fondo e vengono “ipotecati” anche tre volte.

Mosler spiega che quando lo Stato emette titoli fornisce un servizio al pubblico e agli investitori che vogliono un rendimento sicuro, ma non ha bisogno di farlo perchè potrebbe emettere biglietti di 100 euro invece che 100 euro di BTP.  La prova è che esistono paesi come Singapore che non ha quasi mai deficit, ma ha un debito pubblico del 100% del PIL lo stesso perchè emette titoli di stato per appunto fornire ai risparmiatori qualcosa in cui investire. Anche l’Australia aveva eliminato il debito pubblico e il mondo finanziario se ne lamentava per cui ha ricominciato a fare deficit per emettere titoli richiesti dal mercato finanziario.

La MMT spiega che l’idea che lo Stato abbia bisogno di indebitarsi per poter spendere è falsa, perchè lo Stato può farsi dare soldi dalla sua banca centrale o farsi comprare i titoli che emette dalla Banca Centrale senza costo di interessi creando moneta. Per lo Stato a differenza di una famiglia indebitarsi è opzionale, ma sfortunatamente il mondo della finanza (con cui lo Stato si indebita) è riuscito a spargere una cortina fumogena per nascondere questa verità.

Ovviamente si parla di paesi industriali che siano in grado di finanziare i deficit esteri attirando capitali come gli USA o lo UK oppure non abbiano deficit esteri come il Giappone (ma anche l’Italia rientra nella categoria). Paesi come l’Argentina o la Grecia in deficit estero cronico e che non attirano capitali esteri per finanziarlo, hanno problemi perchè poi si indebitano con l’estero per importare.

Ma la stragrande maggioranza dei paesi asiatici e occidentali esportano e attirano investimenti, per cui possono fare deficit del 3% o 5% o 7% del PIL a seconda delle esigenze della produzione e dell’occupazione o per tenere a galla le proprie banche ed evitare che taglino il credito.  

Abbiamo detto: “se hanno la propria Banca Centrale e moneta” e purtroppo l’Italia aderendo al sistema della BCE e dell’Euro vi ha rinunciato, per cui non ha potuto come in USA, UK e Giappone aumentare i deficit per ridurre le tasse e ripulire i bilanci delle banche pieni di crediti incagliati.

Morale. In America in effetti, per alcune cose, sono più avanti di noi. Hanno stimolato l’economia e tenuto a galla a tutti i costi il sistema bancario facendo ampi deficit per dieci anni e ora invece di smettere continuano

In Italia la discussione di economia sembra spenta, ci siamo rassegnati al famoso 2% di deficit pubblico e alla crescita più o meno zero e ringraziamo iddio se non siamo già in recessione.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 20 Marzo 2019 11:19, edited 1 time in total.

L’ITALIA NELL’EURO HA PERSO UNA FETTA ENORME DI REDDITO. COME MAI NON LA SPAGNA ? di GIOVANNI ZIBORDI  

  By: G.Zibordi on Giovedì 28 Febbraio 2019 10:02

L’ITALIA NELL’EURO HA PERSO UNA FETTA ENORME DI REDDITO. COME MAI NON LA SPAGNA ?

 

Un report del think tank tedesco Cep sui” vincitori (Germania e Olanda) e i vinti (Italia e Francia)” della moneta unica "oggi più controversa che mai" ha provato a quantificare quanto sarebbe stato alto il Pil se i Paesi non avessero introdotto l'euro. La Germania, dal 1999 al 2017 avrebbe guadagnato complessivamente 1.893 miliardi di euro, pari a circa 23.116 euro per abitante. Anche i Paesi Bassi hanno guadagnato circa 346 miliardi, e cioè 21mila euro pro capite. Nella maggior parte degli altri Stati si sarebbero registrate invece delle perdite: in Italia, lo Stato che più ne ha risentito, addirittura di 4,300 miliardi, una cifra strabiliante. Lo studio viene oggi attaccato dai prof. di economia pro-euro perchè la metodologia usata è di immaginare che l’economia italiana sia un misto di quella di paesi fuori dalla zona euro come lo UK e l’Australia e poi usare la crescita media del PIL del “mix” di paesi simili all’Italia per stimare come sarebbe andata fuori dall’Euro.

Per chi non lo sapesse però, in economia non esiste una metodologia standard come nelle scienze e si possono trovare approcci totalmente diversi e da qui discussioni infinite che lasciano il pubblico perplesso.

Proviamo a spiegare in modo più intuitivo cosa è successo. E’ un fatto che i paesi fuori dall’euro, in Europa come in Asia come in America sono cresciuti di più di queli nell’eurozona e nel caso dell’Italia che è collassata in una depressione perdendo il 20% della produzione industriale e l’8% circa del reddito procapite la differenza è clamorosa. I paesi di riferimento usati nello studio per simulare come sarebbe andata l’italia fuori dall’euro sono paesi che hanno in comune aver speso molto, paesi come lo UK e l’Australia in in cui la spesa per consumi e per costruzioni (legata al boom immobiliare) ha trainato l’economia, anche a costo di andare in deficit cronico con l’estero e di avere valute deboli. Inoltre sono paesi che hanno raddoppiato il debito pubblico dopo la crisi di Lehman del 2008 per tappare i buchi e anche proprio salvare le proprie banche. In questi paesi lo stato è stato molto generoso con il mercato immobiliare (in Australia regalava alle famiglie la cifra iniziale per ottenere il mutuo ad esempio e in UK ha messo centinaia di miliardi in garanzie e ricapitalizzazioni nelle banche). E le banche hanno continuato a pompare credito per immobili, il consumo e le imprese.

Ma non c’è bisogno di andare fuori dalla UE per trovare chi ha fatto quasi lo stesso. Noi vogliamo qui essere più obiettivi possibili e accogliere l’obiezione del “partito pro-euro” che dice: “come mai però la Spagna, che è nell’euro e in sud-europa come noi è andata molto meglio ?” Anche il report citato sopra in effetti mostra che mentre l’Italia avrebbe avuto una perdita colossale di reddito pro capite e PIL nei 20 anni dell’Euro la Spagna invece non ha avuto complessivamente danni (anche se è andata peggio dei paesi del Nord-Europa). RivolGiamoci allora agli economisti spagnoli per capire. Alcuni di questi notano che la chiave è nel “El Consumo Mas Alto” cioè nell’incremento della spesa per consumi che in Spagna si è ripresa molto bene, anche meglio che nel resto dell’Eurozona e molto meglio che in Italia.

Parliamo ad esempio di un incremento annuale del 4% negli ultimi tre anni, mentre l’Italia oscilla tra un 1,5% e 2% l’anno. Dato che nelle economie occidentali la spesa per consumi è più del 70% della variazione del PIL questo spiega largamente, più dell’export e degli investimenti, il fatto che il PIL della Spagna stia ancora crescendo intorno al 2%, meglio anche della Germania, e quello dell’Italia sia a zero (o sottozero cioè recessione)

Ecco qui un altro grafico tratto da un articolo di un economista spagnolo, Javier Jorrin su “El Confidential” il 20 febbraio che mostra, come indica il titolo dell’editoriale “la chiave della crescita dell’economia spagnola è nei consumi” ( La clave del crecimiento de la economía española está en el reparto de la renta)

 

Come si può facilmente intuire, il crollo degli investimenti in Spagna è stato dovuto a quello delle costruzioni e non si è ancora ripreso veramente, ma sono i consumi che hanno trainato e i consumi sono saliti più dei redditi da lavoro. Per chi prestasse fede invece a quanto abbia letto altrove sul fatto che gli spagnoli hannno aumentato di più la produttività e l’export di noi italiani ed è per questo che soffrono meno dell’Euro ecco quindi che in Spagna si riconosce che vanno meglio perchè spendono molto di più di noi.

Come mai ? Non inseriamo altri grafici, ma si può verificare che gli spagnoli hanno dimezzato il risparmio in % del reddito negli ultimi anni e hanno un debito privato (famiglie e imprese) che è molto più alto (era arrivato al 260% del PIL e tuttora è sul 210% del PIL contro un 169% del PIL dell’Italia). Come mai le banche gli fanno tanto credito ? Perchè in Spagna lo Stato ha aumentato dal 50% al 100% circa dal 2009 il debito pubblico, per tenere a galla a tutti i costi le banche e per non alzare le tasse anche se il deficit pubblico esplodeva fino all’8% o 10% del PIL:

Comunque la giri, sia che guardi alla spesa pubblica, al deficit, al debito privato e ai consumi, la Spagna ha pompato denaro nell’economia in tutti i modi e sia lo Stato tramite i deficit che erano sempre doppi dell’Italia che le famiglie tramite la spesa per consumi (finanziata largamente a credito) hanno speso di più.

Quello che gli economisti pro-euro nostrani non vogliono ammettere è che a parte la Germania che è un caso a sè, tutto il resto del mondo, che sia la Cina e il Giappone,  lo UK o gli USa o l’Australia o la Spagna hanno pompato soldi nell’economia dopo la crisi del 2008, sia come deficit pubblico che come credito. L’Italia è invece l’unico paese che ha ridotto i deficit e lasciato che le banche tagliassero il credito alle imprese da 910 a 685 miliardi facendone fallire tante e facendo crollare la produzione.

Sia lo studio di questo think tank tedesco Cep di cui si parla, che i dati che abbiamo mostrato con l’esempio della Spagna indicano una cosa: l’Italia ha sofferto di una riduzione del denaro che circola nell’economia. Il  think tank tedesco Cep indica che potevamo fare come l’Australia o lo UK e non perdere centinaia di miliardi di PIL. L’esempio della Spagna la stessa cosa. La Germania con l’Euro gode di un cambio molto sottovalutato, 1,12$ invece di 1,50$ che avrebbe con il marco e questo stimola la sua economia. Inoltre, come abbiamo spiegato in precedenti articoli, ha un sistema di banche pubbliche locali che non è soggetto ai vincoli UE e ha continuato a erogare credito ignorando la crisi globale

Anche questi studi mostrano che il problema fondamentale della Depressione economica dell’Italia è la scarsità di moneta, di denaro che circola sotto forma di credito o moneta (emessa dallo Stato).


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 07 Marzo 2019 10:12, edited 1 time in total.

Re: LA BANCA D'ITALIA di Giovanni Zibordi  

  By: G.Zibordi on Martedì 12 Febbraio 2019 12:14

“Banca d'Italia e Consob andrebbero azzerati, altro che
cambiare una o due persone. Azzerati….” ha detto
sabato Matteo Salvini a Vicenza, davanti alla platea di
risparmiatori della Popolare Vicenza e Di Maio nella
stessa occasione "Chiediamo discontinuità e quindi non
possiamo confermare le stesse persone che sono state
nel direttorio di Bankitalia…” Sono dichiarazioni
bellicose a cui non viene dato seguito, come quelle
riguardo alla revoca della concessione ad Autostrade
dei 5Stelle dopo il crollo del Ponte Morandi ? Nel caso di
Autostrade c’erano dei vincoli contrattuali a cui Di Maio
e compagni non aveva pensato bene prima di parlare,
mentre nel caso di Bankitalia il governo può invece
decidere la revoca dei vertici senza problemi e qui
anche Salvini si è sbilanciato.
Come era prevedibile il ministro Tria ha subito parlato a
difesa di Bankitalia ed è partita la raffica di editoriali e
commenti a difesa della famosa “indipendenza” di
Banca d'Italia, senza la quale l’Italia rischierebbe di
avere…. scandali come quelli di Monte
Paschi-Antonveneta in cui sparisce una decina di
miliardi e lo Stato deve mettere 5 miliardi, fallimenti
come quelli delle banche Etruria,Marche,Vicenza ecc..in
cui lo stato deve rimborsare i risparmiatori e poi un crollo
del credito di 200 miliardi...e la cessione “selvaggia” di
quasi 150 miliardi di crediti deteriorati a fondi speculativi
esteri di cui parla ad esempio proprio oggi un reportage
di Myria Longo sul Sole24ore.
Se con “l’indipendenza” di Bankitalia abbiamo avuto
questa serie senza fine di disastri, non è chiaro come un
maggiore controllo e responsabilità verso il parlamento
possa peggiorare le cose.
Questa è allora un occasione allora per parlare di
questo undicesimo comandamento che si è aggiunto ai
primi dieci, “Non Avrai Altro Dio al di fuori della Banca
Centrale” cioè tu governo, parlamento e la società che
rappresentate lascerete il potere vero (in economia) alla
Banca Centrale e non vi azzardate neanche a criticarla.
Di Maio e Salvini si riferivano nel loro attacco, al non
aver vigilato e aver lasciato fallire alcune piccole banche
italiane, ma in altre circostanze sia la Lega che il M5S
hanno criticato anche la Banca Centrale Europea, ad
esempio perchè lasciava che lo “spread” si allargasse
contro l’Italia e di recente la Lega ha anche sollevato la
questione se l’oro di Bankitalia sia ancora sotto il suo
controllo o sia finito sotto la BCE
Come si sa, con l’euro le funzioni più importanti sono
state tolte ora però a Bankitalia, sia sul lato della moneta
che della supervisione delle banche, per cui ad es nel
caso della Carige la decisione su come ristrutturarla è
arrivata dalla BCE. In questo senso che rimuovere i
vertici di Bankitalia può essere un gesto importante, ma
che non cambia molto l’equilibrio di potere, come
avverrebbe in altri paesi fuori dall’eurozona.
Se parliamo della Banca Centrale in generale in
eurozona la maggioranza dei poteri sono passati alla
BCE che poi delega a Bankitalia alcune cose come il QE
cioè l’acquisto di Btp sul mercato, tanto è vero che
alcuni critici paragonano ora Bankitalia ad un mega
centro studi con centinaia di alti funzionari molto ben
pagati che però hanno sempre meno cose di cui
occuparsi (a questo proposito e parlando di sprechi,
l’enorme budget di miliardi della BCE a Francoforte, non
ha fatto diminuire il budget delle singole Banche Centrali
nazionali moltiplicando i posti da dirigente anche se le
funzioni che si assolvono sono le stesse)
Tornando a Salvini e Di Maio questo sabato hanno
violato il primo comandamento della politica economica
“Non Avrai Altro Dio al di fuori della Banca Centrale” con
corollario: “Non Nominerai il Nome della Banca Centrale
e del suo Governatore invano” (e non lo criticherai)
Questo credo prevede che la Banca Centrale nella sua
saggezza e totale “indipendenza” faccia funzionare il
sistema bancario e fornisca la liquidità che manca
all’economia tramite complesse politiche con nomi tipo
SSP, TLTRO e QE che da soli scoraggiano il politico
medio per non parlare del cittadino medio dall’interferire.
Nella realtà, dietro la facciata, hai un gruppo di
funzionari che provengono da una carriera nei ministeri
e nel settore bancario i quali hanno il potere di emettere
centinaia di miliardi di euro che creano dal nulla con il
computer e a loro discrezione possono usarli per
sostenere o meno le banche in crisi o per comprare o
meno BTP. Devono anche vigilare sul credito che le
banche erogano e questo gli hanno rimproverato Salvini
e Di Maio ma nella realtà gli scandali dovuti a mala
gestione delle banche sono stati globali e di dimensioni
colossali e nessuna Banca Centrale salvo forse quella
del Canada è rimasta indenne. L’Italia è entrata però
nelle classifiche mondiali con i miliardi di euro spariti
intorno a MontePaschi e l’acquisizione di Antonveneta
(da 9 a 12 miliardi secondo le stime), una vicenda che
ha visto anche la defenestrazione (nel senso di caduta
non accidentale dalla finestra) del povero Davide Rossi,
il capo delle relazioni pubbliche di MPS. Questa vicenda
da sola avrebbe dovuto portare alla sostituzione dei
vertici di Bankitalia anni fa.
Sul lato della politica economica la nostra Bankitalia è
più che altro esecutrice ora della BCE, ma ha potere di
influenzare l’opinione pubblica con le sue dichiarazioni e
e ad esempio questa settimana Visco è apparso sui
giornali perchè ripeteva la tesi che è un bene che lo
Stato non possa più emettere moneta dal 1981 (e
questo potere sia passato di conseguenza solo a
Bankitalia). Purtroppo nessuno nel Ministero
dell’Economia lo ha contraddetto come avrebbe dovuto
visti i programme elettorali dei partiti che sono al
governo che hanno sempre invece parlato di come lo
Stato italiano debba recuperare questo potere (la
“sovranità monetaria”).
Parlare di queste cose, delle responsabilità dei vertici di
Bankitalia, del controllo del suo oro, del potere di
emettere moneta è da “populisti” e provinciali ?
Allora potremmo ricordare che in Giappone alle ultime
elezioni il premier Shinzo Abe ha centrato la campagna
elettorale sulla minaccia di togliere alla Banca Centrale
del Giappone il suo potere autonomo se non avesse
monetizzato il debito pubblico. Se si va a leggere sulla
stampa internazionale articoli sulla politica di Shinzo
Abe si può imparare che c’erano titoli di prima pagina
del tipo ”..Shinzo Abe minaccia la Bank of Japan di far
passare una legge che le toglie la sua indipendenza..”
(vedi il 24/12/2012 ad es sul Daily Telegraph). In altre
parti e parti importanti del mondo industriale quindi i
governi eletti non temono di far passare le politiche per
le quali hanno ricevuto un mandato anche a costo
appunto di farsi obbedire dai funzionari di un’istituzione
pubblica come la Banca Centrale. Si, perchè se si tratta
di un’istituzione pubblica, deve allora rispondere al
governo e al parlamento eletti delle sue azioni
discrezionali che nel caso delle banche e della moneta
sono molto importanti e in pratica sono delegate a lei.
Non si tratta come della magistratura che applica delle
leggi. Nel caso della Banca Centrale la discrezionalità
per quello che riguarda la politica monetaria e le
regolazione delle banche è enorme. E’ un bene allora
seguire l’esempio dei paesi più “avanzati” come si suol
dire, ma allargando il campo anche a buoni esempi di
“sovranismo” come quelli del Giappone.

Re: LO SPREAD FA BENE ALLE BANCHE  

  By: G.Zibordi on Venerdì 21 Dicembre 2018 10:19

LO SPREAD FA BENE ALLE BANCHE

 

Nel 2011 ci fu la famosa “Crisi dello Spread” che portò alla sostituzione del governo Berlusconi che si dimise con quello di Mario Monti. Lo Spread era salito a 500 punti cioè il rendimento dei Btp era salito fino al 7% (contro un rendimento dei Bund tedeschi intorno al 2%). Bene, dopo l’arrivo di Monti la BCE prestò 400 miliardi alle banche a tasso zero perchè comprassero BTP (operazione “LTRO”) e poi BCE più Bankitalia comprò altri 360 mid di BTP (operazione “QE”). Ovviamente con questa massa enorme di 800 miliardi di acquisti i prezzi dei BTP schizzarono in su del 30% e oltre. Le banche italiane che avevano comprato sui loro 400 miliardi e rotti di acquisti alcune guadagnaronodecine di miliardi. Lo Spread alla fine fu una bonanza con cui fecero i loro bilanci dal 2013 al 2017. La cifra esatta dei guadagni non è stata calcolata e non è indicata nei bilanci bancari e non è facile farlo dall’esterno perchè si comprarono titoli di scadenze diverse in momenti diversi e dal 2017 le banche ridussero di quasi 100 miliardi gli acquisti. Si può ipotizzare che su una media di acquisti di 400 miliardi complessivamente, un guadagno del 10% medio sono 40 miliardi che spalmati su quattro anni sono 10 miliardi di euro di profitti all’anno per l’insieme delle banche. A questo poi va aggiunto che le banche comprarono titoli nel momento in cui pagavano interessi più alti, dal 3 al 7% (“lo spread” appunto significa tassi puiù alti) a seconda delle scadenze. Non è esagerato dire che i bilanci bancari dal 2013 sono stati fatti grazie allo Spread.

Bene, quest’anno la seconda crisi dello Spread si sta risolvendo felicemente di nuovo per le banche italiane.

Siamo stati sottoposti da questa estate ad un bombardamento di titoli sui giornali, articoli e dichiarazioni e commenti in TV su come lo Spread faceva soffrire i bilanci delle banche. E questo grido di dolore alla fine ha intenerito anche il cuore di Di Maio e Salvini che saggiamente alla fine si sono rimangiati le promesse elettorali e mantenuto l’austerità (cioè le tasse). I BTP che erano franati in maggio (prendendo per semplicità come riferimento il future del BTP) da diciamo 130 a 115, dopo mesi di oscillazioni tra 115 e 125 sono tornati ora a 128.

