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Giappone come Grecia - GZ  

  By: GZ on Martedì 16 Giugno 2015 01:30

^"...C'è una battuta che gira tra i miei colleghi: «Sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia?». L'agghiacciante risposta è: «Tre anni»#http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2012-11-06/tokyo-sembra-atene-063652.shtml?uuid=AbR71Q0G)^ Così scriveva nel nov 2012 Luigi Zingales sul quotidiano di color rosa equiparando Grecia e Giappone come avviate entrambe, a tre anni di distanza, ad un default a causa del debito pubblico del 200% del PIL. Il fatto che la Grecia fosse vincolata dall'Euro e dalla BCE e la Bank of Japan invece potesse "stampare" Yen non faceva molta differenza per Zingales #i# ("... Il Giappone può monetizzare il proprio debito. Ma nel momento in cui il mercato realizza che questo succederà, il costo del debito aumenterà per compensare creditori internazionali del rischio di inflazione/svalutazione. Me se la situazione è così tragica, perchè il mercato non penalizza i titoli giapponesi? La semplice risposta èche la speculazione al ribasso è timorosa. Come ho scritto molte volte, chi gioca al ribasso rischia molto: a fronte di guadagni limitati rischia perdite illimitate. Per questo i ribassisti si muovono solo quando vedono la possibilità di un guadagno immediato. Con una Banca del Giappone seriamente impegnata in massicci acquisti di titoli pubblici, il rischio di perdite per un ribassista è troppo elevato. Per questo aspettano. Il mercato è anestetizzato dalla Banca Centrale. Ma questa anestesia non è salutare, perchè ritarda il momento dell'aggiustamento. Più tardi il Giappone si sveglierà, più tragico sarà il risveglio. È un monito a tutti coloro che vorrebbero un Banca Centrale Europea altrettanto tollerante della Banca Centrale giapponese....#/i# " ) La Bank of Japan subito dopo aver letto l'articolo di Zingales ha iniziato a comprare tutto il debito pubblico giapponese stampando yen ad un ritmo triplo della FED e Bank of England. Compra titoli per 80 trilioni di yen all'anno quando lo stato giaponese ne emette per 50 trilioni, per cui finanzia l'intero deficit annuale e in più riduce anche l'ammontare di debito sul mercato. Continuando a questo ritmo nel 2017 il debito pubblico giapponese in mano al pubblico si sarà ridotto al 65% del PIL, meno della Germania...E come tutti sanno anche le altre banche centrali nel frattempo hanno fatto quello contro cui metteva in guardia Zingales, persino la BCE ora. Sono passati quasi tre anni da quando Zingales dava tre anni di tempo al Giappone per seguire la Grecia e prediceva un default del Giappone. #ALLEGATO_1# Come chiunque può controllare, il contrario esatto di quello scritto da Zingales a fine 2012 si è verificato: il costo del debito pubblico giapponese si è praticamente azzerato (^il decennale JGB era all'0,82% nel nov 2012 ed è poi sempre sceso, toccando anche lo 0,2% e ora è allo 0,5%#http://www.bloomberg.com/quote/GJGB10:IND^) Sono passati due anni e mezzo, il Giappone ha intrapreso il più colossale esperimento di monetizzazione del debito pubblico della storia (al seguito di USA, UK e persino della UE con il QE di Draghi), il suo costo del debito si è quasi azzerato e chi ha provato a vendere short il JGB, come velatamente Zingales suggeriva, ha dato lui default. Il mercato si è buttato a comprare azioni giappponesi, il cambio si è svalutato molto e l'inflazione è salita leggermente, la disoccupazione in Giappone è scesa ed è la più bassa del mondo industrializzato, sul 4% ( in Italia per dire è salita dal 6 al 12% e in Spagna credo il 20%...) La Grecia invece, che non ha potuto monetizzare il debito e svalutare, ma è rimasta schiacciata sotto il peso del debito e debito in valuta sopravvalutata del 50%, ha continuato a disintegrarsi, con disoccupazione al 25% ecc.. e st ora per dare un default. Come analogia Giappone come Grecia non era male... Quando uno come Zingales sbaglia in modo così plateale sulla questione monetaria e fiscale cruciale del momento, bisognerebbe chiedersi onestamente se non ci sia una toppa grossa come una casa nella teoria che il 90% degli economisti italiani diffonde . E' veramente semplice: 12mila mld di "MONETIZZAZIONE" da parte delle banche centrali hanno avuto l'effetto esattamente opposto di quello predetto, cioè hanno ridotto il costo del debito e senza particolari conseguenze. I paesi che non l'hanno potuto fare come l'Italia o la Grecia hanno sofferto invece. #b# Il debito pubblico non è un problema se lo stato può creare moneta, lo diventa solo se glielo vieti.#/b# Zingales non capisce un 'azzo di moneta e debito pubblico. Ma è l'economista italiano oggi più quotato, risulta primo nelle ^classifiche tipo "IDEAS" in base ai lavori pubblicati#https://ideas.repec.org/e/pzi101.html^ che per i professori sono vitali per la carriera. Ho fatto ^l'esempio ieri di Francesco Giavazzi#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123589787#123589787^ che nella generazioni precedente a Zingales era il prof. di economia più quotato, MIT, Bocconi ecc... Quando è stata fallire Lehman Giavazzi ha celebrato l'evento perchè #i# era una vittoria del mercato che provava che non occorrono i salvataggi...#/i# . Dal giorno del fallimento di Lehman ci sono stati interventi per migliaia di miliardi per salvare il mercato finanziario dall'implosione... In Medicina o Ingegneria gli esperti sono in maggioranza quello che indica la parola, degli esperti, che commettono anche loro degli errori, ma non sistematici e non sbagliano praticamente tutto sulle questioni vitali. In Economia invece hai più che altro delle ideologie e delle narrazioni, condite con numeri e statistiche qui e là, per farle assomigliare alle scienze. I politici hanno le loro responsabilità, ma sulle questioni come l'euro, il debito pubblico, la BCE, la spread dato che non capiscono e non sanno niente si appoggiano agli economisti. E questi non capiscono un 'azzo (o hanno in qualche modo interesse a non capire.. che poi è lo stesso) Bisogna rendersi conto di questo tragico fatto. Ad esempio McKinsey lavorando con aziende bene male queste cose invece le capiscono, #i#se non ne vanno di mezzo dei loro interessi#/i#. Sul debito pubblico McKinsey sembra esserci arrivata, perchè nel suo famoso report di qualche mese sul debito globale scrive alla fine in un paragrafo che esiste anche l'opzione per il debito pubblico di farlo semplicemente sparire... Cioè se stampi moneta e la usi per assorbire gradualmente i titoli pubblici sul mercato alla fine è come se non esistessero più.......come dimostra il caso macroscopico del Giapppone che stampa 80 trilioni di yen l'anno e li usa per far sparire i titoli sul mercato appunto... #i# ----- ^Luigi Zingales: nov 2012 "Se Tokyo sembra Atene"#http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2012-11-06/tokyo-sembra-atene-063652.shtml?uuid=AbR71Q0G^ C'è una battuta che gira tra i miei colleghi: «Sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia?». L'agghiacciante risposta è: «Tre anni». L'ovvio riferimento è alla situazione del debito pubblico. Per quanto paradossale, l'accostamento della grande potenza industriale asiatica al piccolo e disastrato Stato ellenico non è poi così assurdo. Con un debito pubblico sul Pil del 230% e un deficit statale del 10%, quello che dovrebbe sorprendere non è il paragone tra Giappone e Grecia, ma il numero di anni richiesti perché la similitudine si avveri. Dopo tutto la Grecia, quando nel 2010 è entrata in crisi, aveva un rapporto debito Pil di solo il 143% e un deficit del 10 per cento. Ed è ancora più sorprendente che il mercato non se ne preoccupi affatto. Con un rendimento decennale dei titoli giapponesi di solo 0,78%, il Giappone sembra lungi dalla catastrofe ellenica. Sbagliano i miei colleghi o sbaglia il mercato? Temo il mercato. Ma vale la pena di capire perché. Nonostante il livello di indebitamento molto più elevato, il Giappone ha numerosi vantaggi rispetto alla Grecia. Innanzitutto, ha un sistema industriale capace ancora di esportare. Poi ha un sistema fiscale funzionante, che rende credibile un forte aumento degli introiti fiscali in futuro. In terzo luogo, il Giappone prende a prestito principalmente nella sua valuta, quindi ha sempre l'opzione di monetizzare il proprio debito. Infine, i giapponesi sono sempre stati forti risparmiatori, e quindi la stragrande maggioranza del debito è detenuto internamente. È come se lo stato giapponese finanziasse il proprio debito in moneta, ma i suoi cittadini ossequiosi, invece di spendere questa moneta, la risparmiassero, mettendola sotto il materasso. Questa partita di giro, però, non può continuare tanto più a lungo. La coorte più numerosa di giapponesi, quelli nati immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, sta per andare in pensione. Tra poco invece di risparmiare affannosamente comincerà a spendere i propri risparmi. La generazione successiva è molto meno numerosa e quindi il risparmio complessivo comincerà a scendere. La coorte che entra ora nel mercato del lavoro è molto meno numerosa di quella che sta per andare in pensione. Quindi ci sarà non solo un calo del risparmio, ma anche un calo tendenziale del Pil. Presto lo stato nipponico sarà costretto a finanziarsi almeno o in parte sui mercati internazionali, che sono meno ossequenti dei cittadini giapponesi e domanderanno un rendimento più elevato. Ma con un debito pari a 230% del Pil un aumento dei costo del debito si traduce velocemente in un deficit più elevato che impaurisce i mercati internazionali e fa aumentare maggiormente i tassi di interesse. Come noi italiani abbiamo imparato a nostre spese, il vortice diventa velocemente pericoloso. Il Giappone può uscirne? Per ridurre il debito, il Giappone può aumentare le imposte. Ma per ogni punto percentuale di aumento del costo del debito il governo nipponico dovrebbe aumentare le imposte di 2,3 punti percentuali di Pil, con effetti recessivi sul Pil e un rischio di spirale negativa tra aumento delle imposte, recessione, aumento del deficit, e necessità di un ulteriore aumento delle imposte. Il Giappone può monetizzare il proprio debito. Ma nel momento in cui il mercato realizza che questo succederà, il costo del debito aumenterà per compensare creditori internazionali del rischio di inflazione/svalutazione. Me se la situazione è così tragica, perchè il mercato non penalizza i titoli giapponesi? La semplice risposta èche la speculazione al ribasso è timorosa. Come ho scritto molte volte, chi gioca al ribasso rischia molto: a fronte di guadagni limitati rischia perdite illimitate. Per questo i ribassisti si muovono solo quando vedono la possibilità di un guadagno immediato. Con una Banca del Giappone seriamente impegnata in massicci acquisti di titoli pubblici, il rischio di perdite per un ribassista è troppo elevato. Per questo aspettano. Il mercato è anestetizzato dalla Banca Centrale. Ma questa anestesia non è salutare, perchè ritarda il momento dell'aggiustamento. Più tardi il Giappone si sveglierà, più tragico sarà il risveglio. È un monito a tutti coloro che vorrebbero un Banca Centrale Europea altrettanto tollerante della Banca Centrale giapponese.#/i#

Giavazzi dice lasciamo andare in default i greci che non succede niente (disse lo stesso per Lehman) - GZ  

  By: GZ on Venerdì 12 Giugno 2015 02:38

Tutti ora sono convinti che il mercato non avrà problemi se la Grecia da default o esce dall'Euro (che sarebbe una forma di default), perchè la BCE con l'OMT, ELA, Fondi Salva Stati e QE ha blindato tutto e ha pensato a tutto. Il prof Giavazzi nel suo delirante editoriale sul Financial Times di qualche giorno fa intitolato ^"I Greci hanno scelto la povertà, lasciamoli al loro destino"#http://next.ft.com/2bc11fe8-0dd5-11e5-9a65-00144feabdc0^ ha scritto che è un bene che la Grecia venga lasciata uscire dall'euro e che le si può abbuonare tutto il debito (default insomma) che non ci saranno problemi. Il 15 settembre del 2008 il governo USA decise di lasciar fallire Lehman Brothers. In marzo aveva evitato il fallimento di Bear Sterns, che era molto simile a Lehman, arrangiando la sua fusione ecc.., come si fa di solito, ma nel caso di Lehman Hank Paulson decise di non dare garanzie pubbliche e di mostrare che non si salvano sempre le banche perchè "è il capitalismo bellezza" e il mercato assorbe i fallimenti e poi funziona tutto meglio (o forse Paulson, che era di Goldman Sachs, voleva regolare i conti con Lehman...) Il giorno dopo Francesco Giavazzi scrisse sulla Voce, il 16 sett 2008: #i# ^"Ieri è stata una buona giornata per il capitalismo. Dopo il salvataggio con una garanzia pubblica di Bears Stern in primavera e di Fannie Mae e Freddie Mac il mese scorso, si era diffusa l’impressione che il governo americano avrebbe salvato chiunque: oggi le banche, domani le case automobilistiche e le linee aeree, dopo domani chissà. Invece, con grande coraggio, il segretario del Tesoro statunitense Henry Paulson ha detto basta. Il costo è stato elevato, il fallimento della terza/quarta banca d’investimento al mondo, ma il mercato ha impiegato meno di cinque minuti a capire. E Bank of America ha comprato Merrill Lynch senza alcuna garanzia pubblica e ad un premio di 70 per cento sull’ultimo prezzo di mercato. Oggi la cintura di liquidità di cui ha bisogno AIG sarà anch’essa offerta dal mercato. Il Tesoro e la Fed si limitano ad un’opera di coordinamento utile e che non costa nulla. E’ una svolta importante, la vittoria del mercato. ..#http://www.lavoce.info/archives/25149/una-vittoria-del-mercato/^"#/i# Come tutti sanno, nel giro di qualche giorno il fallimento di Lehman fece crollare tutti i mercati finanziari del mondo e costrinse le banche centrali a stampare secchiate di miliardi (700 miliardi come prima botta) per tamponare il crac. AIG è stata salvata poi anche lei nel giro di qualche giorno con più di 100 miliardi di soldi stampati dalla FED e ancora adesso dopo sette anni è controllata dallo Stato! Nota Bene Il prof Francesco Giavazzi della Bocconi è stato negli ultimi 20 anni l'economista più influente in Italia, da sempre appare sul Corriere con i suoi editoriali. Un aquila che quando è fallita Lehman scriveva che #i# ":..il mercato ha impiegato meno di cinque minuti a capire... Ieri è stata una buona giornata per il capitalismo... Oggi la cintura di liquidità di cui ha bisogno AIG sarà anch’essa offerta dal mercato..."#/i# Uno che era entusiasta dell'Euro, un paladino di Monti e dell'"austerità espansiva", un fautore della deregolamentazione finanziaria e della Globalizzazione. In poche parole un nemico dell'umanità, un pericolo pubblico, uno da mandare al confino senza processo, solo sulla base dei suoi articoli di economia che sono prova sufficiente della sua pericolosità sociale. La colpa del disastro economico in Italia non è solo o tanto dei politici, è dei professori di economia che vanno mandati a zappare come si diceva una volta perchè quando raccomandano o predicono qualcosa sbagliano di 180 gradi. Tra qualche giorno o al massimo qualche settimana si avrà un altra riprova dell'intelligenza di Giavazzi sulla Grecia

Mosler e Alfredo D'Attorre al dibattito sull'economia a Rimini il 21 - GZ  

  By: GZ on Giovedì 14 Maggio 2015 21:04

abbiamo invitato l'ottimo ^Alfredo D'Attorre#https://www.google.it/search?q=Alfredo+D%E2%80%99Attorre+pd&oq=alfredo&aqs=chrome.2.69i57j0j69i59l2j0l2.5353j0j1&sourceid=chrome&es_sm=122&ie=UTF-8#tbs=qdr:m&q=Alfredo+D%E2%80%99Attorre+^ della direzione nazionale del PD (ala dissidenti) al dibattito con Warren Mosler il 21 maggio all'ITforum di Rimini dopo che è apparso ovunque ^questo suo video di un dibattito in TV#https://www.youtube.com/watch?v=Orx6NzgwFc4^ sull'economia in cui D'Attorre ha zittito tutti in sala D’Attorre non è un economista, ha fatto il dottorato in filosofia alla Normale di Pisa, per cui ha il cervello sgombro delle panzane sul debito, moneta e simili dell'economia "made in USA" e invece ragiona in modo logico. L'idea sarebbe che al dibattito con Mosler gli dico #i# "... senti se voi dissidenti del PD fate un altro partito con le cose che dici tu mettete Mosler come economista e candidato a ministro delle Finanze...cosa ne pensi ?"#/i# (ehi, il ^neonato partito socialista#http://memmt.info/site/rinascita-socialista-mosler-sarebbe-un-perfetto-ministro-delleconomia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rinascita-socialista-mosler-sarebbe-un-perfetto-ministro-delleconomia^ ha detto questo mese che Mosler dovrebbe essere il suo ministro dell'economia) ^guarda il video#https://www.youtube.com/watch?v=Orx6NzgwFc4^ - Al minuto 0:07 D’Attorre sostiene che il famoso “tesoretto” non solo è inesistente ma, ancor peggio, è “un bel tesoretto all’incontrario…non da distribuire ma da trovare”. - Al minuto 0:47 “torna il tema cruciale che il Governo purtroppo fin qui ha eluso: una radicale ridiscussione delle regole con l’Europa… dopo sette mesi di Governo Monti lacrime e sangue "la spread" era sempre sopra 500 punti come quando Berlusconi se ne era andato e la spread è scesa veramente solo da luglio 2012 quando Draghi ha promesso di comprare tutto il debito che era necessario... non è stata l'austerità a far scendere la spread”. - Al minuto 2:29 D’Attorre parla del golpe finanziario della Bce e di Mario Monti e sostiene senza giri di parole che “al di là degli errori che erano stati fatti dal Governo Berlusconi, era l’architettura dell’euro che non reggeva”. Se ha retto fino ad oggi, in effetti, non è per le manovre lacrime e sangue applicate con spietato rigore da Monti in avanti, che hanno depresso l’economia, ma perché la Bce ha garantito il suo intervento a protezione del debito pubblico dei Paesi in crisi. È un bluff che non può durare ancora a lungo, ed è di nuovo la disperata situazione greca a dimostrarlo, mentre in Italia i poveri sono ormai 10 milioni. - Al minuto 4:15 “dopo un anno di Governo…purtroppo i fondamentali dell’economia sono peggiorati, la disoccupazione è più alta, il Pil non riparte, lo stato delle finanze pubbliche non migliora…le riforme in itinere, da quella della Pubblica amministrazione alla scuola destano più preoccupazione per la confusione e i danni che possono provocare che aspettative reali”. - Al minuto 5:31 D’Attore sostiene che “la politica economica del Governo che…si muove sostanzialmente in continuità con le scelte del Governo Monti e con le direttive dell’Europa, Bruxelles e Francoforte, è una linea di cedimento dell’Italia agli interessi di altri Paesi, è una linea subalterna, è una linea che va contro l’interesse nazionale e che è destinata a peggiorare ancora la situazione”. - Al minuto 7:14 “perché noi dobbiamo fare il 2,6%, addirittura al di sotto del 3% [di deficit], quando altri Paesi sono oltre, sostanzialmente per rispettare il Fiscal Compact, cioè l’idea che noi in una situazione di economia che non riparte dobbiamo avviare già adesso la riduzione del debito, quando sanno tutti che il debito si può ridurre…a due condizioni: se risale il Pil reale, torna la crescita, e se risale l’inflazione. Queste storicamente sono le uniche due strade”. - Al minuto 7:53, la critica al Jobs Act. D’Attorre sostiene giustamente che “Il Jobs act produrrà più flessibilità/precarietà del lavoro e poi il vero obiettivo per cui è stato fatto, imposto da Draghi all'attuale Presidente del Consiglio nel famoso vertice di agosto: la famosa deflazione salariale”. Se l’Italia non può competere svalutando quando necessario la moneta e non può fare investimenti industriali a causa del Fiscal Compact, è necessario tagliare occupazione e stipendi, per abbassare i prezzi. Ma in questo modo si manda all’aria l’intera economia, facendo il gioco degli interessi esteri. - Infine, al minuto 8:25, D’Attorre spiega come il Governo può tenere bassi i salari: “Per questa strategia, è naturale che la disoccupazione debba rimanere alta…Questi geni di Bruxelles hanno stabilito che ogni Paese ha un certo tasso di disoccupazione sotto il quale non può scendere” altrimenti aumentano i salari. Nel Def è tutto scritto: nel 2019 la disoccupazione sarà ancora ai livelli di oggi, se tutto va bene... Sapete quanto è per l'Italia la soglia di disoccupazione "strutturale" cioè sopra la quale l'inflazione poi sale secondo Bruxelles ? il 12% !... cioè prevedono come strategia che la disoccupazione resti al 12%, nei loro stessi documenti..." #ALLEGATO_1#

Pagano chi prende un mutuo - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 15 Aprile 2015 19:29

Il Messico ha emesso un bond in Euro a 100 anni (cento, con tre zeri) al 4,6% che è andato a ruba Il Portogallo oggi visto i suoi Bot a tre mesi andare sotto lo zero, paghi qualcosa ora per comprare bond portoghesi, di un paese con più debito pubblico dell'Italia e un debito estero secondo solo alla Grecia In Danimarca e ora anche in Spagna Bankinter SA, pagano qualcosa a chi prende un mutuo con loro, cioè riducono di uno 0,4% ad esempio l'ammontare del mutuo. In Portogallo sono a zero. (Nutro speranze che il mio mutuo di liquidità con spread dell'1% contratto nel 2009 scenda a zero...ora pago l'1%) Tutti i bonds tedeschi fino al 2024 pagano ora rendimento negativo Jeff Gundlach ha dichiarato una settimana fa che i bonds corporate USA sono a livelli di rischio come non se ne vedono da venti anni, dato che rendono un 2,7% medio il ^Fondo Monetario avverte di "tantrum"#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/2476978a-e2e8-11e4-aa1d-00144feab7de.html?ftcamp=published_links%2Frss%2Fworld%2Ffeed%2F%2Fproduct#axzz3XNNbz1hK^ (caos) quando la FED alzi i tassi A leggere tutte queste cose questa ragazza tedesca non ne ha potuto più

la Grecia sta per adottare il nostro piano - GZ  

  By: GZ on Venerdì 03 Aprile 2015 19:01

#F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# La Grecia sta per adottare il nostro piano#F_END# #i# ...oggi il Telegraph, citando una fonte anonima vicina al governo greco, dichiara che la Grecia starebbe approntando una sorta di #b#piano B: nazionalizzazione delle banche ed emissione di nuovo della dracma, da utilizzare come "moneta interna" insieme all'euro. E, per recuperare i soldi necessari ad andare avanti, emissione di certificati di debito....#/i##/b# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Come si può leggere nei documenti di questo sito, nonchè nel libro pubblicato l'anno scorso con Cattaneo, Mosler e Bossone, il nostro piano consiste nel 1) emettere una moneta parallela o complementare all'euro tramite certificati fiscali (certificati di debito che non pagano interesse e che si possono usare per pagare le tasse) 2) nazionalizzazione delle banche (in modo che comprino questi crediti fiscali garantendone la liquidità e proteggendo dagli attacchi speculativi) #F_END# ---- Telegraph: 'La Grecia vuole nazionalizzare le banche e uscire dall'euro' 03/04/2015, 15:07 ATENE (GRECIA) - Si avvicina il 9 aprile, una data fondamentale per la Grecia. Infatti, entro quella data la Grecia dovrà rimborsare al Fondo Monetario Internazionale una rata di 450 milioni di euro; una somma che secondo molti oggi non è nelle casse dello Stato greco. E per questo si inseguono le voci più disparate, in proposito. Per esempio oggi il Telegraph, citando una fonte anonima vicina al governo greco, dichiara che la Grecia starebbe approntando una sorta di ^piano B: nazionalizzazione delle banche ed emissione di nuovo della dracma, da utilizzare come "moneta interna" insieme all'euro. E, per recuperare i soldi necessari ad andare avanti, emissione di certificati di debito#http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/telegraph-la-grecia-vuole-nazionalizzare-le-banche-e-uscire-dalleuro/350326_dal-mondo_2.html ^. Mentre contemporaneamente verrebbero sospesi i pagamenti al FMI. Una strada estremamente rischiosa: significherebbe di fatto decretare il default tecnico. Inoltre quanto potranno valere quei certificati di debito emessi da uno Stato che non ha una base economica che prometta di ripagare l'investimento? ...Una strada che comunque è stata negata dal governo Tsipras, che - attraverso il vice ministro dell'Economia Dimitris Maidas - ha fatto sapere di non avere nessuna intenzione di rimangiarsi la parola: il 9 aprile verrà regolarmente pagata la rata del prestito concesso dal Fmi....

Padoan ha dato il segnale del top - GZ  

  By: GZ on Giovedì 26 Marzo 2015 12:37

Padoan ha dichiarato che occorre che gli italiani rischino di più nei loro investimenti finanziari "l'Italia ha bisogno di più propensione al rischio" sfruttando la decrescente pressione sui bilanci delle banche e le politiche accomodanti della Bce. "Il forte flusso di risorse indirizzate all'industria e al risparmio gestito è indicativo" dei cambiamenti economici in atto, ha proseguito il ministro, sottolineando che vi è una "rivisitazione dei criteri di investimento". Serve che i risparmiatori acquisiscano "la conoscenza dei mercati finanziari", aumentando..." Lo ha dichiarato il giorno esatto in cui il Nasdaq, S&P, Dow e Russell hanno dato un bel segnale di inversione

La liquidità nel mercato dei bond corporate è crollata dal 90% - GZ  

  By: GZ on Sabato 21 Marzo 2015 20:34

La liquidità nel mercato dei bond corporate è crollata dal 90% rispetto a qualche anno fa ^"Liquidity crisis could spark the next financial crash"#http://www.telegraph.co.uk/finance/markets/11487546/Liquidity-crisis-could-spark-the-next-financial-crash.html^ 21 Mar 2015 Traders warn of a global credit 'meltdown' if corporate bond markets don't improve European and British companies, excluding banks, sold a combined $435.3bn (£291bn) of investment-grade debt last year, and $458.5bn in 2013, according to Dealogic. The level of issuance is much greater than before the financial crisis. In 2005, for example, $155.7bn was raised from corporate bond sales and $139.8bn the year before that. Companies issuing riskier, high-yield debt have been similarly prolific. Last year, European businesses sold $131.6bn of so-called junk bonds, up from $104.4bn in 2013, the Dealogic data show. In 2005, they issued $20.4bn. At the same time that issuance in the primary market has grown, trading of company bonds by investors in the secondary market has dried up, a liquidity shortage that ironically has been caused by regulators’ attempts to avert a repeat of the crisis that shook the financial system in 2008 ... “If you’re working a €50m block of bonds, there’s no way you’re going to get a price. So instead you have to chip away and sell €2m to €3m per day,” according to Andy Hill, ICMA’s director of market practice and regulatory policy. “A few years ago, you would go to your favoured bank with a large block, they would show you a price, they would take it onto their balance sheet, hedge it and then trade out of it. Banks can’t do that any more.” The impact of the fall-back by banks on trading has been dramatic. According to the Royal Bank of Scotland, liquidity in the US credit markets has dropped by about 90pc since 2006. ...

entro una settimana la crisi della Grecia riesplode - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 04 Marzo 2015 03:36

Entro una settimana la crisi della Grecia dovrebbe riesplodere, ci sono i sintomi, le banche greche sono crollate di nuovo e Italia e Spagna perdevano nonostante dati economici buoni. Il sostegno alle banche greche dell'ELA è esploso a 87 mld e la fuga dalle banche greche non si arresta. Se uno legge quello che sta succedendo negli ultimi giorni, ad esempio su ^"Greece eyes last central bank funds to avert IMF default"#http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11445627/Greece-eyes-last-central-bank-funds-to-avert-IMF-default.html^ e sugli ottimi pezzi di Yves Smith sui retroscena vede che l'accordo con Tsipras era come l'accordo tra Ukraina e Russia di dieci giorni fa (combattono come prima) E' una storia come Lehman, se ricordate i capi di Lehman pensavano che quando Paulson diceva che non li avrebbe salvati come Bear Sterns bluffava e li avrebbe salvati, ma Paulson non bluffava affatto e lasciò fallire Lehman Qui Tsipra e Varoufakis pensano che la Germania e la Troika bluffino e non lasceranno uscire la Grecia dall'Euro per cui scenderanno a patti alla fine anche se dalla loro parte forzano i termini. Ma Schauble e gli altri (specie la Spagna, Irlanda e Portogallo) non bluffano, sono disposti anche a creare il panico in Grecia e far saltare Tsipras di cui non si fidano proprio Intanto il fronte di chi vede la Grecia fuori dall'Euro si sta allargando, anche l'economista greco più serio e eletto anche lui con Tsipras, ^Costas Lapavitsas,, scrive oggi che bisogna farla finita con l'Euro#http://vocidallestero.it/2015/03/03/lapavitsas-sul-guardian-per-battere-lausterita-la-grecia-deve-liberarsi-dalleuro/^. Lapavitsas è quello più serio, Varoufakis quello più fotogenico diciamo. In Italia l'economista che sa di più sulla Grecia è ^Gennaro Zezza che ha scritto ieri su Micromega che l'unica soluzione è uscire dall'Euro#http://temi.repubblica.it/micromega-online/zezza-%E2%80%9Cla-grexit-e-una-possibilita-a-meno-che%E2%80%A6%E2%80%9D/^ e perchè una rivista del gruppo Repubblica faccia scrivere questo ce ne vuole proprio (di solito filtrano tutte le opionioni anti-euro) I greci hanno una rata del prestito all'IMF da rimborsare per venerdì e Ambrose Evans-Pritchard ad Atene oggi spiega che pensano di farsi prestare i soldi dei fondi pensione con un "repo" cioè un prestito con restituzione in 15 gg. In pratica usano i soldi dei fondi pensione per restituire 1,5 mld al FMI puntando al fatto che poi in aprile arrivino altri soldi ^Yves Smith mostra#http://www.nakedcapitalism.com/2015/03/greece-troika-eurogroup-actually-deal.html^ che la realtà è che quello che hanno firmato dieci giorni fa e che il mercato ha preso per un accordo era un memorandum scritto dalla troika e che Tsipras ha firmato, e Varoufakis è stato escluso dalla discussione, cioè gli impegni del governo greco sono stati scritti a Bruxelles e non come si leggeva i greci li hanno inviati a Bruxelles E' come Lehman... Tsipras pensa che gli altri bluffino e in ogni caso è costretta a forzare e non rispettare il memorandum perchè ha avuto un voto interno e il 44% dell'assemblea ha votato contro l'accordo e perchè obiettivamente deve poter spendere almeno 10 mld di euro in più per non perdere la faccia Gli altri però sono molto rigidi, specie i paesi piccoli, la Spagna, il Portogallo e la Germania e anche Renzi sotto sotto, perchè politicamente non vogliono che Tsipras possa rompere l'austerità visto che è la loro linea e fronteggiano opposizioni simili a Tsipras o anti-euro tout court. Intanto Dal 2012 in poi troika e l'elite europea eurista non ha più sbagliato delle mosse, ma adesso è probabile che facciano un passo falso con Tsipras

Varoufakis ha paura di uscire dall'Euro perchè non capisce le banche - GZ  

  By: GZ on Lunedì 02 Marzo 2015 00:58

^"Varoufakis spiega gli enormi costi dell’uscita dall’euro"#http://keynesblog.com/2015/02/27/varoufakis-spiega-gli-enormi-costi-delluscita-dall-euro-noeuro/#comment-38877^ Keynesblog il 27 febbraio 2015 #i# (keynesblog) Nel 2011, rispondendo ad una proposta di Warren Mosler e Philip Pilkington, l’attuale Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis spiegava perché la rottura dell’eurozona sarebbe un disastro e perché le proposte di Mosler e Pilkington sarebbero una mossa della disperazione. #b# Secondo Mosler e Pilkington, basterebbe ridenominare le tasse e i pagamenti dello stato nella nuova valuta, lasciando invece i depositi e i mutui in euro#/b# . Varoufakis smonta in modo garbato (come si usa fare tra colleghi, infilando qua e là qualche frase di circostanza) ma deciso tale idea, e soprattutto mette in guardia sui costi sociali ed economici che avrebbe l’uscita unilaterale dall’euro. Riportiamo qui alcuni passaggi significativi con un nostro commento: #F_START# size=3 color=blue face=Helvetica #F_MID# (Varoufakis) … Le banche rimarranno a corto di liquidità e non saranno mantenute attive dalla BCE. Il che significa che l’unico modo in cui l’Irlanda o la Grecia o chiunque adotti questo piano possono mantenere le proprie banche attive è che esse siano ricapitalizzate nella nuova valuta nazionale da parte della Banca Centrale. Ma questo significa che i depositi nei conti bancari, di fatto, saranno convertiti dall’euro nella nuova valuta; annullando così la misura benefica dell’assenza di conversioni obbligatorie dei depositi bancari nella nuova valuta….#F_END# (keynesblog) Ovviamente è così e negarlo vuol dire non rendersi conto o ignorare volutamente l’ovvietà che un sistema bancario deve usare prevalentemente la valuta in cui sono denominate le riserve emesse dalla sua banca centrale (altrimenti si è di fronte ad una “eurizzazione” di fatto). A ciò va aggiunto, come abbiamo spiegato qui e qui, che lasciare sia i depositi e i prestiti in euro significa far fallire le famiglie e le imprese indebitate, mentre lasciare solo i depositi in euro significa far fallire le banche. La partita doppia, banalmente.#/i# Ovviamente NON è così nel sistema finanziario moderno. Quello che dice Varoufakis è naive, non sa di cosa parla il nostro uomo ad Atene e sembra che anche a Keynesblog non abbiamo chiaro che le banche SONO SEMPRE GARANTITE DALLO STATO, NON SONO AZIENDE NORMALI, OPERANO QUASI SENZA CAPITALE PER CUI VANNO IN CRISI DI CONTINUO E TUTTI GLI STATI STAMPANO MONETA PERIODICAMENTE PER RIMETTERLE IN PIEDI. (lettura consigliata per mettersi in pari velocemente: ^"The Bankers’ New Clothes" Anat Admati e Martin Hellwig#http://bankersnewclothes.com/^) 'azz, ma non avete visto che la crisi globale è stata dovuta al fatto che metà delle banche occidentali erano praticamente fallite nel 2009 e senza che nessuno fosse uscito dall'euro eh..#b# .#F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Se torni alla Lira sai cosa dovrai fare ? stamperai Lire per rimettere in piedi le banche che soffrano perdite, è una manovra di contabilità tra la Banca Centrale e le Banche e il resto dell'economia non se ne accorge più di tanto, come gli americani e inglesi hanno stampato dollari e sterline per rimetterle in sesto nel 2009, i giapponesi hanno stampato yen negli anni '90, i cinesi hanno stampato yuan ogni volta che le hanno dovuto ricapitalizzare#F_END##/b# .... Sai cosa hanno fatto tutti ? Hanno stampato yen, yuan, dollari, sterline e hanno comprato attività incagliate delle banche mettendole a carico del bilancio della Banca Centrale...Hanno usato il QE per questo. L'Italia farà lo stesso, che problema c'è ? #/i# (OK, a essere esatti questa manovra farà svalutare la lira più di quello che dice Bagnai che questi problemini pratici li ignora beatamente, ma a parte quello ?)#/i# Ragazzi, #b# la partita doppia#/b# ce l'ha anche un Srl che gestisce una birreria, ma le banche sono bestie diverse, perchè innanzitutto creano il 96% del denaro che circola (come debito) e poi perchè operano praticamente senza capitale (fino a poco fa in media 3-5% capitale e 95-97% debito). Di conseguenza, quando rimangono "senza capitale" glielo rimette lo stato, utilizzando tre o quattro modi indiretti che la gente non capisce (tra i quali c'è anche il QE, yes...). Nessuno stato moderno lascia che le banche falliscano (che sarebbe la definizione di mangiarsi il capitale) e automaticamente stampa moneta e le rimette in sesto. E' la prassi. MA NON OCCORRE TOCCARE I DEPOSITI DEI CLIENTI E NON SUCCEDE PRATICAMENTE MAI (ok, a Cipro, ma lì volevano fregare i russi che avevano parecchi soldi nelle banche cipriote...e appunto Cipro stato l'eccezione...). Ogni volta che le banche sono nei guai, e succede periodicamente in tutto il mondo da quando si è deregolamentato il sistema finanziario negli anni '80, gli stati sono costretti periodicamente a "stampare moneta", sostanzialmente per ricapitalizzarle. In alcuni casi fanno anche pagare qualcosa direttamente ai contribuenti, ma in genere stampano moneta e "ripuliscono" i bilanci delle banche. Questo è la norma e succede di continuo, ci sono state qualcosa come ^trenta crisi bancarie da metà anni '70 nel mondo#http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_banking_crises^, tutte risolte prevalentemente con "stampa di moneta". Persino la Svezia a inizio anni '90. E l'unica conseguenza è che in genere questo indebolisce il cambio, ma se guardi neanche troppo. #i# (alert! sto semplificando e sintetizzando un discorso molto grosso, a voler essere esatti nei paesi in cui si era accumulato molto debito estero, in dollari ad esempio, come nella crisi asiatica del '97 e quelle sudamericane pre-1994 e in Argentina ci sono stati anche problemi di default...Ma nessuno ha avuto il sistema bancario paralizzato per mancanza di soldi alla fine e i depositanti hanno sofferto solo in caso di conversione forzosa, da dollari a pesos come in Argentina....Qui però si sta parlando della soluzione di Mosler DI EVITARE LA CONVERSIONE FORZOSA. Fatto questo inciso si prega di continuare fino alla fine perchè il filo del discorso è quello che importa e se si complica troppo poi lo si perde e si lascia la gente confusa, come fanno quasi tutti in Italia...)#/i# La Cina ad esempio è la quarta volta adesso che ricapitalizza in modo silenzioso le sue banche e non lo fa aumentando le tasse, stampa moneta e gli compra il debito marcio... gli USA e la Gran Bretagna lo hanno fatto per migliaia di miliardi nel 2009 (il primo "QE" non è stato rivolto a comprare titoli di stato eh... nel 2009 hanno stampato dollari e sterline per ricomprare le perdite delle banche sotto forma di ABS e altri derivati di mutui tossici... La Germania stessa ha avuto perdite di 700 mld nel 2009 con WestLB e altre banche, ma mica ha aumentato di 700 mld le tasse… L’Irlanda ha avuto perdite superiori al PIL o quasi nel 2009-2011 a causa delle sue banche. Ma nessuno ha toccato i depositi. E tra parentesi l'aumento del debito pubblico in eurozona dal 2009 ad oggi è stato dovuto largamente alle perdite delle banche e però adesso se noti con il QE si stampa moneta e lo si ricompra... Varoufakis non sembra capire come funzionano i meccanismi bancari e monetari quando parla di uscita dall'Euro. Ma andiamo con ordine perchè le banche sono il cuore del problema e il bau bau che viene sempre agitato per far paralizzare dalla paura la gente (le banche !... saranno fallite!"... i bancomat spenti!...") Innanzitutto, #b# se passi alla Lira (o dracma), ma NON CONVERTI FORZOSAMENTE i depositi da Euro a Lire, come suggerisce Mosler#/b# , devi però imporre alle banche di convertire su richiesta del cliente i mutui e debiti da Euro a Lire, altrimenti famiglie e imprese ne possono venire schiacciate (giusto ? uno riceve stipendio in lire ora, ma ha il mutuo in euro...). Questo stesso problema lo hanno avuto (su scala ridotta) in Ungheria, Polonia e altri paesi dell’Est con i mutui in franchi (ci sono notizie fresche questo mese dalla Polonia se vuoi controllare). Bene, la soluzione che hanno applicato è stata appunto #b# lo Stato imponeva alle banche di coprire il rischio di cambio dei clienti, cioè se il cliente lo chiede gli convertivano il mutuo in zloty o fiorini dai franchi#/b#. Questo causa perdite alle banche, yes. Nel caso dell'Italia e della Grecia si imporrà che convertano in lire o dracme. Le banche però sono in grado di farlo, come anche le multinazionali molto meglio di una famiglia o di una piccola azienda perchè hanno gli strumenti per coprire il rischio di cambio. Dato infatti che le banche sapranno che il giorno X si comincerà ad usare lire da parte dello Stato e questo farà anche una legge per la quale i clienti possono chiedere di convertire mld di mutui e crediti da Euro in Lire, le banche prenderanno in anticipo posizioni di copertura ("hedge", "short"…), cioè venderanno short Lire sul forex. In questo modo quando gli toccherà comprare lire e poi girarle ai clienti convertendo i loro euro, compenseranno in buona parte la perdita. Questo Varoufakis sembra che non lo sappia… #b# Le banche (e le multinazionali) non sono come le famiglie, operano sui cambi#/b# e coprono l'esposizione in cambi quando sanno la direzione e la tempistica (come sarebbe in questo caso di ritorno alla lira). Se quindi le banche italiane sanno che il 1 gennaio 2016 lo stato inizia a pagare e incassare in lire e ha intenzione di imporre per legge il diritto dei clienti di avere la conversione 1 a 1 di euro in lire, bene... le banche faranno delle stime e venderanno short miliardi di lire corrispondenti ai loro mutui per coprirsi dalle perdite di una certa svalutazione della lira. Se però queste politiche di copertura del cambio non sono sufficienti (come è probabile che sia perchè sono importi enormi e non è una scienza quella dell'"hedge"), le banche italiane o greche avranno perdite, non come quelle che immagina Varoufakis, ma forse tali che ridurrano il loro capitale sotto la soglia minima legale. E allora devi ricapitalizzarle. Sicuro. Qui arriviamo a quello che dice Varoufakis, che se passi alla lira gradualmente come suggerisce Mosler senza convertire i depositi in euro, avendo la banca delle perdite #b##i# :”…i depositi nei conti bancari, di fatto, saranno convertiti dall’euro…”#/b# #/i# Ma perchè Yannis ? Una volta che sei toranto di nuovo ad essere un Stato come tutti gli altri e non sei più soggetto ai vincoli della UE, ricapitalizzi le banche come vuoi, con le lire o le dracme, senza toccare i depositi, perchè NON C’ENTRA LA RICAPITALIZZAZIONE CON LE PASSIVITA’ cioè i depositi, come sembra dire Varoufakis. Nel bilancio di una banca a destra ci sono le passività, composte dai depositi dei clienti, da bonds e altri debiti bancari vari e poi ci sono i mezzi propri (il “capitale” o equity). Le passività tipicamente sono il 95% e il capitale il 5% (e solo ora stanno alzando le percentuali, ma in realtà anche con Basilea III resta molto bassa, ^leggi sempre Admati e Hellwig#http://bankersnewclothes.com/^). Se devi allora “ricapitalizzarle” perchè le perdite hanno fatto sparire il capitale o mezzi propri hai diverse opzioni NESSUNA DELLE QUALI RICHIEDE CHE TOCCHI I DEPOSITI: a) nazionalizzare brutalmente, metterci qualche miliardo di capitale da parte dello Stato, azzerare azionisti e creditori della banca e poi dopo qualche anno, quando tutto si è calmato, torni a privatizzare. Una volta che sono statali come si sa si fa quello che si vuole. Ok, questo è un metodo un poco comunista che è passato in disuso, ma in passato lo si è fatto e funziona. b) crei una “bad bank” in cui scarichi tutte le perdite, come ad esempio stanno pensando Renzi e Padoan ora dove però la banca originale resta in piedi e salvi anche con soldi pubblici i creditori della banca (la soluzione USA e UK del 2009 per intenderci) e dove poi con un bel QE la Banca Centrale appunto compra tutte le perdite e le tiene lei (e se le cose migliorano le rivende, se non migliorano fa finta di niente e le attività comprate risiedono per decenni nel suo bilancio, vedi Cile, Messico, Brasile, Cina, Thailandia....leggere Peter Stella ad esempio a riguardo) c) dividere in “good bank” e” bad bank” spostando nella seconda i crediti incagliati o tossici o le perdite da conversione in lire, togliendole però la licenza bancaria e trasformandola in un veicolo finanziario morto che deve "digerire" questi attivi incagliati nel corso del tempo. Questo è il metodo asiatico, la Cina fa sempre più o meno così. Nella prima, “good bank”, crei una banca nuova di zezcca in pratica, vi sposti la parte buona dell’attivo e i depositi. Con questo sistema, hai spazzato via i creditori "secured" e "unsecured", cioè i detentori di bonds della banca e altri crediti verso la banca…). ^Questa è la soluzione migliore tra parentesi#http://blogs.ft.com/maverecon/2009/03/dont-touch-the-unsecured-creditors-clobber-the-tax-payer-instead/#axzz3StYlOC4C^), ma anche se gli esperti tipo Wilem Buiter la suggeriscono i politici, comprati dalla lobby finanziaria, non la vogliono mai applicare. Perchè costa alle istituzioni finanziarie e non ai contribuenti... #b# #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#In tutte queste opzioni di ricapitalizzazione NON OCCORRE TOCCARE I DEPOSITI DEI CLIENTI. Stamperai moneta sostanzialmente, quello che fanno tutti. La Cina è la quarta volta adesso che ricapitalizza in modo silenzioso le sue banche, USA e UK lo hanno fatto per migliaia di miliardi nel 2009. La Germania stessa ha avuto perdite di 700 mld nel 2009 a causa delle sue banche… L’Irlanda ha avuto perdite superiori al PIL o quasi nel 2009-2011 a causa delle sue banche. Ma nessuno ha toccato i depositi.#F_END# #/b# Si ha tanta simpatia e solidarietà con Varoufakis e tutti quelli che sono contro l'austerità, ma qui con le buone intenzioni non si va lontano. Purtroppo si tratta di trappole finanziarie e di cortine fumogene che confondo la gente e fanno sì che rimanga intrappolata. Nota 1 Per i più esigenti: ovviamente #b# esiste una differenza tra Grecia e Italia#/b# a riguardo, noi abbiamo banche che sono ora strapiene di depositi e in cui se gli porti 100mila euro e non gli compri polizze o prodotti strutturati quasi ti mandano via e i greci hanno perso ormai un terzo dei loro depositi scappati all'estero (Target2 della Germania in gennaio è esploso a causa dei greci..). Di conseguenza, nel caso della Grecia non è così semplice come la faccio qui sopra, per sintetizzare il nocciolo del discorso. Avendo la Grecia lasciato uscire una quantità enorme di depositi ha problemi seri, ma li ha ADESSO. Quando Varoufakis scriveva l'articolo citato da Keynesblog criticando Mosler era nel 2011 e allora era diverso, i soldi non erano ancora (quasi) usciti dalle banche greche Nota 2 Nel caso di #b# ritorno alla lira "secco" come viene predicato, per ora, da Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi#/b# e così via, il problema delle banche è molto più serio. Perchè appunto avresti una mega fuga di capitali, anzi la madre di tutte le fughe di capitali e qui però si parla di "depositi" (si confondono i due termini nel linguaggio, "depositi" e "capitale"). Se escono 1,000 mld di depositi dalle banche italiane hai un enorme problema. Come in Grecia oggi appunto. Ma questo non va confuso invece con il problema della ricapitalizzazione che riguarda i mezzi propri della banca. Il motivo per cui qui si propone l'uscita dall'Euro graduale, emettendo prima crediti fiscali, poi facendo incassare e pagare in lire da parte dello stato MA SENZA MAI CONVERTIRE PER FORZA I CONTI BANCARI è questo. Perchè la fuga dei depositanti ti mette in crisi. Per ora però Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi nella foga della polemica non vogliono ammettere il problema e fanno quindi una campagna debole e destinata alla sconfitta. Perchè Lega, Meloni, Grillo, Borghi, Bagnai, Rinaldi ecc.. dicono alla gente che gli convertiranno a forza i conti in euro in lire. E la gente, giustamente, appena avrà anche solo sentore che possano vincere porterà i suoi soldi all'estero, come hanno fatto i greci. #b# #F_START# size=5 color=black face=Helvetica #F_MID#L'unica uscita dall'Euro che funzionerà è un uscita graduale, implementata a tappe, senza mai convertire per decretogli Euro che gli italiani hanno in banca#F_END# #/b#. Altrimenti scappano via con i soldi (e lo fanno con molto anticipo) (per adesso la predichiamo in due o tre, ma bisogna dare tempo al tempo....) ------- Nota 3 Quando si parla del funzionamento delle banche hai da una parte Mosler che ha lavorato in banche da Bankers Trust negli anni ’70 in giù per 30 anni, una sua banca (piccola) in Florida l’ha venduta due anni fa con profitto dopo averla comprata nel 2009 e ed è stato il più grosso compratore di BTP nel 1994-1997 forse al mondo… e dall’altra il Varoufakis, un accademico specializzato in qualcosa di astratto (game theory) che come campo di studio suo si è occupato molto di economia monetaria, banche e mercati finanziari senza contare che non ha nessuna esperienza pratica. I ministri delle Finanze andrebbero affittati dall'estero, come si fa con i calciatori.

