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Un appello per una nuova moneta fiscale... da cui mi dissocio... - GZ  

  By: GZ on Martedì 25 Novembre 2014 02:14

^Repubblica ieri#http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2014/11/proposta-repubblica.pdf^ e anche "Micromega" e "il Fatto" questa settimana pubblicano un appello a creare i certificati di credito fiscali ^di cui parla il libro#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^ scritto con Marco Cattaneo (con introduzioni di Warren Mosler e Biagio Bossone). ^L'hanno firmato Cattaneo, Grazzini, Bossone, Sylos-Labini, Luciano Gallino#http://www.syloslabini.info/online/risolviamo-la-crisi-dellitalia-adesso/^. Dopo averne discusso per un mese io non l'ho firmato. #ALLEGATO_1# In questo appello e ^negli articoli di Grazzini apparsi su il Fatto#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/18/certificati-credito-fiscale-possibile-moneta-nazionale-complementare-alleuro/1216014/^, Micromega e ora nella recensione di Repubblica, i crediti fiscali vengono presentati come un modo di evitare l'uscita dall'Euro #F_START# size=3 color=black #F_MID#("... senza uscire dall'Euro e subire le conseguenze che una scelta del genere implicherebbe..")#F_END# Avevo scritto nel libro due capitoli sull'Euro, intitolando il primo: #F_START# size=3 color=black #F_MID#"Il problema dell'Euro E' come uscirne"#F_END# giusto per non lasciare dubbi. Nel secondo capitolo spiegavo le ragioni però per cui era meglio non puntare sul ritorno "secco" alla lira e introdurre come prima mossa BTP e crediti fiscali (+ banche pubbliche che li comprano). #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Introdurre questa "quasi-moneta" o "euro-lire", sotto forma di crediti e BTP fiscali, è il primo passo che porta a scardinare il sistema dell'Euro. Come era spiegato con esempi storici e con la descrizione di Target2 in ogni caso l'Euro è destinato a crollare, perchè non ha senso economico ed è un progetto politico (al servizio della mondializzazione)#F_END#. L'idea di creare una moneta parallela, all'interno del sistema dell'Euro, che in qualche modo simula i poteri della Banca Centrale che oggi non abbiamo, non deve servire a illudere che questo sistema dell'eurozona, della BCE e della Troika funzionerà, ^come sembra invece dall'appello#http://www.syloslabini.info/online/risolviamo-la-crisi-dellitalia-adesso/^ La questione è complicata e ho scritto centinaia di post/articoli qui oltre al libro (vedi ^l'ultima sintesi che ho messo in PDF tre giorni fa#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/60_PDF.pdf^), ma in sostanza io sono dalla parte dell'Uscita dall'Euro (e dell'Eurozona che ovviamente comporta), dalla parte del M5S, della Lega e di tutti altri (Savona, Caracciolo, Rinaldi, Bagnai, Borghi...) che vogliono che l'Italia torni indipendente. La differenza è che, a mio avviso, non funziona proporre come stanno facendo finora il ritorno "secco" alla Lira, cioè la conversione forzosa di tutti i conti bancari e del contante da Euro a Lire. ^Questo è pericoloso#http://www.cobraf.com/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123571689#123571689^ e non è nemmeno necessario se ci pensi bene. Si può invece introdurre subito, senza aspettare un referendum nel 2016, un piano di creazione di "euro-lire", sotto forma di: a) crediti fiscali, b) BTP utilizzabili per pagare le tasse e c) banche pubbliche (nazionalizzare delle banche) che li comprino. Questo "trio" di misure consentirà di creare moneta in Italia, in parallelo agli euro, da usare per ridurre tutte le tasse di 100 o 150 miliardi all'interno, senza aver bisogno del "supporto della BCE" #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Introdurre in questo modo una moneta parallela all'Euro oggi in Italia NON SIGNIFICA FAR CREDERE CHE IN QUESTO MODO L'EURO FUNZIONERA'#F_END# . Per il semplice motivo che non è vero. Se anche un nuovo governo italiano riducesse le tasse di 100 o 150 mld, dovrebbe farlo agendo autonomamente all'interno dell'Euro, mettendosi in contrasto con la BCE. Questo è ovvio a chiunque e non vale la pena neanche di discuterlo. La conseguenza dell'adozione di un piano del genere da parte dell'Italia è che i paesi del nord-europa reagirebbero buttandola fuori dall'euro o uscendone loro... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#La probabilità che la BCE, la Troika e la Germania accettino un piano del genere da parte dell'Italia è zero (toglierebbe alla BCE il suo potere...). Un piano di emissione di moneta di uno stato membro va contro lo spirito e la lettera di tutti i trattati europei e tutta la costruzione dell'Eurozona da Maastricht in poi. Il principio fondatore dell'Eurozona e dell'Euro è: "niente creazione moneta da parte di un singolo stato". Sarebbe come proporre di introdurre la proprietà privata all'interno dell'URSS nel 1970...e dire "in questo modo il comunismo funzionerà meglio..."#F_END# Non è corretto illudere che in questo modo "ripristini la domanda e la crescita" all'interno dell'Euro e che si eviterà l'uscita e lo si farà funzionare. Emettere crediti fiscali+ BTP fiscali+nazionalizzare banche e farglieli comprare è un modo per uscire dall'Euro in modo graduale, senza la conversione forzosa di conti bancari e contanti che rischia il crac del sistema bancario. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#E' un modo intelligente di uscire dall'Euro in modo graduale e con il minimo di sconquasso#F_END# Non bisogna far credere che sarebbe invece una soluzione che farà funzionare l'Euro, come vedo ora i miei colleghi stanno suggerendo su Micromega, il Fatto o Repubblica... Capisco che politicamente questo possa suonare più accettabile su Repubblica o il Fatto, ma purtroppo dal punto di vista economico-finanziario è falso. Mi fa piacere che in questo modo l'idea di creare moneta da parte dello stato venga discussa ora, grazie soprattutto a Grazzini, su queste pubblicazioni, ma il fatto tecnico dello schema dei certificati non deve ingannare. In Italia e in Europa ci sono oggi due campi: quello di chi dice che non c'è bisogno di uscire dal sistema dell'euro perchè può esser fatto funzionare e quello di chi vuole uscire dalla trappola dell'Eurozona, della BCE e della Troika. Io sono nel secondo.

Il razzismo è il problema dell'italia - GZ  

  By: GZ on Lunedì 24 Novembre 2014 02:30

Il razzismo è il problema dell'italia, l'auto-razzismo. Ai vertici e alla base. Ai vertici, il bilancio dello stato è stato tolto di mano agli italiani e affidato alla Troika, Merkel, FMI perchè non siamo affidabili. Tutto viene deciso a Bruxelles, Berlino e New York perchè non si può più lasciar gestire una cosa importante come le finanze dello stato agli italiani, è gente che non può avere la propria moneta e banca centrale e deve quindi chiedere permesso per avere i soldi del terremoto e va sempre tenuta sotto esame perchè sono degli incapaci (^"via libera Ue all’Italia, «Ci sarà nuovo esame a marzo»#http://www.corriere.it/politica/14_novembre_22/legge-stabilita-via-libera-ue-italia-revisione-marzo-d78529c2-7281-11e4-9b29-78c5c2ace584.shtml^, 23 nov 2014, Corriere). Gli stranieri sono migliori di noi e fanno pure i nostri interessi. Alla base idem. La società italiana è stata aperta a tutte le popolazioni del mondo, dai cinesi ai tunisini ai nigeriani passando per i rumeni, che vanno fatti entrare a centinaia di migliaia (150mila solo dal nordafrica con "Mare Nostrum") perchè gli italiani hanno poca voglia di sacrificarsi, di lavorare e intraprendere e senza gli immigrati e ci viene spiegato che nelle fabbriche ci vanno solo loro, i lavori duri li fanno loro, solo loro aprono nuove imprese mentre gli italiani le chiudono ^("... le imprese create da immigrati sono 497 mila (l’8,2% del totale: a dispetto della crisi ...")#http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_23/i-39-miliardi-che-migranti-danno-all-economia-italiana-4b10510c-72df-11e4-9964-9b0d57bdf835.shtml^ Questa è l'Italia descritta sulla stampa del regime, Corriere, Repubblica, Il Fatto e televisioni... dove leggi delle decine di migliaia di aziende italiane che chiudono e poi dell'aumento delle imprese create da immigrati, i quali (se leggi il Corriere) sono miracolosamente immuni alla crisi! Raccontano che le imprese aumentano in Italia (nel mezzo della Depressione), ma solo quelle degli immigrati, per cui in pratica se vogliamo uscire dalla crisi ne deduci che dovremmo affidare a loro la gestione dell'economia. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#All'"Europa" cioè alla Troika dobbiamo affidare le finanze dello stato e la moneta e agli immigrati di ogni etnia del mondo affidiamo le imprese e il lavoro. Gli italiani "autoctoni"... mah... c'è qualcosa che ancora gli italiani possono fare oltre i giornalisti ? #F_END# (Anche nell'impiego pubblico meglio provare con gli immigrati, qui a Modena ad es. hai anche vigili, farmacisti e impiegati comunali africani, perchè sono mestieri che notoriamente nessun italiano vuole fare...) Questa è la propaganda che subiamo tutti i giorni dalle scuole elementari ai giornali: ieri sul Corriere avevi ad es. ^questo pezzo di Gian Antonio Stella Stella #http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_23/i-39-miliardi-che-migranti-danno-all-economia-italiana-4b10510c-72df-11e4-9964-9b0d57bdf835.shtml^, di quelli che in URSS sulla Pravda celebravano una volta i vantaggi economici del comunismo e oggi invece celebrano i vantaggi economici dell'immigrazione...Nessuno ha fatto tanti soldi vendendo libri sulla casta, la corruzione e il marcio della società italiana quanto Gian Antonio Stella Stella, che ha scritto migliaia di pagine dove non salva nessuno e trova parassiti, corrotti e ladri ovunque in Italia. Quando si tratta di immigrati però Stella vede il contrario e i difetti degli italiani sono ribaltati in virtù. Qui a Modena ieri Salvini, era a parlare in Piazza Grande e mi hanno detto che la Kyenge (che è di Modena) lo ha interrotto ed è salita sul palco sventolando appunto ^questo articolo sui 3,9 miliardi#http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_23/i-39-miliardi-che-migranti-danno-all-economia-italiana-4b10510c-72df-11e4-9964-9b0d57bdf835.shtml^ per dire che gli immigrati sono una ricchezza per l'Italia.. E Salvini: #F_START# size=3 color=blue #F_MID#"...e se portano ricchezza in Italia allora perchè non ritornano ai loro paesi di origine e ne portano anche là ?"#F_END#... che sono paesi che ne avrebbero molto bisogno.. (applausi..) #/i# Nota: la Kyenge è arrivata sotto il palco con la sua scorta di diverse auto e una decina di poliziotti che costa qualche centinaia di migliaia di euro l'anno...Salvini non ha avuto il coraggio di notarlo, ma la gente intorno invece sì... e mi dicevano, ma questo non so confermarlo, che anche la figlia della Kyenge avrebbe la scorta ora perchè su Facebook qualcuno l'ha insultata..#/i# ********************************** ^"I 3,9 miliardi che i migranti danno all’economia italiana"#http://www.corriere.it/cronache/14_novembre_23/i-39-miliardi-che-migranti-danno-all-economia-italiana-4b10510c-72df-11e4-9964-9b0d57bdf835.shtml^ di Gian Antonio Stella, Corriere, 21 novembre#i# Ha ragione papa Francesco: gli immigrati sono una ricchezza. Lo dicono i numeri. Fatti i conti costi-benefici, spiega un dossier della fondazione Moressa, noi italiani ci guadagniamo 3,9 miliardi l’anno. E la crisi, senza i nuovi arrivati che hanno fondato quasi mezzo milione di aziende, sarebbe ancora più dura. Certo, è facile in questi tempi di pesanti difficoltà titillare i rancori, le paure, le angosce di tanti disoccupati, esodati, sfrattati ormai allo stremo. Soprattutto in certe periferie urbane abbruttite dal degrado e da troppo tempo vergognosamente abbandonate dalle pubbliche istituzioni. Ma può passar l’idea che il problema siano «gli altri»? #F_START# size=3 color=blue #F_MID# ehi... hai fatto caso che nelle imprese che aprono i cinesi e qualche albanese (i tunisini, marocchini, nigeriani, ghanesi, rumeni aprono imprese più che altro negli articoli del Corriere) assumono i loro ? Dove 'azzo andranno al lavorare i tuoi nipoti quando le imprese in Italia siano gestite da stranieri come tu auspichi ?. E a proposito, è lo stesso in America: a Silicon Valley quando un impresa di software ha un proprietario indiano o cinese di americani di origine europea NON NE ASSUME.. Sono "solidali" tra di loro. Prova a parlare con gli ingegneri americani o a leggere i loro forum, quando il tizio che recluta è indiano è anche inutile andare al colloquio.....Bisogna invece che cominciamo a importare migliaia di giornalisti dall'Africa, dall'Asia e dalla Romania e li mettiamo in concorrenza con voi...tanto molto peggio non possono fare di voi al Corriere...#F_END# Non c’è massacro contro i nostri nonni emigrati, da Tandil in Argentina a Kalgoorlie in Australia, da Aigues Mortes in Francia a Tallulah negli Stati Uniti, che non sia nato dallo scoppio di odio dei «padroni di casa» contro gli italiani che «rubavano il lavoro». Basti ricordare il linciaggio di New Orleans del 15 marzo 1891, dove tra i più assatanati nella caccia ai nostri nonni c’erano migliaia di neri, rimpiazzati nei campi di cotone da immigrati siciliani, campani, lucani. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# (... ma dove 'azzo mai sono stati "nei campi di cotone" gli immigrati italiani, che erano tutti nelle grandi città del nord-est in America tipo Chicago, New York, Boston... ? la tecnica di prendere un singolo episodio vero, esagerarlo e fingere che rappresenti l'America (o l'Italia) che utilizza Stella alla lunga stanca). Comunque, i sindacati americani e i lavoratori americani, quando non erano intimiditi come adesso, sono sempre stati contro l'immigrazione e cosa ci sarà mai di strano ? Perchè mai dovrebbero essere a favore ? Una volta non c'era questo lavaggio del cervello e capivano il semplice fatto economico che l'immigrazione fa ridurre i salari. Potete arrampicarvi sugli specchi al Corriere e al Sole24 ore tutti i giorni fin che volete, ma è come negare che la pioggia bagna e il sole scalda. E Roosevelt. lo sai che mantenne l'America totalmente chiusa all'immigrazione dal 1933 alla sua morte perchè appunto c'era una crisi economica ? E questo "populismo" di Roosevelt era uno dei motivi forse per cui era così popolare e lo rieleggevano sempre con maggioranze bulgare... Ehi... Roosevelt era contro l'immigrazione!!! Keynes pure ed era anche protezionista lo sai ? #F_END# Eppure quei nostri nonni contribuirono ad arricchire le loro nuove patrie («la patria è là dove si prospera», dice Aristofane) proprio come ricorda Francesco: «I Paesi che accolgono traggono vantaggi dall’impiego di immigrati per le necessità della produzione e del benessere nazionale». #F_START# Da quando in qua il Papa è un esperto di economia, che la Chiesa vive di elemosine, donazioni (...qualche manipolazione finanziaria vedi MontePaschi..), predica la povertà e la auspica ? Per la Chiesa il benessere è un nemico della fede, cosa comprensibile da loro punto di vista perchè la gente che non soffre viene meno in chiesa, per cui più gente miserabile c'è in Italia e più hanno speranze di trovare preti e suore e gente che viene in chiesa.. #F_END# Creano anche un mucchio di problemi? Sì. Portano a volte malattie che da noi erano ormai sconfitte? Sì. Affollano le nostre carceri soprattutto per alcuni tipi di reati? Sì. Vanno ad arroccarsi in fortini etnici facendo esplodere vere e proprie guerre di quartiere? Sì. E questi problemi vanno presi di petto. Con fermezza. C’è dell’altro, però . E non possiamo ignorarlo. Due rapporti della Fondazione Leone Moressa e Andrea Stuppini, collaboratore de «lavoce.info», spiegano che non solo le imprese create da immigrati sono 497 mila (l’8,2% del totale: a dispetto della crisi) per un valore aggiunto di 85 miliardi di euro, ma che nei calcoli dare-avere chi ci guadagna siamo anche noi. Nel 2012 i contribuenti nati all’estero sono stati poco più di 3,5 milioni e «hanno dichiarato redditi per 44,7 miliardi di euro (mediamente 12.930 euro a persona) su un totale di 800 miliardi di euro, incidendo per il 5,6% sull’intera ricchezza prodotta». L’imposta netta versata «ammonta in media a 2.099 euro, per un totale complessivo pari a 4,9 miliardi». Con disparità enorme: 4.918 euro pro capite di Irpef pagata nel 2013 in provincia di Milano, 1.499 in quella di Ragusa. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Come razzo si concilia questo dato, che gli immigrati in media hanno un reddito (12.930 euro a persona che è meno della metà di quello medio italiano), con l'affermazione che hanno creato mezzo milione di imprese che creano ricchezza... ? Stella sta dicendo che, su 23 milioni di residenti che lavorano in Italia e che ^pagano circa 10 miliardi di imposte come gettito totale IRPEF IRES e IRAP#http://www.panorama.it/economia/opinioni/irpef-governo-renzi-salari/^, gli immigrati che lavorano sono 3,5 milioni (quindi 14% del totale degli occupati), ma pagano solo 4,9 miliardi di euro, cioè un 2% (...4,9 mld /210 mld...) ! ...'azzo ma pensano proprio che siamo deficienti.. AStando agli stessi dati che cita, gli immigrati sono il 14% della popolazione che lavora, ma pagano il 2% circa di tasse sul reddito... !#F_END# A questa voce, però, ne vanno aggiunte altre. Ad esempio l’Iva: «Una recente indagine della Banca d’Italia ha evidenziato come la propensione al consumo delle famiglie straniere (ovvero il rapporto tra consumo e reddito) sia pari al 105,8%: vale a dire che le famiglie straniere tendono a non risparmiare nulla, anzi ad indebitarsi o ad attingere a vecchi risparmi. Ipotizzando che il reddito delle famiglie straniere sia speso in consumi soggetti ad Iva per il 90% (escludendo rimesse, affitti, mutui e altre voci non soggette a Iva), il valore complessivo dell’imposta indiretta sui consumi arriva a 1,4 miliardi di euro». Più il gettito dalle imposte sui carburanti (840 milioni circa), i soldi per lotto e lotterie (210 milioni) e rinnovi dei permessi di soggiorno (1.741.501 nel 2012 per 340 milioni) e così via: «Sommando le diverse voci, si ottiene un gettito fiscale di 7,6 miliardi». Poi c’è il contributo previdenziale: «Considerando che secondo l’ultimo dato ufficiale Inps (2009) i contributi versati dagli stranieri rappresentano il 4,2% del totale, si può stimare un gettito contributivo di 8,9 miliardi». Cosicché «sommando gettito fiscale e contributivo, le entrate riconducibili alla presenza straniera raggiungono i 16,6 miliardi». #F_START# size=5 color=blue #F_MID# OK... manca il tempo di commentare tutto. Ricordate un dato solo: le imposte totali incassate in Italia sono circa 760 miliardi. Ok ? 760 miliardi di euro. Gli immigrati, stando a quello che scrive lo stesso Stella, ne pagano solo 16,6 miliardi.... Quanto fa in percentuale ? Un 2% e rotti...Lo scrive lui stesso.. ? #F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Ma tanto i numeri e le percentuali chi le capisce eh Stella ? Per cui ripete come un martello: "gli immigrati....sono una ricchezza. Lo dicono i numeri, ci guadagniamo 3,9 miliardi l’anno. E la crisi....sarebbe ancora più dura senza di loro...." #F_END# Ma se questo è quanto danno, quanto ricevono poi gli immigrati? «Considerando che dopo le pensioni la sanità è la voce di gran lunga più importante e che all’interno di questa circa l’80% della spesa è assorbita dalle persone ultrasessantacinquenni», risponde lo studio, l’impatto dei nati all’estero (nettamente più giovani e meno acciaccati degli italiani) è decisamente minore sul peso sia delle pensioni sia della sanità, dai ricoveri all’uso di farmaci. Certo, è maggiore nella scuola «dove l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana ha raggiunto l’8,4%», ma qui «la parte preponderante della spesa è fissa». E i costi per la giustizia? «Una stima dei costi si aggira su 1,75 miliardi di euro annui». E le altre spese? Contate tutte, rispondono Stuppini e la Fondazione. Anche quelle per i Centri di Identificazione ed Espulsione: «Per il 2012 il costo complessivo si può calcolare in 170 milioni». In ogni caso, prosegue il dossier, «si è considerata la spesa pubblica utilizzando il metodo dei costi standard, stimando la spesa pubblica complessiva per l’immigrazione in 12,6 miliardi di euro, pari all’1,57% della spesa pubblica nazionale. Ripartendo il volume di spesa per la popolazione straniera nel 2012 (4,39 milioni), si ottiene un valore pro capite di 2.870 euro». Risultato: confrontando entrate e uscite, «emerge come il saldo finale sia in attivo di 3,9 miliardi». Per capirci: quasi quanto il peso dell’Imu sulla prima casa. Poi, per carità, restano tutti i problemi, i disagi e le emergenze che abbiamo detto. Che vanno affrontati, quando serve, anche con estrema durezza. Ma si può sostenere, davanti a questi dati, che mantenere l’estensione della social card ai cittadini nati all’estero ma col permesso di soggiorno è «un’istigazione al razzismo»? Per non dire dell’apporto dei «nuovi italiani» su altri fronti. Dice uno studio dell’Istituto Ricerca Sociale che ci sono in Italia 830 mila badanti, quasi tutte straniere, che accudiscono circa un milione di non autosufficienti. Il quadruplo dei ricoverati nelle strutture pubbliche. Se dovesse occuparsene lo Stato, ciao: un posto letto, dall’acquisto del terreno alla costruzione della struttura, dai mobili alle lenzuola, costa 150 mila euro. Per un milione di degenti dovremmo scucire 150 miliardi. E poi assumere (otto persone ogni dieci posti letto) 800 mila addetti per una spesa complessiva annuale (26mila euro l’uno) di quasi 21 miliardi l’anno. Più spese varie. Con un investimento complessivo nei primi cinque anni di oltre 250 miliardi.Ha ragione papa Francesco: gli immigrati sono una ricchezza. Lo dicono i numeri. Fatti i conti costi-benefici, spiega un dossier della fondazione Moressa, noi italiani ci guadagniamo 3,9 miliardi l’anno. E la crisi, senza i nuovi arrivati che hanno fondato quasi mezzo milione di aziende, sarebbe ancora più dura. Certo, è facile in questi tempi di pesanti difficoltà titillare i rancori, le paure, le angosce di tanti disoccupati, esodati, sfrattati ormai allo stremo. Soprattutto in certe periferie urbane abbruttite dal degrado e da troppo tempo vergognosamente abbandonate dalle pubbliche istituzioni. Ma può passar l’idea che il problema siano «gli altri»? Non c’è massacro contro i nostri nonni emigrati, da Tandil in Argentina a Kalgoorlie in Australia, da Aigues Mortes in Francia a Tallulah negli Stati Uniti, che non sia nato dallo scoppio di odio dei «padroni di casa» contro gli italiani che «rubavano il lavoro». Basti ricordare il linciaggio di New Orleans del 15 marzo 1891, dove tra i più assatanati nella caccia ai nostri nonni c’erano migliaia di neri, rimpiazzati nei campi di cotone da immigrati siciliani, campani, lucani. Eppure quei nostri nonni contribuirono ad arricchire le loro nuove patrie («la patria è là dove si prospera», dice Aristofane) proprio come ricorda Francesco: «I Paesi che accolgono traggono vantaggi dall’impiego di immigrati per le necessità della produzione e del benessere nazionale». Creano anche un mucchio di problemi? Sì. Portano a volte malattie che da noi erano ormai sconfitte? Sì. Affollano le nostre carceri soprattutto per alcuni tipi di reati? Sì. Vanno ad arroccarsi in fortini etnici facendo esplodere vere e proprie guerre di quartiere? Sì. E questi problemi vanno presi di petto. Con fermezza. C’è dell’altro, però . E non possiamo ignorarlo. Due rapporti della Fondazione Leone Moressa e Andrea Stuppini, collaboratore de «lavoce.info», spiegano che non solo le imprese create da immigrati sono 497 mila (l’8,2% del totale: a dispetto della crisi) per un valore aggiunto di 85 miliardi di euro, ma che nei calcoli dare-avere chi ci guadagna siamo anche noi. Nel 2012 i contribuenti nati all’estero sono stati poco più di 3,5 milioni e «hanno dichiarato redditi per 44,7 miliardi di euro (mediamente 12.930 euro a persona) su un totale di 800 miliardi di euro, incidendo per il 5,6% sull’intera ricchezza prodotta». L’imposta netta versata «ammonta in media a 2.099 euro, per un totale complessivo pari a 4,9 miliardi». Con disparità enorme: 4.918 euro pro capite di Irpef pagata nel 2013 in provincia di Milano, 1.499 in quella di Ragusa. A questa voce, però, ne vanno aggiunte altre. Ad esempio l’Iva: «Una recente indagine della Banca d’Italia ha evidenziato come la propensione al consumo delle famiglie straniere (ovvero il rapporto tra consumo e reddito) sia pari al 105,8%: vale a dire che le famiglie straniere tendono a non risparmiare nulla, anzi ad indebitarsi o ad attingere a vecchi risparmi. Ipotizzando che il reddito delle famiglie straniere sia speso in consumi soggetti ad Iva per il 90% (escludendo rimesse, affitti, mutui e altre voci non soggette a Iva), il valore complessivo dell’imposta indiretta sui consumi arriva a 1,4 miliardi di euro». Più il gettito dalle imposte sui carburanti (840 milioni circa), i soldi per lotto e lotterie (210 milioni) e rinnovi dei permessi di soggiorno (1.741.501 nel 2012 per 340 milioni) e così via: «Sommando le diverse voci, si ottiene un gettito fiscale di 7,6 miliardi». Poi c’è il contributo previdenziale: «Considerando che secondo l’ultimo dato ufficiale Inps (2009) i contributi versati dagli stranieri rappresentano il 4,2% del totale, si può stimare un gettito contributivo di 8,9 miliardi». Cosicché «sommando gettito fiscale e contributivo, le entrate riconducibili alla presenza straniera raggiungono i 16,6 miliardi». Ma se questo è quanto danno, quanto ricevono poi gli immigrati? «Considerando che dopo le pensioni la sanità è la voce di gran lunga più importante e che all’interno di questa circa l’80% della spesa è assorbita dalle persone ultrasessantacinquenni», risponde lo studio, l’impatto dei nati all’estero (nettamente più giovani e meno acciaccati degli italiani) è decisamente minore sul peso sia delle pensioni sia della sanità, dai ricoveri all’uso di farmaci. Certo, è maggiore nella scuola «dove l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana ha raggiunto l’8,4%», ma qui «la parte preponderante della spesa è fissa». E i costi per la giustizia? «Una stima dei costi si aggira su 1,75 miliardi di euro annui». E le altre spese? Contate tutte, rispondono Stuppini e la Fondazione. Anche quelle per i Centri di Identificazione ed Espulsione: «Per il 2012 il costo complessivo si può calcolare in 170 milioni». In ogni caso, prosegue il dossier, «si è considerata la spesa pubblica utilizzando il metodo dei costi standard, stimando la spesa pubblica complessiva per l’immigrazione in 12,6 miliardi di euro, pari all’1,57% della spesa pubblica nazionale. Ripartendo il volume di spesa per la popolazione straniera nel 2012 (4,39 milioni), si ottiene un valore pro capite di 2.870 euro». Risultato: confrontando entrate e uscite, «emerge come il saldo finale sia in attivo di 3,9 miliardi». Per capirci: quasi quanto il peso dell’Imu sulla prima casa. Poi, per carità, restano tutti i problemi, i disagi e le emergenze che abbiamo detto. Che vanno affrontati, quando serve, anche con estrema durezza. Ma si può sostenere, davanti a questi dati, che mantenere l’estensione della social card ai cittadini nati all’estero ma col permesso di soggiorno è «un’istigazione al razzismo»? Per non dire dell’apporto dei «nuovi italiani» su altri fronti. Dice uno studio dell’Istituto Ricerca Sociale che ci sono in Italia 830 mila badanti, quasi tutte straniere, che accudiscono circa un milione di non autosufficienti. Il quadruplo dei ricoverati nelle strutture pubbliche. Se dovesse occuparsene lo Stato, ciao: un posto letto, dall’acquisto del terreno alla costruzione della struttura, dai mobili alle lenzuola, costa 150 mila euro. Per un milione di degenti dovremmo scucire 150 miliardi. E poi assumere (otto persone ogni dieci posti letto) 800 mila addetti per una spesa complessiva annuale (26mila euro l’uno) di quasi 21 miliardi l’anno. Più spese varie. Con un investimento complessivo nei primi cinque anni di oltre 250 miliardi. #/i#

l'Italia ha in mano un atomica (150mila mld di derivati in Euro) - GZ  

  By: GZ on Domenica 23 Novembre 2014 03:30

io sono per l'uscita dall'Euro, ma a tappe, ^introducendo una valuta parallela, non per la conversione forzosa da Euro a Lire cioè l'abolizione dell'Euro in Italia#http://www.monetazione.it/DocumentiScaricabiliCobraf/60_PDF.pdf^ che è molto pericolosa E NON TE LO FARANNO MAI FARE. Facciamo solo l'esempio che taglia la testa al toro e che non vedo mai discusso: #F_START# size=3 color=red #F_MID#ci sono oggi nel mondo circa 150 mila miliardi di DERIVATI DENOMINATI IN EURO#F_END# esposti ad una sua disintegrazione. Come mai così tanti ? Eh... ad esempio i BTP vengono usati dal "sistema bancario ombra" per essere re-ipotecati tre volte... (c'è un ^capitolo del libro dedicato alla "tripla ipoteca" dei BTP#http://www.cobraf.com/DocumentiScaricabiliCobraf/52_PDF.pdf^, un tema di cui non ha mai parlato finora nessuno qui in Italia, che io sappia). Cioè i titoli pubblici da ridenominare dall'Euro a valute nazionali sarebbero sui 2mila miliardi, ma le stime per tutti i derivati sui tassi di interesse e sui cambi IN EURO da ridenominare sono di oltre 150 mila miliardi (vedi gli studi presentati al Wolfson Prize per il migliore piano di uscita dall'Euro. Lordo Wolfson dal 2012 ogni anno offre 250mila sterline a chi presenta il miglior piano per liberarsi dall'Euro...). Come si sa l'Euro è infatti oggi la seconda valuta di riserva mondiale, con il 25% circa del totale, il dollaro è sceso al 64% circa e il debito pubblico in Euro è il più grande al mondo, pari o maggiore di quello in dollari. Cosa succede allora concretamente nel caso che un paese chiave come l'Italia abolisca l'Euro, provocandone inevitabilmente la sua disintegrazione ? Ad esempio, nel mondo ci sono banche canadesi o giapponesi o inglesi con crediti o debiti IN EURO verso multinazionali europee, russe, sudamericane... In che valute verranno ridenominati questi loro debiti ? Stiamo parlando di gente fuori dall'italia e fuori anche dall'Europa, ma che ha creato strumenti finanziari di debito in Euro !!! In che giurisdizione tutte queste banche e corporations litigheranno sulla ridenominazione una volta che l'Euro non ci sia più ? Parliamo di strumenti creati ad esempio a New York o Londra, sotto quelle giurisdizioni, ma in euro e finiti in mano a entità finanziarie asiatiche o sudamericane! come razzo ne vengono fuori ? Solo il caos legale provocherà una paralisi... Attention please: Se l'Italia uscisse dall'Euro tornando alla Lira (con conversione forzosa), anche la Francia per forza di cose ne uscirebbe e poi a quel punto, anche se non possono veramente permetterselo come mostrato sotto, anche la Spagna, Portogallo, Grecia... forse Slovenia e Belgio...uscirebbero. L'Euro si disintegrerebbe, al massimo rimarrebbe un "euro-marco" tra austria, germania, olanda, finlandia... Migliaia di miliardi di debiti e crediti e di derivati in giro per il mondo andrebbero allora ridenominati in dieci o venti valute diverse e sotto tante giurisdizioni diverse, anche non europee...e ci sarebbe una paralisi nel sistema finanziario globale anche solo per il caos legale di tutti questi crediti, debiti e derivati... L'Italia è l'unico paese al momento che si sta forse avviando verso l'uscita dall'Euro, e giustamente, dal nostro punto di vista. #F_START# size=3 color=black #F_MID# Ma il problema non è quello nostro, dell'Italietta che poi "svaluta e riacquista competività".... questa è una fischiata, è il problema minore. Il problema è che noi in pratica abbiamo l'atomica finanziaria per così dire in mano ora. #F_START# size=3 color=red #F_MID#Se l'Italia abolisce l'Euro provoca una reazione a catena: facciamo sgretolare la seconda valuta di riserva del sistema finanziario globale, in cui sono denominati alcune migliaia di miliardi di debiti e migliaia di miliardi di derivati in giro per tutto il mondo. Creiamo una deflagrazione finanziaria nucleare nel resto del mondo.#F_END# Altrimenti come spieghi che non abbiano voluto rischiare di lasciar uscire nemmeno Cipro e la Grecia per paura che fossero contagiose ? Se quindi imposti l'uscita dall'Euro come si è fatto finora, da parte di Borghi, Rinaldi, Bagnai ecc...come conversione forzosa e abolizione dell'Euro in Italia stai scherzando con il fuoco, stai accendendo una miccia sotto il sistema finanziario globale. PER CUI NON TE LO FARANNO FARE. #F_END# Perchè non se ne parla di questo aspetto ? Intanto se ne parla, se leggi dei report di banche d'affari... poi sui media e ovviamente in sede UE o FMI non se ne parla perchè il sistema finanziario globale è un enorme piramide di debito che può crollare già in condizioni "normali", figurarsi se ti metti a spiegare a tutti questa cosa...Ma se leggi i report sull'uscita dall'Euro di banche d'affari dicono questo. Per cui io sono sì per ^l'uscita dall'Euro, ma a tappe, introducendo una valuta parallela, non per la conversione forzosa da Euro a Lire#http://www.monetazione.it/DocumentiScaricabiliCobraf/60_PDF.pdf^ e lasciando in essere gli euro in banca per chi li vuole...Solo se adotti un piano del genere (forse) te lo lasceranno fare...

Anche Berlusconi si comincia a muovere verso l'uscita... - GZ  

  By: GZ on Domenica 23 Novembre 2014 02:45

Dai che prima che Salvini gli diventi il nuovo leader...anche Berlusconi si comincia a spostare verso l'uscita... --- ^"Svolta anti euro per Forza Italia?" 16 nov 2014#http://www.formiche.net/2014/11/16/svolta-anti-euro-forza-italia/^ #i#.... mercoledì 19 novembre workshop promosso dal movimento berlusconiano e in particolare da #b# Raffaele Fitto#/b# . Al seminario parteciperà anche #b# Silvio Berlusconi#/b# ...rientra nella discussione in atto in Forza Italia per precisare e delineare al meglio il profilo programmatico del movimento su Europa e moneta unica europea. In attesa di comprendere la reale portata della svolta, sono significativi i nomi che il movimento forzista ha invitato al seminario. Infatti tra i relatori invitati ci saranno intellettuali da tempo critici della costruzione monetaria europea e fautori di una sorta di piano B in caso di uscita dell’Italia dall’Eurozona. Forza Italia, infatti, ha convocato l’economista ed ex ministro #b# Paolo Savona#/b# (qui tutti le analisi di Savona su Formiche.net), l’economista e allievo di Savona, #b# Antonio Maria Rinaldi#/b# (ecco tutti gli ultimi interventi di Rinaldi su Formiche.net), e il giurista #b# Luciano Barra Caracciolo#/b# . Ambienti del movimento azzurro spiegano così l’invito a Savona, Rinaldi e Barra Caracciolo: sono tra i pochi intellettuali indipendenti credibili sulla tematica euro e portatori di idee innovative a contrasto dell’attuale aggregazione monetaria, mentre altri professano solo la insostenibilità sotto l’aspetto puramente economico, i tre ritengono che sia la via “giuridica” l’arma vincente contro l’euro. Ma aldilà dei diversi approcci, la vera novità politica è che anche Forza Italia sta valutando di prendere una linea non più sfumata, ma netta, nei confronti dei rapporti con l’Europa e soprattutto sull’euro.#/i# ---- Questo a destra. A sinistra solo questo weekend ci sono un paio di ^incontri di dissidenti del PD#http://sollevazione.blogspot.it/2014/11/ci-vediamo-domani-roma.html^ che da un mese sono passati anti-euro, Fassina, Cuperlo... #ALLEGATO_2# Questo di Forza Italia ieri è significativo perchè c'era Berlusconi presente...Si trattava di giuristi in prevalenza, quelli che hanno creato quest'anno l'associazione ^"Riscossa Italiana", con Rinaldi e Caracciolo#http://www.riscossaitaliana.it/^ al vertice. Nei loro convegni parlano molto della costituzione e dei trattati UE in termini della legalità di uscire dall'euro. Il problema è anche giuridico e costituzionale, ma queste cose di cui parla Caracciolo sono le briciole. #F_START# size=5 color=blue #F_MID# Quello che conta è la giurisdizione e la composizione dei debiti esteri delle imprese e delle banche italiane, i quali possono aumentare assai a seconda di come vengano ridenominati#F_END# Guarda bene queste tabelle (fonte Nomura) che stimano il totale del debito lordo e netto estero dell'Italia (sia quello pubblico che è poco (16%, ma quasi tutto di Bankitalia), che quello delle imprese (12%) che quello delle banche (241), tutti in % del PIL. Che io sappia Rinaldi, Borghi, Bagnai non discutono mai questi dati. #ALLEGATO_1# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Questa tabella e' quella che conta per il mercato finanziario! (e per l'Italia...) 1) L'Italia non è messa male come la Spagna, il Portogallo e la Grecia per i quali L'USCITA DALL'EURO E' IMPOSSIBILE SE GUARDI I LORO DEBITI ESTERI IN GIURISDIZIONI ESTERE. Per l'Italia e ancora più per la Francia la situazione sarebbe gestibile, diciamo non impossibile come per gli altri. 2) il debito estero delle banche però per l'Italia è il maggiore dei tre se guardi. Il problema dell'uscita dall'Euro è sostanzialmente un problema del sistema bancario... Le banche italiane come tutti sanno hanno 400 miliardi di titoli pubblici. In più, a differenza delle tedesche, li contabilizzano quasi tutti "al mercato" per cui in caso di uscita si ritrovano delle grosse perdite. Saranno perdite in LIRE, ma comunque tali da affondarle, a meno di che Bankitalia giustamente stampi lire e le salvi. In secondo luogo, come si vede dalla tabella sopra, le banche italiane hanno circa 350 mld di debiti esteri, in giurisdizioni estere. Qui possono perdere altri 100 mld ...Altro salvataggio....Anche qui niente di impossibile, ma devi stampare parecchie Lire... Infine, proprio perchè poi si parlerà solo di questo nel mondo finanziario quando arriverà la paura dell'uscita, se si pensa di fare la conversione forzosa le banche italiane possono perdere qualche centinaio di miliardi di depositi che fuggono verso il nord....Anche qui ci si può in teoria mettere una pezza... #F_END# Ho un poco paura dell'uscita/abolizione dell'Euro così come è consigliata finora da giuristi e prof...Comunque l'importante è rendersi conto che ne vedremo delle belle. I sondaggi ora mostrano che in Italia si è già forse formata una maggioranza anti-euro, il M5S con un 20% ora che come obiettivo l'uscita, la Lega che è triplicata nei sondaggi da quando lo ha fatto il suo tema e con la Meloni può avere un 15%, poi dei dissidenti PD e manca solo Berlusconi....Il giorno che lui si dichiara.... #ALLEGATO_3# Intanto nel mondo finanziario stanno facendo questi calcoli per vedere dove arriverà la botta e come approfittarne (lo stratega di Nomura che le ha messe assieme, Nordvig, è stato premiato per il miglior lavoro sul problema dell'Euro al premio Wolfson ed è molto seguito su che strategia seguire per approfittare dell'evento quando si profili...) #F_START# size=4 color=black #F_MID# ^In pratica sarebbe meglio fare diversamente#http://www.monetazione.it/DocumentiScaricabiliCobraf/60_PDF.pdf^ #F_END#... se si vuole uscire dall'Euro...

i prof. di economia e i forestali della Calabria - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 19 Novembre 2014 17:50

Immagina che il Corriere della Sera pubblichi un editoriale che inizi con #i# "...per l'Italia non c'è ragione di rimanere nell'euro..."#/i#. In Germania ^appare su Die Welt#http://www.welt.de/print/die_welt/finanzen/article132206352/Italien-wird-Euro-Zone-den-Ruecken-kehren.html^, che è l'equivalente della Stampa o del Corriere della Sera. Sui maggiori quotidiani tedeschi appaiono ora regolarmente commenti che spiegano che per l'Italia sarebbe meglio uscire dall'Euro (#i# "..Für Italien gibt es keine tragfähigen Gründe, in der Währungsunion zu bleiben.."#/i# ) e si domandano anche perchè gli italiani non lo capiscano. #ALLEGATO_1# Qello che leggi invece sul Sole24ore e nella stampa finanziaria italiana è che la BCE rimetterà in sesto la situazione appena comincia a comprare debito pubblico. E gli economisti della Bocconi o della Luiss si sprecano a inventarsi formule sempre nuove su come far avvenire il miracolo di Gesù, il mitico acquisto di bond da parte della BCE. (dal Sole24 ore di martedì, prof. Carlo Bastasin...): #i# "....Una proposta della School of European Political Economy (Sep-Luiss) sulla natura dell'^intervento della Bce potrebbe rappresentare una svolta forse decisiva per la crisi#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-15/la-proposta-timbro-bce-euro-bond-banche-081105.shtml?uuid=ABxVyHEC&fromSearch^ europea, rendendo gli interventi di acquisto di titoli sovrani efficaci e non distorsivi, e al tempo stesso creando condizioni di stabilità e di crescita dell'euro area. La proposta prevede che al varo del programma di acquisto di titoli pubblici europei la Bce annunci la propria disponibilità ad acquistare da banche ed istituzioni finanziarie un nuovo titolo (un Asset backed security) rappresentativo proprio dei titoli pubblici dei singoli Paesi in proporzioni fisse. ..."#/i# Sui nostri giornali, incluso il Fatto Quotidiano che è quello nuovo e indipendente (non ha dietro gruppi finanziari come Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero...), NON appaiono invece commenti che spieghino che conviene uscire dall'Euro. C'è invece un abbondanza di commenti maligni, beffardi e arroganti che deridono l'ignoranza di chi è contro l'euro: ^"I TRE ERRORI DEI NUOVI NO-EURO"#http://www.leftwing.it/2014/11/13/i-tre-errori-dei-nuovi-no-euro/^ di Ronny Mazzocchi 13 novembre 2014 (professore universitario di economia area PD...).... #i# "...Basterebbero le analisi di molti economisti sugli effetti devastanti di una scelta di questo tipo per archiviare la questione come una boutade autunnale...."#/i# Non solo in America e Inghilterra (dove quasi tutti i commenti concordano che l'Italia dovrebbe uscire), ma persino in Germania si discute tranquillamente del fatto che a noi converrebbe, in Italia invece il conformismo è tale che fino a quando i poteri forti (PD, Berlusconi, Confindustria, Banche, Sindacato) non diano via libera non c'è nemmeno il dibattito. Praticamente c'è Salvini che gira per i talk show a parlare di Lira e di solito è uno contro tutti, per cui fa bella figura solo per questo (il M5S ancora deve decidersi a trovare qualcuno capace di parlarne, per cui in TV non lo senti) Stamattina mi hanno intervistato su Class-CNBC e parlavano di interventi della BCE e Quantitative Easing in arrivo da parte di Draghi come se fosse sicuro e solo una questione se la salvezza arriverà per natale o si deve aspettare fino a gennaio. Ho detto la mia e cioè che non ci sarà niente del genere, ma anche tra gli analisti di borsa italiani è l'opinione minoritaria. Poi apri il Financial Times, Barron's e anche i giornali tedeschi e la maggioranza dei commenti che leggi parla del fatto che all'Italia converrebbe uscire dall'euro e date le regole di bilancio anche il QE non servirebbe a molto... Dicono che esiste la libertà di opinione e di stampa e con internet e il resto c'è la circolazione delle idee senza barriere, ma non è mica vero. ...di questi prof. Carlo Bastasin e prof. Ronny Mazzocchi che con "l'intervento della BCE" si fanno delle seghe tutti i giorni bisogna ricordarsene.... quando l'Italia per stare nell'euro darà default e poi taglierà davvero la spesa pubblica le loro belle cattedre andranno tagliate come prima cosa... altro che i forestali della Calabria