Come si è letto però gli esteri hanno venduto una cifra tra 70 e 80 miliardi di BTP e qualcuno deve averli comprati perchè per ogni venditore c’è un compratore. Bankitalia da giugno ne ha comprati non più di 20 miliardi (per semplicità e maggiore chiarezza arrotondiamo qui tutte le cifre, non ce ne voglia chi è più preciso). Si può ipotizzare quindi che le banche (e anche assicurazioni) italiane abbiano quindi comprato almeno 50 miliardi di BTP a prezzi più bassi in media di queli attuali. E anche a cedole più alte. L’entità esatta dei guadagni non è facile da calcolare senza la collaborazione delle banche stesse, ma un conto a spanne è che anche solo un 5% in più delle quotazioni su 50 miliardi siano 2,5 miliardi di utile ottenuti in meno di sei mesi.

Senza tediare ora con altri resoconti di vicende analoghe del passato, si può dire che da quando esistono i BTP ci sono state periodiche “crisi di fiducia”, anche prima dell’Euro. E si sono sempre risolte in gloria di chi ne approfittava per comprare i titoli a prezzi più bassi e cedole più alte. Di solito chi lo ha fatto erano o le banche estere o la Banca Centrale e le banche italiane.

Morale della favola. Lo Stato si ritrova ogni tanto a causa di queste “crisi dello Spread” ad emettere titoli di stato sul mercato a rendimenti più alti. Il can can che si genera su media lo costringe a fare o confermare misure di austerità (più tasse o le stesse tasse). Il momento di crisi passa. Chi lavora continua a vedersi la busta paga netta falcidiata dalle tasse e così le imprese mentre le accise salgono sempre-

E le istituzioni finanziarie, che sanno come gestire la situazione, si rimpolpano

Re:OGGI A ROMA!!!!!  

  By: G.Zibordi on Venerdì 23 Novembre 2018 09:43

Il Bluff del Debito Pubblico  

  By: G.Zibordi on Giovedì 18 Ottobre 2018 11:08

Il Bluff del Debito Pubblico


 

Passano gli anni ma in Italia quando un governo deve fare una manovra economica tutto gira sempre intorno al debito pubblico. La UE e i “mercati” vogliono essere rassicurati che lo Stato pagherà le rate e gli interessi sui CCT, Bot e Btp e l’intero governo impiega mesi a decidere se fare un deficit del 2,4% piuttosto che dell’1,8% del PIL, una differenza % dello 0,6% del PIL cioè 8 miliardi alla fine.

 

Ma questa differenza di 8 miliardi richiede trattative di settimane, agita i talk show e i giornali e marca la differenza tra un governo responsabile bene accetto alla UE e ai mercati (1,6% di deficit) e uno “populista” che fa esplodere lo “spread” e avviato al default (2,4% di deficit). Se lasci perdere la retorica e ti metti a leggere tabelle di numeri ti rendi conto che non ha senso.

 

Cerchiamo di essere precisi. La UE sapendo che di solito si sfora sempre (vedi sotto), voleva un 1,8% al massimo e Tria cercava di tenerlo a questa %, pensando che poi alla fine a consuntivo si arrivava sul 2,2% o 2,4%. Con un DEF che indica un 2,4% di deficit come "impegno" quindi si suppone che si arrivi alla fine ad un 2,8% di deficit circa. OK ?

 

 

Resta che è una differenza di 8 miliardi l’anno e sembra diventi la fine del mondo.  E se fosse tutto un bluff ? Ci dicono che “l’Italia ha 2,350 miliardi di debito” per cui basta ora poco per scivolare giù per la china, le percezioni del resto del mondo (la UE e i Mercati) sono negative per cui vanno accontentati e rassicurati. Altrimenti la UE “boccia” la manovra, le agenzie di rating “abbassano” l’Italia e il mercato “ci attacca”.

 

In pratica ti dicono che se, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, lo Stato italiano non riduce il deficit a zero, ci sarà un patatrac. Ma se guardi la storia anche solo degli ultimi dieci anni vedi che con deficit maggiori e sempre intorno al 3% di media non è successo niente

Per vedere che questo discorso non ha senso bisogna iniziare notando che anche se il debito pubblico è sui 2,350 miliardi i titoli sul mercato sono molti meno, sui 1,800 miliardi e sono questi di cui preoccuparsi. In secondo luogo, di questi 1,800 miliardi BCE e Bankitalia ne hanno comprati 360 miliardi (con soldi "stampati")

 

 

Quindi il totale dei titoli di stato di cui preoccuparsi è sui 1,500 miliardi (non ho tempo di fare il calcolo esatto, ma i titoli sono sui 1,800 mld e sottraendo 360 mld della BCE avresti 1,440 miliardi). Parlare come fanno quasi tutti di "quasi 2,400 miliardi di debito pubblico" e invece parlare di 1,440 o 1,450 miliardi di titoli sul mercato da rifininziare sono due cose molto diverse (per chi avesse problemi con le sottrazioni, sono differenze di 800 miliardi in più o in meno). Nel caso dei 360 mld di titoli della BCE/Bankitalia è infatti garantito che per almeno due anni li ricompriano quando scadono perchè si sono impegnate a tenere il totale invariato

 

Supponiamo allora che il governo italiano ignori  UE e mercati e "tiri dritto" come dice Salvini. Dopo un poco di caos iniziale probabilmente non succede niente di grave. Ha senso tutta questa messinscena per 8 miliardi di differenza ? Il buon senso dice di no.

La UE tutto quello che può fare è imporre una multa di 3 mld e non lo ha mai applicato a nessuno Stato anche quando violavano i limiti del 3% facendo deficit del 10% come Irlanda, Portogallo e Spagna, per cui se lo applicasse all’Italia che fa un 2,4% verrebbe contestata dal governo italiano in sede legale.

Le agenzie di rating se abbassano l’Italia danno la spinta ai mercati di vendere ancora i Btp ? Sicuro, ma ricordatevi che i mercati hanno fatto oscillare i Btp infinite volte negli ultimi 25 anni e alla fine lo Stato italiano ha sempre pagato tutto, ha pagato la bellezza di circa 3,000 miliardi di interessi dal 1990

La conseguenza della “turbolenza” dei mercati è che il rendimento può salire ancora dal 3,3% attuale al 4% o forse anche di più, 4,5% ad esempio o anche 5%

 

 

OK. Lasciamo ora perdere i titoli dei giornali e le polemiche dei talk show e ragioniamo solo sui numeri. 

 

In Germania e nord-europa con inflazione al 2% e rotti i titoli di stato rendono meno di zero, -0,5% sulle scadenze brevi e al massimo 0,4% sui decennali. Quindi hai il povero risparmiatore germanico che perde ogni anno 1% o 2% l’anno. In Italia con inflazione più bassa, 1,2% ora, il risparmiatore italico godrebbe di un guadagno del  3% al netto dell’inflazione se i Btp salissero oltre il 4% di rendimento. In pratica avresti che un tedesco perde sul 2% l’anno sui suoi soldi in titoli di stato e l’italiano che guadagna un 2 o 3% l’anno. Una differenza del 4 o 5% per noi.

 

Ma il "rischio Italia" ? il Default ? Discorsi catastrofici simili sono stati fatti nel 2011 quando appunto il rendimento dei Btp salì al 5%. Il risultato è stato che chi comprò allora i Btp alla data di oggi tra cedole e apprezzamento ha guadagnato oltre il 50% cumulativo. Se vai più indietro, al 2008, negli ultimi dieci anni i BTP avevano resto un totale cumulativo del 70% fino a quando non sono arrivati Salvini e Di Maio. Adesso, anche conteggiando una perdita media intorno al 10% da maggio, il rendimento cumulativo resta intorno al 60%

 

Nel mondo di oggi tutto il reddito fisso sta facendo perdere soldi, i bonds globali in media da inizio anno hanno perso intorno al -2% e se poi li hai comprati tramite fondi con i vari costi connessi probabilmente hai perso più del -3%. Oggi abbiamo tassi di interesse più bassi della storia dell’umanità, tutti i paesi importanti pagano tra meno di zero e il 3% massimo (gli USA o l’Australia o la Cina) e quando pagano il 3% come gli USA poi hanno anche inflazione al 3% per cui il rendimento reale è sempre zero.

 

L'Italia in pratica è l'unico paese OCDE ora che paga rendimenti sui titoli di stato superiori all'inflazione !

Se allora un paese che ha un surplus estero del 2,5% del PIL e un enorme risparmio privato come l’italia offrisse rendimenti del 4% o 5% arriverebbero fondi da tutto il mondo per comprarne e piano piano anche i risparmiatori italiani che stanno ora soffrendo perdite su tutti i loro fondi, gestioni e polizze che le banche hanno loro rifilato possono rendersi conto che i titoli di stato non gli fanno perdere come "l'industria del risparmio gestito". Se stai perdendo un -3% medio su tutti i prodotti del risparmio gestito della banca perchè ti deve fare schifo un 2 o 3% dei titoli di stato ?

 

Può darsi quindi che questa manovra di Di Maio e Salvini non faccia niente per la crescita perchè troppo infarcita di sussidi e trasferimenti e senza riduzione di tasse vere o investimenti.

Ma è una manovra che aumenta il deficit di soli 8 miliardi alla fine e tutto il can can sul disastro che creerà è probabilmente il solito bluff del mondo finanziario che sui titoli di stato da decenni specula prima in basso e poi li compra e li tiene e incassa grasse cedole.

La manovra del governo non fa molto per i giovani, le imprese e gli investimenti, ma è una manovra di entità modesta, che non scassa nessun bilancio pubblico. Salvini fa bene a dire che tira dritto e chiamare il bluff della UE per ora. Il difetto della manovra è invece che non sostiene abbastanza l'economia la quale sta rallentando e non contiene misure alternative. Ma in termini puramente finanziari c'è tanta retorica, da entrambe le parti, che copre una realtà modesta.

 

La verità è che alla UE odiano Salvini per via dell'immigrazione, se la stessa manovra l'avesse fatta il PD ci sarebbe stata qualche discussione dietro le quinte e poi sarebbe passata con questo famoso 2,4% accampando qualche scusa. Dato che Salvini minaccia tutto l’impianto culturale e sociale della UE che punta all’immigrazione di massa dal terzo mondo in Europa, qualunque piccola deviazione dai “parametri” viene amplificata per cercare di indebolirlo

 

C'è quindi un can can terribile contro il governo spendaccione, irresponsabile-venezuelaaaaaa-default-Piano B segreto-rovina il risparmio-argentinaaaaa- ecc...mentre in realtà, se uno guarda i semplici numeri, la manovra può essere criticata, ma perchè modesta e perchè non riduce le tasse, non certo perchè porta al default.Se sfori dello 0,6% del PIL rispetto a quello che voleva la UE, si parla di  8 miliardi e lo Stato non smetterà di pagare interessi visto che incassa 760 mld di tasse  E LA MANOVRA NON RIDUCE NEANCHE DI UN 1 MILIARDO LE TASSE ALLA FINE.

 

 

Per cui il governo con questo budget avrà i soldi per ripagare i Btp. Se il "mercato" vuole rendimenti più alti sulle nuove emissioni ora, bene... il governo spenderà  5 o 6 o 7 mld in più l'anno prossimo per pagarli. Questo però beneficia chi ora compra le nuove emissioni, perchè i soldi che lo Stato paga di interessi non si volatilizzano, finiscono in tasca a qualcuno. L'importante sarebbe che fosse italiano ora.

 

Dal punto di vista del risparmiatore italico, di cui tutti si preoccupano tanto ora, ci saranno dei bei rendimenti reali, se gli interessano. E’ messo molto peggio quello tedesco che perde un -1 o -2% l'anno ora quando compra titoli di stato, che quello italiano che ora può guadagnare un 2% netto reale. Se la spread sale ancora può guadagnare anche un 3% netto reale, sopra l'inflazione.

In un mondo in cui ora tutti perdono soldi con il reddito fisso da almeno un anno a questa parte comprando qualunque bonds governativo o corporate, i bonds italiani battono i rendimenti (reali)  di chiunque altro nel mondo avanzato. E' perchè sono molto rischiosi ? La nostra economia è deludente fin che vuoi in termini di crescita, ma è stabile, stabile nel senso che rimane nell'euro e non da default visto che lo Stato preferisce continuare a tassare i suoi cittadini per pagare gli interessi invece che tentare misure alternative...

 

CONCLUSIONE

Non ci sono chance di ritorno alla Lira (l’ultimo sondaggio indica che chi vuole uscire dall’euro è meno del 30%) e lo Stato di fatto mantiene l’austerità, perchè se guardi bene la manovra non riduce le tasse. Da quando esistono i Btp, questa è la decima volta che si crea questo "panico", ma ogni volta poi non succede niente e lo stato italiano continua a dissanguare i contribuenti per pagare gli interessi sui BTP..

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 


 Last edited by: G.Zibordi on Venerdì 19 Ottobre 2018 13:45, edited 38 times in total.

Lega e M5S si sono dovute affidare a Tria perchè non hanno pensato a un "PIano B". Ma esiste ed è la Moneta Fiscale  

  By: G.Zibordi on Martedì 10 Luglio 2018 00:25

Lega e M5S si sono dovute affidare a Tria perchè non hanno pensato a un "PIano B" se non si usciva dall'Euro e ora sull'economia sono paralizzate.

 

Tutti i sondaggi, incluso questo ultimo uscito ieri, indicano che persino nel M5S e nella Lega stessa, la maggioranza non vuole uscire dall'Euro. Dato che l'unica proposta sull'economia che M5S e Lega avevano era uscire dall'Euro ora non sanno dove trovare i soldi per i 130 miliardi circa delle promesse elettorali sulla Flat Tax, reddito di cittadinanza, abolizione della Fornero e altre cose minori

 

 

Di Maio e Salvini hanno nominato alla fine il 70enne prof. Giovanni Tria, rettore di Tor Vergata, come Ministro delle Finanze, il quale prof Tria si preoccupa più che altro di rassicurare i mercati, cassa ogni proposta di aumentare il deficit, boccia i "Minibot" di Borghi e nelle sue interviste suona più o meno come il Pier Carlo Padoan di Renzi

 

 

 

In realtà Lega e M5S (con appoggio anche di FdI e forse anche di parte della sinistra, come Fassina) potrebbero avere un "Piano B" che gli consentirebbe di mantenere le promesse elettorali

 

Esistono infatti centinaia di articoli, post e discussioni che spiegano come creare una Moneta Fiscale, parallela all'Euro e sulla Moneta Fiscale c'è molto più materiale che sull' usctta dall'Euro in modo "secco" cioè il ritornare alla Lira convertendo tutti gli euro in lire- La cosa interessante è che la maggioranza dei lavori sulla moneta parallela provengono dalla Germania (come puoi anche verificare se digiti "ParalleWahrung" su Google)

 

Una prova che la Moneta Fiscale è una possibilità reale la fonrosce il fatto che, oltre a Bankitalia che è intervenuta a Febbraio sul suo sito, il top economista consigliere di Renzi (per un anno, questo va detto a suo onore) e anche il migliore economista macro in Italia, il prof Franco Perrotti due mesi fa ha dedicato 14 pagine a criticare la Moneta Fiscale Della serie: "se fosse una cosa innocua e irrilevante non perderebbero tempo ad analizzarla e confutarla.."

 

Il gruppo della Moneta Fiscale

 

Si da il caso che chi scrive la proponga più o meno dal 2012, in due versioni, i crediti fiscali differiti di 2 anni nella versione di Marco Cattaneo e i "Mosler bonds" cioè dei Btp che ripaghi con crediti fiscali. Come qualcuno ricorderà. poi è nato un gruppo della Moneta Fiscale con Marco Cattaneo, Biagio Bossone, Stefano Sylos Labini e Massimo Costa in particolare, che hanno lodevolmente perseverato pubblicando dozzine di articoli ovunque, l'ultimo apprso qui su Business Insider 

Ho smesso di firmare e collaborare con il gruppo perchè dissento sul fatto che si crei o o meno un deficit per lo Stato quando i crediti fiscali vengono incassati, dopo due anni, che è la questione cruciale. I miei colleghi sostengono che se emetti 100 mld di crediti fiscali grazie al "moltiplicatore" l'aumento del PIL genera 100 miliardi di tasse in più dopo due anni e non si ha nessun deficit pubblico addizionale, cioè si autofinanzia. In questo modo la Moneta Fiscale sarebbe una proposta perfettamente compatibile con i vincoli di bilancio UE e accettabile da parte della UE e anche della BCE.

 

Purtroppo è improbabile che se tagli le tasse di 100 miliardi distribuendo 100 mld di crediti fiscali a imprese e famiglie, il reddito nazionale aumenti di più del doppio generando 100 miliardi di tasse in più, perchè una parte dei 100 miliardi finisce all'estero in maggiori importazioni e una parte viene usata per ripagare debiti e una parte per risparmiare. E' impossibile che tutti i 100 miliardi di crediti fiscali, che fanno risparmiare 100 mld di euro, vengano spesi tutti su beni e servizi nazionali e su questo punto non c'è quasi nessuno che è d'accordo con loro. 

 

Per la precisione i miei colleghi scrivono sempre che se per caso invece si creasse un deficit si dovrebbero aumentare le tasse e ridurre la spesa pubblica automaticamente al secondo anno (quando i crediti fiscali vengono utilizzati con il fisco).

 

Questo però signifca che prima riduci le tasse di 100 mld e poi se si crea un deficit ad esempio di 50 miliardi al secondo anno devi aumentare le tasse e fare austerità per 50 miliardi, per rispettare i vincoli di bilancio UE, facendo in pratica, in parte, marcia indietro. Se quindi si verifica un deficit, per rimanere nei vincoli di bilancio UE com prometti poi devi fare di nuovo austerità e in pratica cerchi di rimanere sempre entro i limiti di deficit UE.

 

La critica di Perotti alla Moneta Fiscale

 

A mio avviso c'è una soluzione realistica, ma partiamo prima dalla analisi critica di Perotti della Moneta Fiscale. Se ad esempio si legge la discussione con Perotti qui  si vede questa tabella in cui Perotti prova a sintetizzare l'effetto di emettere crediti fiscali (differiti per semplicità di 1 anno e non di 2 anni) e lo confronta con ridurre le tasse ed emettere Btp per finanziare poi il deficit.

Per semplicità Perotti implica nessun effetto moltiplicatore da un anno all'altro, ma solo per mostrare che appunto si tratta di una riduzione di tasse che poi quando i crediti fiscali vanno in scadenza e si possono utilizzare crea un deficit da finanziare con Btp

 

Lasciamo stare il discorso sulle "passività" dello Stato che per Perrotti aumentano emettendo crediti fiscali differiti esattamente come se emettessi Btp (Massimo Costa ha mostrato in dettaglio che non è così perchè i crediti fiscali non sono "pagabili" non obbligano a pagare cash, in euro)

Partiamo dai numeri di Perotti qui sopra di 100 miliardi di crediti fiscali e rendiamo l'esempio più realistico ipotizzando che quando (dopo 2 anni) si possono utilizzare questi creino un deficit, ma solo di 50 miliardi, perchè il reddito è cresciuto e così anche gli introiti fiscali. Quindi hai un effetto moltiplicatore, ma non tale da coprire poi i 100 miliardi distribuiti al pubblico con 100 mld di gettito addizionale. Questo perchè una parte dei 100 miliardi è finita in acquisti di beni e servizi all'estero, una parte a pagare debiti e una parte è stata risparmiata. L'effetto "moltiplicatore" del reddito e del PIL e quindi anche degli introiti fiscali esiste ed è cruciale, ma non è tale da far aumentare il gettito di 100 miliardi dopo due anni come implicano sempre Bossone, Cattaneo e Sylos Labini. Per semplicità diciamo solo un 50%, quindi 50 miliardi qui.

Bene, allora ha ragione Perotti che si tratta solo di una riduzione di tasse che poi devi finanziare (con una dilazione di 2 anni) emettendo più Btp e quindi violando i limiti di Deficit, scatenando la speculazione e facendo esplodere la spread ? No, ma andiamo per gradi.