Le spread, i mercati e Tsipras dimostrano che sul lato finanziario si è fatto il possibile. Il problema siete allora voi - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 25 Febbraio 2015 13:20

Dopo due anni in cui ho speso una quantità assurda di tempo a leggere cosa si dice di economia in Italia mi sono reso conto (sono lento di comprendonio, deve essere il segno zodiacale del toro), che l'ostacolo principale non sono tanto i politici quanto gli esperti di economia e finanza, l'85% dei quali mostra un maligno compiacimento nello spiegare che sul lato finanziario non c'è niente da fare. Anche #b# Tsipras#/b# lo dimostra! Una volta avuta la responsabilità del bilancio della Grecia, non vedete che ha fatto un inversione a U e ora cerca di rispettare i parametri finanziari dell'eurozona e il surplus di bilancio ? #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Le spread scese quasi a zero, i mercati che sono saliti e il fatto che c'è pure il QE e lo stesso l'economia non decolla prova che il vero problema sta altrove, il problema siete voi#/b#, i milioni di italiani e greci che (ancora) lavorano #F_END# (e non come esperti finanziari ed economisti). La moneta e i conti dello stato non sono il problema, tocca a voi invece diventare più efficienti, producendo meglio, innovando, non sprecando e rubando sugli appalti, dovete studiare all'estero, non cercare raccomandazioni, non accontentarsi del posto pubblico, aprire l'azienda di famiglia, fondere e trasformare in spa le popolari, mettere i tassisti in concorrenza con uber, dare flessibilità con il job act ecc.. #b#Sul lato delle banche, del debito, degli interessi e dell'euro invece E' GIA STATO FATTO IL POSSIBILE DALLA BCE, UE E GOVERNI#/b# e noi che sappiano di finanza ed economia, (anche se nel 96% dei casi non abbiamo avuto alcun sentore della crisi del 2008, ma questa è acqua passata e siamo rimasti gli esperti), vi diciamo...: #i# "TOGLIETEVI DALLA TESTA CHE CI SIA UNA SOLUZIONE SUL LATO FINANZIARIO#/b#. La situazione del debito, degli interessi, del credito, dell'Euro, del bilancio pubblico vuoto per cui lo stato per deve fare l'austerità #b# è UN RIFLESSO dell'economia reale#/b#, se sprecate e non lavorate abbastanza e bene poi è chiaro che mancano i soldi! Non incaponitevi con la storia che sia colpa dell'Euro o della BCE... Noi siamo esperti economici e finanziari e vi diciamo che sul nostro lato, con il QE, i fondi salvastati, gli stress test delle banche è il resto è stato fatto ora il possibile. Sì, ci sono stati errori in passato, ma guardate come vanno bene i mercati finanziari, questo prova che la parte finanziaria è stato sistemata. Voi che siete dall'altro lato dell'economia reale state a lamentarvi delle tasse soffocanti, dell'euro, delle banche perchè NON CAPITE che alla fine i debiti si pagano sempre anche quelli pubblici. #b# Sulle banche, sul debito, sul bilancio pubblico cosa c'è ancora da fare, non vedete che le "spread" sono ormai a zero e tutti i mercati sono saliti ?#/b# Non capite che #b#le banche non prestano perchè non trovano gente a cui vale la pena prestare, lo stato tassa alla morte perchè non ha soldi in cassa, l'euro per fortuna che almeno ci protegge i risparmi, i tassi di interesse sono anche troppo bassi#/b#,... che cosa c'entra "la moneta", che è solo un riflesso dell'economia reale, piuttosto datevi voi una mossa a lavorare se ne volete avere di più (ve lo diciamo noi che siamo impiegati o consulenti di grandi fondi e banche...). Siete voi, i milioni di lavoratori pubblici e privati, i funzionari, manager, imprenditori, lavoratori autonomi, forestali, impiegati pubblici, insegnanti, taxisti, farmacisit e così via che avete dei difetti, non siete competitivi, non siete abbastanza efficienti e all'altezza, ma il meccanismo della moneta e del debito è stato sisemato ora grazie al lavoro delle Banche Centrali come si vede dai mercati. Ora non resta che lavorare di più e meglio, essere meno nepotisti, corrotti, faciloni, assomigliare di più ai tedeschi e ai coreani e poi anche i soldi arrivano....#/i# E nel caso dei greci questo discorso degli esperti viene portato al quadrato. Questo è il messaggio che viene non solo da Monti, Padoan, Draghi, Yoram Gugteld, Davide Serra, ma dagli Zingales, Allesina, Boldrin/NoiseFromAmerika, MilanoFinanza, Sole24ore, Manasse, Scacciavillani,... giù fino alla maggioranza dei blog di economia. Ad esempio uno dei cretini più insidiosi in questo campo è Mario Seminerio, un analista finanziario che grazie alla costanza con cui sforna 3-4 pezzi ogni giorno con tono saccente trovi citato da tante parti. Ad esempio, ^sul Financial Times questa settimana scrivono che occorre creare più moneta#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/175f6634-b2d3-11e4-a058-00144feab7de.html?siteedition=intl^, tramite una moneta parallela, esattamente come qui si spiega da due anni. Ed ecco subito Seminerio che fa sfoggio di sarcasmo su argomenti di cui non capisce letteralmente niente ----- ^"Vado pazzo per le Grexit ben riuscite"#http://phastidio.net/2015/02/16/vado-pazzo-per-le-grexit-ben-riuscite/^, Feb 16, 2015 Mario Seminerio, Phastidio #i# Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”. Münchau, il più antitedesco dei tedeschi, argomenta che, poiché la Grexit è l’opzione più estrema e rischiosa per Atene, serve un piano B. Che viene identificato nella creazione di “pagherò” (IOU, come li chiamano gli anglosassoni), secondo le indicazioni degli economisti statunitensi Robert Parenteau e John Cochrane. Secondo il primo, questi pagherò dovrebbero assumere la forma di “tax anticipation notes“, quindi titoli di credito garantiti dai futuri flussi di imposte, utilizzati negli stati Usa che ricorrono ad esse per finanziare il deficit in attesa che la congiuntura migliori. La proposta di Cochrane è più generica, e prevede di creare moneta per via elettronica per pagare pensioni ed altri trasferimenti, quindi come mezzo di scambio.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# No. Cochrane, il top esperto di finanza forse oggi in America, non è "generico". Seminerio ^non ha voluto fare la fatica di leggere cosa dice e riporta male#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^ quello che riporta malamente Munchau. Se lo leggeva in inglese vedeva che scriveva: a) che la Grecia deve fare default restando nell'euro e b)#b# emettere degli zero coupon bond ad un anno CHE ACCETTA PER PAGARE LE TASSE, perchè "nel mondo moderno i bonds fungono da moneta" e non occorre "stampare moneta" se vuoi emettere moneta.#/b# Questo però è un concetto troppo difficile da capire per chi si limita a leggere i giornali e commentarli come il Seminerio, che omette praticamente quello che conta nel meccanismo proposto da Cochrane e non capisce la nozione base di finanza sottostante ^("in modern financial markets, a country doesn't even need the right to print money in order to, well, print money! Bonds are money these days..."#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^) #F_END# #i# (Mario Seminerio) Secondo Münchau, con una simile levata d’ingegno sarebbe possibile per la Grecia fare default senza dover essere espulsa dall’Eurozona né dalla Ue, per “mancanza di mezzi legali” a farlo. Ma non è fantastico, tutto ciò? Purtroppo per l’astuto Münchau, e per il paese che tentasse questa operazione, le cose finirebbero assai male, e pure molto in fretta. Intanto, vediamo le tecnicalità. Da cosa sarebbero “garantiti” i nuovi pagherò? Nella versione Parenteau, come detto, dal futuro flusso di imposte. Il che, per un paese come la Grecia che, il mese precedente le elezioni, ha visto un mini-crollo del gettito, non pare promettere benissimo. #/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# #b# "la tecnicalità" è che se lo stato emette crediti fiscali ci paghi le tasse. Fino a quando non capisci questo fai solo dei bla bla bla... #/b# In questo modo una parte delle tasse non le paghi con gli Euro , ma con questi zero coupon ad un anno emessi dallo Stato greco, per cui cosa c'entra che il mese prima della vittoria di Syriza la gente abbia ritardato i pagamenti di tasse, tipo l'IMU ? I cittadini devono pagarle poi comunque ora, ma lo Stato potrebbe alleggerirle accettando crediti fiscali che lui stesso emette e considera nel suo bilancio equivalenti a pagamenti in euro. #F_END# #i# (Mario Seminerio) La versione-Cochrane, invece, è proprio purissima fiat money, e come tale immaginiamo avrebbe l’immediato stigma (e sanzione) della illegalità.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Ehi..."fiat money" è anche l'euro, il dollaro e lo yen. I quali sono tutti basati sul fatto che ci paghi le tasse, non sono convertibili in oro o altre valute ad un tasso fisso. Sono tutti "fiat purissimi" allo stesso modo. L'unico valore intrinseco glielo da la "conversione" in tasse. Le monete moderne tutte sono solo numeri "convertibili in tasse", cioè lo stato le accetta "alla pari" quando paghi le tasse, quando paghi 1,000 dollari o 1,000 euro o 1,000 yen di tasse puoi usare un bonifico da 1,000 dollari, euro o yen. A parte questo sono tutte "fiat purissime" ! Quello che dice invece Cochrane è che lo Stato greco ne emetta anche lui, senza rinunciare all'euro e #b# specifica che emettere bond e non moneta legale non è vietato formalmente dai trattati UE, rispondendo nei commenti anche Scacciavillani che subito gli dice "è illegale!". In realtà entri in una zona ambigua dell'Euro#/b#, perchè i trattati UE vietano il finanziamento monetario della Banca Centrale al governo e l'emettere moneta legale (banconote) e lo stesso il QE di Draghi forse viola il primo divieto, come sostiene la maggioranza dei tedeschi. Sicuramente lo violavano le promissory notes dell'Irlanda, poi convertite in bonds e comprate quatta quatta dalla Banca Centrale irlandese come ammettono ora che ormai è stato fatto anche gli irlandesi (^vedi Karl Wheelan che insegna a Dublino ad esempio#http://karlwhelan.com/blog/?p=739^). Per cui anche quando esiste un divieto formale nei trattati UE si è trovato il modo di scavalcarli, giusto ? Nel caso allora dell'emissione di zero coupon bonds da parte di uno stato membro che li accetti per pagare le tasse, si apre una questione legale di sicuro perchè non è un caso previsto nei trattati. Ci potranno quindi essere ricorsi alle corti europeee e quant'altro, ma intanto la Grecia o l'Italia lo implementano e poi si vedrà cosa diranno dopo i ricorsi legali del caso alla fine le corti di giustizia... Non bisogna esagerare nell'essere gli unici coglioni della UE. Tutti hanno violato e violano tuttora i limiti del 3% del deficit giusto ? (Spagna, Portogallo, Francia...). Con il QE hanno appena violato il divieto di finanziamento monetario...e le promissory notes Irlandesi... dai che uno stato non può fare emettere bonds e accettarli per le tasse... #F_END# #i#(Mario Seminerio) Ma soprattutto, per quanto detto, per quale motivo la popolazione dovrebbe accettare un mezzo di pagamento garantito praticamente dal nulla? #/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Perchè se devi pagare 1,000 euro di IMU greca ad esempio invece di fare un bonifico dal tuo conto in euro gli consegni un credito fiscale da 1,000 euro che lo stato ti ha dato, o come rimborso fiscale o come pagamento di qualcosa. Lo stato accetta sia 1,000 euro sia uno zero coupon dal valore facciale di 1,000 euro che ha emesso e #b#solo un cretino darebbe subito via il secondo per 500 o 400 euro al primo che passa invece di usarlo per pagarci i 1,000 euro di tasse#/b# . Chiaro che se però uno fa finta di non aver letto che E' ACCETTATO PER PAGARE LE TASSE poi può scrivere tutti gli sberleffi che vuole... #F_END# #i#(Mario Seminerio) Verosimilmente, i greci correrebbero ad incettare euro (cosa che sta peraltro già avvenendo), considerati riserva di valore. La “nuova moneta-pagherò” si svaluterebbe immediatamente, e diciamo che questo potrebbe anche essere l’obiettivo di riequilibrare i fondamentali del paese..#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Come ^spiegato da Munchau in un dibattito online ieri con Hugo Dixon che lo criticava, questi crediti fiscali sarebbero un #b#"medium of exchange"#http://www.chaniapost.eu/?p=17407^, non riserva di valore#/b#. Servono a far circolare soldi nell'economia tramite il meccanismo delle tasse che sono dovute, chiaro che non sono qualcosa che metti via per tuo nipote o per la pensione. Ma il denaro ha come primo scopo essere un "mezzo di scambio" no ? #F_END# #i# (Seminerio) Peccato che, a quel punto, il sistema bancario greco finirebbe annientato dalle corse agli sportelli, a prelevare euro “veri”#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Questo uno lo dice se non ha letto cosa dicono Parenteau e Cochrane ma solo il pezzo giornalistico e se uno ignora che esiste il l'arbitraggio. Se tu ricevi 1,000 di zero coupon e corri in banca a cambiarli in euro, la banca, come chiunque altro sul mercato, te li accetta non per 1,000 ma per ad esempio 800 euro. Ma anche la banca deve pagare tasse o ha clienti a cui rivenderli che devono pagare tasse e quindi lei o altri devono pagare 1,000 euro di tasse per cui compreranno volentieri uno strumento che costa 800 euro con cui possono pagare 1,000 euro di tasse. #b# Se però la "quotazione" di questo strumento scende troppo, ad esempio a 700 euro in tanti si buttano a comprarli, magari facendosi prestare i soldi in banca (!), perchè poi ci guadagnano, magari rivendendoli per 800 euro di più il giorno prima in cui l'Irap o IMU sono dovute a gente che deve pagare 1,000 euro. Questo si chiama "arbitraggio" e funziona quando esiste un ancora al valore dello strumento, che in questo caso (repetita iuvant) è IL FATTO CHE LO STATO LO ACCETTA ALLA PARI PER LE TASSE. #/b#Non facciamo finta di non aver sentito eh... si basa tutto su questo concetto.#F_END# #i# (Mario Seminerio) Ah, e non scordate che, sempre a quel punto, la Bce avrebbe già tagliato l’autorizzazione alla banca centrale greca a stampare euro nell’ambito della Emergency Liquidity Assistance (ELA), essendone venuti meno i presupposti. A dirla tutta, i presupposti sarebbero venuti meno anche ora, visto che le banche greche sono insolventi (Yanis Varoufakis dixit). Quindi fischio finale, controlli sui capitali e creazione di una nuova moneta nazionale.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Lasciamo perdere il fatto che i trattati UE dicono che l'ELA è responsabilità delle Banche Centrali nazionali e non della BCE e queste creano moneta e la prestano alle loro banche per proprio conto per cui potrebbero ignorare la direttiva della BCE. (L'unica vera minaccia è tagliare fuori dal sistema di pagamenti transnazionale Target2 perchè lì la BCE ha il controllo diretto...) Come spiegato ^nell'articolo di Cochrane di cui ho parlato diffusamente#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123579459#123579459^ e che il nostro non ha letto, l'emissione di questi zero coupon bond accettati per pagare le tasse #b# è un addizione agli euro che già esistono. Se prima in Grecia c'erano ad esempio 200 mld di euro nei conti bancari ora ce ne saranno 200 mld + 30 mld di questi crediti fiscali#/b#. I quali si svaluteranno, sicuro! Ci mancherebbe! In media forse un 20% o forse varranno anche un 30% in meno degli euro, ma probabilmente non un -50% in meno come succederebbe se passi alla dracma abolendo l'Euro in Grecia. Sai perchè testa di legno ? PERCHE' LO STATO LI ACCETTA PER LE TASSE COME SE FOSSERO EURO E L'EURO RESTA MONETA LEGALE per cui ai fini delle tasse esiste una "conversione in Euro" alla pari. Di conseguenza, #/b# essendo una moneta addizionale, con un valore che fluttua rispetto all'euro ma che non è carta straccia (devo ripetere per la decima volta perchè?), questa moneta può essere usata anche per ricapitalizzare le banche. Come ogni altra moneta al mondo. Anche la dracma la usavano per questo, valeva meno del marco o del franco, ma in Grecia la usavano eh? #b#. Proviamo di nuovo: prima c'erano solo Euro in Grecia e ce ne sono troppo pochi. Ora aggiungi agli euro esistenti altra moneta, che fluttua in valore, ma è ancorata alle tasse e che come ogni altra moneta viene usata... #/b# #F_END# #i# (Mario Seminerio) Cosa resta del geniale e “legale” piano di Münchau? Nulla, o forse un fumo denso e acre. Quello della Grexit. Perché il problema è ormai questo: il mondo è pieno di genietti e guru che ci raccontano come fare per risolvere ogni problema senza dolore, soprattutto quelli dell’Eurozona. Alcuni sono più tranquilli e riflessivi, altri decisamente più esagitati e napoleonici, a volte borderline. E’ il trionfo del controfattuale più avvincente, un vero e proprio contest di fiction. Peccato che si tratti -appunto- di controfattuali, e che le interpretazioni storico-analogiche lascino il tempo che trovano. Ma sono dettagli. Se anche Münchau si è ridotto così, significa che questa eurocrisi ha logorato davvero tutti, incluse le menti migliori.#/i# #F_START# size=3 color=black face=Helvetica #F_MID# Il meccanismo suggerito per la Grecia non viene dal giornalista finanziario Munchau, ma da Parenteau e Cochrane. Si da il caso che Cochrane, pur essendo neo-liberista, conservatore e pro-austerità nell'insieme, non è un cretino come Seminerio anzi è diciamo qualcosa come l'erede di Milton Friedman per intenderci, #b# il top accademico quando si parla di bonds, debito, moneta e banche. E spiega da sempre che per restare nell'Euro paesi come la Grecia e l'Italia devono dare un default sul debito pubblico#/b# . Sarebbe bello che fossero tutti efficienti come la Germania, ma non essendolo ne segue logicamente che il loro debito deve essere soggetto a default se vuoi che l'Euro funzioni. Chiaro che così le banche, fondi e speculatori che comprano debito della periferia dell'eurozona la prendono nei denti, ma Cochrane dice che "ehi.. è il capitalismo" (vero) bellezza. Chi specula sul debito o presta alla 'azzo può e deve perdere soldi ogni tanto. Lo ha spiegato in articoli, paper e sul suo blog ed è ovvio, ma #b# gli imbecilli nostrani invece fanno finta di non capire o veramente non leggono e non capiscono, per cui strillano che vogliono l'Euro ma guai al Default, perchè si devono sempre "proteggere i risparmi", a costo di distruggere l'economia. #/b# Di conseguenza, nel caso della Grecia, hai John Cochrane che scrive che forse alla fine il meno peggio potrebbe essere rimanere nell'euro, dare un default e stamparsi una moneta parallela all'euro sotto forma di emissione di zero coupon bond (per aggirare i trattati) accettati per pagare le tasse. Una soluzione simile ha avanzato dal 2012 il nostro Warren Mosler, a cui Parenteau fa riferimento e con cui discute. Venendo all'Italia, noi siamo in una situazione dieci volte migliore di quella dei poveri greci data la tassazione da noi già oltre il limite e che quindi si può tagliare, i soldi tutti in Italia e non scappati all'estero, le banche talmente piene che ormai rifiutano i depositi, un export dieci volte quello greco.. Di conseguenza, da noi questa soluzione alla crisi funzionerebbe molto meglio, anzi funzionerebbe di sicuro (in quanto aumentare la quantita di moneta funziona sempre...vedi ad es. Willem H. Buiter,^The Simple Analytics of Helicopter Money: Why It Works – Always#http://www.economics-ejournal.org/economics/discussionpapers/2014-24^ oppure gli articoli di Biagio Bossone) Esiste un altro problema importante: dato che che si tratterebbe di una manovra unilaterale da parte dello stato greco o italiano, a mio avviso, alla fine porterebbe alla disintegrazione dell'euro (cosa che Cochrane, Munchau e Parenteau non credono invece). In ogni caso avverrebbe in modo graduale, a tappe (prima emetti moneta parallela...) e senza farsi troppi danni, come avverrebbe con una conversione forzosa degli euro in lire o dracme. Ma per i nostri "top blogger" di economia che passano il tempo a commentare i giornali, #i# "il mondo è pieno di genietti e guru che ci raccontano come fare per risolvere ogni problema senza dolore" #/i# Per ulteriori approfondimenti vedi ^ Unraveling the Mysteries of Money^#http://faculty.chicagobooth.edu/john.cochrane/research/papers/52-59_MorningstarConversation.pdf^ sempre di Cochrane. Qui non si sta nemmeno citando la MMT, si fa riferimento alla teoria monetaria a Chicago, che arriva a conclusioni simili, ovvero : a) il fondamento del denaro sono le tasse e b) il denaro alla fine consiste oggi in debito pubblico a breve termine. Per cui se emetti del debito pubblico a breve, anche senza interessi ma che viene accettato per pagare le tasse hai di fatto stampato moneta #F_END#

Lo stato italiano si è assunto i crediti verso la Grecia delle banche degli altri paesi - GZ  

  By: GZ on Lunedì 16 Febbraio 2015 15:14

#i# (riscritto)#/i# ^la raccolta dei fondi comuni e banche tocca nuovi record, i massimi dal 1999#http://www.lastampa.it/2015/01/27/economia/fondi-raccolta-ai-massimi-dal-Qx0BBbrsydrGaKYL3pN0EK/pagina.html^, la borsa italiana sovraperforma ora le altre ed è in corso persino un boom dei mutui, +34% dall'anno scorso, per cui queste sono considerazioni superflue, comunque... #b# #F_START# size=2 color=black face=Helvetica #F_MID#"l’esposizione delle banche italiane verso la Grecia nel 2010 era di 1,9 mld. Oggi l’esposizione dello Stato italiano è di 40 mld.." (Vincenzo Visco, l'ex ministro delle Finanze)#/b# #i# (^da Repubblica#http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/10/quanto-ci-e-costato-salvare-le-banche-tedesche/^: “Quando è esplosa la crisi della Grecia l’esposizione delle banche italiane verso quel paese ammontava a circa 1,9 miliardi. Oggi l’esposizione dello Stato italiano verso Atene è di 40 miliardi. Anche per la Spagna, con cifre un po’ diverse, è andata nello stesso modo”. Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, non potrebbe essere più esplicito. La crisi Greca è stata gestita in modo da trasferire i crediti delle grandi banche soprattutto tedesce e francesi dai loro bilanci a quelli degli Stati, tutti gli altri Stati dell’Eurozona. I cittadini tedeschi sono convinti che, come contribuenti, sia stato loro accollato il peso del salvataggio dei Greci pigri e corrotti. In realtà sono stati chiamati a salvare le loro banche che avevano incautamente ecceduto con i prestiti. Ma almeno erano le loro banche: che cosa dovrebbero dire i cittadini italiani, che sono stati pesantemente coinvolti nonostante che i prestiti delle nostre banche alla Grecia fossero poca cosa?#F_END# )#/i# Raccontiamo la storia. Quando è stato annunciato che la Grecia voleva entrare nell'Euro il debito privato, di famiglie e imprese nel paese era di 50 mld. Dal 1998-2000 al 2009-2010 è esploso di cinque volte, fino a 250 miliardi. #ALLEGATO_1# Ne hanno beneficiato nei primi anni quasi tutti in Grecia, ad esempio nel 2008 all'aereporto di Atene i taxi erano tutti delle Mercedes gialle (comprate a debito). Ma i ricchi greci e i politici e loro amici in particolare hanno proprio rubato miliardi a man salva e li hanno ora portati tutti all'estero, come la famiglia dell'ex primo ministro Papandreu a cui ^hanno trovato questa settimana nella lista Falciani 500 milioni in svizzera in un conto cifrato intestato alla madre#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/socialisti-reali-madre-papandreou-ex-premier-greco-aveva-500-94220.htm^ Le banche francesi, belghe, tedesche, olandesi e così via di questi 250 mld di credito privato la maggioranza lo erogavano loro e guadagnavano in media 15-20 miliardi l'anno di interessi e commissioni varie sul debito. Calcolando a spanne, possono aver incassato un 60-70 miliardi cumulativamente negli anni dell'euro, solo con il debito privato greco. Poi hanno guadagnato anche su quello pubblico. Tieni presente che il PIL greco è arrivato ai 200-250 mld l'anno in quegli anni (per poi ridursi ora mi sembra sui 180) per avere un idea. Se riesci a creare un 400-450 mld di debito e questo costa più della media (perchè i greci nonostante l'euro hanno sempre pagato di più della media e il debito privato più di quello pubblico) fai dei bei soldi. Il capolavoro però è stato nel 2011-2012 quando il costo del debito pubblico greco è esploso dal 4 al 20-25% medio e qui hai avuto due belle annate sul debito greco... Sì perchè poi tutto è finito bene, per le banche. Nel 2011 ci si accorge infatti che sia lo stato che i privati in grecia non possono pagare un debito totale sui 450 miliardi, i tassi greci vanno dal 5% al 25%, la Troika interviene e assume i crediti delle banche su di se.... per cui queste si tengono i profitti che hanno fatto creando questa montagna di debito in Grecia e tasferiscono il peso del debito che hanno creato sugli Stati. #F_START# size=4 color=black face=Helvetica #F_MID#Il colmo però è l'Italia, le cui banche NON hanno prestato quasi niente in Grecia, ma essendo governata da personaggi per i quali è difficile anche trovare delle parole si è assunta lo stesso 40 mld di debito greco, che era stato creato da banche di altri paesi#F_END# #b# #F_START# size=2 color=black face=Helvetica #F_MID#"Nota "macroeconomica".#/b# L'Euro ha portato alla Grecia un periodo di boom, dovuto ad un esplosione dell'indebitamento privato (famiglie e imprese), di quello pubblico (deficit pubblici record) e ovviamente come somma dei due dell'indebitamento verso l'estero. Questo perchè l'Euro ha messo fine al periodo di alta inflazione in Grecia, con connessa sistematica svalutazione della dracma. #ALLEGATO_2# (dal grafico sembra che l'inflazione sia calata prima dell'euro, ma come in tutti i paesi europei la Grecia ha annunciato anni prima che voleva entrare nell'euro e ha adottato politiche consonee ricevendo quindi flussi di capitale speculativo IN ANTICIPO dell'entrata effettiva nell'Euro) E' vero quindi che grazie all'euro l'inflazione greca è diventata quasi come quella del resto d'europa e che prima era invece "sudamericana". Ma abbattere l'inflazione è la condizione per far aumentare l'indebitamento. Avendo abbattuto l'inflazione l'indebitamento totale in Grecia è salito da circa 150 mld pre-euro a circa 550 miliardi oggi. E ora che la Grecia è sommersa sotto una montagna di debito sia privato che pubblico l'inflazione è il -2%, quindi il peso dell'enorme debito greco aumenta di circa 20 mld l'anno automaticamente solo perchè il valore dell'euro "cash" in grecia aumenta del 2% l'anno. Ai vecchi tempi nessuno avrebbe mai creato tutto questo credito perchè temeva l'inflazione e la svalutazione che erodevano continuamente il debito. Il meccanismo dell'Euro è fatto di due ingredienti: il controllo della moneta tolto agli stati e l'obbligo per questi di indebitarsi che effettivamente comprime l'inflazione e la liberalizzazione finanziaria che consente alle banche di creare tonnellate di credito per il consumo, per gli immobili e per la speculazione e manipolazione finanziaria. All'inizio l'effetto sembra ed è benefico perchè di colpo tutti ricevono soldi a prestito e le istituzioni che creano questo credito guadagnano molto, ma partecipano di un boom generale e nessuno ci fa caso. Poi arriva il crac, si agita lo spettro del default e le istituzioni europee e il FMI arrivano a salvare le banche che si ritirano con i loro utili dal campo e lasciano il paese incatenato ai debiti e con inflazione negativa il che fa lievitare automaticamente il peso del debito... #F_END#

Il ritorno alla Lira non passa perchè in Italia ci sono troppi Euro - GZ  

  By: GZ on Lunedì 16 Febbraio 2015 03:10

Stock: Euro

#i#Le reti di pf mettono a segno nel 2014 una raccolta netta complessiva pari a 23,6 miliardi di euro, in crescita del 42%...#/i# Il ritorno alla Lira è difficile perchè in Italia ci sono troppi Euro, cioè troppa ricchezza. Il motivo è che gli italiani (o per la precisione una parte degli italiani) hanno molta ricchezza, sia rispetto alla situazione pre-euro che rispetto agli altri paesi. L'economia produttiva è a pezzi, ma la ricchezza finanziaria: a) ha beneficiato dell'Euro, b) non ha risentito della crisi #ALLEGATO_1# la ricchezza finanziaria (conti correnti, risparmio, polizze, titoli di stato, obbligazioni varie, azioni, fondi...) degli italiani ha toccato oggi il suo livello più elevato, pari a quello del 2008. Le perdite sulle azioni sono state compensate dai guadagni sulle obbligazioni. Sono più di 9mila miliardi, anche assumendo che gli immobili valgano un poco meno di quanto calcola Bankitalia (ma attenzione che negli ultimi mesi è in corso un boom dei mutui...) Per quanto l'allarmismo e il terrorismo che i media spargono sui "risparmi bruciati" se si ritorna alla Lira sia esagerato, il nocciolo della storia non è affatto falso. Una parte della ricchezza gli italiani (quelli abbienti) la perderebbero se lo stato convertisse in Lire i conti bancari e molte attività finanziarie, per cui specialmente tra la gente che ha soldi, l'opposizione al ritorno alla lira è fortissima. E la gente che ha soldi è quella che conta In parole semplici, #F_START# size=5 color=black face=Helvetica #F_MID#gli interessi di chi ha ricchezza e patrimonio non coincidono con quelli di chi si guadagna da vivere con il lavoro. L'Euro va bene per i primi e male per i secondi#F_END# Ad esempio per i tedeschi è diverso e anzi il contrario: beneficerebbero come ricchezza dall'uscire dall'euro e ne soffrirebbero come economia reale. La ricchezza media o mediana degli italiani è maggiore di quella dei tedeschi. Lo so che le statistiche che si sono visti sui giornali un anno fa quando la UE ha tirato fuori il confronto erano un poco falsate e andavano corrette. Ma anche l'articolo migliore su tutta la storia della ricchezza dei tedeschi stranamente poco elevata (^"Wealth Distribution and the Puzzle of Germany"#http://slackwire.blogspot.co.uk/2014/04/wealth-distribution-and-puzzle-of.html^) conclude che è vero: i tedeschi hanno reddito più elevato, ma meno ricchezza pro-capite degli italiani. Tre motivi. i) I tedeschi affittano (al 40%) e gli italiani posseggono casa (all'85%) e come noto i valori degli immobili sono più elevati da noi e poi oltre la metà dei tedeschi non ha proprio questo asset. ii) Il debito pubblico italiano ha "sostenuto il tenore di vita" di una generazione di italiani (benestanti o quasi) pagano tassi di interesse reali dal 3 al 5% annuo (al netto dell'inflazione) per venti anni. I titoli di debito tedeschi molto meno. iii) I tedeschi negli anni '70 e '80 hanno pagato in passato più tasse e quindi hanno accumulato meno ricchezza. Il fatto di aver pagato lo stato tedesco meno di interessi e di avere pagato più tasse ha contribuito al fatto che in Germania si hanno più assistenza, sussidi e servizi che in Italia per cui avere meno ricchezza o risparmi è meno essenziale ("lo stato sociale...") iv) nel 1945 i tedeschi partirono veramente da zero, ad esempio tutti i crediti e debiti vennero azzerati per decreto degli anglo-americani e molta gente ricca perse veramente tutto Se guardi il confronto europeo la ricchezza media in Italia è una delle più elevate e non solo verso i tedeschi in particolare. ^Anche nello studio più accurato risulta maggiore di quella di quasi tutti i paesi europei#http://slackwire.blogspot.co.uk/2014/04/wealth-distribution-and-puzzle-of.html^. Alla fine bisogna capire che "l'economia dell'Italia" è fatta di due componenti, il reddito annuale che si produce, con le imprese, l'occupazione ecc... e questo appunto va male in Italia e bene in Germania. Poi però c'è la ricchezza o patrimonio (o risparmi) accumulato dalle ultime generazioni e nel mondo attuale e specialmente nell'Euro il suo andamento può essere anche l'opposto. In italia l'economia va male e la ricchezza bene e l'Euro la mantiene artificialmente gonfiata. Non c'è dubbio uscire dall'euro convertendo tutto per decreto in Lire faccia calare la ricchezza, per cui l'opposizione dei benestanti è piuttosto compatta al ritorno alla Lira. E tra parentesi, a differenza della Grecia, non c'è stato alcuno spostamento di soldi all'estero, i soldi sono qui in Italia. Ho seguito per due anni abbastanza il campo dei sostenitori dell'uscita dall'Euro, ma mi rendo conto ora che non si rendono conto del problema e per spirito di partigiano di opposizione e di lotta semplicemente lo negano. Il fatto è che il potere del denaro e della ricchezza è difficile da scavalcare specie nel mondo attuale dove i governi in praticano hanno come obiettivo di massimizzare la ricchezza finanziaria e sostenere a tutti i costi il mercato finanziario. Più ci pensi in modo obiettivo e non polemico e più ti rendi conto che non puoi proporre di convertire tutto in lire in Italia, devi proporre di lasciare stare i soldi in Euro e introdurre le Lire o qualcosa che funziona come le Lire in parallelo agli Euro (vedi ad esempio ^"Che Differenza C'è tra 100 Euro e un Bond senza Interessi con Cui Paghi le Tasse da 100 Euro ?#http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=3291&reply_id=123579534^ o ^"Il Top Economista Monetario di Chicago: Creare una Moneta Parallela"#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123579459#123579459^) Se dici che gli tocchi i soldi in Euro il ritorno alla Lira non passerà mai. Ci sono troppi soldi in Italia (e sono in Euro)

che 'azzo chiede la UE gli interessi alla Grecia - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 11 Febbraio 2015 21:16

i giornali e internet sono ora tappezzati di articoli e commenti sulla Grecia che vanno dal disprezzo per i greci scialacquatori e infidi alla solidarietà emotiva per i compagni greci, passando per il #i# "sì, hanno ragione a ribellarsi, ma non capiscono niente perchè il problema è uscire dall'Euro".#/i# E' raro però che trovi nei commenti i numeri della Grecia che sono questi: #ALLEGATO_1# da cui si nota che le sofferenze di una larga parte della popolazione sono dovute al taglio da 83 a 77 miliardi (-16 mld) della spesa pubblica e che i debiti pubblici dello stato sono ora 320 mld contro tasse di 80 mld (per confronto, in Italia il debito pubblico è di 2,100, di cui però solo 2,000 mld costano e le tasse sono 800 mld, quindi il loro ratio di tass/debito è più del doppio del nostro) Si nota anche che nel 2011 lo stato greco ha pagato 15 mld di interessi, a fronte di un totale di 88 miliardi di tasse. La Grecia deve chiedere, come minimo minimo, di non pagare i 10 mld di interessi alla UE, FMI e fondi salvastati vari (e anche ai fondi hedge avvoltoio che hanno comprato debito greco, quasi tutti nel 2011-2012 a prezzi più bassi). Togliendo questi interessi potrebbe rimettere un poco in sesto l'economia e smettere di far soffrire la gente. Nota bene: stiamo parlando di pagare interessi. Cioè la UE e il FMI vogliono guadagnarci con l'usura (vedi fondo pagina) 'azzo, la Grecia ha inflazione a -1% o -2%, l'eurozona è a 0% di inflazione e le istituzioni pubbliche dell'Eurozona vogliono farsi pagare interessi sul debito dai greci, quando l'inflazione è negativa o zero e quindi non c'è nessuna giustificazione in termini di "potere d'acquisto" cioè #F_START# size=4 color=black #F_MID#il denaro oggi si rivaluta da solo, anche senza interessi#F_END#, giusto ? (inflazione a -1% in eurozona, che vuole dire che automaticamente guadagni un 1% l'anno). Vogliono ora gli interessi su debito greco, che inizialmente era in mano a banche e fondi internazionali che dette istituzioni pubbliche europee hanno salvato e che continua ad accumulare interessi ora in mano a loro. Se uno fa un calcolo andando indietro a quando la Grecia è entrata nell'euro, trova che lo stato greco ha pagato (perchè prima i tassi erano più elevati in %) qualcosa come 100 mld di interessi sul debito pubblico. In aggiunta, come si sa, anche il debito privato dei greci è esploso con l'euro (triplicato) e questo era più costoso in media ovviamente, per cui non mi stupirei che facendo un calcolo arrivi sui 200 mld di interessi cumulativi pagati dai greci sul loro debito da quando sono nell'Euro. Su un PIL annuo di 180 mld (oggi). Una parte di questi interessi è andato a banche greche, ma i 3/4 a istituzioni finanziarie estere, per cui l'Euro ha funzionato alla fine come una macchina per spremere interessi sulla Grecia (e per fare arricchire una quota della società greca, che poi ha portato i soldi all'estero (la madre dell'ultimo premier socialista Pasok, Papandreu è risultato dalla lista Falciani ieri che ^aveva sembra 500 milioni di euro in Svizzera#http://www.blitzquotidiano.it/economia/lista-falciani-ricattare-la-grecia-500-2097384/^. Intestati alla mamma) Un altro modo (sempre a spanne) di fare questi calcoli degli interessi pagati all'estero dai greci grazie all'Euro è notare che la Grecia ha una posizione finanzaria netta con l'estero del -120% del PIL, per cui se in media ha pagato un 5% per 12 anni arrivi con gli interessi composti e cumulativi ad un 70% del PIL greco pagato in interessi all'estero. Come ^ho mostrato anche nel caso dell'italia#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/63_PDF.pdf^, #F_START# size=4 color=black #F_MID#l'Euro è una macchina per indebitare e spremere interessi che vanno all'estero#F_END# E' ovvio che i governi europei dietro i fondi salvastati e la BCE e il FMI (cioè gli USA) devono semplicemente dire che, #b# come minimo, non chiedono più interessi ai greci#/b# . Sono rovinati in Grecia e loro vogliono pure che questi gli paghino gli interessi anche se l'inflazione è sottozero per cui il loro denaro si rivaluta da solo. In pratica le istituzioni pubbliche europee vogliono guadagnare interessi sulla pelle dei greci, dopo che con l'Euro hanno creato una macchina per spremere interessi verso l'estero che macina debito, interessi e distruzione economica da una decina d'anni. Non esiste nessuna base morale e logica per tenere i greci indebitati anno dopo anno a pagare interessi e a favore di altri stati (e fondi esteri) Bisogna tornare agli economisti greci, quelli antichi, #b# Platone#/b# e #b# Aristotele#/b# , che erano tutta un altra cosa rispetto a quelli attuali. -------------- #i# Platone affronta a più riprese l’argomento dell’interesse. Nessuno, per esempio, deve depositare denaro presso chi non è di sua fiducia, né darlo in prestito per interesse: la legge, infatti, non obbliga chi ha ricevuto il prestito a pagare l’interesse o a restituire il capitale. Deve, inoltre, essere condannato a pagare il doppio, chi ricevuto, una prestazione d’opera, in anticipo sul pagamento, non la ricambi pagando la ricompensa nel tempo convenuto. Platone insiste sul punto precisando che se passato un anno, costui pagherà anche l’interesse di un obulo al mese per ogni dracma del prezzo del lavoro, e questo a prescindere dal fatto che fosse proibito in ogni altro caso a trarre interessi dal danaro. Si nota quindi la posizione di estrema condanna di Platone, per il quale il debitore, salvo il caso di mora, non è tenuto a restituire neanche il capitale ricevuto. Per #b# Platone#/b# la moneta era un simbolo escogitato per facilitare gli scambi [3]; tutto ciò era funzionale a teorie, secondo le quali il valore della moneta è, in linea di principio, indipendente dalla materia di cui è composta. Da ciò discende la sua ostilità verso l’uso dei metalli preziosi ed il suo sostenere la possibilità di una moneta a circolo chiuso. #b#Aristotele#/b# (384-322 a.C.), definito “il primo economista analitico”, porta avanti il pensiero platonico sulla moneta e sul guadagno. Il Philosophus, analizzando la ricerca del bene e della felicità, viene ad inquisire “su di una cert ’altra opinione meno ragionevole la quale pone la felicità in ciò che ha ragione di bene utile, cioè il denaro. E ciò ripugna al concetto di fine ultimo. Infatti si dice utile una cosa per il motivo che essa è ordinata ad un fine: siccome il denaro presenta una utilità universale nei riguardi di tutti i beni temporali, ne discenderebbe che tale opinione, riponente nel denaro la felicità, avrebbe una certa probabilità. Ma Aristotele la respinge per due ragioni. La prima è che il denaro si acquista per mezzo di violenza e con la violenza si perde. Ma ciò non conviene alla felicità che è il fine delle azioni volontarie: quindi la felicità non consiste nel denaro. La seconda ragione è che noi cerchiamo la felicità quale bene che non sia ricercato in ragione di altro. Il denaro invece è cercato in ragione di altro, perché precisamente ha ragione di bene utile, quindi la felicità non consiste nel denaro” [4]. Per questo motivo aggiunge che “quella vita che si incentra nel denaro, è violenta. Le ricchezze stesse non sono ciò che chiamiamo bene, sono infatti utili e ricercate in vista di altro” [5]. Per Aristotele, proprio come la proprietà ha due usi - l’uno proprio della cosa posseduta (oggi diremo valore d’uso), l’altro per effettuare scambi (valore di scambio) -, così vi sono due modi di guadagnare: lo scambio, o baratto, e l’ accumulazione capitalistica. Perciò la moneta agisce in due modi diversi nel processo economico per dirla con Roll, “come intermediario degli scambi, la cui funzione si esaurisce nell’ acquisizione del bene richiesto per la soddisfazione di un bisogno; e nella forma di capitale monetario, che conduce gli uomini a un desiderio di accumulare senza fine. Per la prima volta nella storia del pensiero economico viene stabilita la distinzione tra capitale monetario e capitale reale” [6]. #F_START# size=4 color=black #F_MID#Ne consegue che il modo più riprovevole di procurarsi un guadagno è quello in cui l’individuo si serve della moneta stessa al fine di accumulare altra moneta, cioè l’usura#F_END# Note [1] La Repubblica, VIII, 555 [2] Leggi, V, 742 [3] De Repubblica, 2, 321 [4] Super Ethica I, c.5 [5] Ethic,l.I, c.5 [6] E. Roll, Storia del pensiero economico , Torino, 1966, p.23 #/i#

non le tasse, non l'euro, non la Cina... è stato il nepotismo degli imprenditori - GZ  

  By: GZ on Domenica 08 Febbraio 2015 22:26

Luigi Zingales è probabilmente il professore di economia italiano con il "rating" accademico più alto (ci sono delle classifiche all'università che misurano in base alle pubblicazioni e incarichi formali la posizione dei docenti) Se guardi cosa dice (vedi ad es ^la lezione magistrale di Luigi Zingales allo Speciale Ravenna Future#https://www.youtube.com/watch?v=kjuLcfMuK0Q^ e altri suoi ^studi di econometria#http://www.haas.berkeley.edu/groups/finance/Diagnosing.pdf^) sembra che la causa del declino dell'industria italiana degli ultimi dieci-quindici anni sia.... #F_START# size=5 color=black #F_MID#il nepotismo dei piccoli imprenditori italiani#F_END# #/i# "...In this paper, we try to explain why Italian productivity stopped growing twenty years ago. We find no evidence that this slowdown is due to the adoption of the euro or to the impact of Chinese competition. .. ^In other words, familism and cronyism are the ultimate cause of the italian disease...#http://www.haas.berkeley.edu/groups/finance/Diagnosing.pdf^"#/i# Non l'apertura alla Cina e al resto dei paesi dove il lavoro costa 1 euro all'ora, non la tassazione asfissiante, non il crollo di domanda interna causato dall'austerità, non l'euro che ha sopravvalutato il cambio da quindici anni... Niente, questi fattori non risultano nei suoi test statistici. Riesce invece a infilare nelle equazioni in modo un tantino astruso il nepotismo atavico dei piccoli imprenditori che mettono il figlio a capo dell'azienda invece di un manager. Questo è il fattore che di colpo si è fatto sentire e ci ha affondato a partire dal 2000 #ALLEGATO_1# Ehi.. questo è come dicevo il professore di economia italiano più quotato, quello con la cattedra a Chicago, che viene ora giustamente nominato nei consigli di amministrazione non so se di ENI o cosa e citato con rispetto come dire Veronesi in medicina. E Zingales è di scuola liberista. Ti sforna uno studio di cinquanta pagine fitto di numeri sul declino delle imprese italiane e se guardi non mette nelle sue equazioni le tasse, tipo che in Korea (o le multinazionali) pagano il 20% e qui il 60%...Riesce però a sottoporre a test statistico il nepotismo dei piccoli imprenditori veneti e trova che è lì la causa del male dell'Italia. Dopodichè poi ovviamente dici, supponiamo che sia vero, che mettono i figli in azienda e non dovrebbero, dovrebbero fargli un test e se i parenti non lo passano li mettono fuori e pigliano il manager internazionale e poi si quotano e poi si fondono o si fanno comprare... Però forse gli italiani lo fanno dai tempi dei comuni, delle signore e del rinascimento no ? ----- ^mio post#http://noisefromamerika.org/node/12617^ in cui sfotto un poco i professori amici di Zingales che ne discutono con grande serietà ---- Questo è molto interessante, specialmente per le decine di migliaia di imprese italiane scomparse in coincidenza e successivamente all'adozione dell'euro e all'apertura alla Cina del 2001. Il bello di fare l'economista è che ti spiega come l'evidenza inganni. Imprenditori, management consultant (e comuni mortali) notano che dopo che il cambio sale da 1 a 1,5 dollari e verso la Germania è bloccato e dopo che si rimuovono le barriere alle importazioni dalla Cina per cui queste salgono da zero a 40 miliardi interi comparti dell'industria italiana scompaiono. E dato che i margini di profitto si riducono anche per quelle che sopravvivono ci sono meno investimenti e poi meno produttività di conseguenza. Cioè se interi settori industriali vengono decimati dal cambio sopravvalutato e dalla concorrenza a basso costo ne soffre anche la produttività. Senza contare l'aumento costante della tassazione (che non figura nello studio di Zinglaes), tipo che in Cina rimborsano l'IVA a chi esporta e da noi è salita dal 15% al 22% nel periodo.Tutto questo è però un illusione ottica perchè c'è uno studio econometrico che dice che i coefficienti non sono significativi nella regressione... per cui se anche avessimo avuto un cambio più basso del 30% e barriere verso la Cina le imprese sarebbero morte lo stesso, i margini di profitto sarebbero crollati lo stesso... Beh... se si vuole giocare al gioco della matematica però ci sono anche altri e più cazzuti che hanno dimostrato il contrario, teoricamente ed empiricamente. Ralph Gomory e William Baumol http://people.stern.nyu.edu/rgomory/academic_papers/82_national.pdf o http://mitpress.mit.edu/books/global-trade-and-conflicting-national-inte... (Gomory è un matematico puro che era a capo della ricerca di IBM, Baumol anche lui insomma..). Per fortuna anche in economia c'è chi riconcilia l'evidenza (aprire alla Cina e sopravvalutare il cambio distruggono la tua industria....) con la matematica. Non che sia necessario, perchè nessuno che abbia qualche esperienza pratica di imprese crederebbe che il "familismo" delle piccole e medie imprese italiane sia la causa principale dell'improvviso crollo dal 2000 circa in poi di quasi tutta l'industria italiana come Zingales. "...In other words, familism and cronyism are the ultimate cause of the Italian disease...." (Zingales) Bisogna anche avere il senso del ridicolo : l'indice della produzione industriale italiana era a 110 nel 2000 e oggi è crollato a 91 (dati FRED...) ed è stato il peso dell'atavico"familismo" degli imprenditori italiani medio piccoli che si è fatto sentire tutto in un colpo...Il cambio agganciato al marco, la tassazione asfissiante, il costo del lavoro cinese... nahhh...quelli nelle equazioni non risultano significativi al test del TFP.... Tra i tanti costi inutili e sprechi che appesantiscono l'economia occidentale non bisogna dimenticare quelli della ricerca universitaria in economia. Per curiosità: ci sono anche dei piccoli imprenditori che leggono questo forum ? --- a cui seguono ^reazioni scomposte di Boldrin sotto pseudonimo, seguiti da altro mio sarcasmo...#http://noisefromamerika.org/node/12617#comment-103452^