"Geniale" proposta della Reichlin per far comprare i BTP alla BCE - GZ  

  By: GZ on Martedì 18 Novembre 2014 17:44

Lucrezia Reichlin, editorialista del Corriere, ex capo dell'ufficio studi della BCE a Francoforte, professore alla London Business School (nonchè erede di una famiglia di politici importanti del PCI) potrebbe essere il prossimo ministro del Tesoro dopo Padoan, quello che implementa un default visto che da un paio di anni ne parla. Questa settimana #F_START# size=3 color=blue #F_MID#la Reichlin ha messo fuori una nuova versione del piano di far comprare i bond italiani alla BCE#F_END#, tema su cui gli economisti pro-euro scrivono senza mai stancarsi da anni 1) Luis Garicano, Lucrezia Reichlin: 14 novembre: ^"A safe asset for Eurozone QE: A proposal", Luis Garicano, Lucrezia Reichlin #http://www.voxeu.org/article/safe-asset-eurozone-qe-proposal^, 14 November 2014 Vox.eu. 2) sul Sole24 ore c'era l'ennesimo piano il 15 novembre, ^"La proposta: «timbro» Bce su euro-bond delle banche", di Carlo Bastasin#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-15/la-proposta-timbro-bce-euro-bond-banche-081105.shtml?uuid=ABxVyHEC&fromSearch^ 15 novembre 2014, il Sole24ore 3) un mese fa c'era ^il Piano "PADRE" firmato da 50 economisti italiani#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123568168#123568168^ e da Prodi Cosa propongono tutti questi economisti pro-euro, che sono l'80% della professione accademica ? Di trovare un modo di convincere i tedeschi a far comprare titoli di stato di tutti i paesi alla BCE. E' il loro chiodo fisso ed è anche la loro unica speranza per non essere travolti dal crollo del sistema. Come vogliono fare ora ? l'ultima pensata è sostanzialmente di #F_START# size=3 color=blue #F_MID#usare un sistema come quello dei mutui cartolarizzati americani, dove mischi assieme debiti buoni e marci e poi rimescoli il tutto e ne tagli delle "tranche", da quella più sicura a quella più scadente#F_END#. Poi li metti sul mercato e chi li compra si fida che la "tranche" più senior è appunto AAA e costa un 1% e quella più "spazzatura" costa un 5% ecc... La Reichlin e gli altri dicono astutamente:#F_START# size=3 color=blue #F_MID# "ehi tedeschi... facciamo così allora visto che non volete che la BCE compri i BTP: mettiamo tutti assieme i titoli pubblici di tutti i 20 paesi della UE però non chiediamo alla BCE di comprarli che lo so che non volete.... Rimescoliamo il tutto e ne tagliamo delle "tranche", da quella più sicura a quella più scadente. La BCE comprerà allora solo le più sicure (quelle "senior", quella "AAA") che costeranno come i Bund, un 1%. Il mercato comprerà le tranche più rischiose che però sono una fetta piccola e che costeranno un 4 o 5%...In questo modo, voi siete contenti perchè la BCE comprerà qualcosa che assomiglia ai Bund e lascerà fuori quello che assomiglia ai BTP...#F_END# Perchè funziona ? Per la magia della finanza, delle cartolarizzazioni e dei rating la quota "scadente" risulterà piccola, per cui la BCE potrà comprare gran parte del debito pubblico dell'eurozona senza rischio !!! comprerà cioè qualcosa che assomiglia ai Bund anche se dentro ci sono dei BTP. Non è magia questa ? La tranche a rischio mantiene il governo italiano sotto pressione, se sgarra aumenta di costo e cala di prezzo ecc..., ma intanto la tranche "sicura" viene comprata dalla BCE e il debito totale pesa di meno (per tutta l'eurozona) e il costo totale dovrebbe calare. Non viene da ammirare l'ingegno che viene profuso per creare questi schemi finanziari ? (Nota tecnica: il gioco è che sui BTP dici che, prendendone 1,000 mld oggi, questo debito ha un certo rischio, del 20% diciamo di default, lo quantifichi in un 20% di probabilità di un default. Come è ovvio infatti il default è una probabilità, al momento attuale e non è il 90% attualmente sul mercato. In un momento dato ad esempio oggi sarà di meno, può essere un 20 o un 30%, diciamo allora che OGGI LA PROBABILITA CHE I BTP DIANO UN DEFAULT E' QUANTIFICABILE AL 20%. Dopodichè il trucco è che separi i BTP in due tranche, un 20%, quindi 200 mld che è "a rischio" e che tratti come tale per cui paga quindi molto, un 5%. E un' 80% cioè 800 mld che consideri "sicuro", come un Bund e che paga quindi poco...) E' una trovata ingegnosa, astuta diciamo nel suo genere. Non è del tutto impossibile che venga presa in considerazione dalla BCE ed è probabile che Draghi in questo momento stia tentando di farla passare. Il problema è che se guardi tra i firmatari di tutte queste astute soluzioni di ingegneria finanziaria trovi dei polacchi, degli spagnoli, degli italiani, anche degli inglesi, ma non dei tedeschi. I tedeschi non sono così stupidi da abboccare. Intanto la Reichlin imperversa come editorialista economico del Corriere a spiegare che la soluzione è che la BCE compri titoli di stato italiani e di tutti i paesi UE. ---#i# ^"Mal comune, nessun gaudio", di Lucrezia Reichlin, Corriere della Sera, 18 nov#http://www.corriere.it/editoriali/14_novembre_18/mal-comune-nessun-gaudio-7600733e-6eec-11e4-a038-d659db30b64c.shtml^ Dopo la pubblicazione dei dati di Eurostat sul Prodotto interno lordo del terzo trimestre, s’è discusso a lungo dell’ennesimo risultato negativo italiano, ma i numeri confermano, soprattutto, la debolezza tedesca. La vera notizia non è che l’Italia sia l’unico grande Paese dell’eurozona ancora in recessione, ma che tutte le economie dell’Unione stentino a decollare e, in particolare, che la Germania abbia crescita piatta. La differenza tra il +0,07 tedesco e il -0,09 italiano è marginale, quella tra il numero tedesco e il +0,9 degli Stati Uniti, nello stesso trimestre, è molto più significativa. La zona euro si conferma in stagnazione mentre gli Stati Uniti mostrano da tempo una robusta ripresa. I dati recenti non fanno che confermarlo. Ma se questa è l’analisi, l’azione di politica economica deve focalizzarsi sull’Unione tutta e non concentrarsi sulla debolezza di una sua parte. Da qui dipende la sopravvivenza dell’euro come progetto economico e politico. Il timone è in mano alla Banca centrale europea, l’unica istituzione federale che abbia capacità di intervento. Dalla sua azione dipende la tenuta del nostro sistema. Poiché il male è oggi comune, il processo decisionale dovrebbe essere più semplice che nel 2011 quando si era di fronte alla dicotomia tra Nord e Sud Europa. Perché, quindi, questa esitazione? In particolare perché la Bce esita a intervenire con massicci acquisti di titoli di Stato (il cosiddetto Quantitative Easing - QE), come hanno fatto la Federal Reserve negli Stati Uniti, la Banca d’Inghilterra e la Banca centrale del Giappone? Per alcuni il problema è tecnico. I tassi di lungo periodo sono già molto bassi e una loro ulteriore diminuzione come conseguenza del QE, si dice, non avrebbe un effetto decisivo sul costo del credito. Inoltre, il sistema finanziario europeo è basato sull’intermediazione bancaria e non sulla raccolta diretta di fondi dal mercato: una diminuzione dei tassi a lunga scadenza, quindi, servirebbe a poco. Queste osservazioni non sono convincenti. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Un’azione adeguata di QE avrebbe un effetto sulle due variabili cruciali per il sostegno della domanda: inflazione e tasso di cambio. In particolare, la Banca centrale europea deve evitare che si consolidino aspettative di diminuzione dei prezzi destinate a far aumentare il costo reale del credito: ed è questo che conta per consumatori e imprese#F_END# . L’ esperienza di altri Paesi dimostra che quando il QE è legato al raggiungimento di un tasso di inflazione misurabile, chiaramente comunicato a mercati e cittadini, gli effetti sul reddito nominale sono significativi. È l’esperienza recente del Giappone, Paese con un sistema finanziario basato sulle banche. Ma credibilità e chiarezza dell’obiettivo che si persegue sono ingredienti necessari alla riuscita dell’operazione. Per questo il messaggio della Bce dovrebbe essere deciso, compatto, inequivoco. Ancora una volta l’esperienza del Giappone fa da insegnamento. All’inizio del millennio, un QE non accompagnato da adeguata comunicazione sull’obiettivo di inflazione annullò l’efficacia di quell’azione. Ma se è così perché c’è tanta esitazione tedesca? Il problema in realtà è politico. Se la Bce comprasse il debito degli Stati membri finirebbe per mettere in bilancio gran parte di titoli di Stato dell’eurozona, in particolare titoli italiani. Ne consegue che, in caso di «fallimento» di un qualsiasi Paese dell’area, il rischio sarebbe interamente sulle spalle della Banca centrale e questo finirebbe quindi per rendere impossibile, anche in casi estremi, la ristrutturazione di un singolo debito. Di fatto finirebbe per crearsi una situazione in cui la Bce assicura il settore privato contro il rischio sovrano, eliminando ogni disciplina di mercato. Questa preoccupazione politica, non tecnica, è giustificata ma ci paralizza perché ci lascia, tutti, senza cartucce di fronte alla minaccia di una stagnazione prolungata. Rivela che senza un ulteriore passo verso l’integrazione economica, lo strumento più ovvio per curare il problema non di una parte, ma di tutta l’eurozona, non si può usare.#/i# --- Ma perchè esattamente dovrebbe servire, se poi si mantengono sempre le tasse a questi livelli allucinanti e non si aumenta il deficit ? Perchè, scrive la Reichlin, così aumentano le aspettative di inflazione e tramite questo anche poi l'inflazione e così si riduce il peso del debito e così poi si può ricominciare ad indebitarsi Verrebbe qui da in'azzarsi i) Non so cosa insegnate oggi alla London School, ma far aumentare l'inflazione non fa aumentare la domanda, cioè il potere di acquisto e di spesa. E' il contrario, come insegna l'esperienza recentissima del Giappone ad esempio. ii) Se la BCE con questo trucco comprasse 1,000 mld di debito pubblico dell'eurozona, che è di 10mila miliardi di euro e lo cancellasse cioè dichiarasse che non lo rimetterà mai più sul mercato e lo cancellasse proprio con tratto di penna sarebbe utile. Ma lo sarebbe se in questo modo si aumentassero poi tutti i deficit pubblici e si riducessero le tasse di 1,000 mld. Non c'è però nessun segno che la Reichlin e le dozzine di economisti di area PD nemmeno pensino a proporre di CANCELLARE IL DEBITO. Nelle proposte apparse si parla di aumentare anzi la quantità di "safe assets" a disposizione del mercato come scrive la Reichlin che lamenta che oggi sia calata dal 36% al 18% del PIL perchè le banche e il pubblico locali hanno comprato loro i BTP che prima compravano fondi e istituzioni finanziarie internazionali, le quali vogliono che la BCE li garantisca per comprarli perchè non vogliono rischiare. La Reichlin scrive che queste ultime invece hanno bisogno che ci siano in circolazione migliaia di miliardi di "safe assets" cioè debito senza rischio...che possano comprare. #i# "...the shocks to Italy and Spain together with the drop in AAA-rated asset-backed securities and agency debt has drastically reduced the supply of safe assets, from 36.9% of world GDP to 18.1%. The creation of a large Eurozone-wide security would reverse this trend and go some way towards moving the economy away from the ‘savings glut’ and its distorting consequences...."#/i# Ma perchè 'azzo gli stati e la UE glieli dovrebbero fornire ? Basta con questi trucchi per far indebitare sempre di più le imprese, le famiglie, gli stati nonchè le banche. Ma quando la piantate di escogiare questi schemi finanziari che servono solo a far succhiare sempre più sangue all'economia ? Basta con questa sanguisuga del debito, è ora che lo stato crei lui denaro senza debito e che tutta questa gente che campa di manipolazioni e schemi finanziari vada a lavorare in agricoltura (biologica ed ecostenibile).

la madre di tutti i problemi - GZ  

  By: GZ on Martedì 18 Novembre 2014 01:35

#i# i post di Pasco, vanno considerati come sfoghi puerili e non li si cancellano solo per evitare la fatica #/i# L'unica cosa di cui ogni tanto un pochino vorrei vantarmi è che taglio attraverso tanti dettagli inutili e commenti irrilevanti per cercare l'essenziale. Bisogna sempre partire dal problema dei problemi, la madre di tutti i problemi. Come mai da sei anni le banche hanno continuamente bisogno, in America come in Inghilterra come in Italia di interventi dello stato e della banca centrale che diano loro in tanti modi "liquidità" cioè soldi ? La risposta logica è... ovviamente... che non hanno i soldi. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Perchè Draghi, la FED, la Banca di Inghilterra, la Banca del Giappone dal 2009 hanno dovuto stampare circa 10mila miliardi ? Perchè mancavano 10 mila miliardi !!!! #F_END#. Come lo so che mancavano 10mila miliardi ? #F_START# size=3 color=blue #F_MID# 'azzo l'inflazione è zero, zero in eurozona, è stata zero in giappone fino a ieri, è 1,5% in USA e in UK dopo che hanno "stampato 10mila miliardi #F_END#. Evidentemente c'era bisogno di questi 10mila miliardi, anzi non bastano. Se ne avessero stampati troppi l'inflazione sarebbe salita. Giusto ? Invece è scesa. Ergo, non erano sufficienti. Eureka! Proviamo a usare la testa: #F_START# size=3 color=blue #F_MID# dal 2009 gli stati "stampano" 10 mila miliardi nei principali paesi industriali e l'inflazione scende quasi a zero! per la madonna, ma cosa razzo allora vorrà dire se non che 10 mila miliardi non bastano! #F_END# #F_START# size=7 color=blue #F_MID# #é!%&/$£^?*§!! #F_END# Ma i soldi di solito dove sono e chi li crea ? Le banche. Quindi le banche erano a corto o non creavano o non avevano almeno 10mila miliardi no ? Non vi sembra logico come ragionamento fino qua ? Non pensate a quello che leggete sui giornali o gli altri blog, provate a pensare con la testa in modo logico Come si spiega questo rebus ? Devi capire come funzionano VERAMENTE le banche. Il modo più semplice per spiegare il rebus della banche è notare che operano con un 5%, nei casi migliori 8%-9% di capitale. al massimo. Il resto è debito, passività. Se ci sono dubbi leggere i bilanci e leggere quanto è passività e quanto capital. Oppure ricordare semplicemente che tutta la crisi finanziaria globale dal 2008 è dovuta al sistema finanziario, banche e banche d'affari che di colpo hanno quasi tutte avuto bisogno di aiuti di tutti i generi: a) essere fuse o acquisite per non fallire o stare in piedi (Merril Lynch.. BNL...) b) ricapitalizzazioni urgenti vedi MPS, RBS in UK, Hypovereinsbank in germania, ABN... c) garanzia estesa ai loro bonds (Mario Monti con un decreto nel dic 2012) d) garanzie a tappeto per i loro mutui (USA con Fannie Mae...dove adesso l'80% dei mutui sono garantiti dallo stato appunto tramite FNM e FRE), e) acquisti massicci di bonds cartolarizzati marci direttamente dalle banche (UK, USA...), f) programmi di liquidità BCE ad es in cui la BCE presta allo 0,25% alle banche in modo che comprino BTP al 4% (LTRO...) g) programmi in cui lo stato fornisce un anticipo del 20% sul mutuo in modo che la banca non rischi quasi niente se il mutuatario ne mette solo l'80% (sempre UK) IL MOTIVO PER CUI DA SEI ANNI GLI STATI DEVONO CREARE MILIARDI, tramite la BANCA CENTRALE di solito, e darli alle banche in modo diretto e indiretto è che LE BANCHE SONO A CORTO DI SOLDI Non è facile da capire ? Se un insieme di entità economiche dal 2009 in tutto il mondo occidentale devono continuare ricevere sussidi, sovvenzioni, aiuti in tante forme dallo stato è perchè non hanno abbastanza soldi, perchè sotto l'apparenza mancano di soldi veri, di capitali, di denaro vero quello contante o della banca centrale. L'economia non è difficile fino a quando non arrivi al problema delle banche, della moneta e del debito perchè qui è tutto il contrario di quello che sembra. 1) le banche non prestano soldi di qualcuno a qualcun altro, ma creano denaro dal niente e fino a quando il 95% del denaro circola all'interno del sistema bancario non ci sono grossi problemi, ma resta che creano il denaro loro, non lo stato e quindi sono loro a determinare il ciclo economico, il boom e la crisi 2) le banche grazie a questo meccanismo possono fare a meno di avere capitale, mentre le aziende normali hanno dal 50 al 70% di capitale le banche hanno dal 3% al 10% massimo di capitale. Il resto è debito per loro, i depositi che hanno sono "passività" 3) quando lo stato vende titoli pubblici, BTP ad es al pubblico le banche ricevono un accredito dalla Banca Centrale, cioè la Banca Centrale simultaneamente presta l'importo alla banca e allo stato. Perchè ? perchè nelle banche non ci sarebbero i soldi... Quindi tutto il sistema finanziario in cui viviamo è basato sul denaro che è in banca, ma in realtà se guardi bene è basato sulla garanzia che lo stato intervenga, stampando moneta e fornendola alle banche quando ci sono dei buchi. Cioè alla fine tutto il sistema finanziario ed economico si basa sullo Stato che garantisce lui il denaro che le banche non hanno (e non lo hanno perchè....come tutti possono verificare leggendone i bilanci, le banche operano con debito pari al 90-95%... non dimenticate! non distraetevi...) OK ? Bene, saltiamo alcuni passaggi allora e perchè non sembrino discorsi oziosi rispondiamo alla domanda essenziale: è' possibile un sistema diverso da quello attuale ? E' possibile un sistema cioè diverso da quello basato sulla finzione che le banche prestino denaro esistente quando in realtà lo creano dal niente ? Un sistema come quello attuale in cui le banche creano quasi tutto il denaro sotto forma di debito e in questo modo poi sommergono l'economia sotto una montagna di debito ? Sicuro, è possibile invece qualcosa di simile al sistema finanziario "germanico" tradizionale e simile a quello "asiatico", in cui invece: 1) le banche maggiori hanno invece dal 30 al 60% di capitale, non si limitano a prestare, ma sono socie delle aziende in cui investono 2) c'è una rete di banche locali piccole, pubbliche o semi-pubbliche che rispondono alla comunità (comune, associazioni, sindacati) e finanziano le imprese medio-piccole 3) la Banca Centrale o il Tesoro creano loro direttamente denaro, che non sia quindi debito, e lo girano all'economia nella quantità necessaria (sotto forma di crediti fiscali o acquisti di titoli pubblici...(vedi l'esempio di Schacht e i Mefo bonds di cui abbiamo parlato nel libro) E il problema del debito pubblico ? Non si tratta di niente importane, lo fai comprare alla Banca centrale e alle banche domestiche, come si è faceva una volta, non dagli investitori esteri che ti strangolano. Cioè, le banche creano denaro, con la Banca Centrale come supporto dietro. Se c'è da finanziare lo stato, i suoi deficit, è logico farlo finanziare dalla Banca Centrale e dalle banche del tuo paese non dal fottuto mercato finanziario, cioè da investitori esteri. (vedi: ^"A 100-year perspective on sovereign debt composition in 13 advanced economies"#http://www.voxeu.org/article/advanced-economies-sovereign-debt-100-years-data^, S. M. Ali Abbas, Laura Blattner, Mark De Broeck, Asmaa El-Ganainy, Malin Hu 27 October 2014) #ALLEGATO_1# Se capisci che le banche e la Banca centrale creano il denaro gli fai finanziare i deficit pubblici e così non paghi poi montagne di interessi all'estero in eterno come fa l'Italia che dal trattato di Maastricht in poi ha pagato almeno 800 miliardi di interessi all'estero. E così chiudi il cerchio e poi tutta l'economia funziona. #F_START# size=3 color=red #F_MID#attenzione: dopo che si è fatto lo sforzo di un commento intelligente come questo non si tollerano poi che sia seguito da idiozie, scrivete qualcosa di pensato o astenetevi che vi si cancellano da qui in poi i post #F_END#

Banchieri, miracoli, moltiplicazione e Banca di Inghilterra - GZ  

  By: GZ on Lunedì 17 Novembre 2014 14:18

#i# [gerry: ...assai più ostico è definire la natura del denaro prestato dalla banca, e cioè se debba considerarsi denaro dei depositanti intermediato dalla banca, oppure denaro “a se stante” che non interagisce con i depositi. ....ugualmente si materializzerebbe la moltiplicazione del denaro, perché una volta che il prestito avuto dalla banca si rideposita in banca, fatalmente si avrà un incremento dei depositi e per conseguenza l’innesco di nuovi prestiti...]#/i# --- Mamma mia come riusciamo sempre a complicare tutto in modo da confondere le idee... Gerry, non c'è niente di ostico qui: se le banche "moltiplicano" il denaro vuole dire che non prestano sempre la stessa cifra e creano il denaro, giusto ? Quando il Vangelo dice che Gesù #i#moltiplicò i pani e pesci#/i# intende appunto che li ha creati dal niente, come le banche il denaro, lo moltiplicano e cioè lo creano. Dal niente. Compiono un miracolo come Gesù (il quale però preferiva miracoli di diversa natura tanto che cacciò i banchieri dal tempio...) E' così difficile leggere cosa dicono gli esperti veri e le stesse Banche Centrali ? Se #F_START# size=3 color=blue #F_MID#la Banca di Inghilterra dice i depositi sono passività delle banche e le banche li creano dal niente#F_END# e non siete d'accordo lo sapete che se gli mandate una lettera vi rispondono e vi chiariscono i dubbi. E vi dicono però quello che pazientemente cerco di spiegarvi, ma chissà che se ve lo vedete in una bella lettera con il sigillo della Banca di Inghilterra vi convincete (non che io speri veramente in Tuco e Antitrader, ma appunto si parlava di Gesù e dei miracoli per cui bisogna sempre nutrire una speranza...)

Se le banche prestassero i soldi non guadagnerebbero. E' perchè li creano che guadagnano - GZ  

  By: GZ on Domenica 16 Novembre 2014 19:21

#i# [Tuco: ...su questo forum ci sono svariati personaggi coi loro caratteri e idee, ma si possono bene dividere in due classi:C'è chi dice Parole e c'è chi dice Cose. Anti e Hobi dicono cose...]#/i# Riformuliamo meglio:...su questo forum ci sono svariati personaggi ...si possono bene dividere in due classi: C'è chi dice cose che hanno senso e c'è chi dice cazzate. Anti e Hobi dicono cazzate (quando parlano di banche, banche centrali e debito..) Il libro di ^Nino Galloni#http://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Galloni^ (personaggio che conosco abbastanza, avevo organizzato ad es. il dibattito con lui Mosler e Barnard all'Itforum) non l'ho letto ancora e il concetto espresso nell'articolo non sembra corretto. Il problema riguardo alle banche che Galloni si pone però ha senso, anzi è quello cruciale. Galloni sembra dire che tutti #F_START# size=3 color=blue #F_MID#questi profitti che le banche fanno sono dovuti essenzialmente al fatto che creano loro la moneta. Mentre invece dovrebbe essere lo stato a farlo. E quindi se lo stato tornasse a creare la moneta i profitti delle banche spariscono. E lo stato si ritrova più soldi#F_END#, per ridurre le tasse o spendere. Questo è assolutamente corretto. Ma partiamo dall'inizio. Prima delle crisi le banche e il resto dell'#F_START# size=3 color=blue #F_MID#industria finanziaria incassavano dal 30% al 35% dei profitti totali delle imprese, mentre ad esempio fino agli anni '70 meno del 10%. Dove finivano tutti questi enormi profitti ?#F_END# bonus e stipendi a managers (e non solo loro anche del personale...), dividendi molto elevati, interessi su bonds bancari molto elevati e poi in una voragine di affari oscuri in cui una banca comprava qualche altra istituzione finanziaria e si scopriva poi che aveva pagato 11 miliardi dove ne valeva 3 (MontePaschi) oppure dove aveva trafficato in derivati esotici con Goldman o hedge funds come controparte e poi si scopre un buco... e la banca deve essere salvata...). Ancora adesso le banche hanno ripreso a guadagnare soldi a palate in tutto il mondo, persino in Italia che è il paese più depresso del mondo a parte MPS e Carige stanno guadagnando, non perdendo soldi, a differenza del resto delle industrie domestiche. Ma se le banche prestassero denaro non dovrebbero guadagnare così tanto. Cioè, #F_START# size=3 color=blue #F_MID# se le banche prestassero il denaro che appartiene ai clienti che lo depositano presso di loro ad imprese o altri clienti che vogliono un mutuo non dovrebbero fare quasi soldi#F_END#. #ALLEGATO_2# Questo essenzialmente perchè sarebbero sempre gli stessi soldi che girerebbero anno dopo anno. Se guardi il grafico qui sopra che mostra i conti bancari, ci sarebbero sempre 150 mld e non aumenterebbero mai per un decennio o due (salvo ingresso di valuta da surplus estero se si verifica...)!!! Non è vero ? Prova a pensarci un attimo:...lo stato non crea moneta per via del Trattato di Maastricht, se le banche non creano moneta neanche loro ne segue logicamente che i conti bancari come 'azzo fanno ad aumentare ? Rimangono sempre a quella cifra... Quindi se le banche prestassero soldi che già esistono non guadagnerebbero quasi niente. Segui il ragionamento. Supponiamo che le banche prestano veramente soldi che appartengono ai clienti, sempre quei soldi anno dopo anno. Ok, però non pagano quasi niente sui depositi di c/c (ma pagano invece sui conti deposito e risparmio).. e incassano un 4% medio di interessi, più un altro 1% di commissioni varie. Ok. Devono poi anche mettere a bilancio che un 3-4% dei prestiti non vengano restituiti (insolvenze, incagli, sofferenze...) per cui il margine che rimane loro è diciamo un 2% circa. Cioè prestano 100 miliardi e ne guadagnano 2 e con questi devono pagare personale, affitti, computer e altre spsese, tasse e poi dividendi e rimane un utile di quanto ? Se il monte prestiti è sempre quello però, come fanno a guadagnare veramente ? Solo se operano con un capitale minimo minimo del 3%, ma allora poi basta un aumento delle perdite su prestiti di un 1% del totale per spazzare via 1/3 del capitale...Ehi le aziende normali operano con capitale del 60%, mica del 3% come facevano le banche fino al 2008 !! Ma lasciamo stare questo aspetto ora per non complicare ... Qual'è il succo del discorso sulle banche ? #F_START# size=3 color=blue #F_MID#LE BANCHE DOVREBBERO ESSERE COME L'AZIENDA DEL GAS O DELL'ACQUA, DELLE ATTIVITA' SEMPLICI E BANALI, MOLTO REGOLAMENTATE DALLO STATO. NON GUADAGNARE UN TERZO DEGLI UTILI SOCIETARI#F_END#. Perchè creare prestiti a interesse non è complicato come produrre nella metallurgia, chimica, elettronica, semiconduttori, aereospaziale, biotech e farmaceutico, software, agricoltura, cinema.... Creare prestiti a interesse a interesse è un attività di buon senso, con parecchia informatica di supporto, che tra l'altro lo rende ora più facile ora, ma non produce molto valore aggiunto, è come l'elettricità o l'acqua. E' solo "teoria" questa ? Come ho spiegato venti volte, la Germania ha un sistema bancario in buona parte di questo genere ed è soprattutto per questo motivo che ha meno problemi. #F_START# size=3 color=red #F_MID#Le Landesbanken e Sparkassen in Germania sono piccole banche locali, semi-pubbliche, che non guadagnano un razzo, hanno bilanci che fanno pareggio quando va bene, ma finanziano l'economia produttiva.#F_END#. Fuori dalla Germania prevale però il modello "anglo-americano" delle banche usuraie, onnipotenti, quotate in borsa con CEO che incassano miliardi di stock options e bilanci più oscuri della Fossa delle Bermude... Come mai allora, negli ultimi venti anni in particolare, il settore finanziario guadagnava un terzo degli utili societari totali ? Come mai quando di colpo passavano da guadagnare 100 miliardi un anno a perderne 300 miliardi l'anno dopo venivano aiutare a coprire le perdite con ogni genere di programma di salvataggio e di "liquidità" in modo che in un paio di anni tornassero a macinare profitti ? Forza che ora ci arriviamo. Notare che non ho detto prima che la banche "prestano" soldi a interesse, ma "creano" prestiti a interesse, perchè le banche non prestano i soldi di uno cliente ad un altro cliente, non sono "intermediari" veramente. In realtà, creano loro il denaro che circola nell'economia creando i prestiti "dal niente". Dato che, come ora tutti dovrebbero rendersi conto, lo Stato da trentanni non crea più denaro e la Banca Centrale nemmeno (salvo recentemente con il QE.. ma non da noi in Italia), ne segue logicamente che qualcun altro deve creare denaro. Giusto ? E qualcuno lo ha creato negli ultimi trentanni. Il denaro nei conti bancari in eurozona ad esempio da circa 1,000 mld in euro di oggi a fine anni '80 è cresciuto oggi a 11 mila miliardi di euro circa oggi e in Italia da 150 mld nel 1993 è cresciuto a 1,300 mld e rotti ora. #ALLEGATO_2# Bene. A forza di spiegarlo qui con esempi, grafici, tabelle, citazioni di report, estratti di libri... a parte antitrader, tuco e hobi, qui forse molti ora comprendono questo fatto fondamentale dell'economia moderna: #F_START# size=5 color=BLUE #F_MID#LE BANCHE CREANO IL 95% DEL DENARO CHE CIRCOLA. NON LO STATO. LE BANCHE LO CREANO.#F_END#. C'è scritto sul sito della Bundesbank, c'è scritto sul sito della Banca di Inghilterra che si è persino presa la briga in febbraio di quest'anno di pubblicare un report e due video appositamente dedicati a spiegarlo al pubblico. C'è scritto in Wicksell, Schumpeter, Keynes, Hayek, Friedman... (#i# N.B. anche Mosler lo dice, ma poi quando spiega il deficit pubblico da l'impressione che lo stato crei moneta o meglio #i# "net financial assets"#/i# e questo confonde Barnard e i ragazzi della MMT in Italia#/i# ) Ovviamente da questo segue che le banche creando il denaro che prestano fanno molti più profitti che se invece prestassero soldi di qualcuno a qualcun altro. Nel secondo caso in Italia esisterebbero 150 miliardi circa di moneta nel 1994 (ok, esistono altri in conti risparmio...) e dopo 20 anni ci sarebbero stati più o meno questi 150 miliardi (salvo addizioni da forex...) perchè le banche si sarebbero limitati a raccoglierli da qualcuno e prestarli a qualcun altro, per venti anni di fila. Non pensate che in questo modo non farebbero granchè soldi ? Se invece hanno creato loro più di 1,000 miliardi tramite il credito forse riuscivano a fare molti più quattrini, che ne dite di questo pensiero ? E' troppo difficile per anti-trader e tuco lo so, ma non si può arrivare a tutti, anche la mia maestra che era brava con alcuni ci dava a mucchio. Il concetto su cui insomma fa leva Nino Galloni è corretto: le banche CREANO IL DENARO che circola nell'economia ed per questo che fanno tanti soldi. Se prestassero il denaro che già esiste nell'economia non guadagnarebbero quasi niente #ALLEGATO_1# Galloni ha perfettamente ragione nel punto di partenza del suo ragionamento. Non nella conclusione per cui puoi estrarre ora 200 mld in italia dalle banche che sembra di leggere. Antitrader nei suoi commenti non capisce una mazza come al solito invece. Nota antitrader è un softwarista semi-in pensione se ricordo bene, con una laurea scientifica, che gioca un poco in borsa e che per sua stessa ammissione non legge l'inglese, non legge libri e meno che mai ha mai letto un solo libro di economia hobi è un dirigente bancario in pensione se ricordo bene, con una laurea in economia aziendale credo, che gioca un poco in borsa, che legge l'inglese e legge anche pubblicazioni come il financial times o report, ma non ha mai dato il minimo segno di aver letto un solo libro di economia dopo la laurea Purtroppo la macroeconomia e l'economia monetaria richiedono oltre che la lettura dei quotidianni finanziari anche un approfondimento, sui banchi universitari o tramite letture specialistiche, quelle cose che trovi negli scaffali della Feltrinelli o ordini da Amazon e si indicano come libri

Galileo e Leonardo si spostavano da uno stato all'altro - GZ  

  By: GZ on Venerdì 14 Novembre 2014 18:45

VincenzoS le cose che proponi richiedono più o meno una dittatura e in ogni caso non vengono fatte molto neanche in Gran Bretagna e in America. Bisogna prendere gli italiani per quello che sono e cercare di proporre cose fattibili, non quelle che in astratto sembrano giuste. Se non si vuole una dittatura, per ottenere maggiore efficienza, produttività e meno spreco dovresti ritagliare l'Italia in una ventina di stati come nel 1860 o ai tempi del Rinascimento. Alcuni di questi stati risulterebbero più industriosi di altri e attirerebbero quindi gli inventori, gli imprenditori e tutta la gente con più voglia di fare e ci sarebbe un effetto imitativo. Inoltre quelli con maggiori sacche di parassitismo prima o poi dovrebbero darsi una mossa. Se leggi la storia di Italia nel 1200 o 1400 era così, c'era concorrenza continua tra le varie repubbliche, ducati, regni, città d'Italia per cui gli artisti, gli scienziati, gli inventori, i mercanti si spostavano spesso tra la Repubblica di Venezia o il ducato di Toscana o anche Roma o Torino e i vari stati spesso (non sempre) cercavano di imitare i vicini di maggiore successo. Galileo e Leonardo si spostavano spesso per lavorare nel principato, ducato o stato che offriva migliori opportunità...Ma non dovevano emigrare in Inghilterra o Canada (al massimo un poco in Olanda) e imparare un altra lingua, si spostavano di 80 km ! In linea generale i grandi stati sono inefficienti. Se ci pensi il Meridione era l'unica zona d'Italia tutta unificata sotto un unico stato e isolato dal resto perchè attorniato dal mare, mentre il Nord era tutto frazionato. La Grecia è stata inglobata nell'impero turco dal 1450 al 1860 circa e ne sono usciti completamente rovinati. Uno stato unico centralizzato di 60 milioni di abitanti che va dall'Austria alla Tunisia non è un organizzazione efficiente. L'Eurozona poi che vorrebbe avere moneta, banca centrale, legislazioni di tutti i generi e in parte spese in comune tra 300 milioni di persone peggiora ancora le cose. L'Eurozona è di per sè è un ostacolo a maggiore efficienza e non a caso da quando il progetto è stato lanciato negli anni '90 l'Europa ha sistematicamente fatto peggio di nordamerica, UK e Asia. L'Eurozona è un mostro burocratico che livella e omogeneizza 300 milioni di persone che sono sempre state divise tra loro. Il pretesto che evita le guerre è ridicolo, le uniche guerre, da quando c'è l'atomica, le fanno in medio oriente o in africa... Solo gli anglo-sassoni e nord-europei nella storia sono stati abbastanza in grado di gestire grossi stati mantenendoli efficienti. Gli slavi ad esempio sembra si trovino meglio divisi, ma non cominciano ora a parlare del lato delle differenze etniche che non ne usciamo poi più... Prendiamo gli italiani per quelli che sono e cerchiamo perlomeno di tornare al livello diciamo del 1970 o 1980... che era relativamente meglio di quello attuale. Se poi almeno il Veneto imitasse la Slovacchia, la Slovenia, la Lettonia e gli altri stati alla sua destra composti da 5 o 6 milioni di abitanti diventando indipendente potrebbe essere il catalizzatore vero del cambiamento. Una volta che si vedesse che i veneti indipendenti funzionano meglio verrebbero imitati visto che è gente che si conosce e parla la stessa lingua e non sono i soliti scandinavi

Il Fondo Monetario Internazionale è più socialista di Renzi - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 12 Novembre 2014 13:45

Lady Lynn de Rothschild è più socialista di Renzi e Credite Suisse è più di sinistra di Padoan e degli economisti italiani. La Cristine Lagarde, capo appunto del FMI, ha tenuto un discorso di recente per parlare del fatto che le 85 famiglie più ricche del mondo possiedono tanta ricchezza come i 3 miliardi più poveri del mondo (o se vuoi altre statistiche, l'1% della popolazione ora ha più del 50% della ricchezza mondiale, in particolare negli USA). La cosa simpatica però è che il discorso della Lagarde inizia ^indirizzandosi "a Lady Lynn de Rothschild"#https://www.imf.org/external/np/speeches/2014/052714.htm^, perchè la conferenza sulla disuguaglianza la organizzava un Rothschild... #ALLEGATO_1# Capito ? #F_START# size=3 color=blue #F_MID#oggi il capo del PD (l'ex-partito comunista), Renzi, fa conferenze su come ridurre il costo del lavoro, privatizzare e ripagare i creditori fino all'ultima lira e Lady Rothschild fa conferenze sulla disuguaglianza di ricchezza. #F_END# Credite Suisse ha appena messo fuori il suo ^“ Global Annual Wealth Report,”#https://publications.credit-suisse.com/tasks/render/file/?fileID=60931FDE-A2D2-F568-B041B58C5EA591A4^ in cui nota che il 10% della popolazione mondiale ha l'87% della ricchezza. OK, tu penserai che sia così per via dell'Africa, India e Brasile o Messico dove appunto c'è questa enorme povertà che abbassa la statistica media degli 8 miliardi di abitanti del pianeta. Hmm... non è così vero: negli Stati Uniti il 10% della popolazione possiede ad esempio l'85% o 88% (a seconda degli studi) delle azioni e altri asset finanziari (poi con la proprietà delle case la loro quota di ricchezza scende al 74%, c'è più concentrazione di ricchezza in Nordamerica che negli Emirati arabi o Indonesia o Perù, vedi pag 32) ^Leggi il report di Credite Suisse#https://publications.credit-suisse.com/tasks/render/file/?fileID=60931FDE-A2D2-F568-B041B58C5EA591A4^. Altro che Piketty che parla di disuguaglianza di REDDITO. QUELO CHE CONTA è LA DISUGUAGLIANZA DI RICCHEZZA la cui componente maggiore è... la terra... chi possedeva la terra negli ultimi 40 anni è diventato ricco grazie alle aree fabbricabili e il boom degli immobili. In UK, hanno calcolato che i piani regolatatori hanno creato ricchezza pari a 2 volte il PIL. Leggi il Crediti Suisse. Ormai per sapere qualcosa sulla concentrazione della ricchezza devi leggere i report delle banche che gestiscono i patrimoni dei ricchi, gli economisti invece si occupano solo di *** te

Uscire dall'euro ok, ma se segui i prof. ti rovini - GZ  

  By: GZ on Martedì 11 Novembre 2014 03:51

#F_START# size=3 color=darkmagenta #F_MID#"[all'interno dell'Euro]....se aumentassimo il deficit pubblico (per ridurre le tasse...) distruggeremmo l'unica cosa buona che ha fatto Monti, mettere a posto i conti con l'estero..."#F_END# #F_START# size=3 color=darkmagenta #F_MID#"Se si ritorna alla Lira...nel primo anno inflazione al 3% e nel medio periodo al 2%..."#F_END# Questo dice il prof. di economia che oggi è considerato l'alfiere del ritorno alla lira e a cui ad es Salvini e Meloni guardano come esperto (Grillo non so, ma si vedono ora analisi dell'euro sul blog copiate da Bagnai) C'è stato ^il convegno a Pescara#http://goofynomics.blogspot.it/^ organizzato da Bagnai con una quindicina di economisti italiani tra cui Gawronski, Borghi, Boldrin (che è pro-euro) ed esteri, giornalisti come Giordano del Giornale e politici come Salvini, Meloni, Bertinotti (ho imparato così che è ancora vivo). Una bella cosa che si discuta di euro e di macroeconomia. Guardo nei video se c'è qualcosa che spiegi COME SI TORNA ALLA LIRA, perchè come ho intitolato il capitolo sull'Euro: "Il problema dell'Euro è come uscirne", cioè è ovvio che l'Euro non poteva funzionare, la questione è quella di come venirne fuori senza subire un tracollo del sistema finanziario Qui vedi Bagnai che indica ^la sua simulazione su come funzionerà il ritorno alla lira#https://www.youtube.com/watch?v=hSo9E4ohG7o^ (dal minuto 2:00 in poi e in particolare dal 2:22 in poi) e il discorso resta errato, come ho notato altre volte. 1) non vede grossi problema di inflazione, di tassi di interesse dei BTP, di crash dei titoli di stato, fuga di capitali, crac delle banche.. perchè...immagina che il cambio si muova del -10% verso dollaro e del -20% verso marco se torni alla lira, dicendo che le oscillazioni di breve periodo non si considerano e si guarda a cosa succede dopo cinque anni.... per cui la sua analisi parla appunto di dove si stabilizzerà il cambio dopo degli anni !!! grazie al 'azzo come diceva Keynes... ovviamente...se fingi che non esista il mercato finanziario e che l'economia funzioni come nei libri per cui fai una simulazione di cinque anni in avanti salti tutti i problemi pratici....Ma che bello eh... Ehi.. il problema è il panico nei primi giorni !!! E questo arriva perchè tutta Londra (intesa come piazza finanziaria) vede il cambio della nuova lira muoversi (verso il marco) intorno al-50%, da 1,26$ attuali noi andiamo a 0,80$ e la Germani forse 1,70$... Ma guarda anche solo il "trend" storico da quando esistono i cambi flessibili (1971), cosa ti dice ? da 1000 lire andrai a 1,600 probabilmente #ALLEGATO_1# Chiaro che se esci dall'euro e non tagli le tasse forse va diversamente, perchè se lasci l'economia stagnante l'impatto finanziario su inflazione, tassi e deficit estero è minore. Ma se esci dall'euro e aumenti i deficit di 100 miliardi per uscire veramente dalla depressione, allora avrai tassi di interesse all'8% e costo del debito pubblico che raddoppia, crash dei BTP e delle banche con loro, a mano che Bankitalia non stampi moneta e compri BTP a mani basse ... a quel punto il cambio va giù che è una bellezza, più di quello del Giappone che ha fatto un -40%... e quindi devi avere un piano per mettere controlli ai capitali e nazionalizzare banche...(cristo, l'economista della LePen, Sapir, lo dice per la Francia che è più robusta di noi) Se fingi invece come si fa all'università che svalutiamo del -10% verso dollaro e del -20% verso marco, (a medio termine, perchè studiando l'esempio del 1992 e inserendo parametri nella regressione...) chiaro che non ci sono problemi...ma grazie ... Comunque va dato atto al convegno di aver fatto intervenire due che lo contraddicono molto bravi. Subito dopo Bagnai, arriva un italiano anziano molto efficace e chiarissimo che insegna ad Oxford, ^Andrea Boltho#http://www.magd.ox.ac.uk/member-of-staff/andrea-boltho/^., che parla subito dopo di lui e fa un quadro invece realistico dello sconquasso (^dal minuto 2:40 in poi#https://www.youtube.com/watch?v=hSo9E4ohG7o^). L'intervento di Andrea Boltho è corretto nello spiegare il ritorno alla lira, ascolta quello! Anche l'altro subito dopo, ^Francesco Lippi (dal minuto 3:00 in poi)#https://www.youtube.com/watch?v=hSo9E4ohG7o^, critica tecnicamente Bagnai in modo corretto sulla simulazione del ritorno alla lira "indolore" che il prof. immagina. E' curioso che inviti due altri professori, Andrea Boltho e Francesco Lippi che lo contraddicono in modo amichevole, ma molto efficace. Uno che ascolta bene Bagnai e poi questi due parlare si convince che l'uscita dall'Euro è uno sconquasso e penserebbe che Bagnai avendoli sentiti cambi il suo discorso...Non so l'effetto finale sul pubblico perchè non ho ascoltato l'intera sessione, ma questi due interventi di Boltho e Lippi ti dicono in sostanza che può peggiorare sicuramente le cose "nel breve periodo". Solo che in un paese già in depressione non vorresti peggiorare ancora... Il difetto di Boltho e Lippi è che non hanno idee su cosa fare, ragionano in termini di produttività e dicono che l'Italia non è produttiva e fa un poco schifo...e dobbiamo suicidarci come paese 2) Bagnai #F_START# size=3 color=blue #F_MID#dice che se aumentiamo i deficit pubblici all'interno dell'euro in modo da ridurre le tasse... non serve!#F_END# E perchè mai ? perchè andiamo poi in deficit con l'estero avendo l'euro... (^"...se aumentassimo il deficit pubblico (per ridurre le tasse...) distruggeremmo l'unica cosa buona che ha fatto Monti, mettere a posto i conti con l'estero..")#https://www.youtube.com/watch?v=hSo9E4ohG7o^ Cioè continua a non capire che i deficit esteri all'interno dell'euro sono l'unico problema che NON esiste, grazie al modo in cui funzionano i pagamenti in euro tra banche e banche centrali. Come dice Mosler sembra che gli economisti non capiscano i meccanismi monetari e bancari. Qui davanti ad altri economisti che non obiettano dice che tornare alla lira è la condizione necessaria per avere "spazio fiscale", cioè aumentare la domanda (ridurre le tasse, aumentare la spesa) e insomma fare qualunque cosa per l'economia. Se all'interno dell'Euro si sforasse il limite del deficit del 3%, ad esempio facendo un deficit del 10% o più che consenta di ridurre le tasse, questo non farebbe lo stesso aumentare la domanda alla fine. Cioè, anche se per un miracolo di Lourdes la UE consentisse ad un deficit pubblico italiano molto maggiore, magari facendolo finanziare dalla BCE, lo stesso non servirebbe. Perchè ? Perchè per Bagnai andresti in deficit con l'estero, di bilancia commerciale.... Sì, certo che aumentare la domanda all'interno dell'euro manda la bilancia commerciale dell'Italia in deficit. E allora ? Bagnai non capisce come funziona il meccanismo dei pagamenti nella UE, diciamo che come quasi tutti gli economisti non presta attenzione ai meccanismi monetari tra banche e banche centrali. Come ho spiegato tante volte, se hai dei deficit esteri in un paese dell'eurozona gli altri sono obbligati automaticamente a finanziarglielo tramite crediti ad esempio dalla Bundesbank alla Banca d'Italia, il meccanismo chiamato "Target2" Il problema non è tanto che il ritorno alla Lira è guidato da Grillo, Salvini e Meloni, quanto che gli esperti che dovrebbero guidarli sono fuori dal mondo

cosa dice l'economista anti-Euro numero uno in Francia - GZ  

  By: GZ on Lunedì 10 Novembre 2014 02:36

C'è un ^articolo appena messo fuori dall'economista anti-Euro numero uno in Francia, Jacques Sapir#http://russeurope.hypotheses.org^, che è il braccio destro della LePen nei dibattiti televisivi. Sapir spiega come funzionerà l'uscita dall'Euro dal punto di vista della Francia. In sintesi dice che per la Francia la svalutazione sarebbe del 20-25%, per l'Italia del 25-30% e ovviamente il suo discorso è lineare: il nord-europa è più competitivo, il sud-Europa è sopravvalutato, con un cambio bloccato come quello dell'Euro, di un 20% o 30%, a seconda dei paesi. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Se svaluti di un 20% (per la Francia), adatti la valuta alla situazione reale del paese. Voler fare il contrario, adattare un intera nazione come la Francia ad un valore monetario come quello del cambio è follia. #F_END# (questo concetto è in Keynes, Friedman e in qualunque economista serio di sinistra e di destra, oltre ad essere elementare e facile da capire per tutti...Quelli di voi che si arrampicano sugli specchi per negarlo devono prendere ripetizioni di economia elementare, quella che insegnano all'istituto per ragionieri...) E l'inflazione ? Sapir fa dei calcoli e conclude: "^la baisse du pouvoir d’achat serait donc de 100/105,58 soit de 5,3%" #http://russeurope.hypotheses.org/3006^, per la Francia. Per l'Italia non lo indica, ma in base al numero di inflazione che calcola per la Francia, tenendo conto che stima una svalutazione più elevata di un 5-10% per noi, traslando come fa lui l'effetto del cambio, si viene fuori con un inflazione del 7% circa per l'Italia se torna alla Lira (inizialmente, poi Sapir stima che per la Francia si riduca al 4%, quindi diciamo un punto in meno anche per noi ?...) Bene. Italia e Francia sono i due paesi che possono uscire dall'euro, in cui i sondaggi anti-euro superano il 40% (con l'Italia nell'ultimo mese che mostra sondaggi con più anti-euro che anti-lira....). Spagna, Grecia e Portogallo no, perchè questi sono paesi che hanno anche beneficiato dell'euro nei primi otto anni e si sentono più deboli e vulnerabili (e lo sono). Come funzionerà allora ? 1) Se l'Italia esce anche la Francia automaticamente esce e viceversa. E se escono loro, si sgretola l'euro, al massimo rimane un "euro-marco" per cinque o sei paesi intorno alla Germania. 2) E' improbabile come immagina qualcuno che Spagna, Italia, Francia, Portogallo e Grecia rompano l'euro per riformare un "euro-sud" tra loro. 3) ti ritrovi Lira (o Franco) da una parte e Marco dall'altra. Non Lira da una parte e Euro dall'altra. Di quanto si svaluterà la Lira ? In media, verso dollaro dice Sapir di un 25%-30%. E verso Marco ? (fa molta differenza di quale valuta di riferimento parli) Nel caso della svalutazione verso la Germania il problema è se il "neo-marco" salga dagli 1,26$ attuale a 1,80$ o a 1,90$ o 2,0$ cioè si svaluterà VERAMENTE MOLTO...Se leggi il Financial Times vedi che i report delle banche d'affari tipicamente indicano : Lira sugli 0,80$ e Marco sui 1,70$ o 1,80$ Quindi in questo scenario puoi aprire un conto a Londra e basta e comprarci marchi NOTA BENE! Sapir NON si preoccupa minimamente del rialzo dei tassi di interesse per la Francia in seguito al ritorno al franco. Ma sai perchè ? Perchè, dice che dato anche tutti gli altri paesi del sud-europa uscirebbero assieme alla Francia dall'euro il loro debito che è di 3,500 mld circa verrebbe sconquassato e quello francese che è di circa 1,500 mld per confronto verrebbe comprato!! Giustamente Sapir fa un analisi comparativa e relativa... e dice: ehi... se usciamo tutti dall'euro va là che la gente vende i titoli spagnoli e italiani e compra un poco i nostri....

Podemos e M5S: è giusto giocare tutto sul ritorno alla Lira ? - GZ  

  By: GZ on Lunedì 10 Novembre 2014 02:10

Da quando la nuova strategia del M5S è l'uscita dall'Euro, il blog di Grillo pubblica tutti i giorni ^lunghi articoli di economia più del Sole24ore#http://www.beppegrillo.it/2014/11/euro_viaggio_senza_ritorno_fuoridalleuro.html#commenti^. A giudicare da una scorsa ai commenti questi discorsi passano sopra la testa del pubblico del blog che preferisce parlare ancora della casta o altre cose, ma non è colpa della gente perchè i discorsi che pubblica sono un poco farraginosi, troppi concetti e troppe cose assieme, cambiano spesso di tono e non hanno una logica chiara. Per compensare la difficoltà di spiegare come far funzionare l'economia si è scelto un slogan chiaro:"ritorno alla lira" che quello lo capiscono tutti. Il M5S stando ai sondaggi è sceso al 20% e per ora la strategia del ritorno alla lira non lo risolleva, mentre ad esempio fa notizia che in Spagna ^un partito creato meno di un anno fa (nel gennaio 2014) sulla scia degli "indignados", Podemos è arrivato nell'ultimo sondaggio al 27%#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/03/spagna-sondaggio-el-pais-podemos-partito-degli-indignados-1-partito/1189135/^ e supera sia centro-sinistra (PSOE) che centro-destra (popolari). "Podemos" ed un poco simile al M5S prima maniera perchè ha come tema centrale la "casta", la corruzione e le ruberie dei politici e dell'elite finanziaria. Per il resto è però "alla Chavez" (reprimere l'evasione, nazionalizzare banche, utilities, telecomunicazioni ed energia, redistribuire la ricchezza, colpire le multinazionali, reddito garantito, sì all'immigrazione...). Dal punto di vista economico Podemos NON parla mai dell'euro e dice solo genericamente che la BCE dovrebbe finanziare deficit e spesa pubblica per tutti. Cioè ^è infantile dal punto di vista economico#http://podemos.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/Programa-Podemos.pdf^ (lo ha fondato un prof di 35 anni di insegnava corsi su "cinema e politica"). Ma essendo nuovo di zecca, avendo trovato un leader che sa parlare e dibattere ed essendo sincero e radicale e nel denunciare ruberie e privilegi e chiedere il socialismo prende un quarto dei voti In Italia nemmeno SEL è "alla Chavez" come Podemos, anche perchè SEL è in mano a vecchi arnesi della politica come Vendola e in pratica fa da sponda al PD nei momenti critici, mentre Podemos è fatto da gente che non è mai stata in politica, come il M5S Il successo di Podemos (e di Syriza in Grecia) nei sondaggi mostra che dei movimenti nuovi, messi su da gente che non sia mai stata in politica e con programmi radicali, possono sfondare facilmente nel sud-europa, se solo trovano un leader che sappia parlare. Dubito però che arrivino molto oltre il 25%, e che possano governare perchè si propongono come alternativa radicale e quindi non si possono alleare alla vecchia sinistra pena perdita di credibilità. Inoltre sono un poco comunisti "alla Chavez", evitano di parlare di euro, BCE, debito pubblico (o ne parlano in modo infantile) e parlano di economia in modo infantile per cui la gente anziana e gli imprenditori non si fidano di loro Fa bene quindi il M5S a cercare di spostarsi su un piano di discorso più serio, parlando di economia, di euro, di debito pubblico, di imprese e in sostanza alla fine ora a giocare tutto sul ritorno alla Lira ? Giocare tutto sul radicalismo ti fa andare verso Chavez, cioè slogan tutti su "corruzione-casta" e poi "giustizia sociale", "redistribuzione del reddito", diciamo un poco veterocomunista in Italia funziona meno che in Grecia o Spagna Da noi le tasse sono molto più soffocanti, la spesa pubblica è più alta e il partito che ha governato di più sia a livello locale che nazionale negli ultimi 30 anni si chiamava "comunista" per cui c'è la percezione che la ricetta statalista non funzioni tanto. Inoltre da noi c'è veramente un tessuto di industria medio piccola importante che viene distrutto e un alternativa vagamente comunista non ispira come la ricetta giusta per resuscitarla In Italia devi veramente convincere la maggioranza che sei in grado di far funzionare l'economia. Per ora, per mancanza di alternative gli italiani scelgono puramente andando per esclusione e Renzi, Padoan con il sostegno di Draghi della casta europea (che promette fantomatici aiuti) sono ancora vincenti...