 

Emettere CCF equivale si ad una riduzione di tasse, che in quanto tale fa aumentare il PIL e ha altri effetti benefici a cascata sul credito e gli investimenti e la competività, ma probabilmente crea poi un deficit da finanziare, perchè è rarissimo che una riduzione di tasse si autofinanzi (non ci sono esempi che io sappia negli ultimi 20 anni di un taglio di tasse che si sia autofinanziato nei paesi avanzati e si trova qualche esempio solo in paesi dell'est europa di 20 anni fa dove si faceva emergere un sommerso enorme). Come ha spiegato soprattutto Cattaneo a cui è venuta l'idea, il fatto di ritardare di due anni l'incasso di questi crediti fiscali serve a rimandare l'effetto sul bilancio pubblico e a far muovere nel frattempo l'economia per cui poi quando vanno all'incasso ci sono anche più introiti fiscali. Ma il ritardo nell'utilizzo dei crediti fiscali li fa anche svalutare un poco, certamente di più di un credito fiscale che puoi usare subito, un credito che non è uitilizzabile subito è soggetto a incertezza politica sul prossimo governo e quindi può anche svalutarsi del 10% riducendo l'impatto complessivo della manovra. In ogni caso un problema di deficit in euro quando i CCF arrivano all'incasso si presenta. 

 

A me è sempre sembrato ovvio che comunque un deficit, anche se ridotto causa l'effetto "moltiplicatore", poi si presenterà  anche prima dell'articolo di Perrotti, che però qui riporta un opinione non solo maggioritaria, ma anche condivisibile.(in economia spesso l'opinione della maggioranza degli economisti è errata a differenza della medicina o altre scienze...)

 

 

Per questo ho sostenuto che bisognava ragionare in termini di "stampare una (seconda) moneta" e non di "aumentare la domanda".. Perchè se aumenti la domanda con l'escamotage dei crediti fiscali differiti di due anni e poi si crea lo stesso un qualche deficit, anche se minore, alla fine il problema diventa come lo finanzi, se con debito o con moneta. E se lo finanzi con debito ritorni a essere ricattato dai mercati con la "spread" come il buon prof Giovanni Tria ripete ora sempre.

 

La soluzione è emettere BTP "fiscali", che ripaghi con crediti fiscali

 

Il prolema si risolve se metti in circolazione una seconda moneta che la gente si scambia quasi quanto gli euro e che USI PER RIPAGARE I BTP AGLI INVESTITORI, perchè dopo un paio di anni ci si abitua a ricevere e fare pagamenti con questa moneta domestica che vale un poco meno degli euro e il cui tasso di cambio con gli euro varia a seconda della fiducia che ispira. E come si vedrà, neutralizzi il problema crucuale della "Spread"

 

Supponiamo allora di emettere 100 mld di crediti fiscali differiti nel tempo di due anni, emessi nel 2018 e che utilizzi nel 2020 e il reddito aumenta, ma non a sufficienza da creare 100 mld di maggiori introiti di tasse per cui si crea nel 2020 un Deficit di  50 mld.

 

Cosa fai allora nel 2020 ? Quando i crediti fiscali vengono incassati e si crea un deficit di 50 mld emetti 50 mld di Btp o Bot "fiscali" cioè con la clausola che lo Stato li ripaga, se necessario con crediti fiscali, non con un bonifico in euro.

 

In questo modo elimini il rischio di default, perchè chi li compra sa che nel caso peggiore riceve un credito fiscale, che può usare o cedere a qualcun altro o, se di importo elevato, cedere ad una banca che a sua volta lo gira ai suoi clienti che devono pagare tasse. In parole povere lo Stato italiano può rimanere a corto di euro perchè non li può stampare, ma 50 miliardi di crediti fiscali da usare l'anno dopo li può sempre creare e quindi diventa affidabile. E ci sono 30 milioni di contribuenti in Italia, che pagano oltre 700 mld di tasse che se gli offri dei crediti fiscali che valgono 100 per il fisco con un sconto, te li pagano in euro e poi li girano al fisco.

 

Per dare maggiori garanzie agli investitori esteri, poi puoi dare anche un rendimento extra del 2% o 3% ed emetterli sotto la giurisdizione inglese, che è quella internazionale, così sanno che possono fare causa con successo se il governo italiano si rimangia la promessa di pagare con crediti fiscali. Ma per lo Stato italiano non è un problema emettere ogni anno qualcosa che poi l'anno dopo o due anni dopo accetta per pagare le tasse...Perchè non sono Euro, sono strumenti finanziari che crea lui, L'importante è che ne crei nella quantità sufficiente, ma non eccessiva e li utilizzi per ridurre le tasse.

 

E gli  investitori esteri ?

 

E se sono investitori esteri che hanno pacchi di miliardi di Btp, non qualche milione di euro di Btp, cosa se ne fanno che non pagano tasse in Italia (in totale al momento gli investitori esteri hanno intorno a 670 mld di Btp) ?

 

Blackrock ad esempio andrà con 1 miliardo di euro di Btp in scadenza da Banca Intesa, la quale ha 10 milioni di clienti in Italia che invece pagano tasse,  glieli compra e poi li rivende ai clienti italiani che devono pagare le loro tasse. Diventa un servizio che le banche offrono e che fa guadagnare loro ad esempio un 1% o qualunque percentuale che renda attraente per loro il business. In questi due passaggi di mano ovviamente il credito fiscale si svaluta un poco, per cui l'investitore estero dovrà venderlo a 95 ad esempio perchè sia conveniente per degli italiani comprarli e poi usarli, ma appunto per questo lo Stato gli riconosce un rendimento extra del 3%. Dato che siamo in un mondo in cui 7mila mld di debito pubblico ha rendimento negativo (specie in Europa) qualcuno interessato lo trovi, dal momento che poi non rischi più default.

 

Questo aggrava il deficit e il debito pubblico ? Intanto solo una parte dei BTP hanno questa clausola e poi non sono euro che lo stato deve trovare, ma qualcosa che crea ogni anno.

Dal punto di vista operativo, tutto avviene elettronicamente o su una piattaforma internet che viene creata tra investitori, banche italiane e contribuenti italiani perchè trattandosi complessivamente di decine di miliardi ogni anno c'è convenienza a farlo da parte di tutti come business. Su 1 miliardo di Btp e quindi il corrispondente miliardo di crediti fiscali che lo Stato si impegna a pagare,  una banca italiana che possa essere interessata all'operazione la si trova di sicuro e gli investitori esteri hanno una garanzia contro il default più un rendimento extra e la giurisdizione internazionale che li protegge

In sintesi: perchè Blackrock o Amundi o Generale dovrebbero comprare questi strani "Btp fiscali" ? Perchè a differenza di quelli ordinari hanno una doppia garanzia, se non ci sono euro vengono comunque pagati in crediti fiscali che poi in Italia, con uno sconto, rivendi ottenendo euro per cui non ci sarà mai default.

 

In più lo Stato italiano ti offre una giurisdizione internazionale e un rendimento extra (nota bene, l'idea originale è di Warren Mosler, che a differenza del prof Tria ha lavorato con il debito tutta la vita e capisce qualcosa di cosa gli investitori comprano o non comprano di emissioni di debito e ha discusso l'idea con tre diversi governi, Grecia, Portorico e US Virgin Islands). 

 

 LO STATO ITALIANO "STAMPA MONETA" SOTTO FORMA DI CREDITI FISCALI

 

Tutto questo gioco sposta solo il problema all'anno dopo ? Ma anche l'anno dopo e tutti gli anni a venire lo Stato farà lo stesso, se il Deficit pubblico eccede il 2 o 3% che è la soglia di "allarme" per i mercati e la UE, coprirò la differenza non con euro, ma con crediti fiscali e così via ogni anno. Di fatto lo Stato ogni anno "stampa moneta" sotto forma di crediti fiscali per coprire il deficit !

In pratica avresti che emetti 100 mld di crediti fiscali nel 2018, vengono scambiati tra il pubblico per due anni e poi utilizzati da chi li ha comprati nel 2020 e generano ad esempio un deficit non di 100 mld, ma di 50 mld. Questo deficit viene coperto con Btp fiscali che l'anno dopo possono essere ripagati se non ci sono abbastanza euro creati dalla crescita economica, con crediti fiscali ad esempio di 50 miliardi.

 

Nel frattempo continui ad emettere crediti fiscali per le imprese e le famiglie per far espandere l'economia, non più 100 mld come nel 2018, ma meno perchè l'economia si riprende e negli anni successivi c'è bisogno di meno deficit, diciamo 80 mld ad esempio nel 2019 e poi 70 mld nel 2020 e 60 mld nel 2021. Nel 2021 però scadono anche i 50 mld di crediti fiscali con cui si ripagano i Btp emessi nel 2018 a coprire il deficit creato nel 2020 dai 100 mld iniziali di crediti fiscali. Per cui  nel 2021 avrai 60 +50 = 110 mld di crediti fiscali utilizzabili..

L'analisi di Perotti con l'esempio numerico riprodotto sopra non è errata, perchè un deficit si può creare e il tutto equivale a ridurrre le tasse, ma quello che Perotti non ammette è che lo Stato può "stampare moneta" sotto forma di crediti fiscali in modo permanente e finanziare il deficit addizionale che si crea emettendo Btp "fiscali" (ripagabili con crediti fiscali quando vanno in scadenza)

 

Se il pubblico utilizza tutti i crediti fiscali appena possibile, cioè avendo in mano 1000 euro di crediti fiscali, appena.diventano utilizzabili si precipita a portarli tutti e 1000 al fisco, allora avrai sempre un deficit maggiore del 3% dei trattati, ma lo copri ogni anno emettendo altri Btp fiscali, che a loro volta generano dopo un anno un incasso di crediti fiscali invece che di euro.

 

E così via...La quantità di crediti fiscali in circolazione aumenta allora sempre ? Supponendo che ogni volta che il pubblico può incassarli lo faccia subito, ci sarà sempre un certo deficit da colmare con altri crediti fiscali. Ma ogni anno il pubblico si ritrova una cifra intorno a 100 miliardi in più in tasca che utilizza per spendere, investire, risparmiare o pagare debiti. In questo modo l'economia si rafforza, ad esempio i crediti incagliati o marci presso le banche si riducono le banche poi prestano di più. Questo aumenta la quantità di euro in circolazione, perchè ad esempio negli ultimi 4 anni in Italia il credito si è contratto del -12% mentre in Francia è aumentato del 14% e questo ammonta ad una differenza di più di 400 miliardi di euro tra Italia e Francia.

 

 

Alla fine il denaro che circola dipende dalle banche nel sistema attuale e hai bisogno che tornino a espandere il credito per le imprese. Ma la spinta iniziale la deve dare lo Stato creando moneta per ridurre le tasse.

L'ammontare di crediti fiscali è comunque intorno al 10-15% delle tasse annuali perchè lo Stato italiano incassa oggi più di 750 mld l'anno di tasse e dato che un massiccio taglio di tasse del genere stimola molto l'economia e quindi genera più reddito e più reddito tassabile, il bisogno di deficit poi negli anni successivi si riduce. I numeri possono variare in più o in meno a seconda di come risponde l'economia e questo dipende da tante cose, la propensione a importare, gli investimenti, il comportamento delle banche. Ragionevolmente il deficit che inizialmente è del 7 o 8% del PIL si riduce al 4 o 5% e forse anche meno, per cui parliamo di emettere ogni anno crediti fiscali tra 50 e 100 mld in un economia in cui si pagano 750 mld di tasse. Questi numeri indicano che avrai sempre una domanda da parte del pubblico italiano per questi crediti fiscali che lo Stato emette ogni anno. 

 

E i vincoli di bilancio dei trattati UE ?

 

Questo però viola i trattati, perchè non mantieni il deficit sotto il 2% del PIL che è più o meno il livello a cui l'Italia è tenuta a rimanere ad esempio quest'anno (anzi di meno, il prof Tria si è impegnato per un 1,4% del PIL !).

 

I miei colleghi Bossone, Cattaneo e Syslos Labini suppongono invece che emettendo 100mld di crediti fiscali che dopo 2 anni, quando li puoi usare per pagare le tasse, il deficit non sarà salito e avrai rispettato i trattati UE e tutti saranno felici e contenti, sia in Italia che in Germania, nella UE e alla BCE.

 

Purtroppo non esistono "pasti gratis", in questo senso, se esistesse la possibilità di fare tutti contenti allora anche Bankitalia non criticherebbe sul suo sito la proposta e non incontrerebbe resistenze che incontra. La realtà è che in questo modo l'Italia farà deficit maggiori dei vincoli UE, ma li fa "stampando moneta", creando ogni anno una moneta parallela all'euro. Questa è una sfifa all'establishment UE e alla Troika. Non è una proposta in cui chiedi il consenso della Germania e se non lo da torni a casa. E' una proposta del tipo "prendere o lasciare", "se non cambiate le regole, qui in Italia noi possiamo fare così e blocchiamo anche la spread".

L'importante è che non si convertono i 2mila mld di euro che gli italiani hanno e i loro 2mila mld circa di investimenti in titoli e non esiste quindi motivo per una fuga di capitali come accade con il ritorno alla Lira. E la cosa ancora più importante è che non esplode la "spread" cioè i BTP non crollano sui mercati.

 

Fino a che punto sarà una "moneta" ?

Se il pubblico utilizza per transazioni di ogni genere i crediti fiscali e si "dimentica" di portarli tutti subito al fisco allora il meccanismo funziona anche meglio perchè il deficit in euro si riduce e forse si annulla.(in quanto appunto si pagano più tasse in euro e si lasciano più crediti fiscali in circolazione al loro posto).

Sarebbe bello, ma è difficile che succeda su larga scala perlomeno nei primi anni che sono quelli cruciali. per cui è meglio essere realistici e proporre che quando dopo 2 anni i crediti fiscali sono usati al posto degli euro per pagare tasse, si emettano "Btp fiscali", i quali l'anno anche loro danno diritto di pagare le tasse direttamente al valore nominale (emessi a 100 il fisco li accetta a 100). In questo modo sfori il deficit che impone la UE, ma lo fai con Btp "speciali", che vengono emessi dichiarando che possono essere ripagati in crediti fiscali e non in euro.

 

E la "Spread" ?

 

Se la speculazione li spinge in basso ad es da una quotazione di 100 a 80 poi arrivano imprese o privati italiani che li comprano subito a 80 anche 85 o 90 e dopo un anno o due li usano per pagare le tasse con un valore nominale di 100 e in questo modo ci guadagnano la differenza..Questo meccanismo è assolutamente fondamentale perchè la Moneta Fiscale funzioni perchè impedisce che i Btp crollino di prezzo.

Se però la speculazione non riesce a spingere in basso il prezzo di questi Btp e di riflesso anche degli altri Btp, la famosa "spread" è neutralizzata (perchè la spread è il rendimento dei bonds italiani in eccesso di quelli tedeschi e se il prezzo dei bonds italiani non scende molto sotto 100 anche la Spread non si alza).

 

Se allora hai neutralizzato la Spread hai però anche finalmente potere contrattuale in sede UE, perchè non devi temere l'effetto a catena del downgrade del rating e poi del costo della spread che sale e poi il crollo in borsa delle banche che si ritrovano perdite del 20% sul loro stock di 400 mld di Btp ecc... Questo perchè di fatto in questo modo lo Stato "stampa moneta" sotto forma di crediti fiscali, sia da dare al pubblico che agli investitori che hanno Btp

 

E i Minibot ?

 

Come si sa i Minibot sono un emissione una tantum di 70 mld circa secondo Borghi per ripagare senza ritardi i crediti delle imprese verso lo Stato che questo da anni accumula e paga molto in ritardo. Dato che come discusso è probabile che appena qualcuno li ha in tasca li utilizzi per pagare le tasse preferendo tenere in tasca gli euro, nel giro di un paio di anni i Minibot finiscono tutti all'Agenza delle Entrate e spariscono dalla circolazione.

 

Il fatto psicologico dei biglietti di piccolo taglio colorati con la faccia di Borsellino o Tardelli non è sufficiente a convincere il pubblico, se può farlo, a usarli per pagare il fisco tenendosi invece nel conto corrente i suoi euro. I Minibot sono utili, ma come mostra Perrotti, creano poi dopo un paio di anni un deficit in euro da finanziare con altri Bot e Btp.  Il punto critico è se circolano come moneta tra la gente come gli euro o se vengono appena possibile consegnati all'agenzia delle entrare. E' ovvio che nella stragrande maggioranza dei casi il pubblico, cominciando da me e forse anche la famiglia di Borghi, preferirirà usare i Minibot per pagare lo Stato e tenersi gli euro che può usare anche all'estero, sono accettati ovunque e hanno dietro anche tutta l'Europa e la BCE a garanzia ecc..

Con questo è una buona idea emettere Minibot perchè fai circolare denaro pagando dei debiti dovuti da anni da parte dello Stato. Ma poi devi risolvere  il problema del buco di bilancio che creano quando sono incassati perchè lo Stato riceverà meno euro.

Devi allora emetterne ogni anno, come ho spiegato sopra, perchè funzioni, Nello schema che spiego qui lo Stato emette sia crediti fiscali per imprese e lavoratori che "Btp fiscali" per investitori, per i prossimi 10 anni. Avrai che lo Stato emette ogni anno crediti fiscali (differiti nel tempo come utilizzo) per cifre intorno ai 100 mld (ma che si dovrebbero ridurre gradualmente),  ma Il fatto cruciale è che finanzi il deficit con altri crediti fiscali in pratica, quando i Btp che emetti scadono lo Stato ha inserito la clausola che può pagare in crediti fiscali invece che in euro

Dopo qualche anno ci si abituerà anche a ricevere e fare pagamenti con questa moneta domestica, che vale un poco meno degli euro e il cui tasso di cambio con gli euro varia a seconda della fiducia che ispira. Se il pubblico continua ad utilizzarli appena sia possibile per pagare il fisco questa "moneta parallela" dei crediti fiscali non aumenterà nel tempo, perchè il pubblico preferirà sempre gli Euro se possibile, ma può darsi che con il tempo vengano accettati anche nei centro commerciali ed esercizi commerciali vari, benzinai ecc.. Se si diffondono come utilizzo allora il loro potere di circolazione monetaria aumenta e così anche lo stimolo all'economia, ma non supponiamo che tutto dipenda da questo. Funziona anche se il pubblico li consegna appena possibile all'Agenzia delle Entrate. La proposta dei Minibot come è stata descritta finora però suppone che questo tipo di "banconote" colorate con le facce di Tardelli o Falcone circolino alla pari degli euro e questo non è realistico.. Se lo fai una tantum finiscono tutti al Fisco e basta

 

E la UE e la BCE nonchè la Germania ?

 

Dal punto di vista della UE e della Germania avrai sicuramente un opposizione perchè violi le regole di bilancio nella sostanza (anche se, come Massimo Costa in particolare ha mostrato, non nella forma). In ogni caso anche Perotti dice che il problema non è la forma, cioè la classificazione contabile in termini di debito o meno, ma se il meccanismo è benefico per l'economia italiana va discusso in questi termini. Il problema drammatico vero è la "reazione dei mercati" che come si è visto anche il mese scorso paralizza qualunque governo, anche "populista"

 

Bene. In questo schema, dopo due anni dalla prima emissione, avrai molto probabilmente una violazione del limite del 2 o 3% del PIL di deficit  e ci sarà un deficit in euro da finanziare. Qui lo Stato italiano però ripaga i Btp anche con crediti fiscali e non ha più rischio di Default perchè è come se si stampasse la sua moneta per ripagare i Btp. Gli investitori esteri sanno che in ogni caso vengono pagati, vanno da una banca italiana che da loro euro perchè lei li gira ai clienti italiani che devono pagare tasse e se solo c'è uno sconto del 5% sono contenti di comprarli e di usarli per pagare tasse risparmiando qualcosa.

 

Tutto il meccanismo della Moneta Fiscale comunque, bisogna sempre ricordarlo, si fonda sul fatto che in un economia stagnante o depressa ridurre le tasse in modo massicio stimola la produzione, i consumi e gli investimenti e poi anche il credito bancario (perchè riduce i crediti incagliati). E a differenza di un massicio aumento di spesa pubblica, aumenta la competività per cui riduce il problema di un eventuale disavanza dei conti con l'estero. Questa è la sostanza economica e il problema è solo che devi inventare un meccanismo per cui lo Stato finanzi il deficit con moneta e non con debito. Per vari motivi i prof. di economia, anche quelli migliori come Perotti, non vogliono affrontare e cercare di risolvere questo problema e suppongono sempre che ogni aumento del denaro che circola, sia come maggiore spesa che come minori tasse, possa solo provenire da debito

 

Ma la BCE ti taglierà fuori dal QE ?