Il top economista monetario di Chicago: creare una moneta parallela - GZ  

  By: GZ on Domenica 08 Febbraio 2015 02:24

^John Cochrane#http://en.wikipedia.org/wiki/John_H._Cochrane^ oggi scrive che la soluzione per la Grecia (e anche per l'Italia) è di ^creare una seconda moneta parallela all'euro da da parte dello stato emettendo dei bond "zero coupon" (cioè senza interessi)#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^ ad un anno, usarli per pagare stipendi, pensioni e sussidi e accettarli per pagare le tasse. Ora che lo dice il tizio più importante a livello accademico al mondo su tutto quello che è bonds e debito ci credete che funziona ? I crediti fiscali differiti di due anni che proponiamo sai cosa sono in pratica ? Degli zero coupon a due anni. Questa seconda moneta o moneta parallela all'Euro si svaluterà rispetto all'Euro ? Sicuro, ma per il resto gli Euro continuano a funzionare nel paese per cui crei moneta addizionale ad un tasso di cambio che fluttua, senza dove convertire tutto in Lire di colpo. (Puoi persino dare un default parziale sul debito pubblico (in euro) senza uscire dall'Euro e intanto fae funzionare l'economia immettendo questa seconda moneta, dice Cochrane) In Italia gli economisti accademici, di sinistra e di destra, ignorano o al massimo se proprio qualcuno glielo chiede e non possono fare a meno di rispondere, liquidano con qualche battuta l'idea che la soluzione sia creare moneta da parte dello stato italiano, senza convertire alla Lira. Fuori dall'Italia, oltre a Warren Mosler e tanti altri che cito sempre, qui hai ora in pratica l'erede di Milton Friedman alla scuola di Chicago, il top esperto mondiale di finanza e bonds invece che conclude che sarebbe alla fine la soluzione meno peggio per noi. Questa che descrive oggi il Cochrane scrivendo da Chicago segue la stessa logica della soluzione dei ^"tax-based-bonds" di Mosler#http://www.levyinstitute.org/pubs/pn_12_04.pdf^ (che noi qui chiamavano BTP fiscali, cioè emettere BTP che vengano accettati per pagare le tasse) come subito un paio commentatori come Nick Edmonds e Ralph Musgrave hanno notato sul blog di Cochrane. Ed è anche sostanzialmente simile ai nostri ^crediti fiscali differiti#http://www.monetazione.it/DocumentiScaricabiliCobraf/49_PDF.pdf^ come ho fatto notare io (vedi commenti in inglese ricopiati sotto). Cochrane conclude che la conversione in Dracma (o Lire), la svalutazione e l'inflazione che si vorrebbero ottenere con il ritorno alla Dracma (o Lira) si possono in realtà realizzare anche all'interno dell'Euro, appunto creando una seconda moneta sotto forma di "pezzi di carta" che lo stato emette e con cui paghi le tasse. Cioè dice esattamente quello che qui predico da due anni e che ho spiegato finora invano nel libro di Hoepli ^John Cochrane#http://en.wikipedia.org/wiki/John_H._Cochrane^, per chi non lo sapesse è oggi il top economista monetario della scuola di Chicago (ci sono anche Bob Lucas, Gene Fama, Tom Sargent, ma sono vecchiotti, lui è l'erede diciamo), scrive editoriali sul Wall Street Journal, è il rivale accademico di Paul Krugman, è autore del testo di "asset pricing" più tosto che esista e diciamo è l'esperto quando si parla di bonds, debito e moneta. Qui da noi è guardato con riverenza dai liberisti come Zingales che ha co-firmato un paio di suoi paper, Boldrin e tutti quelli di NoiseFromAmerica (intorno a "Fermare il Declino"). I quali liberisti nostrani sghignazzano sempre quando si parla di creare moneta come soluzione, come ho mostrato la settimana scorsa riportando ^il mio simpatico scambio con Michele Boldrin sul suo blog#http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=4831&reply_id=123578440^. E John Cochrane in pratica li ha spiazzati dicendo:" beh... alla fine questa è la soluzione meno peggio, crei una moneta locale parallela all'Euro e la usi per pagare le tasse..." Difatti ^Fabio Scacciavillani#http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fscacciavillani/^ che è un altro del gruppo e imperversa sul "Fatto Quotidiano" lanciando lazzi a chiunque parli di soluzioni creando moneta (o di lira) ci è rimasto male e ha provato subito a scrivere sul Blog del suo amico Cochrane che non è possibile, ma Cochrane gli risponde: ^no ti sbagli, invece dovrebbe essere possibile, uno stato può sempre emettere dei bonds e se sono zero coupon sono in pratica come moneta#http://johnhcochrane.blogspot.it/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html?showComment=1423334475826^ e se la BCE lo ricatta lui da default sul debito, poi usa questo zero coupon per far circolare moneta un poco svalutata, ma senza uscire dall'Euro e quindi evitando il panico da ritorno alla Dracma. Cioè Cochrane-liberisti nostrani Sette a Zero, questi non capiscono nemmeno la teoria monetaria dei loro maestri Cochrane in sostanza dice : la Grecia stampa dei zero coupon bond in piccoli tagli [anche da 1 euro], ogni anno quando scadono ne emette altri e lo Stato li usi per pagare stipendi e pensioni cioè in sostanza crea dei numeri nei conti bancari di chi deve pagare, ma volendo può anche stamparli come biglietti (#i# ^"here's the obvious solution: Greece can print up small-denomination zero-coupon bearer bonds, essentially IOUs. They say "The Greek government will pay the bearer 1 euro on Jan 1 2016." Greece can roll them over annually, like other debt. Mostly, they would exist as electronic book entries in bank accounts, but Greece can print up physical notes too."#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^#/i#). Li usa per stipendi e pensioni e li accetta per pagare le tasse e in questo modo la Grecia ad esempio, se la BCE non cede, può anche dare un default unilateralmente e poi usarli anche per rifinanziare le proprie banche. Insomma la Grecia fa circolare più moneta da sola, ma senza uscire dall'Euro. Cochrane scrive che alla fine che, se ci pensi bene, uno che voglia ottenere la conversione in Dracma (o Lire) e la svalutazione e inflazione associate, le può ottenere anche all'interno dell'Euro appunto creando una seconda moneta in questo modo (^"...Yes, this proposal amounts to creating a separate or dual currency, while staying on the euro. That is exactly the point. Not only does a country in default not need to change currencies, in modern financial markets, a country doesn't even need the right to print money in order to, well, print money! Bonds are money these days. There's the Drachma conversion, devaluation and inflation so many commenters desire, can happen (the latter when promises are inevitably broken) all without leaving the Euro...."#http://johnhcochrane.blogspot.co.uk/2015/02/beware-of-greeks-bearing-bonds.html^#/i#). Come ho scritto tante volte (tra l'altro citando altri paper del nostro John, ma se oggi lo dice esplicitamente lui magari diventa più difficile chiamarle teorie bislacche), nel mondo finanziario moderno, #F_START# size=3 color=black #F_MID#non c'è distinzione pratica tra moneta e bonds per cui uno stato che emetta bonds "zero coupon" (senza interessi) e li rinnovi ogni anno ha creato in pratica moneta anche senza fare uso della Banca Centrale. Draghi: bye, bye! E con questi bonds "senza interessi" paga stipendi, riduce le tasse, ricapitalizza le banche. Chiaro che si svaluteranno rispetto agli euro, ma non tanto quanto la Dracma o Lira tout court, perchè tutto il resto rimane in Euro e vengono accettati per pagare le tasse dallo stato come se fossero Euro.#F_END# Intanto per il resto tutto continua a funzionare in Euro e nessuno deve preoccuparsi che gli si tocchino i suoi euro o lo si obblighi a convertirli in Lire (o Dracme) Non so più come dirlo: se qualcuno vuole sghignazzare di quello che scrivo (e scriviamo con Cattaneo, Bossone, Mosler, Sylos-Labini, Grazzini...) su bonds, debito e moneta d'ora in poi deve anche sghignazzare dell'accademico che ha scritto il libro di testo attuale di riferimento su bonds, debito e moneta (^"Asset Pricing"#http://home.business.utah.edu/finmll/fin787/papers/cochraneassetpricingbook.pdf^, che tra parentesi è molto più difficile di quelli c'erano quando ho studiato finanza a UCLA io, ma venendo dalla Fisica il John va giù pesante con le equazioni) Il Cochrane chiede alla fine se qualcuno sa se ci siano dei vincoli legali nei trattati UE che impediscano di emettere zero coupon bonds. Ho ho scritto nel suo blog che ho inviato un email allo staff della UE e della BCE riguardo ai crediti fiscali e la BCE che: "non rientra nelle competenze della BCE occuparsi di una questione del genere" (issues for which it is not up to the ECB to deal with..) #i# (Global Media Relations Directorate General Communications & Language Services EUROPEAN CENTRAL BANK Tel: +49 69 1344 7455 Dear Sir, Thank you for your email. Unfortunately, you refer to issues for which it is not up to the ECB to deal with and therefore not in a position to answer questions. But even if these were issues indeed issues for the ECB, there would not be an official ECB opinion on them. Thank you for your understanding, Kind regards)#/i# Nota Bene Questo tema non è semplice perchè è il cuore del problema dell'Euro, del Debito e della Crisi. Per chi vuole più dettagli leggere il resto qui sotto Domande e Risposte più frequenti #i# Con questo post sto ora dicendo che non c'è più bisogno di uscire dall'Euro ?#/i# #F_START# size=4 color=black #F_MID#No. Come ho scritto nel mio post sul blog di Cochrane, probabilmente questa azione da parte dello stato italiano (o greco), andando contro la logica della BCE e della UE, alla fine porterebbe anche alla disintegrazione dell'Euro. Ma non come azione unilaterale da parte dell'Italia che si espone al panico e alla fuga dalle banche. SE CAPISCE COME FUNZIONA, l'Italia può agire in questo modo per proprio conto, e infischiarsene di quello che la BCE e la Commissione Europea le ingiungono #F_END# Se il governo italiano capisce quello che Cochrane, Mosler (e più modestamente il sottoscritto) spiegano puoi mandare a quel paese la Troika, sbattersene dell'ELA, del QE e del Fondo SalvaStati, crearsi la tua moneta in Italia con cui riduce le tasse o spende, ma restando dentro all'Euro. Questa moneta si svaluta ovviamente risetto agli Euro, ma che problema c'è ? Sono tutti soldi in più che si aggiungono agli Euro che la BCE tiene artificialmente scarsi e distribuisce solo alle banche. Se la Troika e la Germania vogliono poi buttare fuori l'Italia perchè fa da sola, devono essere loro a rompere i trattati UE e prendersi loro l'onere e il rischio della disintegrazione dell'Euro loro. Tu (Italia o Grecia) te ne stai seduto con i tuoi euro in banca, crei i tuoi zero coupon bonds o crediti fiscali per 100 miliardi o quello che ti occorre, riduci le tasse. Se necessario fai anche un default parziale sul debito, ricapitalizzi le banche e però per il resto non ti schiodi, sta a loro fare saltare tutta l'eurozona se non sopportano che ti crei una certa quantità di moneta in Italia... Insomma, crei la tua moneta parallela all'interno dell'Euro nella quantità che ti occorre, esci dalla Depressione attuale e per il resto continui come prima. E' probabile che questa azione indipendente del governo italiano alla fine porterà alla crisi finale dell'Euro, ma intanto l'Italia esce dalla crisi e poi si vede. Soprattutto non sei più stretto tra l'incudine dell'austerità e dell'asservimento alla BCE oppure il martello del dover convertire tutto in lire e rischiare il panico, hai l'alternativa di crearti della moneta e lasciare l'onere di disfare l'Euro e l'Eurozona agli altri... --- Fabio ScacciavillaniFebruary 7, 2015 at 4:21 AM Dear John, the IOUs would be illegal under the Maastricht Treaty. They would be akin to a parallel currency issued by a national government, which is explicitly forbidden. Not to mention the fact that if a government pays employees and suppliers in IOUs this constitutes ipso facto a default with all the legal and practical consequences. --- John H. CochraneFebruary 7, 2015 at 10:43 AM Fabio: Hi and thanks for writing. I don't think it's that clear. Though economically akin to a parallel currency, they're not, they are debt. They are promises to pay euros, in a country that firmly remains part of the euro system. They're promises to pay euros in the future, and will trade at a discount. And using IOUS to pay bills is not a default. If they tried to pay interest payments on government debt with IOUS, that would be default. But if they pay pensions, government workers, etc. with IOUs, that's not a legal default on anything. We know Greece is allowed to issue one year zero coupon debt. The question is what in Maastricht (the parts anyone pays any attention to!) stops Greece from issuing that in small denominations, easily transferable, acceptable for tax payments? --- gzibordi February 7, 2015 at 11:28 AM This solution resembles the one we proposed for Italy in a book published in 2014 (with Biagio Bossone from the FMI and Warren Mosler writing the introduction), to introduce deferred tax credits and use them to cut taxes on business and and payroll in order to get out of the current depression. I had run it also by Nick Rowe for instance getting a positive answer ("...If people do use them as a medium of exchange, then it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work....(http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html) )", so I would take a little space to ask an opinion here.. We also agree that the best thing would be to cut wasteful public expenditure, eliminate corruption, cut regulations, reform the justice system etc...but unfortunately we are all people over fifty and we want to suggest something doable in our lifetime. Also, suffocating Italian small and medium companies with taxes and lack of credit as the Troika sponsored Austerity ended up doing does not promote any of the above reforms, it just kills the only thing that works in Italy, small and medium private companies. So, we are starting to go around with this plan: Italy could issue (free-of-charge, electronic) Deferred Tax Credits to enterprises and workers which as bills of exchange would not require future reimbursement from the State, so they might not be regardes a debt (?). Rather, two years after issuance, the Italian State would accept them for the payment of all taxes to itself. Since they di not have use per se before two years they would not impact the Italian government budget before, say, 2017, yet their recipients could immediately convert them in euro (by selling them in the financial market at a discount comparable to that on a two-year, zero coupon government bond) and then after 2 years use them for reducing their tax burden. We propose at least 100 billions out of 800 billions of total taxes paid, all tax cuts, the biggest tax cut in the history of Europe... The two-year deferral provision would allow output to respond to increased demand and generate revenues which somehow offset the shortfall causing tax receipts to increase (I know, I know you are sceptical on this, but Italian industrial production is down 28% from 2007 and it would be a 100 billions tax cut directed mostly to business...). In theory these issuance could not end up violating the the Maastricht treaty 3% budget deficit as required by the fiscal compact if this huge tax cut would improve both supply and demand. Of course they might trade at a significant discount to Euros depending on expectations on the EU reaction and a possibile dissolution of the euro... People like Bill Mitchell write ok, but why not go all the way and exit the euro because it leads there... I think in the end it might end up this way, but the point is that our government can issue a parallel currency and cut taxes right now and then you see where you go from there. I also asked the ECB staff if there was any law or regulations within the EU that forbids a national country to issue them and got this answer for what is worth Directorate General Communications EUROPEAN CENTRAL BANK Dear Sir, Thank you for your email. Unfortunately, you refer to issues for which it is not up to the ECB to deal with and therefore not in a position to answer questions. ... ---

I bei tempi della Lira e dei BTP che pagavano il 10% - GZ  

  By: GZ on Venerdì 06 Febbraio 2015 19:55

Non lo vedi per la verità mai discusso da nessuna parte quando si parla dell'Euro, ma è vero e me ne sono accorto grazie al bel grafico di ^NoiseFromAmerika#http://noisefromamerika.org/node/12617^ che mostra come dopo il 1998 siamo andati sotto di 400 miliardi come saldo verso l'estero (il 25% del PIL mostrato dal grafico con la linea rossa). Questo peggioramento è dovuto solo in piccola parte al deficit commerciale causato dall'Euro (i deficit tra il 2004 e il 2011 il cui saldo cumulativo è la linea nera), è dovuto invece più che altro al fatto che gli investimenti degli stranieri in Italia hanno reso molto di più degli investimenti degli italiani all'estero. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Prima dell'Euro (diciamo del 1996) investimenti degli italiani all'estero rendevano di più degli investimenti degli stranieri in Italia, con l'Euro è successo il contrario.#F_END# Questa è una storia interessante. #ALLEGATO_1# Ai tempi della Lira e dei titoli di stato che pagavano il 10% era più facile per gli italiani (quelli un poco benestanti) accumulare ricchezza, cioè per la fetta di popolazione con soldi da investire quello della Lira era un mondo ideale. (Per il resto della popolazione meno dal 1990-1992, perchè da allora erano cominciate le "Finanziarie" e i "sacrifici" per poter "entrare in Europa" che aumentato il peso delle tasse di dieci punti percentuali di PIL). Qui ci concentriamo solo sull'aspetto della ricchezza finanziaria degli italiani. Questo fenomeno spiega come mai una volta entrati nell'Euro la "posizione finanziaria netta" cioè il saldo tra investimenti all'estero degli italiani e investimenti in Italia degli stranieri sia peggiorato di colpo, prima eravano quasi in pari e ora siamo in passivo (anche se meno di altri paesi). Innanzitutto si può leggere qui dove è spiegato come ^una volta i BTP erano solo in mano agli italiani e poi sono passati in mano agli esteri#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/63_PDF.pdf^ quando è arrivato l'Euro e come gli stranieri hanno guadagnato tra interessi, apprezzamento del cambio e soprattutto guadagni in conto capitale almeno 1,000 mld sui BTP. Questo per quanto riguarda il lato degli stranieri che investono in Italia. Per gli italiani invece, negli anni '90 e '80 lo stato pagava di interessi sui BTP cifre colossali, anche il 10% del PIL all'anno e i beneficiari erano tutti italiani, con rendimenti reali anche dell'8% l'anno, quindi guadagni sicuri ogni anno. #ALLEGATO_2# Con questa valanga di soldi (parliamo dell'equivalente di 180 mld di oggi l'anno) gli italiani compravano anche investimenti e non fidandosi della lira giustamente compravano parecchio in franchi, dollari, marchi, sterline... i quali si rivalutavano rispetto alla lira. Un mondo finanziario semplice e facile, dove grazie alla generosità dello stato si ricevevano tanti soldi senza rischio e grazie alla lira che si svalutava i tuoi debiti valevano meno e i tuoi investimenti all'estero di più. Avevi un flusso annuale enorme di denaro dallo stato, sotto forma di cedole di titoli di stato, che finivano solo nelle tasche degli italiani e di cui una quota veniva cambiata in valute che risultavano più forti della lira. Per cui alla fine avevi che si accumulava ricchezza finanziaria (grazie al rendimento reale dei titoli di stato dal 5 all'8% annuo) di cui una parte finiva in investimenti in franchi, dollari, marchi, sterline...che si rivalutavano. In più i loro debiti erano in Lire che si svalutavano. Di conseguenza la cosiddetta "posizione finanziaria netta" degli italiani (il saldo investimenti e attività da una parte e debiti dall'altra) era sempre positiva, cioè l'Italia come paese non aveva un debito estero (netto) Poi ci sono altri fattori portati dalla deregolamentazione finanziaria che ha accompragnato la moneta unica. Prima del 1996-1998 non c'era ancora quasi il "risparmio gestito", le gpf, i prodotti a capitale garantito, le unit linked e gli altri simpatici prodotti finanziari che ti mangiano sempre un 2 o 3% l'anno senza che te ne accorghi. Semplicemente c'erano i BTP che pagavano un 10% e poi si compravano franchi, marchi o dollari...e basta Con l'Euro tutto si inverte e si complica. Gli investitori esteri, in maggioranza soggetti sofisticati, cercano i guadagni in conto capitale per cui si buttano sui BTP (titoli a tasso fisso) dal 1996, giocando d'anticipo e facendone così salire le quotazioni e scendere i rendimenti. In questo modo "spiazzano" gli italiani che ritrovandosi rendimenti sempre più bassi e non ragionando in termini di capital gain (tengono i titoli alla scadenza in genere) escono dai BTP (la quota delle famiglie crolla dal 40% e rotti al 10% e quella degli esteri viceversa sale al 40%). Allo stesso tempo anche in Italia si "deregolamenta" il settore bancario e questo dal fare semplici prestiti e mutui si butta a fornire ogni sorta di prodotto del risparmio gestito. Uscendo dai titoli di stato, avendo in mano una valuta "forte" (perlomeno dal 2002 in poi) e improvvisamente circondati da ogni sorta di fondi, gpf e diavolerie finanziarie a 360 gradi gli italiani comprano allora in tutto il mondo fondi, azioni, obbligazioni dal Nasdaq a quelle argentine. Il risultato è pessimo perchè: a) escono ora dall'Euro che si sta apprezzando (tra il 2002 e il 2011 va da 90 a 1,50$) b) fanno investimenti più complicati e costosi c) si fanno attirare dai mercati internazionali in cui le borse ad esempio prima salgono del 60%, poi crollano del -50%, poi risalgono del 70%, poi tornano a crollare del -50% come avviene dal 1998 ad oggi Risultato: gli esteri fanno un pacco di soldi riempendosi di BTP dal 1996 in poi, con il cambio e i capital gain (arrivano a detenerne la maggioranza) dovuti alla convergenza di tassi dell'eurozona in basso. Gli italiani perdono sul cambio, perdono per tutte le spese e commissioni dei prodotti più complicati dei BTP e perdono perchè non sono capaci ovviamente di seguire oscillazioni del 50% in su e giù come i vari Soros, Bridgewater, Blackrock.... -- Perchè deve importare di questo nella discussione sull'Euro ? Intanto perchè se torni alla Lira in modo secco e hai un saldo negativo di 400 mld con l'estero come paese, se svaluti del 20% perdi un 100 mld approssimativamente. Che è spiacevole, ma è alla fine uno dei frutti dell'Euro, del fatto che ha fatto peggiorare la situazione finanziaria verso l'estero degli italiani. Poi perchè serve ad illustrare anche il principio generale che il mercato finanziario globale degli ultimi 20 anni è per la maggioranza della gente una fregatura. Serve a sifonare via in modo "indolore" e "neutro" miliardi dalle tasche di milioni di persone a favore di un numero ristretto di mega fondi, mega banche e investitori sofisticati

L'euro è stato un disastro anche come investimenti per gli italiani - GZ  

  By: GZ on Giovedì 05 Febbraio 2015 20:39

Bel post a NoiseFroAamerika che ^coglie in flagrante Bagnai sulla bilancia dei pagamenti e debito estero#http://noisefromamerika.org/articolo/niip-ovvero-professor-bagnai-contabilita-nazionale?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+noisefromamerika+%28noiseFromAmeriKa+%3A+Articoli%29^ e mostra che con l'Euro non è stata la bilancia commerciale (beni e servizi) che è peggiorata, ma quella degli investimenti finanziari. In sintesi: #F_START# size=3 color=blue #F_MID#prima dell'Euro l'Italia non aveva debito estero netto. Con l'Euro ne ha accumulato per il 25% del PIL. Ma non per colpa del deficit commerciale come martellano sempre Bagnai e i suoi fedeli, per colpa degli investimenti finanziari#F_END# Il valore dei debiti in Euro dei residenti italiani sono saliti più del valore degli investimenti all'estero. Non è stato quindi l'export-import il problema, ma ^gli enormi guadagni che gli esteri hanno fatto investendo sui BTP#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/63_PDF.pdf^ a cui non hanno corrisposto affatto proporzionali guadagni degli italiani che investivano al Nasdaq o altrove in dollari e altre valute nel mondo (NIIP = posizione di investimento netta cumulata dell'Italia, CA = posizione di bilancia commerciale cumulata dell'Italia) #ALLEGATO_1# L'autore dell'articolo si concentra sull'errore marchiano del loro collega professore Bagnai (tra professori gli errori tecnici sono visti come peccati mortali, specie perchè Bagnai si diletta a infierire su quelli degli altri...), ma più interessante è che ti fa vedere che con l'Euro c'è stato un disastro dal punto di vista degli investimenti esteri degli italiani. Cioè, prima dell'euro gli italiani non avevano quasi accumulato debito estero, al netto, sommando quanto abbiamo noi italiani all'estero e quanto hanno gli esteri di italiano eravamo in pari. Con l'Euro siamo andati sotto del 25% del PIL, circa 400 mld di euro di "posizione finanziaria netta", negativa. Che non è però molto rispetto ad altri paesi in realtà, siamo più o meno come l'America in termini di posizione finanziaria netta verso l'estero e meglio di tutto il sud-europa che ha dei -90% del PIL (vedi Spagna) La cosa è molto importante perchè ad esempio i greci sono indebitati moltissimo con l'estero e noi no e quindi noi possiamo uscire dall'Euro e loro mica tanto. Ma il peggioramento della posizione nostra è stato dovuto quasi solo al fatto che gli italiani hanno investito all'estero... perdendoci...in termini relativi. I debiti sono rimasti ovviamente in Euro e sono saliti e gli investimenti in media si sono svalutati rispetto al valore dei debiti dal 1997 al 2009 (ora con il calo dell'Euro la situazione migliora un poco) Questo non vuole dire che nell'insieme la ricchezza finanziaria degli italiani, che include poi anche gli immobili (circa 3,500 mld di finanziario e 4,000 mld e rotti di immobili), sia cresciuta di meno con l'Euro che è una questione più complicata. Però in sostanza prima dell'Euro lo stato pagava enormi interessi su titoli pubblici pari al 10% del PIL e gli italiani prendevano una bella parte di quei soldi e li portavano all'estero in franchi, marchi, sterline e dollari. E inoltre c'era sempre un saldo commerciale in attivo che forniva altro denaro che molti portavano all'estero. E dato che queste valute salivano rispetto alla Lira gli investimenti esteri si rivalutavano. Il risultato è stato che l'Italia non ha accumulato debito estero (netto, come saldo tra crediti e debiti). Con l'Euro invece i titoli di stato come i BTP rendevano meno, ma salivano di valore e li hanno comprati in maggioranza gli investitori esteri. Gli italiani sono stati "forzati" a comprare altre asset all'estero, ma uscivano dall'Euro spesso e dai BTP e nell'insieme gli è andata peggio, come mostra il grafico il saldo tra crediti e debiti esteri con l'Euro è peggiorato di circa 400 miliardi. NoiseFroAamerika fa notare con gusto l'errore di Bagnai che crede che tutto dipenda dalla bilancia commerciale e ignora i flussi di capitale e va bene... poi però glissa sul fatto che con l'Euro i flussi di capitale e di investimento ci si sono ritorti contro. ---- mio commento su noisefromamerika ---- Bagnai non sembra comprendere in generale il ruolo dominante dei flussi di capitale con logica di portafoglio rispetto ai deficit/surplus di CA nel determinare sia il cambio sia la posizione finanziaria netta del paese. Resta comunque da spiegare il peggioramento secco della posizione finanziaria dei residenti italiani negli anni dell'Euro, che è speculare a quella ad es dei residenti USA i quali hanno al contrario goduto di rendimenti e guadagni in conto capitale al netto. Semplificando, gli italiani hanno comprato azioni e bonds in dollari e tenuto i loro debiti in euro quando l'Euro/$ è salito da 1 a 1,5$ e forse hanno comprato "intorno al top" (1998-2000) a Wall Street, cioè gli italiani sono stati dei colossali disastri come investori presi collettivamente e al contrario ad es. gli americani sono stati, sempre presi collettivamente, degli investirtori astuti e provvisti di timing ? E' interessante. Per dieci anni gli americani ad esempio incrementano la loro ricchezza netta finanziaria comprando all'estero molto bene e gli italiani per dieci anni se la mangiano (un poco) sbagliando la valuta, i settori e le tempistiche. Diciamio che gli italiani hanno liquidato i loro BTP per comprare il Nasdaq al top in pratica (e forse qualche immobile pure al top). Nel frattempo in Italia, gli investitori esteri sono passati dal 10-15% al 40% e rotti del totale dei titoli pubblici italiani (e sono arrivati ad oltre il 60% dei BTP), incassando così l' apprezzamento del cambio EUR/$, enormi capital gain coi rendimenti che "convergevano" e anche rendimenti migliori che in patria. Come ha scritto Sargent : (“remember that there were huge capital gains on Italian debt after it became clear that it would be allowed to join the euro area. …”26/9/2010). Beh.. Bagnai ha torto nel merito, ma l'Euro ha funzionato in modo tale da far perdere una bella fetta di ricchezza finanziaria prima della crisi agli italiani ...e presto ne farà perdere una fetta ancora più grossa con la combinazione di default/patrimoniali in arrivo (senza contare il cigno nero della lira) ... In un certo senso, articolando il discorso in termini di ricchezza finanziaria, arrivi lo stesso a mostrare che l'Euro sarà stato una catastrofe

"Assistenza di Liquidità di Emergenza" alle banche! - GZ  

  By: GZ on Giovedì 05 Febbraio 2015 13:55

La notizia di oggi sui mercati è che la "...La Banca centrale europea ha di fatto messo al muro il governo Tsipras togliendo alle banche elleniche l’accesso alle normali aste di liquidità e giudicando il programma di salvataggio greco a rischio. Ma Atene minimizza..Il ministero delle Finanze greco ha fatto sapere che ^il sistema bancario della Grecia è completamente protetto tramite l’accesso all’assistenza di liquidità di emergenza (Ela) resa disponibile della Banca centrale della Grecia.."#http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/05/grecia-dopo-stretta-bce-euro-stabile-negativi-listini-futures/1398627/^ Peccato solo che la BCE ha il potere di escludere un paese dall'ELA ("Assistenza di Liquidità di Emergenza" alle banche). Se dovesse farlo poi la Grecia verrebbe in pratica espulsa dall'Euro perchè le sue banche smetterebbero di funzionare (per cui Varoufakis forse lo ricorda in modo sottile alla BCE...) Tutto si gioca sul sostegno o meno della Banca Centrale alle banche. In ogni momento la BCE ha, in teoria, il potere di togliere il sostegno e far crollare le banche greche. Nel caso specifico può escludere la Grecia dal famoso "ELA", che vuole dire che la Banca Centrale greca fornisce liquidità alle sue banche in cambio di loro titoli e crediti e poi li gira alla BCE. Se questa un bel giorno dichiara che gli "asset" (crediti, bonds) che i greci le girano non sono accettabili il meccanismo di finanziamento si interrompe e dato che le banche grece hanno perso più 100 mld di depositi diventa per loro impossibile pagare quando i clienti fanno un bonifico. Uno ad Atene fa un pagamento dal conto dove il saldo è positivo e la banca del Pireo dice "mi spiace...non è possibile.. ci hanno staccato dall'ELA" Questo è il meccanismo però non solo in Grecia, ma in pratica in tutto il mondo, prima della crisi era un fatto implicito, cioè sapevi che in caso di bisogno c'era questo, ma dal 2008 è stato applicato ovunque. ^L'articolo di Fabio Bolognini riprodotto a fianco oggi#http://www.monetazione.it/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=2841&reply_id=123579229^ è importante perchè mostra come le banche in Italia in pratica operino solo se lo stato le sostiene in una decina di modi diversi. Questo non sarebbe assistenzialismo all'italiana come forse in parte anche l'articolo di Fabio sembra suggerire. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Se l'Italia avesse la sua banca centrale avrebbe potuto fare questo e anche molto di più, come l'America. La quale quando è fallita Lehman ha nel giro di due mesi fornito 1,300 miliardi alle sue banche, perchè la FED nell'ottobre 2008 di colpo comprò 1,300 miliardi di "attivi" dalle banche#F_END#. In pratica la FED "ripulì" i bilanci delle banche. Il problema della Grecia e dell'Italia è che per farlo devono chiedere il permesso alla BCE, perchè solo la BCE può creare Euro. L'"Assistenza di Liquidità di Emergenza" alle banche esiste in tutti i paesi ed è stato implementata in misura colossale in America, in Gran Bretagna, in Cina, in Giappone. Facciamo l'esempio dell'America. A fine 2007, prima che scoppiasse la crisi di Lehman, AIG ecc... la Banca Centrale in America nel suo bilancio aveva solo dei titoli di stato, per poco meno di 800 miliardi su un bilancio che in totale era appena sopra 800 mld di dollari. In pratica il bilancio normale della FED era "vuoto" e questi titoli di stato li teneva perchè quando vedeva che c'era troppa liquidità nel sistema bancario ne vendeva e "prosciugava" liquidità. #ALLEGATO_1# Poi fallisce Lehman, fallisce AIG e scoppia la crisi in ottobre 2008 e di colpo appaiono quasi 1,300 miliardi nel bilancio della FED che sono classificati come "altre attività" e consistono in crediti comprati da banche. #ALLEGATO_2# Cioè le banche le cedono questi crediti e lei li compra, ad un prezzo che nessuno può sapere (e che non è stato rivelato, salvo quando dopo due anni li ha rivenduti guadagnandoci e si è intuito più o meno quanto aveva pagato). Con cosa ha comprato queste "attività" dalle banche la FED ? Ovviamente stampando moneta, segnando al suo passivo delle riserve Questo è stato l'ELA made in USA, l''"Assistenza di Liquidità di Emergenza" alle banche implementata in misura colossale in America. La differenza è che il governo USA ha dovuto solo fare un paio di telefonate con la Federal Reserve e in poche ore si sono messi d'accordo. Qui in Europa devi girare per Francoforte, Berlino, Bruxelles, Parigi... Ma come miliardi, 1,300 mld in America, fatte le proporzioni con noi con gli USA che sono da 6 a 7 volte maggiori a seconda del tasso di cambio, significa che ad esempio Banca d'Italia comprerebbe 200 miliardi circa di attivi "dubbi" dalle banche italiane ripulendone i bilanci. Ehi... l'America ha fatto questo nel 2008, non sono commenti e teorie, sono fatti scritti nei bilanci che chiunque può controllare. Voi fare ripartire il credito ? Fai comprare 150 mld di sofferenze a Banca d'Italia...che li gira alla BCE se stai nell'euro o se li tiene lei se torni alla lira. (Fatto questo però fai fuori il management delle banche salvate, vieti stock options e bonus, nazionalizzi un paio di banche, vieti i mutui con più del 70% dell'importo finanziato..., metti dei plafond al credito al consumo e ai mutui, vieti i derivati, smembri le banche, vieti che vengano comprate dall'estero...) ----#i# (Nota tecnica all'epoca, ottobre 2008, la FED ha anche venduto 400 mld di treasury bonds cioè l'opposto del QE simultaneamente all'acquisto di 1,300 mld di assets dalle banche. Come mai ? perchè in una prima fase la FED non voleva che i tassi di interesse andassero a zero e se avesse solo creato riserve per 1,200 e rotti miliardi l'effetto sarebbe stato che il tasso sui fondi che presta alle banche (FED rate) sarebbe crollato a zero. Cioè se la FED vuole un tasso di interesse che sia maggiore di zero deve vendere qualche asset in modo da ridurre la liquidità)#/i#

Warren Mosler versus Yanis Varoufakis - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 04 Febbraio 2015 13:35

Tsipras non finge, non sta bluffando sull'Euro. L'attuale ministro delle Finanze greco Varoufakis ora è diventato di colpo una star internazionale grazie al fisico, ai modi non convenzionali e anche alle sue prolifiche idee. Tra cui non c'è assolutamente però l'Uscita dall'Euro. Tsipras e Syriza non fingono, sono proprio convinti che la Grecia debba stare nell'Euro e la loro "star", il economista/ministro delle Finanze lo dimostra qui sotto. Il Blog di Grillo ad esempio ha un altro articolo oggi sulla Grecia che deve uscire dall'Euro dal quale sembra che Tsipras sia avviata in quella direzione (^"Cosa farà adesso Tsipras? Per far fede agli impegni elettorali deve uscire dall'Euro...#http://www.beppegrillo.it/2015/02/la_grecia_deve_uscire_fuoridalleuro.html^), quando non è vero e ogni sondaggio in Grecia mostra un 70% e rotti pro-Euro, cioè il mandato elettorale NON è stato di uscire dall'Euro. Bagnai che ormai è il portavoce dell'euroexit ha ripetuto il suo disprezzo per ^i finti rivoluzionari di Tsipras manovrati dalla UE#http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/1/27/FINANZA-Bagnai-Tsipras-il-finto-rivoluzionario-manovrato-dall-Ue/576230/^ senza però come suo stile entrare in dettaglio nei problemi concreti della conversione in lire o dracme. #ALLEGATO_1# Tre anni fa Varoufakis era un economista all'università di Atene con un bel blog e aveva discusso in dettaglio anche la proposta di Mosler di uscire dall'Euro senza convertire i conti in banca che sono in euro. Quella di uscire dall'Euro in modo graduale, introducendo la lira o la dracma come moneta parallela è la proposta più realistica e riduce i pericoli di crash del sistema finanziario come qui si prova a discutere da tempo. Ma lo stesso Varoufakis spiegava che lui è comunque per salvare l'euro e stare nell'Euro e che uscirne sarebbe un disastro, anche con uno schema come quello di Mosler. (Notare che quando hanno discusso perlomeno, neanche Mosler era per l'uscita dall'Euro come opzione numero uno, leggere sotto). Bisogna rendersi conto che è un ottima cosa che in Italia il M5S, la Lega e altri siano per l'uscita dall'Euro, ma devono scontrarsi con l'85% degli esperti che gli dicono di no e devono battere i loro argomenti seri, quelli sui crediti, debiti e banche. Non basta dire che esporterai di più e importerai di meno e avrai la "sovranità monetaria" che di per sè è una bella frase, se non spieghi in dettaglio come funzionerà quando la gente ti porta i soldi via dalle banche perchè teme di ritrovarsi lire o dracme.... Ad ogni modo leggi Varoufakis qui... ^"Abandoning a sinking ship? A plan for leaving the euro" November 27, 2011 by yanis Varoufakis#http://yanisvaroufakis.eu/2011/11/27/abandoning-a-sinking-ship-a-plan-for-leaving-the-euro/^ #i# As regulars of this blog know, I am of the view that the eurozone’s collapse will be a harbinger of a postmodern 1930s. While virulently opposed to the eurozone’s creation, in its time of crisis I have been campaigning for saving the euro. Of course, as Alain Parguez wrote aptly here, it is impossible to save someone, or something, that does not want to be saved. In this post, while not going back on my personal commitment to keep trying to save a monetary union bent on self-destruction, I shall relate to you an idea on how a peripheral member-state could try to minimise the (huge) socio-economic costs of an exit from the eurozone forced upon it by the latter’s steady disintegration. The said plan was put together with Ireland in mind. Its authors are Warren Mosler (an investment manager and creator of the mortgage swap and the current Eurofutures swap contract) and Philip Pilkington, a journalist and writer based in Dublin, Ireland. Their starting point is a (perfectly spot on) diagnosis: “austerity programs” are “an abject failure and yet European officials continue to consider them the only game in town. So, we can only conclude at this stage that, given that European officials know that austerity programs do not work, they are pursuing them for political rather than economic reasons.” For reasons that I have also put forward repeatedly, unless overturned, this political project will, perhaps unintentionally, lead to the eurozone’s collapse. Should a country like Ireland wait until the bitter end or should it prepare for an exit before the final nail has been hammered into the euro’s coffin? #b# Mosler and Pilkington#/b# argue for an exit. But how can Ireland, or for that matter Portugal or Greece or Italy, exit without the sky falling on our heads? Here is what they propose. For the complete text click here: 1. Upon announcing that the country is leaving the Eurozone, the government of that country would announce that it would be making payments – to government employees etc. – exclusively in the new currency. Thus the government would stop using the euro as a means of payment. 2. The government would also announce that it would only accept payments of tax in this new currency. This would ensure that the currency was valuable and, at least for a while, in very short supply. And that is pretty much it. The government spends to provision itself and thereby injects the new currency into the economy while their new taxation policy ensures that it is sought after by economic agents and, thus, valuable. Government spending is thus the spigot through which the government injects the new currency into the economy and taxation is the drain that ensures citizens seek out the new currency. The idea here is to take a ‘hands off’ approach. Should the government of a given country announce an exit from the Eurozone and then freeze bank accounts and force conversion there would be chaos. The citizens of the country would run on the banks and desperately try to hold as many euro cash notes as possible in anticipation that they would be more valuable than the new currency. Under the above plan, however, citizens’ bank accounts would be left alone. It would be up to them to convert their euros into the new currency at a floating exchange rate set by the market. They would, of course, have to seek out the currency any time they have to pay taxes and so would sell goods and services denominated in the new currency. This ‘monetises’ the economy in the new currency while at the same time helping to establish the market value of said currency. #b# My reaction to this plan is simple: It is a blueprint for anyone who thinks that the euro system is past the point of no return. Once that point has been and gone, it is perhaps essential to move into this direction swiftly. However, I do not believe that the eurozone is, presently, past the point of no return. It is still possible to salvage the common currency by means of something akin to our Modest Proposal#/b# . It may take more intervention by the ECB than the Modest Proposal envisions (courtesy of the awful delay in implementing a rational plan, continuing instead on the present unsustainable path) but it is still, I think, feasible. The reason why I am adamant that this is not, yet, the time to abandon ship, is #b# the huge human cost of the eurozone’s breakdown#/b# . Consider for example what will happen if we, indeed, adopt the exit plan proposed above. #F_START# size=2 color=darkred #F_MID# All contracts by the government to the private sector (abroad and domestically) will be renegotiated in the new currency after the initial depreciation of the latter. In other words, domestic suppliers will face a large haircut instantly. Many of them will declare bankruptcy, with another large lump sum loss of jobs. The banks will run dry and will not be kept open by the ECB. Which means that the only way Ireland or Greece or whoever adopts this plan can keep its banks open is if they are recapitalised in the new domestic currency by the Central Bank. But this means that bank account deposits will, de facto, be converted from euros to the new currency; thus annulling the beneficial measure of no compulsory conversions of bank holdings into the new currency (see above). The authors claim that the above ill effects will be lessened by the government’s new found monetary independence which will enable it to discontinue austerity programs immediately and adopt counter-cyclical fiscal policy, as Argentina did after its default and discontinuation of the pesos-dollar peg. This may be so but all comparisons with Argentina must be taken with a large pinch of salt. For Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China. While it is true that the weaker currency will boost exports, it will also have a devastating effect: The creation of a two tier nation. One nation that has access to hoarded euros and another that does not. The former will acquire immense socio-economic power over the latter, thus forging a new form of inequality that is bound to operate as a break on development for a long while – just like the inequality that sprang up in the post 1970s period did enormous damage to our countries’ real development (as opposed to GDP growth numbers) in the second postwar phase. Last, but certainly not least, even if one country exits the eurozone in this manner, the eurozone will unwind within 24 hours. The European System of Central Banks will break instantly down, Italian spreads will hit Greek levels, France will turn instantly into a AA or AB rated country and, before we can wistle the 9th Symphony, germany will have declared the re-constitution of the DM. A massive recession will then hit the countries that will make up the new DM zone (Austria, the Netherlands. possibly Finland, Poland and Slovakia) while the rest of the former eurozone will labour under significant stagflation. The new intra-European currency wars will suppress, in unison with the ongoing recession/stagflation, international and European trade and, therefore, the US will dive into a new Great Recession. The postmodern 1930s that I keep speaking of will be a tragic reality. #F_END# In summary, this plan may end up being the only way out of a vessel heading for the rocks. We must keep it in mind given that our European leaders’ bloodymindedness has put, and keeps, a whole Continent on the rock-bound path. But it is not time yet to adopt it. For it will come at an incredible human cost; a cost that can still be averted (assuming that I am right in saying that the point of no return has not been reached – yet). We still have a chance to storm the bridge and change course. Failing that, a plan like that by Mosler and Pilkington may be the equivalent of our lifeboats. We should, however, always keep in mind that our lifeboats will be launched in icy seas and, while stranded on them, many will perish. #/i# Qui Mosler e Pilkington avevano risposto a Varoufakis dopo qualche giorno, dicendo che NON erano per l'uscita dall'Euro come opzione favorita (nel 2011), ma che se dovevi uscirne il piano per farlo era questo, cioè creare una moneta parallela all'Euro e non convertire tutti i conti bancari e imporre che tutti i contratti e pagamenti siano di colpo in Euro. Notare che Mosler e Pilkington insistono sul fatto che in questo modo la nuova lira o dracma non divergerà molto dall'euro, perchè appunto non ci sarà una fuga di capitali e panico, il pubblico manterrà i suoi euro e li convertirà gradualmente in lire. Inoltre niente impedisce agli italiani o greci che devono fare pagament all'estero di usare gli euro che hanno per cui la quantità di lire che vanno sul mercato dei cambi estero è limitata ^Mosler/Pilkington: Response to Yanis Varoufakis Regarding Our Eurozone Exit Plan#http://www.nakedcapitalism.com/2011/12/moslerpilkington-response-to-yanis-varoufakis-regarding-our-eurozone-exit-plan.html^ 1 dicembre 2011, Naked Capitalism Recently the Greek economist Yanis Varoufakis responded to the euro exit plan that we published on Naked Capitalism a few days ago. While Varoufakis was broadly supportive of the plan if an exit was absolutely necessary, he criticised some of the details therein. Before we deal with some of the issues he raised – some of which are very important – we should first note as clearly as possible that neither one of us is advocating exit from the Eurozone for any countries therein. We both agree with Varoufakis that this would probably be a more painful option than simply staying in the currency union even with the current austerity programs in place. In addition to this, both of us have published pieces arguing that the Eurozone will likely weather this crisis and the ECB, in some shape or form, will probably step in to backstop the debt of the peripheral governments in the coming months. We merely published our sketch of an exit plan because both of us believe that it is always good to have a Plan B at the ready should any contingencies arise. We also think that having a viable plan in hand strengthens peripheral governments bargaining power vis-à-vis their neighbours. But more on this in a moment. First, let us deal with some of the issues that Varoufakis raised. (All numbered points in italics are Varoufakis’, below is our response): 1. All contracts by the government to the private sector (abroad and domestically) will be renegotiated in the new currency after the initial depreciation of the latter. In other words, domestic suppliers will face a large haircut instantly. Many of them will declare bankruptcy, with another large lump sum loss of jobs. First of all, there may not be any initial depreciation of the new currency if the government initiating the exit gets the exchange rate right. Since the new currency is required to pay taxes we anticipate that there should be a fairly consistent demand for it especially when it is first introduced. Take the example of a domestic industry – say, a cement manufacturer that sells its goods to the government. It would be paid in the new currency and provided that the currency’s value remains somewhat constant the new currency can then be used to pay workers. In addition to this they will, as they do now, price their output relative to their costs so there would be no threat of bankruptcy. Perhaps the key point here is that we do not anticipate a severe shortfall of demand for the new currency. Since it is released into the system slowly, and since it is required to extinguish tax liabilities, and finally since there will be an immediate need for cash in circulation, it should be widely sought after by economic actors. If, on the other hand, a company has loans outstanding in euros they may need to convert some of their profits from the new currency into euros to service these obligations. Again, this has as much to do with how large the profits they accumulate are, as it does with the exchange rate between the two currencies. If their real income falls they might take a hit. But such is business. Then there is the question of where these businesses get their inputs. If these inputs come from the domestic economy they will be able to pay for these in the new currency. If they come from abroad they will cost more money, if indeed the new currency does depreciate when introduced and even then the costs would be passed on to the consumer. 2. The banks will run dry and will not be kept open by the ECB. Which means that the only way Ireland or Greece or whoever adopts this plan can keep its banks open is if they are recapitalised in the new domestic currency by the Central Bank. But this means that bank account deposits will, de facto, be converted from euros to the new currency; thus annulling the beneficial measure of no compulsory conversions of bank holdings into the new currency. This seems to us the most important point that Varoufakis raises. European banks do indeed have problems with both euro and dollar denominated liquidity and these problems will only worsen should there be a default and exit. Hence, we are back to the prospect of bank runs and other financial nasties. In this case the government in question would, of course, only be able to provide liquidity in the new currency. The problems caused by this will only be as substantial as the amount by which the exchange rate between the new currency and the euro diverges. In the meantime, depositors will be exchanging euros for the new currency in order to meet ongoing payments (payrolls, taxes etc.). #b# Once again, we underline the fact that we believe that the demand for the new currency would be quite strong and devaluation limited.#/b# However, if a bank’s net worth (equity capital) falls below required minimums for any reason, the government will have to take it over and reorganise it. Options will then include: selling the bank as an ongoing business or selling the assets to other institutions. Both of these could lead to large losses for equity holders and, if the losses are severe enough, losses for depositors. It is not unheard of for depositors to suffer losses of the order of 25% during liquidation. We do advocate full deposit insurance be put in place to protect deposits denominated in the new currency, but deposits in euros will still be at risk and in this sense Varoufakis’ concerns have merit. 3. The authors claim that the above ill effects will be lessened by the government’s new found monetary independence which will enable it to discontinue austerity programs immediately and adopt counter-cyclical fiscal policy, as Argentina did after its default and discontinuation of the pesos-dollar peg. This may be so but all comparisons with Argentina must be taken with a large pinch of salt. For Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China. The extent to which soya bean price rises led to the Argentine recovery is subject to much debate. Certainly, it allowed Argentineans access to foreign reserves which they could use to extinguish foreign loans, but to what extent it was the cause of the recovery is a definite grey area. We hold that the fiscal policies initiated by the Kirchner government that removed substantial fiscal drag played a significant role in the recovery. Varoufakis, by saying: “Argentina’s recovery, and associated fiscal policies, was far less due to its renewed independence and much more related to a serendipitous rise in demand for soya beans by China”, seems to imply that the fiscal policy expansion was somehow ‘allowed’ by the rising soya bean demand and the influx of foreign currency reserves. This is not the case. When Argentina ended the dollar peg they became able to extend government spending in as large quantities as they saw fit – that is, practically speaking: reducing fiscal drag by as much as the inflationary pressures created thereby were tolerated. After depegging, Argentina’s fiscal position could be run into deficit without risking insolvency or causing interest rates to skyrocket, both of which were the key constraints on government spending throughout the dollar peg era. In this way, the Argentinean example is perfectly viable as a comparison to a Eurozone country undertaking an exit. If the exit is undertaken and a floating exchange rate adopted, fiscal policy can be run into deficit until political limits, devaluation or inflation allows it to run into deficit no more. 4. While it is true that the weaker currency will boost exports, it will also have a devastating effect: The creation of a two tier nation. One nation that has access to hoarded euros and another that does not. The former will acquire immense socio-economic power over the latter, thus forging a new form of inequality that is bound to operate as a break on development for a long while – just like the inequality that sprang up in the post 1970s period did enormous damage to our countries’ real development (as opposed to GDP growth numbers) in the second post-war phase. Once again, the currency may not depreciate very significantly but even if it does, as the economy is brought back to full employment and output through reduced fiscal drag and increased exports, the government is then free to address distributional issues as it sees fit. The key point here would be to highlight these issues clearly prior to the exit taking place. 5. Last, but certainly not least, even if one country exits the eurozone in this manner, the eurozone will unwind within 24 hours. The European System of Central Banks will break instantly down, Italian spreads will hit Greek levels, France will turn instantly into a AA or AB rated country and, before we can whistle the 9th Symphony, Germany will have declared the re-constitution of the DM. A massive recession will then hit the countries that will make up the new DM zone (Austria, the Netherlands. possibly Finland, Poland and Slovakia) while the rest of the former eurozone will labour under significant stagflation. The new intra-European currency wars will suppress, in unison with the ongoing recession/stagflation, international and European trade and, therefore, the US will dive into a new Great Recession. The postmodern 1930s that I keep speaking of will be a tragic reality. We should again reiterate that we are not actually calling for an exit. We simply believe that the governments should have a contingency plan and, most importantly, that this contingency plan would steer them away from the very real desire to peg their new currency to either the euro or to some other foreign currency in the case of default. As we wrote in the original plan, should this happen we expect another Argentinean/Russian style financial collapse within a few years of the new currency peg being adopted. We should also point out that having a viable exit plan and having this exit plan and its possible results openly talked about gives the peripheral countries more bargaining power vis-à-vis their austerity loving neighbours. At the moment we should be focused on drafting any sort of national strategy that can give power back to sovereigns vis-à-vis the Eurozone. (In this, we know that Varoufakis sympathises as he has recently shown interest in our jobs program funded by tax-backed bonds which one of the authors [Pilkington] is currently trying to flog in Ireland). We also think that it is unlikely that an exit will actually occur. We both think that the ECB will almost undoubtedly step in to backstop the unruly debt burdens of the periphery. However, this will probably mean that the periphery will be kept on ‘life support’ while austerity continues to be imposed upon it. Once again, it is imperative that countries within the periphery have as many bargaining chips as possible in their negotiations with their fellow Europeans. Lastly, we should note that, should a nation exit the Eurozone in the manner we have outlined, a worldwide deflationary collapse might actually work to their advantage. Why? Because with their new currency they could undertake an Argentinean-style jobs guarantee program which would maintain full employment domestically while real terms of trade shifted dramatically in their favour as worldwide prices fell. Or, to put it another way: peripheral countries like Ireland would no longer have to rely on export-oriented growth in a world plagued by massive deflationary contraction. Instead they could run fiscal deficits to maintain full employment and high living standards while having little concern for the potential devaluation of the new currency caused thereby because worldwide prices would be falling at the same time. Qui hai anche il commento di Mosler dettagliato alla proposta alternativa di Varoufakis ^EUROZONA: COMMENTO DI WARREN MOSLER ALLA "MODESTA PROPOSTA" DI YANIS VAROUFAKIS (PRIMA PARTE)#http://www.retemmt.it/component/k2/item/414-eurozona-commento-di-warren-mosler-alla-modesta-proposta-di-yanis-varoufakis-prima-parte^

Se la Banca Centrale compra bonds il tasso di cambio scende ? - GZ  

  By: GZ on Sabato 31 Gennaio 2015 22:41

Carlog, perchè esci dal tuo campo di studio, che è così bello perchè astratto, per avventurarti in cose più mondane ma di cui non sai tanto ? (dopo il 2009)#b# la Federal Reserve ha comprato circa 3,500 mila miliardi di titoli di stato e altri titoli di debito . La BCE ne ha comprati invece meno di 1,000 miliardi#/b# Una bella differenza no ? Ma il dollaro verso l'Euro non è sceso, è salito ! La BCE è stata l'unica Banca Centrale negli ultimi due anni ha ridurre il suo bilancio #ALLEGATO_2# (Il grosso del bilancio della BCE è stato riempito di prestiti alle banche, che sono una cosa molto diversa dal comprare bonds. In entrambi i casi si crea denaro dal niente, ma prestando alle banche non si ottiene nessun effetto se queste poi non prestano, comprando bonds li fai salire di prezzo sul mercato e quindi scendere di rendimento, ceteris paribus). Quindi al momento hai: FED compra 3.500 miliardi di bonds, BCE compra 1,000 miliardi di bonds e si è fermata nel 2012. Risultato ? Dollaro sale... Senza contare che gli USA hanno portato il tasso di interesse a cui la Banca Centrale presta alle banche allo 0% tre anni fa, prima della BCE.. Se guardi in % del PIL la differenza non sembra grande come livello, ma la direzione negli ultimi due anni è evidente no ? Sono due anni se guardi il grafico (linea blu) che la BCE RIDUCE la quantità di bonds che compra mentre la FED (linea verde) la aumenta. E però l'Euro è sceso, mica salito verso il Dollaro! #ALLEGATO_1# Nota bene che la BCE è dal luglio 2012 che NON HA COMPRATO UN SINGOLO BOND. Cioè, se prendi gli ultimi due anni e mezzo la Banca Centrale in Americ ha comprato tonnellate di bonds e aumentato il suo bilancio di 1,400 mld di dollari e la BCE non ne ha comprati per niente e lasciato che il suo bilancio si riducesse di 1,000 mld di euro (perchè le banche le ha restituito i soldi prestati loro nel 2012...) Come mai allora il cambio dell'Euro è sceso verso il Dollaro negli ultimi due anni ? Ora, che aumentare in modo drammatico il bilancio della Banca Centrale facendole comprare tonnellate di bonds e altri strumenti finanziari alla fine funzioni nel far scendere il tasso di cambio è vero, guarda il Giappone in cui la Banca Centrale ha comprato titoli di stato, ETF immobiliari e persino azioni di borsa giapponesi pari a più di metà del PIL. Se fai comprare alla Banca Centrale metà del PIL di bonds e azioni alla fine i residenti (giapponesi) sono costretti in qualche modo dal fatto che la Banca Centrale li spiazza ad andare comprare qualche bond e azione all'estero. Cioè sono in qualche modo indotti a vendere Yen e comprare Euro o Dollari o altre valute per appunto acquistare titoli finanziari all'estero. E questo alla fine fa scendere il tasso di cambio. Occorre però veramente esagerare, calcola che se la BCE dovesse ora comprare bonds in misura pari ai giapponesi invece di 60 miliardi al mese dovrebbe comprarne più di 200 miliardi al mese Il punto però è che la BCE non ha comprato ancora un solo bond da metà 2012 e lo stesso l'Euro è sceso.... OK. ^Vuoi una discussione più sofisticata ?#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2015/01/interest-rates-exchange-rates-and-the-bank-of-canada.html^ Qui hai l'ultimo post di Nick Rowe che cercava di creare un piccolo modello per spiegare il crollo del Dollaro Canadese verso il Dollaro USA recente, dopo che la Bank of Canada ha solo ridotto dall'1% allo 0,75% il suo tasso di riferimento. Il punto importante che Rowe fa è che la Banca centrale in un economia molto aperta all'esterno deve cercare di influenzare non il tasso di interesse che serve a poco, ma il tasso di cambio. Se un economia molto aperta all'esterno (come export e import) viene colpita da uno shock esterno, come il Canada con il calo del petrolio, la Banca centrale deve cercare di compensare facendo scendere il tasso di cambio. Ora, arriviamo alla Grecia (o all'italia). Nel nostro caso lo shock esterno è dato dall'austerità, l'improvviso aumento di tasse (Italia) e tagli di spesa pubblica (Grecia) per far sì che si abbia un surplus di bilancio prima degli interessi. Cioè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#qui siamo stati obbligati a tagliare la domanda tramite l'austerità, come in Canada di colpo si è ridotta la domanda a causa del crollo del petrolio. E in entrambi i casi l'unico modo di rispondere è far scendere il tasso di cambio reale#F_END# Il problema è che più del 50% dell'export dell'Italia o della Grecia va nella zona euro, per cui anche una riduzione del 20% del tasso di cambio dell'Euro ha un efficacia limitata (anche perchè poi tutti i paesi del mondo dal Giappone in giù stanno avendo un cambio che si svaluta, per cui alla fine tutto l'aumento di competitività ce l'hai solo verso gli USA e alcuni paesi legati al dollaro come taiwan, hong kong, arabia, kuwait...)