I concetti base per poter discutere - GZ  

  By: GZ on Sabato 08 Novembre 2014 18:37

#F_START# size=3 color=red #F_MID#[Alert: questo post richiede tre cose: i) un QI almeno medio (da 100 in su), ii) un livello di istruzione in qualche modo corrispondente, iii) un minimo di cinque minuti di attenzione] #F_END# dai vosti post tradeoscar e hobi una persona normale anche laureata non capisce cosa vogliate dire Il problema di fondo è che è difficile spiegare #F_START# size=3 color=blue #F_MID#la differenza tra denaro vero, quello che crea lo stato e denaro fittizio o debito, quello che creano le banche#F_END# e che però i privati cittadini e le imprese usano per il 95% Oscar ad esempio continua a ragionare come se occorra che gente che ha soldi finanzi lo stato #i# ("..."la moneta NON SI DEVE CREARE PER COPRIRE I BUCHI DEL BILANCIO STATALE ma per ATTIVARE PROCESSI PRODUTTIVI CHE LASCINO QUALCOSA NELLA SOCIETA'..")#/i#. Oscar, oggi è un giorno importante della tua vita. Oggi ti viene spiegato che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#in realtà i "buchi del bilancio statale" sono la moneta vera#F_END# . I soldi con cui "li copri", cioè compri dei titoli pubblici invece cosa sono ? Al 95% conti bancari giusto ? Ma alla tua età dovresti sapere, specie dopo questa crisi finanziaria, che non ci sono veramente soldi in banca Ma anche ragionando in genere basta pensare che sono proprio definiti legalmente e contabilmente come "passività" per le banche. Ora se uno ha delle passività, cioè debiti, cioè soldi che deve ripagare, questi soldi sono sicuri per chi glieli ha prestati se questo ha appunto riserve o capitale a sufficienza in caso di bisogno. Ma le banche tengono un 7-8%, al massimo, di soldi veri a fronte delle passività (conti di clienti e altro debito) per cui in realtà #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i soldi in banca esistono solo fino a quando non c'è una crisi finanziaria seria#F_END# . Quando scoppia una crisi grossa le banche gridano "aiuto aiuto..." e chiamano in soccorso lo stato, non è vero ? Quindi #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i conti bancari sono moneta per il cliente, ma in realtà funzionano come tale solo perchè sono garantiti dallo stato#F_END#. Tanto è vero che prima che questo desse garanzie dirette e indirette sui soldi in banca e sulle banche stesse, queste una volta fallivano di colpo perchè la gente correva agli sportelli a prendere i soldi... La cruda e vera realtà è che nel sistema finanziario attuale i soldi veri sono: a) i #b# contanti#/b# che hai in tasca b) le #b# "riserve" delle banche#/b# , cioè i loro conti presso la banca Centrale che sono soldi che questa "crea" dal niente e c) #b# i titoli di stato#/b# !!! Questa è la "Base Monetaria" vera, cioè i soldi veri. Tu dirai che i titoli di stato è debito che va ripagato. Giusto, ma lo stato ha il potere di ripagarlo perchè tramite la Banca Centrale può creare moneta (a meno di non aderire all'eurozona e perdere il controllo della Banca d'Italia come abbiamo fatto in Italia...). E sai come la crea la moneta la Banca Centrale per statuto ? Comprando titoli di stato e mettendoli nel suo bilancio all'attivo. E al passivo cosa ci scrive ? Ci scrive "riserve" cioè mi sono indebitata, o un passivo e lo chiamo "riserve". E da dove le trova ? Le crea digitando i numeri nel computer... (per legge, in tutti i paesi, da un secolo circa) #F_START# size=3 color=blue #F_MID#I conti bancari invece sono "passività", cioè debito delle banche (verso i clienti...)#F_END# , ma le banche NON hanno la possibilità di creare moneta dello stato, solo di creare credito. E le banche operano con un capitale ridicolo, prima della crisi del 3% e oggi del 6-7%. Il resto sono passività. Per cui in caso di bisogno in realtà, come si è poi visto negli ultimi sei anni, quando molti chiedono soldi, o li spostano all'estero o semplicemente quando hanno perdite sul capitale le banche devono ricorrere allo stato, cioè alla Banca Centrale, che è l'unica che può veramente pagare sempre. E come fa ? Creando moneta. E come la crea ? Comprando titoli di stato che paga appunto addebitandosi qualunque cifra che vuole. OK. Siamo arrivati tutti fino qui ? Bene, allora passiamo alla seconda parte che è più standard, la trovi anche nei testi di economia, ma se la fai precedere dal ragionamento appena visto la comprendi finalmente perchè nei testi di economia sembra una cosa tecnica noiosa e nessuno ci fa mai caso. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il "QE" o Quantitative Easing o Alleggerimento Quantitativo è una attività che le banche centrali fanno da circa.... 100 anni...#F_END# . Si chiamava una volta "operazioni di mercato aperto". La differenza è che prima lo facevano per pochi miliardi e poi rivendevano i titoli comprati. Oggi ne comprano per 1,000 o 3,000 miliardi e non li rivendono. Ma si tratta sempre di creazione e distruzione di denaro. Quello vero, quello dello stato. Con il QE si tratta dello stesso meccanismo che la Banca Centrale, per statuto, in tutti i paesi del mondo, da un secolo utilizza ogni anno: la Banca Centrale compra titoli di qualche genere sul mercato. E coma paga ? Non usa soldi che ha già o del contribuente, ma li crea sul momento. E come li compra però li può anche vendere. Ogni Banca Centrale al mondo tiene sempre dei titoli di stato da vendere e ovviamente li deve anche comprare per poterli avere da vendere. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#A cosa serve che la Banca Centrale compri e venda titoli sul mercato ? A controllare i tassi di interesse#F_END# . Le Banche Centrali non fissano infatti i tassi di interesse che le banche fanno pagare o che lo stato paga. I tassi di interesse fluttuano in base alla domanda e all'offerta in teoria. Le banche centrali hanno solo il potere di fissare il tasso di interesse a cui prestano alle banche in caso queste ne abbiano bisogno, cioè il costo delle "riserve". Ma questo meccanismo non è sufficiente per influenzare i tassi di interesse nell'economia. Perchè le banche se ne possono infischiare quando c'è un boom ed è facile prestare ed è facile avere depositi di clienti e c'è abbondanza di liquidità. In questa situazione tipicamente le banche non hanno quasi bisogno di rivolgersi alla Banca Centrale dato che la loro stessa attività di espansione del credito genera nuova moneta in abbondanza che poi a sua volta ritorna loro... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Come fa allora una Banca Centrale a frenare un espansione del credito ? Si mette a vendere titoli finanziari, titoli di stato#F_END# di solito. In questo modo le "riserve" delle banche si riducono. Le riserve delle banche sono la moneta dello stato che le banche tengono di riserva, presso la Banca Centrale. Tu dirai, ma le banche non sono mica obbligate a comprare i titoli di stato che la Banca Centrale si mette a vendere. Certo, ma non ha importanza, se questa si mette a vendere titoli di stato sul mercato qualcuno li compra, ad un prezzo ovviamente man mano più basso e questo però automaticamente riduce le riserve della banche Cioè : la Banca Centrale si mette a vendere BTP sul mercato. Qualcuno ovviamente glieli compra (basta che abbassi man mano il prezzo...). Questo qualcuno ha un conto presso una banca, in cui ad esempio ha 1 milione di euro come saldo. Comprando 1 milione di BTP questo saldo si azzera e viene sostituito da 1 milione di BTP. Ma cosa succede nel bilancio della banca ? Il saldo di 1 milione di euro del cliente per la banca compariva al passivo, era una passività, soldi che doveva pagare su richiesta. Ma ad ogni passività corrisponde un attività e il corrispettivo era 1 milione di "riserve" all'attivo del suo bilancio. Quando questo milione sparisce e al suo posto compaiono BTP nel conto del cliente spariscono anche le riserve di 1 milione. Di conseguenza, #F_START# size=3 color=blue #F_MID#quando la Banca Centrale vende titoli di stato sul mercato, a chiunque li venda, il risultato è che le "riserve", "il denaro vero" delle banche si riduce#F_END# . E ad un certo punto le banche sono costrette a pagare di più per queste "riserve" (denaro vero!). E quindi i tassi di interesse nell'economia finalmente salgono, come appunto desidera la Banca Centrale. Bene. Oggi però come si sa da sei anni circa le Banche Centrali hanno solo il problema opposto, quello di ridurre i tassi e di conseguenza non si sognano di vendere titoli e ridurre le riserve. Anzi, per la prima volta in un secolo di storia si sono messe a comprare titoli pubblici sul mercato in modo sistematico, per cifre enormi e non rivenderli. E in questo modo hanno creato migliaia di miliardi di denaro vero, "riserve"...soldi che il sistema bancario tiene presso la Banca centrale, nei suoi conti speciali presso la Banca Centrale (che solo le banche e il Tesoro possono avere) #i# (Oggi siamo arrivati in Europa al punto in cui, la Banca Centrale (BCE) dopo aver creato comprando titoli riserve nel sistema bancario per centinaia di miliardi (e in America e Giappone per migliaia di miliardi) non può aumentarle ancora comprando BTP ad esempio perchè la Germania si oppone. E non sa più cosa fare. Addirittura da agosto fa pagare le banche per tenere "riserve". Cioè oggi il denaro alle banche costa un -0,2% l'anno. Se le banche accumulano soldi nei loro conti oggi per la prima volta gli costa. Come se oggi a noi portando 100 0mila euro in banca dovessimo pagare un -0,2% l'anno. E oggi ad esempoi c'è una banca tedesca che ha cominciato a far pagare ai clienti per tenere soldi in banca oltre una certa cifra un -0,2%...)#/i# Ma alla fine perchè negli ultimi anni le Banche Centrali hanno creato tutto questo denaro, sotto forma di "riserve" per le banche ? Denaro creato comprando titoli di stato, un operazione che hanno sempre fatto ma oggi è diventata permanente ?. Perchè le banche stavano riducendo il credito, i loro bilanci e quindi riducendo la moneta che creano, che non è moneta vera perchè appunto quando riducono il credito sparisce. Il che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#dimostra appunto che il denaro vero non è quello in banca, ma : i) il contante, ii) le riserve delle banche presso la Banca Centrale e .... iii) i titoli di stato#F_END# E se capisci questo sai anche come risolvere la crisi dell'Italia. Perchè è assurdo come si fa ora dire che per ripagare i titoli di stato si devono tirare fuori soldi dai conti bancari. I conti bancari hanno valore, 100mila in banca rimangono 100mila, solo nella misura in cui lo stato garantisce indirettamente le banche. Ma lo stato garantisce anche i titoli di stato direttamente ! #F_START# size=6 color=black #F_MID#Perchè 'azzo devi ripagare con soldi garantiti indirettamente dallo stato altri soldi garantiti direttamente dallo stato ?#F_END# Perchè anche i titoli di stato vanno inclusi nella "base monetaria" cioè sono alla fine denaro ? Si dovrebbe capire da quanto sopra, ma lasciamo parlare Mosler --- ( Fine della Prima Parte) ---- Warren Mosler: ^"Definire la “Base Moneraria” in un economia con tassi di cambio della moneta fluttuanti- La Grande Riformulazione"#http://moslereconomics.com/2013/08/14/defining-base-money-with-floating-fx-the-great-reframation/^ 14 agosto 2013 In un regime di cambi FISSI, in cui la valuta è convertibile ad un valore fisso in qualcosa d'altro (oro...) la “base monetaria” NON include i titoli di stato. In questo caso i titoli pubblici sono dei diritti sulle riserve dello Stato (oro, valuta estera, etc) che sono parte del “risparmio nazionale” come definito. Con l’attuale sistema di tassi ci cambio fluttuanti in cui la valuta NON è convertibile se non in se stessa, cioè è fatta solo di pezzi di carta o numeri di computers invece è tutto diverso In questo caso (quello in cui il mondo si trova dal 1971) i titoli di stato vanno logicamente considerati parte della “base monetaria”. Perchè quando li ripaghi non si riducono le riserve del settore pubblico (di oro, valute estere, etc). Cioè quando li ripaghi non si riduce la moneta. Vale a dire, con il sistema odierno a tassi di cambio fluttuanti, si deve definire la base monetaria come contanti + TUTTO QUELLO CHE TROVI NEL BILANCIO DELLA BANCA CENTRALE. E nel bilancio della Banca Centrale trovi sia i “conti di riserva” cioè i conti che le banche tengono presso la banca di "riserve" bancarie appunto che i “conti deposito” (i titoli emessi dal Tesoro). Nn è quindi affatto sbagliato includere ogni debito garantito dal settore pubblico, inclusi appunto titoli di stato nella base monetaria o "moneta" che circola. Ovvero, con una valuta fluttuante, la “base monetaria” può essere logicamente definita come il totale degli attivi finanziari netti nel settore non governativo. (Notare per esempio che ciò significa che il QE non altera la base monetaria come così definito, il che inoltre combacia con l’osservazione che il QE nel contesto odierno è niente più che una tassa che rimuove il reddito di interesse dell’economia) E la riduzione del deficit è la riduzione nell’incremento della base monetaria dell’economia, con i prevedibili effetti di rallentamento come noto. Il punto di questo post è “ripensare” la spesa in deficit del settore pubblico andando dal “finire in mezzo ai debiti” come sarebbe con un regime a cambio fisso, all’ “incrementare base monetaria” come è il caso nel sistema a cambi fluttuanti in cui la spesa netta nel settore pubblico incrementa il possesso da parte dell’economia di passività pubbliche, dette anche “crediti fiscali”. traduzione di Daniele Basciu originale su http://moslereconomics.com/2013/08/14/defining-base-money-with-floating-fx-the-great-reframation/

i conti bancari non sono vero denaro, mentre i Bot e i BTP sì - GZ  

  By: GZ on Venerdì 07 Novembre 2014 16:23

Bisogna ogni tanto ragionare sui concetti. 1) ci sono #F_START# size=3 color=blue #F_MID# due ostacoli oggi in Italia : le banche e il debito pubblico#F_END# che sono intrecciati tra loro. Sono i due macigni al collo dell'italia perchè sono ENORMI. Il debito pubblico consiste di #b# 2 mila mld#/b# e le banche hanno #b# 4 mila miliardi#/b# nei loro bilanci (il pil italiano è sui #b# 1500 mld#/b# ...) 2) L'Economia Italia è Soffocata dalle Tasse (#b# 750 mld#/b# ..), ma non le si riducono per non mettere in pericolo: a) i 2mila mld di debito pubblico e b) i 4mila miliardi delle banche. 3) perchè dico "i 4mila miliardi delle banche" ?#i# Please, qui leggere con attenzione...#/i# Come noto del debito pubblico che è sui 2,000 mila mld di titoli sul mercato, le banche ne hanno comprato dal 2011 per #b# 430 mld#/b# e rotti. Le banche hanno un bilancio oggi circa 4,300 mld di prestiti, impieghi ecc..all'attivo... E al passivo ? il loro bilancio è fatto di #b# 300 mld#/b# di capitale e circa #b# 4,000 mld#/b# di "passività". #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Cosa sono questi 4mila miliardi di passività nel bilancio delle banche ? Cosa sono questi 4mila miliardi di passività nel bilancio delle banche ? Cosa sono questi 4mila miliardi di passività nel bilancio delle banche ?#F_END# (ripetuto tre volte in grassetto per maggiore effetto ed evitare che ci si distragga) Sono: depositi bancari di famiglie e aziende e poi debiti che le banche hanno tra loro e sul mercato o con il pubblico (bonds bancari) o con le banche centrali, ma sono 4mila miliardi che le banche, su richiesta devono pagare, se chi ha questi soldi in banca o chi ha finanziato la banca li rivuole la banca deve trovarli e bonificarli o farli prelevare. Per fortuna nel 97% dei casi chi li muove li muove all'interno del sistema bancario italiano per cui non ci sono problemi, ma nel 2008 all'estero e nel 2011-2012 si è avuto un assaggio di cosa succede se chi finanzia le banche toglie i soldi (fondi monetari esteri o residenti italiani che spostano i soldi fuori dal sistema) Bene. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Se l'Italia fa default rimanendo nell'euro o esce dall'euro e ritorna alla lira le banche sono fritte#F_END#. O meglio dovrebbero essere nazionalizzate. E simultaneamente vanno messi controlli ai capitali. (Jacques Sapir, l'economista della LePen, lo scrive sempre...) #F_START# size=3 color=red #F_MID#Rischiare il default del sistema bancario e per salvarle doverle nazionalizzarle e mettere controlli ai capitali, nel contesto di una rottura dell'euro è UN MACELLO#F_END# LA DISCUSSIONE (quella seria) DEVE PARTIRE DA QUI. Il fatto di poter svalutare con la lira ed esportare meglio è secondario rispetto a questi problemi. Ma sembra impossibile che i professori nostrani lo comprendano per cui tocca farlo a umili trader nella campagna emiliana. A) LE BANCHE HANNO IN ITALIA CIRCA 4MILA MLD DI PASSIVITA', su una base di meno 300 mld di capitale B) un default parziale oppure una mega patrimoniale o il ritorno alla lira provocano una fuga di capitali che le fa crollare. OK ? Chiaro ? Do you understand ? Questo è il problema, non il tasso di cambio della lira !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bisogna che quelli di voi che conoscono Beppe Grillo e Matteo Salvini facciano loro presente questo fatto *************#F_START# size=6 color=black #F_MID# Ma Esiste una soluzione ? #F_END# **************** Sicuro, queste sono tutte finzioni contabili che lo stato può risolvere con i suoi poteri, ma deve stare attento perchè il mercato finanziario va neutralizzato per evitare che travolga i titoli pubblici italiani e le banche italiane Qual'è la soluzione ? #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Trasformare il debito pubblico a tutti gli effetti in moneta, denaro, soldi. Cosa sono i soldi oggi ? Sono un credito fiscale, qualcosa che lo stato accetta per pagare le tasse. Bisogna che lo stato emetta crediti fiscali e titoli pubblici fiscali, che accetta per pagare le tasse.#F_END# In questo modo lo stato aumenta la quantità di moneta, può nazionalizzare e ricapitalizzare le banche ed elimina il problema del debito pubblico perchè i BTP diventano denaro, qualcosa che mantiene il suo valore di 100 come il saldo nel conto bancario che vale sempre 100. E che pagano un modesto interesse, vicino a zero, come il saldo del conto bancario Da dove viene questa idea. Oltre che da Mosler anche da "Chicago", dalla teoria monetaria moderna importante, Lucas, Fama, Cochrane...che dice oggi che le banche devono avere non il 5% di capitale e 95% di debito, ma 50% di capitale e 50% di debito (o anche meno). E come fai ? Devi usare il debito pubblico come denaro. Devi considerare a tutti gli effetti il debito pubblico come denaro, denaro che paga un interesse, ma che è sicuro, perchè è sostenuto dalle tasse, dal fatto che lo stato lo accetta a 100 per le tasse. Ma prima devi spiegare alla gente (e agli esperti) che nelle banche non c'è denaro, non ci sono soldi, ma "passività". I 4mila miliardi di passività delle banche non sono denaro, nè dal punto di vista contabile nè sostanziale. L'unico vero denaro è quello che crea lo stato, come: a) banconote, b) riserve della Banca Centrale e c) debito pubblico Il modo più semplice e intuitivo di spiegarlo è che in realtà i conti bancari non sono vero denaro, mentre i Bot e i BTP sì. Devi allora trarne la logica conseguenza e legiferarlo. (chi vuole provare ad entrare in questo concetto in modo più sistematico legga ad esempio qui..^"Toward a run-free financial system" John H. Cochrane 1 April 16 2014#http://faculty.chicagobooth.edu/john.cochrane/research/papers/run_free.pdf^: pagina 26: #F_START# size=3 color=blue #F_MID#...c'è qui un concetto più profondo. Per gran parte del sistema finanziario il cash è irrilevante e il debito a breve termine è denaro... il debito del governo è la cosa più sicura e a prova di default che abbiamo ... da usare come denaro..)#F_END#

Cugini di quinto grado - GZ  

  By: GZ on Venerdì 07 Novembre 2014 13:51

I rumeni, come i greci, i kosovari e macedoni e albanesi sono stati invasi dai turchi per circa due o tre secoli e avevano subito invasioni di Unni, Tartari e Mongoli in precedenza. Oltre a portarsi via centinaia di migliaia di slavi come schiavi #i# ("slave" e "Slav" hanno la stessa radice in quasi tutte le lingue#/i# ) turchi e altri arabi, siriani e altri che militavano con i turchi si sono quindi "mescolati" con la forza con le donne rumene, albanese e greche ...e di conseguenza oggi i loro discendenti sono un poco imparentati con loro. Queste relazioni di parentela tra popolazioni da una quindicina di anni si possono però misurare con l'analisi di un campione di DNA. Il servizio a cui ho mandato il mio campione di DNA, ^23andme#https://www.23andme.com/you/relfinder/^ che appartiene alla moglie del fondatore di Google, mi indica ad esempio periodicamente dei #F_START# size=3 color=blue #F_MID#lontani parenti, cioè cugini fino al sesto grado e sono tutti di di origine europea#F_END# , nel mio caso ne noto parecchi slavi dell'Est Europa. #ALLEGATO_3# Due europei tra tra loro sono lontani cugini. Un europeo e un cinese, un europeo e un indiano americano, un europeo e un africano invece no. Un italiano di antenati italiani ha una grado di parentela, in media: 1) con altri ITALIANI (che non conosce...) di antenati italiani che va dal cugino di terzo grado a quello di quinto grado 2) con altri EUROPEI di antenati europei che va dal cugino di terzo grado a quello di sesto grado 3) con altri NON-EUROPEI invece non rilevabile #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il grado di parentela in senso largo, cioè fino ai cugini di sesto grado, è quello che definisce gli europei#F_END#. O gli asiatici. O gli indiani. O gli africani. Tra loro. (poi ci sono aree come il medio oriente e l'asia centrale dove sono tutti più mescolati). Ma gli asiatici NON sono cugini fino al sesto grado con gli europei. Gli africani NON sono cugini fino al sesto grado con gli asiatici.... Come lo so io che non sono uno scienziato ? Perchè ripeto oggi in realtà è facilmente rilevabile se solo mandi un campione di saliva! Se ad esempio invece hai "sangue turco" o arabo (...haplogruppo tipico e prevalente in quella regione...) oggi lo rilevi in modo sempre più preciso man mano che si allargano i campioni e si affinano le tecniche di analisi del genoma. In parole povere ti trovano relazioni di lontana parentela appunto, con gente del medio oriente. Oppure non le rilevano. Ti arrivano le segnalazioni via mail (se ti interessa) ad esempio che "XY...abitante in Turchia o di cognome turco... è tuo cugino di sesto grado". #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Gli europei sono "lontani cugini" tra loro#F_END# e basta iscriversi ad un servizio di analisi genealogica del DNA per verificarlo. Così come cinesi, coreani e giapponesi sono lontani cugini tra loro. Così come i vari popoli amerindi discendenti da indiani, aztechi, maya, inca sono cugini tra loro. Così come gli africani sub-sahariani sono cugini tra loro... L'importante è però dire chiaro sempre che "le razze non esistono". Solo gli ignoranti lo pensano. Le persone istruite invece dicono che esistono relazioni di parentela fino al sesto grado che definiscono.... quello che si è sempre comunemente inteso con questo concetto ora tabù...

I piani di iniezioni di liquidità sono una finzione - GZ  

  By: GZ on Venerdì 07 Novembre 2014 12:57

I famosi interventi, programmi e piani di iniezioni di liquidità sono una finzione. Ogni volta che annunciano un nuovo programma (LTRO, taglio dei tassi, TLTRO, SMP...) il denaro nel sistema si riduce, non aumenta #i# (Ok, se la vuoi la versione sofisticata ti sciroppi qui Peter Stella in inglese, uno che era ai vertci del FMI, (^"What the ECB has done"#http://stellarconsultllc.com/blog/?p=198^) se vuoi la versione accessibile all'uomo della strada in italiano continua a leggere qui)#/i# #ALLEGATO_2# #ALLEGATO_3# #ALLEGATO_1# Qual'è il motivo per cui finirà molto male qui nella zona Euro, nonostante Draghi e soci dicano che è tutto sotto controllo ? Che negli ultimi due anni e mezzo appunto hanno solo messo in piedi un gioco di specchi, una finzione....Come nei casi precedenti i dati che lo dimostrano erano disponibili da tempo, ma il mercato (la massa di banchieri, gestori e speculatori...) fino all'ultimo spinge e spinge per guadagnare il più possibile...spinge sempre su fino al giorno che crolla... Qual'è il motivo per cui tutto il boom del credito e della finanza degli anni 2000 è finito male nel 2008 ? Che era una finzione, un imbroglio, un gioco di specchi, le cartolarizzazioni dei mutui, i derivati esotici, le mega fusioni e acquisizioni di banche ecc... nonostante all'epoca i banchieri centrali, Greenspan, King, e soci raccontassero che era tutto sotto controllo. Per diversi anni il mercato (cioè la massa di gestori, banchieri, speculatori hedge, dirigenti di mega fondi e assicurazioni e così via che maneggiano miliardi), nonostante anche nel 2006 e 2007 ci fossero in giro grafici che mostravano che era una montagna di debito con sotto niente.... fino all'ultimo hanno spinto e spinto, per guadagnare il più possibile.. ... e poi un bel giorno ...OOPS!:..Lehman, Bear Sterns, AIG, Merril Lynch, Northern Rock, RBS, Hypovereinsbank che per anni erano salite e salite di colpo si sono azzerate... Qual'è il motivo per cui il boom del credito nell'eurozona CONSENTITO E CREATO DALL'EURO, in Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, negli immobili in Italia, Francia ecc.. negli anni 2000 è finito male nel 2008-2009, nonostante Trichet e soci dicessero che era tutto sotto controllo ? Che era una finzione, un imbroglio, un gioco di specchi.... ... e poi un bel giorno ...OOPS!:..il debito greco, spagnolo, portoghese, irlandese e poi italiano che per anni era salito di colpo ha le spread che esplodono e crolla... Nel gioco della finanza e del debito è ogni volta lo stesso gioco

24 mila società possono entrare in default nei prossimi mesi - GZ  

  By: GZ on Venerdì 07 Novembre 2014 01:50

Draghi a inizio 2012 ha convinto i "mercati" che non c'era rischio perchè la BCE avrebbe #F_START# size=3 color=blue #F_MID#"pompato moneta" o "iniettato liquidità" #F_END#, espressioni magiche che da anni senti sui giornali e promettono la soluzione ai problemi della società. Ma era un bluff. Guarda la differenza tra la realtà e le parole qui sotto: dal giorno famoso in cui Draghi promise che la BCE avrebbe fatto "whatever it takes" (27 luglio 2012) in realtà il suo bilancio si è ridotto di 700 mld! Il mondo della finanza è fatto di trucchi, giochi di specchi e finzioni. #ALLEGATO_2# Questa mossa di Draghi ha sfortunatamente prolungato di due anni e mezzo l'agonia, perchè ha neutralizzato la paura del default o dell'uscita dall'euro e ha consentito ai lacchè dell'Europa (Monti, Letta, Renzi e i loro alleati) di imporre l'austerità senza incontrare opposizione Il bluff di Draghi però ora non funziona più, è da settembre che ha promette di nuovo 1,000 mld di "liquidità" e il mercato in europa però è sceso e se leggi i giornali gli è andata male oggi .. Per l'Italia #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il momento della resa dei conti si avvicina e arriva quando il mercato finanziario una mattina si sveglia e decide che l'Italia o fa un default o esce dall'euro. #F_END# Quando ? Nei prossimi mesi, ma diciamo da adesso in poi può essere in qualunque momento. Non sarà nessun evento particolare politico o finanziario a far arrivare il giorno. E' vero che il fronte del ritorno alla lira cresce e l'ultimo sondaggio (commissionato dalla UE!) Eurobarometro ha indicato che ora il 47% è contro l'euro e il 43% a favore, è la prima che accade e siamo l'unico paese europeo in cui si sta formando una maggioranza anti-euro. Questo è molto importante. Tuttavvia i politici che guidano il fronte anti-euro, Salvini, Meloni e Grillo ^non sembrano capaci di rassicurare su un ritorno alla lira#http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5067&reply_id=123569120&topicGroupID=1^ per cui non è ancora una prospettiva credibile. Arriverà prima la paura di un default sul debito e sarà semplicemente il peso crescente e inarrestabile dei fallimenti e bancarotte che ad un certo punto innescherà anche il panico finanziario. ^Dal rapporto Cerved sulle imprese appena uscito#https://area.cervedgroup.com/news/FormularioOsservitaliaPostEvento_invio.phtml^: #F_START# size=3 color=red #F_MID#"... 24 mila società ad alto rischio che potrebbero entrare in default nei prossimi mesi e che sono esposte per 71 miliardi di euro verso il sistema finanziario". .....#F_END#.... dall'inizio della crisi nel 2008 a giugno 2014 su 148 mila ne sono fallite 13mila, 5mila in procedura, 23mila liquidate. Quindi nei prossimi mesi ci sarà una valanga di default pari al 60% di tutte quelle saltate in aria nei sei anni precedenti.. #ALLEGATO_1#

E' un grande economista. Cioè non capisce un 'azzo - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 05 Novembre 2014 23:30

#F_START# size=3 color=blue #F_MID#" Rispetto agli italiani le oche moncler sono tutto sommato fortunate: vengono spennate vive solo quattro volte l'anno".#F_END# (commento da antologia) #ALLEGATO_1# "Con la legge di Stabilità, la pressione fiscale «mostra una riduzione contenuta nel 2015, passando dal 43,3% del 2014 al 43,2%, e si stabilizza al 43,6% in ciascuno degli anni 2016 e 2017». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione alla Camera (Ansa, 4 novembre 2014)" #i# Parla il Ministro delle Finanze, prof. ordinario di Economia, dirigente del Fonto Monetario, economista OCSE... PierCarlo Padoan, quello che tutti stimano inclusi gli anti-euro...#/i# #ALLEGATO_2# #F_START# size=5 color=blue #F_MID#E' un grande economista... Cioè non capisce un 'azzo. #F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Non sa, o fa finta di non sapere pur essendo professore, che nell'economia moderna lo Stato incassa di tasse solo soldi che ha prima creato. E quindi è assurdo, ridicolo e demenziale dire che lo stato è senza soldi. Nella realtà pratica lo Stato si fa sempre accreditare i soldi dalla Banca Centrale, che li crea dal niente. Lo Stato non riceve contabilmente soldi da nessun conto bancario. Quando cioè compri un BTP lo stato non riceve materialmente, contabilmente, soldi che avevi presso la banca. Il motivo ovviamente è che spesso questi soldi NON ESISTONO. #F_END# Perchè le banche moderne operano per il 95-93% con soldi a debito, non con soldi loro e quindi i tuoi "soldi in banca" la banca li ha quasi tutti impiegati, per cui non si sa se (contabilmente) ci sarebbero quando dai un ordine di comprare BTP o altro. Per fortuna però il 98% del denaro di solito rimane a circolare all'interno del sistema bancario del paese per cui i pagamenti tra privati si compensano... Ma quando compri titoli pubblici è diverso, contabilmente i soldi escono dal sistema bancario e vanno sul conto dello stato. Di conseguenza lo stato, in tutti i paesi moderni, si fa accreditare sul suo conto presso la Banca Centrale i soldi che deve spendere e la Banca Centrale li crea "dal niente" e glieli accredita (e per far quadrare la contabilità segna nel suo passivo una voce apposita: "riserve"). Qual'è il senso di tutti questi giri contabili ? Che il denaro vero è come dice Ray Dalio un 5% del totale e il resto è debito e il sistema sta in piedi solo perchè si ha fiducia, si suppone, che in caso di bisogno lo stato crei denaro fresco e lo fornisca. E avendo questa fiducia non lo si richiede quasi mai. Ho impiegato un anno a scrivere ^il libro per Hoepli#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^ perchè ho controllato queste cose cinquanta volte. Avevo sempre paura di avere preso una cantonata, è una storia così incredibile che pensi la prima volta che la impari che sia una bufala. Ma poi piano piano leggendo documenti, libri, papers, articoli sia di cento sanni fa che di oggi ti convinci che funziona così. Cioè che il denaro nell'economia moderna è una finzione, un "trucco contabile basato sulla fiducia". Fiducia in cosa ? Nelle banche, di cui hai fiducia solo nella misura in cui hai fiducia che siano sostenute dallo stato a loro volta. Quindi alla fine il denaro è una convenzione, una finzione contabile, dei numeri che appaiono nei conti bancari di cui si ha fiducia solo perchè si pensa che alla fine in ogni caso lo stato possa stampare lui il denaro necessario e fornirlo alle banche. #F_START# size=4 color=BLUE #F_MID#MA DA QUESTO DERIVA CHE E' ASSURDO, RIDICOLO, DEMENZIALE PARLARE DI UNO STATO CHE RIMANGA SENZA SOLDI. Come invece fanno dal mattino alla sera sui giornali i "grandi economisti" come il buon Padoan#F_END# ----------------- (^dal capitolo 24#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^) ...Nel sistema monetario attuale, quando lo stato spende o quando vende titoli di stato, non usa moneta come quella che utilizzano i privati, ma quella della Banca Centrale, una moneta di cui il 99% dei cittadini non ha mai sentore perché non circola tra loro, ma di cui si è cominciato a parlare sui giornali da quando c’è stata la crisi finanziaria e le banche centrali ne hanno creato per 9mila miliardi di dollari. Anche se le leggi attuali impongono allo stato di indebitarsi sul mercato quando ha un deficit, dal punto di vista contabile invece quando vende titoli di stato riceve un accredito dalla Banca Centrale, con denaro che lei stessa crea “dal niente” (chiamato “riserve”). E viceversa, quando lo stato spende, la Banca Centrale addebita il suo conto e crea un accredito per la banca in cui viene depositato l’assegno del governo. Quando il governo vende titoli di stato la Banca Centrale presta riserve alle banche e quando lo stato spende le vengono restituite. Il fatto che nel sistema attuale, dal punto di vista operativo, quando il governo vende titoli di stato riceve denaro che la Banca Centrale ha creato appositamente può sembrare un dettaglio di contabilità, perché alla fine chi ha comprato ad es 1000 di BTP vede un addebito di 1000 e il conto dello stato presso la Banca Centrale aumenta di 1000. Ma se compri titoli di stato usando soldi che hai sul tuo conto, perché la banca deve simultaneamente riceverne dalla Banca Centrale ? Warren Mosler e molti altri assieme a lui (di recente anche l’ex numero due del Tesoro sotto Clinton, nonchè CEO di alcune grandi banche, Frank Newman, in un paio di libri) spiegano che questo riflette il fatto che lo stato usa moneta creata da lui stesso. Quando si compra un BTP inviando un bonifico si immagina che la banca trasferisca l’importo esistente nel conto ad un conto dello stato, come per ogni altro pagamento. In realtà il Tesoro riceve i soldi dalla Banca Centrale, la quale accredita da una parte l’importo allo stato e dall’altra parte però accredita anche lo stesso importo alla banca. Hai una moltiplicazione contabile, chi ha comprato BTP li trova nel conto deposito, mentre il suo conto corrente si riduce di 100, lo stato riceve un accredito di 100 nel suo conto presso la banca centrale e si è indebitato di 100, ma appare anche un saldo di 100 nel bilancio della banca come prestito della banca centrale. Quello che succede è che la Banca Centrale interviene creando un deposito per lo stato e un prestito per la banca, per cui in effetti operativamente è lei che finanzia la vendita di BTP. I soldi non vengono dalla Banca per conto del cliente, ma dalla Banca Centrale, e quando lo stato poi spende i soldi ricevuti la banca restituisce il prestito di riserve alla Banca Centrale. Questo è come funziona operativamente il finanziamento dello stato quando vende titoli di stato in tutti i paesi. Non stiamo parlando qui di una “teoria” monetaria, ma di una descrizione del meccanismo reale, operativo e contabile, di come gli stati nella realtà si finanziano da decenni, ed è basato sulla moneta della banca centrale, cioè dello stato. In questo senso quindi si può affermare che lo stato si finanzia con soldi che lui stesso crea (tramite la banca centrale che è parte del settore statale).....

Miserie di cui non ci si deve occupare - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 05 Novembre 2014 01:04

Nota: ^Nicola Rossi è professore ordinario#http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Rossi^, in cattedra ed è stato in diversi governi come consigliere del Presidente del Consiglio. #i# da Dagospia "...Se quindici anni fa avessi voluto incontrare il prof. Nicola Rossi l’avrei trovato a Palazzo Chigi a fianco dell’allora premier, Max D’Alema, di cui era consigliere economico. Oggi invece Rossi, per tre legislature parlamentare Pds-Pd, mi dà appuntamento nella sede milanese dell’Istituto Bruno Leoni (Ibl), areopago liberista, di cui fino a poco fa è stato presidente. «Da diessino a liberale. Dov’è il trucco, prof?», chiedo. «Ho fatto un errore», risponde placidamente Rossi. «Ho creduto che la sinistra potesse aprirsi alla cultura liberale, che è la mia. Sbagliavo e mi sono dimesso nel 2011 da senatore del Pd, tornando alla cattedra di Economia politica a Tor Vergata». L’atmosfera è accattivante. Nella sala grande siedono diversi stagisti. Ambosessi, tra i venti e i trent’anni, hanno le teste chine sui ponderosi trattati dei loro idoli intellettuali von Hayek, von Mises, Popper ecc. Aldilà del corridoio ha una stanza sua - invasa di libri e tre computer - Alberto Mingardi. Se uno non sapesse che Mingardi è il direttore generale e cofondatore del think thank, lo scambierebbe per uno dei giovanetti che, in preda a manie di grandezza, ha voluto una stanza per sé. Mingardi, trentatreenne, è infatti un loro coetaneo che avendo pubblicato il suo primo libro a diciannove anni, seguito da molti altri, è un prodigio da così tanti anni da essere il più decrepito dei precoci. ^Tra il fumo dei cervelli, giungiamo all’ultima fucina, quella di Oscar Giannino#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/paese-mutande-nicola-rossi-dalemiano-pentito-renzi-pericolo-87933.htm^. La sua testa con barbetta sbuca dietro il computer e ci sorride festoso. Intavola immediatamente con Rossi una discussione su Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia. Il tema è: come ha potuto Padoan fare una Legge di Stabilità tanto scombiccherata da sembrare l’opera di un politico (vedi Renzi) invece che di un tecnico di valore?I due, confabulando in modo complicatissimo, concludono che Padoan è un tipo diplomatico che cerca la strada meno impervia di convivere col premier. Inoltre pur soffrendo per le spericolate ingerenze di Renzi, esita a minacciare le pur desiderate dimissioni per non allarmare i mercati.. ^Si fa strada l’idea di uscire dall’euro. (Ride) «Miserie di cui non ci si deve occupare. Sarebbe una catastrofe. Chi chiede l’uscita, non dice ciò che accadrebbe: energia più cara del cinquanta per cento, tassi di interesse doppi, risparmi in fumo. Resteremmo fuori dai mercati per anni, come ha testimoniato sull’Economist il governatore della Banca centrale argentina, Mario Blejer, concludendo: “Non ci pensate nemmeno”».#http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/paese-mutande-nicola-rossi-dalemiano-pentito-renzi-pericolo-87933.htm^ #/i# ^Il prezzo della benzina è per il 60% fatto di tasse#http://www.gazzetta.it/Passione-Motori/Auto/01-03-2014/benzina-gasolio-carburanti-costo-prezzo-tasse-accise-iva-aumenti-cgia-mestre-80151865449.shtml^, poi ci sono altri costi vari di trasporto e commerciali per cui il greggio conta per meno del 20% sul costo alla pompa, diciamo 0,2 centesimi di euro per semplificare e arrotondare. Perchè la benzina aumenti del 50% occorrebbe che il costo del greggio aumentasse da 80 dollari al barile attuali a circa 400 dollari in modo che da 0,20 il costo del greggio nel litro di benzina andasse a 1 euro, a causa della svalutazione, portando quindi il litro di benzina sui 3 euro (+50% come dice il prof. Rossi). Quindi #F_START# size=3 color=blue #F_MID#il prof. immagina una svalutazione della lira che faccia salire il petrolio da 80 a 400 dollari, ovvero che il tasso di cambio da 1,25 dollari per 1 euro si vada 0,25 dollari per 1 lire. Le stime sulla svalutazione delle banche d'affari sono sugli 0,80, nel caso peggiore.... #F_END# In aggiunta, tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi e carburante, un’auto di media cilindrata “consuma” ogni anno sui 4.500 euro, mentre il costo medio in benzina è inferiore ai 2 mila euro l'anno, sui cui il greggio pesa per circa 200 euro. Quindi nel costo del trasporto di una famiglia di diciamo 4500 euro l'anno il greggio pesa per 200 euro...anche una svalutazione del -50% costerebbe 100 euro l'anno su 4500 euro di cui almeno 2,500 sono tasse.. Se parliamo comunque del PIL italiano il petrolio importato conta per 40 miliardi circa... su 1550 mld... le tasse 760 mld... #i# Battere i pugni a Bruxelles? «Renzi lo minaccia da mesi. Poi, richiamati sulla Legge di stabilità, versiamo altri quattro miliardi di riserve che dovevano servire a tagliare le tasse. Invece di alzare la voce, dovremmo rispettare le regole, schierarci con la Germania, anziché con i Paesi meno virtuosi e pretendere che i 300 miliardi di investimenti Ue promessi da Juncker vadano solo a chi ha i conti in ordine, escludendo gli altri. Se è vero che siamo un Paese leader, come dice Renzi, il Paese leader è quello che chiede agli altri di rispettare le regole». Si possono diminuire le imposte? «Sì, aggredendo la spesa pubblica. Ci sono interi settori da cui lo Stato deve ritirarsi. Tutti i risparmi saranno poi utilizzati per diminuire le tasse». Tra i tagli, lei vuole anche quelli delle pensioni. «Lo Stato non deve mai mancare di parola e la retroattività è odiosa. I tagli alle pensioni riguardano quindi il futuro. Ma se fossero stati fatti vent’anni fa, oggi ci sarebbe più giustizia generazionale». Lei che farebbe subito? «Creerei, accanto alle banche, canali non bancari per finanziare le imprese: facilitazioni per l’emissione di obbligazioni e cose così. Frenerei la voracità del fisco con la riduzione della spesa pubblica. Incentiverei la formazione dei giovani». Che c’è dopo Renzi? «Un altro presidente del consiglio. In politica, le alternative ci sono sempre. È l’opposizione che dovrebbe essere pronta. Tu non ce la fai? Ci siamo noi. L’attuale assenza di opposizione del centrodestra è il più grave dei suoi fallimenti». Non teme che, a furia di immigrazione, il figlio di suo figlio diventi domani Ahmar, Rossi in arabo? «L’immigrazione indiscriminata non va bene. Vorrei da noi ingegneri indiani, che non vedo. Dovremmo essere una società attrattiva che accoglie ciò che è utile per sé». #/i# #F_START# size=3 color=black #F_MID# Gli ingegneri italiani sono disoccupati e li vuoi sostituire con ingegneri indiani...la crisi la risolvi con facilitazioni per cambiali... schierarci con la Germania....tagliare la spesa... l'euro è sacro altrimenti la benzina sale del 50%...con la lira risparmi in fumo... ...Nei mille anni e più in cui gli stati italiani e poi l'Italia unita hanno avuto sempre loro monete, non "una moneta unica" di tutta l'europa, come avranno mai fatto ad accumulare le ricchezze di cui vedi traccia nei palazzi e arte di cui è coperta l'Italia da Venezia, Roma, Firenze, Ferrara a Mantova a Palermo ?.... Ora, la violenza è sempre sbagliata e non porta a niente, lo insegnano anche alle elementari ai bambini....sicuro... lo sappiamo...però non si insegna anche Darwin e la lotta per la sopravvivenza della specie...come fa una specie a liberarsi di questa gente...#F_END#

L'Euro è servito a creare un esplosione di debito - GZ  

  By: GZ on Martedì 04 Novembre 2014 21:20

#ALLEGATO_2# Da quando Grillo ha "svoltato" contro l'Euro è la terza volta che mi accorgo di un grafico di una mia presentazione (o articolo o del libro, non ricordo dove l'ho messo) ^appare oggi sul Blog#http://www.beppegrillo.it/2014/11/come_cambia_il_debito_pubblico_fuoridalleuro.html^ Questo era un grafico della presentazione di Yoram Gutgeld per Renzi in cui avevo modificato la dicitura. #ALLEGATO_3# Spero che continuino e ne suggerisco un altro e nuovo. Questo è il totale dei bond, obbligazioni, titoli di reddito fisso sia pubblici che societari nel mondo, il famigerato "Bond Market". E' triplicato in venti anni da 32 mila a quasi 100mila miliardi di dollari. Ok, forse questo lo si è sentito un poco dire che il debito è triplicato nell'ultima generazione. Ma guarda bene: il grafico è diviso in tre, America, Emergenti ed Europa+Giappone. L'are che ha aumentato di più il debito è l'ultima e il boom del debito è stato da quando è stato lanciato l'Euro. Se fai due conti a spanne noti che #F_START# size=3 color=red #F_MID#da quando c'è l'Euro i titoli di debito sul mercato ("bonds") sono aumentati di circa 21-22mila miliardi.#F_END# (in Europa, nel mondo di altri 25mila circa..) #ALLEGATO_1# #i# (due conti: In Giappone ed Europa dal 2000 i bonds da 19mila sono esplosi a 48mila miliardi, cioè di 28mila miliardi. Diciamo che circa 3/4 dell'aumento è stato in Europa e parliamo di un aumento di più di 21 mila miliardi in più. L'Euro ha funzionato come un meccanismo per creare debito! la quantità di bonds è passata da circa 13 mila (3/4 di 19mila) a circa 37mila (3/4 di 48 mila)#/i# L'elite globale che oggi governa quasi tutti i paesi è composta da persone con QI elevato, (perlmeno per l'economia e la finanza) Pensa un attimo: dai tempi del trattato di Maastricht in poi hanno venduto l'Euro come un modo per controllare deficit e il debito, ma guarda la realtà: nessuna area del mondo ha aumentato il debito quanto l'Europa e da quando c'è l'Euro. Hanno sommerso l'Europa di debiti, le famiglie, le imprese, le banche europee stesse e poi dal 2008, per salvare le banche anche gli stati. E intanto raccontavano la palla della #/i# BCE che è severa e vigila perchè gli stati non si indebitino#/i# .... Le palle che hanno raccontato... sono dei geni! Hanno studiato, riflettono e pianificano quello che fannno, guardano avanti....e la mettono in quel posto ad un intero continente La verità dell'Euro è che è un meccanismo dell'elite finanziaria globale per riempire il mondo di debito. Perchè una volta che la gente è bella indebitata poi la tieni per le palle e poi da questi 100mila miliardi di bonds incassi migliaia di miliardi di interessi e di capital gain... Perchè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i bonds sono oggetti che producono un reddito "in your sleep" come dicevano nell'800#F_END# quando denunciavano la rendita finanziaria. I famosi "mercati" sono solo del debito, denaro che produce altro denaro con gli interessi mentre dormi