Innanzitutto il QE è destinato a finire comunque entro sei mesi. E' vero che può essere ripreso però ed è vero che nel QE della BCE, a differenza di quello delle altre Banche Centrali, c'è la condizione che il rating di Moody's e S&P di un paese non scenda sotto una certa soglia. Con questo espediente la BCE ha escluso la Grecia dal QE mettendola con le spalle al muro. Potrebbe fare lo stesso con l'Italia se Moody's e S&P abbassano di due punti il nostro rating. Ma lo Stato italiano deve emettere Btp fiscali in cui scrive una clausola per cui se ad esempio il rating dell'Italia scende sotto Baa o quello che è la soglia che la BCE utilizza per discriminare i paesi, allora automaticamente lo Stato ripaga i Btp in crediti fiscali (secondo le modalità indicate prima). In questo modo l'investitore riceve comunque almeno il 95% o più dell'investimento (a seconda degli interessi che ha incassato e del premio che lo Stato italiano riconosce ai Btp fiscali). Non si parla più quindi di default o Btp che perdono il 30% di colpo come è avvenuto nel 2011.

Il punto è che se lo stato ogni anno emette crediti fiscali più Btp fiscali, emette strumenti finanziari che dopo uno o due anni puoi usare per pagare le tasse, e lo fa ogni anno, di fatto sta creando moneta e quindi è in grado sempre di pagare.

 

Il "Piano B" è la Moneta Fiscale

 

L'importante è che il pubblico e gli operatori economici comprendano che in questo modo l'economia si espande e quindi poi anche i problemi di debito si riducono e di conseguenza abbiano fiducia nel meccanismo. In particolare, una volta che scompaia la paura del default e della "spread" (che è un indicatore di default) è essenziale le banche possono aumentare il credito perchè non temono le perdite sui BTP e vedono che la gente ha più soldi per ripagare le rate. A questo punto anche le imprese hanno fiducia nel chiedere più credito e lo ottengono e tutti gli ingranaggi dell'economia girano.

In sintesi, se non esplode più la spread, se i Btp non  franano sui mercati del 20 o 30% come è successo, perchè appunto il fatto che lo stato li ripaga a 100 con crediti fiscali mette un "pavimento" sotto il prezzo, anche la BCE e la Commissione UE non possono fare molto contro l'Italia. 

 

E il "Piano B", quello della moneta fiscale parallela all'euro, è un piano che non è autolesionista, come sarebbe la conversione forzosa di tutti gli euro in lire detta "ItalExìt" che provoca la fuga di capitali preventiva. Funziona quindi anche innanzitutto come strumento di negoziazione e può essere utilizzato, una volta spiegato con un poco di dettaglio come ho cercato qui di fare, anche da subito per sedersi al tavolo in sede UE .

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 11 Luglio 2018 13:50, edited 37 times in total.

Re: LA MONETA FISCALE - NE PARLERO' CON MASSIMO D'ANTONI E LANFRANCO TURCI - 20 GIUGNO - MODENA  

  By: G.Zibordi on Giovedì 14 Giugno 2018 08:49

I politici ora promettono 100 miliardi, ma se non spiegano che vanno creati non gli crede nessuno  

  By: G.Zibordi on Martedì 09 Gennaio 2018 20:24

 

Alla fine Salvini, quando parla di economia, passerà il suo tempo a spiegare perchè sarebbe per uscire dall'Euro anche se non lo mette nel programma e anche se si allea con chi è contrario. Berlusconi è inaffidabile, ma qui c'è un problema vero.

 

 

E sia lui che Berlusconi e Di Maio passeranno il loro tempo quando gli capiti di discutere di economia (cosa che gli ultimi due cercano di evitare di solito cercandosi conduttori addomesticati), a spiegare come possano trovare circa 100 miliardi per le loro proposte di aumenti di pensioni e sussidi a milioni di persone.

La campagna elettorale è partita e chi vuole sostituire Renzi propone: reddito di cittadinanza per 4,5 o 10 milioni di persone, a seconda della versione, oppure reddito di "dignità" (simile, ma non ancora bene specificato) +abolizione della legge Fornero. Le stime per queste due cose vanno dai 50 ai 100 miliardi. Inoltre (il CentroDestra) propone la "flat tax" che è stimata intorno ai 30 mld circa.

Il pubblico italiano è stufo di austerità, ma anche senza aver studiato intuiisce che si parla di cifre complessive grosse e non capisce come vengano fuori con i "vincoli di bilancio" dell'Eurozona che i giornali e telegiornali ripetono come i muezzin il Ramadan

 Sul cosa fare Di Maio ha dichiarato (e sembra lo ripeta stasera ufficialmente in TV) "niente uscita dall'Euro" e perchè non ci fossero dubbi sulla logica ha detto che  il debito pubblico deve scendere di un 40% (rispetto al PIL) e i soldi devono venire da 50 mld di taglio di spesa pubblica. Berlusconi quando deve fare proposte ufficiali di una seconda moneta non si ricorda più, si dichiara per l'Euro (non parla di tagli come Di Maio e quindi è più "a sinistra"). Peccato che in questo modo  i 70 o più miliardi per cancellare la Fornero, il reddito di dignità e la flat tax esistano solo nei suoi discorsi.

Salvini continua a lanciare frecciate contro l'Euro, ma finora nelle proposte non parla più di EuroExit e si è alleato con chi non ne vuole proprio uscire (e dice che lui Salvini ha cambiato idea).

 

 Allora, cari "lider" nostrani.

 

Avete proposto queste cose che richiedono un centinaio di miliardi di euro e però non dite come uscire dal sistema dei vincoli dell'Euro. N'est ce pas ? L'aritmetica richiede che indicate un modo per lo Stato italiani di creare  una cifra intorno ai 100 miliardi. Richtig ? Dire che li trovate tagliando le spese o reprimendo l'evasione come fa Di Maio è come dire che li porterà la Befana, specie dopo l'esperienza di Monti. 

 

 Solo panzane elettorali allora ? Hanno ragione Oscar Giannino, Renzi, Padoan e la grande stampa finanziaria preoccupata dei "populisti" ?

Non è necessariamente vero e la grande stampa finanziaria può fottersi.

Ora che la BCE ha creato 2,400 miliardi dal 2012 e assieme alle altre Banche Centrali  hanno creato dal nulla ("stampato") 19mila miliardi  dal 2009,  forse la nozione che si possa creare denaro potrebbe essere spiegata agli elettori italiani. Sono adulti, più o meno scolarizzati e qualche notizia l'hanno sentita, tra cui appunto quella che la Banca Centrale crea tutti questi miliardi di "liquidità".

 

 

 

 

E' così difficile per voi menzionare questo fatto quando parlate ? A differenza di altre elezioni in questa forse l'italiano medio sta ad ascoltare se si parla di economia. All'austerità, l'idea che c'è una quantità fissa di soldi e se ne occorrono da una parte ne devi tagliare dall'altra, sono rimasti a credere solo quelli che sentono Oscar Giannino.

Se provaste a spiegare che invece non ci sono ostacoli pratici a creare 100 miliardi per lo Stato, sia in generale che nello specifico, visto che la BCE e le varie Banche Centrali nazionali hanno ricomprato 900 miliardi di debito sui mercati mentre i deficit pubblici erano di 200 miliardi. Cioè. negli ultimi anni il debito pubblico sui mercati si riduceva nell'eurozona di 900 miliardi. E la quota dell'Italia era intorno ai 200 miliardi.

 

 

 

Visto in un altro modo, le Banche Centrali ovunque nel mondo avanzato hanno comprato una grossa fetta di debito pubblico facendolo sparire dai mercati. In certi casi anche il 40% del debito è stato ritirato dai mercati con il risultato che poi gli interessi non pesano più sullo Stato visto che gli vengono alla fine girati. Per cui i miliardi per fare redditi di cittadinanza o pensioni o riduzioni di tasse vengono da qui, da quelli che le Banche Centrali hanno creato e poi usato per ridurre il debito pubblico

 

 

E' un discorso difficile da fare per un politico ? Mah...ad es quando parlo in pubblico lo condenso in tre minuti e non mi sembra di vedere facce attonite. Se prometti 100 miliardi di pensioni, redditi garantiti e tagli di tasse dicendo però che resti dentro i vincoli dell'Eurozona allora sì che vedi facce perplesse e incredule. Ho sentito parlare del "reddito di cittadinanza" ad es che arriverebbe fino a 1950 euro (per chi ha 2 figli) e l'unico commento anche da chi è di sinistra pura è_ "...mah... bello...se trovano i soldi..."

E perchè il discorso del ritorno alla Lira non funziona tanto ? Perchè la gente pensa che i soldi si riducano di valore, che svaluti e alla fine poi in realtà ci sia meno denaro perchè vale di meno. Non è necessariamente vero, ma lo puoi dimostrare se parli del fatto che Bankitalia in questo stesso momento sta stampando euro con cui compra BTP e lo ha fatto ormai per 300 miliardi di Btp senza conseguenze negative. Di questi 300 miliardi ne servono 100 miliardi per ridurre tasse e altre cose.  Bankitalia e la BCE "stampano" miliardi e questo va bene, ma li usano solo per togliere il debito dai mercati, renderlo inoffensivo.  E' un ottima cosa, andrebbe fatto sempre nei prossimi anni fino a quando il debito pubblico sparisce quasi tutto dai mercati. Ma una frazione di questi soldi va anche girata alle famiglie e imprese.  Nell'insieme BCE e Bankitalia hanno ora 400 miliardi circa di titoli di stato italiani per cui ci si può permettere di darne 100 miliardi indietro al pubblico italiano.

 

Bisogna però che i leader politici lo dichiarino, cioè dicano che la posizione dell'Italia, del prossimo governo italiano, è che il debito pubblico comprato da Bankitalia stampando centinaia di miliardi di euro va sottratto dal totale, che il debito pubblico reale è quello netto, al netto di questi acquisti. Dato quindi che si sta già stampando denaro da parte della Banca Centrale, che opera per conto dello Stato, bisogna riconoscerlo e dire che non possono essere solo investitori e speculatori finanziari a beneficiarne. 

Oggi i titoli di stato della Grecia costano meno sui mercati di quelli degli Stati Uniti. 

 

I Btp a 1 anno hanno rendimento negativo, -0,3%. Le banche, fondi e investitori hanno guadagnato enormemente su questo fenomeno perchè le quotazioni dei bonds greci o italiani sono salite del 50% e più quando i loro tassi si azzeravano. Hanno stampato 2,400 miliardi nell'eurozona sotto il naso del pubblico, ma ne hanno beneficiato più che altro quelli che possedevano debito, cioè la rendita finanziaria

Il prossimo governo italiano deve dire che ora tocca a lui creare anche solo una frazione di questi miliardi a beneficio di imprese e lavoratori italiani.

Come ? Ci sono diverse soluzioni, emetti crediti fiscali, Btp fiscali, emetti una criptovaluta un "ItCoin" che è come dei soldi contanti digitali. Sono mezzi di pagamento per le tasse, cioè i crediti fiscali o Btp Fiscali o gli ItCoin lo Stato li accetta per le tasse, ma non li impone per legge come moneta altrimenti violerebbe i trattati per i quali solo l'Euro è moneta legale. Ma se lo Stato li accetta poi anche molti privati spontaneamente li accettano

 

Lo dice anche Bankitalia sul suo sito questo mese in un documento che ha pubblicato per contrastare la "Moneta Fiscale"

 

 

Bankitalia dice poi anche che sarebbe una passività dello Stato. Ma non ha importanza, allo stesso modo come non ha importanza che Bankitalia comprando 300 miliardi di Btp e mettendoli all'attivo del suo bilancio poi  ha scritto anche "300 miliardi" al passivo

 

 

Qui Bankitalia è costretta dal suo ruolo istituzionale a mentire o comunque a dire qualcosa di fuorviante perchè deve difendere il suo potere di creare miliardi dal nulla e impedire allo Stato di fare altrettanto.

 

Il punto è che lei, un ente che agisce per conto dello Stato che le conferisce i poteri, ora può creare 300 o anche 600 miliardi senza vincoli e lo Stato deve chiedere il permesso di spenderne 3 per delle emergenze. Lo Stato italiano deve tornare a fare quello che per 30 anni ha delegato alla Banca Centrale, con i risultati di depressione economica, crollo demografico e milioni di sottoccupati e disoccupati che ora abbiamo visto. Per farlo in modo pratico non c'è bisogno di tornare prima alla Lira. Bisogna cominciare chiamando il bluff delle Banche Centrali che creano migliaia di miliardi e predicano agli Stati l'austerità perchè non ci sono i soldi.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 09 Gennaio 2018 20:37, edited 5 times in total.

Secondo DB gli asset non sono mai stati così sopravvalutati dal 1700  

  By: G.Zibordi on Lunedì 06 Novembre 2017 10:22

Secondo un report di Deutsche Bank di due mesi fa il valore totale delle borse e delle obbligazioni nel mondo è il più sopravvalutato dal 1700. 

In termini più precisi Deutsche ha calcolato sia la valutazione rispetto agli utili e ai tassi delle borse, che i rendimenti nominali dei titoli di stato e societari rispetto alla inflazione. 

Il risultato lo si vede nel grafico che segue, in cui ha DB sommato il valore delle borse e quello dei bond in proporzione del loro peso complessivo. 

 

 

Ad esempio le borse valgono oggi 93 mila miliardi nel mondo e le obbligazioni tra i 120 e i 130 mila miliardi (vado a memoria) e DB somma le valutazioni di tutti e due gli asset per arrivare poi a un totale che definisce come valutazione aggregata del bond medio e delle azioni medie dei principali 15 paesi sviluppati. 

Il risultato è che in una scala da 0 a 100 siamo al 92% e non è mai successo nella storia dal 1700 di essere sopra l'80%. 

La cosa interessante è che di solito quando le borse sono sopravvalutate i Bond invece ne soffrono e viceversa, cioè di solito i Top delle borse li hai quando si alzano i tassi di interesse, o si accompagnano a tassi di interesse crescenti. 

Quello che invece è successo negli ultimi 7 anni è che sono saliti sia i bond che le borse allo stesso modo e tutti e 2 hanno toccato i massimi di valutazione storica simultaneamente. 

Il risultato è che appunto la ricchezza finanziaria si è gonfiata ai massimi dai tempi della rivoluzione francese. 

Notare che non si tratta solo del fatto che appunto ha superato i 200 mila miliardi, ma che rispetto al Pil l'inflazione e gli utili, tutti gli asset sono calcolati ai massimi storici, anzi sopra i valori dei massimi storici mai rilevati finora. 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 06 Novembre 2017 10:36, edited 4 times in total.

Re: BITCOIN  

  By: G.Zibordi on Venerdì 29 Settembre 2017 12:23

Per operare sui BITCOIN, come tuttii sanno, ci sono vari modi:

1) Aprire un conto con un operatore specializzato, cioè un exchange di BITCOIN, come ad esempio quelli dei fratelli Winklevoss (ne esistono altri di più popolari, ma i Winkelvoss sono gente onesta, sono quelli che crearono Facebook e furono imbrogliati da Zuckerberg);

2) Usare i CFD con broker tipo AVIVA che si basano sulle quotazioni dei BITCOIN presso gli Exchange.I CFD sono strumenti sia LONG che SHORT e con costi più bassi, ma la liquidità è peggiore rispetto ai BiITCOIN sugli Exchange. 

3) Usare il BITCOIN TRACKER creato in Europa con simbolo ad esempio BITCOINXB in euro e quota oggi 175.78 dopo essere stato lanciato nel 2016 sui 20 euro. Scambia sui 20 mila pezzi al giorno, quindi è poco liquido. Però, data la votalità del 10 o 20 % al giorno, basta comprarne pochi pezzi per avere una posizione sufficiente. Il grafico dice che il trend è tornato a rialzo dopo la correzione da 210 a 120, ma l'analisi grafica conviene farla sul BITCOIN US che è cento volte più liquido, ed è quello quotato da tutti come BTCUSD

Il BITCOIN come si può vedere anche dai grafici va comprato dopo notizie neative che lo fanno scendere del 20%, quindi in questo momento è neutrale. 

Un altro tipo di grafico è il BTCUSD che sarebbe il CFD più trattato e quota 4113 oggi, ad esempio. Dovendo comunque fare un'analisi grafica il più utilizzato e il più liquido è il grafico che trovi su www.coindesk.com/price/ e che sembra ora negativo per i prossimi due giorni. 

In conclusione le alternative operative sono tre: aprire un conto con un exchange specializzato, avere un conto presso un operatore di CFD, o utilizzare con un Borker come Interactive Brokers il Traker dei BITCOIN in euro, quotato in svezia (BITCOINXB). L'analisi tecnica applicata a BITCOINUSD fa pensare a un'altra correzione verso la trendlinesu cui si potrebbe comprare, ma appunto dopo la correzione e non adesso. Nel caso dei BITCOIN dove hai la madre di tutte le bolle speculative l'analisi grafica tradizionale più semplice con trendline sembra funzionare meglio rispetto ai titoli, azioni e indici comuni 


 Last edited by: G.Zibordi on Venerdì 29 Settembre 2017 12:24, edited 1 time in total.

Con Steve keen ieri a Bologna  

  By: G.Zibordi on Lunedì 08 Maggio 2017 09:44

Cancellare il debito pubblico dell'Italia!!  

  By: G.Zibordi on Giovedì 27 Aprile 2017 12:11

DALL’INTERVISTA A BRERA E NESI (Corriere della Sera 22.04.2017)

 

E che cosa avete scoperto, di essenziale, di notte?

Nesi. «Che tutto quello che ciascuno di noi ha nella vita è un enorme debito. Il nostro debito pubblico è così immenso che nessuno ha voglia di parlarne, è il rimosso di tutte le nostre conversazioni. La sua enormità lo fa entrare nella sfera dell’irrazionale. Ma per un Paese che ha smesso di crescere e che quindi fa fatica a ridurlo, questo invece dovrebbe essere l’unico argomento di cui tutti dovremmo parlare».

Chiedo a Brera, l’uomo di finanza, cosa si può fare col debito pubblico.

«Vuole una risposta accademica o eretica?».

Eretica.

«Allora bisogna dirci che il debito pubblico è liquido: nessuno sa davvero come si calcola, cosa c’è dentro. C’è anche il debito dei cittadini? Possiamo dire che i risparmi degli italiani, che sono tanti, lo garantiscono? E vogliamo aggiungere che, in area euro, il debito pubblico è relativo, nel senso che è molto basso rispetto al Pil? Ancora: una parte di debito è comprato dalle banche centrali col quantitative easing della Bce. Quello fa parte del debito pubblico o no? Sì, però è praticamente infruttifero perché lo Stato paga gli interessi ma li recupera sotto forma di utili della Banca d’Italia... Io ipotizzerei una sorta di remissione di questa parte del debito. E senza gridare allo scandalo. Sfido chiunque a dire che riparte l’inflazione, se cancelli un po’ di debito pubblico».

Nesi. «Suona complicatissimo, ma è semplicissimo: l’Europa ci dovrebbe rimettere la parte italiana dei 60 miliardi al mese in titoli sottoscritti dalla Bce»

Volete davvero la cancellazione del nostro debito?

Nesi. «Esatto. E fa male pensare che a Capodanno del 2000 Bono Vox, salutando il nuovo millennio alla Casa Bianca, festeggiava la cancellazione del debito praticata dagli Stati Uniti verso 36 Paesi del Terzo mondo e ora ci sia bisogno della cancellazione di quello italiano».

E che succede se l’Europa cancella il debito pubblico italiano?

Nesi: «Non lo so. Si sta tutti meglio?».

Brera. «È un artificio contabile per dire che siamo meno indebitati. Nella pratica, non succede nulla».


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 27 Aprile 2017 12:11, edited 1 time in total.

Gennaro Zezza per la moneta fiscale  

  By: G.Zibordi on Giovedì 09 Marzo 2017 10:35

Uscire dall’Euro?

Di Gennaro Zezza

Questa è la prima bozza di un documento divulgativo che mi è stato richiesto. Pubblico qui per commenti.


Wynne Godley, nel 1992, scriveva a proposito del progetto dell’Euro:

 

“la creazione di una moneta unica porterà alla fine delle sovranità nazionali e alla capacità di agire in modo indipendente su questioni di rilievo…. La capacità di stampare moneta, e per il governo di finanziarsi presso la propria Banca centrale, è l’aspetto più importante dell’indipendenza nazionale. … Se vi si rinuncia, ci si trasforma in una autorità locale, o una colonia. … e quando arriva una crisi, se il Paese ha perso la capacità di svalutare e non può beneficiare di trasferimenti fiscali a compensazione, non c’è nulla che possa fermarne il declino, fino all’emigrazione come unica alternativa alla povertà”(1)

Abbiamo voluto l’euro, abbiamo avuto il declino, e ora l’emigrazione e l’aumento della povertà. E il sottoporre le nostre leggi di bilancio alla Commissione Europea è solo una delle dimostrazioni del fatto che il Governo è diventato una “autorità locale”.