Da Marzo Bankitalia può stampare Euro - GZ  

  By: GZ on Martedì 27 Gennaio 2015 14:55

Con l'annuncio di Draghi di giovedì 22 gennaio 2015 per cui compreranno 45 mld al mese di titoli pubblici sul mercato, la clausola sul #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#"risk-sharing"#F_END# dice che ^"...each central bank is responsible for buying the bonds of its own country.."#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2015/01/ecbs-momentous-meeting^, cioè BANKITALIA PUO' STAMPARE EURO ora. Perchè ovviamente i BTP che comprano li pagano con Euro che creano dal niente (Draghi si è dimenticato di dirlo perchè è un tipo un po' distratto per cui dobbiamo rimediare noi, ma ad esempio Ben Bernanke era stato chiaro in proposito) #ALLEGATO_1# Occorre scriverlo a chiare lettere e caratteri cubitali che in pratica ora Bankitalia stamperà Euro. I dettagli tecnici di come effettueranno gli acquisti mensili di 45 mld di titoli di stato sul mercato non li ho ancora trovati per cui non so se materialmente è il desk di Francoforte o quello della Bankitalia a Roma che opera, ma anche se fosse lo staff di Francoforte alla BCE che materialmente spinge i tasti sul bid e ask del BTP, poi questi BTP comprati saranno sul bilancio di Bankitalia (all'80%), non della BCE, a causa della clausola sul #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#"risk-sharing"#F_END# Che vuole dire che Bankitalia avrà il rischio, cioè se i BTP vanno su guadagna e se vanno giù perde, in teoria. In pratica significa solo che stanno nel suo bilancio e quindi li ha comprati lei e quindi "trova i soldi" per comprarli lei. Dato che appunto Bankitalia "non ha i soldi" e comunque nessuna banca centrale al mondo li ha mai perchè non devono pagare con soldi che hanno già nel loro bilancio, ne segue che Bankitalia creerà dal niente miliardi di euro. Come ho mostrato tante volte quindi, digiterà sul lato del passivo una cifra, ad esempio... 15,000,000,000 con la dicitura "Riserve" e al lato dell'attivo digiterà la stessa cifra 15,000,000,000 con la dicitura "BTP". Fine. Sono numeri digitati nel foglio elettronico del computer della Banca Centrale e non costa niente, è l'equivalente elettronico e moderno dello "stampare" moneta In conclusione, da marzo #F_START# size=3 color=darkred #F_MID#BANKITALIA STAMPERA' EURO#F_END#. Bisogna spargere la voce. E poi discutere però perchè questi soldi vengano usati solo per comprare titoli sui mercati invece che per ridurre le tasse.

Con il QE Germania fa sparire il suo debito sul mercato in 9 anni e l'Italia in 20. Perchè non continuare per 20 anni ? - GZ  

  By: GZ on Martedì 27 Gennaio 2015 10:55

Con il QE la Germania ricomprerà 215 mld di titoli di stato sul mercato, quando ne emette solo 4 miliardi l'anno ora, cioè al ritmo di 11,3 mld al mese di acquisti, #b# la Germania farà sparire in un anno e mezzo 211 mld di titoli#/b#, su un totale che ha sul mercato di meno di 2,000 mld. In pratica, #b# se si tenesse questo ritmo di QE per nove anni circa, il debito pubblico tedesco sparirebbe#/b# dal mercato e finirebbe tutto in pancia alla Bundesbank. Niente più debito pubblico per la Germania ! Niente più regole di Maastricht, niente più fiscal compact, niente più limiti del 3% di deficit perchè paf!...il debito pubblico sarà cancellato. #ALLEGATO_1# Con il QE l'Italia ricomprerà titoli per 147 mld, quando ne emette (come saldo netto) per 62 mld, quindi con il QE di Draghi attuale a settembre 2016 il totale dei titoli di stato sul mercato italiani si sarà ridotto di (147-62=) 85 miliardi#/b#. Con l'Austerità di Mario Monti, Letta e Renzi il totale del debito pubblico è salito di più di 200 miliardi a prezzo di lacrime e sangue, hanno strangolato l'economia in nome della riduzione del debito pubblico e il risultato è stato che questo è salito di più di 200 mld a fronte di un PIL che è fermo in termini nominali da sei anni. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Con Draghi invece ora, senza chiedere una lira di tasse a nessuno, il debito pubblico si ridurrà di 85 miliardi in un anno e mezzo. Un Miracolo ?#F_END# A questo ritmo di QE il debito pubblico italiano sul mercato, cioè i BTP in sostanza (che sono circa 1,700 mld su un totale di 2,160 di debito totale) potrebbero sparire in circa venti anni (E il resto del debito pubblico che non sono BTP non da problemi) Dato che con il QE finirebbero in pancia a Bankitalia perchè non accellerare il ritmo del QE da 45 a 450 mld al mese e far sparire tutto il debito pubblico prima ? Per rispondere a questa questione occorre un piccolo approfondimento. Il problema da porsi ora è: #F_START# size=5 color=blue #F_MID# Perchè non continuare il QE per i prossimi venti anni allora ? #F_END# #ALLEGATO_3# Intanto, per liberarsi del problema del debito pubblico, non ci sarebbe nemmeno bisogno di accelerare il ritmo di QE. Comprare dieci volte tanto quello che Draghi ora compra, cioè 400 o 500 mld al mese di titoli sul mercato qualche contraccolpo lo darebbe, tipo far affondare l'Euro a 80 centesimi ad esempio. Ma basta molto meno. #b# Basterebbe che BCE/Bankitalia dichiarassero che continueranno indefinitivamente, come nuova politica ufficiale, a comprare titoli di stato sul mercato#/b#, al ritmo attuale di 45 mld al mese, cioè che non smetteranno nel 2016 come hanno annunciato. Potrebbero dichiarare che vogliono ridurre della metà ad esempio tutto il totale dei titoli pubblici nell'eurozona sul mercato o al famoso 60% di Maastricht. #b# Ci sono 6,800 mld di titoli pubblici sul mercato in Eurozona e ne stanno comprando 45 miliardi al mese e poi devi sottrarre i titoli emessi ora per coprire il deficit annuale, fai i conti e vedi che si parla di comprarne per venti anni..#/b# .). Dal momento però in cui la nuova politica della BCE è di comprare titoli per i prossimi 20 anni il mercato si comporta di conseguenza e spariscono tutti i problemi di costo del debito e di default. Anche se ogni singola banca centrale comprasse i suoi titoli di stato (come è ora la regola, all'80%) l'effetto sarebbe lo stesso una volta che diventi la politica ufficiale della BCE. Anche se ne comprano molto lentamente e impiegano venti anni a ricomprare metà del debito sul mercato l'effetto è garantito da subito. Esiste però una soluzione molto migliore #i# (Lo so che i tedeschi diranno di no, ma a questo ci arriviamo in fondo. Prima svolgiamo il ragionamento per il resto dell'Eurozona)#/i# Le Banche Centrali agiscono per metà attraverso la #b# dichiarazione delle loro intenzioni future#/b# , prova ne è stata Draghi nel luglio 2012 con la sua dichiarazione del "What ever it takes...". Quindi basterebbe dichiarare che la nuova politica ufficiale della Banca Centrale è comprare debito pubblico per anni e anni... Fino a quando ? Al momento Draghi ha detto: #i# fino a settembre 2016 in linea di massima, ma il nostro obiettivo è un inflazione al 2% per cui continuiamo fino a quando l'inflazione arriva al 2%. #/i# Quindi #b# Draghi e la BCE stessi hanno dichiarato che potrebbe continuare per anni.#/b# Bene, questo però non funziona perchè allo stesso tempo dichiarano anche che bisogna tenere i deficit sotto il 3%, nonostante il fatto che il loro QE dimostri praticamente che non esiste più nessun problema di debito pubblico Devono invece dichiaraRE ad esempio CHE CONTINUERANNO A COMPRARE TITOLI SUL MERCATO FINO A QUANDO L'ECONOMIA NON CRESCA AL 6%, nominale, di cui almeno il 3% reale. Oppure continueranno fino a quando non cresca del 5% nominale di cui almeno il 2% reale....Qualcosa del genere...(non è una mia idea balzana tra parentesi, ^ha anche un nome in letteratura#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/10/monetary-policy-3^) [Perchè enunciare che questa è la politica della BCE ha subito un effetto reale ? Perchè le Banche Centrali hanno un potere virtualmente illimitato di creare moneta e non hanno a differenza di chiunque altro vincoli finanziari, per cui se dicono che faranno qualcosa possono veramente mantenere la promessa, non hanno nessun ostacolo legale o finanziario davanti. Non sono governi eletti che cambiano con l'elezioni, non hanno vincoli legali e tecnici di bilancio e creare denaro non ha nessun costo e nessuna difficoltà tecnica. Quindi sono l'unica entità nel nostro mondo che può veramente mantenere le promesse se vuole per così dire e ha un potere assoluto sul denaro che è quello che muove il mondo] Quindi la BCE e Banckitalia (che effettua gli acquisti di titoli e se li tiene lei) dichiaranio che continueranno a comprarne per diciamo altri anni, anche per dieci o persino di più. A quel punto però si aprono due scenari: 1) se #b# gli stati mantengono i limiti attuali di deficit del 3% #/b# (che in realtà per Spagna, Francia, Portogallo e Grecia sono del 4-6%), il debito pubblico si riduce veramente perchè i rendimenti restano schiacciati dal QE e il mercato non osa andargli contro sapendo che durerà in eterno. L'economia però rimane depressa. Perchè per l'economia reale eliminare il debito pubblico che paga interessi significa ridurre una spesa pubblica e basta. Se non fai niente altro l'unico risultato è solo che lo stato spende meno e ceteris paribus deprime l'economia già depressa 2) Se invece #b# gli stati decidono di sfondare i limiti attuali di deficit del 3%#/b# e fare ad esempio 400 mld in più l'anno di deficit riducendo le tasse allora l'emissione di nuovi titoli sul mercato aumenta. Ma qui basta aumentare un poco il ritmo del QE, passare da 45 miliardi al mese a 90 miliardi al mese ad esempio, tieni lo stesso a bada il mercato e tieni schiacciati i rendimenti dei Bund e BTP. Quindi #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il costo e l'ammontare del debito pubblico non aumenta anche se aumenti di 400 miliardi i deficit. Magico QE !!! #F_END# 1) qui ha una Depressione che continua per anni, perchè il QE sottrae un poco di reddito all'economia (meno pagamenti di interessi) e non hai niente in cambio, sempre austerità 2) se invece utilizzi il fatto che la Banca Centrale tiene sotto controllo il debito pubblico ora puoi aumentare i deficit, ridurre le tasse e l'economia si risolleva. Ci sono però controindicazioni ? Se con alcune centinaia di miliardi in più all'anno che circolano nell'economia europea l'inflazione sale troppo e i deficit esteri salgono troppo ti devi fermare subito. Ma l'inflazione oggi è zero e i surplus con l'estero dell'eurozona sono ora enormi, il doppio di quelli della Cina. Quindi prima che si creino problemi su quel versante ce ne vuole. Poi dipende anche se fai 400 mld di deficit per aumentare la spesa pubblica o per ridurre le tasse. Nel primo caso hai più inflazione e meno competitività (perchè non bisogna illudersi che vadano in infrastrutture più di tanto), nel secondo caso molto di meno e raggoiungi un limite (inflazione, deficit esteri...) molto più tardi Quindi: Magico QE ! Risolveresti il problema dell'economia se lo mantieni per altri dieci o quindici anni o per sempre ! Non sto scherzando più di tanto: ^Il QE consiste come spiega il CIO di Bridgewater questa settimana a Davos nello "scambiare debito con moneta"#http://www.bloomberg.com/video/bridgewater-s-greg-jensen-ecb-stimulus-too-slow-to-help-Y_DV5HW4Qfeu_8S9lfvt9g.html^, cioè elimini debito e lo sostituisci con moneta. In un economia satura di debito come quella attuale in eurozona con debito totale parti a al 350% del PIL puoi fare questa politica per quindici o venti anni di seguito senza problemi Sai perchè però ? Perchè nei 30 anni precedenti si è fatta la politica opposta: di sostituire moneta con debito, creare debito. Nei prossimi 20 anni facciamo l'opposto. Un ultima cosa. Perchè la Germania è contraria a queste politiche ? Non è perchè siano cattivi, ma perchè non è loro interesse, sono praticamente l'unico paese occidentale che ha evitato la bolla del debito

Ferrero, Salvini, Tsipras e 50 mld al mese - GZ  

  By: GZ on Lunedì 26 Gennaio 2015 01:49

Ferrero (che giustamente è euforico per Tsipras stasera), su Twitter scrive che Salvini mente nel dire oggi che se Tsipras non pagasse metà del debito greco, dato che non pagherebbe in pratica 180 mld circa che deve alla UE e che l'Italia ha contribuito per il suo 17% del totale, a noi Tsipras costerebbe tot miliardi. Cioè il famoso debito greco è oggi dovuto quasi tutto alla UE e Tsipras ha detto che pagherebbe quel poco rimasto in mano a privati, ma chiederebbe di non pagare almeno metà di quello in mano alla UE (fondo salvastati). Dato che nel fondo salvastati i soldi li ha messi anche l'Italia (credo 40 o 50 mld ma Claudio Borghi ne scrive di continuo se si vuole controllare), ergo dice Salvini, voi #b# esultate sul fatto che Tsipras costerà all'Italia almeno 20 mld.#/b# ^Ferrero twitta che Salvini mente perchè Draghi può comprare lui il debito e non gli costa niente#https://twitter.com/^. Ha ragione che in teoria Draghi potrebbe farlo (e tra parentesi Ferrero ha appena scritto un libro fatto bene sul debito pubblico) In pratica però bisognerebbe che, al ritmo di 60 miliardi di cui solo 50 di titoli pubblici, che Draghi compra al mese, dato che in Eurozona che ne sono 6,800 di titoli e per comprare quelli greci deve anche comprare tutti gli altri, anche solo per ricomprarne metà dovrebbe fare QE per circa cinque o sei anni Cioè, ammesso che Draghi non smetta mai di fare QE al ritmo di 50 mld di titoli pubblici al mese, dopo almeno cinque anni da oggi finalmente Tsipras potrebbe avere annullato il debito da Draghi. Dato che è improbabile che Tsipras voglia aspettare cinque anni per mettere in atto il suo programma e che chiederà di non pagare il debito da quest'anno, e dato che è improbabile che la Germania accetti altri 3 o 4,000 mld di QE, Salvini non ha torto. Ed è una questione importante di cui i media ufficiali non parlano. Nel calcolo del deficit pubblicoi italiano questi miliardi sono stati tolti, cioè se non avessimo contribuito ai fondi salvastati non avremmo dovuto fare tutta questa austerità Con questo non si vuole prendere posizione più di tanto, Ferrero è uno dei pochi politici onesti e sinceri in giro e capisce anche che il debito pubblico è una truffa. Inoltre nel caso della Grecia ha più senso la posizione di Tsipras di chiedere per cominciare che la UE gli cancelli metà almeno del debito. Pretendere che la Grecia chieda di uscire subito dall'Euro non ha molto senso perchè hanno debito estero pari al 120% del PIL Infine, da un punto di vista più generale Ferrero non ha torto neanche lui, perchè il credito che la UE ha fatto alla Grecia, per rimpiazzare i crediti verso la Grecia di banche francesi soprattutto e anche belghe,olandesi, austriache,tedesche, italiane... sono solo 150 o 180 mld (se prendi la cifra che Tsipras chiede di abbuonare) e Draghi ne sta comprando per 1,000 mld circa nel corso del prossimo anno e mezzo senza che costi un centesimo. Per cui la BCE potrebbe con la stessa "tecnica" (spingere un tasto di computer) annullare in un secondo il debito della Grecia (scrivendono tra le sua passività e poi dimentandosene). Cioè, #b#Draghi sta comprando ora 1,000 mld di titoli pubblici di cui almeno un terzo hanno rendimento NEGATIVO#/b# , titoli austriaci, tedeschi, finlandesi, olandesi...Questo è debito che non solo non costa niente agli stati, ma gli fa guadagnare qualcosa! E Draghi lo cancella! Sarebbe meglio che Draghi cancellasse non questo, ma mezzo debito greco come chiede Syriza. Draghi però dice che il QE lo si fa per far aumentare l'inflazione aumentando la liquidità in tutta l'eurozona. ^Una balla colossale#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123577883#123577883^. Ma deve raccontarla altrimenti poi la gente mangerebbe la foglia e capirebbe che il debito pubblico è una truffa, che la Banca Centrale può cancellarlo senza conseguenze quando vuole. Invece devi far continuare a credere che sia il più grande problema dell'umanità

Il QE significa cancellare debito, ma per le banche è un costo, per cui riduce il credito - GZ  

  By: GZ on Giovedì 22 Gennaio 2015 19:04

Il QE significa essenzialmente che una parte del debito pubblico viene cancellata. Questo può essere positivo se lo stato ne approfitta per aumentare il deficit, ma se questo rimane bloccato al limite del 3% del PIL allora il denaro nell'economia con il QE non aumenta. Non solo, ma come vedremo qui con un calcolo numerico, nel caso dell'eurozona #F_START# size=3 color=blue #F_MID#avrai una riduzione di credito perchè alle banche il QE alla fine costa, è una specie di tassa#F_END# . Quello che si vuole mostrare qui è che per le banche un aumento di denaro dello stato ("outside money" o "cash"), denaro creato dalla Banca Centrale che gli viene depositato dall'esterno non serve per prestare e entro certi limiti risulta anche un costo. Un QE non accompagnato da aumento di deficit pubblico (come si è fatto invece in USA, UK, Giappone) in realtà riduce il denaro che circola perchè influenza negativamente il credito. C'è anche un altro effetto negativo rilevante di cui parla sempre Mosler, il crollo verso zero dei rendimenti dei titoli di stato dell'eurozona indotto dalla promessa del QE ha ridotto il reddito da cedole di intere fasce di risparmiatori e pensionati. In paesi come la Germania il deficit pubblico è sceso ora a zero grazie al calo della spesa per interessi per cui il deficit, il reddito disponibile delle famiglie e quindi la loro spesa sarebbe stato più elevato se gli interessi sul debito non fossero stati compressi a zero. Questo però è più ovvio e ci concentriamo sull'elemento più importante meno facile da capire cioè l'effetto sulle banche Il Quantitative Easing crea del denaro "cash" (chiamato "riserve bancarie"), ma questo si accumula solo nel bilancio della BCE che lo crea e lo usa per comprare titoli pubblici per cui il saldo del suo conto aumenta ("il bilancio della BCE si espande" come dice sempre Draghi). Alla fine del QE di Draghi ci saranno 1,100 mld di "cash" in più presso la Banca Centrale (al passivo) e 1,100 mld di titoli di stato in più presso la Banca Centrale (all'attivo). Nel resto dell'economia ci saranno 1,000 mld di titoli in meno e 1,000 mld di cash in più, saldo = zero. L'unico saldo che aumenta è presso la Banca Centrale. E ci sono 1,100 mld in meno di titoli pubblici sul mercato. La BCE agisce per conto dei governi dell'eurozona, come prova il fatto che storna le cedole che incassa dai titoli pubblici agli stati, come tutte fanno tutte le banche centrali. Per cui #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il QE è una creazione di "cash" per conto dello stato con cui questi in pratica si ricompra il suo debito pubblico #F_END# #i# (anche se si cerca di offuscarlo e di fingere che serva ad altro...come combattere l'inflazione...) #/i# Per quanto riguarda le banche, con il QE si ha anche un un aumento del loro bilancio, perchè ricevono questo "cash" creato dalla Banca Centrale tramite i loro clienti che vendono i looro BTP o Bund alla BCE. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Le banche di questo cash che crea la Banca Centrale non se fanno niente, passa per il loro bilancio e "lo gonfia", ma poi ritorna alla Banca Centrale#F_END#. Per le banche questo denaro non è necessario per prestare, tanto è vero che in USA, come in Gran Bretagna, come in Giappone e come in Eurozona lo ridepositano alla Banca Centrale. Dato che rappresenta però per loro anche una passività costa loro qualcosa perchè è una passività da remunerare e richiede più capitale. Questo è quello allora che succede nei bilanci. Guarda innanzitutto la situazione iniziale di tutte le banche dell'eurozona (calcoli di Peter Stella). I titoli pubblici totali sul mercato sono circa 6,800 mld in eurozona (di cui circa 1,600 mld italiani) e di questi sono detenuti direttamente dalle banche europee 1,870 miliardi in totale (vedi la colonna dell'attivo del loro bilancio). #ALLEGATO_1# Qui hai il conto economico aggregato che mostra i loro ricavi e spese totali e un utile netto nell'eurozona per le banche di circa 200 miliardi in Eurozona #ALLEGATO_2# Ora prendiamo il QE annunciato oggi da Draghi di 1,100 mld e guardiamo la situazione finale dopo che questi soldi sono stati creati e spesi per comprare 1,100 di titoli pubblici sul mercato. Anche le banche venderanno dei titoli che hanno in portafoglio alla BCE cercando di realizzare dei guadagni in conto capitale. Se il QE è di 1,100 mld (come ha detto Draghi) esse ridurranno il loro ammontare di titoli di stato, che oggi è di 1,840 mld, ipotizziamo noi, ad esempio di 400 miliardi (può anche essere un poco di meno se ne vendessero in proporzione alla loro quota sul totale, ma sembra realistico pensare che siano più "speculative" della media e comunque non ha importanza riguardo all'effetto finale. Anzi se le banche ne vendono meno di titoli di stato di quanto ipotizzo l'effetto finale è peggiore come vedremo). Nel bilancio delle banche dell'eurozona vedi allora che da 1,870 i titoli di stato calano a 1,470 (-400) e i restanti 700 miliardi del QE saranno invece comprati dai loro clienti, quindi 400 li vendono alla BCE le banche e 700 li vendono alla BCE famiglie e imprese. Questi miliardi che la BCE crea nel suo bilancio ("riserve", che segna al passivo) diventano nel bilancio delle banche un attività di bilancio ("riserve" che loro segnano all'attivo) e corrispondono ovviamente alla variazione del saldo dei conti dei loro clienti. Cosa succede alle banche dell'eurozona se la BCE compra 1,100 mld di titoli, di cui 700 da privati e 400 venduti dalle banche stesse ? Innanzitutto #F_START# size=3 color=blue #F_MID#all'attivo delle banche appaiono 1,100 mld addizionali di "Depositi presso la BCE" cioè "riserve" o cash da tenere alla BCE. Al passivo appaiono i 700 mld dei clienti che hanno incassato 700 mld di BTP e altri titoli#F_END# (la differenza sono i 400 mld di titoli che le banche stesse vendono alla BCE) #ALLEGATO_3# Se Draghi con il QE compra 1,100 miliardi, ANCHE SE FOSSERO SOLO dei PRIVATI E NON LE BANCHE A VENDERGLIELI, IL BILANCIO DELLE BANCHE AUMENTA DI 1,100 miliardi. Se io vendo 100 mila di BTP che ho e la BCE li compra il bilancio della mia banca aumenta di 100 mila. Non li ha venduti la banca, ma lo stesso il suo bilancio aumenta, perchè io in pratica io "deposito" presso di lei (anche se faccio tutto restando in banca fisicamente) un saldo di 100 mila che era prima presso la Banca Centrale. Questi 100mila sono ora nel passivo della mia banca, la quale si deve segnare qualcosa anche all'attivo e ci scrive 100mila come "cash" ("Riserve"). Se non li usa li deve ridepositare alla BCE, che è la loro banca. I 1,000 mld che Draghi crea dal niente appaiono sia nel bilancio della BCE, al passivo e in modo corrispondente nel bilancio delle banche, all'attivo, chiamati "riserve". Le riserve sono equivalenti al denaro cash, ma differenza di quello normale non escono mai da un bancomat e non sono spendibili altro che per titoli finanziari. Questi 1,100 mld NON POSSONO USCIRE da questo circuito banche-banca centrale. #i# L'unico modo in teoria sarebbe se le banche inviassero dei furgoni blindati alla BCE chiedendo di convertire le loro riserve in banconote e poi iniziassero a fare prestiti tutti in contanti!#/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Si tratta di uno scambio tra BTP e "cash". Prima c'erano 1,000 mld di BTP e oggi c'è un 1,000 mld di "cash", ma cash che risiede alla Banca Centrale#F_END# . Per la precisione è cash che appartiene alle banche che lo depositano alla Banca Centrale, la quale non gli paga niente, anzi gli fa pagare un -0,2% annuo #F_END#. Le banche si ritrovano a bilancio un attività denominata "riserve" che consiste di un saldo presso la banca centrale (e costa loro qualcosina). Al passivo si ritrovano un corrispondente ammontare di "cash" nei conti dei loro clienti che hanno venduto BTP alla BCE, a cui devono remuneare in media qualcosa (poco, ma qualcosa costano). #F_START# size=3 color=blue #F_MID#I clienti hanno ora un saldo dei loro conti aumentato, di 700 mld nell'esempio, che impiegheranno in parte in conti risparmio o p/t, in parte comprando altri bonds o azioni e in parte lasceranno nel conto corrente. Nell'insieme su questi utilizzi le banche non guadagnano niente o gli costa alla fine qualcosa, perchè per loro sono passività. Ovviamente le banche guadagnano sulle loro attività di bilancio, dove prestano. Ma con il QE i 1,100 mld che segnano sulle loro attività di bilancio finiscono depositati alla BCE la quale non da niente (anzi fa pagare ora un -0,2% annuale)#F_END# Se Draghi ora compra 1,000 o 1,100 mld di titoli di stato (e altri titoli) i cittadini e le imprese che glieli vendono non vedono il saldo nel loro conto in banca aumentare, salvo per un guadagno in conto capitale di chi abbia comprato BTP a prezzi più bassi e ora li rivenda alla BCE. Dato però che i prezzi sono già a 155 per i Bund, a 144 per gli OAT francesi, a 140 per i Tesobonos e 138 per i BTP questi guadagni CI SONO GIA' STATI. A parte questo effetto di capital gain di chi ha comprato BTP in precedenza a prezzi più bassi e li rivende grazie a Draghi a prezzi più alti, non c'è un aumento di denaro in mano a nessuno, tutti #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i 1,100 mld creati da Draghi ritornano di fatto alla BCE, vengono ridepositati alla BCE#F_END# Alla fine quindi ALLE BANCHE RICEVERE QUESTI 1,100 MLD HA UN COSTO. Quanto costa ? Intanto devono pagare un -0.2% annuo alla BCE sui 1,100 mld che si ritrovano all'attivo. Poi forse ad esempio un -0,5% medio annuo sulla cifra al passivo per i clienti (quanto esattamente dipende se i clienti girano questi soldi in pronti contro termine o depositi a risparmio oppure comprano altri bond o azioni o lasciano nei conti correnti. Dipende dalla allocazione che ne fanno i clienti. In pratica solo quando i clienti comprano altri bonds e azioni le banche hanno un utile). Più importante è che, a causa delle regolamentazioni sul rischio di Basilea, le banche devono mettere da parte del capitale addizionale a fronte di questi 1,000 miliardi di espansione del loro bilancio. Ad esempio in totale in base alle regole sul leverage totale può essere una cifra intorno al 5% dell'attivo. Per cui se si tratta di 1,100 mld di QE possono dover trovare capitale addizionale intorno a 50 mld e questo ha un costo opportunità #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il QE è negativo per le banche perchè le sottopone ad alcuni costi sia sul lato dell'attivo di bilancio che del passivo, senza per questo aumentare di un euro la loro capacità di prestare#F_END# la quale dipende solo dal capitale che hanno (e dal fatto ovviamente che trovino dei clienti in grado di pagare tassi di interesse e commissioni tali da compensare per le perdite eventuali in caso non paghino) Per l'economia ci sono poi anche altri due effetti, ma marginali. Uno come si è visto è il guadagno in conto capitale di chi ha venduto i suoi BTP alla BCE ad un prezzo più alto di quello che sarebbe stato senza QE. L'altro è la perdita di interessi su 1,000 mld di titoli pubblici, italiani, spagnoli, tedeschi, francesi ecc...che colpisce i risparmiatori più prudenti che si accontentano di titoli di stato e non speculano. La prima categoria ha un guadagno quando vende alla BCE i suoi titoli di stato e poi può reinvestire i soldi, ma se compra altri titoli di stato li paga di più (perchè ce ne sono di meno in giro). Se compra azioni, obbligazioni corporate o bonds asiatici o americani avrà dei rischi di cambio o di credito... Cioè potrà guadagnarci, ma anche perderci e non avrà un rendimento fisso sicuro nella propria valuta come con i titoli di stato. E' possibile comunque che la fetta di pubblico che ha guadagnato di più sui BTP grazie alla BCE che li ha fatti salire spenda un poco di più. Questo effetto positivo però c'è già stato negli ultimi due anni, quando i rendimenti erano al 5% o anche al 7%, oggi con i rendimenti dei titoli tra 2 e -0,4% e un quarto dei titoli che la BCE va a comprare che rendono 0% o meno di 0%, questi effetti sono minimi. La seconda categoria, quella dei pensionati e dei risparmiatori prudenti che hanno perso ora in pratica ogni rendimento nella maggior parte dell'eurozona, è rilevante e probabilmente più che compensa la prima perchè sono fasce sociali a reddito più basso che quindi spenderebbero anche di più in proporzione dei più ricchi. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#In Germania ad esempio il deficit pubblico si è azzerato grazie al calo dei rendimenti dei titoli di stato dovuto alle promesse di Draghi, ma questo ha cancellato un reddito per molta gente#F_END# e tutta la stampa se ne lamenta. E lo stesso vale per metà dell'eurozona che non è al limite del 3% perchè ha ridotto il deficit e potrebbe tenerlo più elevato. L'effetto più rilevante è probabilmente quello per cui dover tenere 1,100 mld di cash è un UN COSTO per il sistema bancario. Il calcolo approssimato che mostro (basato su Peter Stella ) è che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#1,100 mld di QE possano costare al sistema bancario dell'eurozona anche 20-30 mld alla fine, tra capitale addizionale, remunerazione di depositi risparmio e la piccola penalità del -0,2% per le riserve alla BCE#F_END# . La somma di questi costi è rilevante in un sistema bancario che oggi guadagna in totale circa 200 mld in Eurozona. Le banche come sappiamo non prestano soldi che prima devono raccogliere, ma li creano (tanto poi rimangono nel sistema bancario...). Hanno però due limiti: i) il requisito di capitale minimo intorno all'8% e ii) il trovare clienti adatti su cui guadagnare. E hanno ovviamente dei costi sulle loro passività cioè depositi e debito. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#L'impatto del QE è di far ricevere alle banche una massa di denaro "dall'esterno" che a loro non serve per fare prestiti e invece richiede un poco più di capitale e che costituisce una passività che ha qualche costo di remunerazione. Di conseguenza alla fine il QE farà ridurre il credito.#F_END# ----------------------------------------------- Obiezione Perchè allora in USA e UK il QE sembra aver funzionato ? Innanzitutto perchè si è accompagnato con una aumento del deficit pubblico fino al 10% del PIL e qui in Eurozona si accompagna al contrario ad una riduzione dei deficit pubblici in media sotto il 3%... Poi perchè in USA si è accompagnato ad un aumento di più di 1,500 mld secondo molte stime del "sistema bancario ombra", cioè la rete di fondi e mega banche che operano fuori dal circuito bancario ipotecandosi a vicenda per 3 volte di seguito lo stesso pacco di bonds e facendo prestiti auto, mutui, prestiti a studenti, a piccole imprese... Cioè anche in USA e UK non è stato il QE di per se che ha funzionato, ma delle cose di contorno che qui da noi in Eurozona non si fanno

Come funziona se lo stato opera in Lire, ma non converte gli Euro - GZ  

  By: GZ on Martedì 20 Gennaio 2015 02:08

[Nota per chi non avesse seguito la discussione: #b# stiamo parlando dell’ipotesi di Mosler di uscire dall'Euro creando una moneta parallela all'Euro, tramite lo Stato che paga e incassa in Lire...Idea che è stata ripresa da DiMaio del M5S in TV]#/b#. Ed è stata criticata su "KeynesBlog" suscitando una discussione con un centinaio di commenti sul loro sito, a cui ho partecipato ^Guido Iodice di KeynesBlog, 18 gennaio#http://keynesblog.com/2015/01/15/warren-mosler-mmt-euro-lira-mutui-depositi/#comment-37059^#i# Rispondo collettivamente a quanti dicono che la gente convertirebbe gli euro in lire per pagare le tasse. La stessa MMT sostiene che il settore privato paga le tasse DOPO che lo stato ha speso. Quindi la spesa pubblica è un flusso, le tasse il flusso contrario. I risparmi “netti” sono invece uno stock che residua quando lo stato fa deficit. Se lo stato spende in lire, dà al pubblico le lire per pagare le tasse, così dice l’MMT. Quindi perché uno dovrebbe convertire i risparmi in lire se già lo stato gli sta dando lire grazie alla spesa pubblica? Nella maggioranza dei casi il settore privato non paga le tasse out of savings ma out of income. Se le paga out of savings siamo di fronte ad uno stato che fa surplus di bilancio o impone patrimoniali, che è ciò che non vorremmo. E’ molto più logico che la gente trattenga lo stock dei risparmi in euro, tanto più se poi, come propone Mosler, si ritrova un debito in euro.”#/i# #b# Giovanni Zibordi, 20 gennaio 2015 #/b# Quello della MMT sullo #i# stato che spendendo crea la moneta con cui gli paghi le tasse ecc…”#/i# è un punto di logica per mostrare che senza deficit pubblico si riduce la moneta che circola (a parità di saldo estero). Non va preso alla lettera nel senso che ogni singolo cittadino riceve in qualche modo ogni anno soldi che provengono dalla spesa pubblica di quell’anno e con cui paga le tasse. Per cui appunto si pareggerebbero gli euro in uscita e quelli in entrata e non ci sarebbe bisogno di convertire Euro in Lire (se lo stato opera solo in Lire). Iodice sembra dire questo, visto che lo stato spende per 800 mld e incassa per 760 mld l'anno anche se passa alle Lire questi due flussi si pareggiano. Dicendo, nella discussione precedente: “ci sono 800 mld di domanda di Lire all’anno” a causa delle tasse ho semplificato e sbagliato per eccesso. Sono di meno, ma sono comunque una cifra sufficiente grance per creare una domanda di Lire molto grossa e soprattutto crescerà ogni anno. Vediamo meglio. Mettiamo che devo pagare uno stipendio, ho dei clienti a cui fatturo e le tasse sono dovute in aprile ad esempio. Dal 1 gennaio però lo stato ha deciso che le tasse le accetta solo in Lire. I miei clienti mi pagano ancora in Euro perchè il contratto prevede Euro e lo stato non ha detto niente a riguardo. Quindi io dal 1 gennaio in poi ricevo Euro dai clienti, però ad aprile devo versare tasse in Lire (e così anche altre tasse, dalle multe all’IMU, alle tasse scolastiche per il bimbo, ai ticket della USL…). Quindi io converto buona parte degli Euro che ricevo in Lire. C’è però mio cugino insegnante o magistrato o che lavora in Comune che ha ricevuto delle Lire dallo stato o dal comune e lui quindi di Lire ne ha anche troppe perchè le trattenute gliele fanno in Lire e le tasse che deve pagare (multe,IMU, tasse scolastiche per il bimbo, ticket della USL…) sono solo diciamo un 15% del suo reddito. Per cui a lui avanzano Lire che accumula e con cui compra poi forse Bot o fondi o forse una moto o va in vacanza. In Euro ?…Per gli investimenti cercherà di comprare solo in Euro, per le merci e servizi si ritroverà gente che gli chiede lire (perchè deve pagare le tasse in Lire). Nel suo caso si crea una domanda di Euro, per investimenti… Questi due esempi indicano che sia i dipendenti pubblici che i lavoratori autonomi e imprese useranno molte lire. Diciamo che i dipendenti pubblici o gente che ha appalti con il pubblico può però anche avere troppe lire e chiedere Euro, per cui in questo prima mi sono sbagliato, non è così unidirezionale. La maggioranza delle imprese e dei lavoratori autonomi avranno un deficit di Lire e chiederanno Lire. I dipendenti privati dipende. Se le imprese si mettono a pagarli in Lire o meno dipenderà dai contratti, sicuramente le imprese saranno incentivate a farlo e i dipendenti all’inizio sicuramente non vorranno, per cui accadrà con i nuovi assunti o con chi lavora in nero ecc.. Ma comunque se paghi uno in Lire poi in qualche modo ci sarà una contrattazione che tiene conto del fatto che appunto ci si aspetta che sia una valuta più debole. Oppure se c’è stato subito un tonfo della Lira e si è stabilizzata forse no, dopo un poco… Con il passare del tempo inevitabilmente, sia perchè anche loro devono pagare tante tasse e balzelli in Lire, sia perchè sempre più contratti di lavoro verranno fatti in Lire, anche loro useranno sempre più Lire. Quante Lire all'anno ? Meno degli 800 miliardi di tasse (o spese annuali) dello stato italiano, è difficile stimarlo, ma si tratterà di centinaia di miliardi, non di qualche miliardo. Non voglio annoiare troppo, ma se provi a pensare alla dinamica concreta di un paese in cui lo stato paga e incassa tasse in Lire ti accorgi che piano si useranno sempre più lire. Senza però che si debba imporre la conversione per legge dei risparmi e conti in banca in Lire.

Ha ragione DiMaio, M5S: uscire dall’euro mantenendo i risparmi in euro - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 14 Gennaio 2015 05:47

^KeynesBlog#http://keynesblog.com/^, un sito di economia appunto cheinesiano e diciamo di area pro-Euro, critica ^Luigi DiMaio#https://www.facebook.com/luigidimaio^ del M5S che in TV dalla Gruber ha parlato finalmente dell'idea di uscire dall'Euro senza imporre la conversione forzosa in lire (^vedi qui il video, minuto 26#http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/parigi-i-conti-non-tornano-08-01-2015-144562^). Il giornalista a fianco alla Gruber attacca aggressivo con: #i# "vi rendete conto della distruzione di ricchezza dei risparmi italiani che uscire dall'euro comporta...l'irresponsabilità e demagogia... l'inflazione a due cifre e la disoccupazione... e le cavallette e la peste bubbonica.."#/i# e DiMaio è troppo timido per i miei gusti che direi alla Gruber che occorre chiamare uno psichiatra per l'invasato. Poi però DiMaio risponde: #b# "i risparmi degli italiani possono rimanere in euro"#/b#. Bravo! Questa non è una questione importante, è assolutamente vitale, perchè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#se parli dell'uscita dall'Euro come conversione forzosa dei conti in banca in lire non ce la farai MAI#F_END# . Non vincerai nessun referendum, non convincerai mai la maggioranza ad uscire dall'Euro (e per il buon motivo che sarebbe un disastro) --- #i# ^"Se usciamo dall’euro non possiamo mantenere i risparmi in euro"#http://keynesblog.com/2015/01/12/se-usciamo-dalleuro-non-possiamo-mantenere-i-risparmi-in-euro/^, Keynesblog, 12 gennaio 2015 LASCIARE I RISPARMI IN EURO Supponiamo che tutti i risparmi degli italiani rimangano in euro. Questo significa che dovrebbero rimanere in euro i conti correnti e i conti deposito, gli investimenti in titoli di stato e quelli emessi da imprese private e probabilmente anche le “azioni risparmio” e altre forme di risparmio come il TFR e i fondi pensione. Qui per semplicità analizziamo solo il caso dei conti correnti. I depositi sui conti correnti sono, dal punto di vista della banca, delle passività: la banca cioè deve al correntista una certa somma di denaro. Viceversa i mutui e in generale i prestiti (impieghi) sono attività, poiché qualcuno deve del denaro alla banca. Se i depositi rimangono in euro mentre gli impieghi vengono convertiti in lire, è evidente che la banca subirà una perdita nel momento in cui la lira si svaluterà, come prevedibile, nei confronti dell’euro, perdita tanto più grande quanto più grande sarà la svalutazione. Una situazione difficilmente gestibile, anche considerando che le banche italiane sono già appesantite dalle sofferenze (crediti che non vengono rimborsati) causate dalla crisi, che porterebbe molto probabilmente al fallimento di diversi istituti di credito e a pesanti ripercussioni su tutto il sistema creditizio. Il collasso del sistema bancario, che la proposta di Di Maio in teoria dovrebbe evitare eliminando la corsa agli sportelli, diventerebbe il risultato più probabile. Un discorso simile può essere fatto per i titoli privati e pubblici. In questo caso le perdite sarebbero a carico degli emittenti (imprese private e stato). LASCIARE ANCHE I MUTUI IN EURO Si potrebbe pensare di mantenere anche i mutui in euro. Così facendo il problema si sposta sui mutuatari: essi infatti percepiranno i loro redditi (stipendi, salari, redditi da lavoro autonomo) in lire, mentre dovranno pagare il mutuo in euro. Una situazione del genere, ma di dimensioni modeste, si produsse nel 1992 quando la lira uscì dallo SME e mise in difficoltà chi aveva mutui in ECU. In questo caso però riguarderebbe la generalità dei mutuatari e non solo una minoranza, con effetti potenzialmente molto gravi sui bilanci di milioni di famiglie. STABILIRE UN SOGLIA Si potrebbe anche pensare di lasciare in euro solo i conti sotto i 100mila euro, quelli “garantiti” per legge. A quanto ammontano? Secondo la relazione annuale 2013 del fondo interbancario di garanzia, l’ammontare dei fondi coperti da garanzia è pari a 736 miliardi di euro, un po’ meno della metà del PIL. Anche limitando la non-conversione ai soli “fondi rimborsabili” o ai soli conti effettivamente al di sotto del 100mila euro (il fondo infatti garantisce anche i c/c sopra i 100mila euro ma fino a tale soglia), si parla comunque di cifre tutt’altro che trascurabili, rispettivamente 500 miliardi (1/3 del PIL) e 392 miliardi (1/4 del PIL). Difficile immaginare una ripresa del credito in queste condizioni. Ho provato a mettere un post di risposta ma non riesco a farlo entrare. Comunque è importante che se ne parli #/i# L'idea originale di ^uscire dall'Euro gradualmente, senza imporre la conversione forzosa dei conti bancari in lire, viene da Warren Mosler#http://www.nakedcapitalism.com/2011/11/moslerpilkington-a-credible-eurozone-exit-plan.html^, il quale conosce come funzionano i meccanismi bancari meglio di tanti, avendoci lavorato tutta la vita, posseduto un paio di piccole banche e fatto anche parecchi soldi sui mercati. Il punto essenziale è capire che non è assolutamente necessario imporre la conversione forzosa delle lire perchè puoi creare un sistema di moneta parallela per alcuni anni. Ne ^parlo anche io ad esempio#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/60_PDF.pdf^ che ho scritto un libro con la prefazione di Mosler e di Biagio Bossone che è al Fondo Monetario, in cui si propone in pratica un piano graduale di uscita dall'Euro, dove la prima mossa è creare 100 o 150 miliardi di crediti fiscali ("in euro", cioè che formalmente sono euro, ma in pratica si svalutano...) [Nota: su questo il mio collega Cattaneo non ha la stessa idea, per lui con i crediti fiscali puoi fare funzionare l'eurozona. Per me la fai invece saltare dall'interno salvando l'economia italiana] Questo è un piano apiù graduale di quello indicato da Mosler nell'articolo del 2011 di cui sopra, ma su cui Mosler è d'accordo, come ha scritto nella ^prefazione al nostro libro#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^ con Hoepli) Lo stato italiano crea della moneta sotto forma di crediti fiscali (e Btp fiscali...) mettendo la UE davanti al fatto compiuto e poi se questa si oppone (come è probabile) va avanti verso l'uscita dall'Euro e lo stato inizia a spendere e incassare tasse in lire come spiega Mosler. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# In pratica l'Uscita dall'Euro avviene in tre stadi: i) emetti crediti e Btp fiscali in euro e nazionalizzi un paio di banche per farglieli comprare, creando così una moneta parallela, che ovviamente si deprezza verso l'euro, ii) lo stato inizia a spendere e incassare in lire, iii) si passa gradualmente alla lira per la maggioranza delle transazioni, man mano che anchei conti in banca vengono gradualmente e spontaneamente convertiti in lire, ma senza mai imporre la conversione forzosa per legge #F_END# Un idea vagamente simile, di passaggio graduale dagli euro alle lire senza dover congelare un weekend tutto e poi convertire in lire, ^la trovi anche nel programma di Alternative Fur Deutschland#http://www.alternativefuer.de/programm-hintergrund/fragen-und-antworten/^ che è un partito formato da economisti come Berndt Lucke. L'obiezione che KeynesBlog, giustamente, solleva è sulle banche che avranno perdite perchè le loro passività e attività saranno, in parte, in valute diverse. Bene questo però è ovvio, #F_START# size=3 color=blue #F_MID#qualunque uscita dall'Euro richiede che le banche vadano nazionalizzate e ricapitalizzate#F_END#. Cosa però che quando hai la tua Banca Centrale puoi fare, come è dimostrato da infiniti esempi recenti, dalla crisi bancaria in Svezia degli anni '90, a quella delle banche nel sud-est asiatico nel 1999, a quella delle banche inglesi e americane del 2008-2009... Per chi lo avesse scordato la più grande banca inglese, Royal Bank of Scotland è stata di fatto nazionalizzata e così la più grande assicurazione del mondo, AIG e così sono di fatto nazionalizzate Freddie Mae e Freddie Mac. Peccato che nei paesi "anglo" nazionalizzano nel senso che lo stato ci mette il capitale e la Banca centrale compra i loro asset marci, ma le tengono poi in borsa con i CEO che lo stesso incassano bonus e stock options. La cosa importante è capire però che, contrariamente a quello che dicono Borghi e Bagnai e anche dall'altro lato i difensori dell'eurozona, non occorre convertire i conti bancari in euro e quindi non esiste quindi motivo per la gente in Italia di portare via i soldi dalle banche durante il processo di ritorno alla lira. E quindi puoi respingere tutto il terrorismo "sui risparmi e la ricchezza bruciati degli italiani" con cui dalle TV di regime intimidiscono la popolazione Per quanto riguarda le banche nel caso di uscita dall'Euro ripeto che non c'è dubbio che lo stato italiano le debba ricapitalizzare e nazionalizzare. Ma cosa c'è di male ? Di fatto in America e Gran Bretagna lo stato ha stampato moneta per migliaia di miliardi per tenerle a galla (anche se non le hanno nazionalizzate) negli ultimi anni se non ve ne siete accorti... E così farà lo stato italiano... Proprio non capisco. Abbiamo tanta gente, direi tra gli economisti forse la maggioranza, che viene dalla sinistra ex-comunista e marxista come area di riferimento e tradizione culturale e hanno un timore reverenziale delle banche, come se fossero il profeta per i musulmani. Ragazzi, le banche si ricapitalizzano e nazionalizzano, se puoi creare moneta con la tua banca centrale. Un poco di socialismo ogni tanto ci vuole. E non è così complicato...