Come funzionerà l'Uscita dall'Euro (secondo il M5S e nella realtà) - GZ  

  By: GZ on Lunedì 03 Novembre 2014 03:28

Il livello dei commenti sull'economia che appaiono sul Blog di Grillo è migliorato di colpo e ^l'Uscita dall'Euro viene presentata in modo informato#http://www.beppegrillo.it/2014/11/euro_fact_checking2_fuoridalleuro.html^. Ma non in modo convincente. Per essere convincenti bisognerebbe non fare finta che non rischia la fuga di capitali e il crac del sistema bancario. Scrivere che la svalutazione sarà del -20%, farà aumentare la domanda tramite l'export risolvendo la crisi copiando da Bagnai e Borghi, espone il fianco a facili obiezioni. E quando ci saranno dibattiti seri li perdi e se arrivassi ad un referendum lo perdi. Scrivere come fa il Blog di Grillo #F_START# size=2 color=DARKmagenta #F_MID#: (domanda) "...7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto ?. (risposta) Con la Banca d'Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra...."#F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# è una pietosa bugia #F_END# . La verità è che i tassi di interesse sui titoli pubblici possono salire dal 2% al 7 o 8% (per compensare il rischio di cambio...) e per evitare quindi che il costo del debito pubblico triplichi la Banca d'Italia dovrà comprare lei centinaia di miliardi di BTP (impedendo così ai tassi di salire). Come la Banca Centrale del Giappone. Ehi.. se persino ai giapponesi tocca farlo figurarsi se non toccherà farlo a noi italiani ! (non siamo mica l'America) Fin qui però andiamo ancora bene, non ci sarebbe niente di male se Bankitalia imitasse i giapponesi. Solo non facciamoci compatire liquidando in tre rige la cosa dicendo che basterà, come scrivono sul Blog di Grillo oggi scopiazzando dai prof anti-euro, che "sarà sufficiente che Banca d'Italia abbia questo potere". #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Questo vale per gli USA o per l'Eurozona nel suo insieme, per paesi come l'Italia o persino il Giappone OCCORRERA' "STAMPARE MONETA" E TANTA E RICOMPRARE TONNELLATE DI BTP. #F_END# . Perchè il mercato finanziario non tratterà l'Italia come tratta gli USA caro Blog di Grillo e cari professori, il mercato finanziario è bastardo e vorrà mettere alla prova questo paese semi-distrutto dall'austerità, noto per il suo malgoverno e propensioni inflazionistiche del passato che dopo 15 anni ritorna alla Lira. Il mercato finanziario attaccherà l'Italia. E Banca d'Italia dovrà difenderla comprando tonnellate di BTP. Alla BCE è bastato il bluff perchè aveva dietro un PIl di 10mila miliardi di tutta l'Europa. Con noi il bluff non basterà. OK. Andiamo avanti. Se monetizzi i deficit il tasso di cambio, ceteris paribus, scende rispetto ai paesi che non lo fanno. Niente di male, ripeto, ma qui ora attenzione che arriviamo al guaio. Perchè il tasso di canbio della Lira scenderà non solo del 20& "fisiologico" che calcolano i prof come Bagnai, ma molto di più a causa appunto di questo. Cosa è successo allo Yen negli ultimi due anni, ad esempio ? Si è svalutato da 100 a 140 yen (da maggio 2012). E se prendi da quando è stato istituito l'Euro nel 2000 lo Yen era a 90-95 per 1 euro e si è arrivati anche a 150-160 yen per 1 euro. Perchè appunto i giapponesi hanno monetizzato il deficit pubblico per un importo pari al 20% e rotti del PIL e in Eurozona invece, causa il veto dei tedeschi, non si è monetizzato quasi niente (per soli 200 mld che sono un 2% del PIL). il Giappone, ad esempio, è un paese molto più robusto economicamente dell'Italia (enormi riserve di valuta estera, disoccupazione al 3,5%, debito estero minimo e il 97% del debito pubblico in mano a giapponesi) e lo stesso ha svalutato di più del -40%. Se l'Italia facesse anche lei una politica di acquisto di titoli di stato per centinaia di miliardi da parte della Banca d'Italia, si svaluterà forse del 40% anche lei e forse l'oscillazione sarà anche maggiore, del 50%. E parliamo rispetto a dollaro. I professori coem Bagnai dicono che, anche se ci fosse un oscillazione maggiore del 20% fisiologico che ipotizzano, sarebbe temporanea e poi ci si assesterebbe intorno al 20% (che riflette il differenziale di inflzione cumulato dal 2000 ecc..)... Questo perchè non capiscono come funziona il mercato globale, dove il cambio dipende dai movimenti di capitale e quando i capitali si muovono in modo massiccio i sistemi bancari saltano, specie in paesi che devono convertire tutto da una valuta all'altra... Rispetto al marco e valute del nord europa lo scenario probabile è che la Lira scenda dai 125 attuali sotto la parità del 2000, cioè sotto 89 centesimi, diciamo almeno a 80 e che il Marco salga da 125 attuali a 180. Quindi chi mette ad esempio 125 mila euro in marchi o euro-marchi si ritroverebbe 180 mila e chi li lasciasse in lire se ne ritroverebbe 80 mila (espressi in dollari). Ora, le famiglie normali di lavoratori che spendono e guadagnano in Italia possono anche ignorare questo crac della nuova valuta rispetto al marco, ma ci sono: 1) le Banche, 2) Le Aziende con presenza all'estero e 3) la famiglie benestanti (con qualche milione di euro). Ad esempio su 4 mila miliardi di ricchezza finanziaria delle famiglie #F_START# size=3 color=blue #F_MID#è possibile che 1,00 miliardi si rifugino all'estero e IN POCHI GIORNI. E molte banche e imprese a dimensione internazionale possono avere o temere sconquassi e quindi le imprese spostare la liquidità su banche estere. E le Banche, in conseguenza della fuga di capitali, falliscono tutte o quasi#F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Perchè non è successo nel settembre 1992, quando la Lira si sganciò dal marco e dal "serpente europeo" ? Perchè la Lira non aveva cessato di esistere ! I conti bancari erano tutti in Lire e bastò semplicemente una telefonata di Banca d'Italia il lunedì mattina al suo desk forex che smettesse di comprare Lire perchè il cambio si svalutasse in due minuti e tutto fosse finito. Oggi si parla di ridenominare in modo forzato tutte le passività e attività delle banche e tutto il circolante. BISOGNA PIANTARLA DI USARE L'ESEMPIO DEL 1992 PER SPIEGARE IL RITORNO ALLA LIRA! #F_END# Bene, anzi male. Se si è seguito fino qui si è compreso allora che : a) Banca d'Italia dovrà creare centinaia di miliardi di lire e usarli per comprare lei tutti i BTP facendo in pratica scomparire il mercato dei BTP, b) la svalutazione di conseguenza non sarà del -20%, ma forse del 60% rispetto al marco, almeno inizialmente c) questa prospettiva provocherà IL PANICO e la fuga di capitali e il crac del sistema bancario d) il sistema bancario italiano dovrò essere istantaneamente salvato, molte banche nazionalizzate, dovranno essere messi controlli ai capitali....e dovrà essere fatto al volo pena la paralisi totale Con questo uscire dall'Euro sarà un disastro ed è meglio rimanerci ? No, affatto, è necessario che prima o poi l'Euro si sgretoli e succederà comunque prima o poi. Ma devi essere realistico quando spieghi come funzionerà il ritorno alla Lira. E se descrivi uno scenario realistico (probabile certo, perchè niente è sicuro in economia) allora ti accorgi anche che devi presentare un piano di uscita credibile ed adeguato ad uno scenario reale come questo. Perchè altrimenti la gente darà retta a chi invece descrive lo scenario di cui sopra (per spaventarla) e dato che è probabile, perderai ad esempio il referendum (senza contare che occorrono due anni per arrivarci). --- #i#(Blog di Grillo) Molti commenti richiedono delle precisazioni sui post dedicati all'uscita dall'euro. Da oggi ne vengono pubblicati periodicamente alcuni con le risposte. 1. Cosa sarebbe successo se non fossimo entrati nello SME? I Paesi che fanno parte dell'Unione Europea e non hanno adottato l'euro sono cresciute di più Non entrando nello SME e poi nell’Euro saremmo cresciuti di più. Prova ne sia il fatto che i migliori anni di crescita negli ultimi 20 anni si sono avuti dopo la temporanea uscita dallo SME nel 1992 quando svalutammo la Lira. La crescita dei Paesi dell'eurozona (in blu) e dei Paesi UE che non hanno adottato l'euro (in rosso) dal 2007 al 2014 - fonte Eurostat crescita_ue.jpg 2. Perché calcolare la decrescita dal 1997 e non dal 2002 quando è entrato l'euro? Perché dal 97 il cambio era già fisso e solo nel 2002 è entrata in circolo la moneta unica 3. Il problema primario per le aziende è la pressione fiscale non l'euro (questo è risultato dalle risposte del sondaggio sulle imprese). Euro e imposizione fiscale sono strettamente correlati. Con l'euro lo Stato non può stampare moneta e quindi si può agire solo in due modi: - Più tasse: diminuzione competitività con le imprese europee e internazionali. Imprese che falliscono, delocalizzano e crollo del PIL - Più debito pubblico: quindi aumento debito e interessi crescenti a scapito degli investimenti 4. Sarebbe meglio far cambiare le regole europee e Trattati che uscire dall'euro. La richiesta di rinegozionare i Trattati è parte del nostro programma per il parlamento europeo. La risposta del Parlamento Europeo è stata ignorare ogni nostra proposta e in seguito di non concederci nemmeno le cariche nelle Commissioni (presidenze e vicepresidenze) a cui avremmo avuto diritto come gruppo, creando un pericoloso precedente per la democraticità del Parlamento stesso che diventa di fatto un governissimo europeo tra destra e sinistra escludendo le altre voci. Se di Fiscal Compact e Eurobond non si può parlare è necessario riprenderci la nostra sovranità monetaria 5. Se dovremo chiedere agli altri di finanziarci il problema rimarrà. L'Italia ha un avanzo primario positivo per cui l'unico motivo puo' chiedere di essere finanziata è per pagare gli interessi sul debito pubblico esistente che sarebbe ridenominato nella nuova valuta e quindi i crediti dei Paesi esteri sarebbero svalutati del 30% circa nell'arco di un anno. Lo spread sarà tenuto sotto controllo dal fatto di avere la Banca d'Italia come prestatore di ultima istanza che quindi calmiererà i tassi. Inoltre con l’Italia che torna a crescere con la sua sovranità monetaria il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito perché ciò che guida i rendimenti sui titoli pubblici è prima di tutto la sostenibilità del debito 6. La svalutazione della moneta è come fare una patrimoniale del 20%. L'euro è stato svalutato del 10% rispetto al dollaro durante l'estate 2014, ma nessuno ha visto il suo patrimonio decurtato o la sua capacità di spesa limitata. Questo perchè se la moneta che si possiede è quella usata dove si vive il suo valore rispetto ad altre valute non è importante per la spesa corrente. L’unico caso di similitudine tra sovranità monetaria a patrimoniale è qualora il ritorno alla lira avesse forti impatti sull’inflazione che andassero ad erodere il potere d’acquisto. Questo non sarà il caso perché in Italia oggi soffriamo del problema opposto, la deflazione. Un po’ di inflazione non può che far bene alla sostenibilità del nostro debito pubblco. 7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto. Con la Banca d'Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra. 8. L'uscita dall'euro corrisponde ad un default. Default vuol dire non rispettare gli impegni presi per il debito. Il 94% del nostro debito pubblico è sotto legge italiana e quindi verrebbe ridefinito nella nuova valuta nazionale. 9. L'uscita dall'euro via referendum é troppo lunga, bisogna farlo in un altro modo o non farlo affatto. Se un problema richiede una soluzione lunga è meglio partire il prima possibile. Altri modi per uscire possono essere adottati solo dal Governo. 10. Con le percentuali del Movimento 5 Stelle alle elezioni non si riuscirà a vincere il referendum. Il referendum sarà votato da tutti gli italiani indipendentemente dalla formazione politica che hanno sostenuto con l'ultimo voto e gli ultimi sondaggi indicano che già oggi la maggioranza degli italiani vuole uscire. Non a caso rappresentanti di tutte le forze politiche si stanno esprimendo in questo senso, anche quelli delle formazioni politiche dove erano presenti più persone pro-euro fino allo scorso anno come il PD dove persone come Cuperlo e Fassina si stanno ricredendo. 11. Perché fare una legge di iniziativa popolare per indire il referendum quando i Parlamentari 5 Stelle potrebbero proporla direttamente in Parlamento? L'iniziativa di legge popolare permette di far sapere al Parlamento che non é una sola forza politica che vuole il referendum per l'uscita dall'euro, ma i cittadini italiani che hanno votato tutte le forze politiche. I rappresentanti delle altre forze politiche non potranno quindi ignorare la richiesta come una dell'opposizione perché se già oggi i sondaggi dicono che gli italiani che vorrebbero uscire dall'euro sono la maggioranza, se si aggiungono anche coloro che non sono convinti, ma ritengono giusto che siano i cittadini a scegliere tramite un referendum, sono numeri non ignorabili da qualunque forza politica. Inoltre la raccolta firme servirà anche a sensibilizzare le persone che ancora non conoscono il problema a fondo. 12. Se l'azienda ha ricavi nella nuova lira e i costi delle importazioni che usa per fare i suoi prodotti aumentano, l'impresa guadagnerà di meno. Quando il cambio si riallinea ai fondamentali di un Paese, l'economia riparte e le imprese ripartono, come é successo in Italia nel 1992. Il costo variabile di produzione più rilevante è in molti casi quello del lavoro, che normalmente si allinea all'inflazione importata con un certo ritardo. Se il Paese svaluta del 20%, gli acquirenti esteri ricevono uno sconto del 20% subito e quindi ricominciano a comprare incrementando il fatturato delle aziende. Per l'impresa, invece i costi non aumentano subito e molto meno del 20% dato che la componente di import sul costo del venduto é di norma minoritaria (in particolare rispetto al costo del lavoro). La svalutazione del cambio (svalutazione esterna) ha effetti uniformi su tutti i cittadini (ugualmente colpiti dall'eventuale inflazione importata) e rilancia la domanda estera. La svalutazione del salario (svalutazione interna, quella che il Governo sta proponendo con il Job Act) colpisce solo i salariati e uccide la domanda interna. Naturalmente un governo indirizzato dalle banche preferisce la svalutazione interna. #/i#

I tassi di cambio e i tassi di interesse - GZ  

  By: GZ on Sabato 01 Novembre 2014 12:40

dipende... la Russia ha alzato i tassi al 9% e rotti, ma l'inflazione ufficiale è all'8% e rotti per cui i tassi reali sono in realtà bassi, in Italia l'inflazione è -0,2% e i tassi di interesse che lo stato paga in media sono il 4% e rotti e le imprese e le famiglie dal 3% in su per cui il denaro in realtà è molto caro da noi. I discorso sulla "liquidità che inietta la BCE" sono tutte balle, il denaro costa molto caro oggi (se appunto consideri l'inflazione negativa) Il programmatore di questo sito passa da un anno metà del suo tempo in #b# Turchia#/b# , uno mio amico che si era messo a fare trading perchè nel suo settore (ceramiche) c'era poco lavoro ora è di nuovo in attività in Turchia, il famoso ^chef Massimo Bottura#http://ristoranteitalia.com.tr/^ che è qui di Modena lo sento dire che sta aprendo ristoranti a Istanbul. Questo per dire che la Turchia è uno dei paesi dove l'economia tira di più al mondo oggi. E la Turchia ad esempio da anni abbassa i tassi di interesse anche quando il cambio della lira turca scende, lascia che l'inflazione salga e il cambio si svaluti. I tassi di interesse in Turchia sono NEGATIVI del -5% circa, cioè l'inflazione è 5% più alta dei tassi che fissa la Banca Centrale Il #b# Brasile#/b# invece ha appena alzato i tassi di interesse oltre il 13%, più della Russia, dopo l'elezione perchè teme l'inflazione e che il cambio frani come quello del rublo...(l'inflazione è sotto il 7% per cui è folle che in Brasile si tengano i tassi di interesse sul 13%, cioè, al contrario della Turchia li tengono otto punti percentuali sopra l'inflazione! infatti è l'unico paese emergente in recessione...) Il #b# Giappone#/b# appunto, come si è appena visto, negli ultimi due anni ha svalutato del 40% contro euro e del 50% contro dollaro e la sua politica ufficiale è far svalutare lo Yen. Tiene i tassi allo 0%, i bond a 10 anni pagano 0,45% e l'inflazione è ora sul 2% per cui i tassi reali sono negativi La #b# Svezia#/b# ha appena tagliato a zero i tassi di interesse perchè l'inflazione è ora sottozero, anche se il cambio della Krona svedese è piuttosto debole, cioè la sua politica ufficiale è far svalutare il cambio La #b# Svizzera#/b# da tre anni stampa franchi svizzeri come Banca Centrale li usa per comprare Euro, in modo da far scendere il cambio del Franco (più precisamente di tenerlo agganciato all'euro) e lo stesso l'inflazione è zero La #b# Nuova Zelanda#/b# sta cercando di spingere in basso e con successo il suo cambio, con il governatore che fa dichiarazioni su dichiarazioni contro il dollaro Neozelandese... L'economia dei tassi di cambio è complicata, dire due stupidaggini e sempre quelle su un forum è innanzitutto noioso perchè sono sempre quelle due frasi e poi non serve ad un tubo Quello che conta però per l'#b# Italia#/b# è che l'euro d quando è stato creato nel 2000, quotando inizialmente sui 90 centesimi sul dollaro, è in media salito del 40% contro dollaro, del 30% contro sterlina e del 50% contro Yen. Dato che l'Euro è la valuta dell'Italia, quindi ne consegue che #F_START# size=6 color=BLUE #F_MID#la valuta dell'Italia in media è salita del 40% contro dollaro, del 30% contro sterlina del 50% contro Yen e QUESTO E' ASSOLUTAMENTE DEMENZIALE#F_END# Nei confronti della Germania, l'ultimo studio che ho visto sul Financial Times che citava non so quale ricerca è che fatto 100 il cambio attuale dell'Euro se si rompesse la Lira andrebbe a 80 e il marco andrebbe a 190

i Giapponesi sono intelligenti. Gli Italiani sono coglioni. - GZ  

  By: GZ on Venerdì 31 Ottobre 2014 11:29

Questa notte si è verificato un piccolo evento storico: in Giappone ogni mese il governo emette 50 miliardi di titoli di stato e da oggi ne fa comprare alla Banca Centrale per 60 miliardi. Cioè i giapponesi dimostrano nella pratica che il debito pubblico è una finzione. (October 31, 2014 5:24 ^"BoJ stuns investors by expanding monetary easing programme"#http://www.ft.com/intl/cms/s/0/a8706cfe-60bc-11e4-894b-00144feabdc0.html?siteedition=intl#axzz3Hfs4yrCp^) La Banca Centrale del Giappone ha aumentato a 6,600 miliardi di yen (che sono circa 60 miliardi di euro) al mese e quasi 700 miliardi di euro l'anno gli acquisti di titoli di stato. Da inizio anno ne comprava per 50 miliardi al mese e ora è salita a 60 miliardi al mese Avendo come noto un debito pubblico doppio dell'Italia pari al 200% e rotti del PIL e mantenendo un ampio deficit annuale, lo stato giapponese deve emettere circa 50 miliardi al mese di titoli di stato. Ma se ne fotte, giustamente. Perchè in altre parole la Banca Centrale non solo finanzia lei tutto il deficit e si compra tutti i titoli di stato in scadenza, ma da oggi si è messa anche a ricomprare quelli che circolano In parole povere i giapponesi dimostrano, in modo macroscopico e plateale, a tutto il mondo che il DEBITO PUBBLICO NON E' VERO DEBITO, E' UNA PARTITA DI GIRO TRA GOVERNO E BANCA CENTRALE, CHE LO STATO COSI' COME LO EMETTE SE LO PUO' RICOMPRARE Conseguenze terribili di questo "stampare moneta" ? L'inflazione in Giappone è tra l'1% e l'1,5% e la disoccupazione al 3,5%. Nella foto_ la disoccupazione che queste politiche dissennate di stampa di moneta hanno portato, pari al 3.5% #ALLEGATO_1# I giapponesi monetizzano tutto il deficit pubblico e in più si ricomprano il debito pubblico esistente. I Giapponesi sono intelligenti. Gli Italiani finanziano tutto il deficit sul mercato finanziario pagando interessi reali oltre il 4% l'anno e si ammazzano di tasse per pagarli. Gli Italiani sono coglioni. ---- dal Financial Times di oggi --- #i# ...The bank has committed to buying Y6.6tn of bonds of up to five years’ maturity each month, for example – more than the Y5.5tn issued by the finance ministry. “Maybe the BoJ will deny it, but this is complete monetisation,” said Yusuke Ikawa, a debt strategist at UBS in Tokyo....#/i#

Keynes non era mica tanto de sinistra - GZ  

  By: GZ on Giovedì 30 Ottobre 2014 17:12

da quando sono bambino sento fare convegni e scrivere libri e articoli intitolati "Marx, Keynes e il..." implicando che Marx e Keynes siano simili o complementari o compatibili tra loro. Credo che esistano migliaia di articoli, libri e convegni intitolati ^"Marx e Keynes#https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&es_th=1&ie=UTF-8#q=marx%20e%20keynes^" Peccato solo che Keynes ritenesse Marx un pensatore privo di qualunque valore, che dicesse che leggerlo fosse solo una perdita di tempo, tanto è vero che in tutta la sua vasta produzione non si è mai degnato di prenderlo in considerazione. Se leggi qualunque biografia di Keynes ci sono tutte le lettere a Shaw o Russell o Sraffa e tutti gli altri a Cambridge che trovavano Marx importante per cui assillavano il povero Keynes incitandolo a studiare Marx. E il nostro John rispondeva sempre "... mi sono sforzato ancora una volta visto che me lo chiedevi tanto di leggere qualcosa d'altro di Marx, ma continuo a non capire cosa ci trovi..." Viceversa Keynes trattava con rispetto la visione politica di Hayek, il padre del "liberalismo puro", benchè sulla teoria monetaria e macro avessero polemizzato aspramente. Ci sono le lettere di Keynes a Hayek del 1946 quando uscì il famoso libro di Hayek contro il comunismo "The Road to Serfdom" in cui il nostro John Maynard lo loda e dice che è in gran parte accordo con Hayek nella sua critica dell'economia pianificata socialista Se leggi gli intellettuali italiani sembrerebbe che Keynes era una para-socialista avverso al liberalismo e un alleato di Marx nella storia del pensiero...quando in realtà Keynes disprezzava Marx come qualcuno che non che valeva nemmeno la pena di leggere e viceversa era in molte cose d'accordo con il bau bau degli intellettuali di sinistra italiani, "il cattivo" Frederik von Hayek Keynes era un personaggio eclettico come si suol dire, cioè difficile da definire, ma una cosa è abbastanza certa: che non era "de sinistra" nell'accezione solita del termine: era per un maggiore intervento dello stato nell'economia e per reprimere la rendita finanziaria. Ma era anti-comunista, non era affatto socialista e nemmeno laburista, era anche protezionista (dal 1937 in poi), abbastanza nazionalista ed era persino presidente della società di Eugenetica. Se metti assieme queste cose, interventismo dello stato nell'economia per sostenere la domanda e dare sussidi, repressione della rendita finanziaria e degli interessi, protezionismo, un certo nazionalismo (britannico), un tocco di eugenetica.... avresti oggi... forse la Lega o la LePen...

IL COSTO DEL DEBITO PUBBLICO E' 10 VOLTE MAGGIORE IN ITALIA CHE IN GIAPPONE - GZ  

  By: GZ on Giovedì 30 Ottobre 2014 13:22

Se la Banca Centrale del Giappone riesce da 15 anni a tenere il costo dei titoli pubblici tra 0% e 0,5% (0% le scadenze a 1 anno, 0,45% le scadenze a 10 anni...) non è la stessa cosa che annullasse il debito pubblico ? Anche perchè l'inflazione è ora sopra l'1% quindi a tenere titoli pubblici giapponesi perdi qualcosa ora. Che è un altro modo di dire che #F_START# size=3 color=blue #F_MID# in Giappone i titoli di stato NON COSTANO NIENTE ALLO STATO#F_END# La Banca Centrale del Giappone sta comprando debito pubblico giapponese, titoli di stato sul mercato al ritmo di più di 100 miliardi di dollari al mese... e in questo modo ha ottenuto che l'inflazione risalisse ora oltre l'1% e però i titoli di stato a lunga scadenza (10 anni) scendessero come rendimento alla metà dell'inflazione (0,45%). Cioè al momento tutti #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID#i titoli pubblici giapponesi (delle varie scadenze) rendono da -0,5% a -1% AL NETTO DELL'INFLAZIONE#F_END# #i# (volendo essere precisi, al momento il costo medio del debito pubblico in Giappone è infatti intorno a 0,4% (perchè ci sono anche emissioni di anni precedenti con cedole un poco più elevate). Questo in termini nominali ovviamente, ma intanto l'inflazione è salita ed è più alta di un 1% circa...)#/i# In Italia invece al momento il costo medio del debito pubblicoè intorno al 4% (perchè ci sono anche emissioni di anni precedenti con cedole un poco più elevate...) QUINDI IL COSTO DEL DEBITO PUBBLICO E' 10 VOLTE MAGGIORE IN ITALIA CHE IN GIAPPONE (come rendimento). Tu dirai che però il debito totale in Giappone in % del PIL è quasi il doppio che in Italia per cui pagano poco ma su un debito enorme. E tu dirai una stupidaggine. Prima di tutto un 20% e rotti del debito giapponese è ora nella pancia della Banca Centrale che gira le cedole al governo Poi abbiamo parlato solo di rendimenti NOMINALI. L'inflazione in italia è ora negativa -0,3% circa, per cui al netto dell'inflazione, #F_START# size=3 color=blue #F_MID# il costo reale del debito pubblico italiano è del 4% circa. In Giappone il costo reale del debito pubblico è del -1% circa#F_END#, come si è appena mostrato sopra. C'è una fottuta differenza di CINQUE PUNTI PERCENTUALI TRA IL COSTO DEL DEBITO PUBBLICO IN GIAPPONE E IN ITALIA. Perchè 'azzo non lo dice nessuno ? Il Giappone ha un enorme "debito pubblico", ma è come se non esistesse perchè lo stato paga, in termine reali, NIENTE (anzi meno di zero) e in Italia invece lo stato paga in termini reali un 4% e rotti l'anno (e se l'inflazione continua a scendere al ritmo degli ultimi mesi paga un 5%). Grazie all'eurozona, l'euro, i trattati di Maastricht, il Patto Fiscale e tutto l'armamentario tossico in cui l'"Europa" ci ha imprigionato lo stato italiano si dissangua per pagare tra il 4 e 5% l'anno sul denaro (perchè i Bot e Btp sono in realtà denaro) che ha stampato... Il debito pubblico non è vero debito, sono crediti fiscali, è denaro che lo stato crea e su cui paga interesse. Il debito pubblico è semplicemente denaro già stampato, perchè è più sicuro del resto del denaro che esiste ed è in banca. Per cui non ha alcun senso che paghi rendimenti per generazioni e generazioni del 4% superiori all'inflazione, richiedendo tasse su tasse fino a quando l'economia muore... In realtà, lo stato creando Bot e BTP, fornisce un servizio ai cittadini, fornisce loro un modo per tenere il loro denaro al sicuro, più al sicuro che nel conto bancario, dove il denaro esiste solo nella finzione e in realtà è garantito solo dalla promessa che in caso di bisogno lo stato ne stamperà. Di conseguenza è logico fare come i giapponesi e farne comprare dalla Banca centrale in quantità tale da tenere il suo rendimento a zero. Il debito pubblico deve essere sicuro, cioè non oscillare di prezzo, e pagare più o meno zero. Come il denaro....in Giappone di fatto il debito pubblico è quindi denaro... ----#i# Oct 30 (Reuters) - Japanese government bond prices eased slightly on Thursday after U.S. Treasuries retreated on an upbeat economic assessment from the Federal Reserve. The 10-year JGB yield rose 0.5 basis point to 0.465 percent , from 1 1/2-year low of 0.460 percent hit earlier this month. The 30-year JGB yield rose 1.0 basis point to 1.635 percent. #/i#

Prodi firma il piano "PADRE"! (cioè stampare moneta e darla ai creditori) - GZ  

  By: GZ on Venerdì 24 Ottobre 2014 19:43

il Manifesto, quotidiano comunista della grande finanza, si entusiasma assieme al resto del popolo di sinistra per ^Prodi che firma l'appello dei 340 economisti del piano "PADRE" per ridurre il debito#http://ilmanifesto.info/e-anche-prodi-firma-lappello-per-una-nuova-bretton-woods/^ pubblico in Europa. La sigla "PADRE" sta per (tradotta) "Ristrutturazione del Debito Politicamente Accettabile", cioè è un piano disegnato apposta per piacere ai politici come Prodi. Di conseguenza i politici come Prodi lo accettano. #ALLEGATO_1# Il piano "PADRE" suona complicato se provi a leggerlo, ma si può sintetizzare in modo molto semplice: a) #F_START# size=3 color=blue #F_MID#i detentori di titoli pubblici non devono perdere una sola lira#F_END# ....e per ottenere questo risultato... b)#F_START# size=3 color=blue #F_MID#.... la BCE stamperà moneta e la userà per rimborsare loro i bonds quando scadono e per pagare loro tutte le cedole#F_END# Non sto scherzando. ^Il piano PADRE#https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&es_th=1&ie=UTF-8#q=padre%20plan%20debt^ è esattamente questo (se non riuscite a leggerlo e a capirlo poi ovviamente si farà lo sforzo di descriverlo in dettaglio, ma è solo un paio di pagine e non è difficile). Questo è in linea con tutto quello che le Banche Centrali occidentali stanno facendo da anni che consiste in: #F_START# size=3 color=blue #F_MID# stampare moneta e darla ai creditori, alle banche e agli investitori in bonds#F_END# , a chi presta soldi insomma. E ^i "cheinesiani" nostrani si entusiasmano#http://keynesblog.com/2014/10/15/appello-per-una-bretton-woods-europea/#more-5796^ per la politica di mettere lo stato al servizio della finanza Nel piano "PADRE" è scritto esplicitamente che "in questo modo non si crea moneta", perchè appunto le passività che la Banca Centrale Europea si assume vanno a comprare bonds, quindi il denaro creato esce dalla BCE e va sul mercato finanziario, ma non nell'economia reale. Quindi chi ha comprato BTP non deve mai più temere niente, la BCE gli fornisce ora un suo bond equivalente. Dietro tutte queste politiche delle Banche Centrali che senti sui giornali che sembrano complicate c'è un idea semplice: le Banche centrali stampano moneta e la danno a quelli che prestano soldi, per evitare che debbano mai soffrire delle perdite e per garantire loro sempre un rendimento sopra l'inflazione. Cioè il business di prestare soldi deve essere senza alcun rischio e con un rendimento garantito sempre e dallo stato, il quale stampa moneta per pagarli quando i debitori non ce la facciano #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Chi ha un impresa agricola, commerciale, di servizi, industriale o qualunque altra attività individuale può fallire e perdere soldi. Chi lavora come dipendente può perdere il lavoro. E lo stato non deve intervenire stampando moneta per evitare loro la perdita del loro reddito. Ma quando si tratta degli "investitori", del "mercato finanziario", di chi detiene bonds e delle banche, di chi presta soldi insomma, allora si stampa tutta la moneta che si vuole e la si usa per garantire loro il rimborso delle rate e il pagamento di tutte le cedole. #F_END# Diciamo che si è fatta molta strada dai tempi in cui Shakespeare, trattando dell'attività degli "investitori" nel debito (Shylock), prevedeva invece che subissero delle perdite (nel "Mercante di Venezia", se ricordi, chi presta soldi al mercante che subisce un rovescio e non può pagare alla fine non riscuote alla fine il suo credito. E' la storia di un "default") #i#(il tasso di interesse sarà però più basso ? sicuro, se sono garantiti dalla BCE pagheranno una via di mezzo tra i Bund e i BTP. Ma visto che questo piano prevede che in questo modo poi aumenti la spesa pubblica perchè ti sei liberato, dal punto di vista dei singoli stati, di 4500 miliardi di debito, ovviamente l'inflazione dallo 0% salirà ad esempio al 3% e quindi anche i nuovi bonds dovranno pagare i soldi 2 punti sopra l'inflazione, cioè il 5%. E come faranno le nazioni europee a garantire in eterno questi rendimenti sicuri e sopra l'inflazione ? Stampando moneta. Ovviamente una volta si capisca che in Eurozona la BCE garantisce lei tutto il debito pubblico per questa via e che il debito pubblico aumenta e anche l'inflazione e i rendimenti ci sarà un flusso di capitali verso l'eurozona che sosterrà il cambio dell'euro...i paesi del sudeuropa ovviamente con gli aumenti di spesa pubblica e di inflazione andranno tutti in deficit con l'estero, i crediti "Target" del nord-europa verso il sud-europa esploderanno di nuovo...la Germania se anche avesse accettato per miracolo il Piano andrà fuori dai gangheri...Il risultato finale sarà un aumento di debito, un aumento di spesa pubblica e la rottura dell'euro. La quantità di bonds sul mercato aumenterà in modo esponenziale facendo felice la grande finanza e la rendita finanziaria. Ma sicuramente per un paio d'anni si avrebbe sollievo dalla crisi... cioè si sposterebbe in avanti il momento della resa dei conti )#/i# ----Comitato promotore: Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata) Roberto Cellini (Università di Catania) Paolo Pini (Università di Ferrara) Alberto Zazzaro (Università Politecnica delle Marche) Primi firmatari: Alessandrini Piero (Università Politecnica delle Marche) Ardeni Pier Giorgio (Università di Bologna) Bagella Michele (Università Roma Tor Vergata) Baglioni Angelo Stefano (Università Cattolica del Sacro Cuore) Baravelli Maurizio (Università Roma La Sapienza) Belussi Fiorenza (Università di Padova) Boitani Andrea (Università Cattolica del Sacro Cuore) Bollino Andrea (Università di Perugia) Brondoni Silvio (Università Milano Bicocca) Camagni Roberto (Politecnico di Milano) Capasso Salvatore (Università Napoli Parthenope) Cappellin Riccardo (Università Roma Tor Vergata) Carillo Maria Rosaria (Università Napoli Parthenope) Ciciotti Enrico (Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza) Corniani Margherita (Università Milano Bicocca) Corsi Marcella (Università Roma La Sapienza) Costabile Lilia (Università di Napoli Federico II) Cozzi Terenzio (Università di Torino) D’Adda Carlo (Università di Bologna) Danielis Romeo (Università di Trieste) De Arcangelis Giuseppe (Università Roma La Sapienza) Del Monte Alfredo (Università di Napoli Federico II) Destefanis Sergio (Università di Salerno) Dosi Giovanni (Scuola Superiore S. Anna Pisa) Ferri Giovanni (Università Roma LUMSA) Fratianni Michele (Università Politecnica delle Marche) Frey Marco (Scuola Superiore S. Anna Pisa) Gallegati Mauro (Università Politicnica delle Marche) Giannola Adriano (Università di Napoli Federico II) Giunta Anna (Università Roma 3) Gnesutta Claudio (Università Roma La Sapienza) Granaglia Elena (Università Roma 3) Leon Paolo (Università Roma 3 e CLES Roma) Lucarelli Stefano (Università di Bergamo) Marelli Enrico (Università di Brescia) Mutinelli Marco (Università di Brescia) Paci Raffaele (Università di Cagliari) Papi Luca (Università Politecnica delle Marche) Pareglio Stefano (Università Cattolica Sacro Cuore) Perrotta Cosimo (Università di Lecce) Piga Gustavo (Università Roma Tor Vergata) Porta Pierluigi (Università Milano Bicocca) Rizzi Paolo (Università Cattolica del Sacro Cuore) Romano Roberto (CGIL Regionale Lombardia e Università di Pavia) Roncaglia Alessandro (Università Roma La Sapienza) Rullani Enzo (Venice International University) Saltari Enrico (Università Roma La Sapienza) Salvadori Neri (Università di Pisa) Salvati Michele (Università Statale di Milano) Santarelli Enrico (Università di Bologna) Saraceno Francesco (OFCE, Observatoire français des conjonctures économiques) Scalera Domenico (Università Sannio Benevento) Simonazzi Annamaria (Università Roma La Sapienza) Stirati Antonella (Università Roma 3) Terzi Andrea (Università Cattolica del Sacro Cuore) Travaglini Giuseppe (Università di Urbino) Valletti Tommaso (Università Roma Tor Vergata) Valente Marco (Università dell’Aquila) Vitale Marco (Fondo Italiano d’Investimento – LIUC)

E più importante nel mondo di oggi avere la Banca Centrale che l'esercito - GZ  

  By: GZ on Venerdì 24 Ottobre 2014 12:30

#i# [Hobi: Nel momento in cui l' Italia esce dall'Euro tutte le banche italiane perdono l'accessibilità alla BCE ( e quindi le riserve ).]#/i# -- Bisogna convincersi del fatto che la Banca Centrale è onnipotente, come Dio (in ambito economico finanziario). Questo è il motivo per cui aver rinunciato ad avere la sua Banca Centrale è la radice dei mali attuali dell'Italia. #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Senza la Banca Centrale uno stato e quindi una nazione è come se fosse castrata.#F_END# E più importante nel mondo di oggi avere la Banca Centrale che l'esercito, perchè le guerre vere oggi (salvo che in medio oriente), sono di tipo finanziario. Nel momento in cui l'Italia esce dall'euro la Banca d'Italia torna ad essere una Banca Centrale con i poteri di una banca centrale, tra cui quella di creare dal niente, senza costi, solo digitando degli zeri nella colonna del passivo del suo bilancio, tutte le "RISERVE" che vuole. Quindi non esiste problema di fornire "riserve" alle banche italiane in lire. E con le lire le banche possono comprare Euro. Se gli servono riserve in euro con le lire che gli da Banca d'Italia le comprano. Conseguenze negative ? beh... chiaro che questo mette un poco di pressione sul cambio della lira/euro, ma se torni alla lira dai per scontato che si svaluti no ? Cioè #F_START# size=3 color=red #F_MID#se torni alla tua valuta questa funziona come valvola di sfogo#F_END# (il tasso di cambio che fluttua è una valvola di sfogo) Non si faranno mai progressi in queste discussioni fino a quando non ci convince una volta per tutte che #F_START# size=3 color=blue #F_MID#le Banche Centrali creano il denaro senza costi dal niente#F_END#. E quindi risolvono tutti i problemi di "mancanza di risorse", "mancanza di fondi" o "mancanza di riserve" Facciamo un esempio concreto per mostrare che non sono elucubrazioni mie. I 340 economisti che questa settimana hanno lanciato un appello a Renzi e alla UE parlano di adottare un ^piano chiamato "PADRE" per risolvere il problema del debito pubblico nella UE#http://www.voxeu.org/article/padre-plan-politically-acceptable-debt-restructuring-eurozone^. Il piano consiste nel far comprare il debito pubblico che eccede il 60% del PIL (nel caso dell'Italia quindi più di metà del debito e circa 1,100 miliardi di euro) dalla BCE E cosa succede a questi titoli pubblici italiani che la BCE dovrebbe comprare ? Il piano PADRE dice che la BCE li "scambia" con altri titoli perpetui che non pagano interesse. Magia ? Un trucco del mago Merlino ? La persona normale legge queste frasi e si domanda con sospetto se sia così facile e se non ci sia sotto un trucco. Ma è invece un fatto normale: come spiegano gli economisti (340) che hanno firmato la BCE assorbirebbe 4,500 miliardi in totale di debito pubblico, di cui più di 1,000 miliardi dell'Italia e li farebbe "SPARIRE" per sempre nel suo bilancio. In teoria la BCE avrà perdite per centinaia di miliardi, come spiegano i 340 economisti. Ma in pratica la BCE se ne infischia perchè è una banca centrale e non deve risondere a nessuno se non alle leggi dei governi. E queste leggi dicono che se ne può infischiare. Le ^"Riserve" (delle banche)#https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&es_th=1&ie=UTF-8#q=riserve%20bancarie^ di cui parla Hobi sono conti correnti che le banche tengono presso la Banca Centrale, allo stesso modo in cui cittadini tengono dei conti correnti presso Unicredit o Banco Popolare. Ma a differenza di Unicredit o Banco Popolare la Banca d'Italia può permettersi di aumentare o ridurre le sue passività e quindi anche le sue perdite senza limiti perchè non deve rendere conto a nessuno. In pratica il suo bilancio è finto, può segnare al suo passivo 1 miliardo come 100 miliardi come 1000 miliardi e le leggi non le impongono di restituire questi soldi a nessuno, può creare passività senza limiti perchè sopra la banca centrale non c'è nessuno, se non il governo e il parlamento e questi hanno stabilito, già da un secolo e in tutti i paesi, che la Banca Centrale può creare tutto il denaro che vuole Nel momento in cui l'Italia esce dall'euro la Banca d'Italia torna ad essere in grado di creare dal niente tutto il denaro che vuole, nella forma di accrediti appunto al Tesoro o alle banche, in questo caso ovviamente accrediti in Lire. Se quindi l'Italia non avrà accesso alle riserve in euro ne creerà in lire. No problem. Una volta che l'Italia abbia di nuovo la sua banca centrale questa può ricapitalizzare le banche italiane come vuole (o fornire loro "riserve", in lire certo) ----- ^"The PADRE plan: Politically Acceptable Debt Restructuring in the Eurozone" Pierre Pâris, Charles Wyplosz 28 January 2014#http://www.voxeu.org/article/padre-plan-politically-acceptable-debt-restructuring-eurozone^ #F_START# size=2 color=darkred #F_MID#The plan involves an agency that acquires at face value a share of existing public debts and swaps them into zero-interest perpetuities. In practice, therefore, the corresponding debts are wiped out. To that effect, the agency borrows on the financial markets the amount needed to acquire the debts. ^As it pays interest on its obligations and receives no interest on the perpetuities, the agency makes losses. As it rolls over its obligations, its losses are forever. This is where the costs of the debt restructuring are borne#http://www.voxeu.org/article/padre-plan-politically-acceptable-debt-restructuring-eurozone^. Existing bondholders are fully protected, eliminating any risk of banking crisis. The agency best suited for the task is the ECB, for three main reasons. First, it is the only institution that can mobilise the required resources (in our main example, we assume that half of existing debts are bought and swapped, which amounts to some €4.5 billion). Second, ^because central banks do not have to worry about their capital, they have a unique credibility and can sustain large losses#http://www.voxeu.org/article/padre-plan-politically-acceptable-debt-restructuring-eurozone^. Third, the ECB passes on its profits to Eurozone member countries. This applies to losses as well. The way to eliminate politically unacceptable inter-country transfers requires that the ECB acquires and swaps public debts of all Eurozone member countries in proportion to each country’s share of its capital, which determines how profits and losses are passed on to governments. This feature means that over the indefinite future, each government will ‘pay back’ the ECB in the form of reduced distributed profits the total amount – in the present value sense – of the initial debt cancellation. The debt restructuring thus amounts to a transfer of the debt burden from current to future generations within each country, without any transfer from one country to another or from current debt holders. It is just a restructuring, without any giveaway. The main, and only merit is that a portion of public debts is not traded anymore. The remaining portion is moderate enough to dispel the threat of a run. ^The PADRE plan is not inflationary because it is not a monetisation of public debts#http://www.voxeu.org/article/padre-plan-politically-acceptable-debt-restructuring-eurozone^. It does not involve any money creation. The ECB borrows to acquire public debts. In practice, the ECB might use its money creation capacity to buy the public debts and then fully sterilise the money created in the first place, but the order of actions is immaterial.... #F_START# size=3 color=red #F_MID# ---- Perchè non funziona un piano del genere ? 1) alla Germania, Olanda, Austria, Finlandia non andrà mai bene (non a caso raramente trovi economisti germanici che firmano questi appelli). Perchè ovviamente la BCE dovrà comprare tonnellate di debito greco, italiano, portoghese...in proporzione maggiore di quello tedesco, olandese, finlandese... (e poi il costo che viene spalmato nel tempo indefinitivamente di rinuncia al signoraggio, quindi in qualche modo sulle future generazioni come scrivono, ricade maggiormente su alcuni paesi che altri...) 2) come scrivono i buoni 340 economisti del piano PADRE in questo modo NON ci crea moneta (ma qui bisognerebbe aprire un altra discussione...)

le obiezioni dei professori (.. bisogna creare moneta con un "escamotage"...yes) - GZ  