Ma allora perché abbiamo adottato l’Euro?

Per lo stesso motivo per cui molti vogliono rimanerci! Era già chiaro, nei dibattiti parlamentari che hanno preceduto la firma dei Trattati, che rinunciare alla politica dei cambi e alla politica monetaria comportava una compressione dei salari. La decisione di entrare nell’Euro è stata politica, motivata dal desiderio di conribuire a scrivere le regole della “casa comune europea”. Questo desiderio si è rivelato una pia illusione, perché nonostante il peso economico dell’Italia, l’evoluzione delle regole dell’Unione europea e della gestione dell’Euro hanno tutelato principalmente i gruppi industriali e finanziari del Nord, con scarsi interventi di bilanciamento.

Casa comune Europea, o vinca il più forte?

E’ diventato via via più evidente, nei Trattati che hanno seguito Maastricht, che le regole dell’Eurozona non puntavano ad una crescita armonica e bilanciata dei Paesi che ne fanno parte, ma invece alla creazione di un mercato più ampio in cui le imprese dei diversi Paesi devono competere, ma senza la possibilità di partire ad armi pari. La Germania, nei primi anni dell’Euro, ha avviato per prima le “riforme strutturali” del mercato del lavoro, un termine che si traduce in compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. Comprimendo la dinamica dei salari e dell’inflazione al di sotto degi obiettivi fissati dalla BCE, la Germania ha posto le basi per aumentare la sua competitività di prezzo sia sui mercati interni all’area Euro, sia sui mercati esteri, dato che con l’Euro – diversamente che con il Marco – un surplus dei conti esteri dei tedeschi non si traduceva più in una rivalutazione del cambio. L’Euro ha garantito alle imprese tedesche un cambio più vantaggioso di quanto avrebbero avuto con il Marco, e specularmente un cambio troppo forte per le imprese delle regioni europee a più alta inflazione, come l’Italia, la Spagna, la Grecia.
Finché l’economia mondiale cresceva, tra il 2000 e il 2007, il sistema ha retto. La riduzione nei tassi di interesse ha però stimolato la domanda in quei Paesi periferici, come la Spagna e la Grecia, che non erano in grado di far fronte con un aumento della produzione interna ad un aumento della domanda finanziata dal credito a basso costo. La dinamica della domanda si è sommata alla dinamica dei prezzi relativi, contribuendo a creare deficit crescenti nei conti con l’estero della periferia, e surplus crescenti nei Paesi “core” come la Germania.
Con l’arrivo della crisi, i problemi generati da queste asimmetrie sono esplosi. Alcuni governi hanno dovuto salvare le proprie banche in crisi, trasformando i debiti privati in debiti pubblici. In generale, soprattutto nella seconda ondata di crisi generata dal tracollo della Grecia, le politiche di contenimento sono sempre state orientate solo a tutelare il sistema finanziario. Questo senza però considerare il fatto che in una fase recessiva, in cui le imprese e le famiglie indebitate hanno difficoltà crescenti ad onorare i propri debiti, senza un sostegno adeguato al reddito famiglie e imprese prima o poi non potranno più rimborsare le banche, e queste ultime richiederanno salvataggi reiterati.

Quali politiche si possono condurre per invertire questa rotta che porta a sicura catastrofe?

Come è ampiamente noto, non basta una piccola riforma dell’Euro ma, come dicevamo all’inizio, il “piano A” per riprendere il cammino della “casa comune europea” dovrebbe prevedere la creazione di un sistema di perequazione fiscale in una Federazione dei Paesi europei, con un bilancio simile a quello del governo Federale statunitense. Questa strada è sbarrata, come dimostrano le discussioni al Parlamento europeo, da cui sono emerse le decise contrarietà anche a piccoli incrementi del prelievo fiscale – e della redistribuzione – dal livello nazionale a quello comunitario.
Serve allora un “Piano B”, una azione politica promossa da singoli Paesi, ma anche da un Paese solo che mostri la via.

Usciamo dall’Euro?

Una ipotesi di cui si discute è l’uscita unilaterale dall’Euro di un solo Paese, con modalità tali da non creare quella catastrofe finanziaria ed economica che è inevitabile se il sistema dei pagamenti smette improvvisamente di funzionare. Se ad uscire fosse la Germania, utilizzando la Lex Monetae per ridenominare i propri debiti in un “neo-Marco”, la nuova valuta tedesca dovrebbe apprezzarsi almeno del 15 percento rispetto al dollaro e all’Euro, e i crediti dei tedeschi verso quel che resta dell’Eurozona – che rimarrebbero in Euro – comporterebbero una perdita in conto capitale, perdita che tuttavia è già scontata dai mercati, tramite gli spread. La rivalutazione del neo-Marco, e il possibile indebolimento dell’Euro, contribuirebbero a ridurre o eliminare gli squilibri nel sistema internazionale dei pagamenti.
Ma poiché la Germania ha solo da perdere da questa soluzione, non si vede perché dovrebbe percorrerla, se non per il timore crescente che l’alternativa – il tracollo dell’Euro – faccia evaporare del tutto i crediti dei tedeschi verso il resto dell’Eurozona, o chiami il contribuente tedesco a ingenti trasferimenti verso la periferia dell’Eurozona.
L’uscita dall’Euro dell’Italia avrebbe esiti molto più incerti, soprattutto perché è difficile ipotizzare che non sia seguita da decisioni analoghe della Spagna, o anche della Francia. In questo caso, la ridenominazione in neo-Lire dei debiti italiani oggi espressi in Euro comporterebbe perdite finanziarie per i creditori al Nord. Proprio per questo motivo, per alzare il costo dell’uscita unilaterale dall’Euro, sono state introdotte delle clausole (CAC) che il nostro governo deve inserire nella emissione di una quota crescente di titoli del debito, che garantiscono i creditori contro la ridenominazione.(2) E il Quantitative Easing di Draghi ha previsto un meccanismo per cui, se l’Italia dovesse adottare una neo-Lira, una quota rilevante dei debiti della Banca d’Italia verso la BCE vada comunque rimborsata in Euro. Giorno dopo giorno, la quota del debito pubblico che ogni Paese può ridenominare in una nuova valuta se esce dall’Euro si va assottigliando, alzando i costi dell’uscita.
In ogni caso, l’uscita unilaterale dall’Euro è una strada percorribile solo date alcune condizioni, in particolare bloccando i movimenti di capitale, e quindi con una rottura degli accordi stabiliti nei Trattati.

E se non rimborsassimo il debito pubblico?

Certo, un governo può decidere di non onorare il suo debito, ma è molto difficile, se non impossibile, fare default sui titoli posseduti da creditori esteri, e non su quelli posseduti da Fondi pensione, banche italiane o semplici risparmiatori. Chi chiede la cancellazione del debito pubblico italiano dovrebbe prevedere una massiccia creazione di nuovo debito per evitare che i risparmi degli italiani evaporino, e sapere che questa opzione taglierebbe fuori l’Italia dai mercati finanziari internazionali.

L’Europa a due velocità?

Di recente(3) Angela Merkel ha suggerito l’ipotesi che gli ulteriori passi di integrazione europea riguardino solo alcuni Paesi. Le “due velocità” richiamano le proposte di “Euro del sud” o “Euro2”, e cioè di creare una nuova valuta comune per i Paesi dell’Eurozona più deboli. L’Euro come valuta rimarrebbe per la Germania e i suoi Paesi satelliti, e si apprezzerebbe, mentre l’Euro2 si svaluterebbe.
In questi termini, l’Euro2 comporta costi molto rilevanti per i Paesi Euro2 indebitati in Euro con l’estero, a meno di non ridenominare i debiti in Euro2. A mio avviso, se si considerasse seriamente questa opzione pasticciata, che lascia intatti i problemi di cui dicevamo all’inizio, meglio il ritorno alle valute nazionali.
Se viceversa fosse la Germania ad adottare un Euro2 con i suoi Paesi satelliti, il peso del debito estero in Euro del “Sud” non aumenterebbe. Ma questa ipotesi non mi sembra sia presa in considerazione.

Una strategia intermedia: la moneta fiscale

E’ possibile però una strategia intermedia, che sarà tanto più efficace quanto più condivisa da altri Paesi dell’Eurozona. Mentre i Trattati vietano l’introduzione di una nuova moneta legale alternativa all’Euro, non impediscono la creazione di una “moneta fiscale”.

Cos’è una moneta fiscale?

Mentre la moneta legale è lo strumento di pagamento che la legge stabilisce vada usato per estinguere debiti, per “moneta fiscale” si intende una forma di pagamento che non viene imposta dalla normativa per gli scambi tra privati, ma che il governo nazionale, e/o i governi locali, sono disposti ad accettare per il pagamento delle imposte. Dal momento in cui la crisi in Grecia ha mostrato i possibili problemi di mancanza di liquidità, le proposte di introduzione di una moneta fiscale si sono moltiplicate, così come è aumentato rapidamente il numero delle “monete complementari” in circolazione tra le comunità locali.
Questa moneta fiscale può essere emessa in forma cartacea (ma in tal caso richiede dei tempi tecnici non brevi per la sua emissione) ma anche solo in formato elettronico, come registrazione contabile nel sistema dei pagamenti, su un circuito di carte di credito, o come mezzo di pagamento sul telefono cellulare. Può essere presentata come moneta vera e propria, o come un particolare tipo di titolo di credito.(4)(5)(6)
Ha un valore nominale espresso in Euro, ma il governo non si impegna a convertirla in Euro, ma solo ad accettarla come mezzo di pagamento, per il suo valore nominale in Euro.

Come si crea la moneta fiscale?

La proposta che abbiamo esaminato più in dettaglio,(7) e valutato per il caso della Grecia,(8) prevede che questa moneta, che abbiamo chiamato Geuro, sia inizialmente immessa nel sistema economico dal governo per:

  1. saldare i propri debiti di breve termine con i fornitori e le banche private
  2. fornire sostegno economico (assegni di disoccupazione, pensioni, ecc.)
  3. creare nuovi posti di lavoro (pagamento stipendi, ecc.)
  4. finanziare progetti di investimento

In generale, la creazione di una moneta fiscale risponde a due obiettivi: aumentare il grado di liquidità del sistema (facilitare la compensazione tra crediti e debiti) e finanziare la ripresa economica. Mentre sembra che forze politiche di orientamento molto diverso siano favorevoli alla creazione di una moneta fiscale, le modalità in cui questa verrebbe usata sono differenziate.

Con la moneta fiscale possiamo finanziare qualunque progetto senza limiti?

No, la quantità di moneta fiscale che viene creata deve tener conto di alcuni vincoli stringenti:

  1. La spesa pubblica finanziata da creazione di nuova liquidità aumenta la domanda. Se l’offerta non è in grado di aumentare, perché le imprese sono prossime al pieno utilizzo degli impianti, si crea inflazione. Siamo tuttavia molto, molto lontani in Italia da una situazione di questo tipo;
  2. L’aumento di domanda si rivolge anche ai beni prodotti all’estero (importazioni). La sostenibilità del debito estero dell’Italia dipende anche dal mantenere un saldo positivo nella bilancia delle partite correnti. Questo vincolo è cruciale, perché la proposta di moneta fiscale non trovi una ferma opposizione dai rappresentanti politici dei creditori esteri. Si tenga presente, però, che il saldo delle partite correnti dell’Italia negli ultimi dodici mesi era di 45 miliardi di euro: una manovra espansiva dell’ordine di 100 miliardi di euro dovrebbe generare maggiori importazioni per un ammontare molto inferiore;
  3. La quota di imposte che viene pagata in moneta fiscale deve essere tarata in modo da non generare un aumento del deficit pubblico in Euro. Se usata per finanziare la ripresa, la moneta fiscale genera un aumento del reddito nazionale, e quindi del gettito tributario: questo punto non va quindi valutato come semplice sostituzione tra Euro e moneta fiscale, ma deve tener conto dell’aumento nel gettito totale.

Qual è il rischio che nessuno voglia essere pagato in moneta fiscale?

Oggi la moneta, terminata la convertibilità in oro, è basata sulla fiducia verso chi la emette. Se un governo promuove la moneta fiscale come strumento per ridare un futuro ai giovani, e si impegna ad accettarla da subito al valore nominale per il pagamento di una parte delle tasse, non si vede perché i privati non debbano fidarsi, e utilizzarla anche per altre forme di pagamento.
Se invece la moneta fiscale è presentata come una proposta dettata dalla disperazione per non avere accesso alla moneta “vera”, l’Euro, viene minata la sua credibilità.

La moneta fiscale è una alternativa all’uscita dall’Euro?

La moneta fiscale può essere introdotta immediatamente, e per come è proposta non dovrebbe creare panico sui mercati finanziari. Anzi, l’aumento nel reddito del Paese generato da una espansione fiscale aumenta la sostenibilità del nostro debito estero in Euro.
Questo consente al Paese di interrompere il declino, mentre valuta insieme ai partners europei le indispensabili riforme da attuare in Europa, riforme che richiedono tempi non compatibili con l’aumento nella disoccupazione, nella povertà e nell’emigrazione dei nostri giovani.
Una soluzione auspicata da molti è quella di trasformare l’Euro in “moneta comune”, cambiando le regole di funzionamento della BCE sulla falsariga del progetto di Keynes a Bretton Woods.

La moneta fiscale come strumento di cooperazione internazionale

La capacità del Paese di invertire il processo di austerità imposto dai Trattati europei può ridare dignità al Governo italiano in ambito internazionale. La promozione di iniziative analoghe negli altri Paesi dell’Eurozona che vivono l’Euro come un vincolo insopportabile, può essere alla base di nuove strategie in cui i “Paesi del Sud” non formano un gruppo di “serie B” rispetto alla Germania e ai suoi Paesi satellite, ma sono in grado di mettersi alla guida di un modello di sviluppo più sostenibile, in particolare per l’area del Mediterraneo.

Fonte 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 09 Marzo 2017 10:36, edited 1 time in total.

Una moneta parallela anche per Berlusconi?  

  By: G.Zibordi on Martedì 28 Febbraio 2017 17:29

Una moneta parallela anche per Berlusconi?

Qui potete leggere l'intervista a Silvio Berlusconi in cui parla di una possibile moneta parallela per l'Italia. 

 

Qua gli atti del convegno tedesco che cito. 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 28 Febbraio 2017 17:29, edited 1 time in total.

Passano gli anni ma la soluzione non migliora (tra gli economisti)  

  By: G.Zibordi on Lunedì 20 Febbraio 2017 11:57

Siamo nel 2017 e ancora i prof di Economia, come Taddei su Republica, ripetono le solite idiozie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 20 Febbraio 2017 12:01, edited 2 times in total.

Il Segreto Dell’Euro: il TARGET2  

  By: G.Zibordi on Giovedì 02 Febbraio 2017 09:55

Il Segreto Dell’Euro:il TARGET2  

Tutti i giornali hanno riportato l'affermazione di Draghi che l'uscita dall'euro implica una spesa di 359 miliardi di euro. Rimetto quindi l'articolo di 2 anni fa in cui dimostro che è la Germania che ce li rimette. 

 

Quando gli italiani o spagnoli, fino al 2011, erano in deficit con l’estero, in pratica è successo che quando compravano auto giapponesi, coreane o tedesche, i pagamenti (come saldo netto…) li effettuavano in realtà con soldi prestati AUTOMATICAMENTE dalla Bundesbank.

Per la precisione questo è successo dal 2008 al 2011 (quando con la crisi di Lehman dall’estero hanno smesso di comprare sempre più BTP, per cui il deficit estero non veniva più finanziato dal mercato). Essendo l’Italia e la Spagna in deficit CON L’ESTERO e non attirando più capitali che compravano BTP, il sistema bancario doveva procurarsi allora “riserve” dalla Banca Centrale per poter effettuare tutti i normali pagamenti. Ma questa non era più la Banca d’Italia!

Di conseguenza, dal 2008 al 2011 le banche italiane e spagnole dovevano farsi prestare i soldi dalla BCE, la quale a sua volta doveva rivolgersi alla Bundesbank, CHE PERO’ NON POTEVA RIFIUTARSI , pena la paralisi del sistema bancario europeo, il panico e la fine immediata dell’euro .

Questo è il movitvo per cui hanno spinto per l’austerità, questo è il segreto dell’euro che nessuno sembra capire, questo è il motivo per cui i tedeschi ci impongono l’austerità a tutti i costi, che siano di destra o di sinistra e continueranno per i prossimi dieci anni, è il meccanismo finanziario che lo impone . I tedeschi però lo capiscono (anche se cercano di non dirlo), gli italiani no. I tedeschi sono ossessionati da Target2, ad esempio il consigliere della Merkel, il prof Hans Werner Sinn ha riempito Youtube con video in cui denunciava il pericolo per la Germania creato dopo il 2008 da Target2

Non sto a cancellare i post qui sotto perchè possono servire per contrasto, come quando cerchi uno sfondo scuro perchè la foto venga meglio. Vedere come molta gente non capisca rende palese la necessità di spiegare il meccanismo finanziario dell’euro.

Guardare per favore solo il grafico (tratto da questo bellissimo report appena uscito della Federal Reserve di New York) sulmeccanismo di pagamento interbancario europeo, chiamato “Target2” che mostra che dal 2008 al 2011 il saldo è salito da circa zero a circa 1,000 miliardi di euro. E il diagramma esplicativo che appare prima

Chi fosse in grado di leggere l’inglese (e a volte ho l’impressione che siamo in pochi, nonostante sia insegnato ora dalle elementari), ricava da questo report (o qualunque altro delle dozzine di analisi uscite sul meccanismo di pagamenti interbancario dell’eurozona (chiamato “Target2”), che i paesi in surplus con l’estero hanno prestato 1,000 miliardi ai paesi in deficit con l’estero (nell’eurozona). In tre anni Germania, Olanda, Lussemburgo hanno prestato 1,000 miliardi di euro, tramite la loro banca centrale, ad esempio appunto la Bundesbank, ai paesi del sud-europa, tramite la BCE che gira le riserve bancarie tedesche alle banche italiane. (Ci sono anche report in italiano, anche di Banca d’Italia vedi qui, solo che sono scritti in modo tale che è più difficile capire, quello della FED è più chiaro e sintetico. Suggerisco anche il video messo su Youtube dalla BCE che ripete dall’inizio alla fine che è un sistema PER EFFETTUARE PAGAMENTI IN MONETA DELLA BANCA CENTRALE, CIOE “RISERVE” e ogni settimana scambia un ammontare pari al PIL dell’Europa).

Credo superi le facoltà intellettuali di Pigreco capire i dati e i diagrammi, per cui lo aiuto. Perchè mai, all’interno del meccanismo di pagamenti tra banche centrali nell’eurozona (denominato Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System , di colpo, dal 2008 al 2011, quindi in poco più di tre anni, le banche centrali di Olanda, Germania e Lussemburgo si ritrovavano creditrici di 1,000 miliardi verso le banche centrali di Spagna, Portogallo, Grecia, Italia (e qualche altro paese piccolo) due anni fa ?

Perchè ANCHE QUANDO SI COMPRANO (ad esempio) AUTO GIAPPONESI O COREANE, SE COME SALDO ENTRANO MENO SOLDI DI QUANTI NE ESCONO, LE BANCHE ITALIANE DEVONO TROVARE RISERVE e chi gliele da ? La Banca Centrale Europea. E questa a sua volta però se le fa prestare dalle banche centrali dei paesi in cui invece il saldo verso l’estero è positivo, per cui entrano ad esempio più yuan, won o yen di quanti euro escano. In sostanza anche il deficit verso il Giappone e la Cina di un paese dell’eurozona in deficit estero come erano la Spagna e L’Italia nel 2011 viene AUTOMATICAMENTE FINANZIATO DAI TEDESCHI E OLANNDESI.

Se però fate lo sforzo di guardare di nuovo il grafico notate un crollo di 400 miliardi, da 1,000 a 600 miliardi dal 2012, da Mario Monti in poi diciamo, da quando i paesi del sud-europa hanno applicato un austerità feroce che ha fatto collassare la loro spesa, reddito e di conseguenza importazioni. Grazie all’austerià feroce imposta a noi e altri paesi in deficit estero i paesi del nord stanno riducendo velocemente la loro esposizione, che è imposta loro automaticamente dal sistema di pagamenti inter-bancario europeo (Target2).