I crediti fiscali che proponiamo si possono svalutare quasi quanto la Lira ! - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 07 Gennaio 2015 20:57

Ho avuto una interessante discussione con Enrico Grazzini sui crediti fiscali (CCF), sul piano di emettere 100 o 200 mld di crediti fiscali differiti (di due anni) come modo di creare moneta e ridurre le tasse. Enrico si sta dando da fare parecchio ^per promuoverli#https://www.youtube.com/watch?v=kRMk2-yaP4I^ e siamo d'accordo al 90%. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Grazzini diceva però che i crediti fiscali NON si svaluterebbero verso l'Euro, perchè sono convertibili in Euro#F_END#. Ad esempio quando gli ho citato il programma di Alternative fur Deutschland dove si parla di creare moneta complementare mi ha detto che era una cosa assurda perchè ipotizzava che l'Italia creasse una moneta complementare come primo passo per uscire dall'Euro e mi diceva: #i# questo è uno stron-zo tedesco che vuole che noi abbiamo una valuta svalutata di serie B nell'euro...#/i# Lasciamo stare ora AFD. Questo è un punto MOOOOOLTO importante: #F_START# size=3 color=blue #F_MID#è possibile che lo stato italiano emetta crediti fiscali, all'interno dell'Euro e quindi formalmente alla pari con gli euro, e il loro valore non si svaluti rispetto agli Euro ?#F_END# E' possibile se tutto va bene, nel caso non si crei un conflitto con la BCE e la UE le quali li accettino. #b#In realtà, qualunque moneta lo stato italiano crei, anche se all'interno dell'Euro e quando questo la accetti per pagare le tasse alla parità con l'Euro, può svalutarsi quasi quanto la Lira#/b#. Questo per il semplice fatto che quando l'Italia emetta una moneta di qualche genere, qualunque ne sia la modalità, alla fine è una moneta che riflette la fiducia nell'Italia e l'euro invece riflette la fiducia nel blocco di 18 paesi dell'eurozona. Non si scappa. #b# Qualunque strumento, chiamalo crediti fiscali differiti o BTP a valenza fiscale, che si basi sulla fiducia sullo stato italiano solamente, incorpora un elemento di rischio maggiore di una moneta basata sulla fiducia nel blocco dell'eurozona...#/b# I crediti fiscali, differiti di due anni ed emessi in larga quantità (10% del PIL e oltre), DOPO DUE ANNI sono accettati alla parità con gli Euro dallo stato. Quindi se tutto va bene avranno solo un piccolo sconto dovuto alla loro minore liquidità. Ma nel corso dei due anni "di attesa dell'incasso" possono subire una crisi fiducia rispetto alla posizione dell'Italia nell'Eurozona. E svalutarsi. Se i crediti fiscali sono di fatto moneta (e perchè servano all'economia devono essere trattati come moneta e quindi scambiati tra la gente), allora sono basati sulla fiducia nello stato. Se sono basati sulla fiducia nello stato italiano allora si possono svalutare rispetto ad una moneta (l'Euro) basata sulla fiducia nello stato tedesco. I miracoli non sono possibili. Non è possibile avere una moneta solo in Italia, basata sullo stato italiano e basta, coi suoi 1,560 mld di PIL, 137% di debito pubblico ecc.. e immaginare che questa mantenga il suo valore nei confronti di un moneta basata sullo stato "europeo" cioè sulla Germania e il resto d'Europa con 11miila miliardi di PIL ecc... Enrico in questo si fa prendere la mano dai dettagli tecnici dei CCF, ma alla fine della fiera se è una moneta emessa dallo stato italiano solamente si può svalutare. Nel libro di Hoepli io ad es ho fatto l'ipotesi più ottimista e detto che si svaluteranno di un 5% come "sconto per la liquidità" cioè per il fatto che mentre un euro lo utilizzi subito e ovunque il CCF lo utilizzi solo dopo 2 anni e solo per pagare le tasse. Nonostante questa limitazione, se il pubblico ha fiducia che lo stato manterrà la promessa e soprattutto che nonostante questa massiccia immissione di moneta l'Italia sarà ancora nell'Euro, i CCF possono tenere un valore vicino agli Euro e quindi, come ho scritto nel libro, di deprezzarsi di un 5% ad esempio... Questo se il pubblico mantiene la fiducia nello stato italiano durante questo processo e tutto va liscio, cioè rimani nell'eurozona e questa si adatta e accetta in qualche modo quello che l'Italia emetta 150 mld di crediti fiscali... #b# Ma se ad es. emettendo 150 mld di CCF sembra che l'Eurozona crolli o l'Italia finisca fuori dall'Euro, dato che i CCF sono utilizzabili SOLO DOPO 2 ANNI, il loro valore può crollare del -20% o 30%, cioè riflettere l'aspettativa che dopo 2 anni ti ritrovi delle "Lire"#/b# . Dato che lo stato ti chiede ad es 2,000 euro di IMU oggi e ti potrebbe chiedere 2,000 lire di IMU tra due anni potresti dire che non cambia niente... Ma tu ipotizzi che ci sia un "MERCATO" dei CCF nei due anni in cui si aspetta di utilizzarli giusto ? E un mercato su una moneta è basato sulle aspettative. Se emettendo 150 mld di CCF si crea un conflitto con la BCE e la UE tale per cui la gente teme un crac dell'eurozona e un uscita dall'Euro allora tra detenere 2,000 euro di CCF e 2,000 euro si creerà una "forbice", la gente non vorrà i CCF e preferirà gli euro perchè con quelli può comprare Dollari ad esempio e tra due anni si ritroverà una cifra maggiore se si è sgretolata l'eurozona e l'euro... #b# Alla fine i CCF se funzionano è perchè sono una moneta per gli italiani e la moneta è sempre basata sulla fiducia nello stato e questa fiducia si può incrinare... (vedi rublo). Verso gli Euro è diverso perchè dietro c'è la fiducia nello stato, ma tedesco! dietro i CCF c'è la fiducia nello stato, ma italiano! per cui possono svalutarsi del 20 o 30% se qualcosa va storto...#/b# Nessuno sa come andrà, ma se crei 150 mld di moneta basata sullo stato italiano, moneta che si può incassare solo dopo due anni, può succedere che si svaluti e anche di parecchio... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Detto questo non sarebbe la fine del mondo... e non inficia la soluzione. Anche se puoi avere una crisi di fiducia e quindi una svalutazione del loro valore "sul mercato", avresti pur sempre creato moneta e ridotto massiccialmente le tasse. Vorrebbe semplicemente dire che hai creato delle "pseudo-lire", della moneta italiana, basata sullo stato italiano e quindi che si può svalutare rispetto all'euro. Che male c'è ?#F_END# Non bisogna farsi sviare dal fatto che formalmente lo stato italiano promette dopo due anni di accettarli alla pari, basta che si crei l'aspettativa che l'emissione di CCF crei un conflitto tale nella zona euro da farla deflagrare e, dato che non sono incassabili subito, questi si svaluteranno....Alla fine della fiera, qualunque moneta lo stato italiano crei sarà in qualche modo soggetta a svalutarsi rispetto ad una moneta basata sullo stato tedesco.... questa è una legge da cui non si scappa... Si svaluteranno sul mercato probabilmente meno delle lire, forse molto meno delle lire se non c'è la paura che la zona euro si disintegri, o forse quasi quanto le lire. E non c'è niente di male! Questo serve anche ad illustrare il fatto che, inevitabilmente, il fatto che lo stato italiano crei della sua moneta, in qualunque forma, porta poi all'uscita dall'Euro. Non puoi avere "sovranità monetaria" (facoltà di creare moneta) per un singolo stato (anche con un escamotage ingegnoso come l'emissione di crediti fiscali differiti) e allo stesso tempo rimanere nell'Eurozona che è fondata sul principio opposto: che la sovranità monetaria può averla solo la BCE

perchè i tedeschi sembrano o sono cattivi - GZ  

  By: GZ on Lunedì 05 Gennaio 2015 12:51

Questa è la questione fondamentale e che spiega perchè i tedeschi sembrano o sono cattivi Supponiamo che un giorno la Bundesbank interrompa i prestiti Target2 verso le banche centrali di paesi come la Grecia o l'Italia. Cosa succederebbe ? #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Può succedere che uno compra qui in Italia o Spagna una Audi e gli rifiutano la transazione, anche se sul suo conto in Italia ha i soldi#F_END#. Senza i prestiti Target2 la transazione non si completa dal punto di vista contabile. Questa è la situazione senza Target2, vedi che mancherebbe qualcosa ? #ALLEGATO_1# I pagamenti con l'estero li effettui non con contanti ma con bonifici e assegni bancari, quindi gli Euro per pagare all'estero esistono solo se la banca li ha, possono esserci o non esserci (perchè le banche non prestano soldi che già esistono ma li creano e poi se li vedono ritornare indietro, ma solo nell'ambito di un sistema bancario NAZIONALE). Quando gli Euro vanno per pagamenti all'estero escono dal sistema bancario italiano e questo ad un certo punto questo può rimanere senza, se non gli arrivano degli euro dall'estero, tramite i famosi prestiti Target2 come dice Draghi Quando c'era la lira, la dracma, la peseta e il marco se in Italia o Grecia o Spagna si effettuavano più pagamenti (per comprare merci o anche titoli finanziari) in uscita che in entrata come si equilibrava ? Le banche e poi la Banca Centrale per conto loro dovevano procurarsi dollari o marchi o yen e quindi indebitarsi all'estero in queste valute. Per ottenere i marchi, dollari o yen dovevano allora : #b# a) offrire tassi di interesse in lire, pesetas o drache più alti e b) lasciar scendere sul mercato dei cambi la valuta#/b# In questo modo se la lira offriva tassi più alti attirava investimenti esteri e se si svalutava e costava quindi meno sul mercato dei cambi poi qualcuno la ricomprava... Ma con L'Euro c'è un unico tasso di interesse in Eurozona e quindi non puoi tu Italia alzare i tassi (o abbassarli) per tuo conto e c'è un unica valuta per cui non puoi tu Italia svalutare Il problema però che in Italia o Grecia o Spagna si effettuano più pagamenti (per comprare merci o anche titoli finanziari) in uscita che in entrata esiste sempre, anzi è con l'Euro che diventa importante, perchè con la Lira dato che si svalutava si importava di meno e si esportava di più e non si era in deficit con l'Estero. Inoltre con la Lira o dracma o peseta, dato che appunto si svalutavano, gli investitori esteri ne compravano poche (sotto forma di titoli di stato) e quindi ci si indebitava anche poco L'Euro è un meccanismo doppiamente perverso perchè: 1) innanzitutto crea deficit esteri, mantenendo alcune valute artificialmente sopravvalutate e altre artificialmente sottovalutate e incoraggiando a comprare i titoli di stato di paesi come la Grecia e l'Italia promettendo agli investitori esteri che non soffriranno perdite sul cambio e sono garantiti (indirettamente) dalla severa Bundesbank 2) Quando poi questi deficit esteri si accumulano però l'Euro deve continuare a funzionare, cioè anche se dall'Italia o meglio dal suo sistema bancario escono più euro di quanti ne entrano qualcosa deve magicamente equilibrare questi flussi E questo qualcosa non può logicamente essere altro che le altre banche nell'eurozona che ricevono più euro di quanti gliene escono le quali devono AUTOMATICAMENTE fare credito alle banche che invece perdono euro. Per cui, quando gli investitori, banche e speculatori esteri smettono di comprare titoli di stato italiani o greci si crea un "buco" che va colmato pena la cessazione delle transazioni in euro tra diversi paesi. Cioè #F_START# size=3 color=blue se non fornisci euro a sistema bancario e da cui escono più euro di quanti ne entrano, succede che uno compra qui in Italia o Spagna una Audi e gli rifiutano la transazione anche se sul suo conto in Italia ha i soldi #F_END# #F_START# size=3 color=red #F_MID# 3) e questo, come dice Draghi, fa sì che i tedeschi e gli olandesi le cui banche automaticamente prestano tramite la BCE alla nostre tramite "i famosi prestiti Target2", per paura che gli altri continuino ad accumulare "i famosi prestiti Target2" diventano allora "cattivi". E quindi chiedano l'austerità per gli altri paesi e non vogliano "stimolare l'economia" ... E noi passiamo gli anni qui a chiederci perchè siano così cattivi, quando è una semplice questione di creditori e debitori. Ma il punto essenziale è capire che qui i creditori non hanno scelta: a) o estendono automaticamente i crediti o fanno saltare l'Euro istantaneamente, sono loro che sarebbero incastrati. Questo però se i nostri governi capissero il meccanismo #F_END#

Mario Draghi spiega "i famosi prestiti Target2" (cioè che i tedeschi sono obbligati a finanziarci) - GZ  

  By: GZ on Lunedì 05 Gennaio 2015 02:52

#i# Hobi:Quando il Dott. Zibordi non si limita ai copia ed incolla ma vuole spiegare con parole sue concetti che non domina incorre in svarioni colossali. Scrive infatti :"La BCE chiede a chi ha più riserve (Germania o Olanda) di prestarne quindi a chi ne è rimasto a corto (Grecia, Portogallo, Italia, Spagna...)"....#/i# e altre delle solite cazzate di Hobi... --- Ieri Mario Draghi, quello che è governatore della Banca Centrale Europea, si è fatto intervistare da un giornale finanziario tedesco e ha spiegato come funzioni ^Target2#http://abceconomics.com/2014/08/08/target2/^. Mario Draghi, quindi siamo fortunati, possiamo finalmente forse finirla con questa rottura di palle di Hobi che scrive tonnellate di post inutili per confondere le idee...Qui c'è ^l'intervista sul sito ufficiale della BCE#http://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2015/html/sp150102_1.en.html^ in inglese #b# "... The risk for the German tax payer has gone down. Recall that internal loans between some central banks in the ECB system, the famous Target 2 loans, were previously much higher. They have already gone down by half.#/b# Qui ^la traduzione in italiano#http://vocidallestero.it/2015/01/04/lintervista-di-draghi-al-handelsblatt/^ su Voci dall'Estero ("...Draghi: No....#F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il rischio per il contribuente tedesco è diminuito. Ricordi che i prestiti interni tra alcune banche centrali nel sistema BCE, i famosi prestiti Target 2, precedentemente erano molto più alti. Sono già scesi della metà...)#F_END# Draghi, pur essendo il banchiere centrale oggi forse più importante al mondo che deve essere sempre cauto e diplomatico riesce ad esprimersi in modo chiaro, a differenza di "Hobi" che riesce ascrivere in modo inutilmente complicato e a confondere i poveretti che leggono questo forum. Draghi dice: a) i saldi di Target2 sono "prestiti" #b# (capito ? sono "prestiti")#/b# b) sono prestiti tra banca centrali, quindi dalla Bundesbank alla Banca d'Italia (#b# capito ? sono "prestiti tra banche centrali")#/b# c) mettono a rischio la Bundesbank ( #b#capito ? "i tedeschi sono a rischio"#/b# loro perchè prestano a Banca d'Italia...) Draghi dice quindi quello che da un paio d'anni cerco di spiegare. I "famosi prestiti Target2" automaticamente garantiscono che, se un paese va in deficit con l'estero, i paesi in surplus gli prestino i soldi per effettuare lo stesso i pagamenti esteri. Altrimenti la moneta unica come 'azzo farebbe a funzionare ? Adesso che lo ha detto anche Draghi forse è più chiaro ? I tedeschi ad esempio, essendo ora in surplus, sono obbligati per il modo in cui deve funzionare il sistema dell'Euro a finanziare i deficit (automaticamente) ai paesi in deficit. Di conseguenza sono a rischio LORO, i tedeschi come dice Draghi e sono LORO che si devono preoccupare...non noi italiani... Perchè sono così importanti quindi questi "famosi prestiti Target2" ? Perchè questi famosi prestiti di Target2 sono in pratica il modo in cui funziona il sistema di pagamenti in Euro tra paesi diversi della zone UE. E' il meccanismo con cui si possono comprare le BMW e le altre merci estere, che scatta quando da un paese esca più denaro di quanto ne entri, cioè sia in deficit con l'estero. Morale: Renzi, Letta e Monti avrebbero potuto ignorare le richieste della Germania di austerità (motivate dalla volontà di farci ridurre il deficit e quindi i "famosi prestiti Target2", se avessero capito che I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END# #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#I TEDESCHI ERANO OBBLIGATI E SONO OBBLIGATI A FINANZIARCI AUTOMATICAMENTE I DEFICIT ESTERI#F_END#

Gli Euro sono uguali in tutta Europa, ma le Banche Centrali sono diverse - GZ  

  By: GZ on Sabato 03 Gennaio 2015 21:42

#i# [Cicola] cerco di capire. Perché scrive "se compri qualche cosa all'estero". Abbiamo o non abbiamo una moneta "COMUNE"? che senso ha parlare di estero? tanto valeva tenerci le varie monete nazionali,non crede?#/i# Domanda giusta. Quasi tutti pensano che avere una "moneta comune" significhi che non ci sono più problemi a pagare in Olanda o Germania o in Francia perchè appunto c'è l'euro dappertutto e quindi inviamo Euro in Germania noi e inviano Euro in Italia loro... Questo suo errore è scusabile perchè lo fanno quasi tutti, ma viene dal solito altro errore ancora più fondamentale: supporre che il denaro siano oggetti con un valore. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Lei immagina che gli euro si trasferiscono tra Germania e Italia senza problemi perchè sono oggetti. Ma sono invece debiti delle banche, che questi euro se li devono (spesso) far prestare da altre banche del loro paese o dalla loro Banca Centrale nazionale#F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Gli Euro sono uguali in apparenza in tutta Europa, ma le le Banche Centrali sono diverse. Ogni paese ha la sua, la Bundesbank assicura la liquidità alle banche tedesche non a quelle italiane!#F_END# Se gli Euro fossero oggetti con un loro valore intrinseco, allora una volta che questi oggetti siano stati dichiarati uguali in Germania, in Olanda, in Grecia o in Italia ci se li scambia alla pari e siamo a posto. Ma il denaro non sono (quasi mai) oggetti, sono (nel 95% circa dei casi) dei crediti e debiti nella contabilità delle banche, cioè quando paghi qualcosa usi il conto in banca il quale è un debito per la banca, nel suo bilancio è una passività. I 100mila euro che appaiono nel saldo del tuo conto in banca sono una passività di bilancio, un debito quindi per la tua banca il che vuole dire che non li ha, anche se si impegna a pagarli a chiunque tu le chieda di farlo. Questi 100mila euro sono finiti in mutui, fidi, btp, crediti e bonds di qualche genere, sono stati impegnati. Quando tu chiedi di fare pagamenti in Italia non è però un gran problema perchè le banche si prestano tra loro quello che manca e se non basta interviene Banca d'Italia... #ALLEGATO_1# Ma all'estero, in Austria, Germania, Francia, Belgio, Olanda....è diverso, le loro Banche Centrali non sono tenute a fornire "liquidità" cioè "riserve bancarie" (cioè il cash che gira tra le banche) se non alle loro banche. Se le banche italiane rimangono a corto di riserve da inviare in Germania si devono rivolgere all'estero. E la BCE ? Appunto, alla BCE, la quale però di suo non riceve riserve dalle banche quando dei clienti depositano degli euro e non può creare moneta per darla a chiunque su richiesta. La BCE chiede a chi ha più riserve (Germania o Olanda) di prestarne quindi a chi ne è rimasto a corto (Grecia, Portogallo, Italia, Spagna...) E infatti oggi i paesi che hanno accumulato surplus con l'estero hanno dovuto prestare "riserve" (cash bancario diciamo) per circa 2,000 mld di euro ai paesi che hanno deficit con l'estero... Altrimenti il sistema di pagamenti in Euro non avrebbe potuto funzionare...

In Italia dovunque ti giri trovi idee sballate - GZ  

  By: GZ on Venerdì 02 Gennaio 2015 19:45

A proposito di teoria sballate sul debito, la moneta e l'Euro, qui in Italia ne trovi dovunque ti giri. Oggi ho segnalato quella di ^Galloni e altri sulle banche che avrebbero enormi profitti (di 1,000 mld) nascosti#http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topicGroupID=1&topic_id=4831&reply_id=123575885^ perchè "creano moneta"... La settimana scorsa ho segnalato le spiegazioni apparse sul Blog di Grillo riguardo alla crisi della Russia, per cui stampando Rubli risolvi una crisi valutaria da indebitamento in Dollari. Per la teoria di Galloni la fonte è Marco Saba che non conosco. Per la teoria degli autori (anonimi di Grillo) sul rublo, ^l'idea che risolvi una crisi dovuta a mancanza di dollari (o euro) stampando rubli#http://www.cobraf.com/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123575662#123575662^, chi può mai essere che ha messo in giro questa simpatica teoria per cui se hai la tua moneta risolvi tutti i mali.... ...^il buon Barnard !#http://paolobarnard.info/pb/adesso-capiamo-sta-storia-delloro-e-del-governo-spiegato-che-lo-capisca-anche-messora/^ che è sempre più fuori di melone (ha anche chiesto a Israele di tirare testate atomiche sulla Germania), ma forse viene veramente creduto quando parla di moneta (perlomeno su blog di grillo ?) ---- #i# Oggi si parla della Russia che vende dollari per comprare oro, e ci sono ogni sorta di teorie. Ma la realtà è un’altra. Putin, che come il 99,9% dei leaders e degli economisti non capisce i sistemi monetari, sta facendo una cretinata. ^La Russia è MONOPOLISTA DELLA MONETA, e sappiamo che può, come il Giappone, onorare qualsiasi debito all’infinito, incluso quello in dollari#http://paolobarnard.info/pb/adesso-capiamo-sta-storia-delloro-e-del-governo-spiegato-che-lo-capisca-anche-messora^. Ma non ci arrivano sti fessi. Poi: non si capisce cosa ottenga l’acquisto di tutto questo oro se non farlo alzare di prezzo (+ si compra una cosa + si apprezza). Forse Putin sta solo speculando per sé e per i suoi mafiosi alla Banca Centrale…. Poi: la Russia ha tutti i dollari in riserva sufficienti per garantire il suo debito esterno usando essi, e questo calma i Mercati molto di più dell’oro. Infine: coi tassi d’interesse sulle maggiori monete a livelli minimi storici, Mosca farebbe molto meglio a prendere prestiti in quelle valute piuttosto che accumulare oro per farci chissà che, come detto sopra. Ok, spero questo chiarisca anche a un povero Cristo come Claudio Messora la storia dell’oro e delle monete/debiti. Nel caso contrario, mia nonna Claretta che l’ha capita, ha questa mail: nonnadelgenio#/i# ---- Mostrando ad un medico che anche non si intenda di economia, ma abbia un minimo di senso pratico e distingua dollari da rubli, una frase del genere: ^La Russia è MONOPOLISTA DELLA MONETA, e sappiamo che può, come il Giappone, onorare qualsiasi debito all’infinito, incluso quello in dollari#http://paolobarnard.info/pb/adesso-capiamo-sta-storia-delloro-e-del-governo-spiegato-che-lo-capisca-anche-messora^ ..secondo me qualcosa per calmare la mente te lo prescrive #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID#Nota sul mercato forex, se vuoi procurarti Dollari perchè devi pagare le rate di debiti in Dollari, non serve a niente che #i# "...la Russia ha tutti i dollari in riserva sufficienti per garantire il suo debito esterno usando essi..."#/i# . Non è questione di "garanzie" come quando fai un mutuo. E' questione di comprare i maledetti Dollari con Rubli e se il Petrolio che esporti scende del -50% devi stampare un sacco di rubli e questo fa scendere il rublo per cui devi stampare più rubli e anche offrire interessi da strozzino sui rubli del 17% come fanno appunto ora i russi... e...il Giappone.... sai, il Giappone non ha problemi come al Russia perchè il prezzo delle sue esportazioni, che non sono materie prime e petrolio, ma microchips, transistor, auto.... non è collassato del -50% e poi perchè ha accumulato negli ultimi 50 anni MIGLIAIA DI MILIARDI DI RISERVE IN VALUTA ESTERA (è il paese con la più colossale posizione finanziaria netta sull'estero mai accumulata nella storia !)#F_END#

target2 - GZ  

  By: GZ on Venerdì 02 Gennaio 2015 19:17

#i# Secondo "alcuni" verrebbe chiesto dalla banca d'Italia una Target liabilities alla BCE ... Beh, questi fenomeni della finanza dovrebbero almeno indicarmi dove sta scritto che tra le operazioni di rifinanziamento contemplate dalla BCE sono previsti finanziamenti della BCE alle BCN ?????? ----#/i# stante che con Hobi non si capisce mai bene cosa razzo dica... certo che è così, la Bundesbank accumula crediti e Banca d'Italia debiti e le banche italiane a loro volta accumilano debiti verso Bd'Italia, ma sono tutti "crediti Target2" che sono gestiti dalla BCE Il senso è: #F_START# size=4 color=blue #F_MID#con L'Euro i I DEFICIT ESTERI VENGONO FINANZIATI AUTOMATICAMENTE, CIOE' NON TE NE DEVI PREOCCUPARE#F_END# è scritto in ogni articolo sul tema, anche se non si tratta di "operazioni di rifinanziamento", ma di un sistema a parte, se leggi degli articoli vedi che non si usa mai il termine "operazioni di rifinanziamento" (che sono gli LTRO e simili) per i saldi Target2... vedi quelli citati sotto (ma leggere e fornire le proprie fonti quando si afferma qualcosa è faticoso per cui si va a ruota libera inventando...) che ripetono tutti che I DEFICIT ESTERI VENGONO FINANZIATI AUTOMATICAMENTE TRAMITE I SALDI DEBITORI PRESSO LA BCE ("...foreign deficit countries are automatically financed by increasing their net debt position at, respectively, the ICU and the T2 account with the ECB, ..") --- Dal paper di Cesaratto: ...^foreign deficit countries are automatically financed by increasing their net debt position at, respectively, the ICU and the T2 account with the ECB, while surplus countries see their net credit position correspondingly augmented. Since international payments do not require international reserves (say a reserve currency issued by a third country or by the surplus country), there is no possibility in this setting for a balance of payment and financial crises#http://www.asimmetrie.org/wp-content/uploads/2014/12/AISWP201406.pdf^ Therefore the deficit country albeit short of international reserves is not obliged (a) to pursue restrictive economic policies aimed at restoring a current account equilibrium or, (b) to incur financial default if the shortage is such that she cannot fulfill her international debt commitment. Indeed, Lavoie (2014: 10) points out: TARGET2 is less constraining than Keynes’s Plan, since TARGET2 has no limits as to the size of the advances that can be taken by national central banks from the European Central Bank, which acts here as the international clearing agency, whereas Keynes’s Plan imposed a ceiling on the amounts that could be normally borrowed by the national central banks from the International Clearing Bank, in addition to imposing limits on the length of time during which the ceiling could be exceeded.4 — Lavoie (ibid: 12-13, 17)

in Italia non capiamo bene Target2 - GZ  

  By: GZ on Venerdì 02 Gennaio 2015 18:42

Sergio Cesaratto (che insegna a Siena) ha appena pubblicato ^questo paper su Target2#http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2014/12/ramanan-su-cesaratto-su-lavoie.html^ rispondendo a Marc Lavoiee (che insegna Canada, uno importante in economia monetaria, amico di Mosler) che criticava il suo precedente lavoro e in sostanza Lavoiee diceva che con Target2 le Banche Centrali del nord-europa sono costrette automaticamente a finanziare quelle del sud-europa (vedi zibordi...). E quindi ne segue che all'interno dell'Euro non possono esistere "crisi di bilancia dei pagamenti" perchè appunto il sistema dei pagameenti in Euro tra banche dei vari paesi compensa automaticamente i deficit. Cesaratto invece dice, sì però, ma...insomma cerca di salvare la tesi che la crisi dell'Euro sia una crisi da bilancia dei pagamenti, cioè che devi tornare alla Lira perchè così puoi svalutare e mandare in pari la bilancia con l'estero, mentre nell'Euro hai dei deficit esteri cronici (A MENO CHE NON FAI L'AUSTERITA'). Cesaratto, Bagnai et alia dicono che si viene obbligati all'Austerità all'interno dell'Euro perchè si creano questi deficit esteri. E' vero il contrario esatto. Lavoiee invece correttamente gli obietta: "ma guarda che con l'Euro non sei obbligato a fare proprio niente, è tutto compensato tra banche centrali" (se poi Monti, Letta e Renzi fanno l'austerità è per motivi politici, ma non economici) Questo per dire che è il tema importante e parecchia gente se ne occupa ^"Sergio Cesaratto’s Debate With Marc Lavoie On Whether The Euro Area Crisis Is A Balance-Of-Payments Crisis"#http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2014/12/ramanan-su-cesaratto-su-lavoie.html#more^ ^"Il TARGET degli economisti tedeschi"#http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/01/il-target-degli-economisti-tedeschi.html^ ^"Target2, il pasticcio dell’euro e i sindacati tedeschi"#http://keynesblog.com/2013/08/29/target2-il-pasticcio-delleuro-e-i-sindacati-tedeschi^

Tornare alla Lira... per aumentare la spesa pubblica! - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 31 Dicembre 2014 18:19

Gano l'Italia, avendo poco debito estero (netto) in % del PIL (meno del 20%), PUO' E DEVE USCIRE DALL'EURO. Ma l'obiettivo del ritorno alla propria moneta non è che cosi si svaluta, che serve sicuramente a qualcosa, ma non serve molto. E meno che mai ritornare alla Lira deve servire per tornare ad aumentare la spesa pubblica. Lo sapete cosa dicono quelli che vengono intervistati ora come paladini del ritorno alla Lira ? Quello da cui copiano gli altri è sempre Bagnai, ma nessuno forse legge cosa scrive nel suo "modello" del ritorno alla Lira. Ci ha scritto che con la Lira si svaluterà solo del 20% (!) e che poi ^si potrà aumentare la spesa pubblica, di un 1% del PIL (e assumere più statali, mi sembra 100mila...)#https://ideas.repec.org/p/ais/wpaper/1405.html^ #ALLEGATO_1# (^leggi il suo articolo da pag 32 a 36...#http://www.asimmetrie.org/wp-content/uploads/2014/12/AISWP201405.pdf^, dice che il deficit lo aumenti solo dell'1% e quell'1% è di spesa pubblica) #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Ovviamente, essendo l'aumento di deficit minimo, il ritorno alla Lira dovrebbe risollevare l'economia più che altro grazie all'effetto della svalutazione tramite export, che però dipende da tante cose e come mostrano i casi di Giappone e Inghilterra recenti empiricamente non è per niente certo. #F_END# Nell'articolo lo si stima molto elevato, mentre altri lo stimano molto più basso e va beh (chi vuole può leggersi queste stime e discussioni relative...). Di sicuro però Bagnai mette nel modello un bell'aumento di spesa pubblica dell'1%, grazie al ritorno alla Lira. Ehi, vuole tornare alla Lira per assumere più statali, cosa poi normale per un professore di sinistra. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Quindi, invece di aumentare il deficit dal 3 al 10% per ridurre le tasse di almeno 100 mld, vuole aumentarlo solo dell'1%, ma per aumentare la spesa pubblica...Per sua fortuna la gente non legge i pezzi lunghi e un poco complicati e si accontenta della bella polemica patriottica. #F_END# Qui in Italia tutto il discorso del ritorno alla Lira se ci fai caso, anche sul blog di Grillo, viene ispirato da Bagnai perchè scrive moltissimo e scrive bene. Ma questo immagina che la svalutazione sia solo del 20%, quando probabilmente sarà del 40%, che però anche se piccola farà aumentare il PIL da sola di molto, poi che si tenga il deficit pubblico sempre basso (al 4%) e aumentarlo, poco, ma solo di di spesa pubblica... Incredibile... E ridurre le tasse ? Almeno però il prof. fa lo sforzo di scrivere in modo abbastanza dettagliato come funzionerà secondo lui il ritorno alla Lira. La Lega e il M5S non hanno prodotto ancora niente, nessuno studio, nessun articolo che vada oltre le due paginette stile Blog e di solito imitano quello che scrive Bagnai, ma forse visto che scrive tantissimo lo leggono solo in fretta. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Siamo qui (su questo sito) per uscire dall'Euro ? Sicuro! Bisogna però motivarlo in modo convincente e se predichi che con la Lira puoi aumentare la spesa pubblica e svalutare finisce male. Anzi non comincia nemmeno, ci teniamo Draghi in eterno.#F_END# Syriza ad esempio, per me non è il massimo, ma ha scritto ora un piano di come vuole fare, ci sono i suoi economisti che spiegano con sufficiente dettaglio il loro piano di default controllato e il resto (non è tanto convincente, ma nelle condizioni della Grecia ha un senso, perchè la Grecia ha questo enorme debito in valuta estera...ecc..) Riassumiamo invece come si dovrebbe ragionare secondo logica sull'Euro. a) #b# svalutare ? OK, ma significa anche avere più inflazione e ridurre salari e pensioni reali#/b# ehi... questo lo ammettono tutti. Nei paesi con inflazione sotto zero, come adesso la Spagna e l'Italia, gli stipendi e le pensioni salgono in valore reale automaticamente. Mezza Italia si lamenta della crisi, ma l'altra mezza fa finta di niente perchè riceve il suo stipendio o pensione (o una bella rendita finanziaria) come prima e vede che compra di più con i suoi euro....Non raccontiamoci la balla che tutti stanno male. Ma questo vuole dire che svalutando e aumentando l'inflazione sposti la distribuzione del reddito a favore delle imprese, a prezzo però di ridurre il potere d'acquisto... Quindi l'effetto positivo della svalutazione tramite la Lira alla fine ci sarà anche come aumento di domanda..., ma non è molto certo e non è molto rilevante... b) #b# il problema vero e fondamentale sono in realtà le tasse al 53% del PIL che soffocano la domanda interna, non cercare di avere più domanda estera con la svalutazione....#/b# Inoltre tasse allucinanti come quelle di oggi riducono la produttività, perchè le imprese vedendo che c'è poca domanda e che l'utile se ne va in tasse non investono... #F_START# size=5 color=blue #F_MID#DEVI RIDURRE LE TASSE! SVALUTARE SERVE, MA POCO!#F_END# HANNO RAGIONE QUELLI CHE DICONO CHE SVALUTARE CON LA LIRA E FARE PIU' SPESA PUBBLICA (sia finanziata da debito, ma anche da moneta) NON E' LA SOLUZIONE ----- Bullfin ho partecipato a una dozzina di conferenze ed incontri su Euro, debito e crisi, scritto centinaia di post, dei report in PDF, scritto un libro, incontrato anche deputati e senatori del M5S a Bologna (c'è stato un incontro proprio con loro espressamente). Sono anche troppo attivo. Inoltre questo sito è letto in giro, mi sembra di più di blog i cui autori ho visto pubblicare sul Blog di Grillo credo che loro, come anche quelli della Lega o altri, si fidino della propria gente (quale non si sa, perchè non indicano i nomi di chi scrive) in Italia è a compartimenti stagni, quelli liberisti scrivono sui loro siti tipo FermareilDeclino/NoiseFromAmerika discutono tra di loro e così quelli di sinistra "alla tsipras" tipo Sbilanciamoci, Micromega..., Bagnai dialoga con i suoi lettori (filtrati), quelli della MMT vanno per conto loro, Borghi/Lega fanno i loro comizi o incontri, Rinaldi e Caracciolo i loro... quelli per il ritorno alla Lira si attaccano tra loro (Salvini/Grillo), ma non discutono assieme...il M5S non ha ancora indetto un singolo incontro, conferenza o convegno sul tema, solo post anonimi (e contenenti parecchi errori) #F_START# size=3 color=blue #F_MID#L'unico caso che abbia visto di discussione vera con contradditorio sull'Euro è stato quello dove Lippi e Boldrin sono andati da Bagnai a Pescara e ne sono usciti vincenti loro...Cioè, siamo messi bene...#F_END# ----- Hobi che due palle primo non si capisce mai bene cosa scrivi, secondo quando da un sistema bancario escono più euro di quanti ne entrano secondo te come fa a continuare a funzionare il sistema di pagamenti tra banche di paesi diversi ? Se dal sistema bancario italiano escono 100 mld e in quello tedesco entrano 100 miliardi, e i primi sono Lire e i secondo sono (l'equivalente in) Marchi ovviamente succede quello che accade ora in Russia e la Banca Centrale o liquida le riserve in valuta estera o alza i tassi o un misto dei due. Giusto ? In Russia sta succedendo questo no ? Bene, spiegami con le tue parole in modo che si capisca però, come diavolo succede che nel sistema dell'Euro invece NON CI SIA BISOGNO NE DI VENDERE VALUTA NE DI ALZARE I TASSI E LO STESSO SI POSSANO AVERE DEFICIT COMMERCIALI Forza, #b# spiega come funziona che dalle banche italiane o spagnole escono Euro, in quelle tedesche entrano Euro e lo stesso il sistema dei pagamenti tra banche italiane e tedesche continua a funzionare. E non c'è bisogno di alzare i tassi come fa la Russia adesso. Dai...#/b#

la situazione della Russia non è tragica, quella della campagna per l'Uscita dall'Euro sì - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 31 Dicembre 2014 16:42

Il Blog di Beppe Grillo ha degli esperti (anonimi) che hanno spiegato cosa succede in Russia e Grecia ora... Leggere qui please e vedere i miei commenti in blu, perchè la situazione è tragica. Non in Russia (e di meno in Grecia, ora che Syriza il 29 gennaio vince l'elezione). E' tragica nella campagna per l'Uscita dall'Euro (obiettivo che condivido peraltro..) ^"Rublo e Euro. Dalla Russia con amore.Putin"#http://www.beppegrillo.it/2014/12/rublo_e_euro_dalla_russia_con_amore.html^ Blog di Grillo #i# ...il rublo ha perso valore. La Banca Centrale Russa è quindi intervenuta vendendo dollari (più di due miliardi al giorno) per acquistare rubli, in maniera da farne salire il valore. Inoltre è stato aumentato il tasso di sconto del rublo, dal 10,5% al 17% in una sola volta. Tale aumento è un segnale di forza e non di debolezza della Banca Centrale Russa, che dimostra così di difendere il rublo. Inoltre si prepara una legge che impedisca alla gente di portare all'estero le banconote in valuta pesante che possono servire al governo per stabilizzare il rublo e frenare l'emorragia...#/i# #F_START# size=2 color=blue #F_MID# "un segno di forza" ? Alzare i tassi dall'8% in novembre al 17% oggi, dato che l'inflazione in Russia è tra l'8 e il 10% (dico "tra" perchè con il cambio che va da 30 a 60 rubli per un dollaro in pochi mesi l'inflazione sta salendo ora in fretta), manda l'economia in recessione. Infatti l'ultimo dato sul PIL russo è con il segno meno. #b#Quando i tassi a cui la Banca Centrale Russia presta alle sue banche schizzano dall'8 al 17% i costi del debito per l'economia salgono, giusto e soffochi l'economia... Io sono dalla parte dell'Uscita dall'Euro, ma così ci si da le martellate nelle palle#/b#, non diciamo cose prive di logica per favore.... La storia è più o meno questa: ad esempio a metà dicembre la Banca Centrale ha stampato circa 60 mld di rubli per darli a Rosfnet, che doveva pagare 11 mld di dollari di rate sul suo debito, questa li ha usati per comprare dollari sul mercato dei cambi e il rublo logicamente è collassato...la Banca Centrale è stata costretta a raddoppiare i tassi di interesse e l'economia va in recessione... Il rublo ha poi recuperato dal punto di massima crisi e l'avevo anche previsto qui. ^Sono stato quello che quando era tra 65 e 70 rubli per un dollaro ha scritto due volte qui il 16 e 19 dicembre che lo compravo e lo dicevo nelle interviste su Class-CNBC#http://www.cobraf.com/forum/coolpostMercatiBlack.php?topic_id=5632&reply_id=123574283^, per cui ho anche capito per tempo che la speculazione contri il rublo ha esagerato. Dopo però aver toccato i 51 rubli per 1 dollaro ora siamo di nuovo sui 58 rubli e a inizio anno era sui 30-35 rubli per un dollaro. Questa svalutazione improvvisa sta facendo schizzare i costi delle importazioni e l'inflazione... #b#A Mosca la gente compra ora Ipad, Iphone e lavatrici come se fossero moneta, cioè ha paura che il rublo si svaluti ancora e prendono i rubli e "li convertono" in Ipad! Leggi le corrispondenze da Mosca. Come fai a dire hanno risolto tutto stampando rubli, per la madonna!... Se anche stampi molta moneta e metti i controlli ai capitali la gente, vedendo che il cambio frana sempre, "converte" i soldi che stampi in frigo, lavatrici, auto, ipad, iphone e qualunque cosa dia l'idea di un bene durevole. Lo sai che è in questo modo che si crea la vera inflazione ?#/b# #F_END# #i# Molti, sbagliando o in malafede, affermano che se l'Italia dovesse uscire dall'Euro per stampare la propria moneta, un'Italia senza Euro, sarebbe più debole, e verrebbe colpita ancora più facilmente dalla speculazione del rublo. Questa tesi non sta in piedi. E' esattamente l'opposto.La speculazione non c’entra nulla. Quella russa è una crisi di bilancia dei pagamenti esattamente uguale a quella in cui si trovano le economie periferiche europee.#/i# #F_START# size=2 color=blue #F_MID# "crisi di bilancia dei pagamenti"? In che senso ? La Russia ha avuto negli ultimi anni un ENORME SURPLUS commerciale con l'estero, l'ultima statistica era 542 mld di export e 358 mld di import. Ha goduto negli ultimi anni di un surplus con l'estero tra i 100 e i 150 mld di dollari ogni anno e ha accumulato infatti circa 650 mld di riserve in valuta. L'export di petrolio ora le collassa di colpo causa crollo del greggio nel mondo, ma cosa c'entra con l'avere il rublo o l'euro, il prezzo del petrolio è in dollari e va giù perchè l'Arabia Saudita taglia i prezzi... E' un evento esterno, "esogeno", qui il sistema monetario non c'entra. Anzi paradossalmente, è spiacevole dirlo, ma qui avere l'Euro sarebbe stato meglio (vedi più avanti). #F_END# #i# Nel caso dell’Italia il calo dell’export è causato da una ridotta competitività dovuta all’Euro che ci obbliga all’austerità sul lato della domanda interna per ridurre le importazioni e tenere la bilancia il più possibile in pareggio.#/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#L'Italia ha avuto deficit esteri solo dal 2004 al 2011 e abbastanza piccoli, di 40 mld l'anno in media nel momento peggiore. Ma non c'è niente nell'Euro che obblighi a fare austerità se hai un deficit estero, perchè anzi al contrario il sistema AUTOMATICO di pagamenti inter-bancario della UE garantisce che ogni deficit di un paese venga AUTOMATICAMENTE finanziato dalla Banca Centrale di un paese in surplus. E' il meccanismo stesso dei pagamenti in Euro che è costruito in questo modo, se dall'Italia si paga all'estero più euro di quanti ne entrano le banche italiane per non rimanere senza riserve li chiedono alla Banca d'Italia la quale AUTOMATICAMENTE gira la richiesta alla BCE LA QUALE AUTOMATICAMENTE ACCREDITA LE RISERVE #F_END# #i# Nel caso russo è il calo del prezzo del petrolio a creare un simile squilibrio nella bilancia dei pagamenti ma è proprio grazie all’intervento della Banca Centrale Russa, alla sua sovranità, che la Russia ha avuto e ha margini di manovra per gestire gli squilibri di bilancia dei pagamenti che sono invece del tutto preclusi all’Italia all’interno della camicia di forza dell’Euro.#/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Quello che succede invece è che le società russe hanno 6 o 700 mld di debito estero, in dollari ed euro, su cui devono pagare circa 150 mld di rate e interessi all'anno circa. Questo è abbastanza normale, dato che devono comprare tecnologia estera hanno bisogno di dollari o euro e li prendono a prestito. Ma se il cambio del rublo crolla del -50% seguendo quasi al centesimo il il crollo del petrolio, pure del -50%, questo svalutazione del -50% fa raddoppiare il costo del debito contratto all'estero (in dollari). Chiaro no ? Non puoi quindi stampare moneta per evitare o alleggerire questo debito estero! Le società russe la tecnologia estera che gli occorre la pagano in dollari (o euro o yen), perlamadonna. Anche se come paese (ed è il caso della Russi) la tua posizione netta sull'estero è (al netto) positiva, le singole società russe accumulano un certo debito estero, necessario al loro business, che però ora gli è raddoppiato di colpo. La Banca Centrale Russa deve ricorrere alle sue riserve, ma di DOLLARI, EURO ed ORO. #F_END# #F_START# size=6 color=blue #F_MID#Qui la Banca centrale stampa rubli, li da a Rosfnet o Gazprom che li convertono in dollari per pagare debiti esteri facendo franare il rublo, il che rende più pesante il debito estero della Russia e crea inflazione, costringe ad alzare i tassi al 17% e manda in recessione... #F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# La Russia è un caso di stampa di moneta che fa franare il cambio, provocando inflazione, rialzo dei tassi e recessione, ma all'origine è dovuto a cause esterne per cui non ci si può fare molto e non serve neanche molto qui stampare moneta. Niente di letale alla fine, prima o poi i sauditi smettono di tagliare i prezzi del greggio...e come ho detto io ho comprato rubli quando erano sui 65 dollari... Però, se si vuole essere onesti, in questo caso specifico, se la Russia avesse avuto l'Euro non si sarebbe dovuta preoccupare di trovare valuta estera sul mercato, perchè si indebitava fin dall'inizio in Euro che è una valuta di riserva. Oppure le varie Rosfnet e Gazprom si indebitavano in dollari e dato che l'Euro è un cambio relativamente forte, compravano con gli euro i dollari che le servivano per ripagare le rate senza problemi e la Banca Centrale Russa non aveva bisogno di stampare nessuna moneta. Bisogna essere onesti e dire le cose come stanno. Quando hai una crisi dovuta al collasso improvviso per cause esogene del tuo export, mi spiace farlo notare, ma avere l'Euro sarebbe forse meglio... Non ti devi preoccupare dell'improvviso deficit estero perchè la valuta comune costringe la BCE a finanziarti il deficit estero tramite il sistema automatico di pagamenti interbancario (Target2). Quindi non ti crolla il cambio e non devi raddoppiare di colpo i tassi di interesse per frenarne la caduta. Non hai bisogno di stampare moneta in questo caso specifico perchè la moneta comune COSTRINGE LE BANCHE CENTRALI DEGLI ALTRI PAESI A ESTENDERE CREDITI ALLA TUA BANCA CENTRALE (tramite il meccanismo dei pagamenti interbancari denominato "Target2" di cui ho scritto pagine su pagine ma che nessuno sembra capire). Altrimenti il flusso dei pagamenti in euro si interrompe e uno che in Italia effettua un pagamento all'estero avendo i soldi nel conto se lo vede rifiutato e si crea un panico in tutta europa... #b# Insomma, sono per l'uscita dall'Euro, ma sono anche per non raccontare cose strane, perchè su questioni tecniche e non ideologiche è contro producente. #/b# #F_END# #i# Gli interventi finalizzati ad immettere liquidità nel sistema da parte della BCE attraverso le banche nazionali non hanno funzionato perché, come diceva Keynes: "Dentro la trappola della liquidità puoi portare tutta l’acqua che vuoi al cavallo, ma non puoi costringerlo a bere". Questo non c’entra nulla con la sovranità monetaria. Un intervento di una banca centrale nazionale in piena sovranità infatti si materializzerebbe con la monetizzazione del deficit, stampando moneta per finanziare a debito crescita e investimenti. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# "...stampando moneta per finanziare a debito..." ???!!! Se stampi moneta, per definizione, NON TI INDEBITI. E' precisamente perchè vuoi evitare di ricorrere al debito che stampi moneta. Speriamo che siano refusi... #F_END# #i# E’ questa la logica della sovranità monetaria, non la libertà della BCE di offrire denaro a basso costo (vedi LTRO) alle banche nazionali. Il fallimento delle operazioni di iniezione di liquidità a basso costo da parte della BCE conferma che solo con la monetizzazione del deficit la BCE tornerebbe a fare il suo mestiere. Proprio la impossibilità della BCE di agire nelle piene funzioni di un'autorità monetaria centrale l'ha obbligata a proporre palliativi. O la BCE interviene direttamente sul deficit o nessuno lo farà per lei. Il punto in discussione qui non è svalutare o rivalutare ma il fatto che la Russia sia libera di farlo, di decidere come usare la propria sovranità monetaria considerando diverse ricette monetarie. #/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Sì, bene il primo paragrafo, ma cosa razzo c'entra ora la storia della Russia che deve procurarsi valuta estera di colpo per aiutare le sue aziende esposte in dollari ? Insomma: sono uno che ha scritto 150 pagine, nel libro di Hoepli, sul creare moneta da parte dello stato, per spiegare che è necessario. Ma non è mica un toccasana, che in ogni situazione dici: " stampando la tua moneta sovrana risolvevi il problema!"...Così sembri Barnard che è fuori come un balcone e si fa prendere in giro...#F_END# #i# ".. Noi invece siamo condannati a morire perché la leva della sovranità monetaria ci è preclusa a priori. In caso di uscita dall'Euro il debito ridenominato diventerebbe immediatamente sostenibile e con l’autorità monetaria nazionale come prestatrice di ultima istanza l’Italia si libererebbe dalla trappola di indebitarsi sul mercato attraverso interessi troppo alti per attrarre quella moneta che non può stampare al suo interno..." #/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# OK! #F_END# #i# "... In caso di uscita, inflazione e tassi resterebbero sotto controllo anche alla luce delle deflazione in cui invece ci troviamo oggi..."#/i# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Se torni alla Lira in modo "secco", se il tuo piano è fare converire a forza, per decreto, un lunedì mattina tutti gli euro nei conti in banca in Italia in Lire, nei mesi precedenti avrai la Madre di Tutte le Fughe di Capitali. La gente comincia a scappare MESI PRIMA che hai la possibilità di mettere in opera controlli ai capitali, non appena si diffondono voci che si stia pianificando qualcosa.. (e ricordati che devi creare tutto il software nelle banche e aziende, tutta la legislazione ad ogni livello...tutte le procedure...). Non si parlerà d'altro in Italia una volta che si profili il ritorno alla Lira e chi abbia più di 100mila euro da qualche parte cercherà di liquidare ogni strumento finanziario italiano, bonds, azioni, conti deposito e risparmio, obbligazioni bancarie, BTP... Non è qualcosa che pianifichi in segreto e un bel giorno cogli 4mila miliardi di soldi degli italiani e glieli converti in Lire, rischi che metà siano denominati in marchi e dollari... Poi per tenere assieme il sistema finanziario che crolla se si liquidano i titoli di stato, i bonds bancari, i depositi a risparmio e si vuotano i conti correnti dovrai stampare lire e manetta, molto di più della Banca Centrale Russa... E allora altro che tassi di interesse e inflazione sotto controllo... Insomma questi qua sul Blog di Grillo sono discorsi da dilettanti allo sbaraglio, che non hanno idea di come funziona il mondo bancario e finanziario e delle imprese.... L'Uscita dall'Euro è giusto come obiettivo, OK ? Ma va pianificata come un processo graduale, a tappe e, cosa essenziale, dove non converti a forza 4 mila miliardi di euro nelle banche italiani un lunedì mattina tutti in Lire ! #F_END#

la differenza tra l'Italia e la Grecia. Loro non possono uscire dall'Euro, noi sì - GZ  