  By: GZ on Martedì 21 Ottobre 2014 03:53

^Il prof. Claudio Gnesutta#http://www.sbilanciamoci.info/Chi-scrive/Claudio-Gnesutta-1795^ dell'università di Roma sulla nostra proposta di ridurre le tasse creando moneta, rispondendo a Grazzini (30 anni fa insegnava a me a Modena, non ricordo più bene ora cosa. Provo ora correggere qualcosa anche io al mio ex-prof...in blu) ---- Caro Enrico, non ho letto il libro di Cattaneo-Zibordi e quindi mi scuso se interpreto male il loro pensiero (di cui comunque ho qualche notizia nel tempo). Mi permetto di far loro alcune osservazioni attraverso il testo che mi hai sottoposto perché ritengo che possa chiarire la mia personale freddezza alla loro proposta. Con queste osservazioni non voglio coinvolgere l’intera redazione. Innanzitutto, le motivazioni della proposta mi trovano più che pienamente d’accordo: qualsiasi intervento che riesca veramente ad allentare il vincolo fiscale è una essenziale e urgente. Nessun dubbio su questo, come del resto sostengo e sosteniamo costantemente. Due sono però le considerazione critiche che il tuo testo solleva. (1) La prima formale, ovvero la validità dell’affermazione “La soluzione dei CCF sarebbe giuridicamente ineccepibile”. Mi sembra che così si trascuri che l’emissione di carta moneta sia monopolio della banca centrale (europea) e che le esperienze di moneta complementare sono “tollerate” in quanto realtà (molto) locali; non credo che lo sarebbero se fossero generalizzate a un’intera nazione. Non devi trascurare che, per la nostra politica economica europea, il controllo della moneta è altrettanto stringente quanto il controllo fiscale (e non facciamoci abbagliare da Draghi). #F_START# size=3 color=blue #F_MID# E' difficile dire se emettere crediti fiscali, differiti nel tempo per il loro incasso, non possa essere impugnato in qualche sede legale a livello europeo. Il motivo però per cui sono stati pensati come crediti "differiti" (che incassi solo due anni dopo) è per evitare, per i primi due anni, che risultino in un deficit. Fino a quando non sono incassati esistono solo come certificato in tasca a qualcuno. Lo stato deve lo stesso però segnarli nel suo bilancio fin da ora in qualche modo ? Non è facile stabilirlo, quello che è certo è che non creano esborsi di cassa per due anni. Dopo due anni l'enorme stimolo che darà all'economia ridurre le tasse del 30% a chi lavora farà aumentare, probabilmente, il PIL molto più della riduzione di tasse iniziale. Non è certo, è probabile. In termini del vincolo del 3% di deficit dopo due anni può essere che il deficit aumenti in % del PIL (perchè parte del denaro non viene speso o investito, ma usato per ripagare debiti..). E in quel caso il governo italiano dirà alla UE: "..ci spiace, la previsione non era del tutto esatta, il deficit alla fine è salito oltre il 3%, sapete com'è però, le previsioni non sono mai una cosa certa.... Intanto l'economia italiana si è ripresa alla grande...Quindi non stiamo a recriminare, quello che è stato è stato...". In altre parole, devi giocare a poker con questa gente e bluffare un poco...ma per vincere devi anche avere delle carte in mano e noi cerchiamo di spiegare quali sono le carte che l'Italia può giocare #F_END# (2) Dal punto di vista sostanziale, sono d’accordo che lo stato italiano (e altri stati in difficoltà) possano emettere un “titolo” variamente definito (tasso nullo, rimborso delle imposte, ecc.) come quello previsto dai nostri due autori; ma questo non significa che sia comunque un titolo di debito e vada ad aggiungersi al debito pubblico – alla stessa stregua dei “BTP dovrebbero essere accettati dallo stato al loro valore nominale per pagare le tasse” – e quindi ricadere sotto la mannaia del fiscal compact. Per questo non comprendo le ragioni dell’affermazione che l’emissione di 200 miliardi di CCF implichi che il “rapporto deficit pubblico/PIL sarebbe positivo” In sostanza, sostenere una tale proposta può avere effetti distorsivi nel conflitto di politica economica in atto poiché fa ritenere che con qualche artificio formale sia possibile trovare una rapida soluzione alla questione sostanziale (il mix consapevolmente recessivo della politica economica europea), ma questo è un mio giudizio.. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# non so neanche io qui cosa intendesse Grazzini o Cattaneo parlando del deficit, ma la questione è quella descritta al punto precedente: si cerca di rispettare formalmente per due anni il vincolo del 3% con un escamotage. Perchè vergognarsene o averne paura ? La UE e la BCE sono sei anni che mettono in piedi "fondi salva-stati" e "programmi di liquidità" che sono degli escamotage. E non funzionano perchè si risolvono nel dare soldi alle banche o al mercato finanziario. Il nostro funzionerà perchè, spiace per il populismo qui, darà soldi alla gente direttamente. Sembra di fare ingegneria finanziaria, trucchi contabili, escamotage di bilancio ? E in che cosa consiste tutto il gioco delle Banche Centrali che ora governa il mondo... Bisogna solo giocare al gioco per vincerlo #F_END# Alcune questioni al margine. Devo ammettere che, se potesse funzionare, sarei del tutto favorevole alla proposta (personalmente ritengo che qualcosa di simile dovrebbe essere adottato nel caso dovessimo uscire dall’euro, ma questo è un altro discorso). Tuttavia due considerazioni che mi lasciano perplesso. Hanno pensato Cattaneo e Zibordi che se i BTP fossero accettati (al valore nominale!) per pagare le tasse occorrerebbe emettere altri titoli (al valore di mercato!) per coprire il deficit pubblico? #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Una volta che lo stato decreti che i BTP (o come regola permanente o come clausola da invocare in caso di bisogno) sono accettati per pagare le tasse e sempre al loro valore iniziale NON TE NE IMPORTA PIU' UN FICO SECCO DI QUANTI BTP DEVI VENDERE. Perchè il loro valore si inchioda intorno alla parità, cioè un BTP emesso a 100 quoterà anche sul mercato intorno a 100 se la gente sa che può consegnarlo sempre a 100 all'Agenzia delle Entrate. Tutti i BTP quoteranno anche a Londra o Francoforte solo con un piccolo sconto rispetto al prezzo che lo stato italiano paga, cioè 100 (quello di emissione) #F_END# Inoltre, quale significato sostanziale di politica economica assume la proposta di “assegnare gratuitamente … ai lavoratori dipendenti e autonomi … e ai datori di lavoro del settore privato” parte sostanziosa di quei 200 miliardi. Una sorta di Renzi-beneficienza al quadrato, quando il problema è l’occupazione che il settore privato non riesce a garantire; non comprendono forse che al fondo della politica economica europea è la convinzione che il settore privato (e solo lui) sia il motore della crescita e che al fondo della politica di Renzi è la sicurezza (di fatto, non a parole che quelle ne dice tante) che lo Stato nulla può fare per l’occupazione. Ma anche questo è un altro discorso. #F_START# size=3 color=blue #F_MID# In Italia le imprese e gli autonomi pagano dal 60 al 70% di tasse (se le computi tutte) e i lavoratori ricevono meno del 50% dello stipendio che paga l'azienda. In Asia e presso le multinazionali le tasse sono sul 20%-25% per le imprese e fuori dall'europa le tasse sul lavoro sono circa la metà che in Italia. I costi di fare qualunque cosa in Italia sono elevati soprattutto perchè ci sono tasse ovunque specie sull'energia. Perchè non tagliarle dai 750 miliardi attuali a 600 miliardi, una volta che ci si liberi dal tabù della moneta, cioè si ridia allo stato il potere di crearne (e non solo alle banche come adesso) ? Lo stato deve però avere un ruolo maggiore nell'economia, assolutamente. Deve nazionalizzare le banche invece di "salvarle", deve tornare a dividerle in tante banche locali con l'antitrust, deve imporre che le banche abbiano non il 5% di capitale come adesso (e 95% di debito), ma almeno 30% e meglio ancora 50% di capitale in modo che non ricattino più tutti con le loro crisi dovute solo all'eccesso di leva finanziaria. Deve controllare la Banca Centrale (quando sarà possibile nell'euro e altrimenti quando si possa tornare alla nostra valuta) e imporre che questa imponga i "plafond" di credito alle banche, dirigendo il credito verso i settori produttivi e non come adesso per il 75% agli immobili, al credito consumo e ai derivati. Lo stato deve imporre far pagare tasse alle multinazionali come google, apple, yahoo, amazon che non pagano niente...Deve mettere restrizioni al commercio con la Cina. Deve fermare l'immigrazione di massa che riduce il potere contrattuale dei lavoratori... Deve anche tassare la terra e la ricchezza finanziaria cumulata e non il reddito prodotto...Lo Stato deve fare molto più e deve essere molto più forte. L'unica dannata cosa deve fare di meno è prelevare come adesso due terzi del reddito delle imprese e più di metà di quello dei lavoratori! #F_END# Per quanto mi riguarda, non ho preclusioni contro alcun strumento che possa essere utilizzato per realizzare l’obiettivo di una occupazione più ampia e più stabile, ma credo che lo si debba sempre valutare con il riferimento al contesto in cui si opera e alla sua specifica efficacia (rispetto all’obiettivo). A mio avviso – ma in queste cose gli errori sono sempre possibili – la proposta non mi sembra tenga conto né del contesto politico e istituzionale in cui si inserisce, né, laddove dovesse (con molta improbabilità) trovare applicazione, in grado di raggiungere gli obiettivi (che io ritengo rilevanti). Mi scuso per la lunghezza del mio commento e, sempre con stima per il tuo impegno, ti saluto con molta cordialità. Claudio

Una riduzione di tasse funziona solo se è PERMANENTE - GZ  

  By: GZ on Martedì 21 Ottobre 2014 03:34

come tradurre in pratica i concetti economici (quelli corretti, non le solite palle sul debito e l'euro che vedi sui giornali) ? Ridurre le tasse innanzitutto. Come, che non abbiamo le risorse, i soldi, e poi il debito... ? Ehi... sveglia, lo sai che lo stato avrebbe il potere di creare moneta ? (tramite la banca centrale se ce l'ha, oppure creando crediti fiscali, oppure nazionalizzando delle banche e facendole prestare allo stato...) Questa è la risposta corretta in prima battuta, ma in seconda battuta è una risposta #F_START# size=3 color=blue #F_MID#"statica"#F_END# , mentre in realtà l'economia e la vita sono #F_START# size=3 color=blue #F_MID#dinamiche#F_END# , si muovono nel tempo con effetti cumulativi e dipendono anche dalle aspettative o idee che la gente si fa, ad esempio sulle intenzioni del governo e il pubblico (perlomeno quello con del denaro) cerca di anticipare l'inflazione, la svalutazione o il default, complicando così le cose e dando motivo di scrivere papers di economia. Negli ultimi 30 anni in economia si sono infatti vinte le cattedre e pubblicati papers e libri studiano queste due cose: gli effetti dinamici e le aspettative. La visione Keynesiana standard e naive, che basta fare deficit e aumentare la spesa pubblica facendo così aumentare la domanda per tenere su l'economia è stata criticata a fondo perchè non terrebbe conto della #F_START# size=3 color=blue #F_MID# dinamica delle aspettative#F_END# (e del debito). (Non che interessi qui, ma la conseguenza di questa critica è che i "keynesiani" noti di oggi, tipo Krugman, se guardi i loro modelli in realtà non seguono più Keynes ...) Andiamo al pratico: se il governo fa deficit sempre maggiori e accumula debito e poi tassa sempre di più e le famiglie e imprese pure accumulano debito... quando per la prima volta provi a ridurre un poco le tasse scopri che non funziona come pensi. Perchè la gente non usa i soldi per spendere e investire, ma li risparmia o usa per ripagare i debiti... Come si deve fare allora ? Ok, noi proponiamo innanzitutto di ridurre le tasse non di mezzo miliardo come Renzi con il bonus famiglie di ieri, ma di 150 o 200 miliardi. C'è una soglia oltre la quale il denaro che circola nell'economia di nuovo è sufficiente a restituire la fiducia e la gente lo spende. Il problema comunque esiste. Supponiamo che un nuovo governo riduca di 150 mld nel 2015 le tasse, emettendo 150mld di crediti fiscali, differiti al 2017 come incasso (la proposta dei CCF). L'effetto sul PIL nell'anno successivo può essere di far aumentare il PIL solo di 100 miliardi ("moltiplicatore fiscale, come si sul dire, < 1"). Questo perchè le famiglie e le imprese italiane, che hanno accumulato circa 2,000 miliardi di debiti ora, quanto lo stato, e hanno sofferto sei anni di depressione, non si fidano all'inizio a spendere e investire i soldi che si ritrovano. E' possibile e sarebbe comprensibile che quando un nuovo governo annunci questo clamoroso taglio delle tasse le famiglie e le imprese non credano del tutto a quello che viene promesso . Per cui gli italiani preferiscano utilizzare buona parte dei soldi che si ritrovano grazie alla mega riduzione di tasse di 150 miliardi, per ripagare debiti o anche risparmiare. Questo è più o meno quello che è successo in Giappone, dove si sono fatti enormi deficit pubblici, finanziati a tassi di interesse vicini a zero, ma l'effetto "moltiplicativo" sull'economia è stato debole. Supponiamo che questo accada anche in Italia e accada più o meno anche il secondo anno, nel 2016 (perchè la riduzione di tasse di 150 mld che si propone non è una tantum, è permanente, quindi sia nel 2015 che nel 2016) Bene, in questo caso, l'effetto di emettere 150 mld di crediti fiscali in un anno, non sarà sufficiente per riportare l'economia al livello di produzione e occupazione che si ipotizzava e quando i 150 mld di crediti emessi nel 2015 vanno all'incasso, cioè la gente li utilizza per pagare le tasse nel 2017, in quell'anno, il 2017, si aprirà un buco nel bilancio, un deficit pubblico molto maggiore di quello ipotizzato, diciamo ad esempio di 90 miliardi di euro, invece dei 45 miliardi circa attuali. Che male c'è ? Nei confronti della UE questo ovviamente sarà un problema, ma solo di facciata. Il governo italiano dirà che #F_END# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#:"oops... ci spiace tanto, ma il taglio delle tasse non era sufficiente come dimensione o più probabilmente non si è riusciti a convincere il pubblico che è un taglio di tasse permanente, per cui gli italiani temendo che non si ripetesse l'anno dopo e non fidandosi, hanno usato i soldi per ripagare debiti o li hanno risparmiati in percentuale maggiore di quella prevista...Dite che ora il deficit pubblico è al 6% ? Fateci controllare...Beh è vero.... ma di previsioni non esatte però anche voi della UE e BCE ve ne intendete parecchio, no ? finora non ne avete mai azzeccata una... per cui non metteteci in croce ora per un piccolo scarto di deficit... Non vedete che l'economia però è migliorata di colpo ? Fidatevi di noi....basta che insistiamo e vedrete che una volta che gli italiani si convincono che il taglio delle tasse è permanente e non verrà cancellato questi soldi verranno utilizzati...fidatevi..."#F_END# Nei confronti del mercato finanziario invece il problema sarebbe più serio, perchè questi lupi mannari potrebbero vedere nel 2017 (o prevedere fin da adesso) deficit pubblici dell'8% o 10% del PIL per l'Italia e scatenare un attacco speculativo ai BTP. Ma come si è spiegato, abbiamo la contromossa pronta: lo stato italiano avrà anche dichiarato per decreto che i BTP sono accettati alla pari per ripagare le tasse, per cui la loro quotazione non di discosterà di molto dalla parità. E se non bastasse, lo stato italiano può nazionalizzare un paio di banche, ritirandole dalla borsa e far comprare loro titoli di stato, contando sul fatto che questo non richiede, per le regole di Basilea, di mettere da parte più riserve o più capitale. Cioè in pratica una banca pubblica (non quotata in borsa) può comprare titoli pubblici senza vincoli, perchè le vengono conteggiati a bilancio come "asset" a rischio zero e che di conseguenza non richiedono più capitale o riserve. E se la nazionalizzi te ne puoi infischiare delle "reazioni del mercato" perchè non è più quotata in borsa. Bisogna mettersi in testa che SE I BTP E I TITOLI BANCARI NON FLUTTUANO DI PREZZO ALLORA TE NE PUOI FREGARE DI QUELLO CHE DICONO ALL'ESTERO E per l'economia reale italiana, se il primo o secondo annno il mega taglio di tasse da 150 mld viene usato in buona parte per ripagare debiti e risparmiere vuole solo dire che devi insistere, che devi continuare, forse anche aumentarlo, ma soprattutto devi convincere la gente che è una riduzione di tasse permanente. Tra parentesi, la differenza tra quello che propongono Giavazzi e Tabellini ora quando dicono di fare deficit pubblici addizionali di 80 miliardi e rotti facendoli finanziare dalla BCE non è solo che la loro idea è utopistica (la BCE non lo farà...). Se li leggi, vedi che da bravi economisti ortodossi, dicono che è una riduzione di tasse TEMPORANEA, non permanente. E quindi non ha molto senso, perchè la gente la userà più che altro per ripagare debiti e risparmiare un poco di soldi, sapendo che poi dopo un paio di anni si ritorna all'oppressione fiscale attuale Conclusione: è ovvio che una drastica riduzione di tasse, la prima tra l'altro della storia dell'Italia moderna, sarebbe un fatto i cui effetti sono difficili da prevedere perchè appunto NON ESISTONO PRECEDENTI NELLA STORIA o quasi. Finora tutti gli aumenti di moneta dello stato finivano in spesa pubblica, erano più graduali e la gente non era indebitata come adesso. Può benissimo essere che nel primo o secondo anno l'effetto sulla produzione, reddito e occupazione sia attenuato dal fattore di aspettative, dal pessimismo della gente. Ma questo significa solo appunto che devi essere convincente ed insistere e spiegare che si tratta di un aumento di moneta PERMANENTE

Se riduci le tasse di 150 miliardi il reddito nazioale aumenta di più di 150 miliardi ? - GZ  

  By: GZ on Martedì 21 Ottobre 2014 02:03

IL nostro amico ^Enrico Grazzini#http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/egrazzini/^ si chiede:#F_START# size=3 color=verde #F_MID# " come assicurare i nostri interlocutori che "il moltiplicatore fiscale è davvero maggiore di uno" in modo che i CCF non si trasformino in debito? Questo è ovviamente un altro grande punto critico, forse il maggiore..."#F_END# [traduzione dal gergo economico all'italiano: #b#se riduci le tasse di 150 mld, ma il reddito nazionale non aumenta di più 150 mld, allora il deficit pubblico aumenterà in % del PIL. Ma non hai promesso che invece tagliando le tasse il PIL aumenta tanto da coprire il deficit ?...] #/b# La risposta sintetica sarebbe che NON HA NESSUNA IMPORTANZA, perchè #F_START# size=3 color=blue #F_MID#come dice Warren Mosler i titoli di stato sono solo "crediti fiscali non spesi"#F_END# . Se riduci le tasse emettendo crediti fiscali differiti (non spendibili subito), stai creando in pratica "moneta", ma anche i BTP in pratica sono "moneta". Bisogna spiegare la radice dell'imbroglio: perchè 'azzo lo stato deve andare a trovare denaro per ripagare i BTP, quando in realtà sono loro stessi "denaro" ? Cosa si intende con questo ? Che il denaro che hai in banca vale sempre 100 quando ne depositi 100 solo perchè sotto sotto lo stato "garantisce" le banche. Altrimenti i tuoi 100 euro in banca possono valere 50. Ma i titoli di stato pagano interesse... EHI... #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID#TI SEI ACCORTO CHE IN TUTTO IL MONDO ORA I TITOLI PUBBLICI NON PAGANO INTERESSE O QUASI ? SAI PERCHE' ? PERCHE' CI SI E' RESI CONTO CHE SONO MENO RISCHIOSI CHE TENERE IL DENARO IN BANCA !#F_END# Ma in realtà i 1,4000 miliardi di soldi in banca (nei conti correnti) in Italia sono una finziona contabile che mantiene il suo valore di 1,400 miliardi solo perchè si suppone che in qualche modo in caso di bisogno lo stato li fornisca alle banche. E prima della crisi era solo una teoria, ora si è visto che è una realtà. Di conseguenza la gente non chiede più interessi in pratica sui titoli di stato dei paesi che hanno una banca centrale. E ne chiede un poco sui titoli pubblici di paesi come l'Italia solo perchè non hanno più una banca centrale Cioè lo stato alla fine garantisce sia i BTP che il tuo saldo in banca. Perchè nel caso non lo avessi ancora capito i tuoi soldi una volta depositati in banca non ci sono più, sono stati prestati in giro... L'unico denaro vero sono i contanti, poi i titoli pubblici e ultimi i saldi in banca. La cosa ridicola è che con i saldi del conto in banca si suppone che finanzi lo stato !!!! 'azzo, il tuo saldo in banca mantiene il suo valore solo perchè c'è dietro lo stato... Se, come proponiamo noi, lo stato emette 150 mild l'anno di crediti fiscali differiti come nuovo tipo di "euro" ("euro-italiani"), lo stato è come se avesse emesso BTP. BTP di tipo speciale, che mantengono sempre il loro valore iniziale, emessi a 100 valgono sempre 100, ma non pagano interesse e non fluttuano di prezzo. Se allora lo stato dichiara che anche i BTP veri e propri mantengono sempre il loro valore, perchè li accetta per pagare le tasse alla parità, allora hai chiuso il cerchio. #F_START# size=3 color=red #F_MID#Finanzi i deficit con moneta#F_END#, cioè una finzione contabile che mantiene sempre il suo valore iniziale per lo stato, emessa a 100 vale sempre 100 (in Italia per lo stato) e non fluttua di valore. E non paga interessa. Ehi... #F_START# size=3 color=red #F_MID#vogliamo che si emetta moneta e non debito! OK ? Moneta e non Debito#F_END#. Stiamo solo inventando dei modi per creare moneta all'interno della struttura dell'Euro!

di quale disturbo della personalità soffrono ? - GZ  

  By: GZ on Domenica 19 Ottobre 2014 01:27

Ieri la Lega ha portato ^40mila persone in piazza contro l'immigrazione di massa#http://www.lastampa.it/2014/10/18/italia/politica/lega-nord-migliaia-in-piazza-contro-i-migranti-JEgw8Q7FJ9YuUIJKwNXm3K/pagina.html^. La Lega è l'unico partito (rilevante) che manifesta contro l'invasione dell'Italia da parte di milioni di africani, cinesi, arabi, nordafricani, pakistani, ecuadoregni e ogni altra etnia del pianeta che si sta riversando sulla nostra penisola. Gli italiani che invece ieri hanno manifestato assieme ad africani, cinesi, arabi, nordafricani, pakistani, ecuadoregni... sotto sigle come ^"Milano Meticcia e Antirazzista"#http://www.ilgiorno.it/milano/manifestazione-antirazzista-milano-meticcia-1.315186^, di quale disturbo della personalità soffrono ? Bisogna essere più precisi: gli italiani CHE#F_START# size=4 color=black #F_MID# PUR NON ESSENDO RICCHI#F_END#, invece manifestano assieme agli africani, cinesi, arabi, nordafricani, pakistani, ecuadoregni... a favore dell'immigrazione di massa di quale sindrome o disturbo soffrono ? Perchè se sei ricco, se ad esempio impieghi molte persone per servizi domestici o per il tuo business, il fatto di avere a disposizione in abbondanza di manodopera di tutte le razze fa sì che li puoi pagare quattro euro all'ora. Se non ci fosse l'immigrazione ci sarebbe meno manodopera a disposizione e dovresti pagarla di più. Se sei ricco e vuoi arricchirti ancora è quindi comprensibile che tu sia a favore dell'immigrazione #ALLEGATO_3# Il problema è che l'Italia (e l'occidente) sono sotto il dominio di mass media che ripetono ogni giorno che senza immigrati manca la manodopera e l'economia ne soffre... Se provi a studiare la storia economica scopri che alla fine del 1300 la peste nera ridusse di un terzo la popolazione in Europa e quindi ridusse di un terzo e improvvisamente la manodopera disponibile. La malattia uccideva le persone ma non distruggeva il capitale e gli storici hanno rilevato che di conseguenza i salari aumentarono in modo drammatico in Europa dalla fine del 1300 alla fine del 1400, prima che la popolazione tornasse ad aumentare e la scarsità di manodopera creata dalla peste nera si attenuasse. #i#(se guardi ad esempio questo studio in Inghilterra vedi ^aumenti medi dell'80% dei salari dal 1350 in poi a causa della scarsità di manodopera#https://politicalscience.stanford.edu/sites/default/files/workshop-materials/cp_peters.pdf^, tabella 5).#/i# Come tutti dovrebbero sapere il 1400 fu l'epoca del "Rinascimento" forse il periodo più fortunato e felice che l'Italia ad esempio abbia mai conosciuto. Per cui non sembra che la scarsità di manodopera e il conseguente aumento dei salari (per la legge della domanda e dell'offerta) sia una disgrazia. Quindi ripetiamo la domanda: gli italiani CHE PUR NON ESSENDO RICCHI, invece manifestano assieme agli africani, cinesi, arabi, nordafricani, pakistani, ecuadoregni... ecc... a favore dell'immigrazione di massa di quale sindrome o disturbo soffrono ? Il Masochismo sicuramente, questo è ovvio, ma il masochismo va contro la legge dell'evoluzione della specie, una specie che si comporti in modo masochista scompare. Quindi resta l'interrogativo: è possibile che una maggioranza di una specie umana si comporti in modo masochista e voglia inconsciamente la propria autodistruzione ? #ALLEGATO_1# #ALLEGATO_2#

Se continua così o fai default o ritorni alla lira - GZ  

  By: GZ on Venerdì 17 Ottobre 2014 12:50

Il piccolo assaggio di crash sui titoli bancari, sugli indici di borsa e sui bonds greci e portoghesi (e i primi scricchiolii sui bonds italiani e spagnoli) degli ultimi giorni indica che il conto alla rovescia è iniziato. Per chi fosse distratto: #i# ...il governo parla di TFR e poi se lo rimangia, di privatizzazioni e poi le lascia perdere, di "spending review" per tagliare sprechi e poi il commmissario incaricato, Cottarelli, si dimette e se ne va perchè non se ne fa niente, di mitici interventi da 1,000 mld della BCE e poi Draghi ammette che non sa quanti siano e le banche alla fine ne prendono 30 o 40 e ci comprano solo BTP.... Grillo dal palco invita a vendere bonds delle banche italiane e togliere soldi dalle banche oltre il limite garantito dallo stato e si butta per il ritorno alla Lira. In Grecia provano a dire che forse possono togliersi di dosso la Troika e due giorni dopo il debito greco è schizzato dal 6% al 9% e si devono rimangiare tutto...gli arabi comprano proprietà e aziende, si svendono aziende buone e aziende cattive italiane a tutti, ^i cinesi passano, comprano 8 miliardi di aziende italiane a prezzi di saldo#http://www.formiche.net/2014/10/15/cina-italia-forchielli/^ e il cazzaro giubila#/i# E' evidente leggendo queste notizie e anche guardando le prime crepe che si aprono nei famigerati "Mercati", che #F_START# size=3 color=black #F_MID#il conto alla rovescia è iniziato#F_END#. Draghi con le sua promesse e "misure di liquidità" lo ha solo rimandato di due anni. Si possono fare allora due cose: 1) andare al ribasso degli "asset" europei (banche, borse, bonds, euro..ma specie i bonds) 2) spiegare in giro che è veramente venuto il momento di darsi una mossa. Per il punto 1) si consiglia sempre di comprare e tenere fino a marzo qualcosa come il Lyxor ETF BTP short e in genere vendere short di nuovo appena questo rimbalzo tra una settimana finisce. Per il punto 2), assieme a: ^Marco Cattaneo#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/^ con cui si è scritto questo libro, ^Biagio Bossone#http://www.economonitor.com/blog/author/bbossone/^ (che continua a pubblicare paper e articoli, pur andando in giro per il mondo per il Fondo Monetario, vedi ^qui su EconoMonitor ieri#http://www.economonitor.com/blog/2014/10/to-g-20-leaders-urgent-need-to-boost-demand-in-the-eurozone/^ e anche ^qui su Vox.eu#http://www.voxeu.org/article/helicopter-money-today-s-best-policy-option^ due settimane fa), ^Enrico Grazzini#http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/egrazzini/^ (che scrive sul "Fatto", "Micromega" e ha diverse pubblicazioni e saggi all'attivo di politica ed economia), ^Stefano Sylos Labini#http://www.syloslabini.info/online/author/sylos-labini-s/^ (di cui vedi ad esempio il suo ^bel libro con Giorgio Ruffolo del 2012#http://www.einaudi.it/libri/libro/giorgio-ruffolo-stefano-sylos-labini/il-film-della-crisi/978880621426^ con Einaudi) e anche aLl'ottimo Mosler (che si è appena prodotto in una sorta di ^"Manifesto per il tasso di interesse a zero"#http://moslereconomics.com/2014/10/13/there-is-no-right-time-for-the-fed-to-raise-rates/^ tre giorni fa, stiamo provando a scrivere un "Manifesto" che indichi un Alternativa per l'Italia. Il punto di partenza è rendersi conto che oggi in sud-Europa e in Italia ci sono due alternative reali alla politica attuale di austerità distruttiva:: #F_END# il default parziale sul debito o il ritorno alla lira#F_END# e devi partire da queste per spiegare perchè invece ne proponi un alternativa nuova, diversa e migliore (In teoria ci sarebbe anche quella del "aumentiamo i deficit pubblici dal 3 al 6% o 8% chiedendo alla BCE di finanziarli inj qualche modo, con il consenso di tutti", ma è utopistico e velleitario perchè i paesi nordici non hanno mai dato il minimo segno di voler socializzare i debiti e anzi vanno nella direzione contraria). Quello che invece è probabile anzi certo che accada con Renzi, Padoan e soci è una di queste due cose: 1) #F_START# size=3 color=blue #F_MID#non pagare il debiito, "la ristrutturazione del debito". il default parziale#F_END# come propone Syriza che è la lista di sinistra di riferimentio oira nel sud-europa e come propone Lucrezia Reichilin che è stata la capo economista della BCE ed è forse l'economista italiano più prestigioso (Padoan e Giavazzi sono vecchiotti, Allesina eZingales sono in realtà economisti AZIENDALI se guardi ai loro lavori, la Reichlin è un economista monetaria) ^Lucrezia Reichlin: «Il debito pubblico va ristrutturato e, in parte, anche cancellato»#http://www.alanfriedman.it/il-debito-pubblico-va-ristrutturato-e-in-parte-anche-cancellato-proposta-choc-di-lucrezia-reichlin-2/#sthash.8ArXGznI.dpuf^. Se leggi cosa hanno detto anche al convegno sul debito del Corriere delle Sera di fine giugno anche altri come Tabellini ne hanno parlato. Alla Germania una soluzione del genere, ora che le banche tedesche non hanno più quasi debito greco, spagnolo, italiano e portoghese, in ultima analisi può anche andare bene, perchè l'alternativa è.... 1).... #F_START# size=3 color=blue #F_MID# la rottura dell'Euro e ritorno a valute nazionali#F_END# (o blocchi di valute omogenee), come propongono Alternative fur Deutschland, la Marine Le Pen, la Lega, e la Meloni e ora anche il M5S. Ora che Grillo e Casaleggio ^si sono buttati sul referendum e contro l'euro#http://vocidallestero.blogspot.it/2014/10/telegraph-in-italia-e-cominciata-la.html^ hai tre partiti con il 35% circa dei voti per il ritorno della Lira. Questi sono i partiti in crescita oggi e nei sondaggi in Italia circa il 40% è per il ritorno alla lira (vedi quello PEW del Wall Street Journal recente), per cui sta piano piano diventando una possibilità reale. Soprattutto però perchè ad un certo punto ci si renderà conto che l'alternativa è il default. Questa è la situazione e queste saranno alla fine le alternative reali che il governo, la UE e i partiti maggiori non vogliono ammettere e che cercano di postporre, tergiversando, menando in can per l'aia e lasciando incacrenire tutto. In parole semplici semplici, se continui così, con Renzi che parla di un 2,9% invece di un 2,2% di deficit come grande obiettivo, entro due anni massimo hai il crac e #F_START# size=3 color=red #F_MID#o fai default o ritorni alla lira#F_END# Se capisci che sei avviato o al default o al ritorno alla lira (e in modo molto traumatico) e sei un cittadino italiano con residenza, affetti e effetti personali in Italia, dovresti darti una mossa per trovare una terza alternativa, realistica, che possa essere proposta subito. Che sia meglio del ritorno alla lira e che, restando invece ancora nell'euro (PER ORA), consenta di evitare il default. Bisogna però partire dal fatto che queste, date le poltiche distruttive seguite finora, al momento sono le due uniche alternative reali per l'Italia Bisogna spiegare bene che se si continua così, si dilaziona solo il giorno in cui fai un default, come dice la Reichlin o Siryza oppure ritorni alla lira come dicono Bagnai, Borghi,Salvini, Meloni e Grillo.... #F_START# size=3 color=blue #F_MID#(perchè il ritorno alla lira proposto dai politici e professori di cui sopra non è la soluzione buona ? Perchè l'Euro in realtà, se capisci come funziona veramente il suo meccanismo, può essere utilizzato dall'italia per espandere la moneta (e ridurre le tasse), venendo però appunto protetti dalla moneta unica. Questo richiede un azione in proprio da parte del governo italiano senza chiedere niente alla BCE, semplicemente utilizzando il suo potere fiscale, di accettare pagamenti per le tasse. Una volta che un governo emetta crediti fiscali dilazionati e accetti i BTP per pagare le tasse di fatto ha creato "euro-italiani"... Per altri dettagli vedi le centinaia di post pubblicati qui a riguardo, nonchè anche il libro con Hoepli di sei mesi fa.... Questo "piano" è molto più semplice, meno rischioso e più immediato da attuare che non il ritono alla lira#F_END# )

Giorgio Ruffolo e Sylos Labini hanno avuto la stessa nostra idea (ispirandosi a Hjalmar Schacht nella Germania degli anni '30...) - GZ  

  By: GZ on Lunedì 06 Ottobre 2014 23:37

Alla BCE e alla UE NON PIACE PER NIENTE un piano con cui l'Italia crei 200 o anche 100 o anche solo 50 mld di moneta e vi si opporrà, citando qualche interpretazione della lettera o dello spirito trattati. Del resto, se non fosse così, la BCE e la UE avrebbero autorizzato già da tempo la creazione di moneta per finanziare deficit no ? Invece, come si è visto anche questo mese, autorizzano solo la creazione di moneta DA PRESTARE (da parte delle banche), cioè autorizzano in pratica solo più debito. E' esattamente perchè alla BCE e alla UE NON VA che un paese come l'Italia crei moneta che occorre inventarsi un sistema per farlo anche senza dover prima tornare alla lira e avere di nuovo Banca d'Italia in grado di creare lire. Il nostro libro illustra #F_START# size=3 color=blue #F_MID#come fare a creare moneta da parte dello stato italiano anche senza che la BCE e la UE siano d'accordo#F_END# . In che modo ? Beh... semplice, lo stato italiano può accettare come tasse quello che vuole e dato che lo stato assorbe di tasse metà del PIL, se lo stato riduce le tasse del 10% del PIL ha creato moneta... e se accetta i BTP per pagare le tasse ha creato moneta.... Questa moneta saranno "euro italiani", quotati ovviamente in euro, ma valevoli solo in Italia perchè con questi crediti fiscali e i BTP "a valenza fiscale" ci paghi le tasse in Italia e non li puoi usare per pagare un albergo a Parigi ad esempio #F_START# size=3 color=blue #F_MID#La STESSA IDEA nostra l'hanno avuta GIORGIO RUFFOLO E STEFANO SYLOS-LABINI due anni fa in un libro di Einaudi. #F_END#. Anche loro si sono ispirati al metodo adottato da Hjalmar Schacht nella Germania degli anni '30. Ruffolo (ex ministro socialista) e Sylos Labini (figlio del celebre economista Paolo) sono più noti di noi e lo stesso finora sono stati ignorati, tanto è vero che, pur leggendo parecchio, io mi accorto solo oggi del loro libro (perchè Enrico Grazzini, che ha scritto questa lunga recensione del "Fatto" sul nostro libro, me lo ha segnalato). Bisogna solo aspettare un altro poco che la crisi raggiunga il punto di cottura e poi si sarà costretti in Italia a trovare veramente una soluzione alla crisi economica e, a logica, #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID#l'unica è CREARE MONETA PER RIDURRE LE TASSE#F_END# --- ^"E i Bot come moneta complementare per rilanciare l'economia ?"#http://www.huffingtonpost.it/daniele-scalea/e-i-bot-come-moneta-complementare-per-rilanciare-leconomia_b_4351960.html^, 28/11/2013 Huffington Post La contestazione più frequente in cui incappa chi critica l'attuale modello economico del capitalismo finanziarizzato (vedi qui e qui), è quella secondo cui non vi sarebbe comunque alcuna alternativa preferibile o misura concreta che si possa prendere per cambiare lo status quo. Non è così. Ad esempio #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini #F_END# , nel loro Il film della crisi, pubblicato esattamente un anno fa da Einaudi, hanno accennato a una possibile soluzione basata sul concetto di moneta complementare. Andiamo però con ordine. La mutazione del capitalismo cui si riferisce il sottotitolo del libro è quella occorsa, tra gli anni '70 e gli anni '80 del secolo scorso, quando secondo gli Autori si ruppe l'intesa tra capitalismo e democrazia. Quell'intesa, che aveva garantito la ricostruzione postbellica e il più sostenuto ciclo di sviluppo economico della storia, si fondava su due compromessi. Il primo era che alla libera circolazione delle merci non corrispondeva la libera circolazione dei capitali, permettendo così allo Stato e al Lavoro di trattare alla pari col Capitale. Il secondo si sostanziava nell'interpretazione dell'impresa come ente socialmente responsabile. La mutazione ha dunque luogo nel ripudio di quei due compromessi da parte del Capitale. (Si potrebbe ricordare qui la celebre battuta di Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi del mondo, secondo cui la lotta di classe c'è, ma la sta conducendo - e vincendo - la classe dominante). Forzando la mano alla Politica e stimolando un mutamento culturale profondo nella società, il Capitale è riuscito a ottenere la libera circolazione dei capitali e la deresponsabilizzazione delle imprese votate solo alla massimizzazione del valore per gli azionisti (e non più alla produzione di ricchezza reale). Di fronte alla crisi del modello finanziarizzato basato sul debito (descritto dagli Autori ma su cui qui non ci soffermiamo, avendone già parlato di recente), Ruffolo e Sylos Labini cercano nella storia un modello da cui trarre ispirazione. Vi fu infatti un paese che, in preda a una crisi finanziaria, economica e sociale apparentemente esiziale, riuscì in pochissimi anni a riprendersi, raggiungere la piena occupazione (dal 20% di disoccupati che aveva) ed affermarsi come una delle prime potenze produttive e tecnologiche del mondo. Purtroppo quell'esempio non è tra i più facili da proporre, trattandosi della Germania anni '30. Tuttavia, né Ruffolo (ex ministro socialista) né Sylos Labini (figlio del celebre economista Paolo) sono sospettabili di simpatie per l'estrema destra. Inoltre, come osservò Keynes proprio commentando questo caso, il fatto che un "un metodo sia stato usato a servizio del male non deve impedirci di vedere il vantaggio tecnico che offrirebbe al servizio di una buona causa". #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Il metodo in questione è quello adottato da Hjalmar Schacht, ministro tedesco dell'economia tra il 1934 e il 1937#F_END# (per la cronaca, Schacht cadde poi in disgrazia agli occhi di Hitler, che lo fece anche imprigionare nel 1944, e fu assolto a Norimberga). La Germania doveva affrontare allora sia la recessione - disoccupazione al 20%, casse statali vuote - sia la crisi mondiale - fine degl'investimenti dall'estero, richiesta di pagamento delle riparazioni, attacchi speculativi sulla moneta - sia vincoli esterni - le potenze vincitrici avevano imposto a Versailles una serie di parametri finanziari che la Germania doveva rispettare. Sia per aggirare i vincoli imposti dall'esterno, sia per stimolare la domanda senza creare inflazione, Schacht ricorse alle obbligazioni MEFO. La MEFO altro non era che una compagnia statale di facciata, inesistente in realtà ma necessaria per emettere queste obbligazioni per conto della Banca Centrale. Le obbligazioni servirono a pagare commesse statali all'industria: grazie all'escamotage il programma d'investimento non richiedeva né di drenare risorse dall'economia, già depressa, con nuove tasse, né d'indebitarsi sui mercati finanziari internazionali. Grazie alla fiducia verso lo Stato, le obbligazioni MEFO furono anzi rinnovate alla loro scadenza e cominciarono ad essere usate dalle imprese per i pagamenti reciproci, alleviando così la carenza di liquidità. Schacht provvide anche a rendere inconvertibile il marco, sottraendolo alla speculazione (le obbligazioni MEFO erano già utilizzabili solo in Germania). Il commercio estero coi paesi fornitori di materie prime era comunque condotto in marchi (la crisi internazionale della domanda permetteva a Berlino di trattare da una posizione di forza), sicché i paesi che commerciavano con la Germania si trovavano poi a reinvestire i marchi (non convertibili) nell'acquisto di prodotti finiti tedeschi - un rapporto che si configurava come una sorta di baratto internazionale. Ispirandosi anche alla politica di Schacht in un contesto di forza lavoro inutilizzata, scarsità di moneta nell'economia reale e vincoli di bilancio imposti dall'esterno, Ruffolo e Sylos Labini ipotizzano di utilizzare i Bot come moneta complementare negli scambi e negli investimenti. Prerequisito è che il debito sia trasformato in debito interno, per non dipendere più dai mercati finanziari; una dinamica già in atto dal momento che la quota di debito pubblico italiano collocato all'estero sta crollando rapidamente. Che tale proposta sia davvero praticabile e risolutiva o meno, ciò che davvero colpisce è come le ricette alternative per uscire dalla crisi siano ad oggi ancora escluse dal dibattito pubblico. Quasi che le ricette ortodosse, che la crisi l'hanno provocata e continuano ad aggravarla, siano le sole mai formulate.