In altre parole, il motivo per cui dal 2011 hanno manovrato in tutti i modi per imporci l’austerità è perchè con l’euro alcuni paesi hanno surplus cronici e altri deficit cronici, a meno che non li massacri di tasse e con il crollo della produzione, del PIL e della spesa e la deflazione il loro disavanzo commerciale non si azzera . Che è quello che è avvenuto.

Il meccanismo di pagamenti dell’euro richiede cioè automaticamente che i deficit esteri vengano compensati con un indebitamento automatico delle banche centrali dei paesi in deficit verso le banche centrali dei paesi in surplus, in parole povere la Bundesbank DEVE AUTOMATICAMENTE PRESTARE A BANCA D’ITALIA perchè questa possa prestare alle banche italiane. La gente (e gli esperti economici) non capiscono questo fatto perchè immaginano che se si paga per un Audi si hanno i soldi in banca… In realtà i soldi in banca, quando devi effettuare pagamenti all’estero (che come saldo eccedono gli incassi dall’estero a livello di sistema bancario), NON CI SONO, I SOLDI NON CI SONO NELLE BANCHE, LI PRESTA LA BANCA CENTRALE, SOLO CHE NEL SISTEMA DELL’EURO LI PRESTA LA BUNDESBANK AUTOMATICAMENTE

E tedeschi e olandesi ovviamente non vogliono farlo, è la logica finanziaria che li spinge a chiedere (senza confessare il motivo vero) che noi facciamo l’austerità, in modo eliminare il deficit estero (inevitabile con una valuta sopravvalutata),altrimenti gli tocca finanziarlo a loro, come era sucesso di colpo dal 2008 al 2011 (dopo che con la crisi di Lehman il mercato aveva smesso di comprare sempre più titoli del sud-europa per cui il sistema Target2 doveva AUTOMATICAMENTE COMPENSARLI PENA IL CROLLO ISTANTANEO DELL’EURO…. Alles Klar ?)

(per assicurare che non me le invento io queste cose ho inserito anche la versione in tedesco del diagramma che proviene dal sito della Bundesbank).

 

 

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 02 Febbraio 2017 10:23, edited 9 times in total.

Segnale di acquisto su Euro (Yen, Corona, Franco...e altre valute)  

  By: G.Zibordi on Giovedì 12 Gennaio 2017 10:53

Sembra che il Dollaro abbia invertito finalmente il suo trend al rialzo che lo aveva portato ai massimi degli ultimi 15 anni in dicembre.Sia sullo Yen che sull'Euro ho segnalato (nel forum, nell'Advisor, su Twitter) tra natale e capodanno che c'era un segnale di inversione e ieri la prima conferenza stampa di Trump ha avuto l'effetto di confermare questo cambio di trend.

 

 

Va detto che ogni volta che gli indici USA segnano nuovi massimi il Dollaro tende a risalire, perchè il mercato si è abitutato all'idea che con Trump l'America attira capitali e cresce più del resto del mondo e quindi alza anche i tassi di interesse più di tutti (e anzi è l'unica a farlo). Quindi se il Dow Jones torna a fare un massimo e rompe in su i 20,000 punti può esserci un altro ritorno del Dollaro. Ma la forbice tra borse USA e il resto del mondo è sempre più ampia, i dati mostrano che 70 miliardi sono entrati da novembre a Wall Street mentre ad esempio la borsa europea ha perso circa 3-4 miliardi come saldo di flussi di capitale. In qualche modo questo indica che siamo alla fine e non ancora nel mezzo di un trend. Il dollaro forte ha intanto allargato il deficit estero USA e il surplus estero dell'eurozona e corretto i deficit esteri inglesi e australiani ad esempio. La Cina ha dovuto lasciar scendere lo Yuan fino al punto in cui stava perdendo il controllo della situazione e ha poi alzato di colpo il costo del denaro (il loro "Libor" che si chiama Shibor) e ha fermato la discesa dello Yuan verso Dollaro. Trump ha parlato ieri solo di protezionismo e muro con il Messico e non di espansione fiscale e questo ha innervosito le borse e appunto fatto cedere il Dolllaro su tutto (tranne il Peso). In sintesi sembra esserci un insieme di fattori che convergono a invertire il trend del Dollaro e si possono comprare le valute europee in particolare e lo Yen contro Dollaro.

 

Il "consenso" sull'Euro / Dollaro è ancora che l'Euro debba cedere e ci sono chiamate anche per andare a 0,95 $, ma se i flussi di capitale che per ora erano tutti rivolti all'America si fermano allora l'enorme deficit estero USA e l'enorme surplus estero europeo possono invece spingere l'Euro su a 1,15$, Buona parte della visione negativa sull'Euro dipende dai "fattori politici" cioè il populismo in ascesa, ma in realtà come si può vedere anche in Italia il famoso populismo non ha molte chances. In Spagna e Grecia è sparito, in Francia la LePen non da segno di sfondare e in Italia come si vede il M5S è europeista in realtà. Per cui in assenza di shock politici alla fine il fatto che i mercati europei sono relativamente sottovalutati e i 300 mld e rotti di surplus estero dovrebbero riportare denaro sull'Euro

 

 

Sul Dollaro/Yen in particolare il segnale che ho indicato ha già preso 4 figure e si può provare a puntare a 110 yen


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 12 Gennaio 2017 11:02, edited 5 times in total.

piccolo massacro sui titoli delle catene di negozi USA  

  By: G.Zibordi on Giovedì 05 Gennaio 2017 16:44

il Nasdaq e Dow Jones sono sempre forti questo inizio anno, ma oggi è arrivato un piccolo massacro sui titoli delle catene di negozi, abbigliamento, elettronica, arredamento e qualunque altra cosa per cui si può priovare ad andare short contro il potente rally di Trump. A conferma hai il Dollaro che perde di colpo parecchio contro tutte le valute del mondo

Io ero in California e Macy's Nordstrom mi sembravano tragicamente vuoti anche di domenica

Si può comprare valute europee contro dollaro e vendere short il Russell e il Dow

 

L'effetto Trump (e referendum) si sta esaurendo  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 12:41

Stock: FTSEMIB

Trump ha fatto salire violentemente tutti i mercati azionari occidentali che erano deboli da mesi in attesa dell'elezione (e ha spinto in su, anche se molto meno, molti emergenti e asiatici). Ci sono stati ialzi fino al 20% per le small cap USA (Russell 2000) ad esempio dal giorno dell'elezione e un movimento così violento  per le small, cap, le banche e gli industriali in così pochi giorni è di portata storica.

 

Al momento, se si guarda bene, su molti indici americani da 2-3 di settimane c'è una pausa mentre quelli europei continuano ancora a salire un poco con l'anno nuovo. L'aspettativa prevalente è che dopo aver digerito il balzo violento post-Trump ci sia ancora spazio per le borse perchè le economie occidentali e quella cinese stanno piano piano miglorando dopo il rallentamento degli ultimi due anni (che non ha impedito alle borse USA in particolare di salire lo stesso). Qui si prova come al solito a discutere un caso più pessimista..

 

 

 

 

L'S&P 500 è molto forte, ma se si guarda ha un "top" per ora, segnato il 12 dicembre, quindi più di 3 settimane fa.

 

In Europa l'Eurostoxx spinto dalle banche e dai titoli industriali sale ancora a differenza dell'S&P e del Dow Jones, e ha un nuovo massimo segnato ierii con tutte le borse che mostrano questo andamento e quelle dei paesi periferici (Italia, Spagna...) che salgono finalmente anche loro.

 

 

Passando dai grafici all'economia, va notato innanzitutto che gli effetti positivi di Trump (deregolamentazione, riduzione di tasse per le imprese) arriveranno forse tra dei mesi e intanto l'effetto immediato è stato quello di far risalire i tassi di interesse globali e far risalire il Dollaro.Ma solo l'effetto futuro positivo è stato considerato dal mercato per ora.

Le aspettative dell'effetto positivo di Trump sono state "incorporate" in pochi giorni nel violento rialzo di borsa, in particolare dei titoli dell'energia, industriali e ciclici. E soprattutto nel rialzo dei titoli bancari e finanziari che si aspettano meno regolamentazione. In pratica con questo rialzo da novembre le aspettative di più utili dovuti a deregolamentazione e meno tasse sono già in borsa. E' vero però che Trump ha un effetto anche psicologico positivo immateriale sui "capitalisti" che si sentono più sicuri e incoraggiati con lui che con Obama o Hillary e questo effetto "di fiducia" è importante (vedi qui per una spiegazione).

 

L'effetto del Dollaro forte invece frena l'export e stimola l'import e quindi ridurrà la crescita USA e l'effetto del rialzo dei tassi di interesse che sui mutui a 30 anni è sono saliti al 4,3% riduce il reddito disponibile di chi ha mutui e fa poi anche scendere i valori degli immobili e alcuni segni si vedono negli ultimi giorni a New York ad es

Il rialzo del Dollaro e dei tassi sono per ora ignorati dalle borse, salvo nel risvolto positivo che ha per le banche una curva dei rendimenti più ripida. Trump sta anche facendosi sentire nell'attaccare le multinazionali (GM, Ford e altre..) che cancellano piani di investimento in Messico e Cina, cosa che non è positiva per loro. In aggiunta sulla riduzione dell'immigrazione Trump ha poteri presidenziali che può usare anche subito senza il Congresso. Impedire alle multinazionali minacciando tariffe dal 10 al 20% di spostare la produzione fuori dagli USA e ridurre l'immigrazione dovrebbero creare poi un poco di inflazione in più iin futuro

Sembra quindi che hai un mercato sempre molto toro che prende i lati buoni di Trump per garantiti e come se fossero già reali e ignora gli effetti immediati e anche ritardati nel tempo che sarebbero negativi (protezionismo, tassi che salgono, dollaro che sale..). Questo corrisponde alla natura dei mercati toro, ma questo è un toro che dura dalla primavera del 2009 e come si sa nell'ultima fase il mercato diventa più ottuso 

 

Può essere che il "rialzo di Trump" duri ancora un poco in gennaio, ma poi sia seguito da un declino spinto soprattutto dai rialzi dei tassi (il prossimo può arrivare in Febbraio). Con Reagan nel 1982  si verificò questo scenario: ci fu un rialzo intorno al 10% subito con l'elezione seguito da un declino di quasi un anno successivamente nel 1983 dovuto a rialzo dei tassi.

Se guardiamo il Dow Jones ha in realtà un top anche lui per ora segnato il 20 dicembre e non sembra sul punto di sforarlo ancora Come si sa quando arrivò sui 10mila punti, li sforò leggermente e poi però declinò di 4mila punti. Qui siamo sui 20mila punti altra soglia psicologica e ci sono le condizioni per un top di nuovo..

 

 

Le borse europee sono diverse nelle ultime settimane. Come sappiamo non sono sui massimi, perchè gli utili delle società europee sono in declino da 5 anni a differenza di quelli delle società USA.

 

Dopo Trump le borse europee hanno reagito "a scoppio ritardato", salendo soprattutto dopo il referendum italiano e dopo la "sistemazione di MontePaschi". Ad es le banche europee sono salite di un 15% dal giorno dell'elezione di Trump con punte del 25% per molte banche italiane e spagnole, ma il rialzo è avvenuto soprattutto in dicembre non in novembre,Sull'Italia pure hai un "missile" partito dopo il referendum di Renzi e che ha accellerato con la "sistemazione" di Montepaschi consentita dalla UE che ha autorizzato 20 miliardi di deficit e debito pubblico addizionale

 

 

Al momento occorre guardare al Dollaro e ai tassi di interesse specialmente in Europa. I mercati obbligazionari hanno perso da novembre circa 4mila miliardi in valore, compensati da un incremento delle borse di circa 2mila mld in parte. L'inflazione sta risalendo in Eurozona e ci può essere un altra piccola frana dei titoli di stato europei, specialmente tedeschi e francesi (non tanto italiani).

Il Dollaro può fermarsi nella sua corsa in su contro lo Yen (da 100 a 118 yen in pochi mesi) e può invertire anche contro l'Euro perchè il differenziale di inflazione ora è quasi nullo e la BCE sarà costretta a tenerne conto e ridurre il suo QE nonostante le pressioni politiche per continuare fino all'elezione in Francia. 

 

In generale tutti i mercati, Petrolio, Dollaro, borse e bonds possono invertire i trend "post-Trump" nei prossimi mesi perchè sono alla fine ancora sotto l'effetto ritardaro e finale di otto anni di politiche monetarie basate sul comprare 15mila miliardi di debito da parte delle Banche Centrali.

 

 

Questi 15mila miliardi creati dal niente dalle Banche Centrali hanno risollevato di circa 50mila miliardi il valore degli immobili, delle obbligazioni societarie e titoli di stato e delle borse (incredibile ma vero). Man mano però che l'onda lunga di questi 15mila miliardi rallenta e si ferma (perchè le Banche Centrali che continuano sono solo la BCE e la Bank of Japane ed entrambre stanno rallentando) i trend che hanno creato devono invertirsi.

 

Per le borse USA e il Dollaro/yen e Dollaro/euro l'inversione potrebbe arrivare da qui in poi in qualunque momento.

(il dollaro/yen come tutti sanno è un indicatore fondamentale dei trend generali del mondo e se qui si fermasse prima del 120 yen può indicare che i trend creati dalle Banche Centrali si fermano ora)

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 14:51, edited 18 times in total.

L'Euro sta per inverire al rialzo  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 04 Gennaio 2017 11:28

i dati degli ultimi giorni e il grafico indicano che l'Euro può risalire ora

L'inflazione della zona Euro è risalita da 0,6% a 1,1% con la Germania a 1,7% e aumenti dei prezzi degli input industriali intorno al 2%

Le borse europee sono da 8 gg più forti di quella americana indicando un flusso verso l'europa e i bonds europei scendono di più per cui il differenziale di rendimento

si sta leggermente riducendo

 

L'albero della Cuccagna c'è in finanza, sono le Banche "in crisi"  

  By: G.Zibordi on Domenica 25 Dicembre 2016 18:23

Come pensiero di Natale va ricordato che l'intricata e apparentemente insolubile storia di Monte Paschi e delle altre banche italiane da salvare o paralizzate dai crediti marci è una favola (non di Natale, ma una favola, una finzione).

Il modo più semplice e sintetico per ripetere la spiegazione è il seguente (quello più dettagliato lo trovi nel libro da pagina 260 circa).

 

Se le Banche hanno crediti "marci" che nel bilancio sono segnati a 100 ma ora valgono (ad esempio) 30, la Banca Centrale li compra lei a 100 e le libera da questo peso per cui possono tornare a fare credito.

 

La Banca Centrale poi ha lei una perdita di 70 ?

 

No. La Banca Centrale compra a 100 qualcosa che vale 30, ma a lei costa 0. Le costa 0 perchè lei non deve chiedere soldi a nessuno, li crea a costo zero. Quindi le Banche eliminano il buco di 30 (100-70) e sono di nuovo a posto. 

 

La Banca Centrale tiene lei nel suo bilancio i crediti "svalutati" a 30 e può tenerli per anni senza problemi perchè a lei sono costati 0, per cui in teoria ha un utile anche al valore di 30 (30-0=30)

 

Questa non è una teoria curiosa condivisa da qualche blogger. E' quello che hanno fatto da più di un secolo tutte le banche centrali dei paesi industriali ogni volta che si sono ritrovati con il problema delle banche fallite o sul punto di fallire. Lo hanno fatto gli USA nel 2009, gli inglesi anche loro nel 2008-2009, i giapponesi dagli anni '90 e dopo la guerra, la Cina già tre volte dal 1997, lo hanno fatto gli inglesi nel 1914 quando allo scoppio della guerra tutte le loro banche erano fallite ecc...In alcuni casi questo si è accompagnato con l'azzeramento dei vertici delle banche perchè c'erano colpe dei loro vertici, in altri casi invece (guerre ad esempio) lo si è fatto come misura di emergenza nazionale e basta. E in finanza lo sanno tutti che si può fare così, anche perchè è sotto gli occhi di tutti che da due anni le BCE e Bankitalia stanno creando centinaia di miliardi di denaro fresco che usano per assorbire il debito

 

 

Come vedi qui sopra, gli analisti di Goldman Sachs di Londra scrivono che la soluzione ci sarebbe, basta far comprare alla Banca Centrale questi crediti marci visto che sta comprando una cifra di oltre 120 miliardi di debito pubblico all'anno. Non lo specificano perchè è ovvio e implicito, ma queste centinaia di miliardi di debito pubblico che le Banche Centrali comprano non costa un euro a nessuno, non sono soldi di tasse e non sono debiti, è denaro fresco, creato dal niente per cui costa ZERO.

 

E' semplice. La Banca Centrale per conto dello Stato crea denaro che NON è debito, denaro vero, moneta appunto e che le costa 0 (zero). Per cui può assorbire senza costi il debito delle banche (ovviamente nella propria valuta).Estendiamo ora un attimo lo schema al caso attuale delle banche italiane con numeri che non siano fittizi.

 

Le Banche italiane hanno nei loro oltre 200 miliardi (arrotondando per semplicità) di crediti incagliati, "marci", non esigibli, su cui non vengono pagate tutte o molte delle rate (in base ad altri calcoli e stime il numero può essere anche di 300 mld ma lasciamo stare). Leggi ora che in totale, quindi oltre a MontePaschi e le altre piccole banche come la Veneto,Etruria ecc, ci vorrebbero 50 miliardi circa di soldi freschi per ricapitalizzarle. Questo perchè i 200 mld e rotti di crediti marci scritti a bilancio valgono oggi di meno, almeno 50 miliardi di meno (e secondo molti anche di più, forse 70 o anche 80 mld in meno). E le banche italiane hanno come capitale a bilancio meno di 100 miliardi oggi per cui se gli svaluti i crediti incagliati o marci il loro capitale scende sotto la soglia minima imposta dalle regole di Basilea e sono "fallite" (libri in tribunale !!)

Il governo ha appena deciso, con il consenso della UE, di aumentare il debito pubblico di 20 miliardi per fare fronte in caso di bisogno a queste ricapitalizzazioni (di MPS ed eventualmente di altre banche) e c'è chi dice che è sbagliato aumentare il debito (i tedeschi, Oscar Giannino ecc..) e chi dice che è OK, ma non basta e ce ne vogliono almeno 50 miliardi. Poi ci sono tutte le discussioni intricate sul rimborso o indenizzo agli obbligazionisti di MPS, Etruria,Veneto.., sulle regole del Bail-In che si applicano o meno... Sono interessanti per gli addetti ai lavori, ma irrilevanti per capire il punto essenziale che riguarda i cittadini italiani per cui le lasciamo da parte)

 

Riassumiamo:

1) ci sono 200 miliardi (o 300 secondo altre stime) di crediti che non vengono ora rimborsati ("marci") nei bilanci delle banche italiane (di cui solo MPS ha circa 50 mld), la % più alta rispetto al PIL di ogni paese occidentale

2) questi crediti valgono ora molto meno di quello che è scritto nei bilanci, per cui se vengono liquidati o venduti o segnati al valore di mercato riducono il capitale delle banche, diciamo quidi almeno 70 miliardi (arrotondando e per semplicità)

3) Le banche italiane hanno (a fronte di circa 2,500 mld di attivi e passivi a bilancio) meno di 100 miliardi di capitale , per cui "svalutando" i "crediti marci" ad esempio di 70 miliardi, ma anche solo di 50, perdono metà o più del loro capitale. Questo le mette in default perchè il capitale (non la "liquidità"!) deve essere circa un 8% minimo del totale del bilancio (calcolato però secondo le regole di Basilea che lo "pesano" in modo particolare, a secondo che siano titoli di stato ecc...ma su tutto questo sorvoliamo, sempre per semplicità)

 

ESISTE ALLORA UNA SOLUZIONE ?