  By: GZ on Martedì 30 Dicembre 2014 13:16

#b# Siryza#/b# ha due economisti ufficiali del partito, che due settimane fa sono andati a Londra e hanno parlato ai fondi spiegando il loro piano e la spread della Grecia è andata da 300 a 1,000 punti. Questo nonostante gli economisti di Syriza abbiano detto che ripagherà tutti i 60 mld di debito greco in mano a privati e chiederà il default solo su metà di quello in mano alla BCE!!!! Pensa un attimo. In realtà il debito greco in mani private ora sono infatti solo 60 miliardi e rotti e tutto il resto (260 mld e rotti) è in mano alla BCE e ai fondi salvastati, che fanno pagare alla Grecia meno del 2%, per cui il problema non è tanto la spread, quanto cosa decide la Merkel dei 260 mld. E #F_START# size=3 color=blue #F_MID#gli economisti di Syriza hanno detto: "ehi... la Grecia rimane nell'Euro e paga tutti i 60 mld di debito in mani privati, vogliamo un taglio del 50% sui 260 mld in mano alla BCE..."#F_END#. Lo stesso la spread gli è esplosa. Adesso che stanno per andare al governo Tsipras e compagni stanno misurando bene le parole e affidandosi ad economisti ed esperti che inviano in giro per l'Europa a spiegare i dettagli della #b# "ristrutturazione del debito"#/b# cioè DEFAULT che vogliono. Se a marzo vincono, come indicano tutti i sondaggi, chiedono di spalmare il debito greco su 60 anni e a tassi di favore riducendolo in pratica di metà, da 319 miliardi. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Syriza è diventato il primo partito e sta andando a vincere le elezioni a marzo con questo programma: "non paghiamo metà dei 319 mild di debito, tanto sarebbe solo un 1,5% del PIL dell'eurozona... ma per noi è quasi pari al PIL greco !"#F_END# (vedi articolo in fondo che spiega bene tutti i dettagli: #i# "..Now let’s look at #b# Syriza’s plan. It says it will negotiate with the EU for the write-off of half the 319bn euros. It will not try to get a write-off from the private sector, and will pay back IMF loans in full, so all the pain falls on the EU and ECB#/b#... The 60-year debt deal simply recognises that a 20 year deal only pushes the problem out to the 2040s, and that Greece’s debt is in fact unpayable.#/i# Già adesso, solo perchè hanno le elezioni a marzo in Grecia, #b# la spread greca è andata a 1,000 punti!#/b# Non è un vero dramma perchè come si è detto solo 60 mld su 319 mld sono sul mercato, ma è un assaggio di quanto siano isterici i mercati. Forse Tsipras e compagni ora si spaventano, fanno marcia indietro si rimangiano le promesse, perchè la spread gli stanno esplodendo, gli crollano le banche e hanno la fuga di capitali ecc... ? Non sembra: Tsipras non dovrebbe rimangiarsi le promesse se guardi la personalità dei leader e senti i suoi economisti che sembrano sapere quello che dicono. Quindi deve... bluffare per convincere la Merkel e la BCE.... Deve però stare attenta perchè la Grecia ha un debito estero alto in percentuale del PIL. L'Italia invece no.#F_START# size=3 color=blue #F_MID# L'Italia ha 430 miliardi di debito netto e la Grecia 230 miliardi, ma il PIL dell'Italia è di 1,600 mld e quello della Grecia di 190 miliardi#F_END#. #ALLEGATO_1# Qui cerco sempre di mostare le cifre vere e non le percentuali che confondono, ma in sostanza il debito greco ESTERO, QUELLO CHE NON POSSONO RIDENOMINARE IN DRACME è maggiore del PIL greco per cui se escono dall'Euro i greci il loro debito estero, che NON POSSONO RIDENOMINARE, gli raddoppia e sono fritti. Cioè, .#F_START# size=3 color=blue #F_MID#con un PIL di meno di 200 miliardi, uscendo dall'Euro i greci (aziende, stato, famiglie) si ritrovano altri 200 miliardi di debito in più (in euro, dollari...) che devono pagare in valuta straniera anche se sono tornati alla dracma. E per le imprese greche significa fallimento.#F_END# L'Italia invece ha solo 400 mld e rotti di debito estero NETTO (al netto dei crediti che famiglie e imprese hanno) su 1,600 mld di PIL e se esce dall'Euro avrà una svalutazione minore della Grecia, diciamo che da noi il debito estero aumenta per effetto del ritorno alla Lira forse di 200-250 mld, cioè (su un PIL di 1,600 mld) di un 15%. La Grecia è un paese veramente fragile, a differenza dell'Italia. In Grecia nelle banche c'erano 280 miliardi e nel 2011 erano calati di colpo di 60 miliardi i depositi bancari, prima che la Troika gli prestasse oltre 200 mld in varie modalità e stabilizzasse la situazione #ALLEGATO_2# Il problema è il debito ESTERO, quello fuori dal paese, che devi pagare comunque, specie le imprese, in valuta estera in ogni caso, anche se torni alla valuta nazionale. La Francia e l'Italia ne hanno rispettivamente un 10 e 15% del PIL per cui possono uscire dall'Euro. Portogallo, Spagna e Grecia ne hanno per il 100% del PIL per cui non possono uscire dall'Euro. Questo spiega perchè Podemos in Spagna e Syriza in Grecia e virtualmente tutti in questi tre paesi siano contro l'uscita dall'Euro. E in Francia la LePen sia il primo partito e Salvini, Meloni, Grillo e in parte Berlusconi in Italia siano forse la maggioranza ora parlando di uscire dall'Euro. OK ?#F_START# size=3 color=blue #F_MID# Questo è il motivo per cui l'Italia può uscire dall'Euro e la Grecia no. Per noi significa un aumento del debito estero (denominato in valuta estera, che non puoi cambiare) di un 15% del PIL e per la Grecia del 110% circa#F_END#. In Italia Salvini e Grillo non temono ancora di andare al governo o vincere referendum (che è lontano un anno nel tempo) per cui possono parlare a ruota libera, ma quando si avvicina il momento di una vera decisione o sul DEFAULT come chiedono in Grecia a Syriza o sull'uscita dall'Euro allora cambia tutto. In Grecia quel momento è arrivato, in Italia arriverà nei prosimi mesi e allora devi stare attento a quello che proponi DI PRECISO, perchè se sembra che sarai tu (Tsipras o Podemos o Grillo/Salvini) a decidere i destini del debito i mercati attaccano in anticipo. Il secondo articolo è fatto molto bene e spiega la situazione in Grecia. --- ^GUARDIAN: LA GRECIA HA PERSO IL POTERE CONTRATTUALE DI MINACCIARE L’EURO-EXIT#http://vocidallestero.it/2014/12/30/guardian-la-grecia-ha-perso-il-potere-contrattuale-di-minacciare-leuro-exit/^ (da Voci dall'Estero) La Grecia non ha più il potere contrattuale di una volta, e le richieste di Syriza per una remissione del debito probabilmente non saranno accolte di Phillip Inman – 29 dicembre 2014 Gli allibratori hanno tagliato le quote scommesse per un’uscita della Grecia dall’euro, ora che probabilmente le elezioni porteranno al potere un partito di sinistra col mandato di muovere guerra a Bruxelles. La scommessa è che i leader di Syriza, che sono sul punto di dominare il parlamento dopo le nuove elezioni, scopriranno che Atene non ha più quel potere contrattuale che aveva un tempo. Quattro anni fa la Grecia era come il proverbiale topolino rispetto all’elefante europeo: minuscolo in confronto, ma con una grande capacità di spaventare e destabilizzare. Oggi l’eurozona, sebbene sia ancora un goffo gigante, ha acquisito una scaltrezza che mette la Grecia in netto svantaggio. Bruxelles è riuscita a scavare una linea tagliafuoco tra sé e i potenziali ribelli anti-austerità. Syriza sostiene che la determinazione della coalizione di centrodestra nello spingere avanti i tagli al bilancio fino a generare un surplus che permetta di ripagare il debito a Bruxelles, al Fondo Monetario Internazionale e agli investitori privati, sia la ricetta per un’infinita austerità e povertà. Da Bruxelles dovrebbe venire invece una maggiore remissione dei debiti, con la possibilità di ripagarli entro termini più lunghi. Tuttavia i leader dell’eurozona hanno passato gran parte degli ultimi due anni a puntellare le finanze degli altri paesi colpiti dalla crisi, come Irlanda e Portogallo, e a legare più strettamente al seno di Bruxelles quei paesi che erano vicini al crollo finanziario. I fondi di salvataggio dell’eurozona e i fondi per le infrastrutture vengono spesso descritti come inadeguati per stimolare la crescita, ma tuttavia sufficienti a mantenere la stabilità nell’area monetaria. C’era una situazione differente nel 2010, quando la minaccia di un’uscita della Grecia dall’euro aveva spaventato per la prima volta gli investitori internazionali. A quel tempo, i gestori dei maggiori fondi d’investimento del mondo vedevano aprirsi un vuoto al centro dell’eurozona. Ancor di più, ritenevano che un voto in un qualsiasi paese, piccolo o grande, avrebbe significato la sentenza di morte per l’euro. Ora gli investitori ritengono che il loro denaro sia al sicuro. I mercati azionari e i mercati delle obbligazioni, che erano impazziti nel 2010, hanno ora scontato l’eventualità di un’uscita della Grecia dall’euro nelle loro previsioni per l’anno venturo. Certo avrebbe conseguenze, ma non sarebbe quell’evento sismico che un tempo veniva temuto. Pertanto, privata della capacità di determinare uno shock in questo gioco del rischio calcolato, Atene è la sola perdente. Peggio ancora per la Grecia, molti dei papaveri a Bruxelles ritengono che per quante storie si facciano, il paese sia ricco e abbia solo bisogno di un po’ di redistribuzione al suo interno per risolvere gran parte della sua povertà. Gli incalliti eurocrati pensano che la Grecia, come altri paesi in difficoltà quali Italia e Spagna, possano risolvere molta della loro povertà con un giro di vite sulla corruzione palese e sulla fiorente economia sommersa. Avendo ciò in testa, le richieste di remissione del debito avanzate da Syriza saranno accolte con qualche sorriso e un fermo “no”. Da Berlino ad Oslo c’è ben poco sostegno per gli elettori greci. --- ^"Greece election: opposition party’s main enemy will be time"#http://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/greece-greek-election-syriza-radical-left-opposition-party-antonis-samaras/2769#sthash.pip4RhF2.dpufhttp://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/greece-greek-election-syriza-radical-left-opposition-party-antonis-samaras/2769^ Sunday 21 Dec 2014 ....What can Syriza do? Syriza’s ability to negotiate successfully will depend very largely on mood music in Europe. If, for example, the Greek centre right implodes – during or after the election – it would become clear to the EU that there is no point holding out to cause chaos and a second election: the winners then might only be more radical parties. It is clear from my discussions with George Stathakis and John Milios, the economics professors who have designed the Syriza debt programme, that they are positioning themselves within a wider European debate. Parts of the EU establishment want to use ECB quantitative easing (QE), loosen fiscal austerity and pursue a Keynesian version of structural reform. The prevailing view in Germany is to keep fiscal austerity, do everything short of QE and to do a neoliberal version of structural reform. Syriza’s economics professors believe that if they can insert the Greek debt problem into this dynamic, and with the help of the two bigger left parties – Die Linke in Germany and Podemos in Spain – and indeed some left social democrats, they can negotiate the big debt write-off. But their own domestic growth programme is reliant on inward investment happening at the same time as a re-regulation of the labour market and the restoration of some welfare spending. Germany the key? Much has been made of the disastrous meeting Mr Stathakis and Mr Milios had with private investors in London. But they are not planning to default on private debt, and the 2015 repayment crunch is primarily with the IMF and EU. Earlier this month Charles Robertson, of Renaissance Capital, issued a note saying: “We see a fair chance that German Chancellor Angela Merkel will say yes to Syriza. “She made the decision in 2010 that Greece should stay in the eurozone and that probably prevented a far wider global crisis. “Saying yes to Syriza is not that expensive (roughly 1 per cent of eurozone GDP)… We think Europe would be a step closer to the fiscal union that Germany clearly rejected in the 1990s, when it agreed to sacrifice the Deutschmark for the euro via the Maastricht treaty.” – Thoughts from a Renaissance Man, 9 December However, the same analyst warned that the precedent might persuade Merkel and the ECB to say no. So the biggest question for the survivability of a Syriza government is whether the EU governments and the IMF play ball. Those who have met the Syriza economic leadership, comparing notes, tend to say they are acting as if they know Mrs Merkel may say yes when there is a high likelihood she will say no, and they don’t realise how tough the ECB, IMF and private investors are going to get in the short term, to force Syriza to impose its own form of austerity. The timing is interesting. Greece has a 7bn euro cash buffer built into the original bailout deal. There is also some financial engineering whereby the state can borrow from public enterprises, to the tune of about 7.5bn euros. Plus the banks are set to repay about 2bn euros of state bailout money. So the smart money says Mr Tsipras could meet debt redemptions coming due in the first half of 2015. However, the second half is the crunch point. Of the 17bn euros due, 11bn euros is in the second half, and BoAML’s analysts think that even with all this duck and dive economics, Syriza would have to raise about 11bn euros in the markets. If Syriza does form a government there will certainly be a multilevel political crisis in Greece. The official system is riddled with corruption, from hospital doctors on the take to discrepancies at the very highest levels of government. Out of control actions, and fascist infiltration into certain police units, make the possiblity of destabilisation there non-negligible. The large anarchist left, which recurrently clashes with the cops, will probably up the ante. As the centre-right economist Yannis Palaiologos points out in his book this year, The 13th Labour of Hercules: Inside the Greek Crisis, the main problem in Greece is not debt, but the fact that an independent state, standing above local and sectoral claims, barely exists. The Greek state is a mass of claims and counter claims which are impossible to navigate unless you use networks of party privilege. As all these networks are clustered into government, the sudden departure of such networks form power will make Greece very hard to run, even without workers on strike, migrants camped on the streets and anarchists squatting in buildings. - See more at: http://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/greece-greek-election-syriza-radical-left-opposition-party-antonis-samaras/2769#sthash.pip4RhF2.dpuf

volontariato, associazionismo, socializzare... - GZ  

  By: GZ on Lunedì 29 Dicembre 2014 23:44

[Gianlini] #i# Tuco, una delle ragioni per cui moltissimi fanno volontariato ormai è che quando hai 40 o 50 o 60 anni e tutti i tuoi amici sono sposati, hanno famiglia ecc.ecc., e tu o sei single, oppure in coppia senza figli, o ancora in coppia con figli che però ormai sono grandi e ti hanno fatto ormai marameo....in pratica non trovi più nessuno con cui passare il tempo libero raramente ormai la gente ti invita a casa loro, un po' perché i figli sono considerati soggetti a cui dedicare tutto il tempo e l'attenzione, un po' perché le case sono più piccole di una volta, ecc.ecc. il risultato è che se vuoi far vita sociale e non spendere una fortuna (pagando, la compagnia bene o male la trovi) l'unico modo è fare del volontariato; in cui trovi in genere gente come te (per età, cultura, interessi), per cui può essere divertente quanto a vent'anni uscire con gli amici#/i# ----- Sembra vero, perchè corrisponde un poco a quello che noto in una certa fascia di persone dai cinquanta in su (e anche di meno, ho almeno tre cugine che ne fanno essendo più giovani). Il motivo fondamentale è che le famiglie sono molto ristrette, c'è un figlio solo per coppia per cui anche i nipoti sono pochi, i fratelli non ci sono e anche i cugini sono pochi, una volta c'erano in giro un sacco di parenti con cui avere a che fare. Poi sono scomparsi o si sono ridotti i movimenti politici, sindacali e religiosi e anche l' associazionismo vario, dalle corali, al teatro dialettale agli ex-combattenti e alpini. Terzo, i mass media isolano la gente incollandoli davanti ai centocinquanta canali di Sky, poi Facebook, Twitter e forum Quarto la struttura delle città, specie le grandi città, in cui si vive in appartamenti al quinto piano isola materialmente. Lo noti se vai a stare in California dove quasi tutti stanno in case col giardino e si socalizza un attimo di più. In pratica una volta c'erano famiglie di tre o quattro figli ovunque e quindi tanti zii, cugini e nipoti, poi si viveva in campagna dove c'era più da fare e si interagiva coi vicini o anche in città c'erano quartieri con cortili e spazi senza auto, in cui incontravi gente. Io ho fatto in tempo a vedere Trastevere nel 1986-1987 ed era ancora un poco così. Poi c'erano sindacati, partiti, parrocchie, corali, alpini... Detto questo si può rimediare. Se stai in campagna puoi avere a che fare con orti, giardino, vigna e vino e animali che creano occasioni di contatto...Puoi andare a cantare alla corale che è bellissimo, lo sport tipo golf, tennis o crossfit crea socialità. Poi oggi molta gente si è buttata nel M5S o altre iniziative alternative socio politiche (io con la storia del debito, moneta, crediti fiscali e simili ho incontrato un sacco di gente). Però resta che la forma di socialità più istintiva e radicata è quella della famiglia allargata e se questa si restringe al minimo per la maggioranza della gente si restringe anche l'ambito delle proprie relazioni

L'Italia paga un costo REALE del debito pubblico vicino al 5%, gli altri circa ZERO - GZ  

  By: GZ on Lunedì 29 Dicembre 2014 05:55

#i#...E poi è stupendo Zibordi quando parla dei detentori di titoli di stato che sono un parcheggio sicuro di soldi dei ricchi! E mi permetto di chiedere: il sottostante di quei soldi non è oro, ma sono io che lavoro e vengo strangolato dalle tasse: ho capito bene??? Buon Natale Giovanni....#/i# --- Cos'è Natale che piovono commenti così buoni ? yes... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#L'Italia paga dieci volte di più degli altri paesi come costo medio reale, al netto dell'inflazione, del debito pubblico. Da noi il costo REALE del debito pubblico è il 4,5% annuo, negli altri paesi si sta avvicinando a ZERO! Ehi...la"spread" non è mai stata tanto alta! (parlo di quella reale) E l'Italia ha pagato dal trattato di Maastricht (1992) in poi circa 1,800 mld di interessi di cui circa la metà sono finiti all'estero (o alle banche). Questi interessi sono le finanziarie che hanno imposto da Ciampi, Amato, Dini in poi a ripetizione#F_END# Prima di attaccare di nuovo con il meccanismo della moneta, guardiamo al semplice fatto di cui non si parla mai: in #b#Italia#/b# il costo medio del debito pubblico è oggi il 4,2% e l'inflazione è -0,3% per cui il RENDIMENTO REALE DEL DEBITO PUBBLICO è il #b# 4,5%#/b# ! In media, chi ha titoli pubblici guadagna quasi il 5% al netto dell'inflazione (ci sono alcuni che hanno titoli comprati quando la cedola era l'8% che godono di un 8% e rotti al netto dell'inflazione !). Rendimento reale, al netto dell'inflazione, garantito dallo stato, sicuro, che non richiede altro sforzo che quello di fare due firme in banca #b# In America#/b# il costo medio del debito pubblico è oggi intorno al 2% e l'inflazione è circa 1,6% per cui il RENDIMENTO REALE si avvicina a 0%. Per tre anni po l'inflazione è stata tra il 2% e il 3% e il rendimento reale era quindi #b# negativo#/b# In #b# UK#/b# il costo medio del debito pubblico è oggi sotto il 2% e l'inflazione è intorno all' 1,5% per cui il RENDIMENTO REALE è intorno allo 0,4%, ma dal 2010 al 2013 l'inflazione è stata tra il 3% e il 4% e il rendimento reale era quindi #b# negativo#/b# anche di un -2% In #b# Giappone#/b# il costo medio del debito pubblico è oggi sotto lo 0,8%, i titoli a 10 anni ultimi pagano uno 0,3% e l'inflazione è ora lo 1,5% per cui il RENDIMENTO REALE DEL DEBITO PUBBLICO è oggi #b# negativo#/b# in #b# Germania#/b# il costo medio del debito pubblico è oggi intorno all'1,5% ( i titoli a 10 anni ultimi pagano solo uno 0,6%, ma ci sono emissioni intorno al 3% che alzano ancora la media che però sta scendendo rapidamente verso l'1%...) e l'inflazione è lo 0,6% per cui il RENDIMENTO REALE DEL DEBITO PUBBLICO è oggi sullo #b# 0,9%#/b# , ma sta scendendo in fretta verso lo zero #ALLEGATO_1# OK ? Ehi, in tutto il mondo il costo del debito pubblico sta andando verzo lo zero! Sai cosa vuole dire ? Che in un sistema di moneta fittizia, di banche gonfiatesi a 3 volte il PIL e di cambi fluttuanti il tasso di interesse fisiologico del debito pubblico è zero, cioè il debito pubblico diventa moneta. Il debito pubblico è oggi la vera moneta se vogliamo, rende come i soldi in banca (cioè praticamente zero) ed è più sicuro perchè entrambi sono garantiti dallo stato ma i titoli pubblici in modo diretto. L'Italia invece paga anche dieci volte di più degli altri paesi come costo medio reale, al netto dell'inflazione, del debito pubblico. Questo è assurdo. Solo noi non capiamo come funziona il mondo. Perchè in realtà lo stato non dovrebbe pagare NIENTE. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Il senso della crisi attuale dell'Italia è che da noi lo stato non crea denaro come si fa nei paesi civili e come ha fatto fino agli anni '80, ma fa finta di non averne e di doversi indebitare e poi per pagare i debiti tassa alla morte chi lavora. La crisi è tutta qui. #F_END#. (La mafia e la corruzione c'erano anche prima e ci sono anche in Asia dove vanno alla grande, il capitalismo non è un sistema che funzioni solo se c'è della moralità, quello che conta è che i soldi girino, si lavori e si produca (e non si rubi e basta ovviamente, ok)) Il problema è il Debito pubblico che coi suoi interessi cumulati cresce sempre e obbliga a tasse su tasse per pagarli, le quali tasse costringono a indebitarsi (oggi metà delle imprese chiedono prestiti in banca per pagare le tasse)...ecc... DEBITO => TASSE => DEBITO.... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Devi spezzare questo circuito partendo dal debito pubblico perchè NON E' NECESSARIO PER FARE FUNZIONARE IL CAPITALISMO. Il debito pubblico è RENDITA pura. Il capitalismo richiede invece gente che rischi, non che abbia la rendita garantita dallo stato.#F_END#. Gli altri discorsi infiniti sui difetti dell'Italia sono anche veri, ma sono irrilevanti per spiegare la crisi attuale. La crisi la risolvi dicendo: "ehi... i titoli pubblici che avete lo stato vi garantisce che non ci perdete sul prezzo di emissione perchè ve li accetta per pagare le tasse come denaro, ma scordatevi che vi pago interessi su interessi per altri 20 anni. La bazza è finita. Se volete risparmiare comprate un terreno (o dei bonds societari...o oro o azioni o una quota di una società), ma se comprate titoli di stato vi garantiamo, al massimo l'inflazione, anzi visto che siamo in depressione al momento no....". Eliminato il ricatto del debito pubblico riduci le tasse di 100 mld e se non basta di 150 mld...e poi la gente ha meno bisogno di indebitarsi in banca ecc... e il circuito riprende a funzionare Come dice il buon Mosler e poi anche tanti altri: #F_START# size=3 color=blue #F_MID#In realtà lo stato non dovrebbe pagare NESSUN RENDIMENTO REALE perchè il suo debito pubblico è DENARO, ANZI E' PIU SICURO DEL DENARO IN BANCA. Se lo stato paga un rendimento reale (al netto dell'inflazione) sul debito che emette, è una forma di sussidio a chi vuole risparmiare e/o accumulare ricchezza monetaria senza fare fatica. Pagare un interesse REALE sul debito pubblico è un extra, un optional, un sussidio, una forma di welfare finanziario. Lo stato non ha bisogno di indebitarsi, perchè è lui che crea il denaro che gli viene poi prestato.#F_END# Se il denaro non sono oggetti con un valore intrinseco e in più il suo valore all'estero oscilla sul mercato dei cambi, cioè se il denaro non è ancorato a niente, non convertibile in oro o qualunque cosa materiale (ad un determinato valor) e neanche in altre valute ad un cambio fisso come era fino agli anni '70, se il denaro è un numero arbitrario e fittizio e perdipiù è, al 95%, il numero di un saldo di un conto in banca (e tutti sotto sotto sappiamo che se gli chiedessero i soldi le banche non li avrebbero perchè li hanno impiegati e non possono richiamarli indietro senza far saltare tutta la baracca...).... ....se insomma il denaro è solo contabilità bancaria basata solo sulla fiducia che lo stato in caso di bisogno salvi le banche e ripaghi i depositi dei clienti... e la fiducia nello stato non è altro che la fiducia che in caso di vero bisogno lo stato "stampi" denaro (lo accrediti tramite la banca centrale per essere precisi) ...allora ne segue logicamente che lo stato non ha in alcun modo bisogno di "finanziarsi" indebitandosi con le famiglie, le quali senza lo stato non avrebbero denaro. E indebitarsi all'estero è il colmo dell'assurdo. E' solo negli ultimi 20 anni che si è venduto il debito pubblico a investitori esteri, guarda questo grafico di un secolo di storia di tutti i paesi industriali. #ALLEGATO_2# Non è normale. Non è mai stato così. Uno stato che si fa finanziare da investori esteri è un assurdo logico Ci sono altri tre o quattro modo di spiegarlo, ma insomma in qualunque modo lo giri il circuito del denaro parte dallo stato, senza di quello non si produce denaro e il denaro scompare, per cui facciamola finita con questa storia dello stato che si finanzia con debito. E' un concetto demenziale. Il senso di tutta la crisi attuale dell'Italia è che da noi lo stato non crea denaro, ma fa finta di non averne e di doversi indebitare e poi per pagare i debiti tassa alla morte chi lavora

Paul Krugman, il "keinesiano" anti-austerità spara a zero su Salvini e Grillo - GZ  

  By: GZ on Sabato 20 Dicembre 2014 01:58

Reuters, il New York Times, Paul Krugman e il resto della grande stampa angloamericana "perbene" sparano a zero sulla Lega e Grillo, anche quando sono contro l'austerità, per maggiori deficit e contro i vincoli dell'Euro. Ad esempio il Paul Krugman parla sempre male della Germania, dell'austerità e dell'Euro (vedi: ^"Da Krugman a Stiglitz.... sei premi Nobel dell'Economia contro l'euro"#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-17/i-sei-premi-nobel-contro-euro-paul-krugman-italia-ridotta-paese-terzo-mondo-123937.shtml?uuid=ABsusak^, il Sole 24 ore, dicembre 2013). Non è strano ? Quando però poi parla in concreto di chi fa qualcosa contro l'austerità descrive la Lega e Grillo come la peste (^"Mad as Hellas" di Paul Krugman#http://www.nytimes.com/2014/12/12/opinion/paul-krugman-greece-economy-mad-as-hellas.html^, Mew York Times, 11 dic 2014). L'articolo di Krugman è la solita tirata contro l' austerità e per maggiori deficit come ne scrive da sempre, ma guarda il giudizio che esprime su Salvini e Grillo che sono quelli che in Italia vogliono rompere con l'austerità. Questo è il passaggio rilevante: ''Look at Italy, where about half of voters support radical parties like the Northern League and the Five-Star Movement. ... It would be a terrible thing if any of these groups — with the exception, surprisingly, of Syriza, which seems relatively benign — were to come to power.'' Traduzione: ^''Guardate l'Italia, dove circa metà degli elettori sostiene partiti radicali come la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle. ... Sarebbe una cosa terribile se uno di questi gruppi — con l'eccezione, sorprendentemente, di Syriza, che sembra relativamente benigno — giungesse al potere.#http://www.nytimes.com/2014/12/12/opinion/paul-krugman-greece-economy-mad-as-hellas.html^'' Non tanto tempo fa si favoleggiava di un sostegno di Stglitz al M5S e Krugman viene pubblicato ogni tanto nel blog di Grillo. In realtà anche Stiglitz dice al massimo che la Germania dovrebbe uscire lei dall'euro idealmente e Krugman dalle colonne del New York Times scomunica il M5S Ora, uno può dire: ma a noi che importa di quel che pensa Krugman di Salvini e Grillo? E in effetti a me ad esempio niente. Ma #F_START# size=3 color=blue #F_MID#bisogna rendersi contro che hai contro tutta la grande stampa finanziaria, non solo in Italia, anche all'estero quella anti-austerità, pro-deficit e "keynesiana". La Lega e il M5S sono considerati "a terrible thing" dai luminari keynesiani di Harvard come Krugman, anche se in apparenza non si capisce perchè, visto che Krugman spara contro l'austerità...#F_END# C'è questa illusione in Italia che all'estero (parola con la quale si intende sempre "in America") ci siano tutti questi economisti più illuminati, "keynesiani", che spiegano come l'Austerità faccia male, sostengono maggiore spesa pubblica e maggiori deficit e ovviamente lodano sempre il "QE" (Alleggerimento Quantitativo"), per cui sarebbero i buoni contro i tedeschi cattivi. Paul Krugman in particolare viene tradotto o citato o intervistato con deferenza spesso a riguardo e anche negli ambienti diciamo "alternativi" sul web viene citato come un campione del bene contro il male perchè è sempre per maggiori deficit pubblici. Il Paul Krugman è l'economista che viene più citato su Repubblica, Corriere, IlSole24 ore come il super "cheinesiano" che predica sempre maggiori deficit pubblici e contro l'austerità. E viene quindi considerato un "buono", uno dalla nostra parte, in qualche modo simile a Warren Mosler ad esempio. Errore ! Come mai questa apparente doppiezza ? Se guardi bene, in realtà questi marpioni sono tutti dei "globalisti", a cui dei singoli paesi europei non gliene frega niente, per loro conta solo l'"economia globale", "il mercato globale...". E temono come la peste ogni vago accenno di difesa di un qualunque interesse "nazionale". Per loro vanno bene il deficit pubblici e il QE, ma solo come contributo all'economia globale delle multinazionali e del mercato finanziario. Ogni accenno di movimento che difenda gli interessi della popolazione di un singolo paese contro quelli del mercato globale per Krugman, il New York Times, Reuters soci è #b# "...a terrible thing"#/b# Altri esempi dell'ostilità della grande stampa angloamericana finanziaria "perbene" : ^"Italy's Northern League calls for EU to be 'demolished'"#http://www.reuters.com/article/2014/12/10/us-italy-politics-salvini-idUSKBN0JO22G20141210^ JAMES MACKENZIE ROME Wed Dec 10, 2014) Io sono per chiunque voglia far uscire l'Italia dalla trappola dell'eurozona, della BCE e dell'euro e quindi per il M5S e per la Lega e, ma i nostri eroi non si rendono bene conto che hanno contro tutti, anche "all'estero"...

abbiamo sempre tra le balle i comunisti - GZ  

  By: GZ on Domenica 14 Dicembre 2014 22:45

Chi era al corrente del fatto che il governo del PD ha messo l'IMU (una tassa sulle case) anche sui macchinari, sui capannoni e grandi macchinari "imbullonati", che sono stati equiparati agli appartamenti e alle case... ? #i# (...Nella determinazione della base imponibile del fabbricato industriale ^oggi vengono inclusi anche macchinari e impianti come presse, forni, magazzini automatici ecc., ancorati al suolo#http://www.confapimatera.it/wp-content/uploads/downloads/2014/11/sole-cos%C3%AC-limu.pdf^ ma che allo stesso tempo possono essere smontati, trasferiti da un sito all'altro, oppure ceduti per esser sostituiti. Si tratta, come detto, di "macchinari imbullonati" e non di veri e propri immobili che però, sulla base dell'attuale interpretazione di un regio decreto del 1939, entrano nella determinazione della rendita catastale....)#/i# ^"Bonometti a Lupi: «Assurda l'Imu sui macchinari»"#http://www.bresciaoggi.it/stories/Economia/951760_bonometti_a_lupi_assurda_limu_sui_macchinari/^, 19 dicembre 2014 #i# ...IN DIRETTA dagli impianti della Aso Siderurgica di Ospitaletto, con lo sfondo del laminatoio da cui escono i lingotti d'acciaio alla temperatura di 1.650 gradi, c'erano Paola Artioli, in rappresentanza dell'azienda, attorniata da alcuni dipendenti, e il presidente dell'Associazione Industriale Marco Bonometti...protagonista di uno scambio vivace col ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi «È una cosa assurda pagare l'Imu sui macchinari che ci servono per produrre, noi non ci fermiamo», ha esordito Bonometti chiedendo conto al ministro dell'emendamento alla legge di stabilità proposto da Confindustria per cancellare un balzello da tutti ritenuto ingiusto. Lo spiega Paola Artioli snocciolando le cifre della Aso Siderurgica che anziché pagare 400 mila euro di Imu come si pensava ha visto lievitare l'imposta a un milione di euro in seguito all'inclusione nel calcolo del valore dei macchinari e delle rendite catastali. Il gruppo industriale coi suoi ottocento dipendenti paga anche altri 18 milioni di costo del lavoro. #/i# ^"Morando: «Assurda l'Imu sui macchinari...»"#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-23/morando-assurda-imu-macchinari-toglieremo-tassa--141420.shtml?uuid=ABsipBHC^, Il Sole24ore A chi mai nel mondo può venire un mente di utilizzare una tassa sulla casa come l'IMU per colpire anche i macchinari industriali e in un paese come l'Italia che è da cinque anni è sprofondato nella depressione economica ? Solo a degli ex-comunisti come quelli del PD, che che quando si tratta delle banche e banche centrali sono servili agli interessi finanziari, ma appena si tratta di imprese e imprenditori hanno sempre il riflesso condizionato del mungere il capitalista #F_START# size=4 color=blue #F_MID# In Italia il peso dello stato va (complessivamente) ridotto #F_END# Si vogliono altri esempi freschi di oggi ? ^"Evasione fiscale, Fermet assolta. Ma ora azienda è in liquidazione: ‘Stato risarcisca’"#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/14/evasione-fiscale-fermet-assolta-azienda-in-liquidazione-risarcisca/1264098/^ #i# . “Il fatto non costituisce reato”. La formula è troppo semplice per rendere conto delle sofferenze e dei guai passati da Alberto Ricciardi, l’imprenditore 60enne di Massa che ha perso la sua azienda Fermet dopo una serie di verifiche della Guardia di finanza e di accertamenti dell’Agenzia delle entrate. Provvedimenti tutti annullati, uno dopo l’altro. Si chiude così il filone penale derivato dalle azioni del Fisco, con l’accusa per Ricciardi di aver evaso dal 2008 al 2010 tasse per un imponibile superiore ai 23 milioni di euro. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata lo scorso luglio dal tribunale di Brescia, ma è passata in giudicato solo nei giorni scorsi, quando sono scaduti i termini per presentare appello. Il finale però è lieto solo sul fronte giudiziario. Perché nel frattempo la Fermet, un tempo leader nella trasformazione di materiali metallici da rivendere alle più importanti acciaierie d’Italia e con fatturato superiore ai 200 milioni di euro, è ormai in liquidazione da mesi. Le gru sono ferme, i 70 operai non hanno più il loro posto di lavoro. “Lo Stato ha distrutto questa azienda, ora deve rimediare all’errore”, afferma Giovanni Toffali, uno dei legali di Ricciardi. “Per questo stiamo preparando un’importante richiesta di risarcimento”. Sulla sorte di Fermet, va detto, ha pesato anche una sentenza del Consiglio di Stato. Che nel 2012 non ha riconosciuto un risarcimento milionario per una delibera con cui il consorzio pubblico Zona industriale apuana aveva assegnato senza bando un’area a un gruppo di aziende concorrenti. E ciò nonostante la Cassazione avesse in precedenza annullato la delibera medesima. Una vicenda che negli anni è andata in parallelo a quella principale dei controlli delle Fiamme gialle, a seguito dei quali nel 2009 alcuni fornitori della Fermet sono stati trovati senza dipendenti e senza la struttura necessaria per svolgere l’attività. Delle “mere cartiere”, insomma, come conferma il giudice di Brescia nella sentenza di assoluzione. Proprio per questo il Fisco aveva contestato a Ricciardi di avere dedotto a bilancio dei costi a fronte di fatture soggettivamente inesistenti, cioè dei costi realmente sostenuti, ma derivanti da operazioni in nero a monte della catena di approvvigionamento. Una posizione su cui l’Agenzia delle entrate ha fatto di recente marcia indietro. E ora anche il giudice, che sottolinea come non risulti “prova di difformità, totale o parziale, tra i costi sostenuti e i costi esposti”, giudica corretto il modo in cui Fermet ha contabilizzato quelle spese. Del resto la possibilità di dedurre costi derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti era stata confermata a livello normativo già due anni fa. Ma ciò non aveva dissuaso l’Agenzia delle entrate dall’emettere una serie di nuovi accertamenti che hanno dato la mazzata finale a Fermet. Il contenzioso ha infatti impedito all’azienda di incassare un credito Iva da 5 milioni di euro. Soldi grazie ai quali si sarebbe forse salvata. Ma che ancora oggi è impossibile ottenere, nonostante l’accusa di evasione sia caduta, perché la legge impone anche alle società senza pendenze con il Fisco di garantire l’incasso dei rimborsi Iva con una fideiussione. La logica è questa: se un futuro accertamento fiscale lo riterrà non dovuto, il rimborso potrà essere recuperato dall’erario senza difficoltà. Ma quale banca firma una fideiussione a un’impresa finita in liquidazione? “Ora la battaglia è su questo – dice Ricciardi -. Il Parlamento deve modificare le norme. Io sono determinato a far ripartire l’azienda e a pagare tutti i miei fornitori”.#/i#

raccogli le firme per il referendum contro l'euro (anche se in questo modo lo si perderà) - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 10 Dicembre 2014 20:00

Parte domani la campagna per il referendum. Ecco qui sotto le ^domande e risposte sull'Euro della campagna del M5S#http://d2ddakkt2rzmi5.cloudfront.net/Volantino_con_le_Domande_Frequenti.pdf^ che indica come verrà condotta dal M5S. E' un iniziativa importante, in questo modo si parlerà di euro, eurozona, debito e BCE e anche nel resto d'Europa catalizzerà l'attenzione. Qui gli si farà pubblicità nel nostro piccolo. Come volantino per una raccolta di firme questo è ok (anche se andrebbe riconosciuto che gli argomenti sono identici a quelli che da un anno usa Claudio Borghi, che ora è l'esperto economico della Lega...e Bagnai..non che ci sia niente di male se si arriva a concordare con quello che dicevano altri..). I paladini più noti della Lira, Borghi e Bagnai dicono che l'iniziativa del referendum è perversa, che in pratica boicotterà la causa della lira portandola alla sconfitta (^“La bufala del referendum sull’Euro di Grillo"#http://scenarieconomici.it/claudio-borghi-bufala-referendum-sulleuro-grillo-on-storify/^). Questo sembra un voler complicare troppo le cose: se sei contro l'euro, un referendum contro l'euro è... positivo... è un iniziativa utile perlomeno per farne un dibattito nazionale. Punto. In Italia ci sono troppi ragionamenti contorti. Bisogna tirare una linea, di qua ci saranno anche errori e confusioni, ma dall'altra parte ci sono dei gran figli di mignotta: ^"Paolo Mieli Se usciamo da Euro Saremmo dominati da Cafoni e Mignotte 09/12/2014"#https://www.youtube.com/watch?v=Y-UVKW38dSI&list=UUJtt73yNxMnXAw8W5EfUqXg#t=35^ (..fuori dall'euro saremo come il Montenegro, pochi miliardari e tanti poveri e poi cafoni e mignotte...") Il problema non è se il referendum sia controproducente come strategia politica. Il problema è la sostanza di quello che proponi, qui ormai con la tattica e la strategia politica non fai più un 'azzo, qui è l'ora di chi capisce qualcosa di economia. Con questo tipo di discorso (imitato appunto da Bagnai e Borghi) per il ritorno alla lira perderai di sicuro, perchè è naive, presta il fianco a critiche facili e non suona realistico a chi capisce qualcosa del mondo finanziario... Persino alla conferenza che ha organizzato Bagnai, con anche Borghi, in novembre c'erano un paio di economisti non pro-euro, ma semplicemente più scettici, che hanno mostrato facilmente che il ritorno alla lira è dieci volte più complicato di come lo descrivono #ALLEGATO_1# Se il referendum si tenesse tra qualche mese e si dibattesse (in piazza, in radio, in Tv, su internet sperando che quelli del M5S si facciano vedere) per il ritorno alla Lira con questi argomenti si perderebbe (tra un anno e mezzo, quando i tempi tecnici consentiranno di farlo, potrebbe esserci già stato un crac finanziario globale e quindi chissà...). domanda 1. OK, ma non è un questione importante... domanda 2. OK...idem domanda 3. OK anche se togliere "l'IRAP alla microimprese" è pochino come proposta di riduzione delle tass (l'unica finora avanzata dal M5S) domanda 4. OK domanda 5. sì sì... ma qui si arriva al problema cruciale e dire #i# "il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito pubblico perchè quello che guida gli investimenti è prima di tutto la sostenibilità del debito..."#/i# è naive anzi è fuorviante, cioè è scorretto sostenerlo. Vediamo di ri-spiegarlo, perchè la disgregazione dell'Euro a partire dall'Italia è una questione epocale, gli interessi in gioco sono semplicemente colossali, non è una questione che riguarda l'Italia e basta... Il mercato attualmente finanzia il debito italiano a tassi tra l'1% e il 2% (il decennale del BTP quotava 1,95% ieri). Questo perchè l'inflazione è crollata dal 3% e rotto del 2011 al -0,4% per merito dell'austerità che ha distrutto l'economia. Per cui comunque un BTP rende in termini reali un +2,4% che al momento nel mondo per un titolo pubblico è parecchiio. Ma anche perchè vale ancora la promessa della BCE di Draghi di comprare BTP SE NECESSARIO PER TENERE ASSIEME L'EURO. CIOE' IL MERCATO CHIEDE SOLO IL 2% ALL'ITALIA PERCHE' L'INFLAZIONE è SOTTOZERO E PERCHE' SI FIDA CHE DRAGHI NE COMPRERA' SE L'EURO ENTRA IN CRISI. Giusto ? Siamo d'accordo ? Quando ritornassi alla Lira questa si svaluterà del -20% circa contro dollaro (e metà delle valute del mondo che sono legate al dollaro) e del -60% contro marco (e altre valute del nord-europa) e ci sarà quindi più inflazione (da costi di importazione). OK ? Qui per ora stiamo sfondando porte aperte, ma è solo l'inizio, purtroppo l'economia globale moderna finanziaria è una catena di effetti e cause... Se ci limitasse a tornare alla lira e basta, l'economia non si riprenderebbe però molto, se ritorni alla lira lo fai ANCHE per ridurre le tasse e di molto. Oppure per aumentare la spesa pubblica, insomma per aumentare il deficit pubblico altrimenti lo stimolo che viene dall'importare meno ed esportare di più non è sufficiente. (Occorre la prova ? il Giappone ha svalutato del -35% contro euro e quasi del -45% contro dollaro negli ultimi due anni. Il PIL è migliorato di 1 punto e mezzo percentuale, forse due punti... di crescita... e loro sono il Giappone...) Anche aumentare il deficit pubblico quindi produrrà più spesa e più inflazione (specie se aumenti la spesa pubblica). Bene, ma allora siamo anche d'accordo che ritornare alla lira significa avere due fattori di inflazione importanti, la svalutazione e i deficit pubblici aumentati. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Quindi ci sarà un inflazione che sale da -0,4% a, per esempio, 5% e rotti (se va bene).#F_END# Il mercato questo ragionamento che ho appena fatto lo fa e lo sa da anni e quindi giocherà d'anticipo e senza aspettare che l'inflazione si materializzi chiederà un rendimento del 2% reale (a cui è abituato da 30 anni) + inflazione, quindi del 2% + 5% = 7%, se tutto va bene. Di conseguenza #F_START# size=3 color=blue #F_MID# i BTP che oggi pagano un 2% pagheranno un 7%, se tutto va bene. E quindi il costo del debito pubblico esploderà velocemente dagli attuali 85 mld di euro a (supponendo una parità iniziale 1 euro per 1 lira) a 100, poi 110, poi 120, poi 130 mld...#F_END# Occorre ricordare qui che prima dell'arrivo dell'euro, nel 1993-1996, l'Italia pagava l'equivalente di 180 mld di oggi di interessi e un 21% della spesa pubblica (e un 11% circa del PIL !!!). #F_START# size=6 color=blue #F_MID#A meno che....#F_END# A meno che...la Banca d'Italia non si metta lei a fare "QE" a manetta, cioè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Bankitalia compri dai 200 mld in su di titoli di stato (su 400 mld che vanno in scadenza ogni anno)#F_END#. Questo è possibile e fattibile e anche giusto, ma ovviamente se uno stato come l'Italia esce dall'Euro e svaluta quindi di colpo e poi in aggiunta si mette a stampare 200 mld di lire all'anno solo per comprare BTP succede poi quello che succede ora al Giappone, che fa una politica del genere, ma in modo più estremo. Succederà allora che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#la svalutazione iniziale del -20% circa contro dollaro (e metà delle valute del mondo che sono legate al dollaro) e del -60% contro marco (e altre valute del nord-europa) diventerà forse del -30% contro dolllaro e del -80% contro marco..#F_END# Attenzione però che non sto esagerando. Il cambio Lira/Marco era a 200 lire a inizio anni '70 ed arrivò a 1,200 lire a metà anni '90, quindi in 25 anni circa era aumentato di 6 volte (la quantità di lire necessarie per comprare 1 marco....). Se tanto mi da tanto, dopo 15 anni in cui è bloccato non ci sarebbe niente di strano che l cambio Lira/Marco da 1000 lire (supponendo ora per fare un confronto più facile di che si esca alla parità di 1,000 lire per 1 marco..) vada a 2,000 lire per 1 marco. #ALLEGATO_2# A quel punto però sia l'inflazione importata e gli effetti sull'import export che le perdite sui risparmi in lire si amplificano ancora rispetto all'ipotesi iniziale di una svalutazione diciamo seria, ma non drammatica. Ripeto per chi si sia distratto: se torni alla lira, devi anche approfittarne per aumentar ei deficit e però per evitare che il costo dei BTP schizzi all'8% e il peso degli interessi da 85 mld esploda a 150 mld o peggio devi far comprare almeno 200 mld di BTP all'anno a Bankitalia stampando lire. E stampando lire la valuta allora scende ancora di piu e quindi puoi avere Lira a 0,80 dollari e marco a 1,80 dollari. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Ah ah... qui siamo arrivati al "buco nero" del discorso della lira, la fuga di capitali#F_END# Diciamo allora che l'italiano che aveva un milione di euro e li avesse lasciati in Italia se ne ritrova la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li avesse spostati su qualcosa di germanico. Ehi... il problema del ritorno secco alla lira, con la conversione forzosa di circa 4mila mld di saldi bancari oggi in euro per decreto una mattina di lunedì in lire è che nei mesi precedenti #F_START# size=3 color=blue #F_MID#CI SARA' LA MADRE DI TUTTE LE FUGHE DI CAPITALI#F_END# Qui si fa finta che non esista la madre di tutti i problemi del ritorno alla Lira e cioè che #F_START# size=3 color=blue #F_MID# l'italiano che aveva un milione di euro e li lascii in Italia se ne ritroverà la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li sposta su qualcosa di germanico. Un terzo della ricchezza finanziaria degli italiani attuale può prendere la strada dell'estero. Che significa che il sistema bancario italiano salterà e andrà salvato con centinaia di miliardi.. #F_END# Bene, c'è qualcosa nel materiale informativo per la comunicazione e i dibattiti (o negli articoli del blog di Grillo) che affronta questo problema ? #ALLEGATO_3# Anche qui ci sono delle considerazioni condivisibili, ma non si affronta il punto debole del ritorno alla lira "secco": la paura per i propri risparmi, il semplice fatto che chi riuscirà per tempo a liquidare bot, cct, btp, pronti contro termine, obbligazioni bancarie italiane e tutto quello che ha di italiano nel portafoglio guadagnerà dal 50% in su rispetto ai tapini che invece rimangano incastrati in Italia o con investimenti italiani. Dato che la ricchezza finanziaria in Italia, come in tutti i paesi moderni, è concentrata, almeno il 50% è in mano ad un 5% della popolazione, quelli che hanno dal milione di euro in su pro-capite e non sono tutti sprovveduti, hanno consulenti in banca o altrove, hanno o nipoti o figli o amici che gli spiegano magari qualche cosa oppure anche loro leggono internet ecc... Questa piccola fetta della popolazione che è benestante e ha qualche milione di euro a testa, appena sentirà che l'uscita dall'Euro non è una teoria, ma una possibilità reale, appena ne vedrà discutere seriamente in TV, appena vedrà che c'è il referendum sul serio ad esempio e i sondaggi non sono a favore dell'euro, che la lira può anche vincere... sai cosa succederà ? Non tutti ovviamente, ma anche solo un terzo si spaventeranno e sposteranno i loro soldi... Qual'è insomma il problema di una campagna referendaria basata su questo discorso ? Che glissa, che fa finta che non esista il fatto che l'italiano che aveva un milione di euro e li lascii in Italia se ne ritroverà forse la metà rispetto all'italiano che aveva un milione di euro e li ha spostati su qualcosa del nord-europa. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#E quindi dei 3,500 mld di euro e rotti della ricchezza finanziaria degli italiani attuale può essere che almeno 800 mld prendano la strada dell'estero e che il sistema bancario italiano salti.. #F_END# (E questa è una stima che faccio conservativa, nel 2011 dalla Spagna sono usciti circa 300 miliardi ad esempio solo perchè si temeva un default della Grecia e un possibile "contagio"...senza nemmeno che si temesse il ritorno della Spagna alla peseta) E cosa succede di brutto se vengono venduti titoli pubblici e bonds bancari, liquidati conti risparmio, p/c, prelevati contanti ecc.. per diciamo 800 mld dalle banche italiane...? Che è #F_START# size=3 color=blue #F_MID#una corsa "agli sportelli" delle banche, che queste avranno bisogno di essere salvate e Bankitalia dovrà stampare altri 200 o 300 o 400 mld per sostenerle...e questo a sua volta farà svaluare la lira ecc..#F_END# Questo discorso che cerco qui di fare in modo ragionevole, quando si dibatterà veramente del referendum sul ritorno alla lira, lo faranno in modo terroristico i quattro quinti degli esperti o sedicenti tali in TV. Dato però che questo non è affatto un discorso campato per aria, che di fondo è vero, avranno vita facile, specialmente contro Di Maio, DiBattista, Grillo e gli altri che (ogni tanto) si sono visti parlare finora ...