Micromega dice che la nostra soluzione è la più convincente e praticabile - GZ  

  By: GZ on Giovedì 02 Ottobre 2014 01:06

^Micromega#http://temi.repubblica.it/micromega-online/^, la rivista della sinistra intellettuale, che tra parentesi è parte di Repubblica, ha in prima pagina ^un lungo articolo di Enrico Grazzini#http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-uscire-dalla-crisi-senza-uscire-dalleuro/^, giornalista economico e saggista che ha scritto sul Corriere e il Manifesto tra gli altri e ha ora un blog ora sul Fatto. L'articolo è dedicato al nostro libro e inizia dicendo: #i# "... la proposta avanzata nel libro “Soluzione per l'euro. 200 Miliardi per rimettere in moto l'economia Italiana” di Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi (Hoepli) #F_START# size=3 color=black #F_MID#è forse la più convincente e praticabile finora suggerita#F_END#. Vediamo perché...."#/i# leggi qui l'articolo di Grazzini ------ ... La proposta dei Certificati di Credito Fiscale In tutta Europa, e in particolare nei paesi del sud Europa, c'è crisi di domanda e di liquidità. Per uscire dalla trappola della liquidità è necessario creare nuova moneta che arrivi all'economia reale, al mondo del lavoro e delle imprese. Secondo Cattaneo e Zibordi, lo Stato italiano dovrebbe riprendere almeno parte della sua sovranità monetaria confiscata dall'euro grazie ai poteri che gli rimangono nel campo della fiscalità: dovrebbe quindi emettere miliardi di Certificati di Credito Fiscale da far valere dopo un certo periodo di tempo ma con valore immediato come moneta (cioè come mezzo di pagamento). L'iniezione di liquidità servirebbe a contrastare l'austerità imposta dalla UE e dal sistema bancario. Infatti le banche – che creano il 95% della moneta in circolazione – hanno smesso di fornire liquidità. Solo la BCE cerca di dare ossigeno alla moribonda economia europea per salvare l'euro e sé stessa: ma la BCE distribuisce soldi solo alle banche. Il problema è che le banche trattengono i denari e li investono in titoli finanziari. In questo contesto è lo stato nazionale che nei paesi più deboli, come l'Italia, dovrebbe intervenire emettendo i CCF, cioè una sorta di buoni sconto fiscali ad uso differito. La nuova moneta creata dallo stato per alleviare il peso fiscale dovrebbe arrivare direttamente e gratuitamente al lavoro e alle aziende senza passare dalle banche. Lo shock monetario creerebbe immediatamente nuova domanda senza provocare nuovi debiti e iper-inflazione perché rilancerebbe la produzione e l'occupazione sfruttando tutte le risorse che sono gravemente sottoutilizzate a causa della politica deflattiva dell'euro; e alla fine anche il debito pubblico diventerebbe sostenibile. Per l'Italia in particolare Cattaneo e Zibordi propongono una terapia d'urto, ovvero di rilanciare la domanda grazie all'emissione di CCF per 200 miliardi all'anno nel 2015 e nel 2016 in modo che l'economia possa riprendersi dalla crisi verticale in cui è precipitata, pur rimanendo vincolata da un sistema rigido ed iniquo come quello dell'euro. Infatti l'euro è strutturalmente inefficiente e genera inevitabilmente crisi e deflazione: secondo gli autori (e anche per chi scrive) la crisi dell'euro, partita nel 2010, ci sarebbe stata comunque, anche senza l'innesco della crisi dei subprime scoppiata negli USA nel 2008. Cattaneo e Zibordi, che si ispirano a J. M. Keynes e ai più avanzati studiosi della moneta e della finanza, hanno bene in mente che la moneta unica tra 18 paesi molto diversi tra loro genera intrinsecamente disastri, e che è la causa di gran lunga prevalente del disastro europeo. L'Italia – come gli altri paesi mediterranei – è tragicamente regredita a causa dell'ingresso nell'eurozona, e la crisi rischia di diventare irreversibile. Purtroppo i problemi monetari e finanziari sono spesso stati sottovalutati dalla sinistra, per scarsa competenza specifica o per le illusioni europeiste. L'euro non è – come ha affermato perfino uno dei più autorevoli maître à penser della sinistra, Fausto Bertinotti – solamente la “cornice” di una politica europea liberista e reazionaria. L'euro è invece la causa primaria della crisi europea e italiana ed è lo strumento di gran lunga principale della dominazione dei paesi forti verso i paesi deboli, del capitale finanziario sul lavoro. La moneta e la finanza non sono sovrastrutture dell'economia reale ma costituiscono il cuore del capitalismo speculativo odierno e della dominazione capitalista sull'economia e la società. La sinistra (ma anche la destra) ha molto da imparare dalle proposte di Cattaneo e Zibordi. L'euro è il problema: l'attuale crisi monetaria, la crisi dell'euro, va quindi curata come tale, cioè con nuova moneta. Quando la febbre raggiunge i 42 gradi occorre diminuire subito la temperatura senza aspettare di risolvere i malanni che l'hanno provocata. Solo dopo avere abbassato la febbre è possibile cercare di risolvere i “problemi reali”. Attualmente però occorre trovare soluzioni meno dirompenti dell'uscita unilaterale dall'euro. Infatti non è possibile rompere facilmente la gabbia della moneta unica per i duri contraccolpi economici e politici internazionali che la rottura di questa valuta internazionale provocherebbe, e perché l'uscita dall'euro provocherebbe disorientamento e contrasti nell'opinione pubblica. Molti hanno timore di vedere svalutati i loro risparmi ritornando alla lira. Uscire unilateralmente dall'euro non avrebbe comunque automaticamente le stesse conseguenze positive che ebbe nel 1992 l'uscita dell'Italia dal Sistema Monetario Europeo[4]. La soluzione dei CCF progettata da Cattaneo e Zibordi si presenta più morbida ma nello stesso tempo efficace. E sarebbe facilmente accettata dall'opinione pubblica e dalle imprese. Anzi, le imprese e i lavoratori sarebbero molto felici di avere più reddito grazie a strumenti monetari gratuiti di credito fiscale (meno tasse). Così come per Keynes la crisi decennale nata nel 1929 era soprattutto una crisi monetaria e il meccanismo poteva ripartire se lo stato si faceva carico dell'espansione monetaria grazie agli investimenti pubblici, anche per Cattaneo e Zibordi la crisi va affrontata innanzitutto a partire dalla (mancanza di) moneta, dalla trappola della liquidità, dalla carenza di domanda e di credito per le imprese. Per rilanciare l'Europa e i paesi del sud, occorre innanzitutto creare nuova moneta e rilanciare la domanda, cioè aumentare innanzitutto i redditi da lavoro. Tutto il contrario di quello che propongono Germania, UE, BCE e Matteo Renzi. La crisi attuale è soprattutto crisi monetaria: la trappola della liquidità E' dai tempi di Bismarck che l'Italia ha un gap di competitività verso la Germania e tuttavia la crisi verticale dell'Italia è scoppiata solo a partire dalla crisi dell'euro. In effetti da quando è stato creato l'euro la Germania ha potuto accumulare surplus enormi a spese dei paesi del sud Europa e della stessa Italia. Precedentemente la situazione era molto diversa: la Germania era il malato d'Europa, e l'Italia aveva invece buone eccedenze commerciali. La situazione europea era relativamente equilibrata. Intendiamoci: è chiaro che la radice dei problemi monetari affonda sempre nell'economia reale, nella distribuzione ineguale dei redditi, nell'insufficienza dei salari e nei gap di produttività e competitività. La crisi dell'euro nasce innanzitutto a causa degli squilibri delle bilance commerciali tra i paesi forti e deboli. I problemi di finanza pubblica sono invece molto minori se non inesistenti. Ma la moneta unica approfondisce ed estende gli squilibri non permettendo aggiustamenti. Una volta il meccanismo che riequilibrava almeno temporaneamente i differenziali di competitività era quello automatico della svalutazione/rivalutazione monetaria. Ma da quando esiste l'euro per i paesi deboli è possibile una sola strada: la svalutazione da esterna è diventata interna, cioè non è più svalutazione della moneta nazionale verso quella estera, ma svalutazione del lavoro, del patrimonio pubblico e anche del capitale privato nazionale. A causa della moneta unica, non potendo più svalutare la valuta nazionale, e non potendo (per fortuna) svalutare rapidamente il lavoro – per le ovvie resistenze sindacali, sociali e politiche –, i paesi deboli diventano sempre meno competitivi, aumentano i deficit commerciali e si indebitano sempre di più verso l'estero. Il meccanismo dell'euro è tanto assurdo quanto infernale. La moneta e il credito defluiscono dai paesi meno competitivi caratterizzati da costanti deficit commerciali e affluiscono nell'altra area forte. Si crea un circolo vizioso, un meccanismo asimmetrico e perverso che spinge verso la meridionalizzazione dei paesi periferici (come denunciano Emiliano Brancaccio, Riccardo Realfonzo e altri valenti economisti [5]), che non raggiunge mai stabili punti di equilibrio ma punta decisamente verso la depressione e infine il probabile baratro. L'intera eurozona soffre per una domanda depressa che implica alti livelli di disoccupazione: ma la depressione della domanda è fortissima nella periferia mentre al centro, in Germania e negli altri paesi dell'ex area marco, la situazione è relativamente migliore. I paesi deboli non dispongono più di liquidità perché l'emissione di moneta è monopolio della BCE. Le banche nazionali che hanno in pancia titoli di stato dal valore incerto, rischiano anch'esse il default e sono molto caute a prestare denaro all'economia. E la spesa pubblica è bloccata perché gli avanzi di bilancio pubblico servono a pagare gli interessi sul debito. Creare nuova moneta senza passare per le banche e la BCE E' necessario quindi emettere nuova moneta, soprattutto nei paesi deboli: il problema però è che la moneta ufficiale, l'euro, può ovviamente essere emessa solo dalla BCE. Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi propongono una soluzione originale ma apparentemente semplice. La nuova moneta deve essere creata “dal nulla” direttamente dallo stato senza passare per le banche, e dovrebbe venire distribuita direttamente e gratis all'economia reale dei paesi che sono soffocati dalla crisi di liquidità, che mancano di salari e di credito, e che soffrono quindi di sottoutilizzazione delle risorse produttive. Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi suggeriscono che lo Stato nazionale emetta dei Certificati di Credito Fiscale, i CCF, riprendendosi almeno una parte del suo potere monetario. I CCF sarebbero utilizzabili dopo un certo periodo di tempo (due anni) per pagare ogni tipo di tassa e servizio alla pubblica amministrazione sia nazionale che locale: per esempio, Irpef, Irap, ticket sanitari, contributi pensionistici, multe eccetera. I CCF non sono però titoli di Stato che devono essere venduti al pubblico, non sono obbligazioni che offrono dei rendimenti e che generano debito pubblico: al contrario sono assegnati dallo stato gratuitamente in primo luogo ai lavoratori e alle imprese. Sono nuova moneta creata dalla stato per aumentare la domanda e per ridurre i costi del lavoro e quindi ridare competitività alle aziende. Nel caso italiano gli autori propongono che lo stato distribuisca 200 miliardi di CCF all'anno per due anni, nel 2015-16, da utilizzare per pagare il fisco dopo due anni dalla loro emissione: quindi per esempio, se emessi nel gennaio 2015, i CCF potrebbero essere usati come buono-sconto fiscale solo a partire dal gennaio 2017. In pratica i CCF servono per pagare meno tasse ma possono circolare immediatamente come mezzo di pagamento. I CCF sarebbero moneta a tutti gli effetti anche se alla luce dei trattati europei non possono essere emessi sotto forma di moneta di conio o di banconota; possono però legittimamente essere emessi come titoli pubblici e scambiati sul mercato finanziario ed essere utilizzati per i pagamenti elettronici, per esempio mediante carta di credito. La loro emissione è legale e, non essendo titoli di debito ma titoli di sconto fiscale, non sono soggetti a fallimento o a brusche svalutazioni, come i titoli di debito pubblico. I CCF potrebbero finanziare lo sviluppo e allentare la morsa del debito e dei prelievi forzati dalle tasche dei cittadini italiani a favore delle grandi banche e dei fondi speculativi esteri. I CCF possono inoltre essere usati per cominciare a riequilibrare la competitività tra i paesi forti e quelli deboli. Solo creando nuova moneta si potranno rilanciare investimenti pubblici e privati, e con questi nuova occupazione e benessere. Le riforme strutturali proposte dalla Troika (per esempio recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha proposto di ridurre le pensioni italiane per superare la crisi!!!) sono invece, secondo gli autori del libro (e secondo chi scrive) assolutamente controproducenti perché deprimono il costo del lavoro e le spese pubbliche, e quindi deprimono la domanda interna. Austerità significa prolungare, estendere e approfondire la crisi. Le riforme strutturali sono solo fumo negli occhi e ideologia reazionaria, e provocano ancora più disastri e conflitti sociali. Senza domanda interna niente investimenti; e senza investimenti né ripresa né occupazione. Ma senza crescita è anche difficile ripagare i debiti alle grandi banche estere e ai fondi speculativi. Il default e l'uscita dall'euro diventano sempre più probabili. Il progetto italiano dei CCF I due autori suggeriscono di assegnare a partire dal primo gennaio 2015 circa 70 miliardi di CCF ai lavoratori dipendenti e autonomi; di dare gratuitamente ai datori di lavoro del settore privato 83 miliardi; infine di emettere 47 miliardi di CCF per altre forme di sostegno alla domanda, per esempio per favorire le aree del Sud Italia e i settori industriali con maggiore potenzialità. Il complesso dei CCF ammonterebbe a un totale di 200 miliardi nel 2015 e ad altri 200 miliardi nel 2016 su un totale di prelievo fiscale pari a circa 800 miliardi all'anno. Lo shock sarebbe quindi potente. La proposta prevede di assegnare i CCF sulla base di un meccanismo proporzionalmente più favorevole ai livelli di reddito inferiori: per fare un esempio un lavoratore dipendente con un reddito netto di 20.000 euro riceverebbe un'integrazione pari al 20% della sua retribuzione. Per quanto riguarda le imprese, gli 83 miliardi verrebbero assegnati in maniera proporzionale al numero dei dipendenti e ai costi retributivi sopportati dalle aziende, e si confrontano con 466 miliardi di euro del monte totale delle retribuzioni in Italia. Gli 83 miliardi abbatterebbero quindi il costo del lavoro del 18% circa: questa percentuale è all'incirca equivalente al maggiore costo del lavoro che l'economia italiana ha accumulato nei confronti della Germania dall'introduzione dell'euro ad oggi. Gli scenari – costruite sulla base delle previsioni governative per il 2014 (che si sono però rivelate sbagliate) e sul moltiplicatore keynesiano rielaborato recentemente da Olivier Blanchard, pari a 1,3 – indicano una forte crescita del Pil, pari a oltre il 7% nel periodo 2015-2017. L'economia potrebbe finalmente tornare a correre: si raggiungerebbe un PIL di 2080 miliardi nel 2017. Grazie all'aumento del PIL, il rapporto deficit pubblico/PIL sarebbe positivo fino al 2016, per poi tornare di nuovo a crescere del 3,2% nel 2017, quando lo Stato dovrà accettare anche i CCF e non più solo gli euro come forma di pagamento fiscale. Nonostante i 200 miliardi di euro di sconto fiscale, il deficit pubblico sarebbe contenuto grazie al forte sviluppo del PIL derivato dallo stimolo monetario dei CCF. Il calo delle entrate pubbliche legato allo sconto fiscale verrebbe compensato dall'aumento dei ricavi derivato dalla crescita del PIL. La disoccupazione crollerebbe a poco più del 5% rispetto al 12% attuale. L'inflazione crescerebbe intorno all'1,9% all'anno (quindi sotto il 2%). Infatti l'aumento dei prezzi legato alla forte crescita dell'economia sarebbe contenuto grazie al maggiore utilizzo delle risorse produttive oggi sottoutilizzate. Il commercio estero sarebbe in sostanziale equilibrio grazie all'aumento di competitività da parte delle imprese italiane, e anzi potrebbe segnare un leggero attivo. È certo che le previsioni formulate dagli autori siano da rivedere, anche perché si basano, come abbiamo visto, su quelle formulate dal governo nel settembre 2013, le quali si sono rivelate, come tutte le previsioni governative, troppo ottimistiche. Tuttavia è possibile affermare che i CCF potrebbero davvero risollevare l'economia italiana e portarci ad un calo molto significativo della disoccupazione. E potrebbero ridare competitività alla nostra economia. Il progetto dei CCF non può però essere scambiato per una bacchetta magica; non fa infatti ripartire lo sviluppo sempre e comunque. È utile solo quando le risorse produttive sono sottoutilizzate, il livello di pressione fiscale è eccessivo ed è necessario espandere la domanda. La proposta dei CCF non può neppure essere confusa con una pura e semplice riduzione delle tasse, come propongono Berlusconi e soci, i quali ormai hanno come unico slogan politico ed elettorale l'eliminazione del peso fiscale (che peraltro è effettivamente troppo elevato e strozza l'economia). Infatti lo sconto fiscale proposto dagli autori non ha effetti immediati ma può essere riscosso solo in tempi posticipati (due anni); inoltre è concesso in forma di moneta e in dosi massicce; e non ha come necessaria contropartita economica, a differenza delle proposte berlusconiane, la riduzione della spesa pubblica, ovvero lo slogan gridato dai conservatori di tutto il mondo. In effetti il progetto dei CCF consente di stabilizzare la spesa pubblica e di riqualificarla nel senso della maggiore efficienza ed equità, senza però tagliare quelle spese che rappresentano conquiste sociali irrinunciabili. Moneta come bene comune La proposta dei CCF ha un merito eccezionale: quello di prospettarci la possibilità di non rimanere soffocati da una montagna di debiti e da una forzata e suicida politica di austerità come quella prevista dal fiscal compact per ripagare le banche straniere. Se il governo Renzi avesse un po' più di coraggio e di indipendenza dai poteri forti europei e nazionali, e se fosse meno occupato ad attaccare i diritti dei lavoratori, dovrebbe esaminare attentamente il progetto di emettere CCF. Ne trarrebbe merito e vantaggi. I governi di destra, quelli tecnici e quelli di centrosinistra, cioè quelli di Monti, Letta e Renzi, hanno finora aumentato le tasse e tagliato le spese per tentare di ripagare il debito pubblico: si tratta di una politica controproducente, iniqua e insostenibile che ci porterà alla rovina. E' una menzogna che gli italiani abbiano vissuto e vivano al di sopra delle loro possibilità a causa di una spesa pubblica impazzita da tagliare a tutti i costi. Dai primi anni '90 lo stato italiano ha quasi sempre incassato più tasse di quanto ha speso per i servizi pubblici, e usa l'avanzo di bilancio per pagare gli interessi sul debito. Viviamo quindi ben al di sotto delle nostre possibilità. Dal 1992 fino ad oggi abbiamo pagato 1400 miliardi di interessi sul debito pubblico, di cui circa 600-700 agli investitori esteri: e questo debito continua a crescere. Di questo passo siamo destinati a fallire. La soluzione è una sola: gli Stati, ovviamente sotto il controllo democratico dei parlamenti e della società civile, devono riprendersi almeno parte della la loro sovranità monetaria senza cederla completamente alle banche o ad organismi sovranazionali come la UE e la BCE. La moneta deve ritornare a essere un bene pubblico, un bene comune governato democraticamente. Attualmente quasi tutta la moneta è creata dalle banche private. Il 95% della moneta utilizzata consiste infatti di depositi bancari. Solo il 5% della moneta circola come banconote o monete di conio emesse dalla banca centrale o dagli stati. Al tempo presente non sono quindi né gli stati né le banche centrali a creare moneta, come comunemente si pensa: sono invece le banche private che creano “moneta dal nulla”. Infatti le banche non sono dei puri intermediari finanziari; le banche non prestano i soldi già ricevuti sotto forma di depositi, come viene fatto credere dalla maggioranza dei testi accademici. Come spiegava Augusto Graziani[6], e come ha affermato recentemente la Banca d'Inghilterra[7], sono le banche a creare i depositi sotto forma di scrittura elettronica. Sono le banche ad avere l'enorme privilegio di creare denaro dal nulla sotto forma di credito per il loro profitto privato. Nel capitalismo attuale la moneta è quindi essenzialmente debito verso le banche private. Più moneta circola più le economie sono indebitate. Per questo motivo le economie sono piene di debiti. Ma anche le dinamiche dell'indebitamento sono squilibrate. Quando c'è il boom economico le banche si spingono a concedere troppi prestiti, producono troppa moneta – come la moneta falsa dei derivati – e alimentano euforia, inflazione e bolle; quando c'è la crisi economica, come quella che stiamo vivendo oggi in Europa, le banche ritirano credito e moneta e creano deflazione e recessione. E allora deve intervenire lo stato per “creare dal nulla” la sua moneta. La sovranità monetaria è indispensabile per uscire dalla crisi economica. Ricordiamoci che senza sovranità monetaria non c'è sovranità nazionale, e senza sovranità nazionale non c'è sovranità democratica. Senza moneta comune sono le grandi banche d'affari internazionali e i paesi più forti a dirigere il gioco. NOTE [1] Luciano Gallino, “Se la Ue diventa una dittatura” Micromegaonline, da Repubblica, 23 settembre 2014 [2] Joseph Stiglitz, “La crisi dell’euro: cause e rimedi” Micromegaonline, da il Manifesto, 26 settembre 2014 [3] Cattaneo Marco, Zibordi Giovanni “Soluzione per l'euro. 200 miliardi per rimettere in moto l'economia italiana - creare mometa, ridurre le tasse e rilanciare la domanda” con prefazione di Warren Mosler e introduzione di Biagio Bossone, Hoepli, marzo 2014 [4] Enrico Grazzini “L’Italia può uscire dall’euro? Problemi e difficili soluzioni” Micromegaonline, 17 settembre 2014 [5] Vedi per esempio “Lettera aperta degli economisti” 15 giugno 2010 [6] Graziani Augusto “Teoria del circuito monetario” Editore Jaca Book 1996 [7] Bank of England “Money creation in the modern economy”, di M. McLeay, A. Radia e R. Thomas, Quarterly Bulletin 2014 Q1. Vedi anche: Positive Money: http://www.positivemoney.org; vedi anche Andrea Baranes “Le banche e il potere di creare moneta”, Sbilanciamoci.info, maggio 2014 (30 settembre 2014)

Bill Mitchell sulla nostra proposta di creare 200 mld e ridurre le tasse - GZ  

  By: GZ on Martedì 30 Settembre 2014 16:33

Bill Mitchell, l'economista australiano "di scuola MMT" che sta per pubblicare un massiccio libro sull'euro e l'eurozona, ^ha dedicato qualche giorno fa un articolo a noi sul suo blog#http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=29092^. In fondo trovate anche le risposte di Cattaneo, Mosler (che è un suo amico) e il sottoscritto. (Nota Bene: Bill Mitchell non è un economista qualunque: oltre a insegnare economia suona la chitarra in due bands di blues e rock e suona mica male) --- ...The design of the Eurozone is flawed at the most elemental level and in the book I recommend Italy or France taking the lead and negotiating a way to leave the common currency so that the other smaller nations, which do not enjoy the same clout as these large economies, can also leave without pernicious penalties being imposed. So up until now I have not been enamoured with any of what I termed hybrid solutions which aim to address the consequences of austerity by keeping it. Recently, another solution has been proposed, which comes close to the Californian solution that I outlined above, and also includes the additional feature that would have given that American state a separate currency within the UD dollar zone. An article #F_START# size=3 color=blue #F_MID#in EconoMonitor (July 3, 2014) – Which Options for Mr. Renzi to Revive Italy and Save the Euro? – by Biagio Bossone, Marco Cattaneo and Giovanni Zibordi#F_END# calls on the Italian Prime Minister, Matteo Renzi to introduce what they call “Tax Credit Certificates” to allow the Italian economy to come out of its austerity-induced recession yet stay within the Eurozone rules. They begin by documenting the collapse of Italy’s industrial production, which is now 25 per cent smaller than it was in 2008. A catastrophe by any stretch of imagination. Private investment is also down by 26 per cent and the “capacity loss in manufacturing hovering around 15 per cent”. Yet, Italy’s public debt continues to rise as a proportion of GDP even though the austerity-obsessed government is now running the largest primary fiscal surplus in the Eurozone. A primary fiscal balance excludes interest servicing payments so reflects the difference between spending and taxation revenue net of interest payments on outstanding debt. They argue that the situation is impossible – Italy cannot create new jobs (net) and reduce its massive pool of unemployment under these circumstances. There has to be more spending and it is unlikely to come from the private sector, given the jobless rate and the falling incomes. They also correctly argue that: Structural reforms (such as in justice, education, governance, and doing business), while necessary to modernize the country and improve the economic environment, won’t jumpstart any recovery any time soon, if at all. They might have also said that these reform processes are more effective when the economy is growing strongly because resources are more mobile then. Structural change always involved the necessity to shift productive resources from one use to another. Imposing these processes when there is substantially depressed demand for labour and slack sales, typically means that resources displaced from one sector under reform will become idle rather than be absorbed into growing sectors. Try telling that the Eurozone elites who only think in terms of scorched Earth. The authors also reject the idea that monetary policy innovations (such as the recent ECB move to negative interest rates) will provide any stimulus. That conclusion is sound. The bias towards monetary policy as the solution since the outset of the GFC reflects the neo-liberal antagonism towards fiscal policy. They emphasise monetary policy because they hate fiscal policy despite the obvious fact that the former is not a suitable policy tool to deal with a massive spending collapse. Sure interest rates can be cut and central banks can pump cash into bank reserves out of thin air. But that doesn’t ensure people will access more credit and spend more. That has been another neo-liberal myth – that rising central bank reserves would stimulate credit and allow banks to lend easier. It doesn’t work like that. Please read the following blogs – Building bank reserves will not expand credit and Building bank reserves is not inflationary – for further discussion. The authors, instead, draw on a plan that they trace to Hitler’s Germany in the early 1930s where the central bank and finance ministry created an imaginary ‘company’ – the Metallurgische Forschungsgesellschaft (Mefo) whose sole task was to issue – Mefo bills. The operation of the Mefo is outlined in this – Drittes Gesetz zur Neuordnung des Geldwesens (Umstellungsgesetz) (If you read German). The Nazis realised they would not be able to reconstruct Germany with tax revenue nor issue sufficient public debt given how poor the nation was after the Versailles Treaty. It also was fearful of igniting inflation again. The solution was to establish Mefo as the major vehicle for rebuilding Germany’s military capacity. They also knew this had to be a secret process so they used the front of the Mefo to accomplish that aim. Essentially, the system worked as such. First, the government ordered German armament manufacturers to build new weapons. Second, the companies would draw Mefo bills of exchange (promissory notes) which the Mefo Company accepted. It was a system of deferred payments. Third, the drawer of the bills could then present them to German banks at a discount who could also rediscount the bills with the Reichsbank (central bank). Fourth, the government (Reich) guaranteed the bills for a period of five years after they were issued. Effectively, while the central bank was prevented from directly funding the treasury, the Mefo bills allowed the latter to acquire huge loans from the former, which allowed it to fund the build up to 1939. Our Eurozone authors channel the same idea although one could dispute the historical accuracy of their conclusion that the scheme was abandoned when full employment was reached. In fact, the scheme brought the German Finance Ministry into direct conflict with the central bank and in 1939, the person who designed the scheme, Hjalmar Schacht – resigned from his position as Minister of Economics. He would later turn up at Nuremberg and was set free as he had also been jailed by Hitler after the July 20 plot to assassinate the Fuhrer. The authors also do not mention the covert nature of Mefo as a way to hide the build up of armaments in Germany from its eventual belligerents. But those observations are by the way. What they propose is that: … the Italian government could issue new bills called CCF (Certificati di Credito Fiscale = Tax Credit Certificates) by amounts necessary to gradually close the economy’s output gap, taking into consideration plausible values of the fiscal multiplier for an economy with large unutilized capacity where monetary policy operates under the zero lower bound. And, the CFC would have the essential capacity that renders a currency sovereign: The CCF represent government bills of exchange: the government has no obligation to reimburse them in the future. Rather, two years after issuance, they are accepted to fulfill any financial obligation towards the Italian state (taxes, public pension contributions, national health system contributions, etc.). The deferral allows for output to start recovering and generate resources to offset the shortfall of the euro-denominated tax receipts that follows when CCF start being accepted by the State for payments of taxes and other obligations. In other words, the CCFs would be equivalent to the euro in the sense that they could be used to pay all taxes and other statutory obligations. In that sense, they would be immediately acceptable in exchange within the non-government sector. How would the government issue these bills? The authors propose that the State would give them out freely to “private sector enterprises and employees” and “may assign an additional CCF allocation to itself, which it will use to implement further demand-support actions (e.g., supplementing income to financially distressed families, improving the national health system, speeding up payments of overdue bills to government suppliers, etc.).” While the authors do not say this, it is obvious that the Italian government could introduce a Job Guarantee scheme immediately and fund it with CCFs. The workers would treat the bills as income as they would be exchangeable for euros which would then stimulate spending overall. The authors note that the “market will discount them like any zero-coupon two-year (default-free) government bonds” while those who hold them as portfolio items “past the deferral date” would use them “to pay taxes and obligations to the State”. The authors believe the scheme would not violate the “State aid” provisions under EU law. I cannot comment on that without further scrutiny of the law and I prefer to leave those discussions to the lawyers. What is clear is that the scheme would work just like the IOUs could have worked in California. The fact is that Italy and all the rest of the Eurozone Member States are like the states of America or Australia, although the latter have considerably more fiscal autonomy given the lack of anything like a SGP. Sure enough states in the US have elected to introduce balanced budget rules but they are products of their own legislation and they could alter the law without being ejected from the US dollar zone (which we call America). There is no doubt that the scheme would provide the necessary stimulus to engender growth. But the authors are still wedded to the Eurozone and the SGP constraints as ‘normal’ parameters for Italy. They characterise the Tax Credit Scheme as an “unconventional measure for extraordinary times”. They say: The use of CCF should be intended for very critical situations only, such as the economic depression that Eurozone crisis countries have faced for too long now, characterized by huge resource slack, deflationary tendencies, no autonomous monetary policy, and heavily constrained fiscal policy. Obviously, recourse to CCF issuance should not be abused. Issuance should take place under specific law provisions, strict and transparent parliamentary control, and a predetermined framework specifying the target to be achieved and the related timeframe. I don’t agree with that conceptualisation. The ability of a country to have currency discretion is the hallmark of sovereignty. Without it, the government is incapable of fulfilling its responsibilities to promote full employment and equity and meet challenges that arise like climate change etc. To claim that a scheme that restores that sovereignty should be temporary only and only be introduced when output to depression levels or there is “huge resource slack” is, in itself, extraordinary. The current, on-going crisis in the Eurozone and Italy, in particular, is not that extraordinary, given the design of the monetary system that they introduced. It was always going to converge on recession and stagnation. The current performance of the Eurozone is more or less exactly what was foreseen back in the early 1990s by those who opposed the creation of the monetary union. Sovereignty is intrinsic to responsible government. It shouldn’t be restored when there is a deep recession and then withdrawn again. Conclusion What is not disclosed by these authors and others who propose these hybrid schemes is why they are so wedded to hanging onto the euro. Italy would be much better off if they left the Eurozone behind and established currency sovereignty unconditionally. Not just when it is depression! Why is all the effort being taken to devise ‘ingenious schemes’ that retain the euro and all the baggage that makes it unworkable as a monetary system? ----- ^Warren Mosler says#http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=29092^: Thursday, September 25, 2014 at 20:27 They worked closely with me on this as well ;) ---- ^Marco Cattaneo says#http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=29092^: Friday, September 26, 2014 at 23:52 By saying that CCF issuance shouldn’t be abused, we are just implying that, in a system where euro and CCF exist together, it may be possible that euro are around in a quantity such, and demand is enough, that CCF are not necessary. But you still have the ability to issue CCF and support demand if this is not the case (as today). Which is the monetary sovereignty you need. Please also note the following (sorry for the links being in Italian, Google translator should suffice to make them understandable for English speakers :) ) “What is not disclosed by these authors and others who propose these hybrid schemes is why they are so wedded to hanging onto the euro.” We are not “wedded to hanging onto the euro”… we just realize that engineering a euro breakup is very complex from a political standpoint, dangerous as concerns potential “chain effects” in the financial market, and creates unnecessary damages to foreign creditors and to foreign trading partners. See this for a few comments ^on the complications involved in a breakup process#bastaconleurocrisi.blogspot.it/2013/10/claudio-borghi-sagge-parole-ma-serve-un.html this, for additional ^problems that the CCF avoids (and a breakup doesn’t):#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2014/04/la-riforma-morbida-e-la-soluzione-per.html^ and this, which explains how the ^CCF solutions leave a path open to reintroduce national, circulating currencies later on#http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2014/04/dalleuro-alla-lira-fiscale-passando-per.html^ --- ^giovanni Zibordi says#http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=29092^: Tuesday, September 30, 2014 at 21:31 We are trying to put forward a compromise solution, something workable now In the 390 pages book we published in march 2014 to detail the idea (http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html) there are 2 chapters to explain why the Euro does not make sense and at least 100 pages about MMT and sovereign money creation. Also the full proposal is Fiscal Credit + Tax Based or “Mosler” bonds, because to issue 200 billions of “Euro-CCF” would crash the italian bond market and you need something else to protect it. I personally do not agree with the passage you quote about being an extraordinary tool, but as I say we try get published first and even watering down a bit che concepts it is not easy, ft.com, wsj.com and the italian financial press so far did not accept to publish us (in spite of the fact that we put together a tick book with a university publishing house) In Italy the main issue is that is equivalent to “money printing” and giving the money to peple instead of the banks and that would create some inflation, although less than if it would be used to fund public expenditure. Since a month or two some establishment economists have come around to this concept, see Giavazzi e Tabelllini who propose coordinating a monetary and fiscal expansion in the Eurozone through a money-financed temporary tax cut of 80 billions. Leaving aside that they still want the ECB to agree and we say Italy can act alone, they are faced with the “but the bond market will panic” objection, see http://www.voxeu.org/article/eurozone-recovery-there-are-no-shortcuts Wether you create 200 billions through credit certificates “Hjialmar Schacht style”, hope to persuade the ECB to buy the extra debt or return to the lira that is major obstacle --- #b# giovanni Zibordi says:#/b# Tuesday, September 30, 2014 at 21:57 Beside of thanking you to take the time to look at our article I would like to add that we well aware that the Euro can function only if the ECB would fund whatever deficits were required at the federal level and in absence of that the only alternative is to have, eventually, sovereign defaults (“debt restructuring”). We offer a pratical solution (down to the detail of the law required to be passed by the Italian parliament) to stop the depression allowing an EU country to act without assistance from the ECB. We say that even inside the EU framework the Italian state can create its own money and finance a massive tax cut (albeit in a roundabout fashion). This would create a conflict inside the EU with Germany, but Italy would have the upper end and it would be up to Germany to make the decision to break up the Euro to stop us. Note also that there is actually an advantage to create money by issuing tax credits inside the Euro because with Target2 the external deficit that 150-200 billions of tax cuts would create would be absorbed by the Eurosystem (Bundesbank forced to credit Bank of Italy). To create unilaterally money (“CCF-Euros”) inside the Eurozone framework would initially be something that minimize the “markets” (currency and bond) reaction and the inevitable crash of the bond market (yields are now between 1% and 2,3% even in Spain and Italy). I have no doubt that such policy would be eventually incompatible with the Eurozone structure and would lead at its implosion. But in Italy (and Spain, Portugal..) we have to do something NOW, we cannot wait and we need a practical plan to submit to the electorate to create money and cut taxes right now

L'ostacolo all'uscita dell'Italia dalla depressione sono "i mercati finanziari" - GZ  

  By: GZ on Venerdì 26 Settembre 2014 14:03

Dopo sei anni di crisi gli economisti italiani ufficiali hanno cambiato "un poco" idea (^Luigi Zingales: "perché ho cambiato un po’ idea su euro e Merkel" 21 sett 2014#http://www.formiche.net/2014/09/21/luigi-zingales-perche-ho-cambiato-idea-euro-merkel/^). Anche Draghi come noto un mese fa #i# ha cambiato un poco idea#/i# visto che ha dichiarato che bisognerebbe trovare il mondo di spendere un poco di più e che bisogna far risalire un poco l'inflazione. Draghi ha detto solo "un poco" (solo qualche decina di mld in infrastrutture e forse un punto e mezzo di inflazione in più, perchè punta sempre a dare soldi alle banche perchè li prestino...) Giavazzi e Tabellini (che erano per l'austerità) a fine agosto hanno fatto un voltafaccia e ^scritto che si deve creare della moneta per finanziare i deficit#http://www.voxeu.org/article/how-jumpstart-eurozone-economy^, invece di finanziarli sempre con debito. L'obiezione che subito hanno ricevuto da altri economisti italiani noti è che ^creare moneta spaventa i mercati finanziari, vedi Roberto Perrotti#http://www.voxeu.org/article/eurozone-recovery-there-are-no-shortcuts^. Perrotti scrive: "sì, in teoria è giusto creare 80 mld e ridurre le tasse,... ma nel mondo reale i bond hanno un rischio, se stampi 80 mld provochi panico dei mercati, crash dei titoli di stato... poi le banche che ne sono piene vanno sotto.." (#i# in the real world, government debt can be and is risky, and markets do not like to see it increase – particularly in countries with a high initial level of debt or spending. Without a commitment to decreasing spending in the future, financial markets might panic.."). #/i# #F_START# size=5 color=black #F_MID#Questa obiezione è corretta, i mercati finanziari non vogliono che si crei moneta#F_END#, come ho sottolineato più volte, per il semplice e fondamentale motivo che i mercati finanziari sono essenzialmente mercati del DEBITO. Semplificando al massimo, più moneta crei e meno occorre indebitarsi, meno bonds occorrono e in più i bonds calano di valore. Questo non va bene perchè il business delle banche, dei mega fondi, degli hedge funds e altre istituzioni finanziarie è IL DEBITO Questo è il problema oggi fondamentale che gli economisti accademici, da Giavazzi a Zingales ad Allesina a quelli keynesiani anti-austerità a quelli per il ritorno alla lira non sembrano capire (perchè lo stesso vale ovviamente anche per il ritorno alla lira). Ci sono di mezzo i "mercati finanziari" globali, i quali se necessario spazzano via i governi in pochi giorni (Berlusconi docet) Ora come rispondono Giavazzi e Tabellini all'obiezione di Perrotti, che si incarica di spiegargli che al mercato finanziario non va che si crei moneta per ridurre le tasse e far uscire l'Italia dalla Depressione ? Dicono che agli inglesi e americani il gioco è riuscito, hanno aumentato i deficit pubblici finanziandoli con moneta dal 2009 e non c'è stato nessuna "destabilizzazione", come pudicamente chiamano la reazione dei mercati Giavazzi e Tabellini (^"Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona"#http://www.lavoce.info/ununica-via-per-ripresa-delleurozona/^, 19 sett 2014) #ALLEGATO_1# Sorvolano però sul fatto che c'è stata inflazione tra il 3 e il 4% dal 2010 in poi in USa e UK, i rendimenti reali dei loro bonds sono andati negativi perchè la FED e la BCE ne comprava tonnellate e sono tuttora rendimenti negativi cioè pagano l'1% e rotti (a cinque anni) con inflazione al 2% e rotti. I "mercati finanziari" con gli inglesi e americani non hanno fatto una piega, per ora, per cui potrebbero sopportare un 3-4% inflazione anche da noi ? Il New York Times ad es. ha reportage dedicato ai benefici dell'inflazione, citando tutti quelli che la vedono necessaria ora come soluzione, con gente come ^Ken Rogoff che parla di un +6% di inflazione per gli USA come obiettivo#http://www.nytimes.com/2013/10/27/business/economy/in-fed-and-out-many-now-think-inflation-helps.html?pagewanted=2&_r=2&emc=eta1^ (per gli USA!, immagina per l'Italia). Come si sa i keynesiani "de sinistra" sono in genere un poco inflazionisti, inutile negarlo, Krugman, Rogoff, Stiglitz.. mentre quelli di "Chicago" (Lucas, Cochrane...) e i tedeschi invece no, preferiscono un inflazione zero o quasi. Come si sa però anche TUTTE LE BANCHE CENTRALI HANNO DA 25 ANNI UN OBIETTIVO DI INFLAZIONE INTORNO AL 2%, cioè la teoria e la prassi ufficiale è che l'inflazione zero faccia male. Ci sono paesi come il Canada dove da 20 anni la Bank of Canada ogni singolo anno centra il 2% di inflazione, (a volte 2,2% a volte 1,8%...non sbagliano mai un anno). Ora Draghi dichiara che vuole far salire l'inflazione EU, così come ha fatto il Giappone l'anno scorso e come hanno fatto inglesi e americani, che avevano inflazione 0% nel 2009 e l'hanno fatta risalire tra 2% e il 4% successivamente creando moneta. Perchè ovviamente non ci piove#F_START# size=3 color=magenta #F_MID# che creando moneta puoi creare inflazione e il problema è solo la percentuale giusta#F_END#, a seconda delle circostanze quello che prescrive il dottore sarà un 2% o un 3% o un 4% o un 5%... C'è chi dice che in certi casi anche un 6% è necessario (come Ken Rogoff) e come ho mostrato quando l'Italia aveva inflazione vicina al 10% negli anni '70 il suo PIL cresceva lo stesso anche del 3-4% l'anno. Ma negli anni '70 i movimenti dei capitali erano vincolati e limitati in tanti modi, oggi invece sono totalmente liberi. Tra parentesi i keynesiani di oggi non si ricordano mai che il loro Keynes a partire dal 1936 circa si era convertito al protezionismo e ai controlli sui capitali. In più, oltre a liberalizzare completamente i movimenti di capitale si è anche impedito, negli anni '80, agli stati di creare moneta. Risultato: il debito è triplicato e chi ha in mano il debito (i bonds) oggi comanda il mondo Dato che il debito ora è tre volte e mezzo il PIL medio in occidente e che il mercato del debito (bonds) è senza vincoli e senza limiti e muove migliaia di miliardi attraverso il mondo nello spazio di ore... sai qual'è infatti la conseguenza ? Oggi chi detiene il debito, chi ha e muove i bonds sui mercati finanziari, tiene per le palle i governi e le nazioni #F_START# size=3 color=magenta #F_MID#Se non neutralizzi allora i "mercati finanziari" globali non puoi fare niente#F_END# , perchè questi sono in pratica un eufemismo per i creditori, chi vive con gli interessi del debito. L'ostacolo vero all'uscita dell'Italia dalla depressione sono "i mercati finanziari", cioè "I CREDITORI", quelli che vivono di debito, incassando interessi (e speculando sul debito). Lasciamo da parte il fatto che questi a loro volta si indebitano e usano leva finanziaria, cioè non è vero che sono "risparmi" che vengono investiti (vedi Pimco, che ha rivelato quest'anno di aver comprato 70 MILIARDI DI DOLLARI DI FUTURES per aumentare la sua leva). #F_START# size=3 color=black #F_MID# Nel mondo dei mercati finanziari (del debito) non vogliono i default non vogliono l'inflazione non vogliono la svalutazione#F_END# Vogliono ricevere i loro interessi in valuta che non si svaluta, con interessi di 2 o 3 punti sopra l'inflazione e senza rischio, come hanno fatto per gli ultimi 30 anni. Dal loro punto di vista è comprensibile, così come è comprensibile che i dipendenti del Senato vogliano mantenere i loro stipendi da 300mila euro l'anno, i magistrati della Corte Costituzionale i loro 500mila euro, quelli della Regione Sicilia... #F_START# size=3 color=black #F_MID# Nel mondo invece del lavoro, delle imprese, della produzione, delle famiglie... la svalutazione, l'inflazione o anche il default possono essere utili.#F_END#, dato che in aggregato e in maggioranza invece hanno debiti Il fatto è che oggi mercati finanziari sono colossali, 80 mila miliardi di bonds che circolano ovunque, senza limiti, di continuo, trattati e in mano a mega istituzioni finanziarie che assumono i politici e funzionari di stato. Per cui oggi "i mercati" effettivamente dominano la politica economica e quindi dominano le nazioni Riassumiamo: finalmente, dopo soli sei anni, gli economisti ufficiali si accorgono che si può creare moneta, se ne manca in giro, che non è vero che "non ci sono i soldi", perchè i soldi possono essere creati senza alcun costo dalla banca centrale o dallo stato (e anche le banche in realtà li creano dal niente senza costo..). E' un passo avanti, ma ovviamente data la depressione in cui son cadute Spagna, Italia, Portogallo, Grecia e la crisi della Francia stessa occorrerebbe ora creare centinaia di miliardi e quindi inevitabilmente l'inflazione può salire anche lei, diciamo dallo 0% al 4%. Draghi parla di tornare al 2%, ma se fai dei deficit ora in Italia di 80 miliardi addizionali (oltre i 45 mld attuali di deficit annuo), lo stato spenderà sempre per 800 mld, ma incasserà di tasse meno di 680 mld per un deficit di 125 mld circa l'anno. I "mercati finanziari" accetteranno che l'Italia faccia deficit annui di 125 miliardi (e Spagna, Francia ecc.. anche loro per numeri simili) ? Notare che se torni alla lira il problema è peggiore, perchè in quel caso un inflazione del 6% o anche 8% è probabile e hai anche una perdita secca del 20 o 30% causa svalutazione per i detentori esteri di BTP, per cui la probabilità di un crash del mercato obbligazionario è maggiore Sia che cerchi di creare moneta all'interno dell'Euro (sperando che la BCE finanzi lei comprando BTP con moneta che lei crea dal niente), sia che pensi di ritornare alla Lira il problema alla fine è sempre lo stesso: un "panico dei mercati finanziari" cioè un crash dei bonds... ---#i# Giavazzi e Tabellini rispondono tre giorni fa ^"Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona"#http://www.lavoce.info/ununica-via-per-ripresa-delleurozona/^ 19 sett 2014 Francesco Giavazzi e Guido Tabellini L’affermazione che una politica fiscale anticiclica accompagnata da quantitative easing sia economicamente destabilizzante non è giustificata alla luce delle esperienze di Stati Uniti e Regno Unito. Resta l’unica strategia con più probabilità di successo nella situazione attuale. POLITICHE FISCALI ANTI-CICLICHE: STABILIZZANTI O DESTABILIZZANTI? In un recente articolo su lavoce.info, Roberto Perotti scrive di non essere d’accordo con la nostra proposta di una espansione monetaria e fiscale coordinate nell’area dell’euro, attuate tramite #F_START# size=4 color=magenta #F_MID#una temporanea riduzione delle tasse finanziata con emissione di moneta#F_END# . Roberto Perotti non mette in discussione l’efficacia della proposta nello stimolare la domanda aggregata. Ma sostiene che un’espansione temporanea del deficit di bilancio dell’ordine del 5 per cento del Pil non possa essere riassorbita in modo credibile attraverso un piano di tagli futuri della spesa. E afferma che riassorbire un taglio delle tasse di oggi attraverso aumenti di tasse future sarebbe destabilizzante, economicamente e politicamente. Le politiche avviate negli Stati Uniti e nel Regno Unito durante la grande recessione contraddicono la seconda parte dell’argomentazione di Perotti, come mostra la tavola qui sotto. Gli Stati Uniti hanno fatto crescere il loro deficit di bilancio di quasi il 7 per cento del Pil in un anno, attraverso una combinazione di maggiori spese e minori entrate. Meno della metà di questo aumento è dovuta all’effetto degli stabilizzatori fiscali, il resto riflette scelte politiche discrezionali. Negli anni successivi questa espansione del bilancio federale è stata riassorbita. In parte perché l’aumento del deficit era riconducibile a misure “una tantum”, adottate per salvare alcune istituzioni finanziarie; in parte, il riequilibrio è avvenuto in modo automatico con la ripresa dell’economia; e in parte è stato ottenuto attraverso cambiamenti nella politica di bilancio, come ad esempio il “Sequester” del 2013. Al netto degli effetti degli stabilizzatori automatici, le spese federali si sono ridotte di più del 2,5 percento del Pil tra il punto più basso del ciclo economico e oggi, mentre le entrare federali (sempre al netto degli stabilizzatori automatici) sono cresciute di circa il 3 per cento del Pil durante lo stesso periodo (fonte: Congressional Budget Office). Nel Regno Unito l’espansione del deficit è stata simile a quella degli Stati Uniti: + 6,4 per cento in un solo anno, anche in questo caso ottenuta attraverso una combinazione di maggiore spesa e minori entrate fiscali, e per i due terzi dovuta a decisioni di policy. L’espansione fiscale è stata poi completamente riassorbita nel periodo 2010-2013, con circa metà della contrazione (56 per cento) dovuta a misure di policy, quasi interamente sul lato della spesa. Nell’Eurozona l’espansione fiscale del 2008-2009 è stata minore – con il disavanzo complessivo dell’area che ha registrato un aumento del 4,2 per cento del Pil, circa due terzi di Stati Uniti e Regno Unito. Metà di questa espansione è stata ottenuta attraverso misure di policy. Come nel Regno Unito, l’espansione fiscale è stata in seguito completamente riassorbita, ma con due differenze significative. Le misure discrezionali prese per realizzare la contrazione sono state di un ordine di grandezza doppio rispetto a quelle che hanno accompagnato l’espansione: una contrazione del 4 per cento del Pil nel periodo 2010-2014 rispetto a una espansione discrezionale pari al 2 per cento del Pil nel 2008-2009. Ma quello che è ancora più importante è che lo stimolo di politica fiscale è stato pro-ciclico, in quanto è stato attuato nel mezzo della crisi di debito sovrano che ha ristretto il credito e aumentato l’incertezza economica nel Sud dell’Europa. Inoltre, in molti paesi ha preso solo la forma di un’impennata delle tasse. Il risultato sono stati due anni di recessione che hanno eroso parte dei miglioramenti di bilancio. C’è un consenso quasi unanime tra gli economisti sul fatto che le politiche anti-cicliche messe in atto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, accompagnate da un eccezionale allentamento monetario, abbiano contribuito a stabilizzare le fluttuazioni cicliche e spieghino la ripresa molto più veloce di queste economie rispetto all’Eurozona (sebbene l’epicentro della crisi finanziaria sia stato proprio nei paesi anglosassoni e non nell’Europa continentale). L’affermazione che, nelle condizioni attuali, una politica fiscale anticiclica accompagnata da quantitative easing sia economicamente destabilizzante è quindi difficile da comprendere, anche se fosse realizzata interamente attraverso riduzioni di imposte non accompagnate da tagli di spesa futuri. Come si è visto, nei paesi anglosassoni il ritorno della crescita ha contribuito in maniera rilevante a riassorbire i disavanzi. E questo è esattamente il punto: accadrebbe lo stesso anche nell’Eurozona. Tra il 2009 e il 2013, dopo che l’output gap nell’Eurozona è passato dal +3,2 per cento al -3 per cento, il saldo di bilancio complessivo aggiustato per il ciclo si è ridotto di circa 4 punti percentuali di Pil. In alcuni paesi, la restrizione pro-ciclica è avvenuta principalmente attraverso tagli alla spese (in Spagna in particolare) ed è stata più innocua. Altrove, come in Italia, si è basata interamente su un inasprimento delle tasse e ha prodotto una grave e duratura recessione. Parte del taglio alle tasse che proponiamo semplicemente cancellerebbe gli aumenti pro-ciclici delle imposte varati in questi paesi al culmine della crisi del debito sovrano. Quando redditi e prezzi cominceranno di nuovo a salire, una parte dell’espansione di bilancio si ridurrà automaticamente senza la necessità di alcun intervento, come è avvenuto negli Usa e nel Regno Unito. Se l’elasticità del bilancio al ciclo fosse simmetrica (non è necessariamente così) e utilizzando i numeri del deterioramento di bilancio sperimentato nell’area euro tra il 2007 e il 2009 (un calo ciclico del bilancio, cioè al netto degli interventi, del 2 per cento del Pil, a fronte di un peggioramento dell’output gap del 6,6 per cento), un azzeramento dell’output gap dal livello attuale (-3,8 per cento alla fine del 2013) migliorerebbe automaticamente il deficit dell’Eurozona dell’1,2 per cento del Pil, un numero relativamente piccolo, ma non trascurabile. AZZARDO MORALE E CREDIBILITÀ DI FUTURI TAGLI ALLA SPESA Roberto Perotti ripropone inoltre la tesi secondo la quale politiche monetarie e fiscali non stringenti creerebbero un azzardo morale, in particolare nei paesi del Sud Europa. Non c’è dubbio che i Governi cdi Italia e Francia potrebbero non avere la volontà politica, o la maggioranza in Parlamento, per portare avanti le importanti riforme strutturali che sarebbero nell’interesse di lungo periodo di questi paesi. Ma non è per niente certo che prolungare la depressione sia la ricetta migliore per favorire una maggiore disponibilità a realizzare le riforme. Anzi, è molto probabile che sia vero il contrario, per due motivi. Primo, una stagnazione ancor più lunga e un più alto tasso di disoccupazione possono solo rafforzare i partiti più radicali e populisti in tutta Europa. La recente crescita del Movimento 5 Stelle in Italia e dei sentimenti anti-euro in Francia non sono avvenuti per caso, sono la conseguenza dei fallimenti economici del progetto europeo. Secondo, l’opposizione politica ai tagli alla spesa e alle riforme strutturali tende a essere più forte quando l’economia è depressa, perché gli elettori percepiscono tali misure come veicoli di un ulteriore abbassamento della domanda aggregata e di un aumento dei licenziamenti. La sequenza corretta, dal punto di vista sia economico che politico, è dunque una sostituzione intertemporale: tagli alle tasse espansivi ora per far ripartire la crescita e tagli alla spesa via via che l’economia si riprende. Per dare credibilità alle misure future, i tagli di spesa potrebbero essere votati subito dal Parlamento, rimandandone però avanti nel tempo l’entrata in vigore, e con un impegno di legge (una clausola di salvaguardia) ad alzare le tasse di un ammontare corrispondente se i tagli alla spesa dovessero essere abbandonati. ESISTE UNA STRATEGIA ALTERNATIVA? La strategia alternativa suggerita da Perotti – passi incrementali e simultanei per ridurre spesa e tassazione allo stesso tempo – può funzionare in tempi normali, ma è politicamente troppo difficile da percorrere nelle attuali circostanze. Inoltre, e più importante, non coglie assolutamente il punto centrale: in questo momento abbiamo bisogno di un importante sforzo coordinato per far ripartire la domanda aggregata nell’Eurozona. Non si può lasciare questo compito alla sola Bce, pena il fallimento. Il nuovo presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha proposto di aumentare gli investimenti pubblici per un totale cumulato di 300 miliardi di euro nei prossimi anni. Tuttavia, è probabile che anche questa strategia non riesca nell’intento, perché la spinta alla domanda aggregata arriverebbe troppo tardi e perché le risorse sono troppo scarse per fare la differenza (il ministro delle Finanze della Germania, Schauble, ha già ridotto la cifra totale, lasciando intendere che la somma complessiva dovrebbe includere i fondi strutturali e dovrebbe essere finanziata anche dal settore privato). L’intervento di Mario Draghi a Jackson Hole, il suo riconoscimento che la crescita in Europa è vincolata dalla carenza di domanda, che la politica appropriata per allentare i vincoli è uno sforzo coordinato di politica monetaria e fiscale, e che la politica monetaria può giocare solo il ruolo di accompagnare la crescita, ma può difficilmente esserne il motore, ha cambiato il panorama politico. Se i governi dell’area euro non colgono questa opportunità e continuano a cercare scappatoie, passeranno alla storia come i responsabili della distruzione dello sforzo, che dura da sessanta anni, per costruire un continente senza guerre. Sfortunatamente sembrano proprio determinati a farlo.#/i#

Il vero problema delle banche - GZ  

  By: GZ on Lunedì 15 Settembre 2014 12:56

#i# 2) Poiché nessuno si fiderebbe del "pagherò" emesso da me ci sta un ente terzo, il sistema bancario inteso nel suo complesso, che emette il denaro garantendolo con il suo capitale (se non te ne sei accorto le banche hanno un capitale sociale e se i prestiti non ritornano falliscono, o meglio dovrebbero fallire ma poi ci sono i "salvataggi")#/i# --- Non è così. Il 99% della gente pensa che le banche abbiano i soldi che vengono depositati, nessuno pensa che la banca garantisca i soldi che tu le depositi con un suo capitale.... #F_START# size=3 color=black #F_MID#perchè il capitale delle banche è una cifra ridicola.. anche adesso... anche con "Basilea"#F_END#. Le grandi banche hanno in media, in Europa oggi, il 5% di capitale, sul totale dei loro asset o impieghi (in USA un poco di più). Quindi con un capitale del 5% ad esempio, anche solo un 2,5% dei crediti non viene pagato o degli investimenti subiscono una perdita del -2,5% sparisce metà del loro capitale. E se le perdite arrivano al 5% degli impieghi la banca è già fallita. Avere un capitale pari solo al 5% (del bilancio) significa che l'altro 95% del passivo è ...debito!. In altre parole #F_START# size=3 color=red #F_MID#le banche sono aziende che operano con debito pari al 95% del bilancio.#F_END#. In pratica sono nella stessa condizione di chi costruisce immobili o li compra mettendo solo un 5% di soldi suoi e prendendo il resto a debito. Basta una perdita del 5% e ha perso tutto. Le banche funzionano esattamente così. Come tutti sanno, nel bilancio a sinistra ci sono gli impieghi e investimenti vari (ATTIVO) e a destra le passività o debiti o finanziamenti, tra cui il capitale (PASSIVO). Giusto ? Il capitale o mezzi propri è una fonte di finanziamento delle attività, assieme al debito. Un azienda in media ha il 50% del capitale a bilancio, cioè se ha un bilancio con attivi per 100 (e passivi per 100) metà di questo 100 è capitale sociale, mezzi propri, equity (in media) e l'altro 50% debito. Nei casi in cui il capitale scende al 30% e quindi il debito sale al 70% l'azienda vede il suo rating ridotto a "junk" (spazzatura) e se ha dei bonds questi vengono degradati a B- o CCC ecc....Se poi il capitale scende al 20% o meno (e il debito sale all'80% o più) allora l'azienda si prepara a portare i libri in tribunale. Bene: le grandi banche operano anche adesso con capitale del 5% e debito del 95% del totale Prima della crisi del 2008 le grandi banche in europa avevano, in media, solo un 3-4% di capitale e un 96-97% di debito, alcune grandi banche come Deutsche Bank meno del 3% di capitale. Tutta la crisi finanziaria globale del 2008 è dovuta al fatto che le perdite delle banche sono aumentate (tra il 2007 al 2009) dal 2% al 4% circa dei loro impieghi. E questo è bastato a metterle quasi tutte sull'orlo della bancarotta. Non so se è chiaro: se un impresa usa quasi solo debito per finanziari e quasi niente capitale, bastano poche perdite perchè il capitale sparisca e sia fallita. Ripetiamo: #F_START# size=3 color=black #F_MID#nel caso delle banche un capitale del 5% e un debito pari al 95% è la norma!#F_END# Questo è il motivo per cui c'è stata la crisi finanziaria, perchè alla base del sistema economico ci sono le banche e queste operano con un debito pari al 95% e un capitale quasi inesistente, per cui bastano poche perdite per metterle in pericolo e con loro però poi è in pericolo tutta l'economia Tu dirai che ora però sono stati adottati i famosi ^"criteri di Basilea"#http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II^ I, Basiela II e Basilea III che impongono alle banche di tenere una percentuale più alta.... DI LIQUIDITA! Le nuove regole di Basilea non hanno imposto alle banche di aumentare il capitale in pratica (^se le leggi bene)#http://en.wikipedia.org/wiki/Capital_requirement^), hanno imposto loro di aumentare la liquidità o riserve in tanti modi complicati, ma sul capitale la lobby bancaria ha tenuto duro. #i# [nota tecnica: Basilea dice il capitale deve essere l'8%, ma dei "risk weighted assets" cioè non del bilancio totale che per Unicredit ad es è di 900 mld, ma solo dei crediti e investimenti rischiosi. I BTP e titoli di stato NON sono considerati rischiosi, per cui non vengono contati e voilà, tu puoi avere un capitale anche solo del 4 o 5%...diciamo sui 50 mld. Poi se i BTP però crollano del 20% e ne hai per 100 mld i 20 mld che perdi ti spazzano via quasi metà del capitale...]#/i# Perchè ? Se tu puoi operare con un capitale quasi nullo questo significa che ad una banca basta un utile dell'1% sugli impieghi per avere un rendimento del capitale del 20% (1/5 = 0,2). Perchè quasi tutto il suo bilancio è debito e il capitale è così piccolo che basta poco per remunerarlo. Un azienda che abbia capitale pari al 50% del bilancio invece con un utile dell'1% sul fatturato ci fa la birra, perchè 1/50 = 0,02 cioè ottiene un rendimento sul capitale solo del 2%. Di conseguenza le banche possono pagare da sempre dividendi molto elevati e poi stock options e bonus ai manager molto più facilmente delle aziende normali. Se dovessero tenere un capitale del 30% invece che del 5% non potrebbero pagare dividendi, stock options e bonus, dovrebbero tenere questi soldi e accumularli per accrescere il capitale Da almeno un anno c'è un movimento a livello accademico e non solo per riformare radicalmente le banche, il cui merito va soprattutto a Anat Admati un economista israeliana ora a Stanford e Martin Hellwig un economista tedesco, che oltre a scrivere ^questo libro "The Bankers’ New Clothes"#http://bankersnewclothes.com/^ si sono messi a girare ogni conferenza e dibattito e bussare alla porta di senatori e deputati (specie la Admati che è un fenomeno). E oltre a loro ci sono ora pezzi grossi come John Cochrane o Bob Lucas o Lord Turner o Martin Wolf che parlano tutti di imporre alle banche di tenere capitale pari almeno al 30% (e idealmente anche molto di più) video ^Anat Admati: "The Bankers' New Clothes"#https://www.youtube.com/watch?v=ZDRpZvCOVrc^