Sicuro, la conoscono tutti in finanza (vedi il commento sopra degli analisti di Goldman Sachs e vedi l'esperienza degli altri paesi che hanno affrontato e risolte le crisi bancarie nell'ultimo secolo). E' possibile spiegarla a chiunque abbia fatto le scuole superiori e anche forse solo le medie:

 

i) hai 200 miliardi di crediti marci nelle banche italiane a bilancio e questi valgono in realtà 70 miliardi di meno (magari anche 80 o 100 mld, ma non ha importanza)

ii) Bankitalia (e BCE) stanno però ora (da circa due anni) comprando 120 mld di Btp l'anno con denaro creato dal niente,del programma "QE" che costa ZERO (non paga  interessi e non va rimborsato a nessuno)

iii) Bankitalia (e BCE) possono quindi finanziare direttamente o indirettamente l'acquisto dell'intero stock di crediti marci delle banche italiane, che siano 50, 70 o anche 100 mld. (vedi commento di Garzarelli di Goldman citato sopra)

Ad esempio, se il governo italiano li comprasse (lui, o Bankitalia o un "veicolo" creato appositamente) e simultaneamente emettesse 80 miliardi di Btp,CCT e Bot poi Bankitalia e BCE comprano automaticamente questi titoli di stato già adesso automaticamente con il "QE". In questo modo, di fatto (facendo solo un giro contabile in più) il debito "incagliato" che sta sui bilanci delle banche viene spostato elegantemente su quello della Banca Centrale, a costo zero per lo Stato e quindi i contribuenti

 

La Banca Centrale (tutte le banche centrali del mondo, sia la BCE che Bankitalia) poi può tenerlo anche per 20 anni se vuole, perchè non ha vincoli di bilancio, si finanzia da sola, si addebita la cifra che vuole quando deve comprare qualcosa, ha una carta di credito illimitata e gratuita che lo Stato le ha creato. (a seconda delle regole contabili può mostrare poi un "capitale negativo" se svaluta i crediti marci al valore di mercato, ma se l'economia riprende piano piano può anche rivenderli qualche anno dopo e persino guadagnarci come hanno fatto la Bank of England o la FED. Oppure tenerli in eterno nel suo bilancio come fa da 40 anni la Bank of Chile o come fa da 25 la Bank of China tramite speciali "veicoli" pubblici in cui sposta e seppelisce per sempre i crediti marci. Anche qua vedi il mio libro per esempi. L'importante è ricordarsi che la stessa BCE nei suoi bollettini scrive che "una banca centrale come la BCE può operare anche con capitale negativo")

 

A questo punto della spiegazione (o anche prima) inizia il coro scandalizzato degli "eh... ma se fosse così facile.." "sì..l'albero della cuccagna" "..ahhh...i soldi che piovono..."

 

Il modo più semplice per fermarlo è fare esempi pratici (che sarebbero tanti da riempire un libro, ma stiamo solo scrivendo qualcosa di semplice qui e ci limitiamo)

 

Esempio. Tenendo a bagnomaria, cioè in crisi per anni MontePaschi facendo tre "ricapitalizzazioni" sul mercato, tutte falite, ha fruttato circa UN MILIARDO DI EURO DI COMMISSIONI E INTERESSI per JP Morgan, UBS e altre banche (alcune italiane) (solo il salvataggio è costato mezzo miliardohttp://www.ilgiornale.it/news/economia/salvataggio-mps-ci-costa-mezzo-miliardo-euro-1334998.html). Questo miliardo di euro in commissioni e interessi è finito in ville, appartamenti esclusivi, Porsche, escort di alto bordo, cene nei top ristoranti del mondo, abiti firmati, Rolex dei managers e investitori esteri che controllano queste banche. E il risultato è stato zero, visto che ora come si sa interviene lo Stato. Se invece lo Stato  fosse intervenuto nel 2009 o 2012 tramite la Banca Centrale come si fa nei paesi civili questo miliardo di euro non sarebbe entrato in tasca alle banche estere e lo stato italiano avrebbe avuto un miliardo in più (visto che poi ha dovuto metterlo in MontePaschi come si è visto) con cui ridurre le tasse o ricostruire dal terremoto.

 

In aggiunta, a causa di questa "continua crisi" MPS ha tagliato il credito alle imprese nel frattempo facendone fallire tante e riducendo in miseria o riducendo molto il tenore di vita di decine di migliaia di italiani e spingendo altri a svendere immobili o aziende..

 

L'albero della cuccagna del denaro in effetti c'è, è quello che oggi consente alla grande finanza di tenere per la gola gli stati e di fare miliardi a spese della collettività grazie alla finzione delle banche che vanno periodicamente "salvate"

-----------------------------------------------

(N.B. questa soluzione richiede di uscire dall'Euro prima ? Dipende dal tuo potere negoziale. Se ad esempio invece di aumentare di solo 20 mld il debito pubblico come ha appena fatto Padoan per salvaguardare le banche, lo aumenti di 80 miliardi e compri 80 mld di crediti marci in teoria lo puoi fare anche ora perchè Draghi non cessa di colpo per questo di far comprare BTP a Bankitalia con il QE, pena il crollo dell'eurozona. E' ovvio però che devi scontrarti duramente con la Germania e la Troika e forse ne viene fuori l'uscita dall'Euro. Oppure forse alla fine cedono loro e te lo fanno fare, questo non si può sapere e dipende dalla qualità delle persone che hai al governo)

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Domenica 25 Dicembre 2016 21:15, edited 14 times in total.

Cosa succede con Donald Trump ? leggi Ayn Rand  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 21 Dicembre 2016 06:20

Cosa succede con Donald Trump ? Come mai ha fatto esplodere le borse e creato un ondata di ottimismo sull'economia USA e di riflesso mondiale ? (smentendo le previsioni unanimi della vigilia per cui una sua vittoria significava frana dei mercati e recessione)  

 

 

Leggi Ayn Rand! dice Ray Dalio, il personaggio più importante nel mondo finanziario di oggi (un italoamericano figlio di musicisti che ha creato Bridgewater, il più grande fondo hedge della storia,120 miliardi in gestione, il triplo come dimensione anche di Soros)

Avendo a suo tempo speso il tempo occorrente per arrivare alla fine sia di "Atlas Shrugged" che di "The Fountainhead", i due romanzi "politoco-filosofico-sociali" che resero celebre Ayn Rand in America (ma non in Europa!)  provo a raccontare cosa ho capito. 

 

Ray Dalio ha dimostrato in 40 anni di carriera di essere un genio nel capire i trend economici di lungo periodo e scrive ieri che la svolta di Trump è epocale e può segnare il trend del prossimo decennio. Ma per capire in cosa consista, cosa curiosa per un "finanziere", dice che devi aver letto i due pesanti (un migliaio di pagine in totale) romanzi filosofici di questa ideologa del capitalismo duro e puro, che non perdona i deboli, gli assistenzialisti, i parassiti, gli statalisti e tutto quello che sa di marximo e politicamente corretto.

 

 

Ayn Rand, un emigrata ebrea dalla Russia negli anni '20 morta nel 1982, è stata molto influente  fino a metà anni '60 in America come pensatrice libertaria, anticomunista, individualista e iper-capitalista, Prova ne sia che uno suo discepolo fedele era nientemeno che Alan Greenspan, poi diventato capo della FED nel 1984

 

Dove è la connessione con Trump ? Dalio nota innanzitutto che tutte o quasi le nomine di Trump finora sono di personaggi che non hanno lavorato nel governo e nel settore pubblico, ma nel business (mentre sotto Obama erano al 90% provenienti dal settore pubblico ad es). Questo lo leggi anche sui giornali.. Ma pochi notano però anche che sono personaggi che hanno in comune oltre che di essere molto ricchi di essere stati sempre duri, decisi, aggressivi, senza compromessi, gente simile a Trump che era noto nel business per fare affari spregiudicati e rischiosi che sembravano sempre delle battaglie. I personaggi che hanno riempito la nuova amministrazione Trump non sono ideologicamente schierati in modo chiaro, perchè appunto hanno passato la vita a fare business e non politica o ideologia, ma di fatto incarnano un ideologia. E quella che si avvicina di più secondo Dalio è quella dei romanzi di Ayn Rand.

Dato che in Italia ed Europa se nomini Ayn Rand ottieni sguardi perplessi anche da chi dovrebbe essere un intellettuale, provo a raccontarne qualcosa. Il "movimento" di idee di Ayn Rand non è mai stato maggioritario in USA e ha subito un eclisse quasi totale a fine anni '60, ma anche oggi i sue due romanzi sono sempre tra i cinque o sei libri più venduti nell'ultimo secolo in America. Ayn Rand era innanzitutto una radicale, i suoi personaggi sono quanto di più estremo e radicale come idee e comportamento un romanzo può sopportare e di fatto è sorprendente che abbiano avuto tanto successo perchè sono eroi che parlano per 13 pagine di seguito del capitalismo vero e puro, dell'importanza dell'individuo, del marcio del parassitismo assistenziale statalista, dell'odio per la mediocrità untuosa, della sofferenza nel sopportare gli incapaci. Lo stesso io sono riuscito a leggere i due romanzi senza fatica e con me milioni di americani, aiutati da delle trame di tipo cinematografico (la Rand aveva scritto trame di film per Hollywood con un certo successo e sono stati prodotti alcuni film dai due polpettoni)

 

La forza del pensiero della Rand è che travasa la sua filosofia di "radicale capitalista e individualista" nella forma letteraria e il peso ideologico (eccessivo) viene alleggerito da trame da libro di giallo che ti tengono interessato con una discreta suspense. Non credo che Trump abbia letto questi romanzi, ma quello che conta è che effettivamente sembra un personaggio uscito da uno dei libri di Ayn Rand: uomo di successo, carismatico, rivolto al profitto e al business, propenso a rischiare sempre e non fermarsi mai e con una carica ideologico politica anti-statale e anti-politica (che come si è visto lo ha portato alla Presidenza).

Per chi pensasse che allora Trump non è altro che una riedizione di Reagan nel 1982 è utile fare il confronto. Reagan era uno "soft", rilassato, incapace come noto di licenziare la gente e incline al compromesso, un ex-attore che stattaccava alle 17 e nel weekend andava a cavallo e spaccava legna nel suo modesto ranch. Non era uno ossessionato dal business e dagli affari ed era famoso per l'umorismo Trump è duro e anche vendicativo, ha passato la vita a fare soldi e affari, si fida solo di gente come lui di successo nel business, lavora tutto il weekend, ha un appartamento lastricato d'oro.

Reagan era più intelligente di quello che si diceva e aveva dei principi chiari, ma sul lato finanziario si fece intortare dai marpioni di Wall Street e aprì la strada senza capirlo al turbo capitalismo finanziario globale. Questo perchè delegava molto e aveva uno stile di vita rilassato. Trump sa tutto di banche e finanza perchè ci ha passato la vita, sa esattamente quello che fa, è aggressivo e ossessivo e detta ogni mossa alla gente intorno a se. In altre parole, anche se sono entrambi "di destra" solo Trump è un personaggio "alla Ayn Rand". 

Ora, voi direte giustamente: "ma Trump è stato eletto perchè ha raccolto il voto soprattutto dei lavoratori bianchi il cui reddito è sprofondato causa globalizzazione e immigrazione e però il capitalmo oggi è fatto di globalizzazione e immigrazione, contro cui Trump ha promesso di difenderli".

 

Una spiegazione può essere che Trump ha semplicemente usato la credulità del pubblico e una volta eletto se ne fotte, come Obama del resto o Bush e quasi tutti i politici di carriera. Trump però ha 70, 3 miliardi di dollari, non deve niente a nessuno, si è fatto molti nemici demolendo i Clinton e sfidando l'establishment sull'immigrazione ed è molto ambizioso. Se crolla nei sondaggi perchè delude il suo pubblico lo possono paralizzare anche se è Presidente. Senza contare che vorrebbe essere rieletto. La storia  quindi è forse più complicata.

Trump pensa che rilancerà alla grande l'economia americana tramite un iniezioni di senso pratico del business, capacità di fare affari (con gli altri paesi e nazioni), eliminazione di spreco,inefficienze e parassitismi, riduzioni di regolamentazioni inutili e disboscamento di lobby di affaristi politicamente connessti. Spazzando via gli incapaci, i politicanti, i mediocri e i parassiti (il termine favorito di Ayn Rand per descrivere i nemici dei suoi erori) Trump beneficerà quindii anche i lavoratori che lo hanno votato.

Trump non è quindi assolutamente un socialista o un fascista travestito e neanche un populista. E' un campione del capitalismo vero, duro e puro che disprezza i parassiti, i politicanti, i corrotti e dovrebbe favorire quelli che sanno fare investimenti e produrre con un profitto. Questa è l'ideologia di Ayn Rand e più o meno anche quello che traspare dall'insieme delle mosse, dalle nomine e dalle dichiarazioni di Trump.

Non avevo pensato alle cose in questo modo, ma leggendo Ray Dalio, pensando ai libri di Ayn Rand e tenendo presente che in America c'è sempre stata una tradizione e un filone di questo genere forse è proprio così. Pensare a Trump come ad un "populista" è sbagliato, è un fenomeno diverso, un uomo di affari ossessionato dalla logica del business, dell'efficienza, dellla ricchezza e dal disprezzo per i politici e le regolamentazioni e tasse con cui soffocano l'economia "vera". E' però diverso anche da Berlusconi perchè non si circonda di personaggi inferiori a lui che gli fanno da corte (Previti,Alfano..), ma cerca veramente di avere intorno gente iper-ambiziosa,dura, con forte personalità e di successo come lui

 

Queste però sono solo le intenzioni, le motivazioni e l'ideologia. Dal punto di vista pratico, ci sono già incongruenze rispetto al modello del "merito ed efficienza" di Aryn Rand. Si può notare ad es che il suo ministro del Tesoro Steve Mnuchin non era un capitalista vero, duro e puro che produce beni in modo efficiente. E' il figlio del classico banchiere ebreo di Goldman Sachs, va a Goldman anche lui, poi lavora per Soros e per Paulson, fa un suo hedge fund e i soldi veri li ottiene comprando una banca dedicata a mutui marci fallita e mezza salvata dallo stato, Indymac nel 2009, facendo sfrattare decine di migliaia di persone e poi rivenddola dopo 2 anni facendo guadagnare 2 miliardi ai suoi soci  Anche altre nomine sono di gente di finanza e Ayn Rand metteva i suoi eroi  a fare gli imprenditori dell'acciaio o gli architetti e costruttori.

 

Tuttavvia lo spirito del "movimento" di Trump sembra quello del capitalismo duro, meritocratico, anti-statale, insofferente della burocrazia e del parassitismo.Bisogna allora vedere se la componente nazionalista (tariffe e penalità per le importazioni, la delocalizzazione delle fabbriche e l'immigrazione) era solo una facciata per prendere i voti oppure Trump la mantiene. Dalio spiega che Trump sarà molto positivo per l'economia USA che attrarrà capitali ora da tutto il mondo e dato che nessuno si intende di queste cose più di lui potrebbe avere ragione. Ma perchè Dalio implica che  la parte "nazionalista" di Trump alla fine sarà secondaria e molto di facciata. Non ne sono ancora così sicuro perchè se la abbandona perde voti e crolla nei sondaggi, ma all'inizio se questa iniezione di "spirito animale capitalista" spinge su l'economia l'effetto Trump può sembrare positivo a molti anche se non mantiene le promesse "nazionaliste" (tariffe all'importazioni, penalità a chi sposta tutto all'estero e riduzione dell'immigrazione)

 

Se le cose stanno come spiega Dalio (e temo che alla fine lo sia), Trump farà migliorare l'economia USA rispetto alle altre economie del mondo che non sono governate da un equipe di duri uomini d'affari, ma non ridurra le disuguaglianze e quindi non cambierà molto per la condizione della maggioranza della popolazione americana

 

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 22 Dicembre 2016 06:10, edited 19 times in total.

Re: Creare una moneta parallela all'Euro in Italia  

  By: G.Zibordi on Giovedì 24 Novembre 2016 18:13

Berlusconi da Vespa ieri l'altro dovendo spiegare la soluzione alternativa a Renzi e l'austerità tira fuori un foglio, "il programma del centro-destra su cui Salvini e Meloni sono al 95% d'accordo" e sull'economia dice che la soluzione è stampare moneta come in Giappone, USA o UK e il sistema per farlo è CREARE UNA SECONDA MONETA (dal minuto 29)  




Berlusconi non fornisce dettagli e Vespa lo guarda senza capire e torna a chiedere di politica perchè la moneta non gli interessa. Però i tre minuti in cui Berlusconi parla del creare moneta per ridurre le tasse INTRODUCENDO UNA SECONDA MONETA sembrano presi da questo sito. Inoltre risponde a Vespa che subito dice che la lira si svaluterà dicendo:
a) creare moneta è la soluzione adottata per uscire dalla crisi da USA,UK,Giappone e se lo fa il Giappone lo possiamo fare anche noi,
b) in ogni caso puoi creare una seconda moneta a fianco all'Euro (e cita correttamente l'esempio delle AM-Lire del dopoguerra.
Ottimo anche quando spiega che la Deflazione è molto peggio dell'Inflazione come quella che aveva l'Italia e un 3% di inflazione non farebbe male. Lodevole anche quando dice: creando moneta oggi generi solo un poco di inflazione, ma per il resto non succede niente di male e ci puoi ridurre le tasse.

In pratica Berlusca ha sintetizzato piuttosto bene i concetti essenziali dei due libri in cui è spiegata la soluzione per l''austerità. Finora non abbiamo avuto molto seguito, ma almeno un "follower" rilevante sembra che ci sia...
(vedi ad es qui se lo vuoi scaricare http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cper-una-moneta-fiscale-gratuita-come-uscire-dallausterita-senza-spaccare-leuro%E2%80%9D-online-il-nuovo-ebook-gratuito-di-micromega/ (leggi il mio capitolo se hai poco tempo))
 


 Last edited by: G.Zibordi on Lunedì 28 Novembre 2016 15:53, edited 15 times in total.

Fuga di Capitali dall'italia in corso (circa il 20% del PIL)  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 23:25

Questo è un grafico che mostra i saldi Target2, cioè il saldo dell'Italia verso gli altri paesi UE (più precisamente quello di Bankitalia verso Bundesbank e la Banca Centrale Olandese che sono le Banche Centrali "creditrici). Questo saldo Target2 riflette il denaro che esce dall'Italia, nel nostro caso ora solo per uscita di capitali, visto che l'Italia è in surplus con l'estero di quasi il 2% del PIL.

 

Il grafico viene dall'articolo appena pubblicato di Carmen Reinhart https://www.project-syndicate.org/commentary/capital-flight-from-italy-by-carmen-reinhart-2016-11  Come si può vedere il saldo passivo (perchè sono dei debiti di Bankitalia per conto delle banche italiane) è arrivato al 20% del PIL italiano ed è più elevato che al tempo di Berlusconi nel 2012

La prof Reinhart (famosa per il suo libro sul debito assieme al marito, ancora più famoso e Premio Nobel, Rogoff) è molto pessimista su di noi. Dice che questa è una "crisi dei bilancia dei pagamenti" già in corso, mascherata per ora dal meccanismo AUTOMATICO di Target2 (che ho spiegato su questo sito in una dozzina di articoli per cui non ci ritorno, qui comunque uno che ho scritto http://www.vincitorievinti.com/2014/03/il-sistema-target2-il-segreto-dell.html)

Il concetto essenziale è, come dice qui sotto la Reinhart, che se un paese perde "riserve" cioè moneta (più precisamente le "riserve" che le banche tengono a disposizione per i pagamenti anche appunto con altri paesi), perchè l'Euro continui a funzionare occorre che automaticamente le Banche Centralii dei paesi che ricevono questo flusso di denaro lo riprestino alla Banca Centrale che subisce l'emorragia. Cioè alla fine in sostanza Bundesbank presti a Bankitalia più di 200 mld.

Questo deflusso di capitali e il saldo passivo che si creava tra Bankitalia e Bundesbank fu nel 2012 il motivo più importante per cui i tedeschi spinsero per la defenestrazione di Berlusconi e l'arrivo di Monti. 

Questo spiega perchè nella UE ci sia gente che ora spinge verso una crisi dell'Italia, delle sue banche e BTP. C'è anche un partito ora punta alla caduta di Renzi ma seguita da un panico, in modo da poi imporre un governo tecnico duro

 

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Giovedì 24 Novembre 2016 00:46, edited 16 times in total.

Re: SEQUENTIAL Tom DeMark applicato  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:56

Stock: Dow Jones

DeMark dice che il Dow Jones ha raggiunto l'obiettivo di 19,000 punti  

 

 

Tom DeMark now sees 5%-6% retreat for stock market in wake of Trump rally
Analyst downgrades predicted drop as Dow industrials, S&P 500 hit records. Prominent technical strategist Tom DeMark is re...

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:57, edited 1 time in total.

la BCE torna e rimettere in circolazione i titoli che compra !  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 12:45

leggi qui sotto, la BCE dopo aver comprato 1,100 miliardi di titoli di stato ora li PRESTA a banche e fondi, cioè li rimette in circolazione. Quindi lei li compra a costo zero e incassa quindi anche le cedole. Poi però si crea una SCARSITA' di BTP, Bund, Oat, Tesobonos ecc sui mercati. Perchè i titoli di stato sono in realtà la moneta corrente con cui fondi,banche, private equity e altre istituzioni funzionano. Cioè non tengono soldi in banca, quando sono miliardi, comprano titoli di stato e poi li danno come "garanzia" (li ipotecano) e ricevono una linea di credito con cui fanno operazioni e speculazioni. Dopo qualche settimana o mese chiudono l'operazione, restituiscono i soldi e si riprendono i titoli che hanno dato in garanzia.