introdurre una moneta parallela all'euro (se ne parla sempre di più) - GZ  

  By: GZ on Giovedì 04 Dicembre 2014 21:40

sul Der Spiegel di oggi, si parla di #F_START# size=3 color=blue #F_MID#introdurre una moneta parallela all'euro#F_END#, Wolfgang Münchau, 2 Dicembre 2014 : --- ....Completamente favorevole all’Europa, Berlusconi, naturalmente, non lo era mai stato. Ma, opportunista com’è, anche lui mette in discussione il futuro dell’euro. Di più: lui e il suo partito, Forza Italia, il secondo più grande partito italiano, hanno un piano ben congegnato. ^Berlusconi vuole riavere la sovranità monetaria introducendo all’interno del paese una valuta parallela che fluttui liberamente nei confronti dell’euro. Stipendi e salari, e ovviamente anche i prezzi nei negozi, sarebbero indicati in questa nuova valuta.#http://vocidallestero.it/2014/12/02/munchau-attenzione-se-litalia-esce-dalleuro/^ In un primo momento si cambierebbero i vecchi euro in nuovi euro italiani secondo un rapporto uno a uno. In seguito si lascerebbe fluttuare la nuova valuta liberamente, con la conseguenza che il suo corso subirebbe un crollo immediato, probabilmente fra il 30% e il 50%. L’economia italiana in un colpo solo diventerebbe di nuovo competitiva. Per il resto dell’Eurozona un’uscita dell’Italia rappresenterebbe il peggiore di tutti gli scenari di crisi. Ma effettivamente il paese non è più cresciuto dall’ingresso nell’euro. La disoccupazione è alta. La disoccupazione giovanile fa paura... ---- ^ su Micromega, intervista a Luciano Gallino (sociologo)#http://temi.repubblica.it/micromega-online/gallino-%E2%80%9Cil-jobs-act-una-pericolosa-riforma-di-destra%E2%80%9D/^, #F_START# size=3 color=blue #F_MID# che concorda sull'introdurre una moneta parallela all'euro#F_END# #i# Lei ha firmato insieme agli economisti Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini un appello che propone la nascita di una moneta parallela all’euro per uscire dalla trappola della liquidità e del debito. In che consiste?#/i# ^Qui non si tratta di uscire dall’euro ma di avere in Italia dei titoli pubblici con la possibilità di poterli spendere e scambiare come se fossero una moneta. Nel manifesto si parla esplicitamente della fuoriuscita dall’euro come atto con conseguenze disastrose per la nostra economia. Penso alla fuga dei capitali, alla possibile svalutazione della nuova moneta e alle complicazioni burocratiche. Ci sono milioni di contratti con soggetti esteri denominati in euro, che dovrebbero essere ritoccati e modificati. Un’assurdità#http://www.syloslabini.info/online/gallino-il-jobs-act-una-pericolosa-riforma-di-destra/^#http://www.syloslabini.info/online/gallino-il-jobs-act-una-pericolosa-riforma-di-destra/^. Nell’euro ci siamo, consci che ci sono gravissimi problemi che andrebbero analizzati e discussi mentre Bruxelles e in primis la Germania lo vietano in maniera categorica. La nostra proposta è un modo per ovviare a livello nazionale alle rigidità dell’euro e far circolare contante a chi ne ha meno, compresi lavoratori e medie e piccole imprese. #i# Un modo di riottenere la sovranità perduta?#/i# Certamente. Il trasferimento di poteri da Roma a Bruxelles forse è andato oltre anche a quel che era previsto a Maastricht. Viviamo in un’Europa delle diseguaglianze che necessita di alcuni urgenti interventi, al momento non sembra ci siano le condizioni: la Commissione non vuole modificare la propria linea economica con Junker sostenuto convintamente dalla Germania. L’euro sarà destinato a propagare guai ancora per molto tempo e l’emissione in Italia di Certificati di Credito Fiscale (CCF) potrebbe mitigare i disastri della moneta unica, così pensata #F_START# size=3 color=blue #F_MID# OK Si stanno facendo progressi. L'idea di introdurre una moneta parallela all'euro è l'unica soluzione per uscire dalla Depressione. Per capirlo potevi ascoltare oggi Draghi in visibile difficoltà, stanco e nervoso, che cercava di convincere l'intero mercato finanziario che la BCE "farà qualcosa" prossimamente se quello che ha fatto non sarà sufficiente. E cosa farà ? Il mercato vuole QE QE QE !!!! cioè che compri titoli di stato. Ma Draghi non ha detto che lo farà neanche oggi e ha invece ripetuto che in ogni caso la BCE non può fare "finanziamento con moneta" dei deficit pubblici. Cioè ha ripetuto che la BCE non può per statuto e per disegno creare moneta per l'economia. La BCE può solo comprare titoli di debito sul mercato, facendo così guadagnare agli investitori che li hanno comprati perchè ovviamente la BCE glieli compra ad un prezzo più alto di quello attuale. Quello che dice Berlusconi è incoraggiante, ma poi non è chiaro cosa intenda perchè non ha specificato niente e non sembra che parli di creare crediti fiscali visto che dice che la nuova moneta si svaluterà e fluttuerà rispetto all'Euro. Probabilmente non ha in mente nessun piano preciso, ma solo un idea vaga. Inoltre non dice niente su cosa succederà all'Euro e alla BCE Quello che dice Gallino è incoraggiante e cita anche i crediti fiscali (chiamandoli titoli pubblici...), ma poi aggiunge che in questo modo si evita l'uscita dall'Euro, che anzi è il modo per evitarla e uscire dall'Euro sarebbe un assurdità. E' vero il contrario, emettendo crediti fiscali metti in moto il processo di uscita dall'Euro, fai il primo passo dopo il quale l'uscita dall'Euro diventa inevitabile, ma se capisci come funziona il meccanismo lo organizzi in modo graduale Se lo stato italiano segue la nostra proposta e crea una moneta parallela all'Euro, taglia fuori la BCE, la esautora, le toglie il suo potere, scardina il fondamento di tutta l'eurozona che è vietare allo stato di creare moneta. Ma lo fa "dall'interno", senza esporsi alla fuga di capitali e al caos finanziario, come succederebbe con l'abolizione immediata dell'euro in Italia e la sua sostituzione forzata con le lire. #F_END#

mia cugina ha sposato un tedesco - GZ  

  By: GZ on Giovedì 04 Dicembre 2014 17:47

Una mia cugina un anno fa ha sposato un tedesco e ieri l'altro ha partorito. Mi aveva spiegato le meraviglie della clinica per la maternità a #b#Monaco di Baviera#/b#, dove tutte lo fanno nell'acqua e in condizioni super confortevoli, in un posto pulitissimo, scintillante, tecnologico, dove ti assegnano settimane prima la tua infermiera che ti aggiorna con degli SMS giorno per giorno ecc...(ovviamente struttura pubblica e gratuita o quasi). Tra parentesi questa mia cugina non è una provinciale, ha conosciuto il suo uomo quando ha avuto una borsa per un anno ad Harvard in diritto e poi lo ha seguito anche un poco a Pechino dove questo lavorava all'ambasciata tedesca. E il marito è un avvocato di affari per una di quella società dove lavori 16 ore al giorno e se non ti viene l'infarto poi diventi quello che contratta l'acquisizione della Nokia o la fusione della Chrysler. Questo per dire che mia cugina pianifica di andare a vivere a Monaco a fianco a questo tizio brillante e quindi integrarsi nella vita germanica. Cioè non è una di quelle che stare vicina alla mamma... è una che si trova a suo agio più in america che qui e anche in germania ammira l'efficienza... La chiamo stamattina per congratularmi e chiedo come è stato il parto super a Monaco. Mi dice che è qui al Policlinico qui a #b#Modena#/b# ed essendo stato un poco terremotato l'anno scorso non era nell'ala maternità solita, ma in un altro reparto. Dico: ehi... ma cosa è successo con la famosa clinica bavarese con il parto extra-dolce in acqua... ? (al Policlinico, la moglie di un mio cugino per poco non è morta di parto venti anni fa per un infezione beccata in corsia, un altra mia cugina ha partorito a ferragosto e quando la sono andata a trovare non c'era aria condizionata, due anni fa. Sono finiti sui giornali perchè hanno scambiato le fiale di una coppia che faceva la fecondazione in vitro e si sono ritrovati un bambino mulatto perchè la fiala era di un immigrato...Inzomma... è un ospedale emiliano dove la gente è cortese e funziona, ma devi anche stare attento..) Un poco imbarazzata mi comincia a spiegare che ha avuto alcune esperienze recenti che l'hanno infastidita in Deutschland. Arriva incinta di otto mesi in treno e dato che ha due bigliatti di andata o non so cosa, ma insomma insospettisce il controllore che sta dieci minuti a esaminarla (mentre ai passeggeri teutonici da solo un occhiata) e poi le chiede la carta di identità. Caso vuole che non l'abbia con sè, la fanno scendere e la tengono tre ore alla stazione di polizia. Si lamenta del trattamento discriminatorio e il controllore le risponde ...#i# perchè gli italiani cercano sempre di truffare...#/i# Va in piscina, sempre incinta con il pancione e mentre nuota si sente prendere per la gamba e tirare giù che beve. Si volta e vede che una tedesca che aveva superato a nuoto nella corsia manifesta in questo modo brusco il fatto che sembra non si possa superare all'interno delle corsie. In altre parole: i tedeschi non si fidano degli italiani, degli spagnoli o dei portoghesi e non lasciano margini di errore #F_START# size=3 color=blue #F_MID#E' inutile continuare a fingere che i tedeschi metteranno in comune con l'Italia o la Spagna una parte anche piccola del loro bilancio, che accetterranno di garantire o finanziare altri paesi!#F_END# I tedeschi non si fidano degli italiani, degli spagnoli o dei portoghesi. Non accetteranno mai di comprare i nostri BTP... come ^ha dovuto implicitamente cominciare ad ammettere oggi Mario Draghi#http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-12-04/borse-positive-giorno-bce-091958.shtml?uuid=ABWnQxLC^

la spesa pubblica va ridotta (“Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 03 Dicembre 2014 13:15

^"...il mercato dei fondi statali per i centri di accoglienza per gli immigrati è immenso. Gli inquirenti parlano della “possibilità di trarre profitti illeciti immensi (…) paragonabili a quelli degli investimenti illeciti realizzati con gli stupefacenti. Le intercettazioni parlano chiaro. Al telefono con Pierina Chiaravalle, Salvatore Buzzi, numero uno della cooperativa “29 giugno” e braccio operativo dell’organizzazione, domanda: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/02/mafia-capitale-buzzi-immigrati-si-fanno-soldi-droga/1245847^ (dal Fatto di oggi, inchiesta sulla mafia degli appalti a Roma alle cooperative...) ^ “Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi… gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero …"#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/mafia-capitale-libro-nero-delle-tangenti-buzzi-disse-pago-tutti/1247111/^ Salvatore Buzzi, intercettazione, il Fatto, 30 nov Questo Salvatore Buzzi prende 30 anni per omicidio nel 1980, ma esce dopo solo quattro anni perchè in carcere si distingue laureandosi e scrivendo relazioni sui problemi carcerari che piacciono molto a #b# Rodotà che lo segnala e lo raccomanda come detenuto modello#/b# e quindi lo scarcerano velocemente. Appena uscito si mette in affari con la Legacoop del PD da una parte e un ex criminale dei NAR dall'altra e mettono assieme un giro di 60 milioni di euro con le cooperative di detenuti e l'assistenza agli immigrati e agli zingari. Nelle intercettazioni si vanta che si fanno più soldi con l'assistenza sociale che con la droga #F_START# size=4 color=blue #F_MID#La spesa pubblica va ridotta in Italia. Per risollevare l'economia tagli le tasse a lavoratori e imprese, dirette e indirette. Ma la spesa pubblica va ridotta. Non leggete solo quello che diceva Keynes 80 anni fa#F_END# Non rompiamo le palle con #i# Keynes, ma Keynes... perchè Keynes diceva#/i# ... ehi! Al tempo di Keynes la spesa pubblica era il 10% del PIL, oggi è più del 50% del PIL.. Keynes diceva di aumentarla forse al 20% del PIL, mica al 50%...e tra parentesi era contro la globalizzazione, era protezionista...(Quando ho visto che nell'ultima versione del piano per creare moneta parallela in Italia Cattaneo ha messo 50 miliardi di aumento di spesa pubblica (invece di avere solo riduzioni di tasse come nel piano originario ho detto va beh... qui siamo alle solite...) La spesa pubblica assistenziale in particolare va tagliata in Italia (in Svezia è diverso...). #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Se vuoi dare soldi a chi ne ha bisogno gli riduci le tasse e se è disoccupato e quindi non paga tasse, allora gli dai dei soldi in mano, cash e se li gestisce lui #F_END#. Non metti in piedi dei #i# "centri sociali di assistenza che con fondi della regione o della UE finanziano lavoro di cooperative..."#/i# per gestire i soldi di chi ne avrebbe bisogno perchè metà dei soldi si perdono per strada. Questi programmi in Italia sono pretesti per approfittare dei soldi pubblici. Chi entra nel giro degli appalti per cooperative di assistenza fa più profitti della mafia con la droga E gli immigrati illegali non li assisti per anni, li reinpatri. E gli zingari che si paghino la luce, acqua, gas, monnezza e il resto come tutti. #ALLEGATO_1# #i#... al tavolo ci sono tutti quelli che a Roma contavano qualcosa: Gianni Alemanno (oggi indagato con Buzzi per associazione mafiosa), l'ex capo dell'Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), un esponente del clan dei Casamonica in semilibertà, l'attuale assessore alla Casa Daniele Ozzimo (al tempo consigliere Pd e pure lui indagato oggi dai magistrati: si è dimesso ), il portavoce dell'ex sindaco Sveva Belviso e il potente parlamentare del Pd Umberto Marroni, seduto, sorridente, vicino a Panzironi.#/i# ^Mafia Capitale, Buzzi: “Con immigrati si fanno molti più soldi che con la droga”#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/02/mafia-capitale-buzzi-immigrati-si-fanno-soldi-droga/1245847/^, Il Fatto, 2 dicembre ....Per la “cupola” di Roma l’emergenza immigrati era una miniera d’oro: i fondi per i centri d’accoglienza sono un piatto ricco e il sodalizio criminale ipotizzato dagli inquirenti fa in modo che parte di questi finanziamenti finisca nelle tasche delle cooperative amiche. Gli inquirenti lo chiamano “Sistema Odevaine“: “La gestione dell’emergenza immigrati è stato ulteriore terreno, istituzionale ed economico, nel quale il gruppo riconducibile a Buzzi si è insinuato con metodo eminentemente corruttivo – si legge nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari firmata dal gip Flavia Costantini – alterando per un verso i processi decisionali dei decisori pubblici, per altro verso i meccanismi fisiologici dell’allocazione delle risorse economiche gestite dalla P.A.”. Un sistema studiato per far arrivare i soldi pubblici ai gestori amici “che si dividono il mercato“. E il mercato dei fondi statali per i centri di accoglienza per gli immigrati è immenso. Gli inquirenti parlano della “possibilità di trarre profitti illeciti immensi (…) paragonabili a quelli degli investimenti illeciti realizzati in altri settori criminali come lo smercio di stupefacenti. Le intercettazioni parlano chiaro. Al telefono con Pierina Chiaravalle, Salvatore Buzzi, numero uno della cooperativa “29 giugno” e braccio operativo dell’organizzazione, domanda: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. Il centro del sistema è Luca Odevaine. Ex vice capo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni e capo della polizia provinciale di Roma, “Odevaine è un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati”, scrivono i pm. Perché è così importante la sua figura? “La qualità pubblicistica di Odevaine risiede nell’essere appartenente al Tavolo di coordinamento nazionale insediato presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” e al contempo è “esperto del presidente del C.d.A. per il Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”» , ente che soprintende alla gestione del C.A.R.A. di Mineo“. Un’intercettazione in cui Odevaine parla con il suo commercialista fotografa il suo ruolo: “Avendo questa relazione continua con il Ministero – spiega l’ex vice capo segreteria di Veltroni – sono in grado un po’ di orientare i flussi che arrivano da… da giù… anche perché spesso passano per Mineo… e poi… vengono smistati in giro per l’Italia… se loro c’hanno strutture che possono essere adibite a centri per l’accoglienza da attivare subito in emergenza… senza gara… (inc.) le strutture disponibili vengono occupate… e io insomma gli faccio avere parecchio lavoro…”. ^«L’ho comprato, gioca per me» La rete che arruolava i politici I boss cambiavano perfino il bilancio. «Cosentino (Pd) è amico nostro»«L’ho comprato, gioca per me»#http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_03/ho-comprato-gioca-me-rete-che-arruolava-politici-3e01a0a6-7ab4-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml^ Corriere, 2 dicembre

Marco Cattaneo qui si sbaglia proprio - GZ  

  By: GZ on Domenica 30 Novembre 2014 02:02

Marco (Cattaneo) ha pubblicato la sua ultima sintesi del piano di ^creare crediti fiscali (differiti) per 200 mld circa come modo di risolvere la crisi, senza uscire dall'Euro#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2014/11/risolvere-la-crisi-con-una-nuova-moneta.html?m=0^. Rispetto alla formulazione nel libro di Hoepli ha cambiato la destinazione di 1/4 circa dei CCF, che ora vanno alla spesa pubblica per circa 50 mld, per cui "su 200 miliardi totali massimi all’anno, all’incirca 80 alle aziende private, 70 ai lavoratori e 50 allo Stato....". Questo non è comunque essenziale ai fini della discussione qui. ---- versione breve --- Per chi sia allergico a leggere più di una pagina: il piano di creare una moneta parallela in Italia tramite crediti fiscali risolleverebbe l'Italia, siamo d'accordissimo e per questo abbiamo scritto il libro. Ma #F_START# size=3 color=blue#F_MID#è anche un piano che porta necessariamente all'uscita dall'Euro, questo è sicuro al 100%. Non #i# "è la via per rendere sostenibile il sistema monetario europeo.."#/i# #F_END# come adesso scrivi. Molte cose in economia sono solo probabili e non molte sono certe. Ma è più probabile ci si stabilisca la pace in Medio Oriente che l'Eurozona accetti che i singoli stati creino moneta per conto loro. Nel libro io l'ho dato per scontato contando che si capissse da quello che scrivevo dell'Euro nei due capitoli dedicati, ma se ora dici che "così si può far funzionare l'eurozona" bisogna spazzare via gli equivoci. #F_START# size=4 color=blue #F_MID#E' semplice: il principio fondatore dell'Eurozona è che i singoli stati non possano creare moneta e noi proponiamo di fare esattamente questo! #F_END# Il comunismo non "funziona meglio" se introduci proprietà privata, si sfalda.... L'Eurozona non "funziona meglio" se singoli stati si mettono ognuno a creare moneta senza la BCE, si sfalda! Equivale a cancellare la BCE, te ne rendi conto ? Con il nostro piano la BCE e Draghi non contano più, la politica monetaria passa in pratica al governo italiano, e secondo te la BCE (e la Bundesbank) lo possono anche accettare ? Conosci molta gente che accetta di mozzarsi le palle da sola ?... ---------- versione più lunga --- Piano piano si è chiarito che per Marco sarebbe veramente possibile creare moneta per 200 mld e : a) non avere nessun effetto rilevante sull'inflazione, b) non avere nessun effetto negativo sulla bilancia commerciale, c) mantenere il limite di deficit pubblico al 3% del PIL e inoltre d) sarebbe una soluzione potenzialmente accettabile dalla Germania e tutti gli altri Non concordo più sul modo in cui, assieme a Enrico Grazzini, Stefano Sylos Labini e Biagio Bossono (con la firma anche di Luciano Gallino) stanno portando avanti la cosa. Il motivo è essenzialmente che, anche se l'atmosfera del Natale che si sta avvicinando ora renderebbe più propensi alla fede, #F_START# size=3 color=blue#F_MID# non credo ai miracoli#F_END# (^"...Il progetto “moneta fiscale”, se adottato da tutti i paesi dell’Eurozona attualmente in difficoltà, è la via per rendere sostenibile il sistema monetario europeo..."#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2014/11/risolvere-la-crisi-con-una-nuova-moneta.html?m=0^) Proporre però qualcosa che essenzialmente equivale ad un miracolo, in questo campo ha due conseguenze poi non così positive:#F_START# size=3 color=blue#F_MID# 1) meno gente è disposta a darti retta quando ti sente e 2) crei confusione introducendo speranze poco realistiche#F_END#, che poi possono essere utilizzate anche politicamente da chi invece vuole mantenere la gente nello stato mentale annebbiato attuale. Bisogna essere invece il più possibile chiari: con l'idea che lo stato italiano emetta crediti fiscali e BTP fiscali per 200 mld, al di là dei dettagli tecnici, #F_START# size=3 color=blue #F_MID# si sta proponendo DI CREARE MONETA PER UN SINGOLO STATO nell'eurozona. Indipendentemente dal coordinamento e assenso della UE e della BCE. E non per qualche miliardo, ma SU UNA SCALA MAI SPERIMENTATA PRIMA in un periodo di tempo limitato#F_END#. Ovviamente la profondità della depressione economica attuale giustifica pienamente di farlo e chi scrive ha pubblicato milioni di parole a sostegno dell'idea dello stato che torna a creare moneta (e non più debito). Per questo abbiamo appunto pubblicato dieci mesi fa il libro. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Ma da 25 anni almeno tutta la costruzione dell'Eurozona, dell'Euro e della Banca Centrale Europea è fondata sul principio cardine invece che i singoli stati non possano MAI creare moneta#F_END# . Questo vuole dire che l'intera classe politica europea attuale, i banchieri centrali e banchieri vari che la contornano e il resto degli interessi finanziari che hanno spinto in questa direzione avevano i loro motivi per farlo. E se per 25 anni hanno ossessivamente chiuso ogni possibilità di creare moneta per un singolo stato, arrivando persino a far scrivere ora nelle Costituzioni (nel 2012 con Monti) addirittura l'obbligo del pareggio di bilancio, vuole dire che NON VOGLIONO PROPRIO CHE UN SINGOLO STATO CREI MONETA. Anche le ultime dichiarazioni fresche fresche di Mario Draghi ripetono che, anzi si deve andare su una unione sempre più stretta, e ridurre ancora autonomia dei singoli governi nazionali, contando solo ed esclusivamente sulla BCE per creare moneta Non capisco perchè si debba immaginare una realtà che non esiste, anche perchè questo non aiuta a "vendere" meglio il piano. Ripeto: qui di parla di proporre che un singolo stato, all'interno dell'eurozona", crei una "moneta parallela" (convertibile in euro con un piccolo sconto), per 200 miliardi. Anche se lo proponessi solo per 80 miliardi, come hanno fatto di recente Tabellini e Giavazzi (con modalità diverse...), incontreresti l'opposizione frontale di tutto l'establishment europeo da Draghi alla Merkel all'ultimo deputato del PD. E se la cifra che proponi è consistente, tale da risollevare l'economia italiana, avresti certamente qualche effetto sull'inflazione, sulla bilancia commerciale e sul deficit pubblico. L'esempio più semolice è quello del deficit estero. Immaginare che rimani nell'Euro, quindi una valuta sopravvaluta di almeno un 50%, forse anche 60% verso il marco (in base ai trend storici e alle valutazioni attuali degli uffici studi) e di un 20% verso il dollaro e puoi creare moneta per 200 miliardi e quindi anche poi un boom economico senza provocare un deficit estero non è credibile. Specie poi se ora introduci anche un aumento di spesa pubblica di 50 mld (che nel libro non c'era). Idem per l'inflazione. L'OCDE e la UE stimano ora il gap potenziale di occupazione e di produzione dell'italia a livelli che io trovo ridicoli (dicono che se la disoccupazione scende dal 13% attuale sotto il 10% si crea inflazione.... Persino il buon Cottarelli li ha criticati un poco.). Ma non c'è dubbio che inietti 200 miliardi, di cui poi 50 di spesa pubblica crei almeno un 4% di inflazione in un paese sclerotico in molte aree come l'Italia Ma il punto essenziale è questo: se la Germania e i paesi nordici da 25 anni ossessivamente dichiarano, che siano di centro-sinistra o centro-destra al governo, che NON ACCETTERANNO MAI CHE ALTRI PAESI CREINO MONETA PER CONTO LORO E TUTTO DEVE PASSARE PER LA BCE, se lo dicono, lo ripetono, lo ribadiscono, poi lo ripetono anche in inglese, francese e lo traducono in italiano per essere sicuri che hai capito, poi si incazzano ogni volta che qualcuno in Italia suggerisce vagamente forse di poterlo fare (Berlusconi 2011...), se insistono che lo scrivi nella tua stessa Costituzione, porca putt.. ma perchè non ci credi che facciano sul serio e che non lasceranno MAI creare moneta in modo autonomo ai singoli 16 stati attuali dell'eurozona! C'è sotto ovviamente il tema del "lato oscuro del forza" che andrebbe affrontato. In sintesi: chi governa le economie occidentali da circa 30 anni è sempre di più la Banca Centrale, che detta la politica monetaria in teoria, ma essa ora comprende anche creare migliaia di miliardi di moneta e usarla per fare di tutto, darla alle banche, comprare bonds di ogni genere, ETF, monetizzare debito....comprare ogni possibile asset cartolarizzato...e dettare ai mercati finanziari "la linea", con annunci calibrati sui tassi nei prossimi anni a venire, in cui ogni parola dei banchieri centrali provoca reazioni potenzialmente gigantesche. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Questo enorme potere della Banca Centrale, che in Europa è magnificato dal fatto che le si è tolto ogni vincolo nei confronti dei parlamenti, di alcun genere, è basato sul fatto che lo Stato invece non può più fare niente riguardo alla moneta. La può solo prendere a prestito! e ringraziare in ginocchio i banchieri centrali se ogni tanto gli comprano dei titoli di stato, sul mercato secondario. E farsi bacchettare da loro se non fanno abbastanza riforme, nonchè a lasciare posto subito ad un nuovo governo quando detti bancbieri centrali esprimono il loro dispiacere con il povero governo Bene. Quello che noi si proponeva è di...tagliare fuori la BCE, la Banca Centrale, il potere che oggi governa il mondo, con un ingegnoso schema dall'apparenza innocua... #F_END# Ma la si può dare a bere che così risollevi solo la domanda e fai funzionare l'economia senza traumi solo al pubblico, ovviamente la gente che conta capisce cosa c'è sotto. E se per caso dovesse essere mai preso in considerazione da qualche partito italiano ci sparerebbero a zero sopra. In sintesi, il piano di creare una moneta parallela tramite crediti fiscali serve a risollevare l'Italia, siamo d'accordo, ma è anche un passo che se adottato porta all'uscita dall'Euro, questo è sicuro al 100%. Nel libro non si è insistito sul tema dell'esito finale a cui porta un piano del genere sperando che questo aiutasse ad avere più spazio. Ma è passato quasi un anno, la situazione si sta incancrenendo, i partiti si stanno sfaldando, qualche guaio è in arrivo sotto forma di defalt e non si può, anche indirettamente, mettersi a creare confusione illudendo che l'Eurozona e l'Euro un giorno possano funzionare! Ripeto che alla fine #F_START# size=5 color=blue #F_MID#è semplice: il principio fondatore dell'Eurozona è che i singoli stati non possano creare moneta e noi proponiamo di fare esattamente questo! #F_END# ...Il comunismo non funziona meglio con la proprietà privata, si sfalda. L'Eurozona ...la stessa cosa se i singoli stati possono ognuno creare moneta senza la BCE... ---- dal blog di Marco Cattaneo ----- Perché preferire il progetto “moneta fiscale” alla “spaccatura” dell’euro ? Perché è una riforma che può essere tranquillamente discussa e analizzata alla luce del sole e non una “deflagrazione” da attuare di sorpresa, in tempi rapidissimi, con rischi di panico bancario e sui mercati finanziari. Perché non costringe la Germania a lavorare, d’improvviso, con una moneta rivalutata. Perché non c’è svalutazione dei crediti stranieri verso l’Italia. Perché non ci sono effetti redistributivi su aziende e banche, e contenziosi (inevitabili, nel caso della “spaccatura”, in quanto non sarebbe esattamente chiaro quali crediti e debiti si convertono in “Euro Nord” o “Nuovi Marchi”, e quali in “Euro Sud” o “Nuove Lire”). Perché il cittadino italiano non si vede trasformare i suoi risparmi, il suo stipendio, la sua pensione, d’improvviso, in un oggetto diverso. Quale sarà la reazione dei partner europei ? Il progetto “moneta fiscale”, se adottato da tutti i paesi dell’Eurozona attualmente in difficoltà, è la via per rendere sostenibile il sistema monetario europeo, senza attuare una “transfer union” (che la Germania non accetta). Inoltre, elimina definitivamente il rischio di una deflagrazione dell’Eurozona. Tutto questo senza richiedere alcun contributo finanziario alla Germania, e senza convertire depositi bancari, titoli di Stato e altre attività finanziarie in una moneta destinata a svalutarsi. Non sarà un danno per la Germania ? No, perché in aggiunta a quanto sopra, l’Italia otterrà anche una forte ripresa economica, il che aumenterà il suo import, compreso di prodotti nordeuropei. Quindi rispetto a oggi… Oggi i saldi commerciali italiani sono positivi (partite correnti attive per l’1,5%-2% circa nel 2014), ma solo grazie a una domanda interna molto depressa, che limita le importazioni. Con la ripresa dell’economia, i due effetti si compenseranno – più import per la maggior domanda, maggior export netto per la maggior competitività. La bilancia commerciale italiana resterà in equilibrio, ma a livelli decisamente più alti sia di import che di export. In definitiva non ci si attende nessun effetto sull’inflazione ? Un qualche incremento è probabile, ma è esattamente quello che serve per riportarla dall’attuale livello zero (con rischio di cadere in deflazione) all’obiettivo BCE del 2%. ---------- leggi tutto il resto qui ---- venerdì 14 novembre 2014 ^Risolvere la crisi con una nuova moneta fiscale#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2014/11/risolvere-la-crisi-con-una-nuova-moneta.html?showComment=1417307648788#c1439920952318834960^

tassare la ricchezza patrimoniale è giusto e anche utile all'economia - GZ  

  By: GZ on Sabato 29 Novembre 2014 21:09

Tassare tutti i "grandi" patrimoni (sopra diciamo il milione di euro ?) di una % pari al rendimento medio dei titoli di stato è giusto non solo eticamente, ma economicamente. Come alternativa al tassare i redditi con Irpef, Irap, contributi in busta paga. ^"UNO STATO FAMELICO – PER LE FAMIGLIE ITALIANE NEGLI ULTIMI 18 ANNI IL PESO DELLE TASSE È AUMENTATO DEL 40%"#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stato-famelico-famiglie-italiane-ultimi-18-anni-peso-89704.htm^. #i# ...Tra il 1995 e il 2013 il peso delle tasse, delle imposte, dei tributi e dei contributi previdenziali è aumentato di oltre 4.400 euro (+40,4%). Si tratta, per la Cgia, di una crescita più che doppia rispetto a quella fatta registrare dal reddito nominale netto medio disponibile (+19,1%)...#/i# Cioè sarebbe meglio, INVECE DI TASSARE I REDDITI DA LAVORO, TASSARE LA RENDITA, definita come la ricchezza investita passivamente nelle obbligazioni di stato che sono quelle a rischio zero (secondo Basilea e la definizioni di "safe assets" dell'industria finanziaria) Nel mondo di oggi, se uno ha un patrimonio di milioni di euro può investirlo in qualcosa di non rischioso, che non richiede alcun lavoro nemmeno di pensiero e ricavare un 3% circa ogni anno (e con inflazione ora a zero!). Questo denaro è tenuto fermo in pratica, non finanzia niente di utile all'economia e produce un rendimento senza fare un tubo, nemmeno pensare a cosa si compra #i# (" mi prenda dei BTP...o un fondo obbligazionario, ma con titoli di stato")#/i# . Questo denaro dal punto di vista dell'economia è come se non esistesse, questo non è "il capitale" dei libri di testo, che si suppone venga poi investito a finanziare qualcosa in modo diretto o indiretto. Allo stesso tempo però, per garantire questa rendita passiva e senza rischio, si devono aumentare sempre le tasse su chi lavora di continuo fino a soffocarli e fare affondare l'economia. NOTA BENE Bisogna qui ricordare il concetto essenziale: il denaro nel mondo moderno viene creato dal niente, come credito da parte delle banche o come credito senza interessi allo stato da parte della Banca Centrale. Da questo concetto essenziale deriva però che dei ricchi e della loro ricchezza te ne puoi anche fottere. Come ha spiegato Keynes e persino Friedman a volte e poi Mosler ecc.. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il denaro moderno NON SONO OGGETTI COME L'ORO CON UN VALORE INTRINSECO, MA TRUCCCHI CONTABILI DELLE BANCHE E BANCHE CENTRALI. Il fatto che esistano o meno quindi dei "capitali" da parte dei ricchi è irrilevante per l'economia. E' rilevante solo se vengono impiegati e fatti circolare. Se restano investiti in immobili, preziosi, titoli di stato è come se non esistessero. Tanto vale tassarli, che così li usano #F_END# (Questo punto di vista può sembrare socialista anzi lo è, ma non è ne "di sinistra" nè "di destra" nel senso convenzionale dei termini perchè taglia attraverso questi clichè) #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il denaro che si accumula, in se per sè, non è la ricchezza per un paese nè ha una relazione con la creazione di essa. Anzi, oltre una certa soglia, l'accumulo di ricchezza finanziaria è quello che frena e poi affonda l'economia reale#F_END#. Dato che la teoria monetaria che lo spiega risulta un poco ostica facciamo prima degli esempi. Ci sono nazioni sudamericane o medio orientali in cui una piccola minoranza ha enormi ricchezze che però non utilizza e quindi per il paese è come se non esistessero. La Grecia ha tanti miliardari, ma nel paese non investono per cui per lo stato greco e la popolazione greca è come se non esistono. Questo nonostante la Grecia non abbia mai tassato la ricchezza e anzi l'abbia favorita con un evasione sistematica a livelli che noi in Italia ci sogniamo. Negli Stati Uniti il numero dei miliardari raddoppia di continuo, si accumulano ricchezze incredibili, ridicole, e nel frattempo la massa della gente vede il proprio reddito reale non aumentare più da ventanni. Anche l'evidenza empirica mostra che l'accumulo di ricchezza NON HA UNA RELAZIONE CON L'ANDAMENTO DELL'ECONOMIA (e oltre un certo livello semmai ce l'ha inversa). Se poi vuoi la prova definitiva pensa alla storia della Corea, Taiwan, Cina, Hong Kong, Malesia... che hanno creato la più grande industrializzazione della storia dell'uomo, SENZA AVERE PRIMA ACCUMULATO I CAPITALI. Vi risulta che ne avessero nei primi decenni del loro boom ? Come hanno fatto a trovare i soldi ? Credito! Cioè hanno creato il denaro dal niente con convenzioni contabili del sistema bancario, ma in pratica dal niente, sulla fiducia... le loro banche sono stati istruite dallo stato a fare credito a chi produceva per l'export...E i soldi le banche dove li hanno trovati ? Li creano... Tassare allora la ricchezza quindi, ad un tasso di interesse pari a quello dei "safe assets", dei titoli di stato sostanzialmente, sarebbe utilissimo per l'economia. Perchè spingerebbe chi ha questi milioni a usarli cosa che oggi non fanno. E il fatto che i ricchi accumulino miliardi non serve come "risparmio", perchè la ricchezza materiale del paese viene dallo spendere e investire che può essere finanziato con credito...visto che quasi tutto il denaro è credito. Lo stato può spingere la Banca Centrale e le banche a creare tutto il denaro che vuole, non ha bisogno di quello dei ricchi. Visto quindi che non li usano e li tengono in titoli di stato tanto vale tassarglierli #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Attenzione! ...Non facciamo la solita obiezione che questi milioni in titoli di stato sono "risparmi" che finanziano lo stato ... comprare titoli di stato infatti è totalmente inutile dal punto di vista economico in quanto lo stato si finanzia comunque tramite la Banca Centrale. Quando lo stato vende titoli di stato, riceve (in tutti i paesi moderni), subito un accredito da parte della banca centrale la quale simultaneamente accredita anche la banca del compratore dei titoli... Come è stato spiegato qui infinite volte, lo stato non ha alcun bisogno del denaro dei privati per finanziarsi...passa sempre tutto tramite la Banca Centrale...#F_END# Per quanto riguarda invece l'obiezioni che tassando i patrimoni questi scappano all'estero, oggigiorno questo problema non esiste più. Tutto è tracciato e quando vanno all'estero i soldi vengono comunque registrati nel 740 e se non lo sono perseguiti facilmente. Quindi la tassazione la pagherai lo stesso anche spostando all'estero. Oggi si insegue chiunque ovunque se si vuole. Il punto è che chi ha del "capitale" deve investirlo in qualcosa che renda più dei titoli di stato, altrimenti appunto per la società è come se non esistesse e tanto vale tassarlo al rendimento di questi ultimi fino a quando i proprietari non si decidono a usare i soldi in modo più utile e redditizio (ma ovviamente anche più rischioso) Il punto è che non ha senso che chi ha soldi riceva un rendimento senza rischio e senza lavorare in alcun modo sul suo denaro. Questa è la definizione di rendita parassitaria. Il rendimento di qualunque cosa deve richiedere del lavoro e anche di assumere un qualche rischio, la natura funziona così, niente può essere gratis. E' solo perchè lo stato negli ultimi 30 anni è stato manipolato dalla gente della finanza che si è messo a svenare di tasse chi lavora per mantere la gente che ha soldi senza fare niente e senza rischiare

In Italia occorre una "restaurazione" - GZ  

  By: GZ on Sabato 29 Novembre 2014 17:12

in Italia occorre, non una rivoluzione che non si sa bene cosa sia, ma una #b# "restaurazione"#/b# invece, ritornare indietro a come erano le cose 20 o 30 anni fa. Questo lo sappiamo bene come era, visto che ci vivevamo e (quasi) tutto funzionava un poco meglio. Non è mica vero che nella storia umana si deve andare sempre avanti e provare sempre a fare qualcosa di nuovo, spesso #F_START# size=3 color=blue #F_MID# si dovrebbe invece cercare di recuperare quello che c'era già, che funzionava e che è stato smantellato#F_END# perchè c'erano degli interessi a farlo che però non erano l'interesse della maggioranza del popolo italiano come si è poi visto. Tutta la vicenda dell'Euro che rimpiazza la Lira, della Banca Centrale Europea che rimpiazza la Banca d'Italia sono un esempio evidente del fatto che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#devi tornare indietro a quello che una volta c'era in Italia e che funzionava ed è stato cancellato sulla base di promesse che si sono rivelate false, come "l'Europa" e il "Mercato Globale"#F_END# Le "rivoluzioni" spesso sono dannose, vedi quella francese che è costata centinaia di migliaia di morti e quella bolscevica, maoista, cubana, di Khomeini in Iran, baathista in Iraq.... e poi bisogna intendersi su cosa sia #b# "rivoluzione"#/b# perchè di solito la si associa con la violenza e invece si usa il termine anche per cambiamenti radicali avvenuti in modo non sanguinoso. In Venezuela ad es Chavez ha vinto, con qualche broglio, delle regolari elezioni e la sua è chiamata una rivoluzione..., qui in Ukraina avevano chiamato "rivoluzione" quella "arancione" che poi ha eletto la Timoshenko che sembra abbia rubato più lei di chiunque altro....Quella di Musssolini era chiamata dai suoi una "rivoluzione" fascista ecc.. Nell'insieme le "rivoluzioni" non sembrano avere migliorato per quanto nei libri ci si sforzi di presentarle ancora in una buona luce (specie quella bolscevica e quella francese) In Italia occorre una #b# "restaurazione"#/b# invece, di ritornare grosso modo agli usi, costumi e leggi degli anni '70 e '80, quando si trovava lavoro facilmente, il reddito e il tenore di vita medio cresceva per quasi tutti, il governo italiano non doveva chiedere permesso a Bruxelles, Francoforte o New York per spendere mezzo miliardo e non c'era immigrazione di massa dall'africa e dall'asia Ad esempio Tremonti diceva anni fa che una misura a costo zero per risollevare un poco l'economia sarebbe di abolire tutte le leggi e regolamenti messi in vigore negli ultimi 20 anni, più o meno da quando siamo entrati nell'eurozona. Perchè hanno appesantito in modo bestiale tutto, rendendo più complicato e burocratica ogni attività privata. Ad esempio fino al 1990 il sistema bancario italiano era frammentato in tante banche locali e largamente pubblico, come il sistema bancario tedesco è ancora oggi. Invece prima Amato e poi tutti gli altri incluso Tremonti ^dal 1990 al 2002 lo hanno privatizzato gradualmente, tramite il sistema delle Fondazioni e poi...#http://www.rischiocalcolato.it/2014/11/montepaschi-e-solo-una-delle-fondazioni-bancarie-da-indagare-breve-storia-di-una-appropriazione-indebita-di-antonio-de-martini.html^) e i premier come Prodi hanno spinto per far fondere tutte le banche tra loro. Dobbiamo tornare indietro, al sistema bancario del 1990 Ad esempio fino al 1981 e poi 1989 lo stato italiano poteva farsi #b# finanziare i deficit direttamente dalla Banca d'Italia#/b# e questo glielo si è vietato con i trattati di Maastricht e poi tutti gli altri trattati europei. Dobbiamo tornare indietro, al sistema monetario della Banca d'Italia pre-1981 Una cosa invece su cui si potrebbe fare una piccola rivoluzione e provare qualcosa di nuovo sarebbe #b# utilizzare la tecnologia che oggi è disponibile per cellulari, internet, computer e satellite per avere la democrazia diretta#/b#. Consentire alla gente di votare tutte le settimane da casa, tramite telecomando tv, cellulare o computer su tutte le leggi rilevanti che il parlamento deve approvare. Avere un sistema di referendum via TV, cellulare online su tutto, senza particolari costi perchè gestiti per via elettronica, senza occupare per giorni tutte le scuole italiane con migliaia di scrutatori... Benchè sia una riforma a costo praticanente zero che realizzerebbe finalmente il sogno della democrazia diretta non c'è un solo politico che lo proponga come sistema per sostituire quello attuale parlamentare che è sclerotico e corrotto

Il problema è la proporzione tra debito e denaro. Oggi è 95% debito.. - GZ  

  By: GZ on Sabato 29 Novembre 2014 16:29

#i# ...Quindi lo stato potrà sempre pagare tutti gli stipendi di Sol che vuole (visto che i pezzi di carta non hanno nessun valore o quasi)..o#/i# --- Si potrebbe discutere per i prossimi cento anni e non si faranno mai progressi. Non si faranno mai progressi fino a quando non si capisca l'ABC del denaro che è spiegato ad esempio in modo chiarissimo ^nel video di Ray Dalio "Come funziona l'Economia"#https://www.youtube.com/watch?v=PHe0bXAIuk0^ (Dalio è l'investitore più di successo al mondo degli ultimi 30 anni, fidatevi che ne capisce). Con cosa inizia il video di Dalio per spiegare l'ABC dell'economia? Con questo concetto: #F_START# size=4 color=blue #F_MID#Il denaro esiste in due forme: la moneta propriamente detta e il debito Entrambi funzionano come denaro, puoi usare soldi che sono debito per pagare, ma resta che il 95% del denaro è debito e il 5% moneta. Oggi, spiega Dalio, la situazione è che il denaro per il 95% è debito. Usiamo il debito come denaro#F_END# Avete mai incontrato in altri siti web, sui giornali, sulla stampa finanziaria o sui testi all'università (se ci siete andati) questo modo di impostare la questione ? Ho paura di no... persino gli amici della MMT italia non lo evidenziano...anche nel campo "alternativo" Barnard non ha mai dato segno di capirlo, Bagnai e Borghi parlano di tutto meno che del sistema bancario...Questo è il "buco nero" dell'economia. Nel periodo tra la seconda guerra mondiale e gli anni '80 la proporzione di moneta era invece più alta e la proporzione di debito era più bassa di oggi e per questo l'economia andava bene. Oggi è quasi tutto debito e per questo l'economia va male. Non ve ne accorgete perchè sia la moneta che il debito funzionano da denaro nella vita di tutti i giorni, ma per l'economia nel suo insieme è molto diverso. Il "QE" famoso che tutti ora invocano da Draghi in europa cosa sarà mai se non un tentativo di creare più moneta e scambiarla con debito, cioè appunto di raddrizzare lo squilibrio tra debito e moneta (ma Draghi essendo un banchiere lo interpreta come dare la moneta solo alle banche...perchè queste la prestino... per cui crea sì moneta come saldo di conto presso la BCE, ma non vuole che circoli se non come debito, il bastardo...). Insomma, il problema è tutto qui: 1)#F_START# size=4 color=blue #F_MID# il denaro che circola oggi è quasi tutto debito di qualcuno #F_END# 2) #F_START# size=4 color=blue #F_MID# solo le banconote e le "riserve" cioè i saldi del conto che le banche hanno presso la Banca Centrale sono "denaro vero"#F_END# , cioè denaro che NON è debito per qualcuno. Le banconote perchè sono l'unica moneta che lo stato ha mai "stampato" appunto e le riserve perchè vengono create dal niente dalla Banca Centrale con un tratto di penna (vedi tutte le notizie che appiono ora su Draghi, il QE...) 3) #F_START# size=4 color=blue #F_MID#i conti bancari invece sono DEBITO, tutti i saldi dei conti in banca i privati cittadini e le imprese non sono denaro vero#F_END# . Innanzitutto sono un debito, una passività di bilancio, per la banca come è ovvio e la banca non ha NIENTE all'attivo come vera garanzia. Cioè, la garanzia sarebbe il prestito che la banca ha fatto a qualcun altro, che però nel 90% dei casi non può richiamare indietro quando il depositante chieda i soldi... Ma oltre a questo, gli stessi conti in banca dei clienti, che per loro sono "soldi" e basta, originariamente sono stati creati da qualche altra banca che in passato ha fatto un prestito a qualcun altro, il quale poi li ha fatti circolare... e alla fine sono arrivati a te come pagamento di stipendio o fattura o altro. Non te ne accorgi ovviamente ora, ma all'origine erano un prestito a qualcuno...cioè tutti i conti bancari di oggi sono stati creati come prestiti Dai punti 1) 2) e 3) segue logicamente che quando il credito si restringe, quando si ripaga il debito (o si da default, non si può ripagare un debito alla banca) SI RIDUCE TUTTA LA MONETA CHE CIRCOLA NELL'ECONOMIA. OK ? Quando cala il debito, si riduce in pratica anche il 95% della moneta che circola e quindi hai una recessione. Se poi la scarsità di moneta persiste come accade ora in italia, hai una Depressione. Ehi, le crisi economiche sono una questione di meno denaro che circola! L'economia moderna è monetaria, basata sul denaro e quando il denaro che circola si contrae, sia perchè se ne riduce la quantità che la velocità di circolazione ne deriva logicamente che anche le transazioni si riducono e così la produzione, l'occupazione, il PIL ecc... #F_START# size=4 color=blue #F_MID#E perchè si riduce il denaro e si ferma l'economia ? Perchè, se il 95% del denaro è debito, quando si riduce il credito/debito si riduce anche il denaro. E se si riduce il denaro che circola l'economia rallenta. Elementare Watson !#F_END# Attenzione: questo non è un concetto banale. Ci vuole parecchio per arrivarci e capirlo, prova ne sia che nel 98%d delle discussioni di economia oggi non appare mai. Ma se vi impegnate non è impossibile che ci arrivate (non tutti, nutro poche speranze per Sol ad es...) Ad illustrazione dei concetti spiegati sopra guardare le grandezze della moneta, dei conti bancari, del credito calcolati per l'europa dalla BCE e Bundesbank. Non scrivere niente più in questo forum senza aver compreso prima cosa significano questi numeri qui graficati utilmente per vostra comodità #ALLEGATO_1# #ALLEGATO_2# Devi chiederti: se la "moneta" (M2 e M3) indicata nei due grafici precedenti è meno di 9mila miliardi e il credito totale in Europa indicato qui sotto è di 31mila miliardi.... non sarà allora che la moneta è troppo poca ? #ALLEGATO_3#