Anche Renzi vuole 200 miliardi per l'economia italiana - GZ  

  By: GZ on Giovedì 11 Settembre 2014 20:37

l'unico modo di far uscire l'Italia dalla Depressione è di creare 200 miliardi di euro come spiegato qui da parecchio tempo. E Renzi è d'accordo #i# «Draghi ha messo a disposizione ^200 miliardi di euro e non li dà a me, ma alle banche; ma alle banche dice che vanno dati agli imprenditori#http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-09/renzi-draghi-mossa-la-svolta-politica-monetaria-gufi-elencano-solo-problemi-io-provo-risolverli--184811.shtml^ e non per prendere soldi a meno dell'1 per cento e poi fare lavoro sui titoli di Stato senza rischi. È un passaggio importante che potrebbe fare la svolta della politica monetaria europea...»#/i# Anche Renzi nota ora che a tagliare delle spese circolano meno soldi #i# «Non subito verranno fuori dati positivi, perché quando tagli la spesa tagli dei denari che circolano, magari all’inizio si balbetta un po’»#/i# (Matteo Renzi ieri intervistato in TV) Come abbia fatto Renzi a calcolare che dei supposti 750 o 1,000 miliardi dei nuovi programmi di liquidità della BCE alle banche italiane ne arriveranno 200 miliardi non si sa, perchè nessuno lo ha indicato finora. Avrà visto la copertina del libro che recita ^"200 MILIARDI PER RIMETTERE IN MOTO L'ECONOMIA ITALIANA ..."#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^ #F_START# size=3 color=magenta #F_MID#Supponiamo che le banche ora prestino davvero 200 miliardi di euro addizionali. Cosa succederebbe ?#F_END# Come noto è altamente improbabile che avvenga, ma supponiamo che invece succeda, Draghi crea 200 miliardi, li gira alle banche che li prestano tutti, 200 miliardi, in un anno, un poco alle famiglie e un poco alle imprese. Dopotutto in USA e UK è quello che è successo, le banche centrali hanno pompato talmente il mercato finanziario che alla fine sia le banche da una parte sono state stimolate a prestare di nuovo che le imprese e (una parte delle) famiglie dall'altra sono state spinte a indebitarsi. E' così che hanno avuto la ripresa. Perchè non noi allora ? 200 miliardi di euro sono una cifra enorme... Ora, le famiglie e le imprese in Italia hanno attualmente debiti per 2mila miliardi circa, esattamente quanto lo stato. Se questi 200 miliardi in più di cui parla Renzi arrivassero da una riduzione delle tasse lo stato avrebbe aumentato il suo deficit di 200 miliardi. Dato che invece arrivano da prestiti di banche al settore privato il deficit di questo, famiglie e imprese, aumenterà di 200 miliardi. #ALLEGATO_1# Il debito dei privati aumenterà da 2,000 miliardi a 2,200 miliardi. Se invece i 200 miliardi fossero venuti dallo stato il suo debito sarebbe aumentato a 2,200 miliardi e rotti. In pratica Draghi, Renzi e gli esperti della EU dicono che bisogna aumentare il deficit (e il debito) dei privati di 200 miliardi invece che quello dello stato.#F_START# size=3 color=black #F_MID# La scelta è tra aumentare il deficit del settore pubblico o del settore privato e Draghi e Renzi dicono che è meglio aumentare quello del privato. Noi sosteniamo che bisogna aumentare invece il deficit dello stato, ma perlomeno sulla cifra, 200 miliardi, siamo ora d'accordo!#F_END# Ok, ma cosa succede allora all'economia italiana se le banche effettivamente prestano di colpo 200 miliardi di euro ? Una parte verrebbero usati per rifinanziare vecchi debiti che le famiglie hanno in scadenza, una parte verrebbe usata per comprare immobili e una parte verrebbe spesa, in consumi o capannoni o materiali o salari. Supponiamo che dei 200 miliardi che famiglie e imprese ricevono dalle banche se ne usino 50 per rifinanziare debiti, 75 per comprare immobili e 75 miliardi vengano spesi. La posizione di liquidità di alcuni migliora, il valore degli immobili di altri sale un poco e poi aumenta anche la produzione, l'occupazione, le importazioni e anche un poco l'inflazione. Dopotutto sono 200 miliardi, il 13% del PIL, è i prestiti e i mutui sono soldi che vengono dati perchè vengano utilizzati. Se ricevi soldi tout court puoi anche metterli tutti via in Bot, ma se prendi un prestito sei in qualche modo costretto ad usare i soldi, non avrebbe senso pagare un 3 o 4% per avere liquidità con cui compri obbligazioni no ? Bene, anche se è una cifra enorme l'inflazione non aumenterà molto (perchè partiamo da un economia depressa), ma comunque dallo 0% attuale può ritornare alla percentuale media degli ultimi 20 anni che era sul 2,5%-3%. Dopotutto negli anni 2004-2007 le banche aumentavano il credito al ritmo di 120-150 miliardi l'anno circa e l'inflazione era al 3% e rotti. Se ora in un anno aumentano il credito di 200 miliardi l'inflazione può tornare al 2,5% ? Mi sembra ragionevole no ? Bene, abbiamo allora immaginato che nel prossimo anno arriveranno 200 miliardi a famiglie e imprese sotto forma di prestiti delle banche e questo risolleva abbastanza l'economia. Con l'unica conseguenza negativa di far aumentare il deficit estero (problema che tralasciamo) e l'inflazione, ma non tanto, diciamo un 3%... Se risollevi l'economia dalla depressione, rilanci i consumi e gli investimenti, anche far aumentare il debito privato, il deficit estero e un poco l'inflazione sono dei prezzi da pagare che valgono la pena no ? E' una soluzione che può funzionare allora ? OK, quindi #F_START# size=4 color=black #F_MID#alla fine Draghi e Renzi vogliono anche loro aumentare di 200 miliardi il denaro che circola, riconoscono che ci vuole più moneta e in una quantità enorme, e l'unica differenza è che loro preferiscono aumentare il deficit del settore privato e noi del settore pubblico#F_END#. Dato che in America e UK sembra abbiano seguito la prima strada (il "quantitative easing!") e ha abbastanza funzionato finora, perchè allora non dare un poco di fiducia e sperare nei 200 miliardi di Draghi ? Dopotutto sono sempre soldi, sono a debito per cui poi ci sono le rate e gli interessi, ma sono sempre miliardi di euro intanto che arrivano. #i# [Nota Bene: sottolineo ancora che abbiamo tralasciato il fatto che le banche italiane NON presteranno se non in misura minima la liquidità che la BCE ora fornirà, per vari motivi discussi già da tanti altri, essenzialmente perchè alle banche inglesi e americane la Banca Centrale aveva assorbito lei i crediti marci e lo stato garantiva lui tutti i mutui... Stiamo ora immaginando uno scenario ultra-ottimista, che la BCE faccia un miracolo, vogliamo provare ad avere tutta la fiducia possibile nella BCE, Draghi e Renzi..]#/i# OK, c'è però un problema. Come tutti sanno i titoli di stato sotto i tre anni pagano lo 0,5%, sotto i cinque anni l'1% e a dieci anni il 2,4% (^il tasso del Btp 3 anni maggio 2017, è sceso a 0,52%#http://www.corriere.it/economia/14_settembre_11/btp-titolo-tre-anni-segna-nuovo-minimo-storico-a54e6070-3999-11e4-99d9-a50cd0173d5f.shtml^ ). Sono i tassi di interesse più bassi della storia moderna e antica e lo stesso accade in Spagna, Francia, Germania, Olanda, Portogallo... IN TUTTA EUROPA I TASSI DI INTERESSE SONO I PIU' BASSI DELLA STORIA. Questo è un fatto storico appunto, ed è molto molto importante da notare per vedere quello che succederà Se allora per effetto di questi 200 miliardi di credito, l'inflazione,sale dallo 0% anche solo al 2,5% le quotazione di molti titoli di stato ...si dimezzano...cioè i BTP che quotano 130 crollano a 70. Ora ci sono tante scadenze di titoli di stato e tante durate e fare un calcolo esatto è complicato, ma diciamo che sui 1,900 miliardi e rotti di debito pubblico attualmente nelle mani del pubblico (il resto lo hanno bankitalia, bce...) puoi avere perdite dai 500 miliardi in su. Un crollo del genere dei titoli di stato ha conseguenze: - per le banche che attualmente ne hanno più di 400 miliardi e che vanno salvate dalla BCE creando forse 200 miliardi, solo per l'Italia.... - per le famiglie italiane che avrebbero uno shock pari o maggiore di quello della peggiore patrimoniale o del ritorno alla lira, per cui si ritroverebbero ad essersi indebitate di più e poi a subire una perdita patrimoniale ingente - per gli investitori esteri che tuttora hanno circa 400 mld di titoli italiani e li usano spesso per "reipotecarli" (cioè con 1 miliardo di BTP si fanno prestare 1 miliardo e poi chi gli presta a sua volta usa il miliardo di BTP per farsi prestare...) Conclusione Io e Renzi siamo arrivati alla stessa conclusione (finalmente): ci vogliono 200 miliardi di nuova moneta per risollevare l'economia italiana. Renzi e il resto della classe politica di governo li aspettano dalla BCE che li giri alle banche che li prestano alle famiglie e imprese. Nell'ipotesi improbabile che questo possa accadere avresti però un crollo dei titoli di stato che creerebbe uno shock a tutto il sistema attuale. Per cui è impossibile che i banchieri centrali lo faranno...e infatti ^se guardi bene poi in realtà quello di Draghi è solo fumo#http://vocidallestero.blogspot.it/2014/09/telegraph-il-piano-della-bce-non-fara.html^ (E perchè allora in USA e UK con queste manovre di QE della Banca Centrale hanno evitato la recessione ? Questo è un discorso più lungo. In sintesi: perchè in realtà hanno avuto deficit pubblici del 10 o 12% del PIL per diversi anni di fila tra il 2008 a il 2012. Non hanno ammazzato l'economia con l'austerità. Non hanno lasciato andare l'inflazione a zero. Hanno combinato deficit pubblici molto ampi con acqusti enormi di titoli, sia di stato che ipotecari pompando su in tutti modi il mercato finanziario e immobiliare.... Hanno creato però altro debito per circa 10 mila miliardi e ricchezza finanziaria per 20 mila miliardi (dal 2008). Hanno creato una nuova piramide del debito se vogliamo, e non è detto che non gli crolli alla fine )

ai narcos non puoi aumentare l'IVA o mettere l'IMU - GZ  

  By: GZ on Martedì 09 Settembre 2014 19:50

Sono alla frutta. Se tu vai in banca e dici "mi dovete prestare più soldi" e loro: "ma lei ha solo questo immobile da ipotecare" e tu dici: "eh... ma poi ho un giro di moldave e gestisco tutti questi pusher di coca..." loro cosa fanno, mettono un ipoteca sulle moldave e sui tuoi pusher ? E poi se non paghi cartolarizzano le moldave e le vendono alla BCE ? Questo è esattamente quello che fanno Renzi e la UE ora. Dal 22 settembre l'Istat aumenterà il PIL di 59 miliardi inserendo droga e prostituzione e poi mettendo gli investimenti in tecnologia non più come un costo, ma come prodotto ! (cioè più spendi in computer o banda larga e più ora aumenta il PIL italiano). Notare che solo gli USA e UK lo fanno, non la Francia. La cosa ridicola è che lo fanno perchè così migliora il rapporto tra Debito e PIL. Il motivo per cui si guarda al PIL è perchè indica la capacità di pagare tasse con le quali a sua volta paghi le rate e gli interessi dei BTP, cioè il #F_START# size=3 color=red #F_MID#Il PIL è una misura della "capacità contributiva" di un paese nel pagare i debiti!#F_END# In paesi come la Grecia, l'Argentina, l'Ukraina, il Guatemala, il Senegal il sommerso va dal 40 o 70% del PIL, quindi in pratica sarebbero più ricchi di quanto mostrano delle statistiche ufficiali, ma questi paesi hanno dato spesso default sul loro debito e anche adesso non ci si fida molto a prestargli soldi, perchè appunto il PIL sommerso non da soldi con cui pagare il debito estero. Se poi si inserisce persino l'economia criminale è l'assurdo completo. I trafficanti di droga, i mafiosi e le prostitute moldave e nigeriane non solo non contribuiscono a pagare le tasse, ma il loro non è "sommerso" che può emergere perchè sono attività che lo stato vuole azzerare. Il Messico ha da sempre un PIL criminale enorme, ma se anche lo avessero addizionato a quello ufficiale avrebbe dato default lo stesso (nel 1994), perchè ai narcos non potevi aumentare l'IVA o mettere l'IMU!!! ----#i# ^Il Fatto Quotidiano | 9 settembre#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/09/pil-istat-economia-illegale-e-sommersa-vale-200-miliardi-124-del-prodotto/1115509/^ La tanto attesa revisione del Prodotto interno lordo sulla base del nuovo sistema di contabilità pubblica Esa 2010, è iniziata. Portando con sé, come previsto, un aumento del prodotto interno lordo, che ora include i proventi di droga, prostituzione e contrabbando, e un calo del rapporto deficit/Pil. L’Istat ha cominciato a ricalcolare i dati a partire dal 2011, mentre quelli sul 2013, attesi dal governo Renzi per mettere a punto la revisione del Documento di economia e finanza, arriveranno il 22 settembre. Le prime indicazioni, comunque, confermano e addirittura superano le aspettative: #F_START# size=3 color=red #F_MID#il “nuovo” Pil 2011 è di 1.638,9 miliardi, 59 in più rispetto al livello precedente#F_END# . L’incremento è del 3,7%, superiore rispetto alle attese che davano il prodotto in aumento di una percentuale compresa tra l’1 e il 2% per effetto della revisione. L’inclusione dell’economia illegale, da sola, contribuisce per l’1% e vale in tutto (compreso l’indotto legale) 15,5 miliardi di euro: 10,5 dalla commercializzazione di droga, 3,5 dall’attività di prostituzione e 0,3 dal contrabbando di sigarette. #b#L’istituto di statistica dà anche una nuova stima dell’economia sommersa, cioè il nero: 187 miliardi, pari all’11,5% del prodotto 2011#/b#. Sommando l’illegalità, il totale dell’economia “non osservata” è di oltre 200 miliardi, il 12,4% del Pil. La sorpresa è che #b#la voce “ricerca e sviluppo“, che entra per la prima volta nel calcolo perché finora era considerata una spesa e non un investimento#/b#, vale più di stupefacenti e prostitute: 20,6 miliardi, 1,3 punti percentuali di Pil. E’ solo un effetto contabile, naturalmente, ma ossigeno puro per la finanza pubblica. Un prodotto interno più alto, infatti, si traduce in una riduzione del rapporto di indebitamento. Che passa, per il 2011 (anno in cui l’Italia ha sforato i parametri del patto di Stabilità), dal 3,7 al 3,5%. #b#Ottime notizie per il ministero dell’Economia, alle prese con le nuove stime da inserire nel Def e con la preparazione della Legge di Stabilità. Non per niente il dicastero di Pier Carlo Padoan ha fatto slittare di dieci giorni la presentazione del Def aggiornato, in modo da poter contare su cifre un po’ più “rotonde”#/b# proprio grazie a Esa 2010 (in italiano Sec, da “Sistema europeo di contabilità). Che darà una grossa mano soprattutto sul fronte del rapporto debito/Pil, con il primo salito, in base alle ultime rilevazioni, a 2.120 miliardi di euro. #/i# ---- Da un articolo su Vox di Marcello Esposito, di oggi A partire da settembre un certo numero di paesi europei, tra cui l’Italia (ma non la Francia), inseriscono nel calcolo del Pil alcune forme di economia “criminale”(contrabbando, prostituzione e droga). Il Pil, tra tutte le statistiche economiche, è una delle più importanti e ha assunto una valenza sancita da trattati internazionali che vincolano i comportamenti dei paesi membri, influenzando reciprocamente la vita, le speranze e il benessere di 500 milioni di persone. Ci riferiamo principalmente al Trattato di Maastricht e agli accordi successivi, attraverso i quali è stata creata la moneta unica e si sono coordinate le finanze pubbliche dei paesi membri. In questi accordi e nella loro applicazione pratica, il Pil svolge un ruolo determinante perché è da una sua corretta misurazione che discende un’interpretazione appropriata di alcuni rapporti chiave, come quello del deficit/Pil e quello del debito/Pil. Perché in Maastricht si è deciso di usare il Pil e non qualche misura alternativa di benessere o di felicità? Perché non sono state incluse forme di attività come il lavoro casalingo?Il motivo è che serve una misura della potenziale “base imponibile” su cui i governi possono contare per rispettare gli impegni assunti nei confronti degli investitori, privati e istituzionali, che, acquistando il loro debito, hanno finanziato la quota di spesa pubblica non coperta dalle tasse. Il Pil, se calcolato correttamente, rappresenta la misura più affidabile della capacità di un’economia di produrre reddito “imponibile”. Visto nell’ottica dell’investitore, basta anche solo l’inserimento dell’economia “sommersa” (attività perfettamente legali ma non dichiarate, come le somme versate in nero al dentista o all’idraulico) nel calcolo del Pil per sporcarne la capacità segnaletica:il reddito dell’economia sommersa per definizione sfugge alle autorità fiscali del paese e quindi è inutile ai fini della determinazione della sostenibilità delle finanze pubbliche. Se gli abitanti di Evadolandia hanno tutti la Mercedes, ma risultano nullatenenti per il fisco, il ministero del Tesoro pagherà uno spread salato sui suoi titoli di Stato anche se sulla carta il deficit/Pil dovesse risultare inferiore al 3 per cento a causa di un Pil gonfiato dalla stima del reddito evaso. Forse qualcuno ricorderà che nel 2006 la Grecia rivalutò nottetempo del 25 per cento il proprio Pil, includendo stime fantasiose circa la dimensione dell’economia sommersa e dell’economia criminale. In quel modo riuscì a mascherare lo sforamento nel rapporto deficit/Pil che era in atto. Come è andata a finire, lo sanno tutti. Per la cronaca, anche l’Italia (“una faccia, una razza”) è famosa per un’operazione analoga voluta da Bettino Craxi nel 1987, limitata tuttavia all’economia “sommersa”, che ci illuse per qualche anno di aver spezzato le reni alla Gran Bretagna. La differenza tra ‘sommerso’ e ‘criminale’ Se oltre all’economia “sommersa”, si include anche (una stima) dell’economia “criminale” all’interno del Pil, si rischia invece di compiere un vero e proprio errore di logica economica. Se il “sommerso” potrà venire alla luce del sole con una più efficiente lotta all’evasione e con una legislazione fiscale più semplice, l’economia “criminale”, invece, non potrà mai emergere. L’economia “criminale” viene combattuta ogni giorno dalle forze di polizia, dalla magistratura, dalle istituzioni. L’obiettivo è quello di azzerarla, non di farla emergere, perché il nostro comune sentire ha decretato che quelle attività sono dannose e distruggono capitale umano, sociale ed economico. Tra l’altro, questo implica che anche le attività lecite che dipendono dall’economia “criminale” sono a rischio. Quanto maggiore la quota di Pil criminale, tanto più fragile è l’economia “lecita” del paese. Volendo usare una metodologia di ponderazione presa a prestito dai modelli di risk management delle banche, l’economia “lecita” dovrebbe avere un peso del 100 per cento nel Pil, la stima dell’economia “sommersa” un peso inferiore al 100 per cento, a testimonianza della difficoltà di farla emergere. La stima dell’economia criminale dovrebbe invece entrare nel calcolo del Pil con un peso negativo. Per capirne il motivo, facciamo un semplice esempio. Prendiamo il caso di una cosca mafiosa che impiega i soldi del traffico di droga nell’economia del proprio territorio acquistando auto di lusso, ristrutturando ville, pagando vitto e alloggio alle famiglie dei carcerati, e così via. Cosa succederebbe se un magistrato come Giovanni Falcone o Paolo Borsellino, arrestando la cupola della cosca, azzerasse l’afflusso di denaro? Il Pil del territorio si sgonfierebbe non solo per l’ammontare “criminale” ma anche per quello “lecito” che le attività criminali avrebbero reso possibile. E veniamo all’arte divinatoria che devono applicare i poveri sventurati a cui tocca il compito impossibile di inventarsi una stima del valore aggiunto delle attività criminali. Prendiamo il caso della dimensione internazionale del traffico di droga. Alcune, come l’eroina e la cocaina, non sono prodotte in Italia, ma sono importate dall’America Latina o dall’Asia. Bisognerebbe dedurre dalla spesa dei consumatori domestici il costo della merce alla frontiera. Una parte della merce che entra in Italia viene poi esportata in altri paesi europei. Il margine nell’attività di import-export, che pare rappresenti una parte importante dei guadagni delle mafie italiane, in quale settore del Pil sarà inclusa? Per quanto assurdo possa sembrare, stando allo studio recente dell’inglese Office for National Statistics, il margine degli spacciatori nella rivendita di droga importata dall’estero dovrebbe essere classificato tra i proventi dell’industria farmaceutica. E come fa l’Istat a calcolare quale parte del valore aggiunto creato con il traffico di droga o la prostituzione rimane in Italia? Se i soldi spesi dai consumatori italiani, in droga o prostitute, vengono spediti all’estero per sfuggire ai controlli della polizia e della magistratura italiana, questi non dovrebbero entrare nel Pil italiano se non per la parte relativa al sostentamento della “rete di distribuzione” e dell’apparato “militare” in loco. Sarebbe poi curioso capire come l’Istat aggiornerà le stime del Pil in base alle operazioni di polizia e all’azione della magistratura. In teoria, l’Istituto di statistica dovrebbe poi mettere in correlazione il livello dell’attività criminale in Italia con l’attività legislativa in materia (“svuota carceri”, “Severino”, “41bis”, per esempio) o con fenomeni come l’imporsi di nuove droghe e trend di consumo. L’inclusione dell’economia criminale o di parti di essa all’interno del Pil avrebbe quindi un senso “economico” solo se l’Europa avesse intenzione di legalizzare quel tipo di attività. Poiché non è così rappresenta solo una fonte di errori statistici incommensurabili. E, quel che è peggio, rappresenta il frutto di una interpretazione “ideologica”, spesso errata anche dal punto di vista scientifico, del concetto di “domanda di mercato” e “comune accordo tra le parti” per discriminare tra le attività criminali che fanno parte del Pil e quelle escluse.(

è solo un caos - GZ  

  By: GZ on Lunedì 08 Settembre 2014 16:18

nei blog seri il tizio che lo tiene non lascia scadere la discussione, intervenendo, filtrando i post, cazziando....ma ci vuole tempo... e poi soprattutto non ne vale così tanto la pena perchè non esiste, che io sappia, un solo blog o forum dove la gente di diverse estrazioni, preparazioni e "scuole" si incroci a discutere in Italia. E' solo a compartimenti stagni per cui le persone digiune di macroeconomia che vi si interessano vengono confuse. S seconda del sito in cui capitano sentono tutto e il suo contrario e non hanno modo di fare confronti: i) quelli #i# keynesiani-per-la-spesa-pubblica#/i# stanno nei loro siti e ora ^raccolgono firme per il referendum (fronda PD-CGIL e SEL) per proprio conto#http://www.referendumstopausterita.it/^ (ignorati dai media in modo scandaloso perchè è un iniziativa lodevole e ignorati anche da tutti gli altri qui sotto) ii) quelli #i# liberisti-Chicago-taglia-la-spesa-guai-stampare-moneta#/i# restano nel loro siti dove dicono che ^la deflazione-fa-bene#http://noisefromamerika.org/articolo/dissezione-deflazione-italia-sguardo-ai-dettagli^ e poi hanno i due pezzi grossi Zingales e Allesina che scrivono sul corriere e vanno in TV e basta, non si abbassano... iii) quelli del #i#il ritorno-alla-lira-unica-soluzione#/i#, cioè Bagnai più che altro che è instancabile e produce 100 pagine al mese, curate anche nelle virgole, perchè gli altri Borghi, Caracciolo e Rinaldi...non hanno la voglia o il tempo di tenere discussioni e blog .. per cui in pratica ora è appaltato a Bagnai.. iv) quelli #i# andiamo-a-stare-all'estero-compra-oro-bitcoin-evviva-la-Scuola Austriaca#/i# ...che sono un poco appannati visto che il famoso stampare moneta non ha creato inflazione, ha migliorato le cose e fatto crollare l'oro, ma sono impermeabili più di prima al ragionamento v) quelli del M5S discutono (forse) nei loro forum interni...ma hanno Casaleggio e il blog di Grillo che dicono cose contradditorie e anche opposte tra loro di continuo, lasciando perplessi e confusi i milioni che gli hanno dato il voto vi) quelli della MMT si sono divisi in pezzi ora, con Barnard che parla di se stesso e per il resto stramaledice tutti...per cui se Mosler non si installa in Italia non vanno avanti vii) quelli del PD, Forza Italia, Lega, scelta civica che non esistono come dibattito e discussione, questo da sempre perchè sono entità di potere, enti locali, consigli di amministrazione... viii) i giornali che censurano in pratica i pezzi di critica all'austerità e all'euro (con Mosler, che non è proprio nessuno se vuoi, ne abbiamo mandati io, Bossone e Cattaneo a tutti i giornali e nessuno ha voluto pubblicare un solo articolo). Fanno scrivere invece gente che dice cose strampalate e opposte tra loro, vedi il Fatto...tanto per creare polverone Morale: è solo un caos. In Italia oggi, con la peggiore crisi economica della sua storia la "discussione" non esiste e la gente che prova a leggere di economia per capire come mai di questo disastro si confonde solamente. Bisogna solo aspettare un altro poco per il crac finanziario in arrivo, solo quando arriva il crac come nel 2008 (e in parte nel 2011), quando c'è il panico, la gente ritira i soldi e vuole mandarli all'estero, le banche sono in pericolo, i BTP crollano ecc... si potrà fare un poco di pulizia e ottenere l'attenzione della gente

Draghi sta cercando di metterci una pezza - GZ  

  By: GZ on Giovedì 04 Settembre 2014 23:02

Oggi Draghi quando gli chiedevano dettagli su questo nuovo programma di acquisto di bonds ipotecari ha detto: "sentite, vogliamo riportare il bilancio della BCE alla dimensione che aveva nel 2012..." (cioè aumentarlo di quasi 750 miliardi di euro). Poteva aggiungere: #i# "perchè abbiamo causato una depressione e ora vorremmo metterci una pezza imitando un poco giapponesi, inglesi ed americani che hanno fatto il contrario..."#/i# America ed Europa (eurozona) sono sempre andate avanti pari come produzione, solo negli ultimi tre anni di colpo e per la prima volta gli USA sono andati su e l'eurozona è andata giù #ALLEGATO_1# [Considera che dentro il grafico dell'eurozona c'è dentro la Germania, Olanda e Austria le quali hanno un andamento più debole degli USA, ma non di tanto. Tuttavvia anche inglobando i paesi nordici l'europa nel suo complesso affonda mentre l'America va avanti (perlomeno come dato aggregato di produzione e di PIL, poi come viene distribuito questo prodotto come si sa in America è disuguale)] Cosa è che è cambiato dal 2011 ? Di colpo l'europa è diventata meno produttiva ed efficiente, la burocrazia ha asfissiato, la casta si è magnata tutto, "non si sono fatte le riforme strutturali",....? Pensa bene, tutto è successo dal 2011 circa e riguarda l'intera eurozona, non stiamo parlando dell'Italia o della Spagna... Cosa può mai essere che per la prima volta nella storia ha affondato solo l'europa di colpo ? Ok, è per chi non ci è arrivato ecco la risposta: #ALLEGATO_2# Occorre commentare ? la BCE ha contratto il suo bilancio e gli altri lo hanno pompato ancora di migliaia di miliardi. Della serie : la moneta!.... Avendo fiaccato l'economia europea ora Draghi dice che la BCE cambia linea e comprerà debito fino a tornare ad un livello come quello di tre anni fa, cioè per circa 750 mld (si sono accorti che inglesi e americani con questo sistema hanno evitato la depressione e ormai tutto il mondo glielo sta urlando dietro). Draghi ha però insistito oggi che i vincoli di bilancio del patto fiscale vanno sempre rispettati e cioè niente deficit pubblici del 10% del PIL come gli americani, inglesi e giapponesi. E allora a cosa serve comprare ora del debito ? Non molto. Come hanno fatto infatti in America ? grazie al fatto che la FED ne comprava per 4mila miliardi il debito pubblico e privato è aumentato di circa 17 mila miliardi (10mila pubblico e 7 mila privati) e il costo del debito viene tenuto basso appunto dal fatto che questo mega compratore (la FED) sempre in agguato. Quindi hanno creato una quantità di debito pari al PIL e questo denaro (in parte spesa pubblica, in parte credito privato) ha fatto crescere il PIL. Ma se non vuoi che gli stati aumentino i deficit ("il patto fiscale...") allora stai cercando solo far indebitare di più le famiglie e le imprese. Questo non è facile qui ora in Europa, perchè hai lasciato affondare l'economia e l'hai strangolata di tasse con l'austerità.

Giavazzi propone di stampare moneta per ridurre le tasse (mi ha copiato) - GZ  

  By: GZ on Giovedì 04 Settembre 2014 02:31

Francesco Giavazzi mi ha copiato. Assieme ad un altro top professore della Bocconi, Guido Tabellini, ha appena pubblicato un articolo sulla rivista degli economisti per proporre di stampare moneta e usarla per ridurre le tasse. ^"How to jumpstart the Eurozone economy, Quantitative easing should take place, but together with fiscal easing"#http://www.voxeu.org/article/how-jumpstart-eurozone-economy^, Francesco Giavazzi, Guido Tabellini 21 August 2014, Vox.eu L'articolo è semplice: dice che bisogna ridurre le tasse del 5% del PIL in tutta l'eurozona e quindi il deficit sale dal 3 all'8% del PIL e che la BCE deve finanziare lei il deficit comprando i bond che vengono emessi e girando le cedole ai singoli governi. In pratica è come se stampassi moneta, ma per mantenere la finzione prima fai emettere i bonds e poi li fai comprare e sparire nel bilancio della BCE. Ovviamente stampare moneta per un 5% del PIL farà aumentare l'inflazione, ma questo sarà utile per ridurre il peso del debito... In altre parole Giavazzi si è messo a leggere questo sito. Ok, ammetto la possibilità che abbia notato anche Wilem Buiter ad esempio, che ha appena pubblicato un elegante paper matematico per dimostrare come "il denaro dall'elicottero" funziona sempre per uscire da una depressione (^"The Simple Analytics of Helicopter Money: Why It Works – Always"#http://willembuiter.com/helifinal.pdf^) Francesco Giavazzi nel 2011 diceva che bisognava fare l'austerità ( tagliando la spesa più che aumentando le tasse) e non dava segno di sapere che invece si poteva evitare l'austerità creando moneta (NON debito!). Dopo tre anni sembra quindi che si stia accorto che nella teoria e nella storia economica si sa che si può variare la quantità di moneta. Perchè, a differenza della quantità di terra, di moneta se ne può creare quanta si vuole (ed è meglio che aumentare il debito che costa interessi...) Questo concetto, #F_START# size=4 color=black #F_MID#creare moneta (NON debito!) e usarla per ridurre le tasse#F_END# è quello che dal 2011 qui si è cercato di spiegare in venti modi diversi e su cui si è pure scritto un libro per mostrare come implementarlo (condito con la storia e la teoria economica della moneta) La proposta di Giavazzi e Tabellini è quindi ottima, però è debole dal punto di vista pratico perchè: a) chiede che sia la BCE a farlo rimanendo nell'euro e che si taglino le tasse del 5%, in misura uguale, per tutti i paesi europei. Assume quindi che che i tedeschi, gli austriaci e gli olandesi siano d'accordo e quindi che l'Italia sia sempre vincolata a fare come gli altri e ne dipenda. b) tagliare le tasse stampando moneta per il 5% del PIL ugualmente in Grecia e in Austria, in Portogallo e in Germania ecc.. nei primi è insufficiente e nei secondi provoca inflazione oltre il 2% a cui sono abituati. Di conseguenza è improbabile che gli austriaci o i tedeschi lo accetteranno... c) anche assumendo che per miracolo i paesi nordici accettino, Giavazzi e Tabellini propongono però che questo sia solo una misura di emergenza temporanea e questo (come insegnano in tanti) crea l'aspettativa di investitori e imprenditori che si ritorni al vecchio regime di emissione di debito per cui l'effetto può essere di far tesaurizzare molti dei soldi creati... d) non si pongono il problema del deficit estero che, rimanendo nell'euro, inevitabilmente ne nascerebbe per paesi come spagna, portogallo e italia e quindi degli accumuli su Target2 di crediti della Germania verso di noi... (ma non complichiamo ora) Detto questo, è un grande progresso che (con soli tre anni di ritardo) anche i prof. della Bocconi scrivano ora che si può anche aumentare la moneta (e non il debito) C'è poi il problema di fondo che la rende irrealizzabile: al momento i BTP sono saliti da 90 a 130 e i Bund da 100 a 140 (all'incirca) ecc.. in corrispondenza al crollo dei rendimenti di tutti i bonds dell'eurozona, per cui hai addirittura bonds tedesche a 4 anni con rendimento di -0,1% e così francesi a 2 anni... Questo perchè l'inflazione è praticamente zero e in Spagna e Italia ora sottozero... Bene, #F_START# size=3 color=black #F_MID#se stampi ora moneta per ridurre le tasse e risollevare l'economia e in misura massiccia (5% del PIL), l'inflazione sale di colpo, diciamo di 3-4 punti percentuali. E i BTP crollano da 130 a 90 e i Bund da 140 a 100.... cioè provochi un crollo del mercato obbligazionario governativo#F_END# E questo crollo fa fallire le banche italiane ad esempio che al momento hanno in pancia 350 miliardi di BTP e che devono essere quindi salvate dalla BCE, la quale però poi ha i tedechi che dicono ma perchè creare ora altri soldi per gli italiani...ecc... Non solo. A sua volta il crac dei bonds governativi che provochi si porta dietro una frana di altre obbligazioni, dei loro derivati e con loro dei "carry trade" basati su "tripla reipoteca" di questi bonds da parte di hedge, mega banche e compagnia... In parole povere provochi un crollo del castello della finanza globale maggiore di quello dei mutui subprime e di Lehman. #F_START# size=6 color=black #F_MID#E quindi non te lo faranno fare.#F_END# (chi ? JP Morgan, Goldman Sachs, SocGen, Deutsche Bank, Barclays, Blacrock, Fidelity... il "big money") (e allora ? allora, #F_START# size=3 color=magenta #F_MID#devi agire per tuo conto, l'Italia deve fare da sè e devi creare anche BTP a valenza fiscale come abbiamo spiegato noi per neutralizzare la speculazione. E devi essere pronto a mettere controlli sui capitali e nazionalizzare banche...#F_END#. Queti però sono discorsi troppo complessi per dei tranquilli professori, per adesso ci accontentiamo che siano arrivati al concetto che si può creare moneta al posto di debito...)

La Germania stampa moneta ! (Milton Friedman e Warren Mosler) - GZ  

  By: GZ on Sabato 23 Agosto 2014 00:19

(Aug 19, "Germany Set to Issue Bonds at 0% as Investors Seek Refuge") ^"La Germania si prepara ad emettere titoli di stato con rendimento dello 0%"#http://blogs.wsj.com/moneybeat/2014/08/19/germany-set-to-issue-at-0-as-investors-seek-refuge/^ #F_START# size=4 color=black #F_MID#La Germania stampa moneta !#F_END# #ALLEGATO_1# Se uno stato, la Germania come vedi oggi, emette titoli di stato che pagano un rendimento dello 0%, questo è esattamente lo stesso che emettere moneta, euro. "Stampare" o emettere bonds che non pagano niente di rendimento è identico a "stampare" o emettere moneta, euro. E a questo punto anche i più ciechi e sordi dovrebbero ammettere la verità, che #F_START# size=3 color=magenta #F_MID#il debito pubblico non è altro che moneta "stampata" e che la moneta non è altro che debito pubblico, cioè sono per loro natura intercambiabili#F_END#. #i# [Nota Bene: questo è un concetto difficile da capire, per cui anche se lo metto giù nel modo più facile possibile occorre impegnarsi un attimo]#/i# Se la Germania ora emettesse ogni anno solo titoli di stato di questo tipo, che NON pagano nessun interesse, cosa succederebbe al suo debito pubblico ? Ovviamente... scomparirebbe! perchè emettere 100 di titoli di stato in euro che pagano 0% è identico ad emettere 100 euro e se emetti "moneta" al posto di "debito" dopo un poco questo scompare... #F_START# size=4 color=black #F_MID#La Germania stampa ora moneta !#F_END# #F_START# size=4 color=black #F_MID#La Germania stampa ora moneta e fa scomparire così il suo debito e nessuno se ne accorge !#F_END#...diavoli di alemanni.. Questa notizia "clamorosa" non è in realtà tale perchè sono anni, che prima in Giappone e poi Gran Bretagna, Stati Uniti ed Eurozona si emettono titoli di stato che pagano meno dell'1% e in alcuni casi lo 0,1% o 0,2% per cui che differenza c'è con la "moneta" ? (in molti casi pagano meno dell'inflazione, ma questo lasciamolo per ora da parte che già così è difficile per quasi tutti capire questo primo fatto elementare) Questa bella notizia dalla Germania ci consente di tornare a spiegare da un angolo diverso cosa sia in realtà il "debito pubblico", cioè una passività dello stato verso il settore privato su cui si paga un interesse. Ma anche la moneta comunemente intesa, la banconota o il saldo di conto corrente (nella misura in cui è convertibile in banconote) è una passività dello stato, solo che non paga interesse. Ergo: debito pubblico e moneta sono equivalenti e lo stato può scegliere di emettere l'uno o l'altro indifferentemente E' importante ? Certo! Vuole dire che per risolvere il problema del debito pubblico basterebbe che lo stato emettesse ad esempio come proponiamo crediti fiscali e piano piano in questo modo riassorbirebbe il debito (oppure la Banca d'Italia o la BCE li comprasse lei e li tenesse anche quando scadono...). Siccome però è una soluzione troppo semplice e indolore bisogna provare in cento modi diversi e da dieci angoli diversi di farla capire. Perchè quasi tutti sono vittime di un bombardamento mediatico (e accademico) che fa considerare i BTP e i titoli di stato un finanziamento da parte dei privati allo stato che "ha bisogno di soldi", per cui i soldi esistono in natura come la terra, l'acqua, il petrolio, il legname o il frumento o i pomodori e lo stato ne ha bisogno e i privati che ne dispongono glieli prestano. #i# Quella che si espone è una teoria keynesiana, monetarista, neoliberista, classica, neoclassica...neo-keynesiana... Mah... intanto chi se ne frega visto che descrive la realtà attuale. Poi se proprio vogliamo puoi chiamarla "quasi-monetarista" e anche "paleo o post-keynesiana" (dipende come interpreti...vedi qui sotto con anche Friedman che spesso suona come Mosler che suona come Ray Dalio che suona come Keynes..Non è nè di destra nè di sinistra, spiace per chi si affezioni o la odi perchè la associa con uno supposto schieramento o tradizione, ci trovi dentro Friedman e Keynes....)#/i# Ok. Pronti per un concetto non facile ? Pronti... via!.... Esistono tanti mercati, della terra, del petrolio, del legname, del frumento, dei pomodori, dei semiconduttori, degli Iphone, delle prostitute ecc..in cui si scambiano questi beni e servizi in cambio di moneta. Da una parte quantità di questi beni e servizi e dall'altra quantità di denaro, la quale deve essere prodotto anche lui come i pomodori o i divani da qualcuno. E se ne viene prodotto troppo hai inflazione al 10% ad esempio e se ne produci troppo poca hai inflazione 0% o anche del -2%... E come viene prodotto ? Il denaro si presenta in due forme, il denaro vero e proprio o moneta, che non paga interessi e il credito (debito) che paga interessi. Il secondo viene prodotto dalle banche e quando queste ne "stampano" troppo hai un boom e un inflazione, specialmente della terra e degli immobili, e quando ne "stampano" troppo poco hai una recessione o depressione. Come negli anni '30 e come oggi nell'eurozona. Una depressione da scarsità di moneta, perchè #F_START# size=3 color=black #F_MID#se il "medium" per le transazioni economiche scarseggia le transazioni si riducono e si riduce il pil, i consumi, gli investimenti, l'occupazione dato che vengono generati da transazioni monetarie, da scambi contro moneta #F_END# Ce l'abbiamo fatta ad arrivare fino qui ? Speriamo. Tiremm Innanz. E le banche allora ? Il debito pubblico e "la moneta" sono equivalenti, perchè il credito(debito) che le banche producono alla fine ha valore in quanto promette di essere scambiato su richiesta in moneta emessa dallo stato. Di fatto le banche producono il 95% della moneta oggi, ma poi questa diventa una loro passività, cifre che in teoria devono convertire su richiesta in moneta dello stato (ma sperano sempre che nessuno chieda di convertirle se non per qualche piccolo prelievo del bancomat). In più, dal 2009 la Banca Centrale si è messa a pagare interessi alle banche sulla moneta che queste ricevono da lei (chiamata "riserve bancarie") in cambio dei titoli che la banca centrale compra dalle banche stesse. Quindi hai anche simultaneamente che della "moneta" dello stato, creata dalla Banca Centrale dal niente quando compra titoli, viene ora trasformata in "debito" perchè ci si paga ora interessi. Quindi hai un "incrocio", i titoli di stato (debito) che NON pagano interessi ora ad esempio in Germania o USA o Giappone e le riserve bancarie (moneta) che pagano ora interessi. Dal 2009 hai quindi che la "moneta" che diventa debito e il debito che diventa "moneta" (Ok, qui viene il mal di testa, lo so, per cui ora lasciamo perdere le banche e la banca centrale e torniamo solo al deficit...) #F_START# size=3 color=magenta #F_MID#In un mondo allora come quello degli ultimi anni in cui il debito pubblico paga quasi 0% la distinzione tra debito pubblico e moneta scompare del tutto e anche i più ottusi dovrebbero ora notarlo#F_END# , ma scompare perchè sono in realtà all'origine la stessa cosa, due passività dello stato. E allora ? E quindi ? Allora bisogna capire che #F_START# size=3 color=black #F_MID# la quantità di moneta conta eccome, come spiegava Milton Friedman, che non era poi così lontano dalla MMT#F_END# anche se stando a Draghi, Padoan, Giavazzi, Allesina e praticamente il 90% degli esperti è irrilevante, perchè la moneta si produce miracolosamente quando l'economia cresce...(e se non cresce è sempre per qualche motivo "reale") Friedman invece, quando nel 1948 i tassi di interesse nel mondo occidentale erano tutti vicino a 0% (come oggi) e si parlava allora (come oggi) di una stagnazione globale, perchè appunto il costo del capitale vicino a zero avrebbe indicato una domanda di capitale bassa ecc... il giovane Milton Friedman rispondeva: " se il volume di investimenti che da la piena occupazione è inferiore al volume di risparmi che sono generati a questo livello di reddito e di prezzi... allora... #F_START# size=3 color=black #F_MID# quello che occorre è un livello di deficit (pubblico) tale da compensare la moneta tesaurizzata e non spesa..#F_END# .L'aumento della quantità di moneta che seguirebbe a questo deficit pubblico farebbe aumentare la posizione finanziaria del pubblico e poi anche la frazione di reddito che viene spesa... e ci sarebbe poi anche un aumento dei prezzi e del reddito e prodotto nazionale monetario e una graduale riduzione poi del deficit..." Milton Friedman, che sembra Warren Mosler (o viceversa)! #i# “I do not put much credence in the doctrine of secular stagnation or economic maturity that is now so widely held. But let us assume for the sake of argument that this doctrine is correct, that there has been such a sharp secular decline in the demand for capital that, at the minimum rate of interest technically feasible, the volume of investment at a full-employment level of income would be very much less than the volume of savings that would be forthcoming at this level of income and at the current price level. The result would simply be that the ' equilibrium position would involve a recurrent deficit sufficient to provide the hoards being demanded by savers. Of course, this would not really be a long-run equilibrium position, since the gradual increase in the quantity of money would increase the aggregate real value of the community's stock of money and thereby of assets, and this would tend to increase the fraction of any given level of real income consumed. As a result, there would tend to be a gradual rise in prices and the level of money income and a gradual reduction in the deficit.” Milton Friedman 1948 #/i#

E' come Indiana Jones, basta tirare fuori la pistola e sparare - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 20 Agosto 2014 02:09