Dato però che la BCE ne ha fatti sparire 1,100 mld in meno di due anni ora faticano a trovarli. E' essenziale rendersi conto che non cercano i titoli di stato come investimento, ma come "moneta", come mezzo per ricevere credito con il quale poi fare investimenti.

Morale. Dopo aver tolto dal mercato centinaia di miliardi di titoli di stato ora la BCE è costretta a prestarli al mercato.

 

 


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 22:22, edited 4 times in total.

Russell 2000 small cap USA  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 09:39

Stock: Russell 2000

il Russell è l'indice più esteso e che si può shortare qui


 Last edited by: G.Zibordi on Mercoledì 23 Novembre 2016 09:54, edited 1 time in total.

Re: S&P Dax Mib.. trading  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 02 Novembre 2016 11:13

Traiettoria trimestrale dell'Eurex 

Re: S&P Dax Mib.. trading  

  By: G.Zibordi on Mercoledì 02 Novembre 2016 10:52

Analisi dell'Eurostoxx con un sistema di medie pesate. 

 

Titoli di stato... in scadenza!  

  By: G.Zibordi on Martedì 25 Ottobre 2016 11:28

Ahi ahi... nel 2017 l'Italia ha, tra interessi e capitale, 350 miliardi di titoli di stato in scadenza...(Draghi ne compra circa 150mld)

 

Migliori titoli Usa x Momentum  

  By: G.Zibordi on Martedì 18 Ottobre 2016 11:38

Esiste un sito che si chiama Alpha Architect  in cui è possibile trovare iogni giorno i cento migliori titoli per Momentum per la borsa americana

 


 Last edited by: G.Zibordi on Martedì 18 Ottobre 2016 11:41, edited 3 times in total.

Buttare via il bambino con l'acqua sporca - alberta  

  By: alberta on Martedì 14 Giugno 2016 15:13

Stock: Finmeccanica

Secondo quanto riportato dalla stampa il tandem Fincantieri - Leonardo Spa avrebbe vinto una maxi commessa di circa 5 mld euro dal Qatar. ______________________________ Quando si dice: buttare via il bambino con l'acqua sporca, Leonardo FNC rimane debolissima malgrado il continuo flusso di ottime notizie sul fronte societario che possono preludere anche ad un ritorno al dividendo, ed in modo stabile, già dal prossimo anno.... ma si sa, quando prevalgono sentimenti estremi.....

A volte ritornano..... - alberta  

  By: alberta on Martedì 07 Giugno 2016 21:33

Ed ecco che Kerviel viene risarcito per l' ingiusto licenziamento dopo otto anni da parte di SocGen. http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-06-07/socgen-deve-pagare-450mila-euro-kerviel-il-licenziamento-condizioni-vessatorie-165702.shtml?uuid=ADJKulX Ovviamente la Banca ricorrerà in appello, ma alla favola che facesse tutto di testa sua, nascondendo magicamente posizioni per Miliardi di Euro ai suoi superiori e mettendo a repentaglio la stabilità dei mercati finanziari mondiali all' inizio del 2008..... oramai non ci crede più nessuno.....

Video di Giovanni Zibordi a ITForum Riminii - 2016 - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 23 Maggio 2016 17:01

^QUI#https://www.youtube.com/watch?v=pXqsQguvshg^ potete trovare una parte dell'intervento di Giovanni Zibordi a ITForum Rimini 2016. Ringraziamo per il video Claudio Pisapia. #ALLEGATO_1#

Giovanni Zibordi a ITForum Rimini 2016 - Moderatore  

  By: Moderatore on Martedì 17 Maggio 2016 11:39

^#F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID#GIOVEDÌ 19 16:00 - 18:30 - SALA DEL TEMPIO 1 EURO DILEMMI#F_END##http://www.itforum.it/rimini2016/programma?e=EQHAWQWAS34C&expand=1^ Intervento di Giovanni Zibordi nella sessione "Euro Dilemmi", insieme a Warren Mosler, Giacomo Bracci, Riccardo Fraccarov, Daniele Della Bona. In particolare, Giovanni Zibordi affronterà il tema dell'"Helicopter money" in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali. #ALLEGATO_1# #b#Tutto quello che avresto voluto sapere sull'"Helicopter money" ("soldi dall’elicottero o soldi a pioggia") in arrivo da parte della BCE e le altre banche centrali!!!#/b# Nelle economie mature i tassi di interesse sono zero o negativi in termini nominali in EU, Svizzera, Scandinavia e Giappone e in termini reali in USA e UK. Anche raddoppiare il Quantitative Easing, servirebbe a poco, visto che per fare ripartire la domanda aggregata, i soldi devono arrivare a consumi e investimenti. Alla si la prossima mossa delle banche centrali sarà non di aumentare i tassi, ma il "Denaro dall'Elicottero", bypassare le banche e finanziare la spesa con denaro creato dal niente. Ray Dalio, numero uno di Bridgewater, il più grande hedge fund del mondo, prevede che dopo una fase 1 e una fase 2 di "QE" si passi ad una fase 3 in cui si trasferiscano direttamente ai consumatori i soldi per aumentare la spesa. Jeff Gundlach, il top gestore di bonds al mondo a DoubleLine, lo prevede anche lui. Ben Bernanke, ex capo della FED, la descritto il meccanismo sul suo blog il mese scorso Un’ idea simile è stata sottoposta al Parlamento europeo anche dal movimento “Qe for the people” che ha tra i suoi aderenti docenti di economia delle università di mezza Europa ed è sottoscritta dal partito laburista di Corbyin. In Italia ne ha parlato il 14 aprile alla Camera l'economista Consob e docente alla Bocconi Marcello Minenna e si comincia a leggerne sui giornali. Il primo a parlarne in Italia era stato, all'ITFforum 2015, Giovanni Zibordi nel dibattito con Mosler, distribuendo anche il capitolo del libro di Micromega "Perchè Non Possiamo creare Denaro per Ridurre le Tasse ?". Quest'anno spiega cosa significherà per l'economia e i mercati il "Denaro dall'Elicottero"

Il trucco delle fusioni di banche - Moderatore  

  By: Moderatore on Giovedì 14 Aprile 2016 11:56

^Il trucco delle fusioni di banche#https://www.idiavoli.com/^ Ottimo video de I Diavoli che spiega il trucco delle fusioni bancarie Il video è raggiungibile solo dal loro sito.

Giovanni Zibordi al Festival per l'Economia di Vibo Valentia - Moderatore  

  By: Moderatore on Mercoledì 13 Aprile 2016 12:24

#b##F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID#^Festival per l'Economia di Vibo Valentia.#http://www.festivalperleconomia.it/^#F_END##/b# #i#14, 15, 16 aprile 2016#/i# Giovanni Zibordi sarà a Vibo Valentia il prossimo weekend per partecipare a due incontri del Festival per l'Economia. Intento del Festival è quello di sviluppare sia analisi che soluzioni: tante infatti le proposte e le indicazioni che economisti, accademici, professionisti, giuristi ed intellettuali forniranno durante i lavori del festival. Verranno evidenziati i gravi vizi di costruzione di cui è affetta la zona Euro, la cui struttura sembra pregiudicare il raggiungimento dei fondamentali obiettivi di politica economica: crescita, occupazione e stabilità dei prezzi, oltre a subordinare l’effettività di molti diritti costituzionalmente garantiti al rispetto di una rigorosa, quanto miope e bieca, disciplina di bilancio. Il Festival per l’Economia si pone l’ambizioso obiettivo di fornire risposte adeguate, sostenute da un indiscutibile valore scientifico. #b##u#Appuntamenti del Festival per l'Economia con Giovanni Zibordi.#/u##/b# Venerdì 15 alle ore 18.00 "Mercati finanziari, bolle ed instabilità: chi decide realmente il nostro destino?", con Luigi Ferrari dell'Università di Milano. Sabato 16 alle ore 10.30 "I Certificati di Credito Fiscale", con Marco Cattaneo, presidente di CPI Private Equity. Il programma integrale del Festival è consultabile ^qui.#http://www.festivalperleconomia.it/^ #ALLEGATO_1#

Incontro a Reggio Emilia con Giovanni Zibordi su Banche e crisi: i nostri soldi sono sicuri? - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 04 Aprile 2016 13:43

#b##F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID#Incontro su Banche e crisi: i nostri soldi sono sicuri?#F_END##/b# ^Mercoledì 6 aprile alle 20,30 a Reggio Emilia presso la sala Zavattini di via Fratelli Cervi.#http://reggionelweb.it/2016/04/110828/#.VwDkssHH2Po.facebook^ #ALLEGATO_1# L'incontro, organizzato dal gruppo reggiano di "Cittadini per l'Economia e lo Sviluppo", si propone di fornire ai cittadini un'analisi indipendente sul Bail-in e sulla situazione economica dell'Italia. Relatore della serata sarà Giovanni Zibordi, analista finanziario indipendente e operatore sui mercati finanziari. #ALLEGATO_2# ^Qui potete trovare l'evento Facebook.#https://www.facebook.com/events/1150397858327701/^ #ALLEGATO_3#

Incontro pubblico: "Banche e crisi economica" a Zola Pedrosa - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 11 Marzo 2016 16:18

^Incontro pubblico: "Banche e crisi economica"#http://www.bolognatoday.it/eventi/banche-e-crisi-economica-marco-mori.html^ „ Venerdì 11 marzo 2016, a Zola Predosa,nella Sala Consiliare dell'Arengo in Piazza della Repubblica n.1, alle ore 20,30, si terrà un incontro pubblico intitolato "BANCHE E CRISI ECONOMICA - I nostri soldi sono al sicuro ? - Ma è vero che non ci sono i soldi ?", dove spiegheremo il rapporto che c'è in Italia tra il sistema di banche e la crisi economica, e cercheremo di capire cosa sta succedendo ai nostri risparmi e perchè non sono più al sicuro come prima dell'entrata in vigore dell'Unione Bancaria Europea e del meccanismo del Bail-in. Per aiutarci in questo arduo compito abbiamo invitato due relatori autorevoli : - Marco Mori, avvocato ligure, esperto in questioni giuridiche e da anni in prima linea nella difesa dei principi costituzionali rispetto ai Trattati Europei, ha scritto il libro "Il Tramonto della Democrazia"; - Giovanni Zibordi, esperti analista finanziario e trader sui mercati finanziari, inoltre blogger con il sito Cobraf.com, dottore di ricerca in Economia a Roma, ha un MBA a UCLA Anderson School of Management, ha scritto il libro "Le soluzioni per l'euro"; - Fabio Conditi, fondatore di Moneta 5 Stelle e dell'Associazione Moneta Positiva facente parte dell'IMMR, autore del libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi - Rifomr apartecipata e condivisa per una moneta dei cittadini e libera dal debito". L'incontro è aperto al pubblico, libero e gratuito, alla fine seguirà un dibattito su questi temi. #ALLEGATO_1#

Antonio Guglielmi parla del piano dell'UE per blindare l'Italia - Moderatore  

  By: Moderatore on Lunedì 07 Marzo 2016 13:50

Antonio Guglielmi, capo Ufficio Studi di Mediobanca, un mese fa ha fatto circolare una nota in cui parlava di un piano dell'UE per blindare l'Italia in caso di un'ipotetica caduta del governo Renzi. ^Mediobanca, nel memo dell’analista spunta la teoria del complotto#http://www.lastampa.it/2016/02/05/economia/mediobanca-nel-memo-dellanalista-spunta-la-teoria-del-complotto-e52dTbljWsiTfDY3mCdkTP/pagina.html^ GIANLUCA PAOLUCCI MILANO Magari è poco più di una chiacchiera tra colleghi, senza valore e senza impegno. Messa però per iscritto e con un titolo suggestivo: «Roma contro Bruxelles - la mia teoria del complotto». Fatto sta che questa mail da qualche giorno sta circolando tra investitori e sale operative non solo in Italia. L’autore si chiama Antonio Guglielmi ed è il capo degli analisti di Mediobanca Securities. Basato a Londra e specializzato nel settore bancario, nel suo campo è un’autorità riconosciuta. La mail era destinata a restare dentro Mediobanca: è diretta a tutti gli analisti di Mediobanca Securities e a tutti i «sales» (ovvero coloro che trattano con i clienti, investitori ed hedge funds). Guglielmi, non nuovo a polemiche nel mondo finanziario, fornisce la sua lettura sui recenti eventi tra politica e finanza. In estrema sintesi: la Ue teme l’avanzata dei 5 Stelle, Renzi finora ha fallito nel suo tentativo di arginare le forze anti euro, quindi Bruxelles deve adottare un «piano B» nel caso che Renzi non vinca le elezioni, tra un anno o al massimo due. La via è quella di mettere «l’Italia nell’angolo», fino a farla ricadere in piano di aiuti esterni e nelle clausole di condizionalità che limiterebbero l’azione di qualunque governo. «Come puoi arrivare a questo? In due modi», scrive Guglielmi. Il primo: «Lasci che Mps diventi un rischio sistemico, ne forzi la nazionalizzazione e il bail-in e dato l’alto debito pubblico italiano forzi l’Italia a chiedere l’aiuto della Ue in cambio della condizionalità». E ricorda Guglielmi come durante la crisi dello spread che forzò Berlusconi alle dimissioni da capo dell’esecutivo, uno degli elementi fu la massiccia vendita di Btp da parte di Deutsche Bank. «Perché non dovrei essere autorizzato a credere che qualcuno stia provocando le vendite su Mps con un simile obiettivo adesso?».

ma anche Galloni per la madonna... - GZ  

  By: GZ on Martedì 01 Marzo 2016 16:38

io conosco Galloni, ho fatto 3 conferenze assieme a lui, ne ho pure organizzata una con lui e Mosler, ma questo pezzo su ^ScenariEconomici#http://scenarieconomici.it/immigrazione-la-fine-delle-vuote-parole-di-nino-galloni/^ è assurdo. #ALLEGATO_1# Anche Galloni è vittima della propaganda "globalista" per la quale le centinaia di milioni di africani, arabi, pakistani, afgani ecc.. sarebbero un problema dell'Europa. Noi europei non c'entriamo invece proprio niente col fatto che, ad esempio, in Nigeria (paese ricco di petrolio a differenza dell'Italia), la popolazione sta esplodendo da 200 a 400 milioni (secondo le proiezioni), ma la vita fa schifo e molti vogliono venire qui da noi per venirne fuori. Lo stesso accade per quasi ogni paese africano, nordafricano, arabo e anche dell'Asia meridionale per cui ssistono oggi dai forse tre miliardi di persone, dalla Cina, India, Pakistan, Iraq...Egitto, Tunisia,Marocco..fino a tutta l'Africa i quali, nonostante un clima e risorse naturali non inferiori alle nostre, non sembrano capaci di avrere società ed economie decenti. Di queste enormi masse di gente una buona parte, forse 400 o forse 500 milioni, vogliono venire qui in Europa o altri paesi "bianchi" per godere della società ed economia che qui vi è stata creata. Non si tratta però di "immigrati anche loro come lo siamo stati noi", come recita la propaganda dei grandi giornali. I coloni italiani del 1880 o 1910 andavano in Canada, Argentina, Australia, USA per "colonizzare" cioè creare città, fattorie, ponti, strade, fabbriche, ospedali, scuole, laboratori... I nostri erano appunto COLONI, CHE CREAVANO UN ECONOMIA dove non c'era o era ancora in formazione e sviluppo. Queste masse di africani, nordafricani, arabi, afgani, pakistani non sono (per ora) in grado di far funzionare i loro paesi e vengono qui per inserirsi in un benessere che esiste già e goderne anche loro. Spiace dirlo, ma la verità è che se se vengono qui in massa trasformano anche l'Italia e l'Europa alla fine in una fotocopia dei loro paesi di origine. Per il semplice e ovvio motivo che una volta loro che siano la maggioranza, le cose funzioneranno più o meno come funzionano nei loro paesi. Non è difficile da capire: un paese pieno di romeni funzionerà come la Romania, un paese pieno di nigeriani come la Nigeria, un paese pieno di marocchini e tunisini come la Tunisia e il Marocco... Il motivo esatto di questo fenomeno storico non lo so e gli storici e sociologhi neppure. Si fanno tanti studi e si avanzano diverse ipotesi, ma l'unica cosa certa è che la REALTà è questa. E' essenziale distinguere tra la realtà e le sue possibili interpretazioni. Se fai ricerca universitaria è interessante chiedersi come mai di questo fenomeno per cui diverse etnie producono società diverse, se sei un normale lavoratore, padre o madre di famiglia o giovane disoccupato quello che conta è che questa è la realtà: i marocchini producono società meno attraenti degl olandesi, i pakistani sono peggio degli italiani in termini di economia e rispetto del prossimo. In attesa che si scopra i veri motivi di questo fenomeno occorre adattarsi a questa realtà pratica. E quindi cercare di tenere lontani arabi, africani e asiatici, impedire che diventino la maggioranza. Il nostro dovere è, se vogliamo sopravvivere come civiltà e società e se vogliamo un avvenire per i nostri figli, impedire a tutti i costi che arabi, nordafricani, cinesi, pakistani, rumeni ecc.. diventino la maggioranza nel nostro paese.

Inutile ripetere gli stessi errori - alberta  

  By: alberta on Venerdì 12 Febbraio 2016 21:57

Un paio di link che stimolano delle brevi considerazioni per il Fine settimana. http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/12/deutsche-bank-annuncia-buyback-titoli_0aa94c1b-c46b-4136-8e19-8bd908a632ed.html E' bastato l'annuncio che l' effetto è stato immediato....... Perchè anche la Repubblica Italiana non fa la stessa roba, come qualcuno suggeriva qui http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=123613994#123613994 , e poi vediamo l'effetto che fa ???? Certo noi non abbiamo il nonnetto in carrozzina, ma se c'è bisogno di figure simili, il Maestro Bosso lo candidiamo subito a Ministro dell' Economia, almeno è di una simpatia strabordante..... e di una serietà assoluta e tutto è risolto. Come non stimare una persona che si è definito "un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono" ? Tutti i giorni abbiamo vagonate di c.d. esperti afflitti da chiare "disabilità che non si vedono" ...... e vi sfido a dimostrarmi il contrario..... eheheheheh http://www.lastampa.it/2013/07/20/spettacoli/ezio-bosso-il-pianoforte-dono-contro-la-malattia-M6Cf7ZYZXhoSlRiIqgp3zO/pagina.html Poi saltiamo a questo lucido, ma drammaticamente carente, articolo di oggi di Rampini.......sulla deflazione, Nuovo invincibile mostro dei nostri tempi.... http://www.repubblica.it/economia/2016/02/12/news/se_il_mondo_va_sotto_zero_-133231916/?ref=HRER2-1 Tante belle considerazioni, ma il convitato di pietra Rampini se lo è dimenticato oppure è un Tabù che, causa il nonnetto in carrozzina di cui sopra, non si può neppure nominare ??? AUSTERITA'...... quella roba che ha fatto sprofondare gli USA nella Grande Depressione degli anni 1930 e che solo le politiche di segno opposto hanno rimosso. Certo, se gli USA avessero insistito ed il New Deal non fosse arrivato per tempo, forse oggi il nonnetto in carrozzina ce lo troveremmo a dare ugualmente ordini, ma in altra..... uniforme...

Come funziona l'economia? video di Ray Dalio finalmente in italiano! - Moderatore  

  By: Moderatore on Venerdì 12 Febbraio 2016 13:15

#F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Come funziona davvero l’economia?#F_END# Questo ^video#http://www.economicprinciples.org/it/^ semplice, conciso, di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori fondi mondiali, mostra come funziona "la macchina dell'economia". Qui trovi spiegato come e perchè si verificano i cicli economici, tramite l’analisi di concetti come il credito, i tassi d’interesse, il ricorso all’indebitamento e l’uscita dall’indebitamento. #img1# #img2#

Next is the Canada Bank system ? - alberta  

  By: alberta on Martedì 09 Febbraio 2016 19:06

Con il crollo del prezzo delle materie prime, suona qualche campanello d'allarme anche nel tranquillo Nord America delle banche più solide del Mondo. http://www.zerohedge.com/news/2016-02-08/forget-europe-why-time-has-come-panic-about-canadian-banks-one-chart