Forse Grillo ha ragione a essersi rotto le balle - GZ  

  By: GZ on Venerdì 28 Novembre 2014 19:43

Purtroppo, proprio adesso che finalmente aveva preso posizione per l'uscita dall'euro, il M5S ha pensato bene di suicidarsi, con Grillo che espelle più gente di Stalin dal partito e si sveglia al mattino e decide di far votare quello che gli pare a scatola chiusa, tutti che litigano e il popolo del blog che protesta... Forse era inevitabile che Grillo si rompesse le balle, perchè in effetti, ad esempio, finora l'unica cosa sull'economia che avevano fatto quelli che lui aveva fatto eleggere era il reddito di cittadinanza. OK, prova a leggere la proposta di legge che hanno scritto: è lunga 20 pagine ! Questa è una legge che dovrebbe integrare il reddito di chiunque fino a 7,200 euro, cioè se hai zero reddito ti danno 7,200 euro e se ne guadagni 6,200 te ne danno 1,000 euro. (Non è un idea molto utile, perchè incoraggia ancora di più l'immigrazione, perchè bisogna incoraggiare invece chi fa figli, perchè premia e incoraggia chi fa lavoro nero e perchè ufficializza la miseria. A mio avviso bisogna invece imporre un salario minimo di 8 euro al nord e 7 euro al sud e poi fare un piano alla Mosler di lavoro garantito a chiunque voglia lavorare e bloccare l'immigrazione. In questo modo gli italiani avranno un reddito, da lavoro però, minimo sui 15mila euro... Ma lasciamo stare...) Il problema è: come razzo fanno questi eletti a impiegare venti pagine di decreto, solo per dire che devi integrare tutti i redditi a 7,200 euro l'anno ? Come è possibile, in un paese soffocato dalla burocrazia, dalle leggine, dalle leggi complicate e bizantine andare a complicare ancora di più ? Questi non hanno nessun senso della realtà. Immagina se invece dovessero fare qualche legge più complicata, cosa scriveranno, la Treccani ? ---- PROPOSTA DI LEGGE Reddito di Cittadinanza Art.1 (Finalità) A partire dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituito il Reddito di Cittadinanza in attuazione dei principi fondamentali sanciti dall’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea nonché dei principi di cui agli articoli 2, 3, 4, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 38 della Costituzione. Il Reddito di cittadinanza è finalizzato a contrastare la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale nonché a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione attraverso politiche finalizzate al sostegno economico e all’inserimento sociale di tutti i soggetti in pericolo di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro. Il Reddito di cittadinanza è istituito su tutto il territorio nazionale allo scopo di promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro e alla sua libera scelta, all’istruzione, all’informazione, alla cultura sottraendo ogni individuo dall’ambito della precarietà al fine dell’ottenimento della redistribuzione della ricchezza e della salvaguardia della dignità della persona. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un apposito fondo, denominato “Fondo per il reddito di cittadinanza”. Il Fondo è alimentato mediante il versamento degli importi derivanti dalle maggiori entrate e dalle riduzioni di spesa di cui all’articolo 20. Art. 2 (Definizioni) Ai fini dell’accesso al reddito di cittadinanza di cui alla presente legge si intende per: a) reddito di cittadinanza: l’insieme delle misure volte al sostegno al reddito per tutti i soggetti residenti sul territorio nazionale che hanno un reddito inferiore alla soglia di povertà come definita alla lettera d) al fine di garantire la pari dignità sociale e la partecipazione al progresso della nazione; b) beneficiario: qualunque soggetto in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge per il diritto del reddito di cittadinanza; c) struttura informativa centralizzata: la rete informativa utilizzata per la condivisione e l’aggiornamento di undi cui alla presente legge; d) soglia di povertà relativa: è il valore convenzionale calcolato dall’ISTAT che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia anche composta da un singolo soggetto, viene definita povera in termini relativi ossia in rapporto al livello economico medio di vita dell'ambiente o della nazione; e) reddito familiare: è il reddito complessivo netto derivante da redditi percepiti in Italia o all’estero, anche sotto la forma di sostegno al reddito o che potranno essere percepiti sulla base di apposita documentazione nell’anno di presentazione della richiesta di reddito di cittadinanza da parte del richiedente e degli appartenenti al suo nucleo familiare; f) nucleo familiare: il nucleo composto da richiedente, soggetti con i quali convive e soggetti considerati a suo carico. I soggetti con i quali convive il dichiarante sono coloro che risultano dallo Stato di famiglia. I coniugi appartengono sempre al medesimo nucleo familiare anche se residenti separatamente e non appartengono al medesimo nucleo familiare solo in caso di separazione giudiziale o omologazione della separazione consensuale, oppure quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli. I figli minori che convivono con il proprio genitore fanno parte del nucleo familiare al quale appartiene il genitore stesso (caso di coniugi non conviventi). Per le famiglie che non sono comprese nella presente definizione si applica quanto previsto dal decreto legislativo del 1998 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 221 del 1999; g) familiari a carico: sono i componenti del nucleo familiare minori degli anni diciotto o i maggiori di anni diciotto fino al compimento del venticinquesimo anno di età purché studenti in possesso o di regolare qualifica o diploma professionale riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario, in quanto compresi nell'apposito Repertorio nazionale condiviso tra Stato e Regioni con l'Accordo del 29 aprile 2010 o di un diploma di istruzione secondario di II grado utile per l’inserimento nel mondo del lavoro ovvero in corso di frequenza per l’acquisizione di uno dei predetti titoli o qualifiche ovvero iscritti al centro per l’impiego, nonché i figli affetti da disabilità tali da renderli non abili allo studio e/o al lavoro a prescindere dalla loro età; h) fondo per il reddito di cittadinanza: è il fondo di cui all’articolo 1 comma 4 della presente legge istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di garantire l’erogazione dei benefici di cui, alla presente legge; i) bilancio di competenze: è una metodologia di intervento e consulenza di processo in ambito lavorativo e nell'orientamento professionale per adulti. È un percorso volontario che mira a promuovere la riflessione e l'autoriconoscimento delle competenze acquisite nei diversi contesti di vita al fine di renderne possibile la trasferibilità e la spendibilità nella ridefinizione e riprogettazione del proprio percorso formativo-lavorativo; l) salario minimo garantito: è la paga oraria minima che il datore di lavoro deve corrispondere. Art. 3 (Reddito di Cittadinanza e sua determinazione) Il reddito di cittadinanza garantisce al beneficiario, qualora unico componente di nucleo familiare, il raggiungimento, anche tramite integrazione, di un reddito annuo netto pari a 7.200 euro stabilito in ordine alla soglia di povertà relativa, quantificata a partire dall’anno 2013 in 600 euro mensili netti. Il reddito di cittadinanza garantisce al nucleo familiare il raggiungimento, anche tramite integrazione, di un reddito minimo in ordine alla soglia di povertà relativa quantificata a partire dall’anno 2013 secondo la tabella di cui all’Allegato 1 della presente legge. La misura del reddito di cittadinanza di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo è fissata sulla base del livello di soglia di povertà relativa aggiornata ogni anno da ISTAT e in ogni caso non potrà essere inferiore al reddito annuo pari a 7.200 euro netti. La misura del reddito di cittadinanza di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, per il solo caso di lavoratori autonomi, viene calcolata con riferimento al reddito netto dell’anno precedente a quello di inoltro della richiesta, con previsione di successivo calcolo di compensazione, da effettuarsi non appena disponibili i dati reddituali relativi all’anno in corso. Nel caso in cui dal calcolo emerga che i redditi reali abbiano superato la soglia di povertà relativa individuale, il beneficiario restituisce l’eccedenza a partire dall’anno in cui il suo reddito supera del 100% il valore della predetta soglia. Nel caso in cui dal calcolo emerga che i redditi reali siano stati inferiori alla soglia di povertà relativa individuale, il beneficiario ha diritto a ricevere l’integrazione di quanto non percepito a partire dalla prima erogazione disponibile. Ai fini dell’accesso al Reddito di Cittadinanza viene tenuto in considerazione il reddito familiare dichiarato al momento della richiesta secondo le modalità previste dalla presente legge. Il richiedente, in caso di esito positivo delle verifiche svolte da parte delle strutture preposte, ha diritto a ricevere esclusivamente la quota di reddito di cittadinanza a lui spettante e calcolata secondo gli allegati 1 e 2 della presente legge. A completamento della richiesta inoltrata da un componente di nucleo familiare con soggetti potenzialmente beneficiari, i medesimi componenti acquisiscono il diritto a ricevere l’erogazione diretta della quota a loro spettante, secondo i criteri stabiliti nella tabella di cui agli allegati 1 e 2 alla presente legge, esclusivamente tramite richiesta personale agli uffici competenti. La quota parte di reddito di cittadinanza riferita ai figli minori a carico spetta in parti eguali a entrambi i genitori fatte salve diverse disposizioni dell’autorità giudiziaria. Art.4 (Beneficiari e requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso al reddito di cittadinanza) Hanno diritto a richiedere e percepire il reddito di cittadinanza tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge hanno compiuto i diciotto anni di età, sono residenti sul territorio nazionale, percepiscono un reddito netto annuo inferiore ad euro 7200 netti ovvero appartengono ad un nucleo familiare il cui reddito è inferiore ai valori indicati nella tabella di cui all’allegato 1 della presente legge e che sono compresi in una delle seguenti categorie: a) soggetti in possesso di cittadinanza italiana; b) soggetti aventi cittadinanza estera, residenti da almeno due anni in territorio italiano, che dimostrano di aver lavorato in Italia nell'ultimo biennio per un numero di ore pari o superiore a 1000 ovvero essere stati titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge; c) il Governo è delegato all’emanazione di un decreto che preveda la stipula di convenzioni con altri Stati al fine di verificare se i richiedenti siano attualmente beneficiari di altri redditi nei paesi di origine o, qualora di cittadinanza italiana, in paesi esteri. Per i soggetti maggiori di anni diciotto fino al compimento del venticinquesimo anno di età costituisce requisito fondamentale essere in possesso di qualifica o diploma professionale, riconosciuti e utilizzabili a livello nazionale e dell’Unione Europea, compresi nell'apposito Repertorio nazionale dei titoli d’istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, di cui all’articolo 6 del Decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, o di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado utile per l’inserimento nel mondo del lavoro ovvero la frequenza di un corso per il conseguimento di uno dei predetti titoli o qualifiche. Nel caso di nucleo familiare con un unico componente che svolge attività, comprovata da attestazioni di frequenza, di studente a tempo pieno in modo esclusivo, il reddito di cittadinanza viene erogato solo nel caso in cui il nucleo familiare di provenienza sia al di sotto della soglia di povertà relativa di cui al comma 1 dell’art. 3 della presente legge. Art. 5 (Strutture di gestione, controllo ed erogazione) Ai fini dell’efficace svolgimento delle procedure di informatizzazione, gestione, controllo ed erogazione del reddito di cittadinanza, vengono attribuite le seguenti competenze: a) le strutture dei centri per l’impiego hanno il compito di ricevere le domande di accesso al reddito di cittadinanza di cui alla presente legge. I centri per l’impiego gestiscono le procedure, coordinano le attività degli enti che partecipano allo svolgimento dei procedimenti, ne raccolgono i pareri per le parti di competenza e nel caso di esito positivo inviano all’Inps il parere favorevole all’erogazione del reddito di cittadinanza; b) I comuni hanno il compito di favorire e supportare le procedure per l’accesso ai benefici di cui alla presente legge in particolare per i soggetti per i quali si renda necessario attivare percorsi di supporto ed inclusione sociale, per disabili gravi, per i soggetti pensionati con reddito inferiore alla soglia di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), della presente legge. In tali casi i servizi sociali laddove necessario possono procedere alla presentazione della richiesta ai centri per l’impiego competenti per territorio utilizzando la struttura informativa centralizzata; c) le regioni hanno il compito di favorire, in coordinamento con i centri per l’impiego, i comuni e in accordo con i ministeri competenti per materia, le politiche attive del lavoro nonché la nascita di nuove realtà imprenditoriali, attraverso lo scambio di buone pratiche e incentivando iniziative fra i comuni anche consorziati tra loro. Le regioni attraverso l’Osservatorio del mercato del lavoro e delle politiche di welfare a livello regionale monitorano la distribuzione del reddito, la struttura della spesa sociale e forniscono le statistiche sulla possibile platea di beneficiari della presente legge; d) l’INPS è ente competente per le attività di verifica e controllo dei dati dichiarati e provvede all’erogazione del reddito di cittadinanza a ciascun beneficiario previa valutazione positiva da parte del centro per l’impiego, per il tramite del fondo di cui all’articolo 1 comma 4 della presente legge. L’INPS altresì condivide con i centri per l’impiego i dati riguardanti l’erogazione di tutti i sussidi che ha in gestione; e) l’Agenzia delle entrate nell’ambito delle proprie competenze esegue le verifiche e i controlli dei dati dichiarati dai richiedenti ai fini dell’erogazione del beneficio di cui alla presente legge; f) le direzioni regionali e territoriali del lavoro per quanto attiene alle attività da esse esercitate alimentano la struttura informativa centralizzata con i dati in loro possesso; g) le scuole di ogni ordine e grado forniscono ai centri per l’impiego ed ai comuni le informazioni relative all’assolvimento degli obblighi scolastici di cui all’art.18 comma 6 ed implementano i dati relativi alla certificazione delle competenze dei soggetti beneficiari tramite la Struttura informativa centralizzata; h) le agenzie formative accreditate ai sensi: dell’Accordo Stato Regioni del 20/03/2008, dell’Accordo 131/2003 tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, dell’Accordo Stato Regioni 01 agosto 2002, del Decreto ministeriale (Mlps) 25 maggio 2001 n. 166, dell’Accordo Stato Regioni del 18 febbraio 2000, del Decreto legislativo 31 marzo 1998 n.112, Legge 24 giugno 1997 n. 196 forniscono ai centri per l’impiego ogni informazione in relazione alla programmazione dei corsi e dei percosi formativi e alla frequenza ai corsi ed ai percorsi formativi svolta dai cittadini ed implementano i dati relativi alla certificazione delle competenze dei soggetti tramite la Struttura informativa centralizzata; i) le Università e gli istituti di alta formazione alimentano i dati relativi alla certificazione delle competenze dei cittadini tramite la Struttura informativa centralizzata. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro del lavoro e delle politiche sociali emana un decreto, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, al fine di stabilire le procedure di coordinamento tra gli enti di cui al comma 1 del presente articolo. Con la presente legge, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, è istituito l’Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche di Welfare. L’Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche di Welfare, attraverso lo stretto scambio di informazioni con gli osservatori regionali, provinciali e i Comuni, ha il compito di analizzare l’evoluzione dei mercati dell’occupazione e delle politiche sociali, con particolare riferimento ai settori d’attività interessati al completamento della domanda di lavoro e offre un sistema di informazione sulle politiche sociali e occupazionali, con l’obiettivo di rendere funzionale il dispositivo della presente legge nonché gli altri strumenti offerti dall’ordinamento a tutela delle esigenze di carattere sociale ed occupazionale, altresì definisce, in accordo con il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca, le linee guida per l’attuazione di politiche attive volte al raggiungimento dell’efficienza dei sistemi di istruzione e formazione. Art. 6 (Struttura informativa centralizzata) Le strutture di cui all’art. 5, ai fini della presente legge ed in ottemperanza alle disposizioni in materia di Agenda digitale europea, secondo le regole tecniche in materia di interoperabilità e scambio dati definite dal codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ampliano, implementano ed utilizzano, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la Banca dati di cui al decreto legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, nella quale confluiscono almeno: dati anagrafici del cittadino, stato di famiglia, certificazione isee, certificazione reddito al netto delle tasse riferito all’anno in corso, certificazione reddito di cittadinanza percepito, dati in possesso dell’inps, beni immobili di proprietà, competenze certificate del cittadino acquisite in ambito formale, non formale e informale, stato di frequenza scolastica dello studente. I dirigenti delle strutture pubbliche o aziende speciali di enti pubblici, cui è conferito l’incarico di partecipare allo sviluppo della struttura informativa centralizzata di cui al presente articolo, hanno l’obbligo di riferire trimestralmente al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali lo stato di avanzamento dei lavori finalizzati al completamento della medesima struttura informativa centralizzata. Tutti i soggetti identificati come soggetti abilitati secondo la legge n. 183 del 2010 e le note circolari del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n.13/SEGR/000440 del 4 gennaio 2007 e n. 13/SEGR/0004746, compresi i datori di lavoro, hanno l’obbligo di registrarsi, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, nella Banca dati di cui al decreto-legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, e di trasmettere tutti i dati elaborati relativi agli utenti. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è delegato ad emanare entro 30 giorni dall’approvazione della presente legge un decreto contenente disposizioni relative alla ottimizzazione dei processi funzionali alla realizzazione della struttura informativa centralizzata, prevedendo: a) meccanismi sanzionatori a carico del personale dirigenziale competente per la cura dei procedimenti di realizzazione della Struttura informativa centralizzata di cui al comma 2 del presente articolo, che non abbia ottemperato, sulla base dei dati monitorati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali; b) meccanismi sanzionatori di carattere amministrativo per i soggetti identificati al comma 3 del presente articolo, da erogare in caso di inottemperanza agli obblighi previsti dal medesimo comma 3. I dati personali elaborati ai fini della presente legge sono trattati ai sensi del codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. Art. 7 (Domanda di ammissione al Reddito di Cittadinanza) Il soggetto interessato all’accesso ai benefici di cui alla presente legge inoltra domanda di ammissione alle strutture preposte territorialmente competenti, indicate all’articolo 5, comma 1, lettere a) e b), allegando: a) copia dell’ISEE; b) Autodichiarazione attestante i redditi percepiti e percepibili, nel corso dell’anno solare di presentazione della domanda, da parte di tutti i componenti il nucleo familiare, fatte salve le ipotesi di cui all’articolo 3, comma 4. La sussistenza delle condizioni di cui all’articolo 4 della presente legge è verificata e attestata dalle strutture preposte di cui all’articolo 5 secondo competenza attraverso la consultazione e l’implementazione della banca dati centralizzata di cui all’articolo 6 della presente legge. Le strutture preposte all’accoglimento della domanda di cui all’articolo 5 possono riservarsi la facoltà di richiedere la documentazione inerente ai redditi percepiti e percepibili, nell’anno solare della presentazione della domanda, da parte di tutti i componenti il nucleo familiare. Nel sito internet dei centri per l’impiego devono essere pubblicate le modalità per la presentazione della richiesta e i moduli semplificati. Art. 8 (Durata del Beneficio) Il reddito di cittadinanza viene erogato per il periodo durante il quale il beneficiario si trova in una delle condizioni previste all'articolo 4 della presente legge. Per il beneficiario maggiorenne in età non pensionabile, la continuità dell’erogazione del reddito di cittadinanza è subordinata al rispetto degli obblighi di cui ai successivi articoli 9 e 11. Art. 9 (Obblighi del Beneficiario) Il beneficiario in età non pensionabile deve fornire immediata disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti. Il beneficiario, fornita la disponibilità di cui al comma 1 del presente articolo, deve entro sette giorni intraprendere il percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo tramite le strutture preposte alla presa in carico del soggetto indicate all’articolo 10 della presente legge. I Beneficiari del reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente agli enti preposti ogni variazione della situazione reddituale, lavorativa, familiare o patrimoniale che comporta la perdita del diritto a percepire il Reddito di Cittadinanza o che comporta la modifica dell’entità dell'ammontare del Reddito di Cittadinanza percepito e anche in costanza di diritto al beneficio è tenuto a rinnovare la domanda di ammissione annualmente. In linea con il profilo professionale del beneficiario, con le competenze acquisite in ambito formale, non formale ed informale, nonché in base agli interessi ed alle propensioni emerse nel corso del colloquio sostenuto presso il centro per l’impiego di cui al successivo articolo 10, il beneficiario è obbligato ad offrire la propria disponibilità, per l’espletamento di attività utili alla collettività da svolgere presso il comune di residenza che istituisce progetti ai predetti fini compatibilmente, nel caso di disabili e anziani, con le loro capacità. I comuni entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge devono attivare tutte le procedure amministrative utili per l’istituzione dei progetti di cui al comma 4. Il beneficiario in riferimento alle attività di cui al comma 4 è tenuto a mettere a disposizione della collettività un minimo di quattro ore settimanali da ritenersi esclusivamente prestate a titolo di volontariato. Gli obblighi di cui al comma 2 vengono attestati dal comune che provvede ad aggiornare la Banca dati centralizzata. Gli obblighi di cui al comma 2 sono subordinati all’attivazione di progetti da parte dei comuni interessati. Art. 10 (Attività dei Centri per l’impiego ed inserimento lavorativo dei beneficiari) I centri per l’impiego, ai fini dell’inserimento lavorativo, hanno il compito della presa in carico dei soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza di cui alla presente legge ed erogano servizi ai fini dell’accompagnamento all’inserimento lavorativo, altresì provvedono nel corso del primo anno dall’entrata in vigore della presente legge, a forme di pubblicizzazione del diritto ai benefici del reddito di cittadinanza, attraverso l’invio di comunicazioni a mezzo posta o PEC, presso le residenze dei potenziali beneficiari. I centri per l’impiego cooperano con le regioni, i comuni e l’Agenzia del demanio, ciascuno con le proprie risorse, al fine di promuovere la nascita di nuove attività imprenditoriali in relazione alle caratteristiche produttive, commerciali, economiche del territorio, nell’ottica dell’inserimento lavorativo dei beneficiari di cui alla presente legge. Al fine di favorire la nascita di attività imprenditoriali di cui al comma 2 e nell’ottica dello sviluppo occupazionale nei settori innovativi, all'articolo 58, dopo il comma 1, del decreto-legge del 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, è inserito il seguente: <<1.bis) È riservata una quota del 10 per cento del totale dei beni immobiliari di cui al comma 1, da destinare a progetti di sviluppo di “start-up innovative” di cui all'articolo 25, comma 2, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 e da destinare a progetti di sviluppo di “incubatori certificati” di cui all'articolo 25, comma 5, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.>>. Le attività di cui al comma 1 possono essere altresì svolte dalle agenzie di intermediazione del lavoro di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 273. Le agenzie di cui al comma 4 oltre a tutte le agenzie per il lavoro di cui al decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, pur escluse dalla possibilità di prendere in carico il soggetto, sono tenute a inserire i dati in loro possesso nella banca dati di cui all’articolo 6 della presente legge. I centri per l’impiego, nonché le agenzie di intermediazione, in relazione ai servizi erogati di cui al comma 1 del presente articolo, tenendo conto delle competenze acquisite in ambito formale, non formale e informale, delle capacità fisiche, delle disabilità nonchè di mansioni precedentemente svolte, procurano al beneficiario proposte di lavoro. Tutte le Agenzie di cui al presente articolo, devono individuare, attraverso la Struttura informativa centralizzata, le candidature idonee a ricoprire le posizioni lavorative per le quali hanno ricevuto incarico da parte dei loro committenti. Le Agenzie formative accreditate hanno il compito di fornire una formazione mirata, orientata verso quei settori in cui è maggiore la richiesta di lavoro qualificato, in linea con le indicazioni degli osservatori regionali e nazionali del mercato del lavoro e delle politiche di Welfare. Le Agenzie formative accreditate devono garantire che almeno il 10% degli iscritti ai corsi che abbiano conseguito il titolo, trovino assunzione. Ai predetti fini formativi e di inserimento al lavoro, l’Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche di Welfare di cui all’articolo 5, comma 1, lettera h), della presente legge ha il compito di verificare e monitorare le attività delle agenzie formative e provvede ad inibire l’assegnazione di nuovi finanziamenti pubblici alle Agenzie formative accreditate, per l’anno successivo, nel caso di mancato inserimento al lavoro della quota minima del 10% degli iscritti che conseguono il titolo. Art. 11 (Obblighi del beneficiario in relazione all’inserimento lavorativo) Il beneficiario, in età non pensionabile ed abile al lavoro, fatte salve le previsioni di cui alla legge n.68 del 1999, in relazione alle proprie capacità è tenuto, pena la perdita del beneficio, a: a) fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti: b) sottoporsi al colloquio di orientamento di cui all’articolo 3 del decreto legislativo n. 181 del 2000 e successive modificazioni: c) accettare espressamente di essere avviato a un progetto individuale di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro; d) seguire il percorso di bilancio delle competenze previsto nonché redigere, col supporto dell’operatore addetto, il piano di azione individuale funzionale all’inserimento lavorativo; e) svolgere con continuità un’azione di ricerca attiva del lavoro, secondo le modalità definite con i servizi competenti; f) accettare espressamente, nel caso di individuazione di carenze professionali o di riconoscimento di specifiche propensioni, qualora rilevate dall’ente preposto durante il colloquio di orientamento ed il percorso di bilancio delle competenze, di essere avviato e completare corsi di riqualificazione professionale o formazione professionale da ritenersi obbligatori ai fini della presente legge con esclusione dei casi di comprovata impossibilità derivante da cause di forza maggiore; g) sostenere colloqui ovvero prove di selezione per attività lavorative attinenti alle competenze certificate; h) partecipare attivamente alla ricerca del lavoro e recarsi con cadenza periodica, pari a una volta a settimana, presso il centro per l’impiego o l’Agenzia che lo ha preso in carico Art. 12 (Cause di decadenza del beneficio in relazione all’inserimento lavorativo) Il beneficiario in età non pensionabile ed abile al lavoro o qualora disabile in relazione alle proprie capacità, perde il diritto all’erogazione del reddito di cittadinanza al verificarsi di una delle seguenti condizioni: a) non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11 della presente legge; b) sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego; c) rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue ai sensi del comma seguente, ottenute grazie ai colloqui avvenuti tramite il centro per l’impiego o le strutture preposte di cui agli articoli 5 e 10; d) qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell'anno solare; e) qualora non ottemperi agli obblighi di cui all'articolo 9 comma 6 della presente legge se in presenza di progetti già avviati dai Comuni. Ai fini della presente legge è considerata congrua la proposta di lavoro di cui al precedente comma se munita dei seguenti requisiti: a) è attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze acquisite dal beneficiario in ambito formale, non formale e informale, certificate nel corso del colloquio di orientamento e nel percorso di bilancio delle competenze dagli Enti preposti di cui all’articolo 10 della presente legge; b) la retribuzione oraria è pari a un importo maggiore o uguale all’ottanta per cento rispetto a quella delle mansioni di provenienza e comunque non inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di riferimento e in stretta osservanza di quanto previsto all’articolo 19 della presente legge; c) fatte salve espresse volontà del richiedente la sede del luogo di lavoro non dista oltre 50 chilometri dalla residenza del soggetto interessato e il luogo di lavoro è raggiungibile con i mezzi pubblici in un arco di tempo non superiore ad ottanta minuti. I lavoratori disabili iscritti nell'elenco di cui all'art. 8 della legge 12 Marzo 1999, n. 68, sono soggetti alle disposizioni previste dalla medesima legge nonché alle norme in materia di verifica e di accertamento dello stato di disoccupazione. Sono esentate dall'obbligo della ricerca del lavoro e dagli obblighi di cui all’art. 11 della presente legge le madri fino al compimento del terzo anno di età dei figli ovvero in alternativa i padri su specifica richiesta o comunque nel caso di nucleo familiare monoparentale. Ai fini della presente Legge la partecipazione del Beneficiario del reddito di cittadinanza, a progetti imprenditoriali promossi dal centro per l’impiego territorialmente competente ai sensi del comma 2 articolo 10 della presente legge, è da considerarsi alternativa ed equivalente all’assolvimento degli obblighi di formazione di cui all’articolo 11, lettera f). Art. 13 (Diritto all’abitazione) Lo Stato, le regioni e i comuni riconoscono ad ogni cittadino il diritto all’abitazione quale bene primario collegato alla personalità e annoverato tra i diritti fondamentali della persona tutelati dall’art. 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali recepito con legge n. 881 del 1977, dall’articolo 2 della Costituzione e dalla Carta sociale europea, sia per l’accesso all’alloggio che nel sostegno al pagamento dei canoni di locazione. I beneficiari del reddito di cittadinanza non proprietari di immobili ad uso abitativo e locatari dell’abitazione principale, non percettori di altre agevolazioni per l’abitazione, hanno diritto a ricevere l’agevolazione di cui al fondo nazionale di sostegno per l’accesso al contributo per le locazioni di cui all’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, maggiorata del 20 per cento. Al fine del presente articolo, per i beneficiari del reddito di cittadinanza, il fondo di cui al comma 2 del presente articolo è aumentato di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016 . All’onere si provvede mediante le maggiori risorse di cui agli articoli 20 e 21. Art. 14 (Misure integrative del reddito di cittadinanza) Ai fini di cui all’articolo 1 della presente legge nonché con l’obiettivo di applicare le normative di riferimento in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, i comuni anche riuniti in consorzi e le regioni erogano, compatibilmente alle loro risorse e nei limiti concessi dal Patto di Stabilità, servizi integrativi a supporto dei beneficiari del reddito di cittadinanza e forniscono: a) sostegno alla scolarità nella fascia d’obbligo, in particolare per acquisto di libri di testo; b) sostegno all’istruzione ed alla formazione dei giovani con particolare riferimento alla concessione di agevolazioni per l’acquisto di libri di testo ed il pagamento di tasse scolastiche ed universitarie; c) sostegno per l’accesso ai servizi sociali e socio-sanitari; d) misure di sostegno alla formazione e incentivi all’occupazione; e) misure di sostegno all’uso dei trasporti pubblici locali; f) misure volte a favorire il diletto attraverso la concessione di benefici per la fruizione di rappresentazioni culturali. Al fine di coniugare gli obiettivi di efficacia della presente legge e sostenere la diversificazione dei benefici offerti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero delle attività produttive e il Ministero dell’economia e delle finanze, emana entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge un decreto contenente misure volte a fornire agevolazioni per i costi utenze di gas, acqua, elettricità e telefonia fissa attraverso la determinazione di relative tariffe sociali per i beneficiari della presente legge. Art. 15 (Misure a tutela delle persone senza tetto o senza fissa dimora) Al fine di promuovere l’accesso ai benefici di cui alla presente legge, i comuni anche riuniti in consorzi in coordinamento con i centri per l’impiego, elaborano annualmente programmi di divulgazione e relativa assistenza in favore delle persone senza tetto o senza fissa dimora. Al fine di monitorare l’attuazione del presente articolo i comuni anche riuniti in consorzi comunicano semestralmente al ministero del lavoro e delle politiche sociali lo stato di attuazione dei programmi di cui al comma 1 del presente articolo ed i relativi risultati conseguiti. Entro trenta giorni dall’approvazione della presente legge il Ministero del lavoro e delle politiche sociali emana un regolamento contenente la modulistica per le comunicazioni di cui al comma 2 del presente articolo. Art. 16 (Erogazione) Il reddito di cittadinanza è erogato dall’INPS ed è riscosso: presso gli uffici postali in contanti allo sportello, con accredito sul proprio conto corrente postale, su conto di deposito a risparmio o con accredito su carta prepagata, tenuto conto delle esigenze del beneficiario. Ferma restando la competenza della sede dell’INPS, nel cui ambito territoriale il beneficiario è residente, il pagamento può essere richiesto presso ciascun ufficio pagatore sul territorio nazionale. Art. 17 (Incentivi) Al fine di agevolare la fiscalità generale l’importo mensile del reddito di cittadinanza è incrementato del 5 percento per i beneficiari che accettano di ricevere l’erogazione su carta prepagata e che utilizzano almeno il 70 per cento dell’importo della mensilità precedente in acquisti effettuati tramite la medesima carta prepagata. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze stipulano una convenzione con la società Poste italiane e con l’INPS finalizzata all’erogazione del reddito di cittadinanza tramite una carta prepagata gratuita di uso corrente, e alla predisposizione di uno strumento automatico utile a rilevare mensilmente l’ammontare della spesa effettuata tramite carta prepagata ai fini dell’erogazione degli incentivi di cui al comma 1 del presente articolo. Al fine di promuovere l’emersione del lavoro irregolare, il beneficiario che segnala alla direzione territoriale del lavoro una eventuale, propria prestazione lavorativa pregressa, e irregolare, a seguito di relativo accertamento da parte dalle autorità ispettive competenti, riceve una maggiorazione del reddito di cittadinanza nella misura del 5 per cento. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile e in attesa dell'adozione di ulteriori misure è istituito un incentivo per i datori di lavoro che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, lavoratori beneficiari della presente legge. Le assunzioni di cui al comma 4 devono comportare un incremento occupazionale netto per ogni singola azienda beneficiaria dell’incentivo. L'incentivo mensile e' pari al reddito di cittadinanza percepito dal beneficiario al momento dell’assunzione e non può superare a 600 euro mensili, corrisposti al datore di lavoro unicamente mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento, fatte salve le regole vigenti per il versamento dei contributi in agricoltura. L’incentivo di cui al comma 4 ha un durata massima di dodici mesi. L'incremento occupazionale di cui al comma 5 e' calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti all'assunzione. I dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale sono ponderati in base al rapporto tra le ore pattuite e l'orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L'incremento della base occupazionale va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, al medesimo soggetto titolare. Art. 18 (Verifiche della fruibilità del Reddito di Cittadinanza e sanzioni) L’accesso al reddito di cittadinanza è condizionato ad accertamento fiscale. Al predetto fine INPS e Agenzia delle entrate, sulla base di appositi controlli automatici, individuano l’esistenza di omissioni ovvero difformità dei dati dichiarati rispetto agli elementi conoscitivi in possesso dei rispettivi sistemi informativi e provvedono alle relative comunicazioni al Centro per l’impiego territorialmente competente. Il beneficiario che rilascia dichiarazioni mendaci, perde definitivamente il diritto al reddito di cittadinanza ed è tenuto altresì al rimborso di quanto percepito alla data della perdita del beneficio medesimo. L’inosservanza degli obblighi di cui all’articolo 9, comma 3, qualora relativi ad un incremento della capacità reddituale, a seguito di seconda omessa tempestiva comunicazione, comporta la perdita di ogni beneficio di cui alla presente legge. Il termine per la segnalazione di cui al comma 3 è fissato in giorni trenta dall’effettivo incremento reddituale. Il beneficiario del reddito di cittadinanza che svolge contemporaneamente attività di lavoro irregolare perde il diritto al beneficio per sempre ed è tenuto altresì al rimborso di quanto percepito alla data della perdita del beneficio medesimo. In caso di erogazione del reddito di cittadinanza, la mancata frequenza ai percorsi scolastici da parte del figlio minore a carico del beneficiario, comporta una riduzione della quota parte di reddito di cittadinanza riferita al minore a carico per ciascun figlio in dispersione scolastica. In caso di primo richiamo la riduzione sarà pari al 30 per cento ovvero al 50 per cento in caso di secondo richiamo ovvero alla perdita del beneficio in caso di terzo richiamo. Art. 19 (Salario minimo garantito) In adempimento dei principi sanciti dall’articolo 36 della Costituzione nonché dell’articolo 1 della presente legge, al fine di integrare le relative misure in favore di tutti i cittadini, è istituito il salario minimo garantito Fatte salve disposizioni di maggior favore previste dalla contrattazione collettiva nazionale la retribuzione oraria lorda applicabile a tutti i rapporti aventi per oggetto una prestazione lavorativa, non può essere inferiore a 9 euro. Art. 20 (Coperture) Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, fissati nella misura massima annua di 19.000 milioni di euro a decorrere dal 2014, si provvede con le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 81 e seguenti. All’articolo 2 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 6, le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “22 per cento”; b) ai commi 9, 10, 11 e 12, le parole “1° gennaio 2012” sono sostituite dalle seguenti; “1° gennaio 2014”; c) al comma 13, lettera a), numeri 1) e 3), le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “22 per cento”; d) al comma 19, lettere a), b) e c) numero 3), le parole “62,5 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “56,82 per cento”; e) al comma 26, le parole “31 dicembre 2011” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2013”; f) al comma 27: nel primo periodo sono aggiunte le seguenti parole: “e l’aliquota del 20 per cento sulla parte di redditi riferita al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2013” e dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Ai contratti sottoscritti fino al 31 dicembre 2013 l’aliquota del 20 per cento si applica ai redditi di cui al primo periodo riferiti al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2013”. nell’ultimo periodo, le parole “precedente periodo” sono sostituite dalle seguenti: “precedenti periodi”; g) il comma 28 è sostituito dal seguente: < per una quota pari al 56,82 per cento, se sono realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011 (e le plusvalenze e gli altri redditi diversi sono realizzati fino alla data del 31 dicembre 2013); per una quota pari al 90,91 per cento, se sono realizzate dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 (e le plusvalenze e gli altri redditi diversi sono realizzati successivamente al 31 dicembre 2013). Restano fermi i limiti temporali di deduzione previsti dagli articoli 68, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.>>; h) al comma 29, le parole “1° gennaio 2012” e le parole “31 dicembre 2011” sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: “1° gennaio 2014”, “31 dicembre 2013”; i) ai commi 30 e 31, le parole “31 marzo 2012” e le parole “16 maggio 2012” sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: “31 marzo 2014”, “16 maggio 2014”; l) al comma 32, le parole “al 31 dicembre 2012, per una quota pari al 62,5 per cento del loro ammontare” sono sostituite dalle seguenti: “al 31 dicembre 2013, per una quota pari al 90,91 per cento del loro ammontare”; m) al comma 33 le parole “successivamente, per una quota pari al 62,50 per cento del loro ammontare” sono sostituite dalle seguenti: "successivamente per una quota pari al 56,82 per cento del loro ammontare e quelli rilevati nel 2012 e nel 2013 per una quota pari al 90,91 per cento del loro ammontare.”. Alle disposizioni di cui al 81 si applicano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2011. All’articolo 4, comma 2, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “22 per cento”. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, le parole “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “22 per cento”. Le disposizioni dei commi da 81 a 84, esplicano effetto a decorrere dal 1° gennaio 2014. A decorrere dal 1 gennaio 2014 una quota non inferiore a 2.700 milioni di euro annui delle entrate derivanti dai giochi pubblici è destinata alle finalità della presente legge. Al fine di assicurare le predette risorse il Ministero dell’economia e finanze- Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato è autorizzato ad emanare , con propri decreti dirigenziali entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, disposizioni per introdurre nuove modalità dei giochi già esistenti compresi il Lotto e i giochi numerici a totalizzazione nazionale, modificare la misura del prelievo erariale unico attualmente applicato ed eventuali addizionali, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita. Le dotazioni finanziarie iscritte nello Stato di previsione del Ministero della Difesa a legislazione vigente, per competenza e per cassa, per ciascuno degli anni del triennio 2014-2016, ivi inclusi i programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per la difesa nazionale, sono accantonate e rese indisponibili su indicazione del Ministro della Difesa per un importo non inferiore a 2.500 milioni annui, per essere riassegnate all’entrata del Ministero dell’economia e finanze. A decorrere dall’anno 2014, l’imposta di bollo di cui all’articolo 19, comma 6, del Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, in legge 22 dicembre 2011, n. 214 , si applica nella misura del 18 per mille. A decorrere dal 1° gennaio 2014, per un periodo di tre anni, sugli importi lordi dei trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatoria è dovuto un contributo di solidarietà, da calcolare applicando le seguenti aliquote progressive: a) da 1 fino a 6 volte il minimo: aliquota 0,1 per cento; b) da 6 fino a 11 volte il minimo: aliquota 0,5 per cento c) da 11 fino a 15 volte il minimo: aliquota 5 per cento d) da 15 fino a 20 volte il minimo: aliquota 10 per cento e) da 20 fino a 25 volte il minimo: aliquota 15 per cento f) da 25 fino a 31 volte il minimo: aliquota 20 per cento g) da 31 fino a 39 volte il minimo: aliquota 25 per cento h) da 39 fino a 50 volte il minimo: aliquota 30 per cento i) oltre 50 volte il minimo: aliquota 32 per cento. Le somme derivanti dalla presente disposizione concorrono integralmente al finanziamento degli interventi previsti dal presente articolo. I partiti e i movimenti politici ai quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuto il finanziamento pubblico ai sensi della legge 6 luglio 2012, n. 96, e della legge 3 giugno 1999, n. 157, in relazione alle elezioni svoltesi anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, il cui termine di erogazione non è ancora scaduto alla data medesima, cessano dal diritto ad usufruirne a decorrere dall'esercizio finanziario in corso. Sono abrogati: a) gli articoli 1 e 3, commi dal secondo al sesto, della legge 18 novembre 1981, n. 659; b) l'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 413; c) gli articoli 9 e 9-bis, nonché l'articolo 12, comma 3, limitatamente alle parole: «dagli aventi diritto», l'articolo 15, commi 13, 14, limitatamente alle parole: «che non abbiano diritto ad usufruire del contributo per le spese elettorali», e 16, limitatamente al secondo periodo, e l'articolo 16 della legge 10 dicembre 1993, n. 515; d) l'articolo 6 della legge 23 febbraio 1995, n. 43; e) l'articolo 1, commi 1, 1-bis, 2, 3, 5, 5-bis, 6, con esclusione del secondo periodo, 7, 8, 9, 10, e gli articoli 2 e 3 della legge 3 giugno 1999, n. 157; f) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 9, commi da 8 a 21, e 10 della legge 6 luglio 2012, n. 96. In considerazione della eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, all’articolo 11, comma 1, la lettera e) del Testo unico delle imposte sui redditi del 22 dicembre 1986 n. 917, è sostituita dalle seguenti: "e) oltre 75.000 euro e fino a 100.000 euro, 43 per cento; f) oltre 100.000 euro, 45 per cento”. A decorrere dal 1°gennaio 2014 è istituita un'imposta progressiva sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari determinata e percepita dallo Stato. Per grandi patrimoni si intendono i patrimoni il cui valore complessivo è superiore a 1.500.000 euro. Per patrimoni mobiliari si intendono: a) le automobili, le imbarcazioni e gli aeromobili di valore; b) i titoli mobiliari, esclusi i titoli emessi dallo Stato italiano, quelli emessi dalle società quotate e le obbligazioni bancarie e assicurative. Sono esclusi gli immobili di proprietà di persone giuridiche che sono utilizzati dalle medesime ai soli fini dell'esercizio dell'attività imprenditoriale. L'imposta di cui al comma 94 è dovuta dai soggetti proprietari o titolari di altro diritto reale, persone fisiche o persone giuridiche, nelle seguenti misure: 1) per patrimoni superiori a 1.500.000 euro, lo 0,50 per cento; 2) per patrimoni superiori a 2.500.000 euro, lo 0,75 per cento; 3) per patrimoni superiori a 5.000.000 di euro, lo 0,85 per cento; 4) per patrimoni superiori a 10 milioni di euro, l'1,5 per cento; 5) per patrimoni superiori a 15 milioni di euro, il 3 per cento. Entro il 31 marzo 2012, l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio individua i valori dei patrimoni immobiliari. Il valore complessivo dei patrimoni immobiliari è calcolato sommando i valori determinati ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, così come modificati dal presente articolo . Dall'applicazione dell'imposta sono esclusi i fondi immobiliari e le società di costruzioni. L'imposta è versata in un'unica soluzione entro il 30 dicembre di ciascun anno. La somma da versare può essere rateizzata in rate trimestrali, previa autorizzazione dell'Agenzia delle entrate. A decorrere dal 1° gennaio 2014, i contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 sono abrogati. Le risorse iscritte nel bilancio dello stato sono versate all’entrata del bilancio per essere riassegnate al Fondo di cui al comma 4. A decorrere dal 1° gennaio 2014 tutte le risorse stanziate per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono destinate integralmente al Fondo per il reddito di cittadinanza. A decorrere dal 1° gennaio 2014, le somme riferite alle scelte non espresse dai contribuenti della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche ai sensi di quanto stabilito dall'articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n.222, sono destinate integralmente al Fondo per il reddito di cittadinanza di cui al comma 4. Conseguentemente, apportare le seguenti modifiche: A) All'articolo 6, al comma 19, apportare le seguenti modificazioni: 1) dopo la lettera a), aggiungere le seguenti: "a-bis) all'articolo 6, comma 8, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento»; a-ter) all'articolo 6, comma 9, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento»;" 2) dopo la lettera b), aggiungere la seguente: "b-bis) all'articolo 7, comma 2, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento»;" B) all'articolo 7, sopprimere il comma 7; C) All'articolo 9, sopprimere i commi 5, 9,13, 14, 22; D) All'articolo 10, comma 6, le parole "500 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "650 milioni"; E) All'articolo 12, sopprimere il comma 4; F) Le dotazioni incluse nella Tabella A sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 50 milioni di euro a decorrere dal 2014; G) Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014." Allegato 1 Calcolo del reddito di cittadinanza Componenti nucleo familiare Soglia di povertà del nucleo familiare per l’anno 2013 1 600 2 1.000 3 1.330 4 1.630 5 1.900 6 2.160 7 2.400 Allegato 2 Algoritmi per il calcolo del Reddito di Cittadinanza per il singolo beneficiario componente di un nucleo familiare Caso 1 Tutti i componenti percepiscono un reddito inferiore al reddito di cittadinanza potenziale Ni= numero dei componenti il nucleo familiare Sp= Valore della soglia di povertà indicato dalla tabella di allegato 1 Ra, Rb, Rc,...Ri= redditi dei componenti del nucleo familiare Rf= Reddito familiare dato dalla somma dei redditi dei componenti il nucleo familiare: Rf= Ra+Rb+Rc+... Ri Rcf=reddito di cittadinanza del nucleo familiare calcolato sulla base del reddito familiare e della tabella di allegato 1 Rcf= Sp-Rf Rcx= Reddito di cittadinanza potenziale Rcx=Sp/Ni Rca, Rcb, Rcc,....Rci= reddito di cittadinanza del componente iesimo del nucleo familiare Rci=Rcx-Ri Caso 2 Uno dei componenti del nucleo familiare percepisce un reddito superiore al reddito di cittadinanza potenziale Ni= numero dei componenti il nucleo familiare Sp= Valore della soglia di povertà indicato dalla tabella di allegato 1 Ra, Rb, Rc,...Ri= redditi dei componenti del nucleo familiare Rs= Reddito del componente del nucleo familiare che supera il reddito di cittadinanza potenziale del componente del nucleo familiare Rf= Reddito familiare dato dalla somma dei redditi dei componenti il nucleo familiare: Rf= Ra+Rb+Rc+Rs+... Ri Rcf=reddito di cittadinanza del nucleo familiare calcolato sulla base del reddito familiare e della tabella di allegato 1 Rcf= Sp-Rf Rcx= Reddito di cittadinanza potenziale Rcx=Sp/Ni Es=Extra reddito del componente che ha un reddito superiore al redditto di cittadinanza potenziale Es=Rs-Rcx Rca, Rcb, Rcc,= Redditi di cittadinanza riferiti ai componenti a, b, c del nucleo familiare Rci= reddito di cittadinanza del componente iesimo del nucleo familiare Rci=Rcx-(Ri+(Es/(N-1))) Nel caso 2 il reddito di cittadinanza del componente iesimo del nucleo familiare che percepisce un reddito inferiore al reddito potenziale è dato dal reddito potenziale diminuito della somma del reddito del componente iesimo e dell’extra reddito del componente che supera il reddito potenziale ripartito tra gli altri familiari. In tutti i casi il componente del nucleo familiare che percepisce un reddito superiore al reddito potenziale non percepisce alcun reddito di cittadinanza.

La fortuna di avere il Dollaro - GZ  

  By: GZ on Giovedì 27 Novembre 2014 07:04

Funziona così: di giorno non succede granchè, poi dalle 10 di sera iniziano i saccheggi che durano tutta la notte. Si vede che passano la giornata a dormire per poter stare su la notte a "protestare". Hanno attaccato anche il municipio e la polizia ha ordine di stare a guardare e lasciar fare. Per fortuna che l'America ha il dollaro per cui che ne stampa e si ripaga, per l'economia sarà positivo e la borsa salirà. #ALLEGATO_1# Viene però la curiosità: una volta che hanno distrutto la città, in cui tra parentesi abitano anche loro, cosa faranno i neri ? Cominceranno a "dimostrare" perchè il governo federale non finanzia abbastanza in fretta la ricostruzione della città ? Saranno però in difficoltà perchè su cosa sfogheranno la giusta rabbia per la ricostruzione che non è abbastanza rapida ? I giornali italiani minimizzano, ne parlano il meno possibile e continuano a titolare "proteste in America". Bisognerà cambiare il dizionario per distinguere chi dimostra per strada con striscioni e megafoni e chi distrugge un intera città, saccheggiando, bruciando e devastando ogni tipo di ufficio e negozio, rubando, sparando sulla polizia e i pompieri persino. La polizia comunque ha avuto ordine di non fare niente e di lasciar distruggere tutto, sono tre giorni che va avanti e leggo stasera che a Los Angeles si sta allargando, che cominciano a fare danni in zone centrali tipo Flower e Wilshire dove ho abitato... Perchè non mostrano queste cose i giornali "perbene" in Italia e continuano con la finzione delle "proteste"? Chissà, magari poi fai fatica a giustificare che l'Italia abbia usato la sua marina militare e speso centinaia di milioni di euro per far arrivare qui dai 100 mila ai 150 mila africani solo con "Mare Nostrum" nell'ultimo anno. Come dicono al PD in Emilia, poi è tutta gente che voterà per noi ... il sindaco Muzzarelli è stato eletto domenica nonostante lo abbiano beccato a fare un accordo segreto con la comunità filippina" perchè votassero in blocco per lui. In Gran Bretagna, dove a Londra oggi gli inglesi-inglesi sono meno del 50% della popolazone, è venuto fuori che ai tempi di Blair il partito laburista aveva messo a punto un piano per fare entrare immigrati dal terzo mondo per aumentare i propri voti