..^non c'è bisogno di vendere gli ospedali (per poi doverli riaffittare)#http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/23/piemonte-regione-a-rischio-default-vende-anche-ospedali-con-consulenze-doro/453372/^ come fa la Regione Piemonte... non c'è bisogno di cartolarizzare e vendere nel mondo il patrimonio dello stato come propongono ora gli esperti del Sole24ore, MilanoFinanza e anche Savone e Rinaldi (!)... non c'è bisogno di vendere le muncipalizzate come stanno ora proponendo Padoan e soci .... non c'è bisogno di privatizzare e poi vendere le Poste come sta facendo il governo... non c'è bisogno di vendere le quote di Eni, Enel, Hera... come sta progettando il governo Renzi non c'è bisogno di ^vendere ai cinesi la Cassa Depositi e Prestiti (il 35%)#http://vitolops.blog.ilsole24ore.com/2014/07/24/litalia-vende-il-35-della-cassa-depositi-e-prestiti-reti-alla-cina-per-2-miliardi/^ come ha fatto il governo il 31 luglio ...nella situazione data dell'Italia... #F_START# size=6 color=black #F_MID#Basta creare più moneta! #F_END# ... in quantità sufficiente...non troppa ovviamente, ma circa 150 miliardi...e usarla per tagliare le tasse a tutti e su tutto...c'è scarsità di moneta a causa della BCE e delle banche...e ci sono troppe tasse... tutto qui il problema delle depressione... Perchè combattere all'arma bianca se si ha una pistola ? E' come Indiana Jones, (ricordi la scena in cui arriva il guerriero che agita la scimitarra e lui gli spara) ? il mercato finanziario agita la scimitarra della spread e del default ? E tu fai creare moneta dallo stato e lui stramazza. ^Basta (che lo stato) tiri fuori la pistola e spari"!#https://www.youtube.com/watch?v=3I_Ds2ytz4o^. #ALLEGATO_1# #F_START# size=3 color=blue #F_MID#Ohhh.... ma come sei semplicista! Ma figurarsi se basta stampare moneta, ahahaha.... ma fammi il piacere....vuole le stampanti!...lo zimbabwe-weimar-largentina... #F_END#. Ok cari imbecilli, lasciamo perdere che qui si sono scritti centinaia di post e pure un libro, se volete rinfrescarvi su quello che si sa oggi sulla politica monetaria e la macroeconimia leggete qui ad esempio: ^"When is helicopter money optimal?"#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^, Nick Rowe, July 29, 2014. Oppure qui una superba sintesti del problema della moneta e politica monetaria dall'Economist: ^"Monetary policy, An unfinished revolution"#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2013/08/monetary-policy-0?fsrc=rss^ Aug 9th 2013 by R.A. the Economist ) Ma voi anche sapendo l'inglese e provandoci non capite quello che leggete di economia monetaria ? Ok, qui li riassumiamo. Devi ragionare con i valori monetari, i quali includono l'inflazione (comunque questa venga calcolata), come fanno le famiglie e le aziende, le quali non calcolano i loro budget in euro "deflazionati", come il PIL dello stato e gli altri famosi "dati economici", che vengono ottenuti sottraendo una stima di inflazione dai numeri rilevati in euro. Oggi si parla infatti in economia sempre di più in termini di PIL nominale, (vedi ^"Understanding NGDP targeting", the Economist, 2011#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/10/monetary-policy-3^), cioè valori in euro (o in dollari)m senza ricalcolarli togliendo l'inflazione. Il succo del discorso è che PIL nominale deve crescere del 5% circa l'anno, di cui un un 2 o 3% di inflazione e il resto "crescita". E se non c'è la dannata crescita allora bisogna lo stesso farlo crescere però sempre del 5% annuale, in euro (o in dollari). Con l'inflazione...fino a quando non torna anche la crescita... C'è anche una teoria dietro che in sostanza dice che alla fine #F_START# size=4 color=black #F_MID#il governo, tramite la Banca Centrale, deve avere come obiettivo un +5% circa di PIL annuo, costi quello che costi, cioè se non ci riesci con la crescita allora con l'inflazione#F_END# , ma ogni anno il reddito o prodotto nazionale deve salire, ad esempio da 1,500 a 1,570 miliardi nel caso dell'Italia e così via. E' semplice da capire se si pensa che le nostre economie hanno in media debito totale, privato e pubblico, che è il triplo del PIL. L'unico modo per farle stare in piedi è se il PIL cresce del 5% annuo in qualche modo, perchè ogni anno gli interessi crescono almeno del 10% del PIL! OK ? #F_START# size=3 color=red #F_MID#Le nostre economie necessitano un 5% l'anno di crescita del reddito NOMINALE, (anche solo di inflazione), perchè gli interessi annui sono dal 10 al 13% del PIL#F_END# (lo so è un concetto di cui sembra parli solo io, gli altri se glielo fai notare dicono che è "implicito"...). Draghi e la BCE sono dei criminali perchè lasciano che per cinque anni il PIL monetario nominale non cresca, ben sapendo che il debito cresce lo stesso automaticamente perchè è una grandezza monetaria, i creditori non fanno uno sconto perchè l'inflazione cala! E gli economisti italiani, anche quelli benintenzionati, sono vittima del pregiudizio che la moneta sia una quantità fissa come la terra e non si possa aumentare, per cui appunto ^suggeriscono che lo stato venda la terra#http://www.monetazione.it/blog/defaultEconomia.php?topicGroupID=1&idr=123561097#123561097^ e gli altri suoi beni. Sono tutte balle. ^E' come Indiana Jones, basta tirare fuori la pistola e sparare"!#https://www.youtube.com/watch?v=3I_Ds2ytz4o^. #ALLEGATO_2# ...nella situazione data dell'Italia... #F_START# size=5 color=black #F_MID#Basta creare moneta! #F_END# in quantità sufficiente....non troppa ovviamente, ma almeno 150 miliardi in più perchè adesso la moneta è scarsa (o trovare il modo di far circolare più velocemente quella che c'è che ha lo stesso effetto....) Dite che io non conto tanto come economista e al Sole24 ore ne sanno di più ? Anche gli articoli e studi che vi cito... mah... chissà... in giro ce ne sono dozzine di ogni genere in economia.... magari altri dicono diversamente ? OK, per farvi vedere che invece è come dico sono andato nel forum nel mondo oggi credo più seguito per l'economia monetaria e quando c'era una discussione sul ^"Denaro dall'Elicottero" (Helicopter Money)#https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&es_th=1&ie=UTF-8#q=helicopter+money^ come si dice in gergo, cioè sulla politica di aumentare la moneta direttamente da parte dello stato sono intervenuto a spiegare che in italia oggi si può fare esattamente questo, ad esempio emettendo crediti fiscali e BTP utilizzabili per pagare le tasse... Chi ci scrive sono tutti o quasi professori, dal Canada, USA, UK, Australia e altri paesi. Sono stato sbeffeggiato al grido #i# "ahaha... vuole stampare moneta... .vuole le stampanti!...lo zimbabwe-weimar-largentina..?"#/i# No, Nick Rowe che dirige la discussione ed è uno che Krugman e ogni altro economista al mondo rispetta e legge su questi temi monetari e fiscali, mi ha detto che funzionerebbe.... #F_START# size=3 color=blue #F_MID# Posted by: Gzibordi | July 31, 2014 at 06:18 AM I have been waiting for a while to have an excuse to ask NR take on our (helicopter) solution for a large southern european beleaugered country, which cannot ask for its CB money, because of EU treaties restrictions and teutonic money views. I know the title here is "WHEN IS the Helicopter...", but maybe it is possibile to enlarge it a bit ? We (me, my colleague Cattaneo, an ex-FMI economist Biagio Bossone and Warren Mosler who is known over here) just published a book to argue that the Italian government should unilaterally go with the following helicopter scheme, (which is actually a remake of Hjialmar Schacht's successful solution for Germany in the Thirties to exit the Great Depression) Italy could issue (free-of-charge, electronic) Tax Credit Certificates to enterprises and workers. As bills of exchange, tax credits would not require future reimbursement from the State. Rather, two years after issuance, the State would accept them for the payment of all taxes and financial obligations to itself. Deferred Tax Credit would be deferred money. Yet, their recipients could immediately convert them in euro (by selling them in the financial market at a discount comparable to that on a two-year, zero coupon government bond), and use them for cutting taxes. The two-year deferral provision would allow output to respond to increased demand and generate the revenues to (somehow) offset the shortfalls that payments in CCF would cause to tax receipts in euro. Facing a €300 billion gap vis-à-vis its pre-crisis output trend, and assuming estimates of the fiscal multiplier (I know...that is tricky..), Italy could close the gap in 3 to 4 years by issuing tax credits at a €200 billion yearly rate (13% of GDP), without (maybe) exceeding the Maastricht treaty 3% budget deficit limit and steadily reducing the debt/GDP ratio, as required by the fiscal compact. With current output slack, even a 200 billions money issuances would not impact inflation much (maybe 4% max...like the UK with its 12% deficit in 2011 ?), expecially since allocations to enterprises would deflate gross labor costs. (BTW, No additional public expenditure for us, only huge tax cuts! maybe they will like it in Chicago!). Since 200 billions euros is a huge chunk of money and markets and could spooke markets (I am a professional trader BTW), we add Warren Mosler's brilliant idea to issue a new type of government debt: the “tax-backed bond”, similar to current government bonds except that they would contain a clause stating that if the country failed to make its payments when due—and only if this happens—the bonds would be acceptable to make tax payments within the country in question. This tax backing, (the Gov that values them at par), would set a floor below which the value of Italian BTP could not fall, assuring investors that Italy's bonds are always “money good” and dwarfing an attack like the one of the summer of 2011 Basically we would create 200 billions of "new euros", only for Italy, through deferred tax credit and use the money to cut 200 billions of taxes. Plus we would somehow transform Italian gov bonds into "money" (10 year bonds accepted at par to pay taxes). Sorry to be so long, for the poor English and to be maybe off topic, but it is an ingenuos, Helicopter, "quasi monetary solution" to the EU crisis and maybe NR would be interested enough to tell us which flaws he sees in it --- See our post at www.economonitor.com/blog/2014/07/which-options-for-mr-renzi-to-revive-italy-and- save-the-euro/ and http://www.levyinstitute.org/publications/tax-backed-bondsa-national-solution-to-the-european-debt-crisis http://www.amazon.it/soluzione-miliardi-rimettere-leconomia-italiana/dp/8820359162 #F_END# #F_START# size=3 color=magenta #F_MID# Posted by: Nick Rowe | July 31, 2014 at 10:31 AM Gzibordi: Yanis Varoufakis is the Greek economist I was thinking of. A very quick answer: I think it all depends on whether the TCCs would or would not actually be used as media of exchange. (How would Gresham's Law play out?). If people do not use them as a medium of exchange, then they are just bonds. And even if they can always be used to pay taxes when they mature, so can regular bonds, in effect, be used this way. Provided the government does not default. When the bond matures, the government gives you money, and you can use that money to pay your taxes. If people do use them as a medium of exchange, then it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work. #F_END# C'è bisogno della traduzione ? Dai, forza che ci arrivate:...nella situazione data dell'Italia... #F_START# size=6 color=black #F_MID#Basta creare più moneta! #F_END# ... in quantità sufficiente...non troppa ovviamente, ma circa 150 miliardi... non c'è bisogno di vendere gli ospedali (per poi doverli riaffittare) per la madonna

aumenta il rumore di fondo... - GZ  

  By: GZ on Mercoledì 20 Agosto 2014 01:34

^"Debito pubblico, il dilemma di Renzi. Ecco tutte le ipotesi in campo per tagliarlo"#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/18/debito-pubblico-il-dilemma-di-renzi-ecco-tutte-le-ipotesi-in-campo-per-tagliarlo/1093000/^ Fatto Quotidiano | 18 agosto 2014 ^Lucrezia Reichlin: "Ristrutturare il debito deprezzando i Bot"#http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11671633/Lucrezia-Reichlin---Ristrutturare-il.html^, 12 agosto 2014 Sta arrivando, guardate che ora sta arrivando. Quando ? non so esattamente, ma da adesso in poi può arrivare in qualsiasi momento. Ricordate che fino all'ultimo giorno non possono avvertire, devono per forza preparare queste cose senza spaventare. Dopo due anni e mezzo sta per essere chiamato il bluff di Draghi (#F_START# size=2 color=blue #F_MID#"sono pronto a comprare il debito pubblico per difendere l'Euro"#F_END# ). Come si sa Draghi non ha comprato un solo BTP o bond spagnolo o greco e lo stesso il loro rendimento si è dimezzato "miracolosamente". In realtà il trucco era farlocco perchè #F_START# size=3 color=black #F_MID# Se l'inflazione collassa dal 3% a 0% un calo del rendimento del BTP dal 5,5% al 2,5% in realtà PEGGIORA LA SITUAZIONE#F_END# del debito pubblico, perchè risparmi di minori interessi meno di quanto perdi di PIL. Inflazione zero significa che tutto il PIL italiano di 1,550 mld non aumenta nemmeno per l'inflazione, cioè perdi un 45 miliardi di euro nominali, mentre comunque il debito di 2,000 miliardi deve sempre pagare interessi nominali... In soldoni (non sto a rifare tutti i conti) Draghi ha evitato circa 10-15 mld di interessi annui, ma il collasso dell'inflazione ha ridotto il PIL di 45 miliardi annui, per cui come si legge ora il rapporto debito (aumentato di 200 mld) e PIL (rimasto fermo) è salito!...Come mai non ci hanno pensato due o tre anni fa e "non lo hanno previsto" ? Bene, richiamato il problema di fondo (vedi articolo a fianco per altri dettagli), cosa succede ora ? Se leggi le pagine economiche #F_START# size=3 color=black #F_MID#aumenta ogni giorno il rumore di fondo sulla ristrutturazione del debito pubblico italiano#F_END# . Le due soluzioni che vedi ovunque in diverse salse sono: la ristrutturazione tout court, cioè imporre perdite ai detentori di BTP per decreto (vedi Lucrezia Reichlin) e la ristrutturazione via cartolarizzazione di beni pubblici, cioè allungare le scadenze e ridurre i rendimenti in cambio di "warrant" e altri strumenti garantiti da immobili e beni pubblici. Sulla seconda strada la proposta più articolata e anche intelligente è quella di Savona, Fratianni e Rinaldi di un anno fa ^"UNA PROPOSTA PER RIDURRE IL FARDELLO DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO"#http://docs.dises.univpm.it/web/quaderni/pdfmofir/Mofir081.pdf^ luglio 2013 Con tutto il rispetto per Savona e Rinaldi (che sono contro l'euro) e Fratianni (che ha scritto la migliore storia monetaria di Italia) anche loro ci spingono su una strada senza uscita. Per chi non vuole una discussione complicata basta vedere questa notizia di oggi che da un idea (parziale) della sostanza della questione della cartolarizzazione di beni pubblici #i# "...la Regione Piemonte ha affidato l’incarico ... per la vendita del patrimonio immobiliare della Regione, comprese le proprietà di Aziende ospedaliere e Asl. ^Con grandi operazioni di ingegneria finanziaria gli ospedali presto non solo dovranno cedere il loro patrimonio immobiliare ma pagheranno anche l’affitto al fondo che sarà istituito dalla Regione e il patrimonio sarà gestito da un’altra società esterna...."#http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/23/piemonte-regione-a-rischio-default-vende-anche-ospedali-con-consulenze-doro/453372/^#/i# -- #i# Economisti e opinionisti si sbizzarriscono nel mettere sul tavolo proposte più o meno risolutive per scalfire la montagna di un disavanzo salito a 2.168 miliardi, oltre il 135% del Pil. Si va dalla "parziale ristrutturazione" ipotizzata da Lucrezia Reichlin alla creazione, sostenuta dal sottosegretario Angelo Rughetti e dall'imprenditore vicino al premier Marco Carrai, di fondi garantiti dal patrimonio pubblico. Ma Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce, gela gli entusiasmi: "Non esistono soluzioni miracolose" Che la vera emergenza italiana sia la zavorra del debito pubblico non è certo una notizia. Ma in questa seconda metà di un agosto caldissimo sul fronte dell’economia è diventato evidente che, più del paletto del 3% per il rapporto deficit/Pil, la partita cruciale che il governo Renzi si prepara a giocare con Bruxelles è proprio quella sullo stock del debito, che ha appena toccato i 2.168 miliardi di euro. Così, mentre qualcuno (subito smentito da Palazzo Chigi) ipotizza negoziati più o meno segreti per ottenere dalla Commissione sconti sul “rientro” imposto a partire dal prossimo anno dal Fiscal compact, economisti e opinionisti si sbizzarriscono nel mettere sul tavolo proposte più o meno risolutive per scalfire la montagna di un disavanzo salito oltre il 135% del Prodotto interno lordo. Le trovate qui sotto. Si va dalla “parziale ristrutturazione” ipotizzata da Lucrezia Reichlin, ex direttore della ricerca della Bce e ora docente alla London Business School alla creazione, sostenuta dal sottosegretario Angelo Rughetti e dall’imprenditore vicino al premier Marco Carrai, di fondi garantiti dal patrimonio pubblico le cui quote andrebbero vendute a investitori istituzionali e famiglie. Il ricavato andrebbe, appunto, a tagliare il debito. Meccanismo simile per i “mattone bond” lanciati dal Sole 24 Ore e da affiancare a “un ritocco contabile” sui versamenti dell’Italia al Fondo europeo di stabilità finanziaria. Peccato che dalle pagine del Corriere della Sera Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea e oggi nel consiglio di amministrazione di Morgan Stanley international, geli chi “si illude” di poter “effettuare operazioni di riconversione o ristrutturazione del debito in modo ordinato”: “Non esistono soluzioni miracolose”, è l’ammonimento. E l’Italia, diversamente da Atene nel 2011, “di alternative, ancora (per un po’) ne ha”. Tesi che probabilmente il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sottoscriverebbe. Non è un mistero infatti che via XX Settembre punti sulle (seppur lente e difficoltose) privatizzazioni, da cui spera di ricavare ogni anno lo 0,7% del Pil, e sia invece contraria a qualsiasi intervento shock che possa spaventare gli investitori esteri. Non per niente il Tesoro nei primi sei mesi dell’anno, approfittando dei bassi tassi di interesse, ha anzi “messo fieno in cascina”, emettendo più titoli di Stato del necessario e accumulando liquidità per oltre 105 miliardi. La linea Rughetti: un fondo con immobili e società statali – Il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti ha detto al Messaggero che “con il solo avanzo primario non usciremo mai” dalla spirale del debito. Per questo l’esecutivo dovrebbe dare “un segnale” collegando alla Legge di Stabilità “un’operazione che contenga un piano a 20 ani a per la riduzione del debito pubblico con la creazione di un fondo dove immettere il patrimonio pubblico, mobiliare e immobiliare, e poi cedere il 49% delle quote del fondo stesso”. La misura “potrebbe essere inserita in un disegno di legge ad hoc” e “dovrebbe riportarci sotto il 100% del rapporto tra debito e Pil”. Da notare che per riuscirci occorrerebbe ricavare oltre 500 miliardi di euro, cioè appunto la differenza tra l’ammontare del “rosso” italiano e il valore del prodotto interno. Facile a dirsi. Anche perché è ben noto che i “gioielli” italiani, soprattutto quelli immobiliari che il Demanio e i governi di ogni colore da anni tentano di piazzare, non presentano particolare appeal agli occhi degli investitori. Il fondo Patrimonio Italia di Carrai – L’idea del renziano Carrai riprende quella avanzata nel 2005 (ma all’epoca il debito era al 106,6% del Pil) dal giurista Giuseppe Guarino: creare un maxi-fondo a cui conferire “gli asset morti dello Stato per estrarne valore”. “L’immenso patrimonio immobiliare pubblico”, ha scritto su Mf il presidente del Cambridge Management Consulting Labs, “si può considerare dal punto di vista reddituale patrimonio morto”, “per non parlare del patrimonio spesso in capo agli enti locali o al forze armate non utilizzato e non a reddito”. Gli attivi del fondo verranno venduti “una parte a investitori istituzionali e fondi sovrani ma anche al cosiddetto Bot People”. Con il risultato di “abbattere di circa 2-300 miliardi il debito pubblico dello Stato”. La ristrutturazione invocata da Reichlin e Mody – Lucrezia Reichlin e l’economista indiano Ashoka Mody, ex funzionario del Fondo monetario internazionale e oggi ricercatore del think-tank Bruegel, propugnano una vera e propria ristrutturazione del debito. Mody è arrivato a dichiarare al Telegraph che le autorità italiane dovrebbero iniziare a consultare “brillanti avvocati esperti in debito sovrano” per capire come non ripagare interamente gli interessi ai possessori di titoli di Stato. Anche Reichlin, in una recente intervista a Repubblica, ha rispolverato quello che da sempre è il suo cavallo di battaglia: una “redenzione” di parte del debito. “Assumiamo che per l’Italia il 40% del debito sia dovuto alle crisi: questa parte viene cartolarizzata e acquistata a sconto da una bad bank europea che poi la rimette sul mercato”, ha spiegato al quotidiano di Largo Fochetti. “Con un debito così alleggerito l’Italia può finanziare le iniziative di rilancio”. Il taglio da 200 miliardi in tre mosse proposto dal Sole – Il quotidiano di Confindustria, alla vigilia di Ferragosto, ha messo sul piatto una proposta articolata in tre mosse per ridurre il debito di 300 miliardi: una società-veicolo con in pancia immobili per 60 miliardi, un “ritocco contabile” sul contributo di Roma al fondo salva-Stati e la privatizzazione delle società municipalizzate già contenuta nel piano del commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Il primo punto prevede la nascita di una società ad hoc a cui trasferire attivi per 60 miliardi. Quest’ultima venderebbe poi le proprie quote a investitori privati e utilizzerebbe l’incasso per acquistare gli immobili riducendo il debito pubblico per la stessa entità. Per pagare gli interessi potrebbe contare sul “pagamento dell’affitto che lo Stato andrebbe a pagare sugli immobili”. Secondo il Sole, la proposta risulterebbe appetibile per l’investitore privato “a caccia di rendimenti sicuri con una remunerazione più elevata rispetto ai Bot e ai Btp”. Il secondo comparto del pacchetto consiste nel trasferimento al nuovo Meccanismo europeo di stabilità (Esm) delle passività del Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) nato nel 2010, perché i titoli emessi dal primo non vanno a pesare sui debiti pubblici nazionali. La decisione, tuttavia, spetta a Bruxelles. Infine la privatizzazione delle municipalizzate, processo “che attiverebbe anche risparmi da 800 milioni l’anno”. Il piano di Mediobanca con il coinvolgimento di Cdp- Non si contano, d’altronde, le proposte taglia-debito avanzate negli anni da economisti e esponenti politici e rimaste nel libro dei sogni: dagli “eurobond” di Alberto Quadrio Curzio e Romano Prodi, di recente rilanciati anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ma avversati strenuamente da Angela Merkel, al ^piano di Paolo Savona e Angelo Maria Rinaldi basato su fondo partecipato da Cassa depositi e prestiti e Fintecna#http://docs.dises.univpm.it/web/quaderni/pdfmofir/Mofir081.pdf^. La Cdp è stata chiamata in causa anche da Antonio Guglielmi, capo analista di Mediobanca Securities, che nel 2012 ha illustrato al Cnel un’operazione di dismissione di partecipazioni statali, immobili e riserve auree di Bankitalia per un valore di 200 miliardi. La Cassa, a cui sarebbero state trasferite, avrebbe poi dovuto finanziarsi emettendo obbligazioni “garantite” da quegli stessi “gioielli” e dunque meritevoli di un rating superiore anche a quello dei titoli sovrani italiani. #/i# ---- Paolo Savona e Angelo Maria Rinaldi con Fratianni e Antonio Guglielmi sono persone competenti e non hanno particolari interessi da proteggere, non sono a Morgan Stanley come ad esempio Lorenzo Bini Smaghi o il ministro delle finanze di Monti a JP Morgan. Ma non comprendono bene l'economia monetaria. ^E' come Indiana Jones, basta tirare fuori la pistola e sparare#https://www.youtube.com/watch?v=3I_Ds2ytz4o^. #F_START# size=5 color=black #F_MID#Basta creare moneta! #F_END# ...nella situazione data dell'Italia e in quantità sufficiente.... (è troppo semplicista ? qui si sono scritti centinaia di post e pure un libro, ma se vuoi rinfrescarti leggi qui ad esempio: ^"When is helicopter money optimal?"#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^, Nick Rowe, July 29, 2014. Vuoi altro ? Qui una superba sintesti del problema della moneta e politica monetaria dall'Economist: ^"Monetary policy, An unfinished revolution"#http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2013/08/monetary-policy-0?fsrc=rss^ Aug 9th 2013 by R.A. the Economist )

l'abbandono dell'austerità non serve ?! (basta con il terrorismo del deficit estero di Bagnai) - GZ  

  By: GZ on Sabato 16 Agosto 2014 01:38

Bullfin#i# - Vorrei fare notare che l'articolo dice paro paro quello che dice Bagnai. Pero' lei GZ introduce Bagnai solo per sollevare critiche (le poche che puo') sull'argomentazione concettuale del Prof. Ora penso sia dettato da un certo fastidio visto che il Prof è inequivocabilmente la bandiera dell'antieurismo che forse vorrebbe fosse sua.... --- #/i# Lasciamo perdere i lati personali che non ho tutto il tempo di un professore...ti sei almeno accorto che #F_START# size=4 color=black #F_MID#dice che aumentare il denaro che circola in Italia non serve ?!#F_END# Non lo trovi un tantino...bizzarro ? #i# (giovedì 14 agosto 2014, da ^goofynomics#http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/qed-37-la-germania-riassunto-per-i.html^) Non è esattamente come dice Evans-Pritchard: l'euro non è un problema solo per l'Italia. L'euro è un problema per l'Europa, e quindi per l'Europa non c'è altra soluzione che l'abbandono dell'euro. Vi prego, ^non date retta ai ciarlatani che vi propongono soluzioni miracolose come l'abbandono dell'austerità!#http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/qed-37-la-germania-riassunto-per-i.html^ Per loro un po' di spesa pubblica in più risolverebbe tutto. Una soluzione semplicistica e contraria alla teoria economica. Con prezzi fissi, un aumento di reddito comporta un aumento di importazioni. Se facessimo spesa pubblica ora, senza riallineare il cambio, rimetteremmo semplicemente in crisi i nostri conti esteri, cioè apriremmo la strada alla troika. Vi scongiuro, non ascoltate queste voci sconsiderate, che vogliono farvi credere che l'euro sia buono, e la "Germania" cattiva, per cui tutto si risolverebbe con un po' di spesa! #/i# -- Non senti "qualcosa che tocca" anche così, intuitivamente ? (Per la precisione, qui si riferisce alla spesa pubblica perchè sta maltrattando a sinistra la gente come "Sbilanciamoci" e gli economisti come Realfonzo, Brancaccio e altri che vogliono: a) la fine dell'austerità, b) rimanere nell'euro e c) aumentare la spesa pubblica (non ridurre le tasse). Ovviamente si applica anche a qualunque proposta di aumentare il deficit pubblico rimanendo nell'euro, anche a quelli come noi per cui ^l'abbandono dell'austerità significa invece ridurre massicciamente le tasse #http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^) Sostenere che creare oggi in Italia un ampio deficit, ad esempio di 100 0 150 miliardi addizionali, non servirebbe a niente perchè "aprirebbe la strada alla Troika", #F_START# size=5 color=black #F_MID#dire che 150 miliardi in più di denaro non servirebbero è una cazzata #F_END#. Come si fa a scrivere cose del genere senza provocare dileggi dal pubblico (forse perchè nel blog in questione esiste il filtro verso i commenti...) Qui Repetita NON Iuvant, visto che è stato discusso tante volte, ma l'economia monetaria, ora devo ammetterlo, è meno semplice di quello a me sembrava quando tre anni fa ho cominciato a scriverne qui. Uno dirà, chi sono perchè mi si debba dar retta (anche se ho pubblicato un tomo di 390 pagine con una casa universitaria e altre tre autori, di cui due noti...) ? Ok, il sito di ^discussione di economia monetaria oggi forse più rispettato è quello di Nick Rowe#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^, uno che discute con ed è trattato con molto rispetto da: Paul Krugman, Brad DeLong, Noah Smith, Frances Coppola, Tyler Cowen, Scott Summer, John Cochrane, David Beckworth, Simon Wren-Lewis il nostro Warren e Scott Fulwiler... insomma gli economisti americani che discutono sul web (trovi anche discussioni fitte fitte, ogni tanto, con i nostri della MMT). Bene, come verifica, sono andato ^da Nick Rowe, ho spiegato la nostra proposta chiedendo che difetti vi trovava e mi ha detto che funzionerebbe#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^ #F_START# size=3 color=red #F_MID#Nick Rowe Gzibordi: Yanis Varoufakis is the Greek economist I was thinking of.A very quick answer: I think it all depends on whether the TCCs would or would not actually be used as media of exchange. (How would Gresham's Law play out?). If people do not use them as a medium of exchange, then they are just bonds. And even if they can always be used to pay taxes when they mature, so can regular bonds, in effect, be used this way. Provided the government does not default. When the bond matures, the government gives you money, and you can use that money to pay your taxes. If people do use them as a medium of exchange, then it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work.#F_END# Non ha risposto: #i# "nahhhh.... creare miliardi di euro da parte dell'Italia non serve... dei ciarlatani propongono soluzioni miracolose come l'abbandono dell'austerità nell'euro...un po' di spesa in più risolverebbe tutto, una soluzione semplicistica e contraria alla teoria economica. ...un aumento di reddito comporta un aumento di importazioni...senza riallineare il cambio, rimetteremmo semplicemente in crisi i nostri conti esteri, ...è sconsiderato... pensare che tutto si risolverebbe con un po' di spesa!.."#/i#. Rowe ha letto il mio riassunto della proposta (Crediti Fiscali+Mosler Bonds per ridurre le tasse di 200 mld) e ha risposto che può funzionare. Uno dei tizi al mondo più rispettati nella macroeconomia monetaria, sul cui sito passano metà delle discussioni al mondo sul tema e scrivono ogni giorno decine di economisti... E non mi sembra ignori cosa sia un deficit di bilancia dei pagamenti. (con questo Rowe è per ^smantellare l'euro alla fine#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2011/09/is-and-ought-for-the-eurozone.html^ e ritornare a valute nazionali, come me, Mosler e qualunque persona di buon senso. Ma non perchè l'essenziale è il tasso di cambio svalutato, per controllare la creazione di moneta ^vedi Gennaro Zezza ad esempio#http://gennaro.zezza.it/?p=1078&lang=it^) A proposito, ti rendi conto che il motivo per cui svalutare tornando alla lira è utile è che esportando di più e importando di meno ricevi più denaro ? Tu invii merci all'estero e loro ti mandano moneta in cambio... #F_START# size=3 color=red #F_MID#Ma se esiste una drammatica e artificiale scarsità di moneta in un paese, come in Italia, perchè non crearne direttamente, che si fa prima e costa meno ?#F_END#. Chi ha detto che l'unico modo per avere più moneta è avere saldi esteri in attivo ? L'esempio storico da cui Cattaneo ha tratto l'idea, i Mefo bonds di Schacht, mostra un paese che, rimanendo con un pareggio commerciale con l'estero, e creando moneta all'interno, ottiene una crescita del PIL del 10% annuo dal 1935 al 1939. Stimolare un economia depressa creando moneta e riducendo le tasse, è meglio che svalutare (anche perchè in Italia la svalutazione ha sempre funzionato da surrogato al taglio delle tasse...). Dato che quasi tutti sanno però poco di economia monetaria (giustamente) e quindi si affidano anche all'"Autorità" nel decidere a chi dare retta (giustamente), sono costretto a dire: "ehi.. oltre a Warren Mosler, abbiamo anche Nick Rowe, qui hai due esperti che citati da tutti nel mondo su temi macro monetari che dicono che la nostra soluzione funzionerebbe! E uno come Nick Rowe ha un peso nel dibattito, spiace usare questi argomenti, maggiore di un ordine di grandezza rispetto ai nostri pur bravi docenti del #i# o-si-ritorna-alla-lira-o-si-muore#/i#" Molto molto sinteticamente (ma fareste bene a ^leggervi tutta la discussione dell'"Helicopter Money" di Nick Rowe e altri#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^ in cui mi sono inserito): con uno schema di emissione di crediti fiscali corredato da emissione di BTP a valenza fiscale, #F_START# size=3 color=black #F_MID#un singolo paese della UE creerebbe della moneta per proprio conto, (degli "euro italiani") ad un tasso di cambio fluttuante e questo può funzionare... (Rowe)#F_END# La mia sintesi di tutta la questione ora. Aumenterebbe il deficit verso l'estero ? Oh Yes. Ma se capisci come funziona l'euro, allora sai anche che #F_START# size=3 color=black #F_MID#la Germania sarebbe costretta, pena la disintegrazione istantanea dell'eurosistema, a finanziare i nostri deficit esteri tramite Target2#F_END#, automaticamente e contro voglia. Sarebbe d'accordo ? Certo che no. Potrebbe farci qualcosa se l'Italia implementasse per proprio conto una riduzione di tasse di 150 mld o sfondando i parametri del 3% o usando lo schema da noi suggerito di emettere crediti fiscali ? No. Perchè l'Italia non chiederebbe niente alla BCE, farebbe tutto da sola. L'unico modo pratico e legale per la Germania di impedirlo sarebbe manovrare per buttarci lei fuori dall'Euro (cosa su cui concordo con Bagnai che sarebbe auspicabile) OK ? Non è ancora convincente ? Andiamo allora ora passo passo per una risposta un poco più analitica (senza dimenticare ^le 390 pagine del nostro libro...)#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^ (ma chi ha esaurito il suo tempo max, può saltare all'ultimo paragrafo...) Se l'Italia ora riducesse le tasse di 150 mld, ad esempio, finanziando il deficit che ne segue (12% circa del PIL, il 3% attuale + un 10% addizionale) con euro "italiani" chiamati "crediti fiscali", si creerebbe un deficit estero. Siamo d'accordo, #F_START# size=3 color=black #F_MID# il deficit estero dell'Italia aumenterebbe e non di poco (inizialmente)#F_END#. Riassumiamo per l'undicesima volta (ma ^costa tanto un libro di 19 euro ?#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^, manca proprio il tempo per applicarsi ad un argomento serio ?) 1) Abbandonando l'austerità seguendo la soluzione qui proposta (con l'appoggio di Warren Mosler...), ci sarebbero 150 mld o 200 mld addizionali di denaro, potere d'acquisto, soldi creati "dal niente". Come ? emettendo certificati fiscali a scadenza differita si è inventato il mio amico Marco Cattaneo (o anche comprando 150 mld di BTP da parte della BCE, nel caso fossero folgorati dalla luce divina o sequestrati da un commando di Lagunari che gli puntasse la pistola alla testa dicendo "digita questi dieci zeri nel tuo computer..."). Dato che l'Italia importa oggi per circa 430 mld di euro l'anno, su un PIL di 1,550 mld, probabilmente, ragionando a spanne, diciamo che magari 40 mld andrebbero in maggiori importazioni, mentre le esportazioni non aumenterebbero (inizialmente, perchè poi tagliando le tasse alle imprese queste sarebbero più competitive e esporterebbero di più, ma di quanto è difficile dire perchè non si è mai provato a ridurre le tasse alle imprese in modo significativo) #F_START# size=3 color=black #F_MID#Nel primo anno, anche nei primi due anni, ci sarebbe sicuramente un deficit commerciale#F_END# di forse 30-40 miliardi l'anno, diciamo nel caso peggiore anche di 50-60 miliardi l'anno (al momento l'Italia è in leggero surplus, quindi ipotizziamo un peggioramento drammatico). Come si sa però, il deficit/surplus di bilancia dei pagamenti è dato anche dai movimenti di capitale. Qui facciamo finta per semplicità, che questi non varino (anche se è logico pensare che un enorme taglio di tasse, (non aumento di spesa pubblica!) probabilmente attirerebbe maggiori flussi di capitale in Italia. Assumiamo quindi lo scenario peggiore possibile, in cui per un paio di anni la drammatica riduzione di imposte che noi proponiamo (150 mld e più...), che #F_START# size=3 color=black #F_MID# ridurrebbe molto i costi del fare impresa in italia e quindi migliorerebbe la "competitività"#F_END#, non abbia un impatto sulle esportazioni. Vogliamo essere pessimisti al massimo. Assumiamo anche che i flussi di capitale non migliorino. Vogliamo rovinarci. Notare che sto assumendo il peggiore scenario possibile, che non è nemmeno realistico, dato che #F_START# size=3 color=black #F_MID# ridurre le tasse drammaticamente sicuramente migliorerebbe la competitività e migliorerebbe l'attrazione di investire in Italia#F_END#. Ma vogliamo dare a Bagnai e soci il vantaggio dello scenario peggiore possibile, per noi (non a caso però i nostri si confrontano sempre con l'ipotesi che l'abbandono dell'austerità significhi aumentare la spesa pubblica, perchè questo invece veramente NON migliora la competitivà e preoccupa gli investitori esteri.... Fanno finta che non si possano ridurre le tasse, come qui si propone...) 2) Bene, in questo scenario, che sarebbe il più avverso alla nostra soluzione di taglio di tasse, avrai un deficit annuo di bilancia dei pagamenti annuo di 50 miliardi. Forse 60 miliardi. E per almeno due anni di seguito. E chi lo finanzierà questo deficit con l'estero, rimanendo nell'euro ? Come spiegato in una decina di post anche dettagliati qui sopra, nel sistema dell'Euro perchè i pagamenti in euro tra banche di diversi paesi possano funzionare la BCE è costretta ad attivare, #F_START# size=3 color=black #F_MID#tramite Target2, degli accrediti da paesi in cui si accumulino riserve bancarie a paesi in cui si perdano riserve bancarie#F_END# . Cioè Germania e Olanda si ritroverebbero a finanziare questi 50 o 60 miliardi l'anno di nostri deficit esteri, in prarica. Automaticamente. Ora, ^cosa era successo nel 2011 quando il saldo complessivo di Target2 era salito da circa zero a circa 1,000 mld ?#http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123517820^? Che oltre a deficit commerciali cronici in Grecia, Portogallo, Spagna e (ma più piccoli) in Italia c'erano flussi in uscita di capitali, quasi solo dai primi tre paesi, per cui nel giro di due anni appunto Germania e Olanda si erano ritrovate a finanziare con crediti all'interno del sistema di banche centrali quasi 1,000 mld E allora, la Merkel e soci, istigati da loro economisti come il famigerato Herbert Sinn dell'IFO, avevano scatenato una campagna mediatica e politica per imporre l'austerità e di conseguenza far ridurre i deficit pubblici e le importazioni ai paesi del sud-europa. E questo è quello che è avvenuto, ma se guardi bene la grande riduzione da 1,000 mild di saldo di Target2 nel 2011 a meno di 400 mld ora è stata dovuta per più di metà al "riflusso di capitali" in Spagna in particolare e negli altri paesi, più che ai saldi positivi commerciali. Questo perchè sono i movimenti di capitali oggi che in prevalenza determinano le bilance dei pagamenti. Per quanto riguarda l'italia l'impatto della variazione del saldo commerciale sul saldo di Target2 è stato forse di 100 mld, su un totale di 1,000 mld che aveva terrorizzato i tedeschi e gli olandesi. Conclusione: a) l'impatto di un aumento di importazioni dovuto ad un gigantesco taglio di tasse, per l'Italia sarebbe forse di 100 mld in due anni, quindi solo 1/10 dei 1,000 mld di saldo Targe2 del 2011 complessivi. Ergo, non sarebbe dell'ordine di grandezza di quello che nel 2011 ha innescato la furibonda reazione alemanna b) come spiegato qui, in altri post, in maggiore dettaglio e in fondo pagina, nel sistema dell'Euro esiste comunque un meccanismo automatico (all'interno di Target2) che scatta tra banche e banche centrali per far funzionare ogni giorno il flusso di centinaia di miliardi di pagamenti transfrontalieri. Chi lo ha studiato sa che in pratica questo meccanismo fa sì che un deficit estero, ad esempio italiano, venga finanziato da crediti che vengono dalla Germania o Olanda. Più precisamente dal sistema bancario germanico tramite la Bundesbank, al sistema bancario italiano tramite la Banca d'Italia (vedi lo schema contabile che ho messo assieme qui in fondo...) c) E se la dimensione più limitata dell'accumulo di crediti su Target2 (in caso in cui l'Italia crei miliardi di una sua moneta tramite crediti fiscali che funzionano come denaro in Italia...e poi spenda e import di più...) facesse inbufalire lo stesso i teutoni ? OK, in questo caso, simile al 2011, non ci possono fare niente! Se vogliono fermare questo meccanismo di pagamenti fanno saltare ipso facto tutto l'Euro ! (e su questo esito finale concordo con Bagnai e gli altri del ritorno alla lira che sarebbe auspicabile). Perchè, come abbiamo spiegato, #F_START# size=3 color=red #F_MID#se emetti crediti fiscali ed emetti in parallelo BTP a valenza fiscale NON DEVI CHIEDERE IL PERMESSO ALLA BCE, NON HAI BISOGNO DI DRAGHI. Abbiamo scritto un libro di 390 pagine per spiegare come aggirare la BCE e Draghi#F_END#, per la madonna. Come ha sintetizzato Nick Rowe:" If people do use them as a medium of exchange, then ^it is as if the individual EU countries can print their own money, at a floating exchange rate. Then they might work..."#http://worthwhile.typepad.com/worthwhile_canadian_initi/2014/07/when-is-helicopter-money-optimal.html^ d) detto tutto questo è ovvio anche che se dei politici italiani non capiscono questo meccanismo di Target2, sono troppo pavidi, ignoranti o comprati da interessi finanziari e accettano la propaganda sul deficit, sia pubblico che estero niente può essere fatto. Ma un conto è la propaganda sul deficit pubblico ed estero e un conto è come veramente funzionano e Bagnai alimenta il terrore del deficit estero, come altri alimentano il terrore del deficit pubblico Last but not least. Ma perchè è meglio sfruttare il meccanismo dell'euro, per creare moneta da parte dell'Italia e tagliare le tasse di 150 o 200 miliardi, subito, invece che puntare sul ritorno alla lira visto che consentirebbe poi a Banca d'Italia di finanziare deficit...ecc.. ? Per tutti gli altri dettagli si prega di ^leggere i capitoli 19 e 20 e poi 27, 28, 29 del libro#http://www.hoepli.it/libro/una-soluzione-per-leuro/9788820359164.html^, anche se non sono tutto sommato poi così facili come mi sono poi reso conto, ma di ferragosto magari uno ha più tempo... #ALLEGATO_1# #ALLEGATO_2# #ALLEGATO_3#

ho dovuto lanciare: "#FermiamoilCazzaro" - GZ  

  By: GZ on Giovedì 14 Agosto 2014 22:49

Dopo l'ennesima fregnaccia di oggi qualcosa andava fatto. #i# #F_START# size=2 color=blue #F_MID#“Fino a qualche giorno fa – spiega – si diceva che l’Italia era il problema dell’eurozona per il semplice motivo che l’Italia – dovendo fare la prima della classe – aveva già presentato i dati sul pil una settimana prima rispetto agli altri. Per questo ho chiesto formalmente all’Istat di dare i dati economici una settimana dopo. Perchè, se dobbiamo stare una settimana a sentirci dire che da noi va tutto male e verificare, poi, che gli altri Paesi sono messi come noi se non peggio, è evidente come dobbiamo fare un passo in avanti anche nella comunicazione” #/i# #F_END# ^Renzi, Il Fatto Quotidiano 14 agosto 2014#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/14/crisi-renzi-italia-e-stata-vagone-di-coda-ma-ora-e-tutta-leuropa-in-stagnazione/1090951/^ Come è possibile che non sia sbeffeggiato su tutti i giornali e TV, come è possibile che non venga trattato come un pagliaccio uno che nemmeno in Argentina prenderebbero sul serio ? Un primo ministro che si vanta oggi del fatto che: #i# #F_START# size=3 color=red #F_MID#"ho chiesto formalmente all’Istat di dare i dati economici una settimana dopo#F_END#, rispetto agli altri paesi europei. "L'Italia era il problema dell’eurozona per il semplice motivo che – dovendo fare la prima della classe – aveva già presentato i dati sul pil una settimana prima rispetto agli altri..."#/i#. Come è possibile che qui invece i giornalisti restino seri quando riportano le sue dichiarazioni da premier guatemalteco in esilio ? Non ha sua madre, sua sorella o un amico di infanzia che glielo spieghino ? L'antropologa Amalia Signorelli lo aveva definito correttamente già dopo pochi giorni che era premier: ^"Renzi, un cretino vestito da bambino"#http://www.dailymotion.com/video/x1e57v4_l-antropologa-amalia-signorelli-definisce-matteo-renzi-come-un-cretino-vestito-da-bambino_news^. Ho sentito oggi il dovere civico di "lanciare un hashtag", come si dice, cioè di lanciare un tema su Twitter. Si invitano tutti a collaborare, basta scrivere su Twitter #F_START# size=5 color=black #F_MID##FermiamoilCazzaro #F_END# e di seguito riportare le sparate di Renzi, come questa di oggi: #i# #F_START# size=2 color=blue #F_MID# “Oggi l’Italia è nelle condizioni di poter essere, nei prossimi anni, la guida dell’Europa. Facendo le riforme che deve fare l’Italia è nelle condizioni di poter trascinare l’Europa fuori dalla crisi"...."Perché l’Italia, aggiunge, potrà essere competitiva “con la motivazione”." #F_END# ^Renzi, 14 agosto 2014#http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/14/crisi-renzi-italia-e-stata-vagone-di-coda-ma-ora-e-tutta-leuropa-in-stagnazione/1090951/^ #/i# La mia "motivazione" è stata creare l'"hashtag" intitolato ^"FermiamoilCazzaro"#https://twitter.com/gzibordi^ in cui si riportano le peggiori fanfaronate e panzane del cretino vestito da premier, che in pochi mesi è riuscito è riuscito a battere ogni altro politico italico della storia in cialtronaggine. E' con dei clown come Matteo Renzi che una nazione fa default.

La maggioranza degli italiani non ha problemi di denaro - GZ  

  By: GZ on Martedì 12 Agosto 2014 00:29

Non è mai successo che un banchiere centrale in Inghilterra, Giappone, Francia o persino Spagna dicesse che la nazione di cui è cittadino, e il cui governo eletto lo ha nominato, debba cedere il potere ai banchieri a lui. Ma Draghi ha dichiarato la settimana scorsa che l'Italia deve cedere la sua sovranità, a lui e la Troika. Renzi dopo alcuni giorni è stato costretto a dire qualcosa, al Financial Times che lo ha intervistato e a differenza dei giornali italiani glielo ha chiesto. #i# «Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di fare riforme ma come le faremo lo deciderò io, non la Troika, non la Bce, non la Commissione Europea». Lo afferma il premier Matteo Renzi in un'intervista al Financial Times, commentando le parole del presidente della Banca centrale europea che ha lanciato un appello agli Stati affinché rinuncino a parte della propria sovranità sulle riforme strutturali. «Farò io le riforme perché l'Italia non ha bisogno di qualcuno che le spieghi cosa fare». Il deficit ? #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID# «Non ho intenzione di superare il tetto del 3%.#F_END# Speriamo di aver una crescita migliore nella seconda metà» e chiudere con un deficit al 2,9%, prosegue Renzi, sottolineando che l'Italia non sforerà il 3%, «è un regola vecchia ma #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID# è una questione di credibilità e reputazione per l'Italia anche se altri lo supereranno»#F_END#.#/i# Gli italiani hanno votato in massa (41%) Renzi che dichiara che deve obbedire a Draghi e ai banchieri centrali (Troika, BCE, Commissione...). Perchè sono loro che impongono che lo Stato da noi incassi di tasse più di quello che spende (questo significa il limite del 3% del PIL, dato che gli interessi sono il 4% del PIL) e quindi soffochi lentamente. #F_START# size=3 color=red #F_MID#Il limite del 3% significa che ogni anno la moneta si riduce #F_END# #F_START# size=3 color=red #F_MID#Il limite del 3% significa che ogni anno la moneta si riduce #F_END# #F_START# size=3 color=red #F_MID#Il limite del 3% significa che ogni anno la moneta si riduce #F_END# (c'è ancora qualcuno almeno qui su questo forum che non c'è ancora arrivato ?). I banchieri, come Draghi, vogliono che la moneta sia scarsa, per la stessa ragione per cui i petrolieri vorrebbero che il petrolio fosse scarso, che gli agricoltori che il vino o il latte fosse scarso, che le mignotte vorrebbero che ci fossero meno mignotte dell'est che aumentano l'offerta.... Ci vuole tanto ? Draghi è un banchiere e i banchieri vogliono che la materia prima che loro offrono sia scarsa... #F_START# size=3 color=red #F_MID#Draghi è un banchiere e i banchieri vogliono che la moneta sia scarsa. #F_END# #F_START# size=3 color=red #F_MID#Draghi è un banchiere e i banchieri vogliono che la moneta sia scarsa. #F_END# #F_START# size=3 color=red #F_MID#Draghi è un banchiere e i banchieri vogliono che la moneta sia scarsa. #F_END# (mi scuso con i più istruiti per il formato a slogan, ma ho notato che bisogna semplificare al massimo e solo ripetere il concetto essenziale, possibilmente in caratteri grandi e colorati) Se allora lo stato italiano da 30 anni riduce la moneta e ora, dal 2009 le banche non compensano aumentando il credito... l'economia... si contrae!. Fine. Qui hai tutta l'Economia che devi sapere. #F_START# size=3 color=BLUE #F_MID# L'economia di un paese è come uno stagno, se ogni anno riduci l'acqua lo stagno si riduce. Il denaro (debito e moneta) è l'acqua.#F_END# Non è nemmeno vero che il problema è il tasso di cambio della moneta. Il problema essenziale è la pura e semplice quantità di denaro che circola Evidentemente però la popolazione italiana è composta in maggioranza di persone che non hanno problemi di denaro: - redditieri, che vivono di reddito fisso e locazioni (Monti e Letta hanno ridotto le tasse su chi affitta immobili dal 43% al 10% !!) e loro figlie e figlie di papà - gente in un impiego pubblico, -esportatori di borsette in Asia, -curatori fallimentari e commercialisti, - politici, portaborse e amministratori pubblici, - calciatori, allenatori e gente del mondo del calcio, - pensionati con buone pensioni, - promotori di fondi obbligazionari, - trader di derivati, - farmacisti, - medici - gestori di centri di accoglienza per immigrati... non lo so, sto pensando a tutte le categorie di persone che in Italia oggi se la cavano bene e sono contente. Se avete dei suggerimenti anche voi sono ben accetti, perchè anche elencando questi qui sopra ho la sensazione che non arrivo alla maggioranza della popolazione, ma dato che nessuno protesta e anzi quando c'è l'occasione si vota il Partito del Debito (PD), dell'Euro e del limite del 3% al Deficit... devono essere per forza la stragrande maggioranza...